Tag Archives: Luciana Miocchi

Paolo Marchionne è Il candidato presidente per il centro sinistra alle elezioni municipali di Montesacro

8 Apr

PAOLOmarchionne(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Gli elettori di centro sinistra hanno finalmente il nome del candidato presidente di Montesacro: è Paolo Marchionne, con il suoi 3109 voti. Il 32enne attuale capogruppo Pd al consiglio municipale ha vinto con un margine di circa mille voti su Riccardo Corbucci, vicepresidente dell’aula consiliare.  Terzo classificato Claudio Maria Ricozzi, presidente del Pd di Montesacro, fermatosi ad un migliaio di preferenze. Staccatissimo dagli altri, con 277 schede a suo favore, il quarto sfidante, l’indipendente di centro democratico Stefano Di Santo, che ha pagato il recentissimo esordio sulla scena politica del III, una volta IV, Municipio.

Marchionne ha affidato ad un messaggio su fb la prima dichiarazione pubblica dopo aver appreso della vittoria: ”con un totale di 3.109 voti abbiamo vinto le primarie per la presidenza del III municipio. Un risultato collettivo che ripaga i tantissimi militanti e amici che con me sono stati per strada per oltre un mese. Grazie a tutti”.

Riccardo Corbucci ha affidato i suoi ringraziamenti al suo blog personale, scrivendo “Ringrazio i 2.000 cittadini e i tanti volontari ed amici che hanno creduto e sostenuto la mia proposta politica per il III municipio. Tuttavia il risultato delle primarie ha sancito la vittoria del nostro nuovo candidato alla presidenza del municipio Paolo Emilio Marchionne, a cui faccio i complimenti portando in dote per la vera e propria campagna elettorale le idee e i progetti presentati in queste settimane di campagna elettorale nei nostri quartieri.”

Luciana Miocchi

 

L’Aquila – anno IV D.T.

7 Apr

raduno fiaccolata - foto virale da Fb(pubblicato su http://www.di-roma.com il 6 aprile 2013)

La fiaccolata del ricordo ha avuto luogo a partire dalle 22, in anticipo rispetto agli anni precedenti. Il luogo del raduno era davanti alla Fontana Luminosa in piazza degli Alpini ed ha raggiunto piazza Duomo attorno alla mezzanotte, dopo essersi fermata davanti il cratere della casa dello studente, in via XX Settembre. Qui si sono aggiunti il ministro Barca il gruppo dei familiari degli operai morti nella fabbrica Tyssen e quelli della strage di Viareggio. Dopo la funzione religiosa, officiata dall’Arcivescovo Molinari, sono stati liberati nel cielo 309 palloncini bianchi a memoria delle vittime, mentre ne venivano letti i nomi, per ognuno un rintocco di campana. L’ultimo alle 3.32, ora della scossa devastatrice.

Intorno, il centro storico è ancora tutto un immenso puntellamento. I giunti metallici sono ormai opachi, i legni di sostegno mostrano chiaramente gli anni di esposizione alle intemperie, al peso della neve e alla potenza dilatatrice del ghiaccio.

I cantieri avviati sono ancora pochissimi, l’auditorium progettato da Renzo Piano è un puntino colorato e deserto nel parco del Castello cinquecentesco. Qui ancora la gente non torna. Fuori dalle mura la situazione è migliore, nei quartieri più esterni sono cominciate le demolizioni, le case meno danneggiate sono state riparate e ora mostrano intonaci riverniciati in colori da sorbetto psichedelico finora mai visti. I paesi intorno sono nelle stesse condizioni, con le erbe spontanee che piano piano guadagnano terreno tra le macerie, qualche stabile rimesso a nuovo, travi a contrasto, MAP un po’ dappertutto.

Ma chi può, va via da questa città, dove molte imprese che si erano prestate a lavorare nell’emergenza sono state costrette a chiudere perché i pagamenti delle lavorazioni non arrivavano, dove il terremoto ha dato il colpo di grazia ad un’economia che stentava a tenere il passo, vittima della crisi di diverse fabbriche storiche. Dove la soluzione delle new town – acclamata dai più con ovazioni di giubilo e avversata da pochi con lo sguardo lungimirante sul futuro più prossimo e anche su quello più lontano –  ha creato di fatto decine di dormitori non collegati né con il resto della città, senza servizi né luoghi di aggregazione, ha assorbito gran parte delle risorse stanziate lasciando solo poche briciole per la ricostruzione di un centro che a questo punto, essendo il progetto C.A.S.E. un progetto definitivo, forse non interessa nemmeno realizzare. Chi può immaginare, infatti, venendo da fuori, una popolazione che cala di anno in anno, stipata in condomini tirati su in fretta ma realizzati per essere permanenti, non eliminabili come le soluzioni provvisorie dei moduli M.A.P., tornare in un centro ricostruito, non più fantasma. A quel punto si avrebbero interi quartieri abbandonati, ché L’Aquila non è Milano, non è Roma, non attira nemmeno orde di immigrati, troppo freddo, poche speranze di lavoro.

In fin dei conti gli aquilani, prima dei soldi per la ricostruzione, necessari, perché senza di quelli i mattoni non si comprano, cercano parole. Quelle parole che dovrebbero venire dalle Istituzioni, capaci di accendere la speranza di poter tornare un giorno, ad avere una città da vivere, dove andare a fare le vasche in centro e non ripiegare sulle gallerie dei centri commerciali spuntati un po’ ovunque come funghi tra le maglie del provvisorio tutto si può fare dappertutto. Serve infatti una volontà politica che non sia finalizzata a mera passerella per ego da gratificare ma che sia capace di trovare la soluzione al danno arrecato alla vita di relazione e all’ambiente, che voglia riportare effettivamente gli abitanti in centro e non solo gli avventori di pochi esercizi commerciali riaperti con deroghe provvisorie.

Questa città invece, che va avanti volando un po’ alla cieca, non ha avuto la forza di avere pietà neppure per i suoi morti. Il cimitero monumentale semi abbandonato, transennato, quelli nelle frazioni lasciati a se stessi ché la priorità sono i vivi. Un solo esempio per tutti: in quello piccolissimo di Preturo, l’anno scolpito sulla pietra dell’ingresso lo data al 1870, c’è ancora la transenna provvisoria messa su quattro anni fa a causa di una lastra di un loculo non utilizzato, in terza fila, rimasta spezzata e in bilico sul vuoto. Sotto le tombe di due anziani, tenuti in ostaggio da quattro anni dai tondini e dalla rete di protezione. I fiori i familiari sono costretti a tirarli da lontano, con l’occhio fisso sul marmo pericolante. Non si trova il responsabile della rimozione.

Ad un anno dalla morte di Miriam Sermoneta

5 Apr

sermonetaÈ passato già più di un anno dalla tragica morte di Miriam Sermoneta. La ragazza, che di lavoro faceva la guardia giurata, fu trovata morta nella propria abitazione nei pressi di Tivoli la sera del 24 marzo 2012. Si era sparata un colpo al cuore con l’arma di servizio, subito dopo avere manifestato le proprie intenzioni suicide ad un collega col quale stava chattando. Vicino al suo corpo ormai senza vita, una breve lettera, quasi a mo’ di seguito di quella aperta che aveva scritto al Presidente della Repubblica tempo prima, con la quale denunciava il disagio personale di donna che lavorava in un ambiente ancora troppo maschile e a volte maschilista e di una categoria, quella dei vigilantes, pressoché inesistente giuridicamente, mal retribuita e poco considerata, dal lavoro fatto di disagi, pericoli e precarietà di ogni genere, ultima in ordine di tempo la cassa integrazione, istituita dalla società per cui lavorava, la Axitea ( una volta Mondialpol Roma) e piovutagli addosso con l’effetto di un fulmine a ciel sereno.

Il clamore suscitato da quella morte solitaria fu enorme e per qualche giorno ci fu il solito italianissimo polverone di buoni propositi, intenti di riforma, trasmissioni sulle radio locali. Poi, come era facilmente prevedibile, tutto si esaurì nell’indifferenza più totale, la stessa che doveva aver contribuito alla sciagurata decisione di premere il grilletto. Quest’anno, solo pochi mesi dopo, quasi nessuno si è ricordato dell’anniversario di Miriam e i suoi suoi colleghi dell’istituto di vigilanza sono nelle stesse condizioni di allora, con lo stesso destabilizzante senso di ipotenza. Dopo la cassa integrazione a rotazione ora si rincorrono le voci, sempre più insistenti e angoscianti, di una possibile messa in mobilità – un modo più diplomatico di dire perdita del lavoro – per parte del personale.

Luciana Miocchi

Villa Spada – Municipio Montesacro di Roma Capitale: incontro con David Sassoli candidato sindaco alle primarie del centro sinistra

4 Apr
David Sassoli a Villa Spada

David Sassoli a Villa Spada

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

A margine dell’incontro avuto con i cittadini di Villa Spada, David Sassoli, l’ex giornalista già eurodeputato per il Pd, il primo ad avanzare, diversi mesi fa, la propria candidatura per le primarie di domenica 7 aprile con le quali il centro sinistra sceglierà il proprio sfidante Sindaco, ha risposto ad alcune domande postegli per di-roma.

Nell’ora precedente aveva già affrontato il tema della delocalizzazione dell’impianto Ama, ben visibile dai giardinetti dove è avvenuto l’incontro e discusso di temi di importanza generale. Una parola anche per la pubblicizzazione delle primarie e l’improvvisa sparizione degli spazi messi a disposizione dal Comune. Gli è contestata l’affissione selvaggia, con i suoi manifesti sparsi un po’ ovunque e che se anche non li attacca personalmente ne è comunque responsabile. Incidenti che possono capitare, la differenza con il passato,s e c’è,  si vedrà nei prossimi giorni, quando necessariamente arriveranno i verbali che andranno o impugnati o pagati,nei trenta giorni successivi.

Perché una persona dovrebbe scegliere Sassoli  anziché un altro dei candidati alle primarie?

Perché io ho posto subito il problema di uscire dalle primarie per non restare nel recinto identitario del centro sinistra ma dare spinta alla costruzione di un fronte largo che raccolga i delusi di Alemanno e l’indignazione di Grillo. Siamo nel mezzo, abbiamo due pesi, che sono pesi importanti in questa città, non possiamo perdere l’occasione di avviare noi e essere protagonisti di una stagione di cambiamento.

Roma è talmente grande ed ha delle esigenze totalmente differenti, dal centro alla periferia

Dobbiamo imparare a non parlare più di centro e periferia. Questo dove ci troviamo oggi è Il terzo municipio – ex quarto – ed è grande quanto Catania. Dobbiamo imparare a considerare Roma come la città delle città e quindi superare il concetto di centro e di periferia. Certo c’è il centro storico, la città monumentale però non ci devono più essere “le periferie”, quelle sono grandi città dove abitano migliaia di persone e le città sono fatte tutte nella stessa maniera. Hanno delle piazze hanno servizi, hanno zone commerciali, hanno il verde pubblico, hanno i giardinetti.

Noi dobbiamo cominciare a ragionare di una città delle città che costruisca e ricostruisca il tessuto urbano così degradato di tante zone di Roma

Una volta si vedeva la differenza anche nello stato della manutenzione. In periferia c’era l’asfalto rovinato, pieno di buche, pochi marciapiedi e rovinati, la segnaletica orizzontale non più visibile da tempo immemore. Oggi purtroppo, anche dove circolano i turisti, le condizioni sono le stesse

C’è ormai uno stato di non manutenzione che lega tutta la città, unificata dal degrado e naturalmente su questo dobbiamo avere anche dei progetti innovativi e riuscire a coinvolgere gli artigiani dei quartieri perché altrimenti non ce la faremo a dare manutenzione, piccola manutenzione ad un degrado così’ abbondante. Dobbiamo avere dei progetti e li stiamo studiando, dando nel contempo ai municipi le risorse necessarie per intervenire. Ci sono troppi marciapiedi rotti, troppe strade dissestate. Noi abbiamo bisogno di presentare la nostra città non solo ai cittadini ma anche a quelli che vengono da fuori, di conservare la più bella città del mondo

Come si può realizzare tutto questo con la cronica mancanza di soldi che affligge le casse pubbliche?

Dobbiamo inventarci dei progetti, come ad esempio quello della cartellonistica. La pubblicità a Roma è un volume notevolissimo di soldi. Faremo i piani regolatori della cartellonistica e li affideremo ai Municipi. Ogni Municipio farà la sua gara d’appalto, quei soldi andranno alle sue casse, e avrà anche il controllo della pubblicità.

Questi soldi noi vogliamo che vengano impiegati su due capitoli di spesa: gli affari sociali, perché oggi c’è un impoverimento soprattutto delle famiglie, degli anziani, di tanti giovani in cerca di lavoro, e alla manutenzione della città.

Luciana Miocchi

Il 4 aprile su Serpentara Tv gli sfidanti alle primarie del centro sinistra per il municipio di Montesacro

3 Apr

Domani, 4 aprile, su http://www.livestream.com/Serpentara in diretta i candidati alle primarie municipali del 7 aprile, a partire dalle 21 e 15.

Nello studio di Serpentara Tv Paolo Marchionne, Claudio Maria Ricozzi, Riccardo Corbucci e Stefano Di Santo confronteranno le loro idee e i loro programmi elettorali.

Per chi volesse intervenire, l’abituale canale chat rimarrà aperto durante la trasmissione. Altrimenti, al nr 329/5813873

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: erbacce e buche sistemate prima di Pasqua

29 Mar

Nuovo inoperaiallavorosettebagnitervento a Settebagni propiziato dalla strana coppia Bonelli-Bentivoglio. Da questa mattina è all’opera in via dello Scalo una squadra di operai municipali, creata dalla presidenza del Municipio cooptando i dipendenti da diversi uffici, con la missione di ripulire da erba e erbacce a partire dal ponte di S. Antonio andando verso l’altro della salita della Marcigliana.

Sarà perché le elezioni si avvicinano ma il presidente del Municipio Cristiano Bonelli ed il consigliere Marco Bentivoglio, stretto collaboratore del neo consigliere regionale ed ex assessore capitolino Antonello Aurigemma – che in passato aveva avuto modo di punzecchiare più o meno simpaticamente il minisindaco – sembrano aver raggiunto una intesa invidiabile nel mettere mano ad alcune criticità del quartiere altrimenti trascurate.

Nel pomeriggio saranno riparate anche alcune buche per le vie collinari del quartiere.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: arriva nel quartiere il Corbucci Presidente Tour

26 Mar

DSC_0173Tappa settebagnina del “Corbucci Presidente Tour”, ieri in versione parecchio bagnata. Infatti, fino all’ultimo si è temuto che fosse necessario rinviare il tutto ad un giorno meno piovoso, invece il tempo ha tenuto il necessario perché l’incontro si potesse tenere nel piazzale davanti al civico 1399 di via Salaria.

C’è stato anche un diversivo divertente, una telefonata al cellulare dell’attuale vice presidente del Consiglio municipale, dal numero coperto, con la quale una voce maschile, spacciatasi per il proprietario dell’area, minacciava, con voce alquanto seria, denunce se si fosse dato seguito all’appuntamento. Il goliardo non deve aver tenuto conto del fatto che il Signor Riccobelli è un uomo estremamente liberale, aperto al confronto politico con chiunque si occupi di amministrare la cosa pubblica e che aveva già accordato il suo permesso. Durante il confronto con i cittadini al candidato alle Primarie sono state rappresentate e discusse alcune esigenze dei residenti, come – tra le altre – la chiusura notturna del Parco dei frutti con l’assegnazione delle chiavi alla cittadinanza, in modo da tutelare l’incolumità dei giochi e la sicurezza che non divenga luogo di traffici illeciti; la tutela del campo sportivo del Settebagni Calcio attraverso una migliore gestione dell’investimento contratto con il credito sportivo, la realizzazione di un Centro sociale anziani e polifunzionale per i giovani dentro al parco Nobile, prefabbricato come la struttura realizzata nel parco delle valli e proporre un concorso pubblico aperto alle scuole per decidere come realizzarlo; avviamento dei lavori per il sottopasso di via S. Antonio da Padova entro il 2014; ripristino dei fondi iscritti in bilancio nel 2008 in modo da affrontare una seria opera di restauro della scuola Giovanni Paolo I. Corbucci ha anche presentato la proposta di “chiusura del centro di accoglienza nomadi di via salaria, che è diventato un lager dove le persone non vivono in condizioni dignitose, come emerso dalla denuncia dell’ associazione art. 21, trasferendolo in un luogo fuori dal centro abitato e mettere al suo posto una caserma dei carabinieri perché via Salaria venga riqualificata dalla presenza dei militi dell’arma, capace di tenere lontano insediamenti abusivi e prostituzione”.

DSC_0175I residenti intervenuti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa con la quale Corbucci ha portato una tappa del suo tour al vallo di Adriano del Municipio, territorio che invece sembra poco o nulla presente nei programmi degli altri candidati, tanto che alcuni hanno reclamato a gran voce anche la possibilità di conoscere gli altri sfidanti di persona e sul posto.

Le primarie per la scelta del candidato del centro sinistra alle elezioni municipali e comunali si terranno domenica sette aprile. Il Gazebo per poter votare sarà come al solito, a fianco del chiosco di fiori davanti la chiesa.

 Luciana Miocchi

Settebagni, Municipio Montesacro di Roma Capitale: lavori di impermeabilizzazione per le terrazze della scuola Giovanni Paolo I

26 Mar

DSC_0152Buone notizie in arrivo per la scuola Giovanni Paolo I di via dello scalo di Settebagni. Dieci giorni fa vi è stato un sopralluogo dell’intero ufficio tecnico del Municipio, al quale ha preso parte anche il consigliere Marco Bentivoglio, che segue la vicenda dall’inizio,
insieme al presidente del Municipio Cristiano Bonelli, allo scopo di controllare lo stato dei luoghi e l’avanzamento dei lavori. Infatti, con lo stanziamento dei fondi iscritti nel Bilancio 2012 e allocati nel novembre scorso, per un importo di circa 380.000 euro, sarà possibile rifare l’impermeabilizzazione delle sei terrazze dell’edificio – due sono state già realizzate – allestire i ponteggi necessari, restaurare i frontalini e sostituire i discendenti. Le frequenti precipitazioni del periodo hanno rallentato le lavorazioni, che nell’ultimo mese sono state sospese in virtù del fatto che è necessario un clima asciutto quando si stende la guaina bituminosa. Interventi previsti anche per sistemare i marciapiedi del lato sud, dove le radici delle essenze arboree hanno sollevato la pavimentazione.

Finita questa tranche di lavori, occorrerà aspettare che vengano destinate altre somme per vedere finalmente anche il rifacimento dei bagni, ormai vecchi di trentasette anni, nonché la sistemazione delle pedane elevatrici per i disabili. Durante le ultime elezioni politiche, il loro guasto, segnalato peraltro varie volte nel corso degli anni, ha impedito l’accesso alla sezione elettorale in almeno un caso documentato.

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale: è morto l’ex presidente Ferdinando Digiamberardino

24 Mar

DIGIAMBERARDINO(pubblicato su http://www.di-roma.com)

E’ deceduto nella notte tra sabato e domenica, dopo una lunga malattia, Ferdinando Digiamberardino, assessore ai lavori pubblici del XIX Municipio. Ex presidente indicato dal Ppi per il centro sinistra del IV Municipio, poi consigliere passato al centrodestra, la sua era considerata una figura controversa ma ancora capace di influenzare la vita politica del consiglio di Montesacro.

I funerali si terranno domattina, 25 marzo, alle 11 nella chiesa di S. Felicita a Fidene.

Addio a Pietro Mennea, indimenticabile Freccia del Sud

22 Mar

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

“In California incontrai Muhammad Ali che per me è sempre Cassius Clay. Mi presentarono come l’uomo più veloce del mondo. Lui mi squadrò sorpreso: “Ma tu sei bianco”. Sì, ma sono nero dentro.” (cit. Pietro Mennea )

 

Pietro Paolo MenneaE’ scomparso questa mattina a Roma, cogliendo tutti di sorpresa dopo una breve e spietata malattia Pietro Paolo Mennea, forse l’atleta italiano più famoso di tutti i tempi.

Nato a Barletta il 28 giugno del 1952, figlio di un sarto e una casalinga, studia ragioneria e corre, corre e studia, sempre con il massimo impegno.

Oltre agli innumerevoli allori si laurea ben quattro volte, in scienze politiche, giurisprudenza, scienze dell’educazione motoria e lettere. Si iscrive all’albo degli avvocati di Roma, dove impianta uno studio legale in via Silla. Fino a pochi mesi fa era facile incontrarlo per i corridoi del Tribunale di viale Giulio Cesare, un avvocato tra gli altri, magari solo un po’ più taciturno. Curatore fallimentare e professore universitario a contratto presso l’Università di Chieti e Teramo, Europarlamentare per una legislatura, metodico com’è trova anche il tempo di sposarsi e scrivere una ventina di libri.

La sua carriera sportiva, costruita con la maniacale cura che lo porterà ad allenarsi 365 giorni all’anno, non ha bisogno di presentazioni ad effetto: quando diviene olimpionico a Mosca nel 1980, era già detentore da un anno del primato mondiale sui 200 piani conquistato alle Universiadi di Città del Messico con il tempo di 19”72, record rimasto imbattuto per diciassette anni – Michael Johnson lo spodestò ai trial statunitensi per le olimpiadi del 1996 – e tutt’ora primato europeo.

Un altro record che ancora gli appartiene, stabilito il 22 marzo 1982, è quello dei 150 metri piani, con il tempo di 14″8 sulla pista dello stadio Comunale di Cassino. Infatti il tempo di 14”35 fatto registrare nel 2009 da Usain Bolt a Manchester non è stato omologato perché stabilito su pista rettilinea.

Nel corso della sua carriera agonistica si è ritirato più volte, in periodi nei quali sembrava non potersi più esprimere ai livelli a cui era abituato: una prima volta nel 1981, poi tornò per partecipare alla prima edizione dei mondiali di atletica ad Helsinki e vinse un bronzo e un argento. Subito dopo aver partecipato a Los Angeles 1984 diede nuovamente l’addio alle gare. Ma il richiamo della quinta olimpiade lo fece tornare e a Seul 1988 fu portabandiera, anche se questa gioia fu appannata dalle polemiche mosse da chi, nel comitato olimpico, riteneva, ironia della sorte, che non avesse i titoli per un simile onore. Si qualificò soltanto per le prime batterie. Aveva trentasei anni è vero, ma i giochi di Seoul furono ricordati per la positività al doping di numerosi atleti, compreso Ben Johnson, il re della velocità del momento.

Nonostante l’atletica gli avesse portato le massime onorificenze della Repubblica, non vi fu posto per lui nello sport italiano, dopo aver smesso l’attività agonistica. Troppo schivo, solitario, un carattere intransigente impossibilitato al compromesso e con l’irritante attività di crociato contro la chimica nello sport. Praticamente ignorato dal Coni, nel marzo del 2012 a Londra, in occasione dei giochi olimpici, dedicano alla sua straordinaria carriera una stazione della metropolitana.

Cordoglio è stato espresso dagli sportivi di ogni parte del mondo, increduli, come tutti, per la morte di un uomo ancora giovane che da vivo era già leggenda. Il neo presidente del Coni, Giovanni Malagò, saputa la notizia è rientrato immediatamente a Roma interrompendo un viaggio di lavoro. Ha disposto che la camera ardente venga allestita al Coni.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: domani lavori al parco davanti la chiesa di S. Antonio da Padova

19 Mar
volontario dell'associazione "Mani che aiutano" della Chiesa dei santi dell'ultimo giorno

volontario dell’associazione “Mani che aiutano” della Chiesa dei santi dell’ultimo giorno (foto A. Pino)

Sempre a cura e spese di volontari privati, che in un primo momento sembravano essere  della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni – che si erano già occupati del recinto per i cani al parco Nobile – ma in seguito è stato chiarito in questo caso non c’entrano nulla, domani verrà sistemato l’ingresso del piccolo parco davanti la chiesa di S. Antonio da Padova, che da sempre, in inverno, è coperto da uno spesso strato di fango.

Per ovviare al problema, verrà messo in opera uno strato di ghiaia battuta, in modo che non sia troppo disagevole accedere con carrozzine, passeggini e carrozzelle.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: realizzato lo spazio cani. Le polemiche non ti aspetti

19 Mar

bonelliparcoNOBILEareacaniFiniti i lavori di realizzazione dello spazio ai cani nel parco Nobile, a Settebagni, ad opera dei volontari della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni”, le polemiche non si placano.

Nonostante sia stata un’operazione a costo zero, cercata e voluta nel corso degli anni, c’è sempre chi non è d’accordo su nulla. Specialmente su fb, nei gruppi dedicati alla zona, i commenti sono contrastanti.BOONELLIPARCOnobielBENTIVOGLIOilmioquartiere

Soprattutto certi proprietari di cani, forse perchè ora che uno spazio c’è, anche se imperfetto, non potranno più condurre impunemente – in barba al regolamento comunale – i propri cani senza collare e guinzaglio al parco. Comportamento che in passato ha creato più di un attrito con i genitori che invece al parco avrebbero voluto poter lasciare i bambini liberi di giocare e correre senza paura e di mezzo, ovviamente, sono andati quei padroni rispettosi del proprio animale e del prossimo, che muniti dell’attrezzatura prescritta venivano oramai mal sopportati comunque.

Poi c’è la categoria di quelli che il parco vorrebberlo avere sotto casa e lo bollano come lontano e scomodo, una spesa inutile. Forse non rammentano che fino a qualche anno fa, Settebagni ne era totalmente sprovvista e chi poteva, caricava i figli in macchina e andava in un altro quartiere.

BONELLIparcoNOBILEAREACQuelli che non hanno apprezzato perchè l’hanno ritenuta un’operazione elettorale. Probabile che un qualche pensiero in tal senso, effettivamente ci sia, visto l’imminenza del ritorno alle urne. Dopotutto gli elettori dovrebbero giudicare in base ai risultati raggiunti e gli eletti, facendo politica, hanno sempre un occhio attento.  Ognuno dovrebbe avere la capacità di giudicare e comportarsi di conseguenza. Non perdendo di vista però, che il recinto ora c’è, e la sua necessità viene da lontano.

bonelliBENTIVOGLIOparconobileQuelli che non sono contenti perchè lo spazio è troppo piccolo. Quelli che è stato sottratto spazio alle persone. Quelli che il parco fa schifo perchè non ci va mai nessuno. Quelli che non ci vanno perchè non c’è vigilanza. Quelli che vorrebbero vedere i vigili. Quelli che non ci vanno perchè i vigili li hanno visti e gli hanno fatto la multa per il cane senza guinzaglio.

La maggioranza dei residenti però è contenta che finalmente sia arrivato un piccolo segno di civiltà anche qui. L’area è piccola, non attrezzata secondo i canoni del comune ma l’accettano come un inizio, il resto cercheranno di averlo un pezzetto per volta. Più il parco è frequentato più diventa sicuro. E poi è stato bello vedere il presidente Bonelli con un piccone in mano,  l’ha usato davvero, non solo per le foto. Non capita tutti i giorni un politico che si da ai lavori manuali.

Luciana Miocchi

(foto A. Pino)

Cercando di raccontare il casuale lavoro di un naso. Storia di spazzatura, saponette e cavalli che corrono con la criniera al vento

18 Mar

(pubblicato anche nella nuova pagina “istantanee scattate con la penna”)

foto di repertorio di A. Pino

foto di repertorio di A. Pino

Mattina di mercoledì 6 marzo. Un cielo luminoso ma senza sole e l’aria umida rimandano l’idea che debba piovere da un momento all’altro.

Sono su via Salaria, direzione dentro Roma, sulla strada per andare al lavoro. Il traffico è solo parecchio rallentato, per fortuna non è quella fila compatta di auto che ti costringe ad immaginare spiagge tropicali per ammazzare il tempo. Ascolto distrattamente il ruggito del coniglio. All’improvviso, mi rendo conto più o meno di essere arrivata all’altezza della sbarra di Sky, realizzo che sto respirando un profumo che non è il mio. Per alcuni lunghi istanti mi sento disorientata, come se non fossi più seduta alla guida della mia auto legata con la cintura di sicurezza ma catapultata non so come in mezzo ad un prato a tinte forti, coperto dai fiori più improbabili e invisibili o dentro una fabbrica di disinfettanti e deodoranti, reparto prove, oppure in un bagno di quegli alberghi di lusso dove nemmeno entri che già si attiva una fotocellula che ordina lo spruzzo di aromi con aspirazioni divine e celestiali.

Il mio naso preso alla sprovvista registra un effluvio – come lo chiamo? Odore? Puzza? Profumo? Cattivissimo non è, buono nemmeno. Soprattutto non l’ho voluto, non l’ho cercato, non è discreto ma prepotentemente invadente –  che poteva sembrare quasi piacevole, dolciastro, una sensazione di acqua e saponetta anni settanta. Dopo pochi attimi invece, mi accorgo che in quell’acqua galleggia un aroma di spazzatura. No, non un olezzo di immondizia stagionata. Fresca, fresca, un aroma inconfondibile e impossibile da nascondere. Come se qualcuno avesse risciacquato un enorme cassonetto dei rifiuti con un altrettanto gigantesca dose di detergente profumato. Mi aspetto da un momento all’altro di veder galoppare il cavallo bianco con la criniera al vento che nitrisce mentre una voce in sottofondo dice il nome del bagnoschiuma, sempre anni settanta pure quello. Persiste, insistente e prevaricatore, fino all’entrata del centro di accoglienza del Comune di Roma, poi si dissolve e nell’abitacolo non arrivano più aromi estranei, giusto in tempo per non passare dalla fase stordita-incuriosita a quella fastidiata dal finto profumo taroccato. Deve essere questa una delle puzze che denunciano gli abitanti di Villa Spada, la cui collina si trova proprio di fronte dove è iniziato il mio viaggio sensoriale. Subdola perché non immediatamente sgradevole come quando aleggia l’odore di sostanze acide, diventa esasperante perché si tratta di un aroma estraneo al quadro ambientale naturale, artificioso, impossibile da eliminare a comando, che copre una puzza con un simulacro di prato in fiore, di doccia frettolosa e con l’acqua fredda.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: dopo il sopralluogo dello scorso luglio, sabato partono i lavori per la realizzazione di uno spazio riservato ai cani al Parco Nobile

15 Mar

– foto di repertorio A. Pino –

Come anticipato nell’articolo postato lo scorso 28 luglio, finalmente cominciano i lavori per riservare uno spazio ai cani nel parco Nobile, a Settebagni.

L’approvazione della mozione in consiglio municipale risale ormai a tre anni fa. Questioni di bilancio non ne hanno mai permesso la realizzazione e anche ora, i cani del quartiere – e i loro proprietari – dovranno ringraziare l’intervento della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni”, che stanno realizzando il loro luogo di culto in via di Settebagni e si sono prestati, attraverso il loro progetto ” Mani che aiutano”, dietro interessamento del presidente del Municipio Cristiano Bonelli e del consigliere di riferimento Marco Bentivoglio, a realizzare questo piccolo grande sogno a costo zero per l’amministrazione.

Come già detto in altre sedi, non si tratterà di un’area cani attrezzata come prescritta dai regolamenti comunali, troppo laboriosa e dispendiosa, ma di un luogo, recintato e chiuso da cancelletto, nel quale gli animali potranno essere condotti senza contravvenire al divieto di introdurre cani nel raggio di cento metri dai giochi per bambini a meno che non ci sia un percorso protetto.

Probabilmente i lavori avranno inizio e termineranno nella stessa giornata del 16. Ora la palla passa ai proprietari – molti dei quali sono sempre stati corretti, cercando di non entrare in contrasto con i genitori dei bimbi nella convivenza forzata delle proprie esigenze – che non avranno più scuse per portare i propri pelosetti al parco senza guinzaglio, lasciandoli scorrazzare liberi tra i bambini che giocano, anche se di grossa taglia o anche se non graditi. Il consigliere Bentivoglio ricorda “come anche nell’area dedicata sia necessario mantenere un atteggiamento di collaborazione e buon senso, che le deiezioni canine vanno raccolte con il sacchetto e smaltite come d’abitudine e da regolamento comunale”.

Settebagni, dopo averlo agognato per molto tempo, ha finalmente un luogo che testimonia la dignità dell’animale e dell’essere umano. Che tutti contribuiscano ora a mantenerlo decoroso ed funzionale.

Nella giornata di domani l’associazione “Il mio quartiere” ha ottenuto l’autorizzazione ad impiantare un mercatino all’ingresso del parco.

Luciana Miocchi

 

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale: l’assessore Francesco Filini tenta il grande salto in Regione

22 Feb

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Francesco FiliniA pochi giorni dal voto per le elezioni politiche nazionali e per le regionali, Francesco Filini, assessore alle politiche sociali del IV Municipio di Roma Capitale, passato a Fratelli d’Italia neo formazione di Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto staccatisi dal Pdl, risponde ad alcune domande sul suo presente e futuro politico

Come è maturata la scelta di lasciare il Partito delle libertà per lanciarsi nell’avventura tutta nuova di fratelli di Italia?

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le primarie che il PdL aveva promesso e non ha mai voluto fare. Dalla fusione tra AN e FI è nato un partito verticistico senza alcuna regola (io ero nel direttivo romano del PdL, organo mai convocato in 5 anni…) e che ha paura di confrontarsi con la base, di fronte ad una legge elettorale così infame si doveva dare parola agli elettori, per evitare di trovarsi in lista show girl e raccomandati di ogni genere. Fratelli d’Italia è un movimento nuovo, fatto di gente giovane che viene da un percorso politico territoriale, con una classe dirigente che sa confrontarsi con i cittadini e che sa ascoltarli. Da sempre credo nel contatto diretto tra chi rappresenta e chi è rappresentato.

Quali sono le nuove responsabilità in FdI che ha assunto?

In FdI guido l’ufficio elettorale, mi sono dovuto occupare di presentare le liste in tutta Italia, fortunatamente è andato tutto liscio. Anche perché il panino l’ho mangiato dopo aver consegnato la documentazione, non “mentre” come fece qualcuno tre anni fa…

Se dovesse andare male alle regionali, si candiderà di nuovo in Municipio o sceglierà altre strade?

Non mi ricandiderò al consiglio del IV Municipio, dove sono ben rappresentato. Ora sono concentrato sulle regionali e sto lavorando affinché Fratelli d’Italia cresca da subito.

Perchè un elettore dovrebbe votare Francesco Filini alla Regione?

Perché viviamo nell’epoca della crisi della politica, che va superata prima ancora di quella economica. Non abbiamo speranza di risollevare le sorti del nostro paese se non ci riappropriamo della politica, quella fatta con serietà, competenza e passione. E credo che possa farlo bene chi conosce i problemi della gente, avendo lavorato sul territorio.

Quale esperienze porterebbe in regione, in questi cinque anni da assessore municipale cosa ha imparato?

Ho imparato che il territorio, le associazioni, i cittadini, sono una risorsa inesauribile. Chi fa politica deve aprire le porte dell’amministrazione a chi è portatore di idee nuove e principi sani. In Regione mi batterò per l’introduzione di una moneta complementare e per l’installazione di una WI-FI di tipo mesh di proprietà popolare. L’economia locale è il presupposto per la crescita, per creare nuovi posti di lavoro: solo così potremo evitare il declino.

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale: il capogruppo Idv Romeo Iurescia passa ufficialmente al Pd

15 Feb

Iurescia(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Con comunicazione protocollata il giorno di S. Valentino, Romeo Iurescia, capogruppo fino a quel momento dell’Idv, ha ufficializzato il suo passaggio al partito democratico, salutato così dal comunicato di Umberto Marroni, capogruppo Pd al consiglio di Roma Capitale:

“Voglio dare il benvenuto nel Partito Democratico al consigliere municipale Romeo Iurescia, che in questi cinque anni ha sempre garantito un’opposizione ferma e costruttiva alle amministrazioni di centrodestra di Alemanno e Bonelli. Positivo l’ingresso di Iurescia, proveniente dall’esperienza della società civile. Un adesione al gruppo che conferma il buon lavoro del PD territoriale, che ha saputo costruire un’alternativa valida in IV Municipio in grado di battere le destre e proporre un modello sano di governo, collaborando con le altre forze al pd. Dare forza al PD oggi vuol dire, infatti, dare forza ad un’alternativa di governo credibile per voltare pagina dopo la fallimentare esperienza Alemanno”.

L’avvicinamento di Iurescia al Pd era evidente da mesi, si era palesato la prima volta quando partecipò all’incontro organizzato da Riccardo Corbucci alla sala Agnini con Dario Franceschini, unico politico di un altro partito presente all’evento e proseguito poi con l’assidua frequentazione dei gazebi e l’organizzazione di incontri elettorali a sostegno dei candidati alle varie tornate elettorali.

Cristiano Bonelli, presidente del IV Municipio, Pdl, così ha commentato l’evento:

«Assurdo ed unico il pd in IV, che ha dimostrato in questi anni inaffidabilita’ e pochezza politica, i litigi hanno dilaniato gli ex Ds con migrazioni costanti degli eletti nel Pd in altri partiti, riducendolo a 4 consiglieri . Davvero imbarazzante poi la vicenda che vede il consigliere Iurescia, messo alla gogna dal Pd e dai siti vicini, reo di aver chiesto ed ottenuto 23mila e di rimborsi chilometrici ed oggi nuovo consigliere del gruppo Pd accolto in pompa magna accanto al cons Corbucci nella campagna elettorale x un candidato regionale. Furono lo stesso Corbucci e la presidente della Commissione trasparenza Rampini ad attacarlo ma oggi e’ il benvenuto ?»

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio di Roma Capitale: i lavori di sistemazione della scuola Giovanni Paolo I a spizzichi e bocconi, a seconda dei soldi in cassa

14 Feb

giovannipaolo1Finalmente l’ Ufficio Tecnico del Municipio ha presentato la settimana scorsa il conto preventivo dei lavori che servono per l’intervento globale di messa in sicurezza della scuola Giovanni Paolo I di Settebagni, fatti rientrare nella cifra di seicentomila euro dei fondi dell’emergenza neve. E’ terminata da qualche giorno la prima trance dei lavori che è stato possibile realizzare con la somma erogata dall’amministrazione: il taglio delle essenze arboree, effettuato da Multiservizi, il rifacimento dei profili sulla scalinata d’ingresso e la sostituzione o la riparazione di vetri e finestre dei locali di pertinenza della scuola dell’infanzia dove è stato stivato il materiale contentente eternit rimosso dall’edificio. A detta del consigliere Marco Bentivoglio, Pdl, che con il presidente del Municipio Cristiano Bonelli e il vice presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, Pd, aveva partecipato ai sopralluoghi nei locali della scuola insieme ad alcuni genitori ed ha seguito poi l’intero iter, l’eternit è stato trattato e sigillato nella stanza che è stata destinata allo scopo e lì rimarrà fino a data da destinarsi perché mancano i fondi per lo smaltimento attraverso l’invio ad una discarica autorizzata.

I lavori che mancano all’appello sono la messa in sicurezza totale dell’edificio, la sistemazione dei bagni e le infiltrazioni d’acqua nei solai, in alcune classi quando piove si fa lezione con la bacinella ed il rischio che prima o poi si verifichi il crollo di qualche controsoffittatura diventa sempre più probabile. Verranno eseguiti soltanto quando le somme saranno messe a disposizione, nella misura che si riuscirà a coprire con gli importi ottenuti. Purtroppo, le regole imposte sono queste. Per l’intanto permangono le impalcature su alcuni dei terrazzi.

Luciana Miocchi

Papa Benedetto XVI si dimetterà il 28 febbraio

11 Feb

papabenedetto2

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

La notizia ha fatto immediatamente il giro del mondo, facendo saltare il sito internet dell’Ansa che per prima l’ha resa nota. Papa Benedetto XVI ha annunciato, in latino, durante il concistoro di canonizzazione dei martiri di Otranto, che rinuncerà a guidare la chiesa cattolica il 28 febbraio. La decisione, maturata dopo una seria riflessione e nella constatazione che la sua età non gli consente di governare la barca di Pietro con l’energia necessaria, lascia smarriti quanti sono legati alla tradizione per la quale un Papa non abdica mai, a cui non venne meno nemmeno Giovanni Paolo II, gravemente malato ma Pontefice fino all’ultimo respiro.

Non tutti credono alle motivazioni di salute e di anzianità, alcuni ritengono che l’amore che Benedetto XVI nutre per la Chiesa e il pontificato sia talmente grande da arrivare al sacrificio personale pur di dare una scossa all’ambiente curiale, accusato da più parti di pensare poco ai regni celesti e troppo all’amministrazione del potere terreno.

Il primo a dimettersi nella storia bimillenaria della Chiesa fu S. Clemente, nel I secolo DC, ma bisogna tornare indietro nei secoli di ottocento anni per trovare il precedente più clamoroso, quello di Celestino V, l’eremita Pietro del Morrone, dimessosi dopo pochi mesi dalla sua elezione al soglio pontificio, in contrasto con l’ambiente corrotto e clientelare a cui non era abituato, incapace di porvi rimedio. Gregorio XII, ai tempi oscuri dei papi e degli anti-papi, prima della scoperta dell’America, fu l’ultimo a prendere una decisione così grave .

Ancora non ci sono indicazioni certe su quale sarà la destinazione di Joseph Ratzinger una volta ufficializzato il suo abbandono, anche se sembra plausibile venga accolto in un convento di clausura, per non essere di intralcio al nuovo pontefice. Le ultime notizie danno come prescelto il chiostro interno allo Stato pontificio, almeno fino al termine del concistoro che sceglierà il suo successore.

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio: corteo per la scuola pubblica

25 Gen

scuolapubblicaOggi in corteo da via Stampalia a piazza Sempione il coordinamento scuole IV Municipio: studenti, genitori e insegnanti per protestare contro i disservizi e i tagli alla scuola pubblica.

Nessuna bandiera di partito o di sindacato, a rimarcare che la scuola è una priorità di tutti, non un’occasione per fare una strumentalizzazione con poco sforzo.

Dice Antonietta Principe, rappresentante rsu Usi Enti locali, che «l’interessamento e le comunicazioni a norma di legge si sono rese necessarie per consentire al personale scolastico di poter partecipare al corteo ma che nessuna bandiera apparirà per rispetto all’organizzazione spontanea che ha voluto una manifestazione pacifica e apartitica in un periodo pre elettorale, facile terreno per chi volesse mostrarsi in vetrina facilmente impegnandosi poco o nulla. Si tratta di un momento importante di mobilitazione dal basso, anche in prosecuzione delle segnalazioni e interventi fatti sia a livello municipale sia a livello centrale nella Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro e sul territorio e nello snodo romano del “Comitato 5 aprile”, su sicurezza e salute, nonché per il collegamento tra lavoratori e lavoratrici con l’utenza e le famiglie, per la scuola e i servizi educativi e scolastici PUBBLICI e per la regolarizzazione e assunzione dei precari e del personale dei servizi esternalizzati (Aec, operatori dei servizi integrativi…). Non era più tollerabile il continuo taglio alle risorse delle nostre scuole, la retorica dell’austerità che elimina i servizi sociali essenziali, il sistema sanitario pubblico, ecc., finalizzata a privatizzare tutto. Per queste ragioni è stato importante l’impegno ad organizzare in maniera unitaria un coordinamento sempre più forte e partecipato delle scuole del 4 municipio – studenti, lavoratori della scuola, genitori, in collegamento con le realtà sociali del territorio per difendere un bene comune importante come la scuola. Importante partecipare tutti  perchè i municipi devono provvedere alla sicurezza delle scuole e i fondi a nostro avviso vengono investiti male e con priorità dettate da favoritismi. Partecipo come sindacalista e soprattutto come lavoratrice. Ora sono in una struttura nuovissima e bellissima, completamente a norma perché appena consegnata ma per anni ho lavorato presso una struttura con più di trent’anni, con molte criticità, la scuola Giovanni Paolo I, della quale ancora mi occupo facendo continue segnalazioni per renderla a norma di sicurezza per utenza e lavoratrici che ancora vi operano. Purtroppo non si tratta di un caso isolato.»

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale: Fabrizio Clavenzani, il Pdl municipale perde un altro pezzo: I vertici di Fli lo candidano alla Camera dei deputati

16 Gen

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

560872_4166547763179_122404117_nUn altro consigliere municipale del Pdl cambia partito. Dopo Emiliano Bono e Lina Tancioni, passati a FdI, formazione comunque solidale al partito di provenienza, Fabrizio Clavenzani ha ufficializzato l’adesione a Futuro e Libertà, il partito fondato da Gianfranco Fini quando in tempi non sospetti decise di tagliare i ponti con Berlusconi.

Da diverso tempo le voci di corridoio di Piazza Sempione parlavano prima di rapporti raffreddati tra il consigliere e la dirigenza, poi addirittura indifferenti, se non apertamente ostili. Il cambiamento era nell’aria.

Dice Fabrizio Clavenzani: «Ho scelto di uscire dal Pdl per tantissimi motivi, per l’incapacità di alcuni esponenti del partito di intrattenere i giusti rapporti, una bassissima possibilità di influire sulle scelte, di portare a termine un dialogo nel partito discutendo di opinioni, percorsi e decisioni. Si sono creati dei compartimenti stagni dove – questa è una mia visione personale – il tuo unico ruolo è quello di portare acqua e non vi è condivisione. Non è più un gioco che a me interessa fare.

Questo modo di agire chiuso porterà a una lista del Pdl di Lazio1 dove ci saranno certamente in posizioni sicure dei senza nome, mai visti né sentiti e senza voti, che però stanno li perché ce li ha messi qualcuno all’interno del compartimento che decide mentre dall’altra parte il partito non premia chi lo merita. Faccio un esempio con nome e cognome: il miglior assessore che il Comune di Roma abbia mai avuto – non solo ora ma in assoluto – Enrico Cavallari, sicuramente non verrà valorizzato come giusto e messo in lista alla camera. E’un meccanismo che blocca la crescita di un partito quello che non da riconoscimento a chi è alla base e lavora bene, creando consensi perché fa un lavoro bello, pulito. La totale assenza di rapporto, di dialogo, di possibilità di confrontarsi con i vertici mi ha portato a maturare un rapporto totalmente idiosincratico con le logiche del Pdl. Ripeto, la mia è una visione personale, molti miei colleghi miei rimarranno perché forse per loro è diverso, ma io mi sono sentito per molti aspetti inutile non potendo dare un contributo personale, politico e di idee. Sento di non avere ruolo e quindi preferisco andare là dove questo mi viene offerto».

La proposta ricevuta è una di quelle che proprio non si può rifiutare, in effetti. Il politico che non ha mai cambiato partito da quando si iscrisse all’Msi, seguendone le evoluzioni storiche prima in An e poi nel Pdl, non si ripresenterà in Municipio né correrà al Comune. I vertici di Fli lo hanno candidato alla Camera dei deputati. Clavenzani lo dice con naturalezza, senza enfasi, consapevole che si tratta di un riconoscimento ma che riuscire nell’impresa sarà difficile. Non c’è verso di fargli dire una parola di più sull’argomento, se non chè la cosa è ufficiale, avendo già firmato per le formalità burocratiche.

«Gianfranco Fini mi ha dato la possibilità di partecipare alla pianificazione del partito, ho già fatto qualcosina e abbiamo cominciato – nonostante il rapporto sia iniziato solo da pochissimi giorni – a lavorare per tessere accordi su quelle che possono essere le strategie nelle campagne elettorali per il lancio di questo partito. Posso essere oltre che portatore di acqua anche portatore di idee e io l’acqua la porterò sempre, per tutta la vita, perché fa parte del lavoro di una persona che crede nella politica cercare di portare i consensi, per molti anni è stato il lavoro più bello e più importante: non ci fosse stata una base che credeva, molti partiti e molte idee si sarebbero perse. Poi però ti ritrovi a trentotto anni con un po’ di capelli bianchi e più di 22 anni di politica vissuta con cuore e passione e vorresti portare di più. Quando ti trovi davanti porte chiuse e sai che dei perfetti sconosciuti passeranno davanti, non a te ma sicuramente a chi più di te merita, capisci di aver esaurito il percorso li».

Quindi a Fli si lavorerà per cambiare l’attuale legge elettorale?

«Fini la voleva cambiare da subito, perché voleva cercare un giusto compromesso tra preferenze e listini. Io credo che entrambi i sistemi abbiano dei difetti. Lo vediamo in certe campagne elettorali dove ci sono i recordmen che spendono milioni di euro. Questo non è naturale, non è sano. Una persona che investe tre, quattro, cinque milioni di euro per candidarsi al Comune di Roma, con la certezza che non riguadagnerà mai con i suoi stipendi la cifra che ha investito o è un giocherellone che ha tanti soldi e vuole giocare alla politica – e quindi non deve andare in politica – o è una persona che ha delle mire strane o delle ipotesi di crescita e quindi sta facendo un investimento ma spendere una cifra del genere è insano. Estremizzando, andiamo a parlare della camera., dove una campagna elettorale con le preferenze la può fare soltanto uno che alle spalle un grandissimo partito e ancor più soldi e quindi ha già fatto una selezione di suo a meno che non caschi in una compagine ricca che ha un occhio verso la base, che ha coordinatori capaci di vedere come lavorano tutte le persone che hanno in organico. Allora si può selezionare il migliore e spingerlo. Ma i partiti ultimamente hanno troppe spese per la loro sopravvivenza e per quello che è il maquillage politico di apparenza».

Un percorso virtuoso passerebbe anche per l’apposizione di un tetto alle spese elettorali

«Certo, è molto difficile ma è chiaro che la legge elettorale deve essere rifatta. L’idea dei listini, della lista bloccata dove qualcuno mette i nomi può funzionare nel partito idealmente perfetto, dove il vertice è a cascata, i coordinatori e i vari rappresentanti hanno occhi per guardare tutti senza il pregiudizio del quello lo conosco, quello no. E’ impossibile umanamente, è la colpa dell’uomo, tra due persone molto brave e una la si conosce da una vita, si è portati a favorire quest’ultima, sia pur in maniera minimale, il listino ha queste problematiche. Dall’altra parte le preferenze hanno il problema economico. Bisogna cercare di incastrarle, trovando un giusto compromesso tra le due forme perché è anche vero che un premier o un candidato premier debba avere la possibilità di farsi la sua squadra perché è lui che ci va a mettere più di tutti la faccia, ma è anche vero che va a rappresentare il paese, e che chi più per il paese ha fatto debba avere la possibilità di starti vicino».

Luciana Miocchi