Tag Archives: Terzo Municipio di Roma Capitale
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Terzo Municipio di Roma Capitale: il casale alla Marcigliana che doveva diventare centro di accoglienza – di Alessandro Pino

1 Set

È stata una delle polemiche che ha arroventato l’estate in Terzo Municipio: l’annunciato arrivo di un gruppo di immigrati in una struttura – un vecchio casale nel quale erano iniziati lavori di adeguamento – sita al civico 532 di via della Marcigliana, nel cuore della omonima riserva naturale. 20150829_153634[1]L’edificio però è stato sequestrato durante un sopralluogo effettuato il 20 agosto dai guardaparco di RomaNatura – l’ente regionale per la gestione delle aree naturali protette nel Comune di Roma – assieme ad alcune autorità tra cui il presidente del Terzo Municipio, Paolo Emilio Marchionne che era accompagnato dall’assessore municipale alle politiche sociali Eleonora Di Maggio. A quanto si legge in un comunicato sul sito istituzionale di RomaNatura, infatti, mancava il nulla osta preventivo ai lavori rilasciato dallo stesso ente e necessario in un’area soggetta a vincoli di natura storica, ambientale e paesaggistica. L’assegnazione  dei fondi stanziati per l’iniziativa tramite bando pubblicato dalla Prefettura di Roma è stata sospesa così come la pratica delle autorizzazioni. Ma quanti erano precisamente gli immigrati che dovevano arrivare? Le cifre di cui si è parlato oscillano parecchio: sul 20150831_135916[1] proprio profilo Facebook il presidente Marchionne ha parlato di cento persone ma nel comunicato di RomaNatura si parla addirittura di cinquecento. Adesso cosa succederà? Arriveranno comunque e saranno ospitati in un’altra struttura? Certo che a pensarci bene è stato evitato per ora un polverone ben maggiore e che avrebbe potuto esasperare gli animi: se il progetto fosse andato in  porto,  da un lato i più attenti alle esigenze dei migranti avrebbero sollevato la questione dell’inadeguatezza all’accoglienza di un luogo in effetti parecchio isolato, immerso com’è nella campagna; altri invece avrebbero riproposto il tema di una assistenza che invece spesso – pur trattandosi di comparti di spesa diversi – viene a mancare nei confronti degli italiani in difficoltà economiche e alloggiative.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: un’idea di Riccardo Corbucci per piazza Sempione – di Alessandro Pino

29 Ago

Sono ormai giunti a conclusione i lavori di rifacimento del manto stradale che hanno interessato nelle scorse settimane la Nomentana nel tratto che attraversa il cuore di Monte Sacro –  dove già sono stati notati alcuni rattoppi –  e piazza Sempione. simplon3 Proprio per quanto riguarda la piazza, il presidente del Consiglio  del Terzo Municipio, Riccardo Corbucci, ha preso lo spunto per proporre – attraverso il proprio profilo Facebook – l’idea di una nuova viabilità che ne preveda la parziale chiusura al traffico privato, mantenendo il parcheggio antistante la sede municipale di palazzo Sabatini ma con ingresso da via Monte Tesoro e contestuale ripristino dell’antico doppio senso di marcia sulla Nomentana nella parte che prende il nome di via Maiella. I commenti dei cittadini non si sono fatti attendere: in molti sono stati quelli favorevoli, alcuni addirittura chiedendo una scelta più drastica con la totale chiusura della piazza e l’eliminazione del parcheggio.  Non è mancato comunque chi ha espresso la propria perplessità, evidenziando come una scelta del genere avrebbe conseguenze negative sul traffico sia in direzione del centro che di Talenti, stante la ormai ventennale chiusura ai veicoli del Ponte Nomentano che un tempo consentiva di bypassare la zona. Ovviamente Corbucci, sapendo bene che per quanto numerosi i commenti su un social network non possono essere realmente rappresentativi del complesso dei cittadini, è intervenuto egli stesso annunciando l’intenzione di promuovere per settembre un’assemblea pubblica con la partecipazione di cittadini e gli uffici competenti per valutare pro e contro di eventuali modifiche alla circolazione nella zona.

Alessandro Pino

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Stazione Fs di Settebagni: finalmente i nuovi tabelloni elettronici – di Alessandro Pino

28 Ago

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Da alcuni giorni nella stazione ferroviaria di Settebagni  – Terzo Municipio di Roma Capitale – sono stati installati nuovi tabelloni elettronici per informare i passeggeri sull’orario dei treni in arrivo e partenza. Costruiti dalla Solari di Udine, sostituiscono i precedenti che erano rimasti disattivati per diversi mesi e che erano anche stati soggetti ad atti di vandalismo.

Alessandro Pino

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Incendio a Vigne Nuove: parlano i residenti – di Alessandro Pino

26 Ago
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L’androne del palazzo

 

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L’esterno con i segni del fumo

I segni dell’incendio che ha danneggiato l’androne di una palazzina di proprietà dell’Ater  (in cui vivono anche familiari del consigliere municipale Manuel Bartolomeo) al civico 18 di largo Fratelli Lumière – zona Vigne Nuove- la notte del 26 agosto sono visibili già da fuori la cancellata: una mano di nerofumo copre parte della facciata fino al secondo piano. Varcato il cancello, in una rientranza sulla destra c’è lo scheletro di uno scooter divorato dal fuoco: secondo alcuni sarebbe proprio il motociclo a essere stato dato alle fiamme, propagatesi poi intorno. «Qui ci sta una combriccoletta di ragazzi poco raccomandabili che si fermano qua sotto – riferisce una residente – non so se sono stati loro ma il sospetto c’è». A causa del fuoco il citofono non funziona più, nelle scale la luce è saltata, il vetro del portone si è crepato; l’ascensore fortunatamente funziona ancora. La paura però

I resti dello scooter divorato dalle fiamme

I resti dello scooter divorato dalle fiamme

 è stata tanta: «Ci siamo svegliati sentendo delle voci  – racconta un altro inquilino – poi a un certo punto mia figlia si è alzata e ha aperto la finestra; ha visto un sacco di fumo nero ha cominciato a strillare, si sentivano le fiamme sotto.  La scala interna era piena di fumo, non si vedeva niente perché la luce era saltata. Poi sono arrivati i Vigili del Fuoco». La mattina un incaricato dell’Ater ha eseguito un sopralluogo, poi è arrivato un elettricista.

Alessandro Pino

Se con i rifiuti in Terzo Municipio si è passato davvero il segno – di Alessandro Pino

25 Ago

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Più volte su questo blog è stata documentata l’inciviltà criminale di chi usa le strade della Città Eterna come discarica per rifiuti che andrebbero conferiti negli appositi centri. Stavolta però si è passato ogni limite di decenza e impunità: via Val d’Ossola si trova a Monte Sacro nel cuore del Terzo Municipio di Roma Capitale, non lontano dalla sede municipale di piazza Sempione. Una strada sulla quale si affacciano palazzi di sei-sette piani.

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Questo non ha impedito ad autentici barbari di depositare davanti ai secchioni dell’immondizia – nei pressi dell’incrocio con la Nomentana – un centinaio di sacchetti in plastica pieni di calcinacci provenienti da qualche ristrutturazione o demolizione.
Un minimo di rumore dovrebbero averlo fatto, un po’ di tempo ci devono aver messo per scaricare tutto quel materiale. Ancora una volta nessuno ha visto o sentito niente.

Alessandro Pino

Settebagni: gli zozzoni colpiscono ancora – di Alessandro Pino

21 Ago

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La storia è ormai ben nota a chi segue questo blog: da quando a Settebagni – estrema periferia del Terzo Municipio di Roma Capitale – è stata introdotta la raccolta differenziata porta a porta, dalle strade del quartiere sono spariti i tradizionali cassonetti dei rifiuti, non previsti dal sistema in questione per il quale si usano dei piccoli bidoncini domestici.
Sono rimaste soltanto alcune campane per la raccolta del vetro e in troppi le prendono come punto di riferimento per scaricarci accanto praticamente di tutto, dai normali sacchetti della spazzatura fino al materiale di risulta di qualche ristrutturazione edile, come in foto.
Gli addetti dell’Ama ogni tanto provvedono comunque a togliere dalla strada tali rifiuti depositati irregolarmente ma ogni volta si torna da capo con altra spazzatura che puntualmente documentiamo, sia chiaro senza alcun compiacimento disfattista.

Alessandro Pino

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Se scioperano anche i dipendenti dell’Ikea – di Alessandro Pino

12 Ago

La protesta per la disdetta da parte dell’azienda del contratto integrativo ha causato la sospensione anche dei servizi di ristorazione per i clienti nel negozio a Porta di Roma

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Un gruppo di lavoratori dell’Ikea Porta di Roma in sciopero

Abituati ad associare il nome dell’Ikea all’immagine idilliaca delle famigliole e delle coppiette impegnate nel rituale e periodico giro tra gli ambienti domestici sapientemente ricostruiti  nei grandi locali diffusi in tutta Italia, desta quasi scalpore la notizia dello stato di agitazione attuato in questi giorni dai lavoratori italiani della multinazionale degli arredamenti di origine svedese.        Secondo quanto riferito da alcuni dei dipendenti in sciopero, il motivo della protesta sarebbe la volontà della dirigenza di recedere dal contratto integrativo imponendo delle novità che comporterebbero per i lavoratori degli svantaggi per quanto riguarda il trattamento economico (in particolare con il premio di produzione, gli straordinari e i festivi pagati di meno rispetto al passato) e un aumento della flessibilità sugli orari di lavoro. Le trattative tra azienda e le tre sigle sindacali confederate al momento sarebbero sospese e questo ha portato molti dipendenti a incrociare le braccia per protesta il 12 agosto – ma c’erano già state altre giornate di agitazione – stazionando presso i punti vendita come quello all’interno di uno dei centri commerciali più grandi e noti d’Italia: Porta di Roma, nel Terzo Municipio della PINOikeascioperiB Capitale.  Un giro all’interno del negozio in questione conferma che lo sciopero ha avuto una notevole adesione, al punto che l’azienda ha esposto degli avvisi per comunicare al pubblico la sospensione di alcuni servizi come la progettazione Cucine, il Cambio e Resi, il Banco finanziamenti e addirittura la chiusura del bar e del ristorante: fa un certo effetto vederli deserti sapendoli solitamente frequentatissimi dalla clientela a ogni ora. La stessa informazione viene ripetuta periodicamente dagli altoparlanti. Fuori l’entrata ci sono alcuni dei dipendenti in sciopero, anche se per un po’ si allontanano di pochi metri cercando riparo dal solleone sotto una grande tettoia. All’inizio si mostrano forse un po’ diffidenti quando gli viene chiesto se vogliono parlare con un giornalista, domandano  giustamente per chi si scrive e come si è sparsa la notizia dello sciopero;  si aprono dopo che il tesserino di appartenenza all’Ordine certifica  che non si è in presenza di un infiltrato venuto dalla Scandinavia.  Molto cortesi a posare per uno scatto con la gigantesca scritta Ikea sullo sfondo, riferiscono sull’andamento dell’astensione dal lavoro: «Su circa trecento dipendenti della sede di Porta di Roma siamo un centinaio a scioperare tenendo conto dei turni e dei riposi – dice una di loro anche se non hanno un portavoce ufficiale – ha aderito anche chi non è iscritto ai sindacati». E i clienti come l’hanno presa? «Sono molto comprensivi e mostrano la loro solidarietà, alcuni tornano indietro e non entrano, altri non comprano».

Alessandro Pino

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Ingresso del Parco delle Sabine a largo Labia: già un bivacco dopo un mese dall’inaugurazione (FOTOGALLERY) – di Alessandro Pino

7 Ago

Stesso copione visto ai giardini della stazione Jonio: vandalismo e rifiuti la fanno da padrone

Era stato un facile profeta Mimmo D’Orazio – presidente del Comitato di Quartiere Serpentara – quando poco più di un mese fa fu inaugurato l’accesso al parco delle Sabine in largo Fausta Labia, Terzo Municipio di Roma Capitale: di fronte alle pareti immacolate dell’edificio da adibire a servizi e ristoro, alle panchine in monoblocco bianco, agli allegri zampilli d’acqua che sgorgavano dal pavimento e ai 20150807_072330giochi dello spazio per i bambini, quando gli fu chiesta una previsione sullo stato dei luoghi dopo sei mesi il suo commento fu «Tra sei mesi diciamo che siamo ottimisti, ho fatto una scommessa con un amico, quindici giorni, ma non per un discorso di sfascismo o pessimismo, purtroppo la colpa è anche dei cittadini…io mi auguro con tutto il cuore che rimanga così come l’abbiamo vista oggi, ho forti dubbi». A farci un giro oggi lo scettiscismo di D’Orazio appare più che

Dirglielo di persona no, eh

Dirglielo di persona no, eh

giustificato: i pavimenti e le panchine sono stati imbrattati dai soliti teppisti muniti di vernice spray e alcune delle sedute presentano  vistose crepe; alcuni dei giochi per i bambini (dei dischi colorati che ruotando davano luogo a un effetto ottico) sono stati rubati e di loro rimane solo il palo di sostegno; sparsi un po’ ovunque resti di pasti (angurie incluse, che la frutta di stagione ci sta bene) segno che il piazzale è stato trasformato in bivacco. Soltanto il cielo sa come mai finora si siano salvate le pareti di marmo dell’edificio che verrà destinato a punto ristoro. Ci sarebbe da commentare con il più classico “te l’avevo detto io” ma arrivati a questo punto il sarcasmo cede il passo all’amarezza, alla rabbia e alla frustrazione per uno spettacolo già visto in questi giorni – vedasi il giardino sopra la nuova stazione Jonio della metro B1 – e per come vengono fatte andare le cose in una città dove i barbari hanno mano libera sia in centro che nelle periferie, per una situazione che appare sempre più fuori controllo.

Alessandro Pino

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Dei giochi ottici rimane solo il palo

Dei giochi ottici rimane solo il palo

Una panchina vistosamente crepata

Una panchina vistosamente crepata

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Scarabocchi su panchine e pavimenti

Scarabocchi su panchine e pavimenti

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Castel Giubileo: sempre peggio l’asilo “Castello di Gelsomina” e il parco di via Bolognola (FOTOGALLERY) – di Alessandro Pino

6 Ago

Sono sempre più desolanti le condizioni dell’ex asilo “Castello di Gelsomina” a Castel Giubileo, Terzo Municipio di Roma Capitale. La struttura è al centro di polemiche da quando fu chiusa nel 2012 perché dichiarata insalubre a seguito di presentazione di un certificato di un medico Asl a causa di infiltrazioni di umidità risalenti presumibilmente da una falda acquifera sottostante.

L'ingresso dell'asilo

L’ingresso dell’asilo

Successivamente alla chiusura l’ipotesi di affidarla una associazione era rapidamente sfumata a causa dell’irritualità della procedura adottata. In attesa di lavori di ristrutturazione da lungo tempo annunciati e mai iniziati, nonostante negli ultimi tempi si siano trovati i fondi nella quota del milione di euro destinato ai municipi per lavori di manutenzione di strutture già esistenti, si trova in totale abbandono: gli ingressi presentano evidenti tracce di scasso con le porte aperte e alcuni vetri in frantumi, i muri sono stati imbrattati dagli scarabocchi dei soliti teppisti armati di bombolette spray, sparsi per il giardino e ormai cotti dal sole si trovano i giocattoli che servivano a intrattenere i bambini, la vegetazione sta man mano prendendo possesso di

Il vialetto di accesso all'asilo

Il vialetto di accesso all’asilo

tutto il cortile e anche la porta del deposito combustibile della caldaia risulta forzata. Il vialetto di accesso che affaccia su via di Castel Giubileo oltre a essere invaso dalle piante è zona a luci rosse come testimoniano i preservativi usati sparsi a terra con le loro bustine. Le cose non vanno meglio nell’adiacente parco pubblico di via Bolognola: il campo di basket intitolato al giovane Simone Fargnoli – morto per una caduta in bicicletta qualche anno fa – è dissestato, il campo di calcetto non ha più le reti perimetrali, alcune panchine sono state distrutte, l’erba alta è disseminata di rifiuti e i rami di alcuni alberi sono pericolanti.

Alessandro Pino

Giocattoli sparsi nel giardino

Giocattoli sparsi nel giardino

Mura imbrattate dai teppisti

Mura imbrattate dai teppisti

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Un'altra entrata: vetri infranti e invasione di piante

Un’altra entrata: vetri infranti e invasione di piante

Altri muri imbrattati

Altri muri imbrattati

Una panchina semidistrutta nel parco

Una panchina semidistrutta nel parco

Rami pericolanti

Rami pericolanti

Il fondo disastrato del campo di basket

Il fondo disastrato del campo di basket

Di nuovo l'asilo invaso dalle piante

Di nuovo l’asilo invaso dalle piante

Il vialetto di accesso all'asilo visto da altra angolazione

Il vialetto di accesso all’asilo visto da altra angolazione

Il campo di calcetto senza più le reti divisorie

Il campo di calcetto senza più le reti divisorie

Rifiuti sparsi nel parco

Rifiuti sparsi nel parco

 

Distrutto dalle fiamme un camper a Settebagni

4 Ago

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Era una presenza familiare a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale – venendo da tempo parcheggiato nel pomeriggio in uno slargo sulla Salaria vicino all’uscita dal quartiere e rimanendovi tutta la notte: un vecchio camper su base Ford Transit che avrà avuto una quarantina di anni. Questa mattina è stato trovato così, completamente divorato dal fuoco. Sembra che tutto sia avvenuto in silenzio e senza che nemmeno si percepisse il caratteristico puzzo di plastiche bruciate.

Alessandro Pino

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Riciclo urbano da (finto) autovelox a fioriera – di Alessandro Pino

2 Ago

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Sparsi lungo alcune vie del Terzo Municipio di Roma Capitale, si trovano ancora i resti di un progetto mirato alla sicurezza stradale che fece discutere all’epoca della sua attuazione, risalente a tre anni fa circa: si tratta delle colonnine del “Velo Ok”, in pratica dei cilindri in plastica arancione posizionati a bordo strada che potenzialmente avrebbero potuto contenere un autovelox fungendo così da dissuasore. L’idea di fondo era che installandoli in massa avrebbero costretto i conducenti a rispettare i limiti di velocità, non sapendo o meno se ci fosse stato davvero l’apparecchio per le multe all’interno.
In realtà andò che le colonnine furono oggetto di ripetuti atti di vandalismo, finendo spesso con la parte superiore sradicata dalla base e gettata a terra.
Una di esse fu posizionata proprio davanti all’isola ecologica Ama di via della Bufalotta e non ha avuto sorte diversa dalle altre: unica differenza, il riciclo in fioriera (anche se contiene solo una striminzita piantina) con tanto di lapilli drenanti attuato da mani pietose quanto forse spiritose.

Alessandro Pino

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Serata a piazza Sempione sotto le (Cinque) Stelle – di Alessandro Pino

30 Lug

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Di Maio, Di Battista e Lombardi: i volti più noti del Movimento intervenuti sul palco nel cuore del Terzo Municipio

Il territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale sembra essere diventato quasi il centro della politica nazionale: se al parco delle Valli si sta concludendo in questi giorni la Festa romana dell’Unità, la sera del 30 luglio è stato il Movimento Cinque Stelle a tenere banco  portando in piazza Sempione i propri portavoce relativi ai diversi livelli istituzionali (Comune di Roma, Consiglio Regionale del Lazio, Camera dei Deputati, Parlamento Europeo). Buona la risposta del pubblico che man mano ha riempito la piazza

Simone Proietti - consigliere M5S del Terzo Municipio - con Luigi Di Maio

Simone Proietti – consigliere M5S del Terzo Municipio – con Luigi Di Maio

soprattutto sul finale quando a intervenire sono stati i volti più noti del Movimento: i deputati  Roberta Lombardi, Luigi Di Maio  e Alessandro di Battista, il più istrionico del trio e richiestissimo dal pubblico per strette di mano e fotografie. Non c’era la coppia Grillo e Casaleggio, segno  che ormai  i rappresentanti a Cinque Stelle vanno avanti con le loro gambe. Il filo conduttore degli interventi, interrotti solo quando Di Maio si è accorto del malore di uno spettatore chiamando egli stesso dal microfono i soccorsi, è stato quello della pulizia morale da contrapporre al calderone di malaffare scoperchiato dalla vicenda di Mafia Capitale e considerato assolutamente bipartisan. Ci sarebbe però da considerare  che il diffuso sistema venuto alla luce – così come quelli relativi ad altri contesti – era comunque espressione di un consenso dal basso nel quale trovava radicamento e non certo una specie di entità aliena venuta da altri pianeti: possibile

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

dunque sperare in una rinascita morale e materiale della città nel momento in cui ci saranno le elezioni? Al riguardo Luigi Di Maio è cauto: «non è semplice, non è che arriva uno con la bacchetta magica e risolve tutti i problemi di Roma» anche se «quando le cose si vogliono fare si fanno». Più decisa Roberta Lombardi: «Penso che è arrivato il momento storico in cui i cittadini romani devono decidere se rimanere sudditi di questa classe politica e ricevere tutto quello che è un diritto come una gentile concessione che per averla dal potente di turno ti devi raccomandare. Devono decidere se rimanere sudditi del potente di turno o tornare a essere dei cittadini liberi».  Speranzoso Alessandro Di Battista: «Io ci spero tanto, la battaglia che fa il M5S più che elettorale è di informazione. Noi crediamo che grazie al lavoro fatto in questi due anni una serie di

Roberta Lombardi

Roberta Lombardi

indecenze che un tempo venivano più o meno nascoste oggi sono venute maggiormente a galla dando più strumenti ai cittadini per cambiare le loro scelte».  Soddisfatto della riuscita della serata il giovane consigliere municipale pentastellato Simone Proietti: «Volevo ringraziare gli attivisti del Terzo Municipio che hanno permesso tutto questo e i cittadini che sono venuti.  Di Battista è sceso tra la gente, questo per far capire che non abbiamo paura del confronto con dei cittadini liberi a differenza di qualcun altro che viene il giorno prima magari per sfuggire a qualche probabile contestazione».

Alessandro Pino

Piazza Sempione al crepuscolo

Piazza Sempione al crepuscolo

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Il parco sopra la stazione Jonio della metro B1: a tre mesi dall’apertura è in condizioni desolanti – di Alessandro Pino

27 Lug
Dopo il passaggio dei barbari

Dopo il passaggio dei barbari

 

I teppisti hanno già rovinato il giardino anche grazie all’assenza di sorveglianza e di una chiusura notturna

Ad appena tre mesi dall’inaugurazione il giardino pubblico realizzato sulla copertura della stazione Jonio della metro B1 – nel quartiere Val Melaina, Terzo Municipio di Roma Capitale – è già finito preda del più barbaro teppismo: le panchine in marmo bianco e le pareti sono state imbrattate con scarabocchi fatti con lo spray o con pennarelli, ovunque sono sparse bottiglie di birra intere o in frantumi e la staccionata che DSC_0172recintava lo spazio per i più piccoli è stata spezzata e divelta. Senz’altro gli autori di tutto questo hanno avuto mano libera anche grazie al fatto che i cancelli di accesso su via Scarpanto rimangono aperti nelle ore notturne: certo sarebbe sempre possibile scavalcarli vista la totale assenza di vigilanza ma almeno si eviterebbero episodi clamorosi come quello accaduto la notte tra il 25 e il 26 luglio quando dei ragazzi sono entrati nel parco con una vetturetta a motore. Come non bastasse, la vegetazione dell’adiacente area giochi ancora da inaugurare si sta seccando rapidamente, forse perchè qualcosa nel sistema di irrigazione non va. Davanti a uno scenario tanto DSC_0170desolante il volto di Lorella Giribaldi, presidente del Comitato Indipendente Val Melaina – una che per il quartiere e per il territorio municipale ha dato pure l’anima – è il ritratto dello sconforto: «Il nostro Comitato si è battuto con Roma Metropolitane, con Il Comune, con il Municipio per ottenere un parco per i residenti del quartiere ma vedendolo stasera penso sarebbe stata meglio una spianata di cemento. Noi cittadini non meritiamo nulla, perché finché i cittadini onesti e che rispettano le regole non scendono in piazza e affrontano quegli altri cui non importa nulla del bene comune andrà sempre così».  Difficile darle torto: in effetti ci si chiede con rabbia e frustrazione che senso abbia spendersi tanto per il posto in cui si vive e per i propri concittadini se  poi i risultati sono questi. Certo che se dopo tre mesi di vita il parco si trova in tali condizioni,  di questo passo tra un anno sarà di fatto un luogo malfamato ed evitato proprio dalle famiglie con bambini e dagli anziani che si voleva lo popolassero.

 Alessandro Pino

 

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La recinzione spezzata dell’area per i bambini

La staccionata dell'area giochi divelta e buttata a terra

La staccionata dell’area giochi divelta e buttata a terra

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L'area giochi adiacente il giardino ormai secca

L’area giochi adiacente il giardino ormai secca

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In macchina dentro il giardino  (si ringrazia L. Giribaldi per la foto)

In macchina dentro il giardino
(si ringrazia L. Giribaldi per la foto)

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Scarabocchi ovunque

Ancora scarabocchi dappertutto

Ancora scarabocchi dappertutto

 

Ancora una cartolina dal Terzo Municipio della Capitale – di Alessandro Pino

23 Lug

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Argomento qui trattato più volte ma che ahinoi offre sempre nuovi spunti per essere riproposto: l’inciviltà suicida di chi continua a depositare rifiuti di ogni tipo vicino alle campane della raccolta vetro, unici contenitori rimasti sulle strade di quei quartieri del Terzo Municipio di Roma Capitale – tra cui Settebagni dove è stata scattata la foto –  nei quali è stata attivata la raccolta differenziata domestica dell’immondizia.
Ciliegina sulla torta, oltre ai sacchetti è stato lasciato anche un vecchio televisore a tubo catodico.
Loro continuano a gettare, noi a documentare sperando che qualcuno intervenga: anche cittadini qualunque, stufi di essere sepolto dal pattume dei trogloditi.
Magari a sentirsi apostrofare in malo modo ci pensano due volte.

Alessandro Pino

(Ri)habemus nasonem! – di Alessandro Pino

21 Lug

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Era rimasto mutilato qualche giorno fa del cannello di uscita dell’acqua – diventando pressochè inservibile – il “nasone” che si trova a Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale, alla confluenza tra la Salaria e via Sant’Antonio di Padova.
Ne era nato un piccolo “giallo” di quartiere sulla sorte del beccuccio in metallo e su come fosse sparito. In merito era intervenuto ufficialmente anche il presidente del Consiglio Municipale, Riccardo Corbucci, chiedendone ad Acea il ripristino.
Ed eccola qua, dunque, la fontanella di acqua pubblica  nuovamente funzionante anche se sempre un po’ sollevata dalla base. Meglio così che niente.

Alessandro Pino

Luglio di fuoco nel Terzo Municipio: ancora incendi – di Alessandro Pino

17 Lug

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Un altro incendio ha intaccato il verde del territorio del Terzo Municipio, questa volta il 17 luglio nelle adiacenze del Viadotto dei Presidenti, non lontano dalla Bufalotta dove il pomeriggio precedente erano divampate le fiamme. Una colonna di fumo nero è stata ben visibile anche a distanza ma fortunatamente l’incendio è stato domato poco dopo le diciassette.
Gli inviti alla prudenza non bastano mai anche se occorre considerare la presenza di numerosi microaccampamenti di senza tetto, con il conseguente rischio dato dall’uso di fornelletti a gas per cucinare.

Alessandro Pino

(Si ringrazia per la foto Lorella Giribaldi)

Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale: un “nasone”…mutilato – di Alessandro Pino

14 Lug

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Un nuovo episodio arricchisce (si fa per dire) la saga delle fontanelle pubbliche a Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale, più volte negli anni scorsi oggetto di incidenti, incuria, guasti se non addirittura furti. A finire sotto i riflettori delle cronache di quartiere stavolta è il “nasone” vicino la chiesa di Sant’Antonio di Padova, rimasto improvvisamente senza il cannello metallico e diventando quindi inservibile: il flusso dell’acqua scorre debolmente lungo la colonnina in bronzo che  inoltre appare completamente sollevata dalla base. Come sia accaduto il fatto, non si sa ancora: difficile comunque ipotizzare sia caduto da solo come una foglia secca. Sembra comunque che il pezzo sia custodito da alcuni residenti in attesa della riparazione.
Da ricordare che  la fontanella in  questione non è quella originale, scomparsa una sera alcuni anni fa e rimpiazzata da quella oggi mutilata.

Se il Terzo Municipio viene ridotto a un cesso – di Alessandro Pino

7 Lug

No, quello apparso in via Renato Fucini – quartiere Talenti, Terzo Municipio di Roma Capitale –

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non è un nuovo tipo di vespasiano con annesso bidet anche se servirebbe davvero in una città dove lo scagazzo en plen air è ormai pratica diffusa.
Semplicemente qualcuno ha ristrutturato il bagno e invece di portare i vecchi sanitari all’isola ecologica Ama se ne è liberato così.

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Certo che continuando di questo passo Roma Capitale viene ridotta a un…pitale.

Alessandro Pino

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Calcio femminile: la Roma Decimoquarto giocherà finalmente in B rimanendo in Terzo Municipio – di Alessandro Pino

5 Lug

Scongiurato il rischio di dover rinunciare nuovamente alla serie cadetta

Alla fine  le ragazze della Roma Decimoquarto ce l’hanno fatta e la prossima stagione potranno finalmente giocare nel campionato di calcio di serie B dopo che si erano conquistate la promozione nella serie cadetta per il secondo anno consecutivo con un ruolino impressionante: tutte le partite vinte. Scacciata via, dunque, la frustrazione di dover nuovamente rinunciare – come accaduto la stagione precedente –  a causa dello sforzo economico e organizzativo altissimo, grazie alla tenacia della dirigenza con in testa il presidente Mauro Elisei che si è fatto in quattro per dare il giusto  risalto alle sue giovani gladiatrici e portarle in una arena degna del valore dimostrato. Doveroso elencare la rosa delle atlete 1allenate dal mister Filippo De Gaetano: il capitano Veronica Sciarretti, Giulia e Sara Boldrini, Laura Bottinelli, Alessandra Caruso, Roberta Chiarelli, Francesca Caterina D’Antoni, Maria Giulia D’Ercole, Veronica Di Cerbo, Ilaria Filippi, Valentina Foschi, Giorgia Grassi, Martina Maurelli, Maria Antonietta Maurilli, Roberta Pieroni, Federica Quartullo, Giorgia Ragnoli, Silvia Schiavoni, Germana Sciarra, Savina Vazzana, Nicoletta Vittori. Unica lieve nota malinconica, il trasloco dall’impianto “Angelucci” del Settebagni Calcio Salario che è stato il loro campo casalingo proprio nelle due stagioni vittoriose anche se lo spostamento sarà soltanto di un paio di chilometri in linea d’area: a quanto pare sembrerebbe certo l’accordo con l’Accademia Calcio che le ospiterà nella propria grande struttura in via di Settebagni – strada esterna al centro abitato omonimo e che anticamente faceva da confine alla zona così chiamata. In pratica, dunque, la Roma Decimoquarto rimarrà una squadra del Terzo Municipio di Roma Capitale.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: a largo Labia inaugurato l’ingresso del Parco delle Sabine – di Alessandro Pino

1 Lug

Presenti il vicesindaco di Roma Luigi Nieri e il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne

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Le fontane a pavimento dietro il vicesindaco Nieri e il presidente del Municipio Marchionne

È stato inaugurato lo scorso 20 giugno a largo Fausta Labia il primo degli ingressi al Parco delle Sabine, area verde posta tra Porta di Roma e la Serpentara, alla presenza del vicesindaco Luigi Nieri – in rappresentanza del sindaco di Roma Ignazio Marino, assente per motivi di salute – e del presidente del Terzo Municipio Paolo Emilio Marchionne. Adiacente al capolinea filoviario, l’entrata consiste in un piazzale allestito con panchine in pietra bianca e giochi d’acqua che zampillano dal pavimento, uno spazio con alcuni giochi per i più piccoli e una costruzione in vetro e rivestimenti in marmo destinata ai bagni pubblici e a punto di ristoro per la cui gestione si deve provvedere all’assegnazione.  Poco più dietro, il controverso e avveniristico portale a traliccio in metallo bianco con tettoia “a foglia sospesa” che aveva suscitato vivaci DSC_1211 discussioni in rete. Ideato dall’architetto Maurizio Bellomia, autore anche del progetto complessivo, nelle parole dell’autore «vuole richiamare gli ingressi dei grandi parchi storici». Il vicesindaco Nieri e il presidente Marchionne hanno compiuto un breve giro all’interno dell’area verde assieme a diversi amministratori municipali, cittadini, forze dell’ordine ed esponenti della stampa locale. Certo che – specialmente pensando a quanto accaduto il giorno prima a pochi metri di distanza sotto il viadotto dei Presidenti, dove un clochard è morto carbonizzato nella DSC_1201tenda in cui era accampato come molti altri, viene da chiedersi in che condizioni possa trovarsi il luogo tra sei mesi a confronto di quelle, immacolate, dell’inaugurazione: anche le pareti di marmo bianco del punto ristoro sembrano costituire un invito a nozze per gli onnipresenti imbrattatori muniti di vernice spray e pennarelli.

L'architetto Maurizio Bellomia con il portale da lui ideato

L’architetto Maurizio Bellomia con il portale da lui ideato

Sembrano fiduciosi al riguardo sia Nieri che Marchionne: «Io penso che noi dobbiamo abituare tutti al bello soprattutto in questa parte della città, molto dipende dall’amministrazione, molto dipende dai cittadini però soprattutto da come vengono gestite queste aree» ha dichiarato il vicesindaco, mentre il presidente del Municipio rassicura sulla situazione perché «c’è un sistema di telecamere già installato che verrà poi collegato con la stazione dei Carabinieri di Fidene e con il comando della Polizia Locale a Serpentara e poi soprattutto sarà prevista l’apertura e la chiusura nelle ore notturne una volta completata la recinzione». Meno ottimista il presidente del Comitato di Quartiere Serpentara, Mimmo D’Orazio: «Tra sei mesi diciamo che siamo ottimisti, ho fatto una scommessa con un amico, quindici giorni, ma non per un discorso di sfascismo o di pessimismo, purtroppo la colpa è anche dei cittadini…io mi auguro con tutto il cuore che rimanga così come l’abbiamo vista oggi, ho dei forti dubbi, speriamo per il bene della collettività»

Alessandro Pino