Archivio | Guest Star RSS feed for this section

Amiche che scrivono e poi si vergognano – di Penelope Giorgiani

16 Dic
(pubblicato su http://www.di-roma.com)

La vostra Penelope torna per una recensione “irritante” sull’argomento che più le sta a cuore

Quando una amica, giornalista locale, si scopre piccante scrittrice

(e il suo scritto viene anche pubblicato e premiato in un concorso letterario!)

Sembra che ormai da un paio di anni una buona metà degli italiani si sia scoperta appassionata di cucina, pasticceria o scrittura; in alcuni casi qualcuno unisce le tre modalità provando a scrivere di muffin e costolette, con risultati indigesti anzi tossici su entrambi i fronti, letterario e culinario. Non passa settimana senza che io stessa riceva almeno un invito a una cena organizzata da amici insospettabili fino al momento in cui si rivelano temerari emuli di Cracco o alla presentazione di una raccolta di poesie: e se nel primo caso mal che vada te la cavi con una bustina di Alka Seltzer, nel secondo si può star certi che si tornerà a casa forniti del volumotto in brossura d’ordinanza, ben più difficile da digerire e spesso utilizzabile come fermaporta.

Mi capita poi la settimana scorsa di incontrare casualmente in centro la mia amica Luciana, che come sempre ha qualche libro che le spunta dal secchiello (dice che soffre di acquisto bibliocompulsivo); io non manco mai di sfilarglielo con mossa da borseggiatrice provetta per dare una sbirciata alla copertina e così ho fatto anche stavolta mentre, sedute al tavolino del caffè di via Crescenzio, è distratta dalla scelta tra un bignè al cioccolato o alla crema (alla fine li abbiamo presi entrambi, se interessa).

Autori Vari – Scrivendo racconto, editore Historica, così recita il frontespizio su panorama di tetti romani. Una raccolta di racconti, si direbbe; inarcando un sopracciglio indagatore (appena sistemato dall’estetista, tengo a precisare) mentre l’amica assume tutto il campionario delle espressioni di imbarazzo-finto-modesto, scorro il sommario leggendo titoli e nomi di questi autori vari, sogghignando quando arrivo (come sospettavo) a Un caffè e una margherita – di Luciana Miocchi.

Altra occhiata altrettanto rapida alla quarta di copertina e scopro che la imbarazzata-finta-modesta ha partecipato con un brevissimo racconto a un concorso letterario assieme a più di altri quattrocento testi, tra i quali ne sono stati selezionati centoventi incluso il suo. «Questo è sequestrato fino a lettura completata – le notifico intascando il libro nel mio zainetto – così impari a non farmi partecipe dei tuoi successi editoriali», come se io non sapessi che mi considera – come detto sopra – un po’ prevenuta verso premi letterari che a volte servono solo a spillare spese di iscrizione agli speranzosi concorrenti (mi assicura di non aver tirato fuori un cent per partecipare, braccina com’è, anzi, che la pubblicità di Scrivendo Racconto specificava l’assoluta gratuità dell’iniziativa).

Non mi ci è voluto molto a terminarlo, trattandosi anche di scritti (una quarantina, perché i centoventi vincitori sono stati divisi per aree geografiche) molto brevi e slegati tra loro, quindi senza necessità per il lettore di ricordare una trama più o meno complessa. Sembro di parte se dico che il testo da me più gradito è proprio quello della Lucy? Perché in mezzo a tutti è quello che si mantiene più aderente a una quotidianità interiore sperimentata da molti aggiungendoci un tocco di peperoncino che non guasta, così da renderlo pruriginoso il giusto senza però concedersi in descrizioni ginecologiche da olimpionici del materasso. Un po’ come quando la telecamera sfuma sul camino acceso mentre i protagonisti di un film vengono al dunque in camera da letto: gli spruzzi tipo idrante e i carpiati con avvitamento sull’asta preferisce lasciarli ad altri. Per me, abituata a leggerla di solito in veste di giornalista conosciuta (“Si, al massimo nel condominio” dice lei) come specialista in un tema grigio e noioso come la politica locale, è stata una sorpresa, devo ammetterlo.

«La politica non è noiosa – mi ha ribattuto poi al telefono, dopo aver evidentemente ripreso l’abituale piglio da sbruffoncella – è cronaca che va ben indagata e spiegata altrimenti si parla solo per partito preso. Questo è stato solo un gioco, per una volta è stato più facile e anche leggero scrivere una cosa totalmente inventata senza andar li a doversi documentare per essere precisi con gli avvenimenti. L’ho trovato divertente e rilassante. Poi è stato selezionato da Historica Edizioni e dalla rivista Scrivendo Volo per il concorso, ho anche il mio attestato in pergamena consegnatomi durante la premiazione (avvenuta collateralmente alla fiera “Più libri, più liberi – ndr) e me la tirerò un po’ passandoci davanti. Anche se sicuramente qualcuno malignerà che al massimo ci posso tirare le freccette».

“Fierafuoriserie”: a Roma tornano in mostra i veicoli classici – di Alessandro Pino

10 Apr

PINOfuoriserietredici (1)Stanchi di circolare in un mare di Suv e monovolume tutti uguali, dai nomi improbabili e costruiti all’altro capo del mondo? Nostalgia di un tempo in cui il made in Italy in campo automobilistico non temeva rivali? Allora tenetevi liberi per i prossimi 13 e 14 aprile perché alla Fiera di Roma  torna “Fierafuoriserie”, la rassegna più importante per il collezionismo automotoristico dell’Italia centromeridionale giunta al settimo anno di vita. Semplici curiosi, iscritti a sodalizi dedicati a un genere o a un marchio in particolare, collezionisti in cerca di un pezzo di ricambio altrimenti introvabile da trapiantare su un esemplare già in loro possesso: tutti insieme tra veicoli più o meno anziani, più o meno prestigiosi. Come sempre saranno esposte mastodontiche vetture anni Trenta cariche di cromature assieme alle granturismo italiane anni Settanta  così piacevolmente diverse nelle loro linee tese dalle forme bulbacee oggi imperanti, passando per utilitarie comunissime nei primi anni Ottanta che trovare tra le auto ormai “storiche” (quindi almeno trentennali) potrà forse impressionare qualcuno per la sensazione del tempo già trascorso. Proprio ai veicoli meno esclusivi è dedicata la novità di questa edizione, il concorso “Povere ma belle” riservato alle auto di valore inferiore ai dodicimila euro: perché il mondo delle auto classiche – a dispetto del nome della manifestazione – non è solo quello delle “fuoriserie”ma anche di tutti quei veicoli che nel tempo hanno costituito la maggioranza del parco circolante e che in troppo pochi esemplari sono scampati alle sciagurate campagne di rottamazione. Ogni altra informazione può essere reperita sul sito http://www.fierafuoriserie.it

Alessandro Pino

Vigilantes, forze dell’ordine e pistole: l’opinione politically scorrect di Penelope Giorgiani

28 Mar

fotoPISTOLAOgni giorno nelle pagine di cronaca capita di leggere di rapine a mano armata perpetrate  ai danni di esercizi commerciali come banche e supermercati. A volte però capita che sul posto si trovi qualche appartenente delle Forze dell’Ordine fuori servizio il (o la) quale decide di intervenire e ne può nascere un conflitto a fuoco in cui magari i malviventi rimangono feriti o uccisi. Certamente si svolgono accertamenti su come sono andati i fatti ed è probabile che l’agente o il militare protagonista riceva un encomio o una medaglia, venendo indicato come esempio di dedizione e senso del dovere. Capita invece che l’epilogo sia ben diverso quando episodi analoghi hanno come protagonista una guardia giurata, un vigilantes come si dice spesso – sbagliando tra l’altro. Per chi fosse totalmente a digiuno di nozioni giuridiche in materia, si tratta di privati cittadini dipendenti da un istituto di vigilanza ai quali viene rilasciato un porto di pistola per esclusiva difesa personale  diversamente dalle Forze dell’Ordine che possono usare l’arma per attaccare (si pensi a una irruzione ad armi spianate durante un sequestro di persone). Che cosa accadrà alla guardia giurata  – fuori servizio come anche nello svolgimento dello stesso – che trovandosi in quella situazione si trova minacciata (o ritiene di esserlo) dalle armi dei banditi e fa fuoco? Una risposta eloquente può fornirla una semplice ricerca in rete, inserendo nel motore di ricerca le parole “guardia giurata condannata”. Si avrà così conoscenza di svariati casi nei quali l’epilogo di fatti del genere è stato un procedimento penale a carico dell’addetto alla sicurezza, conclusosi con una condanna a vario titolo (dalle lesioni all’omicidio volontario): il che vuol dire ingenti sanzioni pecuniarie (al punto da dover vendere casa), una pena detentiva (con il rischio di vendette in carcere da parte di delinquenti abituali) e ovviamente la perdita del lavoro (venendo meno il requisito della condizione di incensurato) oltre alle spese per l’avvocato. Uno degli episodi più recenti è stata la condanna a un anno di reclusione e al pagamento di diecimila euro inflitta alcune settimane fa a una guardia giurata triestina che durante una rapina – avvenuta qualche anno prima – aveva sparato all’automobile dei banditi, uno dei quali era rimasto ferito dai frantumi di un finestrino e si era costituito parte civile. Notizie simili lasciano puntualmente interdetta parte dell’opinione pubblica che le percepisce come una presa in giro, una giustizia al rovescio con i rapinatori che appaiono premiati da un risarcimento e il vigilante punito severamente oltre che segnato drammaticamente  sia dal conflitto a fuoco che dal lungo processo, vissuto come un vero calvario da chi non è avvezzo a frequentare il banco degli imputati. Chi è più addentro ai tecnicismi  tribunalizi obietta invece che ci saranno stati procedimenti separati – una cosa è la rapina e un’altra la reazione a fuoco – che quello riguardante la guardia giurata era in pratica un atto dovuto al verificarsi di certi presupposti e che il giudice ritenendone spropositata la reazione armata ha solo applicato la legge: per farla breve, insomma, avrebbe fatto bene a condannare il vigilante. Il fatto è che il giudice in quanto tale (si tralascia qui il discorso sulla pubblica accusa, forse troppo spesso incaponita a ottenere condanne) non è un distributore automatico di sentenze, è un essere umano – si suppone preparato – ma proprio per questo non è onnisciente (quindi classifica determinati avvenimenti senza avervi assistito) e soprattutto può essere formato in base a una cultura per la quale l’uso delle armi da fuoco da parte di chi non fa parte delle Forze dell’Ordine equivale sempre e comunque a una “giustizia fai da te”, una sorta di Far West che va contrastato a prescindere dall’emergenza nella quale si fosse trovato chi ha premuto un grilletto. Purtroppo analizzare e scomporre un fatto a freddo è una cosa, trovarsi coinvolti nella concitazione dello stesso – in cui le azioni si accavallano frenetiche – un’altra. Gli addetti ai lavori sosterranno che qualcuno dovrà pur prendere una decisione. Ma forse, pensano l’uomo e la donna della strada, a stridere col buon senso e a suonare stonato non è solo la sentenza di condanna ma lo stesso processo nato da un episodio criminoso il cui autore non era certo la guardia privata.

Penelope Giorgiani

Mike Huckaby al Brancaleone – di Concetta Di Lunardo

3 Gen

Sbarca per la prima volta a Roma, al Brancaleone il 4 gennaio, Mike Huckaby, leggendario dj e produttore di Detroit, rappresentante del movimento underground della metropoli Techno. Professor alla Youthville, culla di tutto ciò che si cataloga sotto il genere musicale House e Techno! Motor City che, se con l’industria automobilistica vanta il primato di aver messo sulle ruote tutto il mondo, dalla metà degli anni 80 ai primi anni 90 produce e mette in pista Techno Music.

cover verticaleProduttore, tastemaker, insegnante: Mike vive per la musica elettronica, ne conosce le radici e le evoluzioni culturali. Ha sempre guardato oltre l’hype del momento con il merito di aver trovato l’equilibrio perfetto tra Techno e Deep House. Nell’ultimo periodo, oltre a svariate releases sulle sue etichette (Synth e Deep Transportation), ha avuto l’onore di mixare la compilation per il XX anniversario dello storico Tresor di Berlino.
L’evento, organizzato dal collettivo DayC, impegnato nella diffusione della musica elettronica a Roma e attento al ruolo di aggregazione sociale che riveste, sarà preceduto da un dibattito con l’artista che si terrà nei locali occuparti di Casale Alba2 su: Techno Music come prodotto del declino e come fonte di aggregazione sociale a partire da uno spazio occupato. Di cosa si intenda per ruolo sociale della musica, della forza che evoca rispetto al binomio marginalizzazione/emancipazione sarà Huckaby stesso a raccontarlo, avendone fatto esperienza  personalmente in una città complessa come Detroit (vedi programma a margine dell’articolo)

Casale Alba2, così si chiama il casale abbandonato all’interno del Parco di Aguzzano, occupato all’alba del 2 dicembre per restituirlo alla collettività  e sottrarlo alla cementificazione della città. Un dibattito funzionale non tanto all’approccio usa e getta dei frequentatori generici, che associano la techno all’uso di “sostanze”, quanto un modo per trattare la techno come fenomeno culturale, riconoscerne la deflagrante portata sonica e socio-antropologica al tempo stesso.

In serata, prove di musica al Brancaleone di via Levanna 13 che vedranno, insieme a Mike Huckaby, l’artista l’artista Franco B, purista del vinile e resident del “Dancity” di Foligno, realtà tra le più genuine ed autentiche nel panorama dei festival di cultura elettronica italiani. A seguire Ghezzy, il pupillo del collettivo DayC, nato a Montesacro è riuscito a conquistarsi una certa popolarità nell’ambito della Techno, Soul, House, infine Scual (Special Cures for Uncurable Anesthetized Lovers) un progetto multimediale con attività di vjing e performance di Lorenzo Ciciani.

Brancaleone – Via Levanna 13, Roma, dalle ore 23
Ticket:
5 € per i primi 100 acquistati in prevendita
7 € prevendita
10 € Porta

E-mail: daycproduzioni@gmail.com
Facebook: dayc produzioni
Siti web: Pullmaydayc e Brancaleone
Cellulare: 3280436141
Concetta Di Lunardo

A Rebibbia Occupy parco! Il quartiere si riprende il Casale – di Concetta Di Lunardo

3 Dic

alba5Non finiranno mai di sorprendere né bisogna  smettere di segnalarli i continui tentativi di cementificazione che colpiscono periodicamente la nostra città. Ma si può fare di più per restituire i beni comuni alla cittadinanza, questa in sintesi  la posizione dei cittadini del Coordinamento per la tutela del Parco di Aguzzano a Roma, che stamattina hanno occupato il Casale Alba 2 “per restituirlo alla collettività, integrandolo con il Parco e la sua originaria destinazione socio-culturale”. In queste ore un centinaio  di cittadini di età compresa tra i 20 ed i 70 anni riuniti  in un’assemblea aperta a tutti , sta ragionando su come difendere e migliorare il futuro del parco d’Aguzzano, dei suoi casali, dei  quartieri che ruotano intorno al IV e  V municipio. Un percorso che  da un anno a questa parte ha impegnato il Coordinamento nella costruzione di un percorso che  non si è limitato solo a “ difendere il Parco dall’ennesimo attacco speculativo, ma che ha rappresentato per molte persone un’ occasione per conoscersi e condividere idee e sogni”. Occupy Alba2 è il risultato di percorso  nato in opposizione al progetto Icam (Istituto a Custodia Attenuata per Madri detenute con figli fino a tre anni di età) che, secondo i cittadini, aprirebbe la strada alla cementificazione del parco e delle zone limitrofe. Alba è l’acronimo di Anonima Laziale Bonifiche Agrarie, l’ente che gestì la bonifica dell’agro romano nel ventennio per restituirlo alla cementificazione della metropoli. Icam, il progetto dell’amministrazione penitenziaria, per la custodia delle madri detenute,  prevede di stravolgere l’area verde, immaginando modifiche radicali dell’area, la messa in sicurezza delle aree interne ed esterne al casale con dispositivi di sorveglianza illuminate h24 che farebbero del casale un campo di prigionia.

La storia
Il Coordinamento dopo aver elaborato un documento tecnico, tentato vanamente un minimo dialogo con le istituzioni, raccolto 3500 firme nel quartiere, dopo aver condiviso in questi mesi approfondimenti e ragionamenti  il Coordinamento è arrivato alla conclusione che è inaccettabile la realizzazione di un’area militarizzata dove rinchiudere e quindi isolare le madri con i loro figli. Un folle progetto che inoltre aprirebbe la strada alla cementificazione del parco e delle zone limitrofe.

No alla speculazione e cementificazione
Alla speculazione il Coordinamento oppone un nuovo modo di intendere la socialità e gli spazi, concepiti non come contenitori vuoti, ma come luoghi “vivi” di aggregazione, confronto e cultura: “non vogliamo più chiedere e reclamare per ottenere false promesse, bensì riscoprire la gioia della condivisione, del “fare” insieme con le proprie mani senza discriminazioni di colore, sesso, cultura, nazionalità”.

Sì all’originaria destinazione socio-culturale di “Alba2”

In continuità con queste idee ci siamo riappropriati del Casale Alba2 (restaurato e inutilizzato dal 2009) per restituirlo alla collettività, integrandolo con il Parco e la sua originaria destinazione socio-culturale. Sogniamo uno spazio dove ripartire dal basso, sottratto alle logiche di potere e di profitto senza prevaricazione di alcun tipo, aperto alla libera condivisione di saperi e risorse, in cui le persone non si limitino ad usufruire passivamente di un servizio, ma siano attivamente protagoniste dei suoi percorsi, delle sue attività, della sua gestione, della sua volontà di armonizzare e valorizzare le diversità.

I laboratori

Al via alcuni progetti come l’Osservatorio contro la cementificazione (indagine e informAazione contro la speculazione edilizia e per la salvaguardia dell’ambiente), laboratori pratici come la ciclofficina, il laboratorio di falegnameria, di erboristeria, di informatica (per la condivisione dei saperi e del saper fare), la biblioteca e la sala prove musica (luoghi di socialità, produzione, accoglienza ma anche di proposta sull’editoria cartacea e musicale autoprodotta), la BancarellaSprigionata (luogo di dialogo autogestito con le detenute di Rebibbia)

Appuntamenti nel Casale Alba2

Domenica 9 Dicembre 2012 dall’ Alba al Tramonto
ore 10.00 – attività per bambini (di tutte le età!)
ore 13.00 – Pranzo sociale
ore 15.00 – Assemblea Pubblica di presentazione
ore 18.00 – Aperitivo musicale
info: coordinamentoparcoaguzzano@inventati.org

Concetta di Lunardo

DayC: 31 ottobre – Halloween party all’atelier Montez

29 Ott

di Concetta Di Lunardo

Borgate invase da flussi disumani di macchine inanimate, assordate dai suoni metropolitani, popolate da  ragazzi seduti su scalette che affacciano  su strade percorse da masse di  donne  e uomini così vicini e inafferrabili.  In questa giungla di suoni, di odori e di visioni, si muove il collettivo montesacrino DayC.

Il tentativo di stare al passo con i tempi alla velocità ultrasonica della postmodernità, si trasforma nella ricerca  e produzione delle  nuove sonorità  che, nonostante escano da studi e laboratori, sembrano comporre la migliore rappresentazione della contemporaneità urbana “all around the world”.

Il 31 Ottobre alle ore 22.30,   all’ Atelier Montez, Via di Pietralata 147/a, DayC organizza  una festa di musica elettronica, al prezzo popolare di 5 euro, completamente incentrata sulla scena romana nella notte di  Halloween. La scelta di uno spazio periferico e dismesso, una  vecchia officina bruciata in quel di Pietralata, è la location da cui nasce il progetto artistico, un progetto pensato dal basso.

 L’Atelier Montez,  conferma il desiderio del giovane collettivo romano di animare e valorizzare le zone più autentiche di Roma, ma anche le più escluse e periferiche.  Ad aprire le danze  ci sarà quello che ormai  a Roma sta diventando IL “guru” della sperimentazione in campo elettronico: “il professor” Ynaktera, di Stochastic Resonance.

 A seguire Meze, forte della recente uscita sull’ etichetta Hidden Hawaii che occupa gli scaffali di Hardwax e Honest John’s, luoghi  di riferimento per l’elettronica a Berlino e Londra. Proporrà un live set carico dell’ oscurità della ambient e della profondità della dub.

Il danzereccio arriverà presto con i repentini e imprevedibili cambi di direzione della juke/ footwork/bass music con i set di Agent e Orree.  In chiusura la “cattiveria”, sempre sensibile, della techno di Ghezzy ci ributterà per strada con tanta carica e  voglia di imboccare a Roma Nord, alla ricerca di  un Batman party per  bere e fare i guastafeste “versando champagne su costose pellicce”.

Info: daycproduzioni@gmail.com

Facebook: Dayc produzioni   Sito: http://pullmydayc.tumblr.com

Cell: 3280436141-  ingresso: 5 euro

L’artista Regis, al Brancaleone dall’ Inghilterra inaugura la stagione techno

11 Set

Di Concetta Di Lunardo

Fermento e attesa a Roma, per l’apertura autunnale del Brancaleone, organizzata dal collettivo “DayC, che venerdì 14 settembre a via Levanna, 13(Montesacro) inaugura una stagione autunnale ricca di musica e di novità. La scelta di insediarsi, ancora una volta, nello storico locale capitolino e di affidare l’apertura all’inglese Regis (Sandwell District), confermano anche quest’anno come il progetto DayC, risponda alla necessità di creare una piattaforma di espressione artistica multilaterale, indipendente e dal basso. Che soddisfi al meglio i gusti e gli interessi dei giovani e risvegli il fascino delle relazioni collettive e dell’aggregazione.

In tal senso l’ospite della serata rappresenta la scelta simbolicamente migliore. Regis oltre ad aver attraversato le evoluzioni più significative della scena tecno, ha svolto un ruolo centrale per la rigenerazione della Birmingham dei primi anni novanta, contribuendo ad affermare il ruolo dell’espressione artistica popolare e multiculturale – nel suo caso la cultura techno –  in risposta alla crisi sociale ed urbana della sua città.

Una sintesi tra arte come mezzo per emanciparsi dalle omologazioni e spirito punk, che unito alle sollecitazioni  della strada sembrano rappresentare e ripercorrere al meglio le linee guida tracciate dal collettivo DayC. L’evento mira, inoltre ad essere accessibile -non solo economicamente- a tutti coloro che vogliano sentirsi parte di un progetto più ampio. Motore di un possibile cambiamento in grado di stimolare e diffondere creatività e ricerca artistica in rottura con le tendenze di massa,

A supporto della performance di Regis, tre  pupilli della scena romana: Ghezzy, Ayarcana e Scual Vj.

 

Per info:

E-mail: daycproduzioni@gmail.com

Facebook: dayc produzioni,

Sito: http://pullmydayc.tumblr.com/ / http://www.brancaleone.it/

Cell: 3381247700

 

 

 

video e foto del giorno dopo sul luogo dell’incendio di via S. Antonio di Padova a Settebagni

22 Lug

Servizio fotografico di Alessandro Pino – servizio video pubblicato sul canale you tube di http://www.di-roma.com:  http://www.youtube.com/watch?v=3SZtKKV_HZM&feature=share

Questo slideshow richiede JavaScript.

//

Roma: Samuele Piccolo, dopo l’arresto, si dimette dalla sua carica – di Concetta Di Lunardo

17 Lug

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

In mattinata una raccomandata a firma dei prefetto Pecoraro è stata recapitata al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al presidente dell’assemblea capitolina, Marco Pomarici, e al segretario generale di Roma Capitale, Liborio Iudicello, che chiede la “sospensione di diritto di carica di consigliere presso codesta amministrazione comunale” di Samuele Piccolo, “destinatario di ordinanza di applicazione di misura cautelare personale” perché ritenuto responsabile dei reati di associazione a delinquere, appropriazione indebita, illecito finanziamento ai partiti e frodi fiscali.

A supplire Piccolo (Pdl) dopo la sospensione arriva Roberto Bianchini, primo dei non eletti nella lista Pdl del 2008.  Trattasi di sostituzione temporanea, “con affidamento della supplenza per l’esercizio delle funzioni di consigliere capitolino”,  passata con 44 voti favorevoli su 44 votanti (su 46 presenti).

Samuele Piccolo, viene eletto dopo il pasticcio all’epoca dell’esclusione delle liste del Pdl alle ultime elezioni regionali del Lazio, circostanza che non impedì alla Polverini di vincere egualmente le elezioni. Enfant prodige classe 1981, eletto nella  tornata del 2008, quella che ha portato Alemanno sindaco di Roma, fu il più votato: entrò in Campidoglio con 12 mila voti, risultato di una massiccia campagna politica sul territorio. In particolare si contestano cene elettorali ed il call center della propaganda elettorale.

“Ad inizio attività – scrivono i magistrati – sono state somministrate al call center una lista di circa 500mila anagrafiche di abitanti di Roma, da chiamare secondo esigenze, che fossero inviti a cena, ricerca rappresentati di lista, appuntamenti, avendo ben specificato di non utilizzare le stesse anagrafiche per più di un evento per non incorrere nell’incontrare sempre le stesse persone”. Dell’attività del call center, creato in via Casilina 1803d in un seminterrato dove era stata sistemata la segreteria politica di Piccolo nel 2010 quando era candidato per le elezioni regionali, il gruppo Piccolo, sarebbe rimasto “insoddisfatto, tanto da affidare ad un legale una valutazione circa le eventuali azioni da intraprendere”. Ad ogni modo fu poi “fatto un piano di cene da rispettare, con indicato il numero di persone da invitare in base alla capienza del ristorante e di quante avevano necessità di incontrare per strategie politiche. Alcune cene si sono aggiunte in seguito in base a necessità e poteva capitare di informarli anche la mattina prima della cena, tenendo in considerazione che le postazioni da richieste erano ben 268, un numero altissimo di operatori che, chiamando contemporaneamente ad una media di 12 chiamate con risposta l’ora per otto ore al giorno avrebbero dovuto sviluppare un numero elevatissimo di inviti”.

Intanto ieri l’ex vicepresidente del Consiglio comunale di Roma, da due giorni  agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento illecito ai partiti, ha annunciato di volersi dimettere dalla sua carica. Lo ha riferito il suo difensore, Luca Petrucci. Il testo della lettera di dimissioni di Samuele Piccolo è stato reso noto all’Assemblea capitolina da Marco Pomarici : “Caro presidente e cari colleghi, in queste ore di profondo scoramento mi rivolgo a voi consapevole delle accuse mosse e che oltre alla libertà mi hanno, ne sono convinto solo temporaneamente, privato della necessaria autorevolezza politica per rappresentare al meglio nella mia figura di vicepresidente vicario l’importante istituzione a cui appartengo. Mi vedo pertanto costretto a formalizzare le mie dimissioni di vicepresidente dell’aula, nella convinzione che il tempo galantuomo mi consentirà di dimostrare la totale estraneità dei fatti contestatimi. Lo devo, prima che a me stesso, a mia moglie e ai miei figli, ai tanti amici che negli anni mi hanno sostenuto, lo devo alle istituzioni di cui faccio parte e al mio partito. Con l’augurio di tornare presto tra di voi, in fede Samuele Piccolo”.

Concetta di Lunardo

 

 

Roma Capitale: arrestato il vicepresidente del consiglio comunale, Samuele Piccolo. L’accusa è di associazione a delinquere e finanziamento illecito ai partiti

14 Lug

Agli arresti domiciliari il vicepresidente del consiglio comunale di Roma, Samuele Piccolo, con l’ accusa di associazione a delinquere e finanziamento illecito ai partiti, nell’inchiesta coordinata dai pm Paolo Ielo e Barbara Sargenti. Arrestato anche il padre e il fratello Massimiliano, quest’ultimo considerato dalla Procura il “capo” dell’associazione a delinquere. I  reati contestati quelli di associazione a delinquere, appropriazione indebita, illecito finanziamento ai partiti e frodi fiscali.Ai domiciliari sono finiti anche altri soggetti riconducibili alle 60 società cooperative che avrebbero frodato l’Iva: Franco Cannone, Silvia Fortuna, Rosario Meglio e Riccardo Sorbara. In totale sono indagate 13 persone, tra cui anche la madre di Piccolo, Elena Ciaravolo.  I pm avevano chiesto l’arresto anche di Ezio D’Angelo, assessore all’VIII municipio della Capitale ma la richiesta è stata respinta. Sette in totale i provvedimenti di custodia cautelari firmati dal gip Filippo Steidl. In base all’impianto accusatorio, attraverso una serie di società sarebbero stati creati finti crediti Iva e dirottati i fondi drenati al fisco all’attività politica del vicepresidente del consiglio comunale. Le perquisizioni effettuate nell’ufficio del presidente e l’acquisizione di carte e documenti sono partite anche sulla base di accertamenti dell’ Agenzia delle Entrate. “Ho fiducia nel lavoro della magistratura. Speriamo in un rapido chiarimento di una vicenda sicuramente molto, molto brutta”, ha detto il sindaco Alemanno. Samuele Piccolo, classe 1981, eletto nella  tornata del 2008, quella che ha portato Alemanno sindaco di Roma, fu  più votato: entrò in Campidoglio con 12 mila voti. Viene eletto dopo il pasticcio all’epoca dell’esclusione delle liste del Pdl alle ultime elezioni regionali del Lazio che non impedì alla Polverini di vincere egualmente le elezioni.
“La notizia circa l’arresto di Samuele Piccolo, primo dei consiglieri eletti nel Pdl e vicepresidente dell’assemblea capitolina, getta l’ennesima ombra inquietante sull’amministrazione Alemanno”. E’ quanto dichiarano i capigruppo del Pd e di Sel in Campidoglio, Umberto Marroni e Gemma Azuni, chiedendo che “sia fatta piena luce sulla vicenda e di verificare se siano intercorsi rapporti tra le societa’ della famiglia Piccolo e il comune di Roma”. Inoltre, “pur nella presunzione di innocenza appare opportuno che il consigliere Piccolo, in attesa dello svolgimento del procedimento della magistratura, si dimetta immediatamente almeno dalla carica di vicepresidente dell’assemblea capitolina al fine di tutelare l’istituzione”.

Concetta Di Lunardo

Roma IV Municipio: l’assessore alla mobilità a Cinquina per illustrare le modifiche apportate alle linee degli autobus

5 Giu

Assieme all’imminente apertura della prima tratta della metropolitana B1  verranno introdotte alcune importanti novità nel trasporto di superficie, mirate a integrarsi con la diramazione della ferrovia sotterranea. Già da tempo sono in corso degli incontri con i residenti dei quartieri interessati, l’ultimo dei quali si è tenuto venerdi scorso a Cinquina – IV Municipio del Comune di Roma – nei locali della parrocchia San Domenico di Guzman. Come nelle precedenti occasioni è intervenuto direttamente l’assessore capitolino alla Mobilità Antonello Aurigemma, affiancato da un funzionario della preposta agenzia avente il compito di spiegare nel dettaglio i cambiamenti: stavolta è toccato all’ingegnere Stefano Brinchi armeggiare con calcolatore elettronico e diapositive delle mappe con i nuovi percorsi. Gli itinerari, è stato spiegato, sono state studiate per non portare più gli autobus fino a Termini ma alla stazione Conca d’Oro, ottenendo così anche un accorciamento del tragitto su gomma e una conseguente intensificazione delle corse, incentivando l’uso del mezzo pubblico da parte di chi di solito preferisce altrimenti. Questo almeno in teoria: per l’appunto le novità arrivano nel periodo delle ferie – per chi può permettersele, almeno –  nei quali l’utenza è meno numerosa, in modo da rendere meno disagevoli eventuali modifiche “in corso d’opera” ed essere pronti a settembre con l’assetto definitivo.

Alessandro Pino

Settebagni: prove di accensione per il semaforo di via S. Antonio da Padova

24 Mag

In tarda mattinata è stato testato l’impianto semaforico istallato in via S. Antonio di Padova qualche tempo addietro. La squadra di operai al lavoro hanno riferito che la segnaletica verrà cambiata lunedì.

Alessandro Pino

Roma – IV Municipio: pulizie di primavera alla scuola Fucini – di Alessandro Pino

21 Mag

Il giardino rimesso in ordine da volontari della associazione “Esserci a Roma”

Con la bella stagione è normale che cresca la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta e ciò vale anche per gli studenti che frequentino scuole provviste di giardino: sarebbe però un peccato non poterne godere appieno perché questo – magari per la cronica mancanza di risorse – si trova in stato di trascuratezza, con l’erba alta che nasconde anche rifiuti e serpi. È quello che si è cercato di evitare alla scuola Renato Fucini di Talenti grazie all’intervento di un gruppetto di volontari dell’associazione “Esserci a Roma”con il loro presidente Manuel Bartolomeo che hanno dedicato un po’ del loro tempo libero per sistemare l’area verde facente parte del cortile dell’istituto. Il pomeriggio dello scorso 11  maggio lo hanno  dunque trascorso improvvisandosi giardinieri assieme a un membro del locale comitato “Salviamo il parco Capuana” che ha messo a disposizione il proprio rasaerba a scoppio. «Abbiamo chiesto alla preside Marina Esterini se aveva qualche esigenza particolare e lei ci ha suggerito questa iniziativa – spiega Manuel, cuor di ex studente della scuola – trovando una situazione di degrado assoluto,  con serpi, bottiglie, rami spezzati da vecchie potature  e mai raccolti e anche due siringhe». Una critica che a volte viene rivolta a iniziative come questa – che vedono i cittadini rimboccarsi le maniche per supplire a mancanze delle amministrazioni pubbliche – è che in tal modo si fornisce a queste ultime un comodo alibi per un ulteriore disimpegno. In ogni caso va apprezzato l’impegno di chi sente la necessità di curare un bene pubblico come fosse il proprio, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità.

Alessandro Pino

L’orfanotrofio di Herat, le fotografie di Alberto Alpozzi e una serata di beneficenza

16 Apr

il fuciliere di Marina Ciro Petronelli - foto A. Alpozzi

Alberto Alpozzi - serata di beneficenza

L’Afghanistan proprio non riesce più a toglierselo dalla testa, il fotoreporter torinese Alberto Alpozzi: ha già trascorso le scorse festività natalizie presso la base militare italiana di Herat – nel sud del paese –  documentando le attività dei soldati che vi sono impegnati e conta prossimamente di tornarvi per una serie di altri progetti che ha in mente, visto il positivo riscontro ottenuto anche presso le alte sfere della Difesa. Nel frattempo ha partecipato di recente a una serata di beneficenza in favore dei giovani ospiti dell’orfanotrofio di Herat, tenutasi a Brindisi dove è di stanza il Reggimento San Marco e promossa da un appartenente a quel reparto, il fuciliere di Marina Ciro Patronelli, brindisino anche lui, conosciuto dal fotografo presso la base Camp Arena: «Era uno dei ragazzi  che mi faceva da angelo custode quando mi muovevo in città». Lo  spettacolo, organizzato con la collaborazione di alcune associazioni culturali e il contributo della Provincia di Brindisi, è stato aperto proprio dalla proiezione di fotografie scattate da Alberto ai bambini di Herat ed è proseguito con le performance di ballerini, maghi, comici e di una pittrice che invece della  vernice usava una polvere luccicante, tutti presentati dal conduttore radiofonico Mauro Stiky. «Molti continuano a domandarsi che cazzo ci siamo a fare in Afghanistan; credo sia importante che la gente sappia quanto questi ragazzi che lavorano laggiù vengano colpiti da  situazioni molto distanti dalle nostre  e anche quando tornano credono nel realizzare qualcosa per dare un futuro ad altre persone meno fortunate. Ritengo sia questo il messaggio che deve passare da eventi del genere». Ovviamente in tempi di crisi imperante parecchi preferirebbero si pensasse ai bambini italiani. Risponde Alberto: «Ciro dice che i bambini sono tutti uguali, lui ha conosciuto quella realtà e ne è rimasto colpito; sono d’accordo con lui e poi fare del bene da quando ha una bandiera ?». Giusto.

E allora per non scontentare nessuno ci permettiamo di lanciare noi un’ideada queste righe: una serata anche per i figli di tutte quelle persone che dopo aver perso il lavoro non hanno retto alla prospettiva di un futuro nero e si sono tolte la vita.

 Alessandro Pino

Per tutti i lettori che volessero vedere il lavoro di Alberto Alpozzi, il suo sito web  è www.albertoalpozzi.it

Settebagni: arriva il senso unico alternato in via S. Antonio di Padova

6 Apr

I residenti di Settebagni dovranno fare presto i conti con l’introduzione del senso unico alternato in via Sant’Antonio di Padova, precisamente nel tratto che va dall’incrocio con la via dello Scalo di Settebagni fino al sito dove è attualmente in costruzione un grande complesso residenziale. Sono infatti in corso i lavori per l’installazione di un impianto semaforico fisso che regolerà il flusso del traffico, come testimoniano i fori e le tracce eseguiti nell’asfalto e soprattutto i coperchi in ghisa dei pozzetti che conterranno parte degli apparati con impressa la scritta “semafori”. La novità è probabilmente legata proprio all’edificazione del residence alla fine della strada, come aveva del resto anticipato l’incaricata alle vendite degli appartamenti già mesi addietro. Qualcuno riteneva – o meglio si augurava – che senso unico e semaforo sarebbero stati una soluzione temporanea per evitare ai mezzi da cantiere di percorrere la via delle Lucarie, notoriamente stretta ripida e tortuosa tanto che l’Atac per la linea 302 vi impiega esclusivamente dei minibus. A pensarci bene però era prevedibile che la variazione alla viabilità sarebbe stata permanente, vista il notevole incremento del traffico privato che inevitabilmente si avrà una volta che le nuove palazzine saranno abitate.

Alessandro Pino

Pattuglia Ps controlla un’auto che mostrava segni di scasso e trova 30 chili di droga

4 Apr

Trenta chili di cocaina non sono uno scherzo: se ne possono ricavare oltre sessantamila dosi che vendute al dettaglio fruttano circa quattro milioni di euro in un mercato che non conosce crisi. Perdere una simile quantità di droga è sicuramente un duro colpo per qualunque trafficante ed è facile immaginare la reazione degli ignoti – per ora – criminali che l’avevano nascosta in una vettura parcheggiata al Tufello nell’apprendere che il prezioso carico è stato scoperto dalla polizia. La macchina infatti, pur regolarmente posteggiata in via Cimino, presentava segni di scasso alla serratura della portiera lato guida, fatto che ha insospettito una pattuglia del Commissariato Fidene Serpentara diretto dal dottor Francesco Bova. Dai riscontri sulla targa effettuati via radio tramite la Sala Operativa della Questura, l’automobile è risultata rubata qualche giorno fa a Colonna, piccolo centro fuori Roma lungo la via Casilina. Aperto il bagagliaio durante i controlli del caso, gli agenti hanno trovato una sacca di tessuto sintetico nero contenente trenta panetti di stupefacente per un peso complessivo di poco superiore ai trentuno chili. Al momento gli investigatori sono al lavoro per capire chi potesse avere adibito la vettura a deposito di droga.

Alessandro Pino

“I due marò”, il tormentone del momento – il punto di vista di Penelope Giorgiani

14 Mar


Quello che potrebbe sembrare il titolo di un film con Franchi & Ingrassia – “I due marò” – è invece il tormentone che sta tenendo banco alla grande nei notiziari e in rete. La vicenda a cui ci riferiamo, per chi vivesse su Marte o in un eremo, è quella dei due fucilieri di Marina detenuti in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori del luogo dopo averli scambiati per pirati all’arrembaggio del mercantile su cui erano imbarcati come scorta armata. È iniziato così in rete  un tam tam di patrioti da social network per salvare l’onore nazionale e far rientrare in Italia “i nostri marò”, altra espressione abusatissima negli ultimi giorni e, per quel che ci riguarda, totalmente sballata: noi con gente che ha dichiarato di aver sparato dei colpi “di avvertimento” –  forse esagerando un secondattimo –  non vogliamo avere nulla a che fare. Ma certo, ci pare giusto: magari anche in tram si potrebbe prevedere come regola di ingaggio contro l’immigrato sudaticcio che sta troppo vicino un paio di ginocchiate “di avvertimento” nelle parti opportune, tanto per essere chiari e non avere fastidi. “I nostri marò”, termine che ricorda un po’  lo “zio Michele” di Avetrana, del quale noi non siamo né parenti né amici; quindi al più saranno “i vostri”. Giusto di passata poi vorremmo far notare la parentela di specialità dei due militari agli arresti con quelli di un corpo distintosi a suo tempo per ferocia,  la famigerata Decima Mas. Forse quello che ha dato fastidio a molti – magari gli stessi che protestano quando le motovedette libiche sparano ai pescatori di Mazara del Vallo –  è stata la lezione di civiltà impartita da un Paese a torto ritenuto arretrato, dove evidentemente la legge è davvero uguale per tutti e chi sbaglia paga o quantomeno ci si accerta se abbia sbagliato. Se qualcuno forse aveva confuso l’Oceano Indiano con via del Corso, dove gli sgherri delle scorte fanno il bello e il cattivo tempo agitando le palette a sirene spiegate, beh è arrivato qualcun altro a fargli capire che paese che vai, usanze che trovi. Nel concerto di ululati neorisorgimentali solo la voce di Giuliana Sgrena – una che può ben dire di avere rischiato la vita per l’imperizia di chi indossava una divisa – si è levata coraggiosamente in senso contrario. Ovviamente la replica è giunta nei medesimi civilissimi toni adoperati contro il paese di Gandhi: insulti, intimidazioni e malignità di ogni tipo, compresa la diffusione delle dolorose immagini di quando la giornalista fu rapita in Iraq. Per farla breve, abbiamo fatto la solita figura da mangiaspaghetti: non a caso il brillante risultato ottenuto dal rappresentante della diplomazia italiana è stato che ai due militari in prigione fosse servita della pastasciutta invece del cibo indiano.

Penelope Giorgiani

Aperto oggi al traffico il prolungamento di via Ugo Ojetti – di Alessandro Pino

20 Feb

– in tempo reale –

La bretella lungamente attesa collega via di Casal Boccone con la Nomentana

L’attesa è stata lunga ma alla fine la bretella a quattro corsie – realizzata dall’impresa Mezzaroma a scomputo delle cospicue realizzazioni immobiliari nella zona – che collega via di Casal Boccone con la Nomentana è stata aperta al traffico: pochi minuti prima di mezzogiorno del venti febbraio una Volvo coupè è stato il primo veicolo che non fosse di servizio a percorrere la nuova arteria che è in pratica il proseguimento di via Ugo Ojetti, anche se non vi sono ancora targhe toponomastiche che lo attestino. Non ci sono state cerimonie ufficiali, brindisi o tagli di nastri anche se il presidente del Quarto Municipio Cristiano Bonelli non è voluto mancare assieme ai consiglieri di maggioranza Giordana Petrella e Stefano Ripanucci – che presiedono rispettivamente le commissioni Lavori Pubblici e Urbanistica – scoprendo personalmente la tabella che indica la svolta in direzione Bufalotta  e improvvisandosi fotoreporter scattando alcune istantanee dell’avvenimento. Prima dell’effettiva apertura è stato provato il semaforo che regola il nuovo incrocio con la Nomentana, con la Polizia di Roma Capitale che dirigeva il traffico manualmente. Proprio la realizzazione di un incrocio con la consolare a fronte di un generale fiorire di rotatorie anche dove non servirebbero potrebbe destare qualche perplessità. «Abbiamo dato consigli e indicazioni per fare una rotatoria – ha ribattuto Bonelli –  ma la competenza si ferma a due metri dalla Nomentana. Abbiamo fatto una serie di richieste, ora saranno i tecnici a valutare se o no fare una rotatoria». I fan delle rotonde possono però consolarsi, perché effettivamente ve n’è una molto grande a metà percorso che permette l’accesso alla preesistente via Sandro Giovannini. Si vedrà rapidamente, una volta diffusasi la novità, quali saranno i reali benefici sul traffico apportati dalla neonata arteria.

Alessandro Pino

Paura nella sede del Municipio di via Fracchia. Un pregiudicato semina il panico minacciando di ferirsi con un cacciavite – di Alessandro Pino

12 Feb

articolo pubblicato da www.europagiovani.com

Alta tensione nella sede municipale di via Umberto Fracchia a Talenti. La mattina del primo febbraio attorno alle undici e trenta si è presentato negli uffici un uomo che da tempo è stato assegnato allo svolgimento di lavori socialmente utili. L’individuo, pluripregiudicato, era venuto per riscuotere il compenso spettantegli ma constatato che il denaro non era disponibile ha dato in escandescenze. Prima ha lanciato un estintore a terra, dopodiché brandendo un cacciavite – arnese che notoriamente tutti tengono nel taschino – ha iniziato a girare per i corridoi dell’edificio. Ovviamente tra i dipendenti comunali e gli utenti dello sportello anagrafico è scoppiato il panico mentre un vigile urbano tenendosi a distanza di sicurezza ha telefonato ai Carabinieri. I militari della vicina Stazione Talenti sono arrivati con il loro comandante, il luogotenente Salvatore Veltri, per il quale situazioni del genere non sono una novità: nel 2005 riuscì a liberare praticamente da solo i fedeli che un folle teneva in ostaggio in un tempio di Geova, mentre nel 1984 portò avanti le trattative con il sequestratore di una classe di bambini in una scuola al Nuovo  Salario. Alla vista dei Carabinieri – di cui era una vecchia conoscenza – il pregiudicato si è puntato il cacciavite alla gola minacciando gesti autolesionistici. Il luogotenente Veltri però lo ha convinto a lasciar perdere e a consegnare l’arnese; la movimentata mattina si è così conclusa con la denuncia a piede libero dell’uomo per interruzione di pubblico servizio.

Alessandro Pino

A Settebagni altri disagi nella notte per una perdita d’acqua – di Alessandro Pino

7 Feb

Mentre Settebagni è ancora alle prese con i postumi della nevicata, un’altro accidente è arrivato a complicare la vita dei residenti della zona collinare. Forse a causa delle temperature molto al di sotto dello zero, si è verificata una rottura nelle tubature dell’acea nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, in via delle Lucarie a pochi metri dallo storico bar “Renato”. L’acqua esce in grande quantità da una crepa apertasi nell’asfalto e da un tombino distante un paio di metri, arrivando a causa della pendenza, fino al sottopasso che sta all’incrocio tra via dello Scalo di Settebagni e la Salaria, allagatosi rapidamente. In contemporanea, il flusso della fontanella pubblica di via Sant’Antonio di Padova – quella rimasta chiusa e poi rimossa per diversi mesi –  si è ridotto al minimo, ma questa è forse solo una sfortunata coincidenza, dato che la fontana vicino all’edicola sacra in via della Stazione di Settebagni – molto più vicina al punto in cui l’acqua affiora – funziona regolarmente. Il rischio più immediato è che si formi uno strato di ghiaccio micidiale per veicoli e pedoni. Le segnalazioni sono già partite, anche se la situazione critica dell’intera città non depone per una risoluzione immediata dell’emergenza.

Alessandro Pino