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Le domeniche ecologiche hanno cotto il razzo

2 Dic

[ROMA] Cambiano le amministrazioni e i sindaci ma non c’è scampo: puntuali come le rate di un mutuo come quell’altra cosa riguardante le signore che arriva ogni mese, ecco che nella Capitale tornano le cosiddette “domeniche ecologiche”, vale a dire il divieto di circolazione ai veicoli a motore all’interno della altrettanto cosiddetta “fascia verde”: si tratta di una notevole porzione di territorio comunale, per giunta recentemente ampliata. I confini si possono trovare al sito

https://romamobilita.it/it/servizi/ztl/fascia-verde come anche le deroghe, via via sempre più stringenti e beffarde.

La prossima è prevista per il 4 dicembre ed è venuto il momento di dirlo chiaramente, urbi et orbi: queste iniziative hanno cotto il razzo e la dislessia è voluta per non trascendere in un turpiloquio che sarebbe comunque più che giustificato.

Perché non se ne può più di questa sbandierata e giuliva pseudo attenzione alla qualità dell’aria, nelle cui maglie cadono sempre i tapini che anche in un giorno festivo devono spostarsi da un capo all’altro di Roma e si sa che nei giorni festivi i mezzi pubblici sono ancora più scarsi che in mezzo alla settimana.

Ne abbiamo le tasche piene (per non dire altro) dei servizi plaudenti a lingua felpata al tg regionale in cui si vedono le allegre famigliole di entusiasti benestanti a spasso sul risciò o intente a guardare giocolieri, nani e ballerine nelle strade senza macchine.

Siamo stufi di essere presi per i fondelli da chi prima impone controlli sui gas di scarico, pretende di fatto che si buttino soldi in costosissimi “veicoli ecologici” (ma sui furgoni scassati dei soliti noti si guarda bene dall’intervenire e nemmeno posso scrivere chiaramente a chi mi riferisco altrimenti ci chiudono il blog).

Abbiamo la nausea di una “transizione ecologica” che si traduce nella adozione in massa di veicoli alimentati a batterie ricaricabili, come se chiunque abbia un cellulare non sapesse che qualunque accumulatore dopo un po’ perde in efficienza fino a diventare inutilizzabile e va smaltito creando una quantità mostruosa di rottami potenzialmente tossici.

E invece un potere arrogante e ottuso continua a imporre divieti minacciando multe da bastonatura fiscale per di più con l’aggravante di un perbenismo ipocrita e solenne, riassunto nella urticante e immancabile frase: “Si tratta di piccoli sacrifici che siamo certi i/le Roman* sosterranno volentieri per il bene delle future generazioni e della città”.
A cura di Alessandro Pino

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