Tag Archives: Terzo Municipio di Roma Capitale

Terzo Municipio di Roma Capitale: una cartolina da Settebagni,con tanti saluti alla raccolta differenziata – di Alessandro Pino

1 Lug

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Da tempo i normali cassonetti dell’immondizia sono spariti dalle strade di Settebagni, periferia nord del Terzo Municipio di Roma Capitale, essendo stata istituita la raccolta differenziata domestica: ogni nucleo familiare – con l’esclusione delle grandi utenze come i residence – ha in dotazione dei bidoncini da riempire e posizionare in strada in orari e giorni prestabiliti per il passaggio degli addetti.

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Questo non impedisce ai soliti incivili di prendere come riferimento le campane verdi della raccolta vetro – le sole rimaste in strada – vicino alle quali viene lasciato praticamente di tutto: in questo caso un vecchio materasso matrimoniale (rifiuto ingombrante che andrebbe portato all’isola ecologica Ama della Bufalotta, ma è previsto anche il ritiro a domicilio), la confezione di un deumidificatore d’aria (pacchetto televendita?) oltre a un grosso scatolone schiacciato e sacchetti di spazzatura varia.  Quando verranno rimossi, non si sa; il fatto è che non dovevano proprio arrivarci.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale : due vetture spolpate in via di Settebagni – di Alessandro Pino

26 Giu

Non proprio una immagine da intervallo della Rai con le pecorelle, quella che appare da alcuni giorni in Via di Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale, tra la Bufalotta e Porta di Roma – quasi di fronte PINOfotonotiziaautomobili A alla scuola “Uruguay”: come sul piazzale di uno sfasciacarrozze, si trovano due vecchie automobili apparentemente abbandonate e prive di numerose parti.Quella ridotta peggio è una Ford Focus letteralmente spolpata di fari e ruote, malamente adagiata nemmeno sui classici quattro mattoni ma su una bombola di gas esausta. Un metro più avanti, una Renault Clio che pur avendo conservato le ruote è rimasta orba dei fanali e di altri particolari. All’interno di entrambe evidenti segni di manomissione della plancia, del volante e dei fianchetti  delle portiere.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: 35 anni fa l’assassinio del giudice Mario Amato – di Alessandro Pino

24 Giu

pubblicato su http://www.di-roma.com

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La deposizione della corona davanti al monumento “Grido al cielo”

Commemorato da cittadini e autorità stretti attorno ai familiari

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Interventi delle autorità

Trentacinque anni sono passati dalla mattina del 23 giugno 1980 in cui il magistrato Mario Amato fu assassinato a Roma su un marciapiede di viale Jonio – nel quartiere di Monte Sacro – mentre aspettava l’autobus che lo avrebbe dovuto condurre in ufficio a piazzale Clodio; cinque anni soltanto invece da quando fu scoperto il monumento intitolato “Grido al cielo” – opera dello scultore Antonio Di Campli –  proprio nel luogo in cui fu versato il suo sangue dai terroristi dei Nuclei Armati Rivoluzionari sui quali indagava. Nell’anniversario della feroce esecuzione si è tenuta una breve cerimonia alla quale hanno partecipato, oltre alla famiglia Amato, cittadini e autorità: sulla stele è stata deposta una corona dal presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne e dal consigliere comunale Fabrizio Panecaldo, in rappresentanza del sindaco Ignazio Marino e dell’assessore capitolino alla DSC_1127Legalità Alfonso Sabella. Hanno preso la parola anche il vicepresidente della Anm, Valerio Savio, il presidente della Associazione 2 Agosto onorevole Paolo Bolognesi, Giampiero Cioffredi, direttore dell’Osservatorio Sicurezza della Regione Lazio e Francesco Avallone, presidente del comitato per la commemorazione del giudice Amato. Tra il pubblico c’era anche chi quella mattina si trovò a passare per servizio sul marciapiede di fronte pochi secondi dopo l’agguato: Salvatore Veltri, per tanti anni Comandante dei Carabinieri di Talenti. Fu uno dei primi a vedere da vicino l’immagine – poi passata dalla cronaca alla storia – del corpo del magistrato riverso a terra, con le scarpe dalle suole consunte.

Alessandro Pino

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L’ordinanza antialcol a Monte Sacro scontenta tutti – di Alessandro Pino

24 Giu

Polemiche per l’esclusione dai controlli di locali e strade adiacenti a quelli sottoposti al provvedimento

Vivaci polemiche per l’entrata in vigore a Monte Sacro della cosiddetta ordinanza antialcol del Comune di Roma: vietata dalle 22 alle 7 del mattino la vendita da asporto di alcolici (anche attraverso distributori automatici) e il loro consumo per strada se contenuti in vetro, divieto rafforzato dopo le 24 (no al antialcolconsumo in strada di alcolici con qualunque contenitore) e ancor più dopo le due di notte (proibita anche la somministrazione). Il provvedimento era stato preso anche per dare ascolto alla voce di numerosi residenti di Città Giardino che avevano raccolto oltre mille firme con cui sottoscrivevano un ordine del giorno di iniziativa popolare approvato dal Municipio e sarebbe stato deterrente anche contro gli schiamazzi di una movida distorta: il condizionale è d’obbligo perché a un rapido esame dell’ordinanza si è scoperto che esclude alcune strade del quartiere – come viale Gottardo – adiacenti a quelle sottoposte al divieto e nelle quali esistono numerosi locali pubblici, di fatto vanificando lo scopo prefissato e creando una disparità tra esercizi soggetti o meno alla norma pur distando pochi metri tra loro. Il presidente del Consiglio Municipale, Riccardo Corbucci, in una nota firmata assieme ad altri consiglieri ha parlato di “svista talmente grave, da sembrare persino volontaria”. Dal Campidoglio è arrivata la promessa di controlli accurati anche sulle strade rimaste escluse insieme a una precisazione degli uffici preposti che lascia perplessi: “…le rappresento che l’assessore competente, Marta Leonori, a cui era stata segnalata la mancata inclusione di alcune vie segnalate, tra gli altri, anche da molti cittadini della zona, ha riferito che l’esclusione dall’ordinanza di cui trattasi delle vie di cui trattasi è stata determinata dalla mancanza di adeguata documentazione da parte della Polizia Locale  – si legge nella risposta inviata a Corbucci e da questi riportata in rete – che, anzi, ha escluso che nella zona ci fossero riscontri dei fenomeni segnalati”. Rimane il dubbio su come si possa far rispettare una ordinanza in un dato luogo se essa in effetti non lo riguarda.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: “Festa delle Codine” per tanti piccoli amici che aspettano solo voi – di Alessandro Pino

15 Giu

La “Festa delle Codine” è una iniziativa che si tiene due volte l’anno (con una edizione estiva e una invernale) presso il Rifugio delle Code Felici, piccolo canile – ospita una cinquantina di DSC_0905animali salvati dalla strada – gestito dai volontari di una onlus che si trova da circa trent’anni nei pressi della zona oggi conosciuta come Porta di Roma, nel territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale. Lo scorso 14 giugno l’appuntamento si è ripetuto e la struttura ha accolto i visitatori con un ricco e variopinto buffet sia dolce che salato, intrattenimento e animazione specie per i più piccoli (si è esibito un prestigiatore mentre venivano svolte prove di tiro con l’arco e ad aria compressa), una esposizione di oggetti di artigianato e una pesca. Tutto questo ovviamente al fine di reperire fondi e materiali per il funzionamento DSC_0899 del Rifugio  -anche tramite adozioni a distanza – e farlo conoscere specialmente a chi non ha mai avuto il coraggio di andare in un canile, esperienza sempre toccante: seppure accudite con amorevole dedizione, si rimane immancabilmente colpiti vedere tante creature avvicinarsi alle reti DSC_0893quando passano i visitatori, alcune in modo festoso, altre in maniera più aggressiva  che fa immaginare cosa possano avere subìto in passato prima di arrivare al Rifugio. Ma i cani che probabilmente lasciano maggiormente il segno nel visitatore sono quelli più diffidenti, che se ne rimangono in disparte mentre gli altri cercano invece di farsi notare. Per chi vuole saperne di più ed eventualmente visitare il Rifugio delle Code Felici ci sono il sito http://www.codefelici.org e anche una pagina Facebook.

Alessandro Pino

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Tartaruga Ohana: un guscio per i piccoli pazienti dell’Ospedale Bambino Gesù e le loro famiglie – di Alessandro Pino

10 Giu

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Si trova presso la Misericordia di Castel Giubileo nel Terzo Municipio di Roma Capitale

Per venire incontro alle necessità alloggiative di famiglie disagiate provenienti da fuori Roma e che hanno un bambino in trattamento in regime di day hospital presso l’Ospedale Pediatrico BambinoDSC_0509 Gesù è stata recentemente inaugurata una casa famiglia chiamata Tartaruga Ohana.  La struttura – il cui nome richiama l’idea di guscio protettivo unita alla traduzione di “famiglia” in lingua hawaiana –  si trova all’interno della Misericordia di Castel Giubileo, lungo la via Salaria nel territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale e può alloggiare due nuclei familiari contemporaneamente, ognuno con  zona notte (per un totale di sette posti letto) e bagno indipendenti mentre l’ambiente cucina e il soggiorno sono in comune. In questo modo si evita a famiglie già  provate dalla malattia e dalle difficoltà  economiche l’ulteriore spesa per un alloggio in albergo. Viene inoltre fornito un servizio di navetta da e per l’ospedale secondo il calendario delle visite e delle terapie dei piccoli pazienti.

Alessandro Pino

 

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Settebagni torna a festeggiare Sant’Antonio di Padova – di Alessandro Pino

8 Giu
Immagine di una delle scorse edizioni

Immagine di una delle scorse edizioni

Le luminarie tornano a decorare la via Salaria dentro Settebagni – periferia nord del Terzo Municipio di Roma Capitale –  dove ci si appresta a iniziare la settimana di celebrazioni in onore di Sant’Antonio di Padova, cui è intitolata la locale parrocchia. Il programma, curato dal Comitato dei festeggiamenti, prevede l’usuale alternarsi di appuntamenti sacri – come la distribuzione del pane benedetto e la processione di sabato 13 – e profani: la tradizionale pennata offerta dal Comitato, tornei di giochi con le carte, spettacoli musicali, tra cui quello con l’imitatrice televisiva Emanuela Aureli nella serata conclusiva di domenica 14, per finire con i fuochi d’artificio. Nulla di clamoroso, dunque ma – come si tiene a sottolineare ogni anno – qualcosa di adeguato alla dimensione quasi paesana dell’ambito in cui si svolge.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: ingorghi pazzeschi per Rino Gaetano – in compagnia di Alessandro Pino

3 Giu

Manifestazione affollatissima per ricordare il cantante ma traffico e parcheggi selvaggi in tutto il quadrante attorno piazza Sempione

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parcheggiati a piffero

La premessa doverosa è che al posto di questo breve scritto avreste dovuto leggerne un altro: quello sulla manifestazione (riuscitissima) in ricordo di Rino Gaetano, tenutasi a piazza Sempione la sera del 2 giugno. Nel pomeriggio di quel giorno avevo ricevuto infatti un subdolo messaggino dalla titolare di questo blog che dietro la cordiale forma “Ti andrebbe di andarci e scattare un paio di foto, ci sta anche Marco Baldini che presenta” nascondeva un ben più autoritario “Se non ci vai ti sego i rami, Pino”. Mangiata dunque la foglia con tutto il tronco e le radici, avevo programmato di essere in zona per le ventuno e qualcosa, fare i famosi due scatti e sgomberare il campo.

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In lontananza si scorge l’orologio luminoso di piazza Sempione

Effettivamente ero uscito (così credeva il solito candido) per tempo, previo controllo della schedina di memoria dentro la reflex onde evitare repliche di una recente figura da chiurlo da me rimediata. Dall’autoradio arrivavano le prime note di un’opera lirica in quattro atti, “Adriana Lecovreur” di Francesco Cilea: prendere nota di questo dato perché vedrete risultare non secondario. Già a più un chilometro di distanza dalla piazza, arrivando dalla Nomentana, mi era sorto il sospetto che non sarebbe stato facile trovare un buco dove lasciare la vettura: dopo numerosi giri – in compagnia di parecchi altri  sprovveduti – mi sono reso conto che l’intero quadrante da Sacco Pastore fino a via Cimone, da piazzale Adriatico a Conca d’Oro era diventato un monolitico blocco di vetture affastellate nei parcheggi più improbabili, segno inequivocabile del successo della manifestazione. Auto in tripla e quadrupla fila, micidiali ingorghi a croce uncinata (come in “Così parlò Bellavista”) talmente serrati da non permettere nemmeno il passaggio dei motorini. Le tento tutte (tranne quella di parcheggiargli sul palco) ma qualunque rotta si mostra disastrosamente inutile, sia vicino all’Aniene dove con la marea di pedoni scorre più birra che acqua del fiume, sia allontanandosi nell’illusione che un posto si trovi. Come nelle vecchie strisce di Disegni & Caviglia, ogni tanto arrivano dalla piazza le strofe del compianto Rino nazionale, ma subito sono sovrastate dal concerto di clacson che va in scena 20150602_222912inesorabile. Guardo le cifre verdi dell’orologio sul cruscotto e vedo che sono passate due ore: ormai l’obiettivo non è più scattare le foto ma riuscire almeno a svicolare da quella autocalisse (neologismo da me coniato per indicare una apocalisse automobilistica), essendo inchiodato su via Cimone: davanti a me qualcuno la prende più sportivamente, un gruppo di ragazzi fa amicizia con delle coetanee nella vettura affianco, mi trovo a riflettere che se scocca una scintilla è probabile che anche i battesimi si tengano qui. A un certo punto mi sorprendo a esaminare con interesse dei volantini pubblicitari che avevo portato per buttarli nella differenziata, rovistando sul sedile saluto con sollievo la scoperta di quello consegnatomi giorni prima dal divulgatore di storia romana Dino Ruggiero che illustra la Casa del Ferro a Fidene e mi garantisce almeno cinque minuti di lettura. Un altro tapino si arrende e spegne il motore dichiarando urbi et orbi che si accamperà qui trascorrendovi la notte, io tengo duro guardando fiducioso non tanto al futuro quanto all’autobus rimasto in mezzo a piazza Menenio Agrippa: è l’ultimo ostacololo verso la salvezza, se ce la fa lui a liberarsi posso svoltare in direzione di Talenti e andarmene, cosa che avviene dopo un’altra decina di minuti.  E l’opera lirica in quattro atti di cui parlavo prima? Iniziata quando ero uscito, termina esattamente mentre imbocco i vialetti di casa, il che può fare intuire la durata di questa piccola odissea semiseria…l’articolo sul memorial per Rino Gaetano mi sa che lo faccio l’anno prossimo.

Alessandro Pino

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Un frammento di storia recente del Terzo Municipio di Roma Capitale – di Alessandro Pino

3 Giu

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Una stele in marmo ricorda la costruzione del quartiere Angelini negli anni Cinquanta – l’area ripulita da volontari del Nucleo Sicurezza Ambientale

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Prima della pulizia…

Nel cuore del Terzo Municipio di Roma Capitale, all’angolo tra le vie Ivanoe Bonomi e Giovanni Faldella si trova un frammento (letteralmente) di storia dimenticata della zona tra Val Melaina e i Prati Fiscali: una stele in marmo bianco attraversata da vistose crepe e di fianco l’asta arrugginita di sostegno per una bandiera scomparsa da chissà quanto. Transennata con delle reti probabilmente per lo stato di decadenza, fino a pochi giorni fa era

L'intervento di pulizia del Nucleo Sicurezza Ambientale

L’intervento di pulizia del Nucleo Sicurezza Ambientale

nascosta dalle erbacce al punto che nemmeno ci si faceva caso passandovi accanto, magari scambiandola a causa del colore e della forma per un qualunque armadietto elettrico fuori uso. Un gruppo di volontari del Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord – associazione di protezione civile con sede a pochi passi dal sito – ha provveduto a ripulire l’area circostante usando anche un decespugliatore, rendendo più visibile l’iscrizione scolpita nella pietra pur deteriorata: “Quartiere Angelini  – la denominazione di questo quartiere, deliberata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione delle Ferrovie dello Stato il 22 luglio 1959, può testimoniare insieme alla gratitudine dei ferrovieri la tenace volontà del ministro dei trasporti Armando Angelini per realizzare questa sua felice iniziativa”. Nei programmi del Nucleo Sicurezza Ambientale c’è un secondo intervento, questa volta per restaurare il monumento.

Alessandro Pino

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La Polisportiva Tirreno è finalmente tornata a Val Melaina – di Alessandro Pino

31 Mag

Terminato l’esilio di cinque anni legato ai lavori della metro Jonio con l’inaugurazione del rinnovato campo in erba sintetica – una storia che si intreccia con quella del quartiere

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È finalmente tornata a casa nella sede originaria di via del Gran Paradiso la Polisportiva Tirreno – storica  squadra di calcio del quartiere Val Melaina – esattamente nel settantesimo anniversario della fondazione e al termine di un esilio durato cinque anni coinciso con i lavori per la adiacente metro Ionio che avevano reso inagibile il campo “Bruno Barbieri”. DSC_0459Cinque anni di spostamenti e vicende societarie che per un periodo avevano addirittura disperso la denominazione e il marchio originali, recuperati grazie alla  volontà del presidente Giuseppe Parisi e della dirigenza con in testa il ds Valerio Milana. Lo scorso 30 maggio è stato inaugurato ufficialmente il rinnovato impianto – parte del centro giovanile “Giovanni Battista Scalabrini” della parrocchia del Redentore – con la celebrazione della Messa officiata da Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana assistito dal parroco Padre Gaetano Saracino, alla quale hanno partecipato numerosi fedeli e autorità: tra i presenti, l’onorevole Antonello Aurigemma del Consiglio Regionale del Lazio, il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne, il consigliere

Padre Gaetano Saracino

Padre Gaetano Saracino

municipale Filippo Maria Laguzzi, l’ex consigliere municipale Marco Bentivoglio, gli ingegneri Mannella e Ricci della Salini (società realizzatrice del campo oltre che della stazione), l’ingegner Sciotti di Roma Metropolitane e il comandante Fava della stazione Carabinieri Talenti. Proprio Padre  Saracino – volto noto agli spettatori televisivi quale opinionista in trasmissioni di successo – ha parlato di “nuovo corso” e non si può che dargli ragione: durante la cerimonia si è percepita la netta sensazione di  un cerchio che si completa, integrandosi nella storia di Val Melaina e iniziando un altro capitolo di un film che racconta la vita di un quartiere, dai primi fotogrammi  in bianco e nero (letteralmente, visto che Vittorio De Sica vi DSC_0462ambientò “Ladri di Biciclette”) passando per quelli a colori – con la tragedia di via Ventotene nel 2001 e i lunghi disagi per la costruzione della metropolitana – fino al verde brillante del nuovo campo in erba sintetica, elemento ormai irrinunciabile per attirare i genitori degli allievi della scuola calcio, essendosi persa l’attitudine al fango dei campi di periferia in terra battuta. Proprio con la riattivazione dei corsi è prevista la partecipazione ai campionati Giovanissimi, Esordienti e Allievi in aggiunta a quella consolidata degli adulti al girone C della Prima Categoria.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: la Asd Settebagni Calcio Salario curerà il “Parco dei Frutti” – di Alessandro Pino

20 Mag
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L’assessore municipale alle Politiche Ambientali Gianna Le Donne con il presidente del Consiglio del Terzo Municipio, Riccardo Corbucci

 

Il giardino pubblico di Settebagni noto come “Parco dei Frutti” è stato ufficialmente dato in affido alla Asd Settebagni Calcio Salario la cui dirigenza si è impegnata a provvedere alla manutenzione e pulizia periodica oltre che alla chiusura notturna per prevenire il vandalismo.  DSC_0432

Dopo la firma dell’accordo, l’assessore municipale alle Politiche Ambientali  Gianna Le Donne ha visitato il parco assieme al presidente del Consiglio municipale Riccardo Corbucci e a Giampiero DSC_0425 D’Ubaldo, dirigente della società calcistica, durante lavori di sfalcio in quella che era diventata una savana. Domenica Vignaroli, presidente dello storico Comitato di Quartiere Settebagni – in via di confluenza in quello neocostituito, ndr – ha ricordato inoltre all’assessore Le Donne l’opportunità di curare anche il giardinetto di via Sant’Antonio di Padova.

Alessandro Pino

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Al buio il vecchio sottopasso di Settebagni: voi ci passereste a piedi? – di Alessandro Pino

3 Mag
Solo con il flash si vede qualcosa

Solo con il flash si vede qualcosa

Da alcune settimane il vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale – è rimasto completamente privo di illuminazione, dopo che una delle tre lampade posizionate sulla volta della galleria si è staccata nell’urto con un automezzo troppo alto probabilmente assieme ai cavi che portavano la corrente alle altre. DSC_0282

Il transito per i  pedoni nelle ore notturne è diventato un’avventura anche  per il fondo stradale dissestato, nonostante il percorso sia di una ventina di metri: una volta entrati dentro si è immersi nel buio totale e per farsi notare in tempo dai veicoli in arrivo (specie camminando in direzione della collina, trovandoseli quindi alle spalle) è bene segnalare la propria presenza portandosi dietro una torcia a pile o accendendo lo schermo del telefonino. Come sempre, si accettano scommesse su quanto tempo occorrerà per il ripristino.

Alessandro Pino

Stazione Jonio della metro B1: appena aperta e già polemiche – di Alessandro Pino

22 Apr

Dopo l’inaugurazione dimessa e senza tagli di nastri in molti criticano la presenza di barriere architettoniche per l’accesso al giardino sul terrazzo

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Inaugurazione sotto tono – nonostante l’evocativa data del Natale di Roma scelta per l’apertura all’esercizio – per  la stazione Jonio della metropolitana B1, aperta all’esercizio poco prima delle sei del mattino del 21 aprile senza tagli di nastri e cerimonie particolari. 20150421_105340

Solo verso le undici è arrivato l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Guido Improta: niente sindaco Marino con fascia tricolore (fuori città per impegni istituzionali) ma ormai l’assembramento di giornalisti con microfoni e telecamere, politici e personalità locali era già formato – senza contare uno spiegamento di personale di vigilanza che dubitiamo si vedrà nel normale esercizio – tanto che sembrava ci fosse non un assessore ma il Presidente della Repubblica: per il Terzo Municipio – nel cui territorio si trova la nuova stazione  – erano presenti il 20150421_112421 presidente Paolo Marchionne e quello del consiglio Riccardo Corbucci oltre a svariati consiglieri e assessori municipali e un folto gruppo di manifestanti, lavoratori di imprese subappaltatrici angosciati per il loro futuro ma per anche per il loro oggi. Dalla Regione è arrivato l’onorevole Antonello Aurigemma mentre lo stesso Improta si è fermato  a salutare Padre Gaetano Saracino, parroco della adiacente chiesa del Redentore e volto noto ai telespettatori come opinionista in trasmissioni di attualità che ha anche benedetto la struttura. 20150421_110145

Una folla imponente che si è riversata tutta assieme dall’ingresso su via Scarpanto, passando dai tornelli dando luogo a un ininterrotto “trenino” che ricordava in scala gigante quelli poco edificanti dei troppi scrocconi che usualmente si accodano nel transito a chi paga regolarmente il biglietto. Raggiunto il piano binari in parecchi sono saliti su un treno proveniente da Conca d’Oro, orrendamente massacrato di scarabocchi dai teppisti che smerdano i mezzi pubblici di tutta la città: schietti e sinceri, nemmeno si sono presi il disturbo di tenere pronto un treno con le fiancate pulite. Andando via dalla 20150421_105853 stazione, giretto perlustrativo nell’area verde allestita sul tetto della struttura formata assieme all’autosilo per il parcheggio di scambio e che in pratica crea una collina artificiale al posto di quella spazzata via dalla carta geografica proprio per i lavori: tutto è (quasi) pronto, deve essere ancora aperto l’ingresso lato viale Jonio e sedendosi su una panchina in marmo rimane forse un po’ di malinconia pensando al passato, gli anni di proteste per i disagi del cantiere, il quartiere come era assieme ai volti mancati nel corso del tempo. Ma si illude chi pensa che tutto sia finito e che questo sia un nuovo inizio da cui guardare in avanti ripartendo da zero: 20150421_105505

certo, è doveroso che ognuno cominci a difendere con le unghie  e i denti proprio il giardino pensile in modo che rimanga pulito e ordinato come oggi senza che nessun imbecille arrivi a imbrattare le panchine immacolate e sperando che attecchiscano gli esili alberelli, ma già impazzano in rete nuove polemiche proprio per la mancanza di un sistema di risalita meccanico che porti al terrazzo e addirittura riguardo chi per primo abbia segnalato la faccenda agli organi competenti (interessante caso di polemica nella polemica). Per arrivare in cima la scelta è tra una gradinata tipo piazza di Spagna – che se non sei più che allenato arrivi con la lingua penzoloni – o da via del Gran Paradiso, magari accompagnati in automobile per chi combatte con disabilità motorie:  la pendenza della strada la rende proibitiva anche per le carrozzelle elettriche.  In aggiunta a questo, già si ripropone – in analogia con certe pietanze dalla digestione difficoltosa – l’argomento del prolungamento fino alla zona Bufalotta. FaciImente prevedibili  poi – accontentare tutti non è mai possibile  – i malumori quando verrà modificato nei prossimi mesi il trasporto di superficie nella zona, quali che siano i cambiamenti ancora da decidere. Insomma, questa metro B1 ha tutt’altro che terminato di far parlare di sé e ce ne sarà per tutti i gusti: l’avventura (purtroppo) continua.

Alessandro Pino