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Settebagni, III Municipio di Roma Capitale. Un ladro piccolo piccolo scassina l’edicola nella notte – di Alessandro Pino

23 Gen

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

edicolaSETTEBAGNICrescono sempre più ansia e risentimento a Settebagni per i ripetuti furti che da tempo avvengono nel quartiere a danno di abitazioni private ed esercizi pubblici; l’ultimo ad essere colpito è stato il chiosco di giornali nel piazzale intitolato informalmente ai fratelli Cacciarelli. La mattina del 20 gennaio il giovane edicolante ha trovato la serranda forzata, alzata di quel tanto che basta per far passare una persona di ridottissima corporatura, probabilmente un bambino. All’interno era sparito il fondo cassa, circa trenta euro, ma soprattutto il computer usato per registrare il movimento e l’inventario delle merci , fondamentale per la gestione del chiosco: senza di quello il giornalaio ha dovuto rifare praticamente a mano tutto il lavoro di inserimento dati. Nel giro di due anni è la seconda volta che il chiosco viene scassinato nottetempo: «Così non si può andare avanti – si lamenta giustamente il gestore – praticamente coi danni che ti fanno vieni a lavorare solo per ripianare le spese». Il giovane sta pensando di prendersi un cane da guardia, ma intanto sentendo il polso del pubblico frequentando bar e social network si percepiscono chiaramente preoccupazione mista a frustrazione per l’inerzia di cui viene accusata l’attuale amministrazione municipale: è inevitabile infatti, per molti, mettere in correlazione i furti con gli accampamenti abusivi di zingari sorti sul territorio e nei confronti dei quali non sono stati presi provvedimenti, in ossequio alla politica accomodante e “accoglienzista” di cui l’attuale maggioranza ha fatto la propria bandiera. Si vedrà quanto ancora si possa tenere la testa sotto la sabbia.

Alessandro Pino

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: abbandonata in un sacco di plastica la carcassa di un cane – di Alessandro Pino

14 Ott

PINOfontanadiscaricaUno spettacolo triste e degradante quello a cui si è asssitito nel tardo pomeriggio di domenica a Settebagni, nei pressi della fontanella posta di fianco all’edicola sacra. Allertati dai residenti, allarmati per la puzza sospetta, i carabinieri hanno rinvenuto all’interno di un sacco della spazzatura la carcassa di un grosso cane ormai in stato di decomposizione. Il fetore nauseabondo ha reso impraticabili per diverso tempo i dintori della fontanella di acqua pubblica, già solitamente deturpati dall’inciviltà di troppi utenti che lasciano rifiuti di ogni sorta.

(foto di A. Pino – repertorio)

Alessandro Pino

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: Guardia di finanza annuncia l’arresto del gestore di una ricevitoria del lotto ma quelli del quartiere sono tutti liberi e al lavoro. L’errore che non ti aspetteresti mai

2 Ott

 

 

Quattro arresti, ventidue indagati. La Guardia di Finanza conduce una brillante operazione anti truffa. La notizia fa il giro del mondo ma per sbaglio via di Settebagni diventa località, zona Settebagni e un intero quartiere si risente

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

GdfLa notizia questa mattina era un po’ dappertutto, sui giornali, sui siti web, nei blog. Tutti riportavano le stesse identiche parole, riprese dal comunicato ufficiale diramato dalla Guardia di Finanza. Dopotutto, non esiste fonte più autorevole dell’istituzione che ha portato a termine la splendida operazione ed è prassi che gli interventi del redattore, in questi casi, si riducano al taglio di poche parole solo se necessario a rimanere entro il numero di battute concesse.

 

Solo che la notizia accolta con giusta soddisfazione dal popolo dei retti, ha portato lo scompiglio a Settebagni, quartiere di Roma poco fuori dal G.r.a., indicato come il luogo ove è ubicato l’esercizio teatro degli accadimenti. In questa ex borgata romana, più o meno si conoscono tutti e le ricevitorie del lotto sono solo due, gestite da decenni sempre dalle stesse famiglie, radicate sul posto. Dopo i primi attimi di stupore si è scatenata la caccia al delinquente ma con discrezione, con timide puntatine nei dintorni degli esercizi per vedere come va, senza però il coraggio di chiedere apertamente conto di quanto letto. Più sfacciate le ipotesi sui gruppi di fb, il virtuale aiuta sempre ma neanche poi tanto in questo caso: è difficile credere che persone che ti hanno visto nascere e crescere, sempre corrette e lavoratrici possano aver architettato una cosa del genere.

 

Con un il peso di chi deve fare comunque il proprio mestiere, anche a costo di trovare una verità non gradita, non è rimasto altro che andare a vedere la realtà sul posto, fermandosi prima a chiedere in giro, tra i rari passanti del pomeriggio, finendo per promettere aggiornamenti al ritorno.

 

Nella prima ricevitoria, quella di  Giacomino e Felicita, c’è il solito afflusso di clienti al botteghino delle giocate. I due, marito e moglie, sono come sempre al lavoro alla cassa e rispondono senza mai smettere di servire i clienti. Specialmente Giacomino è imbufalito, profondamente offeso da quello che ha letto sui giornali, ché se anche i nomi non corrispondono, dice, le ricevitorie sono due e la gente fa subito a chiacchierare, se non è stato uno deve essere stato l’altro e non fa niente che non sia stato nessuno, ormai la notizia ha fatto il giro del mondo, sono arrivati messaggi anche dal Canada.

 

All’esercizio della famiglia Solofra, invece, gli animi sono più distesi, ci scherzano su, tutti presenti anche loro sul posto di lavoro. Qui addirittura troviamo un funzionario dei Monopoli intento a controllare proprio le macchine delle giocate e che spiega che non si tratta di nessuna ricevitoria del cap 00138, zona di sua competenza, quindi possiamo essere certi dell’estraneità anche di Castel Giubileo e Fidene. Nel mentre qualcuno saluta con un bel “ma ancora qua state? Ve credevo tutti ar gabbio!”. Decisamente non è una notizia che è passata inosservata…

 

Gdf 1Accertata sul campo l’estraneità alla vicenda di Settebagni, l’ultimo passo è stato contattare i responsabili dell’operazione, che hanno confermato quello che era ormai ben più di un sospetto: il gestore coinvolto, il cui nome risultava sconosciuto nel quartiere, è quello di una ricevitoria di via di Settebagni, cap 00139, zona Cinquina, non Settebagni cap 00138.

 

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Questo il comunicato stampa diffuso agli organi di informazione dalla Guardia di Finanza:

 

«Avevano escogitato un originale sistema per truffare lo Stato, attraverso giocate al “10 e LOTTO”, a fronte delle quali non avveniva alcun versamento di denaro, grazie alla complicità del gestore di una ricevitoria di Settebagni, a Roma.  

 

Gdf 2Un’organizzazione specializzata è stata smantellata dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, al termine di laboriose indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma (Procuratore Aggiunto Nello ROSSI e Sostituto Procuratore Eugenio ALBAMONTE) e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale.

 

Gli accertamenti erano scattati a seguito dell’esposto presentato alla Guardia di Finanza nell’aprile 2012 dal Direttore Regionale per il Lazio dell’A.A.M.S. (ex Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, poi confluita nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che aveva constatato, presso una ricevitoria, un anomalo incremento di raccolte, con riguardo al “10 e LOTTO”, essendo avvenute, in poche ore,  giocate per circa due milioni di euro.

 

Gdf ricevitoria chiusaIn esecuzione di altrettanti provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, è finito in carcere il romano Lorenzo FABRIZI, mentre è scattata la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Maurizio FAENZA, Salvatore GALLO e Luigi DE MATTEO. Disposto, invece,  l’obbligo di dimora presso il comune di residenza per il napoletano Vincenzo DE MARTINO e l’avellinese Marcello PAGLIUCA.

 

Agli indagati – che sono in tutto ventidue – vengono contestati, a vario titolo, i reati di  associazione per delinquere finalizzata alla truffa mediante l’accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica, ricettazione e sostituzione di persona.

 

Il sodalizio – capeggiato dai due pluripregiudicati, FABRIZI e GALLO – ha agito grazie alla complicità del gestore della ricevitoria Maurizio FAENZA, con la “preziosa” collaborazione degli altri membri del gruppo, abili nell’utilizzare i terminali di gioco.  

 

In particolare, i predetti FABRIZI e GALLO, unitamente agli altri, si erano presentati nel mese di marzo dello scorso anno presso la ricevitoria e, ottenuta dal FAENZA la disponibilità, per alcune ore, dell’apparecchio del gioco “10 e LOTTO”, avevano inserito numerose giocate  stampando i relativi scontrini, i quali avevano poi consentito l’incasso delle vincite, che variavano da 240 e 480 euro.  

 

Per le vincite di importo superiore, per le quali sussiste invece l’obbligo di identificazione dei portatori degli scontrini presentati all’incasso, i componenti dell’organizzazione avevano  “prenotato” altri 250.000 euro.

 

Al fine di evitare le sue responsabilità, il gestore della ricevitoria, consapevole che l’insolito volume delle giocate avrebbe ingenerato sospetti nell’A.A.M.S., aveva artatamente  sporto denuncia di furto del sistema di videosorveglianza dei locali riferendo che alcune persone, munite di tesserini della LOTTOMATICA e dei MONOPOLI DI STATO, si erano presentate alla ricevitoria e, con la scusa della manutenzione degli apparati, avevano effettuato numerose giocate senza provvedere al pagamento dei relativi importi.

 

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sono riuscite, però, a ricostruire tutta la vicenda appurando anche l’utilizzo di schede telefoniche intestate a persone inesistenti ovvero completamente ignare, funzionale a rendere difficile l’individuazione degli appartenenti al gruppo da parte degli inquirenti.

 

Le giocate fraudolente sono state quantificate in circa 2 milioni di euro ed ammontano a circa 200.000 le vincite indebitamente incassate. Negli ultimi anni si è registrata un’escalation delle truffe ai danni dell’Erario, relativamente al settore dei giochi, delle lotterie  e dei concorsi pronostici».

Addio all’ingegner Piero Muscolino

7 Set

Scomparso a settantacinque anni  l’esperto di trasporti notissimo tra i cultori dell’argomento

L'autore dell'articolo con Piero Muscolino

L’autore dell’articolo con Piero Muscolino

È scomparso l’ ingegner Piero Muscolino, esperto di ferrovie noto a livello internazionale e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, di cui era stato anche docente all’università Iulm. Era nato a Roma nel 1938, dove poi si era laureato in Ingegneria dei Trasporti venendo successivamente assunto come dirigente dalle Ferrovie dello Stato. Per gli incarichi ricoperti aveva avuto così modo di conoscere nei minimi dettagli pressoché ogni chilometro delle strade ferrate italiane (e non solo, avendo contatti di lavoro e amicizia con suoi colleghi stranieri) curando anche l’allestimento del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli. Un lavoro che era per lui non una mera fonte di sussistenza ma una vera e propria passione coltivata fin da piccolo e che aveva trasmesso con i suoi libri ai cultori del trasporto pubblico – specialmente d’antan: una materia che all’estero conta su vaste schiere di appassionati (oltre che sull’attenzione delle istituzioni) ma che da noi è spesso considerata quasi roba da marziani o semplicemente da stravaganti. Fu dunque per me una piacevole sorpresa scoprire in libreria – ormai tanti anni fa –  “Tram e filobus a Roma” che aveva scritto assieme all’ingegner Vittorio Formigari. Per uno come me  che ancora considera un miracolo della modernità il fatto che premendo un tasto si possa accendere una lampadina, di quel libro erano sicuramente le parti scritte da Muscolino quelle preferite: perché pur vantando ovviamente una preparazione ferrea, nei suoi scritti privilegiava una componente quasi romantica, attingendo da una sterminata miniera di ricordi professionali e familiari sempre coinvolgenti specie per chi apprezza un certo vissuto quotidiano ambientato a cavallo tra gli anni Cinquanta e i Novanta. Leggendolo sembrava quasi di calarsi in una Roma, in un’Italia nelle quali la vita era certamente meno ostile rispetto a oggi e percorse in ogni dove da strade ferrate poi ottusamente smantellate. A quel libro diversi altri dello stesso autore andarono a fare compagnia sul mio scaffale, sia tra quelli di nuova pubblicazione che recuperando quelli già editi in precedenza. Alla soddisfazione per la scoperta di un mondo – quello dei conoscitori dei trasporti pubblici, che pur rappresentando quasi un cenacolo di iniziati proseguono in un’opera benemerita di sensibilizzazione e divulgazione (si vedano per esempio i forum Mondotram e Ferrovie on line)  – aggiunsi poi quella di incontrare dal vivo l’ingegner Muscolino, per giunta in più di un’occasione e rigorosamente in ambito ferroviario: tra queste, un paio di volte presso la ex stazione di Colonna (ora museo dedicato alla dismessa linea Roma- Fiuggi) e altrettante a Settebagni dove era stato invitato in veste di conferenziere. Dimostrandosi ogni volta affabile e disponibile ad assecondare la curiosità dell’uditorio (e le mie richieste di autografo con dedica sui suoi volumi), diede ulteriore prova di una cortesia d’altri tempi quando – sapendo che mi dilettavo come reporter sulla stampa locale – mi chiese se fosse possibile tramite il giornale pubblicare un appello per avere notizie di una anziana signora che lui aveva aiutato su un autobus pubblico. Modi cavallereschi ormai definitivamente estinti, temo.

Alessandro Pino

(pubblicato su www.di-roma.com)

Grave incidente al 16 km dell’A1 vicino Settebagni. Traffico bloccato per ore – di Alessandro Pino

2 Ago
Grave incidente stradale questa mattina poco prima delle dieci sulla diramazione Roma Nord della Autostrada del Sole. Al sedicesimo chilometro una autocisterna carica di gasolio si è ribaltata travolgendo una macchina e perdendo parte del carico. Ferita gravemente una donna al volante della vettura, meno preoccupanti le condizioni del camionista. Entrambe le carreggiate sono state chiuse al traffico fino a quasi mezzogiorno tra le uscite Castelnuovo di Porto e Settebagni per consentire i soccorsi da parte di Vigili del Fuoco, Polizia Stradale e ambulanze.
Anche successivamente alla riapertura si sono registrate forti code nei due sensi di marcia.
Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: niente 302 per chi abita sulla collina – di Alessandro Pino

28 Lug

palina302Da qualche giorno il servizio della linea Atac 302 non viene effettuato nella parte collinare di Settebagni: a causa di imponenti lavori stradali nel sottovia ferroviario all’inizio della Salita della Marcigliana infatti, la carreggiata si è più che dimezzata  rendendo impossibile il passaggio agli autobus che quindi arrivando da Grottarossa proseguono direttamente  per il capolinea sulla Salaria.  PONTEMADONNINAQuesto proprio nel periodo più caldo dell’anno, costringendo gli utenti che risiedono nella parte alta del quartiere a una bella scarpinata sotto il sole lungo la collina. Resta da vedere quanto tempo occorrerà per il ripristino della circolazione normale nel sottopasso, dove per giunta è stato nel corso dello stesso intervento demolito il  marciapiedi che pur di recente era stato costruito.

Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma capitale: chiuso per ferie l’ambulatorio Asl

4 Lug

Un foglio stampato al pc appeso sul cancello condiviso anche con la postazione 118 avverte l’utenza che dal 20 giugno al 20 settembre l’ambulatorio asl rimarrà chiuso dal 20 giugno al 20 settembre, causa ferie.

Un periodo così lungo di assenza di servizi non lascia presagire nulla di buono, già l’attività ridotta ad un solo giorno alla settimana aveva provocato proteste da parte dei residenti e delle associazioni di cittadini, in un quartiere scarsamente collegato con gli altri presidi del Municipio  e le sedi istituzionali. Il presidente del comitato di quartiere di Settebagni, Domenica Vignaroli, ha detto di avere fiducia nell’operato del nuovo governo municipale, perché mantenga un servizio essenziale per i residenti, difeso con tenacia nel corso degli anni e che è stato più volte ridotto ma mai azzerato da quando si riuscì ad ottenerne l’apertura quasi venti anni fa, specialmente quelli con ridotte capacità di spostamento.

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Paolo Emilio Marchionne, il neo presidente di Montesacro

21 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Alcune domande al neo presidente del III Municipio – ex IV – di Roma Capitale, Paolo Emilio Marchionne, trentaduenne, consigliere municipale dalle elezioni del 2006, nell’ultima consiliatura capogruppo Pd, eletto tale dopo due predecessori decaduti per essere passati al gruppo misto.

 

Vita reale: Marchionne di cosa si occupa, oltre che di politica?

Ho lavorato all’Istat, all’Anci, in una società che si occupava di allestimenti e organizzazione di convegni per grandi società, per la federazione del Partito. Come spesso capita a quelli della mia generazione, sempre con contratti da precario, a partire dai primi Co.co.pro.

Elezioni appena svolte: se l’aspettava una vittoria cosi netta del mondo della sinistra, sia in Municipio che al Comune?

Ci speravo ma non era per nulla scontato. Penso che sia ampiamente meritata anche per via del lavoro che c’è stato per arrivare alle primarie sia sul presidente del Municipio sia per il Sindaco. Con tanti dei ragazzi che oggi sono stati eletti sono cresciuto politicamente, lavorando insieme fianco a fianco ormai nell’arco di più di dieci anni.

Quando ha cominciato a fare politica?

Nel 2001 mi sono iscritto ai democratici di sinistra.

marchionneProgetti per il Municipio:

– Nei primi cento giorni cosa vorrebbe realizzare?

Innanzitutto, va subito rimesso in piedi il piano regolatore sociale, quindi una ricostruzione larga di quelli che sono i bisogni di questo territorio e di conseguenza, una nuova elaborazione dei servizi. Contemporaneamente dobbiamo metterci subito al lavoro per l’inizio del nuovo anno scolastico per far si che quando riapriranno, le nostre scuole siano delle istituzioni vere. È complicato, non si può fare tutto in tre mesi però bisogna iniziare.

– E i soldi chi ve li dà?

Dobbiamo programmare, quello che non si è fatto in cinque anni, non inseguire le emergenze, che pure ci sono. Questa è la sfida di un governo che sa che davanti a se ha cinque anni, per questo dico che ripartiamo dalle scuole, dal sociale, in primis . ovviamente non ci sono solo questi due temi ma su questo vogliamo lavorare in maniera più immediata. Sapendo che per alcune cose gli investimenti sono più grandi bisogna trovare i soldi, chiedere le risorse, fare gli avvisi pubblici, avvisi di gara, quindi è necessaria la programmazione, perché bisogna dare delle certezze, non raccontare storie. Ci sono duecentomila euro per una scuola, poi non ci sono più, poi ritornano. Mi pare poco dignitoso per i cittadini, vogliamo essere un po’ più seri di chi ci ha preceduto.

– Come la pensa sul reperire fondi dai privati con le sponsorizzazioni?

Va bene, ci sono delle strutture che devono ricompensare la comunità locale per i lavori che fanno. L’unica cosa è che mi sembra che fino a qui i contributi dei privati siano andati per lo più su progetti mediatici – per esempio sul comitato olimpico – che non su quelli che hanno una ricaduta più immediata. Noi vorremmo che il privato sociale ci aiutasse a fare delle cose che durino nel tempo.

– E qui in Municipio?

Bisogna fare delle gare, anche per i privati che danno sponsorizzazioni.

– Anche chi fornisce dei servizi gratis?

Il privato che vuole dare dei servizi, lo può fare ma bisogna vedere quali. Sul sociale il volontariato non può sostituirsi all’assistenza, la può aiutare, può integrare ma un servizio è un servizio, servono i soldi pubblici. Sulla manutenzione del verde, alcune attrezzature scolastiche, su alcune cose si può lavorare sapendo però che sono interventi ragionati.

– Sulle somme che si possono assegnare senza bando?

Faremo solo bandi pubblici, per rientrare nella legalità. La somma urgenza deve essere somma urgenza. Non può essere una scusa per dare tutto in trattativa privata. Se ci fossero dei locali a disposizione? Su questa cosa qui abbiamo preso un impegno chiaro, ne facciamo una questione programmatica. Non è che se una scuola ha una stanza vuota si offre al primo che capita. Alla stessa maniera, i locali municipali vanno rimessi a sistema. Dobbiamo pensare ad un insieme di servizi che stanno in una programmazione di una idea. Prima si dice quello che serve poi si trovano le realtà che possono occuparsene. Bisogna utilizzare almeno un avviso pubblico, magari scegliere un concorso di idee.

– Politica municipale: la presidenza del consiglio la lascerete all’opposizione?

Si tratta di una figura di garanzia ma che credo che la maggioranza debba dire la sua. Lasceremo tutti gli spazi necessari alle varie anime dell’opposizione, questo assortimento è un elemento di novità, segno di vivacità istituzionale, che esce dalla logica un po’ sclerotica e monotona degli ultimi anni.

Marchionne 25 Aprile Porta San PaoloQuestioni dal territorio:

– La vicenda della scuola di Settebagni e i lavori che servono a mantenerla agibile, ancora non terminati. Cosa accade ora?

Saranno una priorità. Dobbiamo fare il punto, capire quale è la disponibilità attuale e eventualmente trovare i soldi che servono.

– L’asilo nido di Castel giubileo?

Va riaperto. Ristrutturato e riaperto, senz’altro.

– Lo sgombero della struttura di prima accoglienza di via Salaria. È rientrata l’emergenza sanitaria? Non si parla più di trasferimento dei nomadi presenti?

No, era un colpo di genio per speculare una volta in più sui nomadi e tra l’altro sarebbe costato una tombola, settemila euro al giorno perché andavano in una struttura privata dell’Arci Confraternita di S. Giovanni , 350 persone per venti euro al dì. Qui almeno non paghiamo l’affitto perché la struttura è pubblica. Non è un argomento di diretta competenza municipale ma vorremmo affrontare il discorso con la giunta capitolina in maniera nuova. Almeno con le persone che vogliono uscire da questo sistema qui vorremmo utilizzare delle risorse, invece che impegnarle in campagna elettorale. Stiamo parlando di circa settemila persone che vivono in campi autorizzati. Su circa tremilioni di persone credo che possiamo trovare una soluzione diversa.

– Senza dargli la casa, come paventa una parte dell’opinione pubblica?

Il tema della casa.. credo che invece di pagare 24000 euro al mese per la struttura della Cesarina si possono pensare dei progetti diversi, si possono creare delle aziende, delle attività lavorative che con gli stessi soldi anziché assistenza creano sviluppo.

– E gli altri romani che sono rimasti fuori dal sistema del lavoro?

Non si tratta di fare differenze tra romani e rom, il problema già esiste . Ora abbiamo un costo per l’assistenza secca. Alcuni sono qui da più di dieci anni. Spendiamo molti soldi per ospitarli in una struttura come Cesarina, dove l’acqua è razionata, la corrente pure, le roulotte sono fatiscenti. Penso che possiamo permetterci di invertire un po’ i ragionamenti. Non si tratta di dare le case ai rom, questi sono ragionamenti che nascono dall’idea di dover speculare molto. Naturalmente servono dei progetti veri di uscita dal campo.

– E chi non si volesse adeguare?

Continueremo magari con i più anziani nel sistema tradizionale. Ma nei campi ci sono più della metà di bambini e ragazzi con la voglia di cambiare. Vent’anni fa si è iniziato con la scolarizzazione, i campi attrezzati. Io vorrei proporre al sindaco di iniziare proprio con il nostro territorio, con la Cesarina in particolare, un percorso di uscita dai campi con chi è sempre stato qua, in modo da andare ad esaurimento degli assistiti.

Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: il monnezzaTour inizia dalla Fontanella – di Alessandro Pino

7 Giu

Settebagni: con la puzza sotto al “nasone” causa rifiuti

Utile ma letteralmente sepolta dalla spazzatura la fontana presso l’edicola sacra

PINOfontanadiscarica (2)Un luogo che potrebbe essere ameno, impreziosito da una fontanella di acqua potabile sempre fresca anche in estate e utilissima specie in periodi di crisi in cui si fa a meno della minerale ma che invece è ridotto a un vero e proprio immondezzaio a causa dell’inciviltà umana. Si parla dello spazio adiacente l’edicola votiva che si trova a Settebagni in corrispondenza della confluenza tra la Salaria, la via della Stazione di Settebagni e la salita della Marcigliana. Frequentatissima da devoti dell’immagine sacra, operai che vi si fermano apposta per riempire i thermos prima di andare in qualche cantiere della zona e semplici passanti, la fontanella giorno dopo giorno viene sepolta da rifiuti e immondizia di ogni genere, lasciata spesso proprio da quegli utenti che mostrano in tal modo un barbaro disprezzo per un tale piccolo tesoro. Nell’abituale campionario di lerciume si trovano bottiglie, cartacce bisunte, lattine, confezioni in tetrapak e residui di alimenti, cui ultimamente si sono aggiunti – oltrepassando ogni limite dell’indecenza –  interi sacconi di spazzatura, lavandini provenienti da qualche demolizione e altri rifiuti ingombranti che l’unno di turno ha evidentemente ritenuto troppo faticoso portare fino all’isola ecologica di via dell Bufalotta. Che cosa si può fare, tenuto conto che l’Ama rimuove con una certa frequenza i rifiuti (trovandosene infatti sempre di diversi)?

PINOfontanadiscarica Impensabile un presidio fisso delle forze dell’Ordine anche se un’occhiata di passaggio non guasterebbe. Forse bisognerebbe tutti insieme diventare un po’ vigilanti tenendo un comportamento civile quando capita di passare sul posto e invitando il prossimo a fare altrettanto: perché magari è vero che chi si fa gli affari suoi campa cent’anni, ma in queste condizioni fa sicuramente una vita da schifo.

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: Fs cambia idea sul sottopasso di via S. Antonio di Padova e propone una nuova soluzione

9 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

SOTTOPASSOgooglemapIl raddoppio del ponticello sotto la ferrovia in via S. Antonio di Padova a Settebagni è previsto da più di vent’anni, da quando fu firmata la convenzione con il costruttore Antonelli, che ottenne il permesso a edificare il supercondominio in cambio della realizzazione dell’opera. O meglio, in cambio degli oneri concessori destinati allo scopo. Oneri che per altro sono stati versati all’epoca.

Fs ha continuato a rimandare l’inizio dei lavori, nonostante il terreno dietro la parrocchia sia stato reso area di cantiere da tempo immemore, spossessandone la parrocchia e con la conseguenza che la casa del sagrestano è ormai ridotta ad un rudere e l’area è preda di erbacce, ratti, smottamenti, con gli ulivi irrimediabilmente persi o danneggiati. La ditta che si era aggiudicata l’appalto pare sia fallita ed in Curia nessuno sa come e quando verranno fatti i lavori. In un primo tempo, all’incirca sei anni fa, sembrava che il cantiere dovesse partire da un momento all’altro, tanto che ci fu una riunione in parrocchia tra l’amministrazione di allora e la cittadinanza, per illustrare il piano della circolazione provvisoria. Poi, di mese in mese di anno in anno, tra silenzi e rinvii e indisponibilità tecniche si arrivò alla prima affermazione di Fs che la realizzazione della nuova stazione Tiburtina era prioritaria e che per non rallentare ulteriormente l’alta velocità Settebagni doveva attendere fino alla fine di quei lavori. Tra l’altro, sembrava che i soldi regolarmente riscossi dal costruttore non fossero più sufficienti.

Tutti gli sforzi compiuti da giunta municipale e Comune si sono puntualmente infranti sui tavoli di concertazione, ché la Rfi sembra avere potere prevalente su tutto, anche sulla sicurezza dei residenti e sul fatto che la parte alta del quartiere, in caso di incendio potrebbe tranquillamente andare in cenere, visto che sotto i ponti della ferrovia un’autopompa dei vigili del fuoco non passa, troppo bassa e fuori norma per le regole di oggi, la luce delle gallerie.

Con la riconsegna del cantiere di Tiburtina, a ottobre 2012, il governo di piazza Sempione ha costretto Rfi ad un confronto, convenzioni e accordi alla mano. Caduto l’ostacolo frapposto, la società, davanti al presidente del municipio Cristiano Bonelli e al consigliere Pdl di riferimento del quartiere Marco Bentivoglio, nonché ai responsabili dell’ufficio Tecnico,  ha dovuto ammettere di non poter realizzare i lavori così come previsti.

Con un sopralluogo tenutosi nel novembre seguente, alla presenza anche di alcuni cittadini e dell’ingegner Di Paolo, responsabile dell’Uot, i tecnici di Rfi illustravano le difficoltà: un’importante scambio ferroviario nelle vicinanze del ponte – eccezione stranamente mai sollevata prima – e l’alta frequenza ormai supportata dalla linea, a causa del traffico locale, dell’alta velocità e del nuovo competitore Italo. Nonché una sottostazione elettrica di proprietà Enel impossibile da spostare e il paventato blocco totale del movimento per motivi di sicurezza di tutta la parte del quartiere che si trova al di là della linea ferroviaria per almeno sette mesi, come a dire sequestrare in casa almeno settemila persone. Per cui, vent’anni di promesse, di accordi e di attese per la prima volta venivano chiaramente ed inequivocabilmente spediti nell’angolo delle utopie.

Ma i contratti sono stati firmati, a seguito di quegli accordi è sorto un intero isolato di abitazioni la cui costruzione è stata vincolata all’apertura di una via sicura per i pedoni e per il traffico a motore, quindi nemmeno Ferrovie, davanti ad una paventata causa milionaria si è potuta defilare lasciando all’amministrazione la patata bollente. Perciò Rfi ha presentato un progetto alternativo, il cui responsabile, il dott. Gizzi, è stato però trasferito e la sede è ormai vacante da più di un mese e mezzo.

La nuova proposta abbandona il raddoppio del ponticello di via di S. Antonio per andare a realizzare un sottopasso nel terreno una volta occupato da una rivendita di camper, al confine con l’attuale Roadhouse grill, espropriando alcuni terreni in via Monti di Casa, realizzerebbe due rotatorie e una strada semicircolare che andrebbe a congiungersi con via S. Quirico d’orcia da una parte e con via Salaria dall’altra. All’obiezione che quella zona quando esonda il Tevere va regolarmente sott’acqua i tecnici di Ferrovie hanno risposto di possedere la tecnologia necessaria a porre rimedio alla situazione.

Dice il consigliere Bentivoglio, che ha seguito da vicino l’intera evoluzione: “a differenza di chi mette cartelli e annuncia lavori che poi non vedono mai la luce, davanti a questo ribaltamento di progetti abbiamo voluto fermarci, mettere al comune i residenti e aspettare il nuovo mandato elettorale prima di muoverci. Questa è una questione troppo importante per Settebagni per poterla chiudere in fretta prima delle elezioni, solo per vantarci di un risultato che merita invece una seria riflessione e condivisione”.

Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale. A fuoco la prima campana per il vetro. Il vuoto che c’è dietro un gesto simile

17 Apr
campanavetroINFIAMME

foto A. Pino

La raccolta differenziata, ormai, in questo Municipio, nel bene o nel male è una realtà. Si è molto discusso della correttezza o meno di servirsi di campane per il vetro piuttosto che dei contenitori familiari o condominiali ma attualmente a Roma così si fa. Senza entrare nel merito, ci si adegua.

Prima che il nuovo modello di smaltimento dei rifiuti prendesse piede, per le strade del quartiere c’erano cassonetti vecchi, rovinati, mal funzionanti. Se non erano di materiale ferroso, spesso e volentieri recavano i segni di incendi appicati un po’ per “scherzo” un po’ per “risolvere” in maniera poco ortodossa un problema olfattivo od estetico derivante da secchioni particolarmente malandati che l’azienda municipale non sostituiva se non quando erano ridotti a colata informe.

Quindi da ottobre, la rimozione dei vecchi cassonetti e l’istallazione delle nuove campane. Queste ultime non tengono minimamente conto delle esigenze di un mondo che può anche essere disabile, o troppo vecchio, o troppo giovane. Comunque i contenitori, belli o brutti o inutili, erano nuovi.

In fin dei conti, era questione di tempo, anche senza la scusa di farsi cambiare un contenitore schifoso e ai minimi termini.  Non c’è bene comune che prima o poi non subisca le attenzioni del più stupido, del più annoiato, del più frustrato o del più ubriaco dei cittadini.

L’ennesima dimostrazione di impotenza e di non appartenenza ad una collettività da parte di chi compie un gesto del genere. Ora passeranno mesi prima che l’oggetto del vandalismo venga sostituito, con aggravio sul bilancio di un’azienda pubblica in agonia, quindi a carico delle tasche di tutti.

Grazie, veramente. Abbiamo un monumento post moderno alla stupidità in più, nel quartiere.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: erbacce e buche sistemate prima di Pasqua

29 Mar

Nuovo inoperaiallavorosettebagnitervento a Settebagni propiziato dalla strana coppia Bonelli-Bentivoglio. Da questa mattina è all’opera in via dello Scalo una squadra di operai municipali, creata dalla presidenza del Municipio cooptando i dipendenti da diversi uffici, con la missione di ripulire da erba e erbacce a partire dal ponte di S. Antonio andando verso l’altro della salita della Marcigliana.

Sarà perché le elezioni si avvicinano ma il presidente del Municipio Cristiano Bonelli ed il consigliere Marco Bentivoglio, stretto collaboratore del neo consigliere regionale ed ex assessore capitolino Antonello Aurigemma – che in passato aveva avuto modo di punzecchiare più o meno simpaticamente il minisindaco – sembrano aver raggiunto una intesa invidiabile nel mettere mano ad alcune criticità del quartiere altrimenti trascurate.

Nel pomeriggio saranno riparate anche alcune buche per le vie collinari del quartiere.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: arriva nel quartiere il Corbucci Presidente Tour

26 Mar

DSC_0173Tappa settebagnina del “Corbucci Presidente Tour”, ieri in versione parecchio bagnata. Infatti, fino all’ultimo si è temuto che fosse necessario rinviare il tutto ad un giorno meno piovoso, invece il tempo ha tenuto il necessario perché l’incontro si potesse tenere nel piazzale davanti al civico 1399 di via Salaria.

C’è stato anche un diversivo divertente, una telefonata al cellulare dell’attuale vice presidente del Consiglio municipale, dal numero coperto, con la quale una voce maschile, spacciatasi per il proprietario dell’area, minacciava, con voce alquanto seria, denunce se si fosse dato seguito all’appuntamento. Il goliardo non deve aver tenuto conto del fatto che il Signor Riccobelli è un uomo estremamente liberale, aperto al confronto politico con chiunque si occupi di amministrare la cosa pubblica e che aveva già accordato il suo permesso. Durante il confronto con i cittadini al candidato alle Primarie sono state rappresentate e discusse alcune esigenze dei residenti, come – tra le altre – la chiusura notturna del Parco dei frutti con l’assegnazione delle chiavi alla cittadinanza, in modo da tutelare l’incolumità dei giochi e la sicurezza che non divenga luogo di traffici illeciti; la tutela del campo sportivo del Settebagni Calcio attraverso una migliore gestione dell’investimento contratto con il credito sportivo, la realizzazione di un Centro sociale anziani e polifunzionale per i giovani dentro al parco Nobile, prefabbricato come la struttura realizzata nel parco delle valli e proporre un concorso pubblico aperto alle scuole per decidere come realizzarlo; avviamento dei lavori per il sottopasso di via S. Antonio da Padova entro il 2014; ripristino dei fondi iscritti in bilancio nel 2008 in modo da affrontare una seria opera di restauro della scuola Giovanni Paolo I. Corbucci ha anche presentato la proposta di “chiusura del centro di accoglienza nomadi di via salaria, che è diventato un lager dove le persone non vivono in condizioni dignitose, come emerso dalla denuncia dell’ associazione art. 21, trasferendolo in un luogo fuori dal centro abitato e mettere al suo posto una caserma dei carabinieri perché via Salaria venga riqualificata dalla presenza dei militi dell’arma, capace di tenere lontano insediamenti abusivi e prostituzione”.

DSC_0175I residenti intervenuti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa con la quale Corbucci ha portato una tappa del suo tour al vallo di Adriano del Municipio, territorio che invece sembra poco o nulla presente nei programmi degli altri candidati, tanto che alcuni hanno reclamato a gran voce anche la possibilità di conoscere gli altri sfidanti di persona e sul posto.

Le primarie per la scelta del candidato del centro sinistra alle elezioni municipali e comunali si terranno domenica sette aprile. Il Gazebo per poter votare sarà come al solito, a fianco del chiosco di fiori davanti la chiesa.

 Luciana Miocchi

Settebagni, Municipio Montesacro di Roma Capitale: lavori di impermeabilizzazione per le terrazze della scuola Giovanni Paolo I

26 Mar

DSC_0152Buone notizie in arrivo per la scuola Giovanni Paolo I di via dello scalo di Settebagni. Dieci giorni fa vi è stato un sopralluogo dell’intero ufficio tecnico del Municipio, al quale ha preso parte anche il consigliere Marco Bentivoglio, che segue la vicenda dall’inizio,
insieme al presidente del Municipio Cristiano Bonelli, allo scopo di controllare lo stato dei luoghi e l’avanzamento dei lavori. Infatti, con lo stanziamento dei fondi iscritti nel Bilancio 2012 e allocati nel novembre scorso, per un importo di circa 380.000 euro, sarà possibile rifare l’impermeabilizzazione delle sei terrazze dell’edificio – due sono state già realizzate – allestire i ponteggi necessari, restaurare i frontalini e sostituire i discendenti. Le frequenti precipitazioni del periodo hanno rallentato le lavorazioni, che nell’ultimo mese sono state sospese in virtù del fatto che è necessario un clima asciutto quando si stende la guaina bituminosa. Interventi previsti anche per sistemare i marciapiedi del lato sud, dove le radici delle essenze arboree hanno sollevato la pavimentazione.

Finita questa tranche di lavori, occorrerà aspettare che vengano destinate altre somme per vedere finalmente anche il rifacimento dei bagni, ormai vecchi di trentasette anni, nonché la sistemazione delle pedane elevatrici per i disabili. Durante le ultime elezioni politiche, il loro guasto, segnalato peraltro varie volte nel corso degli anni, ha impedito l’accesso alla sezione elettorale in almeno un caso documentato.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: domani lavori al parco davanti la chiesa di S. Antonio da Padova

19 Mar
volontario dell'associazione "Mani che aiutano" della Chiesa dei santi dell'ultimo giorno

volontario dell’associazione “Mani che aiutano” della Chiesa dei santi dell’ultimo giorno (foto A. Pino)

Sempre a cura e spese di volontari privati, che in un primo momento sembravano essere  della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni – che si erano già occupati del recinto per i cani al parco Nobile – ma in seguito è stato chiarito in questo caso non c’entrano nulla, domani verrà sistemato l’ingresso del piccolo parco davanti la chiesa di S. Antonio da Padova, che da sempre, in inverno, è coperto da uno spesso strato di fango.

Per ovviare al problema, verrà messo in opera uno strato di ghiaia battuta, in modo che non sia troppo disagevole accedere con carrozzine, passeggini e carrozzelle.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: realizzato lo spazio cani. Le polemiche non ti aspetti

19 Mar

bonelliparcoNOBILEareacaniFiniti i lavori di realizzazione dello spazio ai cani nel parco Nobile, a Settebagni, ad opera dei volontari della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni”, le polemiche non si placano.

Nonostante sia stata un’operazione a costo zero, cercata e voluta nel corso degli anni, c’è sempre chi non è d’accordo su nulla. Specialmente su fb, nei gruppi dedicati alla zona, i commenti sono contrastanti.BOONELLIPARCOnobielBENTIVOGLIOilmioquartiere

Soprattutto certi proprietari di cani, forse perchè ora che uno spazio c’è, anche se imperfetto, non potranno più condurre impunemente – in barba al regolamento comunale – i propri cani senza collare e guinzaglio al parco. Comportamento che in passato ha creato più di un attrito con i genitori che invece al parco avrebbero voluto poter lasciare i bambini liberi di giocare e correre senza paura e di mezzo, ovviamente, sono andati quei padroni rispettosi del proprio animale e del prossimo, che muniti dell’attrezzatura prescritta venivano oramai mal sopportati comunque.

Poi c’è la categoria di quelli che il parco vorrebberlo avere sotto casa e lo bollano come lontano e scomodo, una spesa inutile. Forse non rammentano che fino a qualche anno fa, Settebagni ne era totalmente sprovvista e chi poteva, caricava i figli in macchina e andava in un altro quartiere.

BONELLIparcoNOBILEAREACQuelli che non hanno apprezzato perchè l’hanno ritenuta un’operazione elettorale. Probabile che un qualche pensiero in tal senso, effettivamente ci sia, visto l’imminenza del ritorno alle urne. Dopotutto gli elettori dovrebbero giudicare in base ai risultati raggiunti e gli eletti, facendo politica, hanno sempre un occhio attento.  Ognuno dovrebbe avere la capacità di giudicare e comportarsi di conseguenza. Non perdendo di vista però, che il recinto ora c’è, e la sua necessità viene da lontano.

bonelliBENTIVOGLIOparconobileQuelli che non sono contenti perchè lo spazio è troppo piccolo. Quelli che è stato sottratto spazio alle persone. Quelli che il parco fa schifo perchè non ci va mai nessuno. Quelli che non ci vanno perchè non c’è vigilanza. Quelli che vorrebbero vedere i vigili. Quelli che non ci vanno perchè i vigili li hanno visti e gli hanno fatto la multa per il cane senza guinzaglio.

La maggioranza dei residenti però è contenta che finalmente sia arrivato un piccolo segno di civiltà anche qui. L’area è piccola, non attrezzata secondo i canoni del comune ma l’accettano come un inizio, il resto cercheranno di averlo un pezzetto per volta. Più il parco è frequentato più diventa sicuro. E poi è stato bello vedere il presidente Bonelli con un piccone in mano,  l’ha usato davvero, non solo per le foto. Non capita tutti i giorni un politico che si da ai lavori manuali.

Luciana Miocchi

(foto A. Pino)

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: dopo il sopralluogo dello scorso luglio, sabato partono i lavori per la realizzazione di uno spazio riservato ai cani al Parco Nobile

15 Mar

– foto di repertorio A. Pino –

Come anticipato nell’articolo postato lo scorso 28 luglio, finalmente cominciano i lavori per riservare uno spazio ai cani nel parco Nobile, a Settebagni.

L’approvazione della mozione in consiglio municipale risale ormai a tre anni fa. Questioni di bilancio non ne hanno mai permesso la realizzazione e anche ora, i cani del quartiere – e i loro proprietari – dovranno ringraziare l’intervento della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni”, che stanno realizzando il loro luogo di culto in via di Settebagni e si sono prestati, attraverso il loro progetto ” Mani che aiutano”, dietro interessamento del presidente del Municipio Cristiano Bonelli e del consigliere di riferimento Marco Bentivoglio, a realizzare questo piccolo grande sogno a costo zero per l’amministrazione.

Come già detto in altre sedi, non si tratterà di un’area cani attrezzata come prescritta dai regolamenti comunali, troppo laboriosa e dispendiosa, ma di un luogo, recintato e chiuso da cancelletto, nel quale gli animali potranno essere condotti senza contravvenire al divieto di introdurre cani nel raggio di cento metri dai giochi per bambini a meno che non ci sia un percorso protetto.

Probabilmente i lavori avranno inizio e termineranno nella stessa giornata del 16. Ora la palla passa ai proprietari – molti dei quali sono sempre stati corretti, cercando di non entrare in contrasto con i genitori dei bimbi nella convivenza forzata delle proprie esigenze – che non avranno più scuse per portare i propri pelosetti al parco senza guinzaglio, lasciandoli scorrazzare liberi tra i bambini che giocano, anche se di grossa taglia o anche se non graditi. Il consigliere Bentivoglio ricorda “come anche nell’area dedicata sia necessario mantenere un atteggiamento di collaborazione e buon senso, che le deiezioni canine vanno raccolte con il sacchetto e smaltite come d’abitudine e da regolamento comunale”.

Settebagni, dopo averlo agognato per molto tempo, ha finalmente un luogo che testimonia la dignità dell’animale e dell’essere umano. Che tutti contribuiscano ora a mantenerlo decoroso ed funzionale.

Nella giornata di domani l’associazione “Il mio quartiere” ha ottenuto l’autorizzazione ad impiantare un mercatino all’ingresso del parco.

Luciana Miocchi

 

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio di Roma Capitale: i lavori di sistemazione della scuola Giovanni Paolo I a spizzichi e bocconi, a seconda dei soldi in cassa

14 Feb

giovannipaolo1Finalmente l’ Ufficio Tecnico del Municipio ha presentato la settimana scorsa il conto preventivo dei lavori che servono per l’intervento globale di messa in sicurezza della scuola Giovanni Paolo I di Settebagni, fatti rientrare nella cifra di seicentomila euro dei fondi dell’emergenza neve. E’ terminata da qualche giorno la prima trance dei lavori che è stato possibile realizzare con la somma erogata dall’amministrazione: il taglio delle essenze arboree, effettuato da Multiservizi, il rifacimento dei profili sulla scalinata d’ingresso e la sostituzione o la riparazione di vetri e finestre dei locali di pertinenza della scuola dell’infanzia dove è stato stivato il materiale contentente eternit rimosso dall’edificio. A detta del consigliere Marco Bentivoglio, Pdl, che con il presidente del Municipio Cristiano Bonelli e il vice presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, Pd, aveva partecipato ai sopralluoghi nei locali della scuola insieme ad alcuni genitori ed ha seguito poi l’intero iter, l’eternit è stato trattato e sigillato nella stanza che è stata destinata allo scopo e lì rimarrà fino a data da destinarsi perché mancano i fondi per lo smaltimento attraverso l’invio ad una discarica autorizzata.

I lavori che mancano all’appello sono la messa in sicurezza totale dell’edificio, la sistemazione dei bagni e le infiltrazioni d’acqua nei solai, in alcune classi quando piove si fa lezione con la bacinella ed il rischio che prima o poi si verifichi il crollo di qualche controsoffittatura diventa sempre più probabile. Verranno eseguiti soltanto quando le somme saranno messe a disposizione, nella misura che si riuscirà a coprire con gli importi ottenuti. Purtroppo, le regole imposte sono queste. Per l’intanto permangono le impalcature su alcuni dei terrazzi.

Luciana Miocchi

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: appare un laghetto di acqua piovana – di Alessandro Pino

13 Feb

PINOpaludequindiciCDa alcune settimane un singolare fenomeno si manifesta nella campagna appena fuori il centro abitato di Settebagni, nei pressi del casello ferroviario abbandonato al quindicesimo chilometro della ferrovia per Fiumicino (e per questo noto in zona come “il quindici”): si è creato uno specchio d’acqua troppo piccolo per essere definito stagno o palude ma comunque di notevoli dimensioni e della  profondità di almeno mezzo metro vicino la riva, lungo il viottolo sterrato che conduce a via del Monte di Casa. Non è noto se si tratti semplicemente di acqua piovana stagnante o se essa affiori da qualche tubatura  sotterranea danneggiata, fatto sta che quantomeno nel recente passato  non sembra di ricordare nulla del genere. Il laghetto può rappresentare un potenziale pericolo per chi si trovi a percorrere a piedi o nelle ore notturne il sentiero dato che la possibilità di finirci dentro non è poi così remota vista la mancanza di illuminazione e di recinzioni.

Alessandro Pino

 

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: illuminato finalmente vicolo delle Lucarie

5 Dic

Dopo più di vent’anni di richieste, promesse, rinvii a tempi migliori, finalmente vicolo delle Lucarie, una delle vie private ma aperte al pubblico transito, a Settebagni, da ieri gode dell’illuminazione notturna. La strada è una di quelle inserite in protocollo presentato dal consigliere municipale Marco Bentivoglio (Pdl) al dipartimento alle periferie di Roma Capitale, che un anno e mezzo fa aveva imposto di dare un ordine di priorità alle singole strade. Nel giro di poco venne illuminata via Piombino, sede di un supermercato e oggetto di insediamenti abusivi precari, quindi a rischio per quel che riguardava l’ordine pubblico.

Rimangono ora solo un altro paio di vie del quartiere non coperte dall’illuminazione pubblica, per le quali il Comune deve stanziare i necessari fondi.

Luciana Miocchi