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Omicidio a coltellate in piazzale Appio: in manette il killer- LE FOTO DELL’AGGRESSIONE | di Alessandro Pino

24 Giu

[ROMA] C’è un arresto per il brutale omicidio avvenuto la sera del 22 giugno in piazzale Appio, fuori la fermata metro San Giovanni, quando un iracheno trentunenne richiedente asilo è stato trovato a terra in un lago di sangue e con un coltello conficcato nella schiena.
L’arrestato è un armeno ventisettenne

LE INDAGINI DELLA POLIZIA

Dalle prime ricostruzioni effettuate dalla Squadra Mobile e dal VII Distretto San Giovanni intervenuti sul posto con la Scientifica, è emerso che un ignoto aggressore, verosimilmente straniero, secondo le testimonianze di due ragazze che si erano accorte di quanto accaduto, aveva accoltellato la vittima.

Dalle immagini delle telecamere della sala operativa della Questura è stata confermata la dinamica dei fatti:  due persone stavano discutendo nemmeno animatamente sul marciapiede che fa angolo con via Taranto, quando uno dei due improvvisamente con un coltello preso di nascosto dalla tasca dei pantaloncini che indossava, ha colpito il malcapitato con dei fendenti e poi è fuggito.

La vittima è stata identificata dai documenti che aveva con sé, assieme ai bigliettini di un autolavaggio in via di Castel di Leva. C’era poi la fotocopia di un documento appartenente ad un cittadino giordano.

Gli agenti sono andati all’autolavaggio e presso il luogo di dimora dell’iracheno, scoprendo che lo straniero era di fatto insieme al cittadino giordano il proprietario dell’autolavaggio in cui lavoravano due impiegati, uno siriano e uno armeno, di cui però in un primo momento non si è riusciti a scoprire il domicilio.

Nella notte è stato rintracciato e il cittadino giordano che ha riferito di un problema con il dipendente armeno legato ad ammanchi di soldi rispetto alle auto che venivano lavate: per questo i due soci avevano deciso di licenziarlo dandogli la paga della giornata visto che nonostante l’evidenza l’impiegato continuava a negare di averli rubati. Da qui l’incontro chiarificatore finito in tragedia.

L’OMICIDIO

L’esame di altre immagini prese dalla videosorveglianza dei negozi hanno fornito altri particolari: in un filmato si è visto i due soggetti discutevano sul marciapiede ma nemmeno in modo animato, finchè all’improvviso c’è stata la violenta reazione dell’armeno che con un coltello ha colpito al collo e alla gola l’iracheno che si è accasciato a terra.

L’accoltellatore in un primo momento si è allontanato ma poi ci ha ripensato tornando indietro e continuando a infierire sul corpo riverso sul marciapiede, lasciandogli il coltello conficcato nella nuca e finalmente andando via.

Dalle immagini raffiguranti le caratteristiche fisiche dell’aggressore si è riusciti a trovare la corrispondenza tra la fisionomia del killer e la fotografia presente nel sistema informatico del nominativo trovato tra gli impiegati dell’autolavaggio: appunto un armeno nato nel 1994, incensurato, munito di foglio di soggiorno provvisorio in quanto richiedente asilo politico, presente già da qualche anno in territorio italiano, di fatto senza fissa dimora.

LA CACCIA ALL’UOMO

È quindi iniziata la caccia all’uomo tramite il segnale gps presente sul suo cellulare rintracciato alla stazione Termini dove il fuggitivo aveva preso un treno in direzione sud, partendo prima che i poliziotti arrivassero.

Il segnale gps indicava la direzione di Latina e si è riusciti a capire che il fuggitivo andava a Napoli, stabilendo su quale treno si trovasse: all’arrivo alla stazione di Napoli Centrale verso la mezzanotte del 23 giugno c’erano gli agenti della Squadra Mobile di Napoli che che lo hanno bloccato e dopo le pratiche del caso lo hanno portato nel carcere di Poggioreale.

 Alessandro Pino

(Immagine Questura di Roma)

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