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Settebagni: gli zozzoni colpiscono ancora – di Alessandro Pino

21 Ago

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La storia è ormai ben nota a chi segue questo blog: da quando a Settebagni – estrema periferia del Terzo Municipio di Roma Capitale – è stata introdotta la raccolta differenziata porta a porta, dalle strade del quartiere sono spariti i tradizionali cassonetti dei rifiuti, non previsti dal sistema in questione per il quale si usano dei piccoli bidoncini domestici.
Sono rimaste soltanto alcune campane per la raccolta del vetro e in troppi le prendono come punto di riferimento per scaricarci accanto praticamente di tutto, dai normali sacchetti della spazzatura fino al materiale di risulta di qualche ristrutturazione edile, come in foto.
Gli addetti dell’Ama ogni tanto provvedono comunque a togliere dalla strada tali rifiuti depositati irregolarmente ma ogni volta si torna da capo con altra spazzatura che puntualmente documentiamo, sia chiaro senza alcun compiacimento disfattista.

Alessandro Pino

La città eterna: Un certificato al tempo delle ferie

12 Ago

bannersfumatogiallo3_d0Ci si ritrova spesso a descrivere dettagliatamente quel che non funziona, quello che viene ignorato, i danni dell’incuria o dell’ignoranza. Questa volta però voglio condividere un momento felice.

Già dover andare dietro a delle noiose pratiche burocratiche non è piacevole, nella settimana che precede il ferragosto figuriamoci. Costretta obtorto collo a dover frequentare gli uffici anagrafici di via Fracchia entro a testa bassa e umor nero, pronta a buttar via una mattinata tra urla, impiegati dalla faccia tetra per essere costretti dietro il vetro all’11 di agosto, aria condizionata non pervenuta, attese snervanti e orari ridotti.

E invece.

Ritiro il numeretto che avverte di 58 persone in fila prima di me. Panico. Entro nella sala d’aspetto pronta al corpo al corpo. Sei sportelli aperti. Gente seduta, forse rassegnata alla fila o solo semplicemente fiaccata dalla pioggia mattutina o dall’afa fuori. Mi accorgo della temperatura piacevole, il climatizzatore funziona. I numeri si rincorrono sul display ad un intervallo ragionevole. Gli operatori magari non sorridono troppo ma nemmeno io se è per questo.

Mezz’ora a smanettare sullo smartphone e arriva il numero giusto. Sorriso all’impiegata che presa visibilmente alla sprovvista, fa altrettanto. Buongiorno, buongiorno. Timbri, firma, ritiro, saluti.

Forse durante il resto dell’anno ci accapigliamo perchè siamo in troppi a far la fila. O forse sono pochi gli operatori allo sportello. Che poi è la stessa cosa. Essere romani a Roma non è facile.

Luciana Miocchi

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Ingresso del Parco delle Sabine a largo Labia: già un bivacco dopo un mese dall’inaugurazione (FOTOGALLERY) – di Alessandro Pino

7 Ago

Stesso copione visto ai giardini della stazione Jonio: vandalismo e rifiuti la fanno da padrone

Era stato un facile profeta Mimmo D’Orazio – presidente del Comitato di Quartiere Serpentara – quando poco più di un mese fa fu inaugurato l’accesso al parco delle Sabine in largo Fausta Labia, Terzo Municipio di Roma Capitale: di fronte alle pareti immacolate dell’edificio da adibire a servizi e ristoro, alle panchine in monoblocco bianco, agli allegri zampilli d’acqua che sgorgavano dal pavimento e ai 20150807_072330giochi dello spazio per i bambini, quando gli fu chiesta una previsione sullo stato dei luoghi dopo sei mesi il suo commento fu «Tra sei mesi diciamo che siamo ottimisti, ho fatto una scommessa con un amico, quindici giorni, ma non per un discorso di sfascismo o pessimismo, purtroppo la colpa è anche dei cittadini…io mi auguro con tutto il cuore che rimanga così come l’abbiamo vista oggi, ho forti dubbi». A farci un giro oggi lo scettiscismo di D’Orazio appare più che

Dirglielo di persona no, eh

Dirglielo di persona no, eh

giustificato: i pavimenti e le panchine sono stati imbrattati dai soliti teppisti muniti di vernice spray e alcune delle sedute presentano  vistose crepe; alcuni dei giochi per i bambini (dei dischi colorati che ruotando davano luogo a un effetto ottico) sono stati rubati e di loro rimane solo il palo di sostegno; sparsi un po’ ovunque resti di pasti (angurie incluse, che la frutta di stagione ci sta bene) segno che il piazzale è stato trasformato in bivacco. Soltanto il cielo sa come mai finora si siano salvate le pareti di marmo dell’edificio che verrà destinato a punto ristoro. Ci sarebbe da commentare con il più classico “te l’avevo detto io” ma arrivati a questo punto il sarcasmo cede il passo all’amarezza, alla rabbia e alla frustrazione per uno spettacolo già visto in questi giorni – vedasi il giardino sopra la nuova stazione Jonio della metro B1 – e per come vengono fatte andare le cose in una città dove i barbari hanno mano libera sia in centro che nelle periferie, per una situazione che appare sempre più fuori controllo.

Alessandro Pino

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Dei giochi ottici rimane solo il palo

Dei giochi ottici rimane solo il palo

Una panchina vistosamente crepata

Una panchina vistosamente crepata

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Scarabocchi su panchine e pavimenti

Scarabocchi su panchine e pavimenti

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Castel Giubileo: sempre peggio l’asilo “Castello di Gelsomina” e il parco di via Bolognola (FOTOGALLERY) – di Alessandro Pino

6 Ago

Sono sempre più desolanti le condizioni dell’ex asilo “Castello di Gelsomina” a Castel Giubileo, Terzo Municipio di Roma Capitale. La struttura è al centro di polemiche da quando fu chiusa nel 2012 perché dichiarata insalubre a seguito di presentazione di un certificato di un medico Asl a causa di infiltrazioni di umidità risalenti presumibilmente da una falda acquifera sottostante.

L'ingresso dell'asilo

L’ingresso dell’asilo

Successivamente alla chiusura l’ipotesi di affidarla una associazione era rapidamente sfumata a causa dell’irritualità della procedura adottata. In attesa di lavori di ristrutturazione da lungo tempo annunciati e mai iniziati, nonostante negli ultimi tempi si siano trovati i fondi nella quota del milione di euro destinato ai municipi per lavori di manutenzione di strutture già esistenti, si trova in totale abbandono: gli ingressi presentano evidenti tracce di scasso con le porte aperte e alcuni vetri in frantumi, i muri sono stati imbrattati dagli scarabocchi dei soliti teppisti armati di bombolette spray, sparsi per il giardino e ormai cotti dal sole si trovano i giocattoli che servivano a intrattenere i bambini, la vegetazione sta man mano prendendo possesso di

Il vialetto di accesso all'asilo

Il vialetto di accesso all’asilo

tutto il cortile e anche la porta del deposito combustibile della caldaia risulta forzata. Il vialetto di accesso che affaccia su via di Castel Giubileo oltre a essere invaso dalle piante è zona a luci rosse come testimoniano i preservativi usati sparsi a terra con le loro bustine. Le cose non vanno meglio nell’adiacente parco pubblico di via Bolognola: il campo di basket intitolato al giovane Simone Fargnoli – morto per una caduta in bicicletta qualche anno fa – è dissestato, il campo di calcetto non ha più le reti perimetrali, alcune panchine sono state distrutte, l’erba alta è disseminata di rifiuti e i rami di alcuni alberi sono pericolanti.

Alessandro Pino

Giocattoli sparsi nel giardino

Giocattoli sparsi nel giardino

Mura imbrattate dai teppisti

Mura imbrattate dai teppisti

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Un'altra entrata: vetri infranti e invasione di piante

Un’altra entrata: vetri infranti e invasione di piante

Altri muri imbrattati

Altri muri imbrattati

Una panchina semidistrutta nel parco

Una panchina semidistrutta nel parco

Rami pericolanti

Rami pericolanti

Il fondo disastrato del campo di basket

Il fondo disastrato del campo di basket

Di nuovo l'asilo invaso dalle piante

Di nuovo l’asilo invaso dalle piante

Il vialetto di accesso all'asilo visto da altra angolazione

Il vialetto di accesso all’asilo visto da altra angolazione

Il campo di calcetto senza più le reti divisorie

Il campo di calcetto senza più le reti divisorie

Rifiuti sparsi nel parco

Rifiuti sparsi nel parco

 

Distrutto dalle fiamme un camper a Settebagni

4 Ago

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Era una presenza familiare a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale – venendo da tempo parcheggiato nel pomeriggio in uno slargo sulla Salaria vicino all’uscita dal quartiere e rimanendovi tutta la notte: un vecchio camper su base Ford Transit che avrà avuto una quarantina di anni. Questa mattina è stato trovato così, completamente divorato dal fuoco. Sembra che tutto sia avvenuto in silenzio e senza che nemmeno si percepisse il caratteristico puzzo di plastiche bruciate.

Alessandro Pino

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Serata a piazza Sempione sotto le (Cinque) Stelle – di Alessandro Pino

30 Lug

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Di Maio, Di Battista e Lombardi: i volti più noti del Movimento intervenuti sul palco nel cuore del Terzo Municipio

Il territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale sembra essere diventato quasi il centro della politica nazionale: se al parco delle Valli si sta concludendo in questi giorni la Festa romana dell’Unità, la sera del 30 luglio è stato il Movimento Cinque Stelle a tenere banco  portando in piazza Sempione i propri portavoce relativi ai diversi livelli istituzionali (Comune di Roma, Consiglio Regionale del Lazio, Camera dei Deputati, Parlamento Europeo). Buona la risposta del pubblico che man mano ha riempito la piazza

Simone Proietti - consigliere M5S del Terzo Municipio - con Luigi Di Maio

Simone Proietti – consigliere M5S del Terzo Municipio – con Luigi Di Maio

soprattutto sul finale quando a intervenire sono stati i volti più noti del Movimento: i deputati  Roberta Lombardi, Luigi Di Maio  e Alessandro di Battista, il più istrionico del trio e richiestissimo dal pubblico per strette di mano e fotografie. Non c’era la coppia Grillo e Casaleggio, segno  che ormai  i rappresentanti a Cinque Stelle vanno avanti con le loro gambe. Il filo conduttore degli interventi, interrotti solo quando Di Maio si è accorto del malore di uno spettatore chiamando egli stesso dal microfono i soccorsi, è stato quello della pulizia morale da contrapporre al calderone di malaffare scoperchiato dalla vicenda di Mafia Capitale e considerato assolutamente bipartisan. Ci sarebbe però da considerare  che il diffuso sistema venuto alla luce – così come quelli relativi ad altri contesti – era comunque espressione di un consenso dal basso nel quale trovava radicamento e non certo una specie di entità aliena venuta da altri pianeti: possibile

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

dunque sperare in una rinascita morale e materiale della città nel momento in cui ci saranno le elezioni? Al riguardo Luigi Di Maio è cauto: «non è semplice, non è che arriva uno con la bacchetta magica e risolve tutti i problemi di Roma» anche se «quando le cose si vogliono fare si fanno». Più decisa Roberta Lombardi: «Penso che è arrivato il momento storico in cui i cittadini romani devono decidere se rimanere sudditi di questa classe politica e ricevere tutto quello che è un diritto come una gentile concessione che per averla dal potente di turno ti devi raccomandare. Devono decidere se rimanere sudditi del potente di turno o tornare a essere dei cittadini liberi».  Speranzoso Alessandro Di Battista: «Io ci spero tanto, la battaglia che fa il M5S più che elettorale è di informazione. Noi crediamo che grazie al lavoro fatto in questi due anni una serie di

Roberta Lombardi

Roberta Lombardi

indecenze che un tempo venivano più o meno nascoste oggi sono venute maggiormente a galla dando più strumenti ai cittadini per cambiare le loro scelte».  Soddisfatto della riuscita della serata il giovane consigliere municipale pentastellato Simone Proietti: «Volevo ringraziare gli attivisti del Terzo Municipio che hanno permesso tutto questo e i cittadini che sono venuti.  Di Battista è sceso tra la gente, questo per far capire che non abbiamo paura del confronto con dei cittadini liberi a differenza di qualcun altro che viene il giorno prima magari per sfuggire a qualche probabile contestazione».

Alessandro Pino

Piazza Sempione al crepuscolo

Piazza Sempione al crepuscolo

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Il parco sopra la stazione Jonio della metro B1: a tre mesi dall’apertura è in condizioni desolanti – di Alessandro Pino

27 Lug
Dopo il passaggio dei barbari

Dopo il passaggio dei barbari

 

I teppisti hanno già rovinato il giardino anche grazie all’assenza di sorveglianza e di una chiusura notturna

Ad appena tre mesi dall’inaugurazione il giardino pubblico realizzato sulla copertura della stazione Jonio della metro B1 – nel quartiere Val Melaina, Terzo Municipio di Roma Capitale – è già finito preda del più barbaro teppismo: le panchine in marmo bianco e le pareti sono state imbrattate con scarabocchi fatti con lo spray o con pennarelli, ovunque sono sparse bottiglie di birra intere o in frantumi e la staccionata che DSC_0172recintava lo spazio per i più piccoli è stata spezzata e divelta. Senz’altro gli autori di tutto questo hanno avuto mano libera anche grazie al fatto che i cancelli di accesso su via Scarpanto rimangono aperti nelle ore notturne: certo sarebbe sempre possibile scavalcarli vista la totale assenza di vigilanza ma almeno si eviterebbero episodi clamorosi come quello accaduto la notte tra il 25 e il 26 luglio quando dei ragazzi sono entrati nel parco con una vetturetta a motore. Come non bastasse, la vegetazione dell’adiacente area giochi ancora da inaugurare si sta seccando rapidamente, forse perchè qualcosa nel sistema di irrigazione non va. Davanti a uno scenario tanto DSC_0170desolante il volto di Lorella Giribaldi, presidente del Comitato Indipendente Val Melaina – una che per il quartiere e per il territorio municipale ha dato pure l’anima – è il ritratto dello sconforto: «Il nostro Comitato si è battuto con Roma Metropolitane, con Il Comune, con il Municipio per ottenere un parco per i residenti del quartiere ma vedendolo stasera penso sarebbe stata meglio una spianata di cemento. Noi cittadini non meritiamo nulla, perché finché i cittadini onesti e che rispettano le regole non scendono in piazza e affrontano quegli altri cui non importa nulla del bene comune andrà sempre così».  Difficile darle torto: in effetti ci si chiede con rabbia e frustrazione che senso abbia spendersi tanto per il posto in cui si vive e per i propri concittadini se  poi i risultati sono questi. Certo che se dopo tre mesi di vita il parco si trova in tali condizioni,  di questo passo tra un anno sarà di fatto un luogo malfamato ed evitato proprio dalle famiglie con bambini e dagli anziani che si voleva lo popolassero.

 Alessandro Pino

 

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La recinzione spezzata dell’area per i bambini

La staccionata dell'area giochi divelta e buttata a terra

La staccionata dell’area giochi divelta e buttata a terra

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L'area giochi adiacente il giardino ormai secca

L’area giochi adiacente il giardino ormai secca

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In macchina dentro il giardino  (si ringrazia L. Giribaldi per la foto)

In macchina dentro il giardino
(si ringrazia L. Giribaldi per la foto)

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Scarabocchi ovunque

Ancora scarabocchi dappertutto

Ancora scarabocchi dappertutto

 

Ancora una cartolina dal Terzo Municipio della Capitale – di Alessandro Pino

23 Lug

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Argomento qui trattato più volte ma che ahinoi offre sempre nuovi spunti per essere riproposto: l’inciviltà suicida di chi continua a depositare rifiuti di ogni tipo vicino alle campane della raccolta vetro, unici contenitori rimasti sulle strade di quei quartieri del Terzo Municipio di Roma Capitale – tra cui Settebagni dove è stata scattata la foto –  nei quali è stata attivata la raccolta differenziata domestica dell’immondizia.
Ciliegina sulla torta, oltre ai sacchetti è stato lasciato anche un vecchio televisore a tubo catodico.
Loro continuano a gettare, noi a documentare sperando che qualcuno intervenga: anche cittadini qualunque, stufi di essere sepolto dal pattume dei trogloditi.
Magari a sentirsi apostrofare in malo modo ci pensano due volte.

Alessandro Pino

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I giochi dei bambini dell’antica Roma al Parco delle Valli – di Alessandro Pino

22 Lug

Il 24 luglio nell’ambito della Festa de l’Unità l’associazione “Il carro de’ comici” proporrà ai più piccoli un pomeriggio da trascorrere come i coetanei di duemila anni fa

Come si divertivano i giovanissimi antichi romani? Quali erano i loro giochi preferiti? Per scoprirlo basta andare il prossimo 24 luglio (ore 17 e 30) al Parco delle Valli, nel cuore del Terzo Municipio della Capitale, dove nell’ambito della Festa capitolina de l’Unità si terrà il laboratorio “I giochi dei bambini nell’antica Roma”, replica di quelli già svolti in precedenti date e ai quali si riferiscono le immagini.

Il gioco chiamato "nuces castellatae"

Il gioco chiamato “nuces castellatae”

L’iniziativa è organizzata dall’associazione Il Carro de’ Comici (il cui fondatore Gherardo Ruggiero ha ricevuto il “Premio Montesacro” per la sua opera di divulgazione) in collaborazione con la Music Theatre International. Il laboratorio vuole coinvolgere i più piccoli proponendo loro di trascorrere un pomeriggio giocando come i coetanei di duemila anni fa e scoprendo che – smartphone e videogiochi esclusi – ci si divertiva non tanto diversamente da oggi: le bambine giocavano con le bambole (anche snodabili per le più facoltose), i maschietti invece delle automobiline guidavano carri in miniatura trainati da cani o capre. Era popolare un gioco chiamato “nuces castellatae”, consistente nel riuscire a centrare con una noce l’imboccatura di un vaso o appunto di una torretta costruita ammonticchiando i frutti in guscio, sullo stesso principio di certi apparecchi di tiro al bersaglio visibili nei luna park. Si giocava a palla anche a quel tempo: erano fatte di stoffa o con membrana animale e riempite di stracci. Oggi pressoché dimenticati – ma i nostri nonni ci giocavano eccome – sono i trampoli, la trottola, il cerchio di legno fatto rotolare aiutandosi con un bastone e i duelli con la spada, anzi con il gladio come al Colosseo.  Tutto questo verrà proposto ai giovani partecipanti secondo il motto “divulgare divertendo” scelto per l’associazione Il Carro de’ Comici: perché imparare cose nuove è bello, se lo si fa anche in modo piacevole è meglio.

Alessandro Pino

 

(si ringrazia per la foto Gherardo Ruggiero)

(Ri)habemus nasonem! – di Alessandro Pino

21 Lug

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Era rimasto mutilato qualche giorno fa del cannello di uscita dell’acqua – diventando pressochè inservibile – il “nasone” che si trova a Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale, alla confluenza tra la Salaria e via Sant’Antonio di Padova.
Ne era nato un piccolo “giallo” di quartiere sulla sorte del beccuccio in metallo e su come fosse sparito. In merito era intervenuto ufficialmente anche il presidente del Consiglio Municipale, Riccardo Corbucci, chiedendone ad Acea il ripristino.
Ed eccola qua, dunque, la fontanella di acqua pubblica  nuovamente funzionante anche se sempre un po’ sollevata dalla base. Meglio così che niente.

Alessandro Pino

Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale: un “nasone”…mutilato – di Alessandro Pino

14 Lug

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Un nuovo episodio arricchisce (si fa per dire) la saga delle fontanelle pubbliche a Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale, più volte negli anni scorsi oggetto di incidenti, incuria, guasti se non addirittura furti. A finire sotto i riflettori delle cronache di quartiere stavolta è il “nasone” vicino la chiesa di Sant’Antonio di Padova, rimasto improvvisamente senza il cannello metallico e diventando quindi inservibile: il flusso dell’acqua scorre debolmente lungo la colonnina in bronzo che  inoltre appare completamente sollevata dalla base. Come sia accaduto il fatto, non si sa ancora: difficile comunque ipotizzare sia caduto da solo come una foglia secca. Sembra comunque che il pezzo sia custodito da alcuni residenti in attesa della riparazione.
Da ricordare che  la fontanella in  questione non è quella originale, scomparsa una sera alcuni anni fa e rimpiazzata da quella oggi mutilata.

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Calcio femminile: la Roma Decimoquarto giocherà finalmente in B rimanendo in Terzo Municipio – di Alessandro Pino

5 Lug

Scongiurato il rischio di dover rinunciare nuovamente alla serie cadetta

Alla fine  le ragazze della Roma Decimoquarto ce l’hanno fatta e la prossima stagione potranno finalmente giocare nel campionato di calcio di serie B dopo che si erano conquistate la promozione nella serie cadetta per il secondo anno consecutivo con un ruolino impressionante: tutte le partite vinte. Scacciata via, dunque, la frustrazione di dover nuovamente rinunciare – come accaduto la stagione precedente –  a causa dello sforzo economico e organizzativo altissimo, grazie alla tenacia della dirigenza con in testa il presidente Mauro Elisei che si è fatto in quattro per dare il giusto  risalto alle sue giovani gladiatrici e portarle in una arena degna del valore dimostrato. Doveroso elencare la rosa delle atlete 1allenate dal mister Filippo De Gaetano: il capitano Veronica Sciarretti, Giulia e Sara Boldrini, Laura Bottinelli, Alessandra Caruso, Roberta Chiarelli, Francesca Caterina D’Antoni, Maria Giulia D’Ercole, Veronica Di Cerbo, Ilaria Filippi, Valentina Foschi, Giorgia Grassi, Martina Maurelli, Maria Antonietta Maurilli, Roberta Pieroni, Federica Quartullo, Giorgia Ragnoli, Silvia Schiavoni, Germana Sciarra, Savina Vazzana, Nicoletta Vittori. Unica lieve nota malinconica, il trasloco dall’impianto “Angelucci” del Settebagni Calcio Salario che è stato il loro campo casalingo proprio nelle due stagioni vittoriose anche se lo spostamento sarà soltanto di un paio di chilometri in linea d’area: a quanto pare sembrerebbe certo l’accordo con l’Accademia Calcio che le ospiterà nella propria grande struttura in via di Settebagni – strada esterna al centro abitato omonimo e che anticamente faceva da confine alla zona così chiamata. In pratica, dunque, la Roma Decimoquarto rimarrà una squadra del Terzo Municipio di Roma Capitale.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: a largo Labia inaugurato l’ingresso del Parco delle Sabine – di Alessandro Pino

1 Lug

Presenti il vicesindaco di Roma Luigi Nieri e il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne

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Le fontane a pavimento dietro il vicesindaco Nieri e il presidente del Municipio Marchionne

È stato inaugurato lo scorso 20 giugno a largo Fausta Labia il primo degli ingressi al Parco delle Sabine, area verde posta tra Porta di Roma e la Serpentara, alla presenza del vicesindaco Luigi Nieri – in rappresentanza del sindaco di Roma Ignazio Marino, assente per motivi di salute – e del presidente del Terzo Municipio Paolo Emilio Marchionne. Adiacente al capolinea filoviario, l’entrata consiste in un piazzale allestito con panchine in pietra bianca e giochi d’acqua che zampillano dal pavimento, uno spazio con alcuni giochi per i più piccoli e una costruzione in vetro e rivestimenti in marmo destinata ai bagni pubblici e a punto di ristoro per la cui gestione si deve provvedere all’assegnazione.  Poco più dietro, il controverso e avveniristico portale a traliccio in metallo bianco con tettoia “a foglia sospesa” che aveva suscitato vivaci DSC_1211 discussioni in rete. Ideato dall’architetto Maurizio Bellomia, autore anche del progetto complessivo, nelle parole dell’autore «vuole richiamare gli ingressi dei grandi parchi storici». Il vicesindaco Nieri e il presidente Marchionne hanno compiuto un breve giro all’interno dell’area verde assieme a diversi amministratori municipali, cittadini, forze dell’ordine ed esponenti della stampa locale. Certo che – specialmente pensando a quanto accaduto il giorno prima a pochi metri di distanza sotto il viadotto dei Presidenti, dove un clochard è morto carbonizzato nella DSC_1201tenda in cui era accampato come molti altri, viene da chiedersi in che condizioni possa trovarsi il luogo tra sei mesi a confronto di quelle, immacolate, dell’inaugurazione: anche le pareti di marmo bianco del punto ristoro sembrano costituire un invito a nozze per gli onnipresenti imbrattatori muniti di vernice spray e pennarelli.

L'architetto Maurizio Bellomia con il portale da lui ideato

L’architetto Maurizio Bellomia con il portale da lui ideato

Sembrano fiduciosi al riguardo sia Nieri che Marchionne: «Io penso che noi dobbiamo abituare tutti al bello soprattutto in questa parte della città, molto dipende dall’amministrazione, molto dipende dai cittadini però soprattutto da come vengono gestite queste aree» ha dichiarato il vicesindaco, mentre il presidente del Municipio rassicura sulla situazione perché «c’è un sistema di telecamere già installato che verrà poi collegato con la stazione dei Carabinieri di Fidene e con il comando della Polizia Locale a Serpentara e poi soprattutto sarà prevista l’apertura e la chiusura nelle ore notturne una volta completata la recinzione». Meno ottimista il presidente del Comitato di Quartiere Serpentara, Mimmo D’Orazio: «Tra sei mesi diciamo che siamo ottimisti, ho fatto una scommessa con un amico, quindici giorni, ma non per un discorso di sfascismo o di pessimismo, purtroppo la colpa è anche dei cittadini…io mi auguro con tutto il cuore che rimanga così come l’abbiamo vista oggi, ho dei forti dubbi, speriamo per il bene della collettività»

Alessandro Pino

Terzo Municipio di Roma Capitale: una cartolina da Settebagni,con tanti saluti alla raccolta differenziata – di Alessandro Pino

1 Lug

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Da tempo i normali cassonetti dell’immondizia sono spariti dalle strade di Settebagni, periferia nord del Terzo Municipio di Roma Capitale, essendo stata istituita la raccolta differenziata domestica: ogni nucleo familiare – con l’esclusione delle grandi utenze come i residence – ha in dotazione dei bidoncini da riempire e posizionare in strada in orari e giorni prestabiliti per il passaggio degli addetti.

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Questo non impedisce ai soliti incivili di prendere come riferimento le campane verdi della raccolta vetro – le sole rimaste in strada – vicino alle quali viene lasciato praticamente di tutto: in questo caso un vecchio materasso matrimoniale (rifiuto ingombrante che andrebbe portato all’isola ecologica Ama della Bufalotta, ma è previsto anche il ritiro a domicilio), la confezione di un deumidificatore d’aria (pacchetto televendita?) oltre a un grosso scatolone schiacciato e sacchetti di spazzatura varia.  Quando verranno rimossi, non si sa; il fatto è che non dovevano proprio arrivarci.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale : due vetture spolpate in via di Settebagni – di Alessandro Pino

26 Giu

Non proprio una immagine da intervallo della Rai con le pecorelle, quella che appare da alcuni giorni in Via di Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale, tra la Bufalotta e Porta di Roma – quasi di fronte PINOfotonotiziaautomobili A alla scuola “Uruguay”: come sul piazzale di uno sfasciacarrozze, si trovano due vecchie automobili apparentemente abbandonate e prive di numerose parti.Quella ridotta peggio è una Ford Focus letteralmente spolpata di fari e ruote, malamente adagiata nemmeno sui classici quattro mattoni ma su una bombola di gas esausta. Un metro più avanti, una Renault Clio che pur avendo conservato le ruote è rimasta orba dei fanali e di altri particolari. All’interno di entrambe evidenti segni di manomissione della plancia, del volante e dei fianchetti  delle portiere.

Alessandro Pino

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L’ordinanza antialcol a Monte Sacro scontenta tutti – di Alessandro Pino

24 Giu

Polemiche per l’esclusione dai controlli di locali e strade adiacenti a quelli sottoposti al provvedimento

Vivaci polemiche per l’entrata in vigore a Monte Sacro della cosiddetta ordinanza antialcol del Comune di Roma: vietata dalle 22 alle 7 del mattino la vendita da asporto di alcolici (anche attraverso distributori automatici) e il loro consumo per strada se contenuti in vetro, divieto rafforzato dopo le 24 (no al antialcolconsumo in strada di alcolici con qualunque contenitore) e ancor più dopo le due di notte (proibita anche la somministrazione). Il provvedimento era stato preso anche per dare ascolto alla voce di numerosi residenti di Città Giardino che avevano raccolto oltre mille firme con cui sottoscrivevano un ordine del giorno di iniziativa popolare approvato dal Municipio e sarebbe stato deterrente anche contro gli schiamazzi di una movida distorta: il condizionale è d’obbligo perché a un rapido esame dell’ordinanza si è scoperto che esclude alcune strade del quartiere – come viale Gottardo – adiacenti a quelle sottoposte al divieto e nelle quali esistono numerosi locali pubblici, di fatto vanificando lo scopo prefissato e creando una disparità tra esercizi soggetti o meno alla norma pur distando pochi metri tra loro. Il presidente del Consiglio Municipale, Riccardo Corbucci, in una nota firmata assieme ad altri consiglieri ha parlato di “svista talmente grave, da sembrare persino volontaria”. Dal Campidoglio è arrivata la promessa di controlli accurati anche sulle strade rimaste escluse insieme a una precisazione degli uffici preposti che lascia perplessi: “…le rappresento che l’assessore competente, Marta Leonori, a cui era stata segnalata la mancata inclusione di alcune vie segnalate, tra gli altri, anche da molti cittadini della zona, ha riferito che l’esclusione dall’ordinanza di cui trattasi delle vie di cui trattasi è stata determinata dalla mancanza di adeguata documentazione da parte della Polizia Locale  – si legge nella risposta inviata a Corbucci e da questi riportata in rete – che, anzi, ha escluso che nella zona ci fossero riscontri dei fenomeni segnalati”. Rimane il dubbio su come si possa far rispettare una ordinanza in un dato luogo se essa in effetti non lo riguarda.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: “Festa delle Codine” per tanti piccoli amici che aspettano solo voi – di Alessandro Pino

15 Giu

La “Festa delle Codine” è una iniziativa che si tiene due volte l’anno (con una edizione estiva e una invernale) presso il Rifugio delle Code Felici, piccolo canile – ospita una cinquantina di DSC_0905animali salvati dalla strada – gestito dai volontari di una onlus che si trova da circa trent’anni nei pressi della zona oggi conosciuta come Porta di Roma, nel territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale. Lo scorso 14 giugno l’appuntamento si è ripetuto e la struttura ha accolto i visitatori con un ricco e variopinto buffet sia dolce che salato, intrattenimento e animazione specie per i più piccoli (si è esibito un prestigiatore mentre venivano svolte prove di tiro con l’arco e ad aria compressa), una esposizione di oggetti di artigianato e una pesca. Tutto questo ovviamente al fine di reperire fondi e materiali per il funzionamento DSC_0899 del Rifugio  -anche tramite adozioni a distanza – e farlo conoscere specialmente a chi non ha mai avuto il coraggio di andare in un canile, esperienza sempre toccante: seppure accudite con amorevole dedizione, si rimane immancabilmente colpiti vedere tante creature avvicinarsi alle reti DSC_0893quando passano i visitatori, alcune in modo festoso, altre in maniera più aggressiva  che fa immaginare cosa possano avere subìto in passato prima di arrivare al Rifugio. Ma i cani che probabilmente lasciano maggiormente il segno nel visitatore sono quelli più diffidenti, che se ne rimangono in disparte mentre gli altri cercano invece di farsi notare. Per chi vuole saperne di più ed eventualmente visitare il Rifugio delle Code Felici ci sono il sito http://www.codefelici.org e anche una pagina Facebook.

Alessandro Pino

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Tartaruga Ohana: un guscio per i piccoli pazienti dell’Ospedale Bambino Gesù e le loro famiglie – di Alessandro Pino

10 Giu

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Si trova presso la Misericordia di Castel Giubileo nel Terzo Municipio di Roma Capitale

Per venire incontro alle necessità alloggiative di famiglie disagiate provenienti da fuori Roma e che hanno un bambino in trattamento in regime di day hospital presso l’Ospedale Pediatrico BambinoDSC_0509 Gesù è stata recentemente inaugurata una casa famiglia chiamata Tartaruga Ohana.  La struttura – il cui nome richiama l’idea di guscio protettivo unita alla traduzione di “famiglia” in lingua hawaiana –  si trova all’interno della Misericordia di Castel Giubileo, lungo la via Salaria nel territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale e può alloggiare due nuclei familiari contemporaneamente, ognuno con  zona notte (per un totale di sette posti letto) e bagno indipendenti mentre l’ambiente cucina e il soggiorno sono in comune. In questo modo si evita a famiglie già  provate dalla malattia e dalle difficoltà  economiche l’ulteriore spesa per un alloggio in albergo. Viene inoltre fornito un servizio di navetta da e per l’ospedale secondo il calendario delle visite e delle terapie dei piccoli pazienti.

Alessandro Pino

 

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Settebagni torna a festeggiare Sant’Antonio di Padova – di Alessandro Pino

8 Giu
Immagine di una delle scorse edizioni

Immagine di una delle scorse edizioni

Le luminarie tornano a decorare la via Salaria dentro Settebagni – periferia nord del Terzo Municipio di Roma Capitale –  dove ci si appresta a iniziare la settimana di celebrazioni in onore di Sant’Antonio di Padova, cui è intitolata la locale parrocchia. Il programma, curato dal Comitato dei festeggiamenti, prevede l’usuale alternarsi di appuntamenti sacri – come la distribuzione del pane benedetto e la processione di sabato 13 – e profani: la tradizionale pennata offerta dal Comitato, tornei di giochi con le carte, spettacoli musicali, tra cui quello con l’imitatrice televisiva Emanuela Aureli nella serata conclusiva di domenica 14, per finire con i fuochi d’artificio. Nulla di clamoroso, dunque ma – come si tiene a sottolineare ogni anno – qualcosa di adeguato alla dimensione quasi paesana dell’ambito in cui si svolge.

Alessandro Pino

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Un frammento di storia recente del Terzo Municipio di Roma Capitale – di Alessandro Pino

3 Giu

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Una stele in marmo ricorda la costruzione del quartiere Angelini negli anni Cinquanta – l’area ripulita da volontari del Nucleo Sicurezza Ambientale

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Prima della pulizia…

Nel cuore del Terzo Municipio di Roma Capitale, all’angolo tra le vie Ivanoe Bonomi e Giovanni Faldella si trova un frammento (letteralmente) di storia dimenticata della zona tra Val Melaina e i Prati Fiscali: una stele in marmo bianco attraversata da vistose crepe e di fianco l’asta arrugginita di sostegno per una bandiera scomparsa da chissà quanto. Transennata con delle reti probabilmente per lo stato di decadenza, fino a pochi giorni fa era

L'intervento di pulizia del Nucleo Sicurezza Ambientale

L’intervento di pulizia del Nucleo Sicurezza Ambientale

nascosta dalle erbacce al punto che nemmeno ci si faceva caso passandovi accanto, magari scambiandola a causa del colore e della forma per un qualunque armadietto elettrico fuori uso. Un gruppo di volontari del Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord – associazione di protezione civile con sede a pochi passi dal sito – ha provveduto a ripulire l’area circostante usando anche un decespugliatore, rendendo più visibile l’iscrizione scolpita nella pietra pur deteriorata: “Quartiere Angelini  – la denominazione di questo quartiere, deliberata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione delle Ferrovie dello Stato il 22 luglio 1959, può testimoniare insieme alla gratitudine dei ferrovieri la tenace volontà del ministro dei trasporti Armando Angelini per realizzare questa sua felice iniziativa”. Nei programmi del Nucleo Sicurezza Ambientale c’è un secondo intervento, questa volta per restaurare il monumento.

Alessandro Pino