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Tra poco si torna nelle palestre e nelle piscine ma la sorte del Salaria Sport Village rimane incerta a causa di nodi irrisolti. Solo una ferma volontà politica può sbloccare la situazione – di Luciana Miocchi

19 Mag

19 maggio 2021

L’agenzia giornalistica Dire ha dato notizia delle risultanze dell’ultima assemblea della commissione trasparenza dell’assise capitolina, avente all’ordine del giorno la situazione attuale del Salaria Sport Village, bene definitivamente confiscato nel luglio scorso all’imprenditore Diego Anemone, nel mirino della Federazione Italia Gioco Calcio che avrebbe l’intenzione di utilizzarlo come centro federale, con gli utenti che hanno pagato abbonamenti annuali ma non ne hanno potuto usufruire e i residenti delle zone limitrofe che hanno paura di non poter avere più accesso alla struttura che chiedono a gran voce di essere ascoltati.

Nella velina si legge che la criticità principale riscontrata è di natura finanziaria e obbligazionaria: “tasse e tributi arretrati da pagare, il rischio di richieste di risarcimento danni, contratti di lavoro da onorare, un progetto da sviluppare. Il futuro del Salaria Sport Village e’ tutto da scrivere. A cominciare dalla presa in possesso da parte di Roma Capitale”. Il mega centro sportivo sulla Salaria, a Settebagni è ancora nelle mani dei commissari giudiziali e non in quelle del Campidoglio. Le questioni aperte tra l’Agenzia delle Entrate e quella dei Beni Confiscati sono emerse durante la seduta della commissione trasparenza, in modo lampante. Come riferisce sempre l’agenzia Dire, la convocazione della seduta è stata provocata dalla comunicazione inviata lo scorso 9 aprile dal capo dipartimento Risorse economiche, Stefano Cervi, agli assessorati al Bilancio, Patrimonio, Sport e Scuola e ai rispettivi dipartimenti competenti, in cui veniva messo in evidenza il monte imposte di cui è debitore il complesso sportivo, che andrebbe ripianato da Roma Capitale al momento dell’acquisizione ufficiale. Lo stesso Campidoglio è però creditore per quanto riguarda i tributi di propria competenza: sicuramente per IMU e TASI per gli anni 2006/2007 mentre per gli anni 2013/2014 si tratterebbe di iscrizioni a ruolo per avvisi di accertamento non pagati, non meglio specificati. Sempre secondo quanto riportato da Dire, “sono stati emessi avvisi di accertamento impugnati con giudizio ancora pendente” e per gli anni di imposta successivi “non risultano avvisi emessi in quanto dopo il sequestro vige la sospensione di imposta”. Almeno una notizia in qualche modo confortante. La doccia fredda però arriva subito dopo: su questi tributi “a seguito del trasferimento del compendio Salaria Sport Village, Roma Capitale si troverebbe contemporaneamente ad essere creditrice e debitrice- scriveva Cervi- delle somme con conseguente annullamento del credito”. Cioè una perdita per l’Ente. A queste somme, vanno aggiunti 21.900 euro di Tefa (addizionale sulla Tari) da pagare alla Città’ Metropolitane di Roma e soprattutto 438.000 di Tari, un credito “di competenza esclusiva di Roma Capitale”, per il quale “vale il ragionamento in precedenza fatto per i tributi ICI-IMU-TASI”. Nel corso della commissione il direttore Cervi ha evidenziato che “non è’ previsto che lo stesso Ente diventi soggetto passivo dell’imposta ma le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate sono state altalenanti”. Questa situazione rappresenta “un aspetto del problema” della mancata acquisizione del Salaria Sport Village, come ha riconosciuto Paolo Saulini del dipartimento Patrimonio. Ma ce ne é anche un altro “non poco rilevante- ha spiegato Saulini- dei crediti vantati dallo Stato. Stiamo aspettando una definizione dalla Agenzia dei Beni Confiscati”. Tutto ciò a due anni dal protocollo di intesa firmato da Campidoglio e Federcalcio, che intende gestire il Salaria Sport Village e realizzarci la Casa delle Nazionali. La Figc- ha proseguito Saulini- si é detta disponibile a farsi carico dei debiti nell’ambito di interventi progettuali più ampi. Abbiamo buttato giù una delibera che prevedesse queste cose per l’immissione in possesso.  In teoria il bene, una volta preso, andrebbe gestito direttamente (dal Comune, ndr) ma alla fine la gestione andrà fatta dalla Federazione nelle parti in cui é possibile progettare la Casa delle Nazionali e per il resto vedremo. É una situazione molto complessa perché ci sono così tanti spazi che vanno verificati. Risorse per Roma sta lavorando con il dipartimento Urbanistica, perché nel tempo sono stati fatti diversi interventi. Tanti sono regolari ma qualcosa va aggiustato. Per quanto andrà fatto un progetto a step”. Il primo “è fare in modo che la Figc, come ha più volte manifestato, si faccia carico delle spese che l’Agenzia richiede  e intanto continuare la gestione perché lì dentro ci sono delle attività e quindi di fatto si tratta dell’acquisizione di un’azienda gestita ora dai commissari”, ha spiegato Saulini che  ha poi sottolineato che “nella prima fase non si potrà stilare subito un protocollo molto articolato (tra Roma Capitale e Figc, ndr) perché è complessa la situazione all’interno. É un’operazione per la quale ci vorrà un pochino di tempo. Abbiamo capito come quel complesso stava messo con le tasse, stiamo attendendo di capire la situazione a livello di danni o di diritti di terzi che possono esserci. Si parla di cifre che la Figc intende accollarsi. Dopodiché procederemo e andremo avanti”. Ma non c’è solo una questione di tasse a rallentare tutto l’iter di presa in possesso del bene: “Ci sono  questioni legate a partite delle vecchie società che hanno creato debiti nella gestione di impresa- ha detto concluso  Saulini- I commissari giudiziali qualche tempo prima della  confisca avevano fatto contratti a tempo determinato, quindi c’é  anche un problema di assorbimento di personale. Queste sono le problematiche. Stiamo attendendo alcune precisazioni fondamentali dall’Agenzia dei beni confiscati, quando avremo un quadro più preciso passeremo alla fase operativa”.

Quindi, la questione è semplice, nella sua complessità: per il Comune di Roma non sarebbe un’acquisizione a costo zero, ci sarebbero circa 500.000 euro accertati di tributi inevasi, a cui dovrebbe in qualche modo, attraverso un artificio contabile, rinunciare. Però a fronte di un valore stimato di alcuni milioni di euro, non proprio un’operazione in perdita. In più, alcuni contenziosi, da chiudere sul medio – lungo periodo e le posizioni lavorative delle persone che in questi anni hanno consentito lo svolgimento delle attività e il regolare funzionamento del circolo. Anche in questo caso, con buoni margini positivi e comunque, con all’orizzonte la possibilità di dare un bene a quel punto acquisito alla proprietà comunale, capace di produrre reddito, in gestione. Esiste già un protocollo di intesa con la FIGC, dichiaratasi disposta a coprire gli incassi dovuti al mancato incasso dei tributi e in linea di massima anche quelli delle altre passività. Ovviamente, in cambio di ciò il Campidoglio dovrebbe dare fare delle concessioni, la cui convenienza è tutta da sondare e studiare ma una cosa è chiara, il privato non ha interesse – e ci mancherebbe pure – a fare operazioni in perdita, ci deve essere un ritorno e anche buono: di soldi, di immagine. Soprattutto, poi, dovrebbe dare delle spiegazioni, sia contabili che all’opinione pubblica, dato il grande valore del compendio confiscato.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, che nei giorni scorsi si era messo a disposizione per avere informazioni direttamente dagli uffici della Sindaca ha così riferito: «Ho portato le giuste istanze dei cittadini alla Sindaca che ha firmato il protocollo con la FIGC. Il protocollo deve prevedere esplicitamente la possibilità di aprire le strutture sportive al territorio come chiesto dal Municipio già nel 2019 e dai cittadini. Ho avuto assicurazione dall’interlocuzione con la sindaca che si farà carico di questa richiesta anche con modifiche al protocollo».

Luciana Miocchi

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Tuscolano: in stato di ebbrezza durante il coprifuoco, poi cerca di strangolarsi e aggredisce gli agenti | di Alessandro Pino

19 Mag

[ROMA] Un ventitreenne del Montenegro è stato arrestato dalla Polizia al Tuscolano per minacce e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Gli agenti delle Volanti nella tarda serata del 17 maggio transitando in via dei Colli Albani hanno sentito forti urla provenire da piazzale dei Castelli Romani dove hanno trovato il giovane in evidente stato di ebbrezza. Il montenegrino ha iniziato a insultare i poliziotti, rifiutandosi di indossare correttamente la mascherina. Portato a fatica in ufficio, ha cercato di strangolarsi con il laccio della felpa dopodiché con lo stesso laccio ha aggredito al collo gli agenti intervenuti per fermarlo. Il giovane è stato trasportato in ospedale in codice giallo ed è stato sanzionato per la violazione della normativa anti Covid avendo violato il coprifuoco ed essendosi rifiutato di indossare la mascherina.
Alessandro Pino

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Pigneto: in pochi minuti rapina una donna del cellulare e ne ruba un altro | di Alessandro Pino

19 Mag

[ROMA] Un gambiano ventisettenne senza fissa dimora e con precedenti per reati contro il patrimonio e droga è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di aver rapinato una donna e derubato un uomo al Pigneto nella serata del 18 maggio.

I militari della Compagnia Piazza Dante sono intervenuti in via del Pigneto dove una donna di trentadue anni ha riferito di essere stata avvicinata alle spalle da un uomo che l’ha colpita alla testa- provocandole un trauma cranico- e dopo averla fatta cadere a terra le ha portato via lo smartphone che aveva in mano.

Dopo essersi fatti dare una descrizione del rapinatore, mentre lo cercavano nelle zone adiacenti, i Carabinieri sono stati fermati da un uomo che ha denunciato di aver subito il furto del cellulare mentre cenava in un ristorante sulla stessa strada da parte di un malvivente che si era avvicinato al tavolo e fingendo un malore si era accasciato, prendendo lo smartphone poggiato sul tavolo e fuggendo subito dopo.

La descrizione del ladro fornita dalla seconda vittima ai Carabinieri corrispondeva a quella riferita dalla donna rapinata poco prima; il gambiano alla fine è stato rintracciato nelle vicinanze all’incrocio tra via del Pigneto e la circonvallazione Casilina.
Perquisito, lo straniero è stato trovato in possesso di una borsa con tre cellulari dentro: uno degli smartphone era quello appena rubato al ristorante ma non è stato trovato quello della donna, probabilmente già rivenduto.
Alessandro Pino

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Fidene: pistola con matricola abrasa trovata in un circolo, droga in casa | di Alessandro Pino

19 Mag

[ROMA] Una pistola Beretta calibro 9 x 21 con la matricola abrasa, completa del caricatore con dieci cartucce e altri 44 colpi dello stesso calibro sono stati trovati dalla Polizia durante una perquisizione in un circolo culturale a Fidene.

L’arma e le munizioni si trovavano in una intercapedine sotto il bancone della mescita e sono state trovate dagli agenti usando un cercametalli. Inoltre alcune dosi di cocaina con un bilancino di precisione sono state trovate dai poliziotti nel corso della perquisizione in casa del presidente dell’associazione, un sessantatreenne romano, che è stato arrestato per detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione e denunciato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Già nello scorso aprile erano stati trovati oltre sei etti di cocaina in una macchina in uso proprio all’uomo e da qui i poliziotti avevano deciso di approfondire i controlli.
Proseguono le indagini per risalire alla provenienza dell’arma e delle munizioni.
Alessandro Pino

(Foto Questura di Roma)

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