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Villa De Santis: la Polizia denuncia il presidente di una finta associazione di volontariato | di Alessandro Pino

20 Mar

[ROMA] Durante l’inaugurazione del Tulipark in via dei Gordiani nel parco Villa de Santis gli agenti della Polizia di Stato del Reparto Prevenzione Crimine e del personale della Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Roma, hanno scoperto una finta associazione di volontariato che durante l’evento svolgeva vere e proprie funzioni di Polizia.
Gli agenti si sono insospettiti vedendo una persona indossante una casacca con su scritto il nome dell’associazione, munita di radio portatile e fondina al cui interno si intravedeva una pistola, risultata poi essere una pistola spray al peperoncino.

L’associazione vanta una struttura gerarchica di tipo militare con tanto di Dirigente Generale, utilizzo di uniformi, placche, distintivi e tessere di riconoscimento nonché reclutamento di appassionati del mondo militare tra i quali un sedicente Colonnello dell’Esercito Italiano in quiescenza, risultato in realtà essere un ex impiegato civile del Ministero della Difesa.

Tutti pagavano una quota annuale per l’iscrizione: da verificare se la quota fosse commisurata al grado da rivestire nell’associazione.

L’unico indagato al momento è il Presidente, denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di utilizzo di segni distintivi contraffatti nonché di raccolta, detenzione e vendita di uniformi senza la licenza, in violazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

È stata sequestrata anche l’autovettura di servizio, del tutto simile a quella in uso alle forze di polizia con livrea grigio-verde, completa di barra luminosa con luci di emergenza di colore blu: il tutto per meglio circuire la cittadinanza ed alcune istituzioni ed enti locali presso i quali erano riusciti ad accreditarsi, tanto da presenziare in forma ufficiale a manifestazioni e cerimonie pubbliche come quella presso il parco Villa de Santis.

A seguito di ulteriori accertamenti è emerso che sulla macchina grava un pignoramento di circa 150.000 euro.

Sono in corso ulteriori indagini sui vertici dell’organizzazione al fine di verificare se fondi impiegati per attività di beneficenza siano effettivamente stati utilizzati a tale scopo.
Alessandro Pino

(foto Questura di Roma)

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