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Parco Sicinio Belluto a Monte Sacro, tra sbandati e bottiglie di birra – di Alessandro Pino

23 Ago

[Roma] Le immagini che vedete ritraggono le condizioni del parco Caio Sicinio Belluto, a due passi da piazza Sempione nel cuore storico di Monte Sacro. Sono recentissime, pubblicate in rete la mattina del 23 agosto da Giordana Petrella, capogruppo di Fratelli d’Italia in Terzo Municipio. In sintesi: una persona riversa a terra in una aiola dorme sui cartoni smaltendo presumibilmente i postumi di una sbronza clamorosa, l’acqua della fontana trabocca scorrendole attorno, ai piedi di un bidone della spazzatura ricolmo sono state lasciate le bottiglie di birra vuote che non vi hanno trovato posto. <A quanto pare il “Modello Montesacro”, baluardo della giunta municipale di centro sinistra, è da rivedere> commenta Giordana Petrella.

Alessandro Pino

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Termini: prende a pugni una donna e i poliziotti – di Alessandro Pino

22 Ago

[Roma] Un ventiduenne bengalese è stato arrestato nel pomeriggio di martedì scorso da una pattuglia della Polizia Ferroviaria del Reparto Roma Termini dopo che senza alcun apparente motivo aveva aggredito una donna colpendola con un pugno al volto. Inizialmente è stato bloccato dalle guardie giurate in servizio nella stazione e successivamente dalla pattuglia della Polfer accorsa sul posto con i militari dell’Esercito. La presenza dei poliziotti tuttavia non lo ha calmato, anzi: è stato colpito un componente della pattuglia che ha riportato lesioni guaribili in pochi giorni e poi ha tentato di prendere delle forbici che nascondeva in una tasca del pantalone ma è stato bloccato. Arrestato, dovrà rispondere di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale nonché per di porto di arma impropria.
Alessandro Pino

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Settebagni: torna l’allarme furti in casa – di Alessandro Pino

21 Ago

[Roma] Due tentativi di furto con scasso sono stati segnalati la notte scorsa nel quartiere di Settebagni, periferia nord del Terzo Municipio. Le segnalazioni sono relative alla zona adiacente il capolinea Atac sulla Salaria e via Delle Lucarie. Torna dunque nella ex borgata l’allarme per le razzie che già aveva preoccupato i residenti nei mesi scorsi dopo ripetute incursioni e razzie. Risulta utile avvisarsi rapidamente tra vicini e residenti magari anche utilizzando la messaggistica di Whatsapp.

Alessandro Pino

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Piazza Bologna: fermato con gli arnesi da scasso – di Alessandro Pino

20 Ago

[Roma] Un trentottenne siciliano residente a Roma con precedenti per furto in appartamento, è stato bloccato ieri notte dai Carabinieri in via Padova, zona piazza Bologna. L’uomo è stato riconosciuto poco prima della mezzanotte da una pattuglia di Carabinieri della locale Stazione mentre si aggirava con uno zaino. Una volta fermato e controllato è stato trovato in possesso di un set completo di cacciaviti e attrezzi da scasso che i Carabinieri hanno sequestrato. Portato in caserma, sul suo conto è stata inviata una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica.
Alessandro Pino

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San Basilio: a 17 anni magazziniere della droga – di Alessandro Pino

18 Ago

[Roma] Un diciassettenne romano con precedenti è stato arrestato ieri pomeriggio in via Corinaldo (quartiere San Basilio) dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro dopo essere stato trovato a nascondere della droga all’interno di un locale in disuso di proprietà dell’Ater. Durante alcuni appostamenti era emerso che il giovane nascosto nel locale aveva il compito di custode e contabile dello stupefacente venduto, consegnando attraverso una finestrella le dosi necessarie a richiesta dello spacciatore di turno.
I Carabinieri lo hanno trovato con 85 grammi di cocaina e . 20 grammi di marijuana suddivisi in dosi oltre a due “bruciatori portatili” – e relative ricariche – da utilizzare, in caso di intervento da parte delle forze dell’ordine, per incenerire lo stupefacente che aveva con sé. Dopo l’arresto è stato portato nel Centro di Prima Accoglienza per minorenni “Virginia Agnelli” su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.
Alessandro Pino

(foto Comando Provinciale Carabinieri Roma)

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Ponte delle Valli: scoperto deposito di merce abusiva – di Alessandro Pino

17 Ago

[Roma] Un deposito di ciarpame vario, di quello venduto negli squallidi e improvvisati mercatini abusivi che fioriscono in tutta Roma accanto ai mercati rionali autorizzati, è stato scoperto sotto le travi della tangenziale nei pressi del Ponte delle Valli dalla Polizia di Roma Capitale. Il materiale (vestiti e giocattoli usati, vecchi oggetti in metallo) contenuto in sacche e borsoni, è stato notato dal personale del Pronto Intervento Centro Storico del Comandante Antonio Di Maggio dopo una operazione di sgombero di uno dei tanti accampamenti abusivi che di continuo ricrescono lungo gli argini dell’Aniene nelle immediate adiacenze del Ponte delle Valli.
Alessandro Pino

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Con il taser in macchina: denunciato – di Alessandro Pino

14 Ago

[Roma] Se ne andava in macchina con un taser (storditore elettrico a 98000 volt) nel cruscotto. Per questo un quarantetreene romano è stato denunciato dalla Polizia. L’uomo era stato fermato per un controllo nei pressi del Vaticano dagli agenti della Polizia di Stato del Reparto Prevenzione Crimine Lazio. Il suo atteggiamento ha insospettito i poliziotti che perquisendo la macchina hanno rinvenuto nel porta oggetti il taser il cui porto in Italia è vietato. Richiestegli spiegazioni, ha riferito di averlo acquistato su internet e di portarlo con sé per difesa personale, in quanto gestore di diversi bed and breakfast per la cui attività necessita di spostarsi in continuazione anche di sera e di notte, avendo a che fare spesso con soggetti sconosciuti ed occasionalmente aggressivi.
Il taser” è stato sequestrato.
Alessandro Pino

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Piazza Bologna: offrono droga ai Carabinieri, arrestati – di Alessandro Pino

7 Ago

[Roma] Due spacciatori di droga marocchini di 26 e 30, entrambi irregolari sul territorio nazionale, sono stati arrestati nella tarda serata di ieri a piazza Bologna da cinque Carabinieri della locale Stazione, in quel momento liberi dal servizio e in borghese. I militari stavano chiaccherando quando sono stati avvicinati dai due nordafricani che sono andati subito al sodo, chiedendo se qualcuno della comitiva fosse interessato all’acquisto di marijuana. A quel punto, i militari si sono identificati, arrestandoli con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dalle tasche degli incauti spacciatori sono spuntati circa 10 grammi di marijuana pronti per essere smerciati. I due sono stati trattenuti in caserma in attesa del rito direttissimo.
Alessandro Pino

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Carabinieri Monte Sacro: sabato sera con quattro arresti – di Alessandro Pino

4 Ago

[Roma] Un sabato sera di controlli e arresti quello di ieri per i Carabinieri della Compagnia Montesacro, unitamente ai colleghi del Nucleo Radiomobile:
un ventenne marocchino è stato arrestato con l’accusa di tentata rapina perché sorpreso mentre cercava di farsi consegnare il portafoglio da un ventiduenne romano minacciandolo con un coltello. Il malvivente è stato messo agli arresti domiciliari presso la sua abitazione in attesa del rito direttissimo. In manette anche due romani, di 35 e 54 anni, in esecuzione di ordinanze di detenzione al regime degli arresti domiciliari, per il reato di spaccio di stupefacenti. Inoltre un ventisettenne romano è stato trovato in strada nonostante fosse ai domiciliari. Per lui è scattata l’accusa di evasione. Infine, sette giovani sono stati segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma quali assuntori di sostanze stupefacenti.
Alessandro Pino

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Vescovio: con la droga in tasca non si ferma all’alt e aggredisce i Carabinieri – di Alessandro Pino

3 Ago

[Roma] Un trentunenne romano ieri sera, dopo essere stato fermato a un posto di controllo dei Carabinieri in via Monte delle Gioie – zona Vescovio – ha cercato di fuggire a tutta velocità e contromano. Raggiunto dopo un breve inseguimento ha abbandonato l’auto proseguendo la fuga a piedi. Nuovamente raggiunto dai Carabinieri, ha ingaggiato una violenta colluttazione con i militari ma è stato ammanettato e perquisito: addosso aveva una bustina in plastica contenente una banconota arrotolata con tracce di cocaina all’interno e un’altra bustina contenente una modica quantità della stessa sostanza. Da accertamenti è emersa inoltre una segnalazione di allontanamento volontario dall’abitazione familiare fatta dalla madre il 29 luglio scorso.
L’uomo è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo: deve rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e detenzione di sostanza stupefacente per uso personale.
Alessandro Pino

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Nel cuore di Monte Sacro gran finale di stagione per Retake Roma – di Alessandro Pino

3 Ago

[Roma] La stagione degli interventi di riqualificazione del territorio da parte della associazione Retake Roma Terzo Municipio si è chiusa questa settimana con una incursione a piazza Menenio Agrippa e le sue adiacenze, nel cuore storico di Monte Sacro. Con la collaborazione della Associazione Locali Montesacro e La Ronda della Solidarietà (onlus che si occupa di homeless) la piazza è stata completamente recuperata con la verniciatura delle serrande abbandonate e vandalizzate dagli scarabocchi che la deturpavano. Per finire i retaker guidati da Francesca Dell’Orco hanno messo mano alla sede dell’Ama su via Maiella, completamente ricoperta di scritte, gomito a gomito con alcuni netturbini che avevano appena finito il loro turno di lavoro.
<È stato emozionante vedere fianco a fianco cittadini volontari, homeless ed operatori Ama, tutti insieme per dire basta a chi pensa che Roma sia la città di nessuno. Roma è di chi la vive, di chi la ama e ne pretende il rispetto ha dichiarato l’avvocato Simona Martinelli, coordinatrice di Retake Roma Terzo Municipio>.
Alessandro Pino

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Protocollo di intesa Comune di Roma FIGC e Salaria Sport Village per realizzare la casa delle Nazionali – di Luciana Miocchi

1 Ago

Con la delibera 148 Giunta Capitolina, votata il 30 luglio, lè stata determinata l’approvazione di un Protocollo di intesa tra Roma Capitale e la Federazione Italiana Gioco Calcio per realizzare la “Casa delle Nazionali” presso il ‘Salaria Sport Village’, in Via San Gaggio, a Settebagni.

Come si puó leggere sul sito della FIGC, “Il Centro, al cui interno verrà realizzato anche un Centro medico-fisioterapico all’avanguardia, potrà ospitare le Nazionali di calcio italiane; realizzare scambi con società sportive anche internazionali, incontri con Nazionali straniere e favorire lo svolgimento di attività tecnico-preparatorie per le Nazionali giovanili maschili e femminili, nonché programmi mirati per la valorizzazione dei giovani. Un progetto che, grazie allo sviluppo e alla promozione dell’attività sportiva ad alto livello e all’apporto di competenze e professionalità specifiche, permetterà alla città di Roma di godere di ulteriore attrattiva internazionale oltre che di una rilevante valenza sociale grazie, come proposto dalla FIGC, all’elaborazione di progetti rivolti a giovani provenienti da famiglie disagiate, a persone diversamente abili e alla realizzazione di una progettualità di responsabilità sociale. L’attuazione del Protocollo in oggetto è subordinata alla conclusione della procedura di trasferimento definitivo del compendio al patrimonio di Roma Capitale a seguito della confisca dello stesso e che non comporterà impegni di spesa a carico dell’Ente, perché l’investimento economico per il riammodernamento e la gestione ordinaria e straordinaria saranno presi in carico dalla FIGC. La Federcalcio, infatti, è intenzionata ad investire nella struttura per realizzare un polo sportivo d’eccellenza che, oltre al calcio e attraverso la collaborazione con altre Federazioni, possa ospitare diverse discipline sportive. Un’iniziativa prodromica alla realizzazione di una vera e propria Accademia di alta formazione, nella quale si affiancheranno diversi percorsi didattici rivolti ai giovani e agli atleti che si preparano per il post carriera”. Sempre sul sito della FIGC vengono riportati i commenti degli attori: “Una sinergia che rappresenta un’opportunità importante per la città di Roma e un regalo alle Nazionali di calcio, ma che non dimentica l’aspetto etico oltre che educativo dello sport” ha commentato la sindaca Virginia Raggi. “Vogliamo realizzare un programma che, attraverso una sana progettazione, favorisca inclusione sociale e integrazione rivolgendo la propria attenzione anche a quelle fasce di utenza svantaggiare. Quello della Giunta Capitolina è un atto importante, per il quale ringrazio in particolare la Sindaca Raggi – dichiara il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina – è stato avviato un iter che nelle nostre intenzioni porterà alla realizzazione di qualcosa di unico, dal grande impatto sotto il profilo sportivo ma anche sociale e formativo”.

Parte della struttura del SSV fu al centro delle cronache giudiziarie scaturite dalla gestione commissariale dell’evento mondiali di nuoto 2009 e degli scandali seguenti es in questi dieci anni è stato comunque un polo di riferimento per le attività sportive del quartiere di Settebagni e di quelli limitrofi. Chissà se ora il progetto di FIGC e Comune di Roma lascerà il libero accesso ai residenti.

Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio ha così esternato il suo pensiero: “Con la Casa delle Nazionali presso il Salaria Sport Village, viene posto un altro tassello per quella rinascita della Salaria che da tempo, ormai, auspichiamo e promuoviamo. È questo il segnale positivo per un futuro possibile per un’area dall’enorme potenziale in cui, come dimostrano anche le esperienze maturate in questi mesi e che hanno condotto alla chiusura del tmb e all’inaugurazione di Citylab 971, i cittadini e i giovani sono posti al centro del cambiamento”. “Ora – continua ancora Caudo – occorre, una volta di più, imprimere un’ulteriore accelerazione a questo processo, con un investimento reale, ideale e di senso su quelle fermate del treno – Fidene, Settebagni e Nuovo Salario – così vicine ma ancora non accessibili ai fruitori e indirizzare la bonifica e la riconversione dell’area ex tmb nell’ambito di una visione complessiva della nuova vita della via Salaria, come promesso e già avviato dal presidente Ama Luisa Melara”.

Luciana Miocchi

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Area trasbordo davanti al rifugio delle code felici: stralciata dalla determina del dipartimento. In attesa di un nuovo incontro con Anas – di Luciana Miocchi

31 Lug

Oggi è stata pubblicata la determina dirigenziale, firmata dalla direttrice del settore Rifiuti del Dipartimento Ambiente di Roma Capitale, Ing. Laura D’Aprile, per l’attivazione dei siti per il trasbordo dei rifiuti indifferenziati individuati nel Master Plan predisposto da Roma Capitale.

Allo stato, l’area dello svincolo Roma-Firenze, ove insiste una buona parte del rifugio per animali “code felici” risulta stralciata, a seguito delle osservazioni emerse durante l’assemblea pubblica tenutasi presso l’Ateneo Salesiano è in attesa di una nuova riunione con i responsabili di Anas, con l’intento, come scrive il presidente del III Municipio Giovanni Caudo in un post pubblicato sulla sua pagina fb, di ” verificare la possibilità di tornare sull’area indicata dal Municipio, il parcheggio sul GRA.” Nel consiglio municipale del 1 agosto verrà esaminato l’ordine del giorno presentato dal Presidente che riepiloga le criticità e le osservazioni emerse il 23 luglio. Prosegue Caudo nel suo post”sono particolarmente grato a tutti i cittadini che in questi giorni hanno dato fiducia all’amministrazione municipale e si sono sentiti rappresentati nelle loro giuste istanze, a chi ha saputo contemperare, come deve essere, l’interesse personale, specifico, con quello più generale di una comunità che deve saper convivere assieme e trovare soluzioni a problemi difficili, a tutti quelli che hanno resistito alle sirene di chi ha cercato di speculare politicamente su queste vicenda. Ora aspettiamo che la sindaca ci convochi insieme ai dirigenti di ANAS”.

Alla richiesta di una riflessione sulla determina dell’Ing. Aprile, Giovanni Caudo ha così commentato: “l’assemblea pubblica drl 23 è stato un momento vero di lavoro comune. La partecipazione e l’ascolto per la mia amministrazione non sono parole vuote, vogliamo collaborare con Roma Capitale con senso di responsabilità e per affermare l’interesse generale. Lo stralcio è un atto di fiducia anche per come abbiamo condotto il nostro lavoro. Non è finita e lo stralcio al momento non significa cancellazione. Ora confidiamo che si svolga quanto prima l’incontro con Anas per rivalutare la nostra prima indicazione, l’area sul Gra. In ogni caso, ad oggi ogni impegno preso è diventato un atto concreto.”

Luciana Miocchi

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Parioli: massacrarono un ragazzo per rapinargli il Rolex, un arresto – di Alessandro Pino

31 Lug

[Roma] Un trentaquattrenne napoletano residente nella Capitale, con numerosi precedenti per rapine di orologi di pregio e ritenuto autore di una violenta aggressione avvenuta nella zona del Villaggio Olimpico il mese scorso, è stato arrestato dalla Squadra Mobile. Lo scorso 17 giugno in Largo Ecuador assieme a un complice a bordo di uno scooter risultato rubato, dopo aver simulato uno scontro tra il proprio mezzo e l’autovettura su cui viaggiava un giovane, lo avevano costretto a fermarsi con la scusa di accertare eventuali danni. Dopo essersi fermati i due hanno aggredito violentemente la vittima e mentre un complice la picchiava ripetutamente in viso provocandogli la frattura delle ossa nasali e contusioni multiple al volto ed al corpo, l’altro gli strappava il Rolex che indossava al polso. Attraverso una complessa ma rapida attività investigativa è stato possibile ricostruire l’esatta dinamica della rapina e individuarne l’autore, contestandogli i reati di rapina aggravata e lesioni gravi in concorso, oltre alla ricettazione dello scooter. Fra l’altro il malvivente già era detenuto a Regina Coeli dal 18 luglio in quanto arrestato in flagranza di reato sempre per rapina aggravata di un orologio prezioso avvenuta a Trastevere, mentre sono ancora in corso le indagini per l’identificazione del suo complice.
Alessandro Pino

(nell’immagine fornita dalla Questura di Roma un momento della violenta aggressione)

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Delitto di Arce: svolta nelle indagini sull’omicidio di Serena Mollicone – di Alessandro Pino

30 Lug

[Frosinone] Svolta nelle indagini sulla morte di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce (provincia di Frosinone) uccisa nel giugno del 2001 e il cui cadavere fu ritrovato in un bosco legato mani e piedi con il fil di ferro e con del nastro adesivo ad avvolgere la testa. La Procura della Repubblica di Cassino ha depositato oggi la richiesta di rinvio a giudizio per il maresciallo dei Carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco e il maresciallo Vincenzo Quatrale, per il reato di concorso nell’omicidio della giovane; per il solo maresciallo Quatrale è stato chiesto il rinvio a giudizio per il reato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi e per l’appuntato Suprano la richiesta è stata per il reato di favoreggiamento.
In base ai nuovi accertamenti e indagini (anche con la riesumazione del cadavere) svolti anche dai Ris dei Carabinieri di Roma e nelle quali sono stati sentiti oltre cento testi, la Procura ritiene che Serena Mollicone sia stata uccisa nella caserma dei Carabinieri di Arce con una spinta contro una porta. Tale ipotesi trova riscontro nella compatibilità perfetta tra frammenti di legno trovati sul nastro adesivo che avvolgeva il capo della vittima e il materiale di una porta danneggiata collocata nella caserma, così come con il coperchio di una caldaia della caserma stessa.
In tal modo hanno trovato riscontro oggettivo le dichiarazioni del brigadiere Tuzi, in servizio ad Arce nel 2001, che affermò di aver visto Serena Mollicone entrare nella caserma la mattina del 1 giugno di quell’anno e di non averla più vista uscire. Il brigadiere Tuzi poi morì suicida nel 2008 sparandosi nella sua auto e le indagini hanno evidenziato che la sua morte sarebbe in relazione con le sue dichiarazioni sull’omicidio della ragazza. È stata trascritta una conversazione ambientale nella quale il maresciallo Quatrale lo invitava esplicitamente a ritrattare le precedenti dichiarazioni.

Alessandro Pino

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Settebagni di nuovo sott’acqua, il Cdq attende risposte da un anno e mezzo – di Luciana Miocchi

29 Lug

Nonostante l’attività svolta dal Cdq, nessuna risposta è giunta da Roma Capitale, a distanza di un anno e mezzo

 

Le piogge battenti che hanno colpito la Capitale domenica hanno mandato di nuovo sott’acqua la parte del quartiere di Settebagni che si affaccia sulla via Salaria, oltre ad aver fatto saltare buona parte del manto stradale bisognoso di manutenzione, come già da tempo segnalato.

Sulle pagine fb del Comitato di Quartiere sono apparse puntuali proteste e richieste. E’ stato chiesto quindi al presidente Francesco Fusar Poli e alla vice presidente, Silvia De Rosa, di spiegare qual è al momento la situazione.

La questione allagamenti nella parte in pianura di Settebagni si ripropone ciclicamente, ad ogni temporale. Perché?

Abbiamo avuto una riunione – al quale abbiamo partecipato come Cdq di Settebagni, in Commissione capitolina il 22 marzo 2018, alla presenza di ACEA ATO2, SIMU, Direzione Tecnica Municipio lII. In quell’occasione il rappresentante di ACEA ha dichiarato che non è possibile dare una risposta immediata e completa se la rete idrica di Settebagni sia sottodimensionata poiché vi è la necessita di un approfondimento e soprattutto della conoscenza della rete delle acque meteoriche, che non sono di competenza di ACEA ma del Dipartimento SIMU U.O. Opere idrauliche e dissesto idrogeologicoACEA ATO2 ha verificato il funzionamento e la pulizia degli scolmatori — ricordiamo che stiamo parlando del 2018 – nei pressi della rotonda associato alla pulizia delle caditoie, tale intervento non è stato risolutivo, in quanto dopo detta pulizia si è verificato un nuovo allagamento. ACEA ATO2 doveva verificare il canale del fosso di Malpasso, poiché è risultato essere completamente intubato, attraverso una video ispezione e nonostante i sopraindicati interventi, l’acqua non riesce a defluire. Non abbiamo esito di questa video ispezione. I tecnici di ACEA ATO2, sempre in quell’occasione hanno chiesto se anche il tratto di fognatura delle acque meteoriche che è presente nella zona in cui si presentano puntualmente questi allagamenti sia allacciato allo stesso fosso, ma a tale richiesta SIMU non ha saputo fornire risposta. Già nella riunione della Commissione municipale dell’ottobre 2016, emerse che erano presenti sotto i marciapiedi dei canali di acque bianche, parzialmente ostruiti dalle radici dei platani, situazione che poteva favorire la formazione di allagamenti. Si è potuto anche riscontrare come lo stesso Cbtar con nota prot. n° 3483 del 26 giugno 2014 avesse segnalato che il carico idraulico di tale fosso a monte fosse stato modificato da un maggior carico idraulico, non autorizzato, proveniente dagli scarichi di edifici realizzati dalla società TACER. La presidente della Commissione Lavori Pubblici Capitolina, Alessandra Agnello, aveva quindi disposto che venisse eseguita celermente una indagine ispettiva di video ispezione su tale rete, per poter appurare gli elementi necessari al rispristino e corretto funzionamento idraulico di tale rete, auspicando che tali interventi venissero realizzati entro il 2018 ma di ciò non abbiamo più avuto notizia alcuna. Quindi allo stato non possiamo affermare con certezza quali siano i reali motivi dell’allagamento. Abbiamo notato che da quando sono in costruzione le case di Horti della Marcigliana, si allaga sempre il ponte grande di Settebagni, cosa che prima accadeva veramente di rado. Il tratto sotto il ponte è stato abbassato di 20 cm circa e vorremmo capire se questo o l’allacciamento delle fognature a quelle di via Salaria può provocare allagamenti nella parte del ponte grande.

Nonostante gli innumerevoli interventi del Cdq, l’ultimo lavoro di cui si ha memoria è la ripulitura del fosso tombato, circa dieci anni fa, sotto la giunta municipale Bonelli. La situazione miglioró ma non fu risolutiva. Cosa è successo nel frattempo?

A gennaio 2018 è stato pulito il fosso Casale della Marcigliana, a marzo 2018 quello lungo la via Salaria, come anche le caditoie.

Cosa Chiedete?

Che gli uffici competenti ci diano riscontro su cinque punti che per noi sono fondamentali:

il primo: verifica del Fosso Malpasso e della sua portata e se questo va a scaricare direttamente nelle vasche di raccolta delle pompe di sollevamento ubicate all’interno di detta rotonda mandandole in tilt; secondo:  vorremmo sapere se c’è stata la video Ispezione della rete fognaria e, nel caso, conoscerne i risultati; terzo: verifica del tratto di marciapiede di via Salaria in cui ci sono i canali delle acque bianche, per sapere se sono ostruiti dalle radici dei platani; quarto: Verifica delle condizioni delle fognature e pulizia delle griglie di raccolta acque al ponte grande di Settebagni, quello comunemente indicato come “della madonnina”; in ultimo, che sia prevista la pulizia periodica dei Fossi da parte degli Enti titolari. Chiediamo inoltre che sia istituito un tavolo di lavoro guidato dall’assessorato ai lavori pubblici e dalla commissione capitolina, con la partecipazione del III Municipio, di Simu, Acea Ato2 e la Regione Lazio, in quanto il Cbtar riceve fondi regionali per la manutenzione dei fossi, il Dipartimento Ambiente per le possibili eventuali ostruzioni provocate dalle radici degli alberi, in modo che ogni Ufficio abbia ben chiare le proprie competenze e possa agire in concertazione con gli altri, ognuno per la propria parte, al fine di risolvere l’annoso problema degli allagamenti ricorrenti.

Luciana Miocchi

 

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Settebagni: asfalto esploso dopo il temporale – di Alessandro Pino

28 Lug

[Roma] Quella nella foto è la situazione del tratto di via Salaria interno al quartiere di Settebagni dopo il temporale della scorsa notte: l’asfalto è letteralmente esploso all’incrocio con via Sant’Antonio di Padova, come già era accaduto in passato e si sperava non dovesse più accadere. Poco più avanti si è allagato il tratto antistante la rotonda.

Alessandro Pino

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Arresti per droga tra Talenti e Casal De’ Pazzi – di Alessandro Pino

27 Lug

[Roma] Due uomini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato per spaccio e detenzione di cocaina durante un’operazione svoltasi tra i quartieri di Talenti e Casal De’ Pazzi. Le indagini avviate nei giorni scorsi avevano fatto sospettare agli investigatori che uno dei due, sessantenne napoletano abitante in zona Casal de’ Pazzi, potesse nascondere e spacciare in casa stupefacente. Il continuo andirivieni dell’altro uomo, un cinquantenne romano, ha determinato l’intervento da parte dei poliziotti. La mattina del 25 luglio gli agenti avevano notato giungere nei pressi dell’abitazione l’autovettura con all’interno il cinquantenne che era salito a casa dal napoletano, uscendone dopo qualche minuto mentre nascondeva qualcosa nelle parti intime. L’uomo era poi risalito sulla sua autovettura allontanandosi in direzione di via Nomentana e piazza Sempione, seguito da altri poliziotti appostati all’esterno dell’edificio: fermato all’altezza di via Sannazaro, ha consegnato spontaneamente un sacchetto di cellophane con all’interno involucri di cocaina per circa 40 grammi. Nel frattempo gli altri poliziotti, appostati a casa del pusher lo hanno atteso in strada fermandolo mentre stava aprendo la sua autovettura. Durante la perquisizione della sua abitazione è stato trovato nascosto in una intercapedine del muro del soggiorno un portafogli con oltre quattromila euro, vari conteggi associati a nominativi, un contenitore con 145 dosi di cocaina e altra droga sparsa nell’intercapedine per un totale di 112 grammi. In un mobile della cucina invece, è stato rinvenuto un bilancino elettronico di precisione assieme a un quadernone con i conteggi dello spaccio.

Alessandro Pino

(immagini Questura di Roma)

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Due americani in manette per l’omicidio del Vice brigadiere Mario Cerciello Rega – di Alessandro Pino

27 Lug

[Roma] Due diciannovenni americani sono stati arrestati per il brutale omicidio del Vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuto la notte del 26 luglio in pieno centro a Prati. Nella nottata appena trascorsa, infatti, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla locale Procura della Repubblica a carico dei due giovani statunitensi per il reato di omicidio aggravato in concorso e tentata estorsione.

L’indagine, iniziata la notte precedente immediatamente dopo l’aggressione mortale ai danni del Vice brigadiere Rega, è proseguita senza sosta mediante la visione delle immagini di video sorveglianza e gli interrogatori di testimoni, consentendo agli inquirenti del Nucleo Investigativo capitolino di individuare i due responsabili dell’efferato delitto all’interno di un albergo romano, già pronti per lasciare il territorio nazionale. Nel corso della perquisizione della camera occupata dai due fermati, è stata rinvenuta e sequestrata l’arma del delitto, un coltello di notevoli dimensioni abilmente nascosto dietro ad un pannello a sospensione del soffitto, nonché gli abiti indossati durante la commissione del reato. I due, una volta in caserma, sono stati interrogati dai Carabinieri sotto la direzione dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma. Di fronte a prove schiaccianti, hanno confessato i loro addebiti.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Le indagini hanno consentito di accertare che poco prima dell’omicidio, i due giovani statunitensi avevano sottratto uno zaino ad un cittadino italiano – a quanto si dice uno spacciatore di droga o che comunque avrebbe indicato loro un pusher da cui sarebbero stati truffati con la vendita di merce priva di effetti stupefacenti – minacciandolo nel corso di una telefonata di non restituirglielo se non dietro la corresponsione di 100 euro ed un grammo di cocaina. Successivamente i Carabinieri, contattati dalla vittima che aveva denunciato l’accaduto, si sono presentati all’appuntamento per bloccare i malfattori che nonostante i militari si fossero qualificati quali appartenenti all’Arma non hanno esitato ad ingaggiare una colluttazione, culminata nel ferimento mortale del Vice brigadiere.

I fermati sono stati tradotti presso il carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Sembrerebbe smentita dunque l’ipotesi circolata in un primo momento secondo cui la vittima era stata accoltellata da un africano.
Alessandro Pino

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Incontro istituzionale all’ateneo Salesiano sull’area di Trasbordo del III Municipio – di Luciana Miocchi

26 Lug

L’incontro, cosi come comunicato, doveva iniziare alle diciotto, presso l’aula due dell’Università salesiana, a Colle Salario ma alcuni impegni della Sindaca di Roma ne ritardavano l’avvio. 

Dopo una mezz’ora il Presidente Caudo ha deciso di prendere il microfono: «aspettiamo Virginia Raggi e la dottoressa D’Aprile, dirigente di Roma Capitale dipartimento rifiuti e Massimo Bagatti responsabile di Ama. Abbiamo chiesto a queste persone di venire a spiegarci il Masterplan, la programmazione che viene fatta per la prima volta nel Comune di Roma su dieci siti che fanno parte del ciclo di raccolta dei rifiuti indifferenziati, fatta dai compattatori che poi vanno a conferire la raccolta negli impianti. Il nostro municipio gravita su Rocca Cencia. Il comune di Roma ha deciso di fare una programmazione su tutto il territorio comunale con l’obiettivo di utilizzare questi siti per passare da un compattatore a un camion più grande, che se ne va nella sua destinazione, non entra più in città. Noi siamo qui per prendere tutte le informazioni utili che Roma capitale ci può dare. Noi avevamo indicato un’altra area che avevamo pensato fosse meglio ma non è questo il tema; quello che noi abbiamo pensato è di fare sei domande , che ci facciamo noi e anche i cittadini. Faremo le osservazioni a valle della riunione di oggi, che è una seduta di lavoro, in cui ci sarà la possibilità di raccogliere delle informazioni, ci sarà la possibilità di fare domande da parte dei cittadini».

Caudo ha poi ringraziato la struttura dell’Ateneo Salesiano per aver messo a disposizione la sala.

Alle 19 meno venti la Raggi non arrivava ancora e il Presidente ha deciso di iniziare la seduta, illustrando le sei domande, cosi sintetizzate da Christian Raimo, assessore alla cultura del III Municipio, alla lavagna: 1 master plan; 2 aree trasbordo; 3 in cosa consiste il trasbordo; 4 sono necessarie autorizzazioni e di che tipo?; 5 revoca aia Tbm; 6 trasbordo nel tmb salario?

Ha detto Caudo: «noi come Municipio abbiamo ricevuto il Masterplan, abbiamo chiesto a D’Aprile di fare una rappresentazione. Qui parliamo solo di raccolta, non parliamo di impianti, non parliamo di discariche. Solo di efficientamento della raccolta dai cassonetti dell’indifferenziato. Però vogliamo sapere in dettaglio come funziona questo piano, esattamente qual è l area perché non è indicata nel Masterplan, vogliamo sapere in cosa consiste esattamente il trasbordo, siamo persone responsabili ma non ci piace giocare con le parole. Vogliamo che ci fate vedere con precisione cosa si farà nel sito. Sono necessarie autorizzazioni per avviare questa attività? Se sono necessarie, quali sono? Dai documenti non risulta nessuna utilizzazione per trasbordo dell ex Tmb, vogliamo sapere se verrà utilizzata quell’area».

Nell’indicare la segretaria della presidenza da cui recarsi per prenotarsi e prendere la parola, il minisindaco ha affermato che «Tutto quello che verrà detto stasera, verrà inserito in una nota che sarà inviata al dipartimento. Abbiamo chiesto di mandare le osservazioni oggi, anche se scadeva ieri, perché la riunione si tiene oggi, prima data utile per la disponibilità della Sindaca»Ha preso la parola l’ing. Laura D’Aprile: «Il Masterplan dei trasbordi si inserisce in una serie di attività di infrastrutturazione della raccolta dei rifiuti che è la parte della gestione dei rifiuti che è delegata ai comuni. Roma capitale, nell’ambito della raccolta intende infrastrutturare con una serie di presidi di vario genere, che consentono di efficientare e rendere più efficace il lavoro che quotidianamente Ama svolge. È chiaro che uno dei problemi che Ama e Roma Capitale si trovano ad affrontare è che l’area molto estesa. In questo senso da dicembre 2018 abbiamo, congiuntamente alla direzione generale, inteso sistematizzare le attività e non più procedere per singoli trasbordi o single iniziative sui municipi ma una cosa che consente di far vedere ai cittadini tutta la raccolta su Roma Capitale. Abbiamo individuato 26 aree, che hanno portato, dopo uno screening sui municipi, a 4 siti. Chiaramente si trattava di una idoneità di tipo potenziale, da verificare successivamente su logistica, viabilità. In particolare la sindaca ha chiesto ai municipi di individuare eventuali aree idonenee. Cosa è un trasbordo: sostanzialmente art 192 comma 12 dlgs 152/2006  le attività di trasbordo non rientrano nelle attività di stoccaggio e gestione, sono attività asservite al sistema di raccolta. Che vuol dire? Entro le dodici ore della giornata il trasbordo deve essere smantellato, non prevede particolare presidi tecnici se non accorgimenti atti a evitare la contaminazione del terreno e delle acque oltre la compatibilità con il piano regolatore vigente. Si tratta di un’attività, detta banalmente, il trasbordo è un trasferimento di rifiuti da un camion a un altro senza toccate per terra, nella trasferenza i rifiuti poggiano per terra e rimangono più tempo. L’impatto in termini di presidi ambientali necessari, gli odori si manifestano. Con il trasbordo queste problematiche non ci sono. Noi abbiamo la legge regionale nr 27 del 1998 che è delegata dalla legge nazionale. Questa legge prevede all’ art 19 che “le stazioni di trasferimento dei rifiuti urbani, soggette a valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente, sono autorizzate dalla provincia competente per territorio, su richiesta dei comuni interessati. L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata previa approvazione da parte della provincia di un progetto. L’approvazione comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori. Nei casi in cui non sia richiesta la valutazione di impatto ambientale, le stazioni di trasferimento sono attivate previa comunicazione alla provincia competente per territorio.” Le stazioni di trasferimento soggette ad autorizzazione sono soggette all’autorizzazione della Provincia. Questo è un altro caso, quello delle trasferenze. Quando non è necessario autorizzazione, le attività si svolgono tramite comunicazione di ama a città metropolitana che si avvale ad una serie di aree idonee per articolare la raccolta. Per le direttive europee qualsiasi attività di raccolta rifiuti deve essere svolta senza arrecare rischi alla salute e all’ambiente.» Spiegato trasbordo, spiegati gli atti amministrativi. «Non c’é nessuna competenza autorizzativa né di comune di Roma né di città metropolitana. Viene fatta la comunicazione alla città metropolitana e non vi è nessun dovere autorizzativo né di Roma né di regione. Abbiamo semplicemente fatto un passaggio in più, abbiamo coinvolto i municipi, indicato delle aree entrando nello specifico del municipio terzo ma su questo c e stato un allineamento costante con il municipio, c’è stata una prima indicazione su Ave Ninchi, il municipio ha indicato un’altra area Anas, immediatamente verificata con Anas che ha risposto nello stesso giorno che questa area non era disponibile»

Alle 19 è arrivata la Sindaca Raggi. Ulteriore ringraziamento di Caudo al rettoreangella e a Don Mauro Mantovani che illustra brevemente le cinque facoltà dell’ateneo (filosofia, teologia, lettere cristiane classiche, scienze dell’educazione e scienze della comunicazione) con provenienze da cento paesi del mondo, che ringrazia a sua volta Sindaca e Presidente del Municipio, ricordando che l’idea di un diploma di ecologia e cura di casa comune è nata qui è e si è diffusa con un’inziativa che coinvolge tutte le Università ponteficie e in collaborazione con le Universita statali. 

Ricomincia la dottoressa D‘Aprile «Stavamo dicendo nello specifico del Municipio terzo, l’area dell’anas indicata, nella stessa giornata in cui è stata richiesta, l’ente ha detto che non può essere utilizzata perché asservita a logistica di sicurezza del grande raccordo anulare. Abbiamo quindi avviato interlucuzione per individuare ulteriori aree con anas, che in tempi brevissimi ci ha fornito un riscontro, ama e i tecnici del dipartimento sono andati a visionare ulteriori aree anche per verificare l’idoneità all’obiettivo generale. Di di tutto è sempre stata informata la presidenza del municipio a partire dal diniego della prima area indicata. Questo per chiarezza. Il Masterplan è stato trasmesso a tutti i Municipi con richiesta di formulare osservazioni entro il 22 luglio, come avete sentito Caudo ha chiesto una deroga per poter svolgere questa assemblea di oggi, dopo di che noi approveremo il Masterplan tenendo conto delle osservazioni dei municipi, che non sono molte perché in massima parte hanno confermato ciò che era contenuto nel Masterplan. Questo modo di operare sarà ripetuto per tutte le altre questioni di raccolta rifiuti.

Per il  Tmb salario: è noto a tutti che da gennaio 2019 il Comune ha chiesto di provvedere alla bonifica e messa in sicurezza ad Ama di tutta l’area e il non utilizzo dell’area per scopi industriali. Naturalmente sapete bene che ci sono stati indirizzi e comunicazioni anche recenti rispetto alla riqualificazione e bonifica dell’area. Abbiamo richiesto ad ama, in seguito alla comunicazione della regione Lazio, di fare istanza per ottenere la revoca dell’aia. Però,  in caso di incidenti, la disciplina prevede che chi detiene il potere autorizzativo, ovvero la regione,  può revocare l’aia direttamente. E’ un rapporto in cui Roma Capitale, sostenzialmente, non entra. Il rapporto è tra Ama Spa e regione Lazio. Vi invito solo a leggere gli articoli dal 29 in poi del testo unico ambientale per verificare quanto detto fino ad ora. Se ci fosse bisogno di ulteriori formalizzazioni, si faranno comunque.

A questo punto è intervenuto Caudo: mentre oggi preparavamo questo intervento, abbiamo avuto una telefonata da parte della Melara  che vernerdì verrà al Tmb un responsabile di Enea, pare che saranno incaricati per la bonifica.

E’ poi la volta di intervenire del dottor Bagatti, per Ama: «in tutta Roma si producono rifiuti. L’idea sta nel creare una ripartizione sufficientemente equa che possa far assumere a tutti i Municipi un minimo di responsabilità, si  individuano delle aree per i trasbordi e poi portarli nei luoghi di destinazione e trattamento. Il primo e il secondo sono i Municipi che fanno più produzione degli altri, 630 tonnellate ma non hanno uno sfogo diretto sul Gra. Di impianti di trattamento meccanico diretto, per poterlo utilizzate con gli stessi mezzi abbiamo solo Rocca Cencia sul sesto Municipio. L’ idea è di individuare siti che abbiano caratteristiche tali che le macchine possano trasferire il rifiuto indifferenziato in macchine più grandi che possano andare rapidamente all’esterno e ritornare sul territorio. Tenete conto che le macchine più grandi hanno una capacità di otto dieci tonnellate al massimo, un due tre assi, un giro può andare dai settanta ai novanta cassonetti, a secondo della possibilità che il mezzo ha di muoversi. Abbiamo delle attività che vengono svolte anche nel pomeriggio, con macchine più piccole, i due assi, macchine con carico posteriore e poi gli squaletti, che stiamo sostituendo, che potranno darci una mano nella loro evoluzione perchè abbiamo già in acquisto e stiamo utilizzando macchine che possono raccogliere tre volte uno squaletto e consentono di fare meno trasbordi. L’articolazione logistica da cui prende spunto questa nuova idea è quella di fare necessità virtù, l’esigenza di portare fuori i rifiuti che non possono essere trattati – noi speriamo sempre meno, perché vuol dire che aumenta la raccolta differenziata – è una condizione che ritengo a questo punto sia importante anche alla luce della difficoltà intervenuta. Per tenere pulita la città di Roma, per togliere la condizione che in questo periodo ci impone di ritardare i nostri trasbordi, le trasferenze che sono rimaste per poter andare fuori perché gli sbocchi che sono rimasti di impianti all’esterno in sicurezza c’é sempre un nastro che si rompe, una difficoltà di un mezzo e questo non fa altro che rallentare la raccolta successiva nel turno successivo. Ecco perchè poi vedete i cassonetti che rimangono pieni nonostante il mezzo sia di ritorno: devono andare mezzi più grandi che possono fare percorrenze più lunghe. L’idea di aver un luogo vicino casa dove fare un primo trasloco di rifiuti è una cosa che abbiamo già da molti anni con mezzi più piccoli. Ora si tratta di farlo con mezzi più grandi. Si tratta di disporre di luoghi che per loro dimensione siano più grandi, con spazio più grande, di carico e scarico, logistica, aree di cinque-sei mila metri, conta molto anche la posizione più felice sulle strade verso cui dobbiamo andare. Una prima ricognizione con l’ufficio urbanistica e i municipi in cui ricadono quelle aree che in termini di distanza dalle abitazioni, di vicinanza al Gra sono utilizzabili ma non è che possiamo andare molto più lontano, i turni sono di sei ore e rischiamo di andare tre ore a raccogliere e tre ore passarle in giro. È un’idea abbastanza democratica che ripartisce su tutti i municipi i nostri rifiuti che abbiamo prodotto noi, non sono rifiuti che hanno criticità tali da mettere in allarme, trattandosi più che altro dei resti delle nostre tavole. 

Con cento tonnellate in ingresso ci sono dodici compattatori che entrano ed escono nelle ventiquattr’ore, 4 mezzi che se ne vanno.  Diciamo che questa è una condizione ideale che può modificarsi anche nella stagionalità nel periodo.

Cosa consiste il trasbordo grande: si tratta di allestire uno spazione, in modo che i rifiuti vengano messi attraverso una tramoggia e un nastro su un mezzo più grande, il nastro verrà coperto.   In realtà ne andranno a fare duecento tonnellate. A differenza della trasferenza, con il ragno che preleva la spazzatura da terra e la carica, qui si trasferisce solo da un mezzo a un altro.

Quando ha preso fuoco il salaria, i mezzi dovevano fare cinquemila chilometri in più per portar i rifiuti, che vuole dire ore e ore in più per raccogliere le stesse quantità».

All’apparire delle foto dell’area prescelta in via di Settebagni, si alzano voci di contestazione: l’ingresso è quello in comune con il rifugio degli animali, i quadrati che si vedono sono all’interno del terreno prescelto, sono le aree di sgambamento dei cani.»

Prende la parola Caudo: «C’è una visione complessiva che fa i conti con un ritardo storico sui rifiuti, nessuno si salva. Dal 1993, Grottaferrata faceva differenziata, noi buttavamo i rifiuti in una buca. Conta solo che i cittadini devono fare una vita dignitosa, non si può avere il cassonetto pieno alla mattina.  Siamo qui per vedere come migliorare questa situazione. L’ ultima fase è prevista dopo ottobre, ci sono dei dubbi sul sito che possa essere immediatamente utilizzato.

Questo sito tratterà 150 tonnellate, ne produciamo 165 (si ma di noi mandano poco al trattamento, trenta tonnellate, gli altri mandato quasi tutto e il secondo e primo Municipio producono quattrocento tonnellate e non si fanno carico di nulla, ndr ). Non si governa con i social, non si prendono decisioni sui social, si governa qui capendo e ascoltando. Questa amministrazione non ha mai fatto sconti a nessuno ma nello stesso tempo bisogna avere responsabilità, siamo qui per tenere insieme interesse generale e interesse specifico. Bisogna avere fiducia nell’interlocuzione con le istituzioni» .

Passa parola alla Sindaca: « Tante cose da dire. Iniziamo con il dire che la visione sui rifiuti. Chiusa la discarica di Malagrotta, dal 1997 si sapeva, dal decreto Ronchi,  Roma si è trovata senza alternative ed è stato un susseguirsi di emergenze, perché in questo ci sono tanti fasi, la produzione, responsabilità nostra, raccolta, come, trattamento che non è il comune, smaltimento che è la parte finale, che può essere discarica o inceneritore. Stiamo cercando di invertire questo ciclo. Innazitutto non dobbiamo comperare imballaggi, poi dobbiamo puntare, come dice l’Europa, tantissimo sulla raccolta differenziata. La parte peggiore, quella che puzza è l’umido. Se un cassonetto rimane con la plastica o la carta non genera puzza, se invece rimane  un cassonetto dell’umido o dell’indifferenziato è un problema. Quello che questa amministrazione ha cercato di fare è individuare degli impianti di trattamento aerobico dell’umido, che viene poi utilizzato come fertilizzante in agricoltura. Riusciamo cosi a chiudere il ciclo dei rifuti dell’ organico. Ci siamo concentrati su questo perché volevamo togliere la parte puzzolente. In regione ci sono due progetti di compostaggio, uno a Casale Selce e uno a Cesano. I siti non sono vicini alle case, in aree agricole. Roma produce una quantità di rifiuti infiniti. Pensare che nessuno di noi abbia vicino casa un impianto di rifiuti è utopistico perché anche negli altri comuni non sono molto d’accordo, ci sta. Le soluzioni di lungo periodo sono costruire impianti che puntano al riciclo. Oggi è un problema, se impariamo a gestirlo diventerà un valore. Quello che oggi spendiamo per l’immondizia sarà ridotto perché cominceremo a vendere ciò che recuperiamo.

Dobbiamo separare, più facciamo raccolta di qualità più si andrà a guadagnare. Oggi la legge ci dice che che i ricavi di ama sono costituiti solo da tari, tutta la tari va ad ama. Abbiamo scoperto che il 25 per cento dei cittadini sono fantasma. Poi perchè non avendo impianti noi dobbiamo pagare gli altri perché se li prendano.

Dirò una cosa scomoda ma va detto perché volevamo chiudere il Tmb salario non nel 2019 ma nel 2021 perché avevamo la necessità di abbattere la raccolta di indifferenziata di 750 tonnellate in modo da non dover pagare per mandarla fuori. Dal 97 al 2013 ci sono stati sedici anni di tempo per fare qualcosa ma non è stato fatto niente. Stiamo facendo un piano, un progetto per cercare di risolvere questa emergenza. L incendio del Tmb salario ha determinato un rallentamento della raccolta differenziata perché abbiamo dovuto ridisegnare la raccolta.

Nel frattempo succede che dobbiamo portare l’indifferenziato fuori Roma. Noi abbiamo chiesto e imposto probabilmente, al municipio xi che ha subito Malagrotta per quarant’anni, siccome non c’è tempo e dobbiamo ricollocare la trasferenza, sorta di discarica quotidiana, che si faceva al Tmb, gli abbiamo chiesto di prendersela per sei mesi per poter ricollocare quella trasferenza e quella di Rocca Cencia trasformando la traferenza in trasbordo. In questi centottanta giorni in cui siamo stati a  Malagrotta tutti i consiglieri e i cdq venivano a controllare per vedere se cera puzza e hanno detto che puzza non cera. Adesso dobbiamo capire che ora quel territorio deve essere alleggerito e ci dobbiamo prendere l’onere di prenderci i trasbordi, abbiamo cercato di prendere posti lontani da casa e abbastanza non impattanti. E’ ovvio che non parliamo di fiori ma di rifiuti ma li produciamo noi, ce ne dobbiamo fare carico. Vanno in periferia perché c’é più spazio, i siti piccoli non sono impattanti, il centro non è stato aggravato dei camion più grandi per il traffico. Quindi si mandano in periferia. Siti che siano lontani dalle case, che fossero aree libere, vicine alle consolari e al raccordo, l’anas ha bloccato la proposta in alcuni casi di snodo, di rampe, per via della visibilità. Ora voglio dirvi questo. Il Masterplan che stiamo costruendo verrà formalizzato in una determina, non è immutabile, dobbiamo puntare ad aumentare la raccolta della differenziata, riduciamo l’impatto dell’indifferenziata. Nulla vieta che nel frattempo i presidenti di municipio possano proporre di cambiare aree, al momento ci sembra che le aree individuate siano abbastanza rispettose di questi principi. Abbiamo necessità di andare ad alleggerire la trasferenza di Malagrotta perché è rimasta aperta  più dei sei mesi. Questo è quello che dobbiamo fare»

Caudo:« Abbiamo un problema, abbiamo confidato tanto sulle utenze non domestiche, sul bando fatto a ottobre, nel nostro municipio bisognava arrivare da 1000 utenze a quattromila ma non ha funzionato. E noi ci ritroviamo un carico di indifferenziata che dipende da una cattiva organizzazione, da un funzionamento della gara che non ha funzionato . la quota di indifferenziata schizza in alto. Non venivano a prendere i cartoni, la farmacia di via Ugo Ojetti dopo tre settimane li ha messi nei cassonetti perchè non sapeva più dove metterli  e l’ hanno multata. L’Ama lo sa, abbiamo organizzato una riunione con l ‘ assessore Pieroni per agevolare questa cosa. I commercianti ci dicono che è stato un flop totale. C’è una persona della segreteria perchè produrremo un atto che va in consiglio municipale. Le nostre osservazioni saranno che se c’è un sacchetto che va per terra  noi vi denunciamo, perché non è possibile fare una cosa per farne un’altra. Anche sul sito individuato ci sono delle criticità che osserveremo».

 

Dopo quest’ultimo intervento istituzionale, iniziano quelli dei cittadini

Parla Pietro Brusco di No tmb. Parla dell’impianto tmb, vuole vedere la fine. Hanno chiesto di riunire tutte le autorità politiche, perché si mettano d’accordo, “ci siamo stufati che facciate scarico barile. Roma è possessore socio unico di ama, può chiedere di fare. Quell’ impianto vale qualche decina di milioni di euro con l’ aia, senza vale zero, quindi c’è un perché, ce l’hanno detto fuori onda. Noi vogliamo assolutamente avere una cronologia di atti e situazioni per chiudere. Sul trasbordo, noi del comitato di quartiere piuttosto che l’Ossevatorio non diciamo non vicino a casa nostra ma vogliamo sapere i criteri e le regole di gestione. Se ama non funziona e abbiamo avuto dimostrazione che ama non ha funzionato, guarda il ritiro e la gestione dei rifiuti, quali sono i poteri e le regole per la rimozione del sito se non funziona, chi ha i poteri di farlo.

Associazione tutela parco delle sabine: “noi qui presenti ci facciamo assolutamente carico dei rifiuti che produciamo, nessuno di noi ha l’atteggiamento di non volere i siti o i cassonetti sotto casa, tutta via devo dire che diciamo che questo Masterplan suscita parecchie perplessità, guardando quello che accade intorno a questo territorio, che dobbiamo dire che ha sofferto tanto per il Tmb salario, siamo a un km e due, le esalazioni le respiravamo anche noi. Oltre al sito dello svincolo, c’è Saxa Rubra a un km  Labaro, ancora più vicino ci facciamo carico però pare che questo quadrante sia un pochino bersagliato, riguardo alle modalità di questa assemblea ci siamo arrivati un pò in ritardo. Non è questa la sede per discutere di un sito di trasbordo nel terzo municipio, davanti alla sindaca, doveva essere fatto prima. La partecipazione non c’è stata. Mi dispiace. Ci lamentiamo anche del fatto che l’atteggiamento delle forze politiche e amministrative sembra schizofrenico su via Ave Ninchi e questo nessuno ha detto con quali criteri siano stati fatti, forse avremmo dovuti essere coinvolti prima, avremo potuto dire che il sito proposto è all’interno del Parco delle Sabine e all’interno del Parco della Marcigliana, stiamo aspettando dal 2008 perché la società è fallita e noi siamo praticamente un’area extraterritoriale. Diciamo che noi non vorremmo essere sempre quelli che pagano, per questo motivo chiediamo al presidente Caudo di poter allegare a verbale le nostre considerazioni». Caudo ha così precisato: «non è cosi io l’ho ricevuto il 17 di luglio, oggi il 23 luglio questo è la prima data utile per poter svolgere questa assemblea. Fare incontro su informazioni parziali o per sentito dire non è il modo giusto. Questa è la prima assemblea utile in cui prendere informazioni e fare informazione corretta». Ha ulteriormente risposto l’assessore Raimo: «io sono l’ assessore alla cultura ma sto di fatto seguendo la vicenda dei rifiuti, questa è la 54 riunione sui rifiuti. Seguivo la ricostruzione  fatta dalla sindaca, abbiamo protestato contro il Tmb»,  la Raggi contesta quello che dice Raimo, gli chiede “ ma la domanda qual è?” “Un momento – risponde l’assessore – Revoca aia tempistica e se c’è veramente un trasbordo nel Salario, come spesso noi vediamo nel Tmb salario. Evidentemente c’è una difficoltà nel fare questo atto amministrativo, la capacità di mediazione politica tra assessorati, un ruolo che è stato vacante, c’è un cda»  L’assessore municipale viene più volte richiamato dalla platea perchè faccia un intervento più breve e meno dispersivo. Alla fine chiede un impegno formale perché non ci sia scaricabarile ma una tempistica entro agosto in modo che ci sia un ritorno della fiducia verso le istituzioni.

Interveniene poi Silvia de Rosa comitato Settebagni: “Insieme agli altri comitati e ai cittadini del nostro quadrante ci siamo riunioni il quindici luglio e fatto una petizione on line per far conoscere il nostro disegno. Siamo qui per dire no all’area di trasbordo a via di Settebagni. Vogliamo chiedere che l’anas faccia uno scambio di aeree, che ceda quella individuata dal Municipio per il trasbordo e utilizzi questa di via di Settebagni come logistica per la sicurezza del Gra. Chiediamo di allegare la lettera con le considerazioni e la mozione del consiglio municipale del tredici giugno in cui all’unanimità si chiedeva l’esclusione per il terzo municipio da qualsiasi ipotesi di trasferimento rifiuti”. 

Interviene il comitato Saxa Rubra,   che  regala  un libro sugli scavi archeologici lungo la via flaminia e sottolinea la nessuna interazione del municipio con la popolazione. “Saxa Rubra e quel parcheggio non sono una periferia abbandonata ma ci sono mille abitanti, quel parcheggio chiuso ci ha creato problemi per anni perchè la stazione di Saxa Rubra fa diecimila presenze al giorno con capolinee atac , cotral e treno, totale assenza di servizi primari, dobbiamo prendere la macchina per arrivare ai servizi.  Vogliamo sapere se via Gemona del Friuli è stato proposta da comune o municipio. Vorremo sapere se e quando il regime sarà attuato a conclusione dei centottanta giorni  verrà smantellato o meno, a vedere i lavori fatti sembrerebbe no. Ci sembrano i lavori poco coincidente con l’idea che tra centottanta gironi verrà smontato. 

Manuel Burrai, per Tenuta agricola Redicicoli, fa una domanda alla sindaca, nel 2014 assegnazione terre pubbliche abbiamo presentato progetti, situazioni, ci hanno dato trentasei ettari, compreso una punta di discarica a cielo aperto noi paghiamo un affitto ma non possiamo usare l’area perché oggetto di una bonifica. Iniziamo la conversione in biologico perché ce l’avevano richiesto. Con quella cosa li non ce la daranno mai perché non fanno bonifica.  Il comune di Roma si è fatto bello con il progetto, ma poi non si è fatto nulla. Con regolare contratto di affitto 7500 euro l’anno  per non poter utilizzare parti dell’azienda”. 

Un cittadino di Porta di Roma che abita a quattrocento metri dal sito: Se il sito non è dannoso per il benessere dei cittadini non si capisce perché ama e sindaca debba essere lontano dal centro abitato, non si capisce perché si siano spesi per farlo spostare da Talenti. Se è dannoso è inaccettabile che sia posto vicino a un centro abitato di talenti, da porta di Roma o da qualsiasi altro luogo. Prima veniva detto che a venti km dalla città non poteva essere messo. Si pagaherà un po più di benzina, si farà qualche assunzione ma per questi quattro spicci si mette a rischio il benessere dei cittadini? Se questa amministrazione non è capace nemmeno di salvaguardare il benessere dei cittadini qualche suggerimento lo diamo: un a patrimoniale sui grandi patrimoni, una ricontrattazione del debito tanto sbandierato. Il punto è che cosi l emergenza rifiuti non sarebbe come al solito sulle spalle delle periferie, utilizzando le risorse del centro, dei ricchi per impedire che sulle periferie ci sia l’aggravio. A chi si fa pagare l’emergenza dei rifiuti, alle periferie o al centro a quelli che sono esclusi dal trasbordo?

Lombardi , abitante molto vicina al sito. Fa due osservazioni. In via Calindri c’è centro Halzaimer , centociquanta tonnellate di rifiuti  non ci sono da aiuto. Alla mia abitazione arriva un vento forza quattro tutto l anno non abbiamo altre costruzioni, abbiamo pagate il parco, che è stato abbandonato, abbiamo pagato le costruzioni per avere un po di pace. Questi grossi camion dovrebbero essere perennemente accesi e volevo chiedere se è vero perché fanno un certo rumore. 

Adriano Travaglia, presidente comitato villa spada:”faccio domanda secca, il sito di trasbordo quanto dura? Non è sato detto, vorrei saperlo. L’altra cosa che vorrei chiedere come comitato cittadino villa spada, chiuso il tmb, Saxa rubra ce l’avremo alle spalle, anche quello spostato ce l’avremo a breve distanza saremo comunque chiusi in un triangolo delle bermude. Il sito anas non è stato mai strategico, come detto da una sua collaboratrice, lo è diventato solo in questo momento. Ci vorrei tornare un attimo sopra, è un sito adatto a fare quello, se strategico significa tenerci il sale che a Roma serve ogni morte di Papa. Il sito è fatto quasi a posta, deve entrare e uscire senza fare manovre perché subito dopo c’è la centrale del latte se deve fare  inversione, quel sito lo pretendo, insieme a tutti i cittadini che lo appoggiano.

Massimo prudente, zero vaste: “Il sito anas individuato. Io sono a favore del piano di trasbordo progettato perché mi sembra la prima volta che si sta programmando qualcosa. A mio modesto parere nell’ ex impianto salario andrebbero trasferito gli uffici dell ama e cosi potremmo smettere di pagare affitti enormi tutti i santi mesi. Condivido moltissimo quello che ha detto Caudo sulle utenze non domestiche. È un grosso problema di questa città, decentrare  ai municipi.

Rossella muroni, deputata di LeU, già presidente nazionale di Legambiente: “ringrazio la sindaca per il lavoro di scambio di informazioni, volevo tornare sul Tmb Salario Le assicuro che è una ferita ancora aperta, sono nata cresciuta e abitante di settebagni, noi abbiamo vissuto la negazione di quello che succedeva. Non siamo sicuri, ci preoccupa perchè la Sindnaca quel giorno ha annunciato la richiesta di revoca dell’aia, la risposta che è arrivata casualmente, è stata che l’ha fatta l’ente sbagliato, la doveva fare l’ama. Fateci capire per mettere fine a quella roba li, parliamo di un sito di Trasbordo ma nella mente abbiamo il Tmb salario, ci avevano detto che era una cosa e poi è diventata un’altra, questo è un primo passo, se vogliamo è un primo passo di decentramento nella logica di rifiuti zero , questa fase è necessaria. Il Tmb deve essere chiuso, deve smettere di essere un incubo.

marcello lucà: “sarò velocissimo, è stato detto tutto, osservatorio tmb, ha detto tutto Ariano. Questo nuovo sito non è idoneo . sono andato a vederlo quel posto, è troppo vicino, è dentro al parco delle sabine, questo taglia la testa al toro, è una serie di curve, troppo piccole perché si dovrebbe fare lavoro a quel sito asfaltarlo, togliere verde per fare le strutture necessarie”.

Pinuccia Cazzaniga: “credo che bisogni investire più alti livelli istituzionali, parlando ormai da tanti anni di raccolta differenziata su Roma, ho perso la pazienza perchè penso che Roma non ce la farà mai, cosa succede dopo il trasbordo?”

Associazione Code Felici: “In questo sito, al quale noi siamo attaccati e paghiamo un affitto da almeno trent’anni,  tano è che siamo li dentro, non sapremmo neppure dove più entrare, è un territorio che abbiamo pulito, e mantenuto per tanti anni e a spese nostre e questo è stato un colpo al cuore. Fino a pochi anni fa agivamo per conto del Comune. Continuiamo a fare con le donazioni, benessere animale, esistono delle leggi e le loro esigenze vanno tutelate. Loro non potrebbero più vivere li, sarebbe pieno di rumori, abbiamo tanti cani anziani, lavoriamo tantissimo nel sociale, facciamo adozioni, sterilizzazioni e cultura cinofila, siamo l’unico rifugio sul territorio. Specifichiamo sono tantissimi anni che portiamo avanti questo lavoro”. 

Giovanni Caudo: “sono particolarmente orgoglioso di questa seduta, di questo lavoro fatto tutti insieme, non bisogna banalizzare, non guardare al proprio orticello, questa cosa successa oggi la partecipazione è questa qui, ognuno dice la sua , questo è il modo con cui si può cercare di governare la città, non facciamo sconti a nessuno, ma ci prendiamo la responsabilità. Non sempre i cittadini hanno necessariamente ragione, bisogna parlarsi e trovare la ragione, siamo qui e siamo qui per questo e viceversa.

Interviene Virginia Raggi: “Una delle proposte più interessanti è provare a invertire le aree dell’anas, eventualmente aprire un confronto. Io pero non sono anas, mi faro portatrice di questa istanza e quanto meno cercheremo di capire. Vorrei riprendere l intervento di chi ha ventilato l’ipotesi che l’attività possa essere dannosa. L immondizia ce l’ abbiamo sotto casa allora non dobbiamo avere i cassonetti? Ma qui ce movimentazione , lontano da casa,  ritengo che trovare un sito che non sia adiacente alle case sia preferibile, non ha alcun senso portare questi siti di trasbordo fuori Roma venti chilometri, perché tutto il tempo perso per arrivare al sito di trasbordo è tempo perso per la raccolta. Quello che stiamo facendo nei quartieri dove c’è il porta a porta spinto è fare l’ama di municipio. Perché consente di recuperare moltissimo tempo, raccogliendo, come nel  sesto municipio. Le sei ore vengono sfruttate quasi per intero, sul territorio. E lo stesso municipio sesto, nel momento in cui abbiamo aperto il sito ama municipale ha visto che la raccolta è migliorata tantissimo.  Ringrazio le informazioni che mi hanno dato i gestori del canile. Moltissimo sono domande tecniche che è meglio rispondano ama o D’Aprile. Ancora sul tmb salario. Quel sito non sara riaperto. Noi abbiamo fato la richiesta richiesta, ora la farà ama, sono in corso i lavorazione per la richiesta della bonifica, noi avevamo proposto di fare uffici e aprire il territorio a quell’ aria un nido, un parco, siamo nella fase di bonifica, il primo step della trasformazione dell aria mi impegno come sindaco per dirvi che quel sito non riaprirà come impianto, non c’è alcun tipo di ipotesi . Ci hanno fatto una serie di domande, i tempi, il trasbordo, ama ha gia detto che andrà a fare una bonifica poi si partirà con la pulizia della rea e la rimozione dei rifiuti, il tema che raccoglie e racchiude tutto è l incontro con anas, che potrebbe decidere di invertire e sostituire le aree tocca vedere se sarà possibile.”

Caudo: “abbiamo visto che nel masterplan non c’è il Tmb salario nè come sito di trasbordo nè come trasferenza. Certificato.  Se pero questa cosa non è vera, la fiducia che abbaino costruito oggi verrà persa. Quello che si scrive  deve essere nella realtà”.

Un residente: “volevo informare il presidente che purtroppo di questa identificazione dell’area sono stato informato dai social network, la mia attività che ho intrapreso in modo individuale, non rappresento nessuno se non me stesso, mi ha consentito di tessere alcune informative, la fondazione bancaria che è titolare del fondo halzaimer, con il suo nuovo presidente mi ha riferito che non sapeva nulla di questa decisione, non che il suo parere fosse importate ma si aspettava che fosse informato della situazione, io volevo focalizzare il fatto che tramite la segretaria del presidente ho cercato di evidenziare la situazione di pericolo per chi abita nei pressi del parco delle sabine, in contesa tra una società in autoliquidazione e il comune che non la prende in carico. Chi ci abita rischia l incendio,ci siamo dovuti autotassare come condominio. Quelli difronte  si sono comprati una trincia stoppie. Ci si ricorda di questa zona solo per fare questo tipo di intervento.”

Andrea Balduini abitante su via Lea Padovani: “, sono rimasto basito nel vedere individuata questa area, sono ingegnere edile e progetto robe di questo tipo, ho partecipato all’estensione del nuovo piano regolatore del 1999. Questa area ha tre vincoli e vincoli puntuali di natura archeologica.  Perché il parco della marcigliana è sacro e inviolabile, alcuni sono andati a processo per la casetta degli attrezzi. Noi abbiamo capito che queste aree devono essere pulite, e vanno asfaltate per essere pulite. Serve un nulla osta paesistico che deve essere chiesto alla regione Lazio. Poi c’è il fosso della Marcigliana. Ci sono volpi cinghiali, uccelli. L’area è immodificabile senza nulla osta. Da progettista, avete fatto vedere l’uscita di quell’area. Voi pensate di fare uscire un autoarticolato dietro una curva cieca, si invade l’altra corsia di marcia. “

Intervento di residente: racconta che ha presentato progetto per utilizzare al massimo le isole ecologiche , per avere riduzione sulla tari. Perché non  utilizzare meglio questa differenziata e interessare di piu i cittadini piuttosto che la raccolta differenziata stradale che è più inquinata perché ci si trova di tutto? “Volevo sapere anche l’intereazione con i consorzi obbligatori per i recuperi. Concludo dicendo che sono molto preoccupata per quanto riguarda il canile nell’area, sappiamo che le associazioni animaliste si aiutano, sono molto preoccupata bisogna pensare al benessere animale. 

Altro residente: “la fiducia è esaurita in presenza di norme non rispettate, lo abbiamo visto anche certificato e il tmb è stato chiuso perché andato a fuoco non perché deciso. Ama è un azienda, industriale che dice che si avvarrà di zone, aree non si capisce se a titolo gratuito o a pagamento, istallerà dotazioni tecniche, materiali certificati, non si sa . Ho seri dubbi, la mia fiducia su questa operazione.. se li c’è un impatto sulle persone chi lo misura, come si misura? chi lo certifica? Io per questo non mi sento di mettere in gioco la mia fiducia, non c’è nessuna previsione che consenta di tornare indietro,

luciani il tmb è chiuso, ma i camion entrona puzzolenti, vuoti o ipieni non si asa, la puzza si snete ancora per cuci noi i miasmi li respiriamo ancora tutti i ginorni, tutte le ntoti, volevo ribadire questo perché si è fermato con l incnedio non è vero, entrano e scaricano tutti i santissimi giorni , la puzza dei camion qualcuno rientra pure pieno, ci sono venticinque trenta camion la puzza si snete, da tutte le parti. Chiso vuol dire cancelli chiusi e dentro non ce piu niente. Invece i  i cancelli sono aperti, gli mezzi entrano scanircano . puzznao.

Signor Senatore: ci sono una serie di punti che non sono stati affrontati, in questa amministrazione la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Si fa questo piano, e nel frattempo all’uscita di bel poggio si fanno costruzioni nuove e ce ne sono altre in previone. Le macchine rimangono in deposito o le portano via mezze vuote. Ci sono domande che fanno capire se c’è volontà di fare o meno qualcosa a norma di legge”.

Caudo fa specifica  su intervento residente di Porta di Roma: “questa amministrazione si è occupata di Porta di Roma appena insediata, abbiamo fatto ricognizione di tutti gli ammaloramenti delle strade, abbiamo fatto sollecitazione proprietà, al pau non siamo stati invitati, la nuova proprietà si è alzata dal tavolo perchè il dipartimento pretende di risolvere solo davanti al tar, noi abbiamo chiesto l’intervento straordinario al simo, dimotrando che l’ammolaramento è legato ai due anni in cui dovevano fare manutenzione la ditta. Abbiamo portato nuovamente la questione al pau, qui hanno risposto che risolveranno il caso solo con l’ avvocatura, equivale a dire che ci vorranno decenni. Al trenta di luglio siamo di nuovo con la quesione al tavolo pubblico della sicurezza. Simo al punto che ci sono diciotto milioni di visitatori di Porta di roma, ci vogliono didicimi milioni di euro solo per sistemare le strade. Abbiamo un grande problema di porte di roma, ho chiesto all’associazione parco tutela sabine un’ assemblea.  Se non si fa questa riunione la proponiamo come municipio, la mia sollecitazione è che facciamo una assemblea cittadina per raccontare non il passato ma il futuro come noi possiamo migliorare le condizioni di un territorio che occupa tutta la parte nord del municipio.  Ero assessore all’ urbanistica,  certe volte la strada più breve non è quella che porta alla soluzione”.

Laura D’Aprile: innanzitutto una decisione dell’ amministrazione si concretizza in un atto che a oggi non c’è. Io capisco la difficoltà a comprendere che un tipo di gestione asservita alla raccolta di questo tipo non sia sottoposta a un atto autorizzativo nè a una progettazione ma è cosi. L’altra questione è l’ imprinting del tmb salario . Non commento. Io sono fermamente convinta ama formalizzerà la richiesta di revoca dell’aia entro la settimana. Ricordo che abbiamo sollecitato, ci sono mie note, atti pubbilci in cui chiediamo all’ex presidente Bagnacani di fare la notifica per l’avvio del procedimento di bonifica. Che è stata fatto a gennaio 2019. Sul Masterplan abbiamo ricevuto le richieste che dovevano arrivare entro ieri. Gli altri municipi ci avevano principalmente risposto che le aree proposte andavano bene. Per il terzo, ne aveva proposte due, una con gravi problemi, anche su strada chiusa e questa. La vostra proposta è stata di riutilizzate quell’ area con scambio. I criteri tecnici sono indicati, non è un impianto, vale il regolamento di igiene urbana di Roma capitale, che prevede una distanza minima di duecento metri. Perciò potrà essere sostituita. Vale per questo municipio come per altri due sostanzialmente, gli altri rispettano le condizioni di tonnellaggio predisposte da ama. Qualora non risultasse con l’istruttoria che fosse possibile fare il trasbordo, qui, noi chiederemo una o più aree al municipio che facciano  un totale di trecento tonnellate. È una forma di giustizia nei confronti degli altri cittadini. Questo in rispetto anche dell’ordinanza della regione lazio che al punto sette dice che ama deve mantenere le trasferenze individuate e individuare uno o più siti di trasbordo e trasferenza. Noi dobbiamo approvare il masterplan dei trasbordi nel rispetto delle indicazioni degli altri municipi e in quello della regione,, ci è anche scritto che se hai esigenza tu attiva e poi mi notifichi la richiesta di attivazione entro i quindici giorni successivi.

Il risultato concreto credo che entro la fine settimana è richiesta revoca e il supplemento di istruttoria su quest’area individuata con ulteriore richiesta di rivalutare l area proposta sul gra, negata per la sicurezza della logistica.

Caudo interviene: la sindaca si è prese l’incarico di rivolgersi di nuovo ad anas. Detto questo che il municipio si prende quota parte di responsabilità sapendo benissimo quale sono i limiti. E’ praticamente impossibile mettere lungo il gra un sito che sia a più di seicento metri dalle prime finestre. Non è che facciamo quindici siti abbiamo risolto il problema il allora ci sono i cassonetti. Dobbiamo efficientare il sistema  siamo qui tutti insieme per capire qual è il modo di far prevalere l’interesse generale etc..

Luciana Miocchi

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