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Tutti a La Spezia il 17 e 18 marzo con gli autobus storici – di Alessandro Pino

15 Mar

Per il fine settimana di sabato 17 e domenica 18 marzo è in programma a La Spezia uno di quegli appuntamenti che i veri entusiasti dei veicoli storici di trasporto pubblico non dovrebbero perdere e che merit appositamente a una gita: le associazioni Fitram e Museo dei Trasporti Autofilotranviari, con il patrocinio della Associazione Italiana Trasporti d’ Epoca e di Life on The Sea Onlus e la sponsorizzazione del Comune di La Spezia, Atc Esercizio e associazione Pro Spezia hanno organizzato una due giorni all’ insegna della nostalgia di quei tempi più civili in cui i mezzi pubblici erano eleganti, puliti e condotti da personale in divisa completa di berretto. Il punto di ritrovo sarà in piazza Europa. Il sabato si inizierà alle 8 di mattina con l’ arrivo dei camion e degli autobus d’ epoca; alle 15 ci sarà una visita al museo ferroviario della Fondazione Fs di La Spezia Migliarina; domenica i veicoli sfileranno per le vie del centro e alle 14 ci sarà un giro del Golfo a bordo della motonave Ibis (costruita nel 1959) di Life On The Sea, salvo condizioni meteomarine avverse. In entrambe le giornate ci saranno giri turistici della città a bordo degli autobus storici (prezzo cinque euro a persona, gratis i bambini sotto i dieci anni) con partenze alle ore 10, 11, 12, 15, 16 e 17 oltre a una esposizione di cimeli e fotografie dall’ archivio storico del Museo dei Trasporti Autofilotranviari.
Alessandro Pino

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Maui…Oceania in replica straordinaria al Teatro Degli Audaci – di Silvio D’Antonio

14 Mar

Piccoli spettatori crescono. Il Teatro degli Audaci punta sul futuro  coltivando l’amore per il palcoscenico dei più giovani

 

Grande successo al Teatro degli Audaci per l’adattamento del film d’animazione “Maui Oceania” del 2016, con la regia di Maria Cristina Gionta , costumi G.d.F. Studio , scenografia Mina Perniola , interpreti : Giuseppe Abramo, Stefano Centore, Alessia di Fusco , Gaspare di Stefano e Annamaria Fittipaldi, in scena da sabato 10 febbraio con l’ultima replica prevista per il 17 marzo.

La protagonista Vaiana è impegnata a recuperare il “cuore” dell’isola di Te Fiti rappresentato da un monile in pietra sottratto dal semidio Maui e successivamente smarrito nell’Oceano in seguito allo scontro con il demone di lava “Te Ka” insieme al suo prezioso amo magico.

Sfidando gli ordini del Padre e con l’aiuto della Nonna Tala che prima di morire gli consegna il cuore di Te Fiti conservato per anni, Vaiana si spinge oltre il “Reef” a cercare Maui per convincerlo a riposizionare il monile al suo posto. Dopo una battaglia con il demone Te Ka e molti imprevisti la nostra eroina riesce a restituire il cuore a Te fiti e salvare il suo popolo e la sua isola.

Uno spettacolo ben costruito, con costumi e scenografia molto curati , belle le coreografie e le canzoni interpretate interamente dal vivo.

Divertimento assicurato per i numerosi bambini intervenuti in sala.

Silvio D’Antonio

“Versi sotto la Torre”: a Ruviano Poesia e Storia si stringono insieme – di Alessandro Pino

19 Feb

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La sala consiliare del Comune di Ruviano (piccolissimo centro in provincia di Caserta, poco meno di duemila abitanti ma con una storia antichissima) ha ospitato lo scorso 17 febbraio la manifestazione intitolata “Versi sotto la Torre”: progetto  dedicato alla poesia contemporanea che già nel nome porta il pregevole intreccio tra le Lettere e la Storia locale di cui è maestoso testimone il castello di epoca normanna. L’ iniziativa è stata ideata e organizzata dalla dottoressa Michela Pietropaolo – dirigente ospedaliera che vive e lavora a Napoli ma di origini ruvianesi ed ella stessa affermata poetessa vincitrice di importanti riconoscimenti – con la collaborazione del Comune di Ruviano e della ProLoco “Raiano”. Durante la manifestazione, poeti di importanza nazionale hanno letto e declamato le proprie opere in versi sia in lingua italiana che dialettali: alternandosi  con autori più giovani ed emergenti,  sono intervenuti infatti Gino Abbro, Antonio Covino, Pasquale Cusano, Carlotta De Matteo, Dante Iagrossi, Ciro Iannone, Michele La Montagna, Carmine Montella, Thomas Mugnano, Angela Nappa, Alfonso Scibelli oltre alla stessa Michela Pietropaolo, accompagnati da un interludio musicale affidato al maestro Vinicio Cusano. L’ interesse destato da “Versi sotto la Torre” è stato tale che ad occuparsene è stato anche il Tg3 regionale della Campania e la piena riuscita della manifestazione è sintetizzata da un intervento in rete di Michela Pietropaolo che ringraziando pubblico, partecipanti e collaboratori si è detta «felicissima».
Alessandro Pino

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Intervista ad Alberto Patelli, regista e attore – il teatro come maestro di cultura

19 Feb

Foto 2 - Alberto Patelli con Gigi ProiettiTra i migliori registi e attori teatrali contemporanei, Alberto Patelli ha recentemente preso parte alla seconda edizione dell’evento culturale “La scrittura come esperienza di vita”, svoltosi all’interno del Centro Anziani Valli – Conca d’Oro. Autore di cortometraggi di grandissimo successo, tra i quali spicca “Pecorari”, scritto assieme a Pietro De Silva, che ha rappresentato l’Italia al Festival del Teatro di Francoforte nel 2005, si appresta ora a portare in scena la sua ultima fatica, dal titolo “Progetti di delirio”. L’ultima perla di una carriera straordinaria, che lo ha portato ad essere uno dei registi teatrali più premiati e apprezzati d’Italia.

 Com’è nata la tua passione per il teatro?

 La mia passione per il teatro è nata in gioventù, guardando in televisione i primi spettacoli teatrali, che mi hanno avvicinato a questo mondo.

 A quale artista ti ispiri maggiormente?

 Senza dubbio al grande Eduardo De Filippo, ma anche le opere di Luigi Pirandello e Achille Campanile sono state per me fonte di ispirazione.

Foto - Alberto Patelli Nel corso della tua carriera hai avuto l’opportunità di lavorare con alcuni tra i più grandi registi televisivi e cinematografici italiani contemporanei, quale collaborazione ti ha segnato di più?

 Io sono molto legato a Giorgio Capitani, conosciuto sul set de “Il maresciallo Rocca”. Un regista di grande talento ed esperienza, capace di mettere a proprio agio gli attori in ogni situazione. Potrei tuttavia citarti anche Stefano Sollima e Francesco Vicario, due grandi professionisti.

 Preferisci dirigere ed interpretare commedie o spettacoli più drammatici?

 Dunque, io nasco come autore prevalentemente umorista, mentre, per quanto concerne la recitazione, potrei definirmi un attore caratterista. Tuttavia mi sono misurato anche con altri generi teatrali.

 Quali sono le più grandi differenze tra il teatro italiano e quello d’oltreoceano?

 Indubbiamente la capacità dei produttori americani di sapersi rinnovare, investendo su prodotti che ritengono vincenti dall’inizio alla fine. Nel nostro paese si tende troppo spesso a puntare esclusivamente sui grossi nomi, trascurando il contenuto delle opere.

 Lo spettacolo più difficile che tu abbia mai diretto?

 Il titolo è “Per un dolcetto ed una piccola sorsata”, si tratta di una commedia musicale per banda, portata in scena per la prima e unica volta a Roma, presso il Teatro Greco. Ci ho lavorato per oltre un anno, mi sono dovuto calare nella realtà bandistica per capirne ogni dinamica, parlando con vari artisti ed assistendo a tantissime esibizioni. Ho perfino imparato a suonare il sassofono! Furono composte alcune canzoni appositamente per lo spettacolo, che vide coinvolti anche ballerini e majorette. Anche la cura della scenografia si rivelò estremamente complessa. Purtroppo il testo, dopo quell’unica rappresentazione, non è più stato ripreso.

Il teatro ieri ed il teatro oggi, cos’è cambiato?

Sicuramente oggi l’arte del teatro è molto più diffusa nelle scuole, e questo è un immenso passo in avanti. Perchè fare teatro equivale a fare cultura. Devo tuttavia dirti che oggi è tutto molto più “burocratico” rispetto al passato, e talvolta portare in scena una rappresentazione risulta davvero complicato e frustrante.

Il lavoro di un’artista è solo quello di offrire al pubblico un grande spettacolo o c’è anche dell’altro?

Io ritengo che anche la funzione sociale dell’opera sia molto importante. Uno spettacolo per essere considerato di spessore deve aver portato il pubblico a riflettere su determinati argomenti.

A quale progetto stai lavorando ultimamente?

Ultimamente sto lavorando per portare in scena una rappresentazione intitolata “Progetti di delirio”, basata sui testi di Angelo Mancini, di cui sono regista e attore non protagonista. Nel ruolo di protagonista vi sarà invece Corrado Bega. Inoltre, lo spettacolo vedrà la partecipazione della ballerina Francesca Cama.

Andrea Lepone

 

 

 

 

 

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Tutti a letto al Teatro degli Audaci. Si ride a scena aperta – di Luciana Miocchi

19 Gen

(pubblicato su La Voce del Municipio di Gennaio)

La compagnia degli Audaci, ormai una certezza per quel che riguarda le commedie degli equivoci. Ultime repliche

41tuttialettoAmbientata in un salotto borghese della Roma bene, questa commedia del misterioso Ludovic Marceau mantiene quel che promette fin dall’inizio: si ride, molto. Soprattutto per la bravura degli attori, ognuno con una propria mimica specifica e la capacità anche di arrossire a comando. E motivi di arrossire ce ne sarebbero: un arredatore eccentrico ma prestante, una governante giovane e carina, due amici con due stili di vita differenti e un lavoro in comune in una casa editrice, una grande firma di libri per bambini, un maestro di yoga interessato ad altro tipo di meditazione, tutti, o quasi, interessati ad infilarsi nel gran letto rotondo della camera padronale. Di più non si può svelare, sennò che equivoci sarebbero? Fino al 21 gennaio al Teatro degli Audaci, zona Porta di Roma. Con Flavio De Paola, che ne cura anche la regia, Maria Cristina Gionta, Giuseppe Abramo, Emiliano Ottaviani, Alessia Di Fusco, Annamaria Fittipaldi, Stefano Centore, Marina Pedinotti, Rossella Romano. Disegno Luci : Emanuele Cavacchioli – Costumi: GdF Studio- Scenografia: Mina Perniola – Ufficio Stampa: Giusy Montera

Luciana Miocchi

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Emozioni e poesia: intervista ad Alessandro Ristori – di Andrea Lepone

17 Nov

Foto - Alessandro RistoriIl prossimo tre dicembre Alessandro Ristori, poeta e scrittore , nato a Roma nel 1957 e dove ancora risiede, nel Municipio di Montesacro, presenterà il suo ultimo lavoro, dal titolo “Oltre il cuore”, edizioni Aracne. Si tratta della seconda raccolta poetica dell’autore, dopo la silloge “Nel colore del silenzio”, pubblicata sempre dallo stesso editore lo scorso anno. Cornice dell’evento sarà la sala “Trompe l’oeil” dell’Hotel Diana, in via Principe Amedeo, cuore della Roma Umbertina. Alessandro, partiamo dal principio… com’è nata la tua passione per la scrittura?

Potrei dire che in un certo senso la scrittura è sempre stata presente nella mia vita, sin dall’infanzia, quando ho iniziato a comporre le prime storie e i primi racconti. Mio padre, tra l’altro, ha lavorato come giornalista, ed è stato anche grazie al suo esempio che ho deciso di approfondire questa mia passione

Quando ti sei avvicinato al mondo della poesia, e quali sono le tematiche centrali delle tue opere?

Il mio amore per la poesia è nato durante gli anni dell’adolescenza, e all’interno delle mie opere ho sempre parlato di emozioni. Queste sono parte fondamentale ed imprescindibile della vita di ognuno di noi. Ciascuna persona può percepire determinate sensazioni, le quali, attraverso lo spettro della sensibilità, finiscono col tramutarsi in emozioni

Quali sono le caratteristiche stilistiche delle tue poesie?

Nelle mie poesie è sempre assente la punteggiatura, poiché ritengo che il ritmo di un’opera dipenda unicamente dalla scelta delle parole, ognuna delle quali ha per me una grandissima importanza

Che tipo di messaggio cerchi di trasmettere ai tuoi lettori?

Un messaggio trasversale. Di fatto, cerco di rendere oggettivo quello che è soggettivo, per condividere sensazioni ed emozioni con tutti i miei lettori. Non scrivo per me stesso, ma per permettere alle persone di rivivere, ricordare e risvegliare le proprie emozioni, universalizzando il contenuto delle mie opere

Foto 2 - Libro Alessandro RistoriCome hai strutturato il tuo ultimo libro, dal titolo “Oltre il cuore”, che presenterai il prossimo 3 dicembre?

Beh, in un certo senso, potremmo paragonarlo ad un’opera teatrale. È infatti diviso in più atti, ognuno dei quali tratta argomenti differenti, e questi rappresentano il modo in cui ogni uomo affronta determinate avversità e problematiche nel corso della sua vita

In precedenza hai parlato dell’importanza delle parole… Quali sono i vocaboli più significativi di Alessandro Ristori?

Ne sceglierei tre: “mamma”, “grazie” e “amore”. Il primo simboleggia la nascita e la presa di coscienza dell’individuo, poiché nella maggior parte dei casi è la prima parola che una persona pronuncia; la seconda, rappresenta il rapporto che abbiamo con gli altri, il concetto di “dare e avere”, la consapevolezza di non essere soli al mondo, l’interazione con i nostri simili; l’ultima, è il motoredelle azioni di ciascuno di noi, e può riferirsi ad un oggetto, ad un’idea, o, più semplicemente, ad un’altra persona. È questo, per me, il manifesto della vita.

Andrea Lepone