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Incontro istituzionale all’ateneo Salesiano sull’area di Trasbordo del III Municipio – di Luciana Miocchi

26 Lug

L’incontro, cosi come comunicato, doveva iniziare alle diciotto, presso l’aula due dell’Università salesiana, a Colle Salario ma alcuni impegni della Sindaca di Roma ne ritardavano l’avvio. 

Dopo una mezz’ora il Presidente Caudo ha deciso di prendere il microfono: «aspettiamo Virginia Raggi e la dottoressa D’Aprile, dirigente di Roma Capitale dipartimento rifiuti e Massimo Bagatti responsabile di Ama. Abbiamo chiesto a queste persone di venire a spiegarci il Masterplan, la programmazione che viene fatta per la prima volta nel Comune di Roma su dieci siti che fanno parte del ciclo di raccolta dei rifiuti indifferenziati, fatta dai compattatori che poi vanno a conferire la raccolta negli impianti. Il nostro municipio gravita su Rocca Cencia. Il comune di Roma ha deciso di fare una programmazione su tutto il territorio comunale con l’obiettivo di utilizzare questi siti per passare da un compattatore a un camion più grande, che se ne va nella sua destinazione, non entra più in città. Noi siamo qui per prendere tutte le informazioni utili che Roma capitale ci può dare. Noi avevamo indicato un’altra area che avevamo pensato fosse meglio ma non è questo il tema; quello che noi abbiamo pensato è di fare sei domande , che ci facciamo noi e anche i cittadini. Faremo le osservazioni a valle della riunione di oggi, che è una seduta di lavoro, in cui ci sarà la possibilità di raccogliere delle informazioni, ci sarà la possibilità di fare domande da parte dei cittadini».

Caudo ha poi ringraziato la struttura dell’Ateneo Salesiano per aver messo a disposizione la sala.

Alle 19 meno venti la Raggi non arrivava ancora e il Presidente ha deciso di iniziare la seduta, illustrando le sei domande, cosi sintetizzate da Christian Raimo, assessore alla cultura del III Municipio, alla lavagna: 1 master plan; 2 aree trasbordo; 3 in cosa consiste il trasbordo; 4 sono necessarie autorizzazioni e di che tipo?; 5 revoca aia Tbm; 6 trasbordo nel tmb salario?

Ha detto Caudo: «noi come Municipio abbiamo ricevuto il Masterplan, abbiamo chiesto a D’Aprile di fare una rappresentazione. Qui parliamo solo di raccolta, non parliamo di impianti, non parliamo di discariche. Solo di efficientamento della raccolta dai cassonetti dell’indifferenziato. Però vogliamo sapere in dettaglio come funziona questo piano, esattamente qual è l area perché non è indicata nel Masterplan, vogliamo sapere in cosa consiste esattamente il trasbordo, siamo persone responsabili ma non ci piace giocare con le parole. Vogliamo che ci fate vedere con precisione cosa si farà nel sito. Sono necessarie autorizzazioni per avviare questa attività? Se sono necessarie, quali sono? Dai documenti non risulta nessuna utilizzazione per trasbordo dell ex Tmb, vogliamo sapere se verrà utilizzata quell’area».

Nell’indicare la segretaria della presidenza da cui recarsi per prenotarsi e prendere la parola, il minisindaco ha affermato che «Tutto quello che verrà detto stasera, verrà inserito in una nota che sarà inviata al dipartimento. Abbiamo chiesto di mandare le osservazioni oggi, anche se scadeva ieri, perché la riunione si tiene oggi, prima data utile per la disponibilità della Sindaca»Ha preso la parola l’ing. Laura D’Aprile: «Il Masterplan dei trasbordi si inserisce in una serie di attività di infrastrutturazione della raccolta dei rifiuti che è la parte della gestione dei rifiuti che è delegata ai comuni. Roma capitale, nell’ambito della raccolta intende infrastrutturare con una serie di presidi di vario genere, che consentono di efficientare e rendere più efficace il lavoro che quotidianamente Ama svolge. È chiaro che uno dei problemi che Ama e Roma Capitale si trovano ad affrontare è che l’area molto estesa. In questo senso da dicembre 2018 abbiamo, congiuntamente alla direzione generale, inteso sistematizzare le attività e non più procedere per singoli trasbordi o single iniziative sui municipi ma una cosa che consente di far vedere ai cittadini tutta la raccolta su Roma Capitale. Abbiamo individuato 26 aree, che hanno portato, dopo uno screening sui municipi, a 4 siti. Chiaramente si trattava di una idoneità di tipo potenziale, da verificare successivamente su logistica, viabilità. In particolare la sindaca ha chiesto ai municipi di individuare eventuali aree idonenee. Cosa è un trasbordo: sostanzialmente art 192 comma 12 dlgs 152/2006  le attività di trasbordo non rientrano nelle attività di stoccaggio e gestione, sono attività asservite al sistema di raccolta. Che vuol dire? Entro le dodici ore della giornata il trasbordo deve essere smantellato, non prevede particolare presidi tecnici se non accorgimenti atti a evitare la contaminazione del terreno e delle acque oltre la compatibilità con il piano regolatore vigente. Si tratta di un’attività, detta banalmente, il trasbordo è un trasferimento di rifiuti da un camion a un altro senza toccate per terra, nella trasferenza i rifiuti poggiano per terra e rimangono più tempo. L’impatto in termini di presidi ambientali necessari, gli odori si manifestano. Con il trasbordo queste problematiche non ci sono. Noi abbiamo la legge regionale nr 27 del 1998 che è delegata dalla legge nazionale. Questa legge prevede all’ art 19 che “le stazioni di trasferimento dei rifiuti urbani, soggette a valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente, sono autorizzate dalla provincia competente per territorio, su richiesta dei comuni interessati. L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata previa approvazione da parte della provincia di un progetto. L’approvazione comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori. Nei casi in cui non sia richiesta la valutazione di impatto ambientale, le stazioni di trasferimento sono attivate previa comunicazione alla provincia competente per territorio.” Le stazioni di trasferimento soggette ad autorizzazione sono soggette all’autorizzazione della Provincia. Questo è un altro caso, quello delle trasferenze. Quando non è necessario autorizzazione, le attività si svolgono tramite comunicazione di ama a città metropolitana che si avvale ad una serie di aree idonee per articolare la raccolta. Per le direttive europee qualsiasi attività di raccolta rifiuti deve essere svolta senza arrecare rischi alla salute e all’ambiente.» Spiegato trasbordo, spiegati gli atti amministrativi. «Non c’é nessuna competenza autorizzativa né di comune di Roma né di città metropolitana. Viene fatta la comunicazione alla città metropolitana e non vi è nessun dovere autorizzativo né di Roma né di regione. Abbiamo semplicemente fatto un passaggio in più, abbiamo coinvolto i municipi, indicato delle aree entrando nello specifico del municipio terzo ma su questo c e stato un allineamento costante con il municipio, c’è stata una prima indicazione su Ave Ninchi, il municipio ha indicato un’altra area Anas, immediatamente verificata con Anas che ha risposto nello stesso giorno che questa area non era disponibile»

Alle 19 è arrivata la Sindaca Raggi. Ulteriore ringraziamento di Caudo al rettoreangella e a Don Mauro Mantovani che illustra brevemente le cinque facoltà dell’ateneo (filosofia, teologia, lettere cristiane classiche, scienze dell’educazione e scienze della comunicazione) con provenienze da cento paesi del mondo, che ringrazia a sua volta Sindaca e Presidente del Municipio, ricordando che l’idea di un diploma di ecologia e cura di casa comune è nata qui è e si è diffusa con un’inziativa che coinvolge tutte le Università ponteficie e in collaborazione con le Universita statali. 

Ricomincia la dottoressa D‘Aprile «Stavamo dicendo nello specifico del Municipio terzo, l’area dell’anas indicata, nella stessa giornata in cui è stata richiesta, l’ente ha detto che non può essere utilizzata perché asservita a logistica di sicurezza del grande raccordo anulare. Abbiamo quindi avviato interlucuzione per individuare ulteriori aree con anas, che in tempi brevissimi ci ha fornito un riscontro, ama e i tecnici del dipartimento sono andati a visionare ulteriori aree anche per verificare l’idoneità all’obiettivo generale. Di di tutto è sempre stata informata la presidenza del municipio a partire dal diniego della prima area indicata. Questo per chiarezza. Il Masterplan è stato trasmesso a tutti i Municipi con richiesta di formulare osservazioni entro il 22 luglio, come avete sentito Caudo ha chiesto una deroga per poter svolgere questa assemblea di oggi, dopo di che noi approveremo il Masterplan tenendo conto delle osservazioni dei municipi, che non sono molte perché in massima parte hanno confermato ciò che era contenuto nel Masterplan. Questo modo di operare sarà ripetuto per tutte le altre questioni di raccolta rifiuti.

Per il  Tmb salario: è noto a tutti che da gennaio 2019 il Comune ha chiesto di provvedere alla bonifica e messa in sicurezza ad Ama di tutta l’area e il non utilizzo dell’area per scopi industriali. Naturalmente sapete bene che ci sono stati indirizzi e comunicazioni anche recenti rispetto alla riqualificazione e bonifica dell’area. Abbiamo richiesto ad ama, in seguito alla comunicazione della regione Lazio, di fare istanza per ottenere la revoca dell’aia. Però,  in caso di incidenti, la disciplina prevede che chi detiene il potere autorizzativo, ovvero la regione,  può revocare l’aia direttamente. E’ un rapporto in cui Roma Capitale, sostenzialmente, non entra. Il rapporto è tra Ama Spa e regione Lazio. Vi invito solo a leggere gli articoli dal 29 in poi del testo unico ambientale per verificare quanto detto fino ad ora. Se ci fosse bisogno di ulteriori formalizzazioni, si faranno comunque.

A questo punto è intervenuto Caudo: mentre oggi preparavamo questo intervento, abbiamo avuto una telefonata da parte della Melara  che vernerdì verrà al Tmb un responsabile di Enea, pare che saranno incaricati per la bonifica.

E’ poi la volta di intervenire del dottor Bagatti, per Ama: «in tutta Roma si producono rifiuti. L’idea sta nel creare una ripartizione sufficientemente equa che possa far assumere a tutti i Municipi un minimo di responsabilità, si  individuano delle aree per i trasbordi e poi portarli nei luoghi di destinazione e trattamento. Il primo e il secondo sono i Municipi che fanno più produzione degli altri, 630 tonnellate ma non hanno uno sfogo diretto sul Gra. Di impianti di trattamento meccanico diretto, per poterlo utilizzate con gli stessi mezzi abbiamo solo Rocca Cencia sul sesto Municipio. L’ idea è di individuare siti che abbiano caratteristiche tali che le macchine possano trasferire il rifiuto indifferenziato in macchine più grandi che possano andare rapidamente all’esterno e ritornare sul territorio. Tenete conto che le macchine più grandi hanno una capacità di otto dieci tonnellate al massimo, un due tre assi, un giro può andare dai settanta ai novanta cassonetti, a secondo della possibilità che il mezzo ha di muoversi. Abbiamo delle attività che vengono svolte anche nel pomeriggio, con macchine più piccole, i due assi, macchine con carico posteriore e poi gli squaletti, che stiamo sostituendo, che potranno darci una mano nella loro evoluzione perchè abbiamo già in acquisto e stiamo utilizzando macchine che possono raccogliere tre volte uno squaletto e consentono di fare meno trasbordi. L’articolazione logistica da cui prende spunto questa nuova idea è quella di fare necessità virtù, l’esigenza di portare fuori i rifiuti che non possono essere trattati – noi speriamo sempre meno, perché vuol dire che aumenta la raccolta differenziata – è una condizione che ritengo a questo punto sia importante anche alla luce della difficoltà intervenuta. Per tenere pulita la città di Roma, per togliere la condizione che in questo periodo ci impone di ritardare i nostri trasbordi, le trasferenze che sono rimaste per poter andare fuori perché gli sbocchi che sono rimasti di impianti all’esterno in sicurezza c’é sempre un nastro che si rompe, una difficoltà di un mezzo e questo non fa altro che rallentare la raccolta successiva nel turno successivo. Ecco perchè poi vedete i cassonetti che rimangono pieni nonostante il mezzo sia di ritorno: devono andare mezzi più grandi che possono fare percorrenze più lunghe. L’idea di aver un luogo vicino casa dove fare un primo trasloco di rifiuti è una cosa che abbiamo già da molti anni con mezzi più piccoli. Ora si tratta di farlo con mezzi più grandi. Si tratta di disporre di luoghi che per loro dimensione siano più grandi, con spazio più grande, di carico e scarico, logistica, aree di cinque-sei mila metri, conta molto anche la posizione più felice sulle strade verso cui dobbiamo andare. Una prima ricognizione con l’ufficio urbanistica e i municipi in cui ricadono quelle aree che in termini di distanza dalle abitazioni, di vicinanza al Gra sono utilizzabili ma non è che possiamo andare molto più lontano, i turni sono di sei ore e rischiamo di andare tre ore a raccogliere e tre ore passarle in giro. È un’idea abbastanza democratica che ripartisce su tutti i municipi i nostri rifiuti che abbiamo prodotto noi, non sono rifiuti che hanno criticità tali da mettere in allarme, trattandosi più che altro dei resti delle nostre tavole. 

Con cento tonnellate in ingresso ci sono dodici compattatori che entrano ed escono nelle ventiquattr’ore, 4 mezzi che se ne vanno.  Diciamo che questa è una condizione ideale che può modificarsi anche nella stagionalità nel periodo.

Cosa consiste il trasbordo grande: si tratta di allestire uno spazione, in modo che i rifiuti vengano messi attraverso una tramoggia e un nastro su un mezzo più grande, il nastro verrà coperto.   In realtà ne andranno a fare duecento tonnellate. A differenza della trasferenza, con il ragno che preleva la spazzatura da terra e la carica, qui si trasferisce solo da un mezzo a un altro.

Quando ha preso fuoco il salaria, i mezzi dovevano fare cinquemila chilometri in più per portar i rifiuti, che vuole dire ore e ore in più per raccogliere le stesse quantità».

All’apparire delle foto dell’area prescelta in via di Settebagni, si alzano voci di contestazione: l’ingresso è quello in comune con il rifugio degli animali, i quadrati che si vedono sono all’interno del terreno prescelto, sono le aree di sgambamento dei cani.»

Prende la parola Caudo: «C’è una visione complessiva che fa i conti con un ritardo storico sui rifiuti, nessuno si salva. Dal 1993, Grottaferrata faceva differenziata, noi buttavamo i rifiuti in una buca. Conta solo che i cittadini devono fare una vita dignitosa, non si può avere il cassonetto pieno alla mattina.  Siamo qui per vedere come migliorare questa situazione. L’ ultima fase è prevista dopo ottobre, ci sono dei dubbi sul sito che possa essere immediatamente utilizzato.

Questo sito tratterà 150 tonnellate, ne produciamo 165 (si ma di noi mandano poco al trattamento, trenta tonnellate, gli altri mandato quasi tutto e il secondo e primo Municipio producono quattrocento tonnellate e non si fanno carico di nulla, ndr ). Non si governa con i social, non si prendono decisioni sui social, si governa qui capendo e ascoltando. Questa amministrazione non ha mai fatto sconti a nessuno ma nello stesso tempo bisogna avere responsabilità, siamo qui per tenere insieme interesse generale e interesse specifico. Bisogna avere fiducia nell’interlocuzione con le istituzioni» .

Passa parola alla Sindaca: « Tante cose da dire. Iniziamo con il dire che la visione sui rifiuti. Chiusa la discarica di Malagrotta, dal 1997 si sapeva, dal decreto Ronchi,  Roma si è trovata senza alternative ed è stato un susseguirsi di emergenze, perché in questo ci sono tanti fasi, la produzione, responsabilità nostra, raccolta, come, trattamento che non è il comune, smaltimento che è la parte finale, che può essere discarica o inceneritore. Stiamo cercando di invertire questo ciclo. Innazitutto non dobbiamo comperare imballaggi, poi dobbiamo puntare, come dice l’Europa, tantissimo sulla raccolta differenziata. La parte peggiore, quella che puzza è l’umido. Se un cassonetto rimane con la plastica o la carta non genera puzza, se invece rimane  un cassonetto dell’umido o dell’indifferenziato è un problema. Quello che questa amministrazione ha cercato di fare è individuare degli impianti di trattamento aerobico dell’umido, che viene poi utilizzato come fertilizzante in agricoltura. Riusciamo cosi a chiudere il ciclo dei rifuti dell’ organico. Ci siamo concentrati su questo perché volevamo togliere la parte puzzolente. In regione ci sono due progetti di compostaggio, uno a Casale Selce e uno a Cesano. I siti non sono vicini alle case, in aree agricole. Roma produce una quantità di rifiuti infiniti. Pensare che nessuno di noi abbia vicino casa un impianto di rifiuti è utopistico perché anche negli altri comuni non sono molto d’accordo, ci sta. Le soluzioni di lungo periodo sono costruire impianti che puntano al riciclo. Oggi è un problema, se impariamo a gestirlo diventerà un valore. Quello che oggi spendiamo per l’immondizia sarà ridotto perché cominceremo a vendere ciò che recuperiamo.

Dobbiamo separare, più facciamo raccolta di qualità più si andrà a guadagnare. Oggi la legge ci dice che che i ricavi di ama sono costituiti solo da tari, tutta la tari va ad ama. Abbiamo scoperto che il 25 per cento dei cittadini sono fantasma. Poi perchè non avendo impianti noi dobbiamo pagare gli altri perché se li prendano.

Dirò una cosa scomoda ma va detto perché volevamo chiudere il Tmb salario non nel 2019 ma nel 2021 perché avevamo la necessità di abbattere la raccolta di indifferenziata di 750 tonnellate in modo da non dover pagare per mandarla fuori. Dal 97 al 2013 ci sono stati sedici anni di tempo per fare qualcosa ma non è stato fatto niente. Stiamo facendo un piano, un progetto per cercare di risolvere questa emergenza. L incendio del Tmb salario ha determinato un rallentamento della raccolta differenziata perché abbiamo dovuto ridisegnare la raccolta.

Nel frattempo succede che dobbiamo portare l’indifferenziato fuori Roma. Noi abbiamo chiesto e imposto probabilmente, al municipio xi che ha subito Malagrotta per quarant’anni, siccome non c’è tempo e dobbiamo ricollocare la trasferenza, sorta di discarica quotidiana, che si faceva al Tmb, gli abbiamo chiesto di prendersela per sei mesi per poter ricollocare quella trasferenza e quella di Rocca Cencia trasformando la traferenza in trasbordo. In questi centottanta giorni in cui siamo stati a  Malagrotta tutti i consiglieri e i cdq venivano a controllare per vedere se cera puzza e hanno detto che puzza non cera. Adesso dobbiamo capire che ora quel territorio deve essere alleggerito e ci dobbiamo prendere l’onere di prenderci i trasbordi, abbiamo cercato di prendere posti lontani da casa e abbastanza non impattanti. E’ ovvio che non parliamo di fiori ma di rifiuti ma li produciamo noi, ce ne dobbiamo fare carico. Vanno in periferia perché c’é più spazio, i siti piccoli non sono impattanti, il centro non è stato aggravato dei camion più grandi per il traffico. Quindi si mandano in periferia. Siti che siano lontani dalle case, che fossero aree libere, vicine alle consolari e al raccordo, l’anas ha bloccato la proposta in alcuni casi di snodo, di rampe, per via della visibilità. Ora voglio dirvi questo. Il Masterplan che stiamo costruendo verrà formalizzato in una determina, non è immutabile, dobbiamo puntare ad aumentare la raccolta della differenziata, riduciamo l’impatto dell’indifferenziata. Nulla vieta che nel frattempo i presidenti di municipio possano proporre di cambiare aree, al momento ci sembra che le aree individuate siano abbastanza rispettose di questi principi. Abbiamo necessità di andare ad alleggerire la trasferenza di Malagrotta perché è rimasta aperta  più dei sei mesi. Questo è quello che dobbiamo fare»

Caudo:« Abbiamo un problema, abbiamo confidato tanto sulle utenze non domestiche, sul bando fatto a ottobre, nel nostro municipio bisognava arrivare da 1000 utenze a quattromila ma non ha funzionato. E noi ci ritroviamo un carico di indifferenziata che dipende da una cattiva organizzazione, da un funzionamento della gara che non ha funzionato . la quota di indifferenziata schizza in alto. Non venivano a prendere i cartoni, la farmacia di via Ugo Ojetti dopo tre settimane li ha messi nei cassonetti perchè non sapeva più dove metterli  e l’ hanno multata. L’Ama lo sa, abbiamo organizzato una riunione con l ‘ assessore Pieroni per agevolare questa cosa. I commercianti ci dicono che è stato un flop totale. C’è una persona della segreteria perchè produrremo un atto che va in consiglio municipale. Le nostre osservazioni saranno che se c’è un sacchetto che va per terra  noi vi denunciamo, perché non è possibile fare una cosa per farne un’altra. Anche sul sito individuato ci sono delle criticità che osserveremo».

 

Dopo quest’ultimo intervento istituzionale, iniziano quelli dei cittadini

Parla Pietro Brusco di No tmb. Parla dell’impianto tmb, vuole vedere la fine. Hanno chiesto di riunire tutte le autorità politiche, perché si mettano d’accordo, “ci siamo stufati che facciate scarico barile. Roma è possessore socio unico di ama, può chiedere di fare. Quell’ impianto vale qualche decina di milioni di euro con l’ aia, senza vale zero, quindi c’è un perché, ce l’hanno detto fuori onda. Noi vogliamo assolutamente avere una cronologia di atti e situazioni per chiudere. Sul trasbordo, noi del comitato di quartiere piuttosto che l’Ossevatorio non diciamo non vicino a casa nostra ma vogliamo sapere i criteri e le regole di gestione. Se ama non funziona e abbiamo avuto dimostrazione che ama non ha funzionato, guarda il ritiro e la gestione dei rifiuti, quali sono i poteri e le regole per la rimozione del sito se non funziona, chi ha i poteri di farlo.

Associazione tutela parco delle sabine: “noi qui presenti ci facciamo assolutamente carico dei rifiuti che produciamo, nessuno di noi ha l’atteggiamento di non volere i siti o i cassonetti sotto casa, tutta via devo dire che diciamo che questo Masterplan suscita parecchie perplessità, guardando quello che accade intorno a questo territorio, che dobbiamo dire che ha sofferto tanto per il Tmb salario, siamo a un km e due, le esalazioni le respiravamo anche noi. Oltre al sito dello svincolo, c’è Saxa Rubra a un km  Labaro, ancora più vicino ci facciamo carico però pare che questo quadrante sia un pochino bersagliato, riguardo alle modalità di questa assemblea ci siamo arrivati un pò in ritardo. Non è questa la sede per discutere di un sito di trasbordo nel terzo municipio, davanti alla sindaca, doveva essere fatto prima. La partecipazione non c’è stata. Mi dispiace. Ci lamentiamo anche del fatto che l’atteggiamento delle forze politiche e amministrative sembra schizofrenico su via Ave Ninchi e questo nessuno ha detto con quali criteri siano stati fatti, forse avremmo dovuti essere coinvolti prima, avremo potuto dire che il sito proposto è all’interno del Parco delle Sabine e all’interno del Parco della Marcigliana, stiamo aspettando dal 2008 perché la società è fallita e noi siamo praticamente un’area extraterritoriale. Diciamo che noi non vorremmo essere sempre quelli che pagano, per questo motivo chiediamo al presidente Caudo di poter allegare a verbale le nostre considerazioni». Caudo ha così precisato: «non è cosi io l’ho ricevuto il 17 di luglio, oggi il 23 luglio questo è la prima data utile per poter svolgere questa assemblea. Fare incontro su informazioni parziali o per sentito dire non è il modo giusto. Questa è la prima assemblea utile in cui prendere informazioni e fare informazione corretta». Ha ulteriormente risposto l’assessore Raimo: «io sono l’ assessore alla cultura ma sto di fatto seguendo la vicenda dei rifiuti, questa è la 54 riunione sui rifiuti. Seguivo la ricostruzione  fatta dalla sindaca, abbiamo protestato contro il Tmb»,  la Raggi contesta quello che dice Raimo, gli chiede “ ma la domanda qual è?” “Un momento – risponde l’assessore – Revoca aia tempistica e se c’è veramente un trasbordo nel Salario, come spesso noi vediamo nel Tmb salario. Evidentemente c’è una difficoltà nel fare questo atto amministrativo, la capacità di mediazione politica tra assessorati, un ruolo che è stato vacante, c’è un cda»  L’assessore municipale viene più volte richiamato dalla platea perchè faccia un intervento più breve e meno dispersivo. Alla fine chiede un impegno formale perché non ci sia scaricabarile ma una tempistica entro agosto in modo che ci sia un ritorno della fiducia verso le istituzioni.

Interveniene poi Silvia de Rosa comitato Settebagni: “Insieme agli altri comitati e ai cittadini del nostro quadrante ci siamo riunioni il quindici luglio e fatto una petizione on line per far conoscere il nostro disegno. Siamo qui per dire no all’area di trasbordo a via di Settebagni. Vogliamo chiedere che l’anas faccia uno scambio di aeree, che ceda quella individuata dal Municipio per il trasbordo e utilizzi questa di via di Settebagni come logistica per la sicurezza del Gra. Chiediamo di allegare la lettera con le considerazioni e la mozione del consiglio municipale del tredici giugno in cui all’unanimità si chiedeva l’esclusione per il terzo municipio da qualsiasi ipotesi di trasferimento rifiuti”. 

Interviene il comitato Saxa Rubra,   che  regala  un libro sugli scavi archeologici lungo la via flaminia e sottolinea la nessuna interazione del municipio con la popolazione. “Saxa Rubra e quel parcheggio non sono una periferia abbandonata ma ci sono mille abitanti, quel parcheggio chiuso ci ha creato problemi per anni perchè la stazione di Saxa Rubra fa diecimila presenze al giorno con capolinee atac , cotral e treno, totale assenza di servizi primari, dobbiamo prendere la macchina per arrivare ai servizi.  Vogliamo sapere se via Gemona del Friuli è stato proposta da comune o municipio. Vorremo sapere se e quando il regime sarà attuato a conclusione dei centottanta giorni  verrà smantellato o meno, a vedere i lavori fatti sembrerebbe no. Ci sembrano i lavori poco coincidente con l’idea che tra centottanta gironi verrà smontato. 

Manuel Burrai, per Tenuta agricola Redicicoli, fa una domanda alla sindaca, nel 2014 assegnazione terre pubbliche abbiamo presentato progetti, situazioni, ci hanno dato trentasei ettari, compreso una punta di discarica a cielo aperto noi paghiamo un affitto ma non possiamo usare l’area perché oggetto di una bonifica. Iniziamo la conversione in biologico perché ce l’avevano richiesto. Con quella cosa li non ce la daranno mai perché non fanno bonifica.  Il comune di Roma si è fatto bello con il progetto, ma poi non si è fatto nulla. Con regolare contratto di affitto 7500 euro l’anno  per non poter utilizzare parti dell’azienda”. 

Un cittadino di Porta di Roma che abita a quattrocento metri dal sito: Se il sito non è dannoso per il benessere dei cittadini non si capisce perché ama e sindaca debba essere lontano dal centro abitato, non si capisce perché si siano spesi per farlo spostare da Talenti. Se è dannoso è inaccettabile che sia posto vicino a un centro abitato di talenti, da porta di Roma o da qualsiasi altro luogo. Prima veniva detto che a venti km dalla città non poteva essere messo. Si pagaherà un po più di benzina, si farà qualche assunzione ma per questi quattro spicci si mette a rischio il benessere dei cittadini? Se questa amministrazione non è capace nemmeno di salvaguardare il benessere dei cittadini qualche suggerimento lo diamo: un a patrimoniale sui grandi patrimoni, una ricontrattazione del debito tanto sbandierato. Il punto è che cosi l emergenza rifiuti non sarebbe come al solito sulle spalle delle periferie, utilizzando le risorse del centro, dei ricchi per impedire che sulle periferie ci sia l’aggravio. A chi si fa pagare l’emergenza dei rifiuti, alle periferie o al centro a quelli che sono esclusi dal trasbordo?

Lombardi , abitante molto vicina al sito. Fa due osservazioni. In via Calindri c’è centro Halzaimer , centociquanta tonnellate di rifiuti  non ci sono da aiuto. Alla mia abitazione arriva un vento forza quattro tutto l anno non abbiamo altre costruzioni, abbiamo pagate il parco, che è stato abbandonato, abbiamo pagato le costruzioni per avere un po di pace. Questi grossi camion dovrebbero essere perennemente accesi e volevo chiedere se è vero perché fanno un certo rumore. 

Adriano Travaglia, presidente comitato villa spada:”faccio domanda secca, il sito di trasbordo quanto dura? Non è sato detto, vorrei saperlo. L’altra cosa che vorrei chiedere come comitato cittadino villa spada, chiuso il tmb, Saxa rubra ce l’avremo alle spalle, anche quello spostato ce l’avremo a breve distanza saremo comunque chiusi in un triangolo delle bermude. Il sito anas non è stato mai strategico, come detto da una sua collaboratrice, lo è diventato solo in questo momento. Ci vorrei tornare un attimo sopra, è un sito adatto a fare quello, se strategico significa tenerci il sale che a Roma serve ogni morte di Papa. Il sito è fatto quasi a posta, deve entrare e uscire senza fare manovre perché subito dopo c’è la centrale del latte se deve fare  inversione, quel sito lo pretendo, insieme a tutti i cittadini che lo appoggiano.

Massimo prudente, zero vaste: “Il sito anas individuato. Io sono a favore del piano di trasbordo progettato perché mi sembra la prima volta che si sta programmando qualcosa. A mio modesto parere nell’ ex impianto salario andrebbero trasferito gli uffici dell ama e cosi potremmo smettere di pagare affitti enormi tutti i santi mesi. Condivido moltissimo quello che ha detto Caudo sulle utenze non domestiche. È un grosso problema di questa città, decentrare  ai municipi.

Rossella muroni, deputata di LeU, già presidente nazionale di Legambiente: “ringrazio la sindaca per il lavoro di scambio di informazioni, volevo tornare sul Tmb Salario Le assicuro che è una ferita ancora aperta, sono nata cresciuta e abitante di settebagni, noi abbiamo vissuto la negazione di quello che succedeva. Non siamo sicuri, ci preoccupa perchè la Sindnaca quel giorno ha annunciato la richiesta di revoca dell’aia, la risposta che è arrivata casualmente, è stata che l’ha fatta l’ente sbagliato, la doveva fare l’ama. Fateci capire per mettere fine a quella roba li, parliamo di un sito di Trasbordo ma nella mente abbiamo il Tmb salario, ci avevano detto che era una cosa e poi è diventata un’altra, questo è un primo passo, se vogliamo è un primo passo di decentramento nella logica di rifiuti zero , questa fase è necessaria. Il Tmb deve essere chiuso, deve smettere di essere un incubo.

marcello lucà: “sarò velocissimo, è stato detto tutto, osservatorio tmb, ha detto tutto Ariano. Questo nuovo sito non è idoneo . sono andato a vederlo quel posto, è troppo vicino, è dentro al parco delle sabine, questo taglia la testa al toro, è una serie di curve, troppo piccole perché si dovrebbe fare lavoro a quel sito asfaltarlo, togliere verde per fare le strutture necessarie”.

Pinuccia Cazzaniga: “credo che bisogni investire più alti livelli istituzionali, parlando ormai da tanti anni di raccolta differenziata su Roma, ho perso la pazienza perchè penso che Roma non ce la farà mai, cosa succede dopo il trasbordo?”

Associazione Code Felici: “In questo sito, al quale noi siamo attaccati e paghiamo un affitto da almeno trent’anni,  tano è che siamo li dentro, non sapremmo neppure dove più entrare, è un territorio che abbiamo pulito, e mantenuto per tanti anni e a spese nostre e questo è stato un colpo al cuore. Fino a pochi anni fa agivamo per conto del Comune. Continuiamo a fare con le donazioni, benessere animale, esistono delle leggi e le loro esigenze vanno tutelate. Loro non potrebbero più vivere li, sarebbe pieno di rumori, abbiamo tanti cani anziani, lavoriamo tantissimo nel sociale, facciamo adozioni, sterilizzazioni e cultura cinofila, siamo l’unico rifugio sul territorio. Specifichiamo sono tantissimi anni che portiamo avanti questo lavoro”. 

Giovanni Caudo: “sono particolarmente orgoglioso di questa seduta, di questo lavoro fatto tutti insieme, non bisogna banalizzare, non guardare al proprio orticello, questa cosa successa oggi la partecipazione è questa qui, ognuno dice la sua , questo è il modo con cui si può cercare di governare la città, non facciamo sconti a nessuno, ma ci prendiamo la responsabilità. Non sempre i cittadini hanno necessariamente ragione, bisogna parlarsi e trovare la ragione, siamo qui e siamo qui per questo e viceversa.

Interviene Virginia Raggi: “Una delle proposte più interessanti è provare a invertire le aree dell’anas, eventualmente aprire un confronto. Io pero non sono anas, mi faro portatrice di questa istanza e quanto meno cercheremo di capire. Vorrei riprendere l intervento di chi ha ventilato l’ipotesi che l’attività possa essere dannosa. L immondizia ce l’ abbiamo sotto casa allora non dobbiamo avere i cassonetti? Ma qui ce movimentazione , lontano da casa,  ritengo che trovare un sito che non sia adiacente alle case sia preferibile, non ha alcun senso portare questi siti di trasbordo fuori Roma venti chilometri, perché tutto il tempo perso per arrivare al sito di trasbordo è tempo perso per la raccolta. Quello che stiamo facendo nei quartieri dove c’è il porta a porta spinto è fare l’ama di municipio. Perché consente di recuperare moltissimo tempo, raccogliendo, come nel  sesto municipio. Le sei ore vengono sfruttate quasi per intero, sul territorio. E lo stesso municipio sesto, nel momento in cui abbiamo aperto il sito ama municipale ha visto che la raccolta è migliorata tantissimo.  Ringrazio le informazioni che mi hanno dato i gestori del canile. Moltissimo sono domande tecniche che è meglio rispondano ama o D’Aprile. Ancora sul tmb salario. Quel sito non sara riaperto. Noi abbiamo fato la richiesta richiesta, ora la farà ama, sono in corso i lavorazione per la richiesta della bonifica, noi avevamo proposto di fare uffici e aprire il territorio a quell’ aria un nido, un parco, siamo nella fase di bonifica, il primo step della trasformazione dell aria mi impegno come sindaco per dirvi che quel sito non riaprirà come impianto, non c’è alcun tipo di ipotesi . Ci hanno fatto una serie di domande, i tempi, il trasbordo, ama ha gia detto che andrà a fare una bonifica poi si partirà con la pulizia della rea e la rimozione dei rifiuti, il tema che raccoglie e racchiude tutto è l incontro con anas, che potrebbe decidere di invertire e sostituire le aree tocca vedere se sarà possibile.”

Caudo: “abbiamo visto che nel masterplan non c’è il Tmb salario nè come sito di trasbordo nè come trasferenza. Certificato.  Se pero questa cosa non è vera, la fiducia che abbaino costruito oggi verrà persa. Quello che si scrive  deve essere nella realtà”.

Un residente: “volevo informare il presidente che purtroppo di questa identificazione dell’area sono stato informato dai social network, la mia attività che ho intrapreso in modo individuale, non rappresento nessuno se non me stesso, mi ha consentito di tessere alcune informative, la fondazione bancaria che è titolare del fondo halzaimer, con il suo nuovo presidente mi ha riferito che non sapeva nulla di questa decisione, non che il suo parere fosse importate ma si aspettava che fosse informato della situazione, io volevo focalizzare il fatto che tramite la segretaria del presidente ho cercato di evidenziare la situazione di pericolo per chi abita nei pressi del parco delle sabine, in contesa tra una società in autoliquidazione e il comune che non la prende in carico. Chi ci abita rischia l incendio,ci siamo dovuti autotassare come condominio. Quelli difronte  si sono comprati una trincia stoppie. Ci si ricorda di questa zona solo per fare questo tipo di intervento.”

Andrea Balduini abitante su via Lea Padovani: “, sono rimasto basito nel vedere individuata questa area, sono ingegnere edile e progetto robe di questo tipo, ho partecipato all’estensione del nuovo piano regolatore del 1999. Questa area ha tre vincoli e vincoli puntuali di natura archeologica.  Perché il parco della marcigliana è sacro e inviolabile, alcuni sono andati a processo per la casetta degli attrezzi. Noi abbiamo capito che queste aree devono essere pulite, e vanno asfaltate per essere pulite. Serve un nulla osta paesistico che deve essere chiesto alla regione Lazio. Poi c’è il fosso della Marcigliana. Ci sono volpi cinghiali, uccelli. L’area è immodificabile senza nulla osta. Da progettista, avete fatto vedere l’uscita di quell’area. Voi pensate di fare uscire un autoarticolato dietro una curva cieca, si invade l’altra corsia di marcia. “

Intervento di residente: racconta che ha presentato progetto per utilizzare al massimo le isole ecologiche , per avere riduzione sulla tari. Perché non  utilizzare meglio questa differenziata e interessare di piu i cittadini piuttosto che la raccolta differenziata stradale che è più inquinata perché ci si trova di tutto? “Volevo sapere anche l’intereazione con i consorzi obbligatori per i recuperi. Concludo dicendo che sono molto preoccupata per quanto riguarda il canile nell’area, sappiamo che le associazioni animaliste si aiutano, sono molto preoccupata bisogna pensare al benessere animale. 

Altro residente: “la fiducia è esaurita in presenza di norme non rispettate, lo abbiamo visto anche certificato e il tmb è stato chiuso perché andato a fuoco non perché deciso. Ama è un azienda, industriale che dice che si avvarrà di zone, aree non si capisce se a titolo gratuito o a pagamento, istallerà dotazioni tecniche, materiali certificati, non si sa . Ho seri dubbi, la mia fiducia su questa operazione.. se li c’è un impatto sulle persone chi lo misura, come si misura? chi lo certifica? Io per questo non mi sento di mettere in gioco la mia fiducia, non c’è nessuna previsione che consenta di tornare indietro,

luciani il tmb è chiuso, ma i camion entrona puzzolenti, vuoti o ipieni non si asa, la puzza si snete ancora per cuci noi i miasmi li respiriamo ancora tutti i ginorni, tutte le ntoti, volevo ribadire questo perché si è fermato con l incnedio non è vero, entrano e scaricano tutti i santissimi giorni , la puzza dei camion qualcuno rientra pure pieno, ci sono venticinque trenta camion la puzza si snete, da tutte le parti. Chiso vuol dire cancelli chiusi e dentro non ce piu niente. Invece i  i cancelli sono aperti, gli mezzi entrano scanircano . puzznao.

Signor Senatore: ci sono una serie di punti che non sono stati affrontati, in questa amministrazione la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Si fa questo piano, e nel frattempo all’uscita di bel poggio si fanno costruzioni nuove e ce ne sono altre in previone. Le macchine rimangono in deposito o le portano via mezze vuote. Ci sono domande che fanno capire se c’è volontà di fare o meno qualcosa a norma di legge”.

Caudo fa specifica  su intervento residente di Porta di Roma: “questa amministrazione si è occupata di Porta di Roma appena insediata, abbiamo fatto ricognizione di tutti gli ammaloramenti delle strade, abbiamo fatto sollecitazione proprietà, al pau non siamo stati invitati, la nuova proprietà si è alzata dal tavolo perchè il dipartimento pretende di risolvere solo davanti al tar, noi abbiamo chiesto l’intervento straordinario al simo, dimotrando che l’ammolaramento è legato ai due anni in cui dovevano fare manutenzione la ditta. Abbiamo portato nuovamente la questione al pau, qui hanno risposto che risolveranno il caso solo con l’ avvocatura, equivale a dire che ci vorranno decenni. Al trenta di luglio siamo di nuovo con la quesione al tavolo pubblico della sicurezza. Simo al punto che ci sono diciotto milioni di visitatori di Porta di roma, ci vogliono didicimi milioni di euro solo per sistemare le strade. Abbiamo un grande problema di porte di roma, ho chiesto all’associazione parco tutela sabine un’ assemblea.  Se non si fa questa riunione la proponiamo come municipio, la mia sollecitazione è che facciamo una assemblea cittadina per raccontare non il passato ma il futuro come noi possiamo migliorare le condizioni di un territorio che occupa tutta la parte nord del municipio.  Ero assessore all’ urbanistica,  certe volte la strada più breve non è quella che porta alla soluzione”.

Laura D’Aprile: innanzitutto una decisione dell’ amministrazione si concretizza in un atto che a oggi non c’è. Io capisco la difficoltà a comprendere che un tipo di gestione asservita alla raccolta di questo tipo non sia sottoposta a un atto autorizzativo nè a una progettazione ma è cosi. L’altra questione è l’ imprinting del tmb salario . Non commento. Io sono fermamente convinta ama formalizzerà la richiesta di revoca dell’aia entro la settimana. Ricordo che abbiamo sollecitato, ci sono mie note, atti pubbilci in cui chiediamo all’ex presidente Bagnacani di fare la notifica per l’avvio del procedimento di bonifica. Che è stata fatto a gennaio 2019. Sul Masterplan abbiamo ricevuto le richieste che dovevano arrivare entro ieri. Gli altri municipi ci avevano principalmente risposto che le aree proposte andavano bene. Per il terzo, ne aveva proposte due, una con gravi problemi, anche su strada chiusa e questa. La vostra proposta è stata di riutilizzate quell’ area con scambio. I criteri tecnici sono indicati, non è un impianto, vale il regolamento di igiene urbana di Roma capitale, che prevede una distanza minima di duecento metri. Perciò potrà essere sostituita. Vale per questo municipio come per altri due sostanzialmente, gli altri rispettano le condizioni di tonnellaggio predisposte da ama. Qualora non risultasse con l’istruttoria che fosse possibile fare il trasbordo, qui, noi chiederemo una o più aree al municipio che facciano  un totale di trecento tonnellate. È una forma di giustizia nei confronti degli altri cittadini. Questo in rispetto anche dell’ordinanza della regione lazio che al punto sette dice che ama deve mantenere le trasferenze individuate e individuare uno o più siti di trasbordo e trasferenza. Noi dobbiamo approvare il masterplan dei trasbordi nel rispetto delle indicazioni degli altri municipi e in quello della regione,, ci è anche scritto che se hai esigenza tu attiva e poi mi notifichi la richiesta di attivazione entro i quindici giorni successivi.

Il risultato concreto credo che entro la fine settimana è richiesta revoca e il supplemento di istruttoria su quest’area individuata con ulteriore richiesta di rivalutare l area proposta sul gra, negata per la sicurezza della logistica.

Caudo interviene: la sindaca si è prese l’incarico di rivolgersi di nuovo ad anas. Detto questo che il municipio si prende quota parte di responsabilità sapendo benissimo quale sono i limiti. E’ praticamente impossibile mettere lungo il gra un sito che sia a più di seicento metri dalle prime finestre. Non è che facciamo quindici siti abbiamo risolto il problema il allora ci sono i cassonetti. Dobbiamo efficientare il sistema  siamo qui tutti insieme per capire qual è il modo di far prevalere l’interesse generale etc..

Luciana Miocchi

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Da Jonio a Porta di Roma con il “people mover”? – di Alessandro Pino

9 Giu

Nemmeno il tempo di placare le polemiche – spesso pretestuose, va detto – sui lunghi lavori di realizzazione della metropolitana B1 aperta da pochissimi anni ed ecco che il dibattito torna a infiammarsi sulle ipotesi di un suo prolungamento dall’attuale capolinea di Jonio in direzione Porta di Roma oppure, come è stato proposto negli ultimi giorni, di realizzarlo in alternativa con un differente mezzo comunque utilizzante una sede propria: il “people mover”. Si tratterebbe, a quanto pare, di una sorta di piccola ferrovia sul tipo di quelle utilizzate internamente in certi aeroporti come Fiumicino, anche se alcune descrizioni fornite ricorderebbero più una specie di funicolare – vedasi quelle di Napoli, di Orvieto o di Capri – ma a pendenza ridotta. Le caratteristiche dell’impianto avrebbero dovuto essere illustrare in un incontro tenutosi il 6 giugno a piazza Sempione dall’assessore capitolino ai Trasporti Linda Meleo, poi impossibilitata e sostituita nel compito da altri esponenti locali del Movimento Cinque Stelle: il percorso inizierebbe all’interno della stazione Jonio proseguendo poi in superficie verso via Giovanni Conti e via delle Vigne Nuove fino a Porta di Roma e al parco delle Sabine. La capacità di trasporto prevista sarebbe di cinquemila persone all’ora, per un tempo di realizzazione di due anni al costo di centodieci milioni di euro.
Alessandro Pino

Viale Carmelo Bene: altre razzie di auto – di Alessandro Pino

21 Nov

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Sembra diventata l’ultima moda in fatto di reati commessi sul territorio del Terzo Municipio: le vetture lasciate in sosta all’aperto, specialmente se di modello recente e di gamma medio – alta, vengono spolpate di ruote, fanali, paraurti anteriore completo di mascherina, volante multifunzione con airbag. Le foto a corredo dell’articolo sono state scattate in viale Carmelo Bene (zona Porta di Roma – parco delle Sabine) ma le segnalazioni si susseguono in rete. Facile immaginare che dietro a tutto questo possano esserci le commissioni da parte di autoriparatori disonesti.
《La mancanza dell’illuminazione pubblica sicuramente facilita i ladri che, inosservati, entrano anche negli appartamenti – ha dichiarato al riguardo Manuel Bartolomeo, predidente del Comitato di Quartiere Talenti – è ora che qualcuno intervenga in modo pratico e risolutivo, senza giri di parole, senza perder tempo》.
Alessandro Pino

Quel che rimane dopo gli incendi nel Parco delle Sabine (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

21 Lug

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L’immagine dà solo una vaga idea della desolazione e dello sfacelo conseguenti all’incendio divampato il pomeriggio del 20 luglio nel Parco delle Sabine (zona Porta di Roma, Terzo Municipio della Capitale). Come non bastasse, un nuovo focolaio è scoppiato il giorno seguente. Le operazioni di spegnimento avevano richiesto anche il lancio di  liquido estinguente dall’alto con un elicottero ma alla fine comunque sono andati letteralmente in fumo circa trenta ettari di macchia. Nell’aria, odore di bruciato, il vento che ogni tanto solleva piccole nuvole di cenere.
Alessandro Pino

Largo Labia nell’abbandono: il Comitato di quartiere Serpentara dice NO (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

7 Mar

Quando ai primi dello scorso luglio fu inaugurato l’ingresso del Parco delle Sabine a largo Fausta Labia – Terzo Municipio di

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Roma Capitale – il presidente del Comitato di Quartiere Serpentara, Mimmo D’Orazio, espresse il suo scetticismo sul rapido decadimento cui sarebbe andata incontro l’area. In effetti già un mese dopo, come documentato all’epoca da lucianamiocchi.com, i fatti gli davano ragione: i teppisti avevano avuto mano libera nello scarabocchiare le panchine e vandalizzare l’area con i 

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cosiddetti giochi sensoriali, degli zampilli d’acqua che avrebbero dovuto rallegrare il piazzale non v’era traccia, i rifiuti erano sparsi in mezzo alla vegetazione cresciuta senza controllo. Questo anche grazie all’assenza di controllo sociale che avrebbe dovuto svolgere la presenza di un punto ristoro nell’edificio servizi, la cui assegnazione in gestione è rimasta in sospeso per i noti fatti di Mafia Capitale. Anche per dare un segnale di riappropriazione del territorio da parte  di una cittadinanza attiva, un gruppo di membri del Comitato Serpentara – con in testa proprio D’Orazio – ha svolto una pulizia straordinaria del luogo nella mattinata di domenica 6 marzo, riempiendo diversi sacchi di spazzatura e

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piantando anche due “tronchetti della felicità”. Certo, i cittadini da soli non hanno i mezzi per sostituirsi alle amministrazioni competenti ma intanto il segnale è stato dato, anche se lo stato del piazzale rimane a dir poco pietoso: le panchine restano imbrattate di scarabocchi, l’erba è sempre alta e anche il controverso portale di ingresso “a foglia sospesa” ora è recintato da reti arancioni, a formare l’ennesimo quadro che rappresenta  una città in decomposizione non solo morale. Da

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notare che nella medesima area era stata annunciata una analoga iniziativa per due giorni precedenti da parte di un altro comitato, quello per il Parco delle Sabine, come ha evidenziato lo stesso D’Orazio pubblicando in rete il relativo manifestino affisso sull’edificio servizi ed esprimendo dubbi sulla riuscita, a fronte della quantità di rifiuti raccolta la domenica.
Alessandro Pino

Desolazione al Parco delle Sabine (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

3 Mar

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Nella foto vedete quanto rimane di una struttura da gioco per bambini situata nell’area nota come “Parco delle  Sabine” nelle adiacenze di largo Fausta Labia (Terzo Municipio della Capitale): i soliti teppisti l’hanno completamente distrutta, coprendo quel che rimane di scarabocchi e rendendola inutilizzabile. Del resto comunque, nessuno
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porterebbe a giocare i bambini in un luogo simile nelle condizioni di desolazione in cui si trova, tra la vegetazione che cresce incontrollata, sporcizia e gli accampamenti di sbandati che si trovano nei pressi del vicino viadotto dei Presidenti.
Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: a largo Labia inaugurato l’ingresso del Parco delle Sabine – di Alessandro Pino

1 Lug

Presenti il vicesindaco di Roma Luigi Nieri e il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne

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Le fontane a pavimento dietro il vicesindaco Nieri e il presidente del Municipio Marchionne

È stato inaugurato lo scorso 20 giugno a largo Fausta Labia il primo degli ingressi al Parco delle Sabine, area verde posta tra Porta di Roma e la Serpentara, alla presenza del vicesindaco Luigi Nieri – in rappresentanza del sindaco di Roma Ignazio Marino, assente per motivi di salute – e del presidente del Terzo Municipio Paolo Emilio Marchionne. Adiacente al capolinea filoviario, l’entrata consiste in un piazzale allestito con panchine in pietra bianca e giochi d’acqua che zampillano dal pavimento, uno spazio con alcuni giochi per i più piccoli e una costruzione in vetro e rivestimenti in marmo destinata ai bagni pubblici e a punto di ristoro per la cui gestione si deve provvedere all’assegnazione.  Poco più dietro, il controverso e avveniristico portale a traliccio in metallo bianco con tettoia “a foglia sospesa” che aveva suscitato vivaci DSC_1211 discussioni in rete. Ideato dall’architetto Maurizio Bellomia, autore anche del progetto complessivo, nelle parole dell’autore «vuole richiamare gli ingressi dei grandi parchi storici». Il vicesindaco Nieri e il presidente Marchionne hanno compiuto un breve giro all’interno dell’area verde assieme a diversi amministratori municipali, cittadini, forze dell’ordine ed esponenti della stampa locale. Certo che – specialmente pensando a quanto accaduto il giorno prima a pochi metri di distanza sotto il viadotto dei Presidenti, dove un clochard è morto carbonizzato nella DSC_1201tenda in cui era accampato come molti altri, viene da chiedersi in che condizioni possa trovarsi il luogo tra sei mesi a confronto di quelle, immacolate, dell’inaugurazione: anche le pareti di marmo bianco del punto ristoro sembrano costituire un invito a nozze per gli onnipresenti imbrattatori muniti di vernice spray e pennarelli.

L'architetto Maurizio Bellomia con il portale da lui ideato

L’architetto Maurizio Bellomia con il portale da lui ideato

Sembrano fiduciosi al riguardo sia Nieri che Marchionne: «Io penso che noi dobbiamo abituare tutti al bello soprattutto in questa parte della città, molto dipende dall’amministrazione, molto dipende dai cittadini però soprattutto da come vengono gestite queste aree» ha dichiarato il vicesindaco, mentre il presidente del Municipio rassicura sulla situazione perché «c’è un sistema di telecamere già installato che verrà poi collegato con la stazione dei Carabinieri di Fidene e con il comando della Polizia Locale a Serpentara e poi soprattutto sarà prevista l’apertura e la chiusura nelle ore notturne una volta completata la recinzione». Meno ottimista il presidente del Comitato di Quartiere Serpentara, Mimmo D’Orazio: «Tra sei mesi diciamo che siamo ottimisti, ho fatto una scommessa con un amico, quindici giorni, ma non per un discorso di sfascismo o di pessimismo, purtroppo la colpa è anche dei cittadini…io mi auguro con tutto il cuore che rimanga così come l’abbiamo vista oggi, ho dei forti dubbi, speriamo per il bene della collettività»

Alessandro Pino

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