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Sosta a pagamento nel quartiere Valli: ormai siamo al tutti contro tutti

23 Nov

Sembra non avere termine la vicenda della sosta a pagamento nel quartiere Valli, Quarto Municipio del Comune di Roma Capitale, introdotta pressoché contestualmente all’apertura della metro B1 e subito sospesa dal punto di vista amministrativo – stante la presenza delle strisce blu e dei parcometri, attivati e poi coperti con sacchi di plastica. I provvedimenti e le posizioni assunti al riguardo dagli amministratori, dai politici locali e dai comuni cittadini ormai non si contano al pari dei relativi comunicati stampa, in una sorta di tutti contro tutti – anche tra esponenti degli stessi  schieramenti e frequentatori del medesimo quartiere – che lascia perplesso chi non è avvezzo alle complesse alchimie del potere e si accontenterebbe modestamente di una vita quotidiana meno ammorbata da disagi e complicazioni. La dichiarazione più recente è quella del presidente Cristiano Bonelli che ha pubblicato nei giorni scorsi una nota congiuntamente all’assessore alle Politiche Sociali Francesco Filini: “Il dato che emerge dalla consultazione locale organizzata da cittadini e commercianti del quartiere Conca d’Oro – Le Valli non lascia spazio ad alcun dubbio: nessuno sente il bisogno dell’istituzione di una zona a tariffazione”. Dunque la richiesta scaturita da un informale referendum di quartiere sarebbe quella di cancellare del tutto le strisce blu, nemmeno di ridurle come era stato richiesto da Bonelli ai competenti uffici con una nota del 28 settembre. Peccato che sulla stampa locale  – ripresa poi dal blog dell’esponente del Pd e consigliere di opposizione Riccardo Corbucci – si è letto di una raccolta firme di opposto tenore organizzata dai residenti per attivare ed espandere la sosta a a pagamento, unitamente a una dichiarazione dello stesso Corbucci secondo il quale l’assenza totale di zone a sosta tariffata «condannerebbe i residenti a una totale invivibilità della zona». Paradossalmente è proprio il senso della risposta che l’assessore capitolino alla Mobilità Antonello Aurigemma – quindi formalmente della stessa parte politica di Bonelli e avversa a quella di Corbucci- aveva dato lo scorso 29 ottobre con una propria nota a quella del presidente del Municipio, concludendo però che si sarebbe proceduto “a predisporre un provvedimento di revoca della tariffazione della sosta nell’ambito Monte Sacro da sottoporre alla Giunta Capitolina che ne aveva previsto l’istituzione”. Sembrerebbe quasi un modo per dire “peggio per voi, arrangiatevi e fate come vi pare”, insomma. Politici contro politici, cittadini contro cittadini dunque. Se è normale che i primi bisticcino, lascia a prima vista interdetti questa contrapposizione tra comuni cittadini, tra chi vuole la sosta a pagamento e chi invece no. Riflettendoci però, la cosa non appare poi così inverosimile: comprensibile che i residenti nel quartiere – esentati quindi dal pagamento della sosta – spingano a favore delle strisce blu: più ce ne sono, meno auto  provenienti da fuori vengono a occupare spazi che in tal modo si liberano per essi. Probabile che all’inverso siano i commercianti del quartiere – ma residenti altrove – a ritenersi danneggiati dalla tariffazione dei parcheggi. Ma nel loro caso bisognerebbe comprendere quale sia nella sostanza la causa del malcontento: sarebbe ammissibile se la motivazione addotta fosse  un calo della clientela non residente, scoraggiata dal ticket e per questo dirottata verso i due grandi centri commerciali presenti nel Municipio (dove per adesso il parcheggio è gratuito). Difficilmente invece ci si potrebbe trovare d’accordo su una protesta dovuta al pagamento del parcheggio da parte degli stessi esercenti, perché allora dovrebbe lamentarsi chiunque – non solo in quel quartiere –  si trovasse nella condizione di pagare per lasciare la propria auto in prossimità del posto di lavoro. Al momento le strisce blu dunque ci sono ma i parcometri sono coperti, quindi non si paga. Qualunque sarà l’evoluzione della faccenda – facile immaginare che si lasci correre e la patata bollente venga consegnata ai futuri amministratori della città e del quartiere, mancando meno di un anno alle elezioni comunali – viene spontaneo riflettere che la vita a Roma così come la conosciamo è giunta al punto di rottura: si è costruito troppo, ci sono troppe persone con relative automobili delle quali non si può fare a meno stante una carenza di mezzi pubblici alla quale non ha certo posto rimedio l’apertura di una diramazione della linea B e dunque la coperta, da qualunque parte la si tiri , risulta troppo corta.

Alessandro Pino

(pubblicato su http://www.abitarearoma.it)

 

 

Roma capitale – IV Municipio. Assemblea sulla raccolta differenziata al mercatino di Conca d’Oro e lunedì si parte davvero

17 Nov

Un’assemblea che ha visto una partecipazione notevole nonostante le difficoltà di spostamento dovute all’esondazione di Aniene e Tevere, quella organizzata dal Comitato di quartiere di Serpentara e Legambiente, al mercatino delle Valli, allo scopo di interagire con Ama sulla questione della raccolta differenziata.

Erano presenti, per Ama il presidente Benvenuti ed alcuni funzionari, l’assessore all’ambiente del Comune di Roma Marco Visconti e il presidente del Municipio Cristiano Bonelli, nonché i consiglieri Paolo Marchionne e Riccardo Corbucci, del Pd e Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio.

Tranne il comitato di Vigne Nuove, i cui componenti non hanno partecipato perché condividono il sistema ideato, hanno partecipato tutti i maggiori comitati e le associazioni.

Dopo una breve introduzione a cura di Legambiente, che ha illustrato le varie figure che entrano in campo nell’ambito del riciclo dei rifiut ha preso la parola il presidente Benvenuti ed i suoi funzionari, che hanno illustrato nuovamente il modello che andrà ad applicarsi dal 19 novembre, necessariamente influenzato dalle risorse economiche che possono essere impiegate in questo momento.

Poi è stata la volta dei comitati e dei cittadini, che già contestano le modalità scelte, nemmeno lontanamente simili a quelle del progetto presentato dall’AMA al ministro Clini per ottenere i finanziamenti, in cui tra l’altro si prevedeva un sistema di raccolta con cassonetti per l’organico ad apertura magnetica, con un sistema premiale per l’utenza, del tipo più recuperi meno paghi in bolletta.
L’intervento dell’assessore Visconti ha riguardato principalmente l’impianto AMA di via Salaria. I rappresentanti del comitato spontaneo Villa Spada, presenti in prima fila hanno contestato l’assessore sulla questione spostamento dello stabilimento, il quale ha lasciato l’assise dopo pochi minuti, ed hanno in seguito emanato il seguente comunicato stampa: “Ieri sera nel corso dell’incontro sulla raccolta differenziata in IV Municipio, l’assessore capitolino all’Ambiente ha negato di aver dichiarato di fronte alla delegazione europea che i problemi delle esalazioni siano derivati al 99% da altre aziende limitrofe (vedi depuratore Acea di Roma Nord) e ha affermato che la procura ha scagionato l’Ama. Abbiamo immediatamente contattato l’avvocato Francesca Fragale (l’avvocato che li assiste, ndr)  che ci ha confermato che l’indagine è tuttora in corso.
Siamo sconcertati nel rilevare ancora una volta un atteggiamento così fazioso.”

Il presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, ha ribadito che si sta cercando un sito alternativo per lo stabilimento di trattamento dei rifiuti ed ha difeso fermamente il modello di raccolta differenziata che pertirà lunedì in tutto il municipio.

Racconta Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere di serpentara che «Il presidente Bonelli ha invitato Ama a rendere pubblico il sistema di smaltimento ,la quantità di riciclo dei prodotti e la localizzazione degli stessi e Benvenuti si è detto disponibile a mettere in rete tutti i dati.
I cittadini hanno ribadito la necessità di realizzare una raccolta porta a porta, non su piccole aree ma su tutto il territorio e chiunque abbia preso la parola, ha ribadito che il sistema scelto non porterà grossi benefici alla collettività perché anche se si effettua una separazione ottimale dei rifiuti nel proprio domicilio, tutto va gettato nei cassonetti stradali in pieno anonimato.

Sembrerebbe che il sistema sia stato studiato effettuando un censimento civico per civico e analizzando le varie tipologie che hanno poi portato alla stesura del nuovo piano. Però nessuno ha mai avuto sentore degli incaricati del rilevamento e alla segnalazione di alcune criticità locali, i funzionari Ama hanno risposto impegnandosi per una verifica sul posto.
Dice Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere di Serpentara che “alla fine dell’assemblea, che ha sempre mantenuto toni accesi ma costruttivi, l AMA n pressata dai presenti e nella persona del presidente Benvenuti si è resa disponibile nell’immediato a partecipare ad una riunione con i comitati e cittadini per rimodulate il sistema di raccolta rifiuti nella varie zone del municipio prendendo in considerazione l’ipotesi di estendere il porta a porta in altri quartieri di concerto con i comitati e i cittadini. Una piccola ma sostanziale vittoria. Abbiamo dimostrato a Benvenuti e a Fiscon cheil progetto presentato e che ha avuto i finanziamenti non è quello realizzato. Per l’umido anche dove non era previsto il porta a porta era stato programmato il cassonetto con il badge, con un sistema premiale. Non è previsto ora e forse nemmeno dopo, perché i contenitori acquistati e distribuiti non ce l’hanno e rimangono così, aperti a tutti.

Ama ha una fretta tremenda di partire con la differenziata per motivi politici perché il ministro Clini gli ha imposto che entro il 2014 devono arrivare ad una percentuale del 50%, contro i 12 attuali. Diranno che hanno organizzato tutto per bene ma sono i cittadini che non la vogliono fare. Intanto, anche le campane per il vetro sembrano posizionate con poco criterio, specialmente in alcuni punti periferici.

Riccardo Corbucci, vicepresidente pd del consiglio municipale, sul suo blog così ha scritto: «

Nel mio intervento all’assemblea di oggi, alla quale l’Assessore all’ambiente Marco visconti ha partecipato per circa una ventina di minuti per poi andarsene, ho messo in evidenza come non sia più accettabile continuare a discutere con l’azienda dei rifiuti, anzichè con l’amministrazione capitolina e municipale, che è quella che dà gli input politici da seguire.» Continua sulla “rivoluzione” annunciata affermando di aver «fatto notare come sembri davvero singolare la scelta di aver sperimentato il porta a porta proprio in quei quartieri che hanno le maggiori difficoltà nel trovare spazi adeguati per i cassonetti condominiali. Mentre si è deciso di moltiplicare i cassonetti stradali proprio in quei quartieri come Tufello, Valli, Nuovo Salario, serpentara, Vigne Nuove e Montesacro, nei quali grazie ai cortili condominiali e agli androni delle palazzine, il porta a porta si sarebbe potuto certamente fare. Viene il dubbio che così facendo si sarebbero prodotti molti meno kit ed un numero assai inferiore di quei mega contenitori di colore verde, che sono stati portati a casa dei residenti. Peraltro la raccolta differenziata stradale non consentirà, è proprio il caso di dirlo, di differenziare i cittadini modello da quelli indisciplinati». Sulla repressione degli indisciplinati: «non mi ha convinto la risposta del presidente Benvenuti, quando ha minacciato forti repressioni a suon di multe. La sperimentazione del duale nei quartiere Valli-Sacco Pastore sta proprio li a testimoniare il fallimento dell’azione repressiva, che l’Ama non è riuscita a mettere in campo contro gli incivili nemmeno in due soli quartieri del municipio».

Luciana Miocchi

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: una fontanella, tanti utenti e qualche incivile

29 Ott

La sporcizia sta rovinando un elemento piacevolmente caratterizzante del quartiere di Settebagni: le  fontanelle di acqua pubblica, presenti in numero tale da avere indotto alcuni a ritenere che lo stesso toponimo tragga origine da esse; in particolare la più a rischio di degrado è quella posta di fianco all’edicola sacra che si trova alla confluenza tra la salita della Marcigliana con la via dello Scalo di Settebagni. Di tutti i “nasoni” della zona è sicuramente il più popolare e frequentato tutto l’anno sia da un’utenza di passaggio (come gli operai che prima di raggiungere i rispettivi cantieri vi riempiono grandi thermos da cui dissetarsi durante la giornata lavorativa) sia da chi vi si reca appositamente avendo deciso in tempi di crisi di  fare a meno dell’acqua minerale ma non si fida delle condutture domestiche. Dispiace constatare però che tra gli utilizzatori del punto d’acqua siano troppi quelli che lasciano sul posto evidenti tracce del proprio passaggio: giornalmente si accumulano bottiglie vuote, cartacce, lattine e buste di plastica trasformando un luogo ameno in una succursale di Malagrotta. Chi sulla stampa periodica locale, volendo individuare dei responsabili aveva puntato l’indice esclusivamente sui nomadi sempre più numerosi nel quartiere dovrà ricredersi amaramente: di sicuro gli zingari non sono un esempio di civiltà e ci mettono del loro a sporcare l’ambiente, ma proprio l’estensore del presente articolo ha assistito alla scena di un ciclista amatoriale che una volta diluita in bottiglietta un integratore salino in polvere ne ha gettato la bustina nei cespugli retrostanti la colonnina in ghisa. Il tutto con una noncuranza ancora più incredibile per chi probabilmente in quel punto capita spesso e a maggior motivo dovrebbe averne a cuore la pulizia. Né si può incolpare l’Ama di trascurare il luogo perché passando a distanza di giorni e documentandone fotograficamente lo stato ci si accorge che ogni volta i rifiuti sono diversi, segno che vengono rimossi ma immediatamente sostituiti da altri scarti: assurdo e avvilente. Istituire un presidio fisso di qualche tipo è ovviamente impensabile oltre che ridicolo. E allora che fare? Portarsi dietro una mazza da baseball come deterrente visivo per convincere eventuali imbrattatori a tenere un comportamento più urbano?

Alessandro Pino

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: fontanella di acqua pubblica ma su area privata. Finalmente ripristinata

16 Ott

foto A. Pino

Ormai era da più di un anno che la fontanella pubblica presente nella piazzetta formata dagli edifici che ospitano il bar Glicine e la pizzeria Aldino, la profumeria, l’alimentari Massimiani, il forno e la delegazione Aci era stata portata via dai tecnici dell’Acea perché difficilmente riparabile senza un intervento radicale, lasciando al suo posto una buca transennata alla male e peggio.

Nonostante l’interessamento a livello municipale dell’Assessore Rizzo e del consigliere Marco Bentivoglio, Pdl, che produceva un corposo fascicolo di documentazione e corrispondenza con i vari uffici coinvolti, sembrava non si riuscisse ad arrivare a capo della vicenda.

Infatti l’intera area è privata, in comune tra i vari frontisti proprietari e Acea Ato2 era intenzionata ad eliminare per sempre lo storico nasone, messa lì non si sa perché né quando, ché un servizio pubblico come una fontanella che da acqua a tutti per regolamento deve stare su un’area pubblica, non recintabile in alcuna maniera.

In poco tempo l’area e il buco rimasto ad imperitura testimonianza della passata presenza sono andati trasformandosi in una discarica di foglie secche, bottiglie, cartacce e tutto il possibile campionario dei rifiuti da strada, tanto da diventare un pericolo per la salute e l’incolumità pubblica. Infatti né Ama, che si tirava fuori dall’obbligo di pulizia adducendo la natura privata dei luoghi, né i proprietari, che si ritenevano danneggiati dall’asportazione senza i lavori di ripristino stradale, provvedevano a mantere il decoro del sito.

Il problema è che l’intera piazzetta è si privata ma da sempre aperta al transito e al parcheggio della clientela delle attività commerciali, quindi è classificabile come area privata su cui insistono servizi – anche la fontanella lo era, a ben guardare – ma non è mai stata acquisita al patrimonio del Comune di Roma come area pubblica.

foto A. Pino

Degradandosi così in maniera particolare l’ambiente però, la presidenza del Municipio – nella persona del presidente Cristiano Bonelli, titolare nella sua veste istituzionale di poteri particolari sul decoro urbano – è potuta intervenire, sollecitato da varie segnalazioni, per richiedere un intervento straordinario di pulizia ad Ama. Forti di questo intervento anche Acea Ato2 ha dovuto recedere dai suoi precedenti intendimenti e ripristinare il servizio nello stato originario dei luoghi pre-discarica, intervenendo anche sulla tubatura che aveva generato la perdita d’acqua, causa della chiusura e dell’asportazione della fontana, portando a termine una bonifica completa.

Ciò non toglie però il problema a monte che ha generato l’intera vicissitudine: l’origine privata dell’area. Per questa volta i lavori sono stati fatti ma negli uffici municipali non è ancora ben chiaro se rimarranno a carico dell’amministrazione pubblica o verrà presentato il conto alla proprietà. Certo è che le prossime manutenzioni dei luoghi saranno a carico dei frontisti, pena multe e sanzioni. Anche se l’area è aperta al pubblico transito per gli avventori. Il principio è lo stesso delle strade private aperte alla circolazione. Il comune può provvedere alla manutenzione di buche e manto stradale per evitare danni a terzi ma poi presenta il conto ai frontisti. Il patto di stabilità non lascia scampo.

Non si conoscono ancora i tempi precisi in cui la fontanella tornerà a zampillare ma non ci dovrebbe volere ormai più molto.

Luciana Miocchi

Cleopatra passa da Settebagni: porta via un semaforo, prontamente rimesso in piedi

16 Ott

Cleopatra, con qualche ritardo, si è fatta sentire a Settebagni. Ieri sera una piccola tromba d’aria, intorno alle 20 ha abbattuto il semaforo all’entrata sud del quartiere, quello tra il Triscount e il Salaria Sport Village. La squadra di pronto intervento ha provveduto in tempi strettissimi a rimetterlo in sede e a tagliare alcuni alberi che erano rimasti coinvolti. Sul posto anche il presidente del Municipio Cristiano Bonelli che ha seguito da vicino l’intera allerta meteo.

Questa mattina, dietro interessamento del consigliere Marco Bentivoglio che ha fatto la segnalazione direttamente all’assessorato ed al dipartimento, i tecnici dell’Atac, responsabile per la manutenzione dei semafori, erano all’opera per effettuare la ri-sincronizzazione dell’intero apparato.

Risulta essere rimasta danneggiata anche la recinzione di un giardino privato in via S. Antonio di Padova.

Luciana Miocchi

Settebagni: lettera di riapertura Asl ambulatorio Marcigliana

13 Ott

al punto a cui siamo arrivati bisogna credere solo a quello che si vede

Settebagni – IV Municipio di Roma: un tubo rotto e due anni senza laboratori. Così si uccide una scuola

12 Ott

foto A. Pino

Accade a Settebagni, alla scuola media Giuseppe Ungaretti, oggetto negli anni passati di un lavoro di restyling che già mostra i primi segni di un maquillage non troppo accurato. Per il secondo anno consecutivo non partiranno le attività integrative, quelle che fanno preferire un istituto ad un altro, che dovrebbero arricchire il curriculum dello studente attraverso insegnamenti e laboratori mirati e volontari. Nonostante all’atto della prescrizione i genitori abbiano potuto scegliere se far frequentare o no le lezioni di informatica, di laboratorio giornalistico o come imparare un metodo di studio, quest’anno. causa tagli sugli sprechi – ! – non partirà nulla di tutto ciò. Non solo. A causa della rottura e alla mancata riparazione di un tubo che porta la necessaria acqua ai due laboratori utilizzati per la didattica nel corso di scienze e in quello di cucina – quest’ultimo a sorpresa frequentatissimo finchè si è tenuto – le attività sono state sospese sine die. I tecnici non hanno potuto trovare altro rimedio che chiudere la conduttura, che portava acqua anche ai bagni utilizzati dagli studenti al piano, in attesa di un intervento risolutivo. L’ufficio tecnico all’epoca disse che si trattava di una operazione complessa e costosissima. Un genitore competente del ramo, invece, fece una stima di tutt’altro tenore, nell’ordine di poche migliaia di euro. Forse per la mancanza di un dirigente titolare, per il periodo di reggenza di un funzionario che raramente si è avventurato fin qui avendo un liceo da governare o per il recente diverso accorpamento scolastico – che alle vicine scuole primarie si è già manifestato con l’abolizione dell’attività integrativa di inglese madrelingua – anche quest’anno sembra che non vi sia possibilità alcuna che gli iscritti dell’Ungaretti possano utilizzare le due strutture né si sono ricevute rassicurazioni in merito allo svolgimento dei lavori. Così si condanna una scuola all’implosione. I migliori docenti chiederanno il trasferimento ad un’istituto che gli offra la possibilità di esprimere al meglio la propria professionalità e gli studenti più ambiziosi finiranno per migrare verso strutture meno penalizzate, magari con più prestigio e offerta formativa. D’altra parte Settebagni non è più una terra di “figli maledetti”, di quelli che trent’anni fa venivano guardati con sospetto negli istituti superiori e nei licei per il solo fatto di provenire dalla periferia. Molti di loro si sono affermati, raggiungendo gradi di istruzione molto elevati e per i loro figli, nonostante il forte legame con il quartiere di origine, vogliono possibilità pari a quelle dei coetanei che abitano in zone più centrali. Se la scuola non fosse in grado di offrire ciò, anche e soprattutto solo per un tubo rotto non riparato, molti sarebbero disposti a trasferirli in contesti più favorevoli. Sarebbe una sconfitta per la scuola, per il quartiere, per l’equità sociale.

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio :CpI occupa la polisportiva ex delle Vittorie a Vigne Nuove

12 Ott

polisportiva occupata – foto di repertorio A. Pino (novembre 2011)

A quasi un anno di distanza dall’occupazione simbolica del campo di proprietà comunale ormai tristemente noto come “ex delle vittorie” – dal nome dell’associazione sportiva che se ne era aggiudicata l’appalto per  la gestione ma che a seguito di problemi finanziari di varia natura ha finito per sottrarla alla disponbiilità della collettività – stamattina esponenti di Casapound hanno preso possesso della struttura, assegnata ormai da tempo e senza bando pubblico al centro ricreativo dell’Ama, assegnazione duramente contestata ed oggetto di un ricorso pendente al Tar promosso dai cittadini e dal comitato spontaneo “Ex delle Vittorie bene comune”. Un primo tentativo di bando andò deserto per le condizioni giudicate proibitive, cioè l’accollo del mutuo presso il credito sportivo – non pagato dalla gestione precedente – e il ripianamento dei debiti lasciati dalla polisportiva delle Vittorie.

Il complesso allo stato versa nel più completo abbandono, il suo interno è stato varie volte vandalizzato e forse nemmeno Ama, date le sue disastrose condizioni generali, potrà risollevarne le sorti.

Al momento Casapound non ha emesso nessun comunicato ufficiale, come di solito fa pubblicandone sul proprio sito web, dove si può trovare però un articolo redatto ieri, giovedì 11 ottobre, in cui il Sindaco Alemanno viene accusato di rincorrere ancora sogni inarrivabili di Olimpiadi in città mentre trascurerebbe l’accessibilità popolare allo sport, portando ad esempio l’“Eclatante …… caso del rugby al Tre Fontane dove tra un bando tarocco e assegnazioni parentali semiabusive si sta facendo morire una delle discipline più nobili e in grande crescita, in nome di interessi speculativi. Per non parlare delle sorti dello stadio Flaminio”. Sembrerebbe il prologo perfetto che introduce all’occupazione di questa mattina.

Nelle prossime ore dovrebbe essere diramata da parte della dirigenza di CpI una nota al riguardo.

Luciana Miocchi

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

L’ambulatorio Asl di Settebagni non riapre e molte persone rimangono deluse fuori dai cancelli. Falso allarme. La struttura entrerà in funzione la prossima settimana

11 Ott

Tantissimi utenti stamattina si sono recati presso l’ambulatorio Asl di Salita della Marcigliana, a Settebagni, convinti di trovarlo aperto e operativo per i prelievi delle analisi di laboratorio e per leprenotazioni attraverso il cup. Invece, contrariamente da quanto annunciato a mezzo volantini dall’associazione il Mio Quartiere nei giorni scorsi, le porte della struttura sono rimaste sbarrate. Si è trattato di un falso allarme.

Immediatamente contattati presidente del comitato di quartiere di Settebagni Domenica Vignaroli e il vice presidente del consiglio municipale, Riccardo Corbucci, Pd , che da sempre seguono le annose vicende del centro Asl –  unica fonte erogatrice di servizi a livello municipale e comunale presente nel quartiere e perciò difesa con strenuo impegno contro ogni logica di tagli portati solo con criteri tecnici ma non di opportunità sociale – , hanno confermato che nonostante i contatti pressoché quotidiani con il Dottor Cristofanelli, dirigente Asl da cui dipendono le sorti dell’ambulatorio, non avevano notizia dell’apertura odierna, che quindi doveva ritenersi infondata. E’ invece vero che è previsto si torni ad erogare – seppur in maniera minima e del tutto insufficiente ma allo stato è ciò che si è potuto ottenere, un solo giorno a settimana – il servizio di prelievo e ritiro analisi, nonché prenotazioni cup per giovedì prossimo, 18 ottobre. Questa volta è confermato, la lettera firmata dalla dirigenza sarà disponibile tra pochi minuti.

Il consigliere Corbucci si spinge a fare una considerazione: “ringrazio il comitato di quartiere e tutti quelli che si adoperano ogni giorno per migliorare Settebagni, ma credo che bisogna essere cauti con le informazioni da dare ai cittadini. Le fonti istituzionali sono le uniche accreditate a dare date e orari dei servizi”.

Luciana Miocchi

Dopo più di dieci anni Settebagni saluta con affetto padre Mario. L’ex parroco di S. Antonio da Padova va a Capestrano

29 Set

Dopo quasi dieci anni trascorsi alla guida della parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Settebagni, il padre francescano Mario Stepak è stato chiamato ad altro incarico che lo porterà lontano, in terra d’abruzzo, a Capestrano (AQ). La comunità dei credenti settebagnini – ma non solo – lo ha voluto salutare lo scorso 22 settembre con una messa ed una serata in suo onore.

La funzione  pomeridiana ha visto infatti gli interventi – alcuni anche molto commossi – dal pulpito di esponenti della società civile che hanno ringraziato il religioso per l’opera prestata in questi anni, volta a riportare in chiesa e alle attività parrocchiali tanti più fedeli possibili. Tra gli altri si sono avvicendati al microfono la presidente del comitato di quartiere di Settebagni, Domenica Vignaroli – a tutti nota come Mimmina – e i consiglieri municipali Marco Bentivoglio e Riccardo Corbucci, entrambi da sempre molto attivi nella zona. Assieme a loro, alcuni bambini che frequentano il catechismo. Padre Mario ha ricevuto in omaggio alcune targhe dedicategli dai fedeli e vi è stato un intervento del nuovo parroco, padre Giustino, già viceparroco.

Terminata la cerimonia religiosa tutti si sono ritrovati sul sagrato della chiesa, piatti di carta alla mano, per un seguito senz’altro più profano ma graditissimo: l’ormai classica degustazione delle penne all’arrabbiata preparate dalle stesse cuoche che in estate si adoperano per i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio. A seguire, l’esibizione della banda Giuseppe Verdi, sulle cui note un po’ malinconiche è stato dato il commiato all’amato padre Mario, che nel corso degli anni ha saputo farsi apprezzare per i suoi modi garbati e la capacità di risolvere con diplomazia le piccole o grandi questioni della comunità.

Alessandro Pino

Lo studio dell’Istituto Negri sui miasmi avvertiti dalla popolazione di Villa Spada

27 Set

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

A poche ore dall’assemblea di protesta organizzata dai residenti di villa spada contro l’impianto ama di via salaria 981 è stato finalmente possibile reperire una copia dello studio commissionato dall’Ama all’Istituto Mario Negri di Milano sulle emissioni odorigine che vengono percepite dagli abitanti nei dintorni dello stabilimento che tratta rifiuti indifferenziati e che è stato illustrato la settimana scorsa dai vertici dell’azienda alla commissione sanità del Comune di Roma nonché ai residenti e ai politici locali.

Leggi il pdf della relazione

Ci sono alcuni passi molto interessanti, comprensibili anche da chi è profano della materia.

Tra le varie rilevazioni i tecnici hanno inserito un’analisi specifica per ricercare l’idrogeno solforato, acido associato alla emissione di odori (pag. 3, si dice presente specialmente negli impianti di trattamento delle acque reflue)

Per i particolari tecnici si rinvia alla lettura della relazione presente qui

Con la seconda campagna di rilevamenti si è ricercata anche la presenza dei mercaptani, composti ridotti dello zolfo, mediante rilevatore automatico senza la presenza di operatori che potessero rilevare empiricamente – con il naso per intenderci – la percezione delle puzze (pag 1).

Con quatto sensori istallati presso il depuratore ed uno vicino al biofiltro si è registrato un valore elevato, fino 250 ppm, il 23 giugno nei pressi del silos di stoccaggio dei fanghi dell’impianto Acea. In seguito, con l’istallazione di un sensore sul terrazzo di una palazzina di villa spada, a luglio, su 18 giorni monitorati 12 hanno visto la rilevazione dei mercaptani e dell’acido solfidrico fino a 150 ppb. Ed è a pagina 12 che incontriamo i limiti stabiliti come nocivi, sia per l’esposizione professionale che per quella quotidiana. A conviverci per tutta la vita, tali concentrazioni non dovrebbero superare lo 0,72 ppb.

Le conclusioni statistiche dello studio dicono che in generale l’aria di Villa Spada è da considerarsi pulita, con un inquinamento atmosferico praticamente assente. Che gli odori provenienti da Ama sono dovuti ai tarpeni (sostanze che sono presenti nei vegetali e negli scarti freschi) mentre quelli che caratterizzano acea sono mercaptani (composti dello zolfo) e che i campioni prelevati a villa spada contengono in massima parte questi ultimi, segno che le correnti di aria trasportano gli odori dal depuratore fino a villa Spada.

Però quello che lo studio non mette in evidenza è l’avvertenza che l’acido solfidrico si forma ovunque ci sia un processo di fermentazione – anche il corpo umano ne produce in piccole quantità a seguito di tale attività – quindi si può generare sia nell’impianto Acea che in quello Ama. Va dato atto alla relazione però, che tra le avvertenze vi è riportato il fatto che non sono state svolte analisi specifiche per analizzare con precisione l’origine di alcuni composti comuni ai due impianti.

Da notare che a pagina 12 si avverte che lo studio è stato incentrato sulla percezione degli odori e non della tossicità e che quindi tali risultanze non possono essere utilizzate per avere stime e valutazioni tossicologiche e anche che benché il sensore utilizzato sia riconosciuto da diversi enti governativi non è da considerarsi un metodo ufficiale di analisi. Un giro di parole un po’ elaborato per dire che l’intero studio non prova nulla e non può essere citato come fonte attendibile?

Un esperto del settore, a cui sono state rivolte delle domande specifiche ha così risposto:

La puzza si può spostare tanto da ingannare i punti di prelievo?

Gli odori  si spostano in base al vento che tira ma che ciò non dovrebbe ingannare un operatore esperto.

Perchè a parità di concentrazione di sostanze chimiche nell’aria, alcuni giorni si sente puzza e altri no?

La puzza o dipende da sostanze chimiche non prese in considerazione (cosa a mio avviso impossibile) o la puzza non si sente perché il vento la porta altrove. Ma se le responsabili degli odori sgradevoli sono quelle determinate sostanze, come generano puzza oggi la generano anche domani, ovviamente a seconda delle concentrazioni l’odore sarà più o meno percepito.

Esiste un sistema che eviti il formarsi dell’acido solfidrico?

Si potrebbe tentare ma si tratta di lottare contro la termodinamica quindi direi che è pressoché inutile farlo.

Se il sistema esiste ma non è conveniente applicarlo, si può almeno evitare che l’acido si liberi all’esterno?

Si e non è nemmeno costosissimo realizzare un sistema efficace, piuttosto la problematica si individua nel mantenerlo ma nulla di impossibile. Solo che ovviamente va dimensionato per i carichi che si immettono, come per il resto dell’impianto. Se ci si carica 100 ma è progettato per 10 non funziona.

Il tecnico interpellato fa notare che se le concentrazioni non sono sballate ma la puzza persiste ed è facilmente individuabile, forse sarebbe il caso di effettuare veramente dei controlli a sorpresa e che per fugare ogni dubbio dei residenti – che hanno contestato da subito le risultanze dello studio che a loro detta indicava solo lievi presenze odoro gene quando loro asserivano di non poter aprire le finestre per i miasmi (ndr) – altra strada non v’è se non quella di affidare uno studio ad un consulente tecnico di parte.

Luciana Miocchi

Roma- IV Municipio: una manovra errata durante la manutenzione rompe un tubo del gas in via Fucini. Deviato il traffico veicolare

26 Set

vigili del fuoco all’opera – foto di A. Pino

Il  traffico già caotico del quartiere Talenti è andato completamente in tilt nel pomeriggio del 26 settembre a causa di una fuga di gas alla sommità della via Renato Fucini, nel punto in cui si incrocia con via Luigi Capuana e via Umberto Fracchia. La fuoriuscita è stata provocata da una manovra errata di una piccola pala meccanica durante alcuni lavori di manutenzione alla rete di distribuzione. Sul posto sono intervenuti in forze i Vigili del Fuoco del distaccamento Nomentano mentre i Carabinieri della Compagnia Monte Sacro e  la Polizia Municipale del Quarto Gruppo deviavano il traffico veicolare sulle strade limitrofe. Certo che sarebbe stato difficile trovare un punto più infelice per  il verificarsi di una circostanza del genere: è stato necessario impedire l’accesso fin dal largo Primoli e al crocevia tra le vie Riccardo Bacchelli e Dario Niccodemi, pur distanti alcune centinaia di metri dal luogo dei lavori, dove intanto l’aria era impregnata dalla sostanza odorizzante che si aggiunge di norma al metano per rendere agevole il riconoscimento di eventuali dispersioni come in questo caso. Il risultato è facile immaginarlo: strade ingorgate, smog alle stelle e conducenti imbufaliti per un pomeriggio da cestinare.
Alessandro Pino

Roma IV Municipio: In congedo ma non troppo – il luogotenente in congedo Salvatore Veltri nominato consulente per la sicurezza dal presidente Bonelli

25 Set

In congedo ma non troppo: il luogotenente Salvatore Veltri nominato consulente per la sicurezza del presidente del Municipio

Dopo oltre quarant’anni di servizio nell’Arma dei Carabinieri, ventisei dei quali al comando della Stazione Talenti, il luogotenente Salvatore Veltri è recentemente andato in congedo. Un’esperienza nella prevenzione del crimine  e una conoscenza del territorio, le sue, difficilmente eguagliabili alle quali sarebbe stato uno spreco rinunciare. Proprio ciò che probabilmente avrà pensato anche il presidente del Quarto Municipio Cristiano Bonelli, che ha deciso di affidare ufficialmente al dottor Veltri l’incarico di collaborare direttamente con la presidenza in qualità di consulente al fine di proporre iniziative volte ad aumentare la sicurezza reale e percepita dei cittadini. É noto infatti che proprio quella che erroneamente viene definita “microcriminalità” (ad esempio scippi, borseggi ma anche truffe, specialmente a persone anziane) mina il senso di appartenenza a una comunità facendo sentire i cittadini soli e abbandonati, mentre al contrario la riduzione di tali fenomeni contribuisce al miglioramento della qualità della vita. ordinanza incarico VeltriChiamato dunque ancora una volta al dovere, l’interessato che evidentemente non ci pensa proprio a godersi il meritato riposo ha così commentato il nuovo incarico, affidatogli – è bene precisare – a titolo totalmente gratuito: «Ringrazio il presidente Bonelli della fiducia accordatami per continuare a fornire la dovuta collaborazione al Municipio e ai cittadini».

Alessandro Pino

 

 

Roma-IV Municipio: sulla svolta a sinistra a Castel Giubileo il Pdl si astiene in blocco. Solo il Pd vota contro

22 Set

pubblicato su http://www.di-roma.com

Castel Giubileo svolta a sinistra: solo il Pd vota contro. Pdl astenuto in blocco sull’atto presentato dalla consigliera di maggioranza Jessica De Napoli

Nella seduta del consiglio di giovedì è arrivata finalmente a discussione la mozione presentata dalla consigliera Pdl Jessica De Napoli, che chiedeva l’annullamento del progetto della svolta a sinistra da via Salaria direzione entro quartiere e la revoca dei lavori che ad oggi, dopo molti mesi dalle prime proteste, risultano ancora sospesi, data la strenua opposizione della maggioranza dei residenti. Questo atto era stato presentato un anno fa, appena iniziata la cantierizzazione, ma non era stato mai calendarizzato. La settimana scorsa la mozione a favore della svolta, presentata dal consigliere Alfredo D’Antimi venne ritirata poco prima della discussione in aula e subito dopo il gruppo del Pd depositò un atto con il quale si dichiarava contrario alla viabilità contestata, atto a cui il Pd ha rinunciato poco prima dell’inizio della discussione per sottoscrivere quello a firma della De Napoli, inspirato anche da Bonelli che aveva dato la sua disponibilità ai residenti durante le manifestazioni in strada, per conciliare sicurezza e esigenze della circolazione.

 

Il presidente Bonelli e la consigliera De Napoli però non sono stati presenti in consiglio durante i lavori. I tre consiglieri del Pd. Dionisi, Corbucci e Marchionne presenti – Rampini assente perché in viaggio di nozze – hanno espresso voto favorevole all’atto che era stato sottoscritto mentre i consiglieri del Pdl che erano presenti, Bentivoglio, Clavenzani, Ripanucci e Vaccaro si sono astenuti. Astenuti anche Iurescia, Cardente, Limardi e d’antimi nonché il presidente del consiglio Borgheresi. Non votando, nonostante la maggioranza dei voti fosse stata favorevole all’annullamento, l’atto non è passato perché a norma di regolamento se le astensioni (nove) sono superiori ai voti favorevoli (tre) l’atto non viene bocciato ma tecnicamente risulta non approvato.

 

Perché un’astensione di massa anziché un voto unanimemente contrario? La risposta è semplice ed ed è un piccolo capolavoro di tattica politica. Votando apertamente contro avrebbero sfiduciato apertamente il presidente del Municipio. L’atto infatti risulta essere presentato da un consigliere del Pdl e non dal Pd, perché i rappresentanti municipali l’hanno soltanto sottoscritto. In pratica, la gran parte dei consiglieri di maggioranza, sono favorevoli alla famigerata svolta o quanto meno indifferenti, poiché i lavori di realizzazione sono stati decisi dal dipartimento dei lavori pubblici della giunta Alemanno e politicamente non è un gesto opportuno andare contro le decisioni di un governo comunale del proprio colore in una questione circoscritta ad un piccolo quartiere di periferia dove non si hanno elettori, al contrario di Bonelli e De Napoli che a Castel Giubileo devono una bella fetta di preferenze.

La questione rimane dunque aperta e probabilmente non vedrà soluzione a breve.

 

Riccardo Corbucci, politicamente molto attivo nel quartiere ha così commentato subito dopo la chiusura della seduta: «il pd è l’unico partito ad essere contrario alla svolta e dopo la votazione di oggi e la fuga di Bonelli, abbiamo l’impressione che la maggioranza del Pdl non darà ascolto al volere dei cittadini»

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio: salta il trasporto scolastico delle 14: a scuola ci vai ma a casa non torni

14 Set

Oggi è saltata la corsa del trasporto scolastico che alle 14 riporta a casa gli studenti delle scuole medie di Settebagni che abitano più lontano. Il personale di assistenza era regolarmente presente (dipendente di Multiservizi)  ma non c’era il mezzo della ditta che ha vinto l’appalto per questo anno scolastico e nessuno ne sapeva il perchè. Alle 16 una telefonata del responsabile dell’assistenza ai ragazzi trasportati ha avvertito le famiglie  che da lunedì gli studenti della Giuseppe Ungaretti che usufruiscono del servizio non verranno riportati a casa alle 14, al termine delle lezioni, perchè la corsa è stata soppressa. Spiegazioni sul perchè non se ne sono avute.

Come dire, a scuola ti ci portiamo ma a casa non torni. A questo punto diventa importante capire cosa è successo. Chi ha vinto l’appalto a quale ribasso.  Quali erano i servizi richiesti e quelli offerti. Perchè prima una corsa c’è e poi scompare. Soprattutto, tre mesi di chiusura estiva sono pochi per organizzare e gestire un servizio pubblico?

A lunedì

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio: primo giorno di scuola senza trasporto scolastico..questione di misure

13 Set

Cambia l’appalto per il trasporto scolastico, è una cosa normale. I nuovi vincitori inviano un pulman  per effettuare il servizio che però non passa sotto al ponte di S. Antonio (lo stesso di sempre, sta lì da prima della guerra, non è dimagrito, non è ingrassato, è anche famoso perchè sono anni che deve esserne fatto uno nuovo proprio per consentire il passaggio di mezzi più grandi e di soccorso, due cause, una ditta fallita, oneri pagati che non bastano più e in Municipio ha tormentato i sonni di svariate giunte) perciò chi utilizza il servizio rimane in attesa alle fermate fin quando non capisce da se che per oggi si va a piedi.. I piccoli tirano di traverso, sono stanchi, il servizio infatti è garantito a chi abita più lontano. C’è chi si è fatto quasi un km in salita con i bimbi delle elementari e dell’asilo per mano su una strada stretta, senza marciapiedi e particolarmente intasata dai genitori che non vogliono perdersi – giustamente – l’apertura dell’anno scolastico dei figli ma non rinunciano all’auto anche sapendo che difficilmente troveranno un parcheggio. L’anno scorso furono i camion dell’Ama a complicare la riapertura della scuola di via dello Scalo di Settebagni, che passarono a ritirare la spazzatura proprio all’orario di entrata, provocando un serpentone incredibile di macchine, data la particolare conformazione delle strade ma se si può credere che qualcuno non si sia ricordato della data topica risulta incredibile pensare che all’ufficio trasporti nessuno abbia invitato almeno a fare un sopralluogo sui luoghi da servire.

Luciana Miocchi

Un cassonetto vi sorveglierà: la nuova raccolta differenziata parte dal Quarto Municipio – di Alessandro Pino

27 Ago

(pubblicato su http://www.di-roma.com)
Il Comune di Roma Capitale e l’Ama hanno intenzione di diffondere il più possibile in tutta la città la pratica della raccolta differenziata dei rifiuti, da svolgersi con modalità innovative rispetto a quanto fatto finora: si parla anche di “ cassonetti intelligenti” attivabili con un tesserino magnetico individuale, in modo da arginare il fenomeno del rovistaggio da parte di nomadi. L’assessore capitolino al’Ambiente Marco Visconti ha annunciato che per mettere a punto il nuovo sistema, in partenza da novembre e che dovrebbe raddoppiare in due anni la quota di rifiuti da riciclare, è stato scelto il territorio del Quarto Municipio, ritenuto più adatto di altri per più motivi: sia dal punto di vista logistico, per la presenza dei centri di raccolta di rifiuti speciali (le cosiddette isole ecologiche in zona Bufalotta e Ateneo Salesiano) e del deposito automezzi di via Salaria, annesso al controverso impianto per la preparazione di combustibile ottenuto da rifiuti. Altre ragioni che avrebbero determinato la scelta del Quarto Municipio per la sperimentazione del nuovo sistema sarebbero – così si legge nei lanci di agenzia – la “bassa densità abitativa” e l’essere caratterizzato da “edifici piccoli” adatti alla raccolta porta a porta e dotati di “ampi spazi condominiali” (caratteristiche che sinceramente non sembra di riscontrare con tale evidenza) oltre al fatto che in alcuni quartieri come Sacco Pastore già da tempo si è cercato di introdurre una sorta di “differenziata spinta” con la scomparsa dei cassonetti per i rifiuti organici, che vanno consegnati in orari fissi agli operatori Ama. Proprio quest’ultima modalità alla prova dei fatti – come si vede nelle immagini – si era dimostrata controproducente perché in molti, non avendo modo di trovarsi sul posto negli orari convenuti, lasciavano i sacchetti dell’umido proprio a fianco dei cassonetti della raccolta differenziata. Di questo devono averne preso atto nella “stanza dei bottoni” e per l’appunto sembra che debbano tornare i grandi secchioni per i rifiuti non riciclabili, seppure nella versione tecnologica dotata di lettore di schede magnetiche – una sorta di Grande Fratello orwelliano dell’immondizia. Entusiastiche dichiarazioni sono state rilasciate dagli amministratori interessati: Salvatore Cappello e Piergiorgio Benvenuti, rispettivamente ‘amministratore delegato e presidente dell’Ama, hanno espresso “grande soddisfazione”, mentre Andrea De Priamo, presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, ha parlato di una «rivoluzione in grado di avvicinare Roma al modello “rifiuti zero” già sperimentato con successo a San Francisco». Secondo Cristiano Bonelli, presidente del Quarto Municipio, il fatto che il nuovo modello verrà sperimentato sul territorio da lui amministrato è «grande motivo di orgoglio» e gli abitanti del Municipio sapranno certamente accoglierne le novità. Sarà, ma di fronte a tutto questo sfoggio di ottimismo tecnologico la prima immagine che viene in mente è quella della classica signora ultraottantenne che guarda perplessa una specie di carta bancomat davanti a un “cassonetto intelligente” – magari vandalizzato – chiedendosi che cosa debba farci: in fondo voleva solo buttare via un sacchetto di immondizia.

Alessandro Pino

Roma IV Municipio: sopralluoghi per la realizzazione dell’area cani al Parco Nobile

28 Lug

– foto di repertorio A. Pino –

Questa volta è sicuro. A distanza di tre anni dall’approvazione in consiglio municipale della mozione presentata nel giugno del 2009 dal consigliere Riccardo Corbucci, Pd, i cani di Settebagni avranno una loro area dedicata.

Sono stati infatti “avvistati” all’interno del parco Nobile, intenti a fare un sopralluogo finalizzato allo scopo, l’assessore municipale con delega all’ambiente Antonino Rizzo, il consigliere Marco Bentivoglio e alcuni tecnici del dipartimento.

Segnalata al Servizio Giardini anche la condizione disastrosa in cui versa la fontanella dell’acqua, che presenta perdite ormai da mesi, tanto da emanare tutto intorno un odore di palude. Infatti, per un raggio di alcuni metri si è ormai fermato un acquitrino ed è quasi impossibile abbeverarsi senza inzupparsi completamente i piedi.

http://www.udacomuneroma.it/fidopark/index.asp

 http://www.udacomuneroma.it/fidopark/index.asp

Luciana Miocchi

Quel che resta il giorno dopo un incendio

22 Lug

foto A. Pino

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Poteva andare molto peggio. Le fiamme dell’incendio del 21 luglio a Settebagni si sono avvicinate pericolosamente alle abitazioni di via S. Antonio di Padova,  tenute a bada dal muro di recinzione del comprensorio del civico 19 e dall’intervento di volontari e Vigili del Fuoco.

Un ragazzo è finito al S. Andrea, intossicato dal fumo mentre cercava di dare una mano ai soccorsi, diversi residenti hanno avvertito malori ma non è accaduto nulla di irreparabile né per le persone né per le cose, per fortuna, nonostante l’intervento dei VVFF sia avvenuto con molta difficoltà. E’ stato infatti un venerdì nero-fumo, iniziato poco prima delle tre di notte, con l’incendio del vano ascensore di un palazzo in via Valsugana con conseguente evaquazione totale e proseguita con innumerevoli fuochi scoppiati in ogni parte del territorio cittadino. Le squadre di soccorso non hanno fatto altro che rimbalzare da un punto all’altro di Roma, secondo una classifica d’emergenza stilata dalla centrale operativa.

A sera si distinguevano nettamemente tre odori diversi: uno, quello più naturale di erba bruciata, nella sua crudezza era quasi piacevole per le narici, a confronto della puzza di gomma bruciata e degli olii minerali. Una surreale cappa bianca ancora aleggiava verso mezzanotte sui palazzi in mattoncini rossi, più compatta proprio al di sopra del cumulo informe che il giorno dopo era ancora produttore di fumo e fiaccolate che fino a poche ore prima era una catasta di dossi rallentatori, mai istallati nelle strade del comprensorio. In alcuni box auto la pestilenziale nebbia era ancora presente il giorno dopo, imprigionata dalle saracinesche. Ci sono volute più di ventiquattro ore perchè le correnti dei venti disperdessero i miasmi. Una intera collina è andata in fumo, campi di stoppie e anche molti alberi.

Ancora fiamme segnalate anche in via S. Quirico d’Orcia, poco distante. Che ci sia dietro una mano immonda e non le temperature estremamente aride del periodo?

Qui foto e video: https://lucianamiocchi.wordpress.com/2012/07/22/roma-iv-municipio-il-giorno-dopo-sul-luogo-dellincendio-di-via-s-antonio-di-padova-a-settebagni/

Luciana Miocchi

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video e foto del giorno dopo sul luogo dell’incendio di via S. Antonio di Padova a Settebagni

22 Lug

Servizio fotografico di Alessandro Pino – servizio video pubblicato sul canale you tube di http://www.di-roma.com:  http://www.youtube.com/watch?v=3SZtKKV_HZM&feature=share

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