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Pulizia straordinaria all’Ipogeo della Torricella

2 Feb

(pubblicato su www.europagiovani.com)

L’iniziativa promossa dal CdQ Serpentara con il Comune di Roma, l’Ama e associazioni di cittadini

Il territorio del Quarto Municipio comprende ancora alcune aree verdi risparmiate dalla cementificazione selvaggia – ma formalmente legittima – degli ultimi anni. Purtroppo però queste  zone solo in apparenza sono rimaste incontaminate: osservandole a distanza sembrano luoghi ameni, quasi delle oasi nel grigio delle costruzioni, ma da vicino – ove ciò non comporti problemi di sicurezza personale, perché a volte sono ritrovo di sbandati –  ci si rende conto del degrado in cui versano. Una di queste è la collina a ridosso del complesso archeologico noto come Ipogeo della Torricella, tra il parco omonimo e il fascio di binari della stazione ferroviaria Nuovo Salario. Qualche settimana fa quest’area – di proprietà privata ma aperta al pubblico – era stata sommariamente bonificata con una ruspa dalla presenza di un accampamento di persone senza fissa dimora. Sul posto però oltre ai resti del bivacco era rimasta una grande quantità di rifiuti ed è per questo che lo scorso 29 gennaio è stata organizzata una pulizia straordinaria. L’iniziativa, promossa in collaborazione tra il Comitato di quartiere Serpentara, l’Assesorato all’Ambiente del Comune di Roma Capitale, l’Ama, la fondazione Insieme per Roma e l’associazione Romaltruista, ha visto impegnate una quindicina di persone per tutta la domenica mattina. Alla fine sono stati una ventina i sacconi per la spazzatura – forniti dalla municipalizzata – riempiti dai volontari con i materiali rinvenuti tra la vegetazione e all’interno della galleria che porta alla grande cisterna dell’Ipogeo: tra questi, numerosi metri di guaina per cavi elettrici e parti di elettrodomestici, di probabile illecita provenienza. Per i membri del Comitato Serpentara  le bonifiche di aree verdi degradate non sono una novità: periodicamente si prendono cura del vicino Parco delle Magnolie e di recente hanno ripulito le aiole di via Tina Pica. Queste attività non vogliono sostituirsi a quelle che dovrebbe svolgere chi di dovere ma, come ricorda Mimmo d’Orazio, presidente del Comitato, hanno il significato di coinvolgere i cittadini nella manutenzione di un bene comune come il verde:  «Lo spirito è quello della buona volontà dei cittadini per passare una domenica diversa».

Alessandro Pino

 

Settebagni: al semaforo davanti la chiesa, dopo il verde ko anche il giallo e il rosso – di Alessandro Pino

28 Gen

Uno dei due semafori che a Settebagni regolano l’immissione nel Raccordo Salario all’altezza della parrocchia di S. Antonio da Padova  è definitivamente fuori servizio. La luce verde aveva smesso di funzionare circa un mese fa, e già così si registravano numerosi tentennamenti tra i conducenti in prima fila, alla ripartenza dopo lo stop, con conseguenti  nervosi colpi di clacson da parte dei più impazienti. Improbabile che il guasto non sia stato segnalato a chi di dovere, dato che quel tratto di strada è quotidianamente percorso dai mezzi della Polizia Stradale e dei Carabinieri di stanza nel quartiere. Fatto sta che non solo nessuno è intervenuto per sostituire la lampadina ma da un paio di giorni si sono fulminate anche quelle del giallo e del rosso.

Alessandro Pino

 

Quando Gesù nasce ogni anno nella “Sedia del Diavolo” – di Alessandro Pino

28 Dic

È ormai da una quarantina d’anni che durante le festività natalizie viene allestito un presepe all’interno della cosiddetta “Sedia del Diavolo”, il rudere di tomba risalente al II secolo che si trova a Roma in piazza Elio Callistio, quartiere Trieste. Artefice dell’installazione è fin dall’inizio Gaetano Chiacchio, proprietario di un bar proprio di fronte al monumento, assieme al gestore di un altro esercizio commerciale della piazza. Gaetano, di ascendenze partenopee (quindi con il presepe nel Dna), spiega come ebbe l’idea: «Appena mi stabilii qui pensai di fare il presepe, perché è bello farlo, valorizza la piazza e poi perché il monumento, con i resti della copertura a volta, mi ha sempre ricordato una grotta. Mi è sembrata anche una sfida al diavolo mettere una scena della Natività proprio nel rudere che tradizionalmente porta il suo nome». Per collocare le statuine (una decina in tutto, alte trenta centimetri circa) Gaetano inizialmente scavalcava l’acuminata recinzione posta attorno alle rovine, successivamente le autorità comunali – nella persona della funzionaria Antonella Gallitto che ne ha in custodia le chiavi – hanno concesso di aprirgli la cancellata in alcune occasioni come appunto l’allestimento del presepe o la pulizia periodica del sito archeologico. A fronte infatti di chi come il barista tiene alla cura e alla valorizzazione del monumento e della piazza, ci sono troppi incivili che scambiano la minuscola area verde per una pattumiera riempiendola di cartacce, situazione aggravata– a detta del consigliere del Secondo Municipio Massimo Inches – da un rimpallo di competenze tra Ama e Ufficio Giardini per quanto riguarda la manutenzione e la pulizia della stessa. Per supplire a questa carenza alcuni cittadini – tra cui anche Gaetano – hanno dunque creato una onlus chiamata “Solidarietà Benessere Natura” alla quale – caso unico a Roma – è stata dato in affidamento il complesso della Sedia del Diavolo. I membri dell’associazione – tutti residenti nella zona – non sono interessati solo a tenere in ordine l’area ma anche a diffonderne la conoscenza. Molti romani ignorano la storia di un edificio appena un secolo più giovane del Colosseo, cosa che stride in maniera imbarazzante con la competenza dimostrata, come ricorda Gaetano, da numerosi turisti stranieri che allontanandosi dal centro vengono qui apposta per vederlo. Periodicamente quindi vengono organizzate delle giornate di divulgazione alle quali partecipano eminenti cultori della storia romana, come l’attore Dino Ruggiero. Anche una targa esplicativa sulla cancellata servirebbe senz’altro allo scopo. Nell’attesa che si possa affiggerne una, Gaetano tiene esposto nel suo caffè un tabellone illustrato con la storia della Sedia del Diavolo.
Alessandro Pino

Guardala la crisi: tutti all’assalto di giacconi firmati e cellulari ultimo grido – di Alessandro Pino

3 Dic

Mentre la parola “crisi” è all’ordine del giorno e la litania delle famiglie che non arrivano a fine mese viene ripetuta come un rosario, capita di assistere a spettacoli che invece darebbero ragione a chi invoca e impone tagli e sacrifici perché “i soldi ci sono”. È di pochi giorni fa la notizia che in diverse città italiane le sedi di una storica catena di grandi magazzini, presso le quali era stata annunciata la vendita a prezzo stracciato di giacconi firmati, sono state invase da folle oceaniche di predatori dell’affare perduto. In un caso la ressa è stata tale da creare problemi di ordine pubblico al punto che si è stati costretti ad annullare la vendita speciale. Scene simili si sono registrate durante la recente inaugurazione del nuovo punto vendita romano – zona Ponte Milvio – di un noto marchio di negozi di elettronica, preso d’assalto da una massa di invasati molti dei quali accampatisi la sera precedente, attratti dagli sconti pubblicizzati per il primo giorno di attività. Particolarmente appetiti erano i cento esemplari promessi del telefono cellulare più famoso del mondo, venduti a un prezzo molto inferiore a quello di listino ma in ogni caso non indifferente (circa quattrocento euro, la rata  media di un mutuo). Le cronache hanno riferito di scene da Presa della Bastiglia, con vetrine infrante e colluttazioni per portarsi a casa qualcosa, magari per la sola soddisfazione di acquistare a prezzo scontato un oggetto di cui probabilmente non si aveva affatto necessità. Se  le conseguenze si fossero limitate a questo, poco male. Il fatto è che l’abnorme afflusso di persone – e quindi di veicoli – ha creato ingorghi mostruosi anche ben oltre la zona in cui si trova il negozio, casomai solitamente ci fosse poco traffico. Per tentare di governare in qualche modo una situazione rapidamente congestionatasi la Polizia di Roma Capitale ha dovuto fare intervenire in tutta fretta duecento unità ma ormai la frittata era fatta e il caos si era impadronito di Roma Nord, come già accaduto in altri quadranti in occasioni analoghe. Proprio per questo molti hanno giudicato poco avvedute le parole del sindaco Gianni Alemanno secondo cui tutto ciò non era prevedibile. Polemiche a parte, resta il fatto che questi comportamenti sarebbero stati ammissibili nel caso si fossero distribuite gratuitamente bistecche e pacchi di pasta ma non per la vendita di beni superflui e – specialmente nel caso dell’elettronica di consumo – dalla rapida obsolescenza: basti pensare che a fine giornata pare sia stata acquistata merce per un valore di circa due milioni di euro. Nessuno stupore però se uscisse fuori che buona parte di quella cifra sia stata anticipata con finanziamenti accesi da chi effettivamente ha difficoltà economiche ma non rinuncia a mettersi in casa gli ultimi ritrovati della tecnologia. Come dire: saremo più poveri, ma gonzi uguale.

Alessandro Pino

 

Studenti occupano l’ingresso del IV Municipio – di Natascia Grbic

3 Dic

La mattina del 2 dicembre circa 500 studenti di gran parte delle scuole del IV municipio, si sono dati appuntamento alle nove del mattino a piazza Sempione, per poi muoversi in corteo.

Scopo della manifestazione, la denuncia delle condizioni edilizie disastrate in cui versano molte scuole della zona, la contrarietà alla legge Gelmini e al neogoverno Monti. «Vi sono classi sovraffollate e assolutamente fuori da ogni norma di sicurezza e in molti casi mancano…(prosegui la lettura su

http://natasciagrbic.wordpress.com/2011/12/02/studenti-occupano-lingresso-del-iv-municipio/  )

Vigne Nuove: l’assassino per dieci euro è stato condannato all’ergastolo – di Alessandro Pino

18 Nov

(foto A. Pino)

Un omicidio è qualcosa che, oltre a sottrarre la vita di qualcuno, sconvolge spesso per sempre quella di chi rimane: non solo l’autore ma anche le persone più prossime a loro, i parenti, gli amici, i vicini di casa. Per gli estranei invece il più delle volte sono solo poche righe in cronaca, per di più   immediatamente risucchiate dal convulso succedersi di notizie proprio del moderno mondo dell’informazione. Solo di tanto in tanto poi si torna a parlare del singolo episodio in occasione di un anniversario o di una scadenza giudiziaria, come accaduto per Emiliano Cappetta, poco meno che quarantenne residente in zona Vigne Nuove che fu accoltellato mortalmente nel marzo scorso e il cui aggressore è stato giudicato il 17 novembre. Ubaldo, questo il suo nome,  imputato con le accuse di omicido aggravato e violazione della legge sulle armi, è stato condannato dal gup Antonella Capri all’ergastolo, oltre al pagamento di duecentocinquantamila euro ai familiari della vittima. L’aver chiesto il rito abbreviato non l’ha messo al riparo dalla massima pena prevista dal nostro ordinamento:  lo sconto di un terzo non è stato applicato. Decisive le aggravanti considerate dal giudicante. La morte di Emiliano Cappetta, avvenuta in seguito a un diverbio per un prestito di alcuni euro fattogli da Ubaldo degenerato in una selvaggia aggressione, aveva suscitato rabbia e sconcerto tra gli abitanti di un quartiere difficile che pure sono abituati a vederne di tutti i colori, soprattutto perché veniva descritto da chi lo conosceva come se fosse rimasto un bambino, una persona che non aveva mai dato problemi.  «Emiliano qui è l’unico che non aveva mai dato fastidio a nessuno, al massimo te chiedeva ‘na sigaretta» aveva detto una ragazza il giorno successivo al fatto, proprio sotto al portico di via Amleto Palermi dove era avvenuto. Difficile pensare che Ubaldo, tossicodipendente e sieropositivo, già arrestato anni fa perché trovato in possesso di stupefacenti che teneva occultati nel volante dell’auto, diventato assassino per pochi spiccioli, possa pagare in alcun modo la sanzione pecuniaria inflittagli. Più facile prevedere che, nell’attesa di successivi gradi di giudizio e per i consueti meccanismi della giustizia, non passerà troppo tempo prima che possa uscire dal carcere, anche se per qualcuno del quartiere sarebbe meglio non si facesse più vedere in giro: «Co ‘ste leggi che c’abbiamo Ubaldo tra poco sta di nuovo fòri, ma qui è meglio se quell’infame nun ce torna».

Alessandro Pino

Mondo disabile: Tutti vincitori al XVI Torneo dell’amicizia di calcio a sei – di Alessandro Pino

17 Nov

Si è concluso con la finale del 10 novembre il “Torneo dell’Amicizia” di calcio a sei, patrocinato dal Comitato Italiano Paralimpico Lazio e giocato sul campo sintetico della Parrocchia di Sant’Alberto Magno (zona Vigne Nuove) da ragazzi con disabilità intellettive e relazionali. Giunto quest’anno alla sedicesima edizione, il torneo è stato come sempre organizzato dagli operatori del Centro Diurno Lumiére che fa capo alla Asl Roma A e viene frequentato da alcuni degli atleti partecipanti. La finale è stata il culmine di una serie di incontri giocati nei mesi precedenti da sei squadre: Tangram e Ottovolante (entrambe della Asl Roma A), Albano Primavera, Polini Team, Blue Star e De Rossi Asl Roma C. Come nelle precedenti edizioni, nell’ultima giornata le compagini originarie sono state sparigliate in modo da creare delle formazioni miste, esaltando così il valore dello stare insieme facendo sentire tutti vincitori. Al termine degli incontri le squadre si sono trasferite presso il Centro Diurno di largo Fratelli Lumière dove ha avuto luogo la  premiazione.

Alessandro Pino

Quando solidarietà e moda vanno a braccetto. Mostra mercato a Termini – di Alessandro Pino

16 Nov

La Cooperativa Sociale Pandora ha organizzato per domenica venti novembre una mostra mercato di abiti e accessori di seconda mano che si terrà dalle undici del mattino alle otto di sera presso l’Hotel Radisson di via Turati 171, zona stazione Termini. Il materiale in vendita è stato donato da sostenitori di questa onlus e i fondi raccolti serviranno a incrementarne l’attività di sostegno della maternità e della prima infanzia. La Cooperativa infatti dal 1994 opera al fine di facilitare il rapporto tra mamma e bambino  nella convinzione che affrontando tempestivamente eventuali piccole difficoltà relazionali sia possibile evitare  successivi disagi psicologici di difficile trattamento. Si tratta quindi di servizi di prevenzione rivolti sia alle donne in gravidanza che alle neo-mamme e ai loro nuclei familiari, per assisterli in caso di malinconia o depressione post parto e nelle insicurezze legate alla crescita del bambino. Sul campo opera personale qualificato assieme alle cosiddette doule (parola di origine greca che significa “ancella”), volontarie appositamente formate avvalendosi della consulenza di psicoterapeuti, ginecologi e pediatri. L’attività è abitualmente svolta in prevalenza nel Quinto Municipio, con i cui servizi socio sanitari si integra e dal quale è finanziata assieme ad altri enti locali (Comune, Provincia e Regione) oltre a banche, aziende e fondazioni che ne condividono le finalità. La raccolta di fondi servirà ad estendere il servizio su tutto il territorio cittadino e ad attivare una ludoteca. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito http://www.pandoracoop.it oltre che sulla pagina Facebook “Pandora cooperativa sociale onlus”.

Alessandro Pino

 

Occupato centro sportivo a Vigne Nuove: è l’ennesimo edificio abbandonato e inutilizzato da anni nel IV municipio – di Natascia Grbic

14 Nov

Sabato 12 novembre, alle 11 del mattino, gli attivisti di Horus Project insieme agli insegnanti della palestra popolare Valerio Verbano, studenti della facoltà di medicina dell’università “La Sapienza” e cittadini del IV municipio, hanno occupato il centro sportivo “Delle vittorie” in piazza Ennio Flaiano. La struttura, abbandonata da un anno, è pubblica ma gestita da una società privata.

Lo stato di abbandono in cui versa l’edificio è totale: porte e finestre rotte, corridoi e stanze invasi da ogni tipo d’immondizia. Scopo dell’occupazione è denunciare tutto questo e restituire lo spazio ai cittadini del quartiere. Abitanti che, si sono dimostrati molto contenti della messa in funzione da parte degli attivisti di quel posto.

Il “Delle vittorie”, ha iniziato da subito a “vivere”: già dal giorno seguente si sono riversati i bambini sui campetti e sono iniziati i tornei di calcio. Alle 11 del mattino, è stata indetta dal comitato un’assemblea pubblica. Presenti, esponenti politici dell’Italia dei valori, Action, Partito democratico e Sinistra e libertà.

Adesso, davanti al centro sportivo, è appeso uno striscione, che recita: “Lo sport è un bene comune – Speculazione e degrado fuori dal “Delle vittorie”. Attualmente, c’è un bando per l’assegnazione del posto, ma sembra che nessuno voglia prendersi in carico la sua gestione causa i grossi debiti che avrebbe lasciato la società privata che lo amministrava: questi, ammonterebbero, infatti, a circa un milione e mezzo di euro.

Domani ci sarà un incontro con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Mercoledì, invece, in largo Fratelli Lumieré, ci sarà una raccolta firme presso la sede del comitato di Vigne Nuove per aprire una vertenza con il comune di Roma.

 

Natascia Grbic

www.natasciagrbic.wordpress.com

Sottopasso ferroviario di via S. Antonio da Padova. Obsoleto, stretto, a senso unico. Ma il vero pericolo è l’inciviltà dei guidatori – di Alessandro Pino

14 Nov

divieto ben evidente....ma la macchina imbocca contromano

Chi vive a Settebagni o semplicemente la frequenta sa bene quali conseguenze abbia il vecchio sottopasso ferroviario di via Sant’Antonio di Padova sulla viabilità di tutto il quartiere: la galleria infatti è oramai inadeguata, troppo stretta per essere percorsa in entrambi i sensi di marcia e in attesa che venga sostituita da un nuovo manufatto (già preventivato più di una decina di anni fa, la cui realizzazione sembra prevedibile per le classiche calende greche) la segnaletica ne permette il transito solo ai veicoli provenienti dalla Salaria, vietandolo a quelli che devono raggiungere la consolare. Un bel senso unico ben segnalato, con tanto di cartello di divieto di accesso nel senso opposto. Per andare in direzione Roma centro bisogna quindi percorrere tutta la via dello Scalo di Settebagni fino al sottovia più grande della Salita della Marcigliana, raggiungere il tratto di Salaria interno al quartiere e percorrerlo a ritroso fino al Raccordo Salario – Settebagni. In tutto è un tragitto di quasi un chilometro che sicuramente costituisce una seccatura, una perdita di tempo, anche un consumo supplementare di carburante ma che non giustifica una sconsiderata abitudine ormai diffusa tra tanti, troppi conducenti, specialmente residenti nella strada in questione: quella di imboccare la galleria contromano sbucando nel tratto di via Sant’Antonio di Padova che costeggia la chiesa omonima, dove è consentito il doppio senso di marcia. Questo accade soprattutto la mattina presto o la sera tardi, quando il traffico è più scarso ed è meno probabile incontrare altri veicoli durante la pericolosa scorciatoia. Solitamente chi effettua tale manovra sa bene di essere in torto marcio e se si accorge che il tunnel è già impegnato in maniera regolare ha almeno la decenza di aspettare che questo si liberi. Recentemente invece si è raggiunto un nuovo gradino dell’inciviltà, come testimoniato in rete da Lara, una ragazza che vive da sempre nel quartiere. Secondo quanto riferito, un’amica di famiglia giunta con la propria automobile a tre quarti del sottovia, si è trovata davanti un anziano guidatore che entrando dalla parte vietata ha iniziato a inveire contro la la donna pretendendo che facesse marcia indietro cedendogli il passo perché “lui abitava lì e aveva il diritto di fare come gli pare”. L’individuo alla fine si è stufato convincendosi a innestare la retromarcia, ma è chiaro che se i due veicoli avessero proceduto ad andatura spedita (come accade spesso e volentieri) le conseguenze sarebbero state gravi. Vista anche l’assenza di controlli in tal senso da parte delle Forze dell’Ordine è facile immaginare che di questo passo qualcuno forse eviterà di andare incontro a una multa, non certo al paraurti di qualche furgone.

Alessandro Pino

Porta di Roma: fine settimana di prevenzione nello sport al centro commerciale – di Raffaella Paolessi

13 Nov

Di doping e di prevenzione nello sport spesso si parla solo in concomitanza con qualche fatto di cronaca eclatante. Da anni, però, il IV Municipio, grazie ad alcune strutture ospedaliere di punta, si impegna nel sensibilizzare il grande pubblico a queste problematiche. In tale ottica rientra la manifestazione “SportIVamente”,  organizzata dal Comitato di sostegno Roma 2020-IV Municipio, dalla casa di cura Villa Valeria e da Porta di Roma, con il patrocinio della Regione e del IV Municipio, la collaborazione di Radio Radio  e il contributo di varie associazioni sportive. La manifestazione si è aperta con il  convegno “La tutela dello sportivo: dal doping al recupero post-infortunio” organizzato da Villa Valeria, che ha proprio nell’ortopedia una delle sue punte di diamante. Per i visitatori non solo l’opportunità di avere corrette informazioni sugli effetti negativi del doping, ma anche la possibilità di avvicinarsi come spettatori e atleti ad alcune discipline, grazie alle esibizioni e ai tornei con iscrizione gratuita organizzati in vari spazi del centro commerciale. Per le società sportive presenti l’occasione di far conoscere le proprie attività anche per la presenza di allenatori e maestri in grado di rispondere alle domande del pubblico. Oggi si è svolta una esibizione di karate; domani, dalle 10 alle 19, un Galà di pugilato e arti marziali. Interessante anche la visita allo stand del Tasmania Corse ASD con esposizione delle moto e minimoto da corsa utilizzate dal team. Inoltre, in collaborazione con il Trauma Sport Center di Villa Valeria, sono stati istituiti all’esterno spazi per visite ortopediche e diagnostiche gratuite.

Raffaella Paolessi

11/11/11: #occupyeverything. Parte il countdown – di Natascia Grbic

10 Nov

Venerdì 11 novembre, sono previste una serie di manifestazioni in tutto il mondo. Scopo, protestare contro le politiche d’austerity attuate dai vari governi e richieste dalla Banca Centrale Europea come strumento per risolvere la crisi. La giornata di protesta è stata lanciata da chi, nelle scorse settimane, ha occupato a New York la borsa di Wall Street. La risposta è stata mondiale, e quel giorno vedrà dirigersi verso i luoghi della finanza quel 99% della popolazione che non ne può più di essere governato dall’1%. “We are 99%” è stato lo slogan delle proteste americane, ripreso poi da quelle italiane: con questo grido, infatti, sono scesi in piazza i “Draghi Ribelli”, movimento composito ed eterogeneo che il 12 ottobre ha rispedito al mittente la lettera dell’ormai ex governatore di Banca d’Italia, Mario Draghi, alla Bce. Con la campagna “occupiamobankitalia”, gli obiettivi dei manifestanti sono diventati altri: non più i palazzi del potere, considerati ormai vuoti e privi di ogni autorità decisionale, ma le istituzioni finanziarie. Le misure economiche che si stanno attuando in Europa non vengono decise dai governi e dai loro capi di Stato che, ormai, seguono solo i dettami della Banca Centrale Europea.Per questo, l’11/11/2011 alle ore 15, a Roma i Draghi Ribelli si troveranno davanti al Ministero dell’Economia e proveranno a sfidare l’ordinanza del sindaco Gianni Alemanno, che, dopo i fatti del 15 dicembre, ha vietato per un mese i cortei all’interno del I municipio. Sarebbe la seconda volta: il 3 novembre è stato impedito di manifestare agli studenti medi e universitari che volevano partire dalla stazione Tiburtina.«La giornata è stata lanciata a livello internazionale – dice Marco Iasci di Unicommon – Attraverso assemblee pubbliche noi draghi ribelli abbiamo costruito questo appuntamento a Roma. Andremo di fronte al ministero dell’Economia ormai commissariato dalla Bce dove lanceremo una caccia al tesoro. Ovvero, vogliamo sanzionare quei luoghi che sono simbolo della ricchezza di questo paese per riaffermare che le misure d’austerit0y colpiscono solo le fasce di popolazione già colpite dalla crisi. Segnaliamo con determinazione che l’unica manovra accettabile deve riguardare la tassazione sulle rendite e transazioni finanziarie».

Natascia Grbic

Stalker assassinato dal padre della ex – di Alessandro Pino

17 Ago

 
 
Roma: pluripregiudicato viene ucciso dal padre di una donna che molestava da tempo dopo l’ennesima violenta provocazione. Nel  popolo della rete sono in molti ad approvare il gesto.
La borgata di San Basilio, periferia est di Roma, è stata il teatro di una storia di pesantissime molestie ai danni di una giovane donna che poteva finire come  troppi casi analoghi nei quali il persecutore di turno, nonostante denunce e diffide, ha continuato ad agire indisturbato arrivando anche a uccidere brutalmente il bersaglio delle sue morbose attenzioni. Questa volta è andata diversamente ma il sangue è stato versato comunque. Il copione fino a un certo punto è stato quello tristemente collaudato: un uomo pregiudicato per furto, Stefano Suriano, minaccia da tempo la sua ex compagna  malmenandone anche il padre, Carlo Nanni. La situazione viene segnalata formalmente alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura ma il molestatore, anzi lo stalker come si usa dire oggi, non fa una piega e prosegue imperterrito. Fino a un paio di giorni fa, quando Nanni, dopo l’ennesimo episodio di minacce e insulti, decide che è ora di finirla ma sul serio, non con le carte bollate. Assieme ad altre tre persone si mette a cercare Suriano a bordo di una macchina rubata, perchè forse neanche Nanni, pregiudicato anch’egli, rappresenta l’ideale di vicino di casa che tutti vorrebbero. Alla fine di questa caccia selvaggia Suriano viene trovato, inizia una feroce colluttazione al termine della quale rimane ferito mortalmente con un coltello e una mazzetta da muratore. Per gli inquirenti non è difficile intuire chi possa essere l’autore dell’omicidio: Nanni viene condotto nella caserma dei Carabinieri della Compagnia di Montesacro dove nel corso dell’interrogatorio ammette le proprie responsabilità, riferendo inoltre di avere gettato il coltello nell’Aniene dal ponte di via di Tor Cervara. Le ricerche dell’arma nelle acque limacciose del fiume sono ancora in corso. Intanto l’opinione pubblica si divide: da una parte c’è chi non ammette che in alcun caso si possa ricorrere a questa sorta di giustizia privata. Dall’altra però sono apparse  in rete, sui forum e nei social network, numerose manifestazioni di solidarietà verso l’arrestato e di malcontento nei confronti di un sistema giudiziario la cui inerzia ha fatto sì che il molestatore continuasse le sue provocazioni. Perchè è questo di cui bisogna prendere mestamente atto: c’era un grave problema, ovvero la persecuzione attuata contro una donna e i suoi familiari. La Legge non ha saputo – o voluto – risolverlo. Ci ha pensato – a modo suo, s’intende – la violenta giustizia sommaria delle borgate. Se dunque la civiltà è definita come “l’insieme dei modi di soluzione ai problemi dell’esistenza”, quale dei due sistemi bisogna considerare più “civile” ?
Alessandro Pino

di Alessandro Pino – incendio a Vigne nuove, appartamento devastato anziana intossicata dal fumo

16 Lug

Nella casa viveva sola una anziana donna, estratta viva ma sulle cui condizioni nessuno sa dare informazioni precise
Un appartamento al primo piano del palazzo che si trova al civico 62R di via Amleto Palermi alle Vigne Nuove è stato completamente distrutto da un incendio la mattina dello scorso 5 luglio. Secondo i Vigili del Fuoco del distaccamento Nomentano, intervenuti con quattro automezzi,  è stato probabilmente un corto circuito nella cucina a innescare le fiamme che si sono propagate poi al resto dell’abitazione. Le operazioni, durante le quali l’edificio è stato evacuato perché invaso dal fumo, sono durate un paio di ore. Nell’abitazione devastata i pompieri hanno trovato una anziana signora distesa sul pavimento, che è stata estratta viva e alla quale è stato subito somministrato ossigeno terapeutico fornito dall’ambulanza del 118. Gli stessi vigili però non hanno poi avuto successive notizie sulla salute della vittima. «Ci farebbe piacere sapere come sta» ha detto il caposquadra che quella mattina aveva il comando. Dai vicini di casa purtroppo sono giunte  indicazioni scoraggianti anche se molto generiche sulle condizioni attuali della anziana donna, che viveva sola e pare abbia una figlia che vive in Svizzera. «È venuta la polizia qui nella scala a chiedere informazioni sui parenti per avvisarli e ci ha detto che è gravissima» ha affermato una signora che abita proprio sotto l’appartamento distrutto, con le finestre annerite che danno sul cortile interno dietro i cui vetri rotti si intravedono le tende bruciate. Si intuisce quindi la tristezza della solitudine in un momento così tragico, mentre nell’aria ancora si respira un odore acre di plastica bruciata.
Alessandro Pino