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Cercando di raccontare il casuale lavoro di un naso. Storia di spazzatura, saponette e cavalli che corrono con la criniera al vento

18 Mar

(pubblicato anche nella nuova pagina “istantanee scattate con la penna”)

foto di repertorio di A. Pino

foto di repertorio di A. Pino

Mattina di mercoledì 6 marzo. Un cielo luminoso ma senza sole e l’aria umida rimandano l’idea che debba piovere da un momento all’altro.

Sono su via Salaria, direzione dentro Roma, sulla strada per andare al lavoro. Il traffico è solo parecchio rallentato, per fortuna non è quella fila compatta di auto che ti costringe ad immaginare spiagge tropicali per ammazzare il tempo. Ascolto distrattamente il ruggito del coniglio. All’improvviso, mi rendo conto più o meno di essere arrivata all’altezza della sbarra di Sky, realizzo che sto respirando un profumo che non è il mio. Per alcuni lunghi istanti mi sento disorientata, come se non fossi più seduta alla guida della mia auto legata con la cintura di sicurezza ma catapultata non so come in mezzo ad un prato a tinte forti, coperto dai fiori più improbabili e invisibili o dentro una fabbrica di disinfettanti e deodoranti, reparto prove, oppure in un bagno di quegli alberghi di lusso dove nemmeno entri che già si attiva una fotocellula che ordina lo spruzzo di aromi con aspirazioni divine e celestiali.

Il mio naso preso alla sprovvista registra un effluvio – come lo chiamo? Odore? Puzza? Profumo? Cattivissimo non è, buono nemmeno. Soprattutto non l’ho voluto, non l’ho cercato, non è discreto ma prepotentemente invadente –  che poteva sembrare quasi piacevole, dolciastro, una sensazione di acqua e saponetta anni settanta. Dopo pochi attimi invece, mi accorgo che in quell’acqua galleggia un aroma di spazzatura. No, non un olezzo di immondizia stagionata. Fresca, fresca, un aroma inconfondibile e impossibile da nascondere. Come se qualcuno avesse risciacquato un enorme cassonetto dei rifiuti con un altrettanto gigantesca dose di detergente profumato. Mi aspetto da un momento all’altro di veder galoppare il cavallo bianco con la criniera al vento che nitrisce mentre una voce in sottofondo dice il nome del bagnoschiuma, sempre anni settanta pure quello. Persiste, insistente e prevaricatore, fino all’entrata del centro di accoglienza del Comune di Roma, poi si dissolve e nell’abitacolo non arrivano più aromi estranei, giusto in tempo per non passare dalla fase stordita-incuriosita a quella fastidiata dal finto profumo taroccato. Deve essere questa una delle puzze che denunciano gli abitanti di Villa Spada, la cui collina si trova proprio di fronte dove è iniziato il mio viaggio sensoriale. Subdola perché non immediatamente sgradevole come quando aleggia l’odore di sostanze acide, diventa esasperante perché si tratta di un aroma estraneo al quadro ambientale naturale, artificioso, impossibile da eliminare a comando, che copre una puzza con un simulacro di prato in fiore, di doccia frettolosa e con l’acqua fredda.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: dopo il sopralluogo dello scorso luglio, sabato partono i lavori per la realizzazione di uno spazio riservato ai cani al Parco Nobile

15 Mar

– foto di repertorio A. Pino –

Come anticipato nell’articolo postato lo scorso 28 luglio, finalmente cominciano i lavori per riservare uno spazio ai cani nel parco Nobile, a Settebagni.

L’approvazione della mozione in consiglio municipale risale ormai a tre anni fa. Questioni di bilancio non ne hanno mai permesso la realizzazione e anche ora, i cani del quartiere – e i loro proprietari – dovranno ringraziare l’intervento della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni”, che stanno realizzando il loro luogo di culto in via di Settebagni e si sono prestati, attraverso il loro progetto ” Mani che aiutano”, dietro interessamento del presidente del Municipio Cristiano Bonelli e del consigliere di riferimento Marco Bentivoglio, a realizzare questo piccolo grande sogno a costo zero per l’amministrazione.

Come già detto in altre sedi, non si tratterà di un’area cani attrezzata come prescritta dai regolamenti comunali, troppo laboriosa e dispendiosa, ma di un luogo, recintato e chiuso da cancelletto, nel quale gli animali potranno essere condotti senza contravvenire al divieto di introdurre cani nel raggio di cento metri dai giochi per bambini a meno che non ci sia un percorso protetto.

Probabilmente i lavori avranno inizio e termineranno nella stessa giornata del 16. Ora la palla passa ai proprietari – molti dei quali sono sempre stati corretti, cercando di non entrare in contrasto con i genitori dei bimbi nella convivenza forzata delle proprie esigenze – che non avranno più scuse per portare i propri pelosetti al parco senza guinzaglio, lasciandoli scorrazzare liberi tra i bambini che giocano, anche se di grossa taglia o anche se non graditi. Il consigliere Bentivoglio ricorda “come anche nell’area dedicata sia necessario mantenere un atteggiamento di collaborazione e buon senso, che le deiezioni canine vanno raccolte con il sacchetto e smaltite come d’abitudine e da regolamento comunale”.

Settebagni, dopo averlo agognato per molto tempo, ha finalmente un luogo che testimonia la dignità dell’animale e dell’essere umano. Che tutti contribuiscano ora a mantenerlo decoroso ed funzionale.

Nella giornata di domani l’associazione “Il mio quartiere” ha ottenuto l’autorizzazione ad impiantare un mercatino all’ingresso del parco.

Luciana Miocchi

 

Luciana Miocchi

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: voto con grande sprezzo del pericolo

25 Feb

I seggi elettorali del quartiere si trovano nelle scuole elementari di via dello Scalo di Settebagni 45, in cima ad una ripida salita. Un tempo, fino ad una ventina di anni fa, quando i militari di leva fornivano vigilanza a basso costo per le casse erariali, nessuno poteva avventurarsi fin davanti all’entrata, tranne pochi casi di disabilità grave.

Il perchè del divieto è presto detto: la strada è cieca, non vi è la larghezza per far passare due macchine contemporaneamente. Se vi sono dei mezzi parcheggiati, diventa a senso unico e spazio per i pedoni non ne resta. Infatti, a scuole aperte, vige il divieto di accesso tranne che per i mezzi di servizio e per quelli che trasportano disabili motori, in terra è stato disegnato un percorso pedonale protetto anche da elementi metallici.

Ieri sera le urne erano aperte fino alle 22.

Al calar del sole, già al cancello si capiva che arrivare incolumi fino alla cabina elettorale sarebbe stata un’impresa: delle cinque lampade ad energia solare non ne funzionava nemmeno una. Problema annoso. Pare che le batterie siano irrimediabilmente compromesse, motivo per cui l’ufficio tecnico ne ha ordinate almeno tre. La fornitura sembra sia stata sbagliata, ragion per cui ancora non è avvenuta nessuna sostituzione e la scuola resta al buio. L’unico lampione acceso, che però fa luce solo a se stesso, è dentro la recinzione delle scuole medie, chiuse, non essendo seggio elettorale.  Arrampicata al buio. Buio pesto. Tanto pesto da non potersi individuare nemmeno eventuali buche in agguato.  Si sale e si scende un po’ come si può, immersi nell’oscurità, al centro della strada.  Si perchè sui lati le macchine di chi non se l’è sentita di poter fare nemmeno quelle poche decine di metri a piedi sono parcheggiate in bella posa anche sul percorso pedonale non protetto dalle barriere. Inizia così l’odissea per arrivare in cima, tra macchine in sosta e auto che salgono e scendono a velocità anche sostenuta, facendo lo slalom tra i vari elementi umani e plasticometallici che sono sparsi in maniera casuale sull’asfalto.  In un paio di casi un doppio salto carpiato tra i cofani delle macchine evita l’incidente. Insomma, c’è da pensare che a Settebagni il numero degli invalidi debba essere altissimo, a giudicare dalle vetture i cui conducenti sono stati costretti ad accedere fin dentro la recinzione.  Strani handicappati, molti sotto i trent’anni, dal fisico slanciato e scattante, salgono la gradinata senza passare dallo scivolo, con grandi falcate. Rapido giro ad ispezionare i cruscotti delle vetture ferme davanti l’atrio, l’unico luogo illuminato. Un solo tagliando disabili. Dentro, in fila davanti ai seggi, un paio di anziani. Non si vede nessuno in carrozzella nè fornito di stampelle.

D’altra parte, non c’è una pattuglia dei vigili urbani a deterrente del malcostume anche se in via dello Scalo sarebbe stata necessaria.

Il meglio dello spettacolo però, non è stato ancora raccontato.

Uno spettacolo indecente fatto di menefreghismo, ignavia, inerzia.

Scrive infatti Lara Trivelli – disabile motoria con tanto di vettura modificata per le sue esigenze e dotata di regolare contrassegno – sul suo wall di Fb: “Sono andata a votare con i miei. All’arrivo tutti i posti davanti al seggio sono occupati da macchine di gente che avrebbe preferito un seggio drive in, in modo di non dover scendere nemmeno dalla macchina, per quanto sono attaccati. Una volta smistato il traffico ci avviamo alla rampa per entrare nel seggio ma c’è una macchina parcheggiata davanti all’ingresso. Mia madre si è lamentata con i finanzieri che stavano seduti dietro la scrivania all’entrata che le hanno risposto che loro non erano li per fare i parcheggiatori, ma sono usciti a vedere e si sono offerti di aiutare mio padre a salire più su con l’auto, in modo di superare il gradino tra due macchine. Nel frattempo è stata rintracciata la signorina scrutatrice che non capiva assolutamente perchè doveva spostare la macchina, ma siamo entrati senza sentire le spiegazioni che le stavano dando. Siccome mi serve usare il montascale per scendere al livello del seggio abbiamo constatato che era ancora rotto dalla volta precedente e ho dovuto votare nella sala delle maestre da sola. All’uscita abbiamo potuto usufruire della rampa perchè c’era una sedia davanti alla rampa con scritto “non parcheggiare”.

Finchè non arriva il disabile in carrozzella non viene in mente a nessuno di proteggere il varco della rampa per gli handicappati motori. Ai normodotati diversamente abili non balena nella mente nemmeno per un istante che la grazia di poter camminare da soli a qualcuno non è toccata, forse pensano che debbano stare tutti relegati in casa -cazzovannoafareingiro – Ai coscritti in divisa non è affidato il compito di mantere un minimo di ordine all’esterno del seggio, anche se è compreso nel perimetro a loro assegnato. A nessuno, ma proprio a nessuno dei votanti con la sindrome da drive in è venuto da pensare che una strada a fondo cieco e al buio non è il migliore dei posti dove andare ad infilarsi. La colpa è anche di quei pedoni indomiti che hanno deciso con un pizzico di originalità di votare dopo la calata del sole ma dopotutto, la legge dice “aperto fino alle 22” non “aperto fino alle 22 tranne che a Settebagni”.

In cinque anni non si è trovato il tempo di verificare il funzionamento di una pedana già presente, attrezzatura che dovrebbe potersi usare in ogni momento. Dopo cinque anni si sono ripetute identiche le scene di sempre: buio, ingorgo, macchine guidate ad minchiam. Se i seggi non si possono spostare una pattuglia a garanzia dell’incolumità pubblica poteva e doveva essere inviata per ristabilire un minimo di ordine in una situazione che non ha uguali nel Municipio. Mancano un paio di mesi al prossimo appuntamento elettorale, per il Comune e per il Municipio, c’è tutto il tempo per porre rimedio. Votare con grande sprezzo del pericolo non è cosa da tutti. Sfidare ancora una volta il ridicolo è troppo.

Luciana Miocchi

Galleria

IV Municipio di Roma Capitale: fotogallery di Giorgia Meloni e FdI al mercato Serpentara 2

22 Feb

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IV Municipio di Roma Capitale: l’assessore Francesco Filini tenta il grande salto in Regione

22 Feb

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Francesco FiliniA pochi giorni dal voto per le elezioni politiche nazionali e per le regionali, Francesco Filini, assessore alle politiche sociali del IV Municipio di Roma Capitale, passato a Fratelli d’Italia neo formazione di Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto staccatisi dal Pdl, risponde ad alcune domande sul suo presente e futuro politico

Come è maturata la scelta di lasciare il Partito delle libertà per lanciarsi nell’avventura tutta nuova di fratelli di Italia?

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le primarie che il PdL aveva promesso e non ha mai voluto fare. Dalla fusione tra AN e FI è nato un partito verticistico senza alcuna regola (io ero nel direttivo romano del PdL, organo mai convocato in 5 anni…) e che ha paura di confrontarsi con la base, di fronte ad una legge elettorale così infame si doveva dare parola agli elettori, per evitare di trovarsi in lista show girl e raccomandati di ogni genere. Fratelli d’Italia è un movimento nuovo, fatto di gente giovane che viene da un percorso politico territoriale, con una classe dirigente che sa confrontarsi con i cittadini e che sa ascoltarli. Da sempre credo nel contatto diretto tra chi rappresenta e chi è rappresentato.

Quali sono le nuove responsabilità in FdI che ha assunto?

In FdI guido l’ufficio elettorale, mi sono dovuto occupare di presentare le liste in tutta Italia, fortunatamente è andato tutto liscio. Anche perché il panino l’ho mangiato dopo aver consegnato la documentazione, non “mentre” come fece qualcuno tre anni fa…

Se dovesse andare male alle regionali, si candiderà di nuovo in Municipio o sceglierà altre strade?

Non mi ricandiderò al consiglio del IV Municipio, dove sono ben rappresentato. Ora sono concentrato sulle regionali e sto lavorando affinché Fratelli d’Italia cresca da subito.

Perchè un elettore dovrebbe votare Francesco Filini alla Regione?

Perché viviamo nell’epoca della crisi della politica, che va superata prima ancora di quella economica. Non abbiamo speranza di risollevare le sorti del nostro paese se non ci riappropriamo della politica, quella fatta con serietà, competenza e passione. E credo che possa farlo bene chi conosce i problemi della gente, avendo lavorato sul territorio.

Quale esperienze porterebbe in regione, in questi cinque anni da assessore municipale cosa ha imparato?

Ho imparato che il territorio, le associazioni, i cittadini, sono una risorsa inesauribile. Chi fa politica deve aprire le porte dell’amministrazione a chi è portatore di idee nuove e principi sani. In Regione mi batterò per l’introduzione di una moneta complementare e per l’installazione di una WI-FI di tipo mesh di proprietà popolare. L’economia locale è il presupposto per la crescita, per creare nuovi posti di lavoro: solo così potremo evitare il declino.

Luciana Miocchi

Settebagni. – IV Municipio di roma Capitale: semaforo abbattuto

19 Feb

Questa mattina a causa di un incidente uno dei semafori dell’ entrata Nord(altezza motonautica) é stato abbattuto. Sul posto c’é una squadra della manutenzione che sta lavorando al ripristino. Si raccomanda la massima prudenza.
Luciana Miocchi

 

aggiornamento: al 20 febbraio è stato completamente ripristinato

IV Municipio di Roma Capitale: il capogruppo Idv Romeo Iurescia passa ufficialmente al Pd

15 Feb

Iurescia(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Con comunicazione protocollata il giorno di S. Valentino, Romeo Iurescia, capogruppo fino a quel momento dell’Idv, ha ufficializzato il suo passaggio al partito democratico, salutato così dal comunicato di Umberto Marroni, capogruppo Pd al consiglio di Roma Capitale:

“Voglio dare il benvenuto nel Partito Democratico al consigliere municipale Romeo Iurescia, che in questi cinque anni ha sempre garantito un’opposizione ferma e costruttiva alle amministrazioni di centrodestra di Alemanno e Bonelli. Positivo l’ingresso di Iurescia, proveniente dall’esperienza della società civile. Un adesione al gruppo che conferma il buon lavoro del PD territoriale, che ha saputo costruire un’alternativa valida in IV Municipio in grado di battere le destre e proporre un modello sano di governo, collaborando con le altre forze al pd. Dare forza al PD oggi vuol dire, infatti, dare forza ad un’alternativa di governo credibile per voltare pagina dopo la fallimentare esperienza Alemanno”.

L’avvicinamento di Iurescia al Pd era evidente da mesi, si era palesato la prima volta quando partecipò all’incontro organizzato da Riccardo Corbucci alla sala Agnini con Dario Franceschini, unico politico di un altro partito presente all’evento e proseguito poi con l’assidua frequentazione dei gazebi e l’organizzazione di incontri elettorali a sostegno dei candidati alle varie tornate elettorali.

Cristiano Bonelli, presidente del IV Municipio, Pdl, così ha commentato l’evento:

«Assurdo ed unico il pd in IV, che ha dimostrato in questi anni inaffidabilita’ e pochezza politica, i litigi hanno dilaniato gli ex Ds con migrazioni costanti degli eletti nel Pd in altri partiti, riducendolo a 4 consiglieri . Davvero imbarazzante poi la vicenda che vede il consigliere Iurescia, messo alla gogna dal Pd e dai siti vicini, reo di aver chiesto ed ottenuto 23mila e di rimborsi chilometrici ed oggi nuovo consigliere del gruppo Pd accolto in pompa magna accanto al cons Corbucci nella campagna elettorale x un candidato regionale. Furono lo stesso Corbucci e la presidente della Commissione trasparenza Rampini ad attacarlo ma oggi e’ il benvenuto ?»

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio di Roma Capitale: i lavori di sistemazione della scuola Giovanni Paolo I a spizzichi e bocconi, a seconda dei soldi in cassa

14 Feb

giovannipaolo1Finalmente l’ Ufficio Tecnico del Municipio ha presentato la settimana scorsa il conto preventivo dei lavori che servono per l’intervento globale di messa in sicurezza della scuola Giovanni Paolo I di Settebagni, fatti rientrare nella cifra di seicentomila euro dei fondi dell’emergenza neve. E’ terminata da qualche giorno la prima trance dei lavori che è stato possibile realizzare con la somma erogata dall’amministrazione: il taglio delle essenze arboree, effettuato da Multiservizi, il rifacimento dei profili sulla scalinata d’ingresso e la sostituzione o la riparazione di vetri e finestre dei locali di pertinenza della scuola dell’infanzia dove è stato stivato il materiale contentente eternit rimosso dall’edificio. A detta del consigliere Marco Bentivoglio, Pdl, che con il presidente del Municipio Cristiano Bonelli e il vice presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, Pd, aveva partecipato ai sopralluoghi nei locali della scuola insieme ad alcuni genitori ed ha seguito poi l’intero iter, l’eternit è stato trattato e sigillato nella stanza che è stata destinata allo scopo e lì rimarrà fino a data da destinarsi perché mancano i fondi per lo smaltimento attraverso l’invio ad una discarica autorizzata.

I lavori che mancano all’appello sono la messa in sicurezza totale dell’edificio, la sistemazione dei bagni e le infiltrazioni d’acqua nei solai, in alcune classi quando piove si fa lezione con la bacinella ed il rischio che prima o poi si verifichi il crollo di qualche controsoffittatura diventa sempre più probabile. Verranno eseguiti soltanto quando le somme saranno messe a disposizione, nella misura che si riuscirà a coprire con gli importi ottenuti. Purtroppo, le regole imposte sono queste. Per l’intanto permangono le impalcature su alcuni dei terrazzi.

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale – Chiude Fnac, almeno sessanta perdono il lavoro

13 Feb

fnac

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Questa sera Fnac, la grande catena francese di distribuzione dischi, libri ed elettronica di alta gamma chiuderà per l’ultima volte le porte del suo negozio nel centro commerciale di Porta di Roma. Più o meno cinquanta lavoratori, a cui vanno aggiunti dieci impiegati esterni nella sorveglianza e il bar interno. I primi sentori che oltralpe avevano intenzioni “diverse” per il ramo italiano erano arrivati l’anno scorso, con la dichiarazione dei vertici che il fnac non rientrava più nelle strategie del polo del lusso che ne deteneva la proprietà, con particolare riferimento a Fnac Italia, posta poi nei mesi successivi in liquidazione – ceduta ad un fondo noto per comprare aziende in crisi e rivendere il possibile – senza che, fino all’ultimo momento i dipendenti venissero messi a parte delle effettive intenzioni. Il sito web di vendita on line risulta ancora attivo, anche se le prospettive sono tutt’altro che rosee anche per la trentina di dipendenti. Anche loro in cassa integrazione a breve. Alla chiusura del negozio di Roma seguirà quello di Firenze, sempre in un centro commerciale. Per gli altri, tre mesi di osservazione, poi si vedrà, le decisioni verranno rese note sul fischio finale.

A nulla è valsa la mobilitazione di artisti e scrittori che hanno presentato le loro opere presso gli Store nel corso degli anni. Si chiude, e si comincia proprio dal negozio di Porta di Roma, a cui i residenti del IV Municipio di Roma Capitale, più di trecentomila abitanti, sono particolarmente affezionati, sia per la vastità dei titoli presenti, sia perché, attraverso le iniziative che si tenevano a cadenza regolare, hanno avuto modo di apprezzare cantanti e scrittori famosi senza dover andare in centro, alcune volte fortunate assistendo perfino a preziosi mini concerti, con quella gratificazione che soltanto chi vive in quartieri periferici può raccontare. L’idea era vincente, la collocazione forse un po’ meno. Con i prezzi dell’affitto a circa 48 euro al mq ed una superficie di 2500 metri quadrati di esposizione, il bilancio non ha mai potuto chiudere in pareggio. Cinque anni di perdite ma le aperture nei centri commerciali sono continuate.

Che l’avventura sfortunata di Fnac sia l’inizio di una era in cui i mastodontici tempi del consumismo, dopo aver fatto strage dei negozi del circondario rimarranno vittime del loro stesso elefantismo dal costo spropositato? E’ ancora presto per dirlo, probabilmente scelte strategiche non propriamente azzeccate, congiuntura economica sfavorevole e volontà di riposizionarsi su fasce di mercato più redditizie sono state concause che hanno pesato tutte insieme, in maniera diversa, sulla decisione finale.

I dipendenti di Fnac Porta di Roma meriterebbero, per la correttezza e l’attaccamento a quello che era diventato un progetto di vita, una famiglia allargata, più che un mero luogo di lavoro, di trovare una nuova occupazione nel tempo più breve possibile. Mai un gesto scortese, né di stizza, sempre pronti all’assistenza all’acquisto anche quando ormai sapevano di avere i giorni contati. A tradirli, solo un velo di tristezza in fondo agli occhi, tristezza condivisa da chi era abituato a passare con l’intenzione di fare solo un giro e poi usciva con almeno un libro scovato in angolo nascosto.

Come prospettiva, la cassa integrazione. Poi, come tanti altri in questo tempo triste, il baratro dell’incognita, la disperazione del tempo che si accorcia e dell’occupazione che non si trova, persone con un progetto di vita e di famiglia improvvisamente a rischio, tutt’altro che choosy. L’ordinaria perdita del posto di lavoro non fa nemmeno più notizia.

L’unica cosa in grado di far alzare la voce alle casse è l’ennesima lamentela di un cliente che rimane stupito del fatto che la sua tessera fedeltà non sarà più utilizzabile, data la chiusura. Già, anche questa, nessuno ha avvertito nessuno, il giorno prima della comunicazione ufficiale si continuavano a richiedere e ad ottenere – a pagamento – le tessere sconto. Un capitale di fidelizzazione buttato, lasciando a fronteggiare la clientela giustamente inviperita, coloro che riportano il danno più grande.

Il giorno prima del D day, passeggiando per l’ultima volta tra gli scaffali semi vuoti, visto che gli avventori comunque comprano – e lo fanno a prezzo pieno – si respira un’aria di disarmo stupefatto. Nessun cartello indica la data di chiusura eppure ci starebbe bene, magari in un angolo, a spiegazione del perché i locali somiglino a quel che resta dopo una rapina. Semplicemente, domani, per sempre, non si riapre.

* * *

Prendo licenza poco poetica, il cronista non dovrebbe intervenire mai in prima persona, ma l’occasione è di quelle speciali. Se non ci fosse stata Fnac e le sue addette alla comunicazione, Alessandra prima e Daniela poi, non avrei mai avuto la possibilità di intervistare per la stampa locale tanti cantanti di successo come Alex Britti, Gianluca Grignani, i Bastards sons of Dioniso, Carmen Consoli, Federica Baioni 4thet, Luca Barbarossa, Francesco Baccini e tanti altri. Di foto e di ricordi ne ho messi da parte un bel po’. Mi spiace sia finita così. Ragazzi, buona fortuna

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio Montesacro: corteo per la scuola. Chi c’era? – di Alessandro Pino

27 Gen

pubblicato su http://www.abitarearoma.net

PINOscuolegennaiotrediciSi  è svolto  per le strade di Monte Sacro nel pomeriggio dello scorso 25 un corteo indetto dal “Coordinamento Scuole IV Municipio” – così si è letto negli annunci rimbalzati in rete come è ormai consuetudine –  per protestare contro i disagi e i tagli al settore sia a livello nazionale che dello stesso Quarto Municipio. La partenza era stata annunciata per le sedici e trenta da via Stampalia con arrivo a piazza Sempione, sede degli organi di governo municipali. Una piazza per la maggior parte deserta, tenuta sgombera dalle macchine solitamente parcheggiate e delimitata dal nastro della Polizia di Roma Capitale; deserta in apparenza anche la stessa sede del Municipio, con il portone sbarrato e le tapparelle pressoché tutte abbassate. Scriviamo in apparenza perché successivamente sul profilo Facebook dello stesso presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, si è data notizia di un corso per padroni di cani tenutosi nel medesimo pomeriggio proprio nell’aula consiliare. Fatto sta che i manifestanti – per la felicità del cronista semiassiderato per la lunga attesa – sono arrivati in piazza solo per le sette meno venti circa, mentre al loro passaggio il traffico veniva bloccato dai vigili replicando spiacevolmente scene viste finora in occasione dei cortei che a Roma in pratica ogni settimana paralizzano strade ben più centrali. Negli annunci visti in rete si era letto della partecipazione di insegnanti, studenti, famiglie e lavoratori della scuola in genere.

PINOscuolegennaiotredici2Sarà, ma forse visto il freddo queste persone si sono perse per strada, perché i presenti in piazza Sempione – nemmeno un centinaio a occhio e croce –  per età e sembiante davano più che altro l’idea di  abituèe dei centri sociali, con tanto di pulmino d’epoca Volkswagen in livrea da figli dei fiori. Per carità, compostissimi – forse anche loro sul punto del congelamento – tanto da far sembrare del tutto fuori luogo il nutrito spiegamento di forza pubblica messo in campo per l’occasione; solo ci si domanda a chi avranno mai gridato gli slogan, chi mai degli amministratori locali avrà letto gli striscioni, visto che come detto dalla sede del Municipio non si affacciava nemmeno un cane, inclusi quelli che stavano dentro a seguire il corso.

Alessandro Pino

Roma IV Municipio: corteo per la scuola pubblica

25 Gen

scuolapubblicaOggi in corteo da via Stampalia a piazza Sempione il coordinamento scuole IV Municipio: studenti, genitori e insegnanti per protestare contro i disservizi e i tagli alla scuola pubblica.

Nessuna bandiera di partito o di sindacato, a rimarcare che la scuola è una priorità di tutti, non un’occasione per fare una strumentalizzazione con poco sforzo.

Dice Antonietta Principe, rappresentante rsu Usi Enti locali, che «l’interessamento e le comunicazioni a norma di legge si sono rese necessarie per consentire al personale scolastico di poter partecipare al corteo ma che nessuna bandiera apparirà per rispetto all’organizzazione spontanea che ha voluto una manifestazione pacifica e apartitica in un periodo pre elettorale, facile terreno per chi volesse mostrarsi in vetrina facilmente impegnandosi poco o nulla. Si tratta di un momento importante di mobilitazione dal basso, anche in prosecuzione delle segnalazioni e interventi fatti sia a livello municipale sia a livello centrale nella Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro e sul territorio e nello snodo romano del “Comitato 5 aprile”, su sicurezza e salute, nonché per il collegamento tra lavoratori e lavoratrici con l’utenza e le famiglie, per la scuola e i servizi educativi e scolastici PUBBLICI e per la regolarizzazione e assunzione dei precari e del personale dei servizi esternalizzati (Aec, operatori dei servizi integrativi…). Non era più tollerabile il continuo taglio alle risorse delle nostre scuole, la retorica dell’austerità che elimina i servizi sociali essenziali, il sistema sanitario pubblico, ecc., finalizzata a privatizzare tutto. Per queste ragioni è stato importante l’impegno ad organizzare in maniera unitaria un coordinamento sempre più forte e partecipato delle scuole del 4 municipio – studenti, lavoratori della scuola, genitori, in collegamento con le realtà sociali del territorio per difendere un bene comune importante come la scuola. Importante partecipare tutti  perchè i municipi devono provvedere alla sicurezza delle scuole e i fondi a nostro avviso vengono investiti male e con priorità dettate da favoritismi. Partecipo come sindacalista e soprattutto come lavoratrice. Ora sono in una struttura nuovissima e bellissima, completamente a norma perché appena consegnata ma per anni ho lavorato presso una struttura con più di trent’anni, con molte criticità, la scuola Giovanni Paolo I, della quale ancora mi occupo facendo continue segnalazioni per renderla a norma di sicurezza per utenza e lavoratrici che ancora vi operano. Purtroppo non si tratta di un caso isolato.»

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale: Fabrizio Clavenzani, il Pdl municipale perde un altro pezzo: I vertici di Fli lo candidano alla Camera dei deputati

16 Gen

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

560872_4166547763179_122404117_nUn altro consigliere municipale del Pdl cambia partito. Dopo Emiliano Bono e Lina Tancioni, passati a FdI, formazione comunque solidale al partito di provenienza, Fabrizio Clavenzani ha ufficializzato l’adesione a Futuro e Libertà, il partito fondato da Gianfranco Fini quando in tempi non sospetti decise di tagliare i ponti con Berlusconi.

Da diverso tempo le voci di corridoio di Piazza Sempione parlavano prima di rapporti raffreddati tra il consigliere e la dirigenza, poi addirittura indifferenti, se non apertamente ostili. Il cambiamento era nell’aria.

Dice Fabrizio Clavenzani: «Ho scelto di uscire dal Pdl per tantissimi motivi, per l’incapacità di alcuni esponenti del partito di intrattenere i giusti rapporti, una bassissima possibilità di influire sulle scelte, di portare a termine un dialogo nel partito discutendo di opinioni, percorsi e decisioni. Si sono creati dei compartimenti stagni dove – questa è una mia visione personale – il tuo unico ruolo è quello di portare acqua e non vi è condivisione. Non è più un gioco che a me interessa fare.

Questo modo di agire chiuso porterà a una lista del Pdl di Lazio1 dove ci saranno certamente in posizioni sicure dei senza nome, mai visti né sentiti e senza voti, che però stanno li perché ce li ha messi qualcuno all’interno del compartimento che decide mentre dall’altra parte il partito non premia chi lo merita. Faccio un esempio con nome e cognome: il miglior assessore che il Comune di Roma abbia mai avuto – non solo ora ma in assoluto – Enrico Cavallari, sicuramente non verrà valorizzato come giusto e messo in lista alla camera. E’un meccanismo che blocca la crescita di un partito quello che non da riconoscimento a chi è alla base e lavora bene, creando consensi perché fa un lavoro bello, pulito. La totale assenza di rapporto, di dialogo, di possibilità di confrontarsi con i vertici mi ha portato a maturare un rapporto totalmente idiosincratico con le logiche del Pdl. Ripeto, la mia è una visione personale, molti miei colleghi miei rimarranno perché forse per loro è diverso, ma io mi sono sentito per molti aspetti inutile non potendo dare un contributo personale, politico e di idee. Sento di non avere ruolo e quindi preferisco andare là dove questo mi viene offerto».

La proposta ricevuta è una di quelle che proprio non si può rifiutare, in effetti. Il politico che non ha mai cambiato partito da quando si iscrisse all’Msi, seguendone le evoluzioni storiche prima in An e poi nel Pdl, non si ripresenterà in Municipio né correrà al Comune. I vertici di Fli lo hanno candidato alla Camera dei deputati. Clavenzani lo dice con naturalezza, senza enfasi, consapevole che si tratta di un riconoscimento ma che riuscire nell’impresa sarà difficile. Non c’è verso di fargli dire una parola di più sull’argomento, se non chè la cosa è ufficiale, avendo già firmato per le formalità burocratiche.

«Gianfranco Fini mi ha dato la possibilità di partecipare alla pianificazione del partito, ho già fatto qualcosina e abbiamo cominciato – nonostante il rapporto sia iniziato solo da pochissimi giorni – a lavorare per tessere accordi su quelle che possono essere le strategie nelle campagne elettorali per il lancio di questo partito. Posso essere oltre che portatore di acqua anche portatore di idee e io l’acqua la porterò sempre, per tutta la vita, perché fa parte del lavoro di una persona che crede nella politica cercare di portare i consensi, per molti anni è stato il lavoro più bello e più importante: non ci fosse stata una base che credeva, molti partiti e molte idee si sarebbero perse. Poi però ti ritrovi a trentotto anni con un po’ di capelli bianchi e più di 22 anni di politica vissuta con cuore e passione e vorresti portare di più. Quando ti trovi davanti porte chiuse e sai che dei perfetti sconosciuti passeranno davanti, non a te ma sicuramente a chi più di te merita, capisci di aver esaurito il percorso li».

Quindi a Fli si lavorerà per cambiare l’attuale legge elettorale?

«Fini la voleva cambiare da subito, perché voleva cercare un giusto compromesso tra preferenze e listini. Io credo che entrambi i sistemi abbiano dei difetti. Lo vediamo in certe campagne elettorali dove ci sono i recordmen che spendono milioni di euro. Questo non è naturale, non è sano. Una persona che investe tre, quattro, cinque milioni di euro per candidarsi al Comune di Roma, con la certezza che non riguadagnerà mai con i suoi stipendi la cifra che ha investito o è un giocherellone che ha tanti soldi e vuole giocare alla politica – e quindi non deve andare in politica – o è una persona che ha delle mire strane o delle ipotesi di crescita e quindi sta facendo un investimento ma spendere una cifra del genere è insano. Estremizzando, andiamo a parlare della camera., dove una campagna elettorale con le preferenze la può fare soltanto uno che alle spalle un grandissimo partito e ancor più soldi e quindi ha già fatto una selezione di suo a meno che non caschi in una compagine ricca che ha un occhio verso la base, che ha coordinatori capaci di vedere come lavorano tutte le persone che hanno in organico. Allora si può selezionare il migliore e spingerlo. Ma i partiti ultimamente hanno troppe spese per la loro sopravvivenza e per quello che è il maquillage politico di apparenza».

Un percorso virtuoso passerebbe anche per l’apposizione di un tetto alle spese elettorali

«Certo, è molto difficile ma è chiaro che la legge elettorale deve essere rifatta. L’idea dei listini, della lista bloccata dove qualcuno mette i nomi può funzionare nel partito idealmente perfetto, dove il vertice è a cascata, i coordinatori e i vari rappresentanti hanno occhi per guardare tutti senza il pregiudizio del quello lo conosco, quello no. E’ impossibile umanamente, è la colpa dell’uomo, tra due persone molto brave e una la si conosce da una vita, si è portati a favorire quest’ultima, sia pur in maniera minimale, il listino ha queste problematiche. Dall’altra parte le preferenze hanno il problema economico. Bisogna cercare di incastrarle, trovando un giusto compromesso tra le due forme perché è anche vero che un premier o un candidato premier debba avere la possibilità di farsi la sua squadra perché è lui che ci va a mettere più di tutti la faccia, ma è anche vero che va a rappresentare il paese, e che chi più per il paese ha fatto debba avere la possibilità di starti vicino».

Luciana Miocchi

Roma – Settebagni IV Municipio: vicino i cassonetti per il vetro e ai giardinetti una montagna di inciviltà e di rifiuti

14 Gen

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

foto A. Pino

foto A. Pino

Qualcuno a Settebagni non deve proprio aver mandato giù la recente introduzione della raccolta differenziata spinta che ha comportato la scomparsa dei cassonetti tradizionali dall’intero quartiere. Non si sono ancora placate le polemiche sui ritardi nella raccolta dei sacchetti lasciati fuori la porta di casa dai residenti – conformemente a quanto disposto – che già altre situazioni guastano il panorama di una zona finora estranea a scene che finora si erano viste solo nelle telecronache napoletane ai tempi della crisi dei rifiuti.

Non si spiega altrimenti come in alcuni punti – come vicino ai cestini del giardinetto pubblico in via Sant’Antonio di Padova – si accumulino piccole montagne di spazzatura che superano anche il metro di altezza. Stessa situazione vicino ad alcuni cassonetti per il vetro più isolati.

foto A. Pino

foto A. Pino

Non è verosimile che si tratti solamente di materiale lasciato da chi, dopo aver consumato per strada una bibita in lattina –  per fare un esempio – non voglia portarsi l’involucro fino a casa: quella visibile nelle immagini è indubitabilmente spazzatura che dalle abitazioni proviene. Forse, come ha dichiarato al microfono di Serpentara Tv il presidente del Quarto Municipio Cristiano Bonelli, fatti del genere sono accaduti ovunque in Italia vi sia stato un cambio analogo nello smaltimento dei rifiuti ed è solo questione di tempo prima che tutti si adeguino al nuovo regime. Si spera che abbia ragione perché – posto che così è come augurare buon appetito ai topi – se la situazione perdurasse anche con il caldo sarebbe davvero spiacevole.

foto A. Pino

foto A. Pino

Anche se vi è un’altra ipotesi che pare sommarsi al gesto di qualche incivile: il cambio nella modalità di gestione dei rifiuti sta mettendo in luce, nel territorio cittadino, utenze sconosciute agli uffici contabili Ama, come affitti in nero o abitazioni di cui non è mai stato denunciato l’uso ai fini del pagamento della Tarsu.

A complicare il tutto, la gestione dei rifiuti da strada che non è più competenza Ama ma di una ditta appaltantante, per cui gli operatori addetti alla differenziata possono solo fare segnalazioni.

Intanto, nel piccolo parco di via S. Antonio sono ormai due mesi che si accumulano i rifiuti, così come denunciato e documentato fotograficamente anche sul gruppo facebook Settebagni&Castelgiubileo.

Alessandro Pino – Luciana Miocchi

Roma Montesacro: il consigliere Giorgio Limardi esce dal gruppo misto e aderisce a Fratelli d’Italia

14 Gen

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(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Novità al consiglio municipale di Montesacro. Con l’adesione odierna di Giorgio Limardi, il consigliere che all’ultima tornata elettorale si era presentato tra le fila del Pdl e nel corso della consiliatura passò, a causa di alcune incomprensioni, tra le fila del Pd per poi approdare al gruppo misto, dove è rimasto finora, il neonato gruppo di “Fratelli d’Italia” può già contare su tre consiglieri e un assessore.

Emiliano Bono, capogruppo di FdI, nonché responsabile del partito sul territorio municipale così commenta il nuovo acquisto: «accetto con piacere l’ingresso in Fratelli d’Italia dell’amico Giorgio Limardi, la sua adesione è una dimostrazione del buon lavoro che ci ripromettiamo di fare sul territorio. Ora più che mai ribadiamo il nostro totale appoggio al Pdl e alla maggioranza e all’attuale giunta Bonelli». Dice Gorgio Limardi, che a questo punto sembra aver trovato finalmente l’espressione politica più vicina alle sue idee: «questa è una sfida che faccio con me stesso, mi rimetto in gioco. La scelta è stata maturata a partire da un nuovo modo di fare politica, che parte dalla base. Rispecchia i miei ideali. Ringrazio l’assessore Filini e il presidente  bono e la consigliera Tancioni per accolto in maniera entusiasta nel gruppo».

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Montesacro: caccia al tombino perduto

22 Dic

Oltre al rame anche i chiusini sono al centro del mirino

Viadotto dei Presidenti: una lunga fila di buche aperte

Viadotto dei Presidenti: una lunga fila di buche aperte

Guai a non guardare bene per terra. Negli ultimi tempi sta diventando sempre più pericoloso girare con la testa tra le nuvole e gli occhi rivolti altrove. I tombini vanno via come le caramelle e non importa che si tratti di una strada vicinale o del viadotto dei presidenti. Talmente sta diventando un fenomeno diffuso che ormai non vengono sostituiti nemmeno più, a meno che non si tratti di una situazione particolarmente pericolosa.

A volte sparisce soltanto il chiusino, come racconta un addetto alla manutenzione ed in quel

segnalazione provvisoria

segnalazione provvisoria

caso si tratta di qualcuno che mira ad un facile guadagno rivendendo il rottame a peso, quando il lavoro si fa accurato  viene espiantato anche il telaio di ferro – sempre secondo lo stesso addetto che per evidenti motivi tiene a rimanere anonimo – si tratta di opera di professionisti che rivendono la refurtiva al mercato nero . Si tratta di un guadagno facile e poco rischioso: a prezzo di listino ogni pezzo, comprensivo del telaio, va dai quaranta ai novanta euro.

zona Vigne Nuove

zona Vigne Nuove

Sulle nostre strade, complice anche la crisi e le casse vuote, rimangono una fila interminabile di barriere di plastica e cartelli stradali precari, tondini di ferro e nastro per segnalazioni. A volte, anche per mesi.

Le foto a corredo di questo articolo provengono dal viadotto dei Presidenti e da una strada nei dintorni di Vigne Nuove (per la quale si ringrazia la signora Carolina della segnalazione).

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale: Claudio Maria Ricozzi è il terzo candidato alle primarie per il candidato alla presidenza di Piazza Sempione

16 Dic

ricozzi1(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Primarie del pd effervescenti, quelle per scegliere il prossimo candidato alla presidenza di Piazza Sempione. Con la proposta di Claudio Maria Ricozzi, presidente del partito in IV Municipio, salgono a tre i competitori ufficiali.

Perché chi si reca a votare per le primarie dovrebbe preferire lei rispetto agli altri competitori, Corbucci e Marchionne?

Ho molta esperienza maturata in tanti anni di amministrazione e personale: ho fatto l’assessore, ho un ottimo rapporto con la gente e mi piace interessarmi dei problemi del quarto. Ad esempio, mi sono già ono interessato del parco della Cecchina. Mi dedico alla comunità

Quando ha maturato l’idea di candidarsi?

Da due anni sono sono il presidente del partito democratico del IV municipio. Sono ritornato ad occuparmi più direttamente del territorio, per un periodo mi sono dedicato a problemi di più ampio respiro. Ho visto tante cose ingiuste, tipo la chiusura della casa di riposto di Casal Bertone, i disagi di Villa Spada a causa dell’impianto Ama. Credo che sia necessario dare un imput sulla capacità amministrativa che bisogna avere sul territorio. Mi piace molto dedicarmi a questo, lo faccio in maniera passionale e nel corso del tempo, insieme ad altri amici, ho maturato l’idea di candidarmi per la presidenza di questo Municipio

Sui social network è rimbalzata la polemica con Riccardo Corbucci, il primo a rendere pubblica la partecipazione alle primarie. Aveva un accordo con lui?

Con Riccardo avevamo parlato della sua intenzione di candidarsi al Comune, avevamo cercato di fare un ragionamento. Poi la sua decisione è stata un’altra e in bocca al lupo. Non mi interessa fare polemica

Nel regolamento del partito sono previste le dimissioni da cariche dirigenziali in caso di candidatura alle primarie?

Assolutamente no. Non sono previste e non ritengo di doverle dare. Anche perché l’incarico di presidente che ho svolto in questo anni è stato proprio quello di mettere insieme le diverse anime del partito, unitamente al Segretario. Per quel che mi riguarda è l’obiettivo da raggiungere come dirigenti di partito. Credo di averlo fatto con estrema tranquillità

Giunti a questo particolare punto politico nazionale, le primarie municipali si faranno oppure no?

Le primarie sono l’obiettivo del partito, sono uno strumento che è un modo per coinvolgere più attivamente la gente.

Mi scusi ma intendevo per via del fatto che le politiche arriveranno a febbraio

Per le politiche, sembra agli inizi di marzo, ritengo che il Pd sarà impegnato, visto che la legge elettorale non è stata cambiata, con l’obiettivo di rinsaldare un legame diretto con gli elettori. Quindi ci saranno le primarie a fine dicembre per scegliere i candidati alle camere. E’ un modo per stabilire insieme, al di là della legge che non te lo consente, i candidati nazionali per il partito democratico. Credo che queste siano al momento le primarie più importanti. In caso, qualcosa dovremmo essere in grado di decidere anche da soli.

Una volta fatte le primarie per scegliere il candidato presidente del IV Municipio, o in alternativa, una volta designato, gli sfidanti odierni hanno intenzione di collaborare insieme o ognuno andrà da solo?

Io credo che questo non ci sia bisogno neanche di chiederlo, no. Mi auguro che chiunque sia il candidato del pd, dopo aver raccolto le firme necessarie sia tra gli iscritti sia tra la cittadinanza,anzi credo che una volta deciso questo, avrà l’appoggio incondizionato da parte di tutti

Lei ha finito di raccogliere le firme necessarie alla candidatura?

Per gli iscritti si, per i cittadini stiamo finendo di prenderle. Io sono tutti i giorni in via della Bufalotta dalle 16 alle 18 poi dalle 18 alle 20 al circolo Talenti a parlare con i cittadini, a cogliere le esigenze dei residenti al di là delle scelte della politica, per farne un supporto per quello che sarà il programma politico che si andrà a stilare insieme anche agli altri componenti la coalizione di centro sinistra.

Al di là delle ipotesi di vittoria del vostro candidato, avete avuto una consiliatura con un gruppo di consiglieri eletti in otto e ridottosi a quattro, siete arrivati al terzo capogruppo. Lei ha una sua idea su come si può impedire che si possa verificare nuovamente un simile salto di schieramenti?

Al di la di tutto, le diverse defezioni hanno avuto molteplici sfaccettature che sarebbe troppo lungo qui elencare. Il cambiare idea non si può impedire per legge perché il mandato è personale, non è dato al partito, fermo restando che il Pd anche in quattro ha svolto egregiamente il suo lavoro di opposizione, non mollando mai e stando sempre sul pezzo.

Magari in otto sarebbe stato più agevole

Sarebbe stata un’opposizione più forte ma non si può dire che in quattro sia stata di minore qualità. Una cosa che si può fare è scegliere i nomi in maniera oculata, lavorare sulle candidature. Sicuramente non saranno accettati rientri da parte di chi ha fatto il salto passando alla maggioranza e credo che non si potranno mettere in lista persone che hanno dato appoggio esterno facendo scelte che hanno dato modo di discutere. Stavolta è stato fatto un regolamento per le candidature e le scelte saranno fatte a livello municipale, tenendo presente tutte le realtà. Insieme dovremo valutare come abbiamo fatto anche in questi due anni, persone e candidature.

Che lei sappia, sono finiti i candidati alle primarie del Pd ?

Ci sono altre candidature, l’ultima è quella dell’ex assessore all’ambiente Dario Esposito che sta raccogliendo le firme. Lui ha fatto il regolamento , era nella commissione del partito, conosce bene le norme, il 20% degli iscritti e settecento firme di cittadini

Con questi numeri ci potrebbero essere fino a cinque candidati

La vedo un po’ complicata,perché i circoli sono abbastanza già schierati. Hanno già i loro candidati di riferiemento

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale – primarie Pd per scegliere il candidato alla presidenza: Paolo Emilio Marchionne

12 Dic

marchionnepaolo1(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Paolo Emilio Marchionne, attuale capogruppo Pd del IV Municipio di Roma Capitale ha finito di raccogliere le centocinquanta firme di iscritti al partito democratico, necessarie nella prima fase per presentare la propria candidatura. Da lunedì i circoli che lo sostengono ricevono le sottoscrizioni dei cittadini comuni, ne servono settecento, per completare la procedura. Alla luce degli ultimi accadimenti che hanno portato il premier Monti a decidere di rassegnare le dimissioni subito dopo il varo della legge di stabilità, le primarie rischiano di saltare e i candidati alla presenza dei municipi verrebbero decisi dalla dirigenza.

Dice Marchionne «il regolare svolgimento delle primarie allo stato attuale è complicato ma nonostante tutto abbiamo messo in moto il meccanismo. Anche nel caso di impossibilità a svolgerle a causa dell’anticipazione del voto per le elezioni politiche, non si potrà non tener conto del lavoro svolto fin qui».

Allo stato i tre aspiranti alle primarie – oltre a Marchionne e Corbucci si è proposto anche il presidente dell’assemblea del IV Municipio, Claudio Maria Ricozzi – sono tutti del IV, stavolta non si può dire che il candidato è estraneo alla realtà del territorio.

Il partito democratico è una forza di opposizione radicata sul territorio, che ha saputo proporre e indicare alternative diverse per governarlo e se anche non ci dovessero essere le primarie escludo categoricamente che verrà indicato un candidato alla presidenza da fuori perché, comunque sia, ci saranno delle proposte sul campo. Abbiamo un’ampia scelta

Quando è nato il suo proposito di candidarsi alle primarie?

È stato molto naturale. Sono il capogruppo del partito democratico e più che un mio proposito è la volontà di larga parte del collettivo del partito democratico del quarto municipio che ha visto in me uno dei candidati possibili alla presidenza, attraverso le primarie. E anche molti semplici cittadini che mi hanno manifestato il loro gradimento, che mi considerano una persona valida che conosce il territorio.

Quindi la sua volontà c’era da sempre

È stata un evoluzione naturale. Il partito democratico ha fatto il congresso ormai tre anni fa, è radicato sul territorio, ha proposto la festa dell’unità, ha organizzato il volontariato, ha partecipato alle primarie, organizzando ben 23 seggi. Io sono il capogruppo in Municipio e con l’avvicinarsi della scadenza, da un anno in qua questa era una delle intenzioni. Ora si è avvicinato l’appuntamento con le urne e quindi con i tempi giusti ho presentato, insieme a molti militanti del Pd la mia intenzione di candidarmi. Da lunedì stiamo raccogliendo anche le firme dei cittadini.

Perché un elettore dovrebbe votare per lei anziché per un altro, al momento di scegliere alle primarie

Qui non facciamo una scelta in base a chi è più popolare. Ci sono diverse opzioni, scegliere una politica che ha un radicamento popolare piuttosto che inseguire gli scandali sul territorio. Credo che nel mio profilo molti compagni e cittadini, le altre realtà territoriali vedano un profilo ambientalista, probabilmente un consigliere che ha contribuito a costruire l’opposizione in questo municipio rispetto alle speculazioni, che è stato molto vicino al comitato di piazza Corazzini in una battaglia contro l’abusivismo edilizio, che ha cercato, nonostante i tagli, di ascoltare chi chiedeva una istruzione pubblica di qualità in strutture decenti. Sono una persona disponibile, riconoscibile come persona affidabile, con una precisa identità politica nell’area di centro sinistra. Ho partecipato alla fondazione del partito democratico

Nel caso risultasse effettivamente il candidato alla presidenza del Municipio, Lei che è addirittura il terzo capogruppo Pd di una consiliatura che ha visto numerosi consiglieri cambiare casacca nel corso degli anni, pensa di poter avere lo stesso tipo di problema?

Quelli dei consiglieri sono un errore del partito alla sua fondazione, che sotto alcuni aspetti ci siamo trascinato fino ad oggi, cioè mettere persone in lista che poi non hanno un’idea politica che corrisponde al partito democratico. Le liste le fa il Pd in un assemblea locale, con i suoi organismi dirigenti. Per il consiglio municipale non vanno fatte incastrando puzzle, prestando il fianco a questo o a quel candidato al consiglio comunale che ha bisogno del suo galoppino nella lista municipale. Bisogna prendere persone che hanno dimostrato in questi anni di opposizione di dare una mano dentro una sezione, che hanno un’idea di attività politica, che hanno una visibilità, la stessa che credo di avere io , ricordando che non c’è il vincolo di mandato ma che non si può girare da uno schieramento all’altro come un anima in pena. Per quelli ci sono tante altre liste, non quella del partito democratico. Queste ovviamente non sono scelte che fa il presidente. Questo tema però io ce l’ho bene in mente, essendo diventato capogruppo dopo altri due, avendo vissuto anche con lacerazioni personali l’abbandono del nostro gruppo da parte di altri consiglieri. Non sono stati momenti edificanti né tantomeno semplici. Perciò lavoro da militante del pd affinché queste condizioni non si riproducano.

Luciana Miocchi

Settebagni – IV Municipio di Roma Capitale: illuminato finalmente vicolo delle Lucarie

5 Dic

Dopo più di vent’anni di richieste, promesse, rinvii a tempi migliori, finalmente vicolo delle Lucarie, una delle vie private ma aperte al pubblico transito, a Settebagni, da ieri gode dell’illuminazione notturna. La strada è una di quelle inserite in protocollo presentato dal consigliere municipale Marco Bentivoglio (Pdl) al dipartimento alle periferie di Roma Capitale, che un anno e mezzo fa aveva imposto di dare un ordine di priorità alle singole strade. Nel giro di poco venne illuminata via Piombino, sede di un supermercato e oggetto di insediamenti abusivi precari, quindi a rischio per quel che riguardava l’ordine pubblico.

Rimangono ora solo un altro paio di vie del quartiere non coperte dall’illuminazione pubblica, per le quali il Comune deve stanziare i necessari fondi.

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio: undici anni fa la strage di via Ventetone

27 Nov

Un pensiero a tutte le vittime, a chi ha perso la vita in casa, al lavoro e nei soccorsi. A chi è rimasto vivo ma precario nell’esistenza, a chi non riuscirà mai più a scrollarsi la polvere di quel giorno di dosso.

http://www.valmelaina.it/via_ventotene_commemorazione_2012.html

Questo è il reportage a cui Alessandro Pino ed io abbiamo lavorato l’anno scorso, in occasione del decennale:

https://lucianamiocchi.wordpress.com/2011/11/29/quella-mattina-di-dieci-anni-fa-in-via-ventotene-nel-ricordo-di-uno-dei-primi-soccorritori/

Tempo reale: ore 19.30 – Caos sulla Salaria. Il semaforo di Castel Giubileo vicino al Gra è in tilt e segna rosso per tutti

23 Nov

La fila ha raggiunto livelli record e non si capisce perchè fin quando non si arriva sotto il semaforo. Le lampade segnano rosso contemporaneamente e diventa un azzardo passare da via Grottazzolina alla Salaria, anche se sulla Salaria le auto sono disciplinatamente incolonnate in attesa del verde. Avvertito il 112, l’operatore gentilissimo, ma evidentemente all’ennesima segnalazione uguale, annuncia il prossimo imminente arrivo dei vigili urbani.

Luciana Miocchi