
[ROMA] Ci sono tre arresti per i fatti avvenuti a Casal de’ Pazzi lo scorso 23 febbraio, quando due giovani furono pestati selvaggiamente in un appartamento al quinto piano di un palazzo in via Giovanni Palombini, riuscendo a fuggire scavalcando la balaustra del balcone e raggiungendo l’abitazione adiacente.
I Carabinieri della Compagnia Roma Monte Sacro hanno arrestato tre romani di 34, 30 e 52 anni in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.
Secondo le indagini, la prima delle due vittime, un diciannovenne nato a Roma da famiglia straniera, era stato attirato nell’appartamento con un pretesto, venendo immobilizzato con del nastro isolante; sotto la minaccia di una pistola e dopo violente percosse, il giovane sarebbe stato costretto dagli aguzzini a telefonare al suo amico, un ventiduenne nato a Roma, chiedendogli di raggiungerlo con urgenza nell’abitazione, facendolo cadere nella stessa trappola.
Nell’appartamento i due ragazzi sarebbero stati brutalmente aggrediti anche con il calcio di una pistola per estorcere loro la somma di 3.600 euro per un presunto debito legato al danneggiamento di un’auto a noleggio.
Riusciti a fuggire, i due erano stati salvati dai Vigili del Fuoco e dei Carabinieri e portati in ospedale per le gravi ferite riportate.
Le perquisizioni nell’abitazione hanno permesso di trovare indizi sulla pianificazione dell’agguato: passamontagna, fascette stringicavo, nastro adesivo e diverse tracce di sangue. Grazie ai riconoscimenti fotografici e alle testimonianze raccolte, i Carabinieri hanno raccolto un quadro indiziario circa il ruolo dei tre complici e l’uso di un’arma da fuoco durante l’aggressione.
Durante le fasi esecutive dell’ordinanza, uno dei tre ha opposto attiva resistenza ai militari, procurandosi lievi ferite prima di essere riportato alla calma e bloccato. Dopo le cure al Pertini è stato portato a Regina Coeli.
Gli altri due complici sono stati sottoposti ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
A cura di Alessandro Pino
























