Archivio | ottobre, 2013

Un ambulanza per due.Parlano Ricozzi e Corbucci, gli esponenti del Pd locale protagonisti dell’aggressione di lunedì di cui si accusano a vicenda. Per il presidente del III Municipio Paolo Marchionne una nuova gatta da pelare

31 Ott

Corbucci Ricozzi

(pubblicato da http://www.di-roma.com )

Roma – La stampa locale ieri ha avuto un bel po’ da fare, per star dietro agli aggiornamenti su quanto accaduto lunedì a Vigne Nuove, nei locali che per alcuni ospitano il locale circolo Pd e per altri solo un ectoplasma evanescente.

Non è stato un bello spettacolo, la politica dovrebbe essere dialogo e confronto, anche duro, ma sempre sul piano verbale, mai fisico…

Eppure si è arrivati alle mani, con il presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci dimesso con una diagnosi di commozione cerebrale e un collarino rigido e Claudio Maria Rocozzi, presidente dell’assemblea Pd del territorio, rimasto in osservazione in ospedale con la pressione alle stelle, le volanti di carabinieri e polizia con tanto di sirene e lampeggianti giunte a sedare non una rissa da bar ma una civile assemblea politica.

Con l’effetto niente affatto collaterale che la questione avrà riflessi anche in seno al governo di Monte Sacro, con il presidente Marchionne che dovrà tenere a bada ogni possibile tentazione da parte dei suoi assessori e consiglieri di parteggiare per uno o per l’altro, mettendo a dura prova la coesione della maggioranza stessa.

Ricozzi ricostruisce la sua versione dei fatti:

«È venuto (Corbucci, ndr) sbraitando che aveva 2.000 voti e perciò poteva dire quello che voleva. È venuto a dire che un congresso come quello non si doveva tenere perché quel circolo non esisteva, quando il garante del congresso era uno della sua mozione».

Mi scusi, ma questo circolo esiste o no?

Il circolo esiste.

Però dovreste dire a quelli che si occupano del sito ufficiale del Pd di aggiornare i dati.

Quelli del Pd hanno fatto decine di errori di circoli, di orari, di indirizzi. Un conto sono gli errori diciamo così, materiali, della Federazione, che non possono essere imputati ai circoli, va bene? Dopodiché il circolo ha fatto 20 tessere nel 2012, quest’anno ha rinnovato le 20 e ne ha fatte altre 27, stiamo parlando di 49-50 iscritti. Gonfiamento del tesseramento? Stiamo parlando di un territorio che va da Vigne Nuove, a Porta di Roma, a Cinquina. Ci abiteranno 50.000 persone… un territorio molto vasto, ha 50 iscritti ti sembra una cosa fuori dal… non mi pare no?

Il presidente del circolo chi è?

Il presidente è Massimo Nardini.

Però chi scrive ha ricevuto una mail da parte di una persona che asserisce di essere stata presente e che quella di lunedì era una riunione per costituire questo circolo, tanto è vero che ho chiesto di parlare con il presidente o qualche responsabile ma non sapeva chi fosse.

No, già esiste, andavano rinnovate le cariche. Il congresso era per il rinnovo del circolo e per l’assemblea romana, come previsto dallo Statuto. Dopodiché la Federazione ha discusso in commissione congressuale le date dei circoli, ha messo anche quel circolo perché era regolarmente iscritto, è venuto a fare il garante uno della mozione Giuntella, che è quella di Corbucci, lui si è messo li a strillare dicendo che non esisteva niente ma urlava in un modo che non ha idea. Dopodiché gli ho detto solamente  “Stai zitto, finiscila, vai fuori”. M’ha preso, mi si è attaccato per le braccia. mi si è tirato addosso per far vedere che io l’ho aggredito.

Quindi si è appiccicato lui a lei, non lei a lui?

Si, si, si! Ha fatto tutta sta sceneggiata poi si è buttato per terra, mi dispiace perché ho cercato anche di tenerlo, di non farlo cadere e ha sbattuto la testa sulla scrivania. Dopodiché io mi sono alzato e mi sono sentito male, a momenti mi veniva un infarto, tanto è vero che quando è venuta l’ambulanza hanno portato via prima me. Sono stato 18 ore in ospedale, non so lui quando è uscito.

Io posso avere tutti i difetti del mondo non sono uno che… non è una cosa che mi appartiene, non so alzare la voce, no una cosa del genere no mai, dopo che tu vieni la, al dibattito, continui a strillare come ha già fatto al circolo di Yuri Bugli (altro consigliere municipale Pd ndr) che gli ha fatto saltare il congresso, non so poi perché, non c’è nessuno che si è lamentato di non aver ricevuto la convocazione, quando l’ha chiesto hanno tirato fuori una lettera con tanto di francobollo, è stato fatto tutto secondo i crismi della regolarità se poi lui non ha da mettere il becco… non so per quale motivazione…

Per quanto mi riguarda circa l’episodio non è successo niente di grave, mi dispiace che lui si sia fatto… non lo so, se si è fatto male mi dispiace, mi dispiace che a momenti mi prende un infarto a me e credo che il partito vada avanti, faccia il congresso e finisca qua.

Comunque è stato un incidente non cercato da nessuno.

Ma no, non è successo nulla. Poi… cercato da lui se si butta per terra chiama la polizia, i carabinieri i giornali, io questo… mi auguro che questa cosa che mi raccontano non sia vera però tranne che lui si è buttato per terra ma che nessuno l’ha menato, nessuno l’ha spintonato ci sono 15 testimoni che affermano questa cosa, può sentire la consigliera Punzo, la consigliera Leoncini, può sentire chi vuole, se vuole le do i telefoni e se li chiama.

Dopo di che sento che lui mi vuole denunciare. Se succederà, mi difenderò e farò una contro denuncia. Per quanto mi riguarda è un episodio che inizia li e finisce li, se poi ti ripeto, se qualcuno dovesse adombrare la mia onorabilità a 54 anni, mi difenderò. Sta montando questa cosa da molto di più chi quello che è stato. Non ho intenzione di alimentare queste cose.

Da parte mia la cosa è finita là. Una cosa è chiara, il circolo è stato convocato, deciso dalla commissione congressuale, il garante era un garante della sua mozione e quindi questo sia già l’80 percento della risposta… da parte mia non c’è nessuna volontà di alimentare questa cosa. Mi dispiace che gli iscritti di Vigne Nuove dovranno andare a fare il congresso al circolo di Talenti per votare, dovendosi spostare non so quanti ci potranno andare ma non sto seguendo queste cose più di tanto perché non sto bene. Mi dispiace che per colpa di qualcuno gli iscritti devono subirsi anche questa rottura di scatole.

Riccardo Corbucci è molto più laconico, queste le sue poche parole riguardo questa storia:

«Non è assolutamente a mio avviso una questione politica, è un’aggressione che ho subito e che sarebbe potuta avvenire anche per strada, perché quella non è una sede di partito in quanto il circolo di Vigne Nuove non è mai esistito, come ha certificato anche lo scorso congresso, come ha valutato l’assemblea municipale del Pd, così come scritto recentemente dal coordinatore municipale Vittorio Pietrosante  e cosi come dimostra anche il sito ufficiale di Pd Roma. Detto questo non esiste alcuna questione politica ma una questione personale che io e Ricozzi ci vedremo nelle sedi giudiziarie preposte».

La parola quindi, agli avvocati. Perché sicuramente non finisce qua.

 Luciana Miocchi

articolo correlato: https://lucianamiocchi.wordpress.com/2013/10/31/iii-municipio-di-roma-capitale-corbucci-presidente-del-consiglio-cade-e-sbatte-il-capo-durante-un-congresso-di-circolo/

III Municipio di Roma Capitale: Corbucci, presidente del Consiglio, cade e sbatte il capo durante un congresso di circolo

31 Ott

Ricozzi (a sinistra) s'è sentito male dopo l'episodio. Corbucci (a destra)... è scivolato... e ha battuto la testaRicozzi (a sinistra) s’è sentito male dopo l’episodio. Corbucci (a destra)… è scivolato… e ha battuto la testa

(pubblicato su http://www.di-roma.com il 28 ottobre 2013)

Discussioni e malori al circolo del Pd di Vigne Nuove, fantasma per lo stesso Pd.

Increscioso incidente quello occorso questo pomeriggio  a Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio del III Municipio di Roma Capitale, mentre si trovava nei locali del circolo Pd di Vigne Nuove, dove si stava tenendo il congresso di circolo.

Durante un’accesa discussione davanti a molti presenti sulla possibilità che il circolo non abbia un riconoscimento ufficiale – peraltro non risulta né nell’elenco pubblicato da www.pdromatre.wordpress.com né sul sito ufficiale del Pd romano circolo www.pdroma.net/wp-content/uploads/2012/11/CIRCOLI-ROMA-PD-ROMA.pdf – sembrerebbe che Corbucci sia entrato in contatto con il presidente del Pd del Municipio, Claudio Maria Ricozzi, rovinando a terra.

Nella caduta Corbucci ha sbattuto il capo sul pavimento e ha accusato dei malesseri che lo hanno costretto a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’ospedale Pertini. Poco dopo anche Ricozzi ha avvertito un malore.

Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: abbandonata in un sacco di plastica la carcassa di un cane – di Alessandro Pino

14 Ott

PINOfontanadiscaricaUno spettacolo triste e degradante quello a cui si è asssitito nel tardo pomeriggio di domenica a Settebagni, nei pressi della fontanella posta di fianco all’edicola sacra. Allertati dai residenti, allarmati per la puzza sospetta, i carabinieri hanno rinvenuto all’interno di un sacco della spazzatura la carcassa di un grosso cane ormai in stato di decomposizione. Il fetore nauseabondo ha reso impraticabili per diverso tempo i dintori della fontanella di acqua pubblica, già solitamente deturpati dall’inciviltà di troppi utenti che lasciano rifiuti di ogni sorta.

(foto di A. Pino – repertorio)

Alessandro Pino

Grillo e l’immigrazione, una riflessione – di Cherubino Di Lorenzo

14 Ott

cherubinoOra pare che tutti i sodali ce l’abbiano con Grillo per la propria posizione sull’immigrazione: giornalisti, intellettuali e contestatori di professione, finora apostoli del messia di Sant’ Ilario, sgomenti dicono “adesso Grillo sta sbagliando”. Nessuno prende in considerazione l’ipotesi di essersi sbagliato su Grillo. Grillo non è impazzito all’improvviso, Grillo è così. Da sir Francis Bacon in avanti, filosofi e politologi ci insegnano quanto sia facile individuare le criticità di un sistema (la pars destroens) ma quanto sia complesso emendarle (la pars costruens). È come un sottile fil rouge che parte dalla rivoluzione francese (si decapitò un re per instaurare il Terrore, far salire al potere un sedicente imperatore, restaurare la monarchia), e arriva al leghismo (stereotipizzazione delle criticità, semplificazione delle soluzioni), passando per terrorismo, qualunquismo, fascismo, real socialismo, comunismo, autoritarismo, ecchissacosaltrismo. Grillo sembra tanto l’ennesimo anello di una catena basata sulla suggestione delle masse di esclusi, succubi e sudditi di un sistema malato, è così difficile ammetterlo?

Cherubino Di Lorenzo

III Municipio di Roma Capitale: Settebagni avrà un nido comunale e Castel Giubileo riavrà il suo. Con calma…

9 Ott

(pubblicato su http://www.municipio3.com)

foto A, PinoNella seduta del consiglio municipale di giovedì scorso è stata approvata la mozione presentata dal presidente della commissione dei lavori pubblici Fabio Dionisi e dal presidente del consiglio Riccardo Corbucci, con la quale si chiedeva la modifica parziale della convenzione Inviolatella Salaria, nel territorio di Settebagni, con la costruzione di un asilo nido al posto della prevista scuola materna.

Sull’atto, firmato in aula anche dai capigruppo del Pdl Cristiano Bonelli e di Fdi Francesco Filini oltre che da tutta la maggioranza, c’è stato il voto unanime del consiglio.
Si tratta di un’opera che verrà realizzata con quanto dovrebbe essere versato con gli oneri concessori – da qui la dizione “opere a scomputo” – per una concessione edilizia il cui iter è iniziato ormai quasi vent’anni fa, ai limiti della riserva della Marcigliana. La firma della convenzione risale alla passata amministrazione, per la precisione al dicembre 2009 e prevedeva la realizzazione di una scuola materna perché, come specificato dal consigliere Filini, all’epoca assessore municipale ai servizi sociali, la normativa regionale non prevede che nelle c.d. opere a scomputo possano rientrare asili nido e nelle circolari del Comune di Roma non vi è traccia di indizi che li indichino come “servizi primari”.
L’unico momento per intervenire e fornire un servizio richiesto disperatamente dalle famiglie – e promesso in più riprese nell’arco di quarant’anni – è proprio quello della votazione in aula consiliare di una mozione come quella di giovedì, in attesa che finalmente il legislatore recepisca i cambiamenti intercorsi nella società italiana negli ultimi quarant’anni, con i genitori che spesso lavorano entrambi fuori casa e le famiglie d’origine lontane o non in grado di fornire supporto, tanto più che aver frequentato un nido è fattore di precedenza nelle liste d’attesa per la scuola materna.
Ovviamente la struttura non entrerà in funzione nel giro di pochi mesi, dopo la realizzazione dovrà essere presa in carico dal Comune, con conseguente assunzione di personale e aumento di spese connesse.
riccardo5Nei quartieri limitrofi di Settebagni e Castel Giubileo la notizia è stata accolta con entusiasmo ma anche con qualche preoccupazione, essendo ancora aperta la questione del nido “Castello di Gelsomina” chiuso l’anno scorso con i bimbi trasferiti nella struttura di via Cerusico nata come asilo per i bimbi da tre a cinque anni e ancora legato a previsioni di lavori che dovrebbero arrivare con l’approvazione del nuovo bilancio municipale. In oltre, favoriti dall’assenza di strutture pubbliche e dall’aumento dei residenti, negli anni sono state create tre realtà private.
Riccardo Corbucci, nella sua veste di co-proponente la mozione, ha risposto a due domande su cui si interrogano molti dei residenti:
La realizzazione del nido di Settebagni, tramite la convenzione inviolatella salaria, renderà forse superflua per l’amministrazione la riapertura di quello di Castel Giubileo, cioè il Castello di Gelsomina?
Assolutamente no. Sono entrambi strategici per il municipio e per i nostri quartieri
Tra Castel giubileo e  Settebagni ci sono ormai ben tre nidi privati. Non ritiene che due nidi comunali possano correre il rischio di far chiudere alcune di quelle realtà lavorative?
Per l’amministrazione è importante aprire nidi pubblici, accessibili anche nei costi per le famiglie. Le liste d’attesa purtroppo sono molto lunghe e dunque i nidi privati sono comunque alternative importanti per quelle famiglie che hanno le risorse per poterseli permettere. Il pubblico tuttavia deve essere potenziato, non credo che chi usufruisce di nidi privati possa avere accesso alle graduatorie dei pubblici. Per la mia esperienza le due utenze solitamente sono differenti.
Luciana Miocchi

In giro per Roma a caccia di location cinematografiche – di Alessandro Pino

6 Ott

PINOlocationromacoppede (pubblicato su http://www.di-roma.com)

Riconoscere luoghi familiari nelle scene di un film magari di parecchi anni or sono, con sorpresa e anche compiacimento, constatandone l’eventuale mutazione nel tempo. Oppure, seguendo un procedimento inverso, cercare di rintracciare dove sia stata girata una certa scena, scoprendo a volte che spesso per ragioni di economia angoli e scorci della Capitale (ma non solo) sono stati spacciati per tutt’altro posto nella finzione. Quanti tra i lettori – oltre a chi scrive – coltivano questo interesse, magari tenendolo per sé ritenendo si tratti di una stravaganza? Ebbene, adesso si può fare outing cinefilo scoprendo di essere in nutrita e qualificata compagnia: in libreria c’è Roma, si gira! 2 libro dedicato alle location cinematografiche capitoline nelle pellicole degli anni Settanta e Ottanta (seguito di un primo volume riservato alle pellicole fino agli anni Sessanta).

via Giovanni Conti

via Giovanni Conti

Il volume edito da Gremese è il naturale sviluppo di un percorso nato in rete con il forum cinefilo «Davinotti.com» a opera di Mauro D’Avino che ne è coautore assieme a Lorenzo Rumori. Grazie al contributo di numerosi e incalliti “cacciatori di location”è stato possibile individuare negli anni (il sito è nato nel 2006) una quantità di ambientazioni che avrebbero richiesto un’enciclopedia invece dell’agile volumetto ora proposto, in cui ne è appunto elencata solo una parte. Tra quelle relative al quadrante nordorientale della città si annoverano i palazzoni a elementi cilindrici di via Giovanni Conti visti in Un sacco bello di Carlo Verdone; l’inquietante complesso residenziale realizzato dallo studio Coppedè agli inizi del Novecento, apparso in svariate pellicole (Inferno di Dario Argento, per citarne una che rende l’idea dell’atmosfera che ispira il luogo); altrettanto lugubre l’orfanotrofio abbandonato di via Bartolomea Capitanio (traversa di via della Marcigliana) visto in La banda del gobbo con Tomas Milian.

via Bartolomea Capitanio (Marcigliana)

via Bartolomea Capitanio (Marcigliana)

Il libro e il sito sono una vera manna per i nostalgici di una Roma ormai scomparsa, disseminata di cabine telefoniche e vespasiani in marmo, percorsa da un parco circolante di produzione quasi esclusivamente nazionale (immancabili la gloriosa Alfetta e gli autobus Lancia Esagamma). I lettori possono divertirsi anche provando a individuare qualche ambientazione finora non “radarizzata” (ovvero confermata con tanto di coordinate geografiche, in gergo davinottiano) e anche una delle firme di questa testata ha voluto fornire il suo contributo segnalando che nella propria abitazione (sita lungo la via Salaria in località Settebagni) fu ambientato un episodio della serie televisiva Uno di noi con protagonista Gioele Dix: menzione d’onore fuori concorso, per così dire, esulando dalla categoria cinematografica.

Alessandro Pino

Piazza Belotti – III Municipio di Roma Capitale: il circolo Pd intitolato a Giovanna Marturano

2 Ott
(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Il Circolo Pd di Piazza Belotti e’ ora intitolato a Giovanna Marturano, medaglia di bronzo al valore militare, partigiana e femminista

Guglielmo Epifani, segretario nazionale del Pd, ha inaugurato ufficialmente la nuova insegna del Circolo di Piazza Belotti 37, che è ora intitolato alla memoria di Giovanna Marturano, medaglia di bronzo al valor militare e Cavaliere dell’ordine della gran croce della Repubblica Italiana, morta lo scorso agosto all’età di 101 anni.

A fare gli onori di casa la coordinatrice del circolo Maria Teresa Ellul – che l’anno scorso aveva tesserato la Marturano alle soglie dei centanni. Epifani, prima di ricordare la figura della dirigente ed attivista ha colto l’occasione per parlare della delicata fase politica che sta vivendo il governo in questi giorni e dei prossimi probabili scenari.

INAUGURAZIONECIRCOLOmarturanoEmozionata e discreta la presenza della figlia della Marturano, la Signora Anna Grifone.

Moltissime le presenze della gente comune, tanto che buona parte degli intervenuti non ha trovato posto all’interno dei locali e tanti anche gli esponenti del partito democratico: tra gli altri, oltre al presidente del Municipio Paolo Marchionne e a Riccardo Corbucci, presidente del consiglio municipale, i consiglieri al completo e gli assessori Pietrosante, Sernaglia e Rampini, i deputati Campana e Miccoli, il consigliere regionale Mario Ciarla, il consigliere capitolino Marco Palumbo, Claudio Maria Ricozzi, presidente del partito municipale. 

Nata a Roma da famiglia sarda, Giovanna Marturano studiò al liceo classico Visconti  e alla facoltà di architettura ma dovette abbandonare gli studi perché la sua famiglia si trasferì a Milano, dove lei aderì al Pci ormai clandestino. Schedata dalla polizia, scontò un mese di carcere per propaganda antifascista, venendo poi inviata al confino a Ventotene, dove nel 1941 sposò Pietro Grifone, lungamente detenuto per antifascismo. Nel 1943 fu staffetta partigiana nelle Brigate Garibaldi. Dopo la fine della guerra continuò l’impegno politico, nonostante la nascita di due figli e il sostegno all’attività del marito divenuto parlamentare. Negli ultimi anni della sua lunga vita è stata costantemente impegnata come memoria storica della resistenza. Nel 2008 aveva pubblicato il libro autobiografico “Giovanna, memorie di una famiglia nell’Italia del novecento”, edito da Edizioni Libertà, presentato a maggio dell’anno scorso anche al circolo di piazza Belotti, durante uno degli incontri del sabato del Cafè Letterario.

Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: Guardia di finanza annuncia l’arresto del gestore di una ricevitoria del lotto ma quelli del quartiere sono tutti liberi e al lavoro. L’errore che non ti aspetteresti mai

2 Ott

 

 

Quattro arresti, ventidue indagati. La Guardia di Finanza conduce una brillante operazione anti truffa. La notizia fa il giro del mondo ma per sbaglio via di Settebagni diventa località, zona Settebagni e un intero quartiere si risente

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

GdfLa notizia questa mattina era un po’ dappertutto, sui giornali, sui siti web, nei blog. Tutti riportavano le stesse identiche parole, riprese dal comunicato ufficiale diramato dalla Guardia di Finanza. Dopotutto, non esiste fonte più autorevole dell’istituzione che ha portato a termine la splendida operazione ed è prassi che gli interventi del redattore, in questi casi, si riducano al taglio di poche parole solo se necessario a rimanere entro il numero di battute concesse.

 

Solo che la notizia accolta con giusta soddisfazione dal popolo dei retti, ha portato lo scompiglio a Settebagni, quartiere di Roma poco fuori dal G.r.a., indicato come il luogo ove è ubicato l’esercizio teatro degli accadimenti. In questa ex borgata romana, più o meno si conoscono tutti e le ricevitorie del lotto sono solo due, gestite da decenni sempre dalle stesse famiglie, radicate sul posto. Dopo i primi attimi di stupore si è scatenata la caccia al delinquente ma con discrezione, con timide puntatine nei dintorni degli esercizi per vedere come va, senza però il coraggio di chiedere apertamente conto di quanto letto. Più sfacciate le ipotesi sui gruppi di fb, il virtuale aiuta sempre ma neanche poi tanto in questo caso: è difficile credere che persone che ti hanno visto nascere e crescere, sempre corrette e lavoratrici possano aver architettato una cosa del genere.

 

Con un il peso di chi deve fare comunque il proprio mestiere, anche a costo di trovare una verità non gradita, non è rimasto altro che andare a vedere la realtà sul posto, fermandosi prima a chiedere in giro, tra i rari passanti del pomeriggio, finendo per promettere aggiornamenti al ritorno.

 

Nella prima ricevitoria, quella di  Giacomino e Felicita, c’è il solito afflusso di clienti al botteghino delle giocate. I due, marito e moglie, sono come sempre al lavoro alla cassa e rispondono senza mai smettere di servire i clienti. Specialmente Giacomino è imbufalito, profondamente offeso da quello che ha letto sui giornali, ché se anche i nomi non corrispondono, dice, le ricevitorie sono due e la gente fa subito a chiacchierare, se non è stato uno deve essere stato l’altro e non fa niente che non sia stato nessuno, ormai la notizia ha fatto il giro del mondo, sono arrivati messaggi anche dal Canada.

 

All’esercizio della famiglia Solofra, invece, gli animi sono più distesi, ci scherzano su, tutti presenti anche loro sul posto di lavoro. Qui addirittura troviamo un funzionario dei Monopoli intento a controllare proprio le macchine delle giocate e che spiega che non si tratta di nessuna ricevitoria del cap 00138, zona di sua competenza, quindi possiamo essere certi dell’estraneità anche di Castel Giubileo e Fidene. Nel mentre qualcuno saluta con un bel “ma ancora qua state? Ve credevo tutti ar gabbio!”. Decisamente non è una notizia che è passata inosservata…

 

Gdf 1Accertata sul campo l’estraneità alla vicenda di Settebagni, l’ultimo passo è stato contattare i responsabili dell’operazione, che hanno confermato quello che era ormai ben più di un sospetto: il gestore coinvolto, il cui nome risultava sconosciuto nel quartiere, è quello di una ricevitoria di via di Settebagni, cap 00139, zona Cinquina, non Settebagni cap 00138.

 

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Questo il comunicato stampa diffuso agli organi di informazione dalla Guardia di Finanza:

 

«Avevano escogitato un originale sistema per truffare lo Stato, attraverso giocate al “10 e LOTTO”, a fronte delle quali non avveniva alcun versamento di denaro, grazie alla complicità del gestore di una ricevitoria di Settebagni, a Roma.  

 

Gdf 2Un’organizzazione specializzata è stata smantellata dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, al termine di laboriose indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma (Procuratore Aggiunto Nello ROSSI e Sostituto Procuratore Eugenio ALBAMONTE) e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale.

 

Gli accertamenti erano scattati a seguito dell’esposto presentato alla Guardia di Finanza nell’aprile 2012 dal Direttore Regionale per il Lazio dell’A.A.M.S. (ex Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, poi confluita nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che aveva constatato, presso una ricevitoria, un anomalo incremento di raccolte, con riguardo al “10 e LOTTO”, essendo avvenute, in poche ore,  giocate per circa due milioni di euro.

 

Gdf ricevitoria chiusaIn esecuzione di altrettanti provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, è finito in carcere il romano Lorenzo FABRIZI, mentre è scattata la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Maurizio FAENZA, Salvatore GALLO e Luigi DE MATTEO. Disposto, invece,  l’obbligo di dimora presso il comune di residenza per il napoletano Vincenzo DE MARTINO e l’avellinese Marcello PAGLIUCA.

 

Agli indagati – che sono in tutto ventidue – vengono contestati, a vario titolo, i reati di  associazione per delinquere finalizzata alla truffa mediante l’accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica, ricettazione e sostituzione di persona.

 

Il sodalizio – capeggiato dai due pluripregiudicati, FABRIZI e GALLO – ha agito grazie alla complicità del gestore della ricevitoria Maurizio FAENZA, con la “preziosa” collaborazione degli altri membri del gruppo, abili nell’utilizzare i terminali di gioco.  

 

In particolare, i predetti FABRIZI e GALLO, unitamente agli altri, si erano presentati nel mese di marzo dello scorso anno presso la ricevitoria e, ottenuta dal FAENZA la disponibilità, per alcune ore, dell’apparecchio del gioco “10 e LOTTO”, avevano inserito numerose giocate  stampando i relativi scontrini, i quali avevano poi consentito l’incasso delle vincite, che variavano da 240 e 480 euro.  

 

Per le vincite di importo superiore, per le quali sussiste invece l’obbligo di identificazione dei portatori degli scontrini presentati all’incasso, i componenti dell’organizzazione avevano  “prenotato” altri 250.000 euro.

 

Al fine di evitare le sue responsabilità, il gestore della ricevitoria, consapevole che l’insolito volume delle giocate avrebbe ingenerato sospetti nell’A.A.M.S., aveva artatamente  sporto denuncia di furto del sistema di videosorveglianza dei locali riferendo che alcune persone, munite di tesserini della LOTTOMATICA e dei MONOPOLI DI STATO, si erano presentate alla ricevitoria e, con la scusa della manutenzione degli apparati, avevano effettuato numerose giocate senza provvedere al pagamento dei relativi importi.

 

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sono riuscite, però, a ricostruire tutta la vicenda appurando anche l’utilizzo di schede telefoniche intestate a persone inesistenti ovvero completamente ignare, funzionale a rendere difficile l’individuazione degli appartenenti al gruppo da parte degli inquirenti.

 

Le giocate fraudolente sono state quantificate in circa 2 milioni di euro ed ammontano a circa 200.000 le vincite indebitamente incassate. Negli ultimi anni si è registrata un’escalation delle truffe ai danni dell’Erario, relativamente al settore dei giochi, delle lotterie  e dei concorsi pronostici».