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Nuovo sito di trasbordo rifiuti in Terzo Municipio: infuria la polemica – di Alessandro Pino

9 Lug

[Roma] Non si placano le polemiche sull’area di trasbordo dei rifiuti indifferenziati dagli autocompattatori ai grandi autosnodati, da realizzarsi nel Terzo Municipio assieme ad altre tre in altrettanti quadranti cittadini. Nemmeno il tempo di tirare il fiato per lo scampato pericolo di vederne creata una lungo viale Ave Ninchi a Talenti – ipotesi che aveva provocato una manifestazione di protesta a fine maggio sebbene sulla sua stessa fondatezza fossero fioccate schermaglie tra il sindaco Virginia Raggi e le opposizioni – che nella tarda serata del nove luglio è stato diffuso sulla pagina Facebook del presidente del Terzo Municipio, Giovanni Caudo, un post che a molti è sembrato una vera doccia fredda se non una pugnalata alle spalle. Corredandolo con una foto aerea evidenziata a pennarello, il presidente Caudo ha dato annuncio della avvenuta individuazione di un’altra area dove realizzare il sito di trasbordo dei rifiuti: il sito, a vedere l’immagine, dovrebbe collocarsi immediatamente a ridosso della confluenza tra il Gra e la diramazione autostradale Roma Nord, con presumibile ingresso degli automezzi da via Di Settebagni. L’immagine suscita perplessità dal momento che non sembra apparire soddisfatto pienamente il requisito fondamentale di lontananza dai centri abitati: è evidente come il punto evidenziato sia abbastanza vicino alla parte più esterna di Porta di Roma, al nuovo Tempio mormone da poco inaugurato, al centro abitato che si snoda lungo via Lea Padovani e anche la sommità della collina di Settebagni si trova nei pressi, proprio lungo la diramazione autostradale. Furibondi i commenti di numerosi cittadini – memori della dolorosa e dissennata scelta di costruire il famigerato Tmb di via Salaria in mezzo al centro abitato – comprensibilmente preoccupati per la possibilità di trovarsi con una situazione tutt’altro che salubre vicino casa, oltre che amareggiati per un annuncio piovuto dall’alto senza consultazione alcuna. Non è mancato chi ha ipotizzato polemicamente che un quartiere come Talenti – in favore del quale, va detto, parteciparono rappresentanze dall’intero territorio municipale alla protesta di maggio – riceva maggior considerazione rispetto a località più periferiche. Forse la virulenza delle proteste telematiche ha indotto lo staff del presidente Caudo a emettere un successivo post di precisazioni in piena notte, nel quale si specificavano alcuni punti: che “l’area non è stata scelta dal Municipio” e che “la scelta è del Comune di Roma e dell’Anas”, che la scelta era stata illustrata in serata durante una riunione tra i presidenti di Municipio con il sindaco Raggi, che l’uso dell’area è previsto a fine ottobre, invitando a valutare “con calma e trasparenza” e specificando che “non ci sono cittadini di serie a e di serie b”, ma soprattutto mostrando come non ci siano case, scuole o parchi entro un raggio di seicento metri dall’area individuata. Proprio il fattore della distanza dalle abitazioni però francamente continua a destare perplessità, stante anche la capacità del vento di portare lontano i cattivi odori e sorprende come un apprezzato urbanista quale è il presidente Caudo sembri sottostimare tale questione. Occorre poi ricordare che un altro dei quattro siti romani per il trasbordo dei rifiuti verrà realizzato a Saxa Rubra, appena oltre la sponda opposta del Tevere in una zona formalmente di altro Municipio ma al confine con il territorio del Terzo. Realizzando anche il sito allo svincolo autostradale alcune zone si troverebbero letteralmente circondate da roccaforti della spazzatura, sotto lo scacco di due strutture per il trasbordo rifiuti. Certo, occorre considerare alcuni elementi che però portano nel campo dei massimi sistemi: la densità abitativa e lo sviluppo edificatorio raggiunti fanno sì che il “lontano da Tizio” equivalga comunque al “vicino a Caio” e si è forse arrivati definitivamente a un vicolo cieco dal quale sarà difficile fare retromarcia lasciando tutti al riparo da disagi. Una qualche soluzione alla questione rifiuti a Roma però va data, anche perché altrove, anche in realtà più grandi, semplicemente tutto questo non accade.

Alessandro Pino

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Il cretino due punto zero – di Alessandro Pino

28 Apr

Se fino ad alcuni anni – ma si potrebbe dire mesi tanto sono pochi – sembrava essere rimasto lettera morta il pittoresco quadretto familiare dipinto agli albori dell’informatica con il papà che tramite computer gestiva il conto corrente, la mamma consultava le ricette archiviate sul medesimo e il figlioletto che ci giocava e studiava (in realtà ci giocava e basta), alla fine il cambiamento realmente diffuso nei costumi e nei modi di vita quotidiani legato alle nuove tecnologie si è avuto non tanto con il web in sé stesso, che comunque ne rimane il presupposto (poiché è il collegamento senza il quale si farebbe poco o nulla) quanto con la diffusione massiccia degli smartphone e il fenomeno della convergenza digitale ad essi legato – racchiudono in essi le funzioni di più strumenti non solo audio e video – e che in essi si esplicita: per rendersene conto – o tentare di farlo, essendo calati nella stessa realtà che si vorrebbe esaminare – basta vedere cosa viene pubblicizzato in televisione, medium che peraltro sta cambiando esso stesso slegandosi dalla programmazione delle emittenti classiche, vedasi l’arrivo delle Smart tv (che in sostanza sono degli enormi smartphone). Dunque si pubblicizzano i telefoni stessi (arrivati a disporre di quattro fotocamere) ma ancor più le applicazioni, i servizi di ogni genere (senz’altro utili in alcuni casi, futili se non diseducativi o addirittura deleteri in molti altri, vedasi il gioco d’azzardo digitale) a esse legati e tramite le quali sono fruibili e anche nel caso si tratti di prodotti di altro genere – vedasi automobili – si dà ampio risalto alla componente interattiva, intrattenitiva e comunicazionale di quanto reclamizzato, in luogo di quelle caratteristiche e aspetti (consumi, prestazioni, finiture, dotazioni strettamente meccaniche e pratiche, ma anche prestigio e immagine) che una volta sarebbero andate per la maggiore, al punto che una vettura sembra non essere completa se non sfoggia a centro plancia uno schermo tattile (vabbè, touch screen altrimenti nessuno capisce) da almeno dieci pollici e pazienza se chi guida anziché la strada guarda inevitabilmente quello riempiendolo di ditate. Nemmeno gli elettrodomestici fanno eccezione, tutto lavatrice inclusa sembra debba essere connesso in rete, come se in assenza di tale elemento i panni non si lavassero. La casa deve essere automatizzata e comandabile a voce o a distanza tramite assistenti virtuali in un delirio di rincoglionimento diffuso dal quale – almeno a quanto viene mostrato – nessuna fascia di età resta immune, tutti presi all’amo anzi nella rete nel vero senso della parola. In uno scenario – verrebbe da dire scemario – del genere il rischio di trovarsi spiazzati e privi di riferimenti solidi e certi qualora un sistema che ha nell’immateriale e virtuale la sua essenza fondamentale presenti una qualunque difficoltà è ben più di una ipotesi da catastrofismo fantascientifico e non serve paventare chissà quali eventi traumatici generali (i server di Facebook che vanno ko per un paio di ore provocando crisi generalizzate di astinenza da social) che impediscano la trasmissione e la ricezione dei dati, basta rimanere con la batteria scarica per tramutare in niente più che un costoso fermacarte questi apparecchi che sono ormai diventati delle protesi della persona, talmente il loro uso si è fatto costante, invasivo e apparentemente irrinunciabile in questa fase dell’evoluzione umana.

Alessandro Pino

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Pescheria Settemari: a Settebagni è di casa la freschezza – di Alessandro Pino

14 Set

Parlando di Settebagni e delle prospettive future del quartiere, spesso gli abitanti lamentano la scarsità di attività commerciali che non siano supermercati per le necessità quotidiane, il che vuol dire essere costretti a spostamenti in macchina verso altre zone. Incontrerà dunque il favore del pubblico, la recentissima apertura della “Pescheria Settemari” in via Salaria 1460 a opera di quattro giovani imprenditori e residenti: Martina, Laura, Massimiliano e Massimo, non solo soci in affari ma compagni anche nella vita. È Laura a spiegare quale è stata l’idea da cui è nata la loro iniziativa: «La pescheria a Settebagni e nelle zone limitrofe mancava. È qui che viviamo, ci teniamo molto e abbiamo pensato ci fosse bisogno di modernizzarlo con delle nuove attività come chiedono le persone del posto. C’era la voglia di accontentare il quartiere, di migliorarlo, apportando qualcosa di buono». La carta vincente della Pescheria Settemari la illustra Martina: «Il cliente trova da noi una qualità superiore a quella dei supermercati e il sorriso accogliente dei ragazzi che lavorano qui con noi, perché quando si compra ci deve essere anche l’allegria». Alla base di questa nuova attività c’è dunque entusiasmo, freschezza di idee oltre che dei prodotti offerti, ma anche una solida preparazione: «Prima di cominciare abbiamo studiato la materia svolgendo delle ricerche e abbiamo chiesto la consulenza di persone nell’ambiente – spiegano le ragazze – individuando così dove andare a rifornirci scegliendo il pesce migliore per dare una qualità e freschezza superiori». Per il futuro, poi, c’è dell’altro che bolle in pentola (letteralmente…): «Il nostro progetto è anche quello di vendere il pesce già cucinato preparando dei fritti, per dare una novità e un servizio in più. E’ un’idea su cui stiamo lavorando». Le offerte della Pescheria Settemari si possono seguire anche sulla sua pagina Facebook e per ogni informazione si può telefonare allo 06 88562424.
Alessandro Pino

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Kittysincula 2.0: asocial network – di Alessandro Pino

19 Ago

<Chi non è d’accordo con me si cancelli pure dai contatti>, o ancora meglio <Ho già rimosso dagli “amici” quelli che hanno pubblicato… >.

Chi ha un minimo di frequentazione sulle piazze mediatiche dei social network – specialmente quelli come Facebook in cui la parola scritta o orale ha ancora il suo ruolo e non viene schiacciata dalle immagini – avrà capito al volo di cosa parliamo, trovandosi non di rado davanti a ultimatum o proclami come quelli che avete appena letto. Non importa quale sia l’oggetto del contendere o la pietra dello scandalo, il tema può essere grave e di respiro mondiale come totalmente frivolo e di interesse ultralocalizzato: laziali contro romanisti, filoisraeliani contro filopalestinesi, vegani contro onnivori, sovranisti contro globalisti, seguaci della carbonara con il guanciale contro eretici di quella con la pancetta, se non siete con loro siete contro di loro e ci sarà sempre qualcuno che sbotta platealmente, innescando a volte ulteriori micce di risentimento cui seguono deflagrazioni di astio e reciproci addii a suon di vaffanculi, con eventuali strascichi anche legali nella vita reale. Il fenomeno se ci si riflette è abbastanza ridicolo, specialmente se il tema su cui si dibatte non è proprio di importanza capitale e se a lanciare l’anatema sono perfetti sconosciuti della bacheca accanto e non qualche volto o nome noto al grande pubblico; dal malvezzo infatti non sono esenti anche i vip o pseudovip, accomunati ai non vip dallo stravolgere il senso di social network facendolo diventare l’esatto contrario, una riunione di condominio nella quale si vuole per forza avere ragione e chi è di parere difforme si può accomodare alla porta. Di solito quando mi imbatto nei solenni stizziti comunicati continuo a scorrere facendo spallucce, pur riconoscendomi eventualmente nei reprobi di turno e tra i destinatari del diktat; al più mi soffermo a leggere eventuali commenti, gustandomi quelli degli immancabili adoratori leccanti e sbavanti (nel caso chi abbia redatto l’aut aut sia persona di sesso femminile, di gradevole aspetto e più o meno famosa). Talvolta mi capita anche di scoprire per caso – manca solo di perdere altro tempo in appelli dei presenti e ricerche degli assenti – che si sia dato seguito alla paventata minaccia e di non avere più tra i contatti Tizio o Sempronia. Pazienza, non per questo ci passerà l’appetito. Ma se vi siete riconosciuti nel ritratto appena tracciato e siete arrivati qui in fondo nella lettura vuol dire che almenl voi ancora non mi avete rimosso…

Alessandro Pino

“In cucina tra amici” : corsi realmente utili a Monte Sacro – di Alessandro Pino

1 Feb

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In un momento nel quale assistiamo al boom dei corsi di cucina all’ insegna della spettacolarizzazione e dello showcooking televisivo, qualcuno ha avuto l’ idea di organizzarne altri che siano veramente utili, rivolti sia ai grandi che ai più piccoli: non a caso si svolgeranno presso i locali dell’ asilo nido “Colora il mondo” di Monte Sacro, diretto da Eleonora Baiocchini.
«L’ iniziativa si chiama “In cucina tra amici” e nasce dal progetto educativo del nido perché in realtà noi abbiamo puntato sempre sulla educazione alimentare – spiega la referente del corso, Elena Signorile – perché l’educazione alimentare rivolta agli adulti ha una ricaduta anche sui bambini. Intendiamo promuovere sul territorio una sana e corretta alimentazione usando il corso di cucina  come tramite di informazione, con l’ obiettivo di insegnare a cucinare veramente già dal momento della spesa e della conservazione.  Ci rivolgiamo a tutto il territorio e tutte le età: sia piccoli che genitori e nonni assieme ai nipoti, l’idea è di mescolare generazioni distanti». I corsi saranno strutturati in varie serate attraverso un percorso di più lezioni in cui ognuna affronterà un tema specifico che verrà approfondito – con l’ aggiunta  di corsi monotematici di una singola sera – e saranno tenuti da uno staff di professionisti: lo chef Giovanni Giudice per il corso base di cucina, Ilaria Bompiani per quello di pasticceria, Maria Teresa Cutrone quello di panificazione. Maria Scannapieco terrà quello di intaglio di frutta e verdura (per abbinare la creatività al cibo in un momento non solo di alimentazione ma sociale e artistico) e la nutrizionista Chiara Belli terrà delle sedute con i genitori su come rendere più facile mangiare le verdure che normalmente ai bambini non piacciono, attraverso l’ uso di un cucinato più accattivante. «Ci muoviamo a tutto tondo sul cibo non solamente su corsi di cucina ma anche laboratori del gusto – continua Elena Signorile –  e quindi faremo anche delle iniziative per esempio degustazioni di formaggi, olio, vini, birre artigianali, visite in azienda per far conoscere piccoli produttori del territorio laziale e creare un po’ di curiosità. Siamo partiti addirittura dall’ orto nel nostro piccolo pezzetto di terra e terremo dei corsi anche a bambini esterni e anche la domenica pomeriggio quando spesso le non sanno che fare. «Saranno corsi molto intensi sia dal punto di vista delle informazioni che vengono fornite sia dal punto di vista pratico: si tocca, si cucina, si assaggia. Il nostro valore aggiunto è proprio quello che le persone qui fanno, lavorano e si divertono» conclude lo chef Giovanni Giudice. La sede dei corsi si trova in via Monviso 9, ha una pagina Facebook dedicata (“Corsi di cucina per adulti e bambini zona Montesacro”), un proprio sito internet (www.incucinatraamici.it) e per ogni informazione – anche su corsi dedicati per gruppi) si può telefonare al 328 8170466.

Alessandro Pino

Tg Good News: solo buone notizie dal Terzo Municipio – di Penelope Giorgiani

16 Lug

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È nata una nuova iniziativa nel campo dell’informazione locale del Terzo Municipio della Capitale: Tg Good News, il primo telegiornale di sole buone notizie, visibile sulla web tv Good News Channel
( http://www.tvgoodnews.it ) e con una pagina Facebook dedicata. In studio a condurre le puntate c’è il simpatico Farshad Shahabadi  mentre gli inviati sul campo sono i giornalisti Donatella Briganti (firma dei settimanali Oggi, Visto e Diva & Donna) e il nostro Alessandro Pino, con la parte tecnica affidata all’operatore video  professionista Fabrizio Pudda. L’idea all’origine di Tg Good News è quella di dare visibilità alle realtà virtuose  e alle persone legate al territorio del Terzo Municipio che si siano distinte in positivo nei rispettivi ambiti, evitando le troppe brutte notizie che già deprimono il pubblico diffondendo positività.
Penelope Giorgiani

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Quando i più piccoli imparano a soccorrere nelle emergenze – di Alessandro Pino

6 Apr

Se è vero che non è mai troppo tardi per prendere lezioni di primo soccorso imparando a gestire le prime fasi di una emergenza sanitaria in ambito extraospedaliero, a maggior ragione vale anche il ragionamento opposto e cioè che non è mai troppo presto per frequentare un corso del genere. Proprio questo è stato il concetto ispiratore di “Una giornata da soccorritore”, iniziativa organizzata dalla DSC_0531associazione Neverland – attiva nella sensibilizzazione alla sicurezza nelle scuole – presso la parrocchia di Sant’Enrico (zona Casal Monastero, periferia nord est della Capitale) – il primo fine settimana di aprile. A frequentare il corso – della durata di due giornate, per la precisione – sono stati gli scout del “branco Seeonee scout Roma 84” della Agesci. «Abbiamo fatto vedere ai bambini cosa è una emergenza, portando anche una ambulanza e un’automedica – spiega Deborah Evangelisti, giovane presidente della associazione Neverland – li abbiamo addestrati al Basic Life Support cioè alle prime manovre di rianimazione che in realtà anche loro possono essere in grado di svolgere, ma soprattutto la prima cosa che abbiamo cercato di insegnare è stata la chiamata di emergenza al 112». Se lo dice Deborah c’è da darle retta: soccorritrice volontaria presso la Misericordia di Castel Giubileo, ha seguito corsi sulla materia presso centri di livello internazionale ed è diventata nota per aver salvato la vita a una bambina DSC_0533 rimasta vittima di soffocamento in una scuola dove lavorava come maestra. Per la capacità e prontezza di spirito dimostrate in quell’occasione vinse anche nel 2014 la categoria “giovani” nella prima edizione del prestigioso “Premio Montesacro”. Per organizzare l’iniziativa Deborah si è avvalsa della collaborazione di Alessandro Meschino, egli stesso consigliere della associazione Neverland e responsabile degli scout che hanno partecipato. «Se qualche gruppo è interessato  siamo ben contenti di replicarla – conclude Deborah Evangelisti -ovviamenre ci si può rivolgere alla pagina Facebook della Associazione Neverland o telefonando al 380 531844».

Alessandro Pino

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