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La prima italiana di SPECTRE a Roma – di Alessandro Pino

28 Ott

Si è tenuta la sera del 27 ottobre all’Auditorium Conciliazione di Roma la prima italiana di Spectre, nuova pellicola dell’Agente 007 interpretato da Daniel Craig.

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Presenti l’attore protagonista, il “cattivo” Cristoph Waltz, la Bond Girl Monica Bellucci e il regista Sam Mendes, l’unico a fermarsi per qualche autografo. Pubblico abbastanza composto, sembra si sia avuto un po’ di trambusto solo quando alcuni giornalisti sono rimasti fuori.
La pellicola sarà nelle sale italiane dal 5 novembre.
Alessandro Pino

(si ringrazia per la foto Francesco Marenga)

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Skyfall: ritorna James Bond come mai ve lo sareste immaginato – di Alessandro Pino

6 Nov

foto da facebook pagina pubblica

Daniel Craig torna a riempire di muscoli i panni – smoking d’ordinanza incluso – di James Bond in “Skyfall”, pellicola diretta da Sam Mendes da qualche giorno in programmazione nelle sale di tutto il mondo. Il titolo fa riferimento alla tenuta in Scozia che nella narrazione viene presentata come residenza d’infanzia del futuro agente segreto e dove si svolge la fine di un film ambientato per lo più in territorio britannico a differenza della maggioranza serie di 007. Lo scenario in minima parte esotico non è il solo elemento di discontinuità con un ciclo ormai cinquantennale che del resto già con “Casino Royale”, il primo interpretato da Craig, era in pratica ricominciato da capo: il nuovo e giovanissimo Q (l’addetto agli approvvigionamenti) non fornisce più gadget tecnologici come le penne esplosive considerandole roba del passato, l’orologio Omega segna il tempo e basta (niente laser quindi) e la stessa trama non prevede organizzazioni terroristiche alla conquista del mondo ma l’ossessione vendicativa di un ex agente del servizio segreto (interpretato da Javier Bardem) caratterizzato da plateali ammiccamenti al mondo gay mentre lo stesso protagonista in una battuta ammette implicitamente di aver avuto rapporti omosessuali, una sorpresa per quella che storicamente è una icona del machismo. È un James Bond spoglio che rimane persino senza la gloriosa Aston Martin DB5 (la granturismo finisce disintegrata per l’orrore dei cultori e della stessa spia britannica), sulla cui età si ironizza più volte ma che in questo modo riesce a rimanere al passo e in linea con i tempi di austerità (almeno in apparenza trattandosi comunque di produzioni miliardarie). I cambiamenti non riguardano solo lo stile generale ma anche i personaggi della serie; non sveliamo però quello più rilevante che verrà sviluppato nelle prossime pellicole. Perché, come recitano sempre i titoli di coda: “James Bond tornerà”.

Alessandro Pino

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