Tag Archives: Alessandro Pino

Tutte le immagini della festa del Comandante Veltri

16 Ott

galleria fotografica

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Dopo più di dieci anni Settebagni saluta con affetto padre Mario. L’ex parroco di S. Antonio da Padova va a Capestrano

29 Set

Dopo quasi dieci anni trascorsi alla guida della parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Settebagni, il padre francescano Mario Stepak è stato chiamato ad altro incarico che lo porterà lontano, in terra d’abruzzo, a Capestrano (AQ). La comunità dei credenti settebagnini – ma non solo – lo ha voluto salutare lo scorso 22 settembre con una messa ed una serata in suo onore.

La funzione  pomeridiana ha visto infatti gli interventi – alcuni anche molto commossi – dal pulpito di esponenti della società civile che hanno ringraziato il religioso per l’opera prestata in questi anni, volta a riportare in chiesa e alle attività parrocchiali tanti più fedeli possibili. Tra gli altri si sono avvicendati al microfono la presidente del comitato di quartiere di Settebagni, Domenica Vignaroli – a tutti nota come Mimmina – e i consiglieri municipali Marco Bentivoglio e Riccardo Corbucci, entrambi da sempre molto attivi nella zona. Assieme a loro, alcuni bambini che frequentano il catechismo. Padre Mario ha ricevuto in omaggio alcune targhe dedicategli dai fedeli e vi è stato un intervento del nuovo parroco, padre Giustino, già viceparroco.

Terminata la cerimonia religiosa tutti si sono ritrovati sul sagrato della chiesa, piatti di carta alla mano, per un seguito senz’altro più profano ma graditissimo: l’ormai classica degustazione delle penne all’arrabbiata preparate dalle stesse cuoche che in estate si adoperano per i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio. A seguire, l’esibizione della banda Giuseppe Verdi, sulle cui note un po’ malinconiche è stato dato il commiato all’amato padre Mario, che nel corso degli anni ha saputo farsi apprezzare per i suoi modi garbati e la capacità di risolvere con diplomazia le piccole o grandi questioni della comunità.

Alessandro Pino

Roma- IV Municipio: una manovra errata durante la manutenzione rompe un tubo del gas in via Fucini. Deviato il traffico veicolare

26 Set

vigili del fuoco all’opera – foto di A. Pino

Il  traffico già caotico del quartiere Talenti è andato completamente in tilt nel pomeriggio del 26 settembre a causa di una fuga di gas alla sommità della via Renato Fucini, nel punto in cui si incrocia con via Luigi Capuana e via Umberto Fracchia. La fuoriuscita è stata provocata da una manovra errata di una piccola pala meccanica durante alcuni lavori di manutenzione alla rete di distribuzione. Sul posto sono intervenuti in forze i Vigili del Fuoco del distaccamento Nomentano mentre i Carabinieri della Compagnia Monte Sacro e  la Polizia Municipale del Quarto Gruppo deviavano il traffico veicolare sulle strade limitrofe. Certo che sarebbe stato difficile trovare un punto più infelice per  il verificarsi di una circostanza del genere: è stato necessario impedire l’accesso fin dal largo Primoli e al crocevia tra le vie Riccardo Bacchelli e Dario Niccodemi, pur distanti alcune centinaia di metri dal luogo dei lavori, dove intanto l’aria era impregnata dalla sostanza odorizzante che si aggiunge di norma al metano per rendere agevole il riconoscimento di eventuali dispersioni come in questo caso. Il risultato è facile immaginarlo: strade ingorgate, smog alle stelle e conducenti imbufaliti per un pomeriggio da cestinare.
Alessandro Pino

Roma IV Municipio: In congedo ma non troppo – il luogotenente in congedo Salvatore Veltri nominato consulente per la sicurezza dal presidente Bonelli

25 Set

In congedo ma non troppo: il luogotenente Salvatore Veltri nominato consulente per la sicurezza del presidente del Municipio

Dopo oltre quarant’anni di servizio nell’Arma dei Carabinieri, ventisei dei quali al comando della Stazione Talenti, il luogotenente Salvatore Veltri è recentemente andato in congedo. Un’esperienza nella prevenzione del crimine  e una conoscenza del territorio, le sue, difficilmente eguagliabili alle quali sarebbe stato uno spreco rinunciare. Proprio ciò che probabilmente avrà pensato anche il presidente del Quarto Municipio Cristiano Bonelli, che ha deciso di affidare ufficialmente al dottor Veltri l’incarico di collaborare direttamente con la presidenza in qualità di consulente al fine di proporre iniziative volte ad aumentare la sicurezza reale e percepita dei cittadini. É noto infatti che proprio quella che erroneamente viene definita “microcriminalità” (ad esempio scippi, borseggi ma anche truffe, specialmente a persone anziane) mina il senso di appartenenza a una comunità facendo sentire i cittadini soli e abbandonati, mentre al contrario la riduzione di tali fenomeni contribuisce al miglioramento della qualità della vita. ordinanza incarico VeltriChiamato dunque ancora una volta al dovere, l’interessato che evidentemente non ci pensa proprio a godersi il meritato riposo ha così commentato il nuovo incarico, affidatogli – è bene precisare – a titolo totalmente gratuito: «Ringrazio il presidente Bonelli della fiducia accordatami per continuare a fornire la dovuta collaborazione al Municipio e ai cittadini».

Alessandro Pino

 

 

Un cassonetto vi sorveglierà: la nuova raccolta differenziata parte dal Quarto Municipio – di Alessandro Pino

27 Ago

(pubblicato su http://www.di-roma.com)
Il Comune di Roma Capitale e l’Ama hanno intenzione di diffondere il più possibile in tutta la città la pratica della raccolta differenziata dei rifiuti, da svolgersi con modalità innovative rispetto a quanto fatto finora: si parla anche di “ cassonetti intelligenti” attivabili con un tesserino magnetico individuale, in modo da arginare il fenomeno del rovistaggio da parte di nomadi. L’assessore capitolino al’Ambiente Marco Visconti ha annunciato che per mettere a punto il nuovo sistema, in partenza da novembre e che dovrebbe raddoppiare in due anni la quota di rifiuti da riciclare, è stato scelto il territorio del Quarto Municipio, ritenuto più adatto di altri per più motivi: sia dal punto di vista logistico, per la presenza dei centri di raccolta di rifiuti speciali (le cosiddette isole ecologiche in zona Bufalotta e Ateneo Salesiano) e del deposito automezzi di via Salaria, annesso al controverso impianto per la preparazione di combustibile ottenuto da rifiuti. Altre ragioni che avrebbero determinato la scelta del Quarto Municipio per la sperimentazione del nuovo sistema sarebbero – così si legge nei lanci di agenzia – la “bassa densità abitativa” e l’essere caratterizzato da “edifici piccoli” adatti alla raccolta porta a porta e dotati di “ampi spazi condominiali” (caratteristiche che sinceramente non sembra di riscontrare con tale evidenza) oltre al fatto che in alcuni quartieri come Sacco Pastore già da tempo si è cercato di introdurre una sorta di “differenziata spinta” con la scomparsa dei cassonetti per i rifiuti organici, che vanno consegnati in orari fissi agli operatori Ama. Proprio quest’ultima modalità alla prova dei fatti – come si vede nelle immagini – si era dimostrata controproducente perché in molti, non avendo modo di trovarsi sul posto negli orari convenuti, lasciavano i sacchetti dell’umido proprio a fianco dei cassonetti della raccolta differenziata. Di questo devono averne preso atto nella “stanza dei bottoni” e per l’appunto sembra che debbano tornare i grandi secchioni per i rifiuti non riciclabili, seppure nella versione tecnologica dotata di lettore di schede magnetiche – una sorta di Grande Fratello orwelliano dell’immondizia. Entusiastiche dichiarazioni sono state rilasciate dagli amministratori interessati: Salvatore Cappello e Piergiorgio Benvenuti, rispettivamente ‘amministratore delegato e presidente dell’Ama, hanno espresso “grande soddisfazione”, mentre Andrea De Priamo, presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, ha parlato di una «rivoluzione in grado di avvicinare Roma al modello “rifiuti zero” già sperimentato con successo a San Francisco». Secondo Cristiano Bonelli, presidente del Quarto Municipio, il fatto che il nuovo modello verrà sperimentato sul territorio da lui amministrato è «grande motivo di orgoglio» e gli abitanti del Municipio sapranno certamente accoglierne le novità. Sarà, ma di fronte a tutto questo sfoggio di ottimismo tecnologico la prima immagine che viene in mente è quella della classica signora ultraottantenne che guarda perplessa una specie di carta bancomat davanti a un “cassonetto intelligente” – magari vandalizzato – chiedendosi che cosa debba farci: in fondo voleva solo buttare via un sacchetto di immondizia.

Alessandro Pino

Roma Capitale abbandonata: Gregna Sant’Andrea e il sottopasso della vergogna

3 Ago

Essere costretti a una quotidiana immersione nel degrado scendendo nei sottopassi che collegano le sponde di un quartiere attraversato da quel fiume di veicoli che è il Raccordo Anulare: è quanto accade ai residenti in zona Gregna Sant’Andrea, quadrante sud est della città, Decimo Municipio del Comune di Roma Capitale. I camminamenti in questione sono quelli di via Michele Migliarini, via Lucrezia Romana e via Pietro Crostarosa: da circa un anno e mezzo si trovano in condizioni indecenti perché nessuno viene a pulire i rifiuti qui lasciati dai troppi incivili che li hanno scambiati per immondezzaio. Le immagini sono eloquenti e documentano quel disgustoso campionario già visto in situazioni analoghe, ammorbato per giunta – così testimonia la lettrice che ha inviato le foto – dai miasmi rivoltanti delle deiezioni umane sparse dappertutto.  Se si aggiunge a questo che la galleria di via Migliarini è completamente al buio e che i sottopassi sono frequentati da un gruppo di zingari occupante una villa disabitata che sorge nei pressi, ben si comprende l’urgenza di un intervento di risanamento che però non sia occasionale. Ma chi dovrebbe occuparsene? Le informazioni ricevute dalla lettrice presso Ama e Comune chiamano in causa l’Anas, alla quale ha dunque mandato una mail con allegate parte delle immagini qui presentate. Al momento però la pratica sarebbe sospesa. Sembra dunque dura a morire l’abitudine italiana a lasciare fuori controllo sacche di imbarbarimento e potenziale pericolo, almeno fin quando non avviene qualcosa di eclatante, drammatico, tragico. Sarebbe allora il caso  di intervenire prima, invece che installare una lapide commemorativa dopo. Il caso di Giovanna Reggiani dovrebbe aver avere insegnato qualcosa. Dovrebbe, appunto.

Alessandro Pino

video e foto del giorno dopo sul luogo dell’incendio di via S. Antonio di Padova a Settebagni

22 Lug

Servizio fotografico di Alessandro Pino – servizio video pubblicato sul canale you tube di http://www.di-roma.com:  http://www.youtube.com/watch?v=3SZtKKV_HZM&feature=share

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Roma – IV Municipio: a Settebagni gli airbag salvano la vita di automobilisti troppo impazienti

9 Lug

La via Sant’Antonio di Padova a Settebagni è una di quelle strade che andrebbe percorsa a passo di lumaca: stretta, con il senso unico vigente nel sottopasso che diventa alternato appena usciti dalla galleria, punto nel quale si incrocia con la via dello Scalo di Settebagni e con l’accesso a un residence di circa centocinquanta appartamenti. Una concomitanza di fattori che imporrebbe la massima prudenza quando invece troppi conducenti aprono il gas a manetta. A tutti costoro  non avrebbe fatto male assistere all’incidente accaduto la sera del 6 luglio proprio all’uscita del parco condominiale al civico 24: due automobili si sono scontrate e se non ci sono state vittime è solo grazie ai dispositivi di sicurezza passiva di cui erano dotate, visto che una di esse aveva tutti gli airbag aperti.In ogni caso le vetture dopo il sinistro erano praticamente da rottamare e prima di essere rimosse hanno ingombrato a lungo – sotto gli occhi di una piccola folla di curiosi –  il vialetto di accesso al residence, i cui abitanti hanno dovuto utilizzare un ingresso secondario.

Alessandro Pino

Roma – V Municipio: dopo una lite spiana tutto a colpi di ruspa

26 Giu

quel che rimane dopo il passaggio del mezzo pesante

Un episodio di follia pura, una notizia a metà tra il comico e il drammatico talmente surreale che se non provenisse dall’Ufficio Stampa della Questura con tanto di foto allegate si stenterebbe a ritenerla vera: una lite tra vicini di casa per motivi legati a una vecchia causa civile al culmine della quale uno dei contendenti in preda alla rabbia sale su una ruspa e fa un vero macello prima di essere fermato dagli agenti della Polizia di Stato. È accaduto un paio di giorni fa in zona La Rustica, Quinto Municipio del Comune di Roma. Il motivo del contendere, secondo quanto appurato, sarebbe stato l’uso di un vialetto posto tra due villette in via Galatea, per il quale in passato erano intercorse reciproche comunicazioni legali. L’uomo arrestato, nonostante la veneranda età – ha quasi ottant’anni – in un primo tempo si è presentato a casa dei vicini armato di machete, dopodiché è salito sul bulldozer e ha demolito il muro di cinta della loro abitazione, devastando un gazebo e tre automobili parcheggiate in giardino. Al 113 sono arrivate numerose segnalazioni di cittadini terrorizzati ma nemmeno l’arrivo degli equipaggi è riuscito a calmare l’anziano, visto che ha tentato di investirli. Alla fine i poliziotti sono riusciti a salire sull’escavatore e a fermare lo scalmanato, che a un successivo controllo avvenuto negli uffici del Commissariato San Basilio è risultato avere piccoli precedenti oltre che destinatario in passato di un provvedimento di diniego alla detenzione di armi. L’epilogo di un pomeriggio a dir poco movimentato è stato l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e danneggiamento.

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Alessandro Pino

Roma: I precari della giustizia ovvero la crisi dove meno te l’aspetti

13 Giu

In tempi di crisi nei quali per il settore privato praticamente si parla solo di licenziamenti e disoccupazione, si può supporre che chi opera in una struttura pubblica come un Tribunale si trovi in una situazione di relativo privilegio: tra questi, tutti quegli addetti lavorano nelle cancellerie, assistono i giudici nelle udienze, preparano o archiviano i fascicoli e si occupano della informatizzazione delle pratiche. Supposizione errata, perché proprio molte di queste persone – circa cinquecento in tutto il Lazio – hanno già vissuto il dramma della perdita dell’impiego e sono stati assegnati agli uffici giudiziari per svolgere una sorta di tirocinio nell’ambito di  un percorso di formazione e reinserimento lavorativo della durata di due anni, organizzato prima con la Provincia e poi con la Regione attraverso i Fondi Sociali Europei. Quindi non sono dipendenti pubblici: se per quanto riguarda gli ordini di servizio dipendono dagli uffici ai quali sono stati assegnati, in pratica vengono pagati dall’Inps e il progetto del quale fanno parte è organizzato dalla Regione. Il problema – oltre a una mancanza di puntualità dei pagamenti mensili lamentata da alcuni di loro – è che per questa esperienza sta volgendo al termine e a quanto pare non c’è intenzione di proseguirla da parte delle istituzioni, non quantomeno con le stesse persone, al più una specie di ricambio che sembra una lotteria della disperazione: dentro nuovi precari – o forse i praticanti di ordini professionali – e gli altri arrivederci e grazie, insomma. Gli interessati giustamente non ci stanno,  vorrebbero quel minimo di serenità che la sicurezza di un lavoro può dare e all’angoscia di un futuro incerto si unisce un senso di presa in giro per quello che viene percepito come un voltafaccia. Per farsi ascoltare da chi di dovere e sensibilizzare coloro che gravitano nel settore (magistrati e legali) si sono allora organizzati in un collettivo chiamato Unione Precari Giustizia che ha organizzato manifestazioni davanti Montecitorio o fuori gli uffici nei quali prestano servizio, arrivando a decidere una sospensione della loro attività durante una assemblea tenutasi lo scorso 29 maggio presso la Sala della Musica del Tribunale Civile di Roma. «Una formazione dentro i Tribunali non si può spendere tranquillamente nel mercato del lavoro, è molto specifica – afferma Emiliano Viti, uno dei portavoce – per cui il turn over è sbagliato». Il problema sembrerebbe dunque insito nella stessa natura di una iniziativa che per la sua specificità ha immesso queste persone in un vicolo cieco creando inoltre delle aspettative andate in fumo in chi – dopo essere stato formato e inserito in una struttura – sta per essere rispedito a casa. Ma ora che la situazione si è creata e non si può tornare indietro, come rimediare? Prosegue al proposito Emiliano Viti: «Gradiremmo che lo stesso senso di responsabilità che abbiamo dimostrato andando anche a lavorare la mattina senza percepire un euro lo dimostrassero anche il ministero e la ministra Severino e la Regione Lazio nelle figure di Renata Polverini e dell’assessore al Lavoro Mariella Zezza, aprendo un tavolo dove si possano trovare delle soluzioni ponte che ci garantiscano una continuità lavorativa per portarci fino all’indizione di un bando di concorso dandoci almeno la possibilità di spenderci un domani in un concorso pubblico le competenze acquisite».

Alessandro Pino

 

 

Roma IV Municipio: Stupefacente! Il maxisequestro di due mesi fa in via Cimino si è rivelato essere una potentissima e letale droga per diabetici: glucosio, in gergo…zucchero

7 Giu

Vi ricordate? Erano i primi giorni d’aprile e le cronache locali furono invase dalla notizia del ritrovamento, fortunato e fortuito, durante un controllo su un’auto con segni di scasso (risultata poi rubata) parcheggiata in Via Cimino, al Tufello, IV Municipio di Roma Capitale, da parte degli agenti di polizia del commissariato Fidene – Serpentara di una sacca contenente trenta panetti da un chilo di “polvere”. Certi di trovarsi davanti ad un’ingente quantitativo di stupefacente – altrimenti perché incartare farina o zucchero o gesso o borotalco in quella maniera –  lo sequestrano. Quasi due mesi dopo i colleghi della scientifica svelano che tutta quella po’ po’ di roba altro non è che….comunissimo zucchero (ma una volta non si analizzava empiricamente, assaggiandola?): se non fosse accaduto davvero potrebbe tranquillamente essere la scena di un copione dei film di Lino Banfi anni 70,  del tipo “Vai avanti tu che mi vien da ridere”. Per il supposto maxisequestro giunsero al dirigente del Commissariato le congratulazioni dell’assessore municipale alle politiche giovanili, Francesco Filini che oramai avrà appreso di essersi complimentato per il ritrovamento di trenta chili di glucosio. Da prassi, di solito la droga sequestrata viene poi bruciata, ma ci si chiede cosa faranno i poliziotti con il dolce carico. Forse lo useranno per rendere meno amare un buon numero di tazzine di caffè. Meglio decaffeinato…

Battuta a parte – una è consentita, visto l’eco suscitato, i comunicati di plauso e…il tempo che ci è voluto per svelare la composizione chimica della sostanza sequestrata – rimane il fatto che trenta chili di roba innocua – per tutti tranne che per i diabetici – non si camuffano da partita di droga senza un perché. Scherzo a carnevale finito o tentativo di bidone tra organizzazioni rivali? Dilettanti allo sbaraglio? C’è quel piccolo particolare della macchina rubata che non depone a favore della tesi di una goliardata. In ogni caso, l’intervento della polizia ha probabilmente scongiurato il rischio che si innescasse tutta una serie di rivalse in ambienti…poco tranquilli. Si attendono con fiducia i risultati delle indagini.

LM e AP

Roma IV Municipio: l’assessore alla mobilità a Cinquina per illustrare le modifiche apportate alle linee degli autobus

5 Giu

Assieme all’imminente apertura della prima tratta della metropolitana B1  verranno introdotte alcune importanti novità nel trasporto di superficie, mirate a integrarsi con la diramazione della ferrovia sotterranea. Già da tempo sono in corso degli incontri con i residenti dei quartieri interessati, l’ultimo dei quali si è tenuto venerdi scorso a Cinquina – IV Municipio del Comune di Roma – nei locali della parrocchia San Domenico di Guzman. Come nelle precedenti occasioni è intervenuto direttamente l’assessore capitolino alla Mobilità Antonello Aurigemma, affiancato da un funzionario della preposta agenzia avente il compito di spiegare nel dettaglio i cambiamenti: stavolta è toccato all’ingegnere Stefano Brinchi armeggiare con calcolatore elettronico e diapositive delle mappe con i nuovi percorsi. Gli itinerari, è stato spiegato, sono state studiate per non portare più gli autobus fino a Termini ma alla stazione Conca d’Oro, ottenendo così anche un accorciamento del tragitto su gomma e una conseguente intensificazione delle corse, incentivando l’uso del mezzo pubblico da parte di chi di solito preferisce altrimenti. Questo almeno in teoria: per l’appunto le novità arrivano nel periodo delle ferie – per chi può permettersele, almeno –  nei quali l’utenza è meno numerosa, in modo da rendere meno disagevoli eventuali modifiche “in corso d’opera” ed essere pronti a settembre con l’assetto definitivo.

Alessandro Pino

Settebagni: prove di accensione per il semaforo di via S. Antonio da Padova

24 Mag

In tarda mattinata è stato testato l’impianto semaforico istallato in via S. Antonio di Padova qualche tempo addietro. La squadra di operai al lavoro hanno riferito che la segnaletica verrà cambiata lunedì.

Alessandro Pino

Dalla tenda sotto il cavalcavia al set cinematografico scambiato per un insediamento abusivo

21 Mag

il centro di accoglienza e le macchine parcheggiate in divieto

Continua a produrre accese polemiche la presenza dei nomadi sul territorio del IV Municipio. Risale a pochi giorni addietro la notizia, riportata anche da http://www.affaritaliani.it, di proteste espresse di un gruppo di residenti della Cesarina, dove – quasi all’incrocio con la Nomentana – si trova un ex campeggio da tempo convertito a campo nomadi. I cittadini puntano il dito contro i veicoli che gli ospiti lasciano parcheggiati lungo la strada, stretta e senza marciapiedi,  che spesso finiscono per ostacolare la circolazione, specie quando transitano automezzi di grandi dimensioni come gli autobus della linea Atac  308. Altro motivo di lamentela sono i cumuli di rifiuti ai bordi della carreggiata – tra l’altro adiacente la riserva naturale della Marcigliana –  verosimilmente depositati dagli stessi zingari. Qualche chilometro più in là invece si torna a parlare di insediamenti abusivi lungo la Salaria, nelle immediate vicinanze della ex cartiera da tempo adibito a “centro di permanenza temporanea per l’emergenza abitativa” ma nei fatti sistemazione pressochè  definitiva – degli stessi nomadi: proprio di fronte al centro, sotto la rampa dell’adiacente cavalcavia di Villa Spada da qualche giorno è comparsa una tenda.

la tenda sotto il cavalcavia

Chi ci sia dentro non si sa ancora con certezza ma alcuni mesi addietro era sorta un vero e proprio accampamento nella boscaglia alle spalle della struttura, formato dai familiari di chi aveva trovato sistemazione all’interno, che premevano per entrare a loro volta, non volendosi separare dal resto del nucleo. Anche all’epoca molti cittadini espressero il proprio disagio, riferendo di persone che rovistavano in ogni cassonetto e salivano sugli autobus in condizioni igieniche imbarazzanti. Si sparse inoltre la voce secondo cui nella tendopoli fossero custodite diverse armi da fuoco, che tra le baracche si nascondessero, sotto mentite spoglie, alcuni pregiudicati dell’est europeo. Alla fine l’insediamento fu sgomberato, stessa sorte toccata poi a uno molto più piccolo ma ben nascosto da un recinto di lamiere a Settebagni. I cittadini hanno fatto la loro parte segnalando situazioni anomale, la palla adesso passa alle istituzioni. Nel frattempo sale la frustrazione e il risentimento di chi percepisce che le proprie preoccupazioni vengono ignorate dalle autorità competenti, anche perchè al momento, un vero e proprio piano per risolvere le situazioni di degrado non c’è. Gli sgomberi avvengono ma gli agglomerati risorgono immediatamente, gli abitanti di tanto squallore non hanno nulla da perdere, la maggior parte degli sfollati ha passaporto europeo e non può ricevere fogli di via.

il set cinematografico scambiato per l’ennesimo accampamento

Tanto che si creano anche falsi allarmi, come accaduto di recente in zona Vigne Nuove, dove un gruppo di malconce roulotte adoperate per un set cinetelevisivo è stato scambiato per un accampamento abusivo sorto nell’unico spazio verde rimasto tra gli edifici di edilizia residenziale pubblica.

Luciana Miocchi –  Alessandro Pino

Roma – IV Municipio: pulizie di primavera alla scuola Fucini – di Alessandro Pino

21 Mag

Il giardino rimesso in ordine da volontari della associazione “Esserci a Roma”

Con la bella stagione è normale che cresca la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta e ciò vale anche per gli studenti che frequentino scuole provviste di giardino: sarebbe però un peccato non poterne godere appieno perché questo – magari per la cronica mancanza di risorse – si trova in stato di trascuratezza, con l’erba alta che nasconde anche rifiuti e serpi. È quello che si è cercato di evitare alla scuola Renato Fucini di Talenti grazie all’intervento di un gruppetto di volontari dell’associazione “Esserci a Roma”con il loro presidente Manuel Bartolomeo che hanno dedicato un po’ del loro tempo libero per sistemare l’area verde facente parte del cortile dell’istituto. Il pomeriggio dello scorso 11  maggio lo hanno  dunque trascorso improvvisandosi giardinieri assieme a un membro del locale comitato “Salviamo il parco Capuana” che ha messo a disposizione il proprio rasaerba a scoppio. «Abbiamo chiesto alla preside Marina Esterini se aveva qualche esigenza particolare e lei ci ha suggerito questa iniziativa – spiega Manuel, cuor di ex studente della scuola – trovando una situazione di degrado assoluto,  con serpi, bottiglie, rami spezzati da vecchie potature  e mai raccolti e anche due siringhe». Una critica che a volte viene rivolta a iniziative come questa – che vedono i cittadini rimboccarsi le maniche per supplire a mancanze delle amministrazioni pubbliche – è che in tal modo si fornisce a queste ultime un comodo alibi per un ulteriore disimpegno. In ogni caso va apprezzato l’impegno di chi sente la necessità di curare un bene pubblico come fosse il proprio, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità.

Alessandro Pino

Roma IV Municipio: raccolta differenziata per centri anziani

24 Apr

Iniziativa simbolica ma educativa della consigliera municipale Lina Tancioni

Promuovere la raccolta differenziata nei dodici centri anziani presenti nel Quarto Municipio è quanto si propone la Commissione Servizi Sociali presieduta dalla signora Lina Tancioni, consigliere municipale di maggioranza. L’iniziativa in collaborazione con l’Ama è stata presentata il 13 aprile durante una delle periodiche riunioni della Commissione assieme ai direttivi dei centri: per l’occasione, visto l’alto numero di partecipanti, i lavori si sono svolti nella moderna aula consiliare di piazza Sempione. Il compito di illustrare la novità è spettato a Alfredo Tabarrini, funzionario della municipalizzata specializzato nei servizi alle grandi utenze. Si tratterebbe semplicemente di fornire a ogni centro due scatole di cartone – le cosiddette ecobox – da riempire una di carta e l’altra di contenitori in plastica, metallo o vetro e svuotare poi nei rispettivi bidoni della raccolta differenziata. Data la quantità di rifiuti ovviamente scarsa originata da utenze di questo tipo si capisce il carattere più che altro simbolico ed educativo dell’iniziativa: «Anche se non c’è grande produzione è importante l’interessamento» ha spiegato infatti il Tabarrini. Viene spontaneo immaginare che  ciascun anziano, una volta presa confidenza con la divisione dei diversi tipi di spazzatura, potrebbe a sua volta dare l’esempio ai propri nipotini trasmettendo quelle informazioni fondamentali per una corretta esecuzione della raccolta ma di cui non tutti magari sono in possesso; valga l’esempio dei piatti e delle posate in plastica, che a causa di una mera questione di mancate convenzioni tra produttori e aziende di riciclo non vanno gettati nella differenziata anche se per  struttura molecolare ne avrebbero tutti i requisiti.

Alessandro Pino

Roma Capitale: il presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli a Serpentara Tv

20 Apr

(foto A. Pino)

E’ stata una delle puntante più belle tra le trenta andate in web fino ad ora, quella del 18 aprile. A Serpentara TV, il talk show dalla scenografia minimalista condotto dalla giornalista Luciana Miocchi, divenuto in breve tempo un punto di riferimento per l’informazione locale, il presidente del Municipio Cristiano Bonelli – Pdl –  e il vice presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci – Pd – si sono fronteggiati sui grandi cambi di destinazione d’uso richiesti nel IV Municipio, quelli di Piazza Minucciano e di Casal Boccone, passando per la delibera 218 e tutto quel che ne conseguì.

Purtroppo, per un problema tecnico del server, assolutamente indipendente dalla volontà di Serpentara Web Tv, la diretta streaming è andata benissimo, con  punte di ascolto che han fatto segnare il record per la trasmissione, ma la registrazione non è rimasta negli archivi di livestream e la questione pare sia assolutamente irrecuperabile.

A imperitura documentazione rimarranno soltanto le foto scattate da Alessandro Pino, che sembra avere come unico obiettivo quello di cogliere la conduttrice nelle sue espressioni più buffe. In questo caso, anzicchè i soliti accidenti  ha riscosso sentiti ringraziamenti da parte della direzione, che altrimenti non avrebbe avuto come riparare almeno in parte.

I due protagonisti, entrambi in gran forma d’eloquio, si sono confrontati abilmente, quasi un anticipo di campagna elettorale, ma non nel senso brutto che il termine sembra abbia assunto ultimamente.  Senza dubbio è stato un dialogo pubblico tra due degli esponenti di maggior carisma presenti sul territorio, che non hanno perso occasione per punzecchiarsi a vicenda.

foto A. Pino

Argomento principale della serata è stata l’intensa cementificazione di cui è oggetto il territorio del Quarto, con particolare attenzione alle zone di Casal Boccone e piazza Minucciano. Bonelli ha rivendicato per il centro destra la contrarietà di lunga data alle urbanizzazioni che stanno letteralmente cancellando le aree verdi nel quadrante nord est della città. Corbucci non ha potuto negare che i piani regolatori in forza dei quali ciò avviene fossero espressione di una parte politica da cui egli stesso proviene – al netto dei mutamenti di nome – ma ne ha preso le distanze ponendo l’accento sulle persone, ricordando al proposito che le decisioni sono state prese da altri in altre epoche.

Si è parlato in particolare della seduta del consiglio prevista per il giorno dopo, che avrebbe avuto come odg proprio il parere che il Municipio sarebbe stato chiamato ad esprimere sul cambio di destinazione d’uso richiesto per il piano di zona di Casal Boccone. Parere, per espressa ammissione del presidente, non vincolante per l’assise capitolina ma avente comunque un peso politico.

Parlando di milioni di metri cubi già arrivati, in arrivo o pronosticati, la conduttrice ha richiamato il controverso prolungamento della metro B1, il cui finanziamento è legato a cospicue valorizzazioni immobiliari che sarebbero un’ultimo colpo di spugna sul poco verde rimasto. Prudente sul tema la posizione del presidente del Municipio, secondo il quale la metropolitana serve ed è voluta dalla maggioranza della popolazione ma occorre trovare un punto di equilibrio riducendo le cubature previste, trasformando magari alcuni tratti portandoli in superfice e allungando il percorso fino oltre il raccordo anulare.

Numerose sono state le domande poste dai webspettatori ai due amministratori che non si sono sottratti ma anzi, hanno proposto  loro stessi altri argomenti che  non è stato possibile trattare essendo stato sforato ampiamente il tempo a disposizione.

AP & LM

Nuovo sequestro per il Salaria Sport Village ma l’attività prosegue regolarmente

13 Apr

La notizia pubblicata dall’Ansa è stata rimpallata immediatamente da tutti i siti di informazione praticamente identica alla velina iniziale.

Il simbolo dei presunti abusi edilizi legati agli ultimi mondiali di nuoto, già posto sotto sequestro nelle parti realizzate ex novo,  torna nuovamente sotto i riflettori. Il Salaria Sport Village rientra tra le proprietà confiscate a Diego Anemone, alla moglie ed allo zio a seguito dell’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Roma, Nicola di Grazia su richiesta dei pm Felici, Calò e Calabretta in merito alle indagini sul G8.

Alla reception del centro sportivo impiegate sorridenti accolgono la moltitudine dei frequentatori, l’attività prosegue regolarmente. Nessuno nega il sequestro ma non sono stati predisposti, almeno per ora, comunicati stampa o bollettini di alcun genere.

All’esterno, sugli edifici indicati come sequestrati, non sono stati posti i cartelli di rito.

Presumibilmente si tratta di un sequestro conservativo, con la nomina di un custode giudiziario e con l’autorizzazione alla prosecuzione delle attività economiche, al fine di tutelare i lavoratori e lo Stato.

LM e AP

Vanno a prestare soccorso e rimangono vittime di un incidente. Autoscala dei vigili del fuoco si ribalta in via Fracchia

10 Apr

Attorno alle 21.30 di questa sera un’autoscala dei Vigili del Fuoco, mentre stava andando a eseguire un intervento, nel percorrere la rotonda di via Fracchia si è ribaltata su un fianco. L’autista del mezzo si è trovato davanti un cane sfuggito al controllo del padrone e per non investire l’animale probabilmente l’autista ha dovuto scegliere di eseguire una brusca sterzata che ha compromesso la stabilità del grosso automezzo al punto che questo è finito sul fianco destro. Fortunatamente non ci sono state vittime.  L’equipaggio è stato immediatamente  soccorso dal luogotenente Salvatore Veltri, comandante della stazione Talenti dei carabinieri, il quale, trovandosi di passaggio nella via, li ha aiutati a uscire dal mezzo incidentato. Sembra però che il padrone del cane, ovviamente, prontamente recuperata la bestia, abbia pensato bene di eclissarsi per evitare di dover pagare i danni.

Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della polizia municipale, della polizia di  Stato e una squadra di VVFF che stanno tutt’ora cercando di recuperare il mezzo dei colleghi.

Alessandro Pino

Settebagni: arriva il senso unico alternato in via S. Antonio di Padova

6 Apr

I residenti di Settebagni dovranno fare presto i conti con l’introduzione del senso unico alternato in via Sant’Antonio di Padova, precisamente nel tratto che va dall’incrocio con la via dello Scalo di Settebagni fino al sito dove è attualmente in costruzione un grande complesso residenziale. Sono infatti in corso i lavori per l’installazione di un impianto semaforico fisso che regolerà il flusso del traffico, come testimoniano i fori e le tracce eseguiti nell’asfalto e soprattutto i coperchi in ghisa dei pozzetti che conterranno parte degli apparati con impressa la scritta “semafori”. La novità è probabilmente legata proprio all’edificazione del residence alla fine della strada, come aveva del resto anticipato l’incaricata alle vendite degli appartamenti già mesi addietro. Qualcuno riteneva – o meglio si augurava – che senso unico e semaforo sarebbero stati una soluzione temporanea per evitare ai mezzi da cantiere di percorrere la via delle Lucarie, notoriamente stretta ripida e tortuosa tanto che l’Atac per la linea 302 vi impiega esclusivamente dei minibus. A pensarci bene però era prevedibile che la variazione alla viabilità sarebbe stata permanente, vista il notevole incremento del traffico privato che inevitabilmente si avrà una volta che le nuove palazzine saranno abitate.

Alessandro Pino