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Archivio | 18:25
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Alla presenza del padre di Lorenzo Orsetti, il 33enne fiorentino ucciso in Siria il 18 marzo scorso mentre combatteva al fianco della resistenza curda contro l’Isis, è stata scoperta la targa che ne ricorda la memoria come partigiano, niente data di nascita né di morte. A rappresentare le istituzioni, l’assessore municipale Stefano Sanpaolo.

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E ora Ama chieda la revoca dell’Aia alla regione – di Luciana Miocchi

27 Giu

Derubricata la richiesta di Virginia Raggi a semplice manifestazione di volontà politica, ora i romani aspettano la richiesta di Ama, unica legittimata ad agire. Sperando che stavolta arrivi la parola fine su una vicenda che da quasi dieci anni appesta le vite degli abitanti di Roma Nord

Le parole pronunciate ieri sera durante l’audizione di Zingaretti davanti la commissione rifiuti e ecomafie non sono passate inosservate: la regione Lazio non può revocare l’aia al Tmb Salario perché la richiesta firmata dal Sindaco è nulla, in quanto è Ama che ha tale onere amministrativo. Non è quindi questione politica ma burocratica e d’altra parte le norme ci sono per essere rispettate.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, sul cui territorio insiste l’impianto Tmb, si è così espresso:“Sulla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale da parte della Regione, nessuna speculazione politica. Ho sentito l’assessore Massimiliano Valeriani che, in merito alla dichiarazioni rese ieri, conferma la ferma volontà della Regione a procedere alla revoca ma secondo i percorsi amministrativi corretti. Correttezza vuole che, pur prendendo atto della chiara volontà manifestata dalla Sindaca con la lettera a Zingaretti, nella quale si decreta la chiusura del TMB Salario, la stessa volontà sia ora manifestata dall’AMA, in quanto società proprietaria dell’impianto. Società di cui Roma Capitale, quindi la sindaca, è proprietaria al 100%. La sindaca solleciti ad AMA questo mero adempimento burocratico”. E ancora: “Non c’è e non ci può essere nessuno scaricabarile su una vicenda dove ormai i soggetti implicati hanno manifestato la chiara volontà di chiudere definitivamente una pagina dolorosa per la città e dove i cittadini si aspettano coerenza di comportamento da parte di tutti gli attori istituzionali. Ribadisco la necessità e l’urgenza di chiudere il percorso amministrativo per la revoca dell’AIA, l’impianto è ormai chiuso e non riaprirà, bisogna pensare ora al futuro di quell’area, alla bonifica e al suo riuso”.

Anche il Pd Romano, attraverso un comunicato di Riccardo Corbucci, coordinatore del Pd Roma e Giulia Tempesta, consigliera comunale dem hanno rilasciato una dichiarazione su quanto il nuovo consiglio di amministrazione di Ama debba fare: “Il primo atto del nuovo cda dell’Ama, appena nominato dalla sindaca Virginia Raggi, sia la comunicazione alla Regione Lazio della revoca delle autorizzazioni per l’ex impianto Tmb Salario. La nota della sindaca, che rappresenta il socio di maggioranza dell’azienda dei rifiuti, ha manifestato la volonta’ politica di chiudere definitivamente la struttura sulla Salaria come chiesto da anni dalla popolazione. Il nuovo cda proceda immediatamente a comunicare la medesima volonta’ agli uffici della Regione, che molto correttamente hanno fatto notare come spetti all’azienda adempiere al corretto iter burocratico. Siamo convinti che l’impianto sia ormai chiuso e l’attenzione delle Istituzioni deve essere rivolto al futuro di quell’area, da decidere con Ama, Comune e cittadini del III municipio”.

Per Roberta Angelilli, dell’esecutivo nazionale FdI, che ha seguito le lotte per far chiudere il Tmb sin da quando era europarlamentare ” Senza una richiesta formale di revoca dell’Aia da parte di Ama, si rischia una possibile futura riapertura degli impianti di via Salaria. Infatti, qualche giorno fa, Virginia Raggi aveva annunciato con una lettera la chiusura dell’impianto Ama di via Salaria ma a tutt’oggi non risulta nessuna richiesta da parte di Ama SpA rivolta agli uffici competenti della Regione Lazio in merito alla revoca delle autorizzazioni. Infatti, benche’ Roma Capitale, come socio unico, detenga il 100% del capitale sociale dell’azienda, soltanto l’Ama e’ titolata a chiedere la revoca dell’Aia. Quindi, per evitare di assistere ad una farsa amministrativa e allo scarica barile di responsabilita’ a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, chiediamo che Virginia Raggi solleciti con urgenza l’invio di un atto formale da parte di Ama alla Regione Lazio, conditio sine qua non per avere la certezza di ottenere la chiusura definitiva dell’impianto”.

“Presenteremo un accesso agli atti per verificare che la procedura di revoca dell’Aia sia stata effettivamente avviata, secondo le adeguate modalita’. Non si puo’ piu’ perdere altro tempo” dichiarano Holljwer Paolo, vicepresidente del Consiglio del Municipio II, e Stefano Erbaggi, direttivo romano di FdI.

Si attendono a breve le reazioni delle altre parti politiche.

Luciana Miocchi

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Colpo di scena per il Tmb Salario: la richiesta di revoca dell’aia fatta dal Sindaco Raggi è nulla. La deve fare Ama – di Luciana Miocchi

27 Giu

Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali, attraverso un post sulla sua pagina pubblica, ha dato una informazione che ha del clamoroso. Nell’audizione di ieri sera, in commissione rifiuti ed ecomafie, veniva ascoltato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Qui è bene trascrivere le esatte parole che la Muroni ha affidato alla rete: “io non so bene come dirlo, perché è difficile da credere, ma il sia Presidente che l’Assessore Valeriani hanno spiegato alla Commissione che la lettera con cui il Comune di Roma ha chiesto alla Regione la revoca dell’AIA per il Tmb Salario è nulla! La lettera infatti avrebbe dovuto mandarla l’Ama non il Comune. Ho fatto presente al Presidente Zingaretti, all’Assessore Valeriani e alla Dirigente Tosini che i cittadini avevano creduto che almeno la vicenda dell’AIA fosse chiusa e che non si poteva più sacrificare il benessere della popolazione sull’altare della polemica politica tra Comune e Regione. Nicola Zingaretti mi ha risposto che il Presidente della Regione Lazio e la Sindaca di Roma Virginia Raggi non hanno alcun problema politico…..”.

In parole povere, Sindaco e Presidente non hanno problemi a dialogare, peró in Campidoglio o Raggi prende iniziative senza chiedere all’ufficio legale – avvocatura comunale, via del Tempio di Giove n. 21 – che quanto meno in materia di rapporti tra Comune e aziende di proprietà dovrebbero essere ferratissimi, o i pareri li ha chiesti e sono stati clamorosamente sbagliati. O anche, si sta cercando di prendere tempo anche a costo di sfiorare il ridicolo, sacrificando finanche reputazione e dignità del singolo, ovvero della Raggi, avvocato a sua volta.

Chiarito l’intoppo, ora ci si aspetta che la richiesta venga prontamente riprodotta a firma dei responsabili Ama.

Luciana Miocchi

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