Archivio | settembre, 2013

III Municipio di Roma Capitale: al via la raccolta firme contro la legge Merlin. Promotore Riccardo Corbucci, presidente del consiglio di Piazza Sempione

27 Set

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Dopo Sveva Belviso, l’ex assessore Pdl della giunta Alemanno, anche Riccardo Corbucci, presidente del consiglio del III Municipio di Roma Capitale, aderisce alla campagna per il referendum popolare che mira ad abolire parzialmente la legge Merlin, quella che nel 1958 chiuse ufficialmente le case di tolleranza senza prevedere che il fenomeno si sarebbe poi trasferito in strada.

 

Passeggiataantilucciole preservativo 2La delicatezza della questione è evidenziata dal fatto che entrambe le figure politiche, nello sposare l’iniziativa partita dall’azione di alcuni comitati di spontanei di residenti in Veneto, agiscono al momento a livello personale. Troppo alto il rischio di provocare malumori negli ambienti cattolici ma il fenomeno non può essere ignorato ancora a lungo, visto che le stime parlano della presenza sulle strade italiane tra le cinquanta e le settantamila prostitute con una decina di milioni di clienti ed un giro d’affari che può arrivare ai quindici miliardi di euro all’anno…

 

 

 

Tutto denaro esentasse pronto per essere reinvestito in traffici illeciti. Nel territorio di Monte Sacro la questione è particolarmente sentita, strade come la Salaria o Prati Fiscali, dove i residenti si trovano a dover rientrare in casa facendo lo slalom tra i resti generati dalla fiorente attività e per questo sono scesi varie volte in strada a protestare, sono invase dalle prostitute e dai loro sfruttatori, la questione è annosa. Nella seduta del consiglio odierna, a Piazza Sempione, verrà discusso un atto presentato dalla consigliera Pdl De Napoli, al quale verranno sicuramente presentati degli emendamenti da parte della maggioranza, avente ad oggetto proprio la prostituzione per le strade del Municipio. Il documento presenta la richiesta per una legge il cui iter si è fermato nei meandri del parlamento, forse lasciata indietro da norme giudicate più impellenti da chi magari abita lontano anni luce dal problema.

 

prostitua 1Dice Riccardo Corbucci, «La prostituzione in strada è acclarato che vive di sfruttamento e criminalità. Oltre una legge nazionale occorre dare maggior impulso alle forze di polizia, dare una maggiore applicazione delle norme che già esistono»

 

Il Municipio come intende muoversi?

 

«Chiediamo un tavolo interistituzionale con il Sindaco Marino, per avere iniziative tipo il progetto roxenne, con il quale si faceva opera di convincimento direttamente sul marciapiede, cercando di strappare le prostitute agli sfruttatori, aiutandole ad uscire fuori dal giro. Poi Alemanno smantellò tutto, sostituendovi delle ordinanze che non sono state altro che un paliativo in assenza di leggi specifiche, tanto per far pensare all’opinione pubblica che si stava facendo qualcosa, quando invece il numero delle operatrici è rimasto costante».

 

Sembra che Lei non abbia una grande considerazione di questi provvedimenti

 

«È impensabile pensare di poter combattere lo sfruttamento della prostituzione, che è in mano ad organizzazioni criminali transnazionali, con delle semplici ordinanze che impongono divieti di fermata e decoro nel vestire. E’ chiaro che la cosa più importante in assoluto è ottenere una legge nazionale vera, per questa ragione, personalmente, da domani sottoscriverò i referendum per la abrogazione parziale della legge Merlin, e farò in modo di avviare sul territorio banchetti per far firmare le persone perché ritengo che bisogna mettere al centro dell’attenzione il dibattito pubblico contro lo sfruttamento della prostituzione in strada.»

 

È sicuro che questo referendum sia una soluzione valida?

 

«Il referendum non può essere la soluzione definitiva perché è abrogativo soltanto di alcune parti . L’iniziativa quindi serve finalmente a portare il dibattito in parlamento e nelle nostre città che vivono ormai condizioni di degrado e mancanza di sicurezza insopportabile»

 

Il risultato referendario avrebbe bisogno di essere integrato con dei provvedimenti ad hoc?

 

«Credo che una legge nazionale dovrebbe prevedere il divieto della prostituzione in strada ed in tutti i luoghi pubblici e regolare un fenomeno che non è eliminabile con la previsione di un controllo sanitario costante affinché si possa contrastare il contagio da malattie sessualmente trasmissibili, che stanno diventando una piaga della nostra società, provvedere all’assoggettamento fiscale e previdenziale dei compensi percepiti, per contrastare il flusso di denaro nero che arricchisce la criminalità organizzata ed ovviamente anche per tutelare la sicurezza dei cittadini».

 

Non rischiamo che di togliere la prostituzione dalla strada soltanto per ritrovarcela vicina di pianerottolo, trasportando semplicemente il problema?

 

«Una nuova legge deve essere in grado di tenere insieme la libertà del singolo e al tempo stesso la convivenza di tutti. E’ chiaro quindi che dovranno essere valutate le condizioni in cui poter fare esercitare nel rispetto delle regole già esposte, senza che questo crei disagi insopportabili per i cittadini».

 

Un’ultima domanda. Perché per un problema così sentito un’iniziativa personale? Il Pd ed il presidente del Municipio, Paolo Marchionne, non sono d’accordo con Lei?

 

«Perché su temi sociali, di natura morale ed etica ognuno di noi risponde alla propria coscienza e alle legittime istanze dei cittadini che rappresenta, superando le divisioni e gli steccati politici. Mi auguro che anche altri colleghi si uniscano per contribuire alla riuscita della raccolta firme per il referendum».

 

Una notte sul marciapiede

20 Set
(pubblicato su http://www.di-roma.com)
Cronaca di una passeggiata tra amici per richiamare l’attenzione sulla convivenza forzata tra residenti, puttane e clienti, con il rischio di farsi una cultura in tema di profilattici e moda da strada
L’appuntamento, diffuso con un volantino via fb e mailing list è per le 21,30 del 12 settembre, su via di Prati Fiscali. Sulle strade sono già al lavoro alcune professioniste, più vestite del solito perfino sulla Salaria, anche se sono in numero inferiore, merito di una delle operazioni periodiche della Questura.

Passeggiataantilucciole genteGuardando l’assembramento di gente, la prima cosa che salta agli occhi è la massiccia presenza di divise: carabinieri, polizia e vigili urbani. A guardare meglio si individuano anche diversi colleghi di altre testate. Con l’occhio allenato dalla cronaca politica locale non risulta difficile scorgere alcuni esponenti del parlamentino del Municipio, intervenuti tutti in rappresentanza dei rispettivi partiti e movimenti ma senza portare alcun vessillo, per rispetto ai cittadini che avevano chiesto che tutto rimanesse apartitico. Nessuna manifestazione ufficiale ma la collaudata formula della “passeggiata tra amici”. In effetti, a furia di camminare insieme sotto casa, molti hanno finito per stringere amicizia davvero. Questi residenti non sono organizzati in un comitato vero e proprio e ad avvertire polizia e carabinieri dell’appuntamento sul marciapiede, per tutelare la sicurezza dei partecipanti ci ha pensato l’ex assessore Filini, dopo essere stato invitato da alcuni dei più attivi.

In attesa di cominciare il giro, sottovalutato nella sua lunghezza anche a causa della presenza di padri con passeggini e nonnini con gli ausili per camminare, cominciamo a chiacchierare con i residenti. Gente qualunque, con facce talmente normali da poter essere sovrapposte con quelle del proprio dirimpettaio o con la zia più calma, pacifica e anche un po’ noiosa che tutti abbiamo in famiglia. Avrebbero anche delle vite tranquille, se non fosse per questo piccolo problema che li affligge: il puttantour sottocasa, ad ogni ora della notte, con tutto il circo che si porta dietro fatto di papponi, clienti, liti notturne e coltelli, a volte pure pistole. Genitori che scortano le figlie al rientro del sabato sera, mariti che aspettano le mogli alla fermata del bus quando appena fa buio.

Case impossibili da rivendere anche con un forte sconto, chi vuole infilarsi in un tale show alzi la mano.

La passeggiata inizia e decidiamo di farci fare delle dichiarazioni dai consiglieri municipali intervenuti, tutti della minoranza. Il primo a cui chiediamo è Manuel Bartolomeo, neo eletto del Pdl, con un’idea ben precisa che non tarda a rendere pubblica: «Oggi siamo qui per cercare di contrastare il fenomeno che da anni affligge il nostro Municipio. Prima le prostitute erano schierate all’altezza del ponte del treno a via di prati fiscali e man mano le abbiamo viste avanzare fino all’altezza del Mc Donald e a volte fino a piazzale Jonio. Siamo qui con i cittadini perché ci hanno chiamato, siamo scesi in piazza a cercare di dare uno scossone a questo fenomeno. Io sono per la riapertura delle case chiuse, in modo che il fenomeno possa essere più controllato, anche a livello di decoro soprattutto visivo. La mattina si ritrovano focherelli accesi e verso le cinque le persone che escono di casa e i bambini delle scuole sono costretti a vedere donne seminude, come spettacolo non è il massimo».

Francesco Filini, consigliere FdI, che già da assessore della passata consiliatura aderì alla protesta: «Fratelli d’Italia aderisce a questa iniziativa apartitica. Siamo qui senza bandiere politiche per stare a fianco dei cittadini, una cosa che facevo già quando ero in maggioranza, ora il problema si è ripresentato in maniera peggiorata, sono arrivate fino a piazzale Jonio. La cosa positiva è che le passeggiate di due anni fa hanno avuto i loro effetti, le lucciole si erano scoraggiate un po’. Quest’anno si è aggiunto il comitato Salviamo Prati Fiscali e hanno aderito anche altre forze politiche come il movimento Cinque Stelle, la lista Marchini e il Pdl. Sarebbe stato il caso che fosse venuto qualcuno della maggioranza, purtroppo è stata un’occasione persa».

Già, l’assenza di esponenti anche minori della coalizione di maggioranza si nota e parecchio, c’è chi scrolla le spalle dicendo “noi li abbiamo invitati tutti”. Probabilmente in questo frangente è stato commesso un errore tattico, perché se è vero che le istituzioni locali poco o nulla possono per contrastare il fenomeno, i cittadini esasperati dalla strafottenza di chi sa di non subire alcuna conseguenza, apprezzano molto anche la semplice solidarietà e l’impegno perché si affronti a livello legislativo la ridefinizione entro limiti certi di un’attività inestirpabile. O forse il pressing c’è ma non è stato pubblicizzato. Questa sera non lo potrà spiegare nessuno.

Passeggiataantilucciole zoccoli

Intanto la comitiva, seguita a vista da alcune macchine di servizio prende possesso del marciapiede lato Zecca dello Stato, verso la Salaria. Le lucciole si sono spostate più avanti ma in terra rimangono zoccoli dai tacchi altissimi, preservativi usati e vestitini microscopici. Dalle caditoie di scarico otturate si affacciano erbacce impolverate di varia grandezza, come anche dalle crepe dell’asfalto.

Non è più un luogo frequentato dai pedoni, decisamente.

Fabrizio Cascapera, lista Marchini, passeggiatore anche lui per una sera: «Ho deciso di dare supporto a questa manifestazione perché credo che sia il dovere di ogni rappresentate dei cittadini stare vicino alle richieste del territorio. Vogliamo chiedere fortemente alla maggioranza di trovare delle soluzioni a questa situazione che non è più accettabile. Il Municipio non può tantissimo, dovrebbe fare più che altro una segnalazione più in alto, al Comune che prendesse dei provvedimenti, che aumentasse le forze dell’ordine. I tagli alla spending review hanno ridotto le forze dell’ordine al lumicino, hanno anche gli scarponi bucati, però magari si possono spostare le forze su problemi che sono più sentiti. Non possiamo girarci dall’altra parte, non possiamo far finta che non ci siano, prati fiscali è una parte del nostro territorio lasciata un po’ a se stessa. Riteniamo che sia un dovere morale stare qui vicino a loro anche se non conta niente a livello fattivo ma l’importante è esserci perché è per questo che siamo stati votati, anche per questo».

Mentre parliamo con Simone Proietti – consigliere del M5S – sotto il cavalcavia della ferrovia, rimaniamo ultimi del corteo, seguiti soltanto dalle pattuglie della polizia che si sono messe di traverso in mezzo alla carreggiata per rallentare il flusso di macchine verso l’Olimpica, creando così una scenografia che non dovrebbe passare inosservata nemmeno al più distratto degli autisti, la nostra attenzione viene catturata dal gruppetto di prostitute che si è formato dall’altro lato della carreggiata, direzione piazzale Jonio. Attirate dalla mercanzia esposta, alcune macchine si fermano, salvo poi accorgersi dei flash delle fotocamere. Conseguente ripartenza a razzo. Tutte, tranne una, il cui conducente inizia addirittura una trattativa fino a quando non viene fatto desistere dagli applausi e dai fischi inframmezzati dai complimenti che provengono dal gruppo di amici in passeggiata. Un piccolo, momentaneo successo, rimasto inciso nel nastro della dichiarazione del pentastellato «Sono qua per i cittadini, in rappresentanza del movimento nel Municipio. Siamo qui per iniziare ad arginare questo fenomeno della prostituzione che ormai è sempre più in espansione, in questo istante abbiamo avuto una dimostrazione dell’efficacia della presenza. E’ un problema ormai sempre più sentito dai cittadini, sono sempre più esasperati, mi hanno raccontato di scene vicinissimo alle abitazioni il problema è l’incuria. Perché dove vanno queste prostitute? Qui, nella zona è pieno di vegetazione incolta è la che vanno. La soluzione sarebbe anche banale, riqualificare determinate zone, fare della manutenzione ordinaria in questo caso servirebbe straordinaria, abbiamo visto la vegetazione in che stato sta».

Passeggiataantilucciole tunnel 2Continuiamo la marcia andando oltre il ponte, in direzione del sottopasso. Lì davanti, l’euforia dovuta alla cacciata del cliente di poco prima scema vistosamente. Ci si guarda in faccia alla ricerca di coraggio. Spiamo negli occhi degli agenti più conosciuti in zona un cenno che ci dica che sì, è sicuro, abbiamo controllato prima. Un mezzo sorriso con appesa una sigaretta fumata a metà e la cronista più fifona della storia si fa spiritosa. All’ingresso del tunnel cancelli mai serrati, sembra ci siano problemi sullo stabilire a chi tocchi l’incombenza di aprire all’alba e chiudere al tramonto e tanti auguri a chi dovrebbe passarci di notte. D’altra parte di notte… chi ha il fegato di entrarci da solo?

In terra spazzatura di ogni tipo, fazzoletti, cartacce, bottiglie rotte, preservativi utilizzati da poco, perizoma sguaiati, vestitini maculati di quelli che si acquistano a pochi euro nelle bancarelle. E un odore recente, un misto di polvere, urina, sperma e sudore.

Riemergergiamo in superficie con in testa i versi della Divina Commedia “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, mai così apprezzati e veritieri.

Finalmente una signora che abita nelle vicinanze si fida di noi e ci racconta il suo inferno quotidiano, dietro promessa dell’anonimato: «L’unica cosa è che così facendo gli facciamo perdere quelle due tre ore di lavoro. Se andiamo via a mezzanotte o l’una, per le 2 sono già qua, ubriache che cominciano a strillare e si buttano in mezzo alla strada. Se ti rientra un figlio a mezzanotte tu stai qua ad aspettare perché a quell’ora le trova sotto casa. Se dici qualcosa ti sputano addosso, come hanno fatto anche oggi pomeriggio con me, alla fermata dell’autobus. La pista ciclabile non si può usare, ha visto anche lei tutto quello che c’è li sotto, le trova a tutte le ore. Sotto casa non puoi uscire perché se capiscono dove abiti e sei stata a passeggiare per disincentivarle, poi ti vengono a fare i bisogni – solidi e liquidi – nell’androne del palazzo . Siamo schiavi, in galera. Vengono giù nell’androne, te li trovi nel giardino condominiale».

Passeggiataantilucciole poliziaMentre parliamo con la signora, dall’altro lato della strada una pattuglia ferma una grossa auto straniera, riconosciuta dai residenti come quella di un tizio che trasporta le prostitute in postazione. I controlli di rito e l’auto riparte. Non c’erano passeggere a bordo, non ci sono gli estremi per fare altro.

C’è chi inveisce, chi invoca manette, arresti, processi. Inutile tentare di spiegare per l’ennesima volta a degli animi esasperati dal senso di impotenza che prostituirsi non è reato, che andare a puttane non è vietato e che l’unica attività illecita è lo sfruttamento, che gli atti osceni in luogo pubblico non portano all’ergastolo e che l’offesa al comune senso del pudore è poco più di una battuta da quando non si riesce più a stabilire cosa vuol dire “comune senso”. 

Cristiano Bonelli, ex presidente Pdl del Municipio, è un fiume in piena impossibile da fermare: «Un modo per chiudere i cancelli del sotto passo si può trovare. Noi stavamo aspettando l’apposizione dell’ultimo cancello, perché altrimenti diventa una trappola per topi. Basta un piccolo sforzo, con qualcuno che lo fa a costo zero per l’amministrazione perché i vigili non lo possono fare. L’altra settimana siamo stati presenti ad analoga passeggiata, abbiamo presentato degli atti in municipio che sono all’attenzione delle commissioni inerenti a Prati Fiscali, un’attività che dà seguito anche alle nostre iniziative di governo».

«La soluzione non può essere quella annunciata dall’attuale maggioranza, cioè… (tace). Il presidente del Municipio è stato invitato ad una riunione di un comitato – continua Bonelli – e la sua risposta sconcertante è stata: “Bisogna combattere il fenomeno alla fonte, cioè gli sfruttatori”. Il presidente di un municipio non può dare una risposta del genere, scontata da una parte e incompetente dall’altra. Perchè è normale che bisogna lavorare a monte di tutta una criminalità organizzata che c’è dietro la prostituzione e talmente normale che il presidente del municipio non è demandato a fare questo, semmai tocca alle forze dell’ordine preposte, magari anche su imput. Il presidente del Municipio deve dare delle risposte concrete o magari provare a darle, quotidiane, che non saranno mai la soluzione del problema».

«Il disegno di legge va seguito – conclude Bonelli – noi stiamo organizzando delle iniziative per sollecitare l’iter che si è fermato alla Camera però un municipio non può dire silenzio oppure dire è a monte. Un municipio si deve mettere in campo, nei limiti delle sue possibilità, con le mille difficoltà che ci sono. Non è che ieri non c’erano e oggi ci sono, forse ora sono anche di più. Però non può rispondere in questa maniera, la gente è molto arrabbiata. Lo stesso discorso vale per gli insediamenti abusivi che cominciano a venti metri da qua e mai prima erano stati così tanti. Al Ponte delle Valli sono quaranta le baracche. Dire “io non faccio gli sgomberi” è da irresponsabili, è una cosa che tu non puoi dire. Puoi dire non faccio gli sgomberi ma farò questo. Non puoi non dire niente. Sono consapevole del fatto che purtroppo su queste due questioni ad oggi le soluzioni non esistono, ma questo non giustifica il fatto che tu non metti in campo tutte le forze che puoi, dando la presenza sul territorio».

Continuiamo la passeggiata rimanendo indietro con un signore rallentato dall’età. Sono già arrivati quasi tutti all’altezza del supermercato e ci dispiace lasciare solo il nonnino che, saggiamente, decide di tornare indietro, le sue gambe hanno già dato tutto quello che potevano, orgogliose di fare qualcosa per cercare di non farsi cacciare da casa propria.

Raggiungiamo il gruppo quando si sta per sciogliere, lasciando libere dal servizio le forze dell’ordine. Sono pochi anche i giornalisti rimasti, ormai le ore di camminata sono quasi tre e manca poco all’una di notte. Avremmo percorso in totale circa cinque chilometri e il sonno e la stanchezza cominciano a farsi sentire. A differenza delle “professioniste” del sesso, tutti quanti i presenti domattina dovranno alzarsi presto.

Passeggiataantilucciole preservativo 2

Fermi davanti alla rampa d’accesso di un supermercato, rinveniamo gli ultimi souvenir della serata, due metri sotto le prime finestre delle abitazioni sovrastanti: soliti vestiti abbandonati, fazzoletti, preservativi usati.

Intorno macchine parcheggiate, lampioni, portoni. Diventa difficile cercare di capire le ragioni non di chi vende sesso per strada, ma di chi lo compra, qual è la molla che li spinge a consumare rapporti mercenari frettolosi per strada, in situazioni precarie, scomode e pericolose? Tratteranno sulla tariffa? Pagamento con banconote di piccolo taglio? Single condannati dalla solitudine o accompagnati felicemente alla ricerca di chissà che? Nel caso, come giustificano le uscite di denaro? Belle domande che non troveranno nessuna risposta. Mai come in questo caso è di rigore il negare sempre, ammettere mai.

Alla spicciolata gli ultimi residenti scompaiono nei portoni delle loro case. Noi ci avviamo alla macchina passando per un parcheggio scarsamente illuminato ma animato da figure losche o che almeno ci sembrano tali, data l’ora, dato quel che abbiamo appena vissuto. Ci sembra di essere stranamente osservati da occhi invisibili e la sensazione non è delle più piacevoli. Il suono della sicura della portiera diventa insolitamente rassicurante, mentre la macchina si mette in moto.

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Addio all’ingegner Piero Muscolino

7 Set

Scomparso a settantacinque anni  l’esperto di trasporti notissimo tra i cultori dell’argomento

L'autore dell'articolo con Piero Muscolino

L’autore dell’articolo con Piero Muscolino

È scomparso l’ ingegner Piero Muscolino, esperto di ferrovie noto a livello internazionale e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, di cui era stato anche docente all’università Iulm. Era nato a Roma nel 1938, dove poi si era laureato in Ingegneria dei Trasporti venendo successivamente assunto come dirigente dalle Ferrovie dello Stato. Per gli incarichi ricoperti aveva avuto così modo di conoscere nei minimi dettagli pressoché ogni chilometro delle strade ferrate italiane (e non solo, avendo contatti di lavoro e amicizia con suoi colleghi stranieri) curando anche l’allestimento del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli. Un lavoro che era per lui non una mera fonte di sussistenza ma una vera e propria passione coltivata fin da piccolo e che aveva trasmesso con i suoi libri ai cultori del trasporto pubblico – specialmente d’antan: una materia che all’estero conta su vaste schiere di appassionati (oltre che sull’attenzione delle istituzioni) ma che da noi è spesso considerata quasi roba da marziani o semplicemente da stravaganti. Fu dunque per me una piacevole sorpresa scoprire in libreria – ormai tanti anni fa –  “Tram e filobus a Roma” che aveva scritto assieme all’ingegner Vittorio Formigari. Per uno come me  che ancora considera un miracolo della modernità il fatto che premendo un tasto si possa accendere una lampadina, di quel libro erano sicuramente le parti scritte da Muscolino quelle preferite: perché pur vantando ovviamente una preparazione ferrea, nei suoi scritti privilegiava una componente quasi romantica, attingendo da una sterminata miniera di ricordi professionali e familiari sempre coinvolgenti specie per chi apprezza un certo vissuto quotidiano ambientato a cavallo tra gli anni Cinquanta e i Novanta. Leggendolo sembrava quasi di calarsi in una Roma, in un’Italia nelle quali la vita era certamente meno ostile rispetto a oggi e percorse in ogni dove da strade ferrate poi ottusamente smantellate. A quel libro diversi altri dello stesso autore andarono a fare compagnia sul mio scaffale, sia tra quelli di nuova pubblicazione che recuperando quelli già editi in precedenza. Alla soddisfazione per la scoperta di un mondo – quello dei conoscitori dei trasporti pubblici, che pur rappresentando quasi un cenacolo di iniziati proseguono in un’opera benemerita di sensibilizzazione e divulgazione (si vedano per esempio i forum Mondotram e Ferrovie on line)  – aggiunsi poi quella di incontrare dal vivo l’ingegner Muscolino, per giunta in più di un’occasione e rigorosamente in ambito ferroviario: tra queste, un paio di volte presso la ex stazione di Colonna (ora museo dedicato alla dismessa linea Roma- Fiuggi) e altrettante a Settebagni dove era stato invitato in veste di conferenziere. Dimostrandosi ogni volta affabile e disponibile ad assecondare la curiosità dell’uditorio (e le mie richieste di autografo con dedica sui suoi volumi), diede ulteriore prova di una cortesia d’altri tempi quando – sapendo che mi dilettavo come reporter sulla stampa locale – mi chiese se fosse possibile tramite il giornale pubblicare un appello per avere notizie di una anziana signora che lui aveva aiutato su un autobus pubblico. Modi cavallereschi ormai definitivamente estinti, temo.

Alessandro Pino

(pubblicato su www.di-roma.com)