Un quartiere ormai densamente abitato, un centro commerciale grandissimo che attira visitatori da ogni parte di Roma ma strade e servizi non risultano ancora ufficialmente in carico al Comune di Roma perchè l’area è ancora di cantiere, mancando diversi lotti di edificazione. Il dramma degli ultimi anni di una città cresciuta senza che norme chiare e attente venissero previste a tutela di chi nelle nuove centralità vive e lavora. Porta di Roma non sfugge a tutto ciò, con l’aggravante che la società originaria titolare delle aree è stata dichiarata fallita e la subentrante sembra avere l’intenzione di contestare parecchi dei gravami previsti. Per cui, per molti mesi, a seguito di un allagamento, uno dei sottopassi vicini al centro commerciale è rimasto chiuso, sbarrato dalla ormai famigerata rete di plastica rossa e dai new jersey provvisori. I lavori necessari al ripristino, la pietra del contendere.
Stamattina, a seguito di lavori minimi per la riapertura, di cui si sono fatte carico le casse municipali, sono state finalmente rimosse le barriere e il sottopasso potrà tornare a esercitare la sua funzione, alleggerendo così il traffico sulle altre strade.
Dice Francesco Pieroni, assessore ai lavori pubblici del III Municipio: “ieri la Giunta Municipale ha approvato la mia proposta di riaprire il sottopasso davanti Porta di Roma, chiuso dopo un grave allagamento. Dopo mesi di inutili sollecitazioni a Roma Capitale per chiedere i necessari interventi dei Dipartimenti competenti, il nostro ufficio strade, pur senza poter effettuare una manutenzione straordinaria per mancanza di fondi, ha eseguito la disostruzione di tutte le caditoie ed effettuato il monitoraggio per settimane. Un grazie ad AMA e Servizio Giardini che hanno contribuito con la rimozione di rifiuti e ramaglie (l’intervento sarà completato con il diserbo la prossima settimana), e alla polizia locale che nei prossimi giorni predisporrà gli atti per la definitiva riapertura. Se Virginia Raggi ci avesse risposto avrebbe riaperto prima!”.
Luciana Miocchi

Brutta sorpresa quest’oggi, sulla collinetta di Monte Sacro dove Simon Bolivar rese il celebre giuramento di liberare il Sud America dal giogo delle potenze coloniali e dove dal 2005 un busto ricorda l’evento. Giá vandalizzato in altre occasioni, questa volta lo sfregio è ben più grande: mani ignote hanno scollegato il busto dal basamento e ne hanno staccato la testa, deponendola in terra lì accanto.
In occasione della pubblicazione dell’antologia Voci capitoline, di Sabrina Sciabica, venerdì 5 aprile alle ore 17,00, presso la Sala Consiliare del Municipio di Piazza Sempione, si terrà un confronto pubblico sulla città. Inoltre, saranno esposte le tele dell’artista Margherita Lipinska dedicate a Roma. «Vivere nella capitale è un’esperienza unica, per questo motivo ho deciso di dedicarle un’intera pubblicazione, frutto delle mie esperienze, della mia fantasia e di incontri avvenuti in questo luogo incantevole e caotico, splendido e malinconico, vivace e allo stesso tempo, per varie ragioni, trascurato», scrive la giornalista Sabrina Sciabica. Le Voci capitoline sono venti racconti sulla vita quotidiana in una delle più antiche e immense città del mondo; uno sguardo rapido e fulmineo, una narrazione di mondi possibili, personaggi realmente incontrati ed episodi accaduti. Questi “screenshot”metropolitani offrono uno spaccato della società contemporanea e hanno, come argomento e sfondo comune, la città eterna. Alcune storie sono realistiche, basate su incontri e scontri sui mezzi pubblici, altre invece partono da fatti e atmosfere concreti per arrivare a situazioni surreali, corrispondenti a sogni o desideri dei personaggi che animano questo teatro fantastico che è la vita. Racconti ironici e comici si susseguono a quelli più riflessivi e malinconici, catturando così il lettore in un multiforme vortice emozionale. Con uno stile ironico e mai banale, Sabrina Sciabica ci fa viaggiare sulle montagne russe di una vita selvaggia, quella della Roma odierna. «Alcune voci che ho udito le ho trasformate in parole. Eccole qui, perché, a seguire, ognuno possa aggiungere le proprie». Il testo sarà spunto di dibattito con Margherita Lipinska, artista, Gherardo Dino Ruggiero, attore, divulgatore e anima de Il Carro de’ Comici di Roma, Sabrina Sciabica, giornalista e scrittrice.

Andrea Lepone, giornalista, scrittore e atleta, parla del suo ultimo libro, “Riflessioni in chiaroscuro”, pubblicato da La Macina Onlus Editore, e dei suoi progetti futuri.



La via Salaria all’altezza del Gra a Castel Giubileo, fino all’incirca all’aeroporto dell’urbe, sará interessata da lavori di manutenzione, per un tempo stimato e richiesto fino al sette febbraio. Ció comporterà il restringimento della carreggiata ad una sola corsia di marcia. Un bel guaio per chi si trovi a percorrerla nelle ore di punta, sia che si serva di mezzi privati o del trasporto pubblico. La buona notizia è che finalmente il Tar si è espresso sulla gara di appalto che fu bandita all’epoca di Marino per il rifacimento di via salaria e poi impugnata subito dopo l’assegnazione, sbloccando lavori per circa quattro milioni di euro. Quasi in contemporanea, poi, un tratto di via Flaminia all’altezza di saxa rubra è oggetto di un restringimento di una trentina di metri, che si ripercuote fin sull’uscita corrispondente del gra. La mobilità di Roma Nord si appresta a vivere giorni complicati.
Ama starebbe per gettare la spugna e dichiarare chiusa l’esperienza della raccolta differenziata porta a porta nel quartiere di Settebagni a causa della difficoltà nel ritiro, specialmente nelle vie più strette. Non che le utenze sulla via Salaria non abbiano visto la raccolta ferma per giorni e giorni, senza nemmeno la motivazione della mancanza di mezzi adeguati, con la formazione di cumuli di sacchetti che venivano spesso poi raccolti tutto insieme, senza rispetto dell’impegno profuso a separare in casa i rifiuti e con buona pace del raggiungimento delle percentuali prefissate di differenziata.



Dalla diretta su fb di qualche minuto fa di Maria Teresa Maccarrone, residente e attivista per la chiusura dell’impianto, si vede una spessa colonna di fumo salire dall’impianto Tmb di Ama in via Salaria. Sconosciute al momento le cause, in un primo momento non si vedevano le fiamme ma dopo pochi minuti sono divenute chiaramente visibili anche dalla strada, come da fotogramma qui sotto:

Da oltre sessant’anni risiede nel terzo Municipio, Michelina Caruso. I primi quaranta li ha vissuti a Lucera, in provincia di Foggia, dove è nata il 30 novembre 1918, qualche settimana dopo la fine della prima guerra mondiale, un secolo fa.
La giornata di ieri è stata intensamente piovosa, come spesso capita nel mese con più precipitazioni dell’anno.
Stamattina gli utenti della Fm1, entrando nella stazione fa di Settebsgni hanno trovato il sottopasso di accesso ai binari nelle condizioni che si possono vedere in foto: pavimenti coperti da almeno due dita d’acqua, muri completamente inzuppati, anche quelli interessati dal pregevole progetto artistico “l’albero della vita”.
Stamattina presto, cinque novembre, sono iniziati i lavori di messa in sicurezza degli alberi di alto fusto presenti nel giardino pubblico di via S. Antonio da Padova altezza civ. 53.
Una delle piante era giá parzialmente schiantata al suolo più di un anno fa e nel corso di tutto questo tempo le segnalazioni effettuate, sia dai residenti sia dal Cdq Settebagni non avevano portato a nulla di fatto. Nei giorni scorsi era stato più volte annunciata l’intenzione di procedere al taglio in emergenza, da parte del neo assessore municipale all’ambiente Francesco Pieroni ma le avverse condizioni meteo e lo stato di allerta provocato dai forti venti avevano dirottato gli operatori lì dove c’erano da rimuovere tronchi caduti sulle sedi stradali.
Da alcuni giorni i residenti si erano dati, tramite il passa parola, l’ordine di lasciare gli spazi contigui sgomberi dalle auto, onde permettere l’intervento di messa in sicurezza dell’intera area.