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Giuseppe e l’arcobaleno nei suoi sogni – diario africano di Irina Panepucci –

8 Ago

Giuseppe Magnifico aveva tutta la vita davanti. Era un ragazzo come tanti, con sogni, speranze, esperienze da fare. Un incidente ha spezzato la sua vita e cambiato per sempre quella della sua famiglia. Anni di dolore a cui dare un senso, battaglie legali per vedere riconosciute responsabilità e giustizia, l’impegno civile portato per un nuovo disegno di legge che preveda pene più severe nei confronti di chi provoca vittime sulla strada in preda ai fumi di alcol e droghe o guida credendo di trovarsi in pista anziché su una via qualunque. Poi l’idea di dare concretezza a un vecchio sogno. Eccola qui Irina, con la sua forza, sempre alla ricerca di “quegli occhi”. Sono onorata di ospitare il diario del suo viaggio sul mio blog. I collegamenti saranno difficili, manderà i post quando potrà. L’aspetteremo con impazienza, ben sapendo che al di fuori dei grandi centri il wi-fi è praticamente inesistente.

Per l’intanto, questo è il primo resoconto, scritto la sera precendente la partenza.

Rapita dai racconti della mia carissima Elisabetta, mamma di Andrea, al ritorno dal suo ultimo viaggio in Etiopia lo scorso anno, decisi di appoggiare e sostenere un progetto, quello della costruzione di un oratorio con annesso campo da gioco intitolato “Giuseppe e l’arcobaleno nei suoi sogni”, con il desiderio di potermi recare in quei luoghi ed accompagnarla in quello che sarebbe stato il suo prossimo viaggio in quel paese, dove lei sta portando una preziosissima fonte di vita….l’acqua. Quello che all’inizio sembrava essere un progetto irrealizzabile si è trasformato invece in una magnifica realtà, con i proventi della vendita dei biglietti di una lotteria, e con quelli provenienti dal 4° Memorial intitolato a mio figlio Giuseppe, siamo riusciti a raccogliere la somma necessaria per il completamento sia dell’Oratorio, che darà ospitalità a 400 tra bambini e ragazzi, che dell’annesso campo da gioco polivalente.

E quella data che qualche mese fa sembrava essere così lontana è arrivata…….domani 7 Agosto 2014, con quelli che saranno i miei straordinari compagni di viaggio, voleremo alla volta dell’ Ethiopia ben consapevoli che il cammino che ci apprestiamo ad affrontare non sarà facile, soprattutto per me che mi reco in quel paese per la prima volta……….
“Non esiste il caso, ne la coincidenza, noi ogni giorno camminiamo verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre……....”
Forse in quel luogo così lontano riuscirò a dare un senso a quello che in questi interminabili nove anni senso non ha mai avuto….forse tra quei sorrisi ritroverò quel sorriso tanto amato, che manca come l’aria e che non ho mai smesso di cercare. Sarà un viaggio all’insegna dell’amore, quell’amore indissolubile che lega una madre al proprio figlio…….So già che vivrò delle emozioni intense, e che in quel luogo ci lascerò il cuore…………

Una piccola vanità

11 Lug

Nulla di serio, soltanto che dopo qualche anno di esperimento wordpress.com il blog evolve e diventa http://www.lucianamiocchi.com

Non cambierà nulla, perchè chi continuerà a digitare l’indirizzo http://www.lucianamiocchi.worpress.com giungerà ugualmente alla pagina.

Continuate a leggere lucianamiocchi, anche se è solo per insultare, a noi fa piacere ugualmente. 

Una mia prof diceva sempre “Ninì, se ne parla bene, se ne parla male…basta che se ne parla”.

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Galleria fotografica della manifestazione No Puzza del 19 giugno 2014 – Villa Spada / stabilimento Ama Salaria

19 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Giovedì 19, l’annunciata assemblea di via Cortona, a Villa Spada, organizzata dai comitati di quartiere di Villa Spada, Colle Salario, Serpentara, Val Melaina e al comitato spontaneo No Puzza è proseguita, dopo aver preso la decisione al momento, in una protesta davanti allo stabilimento Ama di via Salaria. Tutto volutamente apartitico, senza simboli politici di nessun genere, per testimoniare la delusione nei confronti delle istituzioni, dalle quali i residenti si sentono abbandonati al proprio destino di agnelli sacrificali in quello che considerano un tentativo di salvare Roma dall’immondizia senza far decollare seriamente la raccolta differenziata.

Hanno rallentato il traffico sulla via Salaria, senza creare screzi con gli automobilisti, che una volta letti i cartelli, hanno compreso e solidarizzato.

Due volanti dei carabinieri, probabilmente chiamate dall’interno dello stabilimento, sono rimaste a discretamente a bordo strada, pronte ad intervenire.

Ci sono stati momenti di tensione quando il commento di alcuni dipendenti Ama “andatevene, questa è casa nostra e hanno detto che è tutto a norma” è stato udito chiaramente da diversi residenti. La risposta urlata: “no, questa non è casa vostra, la sera tornate alle vostre abitazioni lontane dalla puzza”. A norma o meno, l’odore nauseabondo era presente e chiaramente percepibile già in via Cortona, davanti lo stabilimento è stata una presenza costante e sgradevole, fastidiosa al naso e allo stomaco.

La testimonianza di due donne ospiti del centro accoglienza, in proposito, è illuminante: “spesso siamo costrette ad andare alla fermata atac successiva ché qui davanti molti autisti non fermano, dicono che puzza troppo. Tante volte, quando siamo al centro, siamo costrette a tapparci dentro come possiamo, la puzza è insopportabile”.

Tra i manifestanti c’erano la ex europarlamentare Roberta Angelilli, che segue da tempo la vicenda, il presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, i consiglieri Cristiano Bonelli, ex presidente del Municipio, Jessica De Napoli, Fabrizio Cascapera e Simone Proietti. Il consigliere Angelo Massacci, residente in zona, è rimasto in via Cortona.

Dopo alcuni minuti c’è stato il blocco temporaneo di due camion di Ama in entrato allo stabilimento. Il primo conducente è riuscito in poco tempo a guadagnare la sbarra, attendendo con pazienza che le persone si scansassero, il secondo ha reagito uscendo dal mezzo, ne è nato un alterco e chi si è messo in mezzo per sedare gli animi ne ha riportato i segni.

Nel frattempo i politici locali si schieravano davanti al camion, a fianco dei manifestanti, mentre l’autista, che aveva riguadagnato la cabina, tentava di passare ugualmente.

La presenza tra i manifestanti della Angelilli e dei cinque consiglieri municipali, intervenuti senza simboli di partito, come richiesto, a quel punto è stata determinante perché la situazione si risolvesse senza degenerare, schierandosi davanti l’ingresso, andando a parlare con le forze dell’ordine, prendendo le difese di un uomo accusato ingiustamente di aver cagionato dei danni d un mezzo.

Alla fine è giunto anche il parroco di Villa Spada, a portare sostegno ai manifestanti. Il suo gesto è stato molto apprezzato e ha fatto sottolineare a tanti il fatto che lui fosse presente, al contrario del presidente del Municipio e dell’assessore municipale all’ambiente, da cui si aspettavano una presenza solidale con il loro disagio. Bisogna dire che ufficialmente nessun politico è stato invitato, quelli che sono giunti lo hanno fatto per iniziativa personale, dopo aver appreso dell’assemblea dai gruppi e dalle pagine facebook dedicate all’annoso problema. Ma questo, la folla non lo vede, percepisce solo le assenze e le presenze.

A manifestazione ormai finita, Bonelli si è così espresso: “ero, sono e sarò sempre per l’unica via risolutiva, la delocalizzazione dell’impianto. A questo ho lavorato concretamente quando ero presidente e questo continuo a chiedere, in tutte le forme che posso, da cittadino, da consigliere, da manifestante!”.

Il presidente del consiglio municipale, Corbucci: “cambiano i ruoli e le responsabilità di ognuno di noi ma non può mai mancare il sostegno incondizionato a tutti i cittadini che da anni subiscono i danni dell’Ama di via Salaria. Personalmente sarò sempre al loro fianco per risolvere il problema più gravoso del Municipio”.

Luciana Miocchi

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“Rosso come il sangue. La storia della mia vita” – di Alessandro Pino

13 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Il leImmaginettore non si lasci ingannare dal titolo “forte” e un po’ fuori bersaglio rispetto al contenuto: qui non si evocano atmosfere alla Dario Argento né si preme l’acceleratore sulla militanza politica, nonostante l’autore, Gustavo Manoni – classe 1928 – di questo volumetto di memorie sia stato per una ventina di anni consigliere del Pci in quello che oggi è il III Municipio di Roma e nella prefazione ribadisca la sua appartenenza. Si limita a questo la “colorazione” politica di un agile libriccino – curato dalla giornalista Luciana Miocchi – che rientra invece a pieno diritto in una fiorente pubblicistica locale volta a tramandare quelle storie minime spesso catalogate sprezzantemente come “Italietta” soltanto perché lontane dalle cronache nazionali e che hanno invece nel Dna la dignità delle persone qualunque che ogni santo giorno hanno pedalato per mandare avanti la carretta.

Si tratta dunque di una serie di appunti, di quadri di vita personale che nel caso di Gustavo Manoni combaciano quasi integralmente con quella di Settebagni, oggi quartiere a nord della Capitale, ieri borgata alla cui nascita contribuì partendo quasi da zero. Come osservando delle foto di famiglia in bianco e nero – effettivamente inserite in appendice al testo – sembra quasi di assistere a un documentario su quell’Italia di una volta che oggi invece si vuole stravolgere senza rispetto alcuno per le proprie radici (e in questo bisogna dire che proprio gli eredi del partito caro all’autore stanno dando il proprio deleterio apporto). Sfogliando le pagine si susseguono agilmente episodi legati o meno tra loro, che in un caso – il blocco della via Salaria per protestare contro l’arrivo degli zingari, qui vivaddio così definiti in barba alla correttezza politica imperante – farebbero anzi pensare a simpatie tutt’altro che “rosse”.

Un sentito ricordo viene dedicato al matrimonio civile con Palmira – mancata l’anno scorso – che fu l’innesco di una vena polemica di Manoni nei confronti dell’autorità ecclesiastica, favorita da un carattere che lo stesso autore definisce “tignoso”. Quasi una tradizione per lui, quella degli screzi con i parroci di Settebagni, che ha trovato strascichi anche in occasione della presentazione del libro, tenutasi davanti a un nutrito pubblico presso un esercizio commerciale “amico” dopo che gli organizzatori – forse avventatamente – ne avevano dato anticipazione in rete preannunciandone l’inserimento tra le iniziative di contorno ai festeggiamenti per Sant’Antonio di Padova, patrono del quartiere. Ne è nata una spiacevole polemica – che a qualche osservatore esterno ha ricordato atmosfere alla Guareschi – nella quale occorre dire che Manoni ha avuto ruolo di spettatore – alimentata anche da interventi a gamba tesa (in periodo di mondiali ci sta tutta) da parte di politici locali solitamente più misurati e accorti. Sono venuti allo scoperto malumori latenti tra la fazione del parroco e quella del partito, ultimo revival di un mondo che scompare: la maggioranza dei residenti, arrivata da poco con le nuove edificazioni, non ha voluto prendere posizione (da registrare uno schietto “ma ‘sti cazzi, li probblemi so artri” rivolto allo scrivente) e poco le importa di vicende ormai storiche e che solo operazioni editoriali come questa salveranno dalla dispersione, assieme ai loro protagonisti, nell’impietoso fluire del tempo. Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: un’affossamento sospetto dell’asfalto

12 Giu

sottacquasottoterraOrmai è qualche settimana che esiste. Appena fuori dal ponte della ferrovia, quello che si trova dopo il capolinea degli autobus, entrando a Settebagni dall’uscita della A1, direzione chiesa.

Dapprima era solo una strana pozzanghera, formatasi in assenza di pioggia. Poi, nel giro di alcuni giorni ha cominciato a crepare l’asfalto, poi a cedere. Manto stradale sempre bagnato, anche se di nuvole in cielo non ve ne erano da giorni. La situazione attuale è quella che si vede nella foto: la strada è bagnata per alcuni metri, il lastrico risulta affossato di alcuni centimetri. Non può essere un assestamento nel terreno sottostante a causa di lavori eseguiti frettolosamente, perché sono anni che non se ne fanno in quella porzione di strana. Rimane un’unica inquietante ipotesi: che l’acqua in superficie provenga da una perdita che si è verificata qualche metro più sotto, che il cedimento sia il risultato del dilavamento sotterraneo. Numerose le pattuglie dei VVUU che sono “saltate” sulla quasi buca, come tutti i guidatori che sono passati di là ad una velocità superiore ai 20 Km/h.

Sono aperte le scommesse su quanto tempo ci vorrà per un intervento riparatore. O, in alternativa, per vedere la solita voragine inghiottire un pezzo di strada.

Luciana Miocchi

Oggi sono al N’importe qua, venite là!!

16 Apr

Essì, è un po’ di tempo che non scrivo ma non sono rimasta con le mani in mano.

Questa sera ad esempio, vicino al Ghetto avrò l’onore di condurre la prima presentazione ufficiale di Angelo Di Strada, scritto dalla mia amica Flavia. Il libro merita, l’ho letto e riletto. L’autrice è un po’ tesa, oggi è il suo battesimo del fuoco, è una settimana che ci scherziamo su, le proponiamo scenari apocalittici e anche di più. Ovviamente ci sarà anche Alessandro Pino, non potrei mai non condividere questa esperienza con lui. Sapete com’è, se dovessero arrivare pomodori e ortaggi vari all’indirizzo della stampa…lui è più grosso!!

Scherzo, naturalmente. Lavoriamo bene insieme e questa sera interverrà anche Paolo Silvestrini, coautore del libro su Franco Califano, edito da Mondadori  che è già diventato un best seller. Che dire, siamo tutti amici, comunque vada sarà un successo.

1angelo

Ho fatto quel che ho potuto. La vita di Maurizio Costanzo nel libro intervista di Paolo Silvestrini

15 Mar

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

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Una bella e lunga intervista a Maurizio Costanzo, quella di Paolo Silvestrini.

“Ho fatto quel che ho potuto”, edito dal Edilizio e distribuito in tutte le librerie, in poco più di cento pagine riporta dell’uomo che ha inventato il talk show tricolore i ricordi degli amori, i matrimoni, la passione per il giornalismo, l’ufficio, la cucina, il cibo, la palestra, gli amici, il teatro e la TV, i libri, i giornali e la scrittura, la noia, la malinconia, la solitudine, i figli.

Un libro garbato, pervaso di una serena malinconia, nello stile lieve di Silvestrini, che affronta qualsiasi tema con l’obiettivo di scovare le emozioni più autentiche e mai lo scoop torbido.

Alla presentazione ufficiale, presso la libreria Faggiani Next Door di via Ferrari, a Roma, a distanza di due anni dall’uscita dell’ultimo libro “dettagli di dettagli” sono accorsi molti degli amici del mondo culturale della capitale che il giovane scrittore si è fatto in una carriera ormai decennale. Alcuni, come Franco Oppini, l’ex gatto di vicolo miracoli ed ora attore di teatro e Moraldo Rossi, regista di più di duemila storie di Carosello,  si sono seduti al suo fianco a raccontar aneddoti durante la presentazione mentre gli attori Elio Pandolfi e Daniela Cavallini hanno letto degli estratti.

Maurizio Costanzo, per incombenze improvvise è potuto essere presente soltanto in video. Questo è il suo commento: « E’ stato pubblicato un libro che non è mio ma mi riguarda in quanto parla di me. Se questo libro è uscito lo si deve alla tenacia di Paolo Silvestrini che è stato in grado di bloccarmi al lungo a parlare di me. Impresa che personalmente detesto. Ripeto, comunque, grazie a Silvestrini e per quanto mi riguarda: “Ho fatto quello che ho potuto”».

 

Roma, Piazza di Spagna: il sottopasso della Metro come una pattumiera – di Alessandro Pino

24 Feb

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(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Che le metropolitane di Roma non siano esattamente il Paradiso Terrestre è cosa risaputa ed è ormai tale la triste assuefazione alla sporcizia, agli atti di barbaro vandalismo e ai furti (quando non alle vere e proprie aggressioni a scopo di rapina) che ne rendono indecente la frequentazione, da cadere spesso nell’errore di considerare inevitabile, fisiologico un simile stato di cose che invece dovrebbe essere intollerabile in una capitale europea nel Ventunesimo secolo, senza dover scomodare confronti con il superlativo e sconfinato “Tube” londinese, tanto per fare un esempio. A smentirci (in negativo) sul fatto di esserci abituati sono bastati i pochi metri percorsi un paio di giorni or sono da chi scrive nel sottopassaggio che dall’ingresso su piazza di Spagna della stazione omonima portano alle scale mobili di via Veneto e al parcheggio coperto di Villa Borghese: i luoghi erano talmente ingombri di spazzatura e di una orribile lanugine nera, sia a sparsa che a mucchi negli angoli, che compilarne una descrizione sarebbe inutile fatica, oltre a non rendere appieno l’idea. Preferiamo affidare il giudizio dei lettori alle fotografie che non siamo stati i soli a scattare, essendoci trovati in compagnia di diverse altre persone – turisti compresi – scandalizzate da quell’immondo panorama. Forse le autorità responsabili della gestione di quegli ambienti interverranno per fornire giustificazioni sull’accaduto e rassicurazioni di un pronto ripristino, ma l’impressione disastrosa che si ricava da tutto ciò è quella di un totale e prolungato abbandono sia in termini di manutenzione (intesa come personale di pulizie) come anche di vigilanza, essendo poco verosimile che una tale quantità di immondizia sia stata depositata in poco tempo. Inutile, come sempre, sbandierare trovate velleitarie come possono essere dei mosaici firmati da artisti di grido per decorare le pareti delle stazioni quando non si arriva nemmeno all’A B C della manutenzione ordinaria.

Qui sotto la gallery. Buon divertimento – si fa per dire.

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Alessandro Pino

La proposta per il nuovo regolamento del III Municipio di Roma Capitale

14 Gen

Per chi vuole documentarsi ed esprimere il proprio parere, qui è possibile leggere i cento articoli proposti in delibera da Riccardo Corbucci, presidente del consiglio municipale propostanuovoregolamentoMUNICIPIOIII

Dodicesimo anniversario di Via Ventotene

27 Nov

Un pensiero a tutte le vittime, a chi ha perso la vita in casa, al lavoro e nei soccorsi. A chi è rimasto vivo ma precario nell’esistenza, a chi non riuscirà mai più a scrollarsi la polvere di quel giorno di dosso.

Una storia da raccontare a chi non c’era, a chi era troppo piccolo, a chi era distratto. Perchè gli stessi errori non vengano ripetuti ché la memoria è l’unico antidoto

Questo è il reportage a cui Alessandro Pino ed io abbiamo lavorato nel 2011, in occasione del decennale:

https://lucianamiocchi.wordpress.com/2011/11/29/quella-mattina-di-dieci-anni-fa-in-via-ventotene-nel-ricordo-di-uno-dei-primi-soccorritori/

Un ambulanza per due.Parlano Ricozzi e Corbucci, gli esponenti del Pd locale protagonisti dell’aggressione di lunedì di cui si accusano a vicenda. Per il presidente del III Municipio Paolo Marchionne una nuova gatta da pelare

31 Ott

Corbucci Ricozzi

(pubblicato da http://www.di-roma.com )

Roma – La stampa locale ieri ha avuto un bel po’ da fare, per star dietro agli aggiornamenti su quanto accaduto lunedì a Vigne Nuove, nei locali che per alcuni ospitano il locale circolo Pd e per altri solo un ectoplasma evanescente.

Non è stato un bello spettacolo, la politica dovrebbe essere dialogo e confronto, anche duro, ma sempre sul piano verbale, mai fisico…

Eppure si è arrivati alle mani, con il presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci dimesso con una diagnosi di commozione cerebrale e un collarino rigido e Claudio Maria Rocozzi, presidente dell’assemblea Pd del territorio, rimasto in osservazione in ospedale con la pressione alle stelle, le volanti di carabinieri e polizia con tanto di sirene e lampeggianti giunte a sedare non una rissa da bar ma una civile assemblea politica.

Con l’effetto niente affatto collaterale che la questione avrà riflessi anche in seno al governo di Monte Sacro, con il presidente Marchionne che dovrà tenere a bada ogni possibile tentazione da parte dei suoi assessori e consiglieri di parteggiare per uno o per l’altro, mettendo a dura prova la coesione della maggioranza stessa.

Ricozzi ricostruisce la sua versione dei fatti:

«È venuto (Corbucci, ndr) sbraitando che aveva 2.000 voti e perciò poteva dire quello che voleva. È venuto a dire che un congresso come quello non si doveva tenere perché quel circolo non esisteva, quando il garante del congresso era uno della sua mozione».

Mi scusi, ma questo circolo esiste o no?

Il circolo esiste.

Però dovreste dire a quelli che si occupano del sito ufficiale del Pd di aggiornare i dati.

Quelli del Pd hanno fatto decine di errori di circoli, di orari, di indirizzi. Un conto sono gli errori diciamo così, materiali, della Federazione, che non possono essere imputati ai circoli, va bene? Dopodiché il circolo ha fatto 20 tessere nel 2012, quest’anno ha rinnovato le 20 e ne ha fatte altre 27, stiamo parlando di 49-50 iscritti. Gonfiamento del tesseramento? Stiamo parlando di un territorio che va da Vigne Nuove, a Porta di Roma, a Cinquina. Ci abiteranno 50.000 persone… un territorio molto vasto, ha 50 iscritti ti sembra una cosa fuori dal… non mi pare no?

Il presidente del circolo chi è?

Il presidente è Massimo Nardini.

Però chi scrive ha ricevuto una mail da parte di una persona che asserisce di essere stata presente e che quella di lunedì era una riunione per costituire questo circolo, tanto è vero che ho chiesto di parlare con il presidente o qualche responsabile ma non sapeva chi fosse.

No, già esiste, andavano rinnovate le cariche. Il congresso era per il rinnovo del circolo e per l’assemblea romana, come previsto dallo Statuto. Dopodiché la Federazione ha discusso in commissione congressuale le date dei circoli, ha messo anche quel circolo perché era regolarmente iscritto, è venuto a fare il garante uno della mozione Giuntella, che è quella di Corbucci, lui si è messo li a strillare dicendo che non esisteva niente ma urlava in un modo che non ha idea. Dopodiché gli ho detto solamente  “Stai zitto, finiscila, vai fuori”. M’ha preso, mi si è attaccato per le braccia. mi si è tirato addosso per far vedere che io l’ho aggredito.

Quindi si è appiccicato lui a lei, non lei a lui?

Si, si, si! Ha fatto tutta sta sceneggiata poi si è buttato per terra, mi dispiace perché ho cercato anche di tenerlo, di non farlo cadere e ha sbattuto la testa sulla scrivania. Dopodiché io mi sono alzato e mi sono sentito male, a momenti mi veniva un infarto, tanto è vero che quando è venuta l’ambulanza hanno portato via prima me. Sono stato 18 ore in ospedale, non so lui quando è uscito.

Io posso avere tutti i difetti del mondo non sono uno che… non è una cosa che mi appartiene, non so alzare la voce, no una cosa del genere no mai, dopo che tu vieni la, al dibattito, continui a strillare come ha già fatto al circolo di Yuri Bugli (altro consigliere municipale Pd ndr) che gli ha fatto saltare il congresso, non so poi perché, non c’è nessuno che si è lamentato di non aver ricevuto la convocazione, quando l’ha chiesto hanno tirato fuori una lettera con tanto di francobollo, è stato fatto tutto secondo i crismi della regolarità se poi lui non ha da mettere il becco… non so per quale motivazione…

Per quanto mi riguarda circa l’episodio non è successo niente di grave, mi dispiace che lui si sia fatto… non lo so, se si è fatto male mi dispiace, mi dispiace che a momenti mi prende un infarto a me e credo che il partito vada avanti, faccia il congresso e finisca qua.

Comunque è stato un incidente non cercato da nessuno.

Ma no, non è successo nulla. Poi… cercato da lui se si butta per terra chiama la polizia, i carabinieri i giornali, io questo… mi auguro che questa cosa che mi raccontano non sia vera però tranne che lui si è buttato per terra ma che nessuno l’ha menato, nessuno l’ha spintonato ci sono 15 testimoni che affermano questa cosa, può sentire la consigliera Punzo, la consigliera Leoncini, può sentire chi vuole, se vuole le do i telefoni e se li chiama.

Dopo di che sento che lui mi vuole denunciare. Se succederà, mi difenderò e farò una contro denuncia. Per quanto mi riguarda è un episodio che inizia li e finisce li, se poi ti ripeto, se qualcuno dovesse adombrare la mia onorabilità a 54 anni, mi difenderò. Sta montando questa cosa da molto di più chi quello che è stato. Non ho intenzione di alimentare queste cose.

Da parte mia la cosa è finita là. Una cosa è chiara, il circolo è stato convocato, deciso dalla commissione congressuale, il garante era un garante della sua mozione e quindi questo sia già l’80 percento della risposta… da parte mia non c’è nessuna volontà di alimentare questa cosa. Mi dispiace che gli iscritti di Vigne Nuove dovranno andare a fare il congresso al circolo di Talenti per votare, dovendosi spostare non so quanti ci potranno andare ma non sto seguendo queste cose più di tanto perché non sto bene. Mi dispiace che per colpa di qualcuno gli iscritti devono subirsi anche questa rottura di scatole.

Riccardo Corbucci è molto più laconico, queste le sue poche parole riguardo questa storia:

«Non è assolutamente a mio avviso una questione politica, è un’aggressione che ho subito e che sarebbe potuta avvenire anche per strada, perché quella non è una sede di partito in quanto il circolo di Vigne Nuove non è mai esistito, come ha certificato anche lo scorso congresso, come ha valutato l’assemblea municipale del Pd, così come scritto recentemente dal coordinatore municipale Vittorio Pietrosante  e cosi come dimostra anche il sito ufficiale di Pd Roma. Detto questo non esiste alcuna questione politica ma una questione personale che io e Ricozzi ci vedremo nelle sedi giudiziarie preposte».

La parola quindi, agli avvocati. Perché sicuramente non finisce qua.

 Luciana Miocchi

articolo correlato: https://lucianamiocchi.wordpress.com/2013/10/31/iii-municipio-di-roma-capitale-corbucci-presidente-del-consiglio-cade-e-sbatte-il-capo-durante-un-congresso-di-circolo/

Addio all’ingegner Piero Muscolino

7 Set

Scomparso a settantacinque anni  l’esperto di trasporti notissimo tra i cultori dell’argomento

L'autore dell'articolo con Piero Muscolino

L’autore dell’articolo con Piero Muscolino

È scomparso l’ ingegner Piero Muscolino, esperto di ferrovie noto a livello internazionale e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, di cui era stato anche docente all’università Iulm. Era nato a Roma nel 1938, dove poi si era laureato in Ingegneria dei Trasporti venendo successivamente assunto come dirigente dalle Ferrovie dello Stato. Per gli incarichi ricoperti aveva avuto così modo di conoscere nei minimi dettagli pressoché ogni chilometro delle strade ferrate italiane (e non solo, avendo contatti di lavoro e amicizia con suoi colleghi stranieri) curando anche l’allestimento del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli. Un lavoro che era per lui non una mera fonte di sussistenza ma una vera e propria passione coltivata fin da piccolo e che aveva trasmesso con i suoi libri ai cultori del trasporto pubblico – specialmente d’antan: una materia che all’estero conta su vaste schiere di appassionati (oltre che sull’attenzione delle istituzioni) ma che da noi è spesso considerata quasi roba da marziani o semplicemente da stravaganti. Fu dunque per me una piacevole sorpresa scoprire in libreria – ormai tanti anni fa –  “Tram e filobus a Roma” che aveva scritto assieme all’ingegner Vittorio Formigari. Per uno come me  che ancora considera un miracolo della modernità il fatto che premendo un tasto si possa accendere una lampadina, di quel libro erano sicuramente le parti scritte da Muscolino quelle preferite: perché pur vantando ovviamente una preparazione ferrea, nei suoi scritti privilegiava una componente quasi romantica, attingendo da una sterminata miniera di ricordi professionali e familiari sempre coinvolgenti specie per chi apprezza un certo vissuto quotidiano ambientato a cavallo tra gli anni Cinquanta e i Novanta. Leggendolo sembrava quasi di calarsi in una Roma, in un’Italia nelle quali la vita era certamente meno ostile rispetto a oggi e percorse in ogni dove da strade ferrate poi ottusamente smantellate. A quel libro diversi altri dello stesso autore andarono a fare compagnia sul mio scaffale, sia tra quelli di nuova pubblicazione che recuperando quelli già editi in precedenza. Alla soddisfazione per la scoperta di un mondo – quello dei conoscitori dei trasporti pubblici, che pur rappresentando quasi un cenacolo di iniziati proseguono in un’opera benemerita di sensibilizzazione e divulgazione (si vedano per esempio i forum Mondotram e Ferrovie on line)  – aggiunsi poi quella di incontrare dal vivo l’ingegner Muscolino, per giunta in più di un’occasione e rigorosamente in ambito ferroviario: tra queste, un paio di volte presso la ex stazione di Colonna (ora museo dedicato alla dismessa linea Roma- Fiuggi) e altrettante a Settebagni dove era stato invitato in veste di conferenziere. Dimostrandosi ogni volta affabile e disponibile ad assecondare la curiosità dell’uditorio (e le mie richieste di autografo con dedica sui suoi volumi), diede ulteriore prova di una cortesia d’altri tempi quando – sapendo che mi dilettavo come reporter sulla stampa locale – mi chiese se fosse possibile tramite il giornale pubblicare un appello per avere notizie di una anziana signora che lui aveva aiutato su un autobus pubblico. Modi cavallereschi ormai definitivamente estinti, temo.

Alessandro Pino

(pubblicato su www.di-roma.com)

ultima ora: per perdita di gas da un distributore di Gpl Salaria bloccata tra Settebagni e Monterotondo

30 Lug

A causa di una consistente perdita dai serbatoi gpl di un distributore sulla via Salaria, tra Settebagni e Monterotondo, verificatasi tra le 13,30 e le 14,00 la consolare è stata chiusa nel tratto che va da Settebagni a via di Valle Ricca e il traffico deviato sulla bretella autostradale e sulla stessa via di Valle Ricca. Fermi i treni alle stazioni di Settebagni e Monterotondo. Sul posto i vigili del fuoco, che stanno bonificando la zona.

AGGIORNAMENTO DELLE 18: il traffico ferroviario e stradale è ripreso regolarmente

Luciana Miocchi

Settebagni, III Municipio di Roma capitale: chiuso per ferie l’ambulatorio Asl

4 Lug

Un foglio stampato al pc appeso sul cancello condiviso anche con la postazione 118 avverte l’utenza che dal 20 giugno al 20 settembre l’ambulatorio asl rimarrà chiuso dal 20 giugno al 20 settembre, causa ferie.

Un periodo così lungo di assenza di servizi non lascia presagire nulla di buono, già l’attività ridotta ad un solo giorno alla settimana aveva provocato proteste da parte dei residenti e delle associazioni di cittadini, in un quartiere scarsamente collegato con gli altri presidi del Municipio  e le sedi istituzionali. Il presidente del comitato di quartiere di Settebagni, Domenica Vignaroli, ha detto di avere fiducia nell’operato del nuovo governo municipale, perché mantenga un servizio essenziale per i residenti, difeso con tenacia nel corso degli anni e che è stato più volte ridotto ma mai azzerato da quando si riuscì ad ottenerne l’apertura quasi venti anni fa, specialmente quelli con ridotte capacità di spostamento.

Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: il monnezzaTour inizia dalla Fontanella – di Alessandro Pino

7 Giu

Settebagni: con la puzza sotto al “nasone” causa rifiuti

Utile ma letteralmente sepolta dalla spazzatura la fontana presso l’edicola sacra

PINOfontanadiscarica (2)Un luogo che potrebbe essere ameno, impreziosito da una fontanella di acqua potabile sempre fresca anche in estate e utilissima specie in periodi di crisi in cui si fa a meno della minerale ma che invece è ridotto a un vero e proprio immondezzaio a causa dell’inciviltà umana. Si parla dello spazio adiacente l’edicola votiva che si trova a Settebagni in corrispondenza della confluenza tra la Salaria, la via della Stazione di Settebagni e la salita della Marcigliana. Frequentatissima da devoti dell’immagine sacra, operai che vi si fermano apposta per riempire i thermos prima di andare in qualche cantiere della zona e semplici passanti, la fontanella giorno dopo giorno viene sepolta da rifiuti e immondizia di ogni genere, lasciata spesso proprio da quegli utenti che mostrano in tal modo un barbaro disprezzo per un tale piccolo tesoro. Nell’abituale campionario di lerciume si trovano bottiglie, cartacce bisunte, lattine, confezioni in tetrapak e residui di alimenti, cui ultimamente si sono aggiunti – oltrepassando ogni limite dell’indecenza –  interi sacconi di spazzatura, lavandini provenienti da qualche demolizione e altri rifiuti ingombranti che l’unno di turno ha evidentemente ritenuto troppo faticoso portare fino all’isola ecologica di via dell Bufalotta. Che cosa si può fare, tenuto conto che l’Ama rimuove con una certa frequenza i rifiuti (trovandosene infatti sempre di diversi)?

PINOfontanadiscarica Impensabile un presidio fisso delle forze dell’Ordine anche se un’occhiata di passaggio non guasterebbe. Forse bisognerebbe tutti insieme diventare un po’ vigilanti tenendo un comportamento civile quando capita di passare sul posto e invitando il prossimo a fare altrettanto: perché magari è vero che chi si fa gli affari suoi campa cent’anni, ma in queste condizioni fa sicuramente una vita da schifo.

Francesco De Salazar è con Fratelli d’Italia e non con Marchini e resterà consigliere solo in II Municipio

3 Giu

Salazar_solofratelliditalia(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Roma, elezioni comunali 2013 – L’esponente politico locale chiarisce finalmente la sua posizione e la questione della doppia candidatura in II e XII Municipio che lui conferma, ma come episodio non voluto…

In breve, sarebbe stato un incidente della macchina elettorale e un suo attimo di leggerezza, come da lui stesso sottolineato durante una telefonata avvenuta oggi, iniziata alle 9,40 e durata 7 minuti e 31 secondi. Un contatto avvenuto dopo l’invio di un suo comunicato alla mail della redazione “Di Roma”.

Ecco quindi le sue parole come da dichiarazione scritta.

Sulla rete circolano notizie infamanti sul mio conto riguardo la mia doppia elezione, nel 2 e nel 12 Municipio tirando in campo parenti che nulla hanno a vedere con questa vicenda. Ecco i fatti: ho ricevuto da parte della lista Marchini una proposta di candidatura alla Presidenza del 12 Municipio per l’impegno civico pluriennale.

Successivamente, molti cittadini appartenenti al movimento cittadino che presiedo da 5 anni mi hanno chiesto di candidarmi al municipio 2 ritenendomi persona valida e capace.

Nel momento in cui volevo rinunciare le liste erano gia state chiuse e ho appreso soltanto 7 giorni dopo la presentazione delle liste di esser candidato in entrambi i municipi. Ho fatto con convinzione la campagna elettorale ottenendo  un risultato importante, quasi 500 voti di preferenza, frutto di un lavoro pluriennale svolto nel comitato di quartiere di cui faccio parte. Chiarisco che non esiste alcuna illegittimità per la doppia candidatura, così come, purtroppo, non esiste alcun modo per recedere da una candidatura, la legge non lo prevede. E’ comunque ovvio, lo dichiaro con chiarezza, che lascerò il seggio del 12 Municipio per proseguire il mio percorso al Municipio 2“.

Luciana Miocchi

Il lunedi mattina, il parcheggio, le strane mutazioni genetiche degli smartisti a Roma

24 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

SMARTtorre1Nuvoloso Lunedì mattina, quartiere Prati, orario della ricerca affannata di parcheggio, umore d’ordinanza, pessimo.

Per una di quelle fortunate coincidenze, una decina di macchine escono dalle strisce blu della stessa via quasi contemporaneamente. Posto a go-go per tutti, per almeno tre minuti. Soltanto pochi istanti prima ero psicologicamente preparata ad affrontare una lunga e dura battaglia per la conquista di una sosta a pagamento. Una volta tanto parcheggio subito, anche se non proprio agevolmente: uno scooter infilato di traverso e la recinzione di un albero mi complicano la vita ma modestamente me la cavo e sono grata al cielo di essere stata risparmiata proprio in questo inizio di settimana. Odo il cinguettare degli uccellini, addirittura. Serena scendo dalla macchina con tutta calma per andare a pagare il tagliando. Respiro l’aria profumata di maggio ma fredda che sembra novembre e i passanti mi paiono tutti amichevoli, anche quelli che transitano sulle strisce pedonali nonostante il semaforo rosso. Con un sorriso tiro fuori le monetine e le infilo nella macchinetta, quasi accarezzandola, beata. Roma stamattina ti lovvo più degli altri giorni, trovare posto al primo sguardo è emozionante e ben disponente verso il prossimo, lo devo ammettere. Davanti a me si stacca dal marciapiede una berlina. C’è una smart in attesa. Schiaccio il tasto per stampare il biglietto del parchimetro mentre osservo la strana manovra della guidatrice. C’è spazio a sufficienza per una manovra classica ma lei tira in avanti, sterza tutto, si ritira in avanti, sterza a dritta, retromarcia a manca e….si parcheggia a novanta gradi rispetto la logica corrente. Non ha resistito o è l’unico parcheggio che è in grado di fare. Non contenta, si esibisce ancora in un altro paio di assestamenti, poi si guarda intorno soddisfatta. Lo spazio che ha risparmiato basta si e no per uno scooter che messo così farà incazzare parecchio il guidatore della macchina che la precede, quando la andrà a riprendere. Ma che importa? Ho appena realizzato la sosta più veloce da quando vengo qua, sono rilassata, distesa, in pace con il mondo nemmeno avessi fumato il calumet della pace con Toro Seduto. Solo che..il quesito del giorno è: perchè???? Ovvero la strana mutazione genetica che sembra essere posseduta dall’80% di portatori (in)sani di Smart

Luciana Miocchi

Figli di una divisa minore – di Alessandro Pino

14 Mag

foto fornita dall'ufficio stampa della Questura

foto fornita dall’ufficio stampa della Questura

A pochi giorni dalla sparatoria di Montecitorio che ha visti feriti due carabinieri, un altro fatto di sangue vede come vittima qualcuno che veste una divisa: la mattina del 6 maggio infatti fuori una banca di Marino una guardia giurata che stava effettuando servizio di scorta valori è stata oggetto di una aggressione da parte di due rapinatori, che non hanno esitato a sparargli in pieno volto.  Immediatamente dopo l’aggressione i due banditi hanno rinunciato al colpo e si sono allontanati, ma uno di loro, un romeno di 37 anni è stato catturato dalle forze dell’ordine con ancora indosso la semiautomatica Bernardelli usata per sparare alla guardia (nel frattempo portato in eliambulanza presso l’ospedale San Camillo dove è ricoverato in gravi condizioni). Detto questo, le analogie con i fatti svoltisi fuori palazzo Chigi terminano qui e non solo perché l’episodio di Marino non si presta a ipotesi complottistiche da fantapolitica. Certo, rende pienamente l’idea di come le guardie giurate vadano letteralmente allo sbaraglio senza tutele o protezioni di sorta in un contesto sempre più degradato, sempre più feroce. Ma c’è dell’altro, a nostro avviso: subito dopo il ferimento a Montecitorio del brigadiere Giangrande si è assistito a una imponente mobilitazione civile tesa a esprimere soliarietà, vicinanza, sostegno e sdegno per l’accaduto, non mancando di sottolineare l’esigua paga percepita da un qualunque sottufficiale dell’arma. Nel caso della guardia giurata – come già successo in passato – niente di tutto questo: nessuna pagina di social network dedicata, nessun figlio invitato in televisione, niente di niente. La stessa copertura giornalistica del fatto si è limitata al solito articolo di cronaca, peraltro mediaticamente sepolto dalla concomitante scomparsa di Andreotti; difficile pensare che ciò sia stato dovuto soltanto allo svolgersi dei fatti in provincia anziché in pieno centro di Roma. Viene anche il dubbio (alimentato da una ricca casistica in materia) che se per caso la guardia giurata avesse reagito per salvarsi la pelle ferendo i suoi aggressori, si sarebbe subito trovata iscritta nel registro degli indagati: “atto dovuto”, si dice, ma intanto l’avvocato si paga subito e si viene anche sospesi da lavoro e retribuzione “in via cautelativa”, come se la cautela andasse presa nei confronti di un povero cristo pagato ancora meno del carabiniere (ci si aggira sui milleduecento euro al mese dopo quattordici anni di servizio, ammesso di arrivarci) e non di pericolosi criminali.

Questa è la condizione di una categoria troppo spesso bistrattata ma sempre più indispensabile, anche se ancora considerata una divisa di  serie zeta.

Alessandro Pino

Lo storico Tram 1029 di Napoli – primo video del nostro canale youtube

8 Mag

Come annunciato, buona visione:

lo storico tram 1029 di Napoli

L’Italia è una Repubblica fondata sul gioco d’azzardo? – di Alessandro Pino

1 Mag

giocodazzardoImmediatamente dopo la recente sparatoria di Montecitorio sono emersi diversi aspetti della biografia dell’attentatore Luigi Preiti: si è detto che viveva il dramma della disoccupazione in aggiunta a quello della fine del proprio matrimonio. Oltre a questo pare avesse dilapidato ogni avere al gioco d’azzardo elettronico legalizzato, ai videopoker o slot machine insomma. Ora, non è certo intenzione di questo articolo giustificare azioni del genere, che comunque rappresentano una novità per il nostro paese  essendosi fino a oggi letto (purtroppo) di suicidi per casi analoghi e non di tentati omicidi. Però a questo punto una riflessione sul fenomeno si impone: a fronte di una desolante desertificazione industriale (legata a doppio filo con l’importazione dall’estero di prodotti una volta prodotti qui) e conseguente dissolvimento di posti di lavoro si ha invece il fiorire di un’economia della disperazione, della quale le sale slot (assieme ai “compro oro”) rappresentano la manifestazione più evidente. Da una parte quindi si perde la fonte del proprio sostentamento, dall’altra si cerca di compensare quella perdita con delle effimere vincite al gioco che poi, come si vede, si rivelano perdite rovinose. Basta guardaris intorno, dappertutto è ormai un fiorire di sale da gioco e centri scommesse sconsideratamente promossi col beneplacito di uno Stato che anziché educatore è diventato biscazziere della peggior risma. La tosatura del gregge non richiede nemmeno più strutture come gli ippodromi – da pochi giorni ha chiuso quello romano sito in località Tor di Valle – che almeno davano lavoro a un certo numero di addetti. Basta infatti una macchinetta programmata per spennare il fesso – o il malato secondo alcuni – di turno ed ecco che risparmi ed esistenze vanno in fumo. Quando la sala slot non c’è, si sperpera denaro in rete (anche da cellulare) con siti che propongono giochi analoghi ai quali fornire i dati della propria carta di credito, mentre dei cosiddetti gratta e vinci nemmeno ne parliamo: ci andrebbe scritto sopra “nuoce gravemente al portafogli” un po’ come per le sigarette. Il tutto pubblicizzato a spron battuto con spot biforcuti a base di belle donne e vincite facili che hanno quasi del demoniaco per quanto sono tentatori, sempre però con l’aggiunta dell’ipocrita avvertenza “gioca responsabilmente”. Come non bastasse, è ormai noto che la criminalità organizzata ha messo occhi e mani proprio su questo genere di attività ricavandone miliardi. Si dirà che si è maggiorenni e vaccinati, quindi nel caso si finisca sul lastrico la colpa è personale. Però è pur vero che  l’occasione magari non fa l’uomo (o la donna) ladri, ma più probabilmente gonzi. E allora questa occasione sarebbe meglio toglierla da davanti al  naso, rifondando un’economia degna di questo nome che non si basi sull’aria fritta e destinando risorse alla creazione  di posti di lavoro reali e non di inutili postifici (con la o) dove piazzare i soliti amici degli amici: meglio i pastifici.

Alessandro Pino