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Roma Capitale: al Tiburtino ci si protegge dalle rapine anche con il passaparola

3 Ago

13626527_1729340730674046_2625135247522541839_nSulla bacheca fb di Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio, qualche giorno fa è apparso un post, rigirato da un messaggio che ha ricevuto da una ragazza: “Volevo segnalare questo volantino trovato poco fa dietro la metro Monti Tiburtini. Proprio lunedì sera sono stata protagonista di questo evento per fortuna senza conseguenze grazie all’avvertimento di un Signore in motorino che mi ha urlato di andare via perché era una strada pericolosa indicandomi degli uomini. Due di questi banditi (sono 3) sono stati fermati dai carabinieri dietro la Metro dopo la segnalazione di questo signore che abita lì vicino e da giorni seguiva questa faccenda. Io abito proprio lì dietro quindi da giorni ho molta paura a tornare a casa perché anche se accompagnata questi non hanno vincoli, chiedono telefoni, rubano, e mi hanno detto che provano anche a violentare…
Quindi volevo avvisare lei che so può far divulgare e magari informarsi su quanto accaduto e accade, così da prevenire altre spiacevoli situazioni e affinché le persone che molto spesso parcheggiano la macchina lì dietro facciano attenzione. Grazie!”
Interpellato, Montanini aggiunge: «l’insicurezza è sempre più presente nella vita degli abitanti e dei commercianti del IV Municipio. Si susseguono furti e rapine da parte di quei balori che vivono di microcriminalità. I parcheggi, i parchi e tutti gli spazi pubblici continuano ad essere abbandonati dalle istituzioni e a essere sprovvisti di telecamere di videosorveglianza e di illuminazione soddisfacente. Da parte nostra continuaimo a fronteggiare questa emergenza con i nostri pochi mezzi ad esempio tramite passeggiate di sicurezza notturne. In attesa che la nuova amministrazione inizi ad interessarsi veramente della cittadinanza e a riqualificare in maniera drastica i nostri quartieri»

Luciana Miocchi

 

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Quando rubano tutto a una anziana, anche la fiducia – di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

3 Ago
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Giordana, Niccolò e Michele

 

 

 

Ci sono reati particolarmente odiosi, di quelli che – pur senza che ci sia stato spargimento di sangue – ti fanno pensare che ormai non c’è più rispetto per niente e per nessuno e che fanno prudere le mani. Come quelli contro bambini e vecchi indifesi. Per esempio, quando ci si approfitta delle malferme condizioni fisiche  e psichiche di una donna anziana per derubarla di ogni suo avere, privandola anche della possibilità di vivere in casa propria. L’ultimo esempio in ordine di tempo arriva in questi giorni da Fonte Nuova, cittadina a nord est della Capitale, dove i Carabinieri hanno tratto in arresto una donna accusata di aver approfittato di una vicina di casa, facendosi nominare procuratrice generale, vendendo tre immobili della donna settantasettenne e intascandone il ricavato, per di più allontanandola di casa e dai suoi affetti, chiudendola in un ospizio o casa di riposo, come si preferisce chiamarlo ora, cercando di ammorbidirne il significato senza cambiare la sostanza. La vittima, Giordana Canti,  con un passato brillante da giornalista e molto nota nella zona, presidente dell’associazione Nuovo Risorgimento, di cui si occupava coadiuvata dal vice presidente Niccolò Carosi, era così caduta nella trappola perfetta costruita da chi si era finta amica disinteressata. Per sua fortuna però, ci hanno pensato alcuni giovani amici di Giordana, che ne avevano improvvisamente perso il contatto giornaliero,  a mandare all’aria il piano criminoso: il regista Michele Vitiello e lo stesso Niccolò Carosi – il primo, presidente e il secondo, vice presidente dell’associazione Roma Restyle, di cui l’anziana è socia onoraria. I due ragazzi hanno capito che qualcosa non andava e si sono mossi allertando anche la trasmissione televisiva “Le Iene” che aveva portato all’attenzione del pubblico la situazione, trasmettendo un servizio nell’aprile scorso, seguito da tantissime segnalazioni. I Carabinieri di Mentana, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma,  hanno cominciato ad indagare. Indagini che hanno portato all’arresto ai domiciliari della vicina di casa e anche al sequestro dei beni liquidi sottratti con l’inganno, di cui si era appropriata illeggitimamente . Ora rimane da restituire il maltolto e la serenità a Giordana. Il peggio sembra essere passato.
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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