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Roma capitale – IV Municipio. Assemblea sulla raccolta differenziata al mercatino di Conca d’Oro e lunedì si parte davvero

17 Nov

Un’assemblea che ha visto una partecipazione notevole nonostante le difficoltà di spostamento dovute all’esondazione di Aniene e Tevere, quella organizzata dal Comitato di quartiere di Serpentara e Legambiente, al mercatino delle Valli, allo scopo di interagire con Ama sulla questione della raccolta differenziata.

Erano presenti, per Ama il presidente Benvenuti ed alcuni funzionari, l’assessore all’ambiente del Comune di Roma Marco Visconti e il presidente del Municipio Cristiano Bonelli, nonché i consiglieri Paolo Marchionne e Riccardo Corbucci, del Pd e Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio.

Tranne il comitato di Vigne Nuove, i cui componenti non hanno partecipato perché condividono il sistema ideato, hanno partecipato tutti i maggiori comitati e le associazioni.

Dopo una breve introduzione a cura di Legambiente, che ha illustrato le varie figure che entrano in campo nell’ambito del riciclo dei rifiut ha preso la parola il presidente Benvenuti ed i suoi funzionari, che hanno illustrato nuovamente il modello che andrà ad applicarsi dal 19 novembre, necessariamente influenzato dalle risorse economiche che possono essere impiegate in questo momento.

Poi è stata la volta dei comitati e dei cittadini, che già contestano le modalità scelte, nemmeno lontanamente simili a quelle del progetto presentato dall’AMA al ministro Clini per ottenere i finanziamenti, in cui tra l’altro si prevedeva un sistema di raccolta con cassonetti per l’organico ad apertura magnetica, con un sistema premiale per l’utenza, del tipo più recuperi meno paghi in bolletta.
L’intervento dell’assessore Visconti ha riguardato principalmente l’impianto AMA di via Salaria. I rappresentanti del comitato spontaneo Villa Spada, presenti in prima fila hanno contestato l’assessore sulla questione spostamento dello stabilimento, il quale ha lasciato l’assise dopo pochi minuti, ed hanno in seguito emanato il seguente comunicato stampa: “Ieri sera nel corso dell’incontro sulla raccolta differenziata in IV Municipio, l’assessore capitolino all’Ambiente ha negato di aver dichiarato di fronte alla delegazione europea che i problemi delle esalazioni siano derivati al 99% da altre aziende limitrofe (vedi depuratore Acea di Roma Nord) e ha affermato che la procura ha scagionato l’Ama. Abbiamo immediatamente contattato l’avvocato Francesca Fragale (l’avvocato che li assiste, ndr)  che ci ha confermato che l’indagine è tuttora in corso.
Siamo sconcertati nel rilevare ancora una volta un atteggiamento così fazioso.”

Il presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, ha ribadito che si sta cercando un sito alternativo per lo stabilimento di trattamento dei rifiuti ed ha difeso fermamente il modello di raccolta differenziata che pertirà lunedì in tutto il municipio.

Racconta Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere di serpentara che «Il presidente Bonelli ha invitato Ama a rendere pubblico il sistema di smaltimento ,la quantità di riciclo dei prodotti e la localizzazione degli stessi e Benvenuti si è detto disponibile a mettere in rete tutti i dati.
I cittadini hanno ribadito la necessità di realizzare una raccolta porta a porta, non su piccole aree ma su tutto il territorio e chiunque abbia preso la parola, ha ribadito che il sistema scelto non porterà grossi benefici alla collettività perché anche se si effettua una separazione ottimale dei rifiuti nel proprio domicilio, tutto va gettato nei cassonetti stradali in pieno anonimato.

Sembrerebbe che il sistema sia stato studiato effettuando un censimento civico per civico e analizzando le varie tipologie che hanno poi portato alla stesura del nuovo piano. Però nessuno ha mai avuto sentore degli incaricati del rilevamento e alla segnalazione di alcune criticità locali, i funzionari Ama hanno risposto impegnandosi per una verifica sul posto.
Dice Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere di Serpentara che “alla fine dell’assemblea, che ha sempre mantenuto toni accesi ma costruttivi, l AMA n pressata dai presenti e nella persona del presidente Benvenuti si è resa disponibile nell’immediato a partecipare ad una riunione con i comitati e cittadini per rimodulate il sistema di raccolta rifiuti nella varie zone del municipio prendendo in considerazione l’ipotesi di estendere il porta a porta in altri quartieri di concerto con i comitati e i cittadini. Una piccola ma sostanziale vittoria. Abbiamo dimostrato a Benvenuti e a Fiscon cheil progetto presentato e che ha avuto i finanziamenti non è quello realizzato. Per l’umido anche dove non era previsto il porta a porta era stato programmato il cassonetto con il badge, con un sistema premiale. Non è previsto ora e forse nemmeno dopo, perché i contenitori acquistati e distribuiti non ce l’hanno e rimangono così, aperti a tutti.

Ama ha una fretta tremenda di partire con la differenziata per motivi politici perché il ministro Clini gli ha imposto che entro il 2014 devono arrivare ad una percentuale del 50%, contro i 12 attuali. Diranno che hanno organizzato tutto per bene ma sono i cittadini che non la vogliono fare. Intanto, anche le campane per il vetro sembrano posizionate con poco criterio, specialmente in alcuni punti periferici.

Riccardo Corbucci, vicepresidente pd del consiglio municipale, sul suo blog così ha scritto: «

Nel mio intervento all’assemblea di oggi, alla quale l’Assessore all’ambiente Marco visconti ha partecipato per circa una ventina di minuti per poi andarsene, ho messo in evidenza come non sia più accettabile continuare a discutere con l’azienda dei rifiuti, anzichè con l’amministrazione capitolina e municipale, che è quella che dà gli input politici da seguire.» Continua sulla “rivoluzione” annunciata affermando di aver «fatto notare come sembri davvero singolare la scelta di aver sperimentato il porta a porta proprio in quei quartieri che hanno le maggiori difficoltà nel trovare spazi adeguati per i cassonetti condominiali. Mentre si è deciso di moltiplicare i cassonetti stradali proprio in quei quartieri come Tufello, Valli, Nuovo Salario, serpentara, Vigne Nuove e Montesacro, nei quali grazie ai cortili condominiali e agli androni delle palazzine, il porta a porta si sarebbe potuto certamente fare. Viene il dubbio che così facendo si sarebbero prodotti molti meno kit ed un numero assai inferiore di quei mega contenitori di colore verde, che sono stati portati a casa dei residenti. Peraltro la raccolta differenziata stradale non consentirà, è proprio il caso di dirlo, di differenziare i cittadini modello da quelli indisciplinati». Sulla repressione degli indisciplinati: «non mi ha convinto la risposta del presidente Benvenuti, quando ha minacciato forti repressioni a suon di multe. La sperimentazione del duale nei quartiere Valli-Sacco Pastore sta proprio li a testimoniare il fallimento dell’azione repressiva, che l’Ama non è riuscita a mettere in campo contro gli incivili nemmeno in due soli quartieri del municipio».

Luciana Miocchi

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: una fontanella, tanti utenti e qualche incivile

29 Ott

La sporcizia sta rovinando un elemento piacevolmente caratterizzante del quartiere di Settebagni: le  fontanelle di acqua pubblica, presenti in numero tale da avere indotto alcuni a ritenere che lo stesso toponimo tragga origine da esse; in particolare la più a rischio di degrado è quella posta di fianco all’edicola sacra che si trova alla confluenza tra la salita della Marcigliana con la via dello Scalo di Settebagni. Di tutti i “nasoni” della zona è sicuramente il più popolare e frequentato tutto l’anno sia da un’utenza di passaggio (come gli operai che prima di raggiungere i rispettivi cantieri vi riempiono grandi thermos da cui dissetarsi durante la giornata lavorativa) sia da chi vi si reca appositamente avendo deciso in tempi di crisi di  fare a meno dell’acqua minerale ma non si fida delle condutture domestiche. Dispiace constatare però che tra gli utilizzatori del punto d’acqua siano troppi quelli che lasciano sul posto evidenti tracce del proprio passaggio: giornalmente si accumulano bottiglie vuote, cartacce, lattine e buste di plastica trasformando un luogo ameno in una succursale di Malagrotta. Chi sulla stampa periodica locale, volendo individuare dei responsabili aveva puntato l’indice esclusivamente sui nomadi sempre più numerosi nel quartiere dovrà ricredersi amaramente: di sicuro gli zingari non sono un esempio di civiltà e ci mettono del loro a sporcare l’ambiente, ma proprio l’estensore del presente articolo ha assistito alla scena di un ciclista amatoriale che una volta diluita in bottiglietta un integratore salino in polvere ne ha gettato la bustina nei cespugli retrostanti la colonnina in ghisa. Il tutto con una noncuranza ancora più incredibile per chi probabilmente in quel punto capita spesso e a maggior motivo dovrebbe averne a cuore la pulizia. Né si può incolpare l’Ama di trascurare il luogo perché passando a distanza di giorni e documentandone fotograficamente lo stato ci si accorge che ogni volta i rifiuti sono diversi, segno che vengono rimossi ma immediatamente sostituiti da altri scarti: assurdo e avvilente. Istituire un presidio fisso di qualche tipo è ovviamente impensabile oltre che ridicolo. E allora che fare? Portarsi dietro una mazza da baseball come deterrente visivo per convincere eventuali imbrattatori a tenere un comportamento più urbano?

Alessandro Pino

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: fontanella di acqua pubblica ma su area privata. Finalmente ripristinata

16 Ott

foto A. Pino

Ormai era da più di un anno che la fontanella pubblica presente nella piazzetta formata dagli edifici che ospitano il bar Glicine e la pizzeria Aldino, la profumeria, l’alimentari Massimiani, il forno e la delegazione Aci era stata portata via dai tecnici dell’Acea perché difficilmente riparabile senza un intervento radicale, lasciando al suo posto una buca transennata alla male e peggio.

Nonostante l’interessamento a livello municipale dell’Assessore Rizzo e del consigliere Marco Bentivoglio, Pdl, che produceva un corposo fascicolo di documentazione e corrispondenza con i vari uffici coinvolti, sembrava non si riuscisse ad arrivare a capo della vicenda.

Infatti l’intera area è privata, in comune tra i vari frontisti proprietari e Acea Ato2 era intenzionata ad eliminare per sempre lo storico nasone, messa lì non si sa perché né quando, ché un servizio pubblico come una fontanella che da acqua a tutti per regolamento deve stare su un’area pubblica, non recintabile in alcuna maniera.

In poco tempo l’area e il buco rimasto ad imperitura testimonianza della passata presenza sono andati trasformandosi in una discarica di foglie secche, bottiglie, cartacce e tutto il possibile campionario dei rifiuti da strada, tanto da diventare un pericolo per la salute e l’incolumità pubblica. Infatti né Ama, che si tirava fuori dall’obbligo di pulizia adducendo la natura privata dei luoghi, né i proprietari, che si ritenevano danneggiati dall’asportazione senza i lavori di ripristino stradale, provvedevano a mantere il decoro del sito.

Il problema è che l’intera piazzetta è si privata ma da sempre aperta al transito e al parcheggio della clientela delle attività commerciali, quindi è classificabile come area privata su cui insistono servizi – anche la fontanella lo era, a ben guardare – ma non è mai stata acquisita al patrimonio del Comune di Roma come area pubblica.

foto A. Pino

Degradandosi così in maniera particolare l’ambiente però, la presidenza del Municipio – nella persona del presidente Cristiano Bonelli, titolare nella sua veste istituzionale di poteri particolari sul decoro urbano – è potuta intervenire, sollecitato da varie segnalazioni, per richiedere un intervento straordinario di pulizia ad Ama. Forti di questo intervento anche Acea Ato2 ha dovuto recedere dai suoi precedenti intendimenti e ripristinare il servizio nello stato originario dei luoghi pre-discarica, intervenendo anche sulla tubatura che aveva generato la perdita d’acqua, causa della chiusura e dell’asportazione della fontana, portando a termine una bonifica completa.

Ciò non toglie però il problema a monte che ha generato l’intera vicissitudine: l’origine privata dell’area. Per questa volta i lavori sono stati fatti ma negli uffici municipali non è ancora ben chiaro se rimarranno a carico dell’amministrazione pubblica o verrà presentato il conto alla proprietà. Certo è che le prossime manutenzioni dei luoghi saranno a carico dei frontisti, pena multe e sanzioni. Anche se l’area è aperta al pubblico transito per gli avventori. Il principio è lo stesso delle strade private aperte alla circolazione. Il comune può provvedere alla manutenzione di buche e manto stradale per evitare danni a terzi ma poi presenta il conto ai frontisti. Il patto di stabilità non lascia scampo.

Non si conoscono ancora i tempi precisi in cui la fontanella tornerà a zampillare ma non ci dovrebbe volere ormai più molto.

Luciana Miocchi

Cleopatra passa da Settebagni: porta via un semaforo, prontamente rimesso in piedi

16 Ott

Cleopatra, con qualche ritardo, si è fatta sentire a Settebagni. Ieri sera una piccola tromba d’aria, intorno alle 20 ha abbattuto il semaforo all’entrata sud del quartiere, quello tra il Triscount e il Salaria Sport Village. La squadra di pronto intervento ha provveduto in tempi strettissimi a rimetterlo in sede e a tagliare alcuni alberi che erano rimasti coinvolti. Sul posto anche il presidente del Municipio Cristiano Bonelli che ha seguito da vicino l’intera allerta meteo.

Questa mattina, dietro interessamento del consigliere Marco Bentivoglio che ha fatto la segnalazione direttamente all’assessorato ed al dipartimento, i tecnici dell’Atac, responsabile per la manutenzione dei semafori, erano all’opera per effettuare la ri-sincronizzazione dell’intero apparato.

Risulta essere rimasta danneggiata anche la recinzione di un giardino privato in via S. Antonio di Padova.

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio: salta il trasporto scolastico delle 14: a scuola ci vai ma a casa non torni

14 Set

Oggi è saltata la corsa del trasporto scolastico che alle 14 riporta a casa gli studenti delle scuole medie di Settebagni che abitano più lontano. Il personale di assistenza era regolarmente presente (dipendente di Multiservizi)  ma non c’era il mezzo della ditta che ha vinto l’appalto per questo anno scolastico e nessuno ne sapeva il perchè. Alle 16 una telefonata del responsabile dell’assistenza ai ragazzi trasportati ha avvertito le famiglie  che da lunedì gli studenti della Giuseppe Ungaretti che usufruiscono del servizio non verranno riportati a casa alle 14, al termine delle lezioni, perchè la corsa è stata soppressa. Spiegazioni sul perchè non se ne sono avute.

Come dire, a scuola ti ci portiamo ma a casa non torni. A questo punto diventa importante capire cosa è successo. Chi ha vinto l’appalto a quale ribasso.  Quali erano i servizi richiesti e quelli offerti. Perchè prima una corsa c’è e poi scompare. Soprattutto, tre mesi di chiusura estiva sono pochi per organizzare e gestire un servizio pubblico?

A lunedì

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio: primo giorno di scuola senza trasporto scolastico..questione di misure

13 Set

Cambia l’appalto per il trasporto scolastico, è una cosa normale. I nuovi vincitori inviano un pulman  per effettuare il servizio che però non passa sotto al ponte di S. Antonio (lo stesso di sempre, sta lì da prima della guerra, non è dimagrito, non è ingrassato, è anche famoso perchè sono anni che deve esserne fatto uno nuovo proprio per consentire il passaggio di mezzi più grandi e di soccorso, due cause, una ditta fallita, oneri pagati che non bastano più e in Municipio ha tormentato i sonni di svariate giunte) perciò chi utilizza il servizio rimane in attesa alle fermate fin quando non capisce da se che per oggi si va a piedi.. I piccoli tirano di traverso, sono stanchi, il servizio infatti è garantito a chi abita più lontano. C’è chi si è fatto quasi un km in salita con i bimbi delle elementari e dell’asilo per mano su una strada stretta, senza marciapiedi e particolarmente intasata dai genitori che non vogliono perdersi – giustamente – l’apertura dell’anno scolastico dei figli ma non rinunciano all’auto anche sapendo che difficilmente troveranno un parcheggio. L’anno scorso furono i camion dell’Ama a complicare la riapertura della scuola di via dello Scalo di Settebagni, che passarono a ritirare la spazzatura proprio all’orario di entrata, provocando un serpentone incredibile di macchine, data la particolare conformazione delle strade ma se si può credere che qualcuno non si sia ricordato della data topica risulta incredibile pensare che all’ufficio trasporti nessuno abbia invitato almeno a fare un sopralluogo sui luoghi da servire.

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio: l’asilo nido Castello di Gelsomina chiuso perchè insalubre viene assegnato all’associazione ViviCastello

5 Ago

(articolo pubblicato su http://www.di-roma.com)

L’asilo nido fu chiuso perchè insalubre, ora i locali vengono affidati, senza lavori, temporaneamente ad un’associazione perchè vengano fruiti dalla popolazione. Guerra di comunicati stampa, solito pasticcio alla romana.

Giovedì 2 agosto, con una memoria di giunta firmata dal presidente del Municipio Cristiano Bonelli, un assessore assente – Francesco Filini, dei servizi sociali e scuola, quindi il competente per materia – un voto contrario, quello dell’assessore Rizzo, tre a favore, i locali dell’asilo nido “Castello di Gelsomina” sono stati assegnati “in via temporanea” all’associazione Vivi Castello, perché questa li utilizzi come «luogo di aggregazione dei cittadini di tutte le fasce d’età e per la realizzazione di iniziative culturali, eventi, laboratori volti a migliorare il quartiere e a promuovere il miglioramento del benessere di tutti i cittadini» (leggi qui l’estratto della memoria di giunta). Raggiunto telefonicamente il presidente della commissione scuola , Emiliano Bono, questi ha detto di non essere al corrente delle modalità che hanno portato all’assegnazione,perché lui come commissione non ha partecipato attivamente ai lavori che hanno portato all’emanazione del documento e di non avere potere di assegnare alcunché, perchè quella è una prerogativa della sola giunta.

L’asilo venne chiuso con una decisione presa a seguito di un documento stilato da un pediatra della Asl (leggi la nota del dirigente asl rmA), che chiedeva di prendere provvedimenti per l’umidità risalente, che obbligava in inverno ad accendere stufe elettriche supplementari e che allo stato i luoghi non erano idonei alla permanenza dei bambini. Però il dirigente del IV Distretto della Ausl RmA, Carlo Cristofanelli aveva chiarito di non essere responsabile della chiusura del nido perché a dover decidere in merito è sempre il Comune di Roma.

Ora però, seppur in via temporanea, la stessa struttura viene affidata ad un’associazione – il cui presidente è anche presidente del Comitato di quartiere di Castel Giubilieo, espressosi negativamente circa la chiusura del nido mentre ora sembra che ne usufruirà, a leggere la memoria di giunta – perché venga utilizzata e frequentata da “tutte le fasce d’età”. Si presuppone per evitarne il degrado, la chiusura e l’occupazione. Per raggiungere lo scopo dovrà essere sempre presidiata ed utilizzata, si suppone ancora. Quindi, se era malsano per operatori e bambini ora non lo sarebbe per volontari ed utilizzatori. Se era così nocivo, deve rimanere precluso alla fruizione anche ora, limitandosi l’assegnazione alla custodia esterna. Se nocivo non è, tanto da poter essere utilizzato, allora non era necessario chiuderlo e al quartiere non andava sottratto un servizio, sostituito si con un altro ma distante e soprattutto non raggiungibile con i mezzi pubblici dalla stessa utenza di prima.

Nel merito, nessuno sa quanto sarà temporanea questa soluzione. Infatti, nel bilancio preventivo triennale del Municipio non vi è traccia di stanziamento alcuno per i lavori all’asilo nido Castello ed il patto di stabilità impedisce gli investimenti, cioè spendere per una manutenzione straordinaria quale quella che dovrebbe essere fatta sulla struttura. La notizia è confermata anche dagli uffici tecnici.

In una nota, Riccardo Corbucci, consigliere Pd che già si era occupato della vicenda dichiara “Finalmente appare evidente quello che abbiamo sempre denunciato. L’asilo nido di Castel Giubileo è stato chiuso, su richiesta esplicita della dirigente scolastica, che ha voluto prendere possesso del nuovo asilo nido di via Cerusico, penalizzando i cittadini di Castel Giubileo e Settebagni. Bonelli non soltanto ha consentito la chiusura di un servizio essenziale per i cittadini, ma ha avuto anche l’ardire di consegnare pochi giorni dopo quella struttura ai soliti amici, dimenticandosi che se gli ambienti fossero davvero insalubri, lo sarabbero ovviamente per tutti”.

Ci si preoccupa del benessere e della salute dei bambini, insomma. Per l’aumentato numero di bronchiti e mal di gola nella struttura di Castel Giubileo si è pensato di chiudere e trasferire tutti nel nuovo edificio di via di casale Redicicoli. Per la scuola dell’infanzia Giovanni Paolo I e i bambini che la frequentano non si è dimostrata la stessa solerzia, nonostante la dirigenza scolastica sia la medesima. Oltre che ai muri fradici per un tubo rotto, al piano di sopra, proprio a fianco di aule utilizzate per la didattica vi sono stoccati dei resti di eternit (vedi qui le foto). Con le finestre perennemente aperte, probabilmente per abbassare la possibile concentrazione di polveri nocive nell’ambiente, disperdendole però all’esterno, dove ci sono i giardini utilizzati dai bambini.

In serata le repliche del presidente del Municipio, Cristiano Bonelli sono state affidate ad una nota diffusa dall’agenzia stampa Omniroma: “La decisione di chiudere l’ asilo Gelsomina di Castel Giubileo è stata presa dopo certificati rilasciati dalla Asl, dall’Ufficio Tecnico del IV Municipio e dopo aver approfondito accuratamente insieme alla dirigente scolastica, alle maestre e ai genitori dei bimbi ospiti della struttura tutte le problematiche e le eventuali conseguenze di tale coraggiosa scelta. Un processo di condivisione, quindi, che ha raccolto i pareri dei tecnici, dei medici del personale e soprattutto dei genitori che, dopo due assemblee, hanno accettato il trasferimento in una nuova struttura non distante da Castel Giubileo. Tutto ciò per chiarire e tirare fuori la verità che evidentemente qualcuno, per un minuto di visibilità , evita di dire. Assegnarlo alle realtà locali vuol dire riconoscere il ruolo attivo ed iI  radicamento che hanno nel territorio le associazioni, il locale comitato di quartiere e, tra le richieste ricevute, anche  la banda musicale del confinante quartiere di Settebagni: tutto questo con l’ obiettivo di non lasciare nell’  abbandono una struttura che manterrà la destinazione scolastica, per dar modo all’ amministrazione di finanziare il nuovo asilo.

Di vergognoso non c’è veramente nulla, anzi c è la volontà di nonlasciare una struttura in mano ad eventuali male intenzionati (come occupanti) o nel degrado e nell’  abbandono”. Lo dichiara in una nota il presidente del Municipio IV Cristiano Bonelli. “Inoltre, si tratta di una assegnazione temporanea che non prevede la presenza prolungata (ci dormivano) dei piccoli, come accadeva fino all’ anno scorso. Inoltre, in questo modo ci sarà la possibilità di sviluppare dentro la struttura attività di aggregazione; una assegnazione di locali pubblici assolutamente gratuita che potrà quindi tutelare l’ immobile e che è identica a quella fatta alcuni anni fa dalla passata amministrazione municipale in quella che oggi è la sede del Municipio a via Fracchia, quando il consigliere del Pd era in maggioranza e presidente di commissione. Infine ci piacerebbe sapere se il Consigliere del PD che spaccia come vergognosa una normale ed opportuna assegnazione temporanea alle realtà locali, abbia mai condiviso questa sua posizione visto che il gruppo del quale fa parte ha, in più occasioni, avallato ( seppur non formalmente) la scelta di chiudere l’ asilo. E’ ormai noto l’  isolamento nel quale opera il Consigliere municipale che non perde occasione di dichiarare cose o fatti lontano dalla linea del suo stesso gruppo”, aggiunge il presidente della Commissione Scuola del IV Municipio Emiliano Bono (Pdl).

Per la cronaca e per tutti quelli che non seguono troppo assiduamente le vicende politiche di piazza Sempione, il consigliere a cui si fa riferimento senza citarlo è proprio Riccardo Corbucci.

Pronta la replica del Pd locale, con una nota pubblicata dall’agenzia Dire: “Il Partito Democratico é da sempre contrario alla chiusura dell’asilo nido “Il castello di Gelsomina”, figuriamoci dopo aver scoperto che i locali, secondo Bonelli, non sarebbero salubri per i bimbi dell’Asilo, ma sono invece perfetti per tutte le fasce d’età dell’associazione ViviCastello, una delle realtà a cui sono stati assegnati i locali, ovviamente senza alcun bando di evidenza pubblica” lo dichiarano in una nota Claudio Ricozzi, presidente del Pd del IV municipio e Fabio Dionisi, vicepresidente della commissione lavori pubblici. “La decisione di Bonelli non ha alcun valore legale perché non spetta al municipio chiudere l’asilo nido ed assegnare locali comunali” spiegano i membri del Pd “per questa ragione interesseremo Roma Capitale e faremo tutto quanto in nostro potere per non togliere un servizio al territorio. Circostanza contestata persino da pezzi della maggioranza che si sono espressi negativamente su questa decisione”. Intanto nei bar del quartiere già si parla di un esposto alla Procura della Repubblica.

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio: sopralluoghi per la realizzazione dell’area cani al Parco Nobile

28 Lug

– foto di repertorio A. Pino –

Questa volta è sicuro. A distanza di tre anni dall’approvazione in consiglio municipale della mozione presentata nel giugno del 2009 dal consigliere Riccardo Corbucci, Pd, i cani di Settebagni avranno una loro area dedicata.

Sono stati infatti “avvistati” all’interno del parco Nobile, intenti a fare un sopralluogo finalizzato allo scopo, l’assessore municipale con delega all’ambiente Antonino Rizzo, il consigliere Marco Bentivoglio e alcuni tecnici del dipartimento.

Segnalata al Servizio Giardini anche la condizione disastrosa in cui versa la fontanella dell’acqua, che presenta perdite ormai da mesi, tanto da emanare tutto intorno un odore di palude. Infatti, per un raggio di alcuni metri si è ormai fermato un acquitrino ed è quasi impossibile abbeverarsi senza inzupparsi completamente i piedi.

http://www.udacomuneroma.it/fidopark/index.asp

 http://www.udacomuneroma.it/fidopark/index.asp

Luciana Miocchi

Quel che resta il giorno dopo un incendio

22 Lug

foto A. Pino

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Poteva andare molto peggio. Le fiamme dell’incendio del 21 luglio a Settebagni si sono avvicinate pericolosamente alle abitazioni di via S. Antonio di Padova,  tenute a bada dal muro di recinzione del comprensorio del civico 19 e dall’intervento di volontari e Vigili del Fuoco.

Un ragazzo è finito al S. Andrea, intossicato dal fumo mentre cercava di dare una mano ai soccorsi, diversi residenti hanno avvertito malori ma non è accaduto nulla di irreparabile né per le persone né per le cose, per fortuna, nonostante l’intervento dei VVFF sia avvenuto con molta difficoltà. E’ stato infatti un venerdì nero-fumo, iniziato poco prima delle tre di notte, con l’incendio del vano ascensore di un palazzo in via Valsugana con conseguente evaquazione totale e proseguita con innumerevoli fuochi scoppiati in ogni parte del territorio cittadino. Le squadre di soccorso non hanno fatto altro che rimbalzare da un punto all’altro di Roma, secondo una classifica d’emergenza stilata dalla centrale operativa.

A sera si distinguevano nettamemente tre odori diversi: uno, quello più naturale di erba bruciata, nella sua crudezza era quasi piacevole per le narici, a confronto della puzza di gomma bruciata e degli olii minerali. Una surreale cappa bianca ancora aleggiava verso mezzanotte sui palazzi in mattoncini rossi, più compatta proprio al di sopra del cumulo informe che il giorno dopo era ancora produttore di fumo e fiaccolate che fino a poche ore prima era una catasta di dossi rallentatori, mai istallati nelle strade del comprensorio. In alcuni box auto la pestilenziale nebbia era ancora presente il giorno dopo, imprigionata dalle saracinesche. Ci sono volute più di ventiquattro ore perchè le correnti dei venti disperdessero i miasmi. Una intera collina è andata in fumo, campi di stoppie e anche molti alberi.

Ancora fiamme segnalate anche in via S. Quirico d’Orcia, poco distante. Che ci sia dietro una mano immonda e non le temperature estremamente aride del periodo?

Qui foto e video: https://lucianamiocchi.wordpress.com/2012/07/22/roma-iv-municipio-il-giorno-dopo-sul-luogo-dellincendio-di-via-s-antonio-di-padova-a-settebagni/

Luciana Miocchi

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video e foto del giorno dopo sul luogo dell’incendio di via S. Antonio di Padova a Settebagni

22 Lug

Servizio fotografico di Alessandro Pino – servizio video pubblicato sul canale you tube di http://www.di-roma.com:  http://www.youtube.com/watch?v=3SZtKKV_HZM&feature=share

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Ultima ora : Incendio in via S. Antonio di Padova – Settebagni, IV Municipio di Roma Capitale

20 Lug

Era da poco passato mezzogiorno quando un incendio si è scatenato in zona via S. Antonio di Padova. Le fiamme hanno aggredito anche una parte di macchia della riserva della Marcigliana, lambendo anche il condominio residence “Il Colle”. In fumo prati, alberi e anche una catasta di dossi artificiali che dovevano essere istallati nelle strade del comprensorio. I vigili del fuoco, prontamente intervenuti, insieme ai carabinieri, hanno dovuto chiedere rinforzi per avere ragione delle fiamme, che ancora non sono domate del tutto. Sul posto anche un elicottero che ha spruzzato la zona di liquido ritardante. Forti i disagi per i residenti anche a causa della colonna di fumo che si è sprigionata.

In questo momento stanno arrivando dei mezzi della protezione civile perchè i camion dei vigili del fuoco non riescono a proseguire fuori strada, in mezzo alla riserva.

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio: bus 302 distrutto dalle fiamme poco prima di entrare a Settebagni

1 Giu

Paura ma per fortuna niente danni alle persone nell’incendio che questa mattina ha completamente distrutto un autobus della linea Atac 302. La vettura ha preso fuoco all’incirca verso le undici proprio in corrispondenza della fermata antistante gli uffici della Anonima Petroli Italiana sulla Salaria poco prima di entrare a Settebagni. Sul posto sono intervenuti la Polizia Stradale, i Carabinieri oltre a personale della società di trasporto. Il sinistro ha causato una lunga fila di veicoli sulla consolare in direzione fuori Roma anche perché molti conducenti – come  accade in questi casi-  hanno rallentato per dare un’occhiata.

Alessandro Pino

Settebagni: prove di accensione per il semaforo di via S. Antonio da Padova

24 Mag

In tarda mattinata è stato testato l’impianto semaforico istallato in via S. Antonio di Padova qualche tempo addietro. La squadra di operai al lavoro hanno riferito che la segnaletica verrà cambiata lunedì.

Alessandro Pino

Appello per Toffee, pinscher femmina di due anni, sparita da Settebagni

27 Apr

E’ scomparsa ieri, 26 aprile,  davanti casa sua in via dello scalo di Settebagni, Toffee, cagnolina di due anni. Trovandosi nel giardino padronale, non indossava il collarino.  Non si allontana mai da sola, la sua famiglia teme sia stata rapita, dato il carattere estremamente docile e la bellezza delle sue forme. Tutto il quartiere è stato tappezzato di foto e numeri di telefono. Nelle vicinanze la fermata della FM1 lascia sospettare che qualcuno l’abbia presa, salendo poi  sul treno locale, direzione Roma.

Chi l’avesse notata, ne abbia notizie o l’abbia raccolta spaurita può contattare il numero XXXXXXX. E’ stata promessa una ricompensa per chi la riporta indietro.

Luciana Miocchi

AGGIORNAMENTO DELLE 14.45: Toffee è stata riportata a casa dalla ragazza che l’ha trovata ieri in stazione che vagava vicino ai binari. Rifocillata, portata dal veterinario per controllare il microchip e fatta dormire in compagnia. Tutto è bene quel che finisce bene

Controlli anti cacche ma le macchine sui marciapiedi?

16 Apr

E’ comparso legato su un palo della luce in via Salaria, poco prima della caserma dei Carabinieri. Un cartello per avvisare che vigili urbani in borghese hanno effettuato controlli per verificare il corretto comportamento dei proprietari dei cani (forse non ne faranno più?). Meno male che è specificato in borghese, così nessun residente potrà dire di non aver visto divise bianche in giro. Perchè sicuramente si sarebbe esposto il problema derivante dalla ripresa usanza di parcheggiare bellamente a cavallo del marciapiede dall’altro lato della via, dove vige il divieto di sosta.  Agenti della Polizia di Roma Capitale da queste parti però se ne vedono pochini, pare che non ce ne siano per farli arrivare fin qui per multare chi impedisce ai pedoni di usufruire dei marciapiedi.

Auto si ma cacche no, in quel tratto non se ne vedono. Dopo aver atteso per anni i marciapiedi ora è difficile che qualcuno faccia finta di niente, sembrerebbe come lasciar andare il cane in soggiorno dopo aver passato la cera. Mentre al parcheggio affianco al parco Nobile, li dove vengono portati a sgambare i cani, in barba al divieto di farli avvicinare a cento metri dai giochi dei bambini, ce ne sono e pure parecchie. Così come ce ne sono all’interno del parco stesso, alcuni entrano con gli animali senza nemmeno il collare. Tanto chi controlla, dicono facendo spallucce e sorrisini. Probabilmente gli agenti in borghese sono stati così bravi da passare inosservati..

Una proposta per istituire l’area cani anche a Settebagni c’è stata, presentata dal consigliere Riccardo Corbucci, qualche tempo fa. Approvata. Non finanziata per mancanza di fondi. Evidentemente la realizzazione di nuove aree cani a cui fa riferimento il cartello fotografato in via salaria non è una affermazione rivolta a questo quartiere. Nemmeno l’istallazione di macchinette distributrici di sacchetti.  La convenzione con la Lav onlus non è dato da sapere cosa preveda, da queste parti. Come dire, vi guardiamo senza farci vedere, comportatevi bene. Ma siccome siete tanto bravi, attrezzatevi in proprio come potete.  Come sempre, verrebbe da dire…

Luciana Miocchi

Un grande abbraccio per Alice

17 Mar

Sono passati già tre giorni. Lentamente la comunità torna alle cose di sempre con la consapevolezza che nulla sarà più come prima per i suoi cari, per i suoi amici, per chi la conosceva, per chi l’ha incrociata almeno una volta.

Giovedì, sul sagrato della parrocchia di S. Antonio da Padova, a Settebagni, c’erano forse duemila persone per Alice, la ragazza ventiduenne che ha perso la vita in un incidente al semaforo sulla via salaria all’altezza del quartier generale dell’Api.

La chiesa improvvisamente piccola, straboccante – tanto che si è dovuto rimuovere parte dei banchi – persino una troupe della Rai e svariati giornalisti. Non c’era famiglia che non avesse un componente presente alla funzione, come capita spesso da queste parti, dove si conoscono tutti e anche chi ha concluso serenamente la propria lunga vita su questa terra non esce di scena in solitudine. Un quartiere la cui gente è rimasta doppiamente tramortita, dato che la vettura investitrice era condotta da una ragazza del posto, tuttora sotto shock.

Cerimonia, lunghissima e officiata da diversi sacerdoti, svoltasi a Settebagni – dove si sono tenute anche le veglie di preghiera nelle sere successive la tragedia – e non a Castel Giubileo, dove viveva, perché Alice qui era attivissima nel gruppo parrocchiale degli scout. Tutti i suoi compagni erano presenti e le hanno rivolto l’ultimo saluto con bandiere, cartelloni ed una gigantografia.

I genitori di Alice hanno trovato la forza di prendere la parola per ringraziare tutti della vicinanza dimostrata in questi giorni. Un dolore composto, il loro, portato con grande dignità. Chi li conosce dice che hanno il grande dono della fede. Che il Signore li aiuti a sopportare una vita intera senza il fiore che avevano così amorevolmente coltivato.

In disparte, affranti, confusi tra la moltitudine degli intervenuti, anche alcuni familiari di chi, involontariamente, ha fatto si che la tragedia si compisse.

All’uscita, un lungo applauso ha accompagnato Alice verso il suo ultimo viaggio.

L. M. & A. P.

Nemmeno un giorno e il semaforo è di nuovo girato. Perche?

11 Mar

11marzo 2012 prime ore del mattino. La lampada dedicata al traffico automobilistico risulta girata verso l'interno del vicino parcheggio. Era stata riposizionata nel pomeriggio dell'11.

A nemmeno sedici ore dall’intervento della manutenzione semaforica, sull’impianto teatro dell’incidente mortale di venerdì, il semaforo pedonale, che potrebbe aver avuto un ruolo determinante nello svolgimento dei fatti poichè le lampade pedone-traffico automobilistico erano erroneamente appaiate, è di nuovo fuori posizione.

Alle 16 circa, di ieri dieci marzo, a ventiquattro ore dal verificarsi della tragedia, gli operai scesi da due furgoni bianchi impiegati per la manutenzione degli apparati semaforici  ricollocavano la lanterna nella giusta posizione.

il semaforo nella posizione corretta, ripristinata intorno alle 16 del 10 marzo 2012

Nell’andare a fotografare nuovamente l’incrocio ci si accorgeva che la lampada del traffico automobilistico era chiusa e tenuta insieme da alcune fascette di plastica, segno che era stata riparata, in qualche modo.

Stamattina, undici marzo, prime ore del mattino, come foto, sempre la stessa lampada del traffico automobilistico, risulta nuovamente girata, questa volta verso l’interno del parcheggio. Non vi sono segni evidenti di urti, quindi la cosa dovrebbe avere un solo significato. La stessa lampada ha i sistemi di ancoraggio oramai logori e andrebbe sostituita. Indirizzata verso l’interno non è in grado di provocare danni, il semaforo principale degli automobilisti è regolarmente posizionato. Se si girasse nuovamente appaiandosi al segnale pedonale?

A.P. /L.M.

All’incrocio della tragedia. Un semaforo rimesso a posto a tempo di record

10 Mar

Ampio risalto stamattina sui giornali all’indicente mortale avvenuto ieri, sulla via Salaria, a Settebagni. Alcuni non risparmiavano le generalità complete di vittima ed investitrice, altri si limitavano alle iniziali. Una regola scritta precisa non c’è, viene rimesso alla sensibilità di chi scrive fare una scelta piuttosto che un’altra.

Repubblica ha messo in pagina una foto dell’incidente che  non corrisponde al vero scenario. Viene indicato come luogo della tragedia il ponte del Gra, al confine tra Castel Giubileo e Settebagni, dove il semaforo non esiste proprio.

Tutto è accaduto nei pressi del semaforo situato all’altezza della Lamborghini, dove via del casale di settebagni incontra la via salaria. La carreggiata è ampia. C’è un semaforo per le auto ed uno dedicato ai pedoni, con la possibilità di fermarsi al centro, in una specie di isola protetta dai guard rail. Per chi attraversa qui la prima volta è un’esperienza che non si dimentica facilmente. Le macchine ripartono fulmineamente, se il semaforo è aperto possono transitare fino al limite consentito di 70 km/h, che se da dentro l’abitacolo può sembrare una  velocità contenuta, altrettanto non è per chi attende fuori, con lo spostamento d’aria provocato dai veicoli in marcia ed il rumore dei motori. Non è un posto dove si attraversa a cuor leggero. L’attenzione del pedone è massima e anche l’automobilista sa che una frenata disperata all’ultimo secondo non serve a molto.

dettaglio delle lanterne del semaforo pedonale appaiate erroneamente nella stessa direzione

semaforo che governa l'attraversamento pedonale

lampada del semaforo pedonale lato Api. Spenta fino alle 26 di oggi, 10 marzo

Alle 14 di oggi il semaforo pedonale sistemato dal lato degli uffici Api – visibile cioè a chi deve raggiungerli arrivando dal lato Tevere – risultava ancora  spento. Funzionante invece quello visibile a chi deve raggiungere il lato fiume partendo dall’ Api. Sullo stesso palo che sorregge quest’ultimo si trova inoltre la lanterna che fa da ripetizione del segnale per i veicoli che arrivano da Settebagni in direzione verso Gra. Orientata male, praticamente non era visibile ai conducenti ma risultava appaiata a quella pedonale. Ad attraversare la sede stradale, quindi, ci si trovava di fronte a due segnali appaiati e contrastanti, uno rosso ed uno verde, con l’unica differenza che uno raffigura un pedone, l’altro una freccia.

ore 16 circa le lampade del semaforo riposizionate in maniera corretta

Alle 16 venivano notati due furgoni bianchi con la scritta “manutenzione semafori” o qualcosa di simile. Un quarto d’ora dopo le lampade risultavano nella posizione corretta.  Non è compito di chi scrive trarre conclusioni, ma alcune persone che lavorano in zona riferiscono che le condizioni dell’impianto semaforico erano le stesse da diverso tempo e nessuno era mai intervenuto.

 

A.P. /L.M.

alla ex centrale Montemartini va in scena “Il coraggio di cambiare” mozione promossa da Progetto Roma e dall’on. Baccini. Nel Pdl si cerca di correre ai ripari

2 Mar

Roma è ormai nel pieno dell’organizzazione della prossima campagna per le amministrative del 2013. Non c’è forza politica che in questo momento non sia alle prese con riorganizzazioni ed aggiustamenti.

Il 21n febbraio, il complesso archeoindustriale della ex centrale elettrica “Giovanni Montemartini” di via Ostiense ha fatto da suggestiva cornice alla presentazione, in vista del congresso di partito, della mozione “Il coraggio di cambiare”, organizzata da quella parte del Pdl romano che fa capo al movimento “Laboratorio Roma” di Antonello Aurigemma insieme a Mario Baccini, leader dei cristiano popolari poi confluiti nel Pdl. Durante i lavori è stato spiegato al pubblico presente, una partecipazione talmente vasta da aver preso l’organizzazione di sorpresa, che  l’obiettivo del cambiamento è la gestione del partito stesso, in forte calo di consensi e bisognoso, secondo i relatori, in vista delle amministrative del prossimo anno, di un urgente riavvicinamento alla massa. Tra gli intervenuti sul palco, l’assessore Antonello Aurigemma, che tra un intervento è l’altro è stato chiamato in Campidoglio per gestire le dimissioni, poi rientrate, dell’ad di Rom metropolitane, mentre l’ex ministro Franco Frattini è intervenuto per telefono. Tra il pubblico diverse personalità della vita politica del Quarto Municipio – l’assessore ai Lavori Pubblici Antonino Rizzo e il consigliere Marco Bentivoglio – mentre da Settebagni è arrivata una rappresentanza della locale squadra di calcio. Discorsi scorrevoli e molto diplomatici, volti distesi e parole serene, abbracci e strette di mano nel darsi al congresso del prossimo aprile. Ma l’aria sembra inesorabilmente quella di una resa dei conti ormai improrogabile. Qualcuno si spinge a dire che dalle ceneri del Pdl potrebbero rinascere An e Fi.

 

 

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Il carnevale di Settebagni: non è proprio quello di Rio…ma a noi piace!!!

22 Feb

Il carnevale di Settebagni: non è proprio quello di Rio…ma a noi piace!!!

Anche quest’anno a Settebagni il Carnevale è stato celebrato per iniziativa del Comitato Festeggiamenti Sant’Antonio di Padova, secondo un copione che è ormai diventato una simpatica e consolidata consuetudine per i residenti del quartiere. Il pomeriggio dello scorso sabato bambini e adulti si sono ritrovati sul piazzale antistante la chiesa, dove si è esibita la banda dell’associazione musicale “Giuseppe Verdi”. Verso le sedici un corteo in maschera, con in testa la banda, ha sfilato per la parte collinare del quartiere scortato da una macchina della Polizia di Roma Capitale. Al rientro la festa è proseguita con l’animazione per i più piccoli, mentre a tutti sono stati distribuiti gratuitamente dolci, pizze fritte e bevande. Magari non sarà grandioso come il Carnevale di Rio, ma è un’occasione per fare festa rinsaldando il senso di appartenenza a una comunità.

Un sentitissimo grazie ai volontari che come sempre animano la manifestazione, lavorando prima, durante e dopo di essa. Quest’anno per la pasta delle pizze fritte sono stati impiegati venticinque cubetti di lievito di birra, tutti impastati a mano!

Alessandro Pino