Tag Archives: Luciana Miocchi
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Cristiano Bonelli, ex presidente del III Municipio di Roma Capitale è il nuovo assessore all’Urbanistica, erp e personale del VI Municipio – di Luciana Miocchi

6 Mar

Cristiano Bonelli, Lega, già presidente Pdl del III Municipio ai tempi del Sindaco Alemanno, è il nuovo assessore all’Urbanistica, erp e personale della giunta Franco, unica compagine di centro destra ad amministrare un Municipio di Roma Capitale dopo l’ultima tornata elettorale, il VI, quello delle Torri. Subentra a Rosario Onorati, prima Pd poi Lega, che lascia pare per motivi personali, di famiglia o di lavoro, le fonti sono discordanti.

Queste le prime parole del nuovo assessore, una vita spesa per Montesacro, dove è ancora tutt’oggi ricordato: “mi piacerebbe si smettesse di catalogare il municipio di Tor Bella Monaca come periferia difficile. In pochi giorni ho conosciuto già tante brave persone che si dedicano alla vita di quartiere in modo propositivo. Metterò in campo buona volontà e l’esperienza maturata negli anni passati e studio attento del territorio. Ho al mio fianco una bella squadra, dalla giunta ai consiglieri di maggioranza. Il Sindaco qui dovrà dimostrare le sue reali capacità e il desiderio di investire risorse adeguate“.

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Riapre lunedì l’ufficio postale Roma111 di Settebagni – di Luciana Miocchi

22 Gen

Dopo la chiusura per lavori di ristrutturazione durata diverse settimane, i cui disagi per la popolazione sono stati in parte mitigati dall’apertura fortemente voluta dal comitato di quartiere e supportata dalle istituzioni locali, di un ufficio mobile di Poste Italiane, riapre all’utenza Roma111, con gli sportelli aperti da Lunedì con l’orario di sempre, anche al pomeriggio e con il postamat accessibile dall’esterno.

Sono state settimane difficili, soprattutto all’inizio, quando per l’utenza era stata prevista soltanto la domiciliazione dei servizi presso l’ufficio di via sinalunga a Fidene, senza parcheggio e senza collegamento pubblico diretto, già sovraccarico di utenti abituali. L’ottenimento della postazione mobile – di solito prevista per fiere e manifestazioni varie, data la precarietà data dagli spazi angusti – ha messo in luce che il singolo operatore, pur tra mille disagi dati sia dall’impossibilità per gli avventori di compilare un qualsiasi modulo data la mancanza di appoggi, il gelo dell’inverno sia per chi era in coda e sia per l’impiegato, l’impossibilità per quest’ultimo anche di prendere una pausa per andare in bagno o bere un caffè (un solo operatore davanti una fila ininterrotta di persone spesso esasperate dall’attesa e con condizioni climatiche avverse non sono uno un qualcosa da sottovalutare) è riuscito ad eseguire in media duecento operazioni di sportello al giorno. Ció vuol dire che l’ufficio postale di settebagni è vivo, vitale ed enormemente necessario, anche senza vole tener conto di chi potendo, si è rivolto altrove.

Il presidente del Cdq, Francesco Fusar Poli, a nome del direttivo, si è dichiarato orgoglioso del risultato raggiunto attraverso l’intenso scambio interlocutorio tenuto sia con poste italiane che con la presidenza del Municipio e con Roma Capitale, perché è la dimostrazione che la collaborazione è sempre la via migliore per il benessere dei cittadini.

Piccola nota di colore: la notizia del piccolo sportello camper è giunta anche agli impiegati degli uffici più centrali come se fosse il racconto di una leggenda. Chi scrive ha raccontato nei particolari la vicenda reale, con tutti i disagi per la popolazione e per l’impiegato di turno, del giorno in cui anche quel piccolo presidio è rimasto chiuso per sanificazione e della fila doppia l’indomani. La chiusa finale è stata spesso “meno male che non è toccato a me”. Da qui l’idea di mandare un ringraziamento ideale a tutti gli impiegati che hanno permesso di tenere aperto il presidio in condizioni non ottimali per tutte queste settimane, non solo poche ore una tantum. Grazie. Da lunedì 24 si torna alla normalità.

Luciana Miocchi

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La nuova scuola dell’infanzia di Settebagni riavrà un vero riscaldamento dopo il furto della caldaia | di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

14 Gen

[ROMA] Sembrerebbe avviarsi a una soluzione la vicenda della scuola dell’infanzia “la collina dei bambini” di Settebagni, rimasto senza un vero impianto di riscaldamento in seguito al furto della caldaia avvenuto lo scorso 15 dicembre. Da subito il Comitato di Quartiere Settebagni si era attivato nelle sedi istituzionali deputate per ottenere il ripristino del riscaldamento, nel mentre che un rimedio tampone, costituito da un impianto a pompa di calore, veniva installato per evitare lo spostamento e la conseguente divisione dei bambini.

All’azione del Comitato si era affiancata al riguardo, una interrogazione al presidente del Municipio, Paolo Marchionne, presentata dal consigliere di opposizione Fabrizio Santinelli, FdI.

La questione ha rischiato di non vedere una veloce risoluzione per via del complicato quadro burocratico-amministrativo, originato da una ripartizione di competenze frammentata tra Municipio, Comune e il Consorzio costruttore della struttura. Nel frattempo, al rientro dalle vacanze natalizie, l’inverno fino ad allora abbastanza mite, ha iniziato a fare sentire i propri rigori, ponendo tutte le parti coinvolte davanti all’esigenza di trovare un punto di accordo il più in fretta possibile.

Con una mail inviata il 13 gennaio al Cdq, Paola Ilari, assessore alle politiche scolastiche del III Municipio, che fin dalla mattina della scoperta del furto si è adoperata perché i piccoli utenti subissero il minore dei disagi possibili, ha annunciato che, dopo diverse consultazioni e scambio di carteggi, il Consorzio costruttore si è reso disponibile a iniziare i lavori di ripristino della caldaia a partire dal prossimo 17 gennaio, anche se le questioni burocratiche non sono state ancora risolte, prendendo l’impegno da parte del Municipio, a monitorare la formalizzazione dei successivi passaggi per la presa in carico della centrale termica e del sistema di antifurto.

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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Villa Spada: via Cortona a senso unico alternato per lavori | di Alessandro Pino

30 Dic

[ROMA] Un cantiere stradale quanto sembrerebbe legato a lavori sull’illuminazione pubblica ha di fatto dimezzato la carreggiata di via Cortona-zona Villa Spada- divisa pressoché per tutta la sua lunghezza da barriere New Jersey.

Il traffico è quindi regolato a senso unico alternato e sono vivamente consigliati percorsi alternativi per evitare lunghe attese in coda.
Alessandro Pino

(Foto di Luciana Miocchi)

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Dopo l’ignobile furto della caldaia, la materna di via della Maremma apre con i riscaldamenti alternativi – di Luciana Miocchi

17 Dic

É stato con modalità provvisorie il riscaldamento nell’asilo di via della Maremma, a Settebagni. In attesa di poter sostituire l’impianto rubato nella notte tra il 14 e il 15 dicembre, per non tenere chiusa la struttura trasferendo i bimbi nell’altra sede di via dello scalo, in una soluzione comunque di fortuna perché già al completo, è stato attivato il riscaldamento tramite una pompa di calore che rimane accesa costantemente, avendo una potenza inferiore rispetto al macchinario sottratto. L’assessore Municipale alla scuola, Paola Ilari nell’illustrare questa soluzione ponte ha ribadito che “la logica è fare stare bene i bambini nel loro ambiente e non arrecare disagi alle famiglie con la chiusura della struttura e il trasferimento dei piccoli, mentre si lavora al ripristino”.

Luciana Miocchi

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A Settebagni l’ufficio postale rimane in pulmino fino al 2022 – di Luciana Miocchi

16 Dic

È spuntato un piccolo cartello, messo esattamente dove era quello con le vecchie indicazioni – sul vetro della postazione mobile – che davano il fine lavori al 22 dicembre. La ristrutturazione è ancora lontana dall’essere completata per cui Poste avverte l’utenza che l’ufficio postale riaprirà nella sua sede effettiva il 4 gennaio 2022. Fino ad allora, rimane in pulmino. Con un solo sportellò utilizzabile per tutte le operazioni, si prevedono disagi legati all’erogazione delle pensioni e al ritiro del contante. Ad oggi, presso la postazione mobile si registrano una media di 200 operazioni a mattinata di lavoro.

Luciana Miocchi

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Raccordo bloccato per un sit-in a Bel Poggio: denunciati i manifestanti | di Alessandro Pino

7 Dic

[ROMA] Le otto persone che la mattina del 6 dicembre hanno inscenato un sit-in di protesta non preavvisato sulla complanare esterna del Grande Raccordo Anulare nei pressi dell’uscita Bel Poggio state immediatamente identificate e denunciate per manifestazione non autorizzata.

Nella circostanza, i manifestanti avevano esposto due striscioni a firma del gruppo ambientalista “extinction rebellion” occupando di fatto l’intera sede stradale e bloccando il flusso veicolare sulla carreggiata, con pesanti ripercussioni sul traffico di quel tratto di strada.

La manifestazione estemporanea ha creato intralcio alla normale circolazione di una importante arteria di collegamento, mettendo in pericolo l’incolumità degli utenti della strada e turbando l’ordine pubblico; il personale della Polizia si era dovuto frapporre tra i manifestanti e gli automobilisti inferocito che avevano reagito con veemenza al blocco stradale durato circa un’ora. Anche la nostra Luciana Miocchi si era trovata bloccata in auto.

Sul posto, oltre alla Polizia Stradale, sono intervenute le pattuglie della Digos, della Polizia Scientifica, delle Volanti, del III Distretto Fidene Serpentara e della Guardia di Finanza.

Nei confronti degli otto manifestanti il Questore ha adottato altrettanti fogli di via, con divieto di ritorno nel comune di Roma, di cui due della durata di 18 mesi, quattro della durata di un anno e due della durata di 6 mesi.
Alessandro Pino

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Manifestazione di meno di dieci persone blocca il gra all’altezza di Bel Poggio – di Luciana Miocchi

6 Dic

È durato quasi due ore il blocco della corsia esterna del traffico locale all’altezza dell’uscita 9 del G.R.A., con pesanti ripercussioni sul traffico, che in ora di grandi spostamenti per lavoro e studio, erano da poco passate le Otto, è arrivato a formare più di quattro chilometri di coda.

All’inizio sembrava si trattasse un incidente, gli sventurati automobilisti che sono arrivati tra i primi sul posto hanno visto passare due volanti della polizia e due di quella di Roma Capitale, nonché un’ambulanza. Sui siti dedicati non si trovavano notizie e il traffico continuava a rimanere immobile, come se fosse uno di quegli eventi, purtroppo non infrequenti sul raccordo, talmente catastrofici da richiedere la chiusura delle corsie per consentire i soccorsi. Dopo un po’ le persone hanno cominciato a scendere dalle auto per andare a vedere quanto fosse seria la situazione ma camminando tra le auto ferme ci si è resi conto che l’atmosfera era resa surreale dalla mancanza dell’elemento principale delle strade: all’improvviso la consapevolezza collettiva che vi era troppo silenzio per potersi trattare di un incidente grave: niente rumori di elisoccorso, niente sirene dei vigili del fuoco.

Infatti. Non si è trattato di un incidente ma di un blocco stradale operato in nome della lotta per il clima. Una decina di persone sedute dietro due striscioni riportante la dicitura “Extincion rebellion – ultima generazione” tenevano in scacco km di auto, con le forze dell’ordine schierate davanti e dietro di loro, con anche i carabinieri fermi sull’incrocio con via di Settebagni. Talmente incredibile e ridicolo, che non vi è stata una sola parola di solidarietà con i manifestanti, anzi, gli agenti ad un certo punto hanno cominciato a valutare l’eventualità di doverli difendere dalle intenzioni di sgombero poco amichevoli della folla ormai assiepata un po’ ovunque.

Una manifestazione fallita anche dal punto di vista dell’obiettivo. Con il freddo di questa mattina, i 4 e passa km di auto e tir, sono rimasti tutto il tempo con il motore acceso per far andare i riscaldamenti.

Gli pseudo manifestanti sono stati poi portati via dalla celere. Interrompere il traffico sull’autostrada, che tale è il gra, è un atto gravissimo, che porterà quasi certamente ad un processo per interruzione di pubblico servizio.

Luciana Miocchi

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Apre il 2 dicembre l’ufficio postale mobile a Settebagni – di Luciana Miocchi

30 Nov

Il Comitato di Quartiere di Settebagni aveva già spedito una pec per rinnovare la richiesta di informazioni circa il destino del furgone di Poste Italiane allestito a ufficio postale mobilie, parcheggiato da alcuni giorni nel piazzale antistante Roma 111, in via Salaria ma non ancora entrato in funzione. Il Cdq ha contattato poste, la presidenza del Municipio, l’Ufficio del Sindaco e Poste. Nel pomeriggio il presidente del Municipio Paolo Marchionne, con una telefonata ha portato la notizia che tutti stavano aspettando: il due dicembre, finalmente, l’ufficio postale mobile aprirà al pubblico, ponendo cosi fine ai pellegrinaggi nelle poste dei quartieri limitrofi.

Pare che il ritardo sia da ascriversi alla mancanza dei servizi chimici. Problema risolto, non resta che fare il conto alla rovescia.

Luciana Miocchi

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Dopo la firma della convenzione tra Comune e Anas, i lavori di manutenzione e messa in sicurezza di via Salaria, via Portuense e via Tuscolana partiranno lunedì 29 novembre – di Luciana Miocchi

26 Nov

Cantieri notturni e lavori in contemporanea che partiranno a distanza di sei giorni dalla firma degli accordi

Partiranno lunedì 29 novembre gli
interventi urgenti di messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria di alcune principali arterie stradali di Roma Capitale oggetto della Convenzione tra Roma Capitale ed Anas, firmata lo scorso 23 novembre. I lavori, che si terranno nella fascia oraria notturna tra le
21.00 e le 6.00 di mattina interesseranno via Salaria dall’innesto del Grande
Raccordo Anulare fino all’aeroporto dell’Urbe; via Portuense dal
GRA in direzione fuori Roma fino all’altezza di via Arconati; via
Tuscolana dal Gra fino alla fine della competenza comunale in
corrispondenza del civico 1483 e via Casilina, dal Gra fino
all’altezza di Borghesiana.
All’opera, 8 squadre e 40 operai, affinché i lavori siano realizzati in contemporanea, divisi in tratte con cantieri notturni, in modo da non intralciare il traffico diurno.
“La collaborazione tra Roma Capitale e Anas è un’occasione
importante per avviare tempestivamente azioni urgenti di messa in
sicurezza e di manutenzione straordinaria di alcune delle
principali arterie stradali della nostra città. Un risultato
rilevante per cui ringrazio Governo e Parlamento” ha detto il
sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
“È un primo passo – ha aggiunto l’assessora ai Lavori Pubblici
Ornella Segnalini – del nostro impegno per migliorare la
viabilità della Capitale. Proseguiremo nella stessa direzione,
per andare sempre più verso azioni cicliche, programmate nel
tempo e attuate tenendo conto delle esigenze delle romane e dei romani”.

Per via Salaria si spera che sia giunto a fine il limite cautelativo sel 30 km all’ora.

Luciana Miocchi

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Sarà forse Alessandro Pino il prossimo James Bond?

24 Nov

[ROMA] Dato ormai per certo che l’attore britannico Daniel Craig abbia dato l’addio al ruolo di James Bond 007, si sono quindi ufficiosamente aperte le candidature per raccoglierne il testimone di agente segreto più famoso del mondo.

Prima ancora che inizino a fioccare nomi noti della celluloide tra i papabili, ne é spuntato uno che più a sorpresa non si può: é il nostro Alessandro Pino, il giornalista più balsamico che ci sia.

Il Pinetto Nazionale, combinandone una delle sue, ha appunto formalmente inviato via mail la propria candidatura alla Eon Production nel Regno Unito e alla Metro Goldwyn Mayer negli Usa, vale a dire le due Case di produzione della serie.

In attesa di eventuali risposte da Oltremanica e Oltreoceano, facendo finta di sorseggiare un vodka Martini agitato e non mescolato (essendo notoriamente astemio) Alessandro ha commentato così: «Ammesso che la mia domanda non sia finita nella casella spam dei destinatari, almeno ho garantito un paio di minuti di sghignazzi agli incaricati al ricevimento, anche se sicuramente ridevo ancor di più io mentre la battevo. Comunque età e faccia tosta corrispondono a quelle richieste, quindi un paio di requisiti almeno sono soddisfatti in partenza; e poi se 007 lo ha interpretato pure George Lazenby, perché io non potrei?».

Ma non solo: non pago della bravata, Alessandro ha mandato anche la candidatura della nostra Luciana Miocchi per il ruolo di “M”, il capo del servizio segreto, che già fu di Dame Judi Dench (oggi ottantasettenne): «Tanto piú o meno sono coetanee e già sono abituato a sentirla strepitare come titolare del blog- conclude l’aspirante agente al servizio segreto di Sua Maestà- di lì a dover subire il suo bullismo anche come boss del MI5 il passo è breve. In ogni caso, vada come vada, potete chiamarmi Zerozeropino».
Penelope Giorgiani

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Stà per aprire un ufficio mobile nel cortile delle Poste di Roma 111 – di Luciana Miocchi

20 Nov

Qualche settimana fa l’annuncio sui vetri dell’ufficio postale di Settebagni aveva portato a conoscenza dell’utenza che i locali sarebbero stati chiusi per un mese, causa ristrutturazione defli stessi e che gli uffici più vicini aperti sarebbero stati quello di Piazza de Lucia a Serpentara e quello di Via Sinalunga, dedicato ai correntisti e ai librettisti del 111. Impossibili da raggiungere senza auto. Grande disagio per l’impossibilità di usare l’ATM. Dopo diversi contatti e dietro pec di richiesta del comitato di quartiere di settebagni alla presidenza del Municipio quale Ente di e a Poste Italiane, oggi nel parcheggio dell’ufficio pt di settebagni è apparso l’ufficio mobile. La notizia era trapelata in via ufficiosa già da qualche giorno ma nemmeno al Cdq si osava crederci veramente, nonostante le conferme verbali. Alcuni disagi sicuramente permarranno ma difronte quelli derivanti da una trasferta in altri quartieri, con gli uffici già sovraccarichi della propria utenza, saranno sicuramente sopportabili, specialmente in vista della riapertura, che si spera possa addirittura essere in anticipo.

Luciana Miocchi

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Roma III Municipio: Appena insediata, la Giunta Marchionne già fa parlare di sè. Fortissimo mal di pancia si Sinistra Civica Ecologista – di Luciana Miocchi

11 Nov

E’ passata poco meno di una settimana dalla prima seduta della Consiliatura Marchionne bis e già il parlamentino di piazza Sempione si conferma fucina scoppiettante di politica e fantasia, di compattezza di coalizione, forse, di discontinuità amministrativa, più o meno, di dolori di pancia, per alcuni. C’era fermento nell’aria già prima che venissero aperti i lavori, perché all’ultimo secondo è stata inserita nell’ordine del giorno anche la presentazione della Giunta scelta dal neo presidente Paolo Emilio Marchionne – alla sua seconda esperienza, ché la prima fu bruscamente interrotta dalle dimissioni di Ignazio Marino- Giunta che però non ha la composizione che quasi tutti si aspettavano, compresa l’opposizione.

Infatti, le proporzioni uscite fuori dalle urne hanno assegnato al Pd, partito di maggioranza relativa, undici eletti, compreso il Presidente, di cui soltanto tre del tutto debuttanti : Spizzichino, Cavalieri e Funghi, mentre gli altri sono già stati consiglieri e Rampini e Comito, addirittura assessori nella prima giunta Marchionne. A Roma Futura, la lista di Giovanni Caudo – con la quale ha tentato anche la via delle primarie per la scelta del candidato Sindaco, poi caduta su Roberto Gualtieri – due. Come due per la Lista Civica Gualtieri e uno a Sinistra Civica Ecologista.
Soltanto che a fronte di tale composizione, il Presidente Marchionne ha scelto, come per altro nelle sue legittime facoltà, di nominare ben tre assessori di Roma Futura, sui sei consentiti dal regolamento di Roma Capitale, ovvero Maria Romano, Christian Raimo e Matteo Zocchi. Praticamente più assessori che consiglieri. Cosa subito fatta notare a suon di battute anche dagli scranni dell’opposizione. L’unico tecnico, Bianca Maria Rizzo, architetto e tesserata Pd e i due rimanenti, in quota Pd, Paola Ilari, dirigente Pd e già coordinatrice municipale del partito e Matteo Pietrosante, di LeU ma candidatosi da indipendente nelle liste del Pd. Alcune scelte sono quindi subito sembrate un po’ originali, come se nelle liste del suo partito o in quelle di coalizione non vi fossero altre persone di sua fiducia e a quel punto è lecito domandarsi perché non abbia scelto di aderire formalmente a Roma Futura, forse per un mero calcolo elettorale? E perché il capolista e fondatore di Roma futura, l’ex presidente del Municipio Giovanni Caudo, non appena è stato diffuso l’elenco degli assessori ha sentito la necessità di emettere un comunicato stampa con il quale asseriva la completa indipendenza del presidente Marchionne, le cui scelte sono state prese dallo stesso in totale autonomia e “con elementi di continuità con l’esperienza politica precedente”? Da solo, in quanto esponente e dirigente del partito di maggioranza relativa, Marchionne non era forse in grado di difendere le sue scelte? Qualcosa deve essere successo di sicuro.

Di solito non si cercano frizioni, all’inizio di una consiliatura, né all’interno del proprio partito né tra gli esponenti della coalizione. Fatto stà che Simone Filomena, consigliere di Sinistra civica ecologista, presso la cui sede era addirittura ospitato il comitato elettorale di Marchionne, non l’ha presa bene e dopo essersi consultato con i suoi vertici ha deciso di non appoggiare la giunta “apparentemente bicolore” e di riservarsi ulteriori decisioni. Che potrebbero essere anche quelle di passare armi e bagagli in opposizione. Probabilmente SCE si aspettava di avere un assessore in rappresentanza, tenuto conto delle proporzioni di voto e anche i rapporti con il presidente. Vista da fuori, l’intera questione, a un’occhiata superficiale non avrebbe molto senso. La stessa capogruppo del Pd in consiglio, Federica Rampini, ha chiesto trasparenza nei rapporti, visto che la precedente giunta aveva preso come modus operandi di non comunicare con il consiglio, né con i consiglieri di maggioranza e di avvertire con comodo gli assessori ritenuti critici. Stessa trasparenza e discontinuità chiesta poi dai consiglieri di opposizione che hanno vissuto i tre anni della consiliatura Caudo, a cui contestano l’aumento della disparità tra il centro e la periferia, la mancanza di dialogo con i consiglieri, la presentazione dei progetti a decisioni ormai prese. In questo bisogna riconoscere lo stile della candidata del centrodestra Giordana Petrella, Fdi, che ha tenuto un discorso molto corretto politicamente ma anche quello un po’ guascone del capogruppo della Lega, Fabrizio Bevilacqua, che nei prossimi cinque anni, a meno di eventi straordinari, si troverà a essere capogruppo di se stesso, avendo il suo partito sovvertito l’ordine di rappresentanza in Municipio, riuscendo ad eleggere solo lui, a favore di FdI che invece diviene il gruppo più dell’opposizione. I consiglieri di M5S e Lista Civica Calenda, essendo tutti neoeletti hanno potuto solo testimoniare il proprio impegno futuro con l’entusiasmo di chi non ha avuto ancora modo di toccare con mano quanto possa essere difficile, a volte, il dialogo, soprattutto all’interno del proprio schieramento.

Il presidente Marchionne, nel suo discorso di presentazione ha detto di aver trovato una disponibilità inaspettata, visti i precedenti alle primarie (in cui non era il candidato ufficiale del PD ma un indipendente sostenuto tra gli altri da Roma Futura) e di aver chiesto a qualcuno di ingoiare qualche rospo ma di credere che ci saranno spazi e tempi per recuperare, intorno al fare. Ha anche offerto la sua disponibilità per qualsiasi idea o proposta, fedele al suo stile di sincerità e dovendo badare alle necessità.
In effetti il presidente Marchionne, rimanendo fedele al suo stile di dire tanto con pochissime parole, alla fine ha dato più di qualche indizio, utile anche a organizzare una qualche teoria sull’apparente inizio insensato della consiliatura. E’ chiaro che non ha digerito la scelta della dirigenza di puntare su Francesco Pieroni come candidato ufficiale, altrimenti non avrebbe fatto riferimento alle ormai passate primarie. La pratica dell’ingoio del rospo nel presente, in cambio di possibili glorie future, sembra poi una premessa. A cosa? A un rimpasto? Pratica dolorosa che si attua quando lo scontro ormai è talmente evidente che tocca far saltare qualche testa, sostituendola con un’altra in grado di ristabilire gli equilibri? E allora perché non farlo fin da subito? Sempre più senza senso per i più. A meno che… a meno che l’intero municipio non stia assistendo alla nascita di un altro partito in seno alla sinistra, quel partito di cui apertamente Christian Raimo, assessore alla cultura – assessorato giudicato necessario al posto di altri tradizionalmente strategici come il commercio – e che nella passata consiliatura ha dimostrato di essere piuttosto Tufello- centrico, con alcune incursioni a Talenti ma mai addentratosi nella periferia del Municipio già di per sè periferico – ha sempre parlato, auspicando che il movimento delle associazioni culturali divenisse un partito vero e proprio. E di cui, forte del suo bacino di lettori, oltre che di elettori, perché Raimo può piacere o non piacere ma un suo pubblico ce l’ha, si propone come pensatore e ideologo. Sembrerebbe il delitto perfetto a spese del Pd, che per la seconda volta di seguito viene utilizzato come volano per i voti, salvo poi essere sedotto e abbandonato una volta arrivati davanti all’ufficio di presidenza e che inspiegabilmente rimane a guardare, non sta bene far saltare il banco prima ancora di cominciare, poi si vedrà. Tutto chiaro, perfetto? Caudo leader maximo del partito, Marchionne segretario, Raimo ideologo? Allora perché nelle foto ufficiale della Giunta, pubblicata da Marchionne sul suo profilo social, Raimo non c’è? Svista? Dimenticanza? In politica difficilmente accade qualcosa per caso, ma può capitare. Che sia già cominciata la scissione, come in ogni buona storia di autentica sinistra o che sia stato tutto un fraintendimento, colpa di mosse romantiche ma goffe? Arriverà forse il Sindaco a tirare le orecchie al presidente disponibile ad ogni proposta di miglioramento, domando così malumori pericolosi, come già fatto in X Municipio? Di certo qualcosa accadrà, non resta che rimanere sintonizzati su piazza Sempione.

Luciana Miocchi

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Settebagni, l’ufficio postale chiude per più di un mese. Disagi anche per i prelievi al postamat – di Luciana Miocchi

5 Nov

L’ufficio postale di RM 111 chiuderà per più di un mese, dal 15 novembre al 22 dicembre 2021, se le consegne saranno rispettate. Nessuno degli operatori sembra informato sul tipo dei lavori che verranno eseguiti, d’altra parte non v’è ancora un direttore nominato, la sede è vacante e si va avanti con i sostituti da un bel po’. Se per il pagamento delle bollette la soluzione si può trovare facilmente presso i punti abilitati da lottomatica e altri intermediari, le preoccupazioni maggiori sono per i servizi di spedizione pacchi, raccomandate e notificazioni giudiziarie per le attività e per il postamat, perché durante tutta la durata dei lavori non sarà possibile rifornirlo di contanti, quindi l’unica alternativa per prelevarli rimane l’atm della banca Intesa, qualche centinaio di metri più in là, con le ovvie commissioni aggiuntive. Un bel problema, soprattutto per la popolazione più anziana. C’è agitazione tra l’utenza, il presidio di poste serve sia il quartiere di Settebagni che quello di Castel Giubileo e una buona parte di Colle Salario e di recente ha subito un declassamento, per cui c’è anche il timore che alla riapertura scompaia l’apertura pomeridiana, soluzione molto comoda anche per le centinaia di attività produttive del bacino d’utenza, che pare dipenda però dalle disposizioni del direttore titolare, quando arriverà, secondo le sue valutazioni.

Per ovviare alle necessità degli utenti è stato predisposto un sportello dedicato presso l’ufficio postale di via Sinalunga, a Fidene, dove rivolgersi per il ritiro delle raccomandate in giacenza e tutte le problematiche legate ai depositi del 111. La direzione ha scelto quello perché è il più vicino. Infatti lo sportello della Motorizzazione, sulla via salaria, è ormai chiuso in via definitiva. Purtroppo per i residenti più fragili, sarà una via crucis fino alla riapertura, un duro colpo all’autonomia: non c’è un collegamento diretto dei trasporti pubblici, bisogna contare su un passaggio offerto da parenti o amici. E anche per chi guida, via Sinalunga soffre da sempre l’assenza di parcheggi, con tutte le complicazioni del caso.

Non resta che sperare nella celerità dei lavori, anche se da stime approssimative potrebbe volerci molto di pìù del mese dichiarato e che Poste Italiane, per lungo tempo un presidio di prossimità anche nei posti più sperduti della penisola al pari dei Carabinieri, che in questo caso distano poche decine di metri, rendendo di fatto l’ufficio uno dei più sicuri di Roma, mantenga tutti i servizi con l’orario di apertura pomeridiano.

Luciana Miocchi

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Targa commemorativa per Gigi Proietti per il primo anniversario della sua scomparsa – di Luciana Miocchi

2 Nov

Il mercato di piazza degli Euganei, nel cuore del Tufello era già stato intestato qualche tempo fa a Gigi Proietti. Oggi, nel giorno del primo anniversario della sua scomparsa, una targa ricordo è stata consegnata dal neo presidente del III Municipio, Paolo Marchionne, nelle mani della presidente dell’ags Alessandra Ranzani e dell’operatrice del mercato Simona Maiello, in rappresentanza di tutti gli esercenti.

Luciana Miocchi

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“No Time to Die”: la stroncatura spoilerata di Alessandro Pino & Luciana Miocchi

17 Ott

Alla fine Zerozerosette (quello originale, perché nel film ce ne sono due…) ci rimane secco. Sí, avete letto bene: James Bond muore nelle scene finali di “No time to die“, ultima e lungamente posticipato nell’uscita, causa pandemia, pellicola dell’agente segreto più famoso del mondo: lo diciamo subito così ci togliamo il pensiero. Diretto da Cary Fukunaga, il film vede per l’ultima volta nei panni del protagonista Daniel Craig ma sinceramente é un congedo dal ruolo che nemmeno si può dire lasci con l’amaro in bocca.

No, non lascia proprio alcun sapore perché é una pellicola scialba, insipida, a tratti noiosa, addirittura polpettosa per certi tratti dalle pretese sentimentali che una delle due firme qui sotto (indovinate quale) ha scambiato per “tenerezza struggente” e invece sono solo qualcosa di fuori luogo, di estraneo alla natura della serie originale. Non c’è humour, non ci sono trombate, anche le coprotagoniste femminili variano da una patata lessa e piagnucolante come Lea Séydoux a un uomo mancato che risponde al nome di Lashana Lynch: roba che al confronto anche la mascolina Grace Jones di “Bersaglio Mobile” sembra Ainett Stephens. Di non male ci sarebbe la modella cubana Ana de Armas ma ahinoi si vede poco. Tra i comprimari, tornano Ralph Fiennes nei panni di alta sartoria del capo M e Christoph Waltz in quelli del folle capo della Spectre, Blofeld (muore anche lui): a proposito di panni, é un attore per il quale cambiano da film a film ma che recita sempre lo stesso ruolo di geniale squilibrato dai tempi del colonnello Hans Landa di “Bastardi senza Gloria“. Incolore e anonimo anche il “cattivo”, il “villain”, interpretato da tal Rami Malek.

Non bastano poi due Aston Martin (la storica DB6 con le mitragliatrici nei fari e la V8 che guidò Timothy Dalton) e un paio di gadget a fare un “vero” film di James Bond: si spara troppo, si sgasa in macchina ancora di più e in tutto questo bang bang e brum brum nemmeno si riesce a seguire l’esile filo di una trama fiacca e con un finale che più balordo non si può: Bond schiatta sotto un attacco missilistico proveniente proprio da una nave britannica e per che cosa? Per essere andato a recuperare un fetentissimo coniglio di pezza appartenente a una bambina che poi è sua figlia.

Insomma: la lunga e forzata attesa per vedere questa pellicola è stata a dir poco mal ripagata e andrebbe consigliata solo ai fan della serie, quelli che la vedrebbero in ogni caso.

Alessandro Pino & Luciana Miocchi

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Elezioni del 3 e 4 ottobre 2021: I Quattro candidati principali alla presidenza del III Municipio – di Luciana Miocchi e Alessandro Pino

1 Ott
La sede della presidenza del Terzo Municipio di Roma Capitale in piazza Sempione

Breve presentazione di vecchie e nuove conoscenze in corsa per amministrare lo sterminato territorio di Montesacro, in rigoroso ordine casuale

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Un professore per i Cinque Stelle : Dario Quattromani

Il Candidato dei Cinque Stelle ha l’arduo compito di far dimenticare l’ingloriosa uscita di scena della prima giunta a guida pentastellata, caratterizzata da un’alta litigiosità

“A dicembre compio 43 anni. Sono nato a La Spezia ma vivo nell’area metropolitana di Roma dal  1981, abitando all’Aurelio e a Ostia. Dal 2003 ho iniziato a lavorare in zona e sono residente qui a Porta di Roma dal 2007. Studio e insegno Scienze Politiche all’Università, mi sono occupato degli attivisti al tempo del Meet Up prima e delle liste di Beppe Grillo poi. Successivamente e piano piano, mi sono confrontato con loro nella attività di studio.

Dario Quattromani, candidato Movimento Cinque Stelle

Cosa l’ha portata a candidarsi alla Presidenza del III Municipio?

 Fondamentalmente l’idea era di sistemare delle situazioni che si erano create nel corso degli anni all’interno dei gruppi municipali per ovvii motivi legati all’andamento delle scorse elezioni. Collaborando dal di fuori ai gruppi municipali ho visto l’occasione per dare un segno di unità all’attività. C’è stata una votazione interna tra gli attivisti quest’estate e oltre a me c’erano altre persone che si sono presentate e ognuna ha espresso la preferenza per il candidato presidente. Io ho portato la mia idea di lavoro e ho raggiunto la maggioranza dei voti. Ci siamo confrontati anche con i consiglieri uscenti del Movimento all’interno che non avevano optato per una continuità a livello municipale, di conseguenza noi che volevamo lavorare sul III ci siamo trovati.

Lei insegna materie politiche, questo può avvantaggiarla?

Conosco i tempi della politica per professione – insegno infatti a contratto Scienza della Politica all’Università della Tuscia e alla Link Campus e da quest’anno anche alla D’Annunzio – per studi precedenti e per attività successiva perché negli ultimi quattro anni mi sono occupato della comunicazione del gruppo del Movimento in Città Metropolitana, dove sono funzionario di ragioneria.

Saprebbe smorzare eventuali rivalità interne che sono poi quelle che creano problemi…

Ci sono realtà collettive, studi di psicologia del gruppo che devono sempre essere messi all’ordine del giorno nella gestione di una squadra, ci sono dinamiche che sono presenti chiaramente in tutti i gruppi, in alcuni escono fuori e in altri meno, è chiaro che quando tutto è all’ordine del giorno possono sembrare più eloquenti. Quindi l’idea è di trovare una capacità di unire le problematiche precedenti avendole studiate, ho scritto e ho pubblicato su questo quindi ho studiato in maniera approfondita e quindi per evitare per esempio nella composizione della squadra problematiche precedenti.

Che sono state secondo lei…

Mah il problema di fondo è che io vado sempre nella ricerca di soluzione sul fatto di essere umano e quindi gli umani che si trovano ad avere delle responsabilità in un momento particolare della propria vita hanno anche la risposta a quella che è la gestione della presidenza di una Commissione, una attività di assessorato che magari era una esperienza che prima non c’era, avendola osservata dal punto di vista dell’opposizione, dell’attivismo che è cosa diversa dall’essere all’interno di una amministrazione- io lavoro in amministrazione da 18 anni- e quindi dal punto di vista amministrativo e dal punto di vista politico

A proposito di antipolitica…

Fare politica come l’ho sempre considerata nel percorso che ho intrapreso continuando  gli studi  è il servizio più alto che si possa dare alla comunità di riferimento. L’antipolitica del Movimento Cinque Stelle nasce nei confronti di un tipo di politica che ho testimoniato anche nelle mie interviste quando nel 2015 pubblicammo un libro sugli attivisti del M5S che fu il primo lavoro dai tempi di Alberoni negli anni Settanta sugli attivisti di partito: studiammo le varie realtà locali e le varie differenze, io mi occupai di Roma, altri colleghi di altre città e scoprimmo che fondamentalmente l’antipolitica non era nei confronti del fare politica ma nei confronti dell’attività politica intesa come…a livello accademico parliamo di partiti di cartello, di partiti che rimangono nelle istituzioni e non producono per la comunità ma per mantenersi.

A proposito di problemi…il Movimento è caduto anche in altri Municipi

Prima del Terzo c’è l’Ottavo Municipio, successivamente ce ne sono stati altri che hanno avuto delle problematiche simili ma differenti nel caso particolare perché chiaramente ogni Municipio è differente. Troviamo delle realtà di alcuni municipi estremamente solide dal punto di vista strutturale, faccio l’esempio di Ostia, del Sesto Municipio, che hanno avuto meno problematiche di questo tipo perché avevano una struttura che negli anni si era solidificata ed era diventata un gruppo effettivo. Altri Municipi hanno chiaramente sofferto di problematiche che nascevano dalle gestioni precedenti degli stessi municipi e dal ricambio a volte che c’era o che non c’era dell’attivismo. Chiaro che i risultati dicono che il Movimento ha in alcuni municipi delle solidità importanti e in altri si è dovuto ricominciare, il nostro caso è uno di questi, legato anche a problematiche che prescindevano talvolta dal fare politica in sé, alla considerazione di certe situazioni, a volte anche con il senno del poi.

Qual è il programma politico che vi siete dati per queste Elezioni?

Obiettivo è innanzitutto quello di mettere al centro il cittadino nelle scelte della amministrazione municipale cosa che in questo triennio di amministrazione uscente non è avvenuto in maniera evidente, cosa che è fondamentale nel momento in cui il Municipio è l’amministrazione più di prossimità nei confronti dei residenti. Il cittadino torna ad essere centrale e perché da cittadino mi pongo come obiettivo – abito qui a Porta di Roma- sono venuto qui con un progetto d vita di un certo tipo, la realtà poi mi dimostra che le situazioni non sono ancora state gestite. La situazione dei servizi nei confronti dei cittadini, la ripresa della riqualificazione a livello dei mercati, che sono il cuore pulsante dei quartieri del Municipio e che permettono ai cittadini dopo un anno e mezzo di lockdown e di pandemia di riprendere i rapporti che erano stati non a causa loro allora interrotti e quindi la possibilità di ritrovare quel senso di comunità che è il cuore pulsante di un Municipio così vasto come il nostro, abbiamo una popolazione talmente estesa e un territorio che va a toccare talmente vari confini anche soprattutto naturali che è necessario ritrovarsi e comprendere di essere al centro delle decisioni che vengono prese dalla amministrazione.  Questo grazie agli strumenti che già sono presenti a livello comunale e che vanno portati avanti a livello municipale. Io  mi occupo di bilancio partecipativo e di assemblee di cittadini a livello scientifico, il miglior modo di riprendere questa partecipazione dei cittadini rispetto ai progetti è quello di uscire da situazioni clamorose come la gestione di piazza Sempione o come altre decisioni che sono legate a una gestione personale, non dal punto di vista degli interessi personali ma delle volontà personali, in questo caso…quindi l’idea di fondo è quella di non dimenticare i cittadini nelle scelte perché noi abbiamo un programma lo presenteremo questa domenica mattina ma che i cittadini possano partecipare alle eventuali modifiche che possono essere portate a integrazione rispetto a dei punti che chiaramente nel corso della amministrazione venissero fuori come fondamentali. Quindi chiedere questo spiegando cosa si può fare e cosa non si può fare e perché è importante riprendere il collegamento con le altre realtà confinanti.

Un obiettivo per gli eventuali primi 100 giorni di amministrazione?

I primi 100 giorni sono i momenti nei quali vanno messe le fondamenta di una gestione che poi andremo a portare avanti. Innanzitutto quando si arriva in una amministrazione si cerca di capire cosa c’è, che strutture abbiamo, perchè abbiamo i mezzi che non sono utilizzati, parlo di patrimonio disponibile, di servizi che magari sono sospesi per motivi che dobbiamo scoprire, fondamentalmente lo stato dell’arte della amministrazione nel momento in cui abbiamo il passaggio di consegne e iniziare sicuramente a riqualificare i mercati rionali, a controllare le questioni che sono partite in questa poco animata consiliatura breve e modificare come le situazioni in corso possono essere migliorate per andare incontro ai reali bisogni dei cittadini. Chiaramente far comprendere cosa vuol dire che diventino il riferimento di ascolto della nuova amministrazione.

Un punto del programma al quale tenete di più ?

Fondamentale la ripresa per tutto il paese ma noi come municipio contiamo sul rapporto integrato tra il settore culturale e il settore del commercio, dobbiamo leggere questi due settori in maniera integrata perchè uno sia il volano dell’altro e permettono al municipio di guadagnare ciò che non riesce a essere fruito dai cittadini. Il ruolo della cultura, la presenza ad esempio anche all’interno dei nuovi mercati riqualificati, punti legati alla distribuzione di libri, banchi ad hoc per questo.

E nei quartieri in cui questi mercati non ci sono?

Trovare in sintonia con i comitati di quartiere delle modalità e situazioni di collegamento con associazioni culturali in modo da fornire servizi non presenti all’interno dei mercati ma che hanno dei riferimenti solidi nel territorio del municipio.

Metro o people mouver?

Il people mover è in fase di programmazione anche importante, i tempi sono differenti, il discorso fondamentale quale è: se noi vogliamo progettare da qui a 4/5 anni abbiamo la possibilità di lavorare con il people mover con tempi certi, con impatto minore rispetto agli scavi della metropolitana. Il problema quale è, non è che un mezzo di trasporto va per forza a sostituirne un altro, è necessario avere più possibilità di trasporto su uno stesso territorio che va a riempirsi e va ancora di più a popolarsi, quindi le prospettive non possono essere a dieci anni ma prevedere la necessità di un maggiore carico del trasporto e quindi iniziare con il people mover per poi vedere le possibilità…

Cosa farete nell’ipotesi di un ballottaggio?

Mi pongo nell’ottica di arrivare vincente al primo turno perchè chiaramente l’obiettivo è prima risolviamo una questione prima cominciamo a lavorare sul resto. Altrimenti bisognerà vedere con chi si andrà al ballottaggio.

Perchè un non attivista dovrebbe votare cinque stelle?

Legato e slegato alla mia presidenza, io sono qui, ho la possibilità di contribuire sul territorio, con un gruppo di persone col quale condivido dal primo decennio di questo millennio una serie di idee e di ragionamenti, che poi sono chiamate politiche ma erano prima di tutto la ripresa delle attività dei cittadini, io ai miei ragazzi faccio leggere Hanna Arendt, degli studi che ti permettono di comprendere il perchè è importa

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Una dottoressa per Calenda: Marta Marziali, lista Civica

Marta Marziali, Lista Civica per Calenda Sindaco

Medico, impegnata nel volontariato da anni, neofita del mondo a se che è l’amministrazione di un territorio

Note biografiche

“Ho 43 anni, sono madre di quattro figli e sono un medico, specialista del servizio sanitario pubblico e lavoro da più di venti anni nel servizio sanitario territoriale. Questo vuol dire che mi occupo sia di ambulatori sul territorio che di assistenza domiciliare. Faccio parte del Global Heart Medicine. una associazione di medici che nel suo tempo libero fa consulenze per presidi di telemedicina in tutto il mondo. Durante il covid l’abbiamo riscoperta. Durante l’emergenza covid ho fatto parte di quei medici che nel loro orario extra hanno lavorato con le unità di soccorso territoriale per il covid a domicilio. Da sempre sono molto impegnata nel volontariato, la mia storia parte come scout, ho lavorato con vari gruppi della stazione Tiburtina per portare i pasti quando ero ragazza, poi tutti gli anni dell’università mi sono dedicata agli studi di medicina e ho ripreso negli ultimi anni soprattutto con la collaborazione con la Protezione Civile con associazioni che si occupano di assistenza ai più deboli, in particolare con la raccolta alimentare e la distribuzione di pacchi alimentari. Sono cresciuta a Monte Sacro, sono andata al nido alla scuola Cecchina, poi alla Montessori, mia madre era assistente sociale e le mie estati le passavo dentro le torri di Vigne Nuove.  Ho iniziato a lavorare al carcere Mammagialla di Viterbo, poi sono stata trasferita e ho sempre lavorato nelle estreme periferie e in tutto il Terzo Municipio. La scuola media l’ho fatta in quella che si chiamava la scuola azzurra dove adesso è il liceo Orazio, poi al Nomentano. Vivo nella parte alta di Città Giardino. Ho deciso di iniziare a pensare di far politica quando ho visto parlare per la prima volta la ministra Bonetti alla Leopolda, Perchè ha parlato del piano di quella che oggi è una legge, il family act. Sono una donna una mamma non mi sento giorgia meloni perchè sono una persona che vuole mettere insieme famiglia e lavoro ma voglio pensare che avere quattro figli sia un ulteriore contributo che io do alla società non solo con il mio lavoro e la mia carica umana ma con la possibilità di costruire un futuro di questo paese. Sentire che una ministra mi parlasse di un investimento che lo Stato voleva fare mi è sembrato una rivoluzione rispetto a quello che in Europa si fa da sempre. Tutta la città in generale non è a dimensione di famiglia. Devo far sì che altre donne come me si sentano accolte da una comunità, ci deve essere una rete solidale non di singoli isolati che si offrono ma di municipio”.

Come è arrivata la candidatura alla presidenza del Municipio?

Ero candidata come consigliera, Calenda ha visto il mio curriculum, voleva una donna, ha visto che avevo delle grandi capacità di comunicazione e competenze di conoscenza profonda del territorio perchè io visito e vado dentro le case conosco i drammi da dentro, conosco la solitudine degli anziani. Faccio karate in una associazione di questo municipio, le attività sportive sono state per molti ragazzi la salvezza e devono continuare a essere la salvezza. Carlo Calenda ha visto questo in me, una esperienza a 360 gradi sul nostro territorio, dal punto di vista della cifra umana della capacità di ascolto.

Come si può riassumere il progetto politico che rappresenta?

La sostanza è che Carlo Calenda ha candidato una donna che rappresenta molto di più le donne di altre candidature. Andrà in maniera indiretta a toccare i programmi comunali soprattutto per rifiuti e trasporti. Trasporti cercheremo di spingere non avendo competenze dirette è che venga completata la metro B e che venga iniziata la D perchè è un municipio che per 210000 persone ha due fermate della metro. Stiamo sostenendo la riapertura della stazione val d’ala che è un collegamento con Guidonia in parallelo a quella della metro. Uno dei grandi problemi di questo municipio è il traffico , l’obbligo a utilizzare il mezzo privato, ci sono quartieri che hanno un accesso ridottissimo ai mezzi pubblici, i trenini devono aumentare di frequenza e devono essere facili da raggiungere, quindi cercare di deviare il trasporto pubblico per rendere più rapido il passaggio con i trenini che già abbiamo. Punto per me fondamentale è il verde pubblico e tutte le attività culturali connesse, come mamma non posso pensare che l’unico spazio che hanno i nostri bambini sono dei parchi che sono completamente all’abbandono, ho girato una serie di associazioni che tengono cura dei parchi, in questo senso sia ripristinare i parchi municipali, uno dei punti centrali per noi è il recupero dei parchi, mettere i chioschi, dove ci sono ripristinarli e fare i bandi, dove non ci sono dare la possibilità di fare perchè il chiosco deve poter garantire la pulizia, l’apertura, per me i parchi devono essere chiusi la notte. I parchi e i chioschi possono diventare i garanti di un servizio di manutenzione che in questo momento il municipio per le poche risorse che ha… dal punto di vista culturale iniziare ad avere una offerta culturale che sia una alternativa valida, abbiamo un unico teatro che è quello degli Audaci, ho fatto tanti giri nei mercati a parte il famoso problema di Val Melaina che tutte le liste vogliono completare. I mercati sono un fiore all’occhiello ma devono diventare anche dei posti vivaci che possono assumere un significato sociale, loro vogliono mettere una linea internet perc cui la gente potrebbe decidere di avere delle postazioni con smart working all’interno dei mercati. All’estero sono stati recuperati fior di edifici, noi potremmo recuperare subito gli edifici che sono al parco della villa di Faonte ci sono due edifici già ristrutturati, uno dovrebbe diventare un museo archeologico ma sull’altro c’è una potenzialità incredibile di fare una struttura polifunzionale, di coworking, una struttura in cui fare delle attività per i giovani, una biblioteca leggera. Per me fare culturapartendo dalle biblioteche dagli spazi in cui si possa stare insieme e fare comunità, fare delle iniziative anche agili di cultura è fondamentale, abbiamo tutti i fondi delle opere a scomputo da realizzare.

Perchè le persone dovrebbero votarla?

Perchè abbiamo dal punto di vista pragmatico delle soluzioni nuove e dichiarate prima, la mondezza è dappertutto e nessun candidato vi dirà che è per la mondezza, la differenza è che Carlo Calenda dà delle soluzioni su come risolvere la spazzatura da undici mesi e per ogni punto del nostro programma abbiamo delle soluzioni, una idea di dove reperire i fondi e dove andare a realizzare questo. La nostra è una scelta di pragmatismo, io sono stata scelta perchè sono una donna del fare a differenza di…sono una persona pragmatica. Sul municipio perchè vogliamo riportare i cittadini al centro del municipio ma i cittadini di tutti i tipi, riportare delle soluzioni per il disagio sociale che siano trasversali vadano dagli anziani ai giovani alle famiglie, riportare una viabilità, riportare una serenità di un municipio in cui non ci si può mettere una ora e mezza al giorno per andare al lavoro, in cui sia possibile aver  degli spazi per l’attività sportiva, in cui ci sia una assistenza maggiore alla disabilità.

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Una consigliera di esperienza per il centro destra: Giordana Petrella

Con un’esperienza più che decennale nel parlamentino di piazza Sempione, era la scelta più logica sin dal primo momento, anche se la conferma della candidatura è arrivata sul limitare delle scadenze elettorali.

Giordana Petrella, Fdi, coalizione di centro destra

Brevi note biografiche

Quarantadue anni, due figli, un compagno incontrato grazie al comune impegno politico, Manuel Bartolomeo, più giovane di qualche anno che l’ha sempre sostenuta, anche a volte facendo un passo indietro per non essergli d’impaccio su uno dei territori più difficili su cui possa muoversi una donna lavoratrice e madre, dimostrando che con la persona giusta a fianco nulla è impossibile.

Come si è arrivati alla sua candidatura?

Il mio partito, ovvero fratelli di italia, fin da subito ha espresso sul tavolo di coalizione la volontà che a rappresentarlo in Municipio fossi io. Nessuno degli altri partiti ha fatto delle controproposte, quindi, verosimilmente erano tutti, e di fatto lo sono stati, d’accordo sul mio nome. Il ritardo sulla rappresentazione della scelta dei candidati non è dipeso dal nostro Municipio ma è dipeso da Roma, perché magari su altri Municipi la decisione è stata più difficile ma in linea di massima una coalizione fa uscire i nomi tutti insieme, non uno prima e un altro dopo. La mia è stata una candidatura condivisa da tutti quanti e quindi sono lusingata dal fatto che è stato riconosciuto il mio impegno sul campo, che dura ormai da 13 anni. Non è stata una candidatura dall’alto ma proprio dal basso, una candidatura di territorio.

Quali sono i punti cardine del vostro programma politico?

E’ un programma abbastanza corposo. Di base io sono una persona che mai farebbe delle proposte ai cittadini sapendo in partenza di non poterle realizzare. Al di la del colore politico che rappresento, sono una che si mette sempre in gioco e, soprattutto, fa sempre un passo indietro rispetto a quelle che sono le richieste dei diversi quartieri. In un Municipio cosi grande le richieste possono essere differenti, cosi lontane le une dalle altre e mai rifarei l’errore dell’ultima passata amministrazione, che ha preso delle decisioni su progetti fondamentali, come per esempio quello di piazza Sempione, senza prevedere un confronto con la cittadinanza e poi il risultato si è visto, l’amministrazione ha dovuto fare dei passi indietro, come a riguardo dello spostamento della madonnina, l’esempio cardine di quello che è stato il finale di questa amministrazione. Ma troppi progetti non sono stati condivisi con la popolazione, invece per me questa è la base, cosi ho imparato a fare politica. Certo, è vero che poi chi amministra deve essere in grado anche di prendere delle decisioni che a volte vanno in contrasto con le idee che può avere un comitato piuttosto che un altro, un quartiere piuttosto che un altro, quindi poi sta all’amministrazione capire qual è l’obiettivo finale per il bene comune. Dopo di che, abbiamo dei progetti che sono davvero importanti e che toccano la realtà di quello che è il bisogno del territorio. Ad esempio, per il commercio abbiamo un progetto per l’e-commerce che sarebbe un po’ come un piccolo amazon di quartiere.

Un altro punto fondamentale, i cassonetti della spazzatura: non possono essere tolti dal giorno alla notte, tanto più che in questi anni la città ha fatto enormi passi indietro sulla raccolta differenziata, eliminando in alcuni casi anche il porta a porta. Il problema principale della raccolta differenziata a Roma è innanzitutto di approccio: è sbagliato dire che bisogna differenziare per rendere più pulite le strade, il rifiuto differenziato può e deve diventare una risorsa, può avere un valore economico. Bisogna differenziare in primis per ottenere nuovi prodotti, la pulizia e il decoro devono essere una logica conseguenza di questo modo di pensare. Per questo con Enrico Michetti (candidato Sindaco per il cdx, ndr) abbiamo messo a punto un nuovo piano per rivoluzionare il sistema della raccolta differenziata. Il cittadino che diligentemente separa le varie frazioni dei rifiuti, svolge a tutti gli effetti un lavoro. E non esiste lavoro degno di questo nome che non venga giustamente remunerato. La nostra rivoluzione sulla raccolta differenziata si compirà esattamente così: riconoscendo un valore al cittadino che conferisce lo scarto separato secondo tutti i crismi. Il piano prevede di partire con la plastica, l’alluminio e il vetro, che possono essere raccolti tramite macchine automatiche di conferimento del rifiuto, dislocate in ogni angolo della città. Il cittadino porterà le bottigliette di plastica presso le macchine mangiaplastica, in base a quanta plastica porterà in riciclo gli verranno riconosciuti dei punti che si accumulano su una fidelity card, che possono essere spesi acquistando i servizi che rende la città: biglietti e abbonamenti degli autobus, ingressi in musei e parchi divertimento, sconto sulla TARI etc etc. Così facendo diamo vita ad un meccanismo virtuoso: nessuno butterà più per strada o nel cassonetto qualcosa che costituisce un valore, che può essere speso esattamente come si spendono i punti delle fidelity card dei supermercati. La città sarà di conseguenza più pulita, e gradualmente potremo cominciare a rimuovere i cassonetti dalle strade. C’è poi un piano per valorizzare il rifiuto differenziato, come ad esempio quello di realizzare piste ciclabili e marciapiedi con plastica riciclata, come accade in molte parti d’Europa. E la plastica sarà quella differenziata dai cittadini romani.

Perché un cittadino dovrebbe votare proprio lei?

Sono una persona semplice che ha deciso, ormai da tempo, di conciliare un impegno serio e costante sul territorio con quello di genitore. Sono convinta che non  tutta la politica è un male, esiste anche la politica del voler fare e dell’agire, quella che nasce dal basso, dal territorio, per senso di responsabilità, ci ho sempre “messo la faccia“. Questo municipio ha visto alternarsi amministrazioni incapaci di dare una continuità ai lavori di cui necessitava questo territorio, stiamo scontando la loro incapacità e le loro perenni divisioni politiche. Quello che noi proponiamo ai cittadini è un governo stabile serio competente e soprattutto che sia capace di allacciare il rapporto tra cittadini e istituzioni

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Il ritorno dell’ex presidente: Paolo Emilio Marchionnecoalizione di centro sinistra

Paolo Emilio Marchionne, candidato Pd per la Coalizione di centro Sinistra

Eletto nella sfortunata consiliatura di Ignazio Marino, decadde quando questo si dimise, aprendo la porta ai cinque stelle. Non si ricandidò alle elezioni municipali suppletive di tre anni fa, ora ci riprova

E’ l’unico dei candidati che ha già provato l’esperienza di amministrare un territorio grande come la città di Bologna. O, almeno, aveva iniziato, quando le dimisssioni da sindaco di Ignazio Marino interruppero il suo cammino dopo soli due anni. Il dilagare del movimento, forte dell’ondata emotiva causata dall’inchiesta del Mondo di Mezzo, arrivò fino a piazza Sempione, togliendogli la possibilità di tornare nell’Ufficio del Presidente. Archiviata prematuramente la litigiosissima consiliatura Capoccioni, non si ripresentò – o non fu ripresentato, questo negli ambienti esterni al PD non è mai filtrato – rimendo a bordo pista per i tre anni della consiliatura Caudo. Dopo aver vinto le primarie del centro sinistra, eccone il ritorno. Note biografiche e programma possono essere reperiti in rete, come da depliant elettorali sparsi un po’ ovunque: purtoppo il tour de force a cui lo ha costretto il mese di campagna elettorale serrato e pressante non ha dato il tempo né a lui né al suo entourage di rispondere alle stesse domande che sono state sottoposte agli altri candidati, con preghiera di evitare le risposte già preconfezionate e standard: note biografiche, come si è arrivati alla candidatura, i tratti piu importanti del programma e perché votare proprio lui/lei. Dopo tutto è comprensibile tale erculeo sforzo: una ulteriore bocciatura delle urne sarebbe un colpo durissimo, da cui potrebbe essere difficilissimo riprendersi.

Luciana Miocchi                               Alessandro Pino  

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Sarà Giordana Petrella la candidata per il centro destra alle elezioni del III Municipio. Ha firmato poco fa, ufficializzando la sua posizione – di Luciana Miocchi

2 Set

A distanza di più di un mese dalle primarie del centro sinistra, che in terzo Municipio hanno visto emergere Paolo Marchionne, già presidente del Municipio prima della parentesi cinque stelle, anche il centro destra ha finalmente ufficializzato il suo candidato: Giordana Petrella, di FdI, con esperienza maturata attraverso varie consiliature proprio a Montesacro. Alla fine ha prevalso il buon senso, nella girandola di aggiustamenti e divisioni con il bilancino tra tutti i consigli municipali di Roma. La lega aveva già espresso il precedente candidato e FdI ha conosciuto una grande espansione, mentre FI-udc rimane in lizza per la vicepresidenza, oltre i diversi accordi stretti in giro per il territorio di Roma. Non poteva che toccare a Fdi e alla sua decana sul territorio.

Annuncia la Petrella sui social: “per me è un grande onore rappresentare tutto il centrodestra in una sfida così importante. Ringrazio il mio partito, la coalizione e il candidato Sindaco Enrico Michetti per la fiducia che hanno riposto nella mia persona.
In questi 13 anni passati in Municipio ho cercato sempre di dare il massimo per risolvere i piccoli e grandi problemi del nostro territorio, adesso so che dovrò dare ancora di più.
Ma so che potrò contare sul sostegno di tutti gli amici di ieri, di oggi e di domani, che vorranno essere al mio fianco in questa nuova importante avventura.”

Luciana Miocchi

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Ora è ufficiale. Le elezioni amministrative si terranno il 3 e il 4 ottobre 2021 – di Luciana Miocchi

3 Ago

La conferma tanto attesa è arrivata: Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno, ha firmato poco fa il decreto: si voterà il 3 e il 4 ottobre in 1.162 Comuni, di cui 18 capoluoghi – tra questi Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli, considerati il termometro su cui tarare le strategie per le prossime elezioni politiche – il turno dell’eventuale ballottaggio sarà due settimane dopo, domenica 17 e lunedi’ 18 ottobre.

Luciana Miocchi

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Settebagni: dopo la pec del Comitato di quartiere, la asl ordina la raccolta dell’immondizia e una relazione sulle misure prese – di Luciana Miocchi

14 Lug

A distanza di qualche giorno dall’invio di una pec ufficiale – la mail certificata con valore legale di raccomandata a.r. – da parte del Comitato di Quartiere di Settebagni all’uoc Servizio Igiene e sanità pubblica, con la quale si segnalavano le condizioni del quartiere di Roma Nord nel III Municipio, ormai giunte a livelli critici anche nelle vie più facili da raggiungere, con la raccolta differenziata porta a porta completamente saltata e foto allegate a testimoniare le condizioni effettive, è giunta la risposta ufficiale della asl, che richiede ad Ama e al Dipartimento tutela Ambientale del Comune di Roma, inviando copia per conoscenza a diversi assessorati e al Municipio III, un intervento pronto e duraturo. Con preghiera di essere informati con urgenza sui provvedimenti intrapresi.

Questa è una piccola grande vittoria del CdQ, stante le condizioni critiche diffuse della raccolta dell’immondizia a Roma che, al di fuori di piccole oasi, per lo più centrali e in zone altamente turistiche, fa registrare situazioni intollerabili praticamente ovunque. La speranza ora è che dietro l’intervento del servizio d’igiene la situazione torni sotto controllo. Se così non fosse, si aprirebbe almeno la possibilità di richiedere una riduzione delle bollette per mancato servizio. Controbattere un ordine della asl è obiettivamente arduo.

Luciana Miocchi