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IV Municipio: a fuoco una palazzina in Largo Valtournanche

30 Mar

Paura ai Prati Fiscali per un incendio che ha distrutto un appartamento la mattina del 28 marzo. Verso le dieci e mezzo del mattino le fiamme si sono sviluppate all’attico della palazzina al civico 18 del largo Valtournanche. Oltre ai Vigili del Fuoco sul posto sono intervenuti la polizia e i carabinieri della Compagnia Monte Sacro con il comandante, maggiore Alessandro Di Stefano. Traffico e linee autobus deviati per consentire le operazioni di spegnimento. Per fortuna nessuna conseguenza per le persone ma vi è da registrare la morte di un micio, intossicato dal fumo. Per tutta la durata delle operazioni di spegnimento l’edificio è stato sgomberato delle persone che vi si trovavano in quel momento, molto poche essendo orario lavorativo. «Sono andata a suonare al citofono – racconta l’edicolante che gestisce il chiosco al centro della piazza – ma quasi nessuno ha risposto». Ci sono volute un paio d’ore per normalizzare la situazione, quando la vita è tornata ad assumere i ritmi di sempre: autisti sovrappensiero in attesa di ripartire dall’antistante capolinea, passanti che chiaccherano e  nemmeno fanno caso alle pareti annerite quattro piani più in alto. Nell’androne del palazzo gli unici indizi dell’accaduto sono dati dall’ascensore fermo e sigillato oltre che dal tipico odore acre di plastica bruciata che si percepisce in casi del genere.

Alessandro Pino

Fuori la puzza e i giornalisti….non cronaca del sopralluogo al centro Ama di via salaria del 26 marzo 2012

28 Mar

foto Alessandro Pino

Il 31 marzo scade il termine che si era dato il Municipio di Monte Sacro per chiedere la delocalizzazione dell’impianto produttore di Cdr di via salaria 891, se a seguito di sopralluogo formale si fossero registrate ancora emissioni odorifere moleste. In attesa danvanti ai cancelli del centro Ama di via salaria 891 il 26 marzo, giorno del giudizio, c’era un discreto gruppetto di residenti, per essere una giornata lavorativa. Qualche pensionato ma molti avevano preso apposta un permesso dal lavoro. Sapevano di non poter accedere liberamente all’ispezione concordata tra il Municipio e la direzione dello stabilimento se non attraverso una sparuta rappresentanza, ma l’importante era esserci e far notare quanto la puzza che strangola le loro esistenze da mesi fosse un problema sentito, tanto da anteporlo al resto delle incombenze della quotidiana esistenza.

foto Alessandro Pino

Sul marciapiede, in attesa di poter entrare, sia le troupe di T9 e Teleroma56 –  coinvolte come informazione locale e anche in veste di lavoratori, essendo le sedi delle Tv confinanti con l’impianto di Cdr – sia giornalisti di testate locali. D’altra parte, da piazza Sempione erano arrivate rassicurazioni circa la possibilità di presenziare al giro di ricognizione anche per i giornalisti. Come dire, non c’è nulla da nascondere né da minimizzare.

Invece no.

Già qualche minuto prima dell’orario stabilito le sbarre d’accesso ai parcheggi erano calate e una dipendente dalla portineria chiedeva gentilmente i motivi della visita. Candidamente, onestamente, chi scrive ha consegnato il tesserino di iscrizione all’ordine dei giornalisti e chiesto l’accredito stampa ma si sentiva rispondere che per gli organi di informazione non aveva ancora ricevuto nessuna disposizione. Dietrofront e parcheggio sulla Salaria, tra le macchine che stazionano perennemente davanti al centro di accoglienza – in divieto di sosta e parcheggio, come da ordinanza antilucciole – in attesa che arrivasse finalmente conferma.

Fuori, in attesa di iniziare il sopralluogo, Stefano Ripanucci, Pdl, presidente della commissione ambiente municipale e i consiglieri Pd Riccardo Corbucci e Fabio Dionisi. Il tempo stava scorrendo inutilmente e qualche residente ha cominciato a mostrare segni di impazienza, anche perché alcuni dipendenti del centro non sono educati come l’addetta incontrata prima, anzi, un paio sembravano messi li proprio come deterrenti. La situazione era delicata, dopo mesi di promesse e di attesa sarebbe bastato un nonnulla per scaldare gli animi. Così, chiacchierando anche per stemperare la tensione, Ripanucci ha detto che al di là di come sarebbe andata la visita, il Municipio non ha comunque poteri per far delocalizzare l’impianto, cosa che può fare soltanto la Polverini. Come dire, noi chiediamo e loro garbatamente risponderanno, se vorranno. Contrariamente a quanto riferito da tutti gli altri intervenuti, il presidente della commissione ambiente, al termine della visita è uscito affermando che puzze non ne ha sentite, beato lui.

Al di quà della recinzione su via salaria, una leggera brezza portava un odore di cassonetto appena avvertibile. Mentre al passaggio dei mezzi di servizio si distingueva nitidamente un aroma più forte, simile a quello che viene lamentato dalla popolazione.

Visto che gli inviati delle testate giornalistiche non andavano via, sul posto si materializzava l’addetto stampa di Ama, Daniele Petraroli, il quale cordiale e disponibile come sempre ribadiva che trattandosi di un sopralluogo tecnico non erano state predisposte cartelle stampa né erano previste risposte a domande. La proposta di entrare senza proferir parola non veniva accettata, diniego assoluto per le telecamere e pochi minuti e una telefonata dopo, conferma dell’accesso escluso anche per poter scattare solo due foto.

Questioni di…sicurezza? Beh, prova fallita, perché è riuscita ad entrare una persona che non solo non era residente nelle zone limitrofe – quando poi un rappresentante iscritto in lista ha dovuto rinunciare al suo posto per far prendere visione dei lavori ad una lavoratrice della zona  – ma che non ha dichiarato di essere attivista politico di un partito non rappresentato nemmeno in consiglio municipale. Comunque trattatavasi di persona pacifica, fosse stato un “terrorista”,  alla luce dei fatti, sarebbe entrato comunque.

Questioni di …disordine, ovvero l’Ama, in quanto azienda delegata al decoro cittadino, non voleva che si venisse a conoscenza che ogni tanto un po’ di carta straccia nei cestini a casa loro la lasciano? Nessuno si sarebbe formalizzato, può capitare a tutti.

Lavori non completamente finiti? A cinque giorni dalla scadenza, se non sono ultimati, difficilmente lo saranno in tempo utile, quindi mossa ingenua e inutilmente antipatica.

Se davvero si fosse trattato di un mero incontro tecnico poi, non si spiega cosa ci facesse un addetto stampa: può essere che gli ingegneri di Ama non siano in grado di comunicare dati, spiegare tabelle, mostrare impianti ai politici del Municipio (che peraltro tecnici non sono, quindi non abbisognano di dissertazioni complicate intorno al funzionamento di un catalizzatore) ?

Sembra che i giornalisti verranno forse invitati a un incontro separato che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni, il tempo di organizzare, dopo la scadenza del 31.

Intanto non resta che affidarsi ai racconti dei partecipanti e a quel che ha pubblicato nel suo blog il consigliere Corbucci ( www.corbucci.net , che riferisce di aver constatato il cambio dei componenti del biofiltro e la costruzione di barriere anti odore, ma il puzzo rimane). Però sono resoconti che possono sempre essere bollati come “di parte” o “strumentali a scopi politici”. In effetti, gli occhi di chi per mestiere deve riferire obiettivamente, non sono stati fatti avvicinare, con una decisione che in fin dei conti, sembra più un autogol all’immagine dell’azienda che una misura riuscita posta in essere a salvaguardia della medesima. Chi non ha nulla da temere non impedisce l’accesso alla stampa. Soprattutto non esclude le telecamere, poiché l’occhio elettronico registra tutto senza interpretare nemmeno in minima parte. L’impianto è stato detto totalmente assente da lavorazioni chimiche – mentre in altra occasione sono stati fotografati proprio i serbatoi di acido necessari a riportare il ph dell’aria trattata nei limiti di legge – e paragonato, per la sua innocuità ad un immenso cassonetto dove viene depositata la spazzatura. Infatti, i cassonetti, lasciati aperti, puzzano ed ogni tanto vanno lavati per deodorarli e disinfettarli e la puzza è la stessa che viene riferita nei dintorni dell’impianto.

 Poco prima delle due il sopralluogo era finito. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno, dopo la tregua concessa fino a poco prima, i miasmi erano tornati intensi all’altezza dell’asilo nido.

E allora perché l’olezzo si eclissa nei momenti più opportuni?

Allora basta avere un amico che studia ingegneria chimica, per avere la risposta, sempre da utilizzare nel campo delle ipotesi, ovviamente.

Il quale vi spiegherà che il progetto dell’impianto è sulla carta perfetto, che il principio è lo stesso dei depuratori impiegati nelle zincherie e che tecnicamente, scientificamente, un impianto del genere non può puzzare.

Se.

Se utilizzato correttamente, con tutte le manutenzioni eseguite a puntino e le sostituzioni dei consumabili, costosetti, pure.

Se non viene trattato più materiale di quello per cui è stato concepito.

Perché altrimenti si verifica quello che si può spiegare con un paragone semplice ma efficace, un imbuto infilato nel collo di una bottiglia. Versando la quantità ideale di liquido, questo cola giù senza fuoriuscire, immettendone troppo viene assorbito in parte e l’eccedenza si spande intorno. Nel caso di Villa Spada, l’imbuto è l’impianto e il liquido è la puzza. Se per ipotesi venisse trattata una quantità superiore a quella per cui è tarato, i miasmi non riescono ad essere assorbiti per cui si spandono in giro. Se per ipotesi non si potesse rallentarne l’utilizzo per un motivo qualsiasi, , ecco che la popolazione limitrofa avvertirebbe la puzza. Se per ipotesi sono previste delle visite, basta non superare i limiti di carico e per incanto tutto torna normale, niente profumi di lavanda francese.

I residenti vogliono la delocalizzazione, anche perché nessuno in Ama ha mai ipotizzato che l’impianto abbia un problema di sovrautilizzazione, tutti si ostinano a parlare di prevenzione di odori “ipotetici”, anzi qualcuno confonde l’odore caratteristico di immondizia in macerazione con quello altrettanto caratteristico del depuratore vicino. Nonostante questo l’azienda ha speso o ha dichiarato di voler spendere più di un milione e duecento mila euro per apportare migliorie. Questo porta a poter affermare con scarsissimi margini di essere smentiti che l’impianto da li non verrà spostato tanto facilmente, non si spendono tanti soldi per poi buttare tutto.

Quindi, qualsiasi atto verrà promulgato dal Municipio sarà paragonabile ad un “per favore”, ad una richiesta lecita alla quale verrà risposto con cortesia da parte di chi di dovere. Ma l’emergenza rifiuti incombe, la raccolta differenziata spinta non decolla, la mondezza è tanta e gli impianti solo due. Nessun “politico”avrà mai il fegato ed il coraggio di dirlo apertamente. Spostare l’impianto creerebbe un pericoloso precedente. Negare l’origine della puzza non è servita a farla sparire ma soltanto a rendere inviso l’impianto all’opinione pubblica e costruirne un terzo, per alleggerire il carico degli altri, allo stato sembra davvero improponibile senza mettere in preventivo una rivolta stile Corcolle. Perché in fin dei conti, l’amara constatazione rilevata tra la gente «il problema non sono questi impianti, in se e per se, ma il modo di gestirli, “all’italiana”, con molti silenzi e nessuna apertura».

Luciana Miocchi

Come partire da un servizio ed arrivare ad un condominio. Una visita agli appartamenti in vendita a Torre Roma

23 Mar

L’edificio è uno di quelli che non passa inosservato. Nello Sky line di Porta di Roma si nota da lontano, la torre che svetta sul centro commerciale omonimo. Doveva essere un albergo, nel progetto originario (visibile qui  http://www.hsh.info/sbgtorr1.htm ) . In quel punto, nel nuovo quartiere come era stato ideato, aveva una sua logica. Nel 2007 la ormai famosa “delibera 218” con la quale si chiedeva il cambio di destinazione d’uso di un milione di mc di edifici da servizi a residenziale, venne respinta dal consiglio municipale all’unanimità. Quindi la costruzione che completava il centro commerciale venne iniziata, tutti convinti dell’effettiva destinazione. A dire il vero qualche indiscrezione era filtrata, alcuni lavoratori impiegati nella costruzione parlavano apertamente di rifiniture da appartamenti residenziali, non di stanze di albergo o di uffici. La notizia era talmente inverosimile da essere bollata come bufala anche da alcuni politici locali. Eppure, è iniziata la pubblicità, prima in maniera discreta, poi su televisioni locali e su youtube. Poi uno striscione lungo quasi quanto la costruzione stessa ha annunciato ai quattro venti, è il caso di dirlo, l’operazione stessa. La vendita di “prestigiosi appartamenti finemente rifiniti” per tramite della società Altavista Real Estate.

La questione meritava una visita. Gli odierni estensori di questo articolo, dalla curiosità congenita e incorreggibile, qualche settimana fa si sono presentati all’ufficio vendite, posto nella hall, con accesso da via Carmelo Bene. L’aspetto esterno l’immobile fa ancora pensare che fosse destinato ad altri usi: uffici o albergo. Tredici piani rivestiti in pannelli di alluminio grigio metallico adiacenti alla galleria commerciale Porta di Roma – collegata, ci illustrano, con un passaggio dedicato e riservato, che dovrebbe rimanere tale, ma ancora non si sa, non è stato ancora stilato il regolamento di condominio. Ma se uno avesse un cane? La risposta è stata “molti sono venuti a visitare gli appartamenti con i cani. Non ci dovrebbero essere problemi”. Si, ma senza carta scritta, dopo aver sganciato l’anticipio l’unica alternativa sarebbe poi eventualmente un canile. Ummm…che non si fa per vendere…comunque, la consegna prevista è per luglio 2012.

A fianco all’ingresso dell’ufficio vendite c’è quello esclusivo della Avis, la celebre società di autonoleggi ha impiantato qui una sua importante sede, che occupa i primi cinque piani. Gli appartamenti in vendita si trovano dal sesto al tredicesimo.

Durante il rituale giro di visita ad un piano tipo, arrivano le prime conferme che in origine il palazzo dall’aspetto ipertecnologico avesse una destinazione almeno in parte diversa da quella residenziale. Il cortese venditore mostra ai due “acquirenti” che continuano a beccarsi tipo Sandra e Raimondo le piantine con le varie tipologie di appartamenti, snocciola la descrizione delle dotazioni dell’edificio – compreso pannelli solari nascosti nella facciata, riscaldamento e climatizzazione centralizzata, quest’ultima un po’ inusuale, almeno in Italia. No posti auto coperti, solo scoperti e senza obbligo di acquisto ma c’è la cantina. All’osservazione che il palazzo dà l’impressione di essere un hotel più che un condominio l’incaricato ammette che proprio quella alberghiera era in origine la destinazione ma poi è stata modificata – operazione non facilissima per i comuni mortali per la quantità di autorizzazioni necessarie, come lascia intendere, ammiccando, il venditore. Infine, l’offerta, accettata con entusiasmo, di un giro all’interno del palazzo in via di completamento, tra tramezzi ancora da tirar su e massetti di cemento: un ascensore rapidissimo porta al sesto piano dove sono stati approntati due appartamenti – tipo, con tanto di arredamento, per meglio rendere l’idea ai potenziali acquirenti.

In una stanza due finestre quadrate su due lati danno una volta di più la sensazione di un albergo di Amsterdam ma la vista è notevole, dal lato SO fa capolino la cupola di San Pietro, all’opposto i castelli romani, per tutte le latitudini i tetti del centro commerciale. Lato Marino in ombra, lato Santità, data l’altezza, abbastanza ventoso. I doppi vetri escludono del tutto il traffico umano diretto alla mega struttura di vendita. E gli acquirenti non mancano, alla faccia della crisi, dei prezzi non proprio da saldo e della metropolitana venduta come optional di serie ma ancora al di là da venire.

Finita la gita e capito che né Sandra né Raimondo saranno mai disposti ad andare a buttare l’immondizia – l’unica finitura di prestigio che manca è lo scivolo per la spazzatura come nei palazzi americani. Forse non era abbastanza hi-tech – il dubbio di come si sia potuta realizzare la trasformazione rimane. Troppa pubblicità perché il cambio di destinazione d’uso non sia avvenuto a termini di legge, ma la 218 non è passata. Tranne il Tg Talenti e Cinque , chiediamo perdono se abbiamo dimenticato altri dell’informazione locale, non una parola sull’argomento. Politici municipali rimasti sul vago o dichiaratisi completamente all’oscuro e chissà cosa è peggio, non sapere quel che accade nel territorio che si vuole rappresentare o far finta di niente perchè il cambio seppur a norma potrebbe intaccare l’indice di gradimento presso i propri elettori. Comitati, come al solito, impotenti e  indignati. E allora?

Allora che ci abbia pensato il piano casa della regione Lazio, per cui “È consentito il cambio di destinazione d’uso, con intervento di ristrutturazione, sostituzione, demolizione e ricostruzione, completamento, per gli edifici non residenziali dismessi. È consentito l’ampliamento del 30% rispetto alla superficie utile esistente. Con tali interventi, che non si potranno realizzare nelle zone omogenee D (industriali) con superficie superiori a dieci ettari e nelle zone omogenee E (zone destinate all’agricoltura), sarà possibile trasformare la destinazione d’uso in residenziale, fino a un massimo di 15 mila mq. Una quota fra il 30 e il 35% (a seconda della superficie realizzata) dovrà essere destinata alla locazione a canone concordato (housing sociale). Sono previsti interventi anche nelle aree edificabili libere con destinazione non residenziale: potranno essere realizzate abitazioni, fino a una superficie massima di 10mila mq. Anche in questo caso il 30% dovrà essere destinato all’housing sociale” (fonte www.orsolini.it/piano-casa-regione-lazio.asp)?

Luciana Miocchi – Alessandro Pino

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

Settebagni – Castel Giubileo: contro lo smembramento del plesso scolastico, il perchè del ricorso al Tar – di Alba Vastano

18 Mar

Il 13 marzo, presso la scuola media “Ungaretti”, si  è tenuta un’assemblea per chiarire le motivazioni per il ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) a cui sono legittimate a partecipare le famiglie degli alunni. Relatori presenti: Silvia Di Stefano (comitato genitori-membro direttivo regionale Pd)e Monica Balsamo (presidente consiglio d’istituto). Com’è ormai noto l’istituto “Simone Renoglio”, già accorpato nel 2000 e comprensivo di tre plessi (Fratini, Giovanni Paolo e Ungaretti), ha subito, a seguito della manovra di ridimensionamento degli istituti scolastici, un doppio dissesto. Il tre febbraio, infatti, la giunta regionale ha deliberato in favore dell’accorpamento  di alcuni istituti presso altri e la “Simone Renoglio”  non solo è stata accorpata ad altre scuole, ma addirittura smembrata, ovvero la “Fratini” (Castel Giubileo)andrà con la “Levi”(Fidene) e la “Giovanni Paolo” e l’”Ungaretti” con l’”Uruguay”(Bufalotta-Cinquina-Porte di Roma). L’ultima spiaggia per arginare i danni che ne conseguiranno è quella di fare ricorso al Tar per ottenere l’annullamento, o meglio la sospensione del provvedimento per almeno un anno. A seguito la giunta regionale dovrà di nuovo deliberare  e si potrebbe ottenere, almeno, l’annullamento dello smembramento in due tronconi. Ma quali saranno effettivamente le conseguenze dello smembramento? Anche se, apparentemente, tutto resterà come oggi, in realtà molto dell’organizzazione della scuola cambierà. Le iscrizioni faranno capo alla nuova scuola di riferimento, le docenti entrando a far parte di una nuova graduatoria d’istituto potranno essere trasferite d’ufficio, nonostante si dovrà rispettare la continuità sulla sede originale. Servizi trasporti e servizio mensa saranno delocalizzati. La stessa scuola, pur mantenendo la sua denominazione, non sarà più giuridicamente la stessa., perché  perderà la sua connotazione territoriale in  quanto si dovrà adeguare e rispondere ad un Pof (piano d’offerta formativa) che non è più espressione del territorio d’appartenenza, ma risultato di esigenze diverse, in riferimento a un diverso quartiere. Questo a rigor di logica, tenendo conto anche che su nove plessi accorpati farà capo un solo dirigente, il quale per assolvere a tutte le richieste dei vari plessi, non avendo il dono dell’ubiquità, dovrà delegare, delegare e ancora delegare. Nel corso dell’assemblea le famiglie presenti hanno ricevuto informazioni su come procedere ad attivare la procedura di ricorso, ovvero è stato consegnato alle rappresentanti di classe una modulistica inviata da Riccardo Corbucci (Pd), tramite la quale le famiglie possono apporre la propria firma e gli estremi di un documento. Ogni scuola verrà rappresentata d almeno cinque delegati  a procedere nell’iter giuridico. Durante l’assemblea alcuni genitori hanno esposto le loro perplessità , poiché la situazione non sembra essere comprensibile e plausibile. Questa del ricorso è effettivamente l’ultima e l’unica possibilità che la scuola ha per far sì che si torni alla connotazione di oggi, ovvero la compattezza  dell’istituto Simone Renoglio. Apporre la propria firma al ricorso vuol dire collaborare a mantenere l’autonomia della  scuola e  la sua identità territoriale.

Alba Vastano

Un grande abbraccio per Alice

17 Mar

Sono passati già tre giorni. Lentamente la comunità torna alle cose di sempre con la consapevolezza che nulla sarà più come prima per i suoi cari, per i suoi amici, per chi la conosceva, per chi l’ha incrociata almeno una volta.

Giovedì, sul sagrato della parrocchia di S. Antonio da Padova, a Settebagni, c’erano forse duemila persone per Alice, la ragazza ventiduenne che ha perso la vita in un incidente al semaforo sulla via salaria all’altezza del quartier generale dell’Api.

La chiesa improvvisamente piccola, straboccante – tanto che si è dovuto rimuovere parte dei banchi – persino una troupe della Rai e svariati giornalisti. Non c’era famiglia che non avesse un componente presente alla funzione, come capita spesso da queste parti, dove si conoscono tutti e anche chi ha concluso serenamente la propria lunga vita su questa terra non esce di scena in solitudine. Un quartiere la cui gente è rimasta doppiamente tramortita, dato che la vettura investitrice era condotta da una ragazza del posto, tuttora sotto shock.

Cerimonia, lunghissima e officiata da diversi sacerdoti, svoltasi a Settebagni – dove si sono tenute anche le veglie di preghiera nelle sere successive la tragedia – e non a Castel Giubileo, dove viveva, perché Alice qui era attivissima nel gruppo parrocchiale degli scout. Tutti i suoi compagni erano presenti e le hanno rivolto l’ultimo saluto con bandiere, cartelloni ed una gigantografia.

I genitori di Alice hanno trovato la forza di prendere la parola per ringraziare tutti della vicinanza dimostrata in questi giorni. Un dolore composto, il loro, portato con grande dignità. Chi li conosce dice che hanno il grande dono della fede. Che il Signore li aiuti a sopportare una vita intera senza il fiore che avevano così amorevolmente coltivato.

In disparte, affranti, confusi tra la moltitudine degli intervenuti, anche alcuni familiari di chi, involontariamente, ha fatto si che la tragedia si compisse.

All’uscita, un lungo applauso ha accompagnato Alice verso il suo ultimo viaggio.

L. M. & A. P.

Un centro sociale poco a misura di anziani – lo strano caso del campo da bocce

13 Mar

Il centro sociale anziani “Talenti”  è ubicato nei locali dell’ex biblioteca scolastica dell’istituto comprensivo “Renato Fucini”. Ha un proprio accesso dal parco, perché altrimenti, giustamente, durante l’orario di lezione non sarebbe fruibile, in quanto la normativa vigente impedisce la circolazione  all’interno degli spazi educativi a quanti non siano studenti, familiari per specifici motivi, personale.

il campo da bocce incredibilmente all'interno del plesso scolastico. Al di la della recinzione, il giardino dell'asilo

Eppure, il campo da bocce, attività elettiva dei pensionati, non è utilizzabile proprio perchè si trova all’interno della scuola ed appare incredibile pensare che per raggiungerlo gli anziani debbano sconfinare dal loro “territorio”. Peraltro, posto ad un dislivello di circa un metro più in basso, si trova il giardino della scuola dell’infanzia. Se sfuggisse una boccia? O una parolaccia in un momento di agonismo? Domandarsi se sia stato realizzato abusivamente viene automatico. Improbabile, visto che una determinazione dirigenziale del 2008 autorizza il pagamento per i lavori a lui dedicati.

l'inferriata che chiude l'ingresso del centro anziani

l'uscita di sicurezza irraggiungibile

All’interno della struttura le necessarie uscite di sicurezza appaiono irraggiungibili, visto che l’accesso è sbarrato da grate  chiuse con catena e lucchetto, situazione deleteria nel caso si verifichi la necessità di evacuare prontamente i locali, anche in ragione delle patologie e della ridotta capacità di movimento facilmente riscontrabili nella popolazione anziana, target di riferimento dei csa,  mentre l’ingresso è protetto da un cancello a scorrimento troppo pesante per molti dei frequentatori. Due manufatti provvisori, sul retro e nel giardino, vengono indicati come non a regola da alcune segnalazioni.  La situazione è delicata, tra i fruitori c’è chi ha cercato più volte un contatto in Municipio ma lamentano tutti di non aver ricevuto risposte esaudienti.

L’ultimo interpellato, in ordine di tempo, il vice presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, Pd, dichiara: “ho parlato con degli anziani che riportano testimonianze che se vere sarebbero gravissime, per cui tra l’altro , nei lavori di rappezzamento di alcune aree, fatti non benissimo, sarebbero stati sepolti anche calcinacci. Sarebbe una cosa molto grave, perché la legge prevede che i materiali di risulta vengano portati via e smaltiti in apposite discariche autorizzate, con un costo  che viene ovviamente pagato dall’amministrazione. Per questo mi attiverò immediatamente presso l’ufficio tecnico per verificare se ci sono le bolle di trasporto di questi materiali.  Per quanto riguarda il campo da bocce, invece, è una pozza che si riempie d’acqua alle prime piogge ed è inutilizzabile, nonchè posizionato in maniera completamente sballata. Verificheremo quanto è costato.”

Verifica semplicissima, consigliere. Tramite risposta ad una richiesta  di documenti amministrativi, il Municipio stesso ha fornito  la determina dirigenziale n. 213 dell’8 gennaio 2008:  la sistemazione dell’area verde campo di bocce via renato fucini è costata Euro 12.034,40.  Nella documentazione fornita è stata acclusa copia del computo metrico relativo ai lavori di manuenzione e adeguamento del C.s.a. Talenti, ma si tratta soltanto di un atto di previsione di spesa, Non avendo a disposizione nè Sal (stato avanzamento lavori) ne mandato di pagamento, non si possono fare affermazioni ufficiali.

Luciana Miocchi

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

per vedere il computo metrico

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Nemmeno un giorno e il semaforo è di nuovo girato. Perche?

11 Mar

11marzo 2012 prime ore del mattino. La lampada dedicata al traffico automobilistico risulta girata verso l'interno del vicino parcheggio. Era stata riposizionata nel pomeriggio dell'11.

A nemmeno sedici ore dall’intervento della manutenzione semaforica, sull’impianto teatro dell’incidente mortale di venerdì, il semaforo pedonale, che potrebbe aver avuto un ruolo determinante nello svolgimento dei fatti poichè le lampade pedone-traffico automobilistico erano erroneamente appaiate, è di nuovo fuori posizione.

Alle 16 circa, di ieri dieci marzo, a ventiquattro ore dal verificarsi della tragedia, gli operai scesi da due furgoni bianchi impiegati per la manutenzione degli apparati semaforici  ricollocavano la lanterna nella giusta posizione.

il semaforo nella posizione corretta, ripristinata intorno alle 16 del 10 marzo 2012

Nell’andare a fotografare nuovamente l’incrocio ci si accorgeva che la lampada del traffico automobilistico era chiusa e tenuta insieme da alcune fascette di plastica, segno che era stata riparata, in qualche modo.

Stamattina, undici marzo, prime ore del mattino, come foto, sempre la stessa lampada del traffico automobilistico, risulta nuovamente girata, questa volta verso l’interno del parcheggio. Non vi sono segni evidenti di urti, quindi la cosa dovrebbe avere un solo significato. La stessa lampada ha i sistemi di ancoraggio oramai logori e andrebbe sostituita. Indirizzata verso l’interno non è in grado di provocare danni, il semaforo principale degli automobilisti è regolarmente posizionato. Se si girasse nuovamente appaiandosi al segnale pedonale?

A.P. /L.M.

All’incrocio della tragedia. Un semaforo rimesso a posto a tempo di record

10 Mar

Ampio risalto stamattina sui giornali all’indicente mortale avvenuto ieri, sulla via Salaria, a Settebagni. Alcuni non risparmiavano le generalità complete di vittima ed investitrice, altri si limitavano alle iniziali. Una regola scritta precisa non c’è, viene rimesso alla sensibilità di chi scrive fare una scelta piuttosto che un’altra.

Repubblica ha messo in pagina una foto dell’incidente che  non corrisponde al vero scenario. Viene indicato come luogo della tragedia il ponte del Gra, al confine tra Castel Giubileo e Settebagni, dove il semaforo non esiste proprio.

Tutto è accaduto nei pressi del semaforo situato all’altezza della Lamborghini, dove via del casale di settebagni incontra la via salaria. La carreggiata è ampia. C’è un semaforo per le auto ed uno dedicato ai pedoni, con la possibilità di fermarsi al centro, in una specie di isola protetta dai guard rail. Per chi attraversa qui la prima volta è un’esperienza che non si dimentica facilmente. Le macchine ripartono fulmineamente, se il semaforo è aperto possono transitare fino al limite consentito di 70 km/h, che se da dentro l’abitacolo può sembrare una  velocità contenuta, altrettanto non è per chi attende fuori, con lo spostamento d’aria provocato dai veicoli in marcia ed il rumore dei motori. Non è un posto dove si attraversa a cuor leggero. L’attenzione del pedone è massima e anche l’automobilista sa che una frenata disperata all’ultimo secondo non serve a molto.

dettaglio delle lanterne del semaforo pedonale appaiate erroneamente nella stessa direzione

semaforo che governa l'attraversamento pedonale

lampada del semaforo pedonale lato Api. Spenta fino alle 26 di oggi, 10 marzo

Alle 14 di oggi il semaforo pedonale sistemato dal lato degli uffici Api – visibile cioè a chi deve raggiungerli arrivando dal lato Tevere – risultava ancora  spento. Funzionante invece quello visibile a chi deve raggiungere il lato fiume partendo dall’ Api. Sullo stesso palo che sorregge quest’ultimo si trova inoltre la lanterna che fa da ripetizione del segnale per i veicoli che arrivano da Settebagni in direzione verso Gra. Orientata male, praticamente non era visibile ai conducenti ma risultava appaiata a quella pedonale. Ad attraversare la sede stradale, quindi, ci si trovava di fronte a due segnali appaiati e contrastanti, uno rosso ed uno verde, con l’unica differenza che uno raffigura un pedone, l’altro una freccia.

ore 16 circa le lampade del semaforo riposizionate in maniera corretta

Alle 16 venivano notati due furgoni bianchi con la scritta “manutenzione semafori” o qualcosa di simile. Un quarto d’ora dopo le lampade risultavano nella posizione corretta.  Non è compito di chi scrive trarre conclusioni, ma alcune persone che lavorano in zona riferiscono che le condizioni dell’impianto semaforico erano le stesse da diverso tempo e nessuno era mai intervenuto.

 

A.P. /L.M.

aggiornamento sull’incidente mortale del 9 marzo a Settebagni

10 Mar

Ormai è di dominio pubblico, la ragazza investita in bici e quella che l’ha investita, appartengono alla stessa comunità. La cosa rende ancora più dolorosa, se possibile, l’intera vicenda. Le testimonianze raccolte al momento sono discordanti, mentre alcuni quotidiani on-line parlano tout court di “semaforo rosso”. La polizia provvederà agli interrogatori formali del caso, nel frattempo sono stati acquisiti i filmati delle numerose telecamere a circuito chiuso che proteggono le attività nella zona.

A.P. /L.M.

aggiornamento sull’incidente a Settebagni tra una smart ed una bicicletta, traffico in tilt su via Salaria

9 Mar

– tempo reale –

La ciclista investita,  una ragazza romana di 22 anni di cui sono state diffuse solo le iniziali A.D.P. è deceduta in un secondo momento, dopo essere stata prelevata dall’ambulanza. La persona che era alla guida della Smart, subito posta sotto sequestro per i doverosi rilievi, è attualmente in stato di shock, in preda alla disperazione. Non si capacita della morte della giovane donna,  cui si è fermata a prestare soccorso subito dopo l’incidente. E’ risultata negativa ai test antidroga e antialcol a cui è stata sottoposta. Al momento dell’incidente si stava recando sul posto di lavoro in zona Labaro. Attualmente non è ancora ben chiara la dinamica dell’incidente, le testimonianze raccolte sul posto dalla polizia stradale sono discordanti sul colore del semaforo al momento dell’impatto.

A.P. /L.M.

Settebagni: incidente tra una smart ed una bicicletta, traffico in tilt su via Salaria

9 Mar

– tempo reale –

Allo stesso incrocio tra via Salaria e via del casale di Settebagni dove due anni fa, il giorno di Natale morirono due persone che viaggiavano su di una macchina di cui il conducente perse il controllo andando a sbattere contro la divisione della carreggiata, poco fa c’è stato un incidente tra una Smart che marciava in direzione Gra ed una bicicletta, il cui guidatore molto probabilmente stava attraversando utilizzando il semaforo pedonale. La vettura ha il parabrezza in frantumi. Già sul posto i soccorsi. Al momento si registra una lunga coda tendente ad aumentare, in direzione Gra.

A.P. /L.M.

Via dei Prati Fiscali: esplosione nella notte. Danneggiata una banca – di Alessandro Pino

9 Mar

Attentato dinamitardo a Monte Sacro: verso le tre e un quarto della notte tra il sette e l’otto marzo c’è stata un’esplosione all’esterno della filiale del Monte dei Paschi di Siena al civico 209 di via dei Prati Fiscali.

Nello scoppio è andata distrutta parte della vetrata dell’agenzia mentre all’interno i danni hanno interessato controsoffitti,  pavimenti e mobilio. Anche l’adiacente negozio di arredamenti e una macchina parcheggiata davanti le vetrine hanno riportato danni. Fortunatamente non sono state coinvolte persone. La mattina dopo l’esplosione i carabinieri della stazione Nuovo Salario hanno circoscritto l’area antistante l’agenzia mentre i loro colleghi del Reparto Investigazioni Scientifiche eseguivano i rilievi del caso. A loro toccherà indagare su autori e motivi dell’attentato, anche ricorrendo alle  immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della banca danneggiata e di altre vicine.

Sembra da escludere il tentativo di scasso del bancomat per mezzo di gas, visto che lo sportello automatico non si trova su quel lato della filiale. Nel frattempo che i militari eseguivano misurazioni e fotografie, alcuni operai  hanno iniziato a rimuovere i materiali danneggiati. Intorno, numerosi passanti non hanno mancato di  soffermarsi a curiosare commentando l’accaduto: tra questi, una anziana signora forse memore degli anni di piombo che con una verve insospettabile ha sbottato: «Questa è la banca dove c’ho il conto, a chi ha fatto ‘sto lavoro je sparerei con un bazooka».

Alessandro Pino

Impianto Ama di Via Salaria: mesi di ricerche, documenti e rassegna stampa tutto in un pdf

7 Mar

Dossier scaricabile all’indirizzo  http://www.datafilehost.com/download-022e27ba.html

Messo insieme da Maria Teresa, residente di Villa Spada, il quartiere che suo malgrado si è ritrovato da un giorno all’altro preso sotto assedio dai miasmi provocati dall’impianto di produzione Cdr di Ama, con il contributo del comitato spontaneo Villa spada, questo pdf è l’importante testimonianza del tempo trascorso dai primi disagi avvertiti dalla popolazione limitrofa fino ad arrivare a ridosso del termine, fissato da Ama e avallato dal Municipio IV,  per la valutazione circa l’eventualità di spostare o meno il ciclo produttivo.

E’ notizia di poco fa che per terminare tutti gli accertamenti e le analisi si andrà ben oltre il 31 marzo. Che sia il preludio di un’ulteriore proroga?

Luciana Miocchi

Al Brancaleone di Via Levanna il primo festival della musica elettronica con ospiti internazionali – di Alessandro Pino

4 Mar

(pubblicato su www.europagiovani.com)

Il centro sociale Brancaleone di via Levanna 13 a Monte Sacro si prepara a ospitare la prima edizione del “Pull My DayC Spring Festival 2012”, rassegna di musica elettronica che si articolerà in tre appuntamenti: 9 marzo, 5 e 30 aprile, sempre con inizio alle undici e mezza di sera.

In ciascuna data assieme ad artisti italiani si esibirà un ospite straniero: si comincerà con il britannico Blawan, proseguendo con il neozelandese Martyn per terminare con la formazione sudafricana Spoek Mathambo, nomi che forse ai profani risulteranno comprensibilmente poco familiari ma che per chi mastica la materia sono autentici padreterni del genere, apprezzati e richiesti in tutto il mondo.

Abbonandosi al pacchetto completo di tre date  si riceverà in omaggio la maglietta ufficiale della manifestazione e un compact disc, il tutto per la somma di venticinque euro, comprensive della soddisfazione di aver contribuito a una iniziativa che viene presentata come totalmente autonoma e autofinanziata senza appoggi istituzionali. Tutte le informazioni del caso sono reperibili  sulla pagina Facebook “Pull My DayC” o tempestando di telefonate Alessio Sidoti al 3381247700.

Alessandro Pino

alla ex centrale Montemartini va in scena “Il coraggio di cambiare” mozione promossa da Progetto Roma e dall’on. Baccini. Nel Pdl si cerca di correre ai ripari

2 Mar

Roma è ormai nel pieno dell’organizzazione della prossima campagna per le amministrative del 2013. Non c’è forza politica che in questo momento non sia alle prese con riorganizzazioni ed aggiustamenti.

Il 21n febbraio, il complesso archeoindustriale della ex centrale elettrica “Giovanni Montemartini” di via Ostiense ha fatto da suggestiva cornice alla presentazione, in vista del congresso di partito, della mozione “Il coraggio di cambiare”, organizzata da quella parte del Pdl romano che fa capo al movimento “Laboratorio Roma” di Antonello Aurigemma insieme a Mario Baccini, leader dei cristiano popolari poi confluiti nel Pdl. Durante i lavori è stato spiegato al pubblico presente, una partecipazione talmente vasta da aver preso l’organizzazione di sorpresa, che  l’obiettivo del cambiamento è la gestione del partito stesso, in forte calo di consensi e bisognoso, secondo i relatori, in vista delle amministrative del prossimo anno, di un urgente riavvicinamento alla massa. Tra gli intervenuti sul palco, l’assessore Antonello Aurigemma, che tra un intervento è l’altro è stato chiamato in Campidoglio per gestire le dimissioni, poi rientrate, dell’ad di Rom metropolitane, mentre l’ex ministro Franco Frattini è intervenuto per telefono. Tra il pubblico diverse personalità della vita politica del Quarto Municipio – l’assessore ai Lavori Pubblici Antonino Rizzo e il consigliere Marco Bentivoglio – mentre da Settebagni è arrivata una rappresentanza della locale squadra di calcio. Discorsi scorrevoli e molto diplomatici, volti distesi e parole serene, abbracci e strette di mano nel darsi al congresso del prossimo aprile. Ma l’aria sembra inesorabilmente quella di una resa dei conti ormai improrogabile. Qualcuno si spinge a dire che dalle ceneri del Pdl potrebbero rinascere An e Fi.

 

 

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Settabagni: segnalata occupazione abusiva della ex casa del sagrestano, ora pericolante

1 Mar

la ex casa del custode - immagine di repertorio A. Pino

– notizia in tempo reale –

alcuni residenti di via S. Antonio da Padova hanno notato oggi alcune persone infilarsi con tanto di buste della spesa nella casa che fino a qualche anno fa ospitava il sagrestano della parrocchia che dà il nome alla strada, allo stato occupata irregolarmente. Si tratta di una costruzione oramai fatiscente, dagli infissi marciti e con il tetto cadente, già pericolante e rimasta danneggiata anche dalla nevicata del 3 febbraio. La questione è delicata, il terreno ora è area di cantiere per il raddoppio del sottopasso ferroviario, anche se i lavori non sono ancora incominciati, ma praticamente vi è il libero accesso dal giardino della canonica.

Luciana Miocchi

IV Municipio: in via Lampedusa c’è un punto sanitario di guardia medica

27 Feb

Nella struttura A.S.L. RMA di via Lampedusa 23 è stato da poco aperto un “ambulatorio integrazione cure primarie”. Si tratta di un punto sanitario di guardia medica, un posto di primo soccorso, aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 7 alle 19,  per la stabilizzazione dei codici bianchi e verdi. Una valida alternativa ai p.s. sempre più intasati dalle conseguenze degli ultimi tagli alla sanità da parte della regione Lazio.

Primarie regionali del Pd: eletto segretario Enrico Gasbarra. Tutti i numeri

26 Feb

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

Per le primarie regionali del Pd, domenica scorsa a Roma hanno votato trentottomila persone. E’ stato eletto alla guida regionale del partito Enrico Gasbarra, con il 77,5 % per cento dei consensi. Gli altri due sfidanti, l’On. Giovanni Bachelet e Marta Leonori, direttrice della Fondazione Italiane Europee, si sono fermati rispettivamente al dodici e al dieci per cento. La largavittoria di Gasbarra è stata supportata dal sostegno di ben quattro liste rappresentanti le diverse anime del partito. La lista dei “Democratici” ha registrato a Roma il 27,9%, delle preferenze, guidata dai consiglieri regionali Marco Di Stefano e Claudio Mancini e dai Popolari di Roma di Mirko Coratti e Fabrizio Panecaldo. Al secondo posto la lista “Uniti per vincere” con il 27,4%, fortemente voluta dal segretario romano del Pd Marco Miccoli che non é riuscito a confermare le previsioni della vigilia e addirittura nel proprio collegio – centro storico – si è piazzato terzo, dietro l’europarlamentare Gualtieri e allo stesso Bachelet. Risultato molto positivo per la lista di area Franceschini che con “Partecipazione Democratica” ha raggiunto il 15,4 % dei voti a Roma ed ha sbancato in Provincia grazie ai consiglieri regionali Astorre e Lucherini. Sotto le aspettative la lista A sinistra per Gasbarra promossa dai reduci della ex mozione Marino che non é andata oltre il 6,7% dei consensi. In V Municipio è risultata essere la lista più votata Uniti per vincere di Miccoli, in III hanno avuto la meglio i Democratici del presidente del Municipio Dario Marcucci.
In IV municipio i dati sono stati in controtendenza rispetto a quelli romani.
A Monte Sacro la lista che ha calamitato il maggior numero di voti è stata “Partecipazione Democratica” che aveva come capilista Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio municipale e la coordinatrice del circolo Pd Nuovo Salario Maria Teresa Ellul nel terzo collegio. La percentuale si è attestata intorno al 27,5%, con un + 12% rispetto alla media cittadina della lista. Al secondo posto si sono piazzati il sempreverde consigliere comunale Fabrizio Panecaldo e la coordinatrice del circolo Talenti Francesca Leoncini che con i Democratici hanno ottenuto il 25,6%. La lista “Uniti per vincere” che aveva come teste di lista la vice-coordinatrice Pd Paola Ilari e la coordinatrice del circolo Monte Sacro Luisa Palumbo si è piazzata terza con il 19,3% dei consensi, otto punti al di sotto della media cittadina, mentre ha riportato un buon risultato la lista che sosteneva Marta Leonori che, con il 15,3% è andata tre punti sopra la media romana, schierando nelle sue liste la consigliera municipale Federica Rampini ed alcuni dei ragazzi aggrediti alcuni mesi fa a piazza Conca d’oro. La lista Bachelet, con il 7,8% è andata sotto di due punti rispetto la media cittadina. Solo il 4,4% per A sinistra per Gasbarra del capolista Giovanni Carapella, ex consigliere regionale. All’assemblea regionale del partito sono stati eletti per il nostro territorio Riccardo Corbucci, Fabrizio Panecaldo, Francesca Leoncini, Federica Rampini, Silvia Di Stefano, Paola Ilari, Matteo Cori, Giuseppe Pucci. Maria Teresa Ellul e Luisa Palumbo sono state elette grazie al computo dei resti delle rispettive liste.

Luciana  Miocchi

Partecipazione democratica vince in IV Municipio. Intervista al capolista, Riccardo Corbucci

26 Feb

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio municipale di Monte Sacro. La vittoria, in controtendenza rispetto all’andamento generale riscontrato sulla piazza di Roma, della lista di cui fa parte, gli ha regalato una nuova posizione di evidenza all’interno del Pd, che non potrà essere ignorata. Consigliere Corbucci, come legge i dati di questa consultazione in vista delle prossime elezioni amministrative?

Dobbiamo dire che queste erano consultazioni per eleggere l’assemblea regionale del Pd. Molti cittadini hanno capito che per poter esprimere delle classi dirigenti adeguate alle loro aspettative devono partecipare alla elezione di quei dirigenti che hanno il compito di scegliere i futuri amministratori e le future linee politiche del partito. Il successo della lista Partecipazione Democratica in IV Municipio e a Roma è stato costruito presentando candidature rappresentative di tutti i territori: ci sono rappresentati di quartieri come Colle Salario, Castel Giubileo, Settebagni che hanno animato in questi anni le più importanti battaglie contro l’amministrazione di centro destra, dagli abusi dei mondiali di nuoto allo spostamento dell’impianto ama di via Salaria

Quindi questo risultato non é stato un voto a Corbucci?

Sono convinto sia stato un voto ad un gruppo di persone che in questi anni stanno costruendo con il lavoro volontario e la fatica un’idea di un centro sinistra capace di essere rappresentativo dei territori e non degli intessi di qualcuno. Se le persone elette in assemblea regionale porteranno all’interno del più importante organismo politico del partito democratico gli interessi dei cittadini e non ad esempio quelli dei grandi costruttori o degli imprenditori poco trasparenti, sono sicuro che ne gioverà tutta l’azione del Pd che tornerà a essere un partito sempre più credibile

Mi sta dicendo che questo è stato un voto di sfiducia verso l’attuale dirigenza municipale del partito?

Ho molto apprezzato la scelta del segretario Vittorio Pietrosanti di non candidarsi in nessuna lista per cercare di rimanere super partes e dedicarsi al buon andamento delle primarie. Nonostante le grandi difficoltà organizzative che hanno costretto i circoli ed i volontari a fare gli straordinari per fare andare bene le primarie, abbiamo sentito tutti l’assenza di chi si sarebbe dovuto occupare dell’organizzazione e non della propria campagna personale. Bisogna smetterla con chi interpreta i ruoli di dirigenza di partito come vetrina personale per facili ascese. Il voto delle primarie dimostra il contrario. Le persone seguono coloro che ogni giorno stanno nel territorio e seguono i problemi, non chi cerca di imporsi con altri mezzi. L’anno che ci aspetta sarà difficilissimo, perché nonostante i fallimenti delle giunte Alemanno e Bonelli, il Pd deve dimostrare di avere un’alternativa valida e convincente che deve trovare le persone credibili che la sappiano incarnare. Quindi, credo che sarebbe bello poter fare una riflessione seria per il bene del quarto municipio che coinvolga tutti. Dopo queste primarie come sono cambiati, se lo sono, gli equilibri politici all’interno del Pd locale? Ho sempre detto che in quarto municipio ci sono molte figure in grado di rappresentare a pieno titolo pezzi di territorio. I consiglieri comunali Mirko Coratti e Fabrizio Panecaldo sono un punto di riferimento e meritano di poter portare le istanze del territorio in istituzioni ancora piu importanti. Credo che Marco Palumbo rappresenti un pezzo importante della storia di questo partito, è stato il mio primo segretario quando avevo 22 anni e da consigliere provinciale sta facendo bene. I colleghi consiglieri Rampini, Marchionne e Dionisi sono stati in questi anni compagni di strada veri con cui abbiamo condiviso un opposizione ferma e intransigente contro l’incapacità dell’amministrazione Alemanno-Bonelli. I coordinatori di circolo Maria Teresa Ellul, Silvia Di Stefano, Luisa Palumbo, Francesca Leoncini, Yuri Bugli e Romolo Moriconi hanno tenuto in piedi il partito nei territori nonostante le difficoltà economiche che attraversano i circoli. Il presidente del Pd municipale Claudio Maria Ricozzi ha avuto il merito di lavorare alla composizione di tutti quelli che sono stati i contrasti di questi ultimi anni. Per questa ragione credo che il vero cambiamento non sia tanto nei sempre mutevoli equilibri politici, ma nel rispetto di quello che ognuno di noi rappresenta per il territorio, cioè la capacita di rappresentare altre persone che ci chiedono di essere uniti e finalmente di riconquistare Roma e il quarto municipio

Lei, dove vuole arrivare, ora?

Sono a disposizione del mio partito, come ho sempre fatto.

Luciana Miocchi

Il carnevale di Settebagni: non è proprio quello di Rio…ma a noi piace!!!

22 Feb

Il carnevale di Settebagni: non è proprio quello di Rio…ma a noi piace!!!

Anche quest’anno a Settebagni il Carnevale è stato celebrato per iniziativa del Comitato Festeggiamenti Sant’Antonio di Padova, secondo un copione che è ormai diventato una simpatica e consolidata consuetudine per i residenti del quartiere. Il pomeriggio dello scorso sabato bambini e adulti si sono ritrovati sul piazzale antistante la chiesa, dove si è esibita la banda dell’associazione musicale “Giuseppe Verdi”. Verso le sedici un corteo in maschera, con in testa la banda, ha sfilato per la parte collinare del quartiere scortato da una macchina della Polizia di Roma Capitale. Al rientro la festa è proseguita con l’animazione per i più piccoli, mentre a tutti sono stati distribuiti gratuitamente dolci, pizze fritte e bevande. Magari non sarà grandioso come il Carnevale di Rio, ma è un’occasione per fare festa rinsaldando il senso di appartenenza a una comunità.

Un sentitissimo grazie ai volontari che come sempre animano la manifestazione, lavorando prima, durante e dopo di essa. Quest’anno per la pasta delle pizze fritte sono stati impiegati venticinque cubetti di lievito di birra, tutti impastati a mano!

Alessandro Pino