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Conca d’Oro: cade l’ultimo diaframma in stazione. L’apertura a fine anno, forse

22 Feb

E’ caduto stamattina l’ultimo diaframma nella stazione Conca d’Oro della linea metro B1, alla presenza tra gli altri dell’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma e dei vertici di Roma Metropolitane, compreso l’ad Federico Bortoli protagonista nella serata di ieri a causa di dimissioni date e poi ritirate dopo un vertice con il Sindaco Alemanno a cui ha partecipato lo stesso Aurigemma, richiamato in fretta e furia mentre partecipava all’evento per la presentazione della mozione  “un cambiamento per Roma” da lui stesso promossa, alla centrale Montemartini, in via Ostiense.

Per il governo municipale erano presenti l’assessore Antonino Rizzo, i consiglieri Giordana Petrella e Stefano Ripanucci in rappresentanza della maggioranza. Per l’opposizione  il vice presidente del consiglio Riccardo Corbucci, i consiglieri Fabio Dionisi e Paolo Marchionne , tutti   Pd.

Si prevede che la stazione, capolinea provvisorio della tratta che verrà prolungata fino a Bufalotta, possa aprire nel giro di poco meno di un anno.

Luciana Miocchi

Contro la proposta di dimensionamento scolastico, alla “Simone Renoglio” assemblea dei genitori per valutare il ricorso al Tar – di Alba Vastano

21 Feb
Giovedi 23 febbraio, presso la scuola “Simone Renoglio” di Castel Giubileo ci sara` un`assemblea  nel corso della quale si discuteranno le modalita` per fare ricorso al Tar(Tribunale regionale), in opposizione alla delibera regionale del 3 …febbraio sul ridimensionamento dei plessi. Per chi ancora non fosse ben informato l’istituto “Simone Renoglio”, che e` gia` accorpato, perche` comprensivo di 3 plessi (Fratini- Giovanni Paolo e Ungaretti), e` stato smembrato. La Fratini (direzione) verra` accorpata alla “Levi”, mentre “G. Paolo” e “Ungaretti” faranno corpo con l'”Uruguay”. Questo e` quanto recita la delibera della Regione. La situazione e` peggiorativa rispetto alla delibera comunale che prevedeva un unico accorpamento con la “Levi”. Nonostante l’opposizione della Provincia (Zingaretti), La Regione ha approvato la seconda delibera municipale che gia` proponeva lo smembramento dei plessi. La parola, per quanto concerne il ricorso al Tar, spetta alle famiglie, le uniche rappresentanze della scuola legittimate  a presentare opposizione al tribunale. Le docenti delle scuole interessate sono state informate e supporteranno le famiglie sia come presenza all’incontro del 23 c.m., sia per un eventuale supporto economico utile per avviare la procedura. In caso di sospensione del provvedimento regionale  da parte del Tar, il dimensionamento potra` slittare all’anno scolastico successivo (2013-2014). Si richiede una massiccia presenza di tutti i componenti della scuola alla riunione di giovedi`.
Alba Vastano

Aperto oggi al traffico il prolungamento di via Ugo Ojetti – di Alessandro Pino

20 Feb

– in tempo reale –

La bretella lungamente attesa collega via di Casal Boccone con la Nomentana

L’attesa è stata lunga ma alla fine la bretella a quattro corsie – realizzata dall’impresa Mezzaroma a scomputo delle cospicue realizzazioni immobiliari nella zona – che collega via di Casal Boccone con la Nomentana è stata aperta al traffico: pochi minuti prima di mezzogiorno del venti febbraio una Volvo coupè è stato il primo veicolo che non fosse di servizio a percorrere la nuova arteria che è in pratica il proseguimento di via Ugo Ojetti, anche se non vi sono ancora targhe toponomastiche che lo attestino. Non ci sono state cerimonie ufficiali, brindisi o tagli di nastri anche se il presidente del Quarto Municipio Cristiano Bonelli non è voluto mancare assieme ai consiglieri di maggioranza Giordana Petrella e Stefano Ripanucci – che presiedono rispettivamente le commissioni Lavori Pubblici e Urbanistica – scoprendo personalmente la tabella che indica la svolta in direzione Bufalotta  e improvvisandosi fotoreporter scattando alcune istantanee dell’avvenimento. Prima dell’effettiva apertura è stato provato il semaforo che regola il nuovo incrocio con la Nomentana, con la Polizia di Roma Capitale che dirigeva il traffico manualmente. Proprio la realizzazione di un incrocio con la consolare a fronte di un generale fiorire di rotatorie anche dove non servirebbero potrebbe destare qualche perplessità. «Abbiamo dato consigli e indicazioni per fare una rotatoria – ha ribattuto Bonelli –  ma la competenza si ferma a due metri dalla Nomentana. Abbiamo fatto una serie di richieste, ora saranno i tecnici a valutare se o no fare una rotatoria». I fan delle rotonde possono però consolarsi, perché effettivamente ve n’è una molto grande a metà percorso che permette l’accesso alla preesistente via Sandro Giovannini. Si vedrà rapidamente, una volta diffusasi la novità, quali saranno i reali benefici sul traffico apportati dalla neonata arteria.

Alessandro Pino

la nevicata del ’12 quindici giorni dopo: IV Municipio: a Monte Sacro utilitaria demolita da un pino – di Alessandro Pino

17 Feb

La bufera (più di polemiche che meteorologica, in verità) che ha investito la Capitale è ormai alle spalle ed è il momento della conta dei danni: tra questi va annoverato il crollo di un grosso pino che stava in viale Carnaro, nel cuore di Monte Sacro, all’altezza del civico10. L’imponente conifera non ha retto al peso della neve depositatasi sui rami ma, a differenza di alberi più esili che si sono spezzati, pur rimanendo intera ha letteralmente divelto il marciapiede soprastante le radici. La pianta abbattendosi al suolo ha colpito una Renault Clio parcheggiata a bordo strada: per l’utilitaria, presa di striscio, si prevede comunque una lunga permanenza in officina. Sempre che ci si decida a rimuoverla, visto che a oltre dieci giorni di distanza la vettura è ancora sul posto assieme alla base del pino.

Alessandro…Pino

IV Municipio: seduta del 16 febbraio dedicata all’impianto Cdr Ama di via Salaria. La cronaca

16 Feb

C’era un nutrito gruppo di persone stamattina in piazza Sempione. Per il consiglio municipale era stato presentato un ordine del giorno incidentale avente ad oggetto la “risoluzione disagi e dislocazione dell’impianto Ama di via Salaria 981”. Cittadini venuti a chiedere conto della rassicurazione ottenuta ad ottobre che al 31 gennaio si sarebbe fatto il punto sulla situazione dello stabilimento dove si produce il Cdr a prezzo di miasmi che mai vi erano stati in zona.

Alle 10,45 in aula c’erano ancora solo pochi consiglieri ma le sedie per il pubblico erano ormai tutte occupate. Presenti anche le telecamere di T9 e di Teleroma56 che poi avranno qualche problema con le autorizzazioni a riprendere la seduta, per non aver chiesto il permesso preventivo, pratica che sembra in uso in pochi Municipi, a detta degli operatori.
Nel crescendo dell’attesa l’ex presidente del Municipio, Alessandro Cardente, ora consigliere Idv dichiara: «dal nostro punto di vista a priorità va  ai cittadini e al disagio che patisce la zona. Bisogna fare in modo che la soluzione avvenga realmente, non con passaggi che fanno solo notizia perché il problema deve essere spostato verso le Istituzioni che possono intervenire, il Municipio non può nulla. Bisogna lavorare verso la regione Lazio. Invito perciò tutti i partiti ed i consiglieri che condividono la medesima necessità, a riunirsi per prendere una posizione comune che possa portare ad una soluzione veloce. In più, se l’impianto non può essere chiuso deve essere garantito a noi e ai cittadini che sia a norma di legge e tecnologicamente evoluto, perché e vicino alle zone abitate. Non per un fattore estetico ma per un fattore di salute della popolazione stanziale».

Appena presentato l’Odg incidentale, la maggioranza ha chiesto una pausa di 10 minuti per discuterne tra loro, pausa poi andata oltre i 40 minuti. Alle 11.30 la seduta non è ancora ricominciata, manca anche il presidente del consiglio, Borgheresi. Cinque minuti dopo i lavori cominciano sotto la direzione del vice presidente Walter Scognamiglio. Voci di corridoio danno per molto probabile il fatto che il consigliere Ripanucci possa presentare un emendamento.

Tra il pubblico Romano Amatiello, esponente de La destra del IV Municipio, comunica di aver chiesto di mettere a verbale un’interrogazione del gruppo consiliare de La destra in Campidoglio, a firma di Dario Rossin, capogruppo e Francesco Storace, presentata il 6 settembre 2011 al Sindaco Alemanno per chiedere delucidazioni sui miasmi ed il funzionamento dell’impianto, rimasta ancora inevasa.

Finalmente, alle ore 11.49, con l’intervento del consigliere Riccardo Corbucci, Pd, iniziano i lavori, dopo un lungo conciliabolo in capannello dei consiglieri di maggioranza.

Cinque minuti dopo entra l’attesissimo presidente del Municipio, Cristiano Bonelli. Alle 11.54 sono presenti in aula: per la maggioranza i consiglieri Bono, De Napoli, Ripanucci, Tancioni, Arista, Clavenzani, Vaccaro,  capogruppo Pdl municipale, nonché l’Assessore Bevilacqua. Alfredo d’Antimi per il gruppo misto, Iurescia e Cardente per l’Idv, Rampini, Corbucci, Limardi, Dionisi e il capogruppo Marchionne, per il Pd.
Bonelli riferisce che i lavori all’impianto Ama non sono conclusi affatto, che i vertici hanno detto davanti all’assessore all’ambiente di Roma Capitale Visconti di avere bisogno di due/cinque mesi per completare i lavori. Il massimo tempo quindi, i cinque mesi nello specifico, scadrà a marzo. Allora si potrà provvedere a esaminare seriamente la situazione.

La seduta ha avuto termine attorno alle 13,30, con l’emissione di un documento congiunto maggioranza-opposizione votato all’unanimità, con il quale si chiede all’Ama di completare i lavori entro il 31 marzo 2012 e se a quell’epoca i disagi fossero ancora insostenibili si procederà alla richiesta di delocalizzazione dell’impianto fuori dal centro abitato, attuando nel frattempo una riduzione del carico dell’immondizia lavorata. Con impegno di Prefetto, Regione, Comune e Provincia, ognuno per la propria competenza.

Questa sera servizi giornalistici andranno in onda su T9 alle ore 19.00 e su Teleroma56, canale 15, alle ore 19,30

Luciana Miocchi

(foto A. Pino)

Settebagni: la nevicata del 3 febbraio ha lasciato il suo ricordo alla scuola Giovanni Paolo Primo

10 Feb

Lo stato dei cornicioni esterni era già precario e segnalato più volte. Un intervento palliativo era stato fatto alcuni anni fa, quando furono staccate le parti pericolanti e sui ferri rimasti scoperti venne passato un prodotto conservativo. Ma da allora nulla è stato fatto e puntuale, come conseguenza della nevicata, dei pezzi consistenti sono venuti giù, prontamente transennati. Infiltrazioni anche all’interno, dove già si verificano abitualmente quando piove in maniera un po’ più consistente. Se dovesse nevicare ancora, come temuto, i danni potrebbero essere ancora maggiori.

Gli ormai urgentissimi lavori di manutenzione, già programmati, sono stati bloccati a causa del patto di stabilità.

Luciana Miocchi

Settebagni: la rampa della scuola è stata liberata da neve e ghiaccio

7 Feb

foto A. Pino

L’intervento auspicato nei giorni scorsi e richiesto direttamente all’assessore alla mobilità è stato portato a termine. Le scuole di via dello scalo di Settebagni sono tra le prime del municipio ad essere state messe nella condizione di riprendere regolarmente le attività, domani.

Si consiglia comunque di prestare la massima attenzione nel percorrere la rampa, vista la possibilità di gelate notturne molto severe

Luciana Miocchi

A Settebagni altri disagi nella notte per una perdita d’acqua – di Alessandro Pino

7 Feb

Mentre Settebagni è ancora alle prese con i postumi della nevicata, un’altro accidente è arrivato a complicare la vita dei residenti della zona collinare. Forse a causa delle temperature molto al di sotto dello zero, si è verificata una rottura nelle tubature dell’acea nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, in via delle Lucarie a pochi metri dallo storico bar “Renato”. L’acqua esce in grande quantità da una crepa apertasi nell’asfalto e da un tombino distante un paio di metri, arrivando a causa della pendenza, fino al sottopasso che sta all’incrocio tra via dello Scalo di Settebagni e la Salaria, allagatosi rapidamente. In contemporanea, il flusso della fontanella pubblica di via Sant’Antonio di Padova – quella rimasta chiusa e poi rimossa per diversi mesi –  si è ridotto al minimo, ma questa è forse solo una sfortunata coincidenza, dato che la fontana vicino all’edicola sacra in via della Stazione di Settebagni – molto più vicina al punto in cui l’acqua affiora – funziona regolarmente. Il rischio più immediato è che si formi uno strato di ghiaccio micidiale per veicoli e pedoni. Le segnalazioni sono già partite, anche se la situazione critica dell’intera città non depone per una risoluzione immediata dell’emergenza.

Alessandro Pino

 

Il Sindaco a Settebagni. E anche il presidente dell’Ama. E l’assessore alla mobilità del Comune

6 Feb

Ma anche il consigliere municipale Marco Bentivoglio e l’esercito

Settebagni è un posto tranquillo. Nonostante sia in una posizione strategica, tra l’uscita dell’autostrada Roma Firenze, la bretella con il Gra e la Salaria, ci devi proprio venire, non capiti per caso. Il Vallo di Adriano del Comune di Roma. Nonostante negli ultimi anni non sia stato risparmiato dalla speculazione edilizia, da ex borgata qual era è comunque rimasto un po’ “paese”, se non sei un residente non passi inosservato, nel caso di una personalità cinque minuti e la notizia diventa di dominio pubblico. Sabato infatti, il tam tam dava per imminente l’arrivo di Alemanno o già addirittura sul posto “per vedere di persona, dicono, la situazione sul Monte – così è denominata la parte collinare del quartiere – visto che pare si tratti di una delle condizioni più critiche di Roma Nord”.

Il Sindaco Alemanno a Settebagni

Ed effettivamente, Gianni c’è.  Un indizio poteva essere il pulmino pieno di militari in ferma breve (deduzione portata dai volti che denunciano la giovane età) che han fatto un paio di volte il giro della Salaria, ma quando ci si concentra sulla neve ghiacciata dei marciapiedi per non finire gamballaria anche una freccia con le luci al neon non si recepisce subitaneamente. Su per la strada innevata qualche pedone per-forza scrolla le spalle, dicono che «c’è Alemanno però io devo scendere sulla Salaria prima che cominci a gelare, dopo chi mi riporta su» o anche «si, si mo pulisce la via neve con uno sguardo» ma non gli danno peso, sono quasi le sedici e trenta ed è rimasta meno di un’ora di luce per sbrigare commissioni e tornare a casa prima che cominci a gelare sul serio, il cielo sereno non promette clemenza. Più su, in via delle lucarie altezza parrucchiera Simona, il mezzo dell’esercito riesce a parcheggiare in un piazzale privato, con un po’ di difficoltà per via della quindicina di centimetri di neve. C’è un piccolo capannello di gente, attirata dalla presenza del primo cittadino con il cellulare perennemente incollato all’orecchio. Sembra quasi rassegnato. Qualche stretta di mano, qualche sorriso tirato, la gente è più che altro incredula, ognuno chiede che venga liberata la propria via. Il clima è gelido  e non sembra solo per il freddo. E’ chiaro a tutti che i militi armati di pale da neve, con la poca luce che resta non potranno liberare tutte le strade né avere ragione dei tratti che stanno inesorabilmente ghiacciando. Chi scrive chiude gli occhi un istante per fare mente locale, i punti critici sono vari, sempre in ombra anche d’estate, le salite ripide, nemmeno se fossero il triplo e con le pale di ferro ce la farebbero. Ma almeno sono qua e la cosa deve avere un significato.

l'esercito in azione in via delle Lucarie

l'esercito in via delle LucarieC’è il presidente di Ama, Piergiorgio Benvenuti, Antonello Aurigemma, l’assessore alla mobilità di Roma Capitale e Marco Bentivoglio, consigliere municipale del Pdl. Quest’ultimo fa parte di una delle famiglie storiche di Settebagni, lavora qui, nessuno si chiede che ci faccia, è normale la sua presenza. Infatti viene fermato da molti, come anche Aurigemma che si scopre essere molto conosciuto da queste parti, che chiedono rassicurazione sul fatto che prima o poi arriveranno sale e mezzi. Dopo una mezz’ora Alemanno va via con l’autista, gli altri rimangono e percorrono le strade fino al punto di ritrovo sulla Salaria. Non c’è stato il bagno di folla, forse non l’hanno nemmeno cercato, sarebbe stato rischioso, ché anziché riconoscenza sarebbero arrivate critiche, perché si, la situazione è grave dappertutto ma quando uno è in difficoltà non è che si senta meglio nel sapere che ci sono anche altri che nelle stesse condizioni non sono ancora stati aiutati. Perché intervenire proprio qui, allora? «Perché è una delle situazioni più critiche di Roma Nord» la laconica risposta. Al termine del giro viene chiarita anche la presenza di Benvenuti: è l’Ama che dovrà spargere il sale a ripulitura effettuata. Diventa buio nel volgere di pochi minuti, dopo una breve sosta per i saluti ed una telefonata per impartire istruzioni alla squadra di spalatori la seduta è sciolta, hanno altre riunioni a cui presenziare. Lasciano la promessa che arriveranno spazzaneve e spargisale nel più breve tempo possibile. Rimane solo il rumore dei passi ponderati sulla neve gelata dei marciapiedi. Il Sindaco nelle ore successive lo ritroveremo in ogni trasmissione giornalistica. Sempre teso, con la consapevolezza che l’unica difesa possibile è attaccare tutto e tutti, finchè dura. Ma perché è venuto proprio a Settebagni? Tentativo di tastare il polso degli umori della gente in un posto defilato? Dimostrazione di forza del potente Assessore alla mobilità e di riconoscenza nei confronti di un suo pupillo? Ogni congettura può essere valida ma non c’è da aspettarsi che venga confermata da nessuno degli interessati. In politica, una delle parole d’ordine è no comment.

l’assessore alla mobilità di Roma Capitale Antonello Aurigemma

All’indomani, segni evidenti dello spalamento meccanico sulla Salaria. Il sale no, quello lo stiamo ancora aspettando. Non si sa chi l’abbia o se sia finito prima di arrivare qua. Le notizie dei lastroni a Viale Somalia e piazza Gondar ancora al proprio posto, nonostante la centralità rispetto alla città, le rampe di accesso al Gra chiuse per ghiaccio unite alle immagini degli artisti di piazza Navona che armati di martello spaccano via il ghiaccio notturno dalla propria postazione, tolgono la voglia di domandare oltre. Il sole, in fin dei conti, è dalla nostra parte.

Luciana Miocchi

Comunicazione di Servizio per Settebagni: oggi arriva lo spazzaneve e lo spargisale

4 Feb

E’ appena apparso il sole,  la neve sta cominciando a cadere dai rami.  Sulla via Salaria metà dei negozi sono rimasti chiusi, anche se le rivendite di generi alimentari ed il forno, pur con mille difficoltà sono riusciti a fornire il servizio ai cittadini. A forza di colpi di telefonate il consigliere Marco Bentivoglio è riuscito ad ottenere l’invio di un mezzo spazzaneve e di uno spargisale, previsto per oggi anche se non si sa bene quando, di preciso, perchè ci hanno messo in coda alla lista che si è formata. Bene, mezzi prenotati. Mi domando quanti siano. Già cominciano i rimpalli di responsabilità, tra Comune e protezione civile. A Settebagni aggiungiamoci anche Ferrovie e Anas. Speriamo nel Signore, che mandi un sole a picco che scioglie tutto prima che arrivi il gelo, altrimenti apriamo un pattinodromo, con i marciapiedi coperti di neve bella pressata dalle pedate di chi ci è passato sopra. Me li ricordo ancora, nel 1985. Nessuno venne a spalarli, si trasformarono in una lastra di ghiaccio. Non verrà nessuno neanche stavolta, dopotutto sarebbe un impresa titanica farlo in tutta Roma. Dal Campidoglio la raccomandazione più semplice non è arrivata: se avete una pala, provvedete a liberare il pezzetto di marciapiede che si trova davanti casa vostra. Allora il consiglio lo fornisco io: se non vogliamo andare a gambe all’aria nel caso di gelate repentine, spazziamo ognuno il nostro pezzetto, basta anche una scopa vecchia. Nel giro che ho fatto stamattina, sulla Salaria ho visto solo due persone intente ad aprire un varco fino alla strada.

Luciana Miocchi

Pulizia straordinaria all’Ipogeo della Torricella

2 Feb

(pubblicato su www.europagiovani.com)

L’iniziativa promossa dal CdQ Serpentara con il Comune di Roma, l’Ama e associazioni di cittadini

Il territorio del Quarto Municipio comprende ancora alcune aree verdi risparmiate dalla cementificazione selvaggia – ma formalmente legittima – degli ultimi anni. Purtroppo però queste  zone solo in apparenza sono rimaste incontaminate: osservandole a distanza sembrano luoghi ameni, quasi delle oasi nel grigio delle costruzioni, ma da vicino – ove ciò non comporti problemi di sicurezza personale, perché a volte sono ritrovo di sbandati –  ci si rende conto del degrado in cui versano. Una di queste è la collina a ridosso del complesso archeologico noto come Ipogeo della Torricella, tra il parco omonimo e il fascio di binari della stazione ferroviaria Nuovo Salario. Qualche settimana fa quest’area – di proprietà privata ma aperta al pubblico – era stata sommariamente bonificata con una ruspa dalla presenza di un accampamento di persone senza fissa dimora. Sul posto però oltre ai resti del bivacco era rimasta una grande quantità di rifiuti ed è per questo che lo scorso 29 gennaio è stata organizzata una pulizia straordinaria. L’iniziativa, promossa in collaborazione tra il Comitato di quartiere Serpentara, l’Assesorato all’Ambiente del Comune di Roma Capitale, l’Ama, la fondazione Insieme per Roma e l’associazione Romaltruista, ha visto impegnate una quindicina di persone per tutta la domenica mattina. Alla fine sono stati una ventina i sacconi per la spazzatura – forniti dalla municipalizzata – riempiti dai volontari con i materiali rinvenuti tra la vegetazione e all’interno della galleria che porta alla grande cisterna dell’Ipogeo: tra questi, numerosi metri di guaina per cavi elettrici e parti di elettrodomestici, di probabile illecita provenienza. Per i membri del Comitato Serpentara  le bonifiche di aree verdi degradate non sono una novità: periodicamente si prendono cura del vicino Parco delle Magnolie e di recente hanno ripulito le aiole di via Tina Pica. Queste attività non vogliono sostituirsi a quelle che dovrebbe svolgere chi di dovere ma, come ricorda Mimmo d’Orazio, presidente del Comitato, hanno il significato di coinvolgere i cittadini nella manutenzione di un bene comune come il verde:  «Lo spirito è quello della buona volontà dei cittadini per passare una domenica diversa».

Alessandro Pino

 

Settebagni: al semaforo davanti la chiesa, dopo il verde ko anche il giallo e il rosso – di Alessandro Pino

28 Gen

Uno dei due semafori che a Settebagni regolano l’immissione nel Raccordo Salario all’altezza della parrocchia di S. Antonio da Padova  è definitivamente fuori servizio. La luce verde aveva smesso di funzionare circa un mese fa, e già così si registravano numerosi tentennamenti tra i conducenti in prima fila, alla ripartenza dopo lo stop, con conseguenti  nervosi colpi di clacson da parte dei più impazienti. Improbabile che il guasto non sia stato segnalato a chi di dovere, dato che quel tratto di strada è quotidianamente percorso dai mezzi della Polizia Stradale e dei Carabinieri di stanza nel quartiere. Fatto sta che non solo nessuno è intervenuto per sostituire la lampadina ma da un paio di giorni si sono fulminate anche quelle del giallo e del rosso.

Alessandro Pino

 

Primo Torneo Municipale per Scuole Calcio: tutti vincitori e si sperimenta l’autoarbitraggio

21 Gen

(pubblicato su www.europagiovani.com)

 Si è svolto durante le festività natalizie (dal 23 dicembre al 4 gennaio) il Primo Torneo Municipale per le Scuole Calcio, organizzato dalla VIII commissione consiliare permanente per lo sport e l’impiantistica sportiva del IV Municipio e riservato a calciatori in erba di età compresa tra i cinque e i dieci anni (categorie Piccoli Amici e Pulcini). Giocato sui campi “Angelucci”, “Talenti” e “Salaria Sport Village”, il torneo ha visto la partecipazione di sei squadre del territorio municipale: Achillea, Fidene, Monte Sacro, Porte di Roma, Settebagni e Virtus Vigne Nuove. Al fine di esaltare lo spirito di partecipazione, si è deciso di non formulare classifica alcuna ma di premiare tutti i giocatori, con una cerimonia semplice, al termine di ciascuna finale, con una medaglia ricordo consegnata dal presidente della commissione sport, Marco Bentivoglio. Ancora più importante dal punto di vista culturale ed etico è stata la scelta dell’autoarbitraggio: si tratta di una novità di recentissima introduzione da parte della Figc, che prevede siano gli stessi bambini che disputano la gara – coadiuvati dai rispettivi tecnici e da un dirigente arbitro –  a gestirla, al fine di un più efficace apprendimento delle regole di gioco e dello sviluppo di una maggiore responsabilità da parte di tutti, genitori compresi.

Testo: Alessandro Pino

Foto: Luciana Miocchi

una puntata di Serpentara Tv da rivedere

20 Gen

Se il Comune ne fa una questione di costi d’affitto improponibili per una struttura che necessiterebbe oramai di opere di ristrutturazione e manutenzione fatte come si deve, se si nomina un delegato per trattare con proprietà ed Ente gestore che porta delle soluzioni concordate che sembrano avere un senso, se le controparti non sembrano non rispondere o se ne lavano le mani, se la struttura viene occupata..

forse è il caso di rivedere questa puntata della trasmissione di Serpentara Tv dedicata alla ormai ex casa di riposo di Roma2. Il consigliere Arista avrebbe potuto non partecipare ed il programma nemmeno andare in onda. Ci mette le parole e la faccia, a testimonianza di un impegno formale. I privati, giustamente possono e devono fare quello che ritengono migliore per i propri interessi. La collettività ha il diritto di avere risposte convincenti

http://www.livestream.com/serpentara/video?clipId=pla_713abb76-2b55-4ace-bac3-60808363c6b3)

 

Luciana Miocchi

Il consigliere Arista, delegato alla sanità racconta “la cronistoria di un’ordinaria italica follia nella gestione della Casa di riposo di via Casal Boccone – di Concetta Di Lunardo

20 Gen

(pubblicato anche su http://www.agoravox.it)

Ad un anno dall’inizio delle mobilitazioni contro la chiusura della casa di cura “Roma2” di via Casal Boccone in IV Municipio, il bilancio è fallimentare:  proteste, atti votati all’unanimità e raccolte di firme non hanno scongiurato la chiusura voluta dal sindaco Alemanno e la Belviso. Quanto pesa, su tutta questa vicenda, la trattativa in corso sulla cementificazione di Casal Boccone? Mentre è in atto l’occupazione della struttura da parte dei Blocchi Precari Metropolitani nel tentativo di sottrarla alla speculazione, alla rendita e al profitto, il consigliere Alfredo Arista, delegato alla sanità e Presidente alla Commissione Bilancio e patrimoni del gruppo di maggioranza ( Pdl) in IV Municipio ripercorre nell’intervista “la dettagliata cronistoria di un’ordinaria italica follia nella gestione di una casa di riposo”-
Quali i costi di gestione della struttura?
La Casa di riposo Roma2 di via di Casal Boccone 112, nel 2008 accoglieva circa 70 ospiti di cui 56 autosufficienti gli altri avevano bisogno di cure particolari,  i dipendenti circa 50. A fronte di tali numeri reali, il Comune di Roma, corrispondeva alla F.im.it al quale l’Enpals, ente proprietario, aveva affidato la gestione dell’immobile per circa 1.400.000 euro. I costi complessivi della struttura, notevolmente sottooccupata, pesano al  Comune 5 milioni di euro l’anno! L’edificio necessita di interventi di manutenzione,  tanto che nel primo incontro da noi avuto con i responsabili di F.im.it, gli stessi si sono resi disponibili ad intervenire per un importo di circa 4.000.000 di euro per la ristrutturazione che avrebbe permesso l’agibilità di tutto l’edificio, Oggi alcuni padiglioni sono impraticabili per incuria e mal gestione, sempre in presenza di un rinnovo del canone di locazione da parte del Comune non inferiore al 1.380.000 euro che a loro parere era affitto congruo per tale struttura(inferiore di circa l’8% a quanto da loro percepito nel 2010).
Perché i dirigenti Fimit erano così sicuri di essere nel giusto nel richiedere un affitto così congruo?
Lo erano in quanto in possesso di un parere di congruità, per una struttura di tali dimensioni (circa 11.500 mq),  espresso da una dirigente del III dipartimento Patrimonio del Comune di Roma, ad aprile 2008, quando cominciò la trattativa per il rinnovo dei canoni. Considerato che la legge regionale 41/2003, regola in 120 il numero massimo di ospiti per struttura di accoglienza, per poter reggere tale affitto la struttura andava incontro a lavori di ristrutturazione importanti, magari prevedendo l’intervento della Regione, convenzionando una parte dei posti con una R.S.A., per poter accogliere almeno 240 ospiti in due aree recettive distinte che avevano in comune solo il reparto cucine, la lavanderia, l’area per la sterilizzazione e quella dei locali caldaie. Facciamo un passo indietro e speriamo che sia l’ultimo.
Quali i costi medi mensili per assistiti di una struttura del genere e la relazione con la decisione di chiuderla?
Oscillano tra i 300-400 euro per il soggiorno e arrivano ad un costo mensile tra 1500-1800 euro quando si aggiungono i costi dei materiali del personale, dei servizi, delle manutenzioni, che salgono per le RSA a 2100-2300 per i maggiori costi di medici e paramedici. I nostri circa 70 accolti a ”Romadue” costavano al Comune di Roma circa 6190 euro al mese (5.200.000/70accolti/12 mesi). I numeri chiariscono il fallimento e  l’insostenibilità da parte del Comune dell’impresa.
A settembre 2011 l’incontro voluto dai dirigenti di Fimit, che realizzano della chiusura al 31 dicembre 2011;
All’incontro è presente il Presidente Bonelli, con il quale lavoravo da mesi per trovare soluzioni sia di gestione che di abbattimento della lista d’attesa e ribadiamo che la struttura per riqualificarsi doveva accogliere un adeguato numero di ospiti, o non sarebbe stato possibile mantenerla aperta. A fine riunione ci viene chiesto di formalizzare una nuova proposta nuova di affitto che formuliamo a fine ottobre in sinergia col V dipartimento e l’Assessore competente, che ci hanno sostenuto, mettendo a disposizione le economie necessarie per poter portare a 240 il numero delle persone accolte in un posto che, finalmente ripristinato e ristrutturato, sarebbe stato reso fruibile anche da parte dei parenti degli accolti in visita.
Risposta mai arrivata, visto che gli anziani sono stati trasferiti
Attendevamo una risposta entro il 20 di novembre, termine ultimo datomi dal Comune per non iniziare le pratiche di trasferimento degli ospiti fino ad allora accolti. Il 10 novembre mi reco all’Enpals, proprietà della struttura,  per cercare un appoggio e  poter esercitare una qualche pressione positiva sulla Fimit.
Qual è stato il riscontro della proprietà?
L’incontro si concluse con gentili convenevoli e con la conferma del fatto che la Fimit aveva sì stipulato con loro un contratto di gestione e quindi il problema era di loro competenza, ma che in  tutto ciò avrebbero preferito lavarsene le mani. Realizzavo che il territorio avrebbe perso una struttura e che quanto mi stava a cuore, non era per Enpals una questione della quale curarsi!
La risposta da parte di  Fimit, alle vostre proposte per scongiurare la chiusura della casa di cura?
“La proposta da voi formulata non è accettabile perché più bassa di circa il 35% di quanto da noi richiesto (1.380.000 a fronte 860.000- 890.000 euro)  e in secondo luogo deve essere il Comune e non un ente terzo il nostro unico interlocutore privilegiato”.
Evidente che gli interessi in quell’area convergono in altre direzioni
I dilemmi dell’amara riflessione sono: è possibile vanificare un lavoro di mesi per non voler esporsi negli interventi necessari per poter rendere la struttura fruibile ad un numero congruo di ospiti? E’ possibile mandare in malora un edificio così importante per incuria, vista la presenza di un vincolo che non permette altre destinazioni d’uso della struttura almeno a breve termine? Si può essere così miopi da non capire che una struttura con un teatro reso un ripostiglio, una piscina tombata e quasi un ettaro tra parco e parcheggio mai soggetto a manutenzione negli ultimi 12 anni, debba avere un fondo di ammortamento per le manutenzioni ordinarie? Si può essere così trascurati e ottusi tanto da chiudere un piano per infiltrazioni di acqua (il 4° piano), senza ripararlo, in una struttura che ha reso oltre 15 milioni di euro di soli affitti, in 12 anni? Questo purtroppo accade anche se nutro speranza in un ripensamento e che il nuovo anno porti consiglio. Noi, da parte nostra, ci prodigheremo affinché, anche fuori tempo massimo, la casa di riposo “Roma2” di Via di Casal Boccone, possa tornare ad essere quell’importante polo di accoglienza per la terza età di cui i residenti e il territorio hanno ancora bisogno.

Concetta Di Lunardo

Sul posto dell’esplosione in via Deledda – aggiornamenti di Alessandro Pino

18 Gen

L’edificio, una costruzione bassa al civico 41 di via Grazia Deledda, all’angolo  con via Gaspara Stampa,  ospita anche l’ufficio postale di zona. Prima della rivendita di generi alimentari, al suo posto c’era una gelateria. Lo spettacolo che si mostra ai passanti è raccapricciante,  il cortiletto antistante è ingombro di resti informi: infissi distrutti, vetrine in frantumi con su quel che resta di vetrofanie dei prodotti venduti, serrande accartocciate, frigoriferi inutilizzabili. Anche i balconi sovrastanti, una parte di grondaia e la cancellata sono stati danneggiati. All’interno, uno spettacolo non dissimile da quello che di tanti altri scenari di incendi: scaffali e banconi bruciati, nulla è scampato al nero fumo. In strada c’è ancora parcheggiata una Opela Astra grigia che è stata colpita dai detriti, sulla sua carrozzeria sono ancora ben evidenti i segni lasciati dai rilievi dei Carabinieri. Ironia della sorte, per lo sfortunato proprietario oltre al danno c’è la beffa: in bella mostra, sul parabrezza la Municipale ha lasciato una contravvenzione. La macchina è stata multata perché il muso sta sopra le strisce pedonali. Se non ci fosse stato l’incendio probabilmente non se ne sarebbe accorto nessuno.  Il commento ricorrente tra i passanti: “sembra proprio uno di quei scenari dei serial sui racket delle estorsioni”. Intanto gli investigatori sono già all’opera, non tralasciano nessuna ipotesi.

Alessandro Pino

Scoppio nella notte in via Grazia Deledda, distrutto un negozio di generi alimentari

15 Gen

Un negozio di generi alimentari è andato completamente distrutto l’altra notte, in via Grazia Deledda. Verso mezzanotte i residenti hanno prima avvertito uno scoppio, poi hanno notato le fiamme. Le serrande di chiusura sono rimaste divelte, alcuni pezzi sono arrivati a danneggiare le auto in sosta,  i vigili del fioco hanno impiegato circa due ore per avere ragione dell’incendio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri d compagnia Roma Montesacro. Ancora non chiare le cause  dell’evento.

Luciana Miocchi

I Blocchi precari metropolitani occupano la struttura dell’ex casa di riposo di Casal Boccone

9 Gen

Domenica 8 gennaio la struttura di via di Casal Boccone che ospitava la casa di riposo Roma2, ufficialmente chiusa e smantellata al 31 dicembre 2011 è stata occupata da un centinaio di attivisti dei Blocchi precari metropolitani con un’operazione  studiata nei minimi particolari.

Hanno coperto tutte le superfici vetrate con lamine metalliche e steso vari striscioni stampati. Sul posto sono intervenuti blindati di carabinieri e guardia di finanza. Alle 15 la situazione sembrava essere di calma apparente. I furgoni dei reparti anti sommossa dei Cc e della polizia erano schierati lungo la rotonda, poco distante quindi, in attesa di ordini ulteriori.

All’entrata solo poche macchine “ufficiali” e alcune civette. Alcuni occupanti entravano ed uscivano liberamente ma mantenevano la consegna del silenzio. Tra di loro molti immigrati.

Tra i politici locali, immediata è arrivato il commento dei consiglieri Pd Riccardo Corbucci e Fabio Dionisi, che si sono detti contrari ad ogni genere di occupazione.

Questo il testo del comunicato diffuso dai Blocchi Precari Metropolitani e pubblicato dal sito http://www.contropiano.org :

“Per 42 anni la casa di riposo Roma II di via Casal Boccone ha fornito un servizio importante per il territorio e per la città. Nel mese di dicembre la struttura che ospitava 69 anziani (16 ultranovantenni), un polo geriatrico, un centro Alzhaimer e dove prestavano servizio 60 lavoratori, ha chiuso.
Gli anziani sono stati “deportati” altrove, gli operatori ricollocati e i macchinari smantellati.
Il tutto torna nelle mani della FIMIT e di Ligresti verso nuove lottizzazioni, nuovi profitti e nuove speculazioni immobiliari. Gli interessi sono molti e le mire quelle consuete dei signori del mattone.
Il ruolo svolto dal Comune e dal Sindaco è stato a dir poco superficiale. Sia nella gestione del trasferimento degli anziani, sia nell’approfondimento di possibili soluzioni che mantenessero il bene come servizio pubblico. Si è voluto mettere l’accento sull’onerosità dell’affitto piuttosto che sulla fondamentale funzione svolta dalla struttura socio-sanitaria.
La nostra iniziativa intende riaprire la questione. Molti e molte hanno lottato per difendere lo spazio senza riuscirci. Ora dopo la riappropriazione discutiamo insieme su come strapparlo alla rendita e alla speculazione finanziaria.
La crisi che tutti noi viviamo e il debito che ci vogliono imporre è costituito anche da queste privazioni. L’idea che dismissioni, privatizzazioni, liberalizzazioni, siano la panacea per uscire dalle difficoltà finanziarie di questo paese ci sta togliendo ogni sovranità sui beni comuni. Il patrimonio pubblico e strutture come quella di Casal Boccone non possono andare perdute e vanno difese ad ogni costo.
Noi non decidiamo più su come deve essere usato il territorio e ciò che è costruito. Assistiamo ad un consumo di suolo costante e vorace, ad un saccheggio delle risorse e dell’ambiente, senza che nulla serva per affrontare l’emergenza alloggiativa o la mancanza di spazi sociali e culturali. In più subiamo una precarizzazione costante del lavoro e tra gli altri soprattutto gli operatori sociali impegnati sul territorio e in strutture come questa ne pagano le conseguenze. Le nostre esistenze divengono sempre più precarie e il nostro presente sempre più sotto ricatto. Per non parlare del futuro con redditi incerti e diritti malfermi.
La mobilitazione intende riaprire in città un conflitto per la difesa dei beni comuni, della sovranità territoriale, della democrazia e della difesa dei diritti . alla casa, al reddito, ad un welfare di cittadinanza per autoctoni e migranti. Questa è la sicurezza che dobbiamo vogliamo e non quella del controllo di polizia sul territorio, utile solo a limitare gli spazi di democrazia e la libertà di movimento.”

Per martedì 10 gennaio i Blocchi hanno annunciato un’assemblea pubblica.

Si attendono ora le reazioni del resto del mondo politico.


Luciana Miocchi (testo) – Alessandro Pino (foto)

Casa di riposo “Roma 2”: ultimo atto – trasferito anche il centro Alzheimer, restano solo i vigilantes

5 Gen

(pubblicato su http://www.europagiovani.com/index.php?module=loadRubriche&IdCategoria=32&IdRubriche=317)

La casa di riposo di via di Casal Boccone è ormai ex. Corridoi silenziosi, arredi dismessi. Trasferito anche il centro Alzheimer. Tra poco, dietro i cancelli chiusi cominceranno a crescere rigogliose le erbacce che si impossessano di tutti i luoghi disabitati. La struttura intitolata a Italia Talenti a fine novembre era stata al centro di accese dispute politiche, suscitate dalla decisione del Comune di Roma di chiuderla perché ritenuta troppo onerosa per le casse cittadine, rispetto a soluzioni assistenziali alternative.

In quei giorni, le proteste iniziate mesi prima dai lavoratori delle cooperative impiegate nella struttura vennero rilanciate da un tam tam sui principali social network ad opera di alcuni comitati di quartiere, di semplici cittadini, di sindacati ed esponenti di partito che avevano capito la potenzialità dirompente dell’argomento. Invecchiare è una tappa d’obbligo per tutti, l’alternativa non è preferibile, come non immedesimarsi in un anziano che crede di aver raggiunto la stabilità affettiva e di routine di vita tanto necessari in un periodo dell’esistenza così delicato mentre invece viene invitato a cambiare di nuovo abitudini, compagni, ambiente.

Così l’abituale quiete del posto era stata rotta da animate manifestazioni. La serietà della faccenda era testimoniata anche dal calibro sempre crescente dei politici che si avvicendavano nel cortile, esprimendosi contro o a favore della dismissione, secondo il rispettivo orientamento. Diversi tra gli anziani residenti avevano voluto dire la propria ai giornalisti accorsi, raccontando i percorsi di una vita che li aveva portati a vivere in una struttura nel quale tutto sommato si trovavano a loro agio e che consideravano come una vera casa, con gli altri ospiti divenuti parte di una ricostituita famiglia e l’angoscia di dover ricominciare da capo ancora una volta.

Ad un certo punto era sembrato anche che potesse aprirsi uno spiraglio nelle trattative tra il Comune e la proprietà. Il consigliere municipale Alfredo Arista, Pdl, delegato a trattare con la proprietà ed il gestore aveva proposto di affiancare alla casa di riposo una struttura per anziani non autosufficienti, in modo tale da poter abbassare il costo di permanenza per ogni singolo utente, con i necessari lavori di manutenzione straordinaria a carico della proprietà. Il progetto era stato illustrato dallo stesso Arista durante la trasmissione di Serpentara Tv dedicata alla vicenda ( vedi http://www.livestream.com/serpentara/video?clipId=pla_713abb76-2b55-4ace-bac3-60808363c6b3)Stessa soluzione proposta dal Sindacato.

Il tutto, purtroppo,  si è risolto in nulla di fatto. Le volontà delle parti non si sono incontrate.I trasferimenti degli ospiti erano iniziati comunque, proseguendo mentre l’interesse per la vicenda dimostrato da quegli stessi politici che sembravano considerare la “Roma 2” il centro del mondo calava tanto repentinamente quanto era cresciuto poco prima. L’ultima partenza, quella che ha svuotato definitivamente la struttura è avvenuta il 31 dicembre. Ora della concitazione di quei giorni non è rimasto nulla: il piazzale antistante la costruzione è deserto, eccezion fatta per le auto delle guardie giurate che vigilano a scongiurare le probabili occupazioni e di un paio di pulmini che erano adibiti al trasporto disabili. Viene da chiedersi dove si trovano ora quegli anziani che avevano confidato a volti a loro sconosciuti la loro storia, la preoccupazione e anche la rabbia per essere stati dipinti in qualche articolo come dei disadattati dai capelli arruffati e dalla bocca sdentata.

Viene da chiedersi anche dove siano quei politici che avevano fatto a gara nell’apparire al fianco degli ospiti della “Roma 2”, alcuni dei quali si risentivano platealmente se non trovavano il proprio nome tra quelli citati negli articoli. E, infine, passando sulla strada che scorre ai piedi della collinetta, ci si chiede che fine farà lo stesso edificio, stretto d’assedio tra due ali di nuove costruzioni. Al momento l’area è vincolata dalla donazione Talenti. Gli edifici, già in parte inagibili, rischiano di divenire irrecuperabili. La proprietà per quanto sosterrà i costi di una vigilanza che sorveglia un bene che non produce nulla?

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

via della Marcigliana tra discariche abusive e incontri a luci rosse: non è cambiato nulla

30 Dic

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

Sembra un male incurabile il degrado di via della Marcigliana, la tortuosa, bellissima strada che si snoda nell’omonima riserva naturale tra Salaria e Bufalotta. Oltre a essere abituale luogo di incontri a luci rosse, da anni ormai viene utilizzata come discarica abusiva di rifiuti ingombranti che si accumulano ai bordi della carreggiata. Questo nonostante nel febbraio del 2009 fosse stata firmata in pompa magna alla presenza del sindaco Gianni Alemanno una convenzione tra il IV Municipio e la società Terna, che su questa strada possiede una stazione di trasformazione di energia elettrica, tesa alla riqualificazione della zona. Erano previsti l’installazione di un sistema di videosorveglianza e di recinzioni per impedire la sosta e lo scarico di rifiuti. A giudicare dai risultati l’accordo è rimasto pressoché lettera morta: delle telecamere non v’è traccia se non nell’unico cartello superstite di quelli posizionati all’epoca in ossequio alla normativa sulla privacy; gli altri sono stati asportati o beffardamente coperti di vernice. Le poche barriere montate sui cigli non creano alcun fastidio agli incivili che usano come pattumiera quella che dovrebbe essere un’area protetta: oltre a svariati cumuli di rifiuti generici e detriti provenienti da qualche demolizione si trovano abbandonati persino frigoriferi, altri elettrodomestici in vario assortimento e arredamenti completi, comprensivi di divano e poltrone. Su queste siedono in attesa dei clienti – con i quali poi appartarsi in auto o su giacigli di fortuna poco oltre la carreggiata – alcune ragazze che qui esercitano il mestiere. Meglio attrezzate sono alcune loro colleghe di lungo corso che hanno a disposizione due vecchi camper abitualmente parcheggiati alla confluenza della strada con la Salaria. Quelli con le prostitute non sono gli unici “incontri galanti” che qui avvengono a tutte le ore. La zona infatti è anche un noto punto di ritrovo dove si incontrano domanda e offerta di scambisti e anche di prostituzione maschile, talmente famoso da produrre su google centinaia di riferimenti. Ne sono testimonianza inequivocabile le decine di veicoli parcheggiati a bordo strada senza apparente motivo, mancando in questa stradina di campagna esercizi commerciali, abitazioni o fermate di mezzi pubblici. Chi viene in cerca di sesso va a colpo sicuro, o quasi: basta accostare e aspettare, entro un paio di minuti al massimo si viene avvicinati da qualcuno che non si ferma nemmeno davanti alla presenza in macchina di due persone. Rinunciano solo quando gli si sventolano sotto il naso reflex e videocamere, con il plateale intento non di riprendere furtivamente gli incontri per uso personale ma per scopo divulgativo.
In verità a fine maggio era stata compiuta una bonifica straordinaria della strada e delle aree verdi circostanti promossa da RomaNatura, l’ente regionale che gestisce le riserve naturali nel Comune di Roma, in collaborazione con l’Ama, il IV Municipio e la Terna. Durante l’intervento era stato riempito di rifiuti voluminosi l’intero cassone di un mezzo speciale fornito dalla municipalizzata, ma sono bastati pochi mesi per tornare a una situazione anche peggiore di prima. Se non si darà seguito a quel famoso accordo per la sicurezza e il decoro via della Marcigliana continuerà a essere una via di mezzo tra una casa d’appuntamenti all’aperto e uno sversatoio.
Luciana Miocchi