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«Cronache delle principesse addormentate»: i grandi temi di oggi dentro l’incanto delle fiabe nel nuovo libro di Giancarlo Attili

15 Feb
Giancarlo Attili con il suo nuovo libro

[di Alessandro Pino] Sta suscitando un crescente interesse di pubblico un ciclo di racconti fantasy scritti da Giancarlo Attili, legati tra loro dal titolo “Cronache” e facenti parte di un progetto strutturato in più capitoli: da pochi giorni è uscito per i tipi della Infinito Edizioni “Cronache delle Principesse Addormentate“, il più recente di una serie iniziata con “Cronache degli orchi” e proseguita con “Cronache dei giganti”.
Racconti fantasy con eroi, viaggi, prove, sortilegi, dicevamo: chi ama il racconto di magia e gli schemi tipici del mondo delle fiabe e della mitologia norrena (in primis la trilogia dell’Anello di Tolkien o il ciclo di Shannara di Terry Brooks) troverà pane per i suoi denti, con in più richiami anche al racconto mitologico dell’epica classica o alle fiabe italiane raccolte da Italo Calvino.
Ma è sotto il piano di lettura più esterno e immediatamente percepibile che si trova la vera essenza delle “Cronache”:

«Si tratta in realtà di uno stratagemma per condurre il lettore ad affrontare molti temi scottanti che caratterizzano il mondo contemporaneo: dalla violazione dei diritti umani, all’alienazione derivante dal modello consumistico occidentale, dai diritti dell’infanzia e delle donne alla devastazione dell’ambiente» spiega Attili, romano di origini marsicane, funzionario in una nota società dell’energia e specializzato nel settori delle fonti rinnovabili, delle telecomunicazioni, dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica «nei miei scritti provo a proporre quindi diversi piani di lettura, uno più superficiale proteso ad accendere la fantasia e a indebolire le barriere protettive che il lettore pone tra sé e il testo (pregiudizi, preconcetti, convinzioni politiche o religiose) e uno più profondo dove si nasconde come in un’ellissi il tema fondamentale che intendo raccontare. Accendere la fantasia per illuminare la coscienza, questo è il mio obiettivo di scrittore».

L’espediente letterario a cui ricorre Attili è a suo parere necessario per immunizzare il lettore da certe dinamiche della comunicazione attuale, ribaltandole: «La cronaca giornalistica, arricchita da video, testimonianze e dettagli raccapriccianti, si è trasformata in un prodotto di consumo, riuscendo nel devastante compito di abituare le coscienze a ciò cui non ci si dovrebbe mai assuefare: cinismo, indifferenza, apatia sociale. Ciò avviene da tempo sulla comunicazione mainstream e più recentemente anche sui social media».

Dall’informazione quotidiana che si confonde con la fiction, quindi, con le “Cronache” di Attili la visuale si rovescia come in uno specchio e la finzione fiabesca dei racconti ambientati in tempi e luoghi remoti diventa il camuffamento che nasconde il notiziario di oggi, stimolando la riflessione del pubblico in materia di etica e responsabilità sociale, rispetto e dignità dell’essere umano, a seconda dei singoli specifici temi di fondo proposti di volume in volume: è il filo conduttore che lega i volumi della serie ed è sua volta legato alla sensibilità dello scrittore sui temi dei diritti umani e al suo impegno da anni in progetti no profit in Italia e all’estero.

Ecco quindi che gli “Orchi” del primo volume sono la metafora dei mostri che invadono dall’interno persone invischiate nella devianza sociale e nel disagio (depressione, tossicodipendenza, violenza giovanile, pedofilia, indifferenza, follia), i “Giganti” del secondo libro sono uomini ebbri di potere che credono di essere onnipotenti calpestando i diritti umani o anche ostacoli creati dall’ambizione (povertà, schiavitù).

Cronache delle principesse addormentate”, infine, ha come tema centrale il ruolo della donna nella storia e nella società. Fonte primaria di ispirazione sono le donne, siano esse state persone reali o personaggi della letteratura e del mito: Ipazia di Alessandria, Angelica dell’Orlando Furioso, ma anche Simone de Beauvoir, Marina Abramović oppure Alcesti, Dafne, Demetra, Kora e molte altre.
«C’erano in particolare tre aspetti che volevo rappresentare: la dolorosa e silente sottomissione delle donne, la ricerca spasmodica della bellezza e della perfezione esteriore come unico strumento di affermazione possibile nella società, la tenacia e il coraggio che spesso mancano a molti uomini» prosegue Attili «in alcuni racconti ho voluto rappresentare una alienante inversione dei ruoli, dove le donne prendono il potere e restituiscono nella finzione, con la stessa efferata crudeltà, quello che hanno subito e subiscono nella realtà: stupri e violenze di genere, infibulazione, istruzione negata, prostituzione, matrimoni precoci, pregiudizi ed esclusione sociale».

La serie delle “Cronache” non si interrompe qui, essendo un progetto che prevede nuovi capitoli per affrontare altri temi: «L’intenzione è di procedere su questa linea e affrontare in tal modo numerosi altri argomenti che mi stanno particolarmente a cuore. Sto già lavorando allo studio e alla raccolta di documentazione per la stesura di nuovi capitoli della saga delle “Cronache” dedicati stavolta ai migranti, ai fanciulli e all’ambiente».

In pentola, anzi nel calderone magico dello scrittore, c’è però anche dell’altro: «Come prossimo passo intendo confrontarmi nuovamente con il romanzo, genere che già avevo affrontato anni fa con un giallo a sfondo esoterico ambientato tra Roma e le montagne dell’Abruzzo conclude Giancarlo Attili- é in lavorazione ed è già a buon punto un nuovo progetto che vedrà presto la luce e a cui tengo molto».

Alessandro Pino

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