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Roma IV Municipio – il presidente Cristiano Bonelli chiede audizione alla commissione Trasparenza del Campidoglio

27 Apr

A seguito della presentazione da parte del Pd locale del dossier sull’uso discrezionale di fondi a disposizione della presidenza del IV Municipio riguardanti interventi di decoro urbano – leggasi la dichiarazione su http://riccardocorbucci.wordpress.com/2012/04/11/iv-municipio-pd-presenta-dossier-su-uso-improprio-risorse-e-spazi-pubblici/#more-2649 – il presidente Cristiano Bonelli, minisindaco Pdl di Montesacro ha rilasciato la seguente nota:

“La Giunta del Municipio IV ha terminato oggi l’iter procedurale che ha portato alla valutazione finale dei progetti sul verde pubblico che sono stati fatti oggetto di una becera e meschina strumentalizzazione politica da parte del PD locale e capitolino. Siamo convinti di essere tra le amministrazioni più virtuose e trasparenti di Roma Capitale, pertanto non solo respingiamo al mittente – come già ripetuto in più occasioni – le accuse che la minoranza ha mosso nei nostri confronti, ma siccome teniamo alla verità e alla giustizia più di altri, abbiamo chiesto alla Commissione Trasparenza di Roma Capitale un’audizione in cui analizzeremo insieme a tecnici e politici il lavoro messo in campo dalla nostra amministrazione per capire insieme quali sono le fantasmagoriche ragioni che hanno portato il PD a parlare di ‘illeciti’. Siamo convinti che la verità verrà a galla e che qualcuno dovrà chiedere scusa all’amministrazione e i cittadini del Municipio IV per le enormi ‘boiate’ raccontate ad arte per creare una sterile e faziosa polemica politica. Restiamo quindi in trepidante attesa di una convocazione da parte del Presidente Valeriani.”.

Non resta che aspettare la fissazione della data di ricevimento e sperare di essere ammessi tra gli auditori per fornirne pronto e super partes resoconto.

Luciana Miocchi

“Mi fa male” di Luca Cococcetta – il trailer del corto inserito ne “L’epopea aquilana del popolo delle carriole”

25 Apr

Luca Cococcetta è un giovane e già premiato regista aquilano che ha dedicato diversi lavori al dramma della città, cioè tutto quel che è venuto dopo il 6 aprile. Perchè il  terremoto è stato semplicemente l’inizio…

Questo è il trailer del corto “Mi fa male” che è uscito allegato al libro “L’epopea aquilana del popolo delle carriole”, i cui proventi, al netto delle spese sostenute, sono stati destinati all’Assemblea cittadina per il sostegno finanziario delle iniziative promosse all’insegna della democrazia partecipata e trasparente.

http://youtu.be/j3ZulsCG8S8

Dice Cococcetta: “È un lavoro nato dall’ esigenza di partecipazione dopo due anni di terremoto. È un corto che parla delle imposizioni, di quello che è stato tolto agli aquilani: la loro autodeterminazione. Racconta la menzogna mediatica e la propaganda di regime messa in atto su un territorio martoriato, menzogna nascosta dal buonismo, dall’assistenziali-

smo forzato”. Le 18 new town, calate dall’alto senza partecipare nulla – in nome di un’emergenza che nove mesi dopo non era stata ancora in grado di partorire i prezziari necessari per la ricostruzione e il restauro di ciò che non era gravemente danneggiato – hanno polverizzato le relazioni interpersonali, distanti come sono tra loro, sparse un po’ ovunque nella conca aquilana e su per i centri montani. Per recriminare ormai è tardi, questa è la realtà. Una realtà che va raccontata.

Luciana Miocchi

Roma Capitale: il presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli a Serpentara Tv

20 Apr

(foto A. Pino)

E’ stata una delle puntante più belle tra le trenta andate in web fino ad ora, quella del 18 aprile. A Serpentara TV, il talk show dalla scenografia minimalista condotto dalla giornalista Luciana Miocchi, divenuto in breve tempo un punto di riferimento per l’informazione locale, il presidente del Municipio Cristiano Bonelli – Pdl –  e il vice presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci – Pd – si sono fronteggiati sui grandi cambi di destinazione d’uso richiesti nel IV Municipio, quelli di Piazza Minucciano e di Casal Boccone, passando per la delibera 218 e tutto quel che ne conseguì.

Purtroppo, per un problema tecnico del server, assolutamente indipendente dalla volontà di Serpentara Web Tv, la diretta streaming è andata benissimo, con  punte di ascolto che han fatto segnare il record per la trasmissione, ma la registrazione non è rimasta negli archivi di livestream e la questione pare sia assolutamente irrecuperabile.

A imperitura documentazione rimarranno soltanto le foto scattate da Alessandro Pino, che sembra avere come unico obiettivo quello di cogliere la conduttrice nelle sue espressioni più buffe. In questo caso, anzicchè i soliti accidenti  ha riscosso sentiti ringraziamenti da parte della direzione, che altrimenti non avrebbe avuto come riparare almeno in parte.

I due protagonisti, entrambi in gran forma d’eloquio, si sono confrontati abilmente, quasi un anticipo di campagna elettorale, ma non nel senso brutto che il termine sembra abbia assunto ultimamente.  Senza dubbio è stato un dialogo pubblico tra due degli esponenti di maggior carisma presenti sul territorio, che non hanno perso occasione per punzecchiarsi a vicenda.

foto A. Pino

Argomento principale della serata è stata l’intensa cementificazione di cui è oggetto il territorio del Quarto, con particolare attenzione alle zone di Casal Boccone e piazza Minucciano. Bonelli ha rivendicato per il centro destra la contrarietà di lunga data alle urbanizzazioni che stanno letteralmente cancellando le aree verdi nel quadrante nord est della città. Corbucci non ha potuto negare che i piani regolatori in forza dei quali ciò avviene fossero espressione di una parte politica da cui egli stesso proviene – al netto dei mutamenti di nome – ma ne ha preso le distanze ponendo l’accento sulle persone, ricordando al proposito che le decisioni sono state prese da altri in altre epoche.

Si è parlato in particolare della seduta del consiglio prevista per il giorno dopo, che avrebbe avuto come odg proprio il parere che il Municipio sarebbe stato chiamato ad esprimere sul cambio di destinazione d’uso richiesto per il piano di zona di Casal Boccone. Parere, per espressa ammissione del presidente, non vincolante per l’assise capitolina ma avente comunque un peso politico.

Parlando di milioni di metri cubi già arrivati, in arrivo o pronosticati, la conduttrice ha richiamato il controverso prolungamento della metro B1, il cui finanziamento è legato a cospicue valorizzazioni immobiliari che sarebbero un’ultimo colpo di spugna sul poco verde rimasto. Prudente sul tema la posizione del presidente del Municipio, secondo il quale la metropolitana serve ed è voluta dalla maggioranza della popolazione ma occorre trovare un punto di equilibrio riducendo le cubature previste, trasformando magari alcuni tratti portandoli in superfice e allungando il percorso fino oltre il raccordo anulare.

Numerose sono state le domande poste dai webspettatori ai due amministratori che non si sono sottratti ma anzi, hanno proposto  loro stessi altri argomenti che  non è stato possibile trattare essendo stato sforato ampiamente il tempo a disposizione.

AP & LM

Nuovo sequestro per il Salaria Sport Village ma l’attività prosegue regolarmente

13 Apr

La notizia pubblicata dall’Ansa è stata rimpallata immediatamente da tutti i siti di informazione praticamente identica alla velina iniziale.

Il simbolo dei presunti abusi edilizi legati agli ultimi mondiali di nuoto, già posto sotto sequestro nelle parti realizzate ex novo,  torna nuovamente sotto i riflettori. Il Salaria Sport Village rientra tra le proprietà confiscate a Diego Anemone, alla moglie ed allo zio a seguito dell’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Roma, Nicola di Grazia su richiesta dei pm Felici, Calò e Calabretta in merito alle indagini sul G8.

Alla reception del centro sportivo impiegate sorridenti accolgono la moltitudine dei frequentatori, l’attività prosegue regolarmente. Nessuno nega il sequestro ma non sono stati predisposti, almeno per ora, comunicati stampa o bollettini di alcun genere.

All’esterno, sugli edifici indicati come sequestrati, non sono stati posti i cartelli di rito.

Presumibilmente si tratta di un sequestro conservativo, con la nomina di un custode giudiziario e con l’autorizzazione alla prosecuzione delle attività economiche, al fine di tutelare i lavoratori e lo Stato.

LM e AP

Roma IV Municipio: allarme bomba in via delle vigne nuove. Disinnescata una centralina di rilevamento del traffico

13 Apr

foto A. Pino

Effettivamente pareva un allarme per un pericolo immediato e reale, quello raccolto ieri, 12 aprile, dai carabinieri della stazione Talenti. Alcuni residenti avevano notato un involucro strano, fissato su un albero in via delle vigne nuove e mai visto prima, coperto di un rivestimento color carta da zucchero. Sembrava,  ad occhio e croce, un ordigno o quanto meno poteva passare per un pessimo scherzo in ritardo sul primo aprile. Il luogotenente Salvatore Veltri –  Comandante della stazione dei carabinieri di Talenti – intervenuto sul posto insieme ai suoi uomini, dopo aver strappato l’incarto ha visto apparire una sorta di valigetta che non mostrava  collegamenti elettrici visibili all’esterno ne meccanismi che potessero far pensare ad un controllo a distanza ma risultava ben ancorata con delle staffe.  Il graduato, uomo di grande esperienza,  ha vissuto sul campo gli anni di piombo, ordigni ne ha visti tanti ed ha deciso di assumersene la responsabilità e di rischiare, seguendo istinto e mestiere, riuscendo così nell’impresa di disinnescare….una stazione per il rilevamento del traffico. Il momento critico a quel punto era superato ma deve essere stato un bel tuffo al cuore aprire e vedere una batteria ed un dispositivo luminoso lampeggiante.

Peccato che nemmeno il comando dei Vigili Urbani – che ha competenza per il traffico – fosse al corrente dell’operazione e che sul “pacco” non ci fosse nessuna indicazione tecnica nè un riferimento all’organismo che ne ha disposto il dislocamento. Una pessima dimostrazione di quanto a volte nell’amministrazione ci sia un grave difetto di comunicazione tra uffici. Non risulta difficile immaginare quanto sarebbe costato un intervento a vuoto della squadra artificieri dotati di tutto punto, la chiusura del traffico, l’evacuazione delle vie limitrofe, il caos. Ancora, se per assurdo a forza di allarmi infondati, dovuti appunto alla mancata trasmissione di informazioni, qualcuno finisse per rimanere vittima di una situazione sottovalutata?

Stamattina una identica postazione, incartata con il medesimo materiale plastico azzurrino è apparsa in zona Bufalotta, altezza isola ecologica Ama. Tranquilli, non esplode. Stavolta lo sappiamo.

Luciana Miocchi

Giorgio Limardi. Espulso dal gruppo consiliare si scopre non essere iscritto al partito

1 Apr

Una storia che si tinge di mistero, quella dell’esclusione di Giorgio Limardi dal gruppo consiliare del Pd. Sembra che il nostro non sia nemmeno iscritto al partito.

Ma andiamo con ordine.

Come già raccontato nell’articolo dedicato all’approvazione del bilancio da parte del consiglio del IV Municipio, dopo la seduta di giovedì 29, una nota del capogruppo Paolo Emilio Marchionne rendeva di dominio pubblico la decisione presa poco prima: «Dopo l’ennesimo voto in difformità dal gruppo del Partito Democratico sulla delibera di bilancio 2012, che segue quello favorevole sul Piano Sociale di Zona, contestato dalle opposizioni, il gruppo del Pd del IV Municipio si é riunito e ha deliberato l’espulsione del consigliere Giorgio Limardi dal gruppo del Pd».

Seguiva un comunicato di solidarietà dei consiglieri comunali del Pd Coratti, Zambelli, Panecaldo e Policastro, nonché del consigliere Dionisi e al Presidente dell’assemblea del PD del IV Municipio» che contestavano la decisione, presa «senza alcuna consultazione con la Segreteria». Prosegue la nota: «Non possiamo che stigmatizzare con fermezza- sostengono- un provvedimento preso dal Gruppo in assenza di qualsiasi confronto con la dirigenza del Partito».

A ruota, malumori e parole dette a mezza voce negli ambienti del Pd locale, qualche indiscrezione sul fatto che Limardi addirittura non fosse tesserato con i democratici nonostante l’adesione al gruppo in consiglio municipale.

Anche un sito di solito informatissimo sulle questioni del Pd come www.roma2013.org (  http://www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4432:il-pd-espelle-il-consigliere-limardi&catid=49:editoriale&Itemid=64) scrive semplicemente “il Pd espelle il consigliere del IV municipio Giorgio Limardi”, senza chiarire bene se si tratta di espulsione dal gruppo consiliare o dal partito o da entrambi.

La questione sembrerebbe di una certa serietà. Tanto che sulla questione tesseramento si o no pare sia stato interpellato il presidente dei garanti, che avrebbe comunicato al segretario di zona che no, Limardi non risulta essere iscritto al Pd. Può essere verosimile che la mancata iscrizione di Limardi sia una notizia di cui non era al corrente nemmeno Coratti, per stessa ammissione del neo espulso, suo punto di riferimento politico?

Ragionando per assurdo, se non fosse necessaria l’iscrizione al partito per far parte del medesimo gruppo consiliare, perfino il presidente del Municipio, senza cambiare colore politico potrebbe chiedere di aderire al gruppo Pd in consiglio, con conseguenze tutte da scoprire. Sull’adesione successiva poi, c’è ancora una polemica aperta se i componenti del gruppo debbano o no ratificare la decisione o possano soltanto prendere atto dell’accaduto.

Per sgombrare il campo da ogni possibile congettura è bastato chiedere al diretto interessato di dire le cose come stanno. Ebbene si, Giorgio Limardi non è iscritto al Pd – e non ne fa mistero, risponde liberamente – quindi non può essere espulso dal partito. Si iscriverà. Nel frattempo si occupa di articolo 18, argomento che gli sta particolarmente al cuore, continuando nelle sue iniziative politiche e aspetta la riunione di partito dei prossimi giorni. Come tutti. A questo punto, la telenovela del Pd locale comincia a farsi interessante

Luciana Miocchi

IV Municipio: bilancio approvato non senza colpi di scena. Il consigliere Limardi espulso dal gruppo consiliare del Pd

31 Mar

l'aula del Consiglio municipale in una foto di repertorio di A. Pino

La seduta del consiglio municipale di giovedì 29 è stata una di quelle fiume, dalle 9 di mattina fino alle 17. Un appuntamento importante per la vita di Monte Sacro, si votava infatti il bilancio.

I lavori proseguivano più o meno come al solito, con scambi di battute mordaci tra maggioranza e opposizione, obiezioni e frecciatine, normale routine insomma.

Fino all’intervento del vice presidente del consiglio, Riccardo Corbucci, Pd, che ricordava all’aula l’esistenza dell’art. 27, comma 3 del regolamento municipale e comunale che vieta la partecipazione e la votazione della delibera di bilancio a tutti quei consiglieri che si trovano in situazione di conflitto di interessi personale o a causa di parenti fino al quarto grado e che tra le file dei consiglieri di governo ve ne erano alcuni che non avrebbero potuto essere lì presenti.

Immediata la reazione del Pdl, con il capogruppo Francesco Vaccaro che indiceva una riunione di maggioranza protrattasi a lungo. Obiettivo palese del sulfureo consigliere era quello di dimostrare che gli avversari politici non avevano i numeri per poter votare il bilancio da soli, senza scendere a patti.

Gli atti sono stati alfine approvati. Il Pdl ha scelto comunque di far votare tutti i consiglieri presenti, anche quelli che venivano indicati dall’opposizione come portatori di conflitto. D’altra parte, il rischio era quello che la situazione si chiudesse come in II Municipio, dove la mancata approvazione della delibera di bilancio ha portato alle dimissioni del Presidente Sara De Angelis, Pdl.

Corbucci, dopo la chiusura delle votazioni ha fatto sapere che si metterà immediatamente all’opera per scrivere alla Corte dei Conti e al Segretariato generale del Comune di Roma perch facciano luce su quanti consiglieri municipali con conflitto d’interesse personale o familiare fino al IV grado hanno votato e alla luce delle conclusioni, semmai, far dichiarare l’intera procedura non in regola. Se le accuse fossero accertate come vere il rischio è che la votazione non venga considerata valida, inficiandone gli effetti.

Bisogna dire comunque che per il Comune di Roma ciò ben difficilmente porterebbe conseguenze serie. In Municipio invece si tratterebbe di una dimostrazione politica, poiché giovedì su 13 consiglieri Pdl  ne erano presenti solo 11 e di quelli una parte non potevano votare, portando quindi la maggioranza sotto il limite di 8 consiglieri necessari per i lavori in seconda convocazione.

Non è passato inosservato il comportamento del consigliere Giorgio Limardi, attualmente Pd, che mentre il suo partito era impegnato nel tentativo di non far passare la delibera di bilancio o si asteneva o votava con la maggioranza.

Più tardi una nota del capogruppo Pd in consiglio, Paolo Emilio Marchionne riportava quanto segue: «Dopo l’ennesimo voto in difformità dal gruppo del Partito Democratico sulla delibera di bilancio 2012, che segue quello favorevole sul Piano Sociale di Zona, contestato dalle opposizioni, il gruppo del Pd del IV Municipio si é riunito e ha deliberato l’espulsione del consigliere Giorgio Limardi dal gruppo del Pd».

Un’azione durissima, che non tardava ad innescare l’emanazione a catena di diversi comunicati stampa.

Uno dei primi, quello di Francesco Vaccaro, pari grado del Pdl : «Il gruppo del PD in 4 anni è stato letteralmente dimezzato, il 50% dei consiglieri ha infatti abbandonato la nave facendo registrare un record negativo mai conosciuto prima: una media netta di un consigliere ogni anno. E non a caso le fuoriuscite accadono puntualmente dopo le campagne diffamatorie e mendaci inventate ad arte contro la giunta Bonelli da parte di una stretta cerchia di faziosi. È appena il caso di ricordare ai 4 consiglieri reduci che l’uscita del primo capogruppo Alfredo D’Antimi fu determinata dalla campagna diffamatoria e falsa su Abu Dhabi; l’uscita del primo presidente della Commissione Trasparenza Cristiano Riggio fu determinata dopo la bufala dei finanziamenti alle associazioni sul carnevale; l’abbandono del secondo capogruppo, Fabio De Angelis, fu causato dalle ire e dagli attacchi personali subiti dallo stesso da parte della piccola cerchia di facinorosi che volevano un’opposizione più faziosa; l’uscita del secondo Presidente della Commissione Trasparenza Giorgio Limardi avviene, infine, dopo l’ennesima campagna di bugie e falsità contro il centrodestra, accusato di aver assegnato alloggi pubblici, fondi e spazi ad amici: l’ennesima panzana che è costata un altro consigliere al sempre più rissoso Partito Democratico.» È quanto dichiara in una nota il capogruppo del Pdl al Municipio IV Francesco Vaccaro. «Vorremo inoltre ricordare – ha aggiunto Vaccaro – l’addio al centrosinistra fatto registrare del candidato alla Presidenza Alessandro Cardente, avvenuto appena sei mesi dopo le elezioni. A questo punto è legittimo chiedersi ‘per chi suonerà la campana il prossimo anno nello sgangherato partito di minoranza, visto il perdurare di un atteggiamento fazioso e rissoso che cerca di coprire le nefandezze fatte negli anni di governo con strumenti che nauseano gli aderenti al partito stesso».

Ben più grave, come peso politico all’interno dello stesso Pd, quello riportato dall’agenzia Omniroma:

«I Consiglieri Comunali del PD Coratti, Zambelli, Panecaldo, Policastro insieme al Consigliere Dionisi e al Presidente dell’assemblea del PD del IV Municipio», in una nota «chiedono una immediata convocazione della segreteria municipale per valutare la gestione del Gruppo Consiliare in questi ultimi mesi e, in particolare, la decisione del del Capo Gruppo Paolo Marchionne di convocare ad horas il Gruppo stesso, al fine di espellere, senza alcuna consultazione con la Segreteria, il Consigliere Giorgio Limardi per aver votato in alcune occasioni in difformita dal proprio Gruppo e per essersi astenuto ieri sul bilancio». «Non possiamo che stigmatizzare con fermezza- sostengono- un provvedimento preso dal Gruppo in assenza di qualsiasi confronfronto con la dirigenza del Partito. Un metodo d’altri tempi che non puo albergare in un partito democratico e che condanniamo con forza». Nell’esprimere solidarieta al Consigliere Limardi, i sei esponenti del PD annunciano fin d’ora che «si muoveranno in tutte le sedi e a tutti i livelli perche nel IV Municipio si torni ad un confronto democratico sulla politica con decisioni che vengano assunte in maniera collegiale senza colpi di mano. Crediamo che le fibrillazioni sui territori debbano essere risolte con il confronto e la politica, come d’altronde si sta verificando in altri Municipi. Se infatti dovesse passare il modello Marchionne -concludono Coratti, Zambelli, Policastro, Panecaldo, Dionisi e Ricozzi che chiedono le sue immediate dimissioni da Capo Gruppo- molti sarebbero i consiglieri da espellere».

Queste le parole di Marchionne riguardo la nota riportata sopra: «la decisione non l’ha presa da solo ma in accordo con gli altri consiglieri. Non mi sono dimesso,  faccio il capogruppo del Pd. Lunedì abbiamo una riunione di gruppo e ovviamente chi ha mosso questa richiesta la riformulerà in quella sede. Non vorrei aggiungere troppo per farla diventare una notizia che secondo me, non lo è. Si tratta di una posizione politica che non condivido nemmeno nei modi in cui è stata espressa. E’ mia volontà non allargare troppo la discussione, che va fatta nelle sedi opportune. L’espulsione è stata discussa nei tempi e nei modi necessari, penso di aver fatto tutto bene. Se ho sbagliato ovviamente non sono eterno, il mio rapporto è un rapporto a termine che si basa sulla fiducia degli altri consiglieri per cui non è mia volontà arroccarmi nella mia posizione». Chissà quante cose cambieranno da oggi a lunedì. Gli umori della politica, si sa, sono più mutevoli del cielo di marzo.

Giorgio Limardi afferma di aver saputo della sua espulsione soltanto dalle agenzie stampa, ufficialmente non ha ricevuto ancora nulla di scritto:«questa cosa mi fa sorridere, mi sono soltanto astenuto perché secondo me il bilancio ha qualche imperfezione, che andava aggiustata anche tramite nostri emendamenti, che non sono stati presentati. La vedo piuttosto come una presa di posizione nei miei confronti e basta, forse perché nei giorni scorsi ho presentato un emendamento per lo sgombero di un campo nomadi e la maggioranza l’ha accettato mentre i miei non l’hanno votato. Sembra quasi una sindrome da “Highlander – ne rimarrà solo uno” forse a causa dell’avvicinarsi delle elezioni» Scusi consigliere, ma negli effetti, lei sarebbe stato espulso dal gruppo consiliare o anche dal partito? «Dal gruppo consiliare. Ma secondo lei non significa essere esclusi anche dal partito?»

Luciana Miocchi

II Municipio: si dimette il presidente Sara De Angelis

30 Mar

Il 29 marzo è stato fatale alla presidenza Pdl del II Municipio. All’odg della seduta del consiglio municipale era posto l’approvazione del bilancio di Roma Capitale , che è stato bocciato, insieme a tutti i provvedimenti collegati: l’Imu, la nuova tassa sull’ambiente ed il quoziente familiare, col voto determinante dei consiglieri de La Destra – i quali votano come ribadito più volte, secondo coscienza, decidendo di volta in volta sugli atti proposti. Il presidente del Municipio, Sara De Angelis, presente in aula, non riuscendo a far approvare l’importantissimo atto amministrativo, ha rassegnato le dimissioni.

In una nota congiunta, Roberto Cappiello e Massimo Inches, rispettivamente capogruppo e consigliere de La Destra municipale hanno sottolineato come nella maggioranza siano evidenti da tempo delle forti tensioni che avrebbero potuto portare come conseguenza ciò che poi si è verificato. Tra l’altro, evidenziano che «basti pensare che lo stesso capogruppo, dopo aver votato a favore del bilancio, terminato lo scrutinio, chiedeva la ripetizione della votazione perché, a suo dire, ci aveva ripensato e si sarebbe voluto astenere»

Nel 2008 il Pdl aveva vinto le elezioni amministrative incassando 15 consiglieri su 25 ma con il tempo tre componenti, Massimo Inches prima, Roberto Cappiello poi ed infine Pietro Cassiano sono passati ne La Destra di Storace «insoddisfatti della gestione e del comportamento della giunta municipale» finendo in totale contrapposizione al loro ex partito.

La seduta di approvazione del bilancio, giunta alla seconda convocazione, abbisognava della presenza di almeno otto consiglieri. Sui banchi della maggioranza ve ne erano soltanto quattro, l’opposizione riusciva a tenenere il numero legale da sola. La votazione sul bilancio si concludeva con 5 voti favorevoli e 9 contrari. Il capogruppo Pdl, Massimo Carta tentava di far ripetere il voto adducendo un errore nella sua volontà, ma senza esito. Tutto il gruppo Pdl usciva dall’aula in evidente stato di agitazione. A quel punto, i nove esponenti della minoranza bocciavano velocemente gli altri documenti allegati.

Alla fine di una tormentata riunione di maggioranza la presidente Sara De Angelis annunciava le proprie dimissioni, seguite da un comunicato stampa di solidarietà, firmato però soltanto da 5 membri Pdl. Voci di corridoio dicono la De Angelis vittima di una lotta per l’egemonia politica che si gioca a livello cittadino, che vorrebbe sei consiglieri su undici fedeli a Laboratorio Roma del potente Antonello Aurigemma.

Luciana Miocchi

Fuori la puzza e i giornalisti….non cronaca del sopralluogo al centro Ama di via salaria del 26 marzo 2012

28 Mar

foto Alessandro Pino

Il 31 marzo scade il termine che si era dato il Municipio di Monte Sacro per chiedere la delocalizzazione dell’impianto produttore di Cdr di via salaria 891, se a seguito di sopralluogo formale si fossero registrate ancora emissioni odorifere moleste. In attesa danvanti ai cancelli del centro Ama di via salaria 891 il 26 marzo, giorno del giudizio, c’era un discreto gruppetto di residenti, per essere una giornata lavorativa. Qualche pensionato ma molti avevano preso apposta un permesso dal lavoro. Sapevano di non poter accedere liberamente all’ispezione concordata tra il Municipio e la direzione dello stabilimento se non attraverso una sparuta rappresentanza, ma l’importante era esserci e far notare quanto la puzza che strangola le loro esistenze da mesi fosse un problema sentito, tanto da anteporlo al resto delle incombenze della quotidiana esistenza.

foto Alessandro Pino

Sul marciapiede, in attesa di poter entrare, sia le troupe di T9 e Teleroma56 –  coinvolte come informazione locale e anche in veste di lavoratori, essendo le sedi delle Tv confinanti con l’impianto di Cdr – sia giornalisti di testate locali. D’altra parte, da piazza Sempione erano arrivate rassicurazioni circa la possibilità di presenziare al giro di ricognizione anche per i giornalisti. Come dire, non c’è nulla da nascondere né da minimizzare.

Invece no.

Già qualche minuto prima dell’orario stabilito le sbarre d’accesso ai parcheggi erano calate e una dipendente dalla portineria chiedeva gentilmente i motivi della visita. Candidamente, onestamente, chi scrive ha consegnato il tesserino di iscrizione all’ordine dei giornalisti e chiesto l’accredito stampa ma si sentiva rispondere che per gli organi di informazione non aveva ancora ricevuto nessuna disposizione. Dietrofront e parcheggio sulla Salaria, tra le macchine che stazionano perennemente davanti al centro di accoglienza – in divieto di sosta e parcheggio, come da ordinanza antilucciole – in attesa che arrivasse finalmente conferma.

Fuori, in attesa di iniziare il sopralluogo, Stefano Ripanucci, Pdl, presidente della commissione ambiente municipale e i consiglieri Pd Riccardo Corbucci e Fabio Dionisi. Il tempo stava scorrendo inutilmente e qualche residente ha cominciato a mostrare segni di impazienza, anche perché alcuni dipendenti del centro non sono educati come l’addetta incontrata prima, anzi, un paio sembravano messi li proprio come deterrenti. La situazione era delicata, dopo mesi di promesse e di attesa sarebbe bastato un nonnulla per scaldare gli animi. Così, chiacchierando anche per stemperare la tensione, Ripanucci ha detto che al di là di come sarebbe andata la visita, il Municipio non ha comunque poteri per far delocalizzare l’impianto, cosa che può fare soltanto la Polverini. Come dire, noi chiediamo e loro garbatamente risponderanno, se vorranno. Contrariamente a quanto riferito da tutti gli altri intervenuti, il presidente della commissione ambiente, al termine della visita è uscito affermando che puzze non ne ha sentite, beato lui.

Al di quà della recinzione su via salaria, una leggera brezza portava un odore di cassonetto appena avvertibile. Mentre al passaggio dei mezzi di servizio si distingueva nitidamente un aroma più forte, simile a quello che viene lamentato dalla popolazione.

Visto che gli inviati delle testate giornalistiche non andavano via, sul posto si materializzava l’addetto stampa di Ama, Daniele Petraroli, il quale cordiale e disponibile come sempre ribadiva che trattandosi di un sopralluogo tecnico non erano state predisposte cartelle stampa né erano previste risposte a domande. La proposta di entrare senza proferir parola non veniva accettata, diniego assoluto per le telecamere e pochi minuti e una telefonata dopo, conferma dell’accesso escluso anche per poter scattare solo due foto.

Questioni di…sicurezza? Beh, prova fallita, perché è riuscita ad entrare una persona che non solo non era residente nelle zone limitrofe – quando poi un rappresentante iscritto in lista ha dovuto rinunciare al suo posto per far prendere visione dei lavori ad una lavoratrice della zona  – ma che non ha dichiarato di essere attivista politico di un partito non rappresentato nemmeno in consiglio municipale. Comunque trattatavasi di persona pacifica, fosse stato un “terrorista”,  alla luce dei fatti, sarebbe entrato comunque.

Questioni di …disordine, ovvero l’Ama, in quanto azienda delegata al decoro cittadino, non voleva che si venisse a conoscenza che ogni tanto un po’ di carta straccia nei cestini a casa loro la lasciano? Nessuno si sarebbe formalizzato, può capitare a tutti.

Lavori non completamente finiti? A cinque giorni dalla scadenza, se non sono ultimati, difficilmente lo saranno in tempo utile, quindi mossa ingenua e inutilmente antipatica.

Se davvero si fosse trattato di un mero incontro tecnico poi, non si spiega cosa ci facesse un addetto stampa: può essere che gli ingegneri di Ama non siano in grado di comunicare dati, spiegare tabelle, mostrare impianti ai politici del Municipio (che peraltro tecnici non sono, quindi non abbisognano di dissertazioni complicate intorno al funzionamento di un catalizzatore) ?

Sembra che i giornalisti verranno forse invitati a un incontro separato che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni, il tempo di organizzare, dopo la scadenza del 31.

Intanto non resta che affidarsi ai racconti dei partecipanti e a quel che ha pubblicato nel suo blog il consigliere Corbucci ( www.corbucci.net , che riferisce di aver constatato il cambio dei componenti del biofiltro e la costruzione di barriere anti odore, ma il puzzo rimane). Però sono resoconti che possono sempre essere bollati come “di parte” o “strumentali a scopi politici”. In effetti, gli occhi di chi per mestiere deve riferire obiettivamente, non sono stati fatti avvicinare, con una decisione che in fin dei conti, sembra più un autogol all’immagine dell’azienda che una misura riuscita posta in essere a salvaguardia della medesima. Chi non ha nulla da temere non impedisce l’accesso alla stampa. Soprattutto non esclude le telecamere, poiché l’occhio elettronico registra tutto senza interpretare nemmeno in minima parte. L’impianto è stato detto totalmente assente da lavorazioni chimiche – mentre in altra occasione sono stati fotografati proprio i serbatoi di acido necessari a riportare il ph dell’aria trattata nei limiti di legge – e paragonato, per la sua innocuità ad un immenso cassonetto dove viene depositata la spazzatura. Infatti, i cassonetti, lasciati aperti, puzzano ed ogni tanto vanno lavati per deodorarli e disinfettarli e la puzza è la stessa che viene riferita nei dintorni dell’impianto.

 Poco prima delle due il sopralluogo era finito. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno, dopo la tregua concessa fino a poco prima, i miasmi erano tornati intensi all’altezza dell’asilo nido.

E allora perché l’olezzo si eclissa nei momenti più opportuni?

Allora basta avere un amico che studia ingegneria chimica, per avere la risposta, sempre da utilizzare nel campo delle ipotesi, ovviamente.

Il quale vi spiegherà che il progetto dell’impianto è sulla carta perfetto, che il principio è lo stesso dei depuratori impiegati nelle zincherie e che tecnicamente, scientificamente, un impianto del genere non può puzzare.

Se.

Se utilizzato correttamente, con tutte le manutenzioni eseguite a puntino e le sostituzioni dei consumabili, costosetti, pure.

Se non viene trattato più materiale di quello per cui è stato concepito.

Perché altrimenti si verifica quello che si può spiegare con un paragone semplice ma efficace, un imbuto infilato nel collo di una bottiglia. Versando la quantità ideale di liquido, questo cola giù senza fuoriuscire, immettendone troppo viene assorbito in parte e l’eccedenza si spande intorno. Nel caso di Villa Spada, l’imbuto è l’impianto e il liquido è la puzza. Se per ipotesi venisse trattata una quantità superiore a quella per cui è tarato, i miasmi non riescono ad essere assorbiti per cui si spandono in giro. Se per ipotesi non si potesse rallentarne l’utilizzo per un motivo qualsiasi, , ecco che la popolazione limitrofa avvertirebbe la puzza. Se per ipotesi sono previste delle visite, basta non superare i limiti di carico e per incanto tutto torna normale, niente profumi di lavanda francese.

I residenti vogliono la delocalizzazione, anche perché nessuno in Ama ha mai ipotizzato che l’impianto abbia un problema di sovrautilizzazione, tutti si ostinano a parlare di prevenzione di odori “ipotetici”, anzi qualcuno confonde l’odore caratteristico di immondizia in macerazione con quello altrettanto caratteristico del depuratore vicino. Nonostante questo l’azienda ha speso o ha dichiarato di voler spendere più di un milione e duecento mila euro per apportare migliorie. Questo porta a poter affermare con scarsissimi margini di essere smentiti che l’impianto da li non verrà spostato tanto facilmente, non si spendono tanti soldi per poi buttare tutto.

Quindi, qualsiasi atto verrà promulgato dal Municipio sarà paragonabile ad un “per favore”, ad una richiesta lecita alla quale verrà risposto con cortesia da parte di chi di dovere. Ma l’emergenza rifiuti incombe, la raccolta differenziata spinta non decolla, la mondezza è tanta e gli impianti solo due. Nessun “politico”avrà mai il fegato ed il coraggio di dirlo apertamente. Spostare l’impianto creerebbe un pericoloso precedente. Negare l’origine della puzza non è servita a farla sparire ma soltanto a rendere inviso l’impianto all’opinione pubblica e costruirne un terzo, per alleggerire il carico degli altri, allo stato sembra davvero improponibile senza mettere in preventivo una rivolta stile Corcolle. Perché in fin dei conti, l’amara constatazione rilevata tra la gente «il problema non sono questi impianti, in se e per se, ma il modo di gestirli, “all’italiana”, con molti silenzi e nessuna apertura».

Luciana Miocchi

Nevica a Roma – le automobili circolano i treni soffrono il freddo

3 Feb

fermata Fm1 Settebagni - foto A. Pino

In città la circolazione è rallentata a tratti per via della neve che sciogliendosi diventa vischiosa come fanghiglia e mette in difficoltà gli automobilisti non avvezzi ad uno scenario del genere.  Molti si sono riversati nelle stazioni delle ferrovie metropolitane ma hanno trovato amare sorprese. Sulla Fm1 ad esempio, i ritardi, fino a sessanta minuti,  si sono accumulati alla soppressione delle corse.  foto A. PinoUn treno è fermo verso Monterotondo per un guasto, gli altri non si sa. La stazione di Settebagni in questo momento è affollata come nemmeno nelle ore di punta da gente che solitamente utilizza altri mezzi di trasporto. Imprecazioni colorite e irripetibili contro il maltemo e la disorganizzazione. Il personale di stazione cerca, con i potenti mezzi a disposizione – una pala – di spazzare la banchina prima che inizino gli scivoloni. L’altoparlante annuncia l’adozione di un piano di emergenza ma i presenti in stazione ritengono sia alquanto fantomatico.

foto A. Pino

Prossimamente, gli aggiornamenti della situazione

Luciana Miocchi