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La mala movida agita le notti di piazza Sempione e dintorni: una nota dei consiglieri Pd Laguzzi, Funghi e Rampini

20 Ott

[ROMA] Torna a tenere banco la cosiddetta mala movida che agita le notti dei residenti di Monte Sacro e Città Giardino.

A riportare alla ribalta l’argomento sono stati consiglieri del Partito Democratico in Terzo Municipio Filippo Maria Laguzzi, Nicoletta Funghi e Federica Rampini che hanno dichiarato in una nota: “Siamo preoccupati e testimoni anche noi per quanto denunciato nuovamente dai residenti di Monte Sacro-Città Giardino: schiamazzi, risse, canti e baldoria fino alle quattro di notte. É la conseguenza – proseguono i consiglieri – dell’aumento di locali che ospitano giovani che fanno chiasso fino a tarda notte nell’area di Città Giardino Aniene, quartiere che nasce con vocazione residenziale, ma che negli ultimi dieci anni ha perso questa caratteristica. Gia da prima della pandemia le attività notturne non consentivano più una vita serena per i residenti che sempre più spesso si sono trovati a denunciare un peggioramento della qualità della vita e la violazione del diritto al sonno e al riposo.

Le zone più colpite – spiegano Laguzzi, Funghi e Rampini – sono piazza Sempione, le scalinate della chiesa Santi Angeli Custodi, piazza Menenio Agrippa sino a viale Gottardo, via Cimone e anche il parco Caio Sicinio Belluto”.

“Siamo purtroppo consapevoli -sottolineano i consiglieri del Partito democratico nella nota – che la richiesta avanzata dal Consiglio Municipale nel luglio scorso per il blocco delle licenze non solo é un intervento tardivo, ma anche non efficace nel regolamentare l’attivita notturna preesistente. Chiediamo che il presidente del Municipio Roma III Paolo Emilio Marchionne si faccia promotore di ogni iniziativa utile per affrontare questo problema, anche interloquendo direttamente con l’assessora al commercio e con il sindaco per inserire Città Giardino e Montesacro in tutte le ordinanze che già coinvolgono altre zone della città. Per troppo tempo non lo
si è fatto e hanno ragione i residenti ad essersi rivolti direttamente al Sindaco”.

A cura di Alessandro Pino

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