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Il lockdown di un rancoroso: quelli a cui è cambiato poco- di Alessandro Pino

23 Apr

Non passa giornata senza imbattersi in qualche volto noto che dalla sua agiata quarantena in un superattico o una tenuta con fattoria annessa ti inviti attraverso lo schermo a una riflessione sui nuovi stili di vita, sulla riscoperta della semplicità, sul bando alle frivolezze. E a te viene da ridere amaramente, perché fai parte di quella schiera di tapini per i quali con questo cazzo di Coronavirus è cambiato ben poco, continuando a uscire di casa per umili lavori che non prevedono smart working e ti dicono anche di ringraziare che ce l’hai ancora: insomma, facevi una vita grama prima come adesso, con l’aggravante delle file, dei controlli con la giustificazione, dei rastrellamenti a tappeto. Parliamoci chiaro: a fare una passeggiata al parco, a mangiare fuori, a farti una birra, al cinema, a sentire musica becera non ci andavi nemmeno prima, non avevi soldi, non avevi voglia, non avevi energie dopo la solita giornata o nottata infame, anzi sghignazzi silente e maligno vedendo il disagio di chi faceva la bella vita mentre tu annaspavi rosicando del benessere altrui. Adesso ti stropicci le mani con gestualità alla Bruno Vespa, soddisfatto e appagato di questa parziale equità al ribasso, di questa tua meschina vendetta sociale. E a proposito di mani, a uno svedese inside come te non è stato tanto difficile fare a meno di stringerle per il distanziamento, non ti mancano baci abbracci e smancerie varie, spesso di convenienza e sincere come quello di Giuda, in tema con la Pasqua appena trascorsa che comunque non hai mai potuto celebrare come si conviene tra crapule e gite fuori porta. E probabilmente anche il giorno che sarà finita continuerai a salutare a distanza per evitare il contagio morale con chi in tempi di mascherine ha gettato definitivamente la maschera. E a proposito di mascherine, dopo aver scoperto indossandola di avere un alito che sembra di aver fatto colazione con una tazza di merda, ci è voluto poco per abituarti anche a quell’aroma di Canale della Giudecca proveniente dal tuo cavo orale. Massì, in fondo, con questo Coronavirus per te è cambiato ben poco.

Alessandro Pino

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