Il prossimo tre dicembre Alessandro Ristori, poeta e scrittore , nato a Roma nel 1957 e dove ancora risiede, nel Municipio di Montesacro, presenterà il suo ultimo lavoro, dal titolo “Oltre il cuore”, edizioni Aracne. Si tratta della seconda raccolta poetica dell’autore, dopo la silloge “Nel colore del silenzio”, pubblicata sempre dallo stesso editore lo scorso anno. Cornice dell’evento sarà la sala “Trompe l’oeil” dell’Hotel Diana, in via Principe Amedeo, cuore della Roma Umbertina. Alessandro, partiamo dal principio… com’è nata la tua passione per la scrittura?
Potrei dire che in un certo senso la scrittura è sempre stata presente nella mia vita, sin dall’infanzia, quando ho iniziato a comporre le prime storie e i primi racconti. Mio padre, tra l’altro, ha lavorato come giornalista, ed è stato anche grazie al suo esempio che ho deciso di approfondire questa mia passione
Quando ti sei avvicinato al mondo della poesia, e quali sono le tematiche centrali delle tue opere?
Il mio amore per la poesia è nato durante gli anni dell’adolescenza, e all’interno delle mie opere ho sempre parlato di emozioni. Queste sono parte fondamentale ed imprescindibile della vita di ognuno di noi. Ciascuna persona può percepire determinate sensazioni, le quali, attraverso lo spettro della sensibilità, finiscono col tramutarsi in emozioni
Quali sono le caratteristiche stilistiche delle tue poesie?
Nelle mie poesie è sempre assente la punteggiatura, poiché ritengo che il ritmo di un’opera dipenda unicamente dalla scelta delle parole, ognuna delle quali ha per me una grandissima importanza
Che tipo di messaggio cerchi di trasmettere ai tuoi lettori?
Un messaggio trasversale. Di fatto, cerco di rendere oggettivo quello che è soggettivo, per condividere sensazioni ed emozioni con tutti i miei lettori. Non scrivo per me stesso, ma per permettere alle persone di rivivere, ricordare e risvegliare le proprie emozioni, universalizzando il contenuto delle mie opere
Come hai strutturato il tuo ultimo libro, dal titolo “Oltre il cuore”, che presenterai il prossimo 3 dicembre?
Beh, in un certo senso, potremmo paragonarlo ad un’opera teatrale. È infatti diviso in più atti, ognuno dei quali tratta argomenti differenti, e questi rappresentano il modo in cui ogni uomo affronta determinate avversità e problematiche nel corso della sua vita
In precedenza hai parlato dell’importanza delle parole… Quali sono i vocaboli più significativi di Alessandro Ristori?
Ne sceglierei tre: “mamma”, “grazie” e “amore”. Il primo simboleggia la nascita e la presa di coscienza dell’individuo, poiché nella maggior parte dei casi è la prima parola che una persona pronuncia; la seconda, rappresenta il rapporto che abbiamo con gli altri, il concetto di “dare e avere”, la consapevolezza di non essere soli al mondo, l’interazione con i nostri simili; l’ultima, è il motoredelle azioni di ciascuno di noi, e può riferirsi ad un oggetto, ad un’idea, o, più semplicemente, ad un’altra persona. È questo, per me, il manifesto della vita.
Andrea Lepone
Domenica senz’acqua per una parte del III Municipio. A renderlo noto un comunicato di Acea Ato 2, con il quale informa la popolazione residente che a causa della necessità di realizzare nuove opere di urbanizzazione, sarà necessario sospendere
Con un post sul suo profilo di Facebook Paolo Emilio Marchionne, già presidente del Municipio e attuale consigliere Pd al parlamentino di Montesacro ha reso pubblica, specificando le motivazioni del suo gesto, la sua decisione di dimettersi da capogruppo del partito democratico nei lavori consiliari. Scrive Marchionne: “Ho sempre ritenuto che non fosse la scelta giusta far fare a me il capogruppo. Speravo in una soluzione differente fin dal principio di questa consiliatura, così come ho provato dopo il congresso cittadino e municipale a rimettere questo incarico. Ero convinto che non fosse una scelta politica congrua ai tempi che stiamo affrontando. Per convinzione o per contrarietà mi è st
Ci ha messo un po’ di tempo, diciamo che non è più un ragazzino. Ha una vita, un lavoro impegnativo che anche in questa occasione non gli ha lasciato lo spazio che gli sarebbe servito per prepararsi con più serenità e dargli la certezza di non dover rimandare perché questioni di servizio non gli consentivano il cambio di un turno troppo sfavorevole, tanto da decidere di non invitare parenti e amici alla cerimonia e una passione, quella per la cronaca, che spesso gli ha portato via scampoli di tempo prezioso ma che alla fine è stato il pozzo a cui ha attinto per la sua tesi.

































