Archivio | magazzino RSS feed for this section

Totopresidente secondo atto: il Professore non passa e Bersani si dimette ma solo un po’

20 Apr

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Seconda giornata di scrutini presidenziali. Alla terza votazione, come preannunciato, a farla da padrone sono state le schede bianche, ben 465 – sia del Pd che del Pdl – e Stefano Rodotà che ottiene 250 preferenze. Romano Prodi, indicato come nuovo candidato del Pd durante la notte, 33.

Tutti aspettavano il quarto scrutinio, a partire dal quale la maggioranza necessaria all’elezione si sarebbe attestata soltanto alla metà più uno dei voti. Il “Professore” bolognese non era un candidato condiviso, come richiesto dal Pdl e, nonostante fosse presente nella rosa dei primi dieci delle Quirinarie del M5S questi hanno annunciato che non l’avrebbero votato continuando a preferire Rodotà che in un primo momento aveva dichiarato pure che si sarebbe fatto da parte per il bene del paese, per poi ritornare sui suoi passi dopo un colloquio con Crimi e Lombardi. 

Normali manovre politiche, che si sono sempre verificate in occasioni del genere. Altre volte il nome del Presidente è giunto solo alla fine di trattative faticose e giornate travagliate.

Emiliano Bono, responsabile Fratelli d''Italia di Monte Sacro

Emiliano Bono, responsabile Fratelli d”Italia di Monte Sacro alla manifestazione della mortadella

Questa volta invece è andato in onda uno spettacolo mai visto. Il Pdl ha invocato la sollevazione popolare e Fratelli d’Italia ha inscenato in piazza Montecitorio una manifestazione “goliardica” anti-Prodi con tanto di distribuzione di panini con la mortadella – dal soprannome dissacratorio affibbiato al professore bolognese – e passerella di politici. Dentro l’emiciclo, per il Pdl, un’Alessandra Mussolini in grande ispirazione si presentava con una maglietta artigianale con su scritto “Il diavolo veste Prodi”.

Il meglio doveva ancora venire. Allo scrutinio della quarta votazione è andato in scena il dissolvimento del Pd: cade sotto i colpi di un centinaio di franchi tiratori anche Romano Prodi. Nichi Vendola si chiama fuori da ogni sospetto, Sel ha votato compatta “R.Prodi” e le sue schede sono riconoscibili. La faida è tutta interna al partito di Bersani, il Pdl aveva annunciato scheda bianca e M5S, sostenitore di Rodotà, alla fine si ritrova con cinquanta preferenze oltre le proprie a favore dell’ex garante della privacy. Non ci sono appelli, non ci sono scuse, le correnti armate l’una contro l’altra del Pd annientano anche il secondo candidato e non si tratta di “omicidio” ma di suicidio politico, per il partito che in meno di due mesi passa dalle stelle alle stalle. Alla stampa viene detto di cercare i traditori tra i renziani e i dalemiani. I panni volano in diretta e davanti a tutti, in queste tarde idi di aprile.

In tarda serata arriva laconico l’annuncio di Pierluigi Bersani che si dimette ma solo un po’. Infatti il suo abbandono sarà formalizzato ad elezione del Presidente della Repubblica avvenuta.

La soap prosegue anche durante il week end, si va avanti ad oltranza fino a quando dagli augusti panieri non verrà fuori il nuovo rappresentante degli italiani. Quanti altri nomi brucerà il Pd prima di esaurirsi sulla pira? Non rimane che attendere rimanendo comodi in poltrona.

( vedi photoshop di G. Grifeo al link : http://www.di-roma.com/index.php/cronaca/643-totopresidente-secondo-atto-il-professore-non-passa-e-bersani-si-dimette-ma-solo-un-po )

Luciana Miocchi

Questa sera a Serpentara Tv i candidati alle primarie municipali del III Municipio (ex IV)

5 Apr

Dopo l’imprevisto di ieri, indipendente dalla volontà di Serpentara Tv, che non ha consentito la diretta come annunciato, questa sera, straordinariamente alle 20,30, Claudio Maria Ricozzi, Paolo Marchionne e Riccardo Corbucci illustreranno i loro programmi di aspiranti presidenti del Municipio.

Il pubblico potrà intervenire dopo la prima mezz’ora telefonando al 3295813873 o entrando nella chat di http://www.livestream.com/ Serpentara.

Vi aspetto

Luciana Miocchi

Vigilantes, forze dell’ordine e pistole: l’opinione politically scorrect di Penelope Giorgiani

28 Mar

fotoPISTOLAOgni giorno nelle pagine di cronaca capita di leggere di rapine a mano armata perpetrate  ai danni di esercizi commerciali come banche e supermercati. A volte però capita che sul posto si trovi qualche appartenente delle Forze dell’Ordine fuori servizio il (o la) quale decide di intervenire e ne può nascere un conflitto a fuoco in cui magari i malviventi rimangono feriti o uccisi. Certamente si svolgono accertamenti su come sono andati i fatti ed è probabile che l’agente o il militare protagonista riceva un encomio o una medaglia, venendo indicato come esempio di dedizione e senso del dovere. Capita invece che l’epilogo sia ben diverso quando episodi analoghi hanno come protagonista una guardia giurata, un vigilantes come si dice spesso – sbagliando tra l’altro. Per chi fosse totalmente a digiuno di nozioni giuridiche in materia, si tratta di privati cittadini dipendenti da un istituto di vigilanza ai quali viene rilasciato un porto di pistola per esclusiva difesa personale  diversamente dalle Forze dell’Ordine che possono usare l’arma per attaccare (si pensi a una irruzione ad armi spianate durante un sequestro di persone). Che cosa accadrà alla guardia giurata  – fuori servizio come anche nello svolgimento dello stesso – che trovandosi in quella situazione si trova minacciata (o ritiene di esserlo) dalle armi dei banditi e fa fuoco? Una risposta eloquente può fornirla una semplice ricerca in rete, inserendo nel motore di ricerca le parole “guardia giurata condannata”. Si avrà così conoscenza di svariati casi nei quali l’epilogo di fatti del genere è stato un procedimento penale a carico dell’addetto alla sicurezza, conclusosi con una condanna a vario titolo (dalle lesioni all’omicidio volontario): il che vuol dire ingenti sanzioni pecuniarie (al punto da dover vendere casa), una pena detentiva (con il rischio di vendette in carcere da parte di delinquenti abituali) e ovviamente la perdita del lavoro (venendo meno il requisito della condizione di incensurato) oltre alle spese per l’avvocato. Uno degli episodi più recenti è stata la condanna a un anno di reclusione e al pagamento di diecimila euro inflitta alcune settimane fa a una guardia giurata triestina che durante una rapina – avvenuta qualche anno prima – aveva sparato all’automobile dei banditi, uno dei quali era rimasto ferito dai frantumi di un finestrino e si era costituito parte civile. Notizie simili lasciano puntualmente interdetta parte dell’opinione pubblica che le percepisce come una presa in giro, una giustizia al rovescio con i rapinatori che appaiono premiati da un risarcimento e il vigilante punito severamente oltre che segnato drammaticamente  sia dal conflitto a fuoco che dal lungo processo, vissuto come un vero calvario da chi non è avvezzo a frequentare il banco degli imputati. Chi è più addentro ai tecnicismi  tribunalizi obietta invece che ci saranno stati procedimenti separati – una cosa è la rapina e un’altra la reazione a fuoco – che quello riguardante la guardia giurata era in pratica un atto dovuto al verificarsi di certi presupposti e che il giudice ritenendone spropositata la reazione armata ha solo applicato la legge: per farla breve, insomma, avrebbe fatto bene a condannare il vigilante. Il fatto è che il giudice in quanto tale (si tralascia qui il discorso sulla pubblica accusa, forse troppo spesso incaponita a ottenere condanne) non è un distributore automatico di sentenze, è un essere umano – si suppone preparato – ma proprio per questo non è onnisciente (quindi classifica determinati avvenimenti senza avervi assistito) e soprattutto può essere formato in base a una cultura per la quale l’uso delle armi da fuoco da parte di chi non fa parte delle Forze dell’Ordine equivale sempre e comunque a una “giustizia fai da te”, una sorta di Far West che va contrastato a prescindere dall’emergenza nella quale si fosse trovato chi ha premuto un grilletto. Purtroppo analizzare e scomporre un fatto a freddo è una cosa, trovarsi coinvolti nella concitazione dello stesso – in cui le azioni si accavallano frenetiche – un’altra. Gli addetti ai lavori sosterranno che qualcuno dovrà pur prendere una decisione. Ma forse, pensano l’uomo e la donna della strada, a stridere col buon senso e a suonare stonato non è solo la sentenza di condanna ma lo stesso processo nato da un episodio criminoso il cui autore non era certo la guardia privata.

Penelope Giorgiani

IV Municipio di Roma Capitale: è morto l’ex presidente Ferdinando Digiamberardino

24 Mar

DIGIAMBERARDINO(pubblicato su http://www.di-roma.com)

E’ deceduto nella notte tra sabato e domenica, dopo una lunga malattia, Ferdinando Digiamberardino, assessore ai lavori pubblici del XIX Municipio. Ex presidente indicato dal Ppi per il centro sinistra del IV Municipio, poi consigliere passato al centrodestra, la sua era considerata una figura controversa ma ancora capace di influenzare la vita politica del consiglio di Montesacro.

I funerali si terranno domattina, 25 marzo, alle 11 nella chiesa di S. Felicita a Fidene.

Cercando di raccontare il casuale lavoro di un naso. Storia di spazzatura, saponette e cavalli che corrono con la criniera al vento

18 Mar

(pubblicato anche nella nuova pagina “istantanee scattate con la penna”)

foto di repertorio di A. Pino

foto di repertorio di A. Pino

Mattina di mercoledì 6 marzo. Un cielo luminoso ma senza sole e l’aria umida rimandano l’idea che debba piovere da un momento all’altro.

Sono su via Salaria, direzione dentro Roma, sulla strada per andare al lavoro. Il traffico è solo parecchio rallentato, per fortuna non è quella fila compatta di auto che ti costringe ad immaginare spiagge tropicali per ammazzare il tempo. Ascolto distrattamente il ruggito del coniglio. All’improvviso, mi rendo conto più o meno di essere arrivata all’altezza della sbarra di Sky, realizzo che sto respirando un profumo che non è il mio. Per alcuni lunghi istanti mi sento disorientata, come se non fossi più seduta alla guida della mia auto legata con la cintura di sicurezza ma catapultata non so come in mezzo ad un prato a tinte forti, coperto dai fiori più improbabili e invisibili o dentro una fabbrica di disinfettanti e deodoranti, reparto prove, oppure in un bagno di quegli alberghi di lusso dove nemmeno entri che già si attiva una fotocellula che ordina lo spruzzo di aromi con aspirazioni divine e celestiali.

Il mio naso preso alla sprovvista registra un effluvio – come lo chiamo? Odore? Puzza? Profumo? Cattivissimo non è, buono nemmeno. Soprattutto non l’ho voluto, non l’ho cercato, non è discreto ma prepotentemente invadente –  che poteva sembrare quasi piacevole, dolciastro, una sensazione di acqua e saponetta anni settanta. Dopo pochi attimi invece, mi accorgo che in quell’acqua galleggia un aroma di spazzatura. No, non un olezzo di immondizia stagionata. Fresca, fresca, un aroma inconfondibile e impossibile da nascondere. Come se qualcuno avesse risciacquato un enorme cassonetto dei rifiuti con un altrettanto gigantesca dose di detergente profumato. Mi aspetto da un momento all’altro di veder galoppare il cavallo bianco con la criniera al vento che nitrisce mentre una voce in sottofondo dice il nome del bagnoschiuma, sempre anni settanta pure quello. Persiste, insistente e prevaricatore, fino all’entrata del centro di accoglienza del Comune di Roma, poi si dissolve e nell’abitacolo non arrivano più aromi estranei, giusto in tempo per non passare dalla fase stordita-incuriosita a quella fastidiata dal finto profumo taroccato. Deve essere questa una delle puzze che denunciano gli abitanti di Villa Spada, la cui collina si trova proprio di fronte dove è iniziato il mio viaggio sensoriale. Subdola perché non immediatamente sgradevole come quando aleggia l’odore di sostanze acide, diventa esasperante perché si tratta di un aroma estraneo al quadro ambientale naturale, artificioso, impossibile da eliminare a comando, che copre una puzza con un simulacro di prato in fiore, di doccia frettolosa e con l’acqua fredda.

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio di Roma Capitale: i lavori di sistemazione della scuola Giovanni Paolo I a spizzichi e bocconi, a seconda dei soldi in cassa

14 Feb

giovannipaolo1Finalmente l’ Ufficio Tecnico del Municipio ha presentato la settimana scorsa il conto preventivo dei lavori che servono per l’intervento globale di messa in sicurezza della scuola Giovanni Paolo I di Settebagni, fatti rientrare nella cifra di seicentomila euro dei fondi dell’emergenza neve. E’ terminata da qualche giorno la prima trance dei lavori che è stato possibile realizzare con la somma erogata dall’amministrazione: il taglio delle essenze arboree, effettuato da Multiservizi, il rifacimento dei profili sulla scalinata d’ingresso e la sostituzione o la riparazione di vetri e finestre dei locali di pertinenza della scuola dell’infanzia dove è stato stivato il materiale contentente eternit rimosso dall’edificio. A detta del consigliere Marco Bentivoglio, Pdl, che con il presidente del Municipio Cristiano Bonelli e il vice presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, Pd, aveva partecipato ai sopralluoghi nei locali della scuola insieme ad alcuni genitori ed ha seguito poi l’intero iter, l’eternit è stato trattato e sigillato nella stanza che è stata destinata allo scopo e lì rimarrà fino a data da destinarsi perché mancano i fondi per lo smaltimento attraverso l’invio ad una discarica autorizzata.

I lavori che mancano all’appello sono la messa in sicurezza totale dell’edificio, la sistemazione dei bagni e le infiltrazioni d’acqua nei solai, in alcune classi quando piove si fa lezione con la bacinella ed il rischio che prima o poi si verifichi il crollo di qualche controsoffittatura diventa sempre più probabile. Verranno eseguiti soltanto quando le somme saranno messe a disposizione, nella misura che si riuscirà a coprire con gli importi ottenuti. Purtroppo, le regole imposte sono queste. Per l’intanto permangono le impalcature su alcuni dei terrazzi.

Luciana Miocchi

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: appare un laghetto di acqua piovana – di Alessandro Pino

13 Feb

PINOpaludequindiciCDa alcune settimane un singolare fenomeno si manifesta nella campagna appena fuori il centro abitato di Settebagni, nei pressi del casello ferroviario abbandonato al quindicesimo chilometro della ferrovia per Fiumicino (e per questo noto in zona come “il quindici”): si è creato uno specchio d’acqua troppo piccolo per essere definito stagno o palude ma comunque di notevoli dimensioni e della  profondità di almeno mezzo metro vicino la riva, lungo il viottolo sterrato che conduce a via del Monte di Casa. Non è noto se si tratti semplicemente di acqua piovana stagnante o se essa affiori da qualche tubatura  sotterranea danneggiata, fatto sta che quantomeno nel recente passato  non sembra di ricordare nulla del genere. Il laghetto può rappresentare un potenziale pericolo per chi si trovi a percorrere a piedi o nelle ore notturne il sentiero dato che la possibilità di finirci dentro non è poi così remota vista la mancanza di illuminazione e di recinzioni.

Alessandro Pino

 

2012 in review

31 Dic

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

4,329 films were submitted to the 2012 Cannes Film Festival. This blog had 28.000 views in 2012. If each view were a film, this blog would power 6 Film Festivals

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Diario afghano 2012 – di Alberto Alpozzi, fotografo

12 Dic
PINOalpozzi 001

Alberto Alpozzi – 2011

Da oggi Lm accoglie il diario di bordo di Alberto Alpozzi, fotografo professionista aggregato alla Isaf per qualche giorno. Lui è bravissimo con le immagini, è stato laggiù anche l’anno scorso. Questa volta ha pensato di raccontare a parole frammenti di vita quotidiana. Sono onorata che abbia voluto condividere sul mio blog la sua avventura. Potete trovare il diario anche sul suo sito www.albertoalpozzi.it e guardare il suo lavoro.

* * * *

8 Dicembre, mattina

Destinazione Afghanistan, Rc-West, Camp Arena. Di nuovo come lo scorso anno in questo periodo. Dicembre. Si parte. Si prepara la sacca, con attenzione e precisione per non scordare nulla. Non è come preparare la valigia per le vacanze. Forse non è neppure uan valigia quella che stai preparando. E’ un pezzo di te, delle tua vita, che devi portarti dietro. Non devi dimenticare quelle piccole cose che ti rappresentano, che ti danno un’identità. Quando parti per certi viaggi è come mettere la tua vita in stand-by. Inizi a fluttuare in una dimensione fuori dal tempo e soprattutto dallo spazio della quotidianità…

08 Dicembre, sera – Fotografare, documentare, interpretare, testimoniare. Essere gli occhi e il cuore di tutti coloro che non possono vedere e toccare con mano certe realtà. Non è facile mettere in una immagine tutte le nostre emozioni, le nostre paure, i nostri desideri. Una, due, mille fotocamere non sono nulla se dentro di noi non abbiamo qualcosa da comunicare. Si prepara la sacca con l’attrezzatura, con i propri strumenti del mestiere che ti seguiranno anche in zone di crisi, in paesi nei quali alcuni credono che sarebbe meglio avere con sè un’arma piuttosto che una fotocamera… Ma la fotografia spesso fa più paura che un fucile. Se punti un arma a qualcuno in Afghanistan è molto facile che faccia altrettanto, ma se gli punti contro una fotocamera non “ha armi per risponderti”.

09 Dicembre, mattina – In attesa del treno alla stazione si fanno un sacco di pensieri. Non è il treno per le vacanze. Non è il treno dei sogni che ti porta via dalla quotidianità dalla quale costantemente vogliamo evadere. E’ il treno che ti palesa quanto la nostra quotidianità sia fatta da tutte quelle cose date ormai per scontate ma che fanno parte di noi, volenti o nolenti, nel bene o nel male. Di quella quotidianità che ti verrà a mancare. Di tutti i sacrifici ai quali andrai incontro. Non è una partenza. E’ un distacco. Una cesura. Fai i conti con quello che sei veramente, con quello che temporaneamente stai abbondonando e con quello che veramente ti racconta il nostro mondo fatto da innumerevoli capricci.

09 Dicembre, sera – Torino, Roma. Roma, aeroporto militare di Pratica di Mare. Briefing e chek-in. Controllo dei bagagli e raggi X all’attrezzattura. Si attende l’imbarco insieme ai ragazzi che stanno rientrando dopo la licenza a metà missione. Si chiacchera. Si scambiano considerazioni. Ognuna ha la propria storia, molti sono ragazzi più giovani di me, alla loro terza o quarta missione. I loro occhi parlano più di mille parole di fronte alle solite domande di rito: hai famiglia? quando rientrerai? laggiù com’è ora la situazione? Lungo la strada dall’Eur per arrivare all’aeroporto abbiamo costeggiato un centro commerciale: tutto illuminato e decorato per Natale. E’ stata una scena surreale che fino al giorno prima invece era non solo la normalità, ma una banalità. Certi viaggi ti fanno scontrare con i tuoi stessi pensieri: che significato ha tutto ciò in un luogo dove il tempo e lo spazio sono alterati? Laggiù tutti i giorni è lunedì. Lunedì fra la sabbia e i pericoli.

09 Dicembre, partenza – Notte. Imbarco. Buio. 4500 km in linea d’aria. Circa 10 ore di volo. L’aereo rulla sulla pista e si stacca. Destinazione Herat, Rc-West. Si viaggerà tutta la notte. Atterreremo con tre ore e mezzo di fuso orario. Si viaggia in silenzio. Per distrarsi c’è chi ascolta musica, chi guarda un film, chi legge. Solo la scorsa settimana ero in volo da e per Madrid. Non è proprio il medesimo viaggio. Un giro in cabina di pilotaggio. Stiamo viaggiando circa a 800 km/h ad una altezza di circa 11.000 m. Siamo sopra a Il Cairo. Sembra di guardare un mappa mondo. Silenzio. Il vettore viaggia incurante di tutto quello che ora sta accadendo là sotto…

10 Dicembre, mattina – Trasferimento terminato. Il portellone dell’aereo si apre. La cabina viene invasa da una fortissima luce. Esci e vieni colpito da un Sole abbacinante. Herat. Siamo arrivati. Si sbarca. Rombi di aerei, elicotteri in movimento e solo divise. Un mondo non solo distante chilomentricamente ma distante da tutta la nostra quotidianità; quella quotidianità attraverso la quale, molti, troppi, giudicano e sentenziano.

Roma – IV Municipio: Riccardo Corbucci conferma le voci che lo volevano in corsa per le primarie municipali

9 Dic

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Riccardo Corbucci, vice presidente Pd del consiglio municipale esce allo scoperto: sarà uno dei candidati alle primarie municipali che si svolgeranno il 20 gennaio 2013.

villaspada6dicembre5corbucciConsigliere Corbucci, sono sempre più insistenti le voci che la vogliono in corsa per una candidatura a presidente del Municipio. Le conferma o le smentisce?
Le confermo, perché come deciso dall’assamblea romana del Pd il 20 gennaio prossimo ci saranno, ci dovrebbero essere, le primarie per scegliere i candidati alla presidenza dei municipi. La date per le elezioni regionali e per quelle politiche potrebbero far slittare di qualche giorno questa data, ma credo che ormai le primarie per eleggere i candidati a Sindaco e a presidente di Municipio si terranno, comunque, prima delle elezioni amministrative. In questi sette anni abbiamo costruito un progetto politico per il quarto municipio e abbiamo deciso di raccogliere le firme tra gli iscritti come primo passaggio per presentare la candidatura, mentre da lunedì fino al 20 dicembre raccoglieremo anche le firme fra i cittadini per essere fra i candidati  che sfideranno Bonelli o chi per lui alle elezioni vere e proprie.

Dove è possibile firmare la candidatura?
Organizzeremo banchetti per il territorio e poi ci sono i circoli di Piazza Bortolo Belotti 37 e Via Grottazzolina che saranno aperti tutti i giorni dalle 18 alle 20, sabato e domenica mattina.

Si conoscono già i nomi degli altri partecipanti alle primarie?
Del Partito Democratico sta raccogliendo le firme anche Paolo Marchionne. In più ci possono essere anche rappresentanti di altre forze politiche appartenenti alla coalizione, nonché della società civile visto che servono all’incirca settecentocinquanta firme di semplici cittadini per poter presentare una candidatura, sempre all’interno della coalizione di centro sinistra bene comune.

Al momento lei è l’unico che è uscito allo scoperto.
Non ho motivi per tenere segreta la cosa anche perché le firme fra gli iscritti sono ormai state ampiamente raccolte e siamo passati alla raccolta delle firme dei cittadini. Ovviamente questa candidatura dovrà essere verificata dal Pd e dalla coalizione, come prevede il regolamento interno.

Quindi le voci che la davano prossimo a spiccare il volo verso il Campidoglio erano infondate?
Per la verità ho sempre detto che avrei tentato molto volentieri un’esperienza al Comune di Roma, perché credo di aver dato molto non solo all’opposizione del IV Municipio, ma anche a quella cittadina, basta ricordare le battaglie sui mondiali di nuoto, sulla candidatura alle olimpiadi del 2020, sugli abusi edilizi i cui processi sono ancora in corso. Non sono state certo battaglie solo municipali ma di caratura cittadina, che mi avrebbero consentito di portare alcune idee e progetti all’interno dell’assemblea capitolina. Tuttavia le primarie per il municipio vengono prima delle possibili candidature al comune e rispetto ad una richiesta che è arrivata dalla base del mio partito – in modo particolare da tanti iscritti  e da tante persone con le quali abbiamo collaborato, penso alle battaglie sul dimensionamento scolastico e al mondo del sociale in cui ho tantissimi rapporti e tantissimi amici – di fronte ad una chiamata da parte di tante persone con cui ho condiviso una vita, del territorio del IV Municipio, in sono nato e in cui ancora vivo, francamente ho difficoltà a sottrarmi.

Il momento potrebbe essere favorevole al centro sinistra, forse se vincesse le primarie correrebbe davvero il rischio di essere eletto.
Le primarie saranno molto difficili, la vera sfida non sarà tanto vincere, quanto portare moltissime persone a votare. Saranno a gennaio e l’ultima volta abbiamo avuto la neve… speriamo di poterle fare bene e con la partecipazione di tante persone. Qualora queste persone dovessero decidere che io sia la persona più adatta sarà comunque una campagna elettorale difficilissima, perché il presidente Bonelli, se si ricandiderà, avrà comunque uno zoccolo duro di elettori fedeli a lui per vari motivi, uno tra tutti per il quale l’ho sempre criticato, ha sempre sovvenzionato e sostenuto il proprio elettorato e mi aspetto che di questo gliene siano riconoscenti. Credo anche tuttavia che noi abbiamo la forza come centrosinistra di proporre un programma elettorale forte, composto da tante visioni, di cui avremo occasione di parlare più avanti, proposti dai vari competitor, in grado di fornire un offerta politica che il centro destra municipale non è mai stata in grado di esprimere.

Ha mai pensato a come affronterebbe il verificarsi di una situazione analoga a quella consiliatura attuale, in cui l’estrema vivacità dei componenti dell’opposizione in consiglio si è dimostrata anche attraverso molteplici cambi di schieramento, tanti consiglieri sono confluiti al gruppo misto, alcuni sono entrati addirittura nella maggioranza. Come pensa si possa governare con una situazione del genere?
Abbiamo una squadra che se anche è stata rimaneggiata nel corso di questi anni, ora è forte è compatta. In più ci sono tante persone nuove che arricchiranno l’offerta politica del IV Municipio.

Mi scusi, siete rimasti in quattro.
Non siamo rimasti in quattro, siamo di più, mi riferisco a Michela Pace di Sel, che ha dimostrato di essere una persona onesta e capace, integerrima nei suoi valori. Mi riferisco al Pd che è rimasto con quattro consiglieri Marchionne, Rampini, Dionisi ed il sottoscritto, persone forti ed integre, ognuna per le proprie competenze e qualità. E poi ci sarà la nuova classe dirigente che è cresciuta nel territorio e nei circoli.

Eravate otto una volta.
Sulla questione scrissi anche un articolo, definendo gallinacci quelli che se ne sono andati dal Pd. Mi auguro che quelli che definii così ora non tentino di rientrare in nessuna delle formazioni di centro sinistra, ora che il centro sinistra è molto più forte delle altre formazioni politiche alle quali hanno aderito in questi anni. Sono convinto che la scelta sbagliata sia stata la loro, tanto che i voti del partito democratico stanno aumentando, noi abbiamo guadagnato dalla loro fuoriuscita.

E Romeo Iurescia?
Romeo pur non rappresentando certo una novità nel panorama politico locale, è comunque stato un consigliere che per cinque anni è stato all’opposizione ed ha comunque attaccato il centro destra municipale molto più di quelli che si definivano membri del partito democratico e invece sono finiti, guardacaso, nel Pdl o nell’Udc. Questo non va mai dimenticato.

Il Pd ha qualche idea per impedire che si verifichino nuove elezioni di consiglieri facili al cambiamento di pensiero?
Il partito ha finalmente eletto la propria assemblea municipale, che ha l’ultima parola sulle candidature dei consiglieri, cosa che non era presente alle ultime elezioni. Non si erano ancora costituiti gli organismi dirigenti e quindi c’era un’impossibilità di fatto nel selezionare la classe dirigente. Con l’assemblea municipale ora abbiamo la possibilità di garantire una lista selezionata. Per altro ci sono tante figure a mio avviso sul territorio che possono candidarsi legittimamente e portare la propria esperienza. Per quanto riguarda la coalizione io mi auguro che anche le altre forze politiche che aderiranno si dotino di strutture più forti che nel passato, in grado di eleggere delle persone che possano rappresentarle al meglio.
Luciana Miocchi

Straripano Aniene, Tevere e fosso di Settebagni

14 Nov

Il Quarto Municipio di nuovo a bagno nonostante la giornata di sole: gli effetti delle piene verificatesi nei giorni scorsi molto piú a monte, in territorio umbro, si sono fatti sentire a scoppio ritardato la mattina del 14 novembre. Viene riferito di straripamenti del Tevere all’altezza di Settebagni con l’acqua che ha invaso gli esercizi commerciali piú prossimi alla riva. Il fiume ha scavalcato gli argini anche più avanti, in corrispondenza della ex cartiera – ora alloggio di nomadi – sulla Salaria. Sull’asfalto della stessa via consolare si é aperta una fessura dalla quale l’acqua ha iniziato a fuoriuscire copiosa causando forti rallentamenti al traffico a quell’ora già solitamente congestionato. Anche l’Aniene e il fosso di Settebagni, affluenti del Tevere, sono stati di conseguenza interessati dalle esondazioni.

Salvatore Veltri, dopo oltre cinque lustri al comando della Stazione Talenti, oramai in congedo, inizia la sua nuova vita salutandola con allegria

16 Ott

(vedi qui le foto dell’evento)

Recentemente congedatosi dopo una carriera quarantennale e oltre cinque lustri al comando della Stazione Talenti dei Carabinieri, il luogotenente Salvatore Veltri ha voluto salutare la sua nuova vita insieme a parenti, amici e alle personalità del mondo economico e politico del Municipio che ha avuto modo di incontrare lungo il suo percorso. Lo scorso 9 ottobre, in un noto locale della via Nomentana, attorno al Comandante – come è ormai universalmente nominato e conosciuto – recentemente nominato consulente per la sicurezza del presidente Cristiano Bonelli –  si è così riunito il fior da fiore della Monte Sacro che conta: imprenditori di successo con in testa il presidente della locale Associazione Commercio, Massimiliano De Toma e esponenti politici delle attuali maggioranza e opposizione, oltre a Bonelli c’erano anche i consiglieri Petrella, De Napoli, Ripanucci, Dionisi  nonché Claudio Maria Ricozzi, Vincenzo Iavarone e altre varie vecchie glorie di Monte Rocchetta, impossibile individuarli tutti con nome e cognome rimanendo discreti, come l’atmosfera festosa vuole. Per la stampa locale erano presenti Di Roma, L’attualità e la voce del Municipio. Tutti gli amici hanno voluto ancora una volta attestare al festeggiato la propria stima e amicizia, simboleggiate da un elegante cronometro meccanico da polso che il dottor Veltri ha dimostrato di apprezzare indossando immediatamente. La serata è stata inoltre allietata da una simpatica performance artistica dello stesso luogotenente Veltri che ha rispolverato due passioni evidentemente mai sopìte, quelle per il canto e per l’illusionismo. Ulteriore dimostrazione di una attitudine rimasta nell’ombra dell’impegno istituzionale è venuta al momento del commiato quando ognuno degli invitati ha ricevuto in omaggio la riproduzione in scala ridotta di un quadro dipinto anni or sono dal Comandante il cui originale era ben noto a chi andava a trovarlo nel suo ufficio, raffigurante la piovra del crimine che estende i suoi tentacoli verso la società e una bandoliera della benemerita che la contiene e ne impedisce il proliferare.

Alessandro Pino

Tutte le immagini della festa del Comandante Veltri

16 Ott

galleria fotografica

Questo slideshow richiede JavaScript.

IV Municipio di Roma Capitale: a Settebagni intervento di ripulitura tombini

15 Ott

A seguito dell’allerta meteo per la perturbazione “Cleopatra” l’assessore municipale Antonino Rizzo e il consigliere Marco Bentivoglio rendono noto che oggi a Settebagni verranno eseguiti lavori di ripulitura tombini per le strade più a rischio del quartiere, con particolare riguardo a via Salaria, via e vicolo delle lucarie, via S. Antonio da Padova. Tramite interessamento al XII dipartimento verrà curata anche l’area dell’incrocio davanti il supermercato Triscount.

Luciana Miocchi

Lo studio dell’Istituto Negri sui miasmi avvertiti dalla popolazione di Villa Spada

27 Set

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

A poche ore dall’assemblea di protesta organizzata dai residenti di villa spada contro l’impianto ama di via salaria 981 è stato finalmente possibile reperire una copia dello studio commissionato dall’Ama all’Istituto Mario Negri di Milano sulle emissioni odorigine che vengono percepite dagli abitanti nei dintorni dello stabilimento che tratta rifiuti indifferenziati e che è stato illustrato la settimana scorsa dai vertici dell’azienda alla commissione sanità del Comune di Roma nonché ai residenti e ai politici locali.

Leggi il pdf della relazione

Ci sono alcuni passi molto interessanti, comprensibili anche da chi è profano della materia.

Tra le varie rilevazioni i tecnici hanno inserito un’analisi specifica per ricercare l’idrogeno solforato, acido associato alla emissione di odori (pag. 3, si dice presente specialmente negli impianti di trattamento delle acque reflue)

Per i particolari tecnici si rinvia alla lettura della relazione presente qui

Con la seconda campagna di rilevamenti si è ricercata anche la presenza dei mercaptani, composti ridotti dello zolfo, mediante rilevatore automatico senza la presenza di operatori che potessero rilevare empiricamente – con il naso per intenderci – la percezione delle puzze (pag 1).

Con quatto sensori istallati presso il depuratore ed uno vicino al biofiltro si è registrato un valore elevato, fino 250 ppm, il 23 giugno nei pressi del silos di stoccaggio dei fanghi dell’impianto Acea. In seguito, con l’istallazione di un sensore sul terrazzo di una palazzina di villa spada, a luglio, su 18 giorni monitorati 12 hanno visto la rilevazione dei mercaptani e dell’acido solfidrico fino a 150 ppb. Ed è a pagina 12 che incontriamo i limiti stabiliti come nocivi, sia per l’esposizione professionale che per quella quotidiana. A conviverci per tutta la vita, tali concentrazioni non dovrebbero superare lo 0,72 ppb.

Le conclusioni statistiche dello studio dicono che in generale l’aria di Villa Spada è da considerarsi pulita, con un inquinamento atmosferico praticamente assente. Che gli odori provenienti da Ama sono dovuti ai tarpeni (sostanze che sono presenti nei vegetali e negli scarti freschi) mentre quelli che caratterizzano acea sono mercaptani (composti dello zolfo) e che i campioni prelevati a villa spada contengono in massima parte questi ultimi, segno che le correnti di aria trasportano gli odori dal depuratore fino a villa Spada.

Però quello che lo studio non mette in evidenza è l’avvertenza che l’acido solfidrico si forma ovunque ci sia un processo di fermentazione – anche il corpo umano ne produce in piccole quantità a seguito di tale attività – quindi si può generare sia nell’impianto Acea che in quello Ama. Va dato atto alla relazione però, che tra le avvertenze vi è riportato il fatto che non sono state svolte analisi specifiche per analizzare con precisione l’origine di alcuni composti comuni ai due impianti.

Da notare che a pagina 12 si avverte che lo studio è stato incentrato sulla percezione degli odori e non della tossicità e che quindi tali risultanze non possono essere utilizzate per avere stime e valutazioni tossicologiche e anche che benché il sensore utilizzato sia riconosciuto da diversi enti governativi non è da considerarsi un metodo ufficiale di analisi. Un giro di parole un po’ elaborato per dire che l’intero studio non prova nulla e non può essere citato come fonte attendibile?

Un esperto del settore, a cui sono state rivolte delle domande specifiche ha così risposto:

La puzza si può spostare tanto da ingannare i punti di prelievo?

Gli odori  si spostano in base al vento che tira ma che ciò non dovrebbe ingannare un operatore esperto.

Perchè a parità di concentrazione di sostanze chimiche nell’aria, alcuni giorni si sente puzza e altri no?

La puzza o dipende da sostanze chimiche non prese in considerazione (cosa a mio avviso impossibile) o la puzza non si sente perché il vento la porta altrove. Ma se le responsabili degli odori sgradevoli sono quelle determinate sostanze, come generano puzza oggi la generano anche domani, ovviamente a seconda delle concentrazioni l’odore sarà più o meno percepito.

Esiste un sistema che eviti il formarsi dell’acido solfidrico?

Si potrebbe tentare ma si tratta di lottare contro la termodinamica quindi direi che è pressoché inutile farlo.

Se il sistema esiste ma non è conveniente applicarlo, si può almeno evitare che l’acido si liberi all’esterno?

Si e non è nemmeno costosissimo realizzare un sistema efficace, piuttosto la problematica si individua nel mantenerlo ma nulla di impossibile. Solo che ovviamente va dimensionato per i carichi che si immettono, come per il resto dell’impianto. Se ci si carica 100 ma è progettato per 10 non funziona.

Il tecnico interpellato fa notare che se le concentrazioni non sono sballate ma la puzza persiste ed è facilmente individuabile, forse sarebbe il caso di effettuare veramente dei controlli a sorpresa e che per fugare ogni dubbio dei residenti – che hanno contestato da subito le risultanze dello studio che a loro detta indicava solo lievi presenze odoro gene quando loro asserivano di non poter aprire le finestre per i miasmi (ndr) – altra strada non v’è se non quella di affidare uno studio ad un consulente tecnico di parte.

Luciana Miocchi

Una relazione importante – lo studio dell’Istituto Negri commissionato da Ama sulle emissioni odorigene nei dintorni di Villa Spada

27 Set

relazione sullo studio commissionato all’Istituto Mario Negri da Ama

Un cassonetto vi sorveglierà: la nuova raccolta differenziata parte dal Quarto Municipio – di Alessandro Pino

27 Ago

(pubblicato su http://www.di-roma.com)
Il Comune di Roma Capitale e l’Ama hanno intenzione di diffondere il più possibile in tutta la città la pratica della raccolta differenziata dei rifiuti, da svolgersi con modalità innovative rispetto a quanto fatto finora: si parla anche di “ cassonetti intelligenti” attivabili con un tesserino magnetico individuale, in modo da arginare il fenomeno del rovistaggio da parte di nomadi. L’assessore capitolino al’Ambiente Marco Visconti ha annunciato che per mettere a punto il nuovo sistema, in partenza da novembre e che dovrebbe raddoppiare in due anni la quota di rifiuti da riciclare, è stato scelto il territorio del Quarto Municipio, ritenuto più adatto di altri per più motivi: sia dal punto di vista logistico, per la presenza dei centri di raccolta di rifiuti speciali (le cosiddette isole ecologiche in zona Bufalotta e Ateneo Salesiano) e del deposito automezzi di via Salaria, annesso al controverso impianto per la preparazione di combustibile ottenuto da rifiuti. Altre ragioni che avrebbero determinato la scelta del Quarto Municipio per la sperimentazione del nuovo sistema sarebbero – così si legge nei lanci di agenzia – la “bassa densità abitativa” e l’essere caratterizzato da “edifici piccoli” adatti alla raccolta porta a porta e dotati di “ampi spazi condominiali” (caratteristiche che sinceramente non sembra di riscontrare con tale evidenza) oltre al fatto che in alcuni quartieri come Sacco Pastore già da tempo si è cercato di introdurre una sorta di “differenziata spinta” con la scomparsa dei cassonetti per i rifiuti organici, che vanno consegnati in orari fissi agli operatori Ama. Proprio quest’ultima modalità alla prova dei fatti – come si vede nelle immagini – si era dimostrata controproducente perché in molti, non avendo modo di trovarsi sul posto negli orari convenuti, lasciavano i sacchetti dell’umido proprio a fianco dei cassonetti della raccolta differenziata. Di questo devono averne preso atto nella “stanza dei bottoni” e per l’appunto sembra che debbano tornare i grandi secchioni per i rifiuti non riciclabili, seppure nella versione tecnologica dotata di lettore di schede magnetiche – una sorta di Grande Fratello orwelliano dell’immondizia. Entusiastiche dichiarazioni sono state rilasciate dagli amministratori interessati: Salvatore Cappello e Piergiorgio Benvenuti, rispettivamente ‘amministratore delegato e presidente dell’Ama, hanno espresso “grande soddisfazione”, mentre Andrea De Priamo, presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, ha parlato di una «rivoluzione in grado di avvicinare Roma al modello “rifiuti zero” già sperimentato con successo a San Francisco». Secondo Cristiano Bonelli, presidente del Quarto Municipio, il fatto che il nuovo modello verrà sperimentato sul territorio da lui amministrato è «grande motivo di orgoglio» e gli abitanti del Municipio sapranno certamente accoglierne le novità. Sarà, ma di fronte a tutto questo sfoggio di ottimismo tecnologico la prima immagine che viene in mente è quella della classica signora ultraottantenne che guarda perplessa una specie di carta bancomat davanti a un “cassonetto intelligente” – magari vandalizzato – chiedendosi che cosa debba farci: in fondo voleva solo buttare via un sacchetto di immondizia.

Alessandro Pino

l’asilo nido Castello di Gelsomina e la scuola dell’infanzia Giovanni Paolo I

4 Ago

memoria2agosto memoria di giutna che assegna all’associazione ViviCastello, in via temporanea, i locali prima occupati dall’asilo nido Castello di Gelsomina.

Qui invece, le foto sulla presenza di amianto nella scuola dell’infanzia Giovanni Paolo I

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Nuovo incendio nella riserva della Marcigliana

29 Lug

Immagine 

A nemmeno dieci giorni dal rovinoso incendio che ha distrutto diverse piante di alto fusto e appestato l’aria con il rogo di un cumulo di gomma, è tornata a bruciare la riserva della Marcigliana in zona Settebagni. Nella tarda mattinata del 29 luglio si è sviluppato infatti un nuovo focolaio nella parte più interna della riserva naturale che ha anche richiesto l’intervento di un elicottero del Corpo Forestale munito di serbatoio. Il velivolo ha effettuato durante tutto il pomeriggio la spola tra il Tevere per riempire il contenitore di acqua scaricandola poi sull’incendio.

 

incendio del 20 luglio 2012 via S. Antonio di Padova – Settebagni

20 Lug

foto di Alessandro Pino

Questo slideshow richiede JavaScript.