[ROMA] incidente stradale tra un’ambulanza e un’auto all’incrocio tra via Filippo Serafini e il viale Togliatti, zona Don Bosco, la mattina del 30 giugno. L’ambulanza si è ribaltata e per estrarre l’autista in stato di shock sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Sul posto sono arrivati anche i Carabinieri e la Polizia di Roma Capitale per i rilievi. A cura di Alessandro Pino (foto Comando Provinciale Vigili del Fuoco Roma)
[ROMA] Giovedì 4 Luglio 2024 alle ore 19 al Voia Art Gallery in via Nomentana 926 (nelle adiacenze di Talenti) si inaugura SENSATIONS – Silenzio! Parla l’arte Mostra collettiva curata da Craving Art di Alessia Dei in collaborazione con Arte e Città a Colori.
In un suggestivo casale del secolo scorso, 14 artisti esplorano la capacità dell’arte di generare emozioni in chi la osserva. La mostra presenta un’eclettica selezione di opere che spaziano dall’astratto al figurativo, oltre alla fotografia, con incursioni nella tridimensionalità.
Durante il vernissage, gli ospiti saranno accolti da una performance musicale del duo Two for the road e potranno gustare prosecco e deliziosi snacks preparati dalla cucina del Voia. Questo evento inaugurerà le due settimane di esposizione, e sarà un’immersione totale nell’arte, offrendo l’occasione di incontrare e dialogare con gli artisti che racconteranno il valore emotivo legato alle loro opere in un’esperienza cordiale ed inclusiva.
La mostra proseguirà poi fino al 18 luglio. L’ingresso è gratuito. A cura di Alessandro Pino
Nei mesi precedenti il suo cinquantesimo compleanno la sua testa era stata occupata da tutt’altre faccende che pensare a come eventualmente festeggiarlo: in circa un anno e mezzo, macinando esami su esami in tempi da record e scrivendo la tesi in modo rocambolesco, si era preso una seconda laurea che aveva sperato invano gli servisse per un miglioramento lavorativo. Per scaramanzia oltre che per il suo solito senso di understatement aveva ritenuto opportuno far passare sotto silenzio la circostanza della discussione della tesi, a fronte degli sguaiati festeggiamenti altrui; preferì tenere un basso profilo in vista di un tentativo di avanzamento professionale cui era finalizzato il nuovo titolo di studio ma che invece poi non ci fu. Tra l’altro il voto di laurea gli parve troppo basso facendolo masticare veleno appena avvenuta la proclamazione, quando fino a un istante prima aveva sempre affermato quanto poco gliene importasse. Le foto scattate a sua insaputa quel giorno e che vide solo in seguito, mostravano infatti la faccia scura e contorta dal livore di chi ancora una volta, una volta di troppo, si rende conto di essere stato stangato nei denti.
Di fondo c’era comunque la consapevolezza che in entrambe le occasioni, laurea o compleanno, stante il suo quadro esistenziale c’era ben poco da celebrare e comunque si rendeva benissimo conto della ridicolaggine di siffatte manifestazioni di forzato giubilo, a meno di non chiamarsi Luigi XIV o di essere un boss mafioso, con i fuochi artificiali sparati in cielo e i sudditi e i sottoposti costretti alle celebrazioni del caso. Diversamente, il risultato gli appariva a dir poco ridicolo e velleitario se non proprio squallido e deprimente.
Ancora disturbante era poi il ricordo di dieci anni prima, quando per la sua solita acquiescenza aveva dovuto soffiare una tristissima candelina su un muffin dalla consistenza cementizia e dal sapore polistirenico preparatogli dalla sorella Lucilla con tanto di foto piazzata via social tipo gogna mediatica. Tra l’altro il quarantesimo era caduto in un periodo se possibile ancora più disastroso in cui aveva dovuto subíre un licenziamento infame che lo aveva fiaccato nello spirito e nel fisico, altrimenti avrebbe avuto la forza e la dignità di ribellarsi a quello che comunque gli parve un ignobile supplizio, la beffa che si aggiungeva al danno.
Altrettanto disagevole per il senso di ridicolo involontario che gli suscitavano era il rammentare pseudo feste mondane e relativi tagli di tortine tiepide con stucchevoli spegnimenti di candele cui fu di fatto costretto a prendere parte; parimenti angoscianti erano i remoti ma ancora brucianti ricordi di brindisi finiti a spumanti in faccia o di rovinose gastroenteriti emorragiche casualmente sopravvenute dopo l’ingestione di torte acquistate in quelle che pure avevano fama di essere rinomate pasticcerie.
Aveva dunque accantonato lungamente la questione su come trascorrere la giornata del suo cinquantesimo compleanno ma nel frattempo i mesi trascorsero comunque diventando settimane, poi giorni e infine ore: la distanza dal traguardo del mezzo secolo diminuiva in modo inversamente proporzionale al crescere del suo malumore. Il disgusto di compiere cinquanta anni era dovuto non dal dato anagrafico in sé (perché si rendeva benissimo conto che in tanti non ci erano arrivati e invece lo avrebbero voluto) quanto dalla lucida e disastrosa consapevolezza di esserci giunto senza avere avuto la possibilità di combinare alcunché di decente e appagante.
Rendendosi conto di non poter sottrarsi a quel passaggio a meno di ricorrere a mezzi estremi, tanto esiziali quanto estranei a quella che riteneva essere la sua cultura, intesa antropologicamente come visione del mondo, si divertí a preparare alcune parole di circostanza che idealmente avrebbe immaginato di rivolgere alla popolazione sintonizzata a reti unificate, sentendosi un po’ il Presidente della Repubblica la sera del 31 dicembre, ma che nel concreto furono ascoltate da un interessatissimo pubblico composto dal cane e dal gatto di casa. Si mostrarono uditori ancora meno attenti i pesci rossi dell’acquario e il pettirosso che anni prima aveva raccolto su un marciapiede infuocato dopo essere caduto dal nido. Anche i girasoli nelle fioriere sul terrazzino gli sembrarono voltarsi distratti: dopotutto si era a un tramonto di inizio estate.
La scena surreale che avvenne dunque qualche ora prima della mezzanotte del compleanno era quella di lui che usando come podio il bancone nell’angolo cottura parlava al muro – eccezion fatta per gli animaletti domestici- leggendo sul telefono gli appunti in un profluvio di livore e recriminazioni, sottolineando con teatrale gestualità da oratore quelli che per lui erano i punti più salienti della astiosa filippica.
Mentre faceva il rancoroso bilancio dei suoi primi cinquant’anni vomitó veleno sui vivi e sui morti che lo avevano contornato, da lui ritenuti una pletora di ottusi colpevolizzanti depressi e presuntuosi, rei di averlo mandato allo sbaraglio senza appoggi in quel simpatico paese in mano agli amici degli amici, incistato da un familismo arrogante e dialettofono, basato sul bungabunga e sul luridume, sulla polvere bianca, sui ricatti e sulle botte di culo e le cui frasi gloriose (tra le tante “Kalos Kai agatos”, “Legum servi sumus ut liberi esse possimus”, “Studia che poi te lo ritrovi”. Sí, nel culo, aveva aggiunto lui col senno di poi) con annesse puttanate filoborboniche avevano scandito come pietre miliari fatte di sterco la sua disastrosa Via Crucis.
E nonostante tutto ciò, in un contesto nel quale chi più faceva schifo e più raccoglieva ogni onore e gloria e in cui senza un sostegno valido, un appoggio reale, si usciva sconfitti a priori da qualunque tipo di classifica e ancor prima di selezione mentre chi poteva disporne primeggiava anche in difetto di quelle caratteristiche che sarebbero state necessarie, lui nei decenni aveva mostrato di avere la schiena dritta e tenuto duro nelle circostanze avverse in cui altri probabilmente avrebbero mollato con gesti estremi o si sarebbero afflosciati nel piagnisteo.
La neve, il solleone, il rischio, la fatica, i disagi, gli orari folli, le condizioni igieniche disastrose e ambientali ostili, le vessazioni umilianti e le angherie mobbizzanti di varia natura subíte da personaggi raccapriccianti e grotteschi, le porte sbarrate anzi sbattute in faccia, avevano avuto il risultato che ogni anno lo aveva logorato male valendo per dieci e dunque lui ora se ne sentiva addosso non cinquanta ma cinquecento. Si sentiva accomunato a un coscritto della Prima Guerra, sopravvissuto a stento e rimasto mutilato nell’animo.
Ricordò come i suoi sforzi fossero stati tanto continui quanto resi vani da un costante sabotaggio, boicottaggio, svalutazione e denigrazione di fatto ai suoi danni. Era stato tutto un annaspare affannato e stralunato senza poter dare seguito alcuno alle aspirazioni che man mano si erano succedute, tutte puntualmente frustrate a fronte dei successi e delle agevolazioni altrui. E così gli anni della sua gioventù, quelli che avrebbero dovuto essere biologicamente, anagraficamente, socialmente i più proficui e appaganti, erano finiti bruciati in un nulla, senza neanche la soddisfazione di chi li ha dissipati in dissolutezze ed eccessi da bohemien alcolizzato (lui era pure astemio!) o da rockettaro lisergico (nemmeno una fottuta canna aveva mai fumato!). Nessuno gli avrebbe restituito quella vita scippata di cetriolo in cetriolo senza godersela e tale consapevolezza lasciava l’amaro in bocca.
Concluse finalmente la sua arringa, mentre il gatto miagolava chiedendone una con una Erre in meno, annunciando la decisione, germogliata settimane prima ma maturata rapidamente nelle ore precedenti, di trascorrere le successive ventiquattro, coincidenti con quella che 50 anni prima era stata la sua data di nascita, osservando una giornata di digiuno e preghiera, una specie di Ramadan personale in versione cattolica per una purificazione del corpo e dello spirito, cosa che sottolineó levando un dito indice in segno di solenne ammonizione. Non nascose a sé stesso di sentirsi in tal modo anche anticonformista e originale rispetto a ciò che gli appariva banale e scontato, compiacendosi per quello che riteneva il tratto distintivo di una accresciuta consapevolezza morale e civile. Giunse dunque la mezzanotte giusto qualche minuto dopo che ebbe terminato uno spuntino di incoraggiamento a sé stesso. Bevve mezzo litro di tè freddo al limone senza zucchero (cui fino alla mezzanotte successiva ne sarebbero seguiti parecchi altri, avendo stabilito di concedersi tale unica bevanda per garantire l’idratazione e placare la fame), recitò alcune preghiere in latino che aveva trascritte sullo smartphone e che a parer suo in quella lingua avrebbero reso più solenne la sua prova di ascesi e se ne andò a dormire tutt’altro che sereno.
Il mattino dopo avrebbe sperato di trascorrere alcune ore lavorando in mezzo alla caciaresca gioventù del centro estivo che doveva iniziare proprio quel giorno: sentiva che ciò in parte lo avrebbe consolato dello spreco di quelli che avrebbero dovuto essere i suoi anni migliori. Ricevette invece una telefonata con cui tutto veniva rimandato alla settimana successiva per motivi organizzativi: anche quella magra soddisfazione gli veniva negata facendo iniziare dunque quel giorno sotto una cappa infausta e negativa.
Sbuffando, si piazzò in mutande nel balcone sulla sdraio a cannelloni di plastica verde anni Settanta e all’ombra delle tende da sole verdi si mise a leggere un romanzo di Forsyth che aveva trovato giorni prima nel box dello scambio libri al mercato. Ogni tanto controllava i social su cui non giunsero auguri non solo per la sua irrilevanza sociale ma anche perché aveva da anni tolto la data di nascita dai suoi dati personali visibili agli utenti. Giusto ricevette qualche messaggio su WhatsApp e un paio di telefonate da alcuni tra quelli che sapevano la data cui rispose sforzandosi di essere cordiale e cortese, sospirando esausto ogni volta che dopo i ringraziamenti e i saluti posava di nuovo il cellulare sul tavolino. Inclinava la testa di tanto in tanto quanto bastava a guardare meccanicamente il quadrante del vecchio, grosso Longines da sub senza in realtà leggere davvero l’ora, andava al bagno a rinfrescarsi il viso, beveva un altro po’ di tè freddo, rivolgeva qualche parola agli animali di casa e pure ai fiori sul terrazzino. Non gli andava di uscire, né di accendere la radio sulla frequenza che trasmetteva sola musica classica e che pure di solito ascoltava in esclusiva, collocando la totalità delle emittenti generaliste di parole e musica pop in una sua graduatoria che andava dal fastidioso al molesto fino all’intollerabile. La televisione in pratica non la accendeva mai, nel mobile che la sorreggeva erano ancora sigillati nel cellophane decine di Dvd che aveva comprato negli anni ripromettendosi di guardarli quando ne avrebbe avuto tempo e voglia: vale a dire mai. Anche quelli del corso di francese erano rimasti intonsi. Il giorno si trascinò così, scialbamente, con modalità da ameba, in attesa di chissà quale ignoto evento. Un deserto dei tartari trasposto in periferia, in cui non successe nulla. A un certo punto pensó di fare un salto nella piscina del centro sportivo cui mesi prima si era iscritto pagando un anno di retta anticipata e nel quale non aveva praticamente messo mai piede. Disse tra sé e sé che questa era l’occasione più propizia per cominciare, prese il borsone acquistato appositamente e si mise a cercare il costume da bagno, la cuffia, le ciabatte e il resto. Era già sulla soglia di casa quando le chiavi dell’Alfa 75 che aveva in mano gli sembrarono pesantissime, tipo il martello di Thor. Gli arrivò addosso un tracollo di stanchezza, guardò il borsone e lo lasciò sul pavimento, spogliandosi di nuovo e tornandosene sul balcone. Ironicamente, gli giunsero alle orecchie le grida festose di qualche compleanno di bambini che si svolgeva in un giardino poco distante e fu lieto di ascoltare il tantiauguriate rivolto al piccolo festeggiato, tenendosene idealmente un pezzetto anche per sé. Tornò sulla sdraio e si mise a guardare su Instagram motociclette e orologi che non avrebbe mai comprato e riprese a leggere il romanzo di Forsyth.
Finalmente arrivò la mezzanotte che dava inizio al giorno successivo: la sua festa, quella che non c’era mai stata, era finita (“Ma se fossi a New York sarebbe ancora il mio compleanno”, disse a sé stesso in preda all’ossessione di aver sprecato chissà quale occasione e forse aveva sempre saputo che sarebbe andata così: era inevitabile). Dopo quelle ventiquattro ore in cui non aveva concluso nulla se non praticare il suo fottutissimo ascetico digiuno e rivolgere ferventi preghiere, si sentì ridicolo, triste e arrabbiato; mugugnando maledizioni all’universo mondo si affacciò dal balcone con le mani larghe sulla ringhiera, prese aria ed esplose in un pauroso bestemmione urbi et orbi, a suggello della vuota insensatezza di quella giornata trascorsa non si sa bene come ma soprattutto di una vita che percepiva con lucida consapevolezza essergli stata fatta buttare nel cesso senza nemmeno essersi con(cesso, di nuovo) chissà quali fantasmagorici eccessi e sfrenate dissolutezze. Nessuno fece caso al suo breve scoppio di rabbia: in quel residence che ancora sui volantini di qualche cialtronesca agenzia immobiliare veniva definito con malcelata ironia “signorile”, tutti erano abituati a ben altro. Rientrò dentro sogghignando agro e si preparó una tazza di latte e biscotti, cercando di convincersi che aveva davvero fame. “Mabaccagai”*, mormorò girando il cucchiaino.
[ROMA] Dal 3 al 7 luglio 2024 il Parco Virgiliano di via Nemorense ospiterà la terza edizione della rassegna culturale La Piazza e la Storia, dedicata quest’anno all’argomento “Dittatura e Democrazia”.
Ogni sera, dalle 21 alle 22 e 30 verranno esaminati momenti cruciali della storia italiana attraverso dibattiti e presentazioni di libri per approfondire argomenti storici e sociali che hanno segnato e continuano a influenzare la nostra realtà contemporanea
Questo il programma:
Mercoledì 3 luglio: Giacomo Matteotti e la memoria dell’antifascismo. Dai Libri: “Un’idea di Matteotti. Un secolo dopo” di Enzo Fimiani e “Aventino: storia di un’opposizione al regime” di Claudia Baldoli e Luigi Petrella. Partecipano gli autori insieme a Marco De Nicolò e Valerio Strinati. Coordina: Leonardo Pompeo D’Alessandro.
Giovedì 4 luglio: Lavoro. Partecipano Laura Cerasi, Alessandra Gissi e Bruno Settis. Coordina: Alessio Gagliardi.
Venerdì 5 luglio: Diritti e Cittadinanza. Partecipano Michele Colucci, Vinzia Fiorino e Giovanni Moro. Coordina: Gregorio Sorgonà.
Sabato 6 luglio: Informazione e industria culturale. Partecipano Mauro Forno, Irene Piazzoni e Andrea Sangiovanni. Coordina: Marco De Nicolò.
Domenica 7 luglio: La resistenza dopo il 1945. Dal libro “Processo alla Resistenza. L’eredità della guerra partigiana nella Repubblica 1945-2022” di Michela Ponzani. Partecipano l’autrice insieme a Tommaso Baris e Alessio Gagliardi. Coordina: Gregorio Sorgonà. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Dal 2 al 7 luglio 2024 l’area portici di via Monte Cervialto 130/146 ospita il festival cinematografico “PortiCIAK” giunto alla seconda edizione.
La manifestazione, patrocinata dal Terzo Municipio, prevede sei giorni di cultura, cinema e dibattiti a sostegno del polo civico e della rigenerazione dei portici di Monte Cervialto. Parteciperanno Francesca Mannocchi, Matteo Garrone, Carlo Verdone, Marco Risi, Filippo Barbagallo, Filippo Ceccarelli, Sarah Gainsforth e tanti altri ospiti. Le serate si svolgeranno dalle 18 e 30 fino alle 23 e 30. Ingresso gratuito. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Un agguato o un avvertimento a colpi di pistola è avvenuto nel pomeriggio del 25 giugno sulle scale di un palazzo nell’isolato tra via di Val Melaina e via Scarpanto.
A quanto si legge sul Messaggero, erano circa le tre del pomeriggio quando sono stati sparati alcuni colpi di arma da fuoco: secondo quanto verificato dagli investigatori della Polizia, cinque colpi di calibro 22. Qualcuno avrebbe sentito pronunciare delle minacce prima delle esplosioni. Nessuna pista viene esclusa, dai regolamenti di conti per droga all’usura o al movente passionale. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Un incendio si è sviluppato nella tarda serata del 25 giugno in una ditta di autotrasporti in via Scorticabove a San Basilio sulla Tiburtina. Le fiamme hanno coinvolto un capannone di circa 3000 metri quadri.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con cinque autopompe e quattro autobotti. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Giovedì 27 giugno 2024 il Coordinamento Pedagogico Territoriale del Secondo Municipio invita bambine, bambini e famiglie a trascorrere un pomeriggio speciale in un ambiente sereno e accogliente e per conoscere meglio i servizi educativi del territorio.
Sarà la Festa dell’Educazione del Municipio II, che si terrà Scuola dell’infanzia Giardino Incantato, in via Pinciana 10, dalle 17 alle 19 e 30.
Un’occasione per condividere esperienze, fare domande e scoprire tutte le opportunità che il territorio municipale offre alle famiglie: per i più piccoli ci saranno tanti laboratori divertenti e creativi per stimolare la loro fantasia e curiosità. Un’opportunità per giocare, imparare e fare nuove amicizie in un contesto educativo sicuro e stimolante Per i genitori e i familiari un momento di incontro con i Coordinatori Pedagogici che presenteranno i nidi e le scuole capitoline del Municipio II. Si potranno scoprire le offerte educative, chiedere informazioni e conoscere i professionisti che si prendono cura dei più piccoli ogni giorno. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] È stato arrestato dopo in inseguimento per le strade di Casal de’Pazzi nelle adiacenze di Talenti un ventenne accusato di rapina, riciclaggio e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Gli agenti del IV Distretto San Basilio passando per viale Kant hanno sentito un allarme provenire dal vicino viale Marx.
Giunti sul posto hanno notato un uomo a bordo di un’auto parcheggiata davanti a un bar e altri due che, dopo essere saliti velocemente a bordo, si sono dati alla fuga.
È iniziato un inseguimento, durante il quale l’auto in fuga ha zigzagato mettendo in pericolo l’incolumità degli agenti e dei pedoni. Inoltre, giunti in viale Galbani, i fuggitivi per guadagnare terreno hanno dapprima attivato un estintore per di ostruire la visuale ai poliziotti e poi hanno speronato l’auto di servizio tentando di farli andare fuori strada.
Dopo l’urto due malviventi sono riusciti a scappare a piedi mentre il ventenne è stato bloccato e identificato. Gli investigatori hanno poi perquisito l’auto trovando all’interno diversi utensili, quattro estintori, uno smartphone e 50 euro, di cui l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza.
I poliziotti hanno accertato che l’auto era priva della chiave di accensione, lo sportello era stato palesemente forzato ed hanno inoltre riscontrato l’applicazione di una centralina per accendere l’auto bypassando i sistemi antifurto; la macchina è infatti risultata rubata lo scorso 16 giugno e allo stesso veicolo erano associate due targhe diverse.
Successivamente, negli uffici del IV Distretto si è recato il titolare del bar di viale Marx che ha sporto denuncia in merito al danneggiamento di alcuni terminali da gioco, nonché al furto di 200 euro perpetrato dai malviventi poco prima.
Gli operatori, al termine degli atti di rito, hanno tratto in arresto il ventenne che è finito a Regina Coeli. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Ricorre oggi 24 giugno il 42° anniversario dell’uccisione dell’Agente della Polizia di Stato Antonio Galluzzo, avvenuta nel 1982 in via Val di Cogne – zona Conca d’Oro- mentre piantonava l’abitazione del capo rappresentanza dell’Olp in Italia, Nemer Hamad.
Galluzzo morì in ospedale dopo essere stato fatto bersaglio di colpi di arma da fuoco da un commando di quattro terroristi “neri” dei Nuclei Armati Rivoluzionari. Il suo collega Giuseppe Pillon rimase gravemente ferito.
Per l’occasione, durante la celebrazione officiata dal Cappellano Don Nicola Tagliente, il Vice Questore Vicario Francesco Rattà ha deposto una corona di alloro, a nome del Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani, sulla lapide collocata presso il Commissariato Sant’Ippolito, dove Galluzzo prestava servizio.
In memoria di Antonio Galluzzo è affissa una targa commemorativa anche nell’aula consiliare del Terzo Municipio a piazza Sempione, poco distante dal luogo dell’agguato. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Giovedì sera un’auto è entrata in via della Paglia- nel cuore di Trastevere- e ha colpito con manovre maldestre i tavolini di un ristorante; dopodiché si è allontanata e poco dopo ha tamponato un taxi per poi darsi alla fuga.
Una bambina di cinque anni è rimasta ferita a un braccio ed è stata medicata sul posto. Sul posto intervenuta la Polizia Locale di Roma Capitale; gli agenti del I Gruppo Centro stanno indagando per risalire al responsabile dell’episodio. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Il 21 e 22 giugno 2024 dalle 19 alle 23 la Pineta del Centro Giovanile G.B. Scalabrini in via del Gran Paradiso 51- zona Val Melaina- ospita l’iniziativa “Festa della Musica 2024 – Live Event & Molto Altro”, organizzata dalla Parrocchia SS. Redentore e patrocinata gratuitamente dal Municipio Roma III Monte Sacro. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Finalmente Settebagni è diventato un quartiere della Capitale. Lo è sempre stato, si dirà. Certo che sì; però secondo la segnaletica stradale che indica l’ingresso al centro abitato figurava come un comune a sé stante, indicato con il nome della località in bianco su fondo azzurro. Ciò accadeva da anni e anche con la creazione della nuova rotonda, sui nuovi tabelloni era stata lasciata tale colorazione.
Grazie a una segnalazione del Comitato di Quartiere Settebagni agli uffici competenti, finalmente si è provveduto alla modifica: nella foto potete vedere il “prima” (in basso) e il “dopo” (in alto) con l’indicazione correttamente scritta in nero su fondo bianco.
Piccolezze, dettagli, obietterà qualcuno. E invece no: essere parte, seppur ultraperiferica (ma grazie a Dio proprio per questo ancora vivibile) della Capitale vuol dire anche questo, esserlo anche nella segnaletica. Un piccolo successo del locale Comitato di Quartiere carico però di significato.
[ROMA] Appuntamento alla scuola Nitti al Fleming dal 21 al 23 giugno con “Cortili di Cinema”, la rassegna cinematografica estiva di Roma Nord, che offre al territorio la proiezione gratuita di film della commedia italiana nelle aree esterne delle scuole del Municipio XV.
La rassegna proseguirà fino al 14 luglio tutti i venerdì, sabato e domenica con la proiezione dei film “Scusate se esisto”, “Come un gatto in Tangenziale”, “Corro da te”, “Gli ultimi saranno gli ultimi” e “Grazie ragazzi”.
Dopo l’appuntamento presso l’Istituto Comprensivo “Via Nitti” il programma proseguirà nella scuola Periello a Cesano Borgo dal 28 al 30 giugno, nella Scuola Castelseprio a Labaro dal 5 al 7 luglio e nella Scuola Amaldi di La Storta dal 12 al 14 luglio.
Nell’immagine trovate il programma delle proiezioni che iniziano tutte alle ore 21.
Cortili di Cinema è un’iniziativa promossa dall’amministrazione municipale. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] L’estate 2024 del Terzo Municipio si apre con Ia Festa della Musica: il 21 giugno gruppi, cori, scuole di musica, artisti emergenti o già sulla scena da tempo, si esibiranno a piazza Sempione e nell’aula consiliare, nell’area pedonale di via Corrado Alvaro a Talenti e in piazza Franco Califano a Porta di Roma. La manifestazione si terrà dalle 18 alle 23. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Tre serate a tema storico archeologico per conoscere la zona della Serpentara e le sue origini: le ha organizzate l’associazione di promozione sociale Limes assieme alla associazione Parco delle Magnolie e Dintorni e alla Auser con il patrocinio del Municipio III.
Gli appuntamenti sono il 21 e 27 giugno e il 4 luglio sempre alle 20 e 30, al parco delle Magnolie in via Nicola Maldacea vicino al supermercato Todis. La partecipazione è libera. Scrivere a limesaps@gmail.com per informazioni. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Ci è pervenuta una segnalazione da un lettore residente in zona Tiburtino: una vicenda che è un monito sulla fragilità della vita e sulla necessità di non dimenticare mai chi si trova in difficoltà dopo essere caduto.
Riguarda un signore senza fissa dimora che vive per strada in via di San Romano. Su di lui si raccontano tante storie, chissà se vere o fantasia degli abitanti del quartiere. A quanto si dice, la sua storia è un intreccio di luci e ombre, di fama e dimenticanza.
Racconta di essere stato un attore e un imitatore di successo, capace di conquistare il pubblico con la sua verve e la capacità di trasformarsi nei personaggi più celebri. Un trauma improvviso ne ha però spezzato la carriera: un trattamento sanitario per curare una grave depressione, ha cancellato dalla sua memoria i copioni che aveva imparato con tanta dedizione, facendolo rimanere così senza identità, senza lavoro e senza una casa.
Abbandonato a sė stesso, ha trovato rifugio in via di San Romano, dove gli abitanti del quartiere lo hanno accolto a braccia aperte. I sui modi gentili e malinconici, il sorriso sbiadito, hanno conquistato il cuore di molti e ogni giorno riceve dai suoi nuovi amici qualche spicciolo e qualcosa da mangiare. Nella foto, per esempio, si sta preparando qualcosa usando cassette rotte del mercato adiacente.
L’attore senza dimora e senza memoria spera un giorno di tornare a calcare il palcoscenico. Ma anche se ciò non dovesse accadere, sa di non essere solo. La sua storia è un esempio di come la comunità possa essere una famiglia solidale per dare speranza anche a chi ha perso tutto. A cura di Alessandro Pino
Con la fine della scuola si è concluso anche il secondo ciclo del progetto FideNet, che all’Istituto Comprensivo Fidenae, ha visto iniziative didattiche con alunni in orario extrascolastico, dando loro un’ampia offerta formativa e nuove esperienze educative.
Nato all’interno del bando del comune di Roma “Scuole aperte il pomeriggio”, bando che ha permesso di finanziare e realizzare iniziative scolastiche, il progetto è frutto delle menti della Professoressa Silvia Ianniello e del Professor Federico Cirillo che hanno puntato sull’idea di intervenire su un bisogno identificativo nella popolazione scolastica legata all’alfabetizzazione digitale.
<<Quanti dei nostri alunni ed alunne sanno produrre un documento di testo , inviare una mail, creare un contenuto multimediale a partire da un progetto intenzionale e pubblicarlo su una piattaforma? Quanti invece usano i dispositivo digitali (quasi unicamente lo smartphone) in modo acritico e passivo, quasi sempre acquisendo contenuti altrui in modo quasi ipnotico e quasi mai producendone con un qualche significato utile? Troppo pochi abbiamo risposto alla prima domanda e troppi alla seconda>> ci dice la Professoressa Ianniello che ci spiega come FideNet è partito da li, per poi immaginare una rete collaborativa tra alunni, riprendendo quella che era un po’ l’utopia del Net appunto: creare rete, non isolare.
Il resto è storia e questa storia la raccontano i ragazzi, che hanno operato attivamente con interviste particolari come quella ad una signora centenaria di Fidene, ed effettuato ricerche su personaggi importanti del quartiere (come i giocatori della nazionale di calcio italiana Frattesi e Scamacca). Tutto questo ovviamente, “supportati e sopportati” dai loro professori che hanno saputo costantemente appassionarli, motivarli e coinvolgerli in un mondo per loro più nuovo di quanto credessero. Gli alunni dell’I.C.Fidenae continueranno a farlo da settembre prossimo con il terzo anno del progetto, che gli ha già regalato emozioni e idee su nuove strade da percorrere per il futuro.
[ROMA] Per questo 2024 la Festa Patronale di Sant’Antonio di Padova nel quartiere di Settebagni è archiviata.
C’è stata la Processione con la statua del Santo, i tavolini sul sagrato della Chiesa, la pennata, i fritti, i panini, la serata finale con gruppo musicale e i fuochi d’artificio.
Un po’ come accadeva prima della segregazione di fatto imposta negli anni bui del distanziamento e delle mascherine e poi di un progressivo ripiegamento: una ripresa, si può dire.
Certo, non sono più tornate alcune scene di un tempo, con le luminarie che coloravano la Salaria nelle ore serali, ingombra di folla, di bancarelle e chioschi di dolciumi e panini, le giostrine che riempivano tutto il prato davanti il parco Nobile.
Chissà se torneranno in futuro. Non potranno tornare però gli storici residenti che tante feste contribuirono a organizzare nel passato e non ci sono più. Fiduciosi nell’operato di chi ha raccolto il loro testimone, continuiamo a ricordarli tutto l’anno. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] È stato inaugurato lo scorso venerdì con una bella festa al civico 63 di via Ugo Ojetti a Talenti un nuovo punto vendita del noto marchio Intimissimi. Non è un caso che le vetrine siano contigue a quelle del negozio Calzedonia (che possiede il marchio Intimissimi): la titolare di entrambi gli esercizi è infatti Elisa Baiocchini, manager con oltre dieci anni di esperienza nel gruppo Calzedonia.
Elisa commenta così la nuova mossa imprenditoriale: «Dopo l’apertura del negozio Calzedonia ce lo avevano chiesto in tantissimi. Io e mio marito crediamo molto nell’investire su via Ojetti, e abbiamo proposto all’azienda di aprire i due negozi».
Le nuove vetrine contribuiranno sicuramente ad animare il passeggio sulla strada, facendole riconquistare in pieno quel titolo di “salotto buono” di Talenti e di Monte Sacro che nel tempo si era appannato. A cura di Alessandro Pino