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Emergenza neve in IV municipio: ancora non si è vista ma le pale sono finite

10 Feb

Per l’emergenza di queste ore è stata approntata un’unità di crisi in via Flavio Andò, presso la sede del IV gruppo dei vigili urbani di Roma Capitale. Chi avesse voluto poteva recarsi a piano terra, dove dietro esibizione di documento di identità si riceveva una pala e del sale (bisognava portare il contenitore, in quanto era a disposizione sfuso), quantità contingentate ad una unità per condominio. Alle dodici era già tutto in esaurimento.

Il Municipio di Roma Montesacro ha attivato, per le segnalazioni legate a situazioni di emergenza il numero 3393223993 e l’indirizzo mail municipioquarto@gmail.com mail.com . Per le emergenze sanitarie si può chiamare direttamente il 06 5510 COSP della croce rossa italiana che ha mezzi equipaggiati con sistemi antineve.

Dal profilo fb del presidente del consiglio del IV Municipio si apprende che sono state allertate 6 ditte e 5 associazioni di Protezione Civile, 35 volontari di Obiettivo Lavoro, sono stati distribuiti 3 bancali di sale e 64 pale da neve. A sentire i cittadini che hanno ritirato sale e pale, queste ultime sono da cantiere, non da neve. Sarà più difficoltoso utilizzarle ma nell’emergenza vanno bene pure quelle.

Luciana Miocchi

Allerta neve: domani catene a bordo e studenti a casa

9 Feb

Dalle sei del mattino di domani, venerdì, e fino alle 23.59 di sabato ci sarà obbligo di catene a bordo per tutti i mezzi che circolano all’interno del comune di Roma. Per le due ruote il divieto è di circolazione. La decisione è stata presa ieri sera al termine di una riunione tenutasi in Campidoglio. Con una conferenza stampa stamattina il Sindaco Gianni Alemanno ha reso nota la decisione, presa di concerto con tutti gli organi coinvolti, provincia, regione e protezione civile compresi, di chiudere scuole ed uffici pubblici nelle giornate di venerdì e sabato, viste le previsioni circa la possibilità di precipitazioni nevose di una certa rilevanza.

Luciana Miocchi

Settebagni: le scuole di via dello scalo sono ok

7 Feb

Confermata la riapertura delle scuole di via dello scalo di Settebagni. Rampa libera da neve, la caldaia dei riscaldamenti è stata messa in funzione oggi, la chiusura della condotta idrica in via delle Lucarie non ha portato conseguenze al plesso, dove l’acqua non è mai mancata. La vacanza imprevista a causa della neve è finita..

Luciana Miocchi

Settebagni: aggiornamento sul guasto idrico di via delle Lucarie

7 Feb

Il danno alla conduttura idrica sembra essere più serio di quanto potesse sembrare in primo momento. Secondo la prima squadra di pronto intervento Acea intervenuta sul posto, che ha provveduto ad interrompere il flusso, l’acqua affiora in superficie all’altezza del bar Renato ma partirebbe dalla diramazione all’incrocio con via Capoliveri. Una seconda unità di intervento avrà il compito di trivellare in quel punto per portare allo scoperto il guasto. L’Uo dei Vigili urbani ha provveduto a modificare la viabilità in modo da permettere i lavori, compito complicato dal fatto che via delle Lucarie è l’arteria principale della viabilità della parte superiore del quartiere. Predisposta la deviazione della linea di autobus 302. Sempre attivi nell’emergenza, come da agenzia diramata dall’assessorato alla mobilità di Roma Capitale, l’assessore Antonello Aurigemma e il consigliere municipale Marco Bentivoglio.

Luciana Miocchi

 

Settebagni: aggiornamenti sul guasto idrico – fronte bar Renato

7 Feb

In questo momento sono sul posto Acea e vigili urbani, insieme all’assessore alla mobilità di Roma Capitale Antonello Aurigemma e al consigliere municipale Marco Bentivoglio. Un carroattrezzi sta spostando le macchine parcheggiate lungo la strada. Probabilmente via delle lucarie verrà chiusa per poter cercare in sicurezza il punto esatto della rottura.

 

comunicazione di servizio n. 2: i mezzi sono partiti..

4 Feb

Confermano dal Campidoglio che i mezzi spalaneve e spargisale sono partiti e arriveranno a Settebagni. Richiesto anche un intervento per i marciapiedi, prima che un eventuale gelata notturna li trasformi in lastre di ghiaccio impraticabili.

L’impressione è che ogni consigliere stia cercando di strappare un intervento per il proprio territorio, in mancanza di un piano generale, che probabilmente prefettura e comune hanno sottovalutato gli effetti sulla popolazione, che i mezzi potevano essere messi in funzione prima.

Incrociamo le dita e speriamo nel bel tempo

Luciana Miocchi

aggiornamento sul semaforo spento

29 Gen

…..è stato riparato. Quello con la lampada girata, invece, è rimasto così

Luciana Miocchi

…aggiornamento del tardo pomeriggio: addrizzato anche il semaforo a ponte storto

LM

Per cinque giorni Salaria a senso unico a Monterotondo

10 Gen

Per cinque giorni a partire da oggi, con orario 10-16 viene istituito il senso unico alternato su via Salaria, nel territorio di Monterotondo, tra i km 26,4 e 27,6 dalle dieci di mattina alle 16 del pomeriggio per consentire i lavori di allacciamento al casello autostradale della A1. Occhio a calcolare in più il tempo da trascorrere in fila, quando uscite di casa.

Luciana Miocchi

Casa di riposo “Roma 2”: ultimo atto – trasferito anche il centro Alzheimer, restano solo i vigilantes

5 Gen

(pubblicato su http://www.europagiovani.com/index.php?module=loadRubriche&IdCategoria=32&IdRubriche=317)

La casa di riposo di via di Casal Boccone è ormai ex. Corridoi silenziosi, arredi dismessi. Trasferito anche il centro Alzheimer. Tra poco, dietro i cancelli chiusi cominceranno a crescere rigogliose le erbacce che si impossessano di tutti i luoghi disabitati. La struttura intitolata a Italia Talenti a fine novembre era stata al centro di accese dispute politiche, suscitate dalla decisione del Comune di Roma di chiuderla perché ritenuta troppo onerosa per le casse cittadine, rispetto a soluzioni assistenziali alternative.

In quei giorni, le proteste iniziate mesi prima dai lavoratori delle cooperative impiegate nella struttura vennero rilanciate da un tam tam sui principali social network ad opera di alcuni comitati di quartiere, di semplici cittadini, di sindacati ed esponenti di partito che avevano capito la potenzialità dirompente dell’argomento. Invecchiare è una tappa d’obbligo per tutti, l’alternativa non è preferibile, come non immedesimarsi in un anziano che crede di aver raggiunto la stabilità affettiva e di routine di vita tanto necessari in un periodo dell’esistenza così delicato mentre invece viene invitato a cambiare di nuovo abitudini, compagni, ambiente.

Così l’abituale quiete del posto era stata rotta da animate manifestazioni. La serietà della faccenda era testimoniata anche dal calibro sempre crescente dei politici che si avvicendavano nel cortile, esprimendosi contro o a favore della dismissione, secondo il rispettivo orientamento. Diversi tra gli anziani residenti avevano voluto dire la propria ai giornalisti accorsi, raccontando i percorsi di una vita che li aveva portati a vivere in una struttura nel quale tutto sommato si trovavano a loro agio e che consideravano come una vera casa, con gli altri ospiti divenuti parte di una ricostituita famiglia e l’angoscia di dover ricominciare da capo ancora una volta.

Ad un certo punto era sembrato anche che potesse aprirsi uno spiraglio nelle trattative tra il Comune e la proprietà. Il consigliere municipale Alfredo Arista, Pdl, delegato a trattare con la proprietà ed il gestore aveva proposto di affiancare alla casa di riposo una struttura per anziani non autosufficienti, in modo tale da poter abbassare il costo di permanenza per ogni singolo utente, con i necessari lavori di manutenzione straordinaria a carico della proprietà. Il progetto era stato illustrato dallo stesso Arista durante la trasmissione di Serpentara Tv dedicata alla vicenda ( vedi http://www.livestream.com/serpentara/video?clipId=pla_713abb76-2b55-4ace-bac3-60808363c6b3)Stessa soluzione proposta dal Sindacato.

Il tutto, purtroppo,  si è risolto in nulla di fatto. Le volontà delle parti non si sono incontrate.I trasferimenti degli ospiti erano iniziati comunque, proseguendo mentre l’interesse per la vicenda dimostrato da quegli stessi politici che sembravano considerare la “Roma 2” il centro del mondo calava tanto repentinamente quanto era cresciuto poco prima. L’ultima partenza, quella che ha svuotato definitivamente la struttura è avvenuta il 31 dicembre. Ora della concitazione di quei giorni non è rimasto nulla: il piazzale antistante la costruzione è deserto, eccezion fatta per le auto delle guardie giurate che vigilano a scongiurare le probabili occupazioni e di un paio di pulmini che erano adibiti al trasporto disabili. Viene da chiedersi dove si trovano ora quegli anziani che avevano confidato a volti a loro sconosciuti la loro storia, la preoccupazione e anche la rabbia per essere stati dipinti in qualche articolo come dei disadattati dai capelli arruffati e dalla bocca sdentata.

Viene da chiedersi anche dove siano quei politici che avevano fatto a gara nell’apparire al fianco degli ospiti della “Roma 2”, alcuni dei quali si risentivano platealmente se non trovavano il proprio nome tra quelli citati negli articoli. E, infine, passando sulla strada che scorre ai piedi della collinetta, ci si chiede che fine farà lo stesso edificio, stretto d’assedio tra due ali di nuove costruzioni. Al momento l’area è vincolata dalla donazione Talenti. Gli edifici, già in parte inagibili, rischiano di divenire irrecuperabili. La proprietà per quanto sosterrà i costi di una vigilanza che sorveglia un bene che non produce nulla?

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Roma a mano armata

4 Gen
Questa sera, dopo le 22, una famiglia cinese e’ stata annientata per strada al casilino da due presunti rapinatori. Hanno ucciso il padre, ferito la madre e hanno sparato in fronte alla bambina di poco più di un anno, ammazzandola. Non e’ chiaro se fossero interessati a una borsetta con un incasso, o se si sia trattato di un’esecuzione. Cosa sta succedendo a questa città???

via della Marcigliana tra discariche abusive e incontri a luci rosse: non è cambiato nulla

30 Dic

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

Sembra un male incurabile il degrado di via della Marcigliana, la tortuosa, bellissima strada che si snoda nell’omonima riserva naturale tra Salaria e Bufalotta. Oltre a essere abituale luogo di incontri a luci rosse, da anni ormai viene utilizzata come discarica abusiva di rifiuti ingombranti che si accumulano ai bordi della carreggiata. Questo nonostante nel febbraio del 2009 fosse stata firmata in pompa magna alla presenza del sindaco Gianni Alemanno una convenzione tra il IV Municipio e la società Terna, che su questa strada possiede una stazione di trasformazione di energia elettrica, tesa alla riqualificazione della zona. Erano previsti l’installazione di un sistema di videosorveglianza e di recinzioni per impedire la sosta e lo scarico di rifiuti. A giudicare dai risultati l’accordo è rimasto pressoché lettera morta: delle telecamere non v’è traccia se non nell’unico cartello superstite di quelli posizionati all’epoca in ossequio alla normativa sulla privacy; gli altri sono stati asportati o beffardamente coperti di vernice. Le poche barriere montate sui cigli non creano alcun fastidio agli incivili che usano come pattumiera quella che dovrebbe essere un’area protetta: oltre a svariati cumuli di rifiuti generici e detriti provenienti da qualche demolizione si trovano abbandonati persino frigoriferi, altri elettrodomestici in vario assortimento e arredamenti completi, comprensivi di divano e poltrone. Su queste siedono in attesa dei clienti – con i quali poi appartarsi in auto o su giacigli di fortuna poco oltre la carreggiata – alcune ragazze che qui esercitano il mestiere. Meglio attrezzate sono alcune loro colleghe di lungo corso che hanno a disposizione due vecchi camper abitualmente parcheggiati alla confluenza della strada con la Salaria. Quelli con le prostitute non sono gli unici “incontri galanti” che qui avvengono a tutte le ore. La zona infatti è anche un noto punto di ritrovo dove si incontrano domanda e offerta di scambisti e anche di prostituzione maschile, talmente famoso da produrre su google centinaia di riferimenti. Ne sono testimonianza inequivocabile le decine di veicoli parcheggiati a bordo strada senza apparente motivo, mancando in questa stradina di campagna esercizi commerciali, abitazioni o fermate di mezzi pubblici. Chi viene in cerca di sesso va a colpo sicuro, o quasi: basta accostare e aspettare, entro un paio di minuti al massimo si viene avvicinati da qualcuno che non si ferma nemmeno davanti alla presenza in macchina di due persone. Rinunciano solo quando gli si sventolano sotto il naso reflex e videocamere, con il plateale intento non di riprendere furtivamente gli incontri per uso personale ma per scopo divulgativo.
In verità a fine maggio era stata compiuta una bonifica straordinaria della strada e delle aree verdi circostanti promossa da RomaNatura, l’ente regionale che gestisce le riserve naturali nel Comune di Roma, in collaborazione con l’Ama, il IV Municipio e la Terna. Durante l’intervento era stato riempito di rifiuti voluminosi l’intero cassone di un mezzo speciale fornito dalla municipalizzata, ma sono bastati pochi mesi per tornare a una situazione anche peggiore di prima. Se non si darà seguito a quel famoso accordo per la sicurezza e il decoro via della Marcigliana continuerà a essere una via di mezzo tra una casa d’appuntamenti all’aperto e uno sversatoio.
Luciana Miocchi

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PINOalpozzi 001

23 Dic

PINOalpozzi 001

Alberto Alpozzi

Cartelli stradali “spiritosi” – una fotonotizia di Alessandro Pino

18 Dic

Via della Cerasina” o “della Cesarina” ?

Da alcuni giorni sono iniziati i lavori di ripristino di via della Cesarina, dopo i gravi danni riportati a  causa delle piogge cadute dalla fine di ottobre in poi, quando smottamenti e allagamenti ne avevano consigliato la chiusura al transito. Riaperta successivamente ma con delle limitazioni, adesso è di nuovo interrotta all’altezza del civico 212 per consentire l’intervento, come c’è scritto su un cartello posto all’incrocio della stessa strada con le vie della Marcigliana e di Tor San Giovanni. Guardando bene l’avviso ci si accorge però che il toponimo “della Cesarina” è stato storpiato in “della Cerasina”, quasi che il malaccorto compilatore avesse in mente qualche sagra delle ciliegie. Magari conservate sotto alcool, cosa che spiegherebbe la svista occorsa…

Alessandro Pino

Piazza del popolo: “Se non le donne, chi?”Le donne italiane scendono in piazza per manifestare contro il governo – di Alba Vastano

18 Dic

L’obiettivo è di riportare le donne al centro della politica. Lavoro, welfare, rappresentanza e comunicazione i temi sollevati.

Solo affievolite le voci rosa del comitato “Se non ora quando”, hanno ripreso piena sonorità  a piazza del Popolo. Il 13 febbraio  sotto il sole e domenica  11 dicembre sotto un cielo plumbeo, ma lo spirito è lo stesso: fiero, combattivo e indignato. Non demordono le donne italiane, vogliono essere riconosciute e la politica attuale continua a non farlo.

Dal palco, allestito per l’evento che ha visto scendere in piazza migliaia di persone, si sono levate le voci di protesta di molti personaggi del  mondo della politica e dello spettacolo, fra cui la regista Cristina Comencini, l’avvocato Giulia Bongiorno, deputato Fli (Futuro e libertà) e le cantanti Paola Turci e Emma.

«Chiediamo al governo di mettere le donne al centro dello sviluppo. Il welfare delle donne non è una spesa, ma un investimento» afferma Cristina Comencini.

«Gli asili nido al centro di Roma sono inesistenti, bisogna crearli per  la sicurezza della lavoratrici madri. Alla camera dei deputati c’è un barbiere, ma non un nido- dichiara Giulia Bongiorno-In un momento così difficile per il paese a tutti viene chiesto tanto, alle donne ancora di più».

E sul tema del lavoro si pronuncia Luisa Rizzitelli del comitato Snoq(Se non ora quando) «Le donne italiane lavorano anche 60 ore settimanali, più di tutte in Europa. Hanno ancora stipendi più bassi degli uomini fino al 30 per cento e  sono ancora sistematicamente escluse dai luoghi decisionali».

Un coro unanime di proteste al femminile, affinché alla donna venga riconosciuta pari dignità sociale. A richieste sul tema delle pensioni  risponde la Bongiorno «L’età pensionabile si può allungare per equipararsi alla media europea, ma contemporaneamente non si può non aiutare la persona in difficoltà, quando deve conciliare il lavoro con le responsabilità della famiglia».

Ventimila a Roma, centomila in  altre piazze italiane le voci rosa che hanno chiesto centralità  nel dibattito politico italiano, maggiore possibilità di partecipazione per portare il paese verso un cammino di ripresa, di equità e di rinascita, perché “Se non le donne, chi?”.

Alba Vastano

Asl di Settebagni: il servizio proseguirà con più regolarità, parola del dirigente Cristofanelli

2 Dic

Giovedì 25 novembre anzichè chiudere i battenti come da orario esposto al cancello, lo sportello Asl di via salita della Marcigliana, a Settebagni, già decimato nei servizi offerti ma ancora funzionante a furor di popolo per un solo giorno a settimana per i prelievi e le prenotazioni del Cup, chiuse alle dieci e trenta, repentinamente e senza dare una minima spiegazione agli utenti presenti, se non quella che era giunto il termine dell’orario di apertura al pubblico.

Immediate le proteste, anche presso gli studi dei medici di base, che nel quartiere da sempre sono un saldo punto di riferimento per la popolazione, in gran parte anziana. Valanga di segnalazioni anche alla presidente del comitato di quartiere di Settebagni, Domenica Vignaroli, che dalla linea telefonica della sua attività commerciale ha tentato di mettersi in contatto, inutilmente, con il direttore della Asl dalla mattinata stessa e  per tutta la settimana, fino a che ieri non ha ottenuto risposta. Per coincidenza, anche il consigliere municipale Riccardo Corbucci, Pd, ha riferito di essere riuscito a raggiungere telefonicamente il funzionario soltanto questo giovedì. Entrambi sono stati rassicurati che il servizio proseguirà ma non è stata data giustificazione del perchè il 25 novembre si dava l’orario di chiusura alle 10,30,  contrariamente a quanto scritto sulla targa apposta al cancello d’entrata. Alla domanda diretta della signora Vignaroli veniva indicato nel malfunzionamento del riscaldamento il motivo dell’anticipo. Peccato che i cittadini di cui ha raccolto le doglianze non ne abbiano fatto cenno alcuno nel racconto delle loro disavventure, anzi qualcuno si è lamentato del rifiuto netto a fornire spiegazioni.

In altre occasioni gli utenti le avevano segnalato i continui salti di tensione e di scollegamento della rete informatica, dovuti a sovraccarico, perchè i riscaldamenti erano assicurati dalla corrente elettrica, altre volte i disagi sono stati patiti dai tanti utenti anziani costretti ad aspettare molto tempo al gelo per mancanza totale degli stessi.

A voler malignare sulla serie continua di piccoli imprevisti, ritardi, disservizi, si potrebbe pensare che tutto ciò sia in qualche modo finalizzato ad indisporre l’utenza, a scoraggiarla dal richiedere servizi e a rivolgersi altrove. Uno dei motivi per cui si è tentato di chiudere la struttura, infatti, è l’asserito basso utilizzo, mentre più e più volte i cittadini sono stati rimandati indietro perchè l’orario dei prelievi era terminato e c’era ancora la coda per farseli fare. Spesso è stata data la colpa agli stessi impiegati del presidio, che verrebbero qui malvolentieri, perchè è un sito lontano dalla asl di via Rovani e perchè devono utilizzare i mezzi privati per giungere sul posto di lavoro senza che nessuno gli rimborsi la benzina. Come la maggior parte dei lavoratori italiani, del resto. Vero è che nelle vicinanze non c’è un punto di ristoro, che questa estate avevano chiuso perfino la fontanella che si trova sulla via e che all’interno dei locali non è istallato nemmeno un distributore automatico di alimenti e bevande, anche se più volte richiesto, ma questa sarebbe una mancanza di facile risoluzione. Sembrerebbe un posto inospitale dove lavorare, insomma. Qualcuno si è lamentato perfino che dalle finestre si vede solo campagna e ferrovia. Bel discorso da fare a chi qui ci è nato e vissuto. Soprattutto, un discorso a cui devono essersi date delle risposte differenti i costruttori dell’edificando “Colli della Marcigliana”, se hanno deciso di investire in un complesso residenziale proprio qui, con la prospettiva di contribuire a far aumentare di molto la concentrazione abitativa nel quartiere.

Insomma, anche per questa volta i sia pur ridotti all’osso servizi del poliambulatorio della Marcigliana sono salvi, almeno fin al prossimo imprevisto-rotturaditubazioni-caloditensione-periodoestivo. La combattiva signora Vignaroli ha paventato manifestazioni ad oltranza mentre i politici legati al territorio sono più diplomatici nelle parole, ma il centro del discorso rimane sempre lo stesso. Se non si usa, si chiude. I residenti, ricordiamo che il bacino di utenza arriva a Castel Giubileo e a Fidene, territori storicamente legati tra loro, non mollano, sono decisi a difendere il presidio periferico e non capiscono perchè, a parità di tasse pagate con chi risiede in zone più centrali, debbano essere sempre i primi a sopportare i tagli. Che dall’amministrazione venga un segnale, quel poco che è rimasto almeno venga garantito con continuità.

Luciana Miocchi

indagini sull’aggressione ai cinque militanti di sinistra del tre novembre: eseguito il mandato di custodia cautelare in carcere per Alberto Palladino, accusato di aver partecipato al pestaggio

1 Dic

E’ l’agenzia OMNIROMA, nel pomeriggio di ieri, a battere per prima la notizia, ripresa pari pari dai maggiori quotidiani e siti di informazione,  dell’arresto da parte deil Ros e del Comando Provinciale di Roma di  Alberto Palladino, leader di Casapound Italia,  in seguito alle indagini  per l’aggressione ai danni di cinque persone, quattro ragazzi del movimento Giovani Democratici e Paolo Marchionne, capogruppo Pd nel consiglio del municipio di Montesacro, avvenuta attorno all’una di notte del 3 novembre scorso in zona di Prati Fiscali. Il gruppetto stava attaccando i manifesti per un’iniziativa politica quando fu accerchiato da una quindicina di  15 persone a volto coperto e armate di bastoni e altri oggetti atti ad offendere. Il pestaggio venne interrotto  dall’intervento tempestivo di una pattuglia dei Carabinieri che si trovava da quelle parti per una coincidenza fortuita. Il bilancio alla fine fu di due braccia rotte, traumi cranici, contusioni e svariati punti di sutura, ricoveri in osservazione per tutti. Il provvedimento di custodia cautelare, eseguito al rientro del Palladino da un soggiorno in Thailandia iniziato qualche giorno dopo l’evento di cui è accusato di aver partecipato. Le indagini condotte hanno portato ad acquisire ” elementi di certezza della partecipazione di Alberto Palladino all’aggressione, peraltro unico del gruppo aggressore rimasto volutamente a volto scoperto”.

Immediate le reazioni a mezzo comunicati stampa.

Questo è quello emesso da Casapound Italia: «Riteniamo gravissimo e del tutto ingiustificato l’arresto di Alberto Palladino per l’aggressione del 3 novembre scorso a Prati Fiscali, arresto avvenuto sulla base di un unico indizio a suo carico: le dichiarazioni di Paolo Marchionne, che ha detto di averlo riconosciuto tra gli aggressori. D’altra parte Marchionne, capogruppo del Pd in IV Municipio, effettivamente lo conosce bene: Palladino è il responsabile di CasaPound Italia in IV Municipio, è l’animatore dell’occupazione di Val d’Ala, contro la quale Pd e centri sociali hanno organizzato cortei non autorizzati e alimentato la ‘rivoltà in strada, ed è stato l’obiettivo principale di una strategia diffamatoria finalizzata a estromettere Cpi dalla vita politica del quartiere. Strategia che talvolta è sfociata in episodi violenti, quando non in vere e proprie intimidazioni, come nel caso dell’attentato incendiario messo a segno alcuni mesi fa proprio sotto casa di Palladino». Lo afferma il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone. «D’altra parte – sottolinea Iannone – nel caso di specie, non solo sono assenti i gravi indizi di colpevolezza, ma non sono riscontrabili nemmeno le esigenze cautelari che possono giustificare un arresto: Palladino è partito per la Thailandia non certo per sottrarsi alla giustizia, visto che all’epoca non risultava nemmeno indagato, ma per partecipare a una missione umanitaria, programmata da tempo sia nella data di partenza che in quella di rientro, nell’ambito di un progetto di solidarietà a cui partecipa da anni. Né, rispetto all’episodio in questione, potrebbe in qualche modo inquinare le prove. Quanto al pericolo di reiterazione del reato, è un rischio inesistente. Palladino è un giovane incensurato, impegnato da anni in politica e in attività di volontariato». «Apprendiamo con stupore infine – conclude Iannone – che in uno Stato di diritto come il nostro sono le forze di polizia e non la magistratura a decidere dell’innocenza o della colpevolezza di chi non è nemmeno un imputato, ma ancora un indagato: fa specie leggere infatti sulla nota dei carabinieri che siano stati acquisiti ‘elementi di certezza della partecipazione di Palladino all’aggressione».

Nel Pd la questione è molto sentita. I comunicati sono numerosi. Di seguito, alcuni tra i tanti

Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio municipale di Montesacro, membro del gruppo consiliare del Pd: “Un plauso alle forze dell’ordine che oggi hanno proceduto all’arresto dell’esponente di Casapound Alberto Palladino, accusato dell’aggressione ai danni del capogruppo Pd in IV municipio e dei giovani democratici che stavano affiggendo manifesti contro le mafie in via dei Prati Fiscali. Allo stesso modo destano grande preoccupazione le parole di Casapound che mettono in luce in un comunicato stampa come l’unico indizio a carico dell’arrestato siano le dichiarazioni del capogruppo Paolo Marchionne a cui va il mio forte abbraccio e che viene quindi additato quale responsabile dell’arresto. In realtà la nota dei carabinieri mette in evidenza come siano stati acquisiti elementi di certezza della partecipazione di Palladino all’aggressione, circostanza che sarà certamente anche confermata in sede processuale” 

Il consigliere del Pd Dario Nanni membro della commissione sicurezza del Comune di Roma: «L’arresto di Alberto Palladino per l’aggressione a Paolo Marchionne e ai giovani del PD del IV municipio, confermano le pessime frequentazioni del Sindaco di Roma. L’ esponente di spicco di Casapound, accolto e coccolato in Campidoglio insieme alla sua associazione ha ricevuto nei mesi scorsi sponsor e sostegni a favore di iniziative di dubbia utilitá. Chiedo al Sindaco che sia interrotta immediatamente qualsiasi iniziativa a favore di Casapound e dei suoi affiliati. Al tempo stesso auspico la costituzione di parte civile del comune in difesa e a sostegno di un consigliere municipale democraticamente eletto»

Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma: «Ringrazio le Forze dell’Ordine per l’arresto del militante di destra di Casapound accusato di aver aggredito e malmenato a colpi di spranga qualche settimana fa dei giovani militanti del Pd che stavano affiggendo manifesti nel IV Municipio di Roma. Ora la Magistratura accerterà le sue responsabilità in via definitiva. È importante ribadire con forza per l’ennesima volta che a Roma deve essere garantita la possibilità, a tutti gli schieramenti, di poter esercitare la propria attività politica serenamente e senza essere oggetto di violenze e intimidazioni»

Al momento, non risultano essere pervenuti comunicati dalla maggioranza municipale né da quella comunale

Luciana Miocchi

un altra testimonianza di chi quel giorno c’era. Via Ventotene tra gas, fuoco e acqua

29 Nov

Un’altra testimonianza, quasi una confidenza, perchè la persona che ne ha parlato, dietro la più solenne promessa di non essere nominata nemmeno per sbaglio, è molto schiva e convinta che il suo lavoro è un servizio alla comunità e non deve emergere se non come risultato degli sforzi collettivi dei singoli.

“Quella mattina era previsto lo sgombero del mercato rionale di Val Melaina, famoso in tutta Roma, che avrebbe dovuto essere smantellato e trasferito in via Conti. C’era una manifestazione, sul posto c’erano i vigili del fuoco con le autopompe perchè  incendiavano  i cassonetti. Le linee dei cellulari erano sovraccariche, vista la concentrazione di persone e forze dell’ordine, le comunicazioni erano alquanto difficoltose.  

Fummo costretti a rientrare per poter fare una relazione dei fatti. Il tempo di arrivare e viene segnalata l’esplosione. Inizialmente si pensava che qualcuno avesse messo una bomboletta dentro i cassonetti, come spesso accade. Se fossimo rimasti là forse non sarei qui a raccontare di persona. Erano già un paio di giorni che veniva segnalato odore di gas. Dicevano che era una perdita da qualche macchina e invece quella mattina sembrerebbe  che quando hanno misurato il metano nell’aria si siano allontanati in tutta fretta perchè si sarebbe potuta verificare un’esplosione da un momento all’altro, come purtroppo accadde.

Accorsi sul posto, avemmo modo di vedere che l’esplosione aveva interessato una conduttura idrica per cui ai danni che c’erano si doveva aggiungere la fuoriuscita di acqua che non consentiva di passare e di camminare. Abbiamo cominciato a soccorrere quei poveri disgraziati. Prima che l’Acea riuscisse a chiudere il flusso, l’acqua ha creato grossissimi problemi perché si scivolava da tutte le parti. L’intervento dei VvFf è stato come al solito eccezionale, nonostante le gravi perdite hanno continuato a operare con uno spirito encomiabile.

Certamente è stata una scena di guerra. Una macchina sembrava come parcheggiata in un balcone del palazzo di fronte.  Ognuno ha fatto la sua parte con enorme dignità. Portare i corpi inanimati dei colleghi. Vedere le spoglie di una donna che le fiamme avevano talmente rattrappito che sembrava una bambina”. 

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Quella mattina di dieci anni fa in via Ventotene nel ricordo di uno dei primi soccorritori

29 Nov

Dieci anni fa, uno dei primi ad accorrere sul luogo della tragedia fu padre Gaetano Saracino. All’epoca era il vice parroco e direttore del centro giovanile della comunità. Oggi è il titolare della chiesa del Ss Redentore. Quei giorni sono rimasti impressi in maniera indelebile nella sua memoria, giorni in cui un quartiere popolare come tanti fu trasformato in un fondale informe fatto di polvere, sangue, rottami e lacrime. Lui stesso, dopo aver gridato per ore chiamando i nomi dei dispersi, poi trovati privi di vita, rimase due giorni senza riuscire a dire una sola parola. Una delle prove più dure a cui un uomo di fede possa essere sottoposto, vedere la propria comunità travolta da un lutto collettivo, dover consolare e aiutare le famiglie rimaste senza nulla, senza affetti, senza tetto,  consapevole della propria fragile condizione umana. Ma il ricordo di padre Gaetano è anche e soprattutto un messaggio di solidarietà nella disperazione, fatto di sostegno materiale e psicologico, con il centro giovanile trasformato in Unità di crisi funzionante ventiquattr’ore su ventiquattro per più di un mese.

«All’epoca ero viceparroco, responsabile di quello che era il centro giovanile di questa parrocchia. Quella mattina toccava a me la messa delle nove e la celebrai nella cappellina in fondo, un po’ di corsa ma non mi ricordo perché, forse dovevo andare via. Alle nove e venti ero già in sacrestia, stavo salendo sulle scale per andarmi a cambiare. All’improvviso un botto tremendo e vidi tremare tutto quanto. Mandai qualcuno ad informarsi mentre finivo il cambio d’abiti. Mi raccontarono immediatamente di una colonna di fumo dalle parti di piazzale Jonio. Scappai fuori senza prendere nemmeno il giubbetto. In via Ventotene, un paesaggio lunare.

All’improvviso è stato come se si fermasse il tempo, lo spazio, tutto. Tutti attoniti, incapaci di reagire e di dire nulla se non “fermi” perché non sai da dove cominciare». L’istantanea che Padre Saracino non potrà dimenticare è di quelle che rendono appieno il senso della tragedia anche a chi non ha mai visto un solo fotogramma di quella che era iniziata come una mattina qualunque: «tutti quanti fermi come un senso di impotenza e la cosa peggiore è che ti viene da dire “chi mi può dare una mano? Chiamare Polizia! Carabinieri! Vigili del Fuoco! e vedere la camionetta dei vigili del fuoco con le ruote afflosciate per terra, mi dico “porco cane, pure questi stanno male”. Non mi rendo ancora conto di quel che è successo, vedo solo polvere, detriti. Nessuno risponde, l’occhio mi cade subito nel salone di parrucchiera della signora Maria, che conosco benissimo. La sera prima sono stato a casa loro. La chiamo dall’altro lato della strada, perché non ci si può avvicinare, con tutti quelle macerie in mezzo. Il fumo che si alza in una densa colonna, fiamme che vengono per aria e acqua, tubazioni dell’acquedotto divelte, tutta quell’acqua che non spegne il fuoco. Alzo lo sguardo e vedo una Panda in un balcone ad un piano alto, un motorino scaraventato al secondo. Riesco non so come ad arrivare dentro il salone. Ne vien fuori un vigile del fuoco tutto nero dalla fuliggine, gli dico «qui ci sono persone, sono sicuro!» ma quello mi risponde sgomento «non li vedi i miei per terra…». Ero passato affianco e non lo avevo visto! Sull’asfalto, il corpo esamine di un suo collega. Poco più avanti, un altro. Uomini preparati, consapevoli dei rischi che correvano, sorpresi dalla repentinità dell’esplosione mentre accorrevano per mettere in sicurezza l’isolato.

Torno al salone, so che li dentro ci sono delle persone ma non si vede nessuno. C’è una voragine sotto, non so da dove cominciare. La salto, tra le macerie deve esserci la signora Maria. Comincio un po’ a piangere, un po’ a tirare fuori con le mani. Di lei è stato trovato ben poco. La figlia Fabiana invece, che noi credevamo fosse all’università, è stata ritrovata sulla porta, schiacciata dalla trave. L’assistente della parrucchiera, Roberta, viva, con una mano che si intravede appena tra i calcinacci. Chiamo un signore che ho visto fuori: «Leandro vieni, aiutami a spostare ‘sta cosa». Mentre spostiamo questo ha un rimbalzo e si spacca una mano pure lui, ha ancora i segni. Un poliziotto entra, prende Roberta e la porta fuori, le chiedo se sta bene ma lei non risponde. La vado ad adagiare vicino alla gioielleria di Fabio Ricciardi. Io rimango lì dentro, impolverato, disperato. Appena trovo la forza di uscire vedo i familiari di questa signora che erano scesi. Altra gente è stata fatta scendere in un cortile interno che dà su piazzale Jonio perché il portone principale è ostruito.. In questo buco dentro al negozio c’è finita la parrucchiera, la figlia, una cliente che si stava facendo i capelli – Elena,  di 82 anni – e i signori al primo piano del civico 32, Davide Misasi e Michela, la ragazza scozzese sua compagna. Davide si è salvato ma Michela è morta. Mi butto a consolare ma continuo a vedere la macchina dei vigili del fuoco afflosciata come un giocattolo rotto e i componenti della squadra a terra. Provo a salire in casa per cercare di capire dov’è Fabiana, il padre sviene. Chiamiamo il  cellulare della ragazza. Squilla. Ce l’aveva addosso. Poi a un certo punto si scarica. Sconvolto, corro al centro giovanile per cominciare a fare telefonate. Arrivano i soccorsi, il presidente del Municipio mi chiama e mi dice “Gaetano qui stanno facendo evacuare”. Tutti gli evacuati li mandano su al centro giovanile. All’una cominciamo ad arrivare gli sfollati e da lì comincia un regime diverso. Io passo a cercare questa ragazza fino alle due del pomeriggio, poi arriva la notizia che non c’è più. La parrucchiera e la sua cliente le trovano all’una di notte. Non parlo per un giorno e mezzo, quelle immagini mi pietrificano così. Intanto il centro giovanile diventa unità di crisi, al posto di Monte Rocchetta o di via Gottardo, all’epoca municipio e Questura. Arrivano la protezione civile, altre quadre dei vigili del fuoco, vigili urbani, psicologi, ci chidono di fare le cose più umili: andare a svuotare le case delle persone, quando è ripartita la vita mettere a posto i negozi, siamo rimasti aperti  h24 dal 27 di novembre ai primi di gennaio. Si davano informazioni, tutto un mettersi al servizio di queste persone».

I rientri nelle case, secondo i ricordi di padre Gaetano, non cominciarono non prima di cinque o sei giorni. Molti andarono dai parenti. La parrocchia preparava circa cinquecento pasti al giorno. Il campo sportivo fu requisito per l’atterraggio degli elicotteri, il campionato fu sospeso per due settimane. Val Melaina salutò le vittime del quartiere celebrandone i funerali il 5 dicembre, alla mattina quelli dei vigili del fuoco caduti per l’imperizia e la superficialità di chi doveva controllare le tante segnalazioni fatte dai residenti, si tennero in piazza della Repubblica. Gli abitanti del civico 32 finirono a vivere per tre anni in un residence di via Suvereto.

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Domenica 27: due importanti appuntamenti del IV Municipio – di Alessandro Pino

25 Nov

Per Monte Sacro il prossimo 27 novembre sarà una giornata all’insegna della storia del territorio: sono concomitanti infatti due manifestazioni di tenore senz’altro differente tra esse ma che in comune hanno la volontà di mantenere viva l’identità territoriale attraverso il ricordo di fatti sia recenti che remoti ma che hanno lasciato un segno indelebile.

 

Domenica cadrà infatti il decimo anniversario della tragedia di via Ventotene, nel quale persero la vita otto persone a causa di un’esplosione dovuta a una fuga di gas che sventrò letteralmente la strada. Alle nove e ventisette minuti, ora esatta dello scoppio, alla presenza – tra gli altri – del sindaco Gianni Alemanno e del presidente del Municipio Cristiano Bonelli verrà deposta una corona di fiori sotto la targa che ricorda le vittime. Ci si sposterà poi nell’adiacente piazzale dove in passato si teneva il mercato di Valle Melaina per un momento di preghiera davanti al monumento che ricorda i Vigili del Fuoco caduti quella apocalittica mattina. Verrà poi celebrata nella parrocchia del Ss. Redentore la messa in suffragio delle vittime. Alle undici e mezza i Vigili torneranno nel piazzale per tenere un saggio con evoluzioni di automezzi. Sono previste inoltre alcune iniziative tese a perpetuare lo spirito di quella che fu una pagina di solidarietà nella storia di Val Melaina: dalle otto alle tredici sarà possibile donare il sangue presso la scuola Caterina Cittadini di via del Gran Paradiso, mentre la mensa parrocchiale del Ss. Redentore ospiterà il “pranzo dei volontari”. Alle ventitrè è previsto un concerto del cantante Marco Graziosi presso la stazione Nuovo Salario.

 

Un salto breve nello spazio ma senz’altro più lungo nel tempo sarà quello da compiere partecipando invece alla visita del Ponte Nomentano e delle aree limitrofe che sono state teatro di importanti episodi dell’antica Roma prima e del Risorgimento poi. La visita, curata dall’attore e cultore di storia romana Gherardo “Dino” Ruggiero per l’associazione culturale “Il carro dè comici”, è pensata per adulti e bambini e prevede esibizioni di scherma aperte al pubblico e di canti tipici della vita sul fiume, all’insegna del motto “divulgare divertendo”. L’inizio è previsto per le dieci e trenta ed è consigliata la prenotazione telefonando ai numeri 068181853 oppure 3387965614 o ancora scrivendo all’indirizzo di posta elettronica ilcarro@libero.it si potranno avere tutte le informazioni del caso. L’adesione all’iniziativa è gratuita, cosa che in tempi di crisi non guasta.

Alessandro Pino

aggiornamenti sulla casa di riposo di Casalbertone – 24 novembre

24 Nov

Prosegue anche oggi il sit in di protesta