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Un cassonetto vi sorveglierà: la nuova raccolta differenziata parte dal Quarto Municipio – di Alessandro Pino

27 Ago

(pubblicato su http://www.di-roma.com)
Il Comune di Roma Capitale e l’Ama hanno intenzione di diffondere il più possibile in tutta la città la pratica della raccolta differenziata dei rifiuti, da svolgersi con modalità innovative rispetto a quanto fatto finora: si parla anche di “ cassonetti intelligenti” attivabili con un tesserino magnetico individuale, in modo da arginare il fenomeno del rovistaggio da parte di nomadi. L’assessore capitolino al’Ambiente Marco Visconti ha annunciato che per mettere a punto il nuovo sistema, in partenza da novembre e che dovrebbe raddoppiare in due anni la quota di rifiuti da riciclare, è stato scelto il territorio del Quarto Municipio, ritenuto più adatto di altri per più motivi: sia dal punto di vista logistico, per la presenza dei centri di raccolta di rifiuti speciali (le cosiddette isole ecologiche in zona Bufalotta e Ateneo Salesiano) e del deposito automezzi di via Salaria, annesso al controverso impianto per la preparazione di combustibile ottenuto da rifiuti. Altre ragioni che avrebbero determinato la scelta del Quarto Municipio per la sperimentazione del nuovo sistema sarebbero – così si legge nei lanci di agenzia – la “bassa densità abitativa” e l’essere caratterizzato da “edifici piccoli” adatti alla raccolta porta a porta e dotati di “ampi spazi condominiali” (caratteristiche che sinceramente non sembra di riscontrare con tale evidenza) oltre al fatto che in alcuni quartieri come Sacco Pastore già da tempo si è cercato di introdurre una sorta di “differenziata spinta” con la scomparsa dei cassonetti per i rifiuti organici, che vanno consegnati in orari fissi agli operatori Ama. Proprio quest’ultima modalità alla prova dei fatti – come si vede nelle immagini – si era dimostrata controproducente perché in molti, non avendo modo di trovarsi sul posto negli orari convenuti, lasciavano i sacchetti dell’umido proprio a fianco dei cassonetti della raccolta differenziata. Di questo devono averne preso atto nella “stanza dei bottoni” e per l’appunto sembra che debbano tornare i grandi secchioni per i rifiuti non riciclabili, seppure nella versione tecnologica dotata di lettore di schede magnetiche – una sorta di Grande Fratello orwelliano dell’immondizia. Entusiastiche dichiarazioni sono state rilasciate dagli amministratori interessati: Salvatore Cappello e Piergiorgio Benvenuti, rispettivamente ‘amministratore delegato e presidente dell’Ama, hanno espresso “grande soddisfazione”, mentre Andrea De Priamo, presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, ha parlato di una «rivoluzione in grado di avvicinare Roma al modello “rifiuti zero” già sperimentato con successo a San Francisco». Secondo Cristiano Bonelli, presidente del Quarto Municipio, il fatto che il nuovo modello verrà sperimentato sul territorio da lui amministrato è «grande motivo di orgoglio» e gli abitanti del Municipio sapranno certamente accoglierne le novità. Sarà, ma di fronte a tutto questo sfoggio di ottimismo tecnologico la prima immagine che viene in mente è quella della classica signora ultraottantenne che guarda perplessa una specie di carta bancomat davanti a un “cassonetto intelligente” – magari vandalizzato – chiedendosi che cosa debba farci: in fondo voleva solo buttare via un sacchetto di immondizia.

Alessandro Pino

Roma Capitale abbandonata: Gregna Sant’Andrea e il sottopasso della vergogna

3 Ago

Essere costretti a una quotidiana immersione nel degrado scendendo nei sottopassi che collegano le sponde di un quartiere attraversato da quel fiume di veicoli che è il Raccordo Anulare: è quanto accade ai residenti in zona Gregna Sant’Andrea, quadrante sud est della città, Decimo Municipio del Comune di Roma Capitale. I camminamenti in questione sono quelli di via Michele Migliarini, via Lucrezia Romana e via Pietro Crostarosa: da circa un anno e mezzo si trovano in condizioni indecenti perché nessuno viene a pulire i rifiuti qui lasciati dai troppi incivili che li hanno scambiati per immondezzaio. Le immagini sono eloquenti e documentano quel disgustoso campionario già visto in situazioni analoghe, ammorbato per giunta – così testimonia la lettrice che ha inviato le foto – dai miasmi rivoltanti delle deiezioni umane sparse dappertutto.  Se si aggiunge a questo che la galleria di via Migliarini è completamente al buio e che i sottopassi sono frequentati da un gruppo di zingari occupante una villa disabitata che sorge nei pressi, ben si comprende l’urgenza di un intervento di risanamento che però non sia occasionale. Ma chi dovrebbe occuparsene? Le informazioni ricevute dalla lettrice presso Ama e Comune chiamano in causa l’Anas, alla quale ha dunque mandato una mail con allegate parte delle immagini qui presentate. Al momento però la pratica sarebbe sospesa. Sembra dunque dura a morire l’abitudine italiana a lasciare fuori controllo sacche di imbarbarimento e potenziale pericolo, almeno fin quando non avviene qualcosa di eclatante, drammatico, tragico. Sarebbe allora il caso  di intervenire prima, invece che installare una lapide commemorativa dopo. Il caso di Giovanna Reggiani dovrebbe aver avere insegnato qualcosa. Dovrebbe, appunto.

Alessandro Pino

video e foto del giorno dopo sul luogo dell’incendio di via S. Antonio di Padova a Settebagni

22 Lug

Servizio fotografico di Alessandro Pino – servizio video pubblicato sul canale you tube di http://www.di-roma.com:  http://www.youtube.com/watch?v=3SZtKKV_HZM&feature=share

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Roma – IV Municipio: a Settebagni gli airbag salvano la vita di automobilisti troppo impazienti

9 Lug

La via Sant’Antonio di Padova a Settebagni è una di quelle strade che andrebbe percorsa a passo di lumaca: stretta, con il senso unico vigente nel sottopasso che diventa alternato appena usciti dalla galleria, punto nel quale si incrocia con la via dello Scalo di Settebagni e con l’accesso a un residence di circa centocinquanta appartamenti. Una concomitanza di fattori che imporrebbe la massima prudenza quando invece troppi conducenti aprono il gas a manetta. A tutti costoro  non avrebbe fatto male assistere all’incidente accaduto la sera del 6 luglio proprio all’uscita del parco condominiale al civico 24: due automobili si sono scontrate e se non ci sono state vittime è solo grazie ai dispositivi di sicurezza passiva di cui erano dotate, visto che una di esse aveva tutti gli airbag aperti.In ogni caso le vetture dopo il sinistro erano praticamente da rottamare e prima di essere rimosse hanno ingombrato a lungo – sotto gli occhi di una piccola folla di curiosi –  il vialetto di accesso al residence, i cui abitanti hanno dovuto utilizzare un ingresso secondario.

Alessandro Pino

Roma – V Municipio: dopo una lite spiana tutto a colpi di ruspa

26 Giu

quel che rimane dopo il passaggio del mezzo pesante

Un episodio di follia pura, una notizia a metà tra il comico e il drammatico talmente surreale che se non provenisse dall’Ufficio Stampa della Questura con tanto di foto allegate si stenterebbe a ritenerla vera: una lite tra vicini di casa per motivi legati a una vecchia causa civile al culmine della quale uno dei contendenti in preda alla rabbia sale su una ruspa e fa un vero macello prima di essere fermato dagli agenti della Polizia di Stato. È accaduto un paio di giorni fa in zona La Rustica, Quinto Municipio del Comune di Roma. Il motivo del contendere, secondo quanto appurato, sarebbe stato l’uso di un vialetto posto tra due villette in via Galatea, per il quale in passato erano intercorse reciproche comunicazioni legali. L’uomo arrestato, nonostante la veneranda età – ha quasi ottant’anni – in un primo tempo si è presentato a casa dei vicini armato di machete, dopodiché è salito sul bulldozer e ha demolito il muro di cinta della loro abitazione, devastando un gazebo e tre automobili parcheggiate in giardino. Al 113 sono arrivate numerose segnalazioni di cittadini terrorizzati ma nemmeno l’arrivo degli equipaggi è riuscito a calmare l’anziano, visto che ha tentato di investirli. Alla fine i poliziotti sono riusciti a salire sull’escavatore e a fermare lo scalmanato, che a un successivo controllo avvenuto negli uffici del Commissariato San Basilio è risultato avere piccoli precedenti oltre che destinatario in passato di un provvedimento di diniego alla detenzione di armi. L’epilogo di un pomeriggio a dir poco movimentato è stato l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e danneggiamento.

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Alessandro Pino

Roma IV Municipio: al Dima cerimonia inaugurale di Re Boat Race – una regata per il recupero dei materiali e della vita

25 Giu

Far comprendere l’utilità di ciò che a torto viene generalmente ritenuto inutile: questo il significato della duplice iniziativa presentata lo scorso 21 giugno presso il centro commerciale Dima Shopping Bufalotta. Due progetti concomitanti che troveranno compimento a settembre – dal 19 al 23 – quando sulle acque del laghetto dell’Eur si svolgerà la “Re Boat Race”, prima regata di imbarcazioni costruite con materiali riciclabili. Tra gli equipaggi iscritti ce ne sarà uno speciale, composto da ragazzi seguiti dalla associazione Anagramma Onlus, che assiste chi deve convivere con disabilità di vario tipo. Ecco dunque il punto di contatto tra due modi di intendere il recupero, quello più tangibile ottenuto tramite raccolta differenziata dei rifiuti e quello simbolico ma non meno importante della normalità nella vita quotidiana sia da parte dei disabili sia da chi ha vissuto l’esperienza del carcere: armatore dell’imbarcazione chiamata “Vascello Anagramma” sarà infatti  Rebibbia Fashion, marchio di prodotti di moda realizzati da detenuti. La regata ha ottenuto il patrocinio di numerose istituzioni ed è probabilmente per questo che la presentazione è stata in pratica una sfilata di politici del centrodestra locale (ma non solo), tanto che ad elencarli tutti si corre il rischio di trasformare un articolo in una guida telefonica: preceduti da una esibizione canora di una rappresentanza del gruppo “Ladri di carrozzelle”, sono intervenuti la vicepresidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli, i presidenti dei Municipi Quarto e Quinto Cristiano Bonelli e Ivano Caradonna, l’assessore regionale alle Politiche Sociali Aldo Forte e il consigliere municipale Fabrizio Clavenzani. Assieme a loro il presidente dell’Ama Piergiorgio Benvenuti e Cristiano Ceccato e Pietro Rossi, rispettivamente presidenti di Anagramma e ideatore del marchio Rebibbia Fashion. Tutti insieme hanno simbolicamente assemblato un primo componente dell’imbarcazione – formato da bottiglioni di plastica – davanti agli obiettivi della stampa convocata per l’occasione, finendo forse per rubare un pochino la scena a coloro che sarebbero dovuti essere i veri protagonisti dell’evento: i ragazzi e le ragazze di Anagramma che avranno comunque modo di rifarsi nelle prossime settimane quando costruiranno il loro natante sotto gli occhi dei frequentatori del Dima Shopping.

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Alessandro Pino

Eataly di Roma in anteprima per la stampa. Nel tempio del made in Italy culinario

22 Giu

Un lunedì mattina, squilla il telefono: «C’è una presentazione alla stampa questo pomeriggio all’ex Air Terminal Ostiense e io non posso andare, ti andrebbe di partecipare al posto mio?». La risposta, complici la mia solita incapacità a dire no unita al fatto che appena svegli non si è molto coscienti, non può che essere  «Ma certo». Ma certo anche se se non ho la minima idea di cosa si tratti, ricevo solo la rassicurazione che è un evento legato al cibo e si prevedono parecchi assaggi: quindi non  la solita soporifera assemblea di quartiere o sulle scaramucce tra consiglieri in municipio – già questo mi solletica – ma mi prendono proprio per la gola, mio punto debole, anzi debolissimo.

Dunque si parte col piede giusto, come conferma anche il fatto che per strada incontro poco traffico e una volta giunto sul posto riesco a trovare subito un posto per la macchina, per giunta con le strisce bianche quindi non a pagamento (c’è la crisi, anche l’eurino l’ora risparmiato ha il suo porco fascino). Raggiunto l’ingresso dell’Air Terminal vedo che non è più la struttura abbandonata di un tempo, simbolo dei peggiori sprechi di casa nostra e soprattutto noto sulle facciate in vetro una scritta enorme: “EATALY”, che è chiaramente un anglofono gioco di parole tra “eat” (mangiare, pronunciato “it”) e Italy. Promette bene insomma, un bell’esempio di riqualificazione urbana. Abbasso lo sguardo trovo un capannello di persone in attesa di entrare mentre gli addetti della vigilanza  spuntano i loro nomi da una lista. Il mio di nome non risulta, ma una telefonata a Marica di Santo – efficientissima addetta stampa di Slow Food, associazione di settore che è partner nell’iniziativa- risolve rapidamente la situazione: esce dalla struttura e mi porta dentro sotto gli occhi di quelli ancora attendono di passare e che un minuto prima mi guardavano con aria di sufficienza perché non avevo l’accredito.

All’interno attendo con tutti gli altri che inizi la presentazione – ospite d’onore Renata Polverini, presidente della Regione Lazio – e nel frattempo mi rendo rapidamente conto di dove mi trovo: l’intera struttura di quattro piani e diciassettemila metri quadri è stata trasformata in un vero e proprio tempio dedicato al cibo in tutte le sue forme, dalla ristorazione in piccoli locali interni affidati a imprenditori selezionati, al normale acquisto di cibi e ingredienti o anche di libri di cucina – c’è un intero reparto dedicato – e di strumenti per la preparazione, senza dimenticare iniziative come corsi di cucina, convegni e incontri a tema. Tutto all’insegna del tricolore nazionale, non solo per quanto riguarda il palato: anche gli arredi sono un omaggio a quanto ancora rimane dell’operosità italiana, come testimoniano le sedie trasparenti di Kartell presenti in tutti i piccoli esercizi presenti. Insomma, quello che già avviene nelle altre diciotto sedi di Eataly, di cui nove in Giappone e una a New York. Viene il momento di iniziare tutti insieme un giro per i quattro piani, guidati da Oscar Farinetti, il “dominus” di Eataly che, microfono e miniamplificatore alla mano, guida la maxicomitiva con Renata Polverini in testa.

A ogni reparto, ad ogni piccolo locale – ce n’è pure uno in cui si produce una mozzarella che nemmeno a Mondragone – Farinetti si ferma per una breve presentazione, con la presidente che saluta banconisti e commessi. E mi rendo conto tutto ad un tratto – facendo parte del medesimo spettacolo, lo ammetto – che ben pochi sono quelli che tengono dietro al tour presidenziale tra i banconi e gli scaffali in parte ancora da riempire: la stragrande maggioranza dei partecipanti, taccuini in tasca e fotocamere al fianco, si attarda in pantagruelici assaggi dando letteralmente l’assalto alle pietanze pronte per gli ospiti. Compassati giornalisti col papillon ed eleganti croniste con borsa ultrafirmata si accalcano come cavallette davanti ai salumi, le salsicce, i fritti, i sedanini cacio e pepe ( “eh ma sono crudi”), ai dolci; c’è pure la rosticceria con l’abbacchio a scottadito. Il tutto annaffiato da vini di qualità e – per gli astemi come il sottoscritto – acqua minerale a fiumi. Insomma uno spettacolo forse non elegantissimo ma che è un efficace segno di questi tempi di crisi, visto che tra gli addetti ai lavori la voce degli assaggi gratis si doveva essere sparsa da tempo. Anche Renata Polverini si adegua e rallentato il passo si concede qualche boccone e un paio di sorsate, compiacendosi evidentemente di alimentare non solo sé stessa ma l’immagine di persona verace.

Alla fine si giunge satolli nella sala delle conferenze dove le domande scarseggiano, le menti ancora rivolte alle delizie assaggiate poco prima. La domanda più gettonata: «Ma quando apre?». «Attorno al 18 giugno». Forse.  Il motivo di tanta genericità? «A noi piace non essere sicuri di niente».

Alessandro Pino

Roma: I precari della giustizia ovvero la crisi dove meno te l’aspetti

13 Giu

In tempi di crisi nei quali per il settore privato praticamente si parla solo di licenziamenti e disoccupazione, si può supporre che chi opera in una struttura pubblica come un Tribunale si trovi in una situazione di relativo privilegio: tra questi, tutti quegli addetti lavorano nelle cancellerie, assistono i giudici nelle udienze, preparano o archiviano i fascicoli e si occupano della informatizzazione delle pratiche. Supposizione errata, perché proprio molte di queste persone – circa cinquecento in tutto il Lazio – hanno già vissuto il dramma della perdita dell’impiego e sono stati assegnati agli uffici giudiziari per svolgere una sorta di tirocinio nell’ambito di  un percorso di formazione e reinserimento lavorativo della durata di due anni, organizzato prima con la Provincia e poi con la Regione attraverso i Fondi Sociali Europei. Quindi non sono dipendenti pubblici: se per quanto riguarda gli ordini di servizio dipendono dagli uffici ai quali sono stati assegnati, in pratica vengono pagati dall’Inps e il progetto del quale fanno parte è organizzato dalla Regione. Il problema – oltre a una mancanza di puntualità dei pagamenti mensili lamentata da alcuni di loro – è che per questa esperienza sta volgendo al termine e a quanto pare non c’è intenzione di proseguirla da parte delle istituzioni, non quantomeno con le stesse persone, al più una specie di ricambio che sembra una lotteria della disperazione: dentro nuovi precari – o forse i praticanti di ordini professionali – e gli altri arrivederci e grazie, insomma. Gli interessati giustamente non ci stanno,  vorrebbero quel minimo di serenità che la sicurezza di un lavoro può dare e all’angoscia di un futuro incerto si unisce un senso di presa in giro per quello che viene percepito come un voltafaccia. Per farsi ascoltare da chi di dovere e sensibilizzare coloro che gravitano nel settore (magistrati e legali) si sono allora organizzati in un collettivo chiamato Unione Precari Giustizia che ha organizzato manifestazioni davanti Montecitorio o fuori gli uffici nei quali prestano servizio, arrivando a decidere una sospensione della loro attività durante una assemblea tenutasi lo scorso 29 maggio presso la Sala della Musica del Tribunale Civile di Roma. «Una formazione dentro i Tribunali non si può spendere tranquillamente nel mercato del lavoro, è molto specifica – afferma Emiliano Viti, uno dei portavoce – per cui il turn over è sbagliato». Il problema sembrerebbe dunque insito nella stessa natura di una iniziativa che per la sua specificità ha immesso queste persone in un vicolo cieco creando inoltre delle aspettative andate in fumo in chi – dopo essere stato formato e inserito in una struttura – sta per essere rispedito a casa. Ma ora che la situazione si è creata e non si può tornare indietro, come rimediare? Prosegue al proposito Emiliano Viti: «Gradiremmo che lo stesso senso di responsabilità che abbiamo dimostrato andando anche a lavorare la mattina senza percepire un euro lo dimostrassero anche il ministero e la ministra Severino e la Regione Lazio nelle figure di Renata Polverini e dell’assessore al Lavoro Mariella Zezza, aprendo un tavolo dove si possano trovare delle soluzioni ponte che ci garantiscano una continuità lavorativa per portarci fino all’indizione di un bando di concorso dandoci almeno la possibilità di spenderci un domani in un concorso pubblico le competenze acquisite».

Alessandro Pino

 

 

Roma IV Municipio: l’assessore alla mobilità a Cinquina per illustrare le modifiche apportate alle linee degli autobus

5 Giu

Assieme all’imminente apertura della prima tratta della metropolitana B1  verranno introdotte alcune importanti novità nel trasporto di superficie, mirate a integrarsi con la diramazione della ferrovia sotterranea. Già da tempo sono in corso degli incontri con i residenti dei quartieri interessati, l’ultimo dei quali si è tenuto venerdi scorso a Cinquina – IV Municipio del Comune di Roma – nei locali della parrocchia San Domenico di Guzman. Come nelle precedenti occasioni è intervenuto direttamente l’assessore capitolino alla Mobilità Antonello Aurigemma, affiancato da un funzionario della preposta agenzia avente il compito di spiegare nel dettaglio i cambiamenti: stavolta è toccato all’ingegnere Stefano Brinchi armeggiare con calcolatore elettronico e diapositive delle mappe con i nuovi percorsi. Gli itinerari, è stato spiegato, sono state studiate per non portare più gli autobus fino a Termini ma alla stazione Conca d’Oro, ottenendo così anche un accorciamento del tragitto su gomma e una conseguente intensificazione delle corse, incentivando l’uso del mezzo pubblico da parte di chi di solito preferisce altrimenti. Questo almeno in teoria: per l’appunto le novità arrivano nel periodo delle ferie – per chi può permettersele, almeno –  nei quali l’utenza è meno numerosa, in modo da rendere meno disagevoli eventuali modifiche “in corso d’opera” ed essere pronti a settembre con l’assetto definitivo.

Alessandro Pino

Roma IV Municipio: bus 302 distrutto dalle fiamme poco prima di entrare a Settebagni

1 Giu

Paura ma per fortuna niente danni alle persone nell’incendio che questa mattina ha completamente distrutto un autobus della linea Atac 302. La vettura ha preso fuoco all’incirca verso le undici proprio in corrispondenza della fermata antistante gli uffici della Anonima Petroli Italiana sulla Salaria poco prima di entrare a Settebagni. Sul posto sono intervenuti la Polizia Stradale, i Carabinieri oltre a personale della società di trasporto. Il sinistro ha causato una lunga fila di veicoli sulla consolare in direzione fuori Roma anche perché molti conducenti – come  accade in questi casi-  hanno rallentato per dare un’occhiata.

Alessandro Pino

Roma – IV Municipio: a Settebagni, in via S. Antonio di Padova d’ora in poi semafori e senso unico alternato

30 Mag

contromano (A. Pino)

Sono stati attivati lo scorso lunedì i sei semafori che regolano la nuova circolazione a senso unico alternato in via Sant’Antonio di Padova a Settebagni. La modifica interessa il tratto di strada che va dall’uscita del vetusto sottopasso ferroviario – che rimane a senso unico provenendo dalla Salaria – fino all’incrocio con via delle Lucarie. Assieme ai semafori è stata predisposta una nuova segnaletica ed è stato in pratica riadattato a corsia di marcia il piccolo parcheggio che sta di fronte al giardinetto pubblico. Infatti, nonostante il passaggio delle autovetture, qualcuno continua a lasciarne in sosta fuori dalle strisce.

parcheggio in strada (A. Pino)

La nuova viabilità, così  dicevano voci di quartiere, è stata introdotta a seguito dell’apertura di un grande cantiere edile alla fine della stessa via Sant’Antonio di Padova, sia per evitare ai mezzi pesanti di inerpicarsi nel tratto collinare della borgata sia in vista dell’accresciuto flusso di automobili che si avrà inevitabilmente quando le nuove palazzine saranno consegnate. Purtroppo gli stessi ora transitano senza soluzione di continuità in via dello Scalo di Settebagni, dove sono ubicate le scuole, dalla materna alle medie, destando non poche preoccupazioni tra i genitori. La strada, infatti, è stretta, a doppio senso di circolazione, senza marciapiede e con il parcheggio per le macchine. Togliere il parcheggio è impensabile, stante la presenza del plesso scolastico e della stazione Fm1.

Nelle prime ore dopo l’accensione sono rimasti sul posto i vigili urbani del Quarto Gruppo al fine di incanalare correttamente i conducenti, ma da quello che si è visto nei giorni successivi sarebbe forse servita una presenza prolungata: se infatti c’è chi non si avvede della novità e del rischio di trovarsi dunque contromano, c’è anche chi invece di attendere il verde in fila come tutti, decide di proseguire sulla corsia opposta come niente fosse: lo stop al semaforo infatti crea specie verso sera delle code non indifferenti, indice di un flussodi traffico del quale fino ad oggi non ci si era resi forse resi conto e che nei prossimi mesi non potrà che aumentare.

Alessandro Pino

IV Municipio: incidente sul lavoro in via val Padana. Le foto di Alessandro Pino

28 Mag

Questa mattina un uomo è deceduto per un incidente sul lavoro verificatosi in un cantiere all’incrocio tra le vie Val di Sangro e Val Padana. Erano all’incirca le nove e trenta quando la parte telescopica di una autogru munita di un cestello, parcheggiata vicino la facciata esterna di una palazzina oggetto di lavori di ristrutturazione, si è abbattuta sul ponteggio ivi montato. L’operaio si trovava ad operare da dentro la piattaforma.  All’improvviso, forse per un guasto meccanico al sistema dei pistoni idraulici, il tratto terminale del braccio ha ceduto, strisciando su alcuni  balconi, piegandone le ringhiere fino a  terminare la caduta all’altezza del primo piano, nel ponteggio dove stava lavorando un altro operaio, rimasto ferito. Sul posto sono arrivati subito i Vigili del Fuoco del distaccamento Nomentano e gli agenti del Commissariato Fidene Serpentara, seguiti dai loro colleghi della Scientifica. Un tratto di strada è stato chiuso al transito anche pedonale e la Polizia Municipale ha avuto il suo daffare per tenere lontano non tanto i curiosi e i giornalisti ma soprattutto chi, allontanandosi dal mercato rionale che si tiene a pochi metri di distanza, vorrebbe passare comunque evitando di dover girare attorno all’isolato. I rilievi sono andati avanti per tutta la mattinata, anche sotto la pioggia. Anche il presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, stante la gravità dell’accaduto, è arrivato sul posto. Sul marciapiede di fronte, intanto, si chiacchierava e si commentava l’accaduto, sulle bancarelle vicine proseguivano le contrattazioni. Come sempre, per gli altri la vita continuava.

Alessandro Pino

Settebagni: prove di accensione per il semaforo di via S. Antonio da Padova

24 Mag

In tarda mattinata è stato testato l’impianto semaforico istallato in via S. Antonio di Padova qualche tempo addietro. La squadra di operai al lavoro hanno riferito che la segnaletica verrà cambiata lunedì.

Alessandro Pino

Roma – IV Municipio: pulizie di primavera alla scuola Fucini – di Alessandro Pino

21 Mag

Il giardino rimesso in ordine da volontari della associazione “Esserci a Roma”

Con la bella stagione è normale che cresca la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta e ciò vale anche per gli studenti che frequentino scuole provviste di giardino: sarebbe però un peccato non poterne godere appieno perché questo – magari per la cronica mancanza di risorse – si trova in stato di trascuratezza, con l’erba alta che nasconde anche rifiuti e serpi. È quello che si è cercato di evitare alla scuola Renato Fucini di Talenti grazie all’intervento di un gruppetto di volontari dell’associazione “Esserci a Roma”con il loro presidente Manuel Bartolomeo che hanno dedicato un po’ del loro tempo libero per sistemare l’area verde facente parte del cortile dell’istituto. Il pomeriggio dello scorso 11  maggio lo hanno  dunque trascorso improvvisandosi giardinieri assieme a un membro del locale comitato “Salviamo il parco Capuana” che ha messo a disposizione il proprio rasaerba a scoppio. «Abbiamo chiesto alla preside Marina Esterini se aveva qualche esigenza particolare e lei ci ha suggerito questa iniziativa – spiega Manuel, cuor di ex studente della scuola – trovando una situazione di degrado assoluto,  con serpi, bottiglie, rami spezzati da vecchie potature  e mai raccolti e anche due siringhe». Una critica che a volte viene rivolta a iniziative come questa – che vedono i cittadini rimboccarsi le maniche per supplire a mancanze delle amministrazioni pubbliche – è che in tal modo si fornisce a queste ultime un comodo alibi per un ulteriore disimpegno. In ogni caso va apprezzato l’impegno di chi sente la necessità di curare un bene pubblico come fosse il proprio, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità.

Alessandro Pino

Alessandro Pino: Cardente a Serpentara Tv

11 Mag

Non sembrano scemare le polemiche nate nei giorni scorsi quando ha avuto diffusione – dopo una sordina iniziale preferita dall’interessato – la notizia della candidatura di Alessandro Cardente e della sua successiva elezione in una lista civica di minoranza del minuscolo comune siciliano di Castelmola, provincia di Messina.

Cardente, che è stato presidente del Quarto Municipio, è attualmente membro del Consiglio della medesima municipalità nonché vicepresidente della Commissione Roma Capitale. Una somma di incarichi che ha originato critiche – prima su un blog di Castelmola poi su una testata romana on line – sia sulla legittimità sia sull’opportunità della sua scelta: Cardente secondo i suoi detrattori  avrebbe contravvenuto al Tuel (Testo Unico degli Enti Locali) e comunque gli rimarrebbe difficile conciliare gli impegni relativi a due realtà tanto lontane, come qualcuno – così è stato scritto – che tiene il piede in due scarpe.

 L’interessato dopo alcuni scambi avvenuti sui social network, per replicare definitivamente all’attacco ha scelto il salotto televisivo di Serpentara Web Tv ondotto dalla giornalista Luciana Miocchi. Quello che segue è il riassunto necessariamente stringato di un’intervista di oltre un’ora durante la quale il politico ha respinto al mittente ogni accusa contrattaccando su tutta la linea gli avversari che pur senza venir mai nominati, nel corso della trasmissione hanno cominciato ad assumere delle fattezze abbastanza riconoscibili.

 Cardente ha definito l’accaduto “una triste e mediocre polemica”, spiegando prima come è nata l’idea di candidarsi – lui abituato a ribalte politiche più importanti – in uno sperduto borgo che probabilmente pochi conoscevano prima di questa vicenda: la pluriennale frequentazione di quel territorio – “microscopico  e delizioso” – che ultimamente è stato colpito da fenomeni di dissesto idrogeologico. L’impegno profuso per dare una mano , la conoscenza tramite amici dell’allora sindaco e alla fine la richiesta di un impegno anche dentro l’amministrazione: «E perché no, mi sono detto».

 Cardente non lo ha detto in trasmissione ma è facile immaginare che proprio mantenendo i propri interessi e contatti nella politica romana “che conta” avrebbe potuto far pervenire qualche risorsa al piccolo comune del messinese. Terminata la premessa l’ex presidente del Quarto Municipio si è prodotto in quella che è stata al contempo una difesa delle proprie scelte – sia nel merito che nella forma -. e un attacco a chi secondo lui ha strumentalizzato la vicenda.

 Nessun ripensamento sulla candidatura siciliana che ritiene perfettamente legittima ( “prima di candidarmi ho consultato dei legali e non credo che il Tuel sia interpretabile – come invece altri sostengono, ndr – si parla chiaramente di incompatibilità tra medesime cariche”) e dalla quale non pensa possano scaturire impedimenti alle sue precedenti attività: «Ritengo di essere in grado di servire due amministrazioni così distanti, non vedo problemi: è un borgo, uno o massimo due consigli al mese». Attività comunque ridottesi da quando non guida più il Quarto: «Io tutta la mia vita l’ho impostata non solo sul territorio municipale, prima di arrivare in Municipio ho avuto incarichi nazionali nei Verdi e nella Cgil, scartati quando ho fatto il presidente ma dopo è chiaro che sono tornato più libero. Il problema è di chi tutti questi impegni non ce li ha». Nemmeno per quanto riguarda la riservatezza che ha avvolto la presentazione ritiene di dover spiegare alcunché: «Lo sapeva solo il partito (l’Idv anche se ha ancora la tessera dei Verdi, ndr) e le persone che era giusto lo sapessero. Al cittadino di Roma cosa volete che interessi».

 Dunque nessun ripensamento, anzi dito puntato contro i suoi oppositori, da lui identificati paradossalmente nella propria stessa coalizione politica: «Nel Pd siamo abituati a vedere che ci si massacra a vicenda», chiarendo che «non ce l’ho col partito ma con alcuni dirigenti locali e con il loro comportamento aggressivo». Una questione non solo di sostanza ma anche di metodo, di forma: «Chi si fosse preoccupato avrebbe potuto fare una chiamata se non a me al mio partito. Tra persone civili ci si comporta così ma quando c’è del marcio sotto si cerca di invadere siti e blog. Il dubbio mi è venuto perché alcuni vocaboli usati non sono assolutamente usati da chi è del posto».

 Chiaro il riferimento ad alcuni interventi apparsi in rete nei giorni delle consultazioni, che secondo Cardente rendono riconoscibile chi sta dietro a una operazione che definisce di “sputtanamento” per come è stata condotta: «La mano sembra la stessa che all’epoca della elezione in quarto aveva sollevato lo stesso problema della non appartenenza al territorio (non risiedendo a Monte Sacro, ndr)». Un politico ormai navigato come lui – nonostante sia ancora abbastanza giovane –   non rimedia scioccamente querele facendo nomi e cognomi, ma sa come fare arrivare i messaggi: «Chi ha orchestrato tutto questo voleva passare con Idv e mi aveva chiesto di spianargli la strada. Non faccio il nome, non serve; lui sa».

 Ma quale è secondo lui lo scopo, quello vero, che ha mosso tutto ciò? Non di certo l’opportunità di sommare impegni a quelli già assunti: «Vengono a fare la morale a me gli esponenti di un partito che affida tripli incarichi alle persone», ricordando «che ci sono sindaci che sono parlamentari» senza che nessuno abbia a eccepire. La minore efficienza nell’attività politica sarebbe solo un pretesto per attaccarlo: «Non è che un Municipio non funziona perché per tre volte non vai. E poi il Municipio sono soprattutto le commissioni e il presidente.Ho sempre detto che i consiglieri vanno dimezzati se non eliminati». Il motivo vero per lui è che «a qualcun altro interessa prendere il posto di Cardente» in Quarto Municipio. Dunque «sotto c’è dell’altro, tutta una operazione per fare entrare la prima dei non eletti del PD». Ci tiene a mettere in chiaro che «se mi dimetto a Castelmola lo faccio per rispetto di chi ha lavorato bene e non è stato rieletto. Ma decido io». Certo, se da tutto questo economicamente ne ricaverebbe solo i dieci euro di  gettone di presenza per ogni consiglio comunale in Sicilia viene da chiedersi chi glielo abbia fatto fare e forse se lo chiede anche lui: «Sto cambiando impostazione alla mia vita, mi muovo tra tre città di cui una estera anche per questioni personali». Enigmatica la sua ultima dichiarazione: «Non è detto che si debba fare politica per tutta la vita.Ho tante belle cose da fare e sono uno che non fa più programmi. Conviene non farli».

 Insomma, Cardente non ravvisa nel suo operato niente che possa essere classificato come inopportuno rispetto al comune sentire di questi tempi di crisi, anche per quel che riguarda il rimborso delle spese di viaggio generate dal suo cambio di residenza interregionale, per altro perfettamente lecito, ex Tuel.

 Il compito della trasmissione era quello di porre domande ed ottenere risposte, che sono arrivate, più o meno condivisibili, a secondo del modo di sentire di ognuno. I molti accessi durante la diretta hanno gratificato tutta la redazione per lo sforzo impiegato nel confezionare una trasmissione di informazione credibile ed imparziale.

Alessandro Pino

Roma IV Municipio: raccolta differenziata per centri anziani

24 Apr

Iniziativa simbolica ma educativa della consigliera municipale Lina Tancioni

Promuovere la raccolta differenziata nei dodici centri anziani presenti nel Quarto Municipio è quanto si propone la Commissione Servizi Sociali presieduta dalla signora Lina Tancioni, consigliere municipale di maggioranza. L’iniziativa in collaborazione con l’Ama è stata presentata il 13 aprile durante una delle periodiche riunioni della Commissione assieme ai direttivi dei centri: per l’occasione, visto l’alto numero di partecipanti, i lavori si sono svolti nella moderna aula consiliare di piazza Sempione. Il compito di illustrare la novità è spettato a Alfredo Tabarrini, funzionario della municipalizzata specializzato nei servizi alle grandi utenze. Si tratterebbe semplicemente di fornire a ogni centro due scatole di cartone – le cosiddette ecobox – da riempire una di carta e l’altra di contenitori in plastica, metallo o vetro e svuotare poi nei rispettivi bidoni della raccolta differenziata. Data la quantità di rifiuti ovviamente scarsa originata da utenze di questo tipo si capisce il carattere più che altro simbolico ed educativo dell’iniziativa: «Anche se non c’è grande produzione è importante l’interessamento» ha spiegato infatti il Tabarrini. Viene spontaneo immaginare che  ciascun anziano, una volta presa confidenza con la divisione dei diversi tipi di spazzatura, potrebbe a sua volta dare l’esempio ai propri nipotini trasmettendo quelle informazioni fondamentali per una corretta esecuzione della raccolta ma di cui non tutti magari sono in possesso; valga l’esempio dei piatti e delle posate in plastica, che a causa di una mera questione di mancate convenzioni tra produttori e aziende di riciclo non vanno gettati nella differenziata anche se per  struttura molecolare ne avrebbero tutti i requisiti.

Alessandro Pino

L’orfanotrofio di Herat, le fotografie di Alberto Alpozzi e una serata di beneficenza

16 Apr

il fuciliere di Marina Ciro Petronelli - foto A. Alpozzi

Alberto Alpozzi - serata di beneficenza

L’Afghanistan proprio non riesce più a toglierselo dalla testa, il fotoreporter torinese Alberto Alpozzi: ha già trascorso le scorse festività natalizie presso la base militare italiana di Herat – nel sud del paese –  documentando le attività dei soldati che vi sono impegnati e conta prossimamente di tornarvi per una serie di altri progetti che ha in mente, visto il positivo riscontro ottenuto anche presso le alte sfere della Difesa. Nel frattempo ha partecipato di recente a una serata di beneficenza in favore dei giovani ospiti dell’orfanotrofio di Herat, tenutasi a Brindisi dove è di stanza il Reggimento San Marco e promossa da un appartenente a quel reparto, il fuciliere di Marina Ciro Patronelli, brindisino anche lui, conosciuto dal fotografo presso la base Camp Arena: «Era uno dei ragazzi  che mi faceva da angelo custode quando mi muovevo in città». Lo  spettacolo, organizzato con la collaborazione di alcune associazioni culturali e il contributo della Provincia di Brindisi, è stato aperto proprio dalla proiezione di fotografie scattate da Alberto ai bambini di Herat ed è proseguito con le performance di ballerini, maghi, comici e di una pittrice che invece della  vernice usava una polvere luccicante, tutti presentati dal conduttore radiofonico Mauro Stiky. «Molti continuano a domandarsi che cazzo ci siamo a fare in Afghanistan; credo sia importante che la gente sappia quanto questi ragazzi che lavorano laggiù vengano colpiti da  situazioni molto distanti dalle nostre  e anche quando tornano credono nel realizzare qualcosa per dare un futuro ad altre persone meno fortunate. Ritengo sia questo il messaggio che deve passare da eventi del genere». Ovviamente in tempi di crisi imperante parecchi preferirebbero si pensasse ai bambini italiani. Risponde Alberto: «Ciro dice che i bambini sono tutti uguali, lui ha conosciuto quella realtà e ne è rimasto colpito; sono d’accordo con lui e poi fare del bene da quando ha una bandiera ?». Giusto.

E allora per non scontentare nessuno ci permettiamo di lanciare noi un’ideada queste righe: una serata anche per i figli di tutte quelle persone che dopo aver perso il lavoro non hanno retto alla prospettiva di un futuro nero e si sono tolte la vita.

 Alessandro Pino

Per tutti i lettori che volessero vedere il lavoro di Alberto Alpozzi, il suo sito web  è www.albertoalpozzi.it

Vanno a prestare soccorso e rimangono vittime di un incidente. Autoscala dei vigili del fuoco si ribalta in via Fracchia

10 Apr

Attorno alle 21.30 di questa sera un’autoscala dei Vigili del Fuoco, mentre stava andando a eseguire un intervento, nel percorrere la rotonda di via Fracchia si è ribaltata su un fianco. L’autista del mezzo si è trovato davanti un cane sfuggito al controllo del padrone e per non investire l’animale probabilmente l’autista ha dovuto scegliere di eseguire una brusca sterzata che ha compromesso la stabilità del grosso automezzo al punto che questo è finito sul fianco destro. Fortunatamente non ci sono state vittime.  L’equipaggio è stato immediatamente  soccorso dal luogotenente Salvatore Veltri, comandante della stazione Talenti dei carabinieri, il quale, trovandosi di passaggio nella via, li ha aiutati a uscire dal mezzo incidentato. Sembra però che il padrone del cane, ovviamente, prontamente recuperata la bestia, abbia pensato bene di eclissarsi per evitare di dover pagare i danni.

Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della polizia municipale, della polizia di  Stato e una squadra di VVFF che stanno tutt’ora cercando di recuperare il mezzo dei colleghi.

Alessandro Pino

Settebagni: arriva il senso unico alternato in via S. Antonio di Padova

6 Apr

I residenti di Settebagni dovranno fare presto i conti con l’introduzione del senso unico alternato in via Sant’Antonio di Padova, precisamente nel tratto che va dall’incrocio con la via dello Scalo di Settebagni fino al sito dove è attualmente in costruzione un grande complesso residenziale. Sono infatti in corso i lavori per l’installazione di un impianto semaforico fisso che regolerà il flusso del traffico, come testimoniano i fori e le tracce eseguiti nell’asfalto e soprattutto i coperchi in ghisa dei pozzetti che conterranno parte degli apparati con impressa la scritta “semafori”. La novità è probabilmente legata proprio all’edificazione del residence alla fine della strada, come aveva del resto anticipato l’incaricata alle vendite degli appartamenti già mesi addietro. Qualcuno riteneva – o meglio si augurava – che senso unico e semaforo sarebbero stati una soluzione temporanea per evitare ai mezzi da cantiere di percorrere la via delle Lucarie, notoriamente stretta ripida e tortuosa tanto che l’Atac per la linea 302 vi impiega esclusivamente dei minibus. A pensarci bene però era prevedibile che la variazione alla viabilità sarebbe stata permanente, vista il notevole incremento del traffico privato che inevitabilmente si avrà una volta che le nuove palazzine saranno abitate.

Alessandro Pino

Pattuglia Ps controlla un’auto che mostrava segni di scasso e trova 30 chili di droga

4 Apr

Trenta chili di cocaina non sono uno scherzo: se ne possono ricavare oltre sessantamila dosi che vendute al dettaglio fruttano circa quattro milioni di euro in un mercato che non conosce crisi. Perdere una simile quantità di droga è sicuramente un duro colpo per qualunque trafficante ed è facile immaginare la reazione degli ignoti – per ora – criminali che l’avevano nascosta in una vettura parcheggiata al Tufello nell’apprendere che il prezioso carico è stato scoperto dalla polizia. La macchina infatti, pur regolarmente posteggiata in via Cimino, presentava segni di scasso alla serratura della portiera lato guida, fatto che ha insospettito una pattuglia del Commissariato Fidene Serpentara diretto dal dottor Francesco Bova. Dai riscontri sulla targa effettuati via radio tramite la Sala Operativa della Questura, l’automobile è risultata rubata qualche giorno fa a Colonna, piccolo centro fuori Roma lungo la via Casilina. Aperto il bagagliaio durante i controlli del caso, gli agenti hanno trovato una sacca di tessuto sintetico nero contenente trenta panetti di stupefacente per un peso complessivo di poco superiore ai trentuno chili. Al momento gli investigatori sono al lavoro per capire chi potesse avere adibito la vettura a deposito di droga.

Alessandro Pino