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Arte in stazione a Settebagni – di Alessandro Pino

21 Apr

Due pannelli dipinti da alunni della scuola Ungaretti decorano l’atrio della biglietteria

pubblicato su http://www.di-roma.com

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La stazione Fs di Settebagni – ricalcando in piccolo scali più importanti e conosciuti – è decorata ora da due installazioni artistiche: sono dei gradevoli pannelli dipinti realizzati da alunni della locale scuola media Ungaretti sotto la guida della professoressa Emilia Sanità, docente di Arte, dietro suggerimento della signora Marina Fava, vicepresidente della locale associazione Il Mio DSC_0037Quartiere. Collocati nell’atrio della dismessa biglietteria – al posto di una grande cartina di Roma risalente agli anni Settanta, purtroppo deteriorata e rimossa – i due quadri, astratti ma di chiara ispirazione ferroviaria, sono stati scoperti con tanto di taglio del nastro inaugurale  alla presenza degli studenti che li hanno realizzati, di numerosi genitori e delle autorità locali: hanno voluto partecipare Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio del Terzo Municipio di   DSC_0014 cui Settebagni fa parte, il consigliere comunale Massimo Caprari e quelli municipali Francesca Leoncini e Fabrizio Cascapera, l’ex assessore municipale Alessandro Venturieri, l’ingegner Gualario di Rfi in rappresentanza dell’amministratore delegato Maurizio Gentile (impegnato a Milano per l’Expo), il dirigente a riposo delle Ferrovie Francesco Galvano e la professoressa Carla Galeffi, preside dell’istituto Uruguay da cui dipende la Ungaretti, oltre a un gruppo di volontari della associazione di protezione civile  Nucleo Sicurezza Ambientale.    DSC_0033

È stato osservato che la collocazione dei due lavori sarebbe poco felice, rimanendo di fatto nascosti alla vista dei passeggeri  per la distanza dell’atrio dalle banchine utilizzate per la fermata dei treni. Si deve però ammettere con amarezza che nel sottopasso pedonale i quadri sarebbero stati rapidamente rovinati dagli scarabocchi di quei teppisti che notoriamente vi hanno mano libera grazie anche alla totale assenza di vigilanza.

Alessandro Pino

 

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Un raccoglimento antico: alcuni scatti dalla Via Crucis a Settebagni – di Alessandro Pino

4 Apr

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Alcuni scatti dalla Via Crucis del 3 aprile a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale

Un centinaio di persone con i lumini in mano, alla testa del corteo la Croce portata dagli scout, percorrendo il consueto itinerario: l’uscita dalla parrocchia di Sant’Antonio di Padova imboccando la via omonima, poi su per la parte collinare del quartiere e la discesa fino alla Salaria per tornare in chiesa.   20150403_201138

Forse pochi i partecipanti per un quartiere che ormai ha superato i diecimila abitanti; ma probabilmente qualcuno era già partito per la classica visita ai parenti che abitano lontano, altri si sono affacciati a guardare dalla finestra, magari qualcuno malato o carico di anni e impossibilitato a esserci fisicamente ha fatto trovare la porta di casa illuminata da ceri votivi. Certo è che anche chi non è un fervente cattolico ha potuto percepire l’atmosfera raccolta, il percorrere tutti insieme le stradine buie e deserte che – nonostante Settebagni sia a tutti gli effetti un quartiere del Comune di Roma Capitale – davano quasi l’idea di processioni in borghi antichi.

Alessandro Pino

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Incontro pubblico sulla viabilità a Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale: un fiasco? – di Alessandro Pino

18 Mar

Si è tenuto il 17 marzo presso la sala parrocchiale di Settebagni (Terzo Municipio di Roma Capitale) un incontro pubblico per discutere alcune possibili variazioni alla viabilità locale, già illustrate lo scorso dicembre a piazza Sempione dal consigliere municipale Fabio Dionisi – presidente della commissione Lavori Pubblici – a un gruppo di cittadini vicini alla associazione “Il mio quartiere” che si erano assunti il compito di farle conoscere agli altri residenti in vista, appunto, di successive riunioni. Oltre allo stesso Dionisi era presente il funzionario della Polizia di Roma Capitale Sonia Pompili che ha spiegato come le diverse 20150317_184857bozze di modifica della circolazione siano state studiate per venire incontro alle lamentele ricevute da numerosi genitori di alunni delle scuole di via dello Scalo di Settebagni – attualmente a doppio senso di marcia – in merito agli ingorghi che la intasano specialmente in orario di ingresso o uscita degli studenti, spesso accompagnati in macchina; da qui l’idea di istituire il senso unico su quella strada, giudicando utile inoltre – almeno secondo uno dei progetti – invertire quello del vecchio e stretto sottopasso di via Sant’Antonio di Padova destinandolo all’uscita in direzione Salaria. Tutto questo per provare a snellire il traffico in un quartiere che da alcuni anni sta aumentando nel numero di abitanti per via delle nuove edificazioni, in mancanza però di nuove infrastrutture – come un nuovo ipotetico sottovia – che sembrano sempre più appartenere alla fantascienza. Spiegazioni più approfondite non c’è stato modo di ascoltarne, sia perché le possibili modifiche erano in parte già note anche in seguito ad articoli di stampa, ma soprattutto perché l’incontro è consistito pressoché integralmente in una sovrapposizione di animate discussioni non solo sul merito della materia – tra i sostenitori e detrattori di una nuova eventuale viabilità – ma anche sulla forma, essendo stato contestato da alcuni un presunto ruolo privilegiato avuto dalla associazione “Il mio quartiere” nei rapporti con l’amministrazione municipale. L’impressione è che la viabilità sia stata forse una sorta di scintilla che ha fatto detonare definitivamente un malanimo latente nella zona, venuto allo scoperto dopo anni di reciproci malumori che covavano sotto la cenere. Sta di fatto che dopo poco più di un’ora l’incontro è terminato senza concludere nulla, se si esclude la proposta da parte di alcuni partecipanti di un senso unico alternato nel vecchio sottopasso, regolato da semaforo; Dionisi si è detto possibilista al riguardo, assicurando che avrebbe sottoposto l’idea agli uffici competenti per vagliarne la fattibilità, sulla quale però aveva già espresso dubbi il funzionario Pompili per la mancanza di spazio nel quale attendere la luce verde. Certamente non era in programma di prendere alcuna decisione nell’occasione e Dionisi ha più volte ripetuto che i differenti progetti sono senz’altro passibili di modifiche che tengano conto dei pareri dei residenti, come pure di rimanere lettera morta se fosse evidente la contrarietà degli stessi. In tal caso sarebbe necessario stabilire in quali forme e modalità tali pareri andranno espressi (un referendum di quartiere, forse?) così da evitare astiose polemiche. È innegabile però che a Settebagni qualche provvedimento vada preso, altrimenti si continuerà a rimanere in coda impiegando un quarto d’ora solo per uscire dal quartiere.
Alessandro Pino

Bottiglie incendiarie trovate lungo la ferrovia vicino Settebagni – di Alessandro Pino

17 Feb

Maldestro tentativo di sabotaggio sulla linea ferroviaria che attraversa il territorio del Terzo Municipio: la mattina del 13 febbraio nei pressi della stazione di Settebagni sono state trovate  due bottiglie in PINO molotovplastica piene di liquido infiammabile all’interno di chiusini di passaggio per cavi elettrici, lungo i binari su cui transitano sia i treni a lunga percorrenza che quelli della linea da Fiumicino aeroporto a Orte/ Fara Sabina. Sui coperchi dei pozzetti era tracciate scritte contro la realizzazione della Tav (Treno Alta Velocità). Non sembra comunque ci siano stati danni agli impianti, forse per la scarsa perizia degli sconosciuti attentatori: sul posto sarebbero stati rinvenuti anche fiammiferi bruciati e altro materiale di innesco, segno probabilmente che abbiano provato ad accendere i men che rudimentali ordigni senza riuscirci. A fare la scoperta alcuni operai che hanno subito allertato la Polizia Ferroviaria per i rilievi del caso. A pensarci bene però la notizia vera- più che la scoperta delle bottiglie potenzialmente incendiarie- è che sul tratto di ferrovia in questione ci siano ancora cavi elettrici salvatisi dalla predazione dei soliti noti.

Alessandro Pino

Settebagni: un Carnevale casereccio ma che piace sempre – di Alessandro Pino

17 Feb

La festa di Carnevale a Settebagni, tenutasi quest’anno il pomeriggio del 14 febbraio, è una di quelle PINOcarnevalesettebagni15 Dricorrenze- al pari della pennata estiva o della polentata natalizia, tutte organizzate dal Comitato festeggiamenti Sant’Antonio di Padova- che scandiscono il corso del tempo in un quartiere ancora a dimensione quasi paesana nonostante le nuove ingenti edificazioni e i furti in casa che stanno inquietando i residenti. Seguendo una formula è semplice e collaudata si è iniziato- grazie alle condizioni meteo favorevoli- con la sfilata dei bambini in maschera sul pianale di un furgone e la banda Giuseppe Verdi ad aprire il corteo, percorrendo la parte collinare del quartiere per ritornare alla parrocchia dove si è infine scatenata l’allegra pipinara tra lanci di coriandoli e sgranocchiando dolci e pizze fritte, impastati e cotti al PINOcarnevalesettebagni15 Amomento dalle cuoche del Comitato. Tra i costumi visti in questa edizione, la palma dell’originalità è andata senz’altro a una signora travestitasi da confezione di un noto medicinale contro l’influenza. Non proprio il Carnevale di Rio insomma, ma va benissimo così, tutto sommato sono state un paio d’ore tagliate a misura di un pubblico di ogni età e di gusti caserecci che ha mostrato di gradire molto anche la novità dell’animazione con giostrina gonfiabile e distribuzione di pop corn e zucchero filato, affollando il sagrato come raramente si vede.

Alessandro Pino

Stazione di Settebagni: pareti imbrattate per l’ennesima volta – di Alessandro Pino

17 Feb

pubblicato su http://www.attualita.it

Gli ultimi scarabocchi

Gli ultimi scarabocchi…

Quando nei mesi scorsi fu imbiancato per l’ennesima volta il sottopasso nella stazione ferroviaria di Settebagni, in molti si saranno chiesti il senso di tale sommaria manutenzione periodica, prevedendo che non ci sarebbe voluto molto prima che le mura diventassero nuovamente preda dei soliti teppisti muniti di vernice spray e pennarelli formato magnum (posto che le tabelle e le vetrine degli orari rimangono deturpate). E così è stato, appunto: ecco servita una nuova serie di quelli che qualcuno osa ancora chiamare

...e i precedenti, nello stesso punto

…e i precedenti, nello stesso punto

“graffiti”, assegnando così dignità culturale a volgari scarabocchi opera di teppisti. Il discorso è il solito, si invoca la mancanza di fondi per pagare un servizio di piantonamento, mentre  le telecamere di sorveglianza – ove installate – con tutta evidenza non rappresentano un deterrente, al punto di far sorgere dubbi sul loro funzionamento o semplicemente sull’effettiva visione delle immagini da parte degli addetti. Viene però spontaneo  chiedersi  se convenga  di più spendere per un ripristino dei luoghi destinato a vita breve o piuttosto per una vigilanza che contrasti il vandalismo e ogni altra forma di illegalità: una parete imbrattata forse ad alcuni preoccupa poco, ma in assenza di controlli può succedere ben altro.

Alessandro Pino

Alle solite: piove e a Bel Poggio straripa il fosso di Settebagni- di Alessandro Pino

5 Feb

Come c’era da aspettarsi, l’intensa pioggia caduta a Roma nella notte tra il 4 e 5 febbraio ha causato lo straripamento del fosso di DSC_1394Settebagni nel tratto in cui scorre sotto  il ponticello di via Lello Maddaleno, località Bel Poggio: poco dopo le nove di mattina il livello dell’acqua-o meglio del fango- ha raggiunto e superato il bordo della strada. Nel pomeriggio la situazione sembra essere migliorata ma per prudenza sono state poste delle reti in plastica arancione ai bordi della struttura- il cui guard rail metallico è danneggiato- per   DSC_1392 scongiurare incidenti specialmente al buio. È proprio per evitare il ripetersi delle esondazioni- che in passato nei casi più gravi hanno di fatto  isolato i residenti di Bel Poggio- che il ponticello sarà in futuro sostituito da uno nuovo, da realizzare nell’ambito dei cosiddetti Print (Programmi Integrati), ossia interventi di riqualificazione urbana recentemente votati in Consiglio Municipale.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale. Lavori dei piani Print in zona Settebagni. Consiglio presidiato per timore di interventi non condivisi. Ma non era Settebagni-Settebagni

18 Gen

documento risoluzione BL’introduzione di modifiche alla viabilità è un argomento che a Settebagni tiene banco da settimane, da quando cioè sono state annunciate in due riunioni pubbliche da Fabio Dionisi, presidente della commissione municipale Lavori Pubblici. Dionisi si era premurato di rassicurare i residenti sul fatto che ogni variazione – in un contesto nel quale introducendo o variando un senso unico in una strada si innesca un effetto domino che coinvolge tutte le altre – sarebbe stata prima discussa pubblicamente con i residenti, partendo da due bozze studiate dal locale Comando della Polizia di Roma Capitale. Per questo, quando nei giorni scorsi sono apparse in rete – ad opera sembra del consigliere pentastellato Massimo Moretti – le scansioni riguardanti gli ordini del giorno per il Consiglio Municipale, è nato un certo fermento tra i residenti: nel programma si leggeva infatti che sarebbe stata messa ai voti una risoluzione riguardante alcuni interventi (i cosiddetti Print, sigla di Programma Integrato) di riqualificazione urbana in zona Settebagni. Anzi, a dirla tutta aveva cominciato a serpeggiare il timore di vedersi imporre decisioni prese a priori senza consulto alcuno, e ha preso nuova linfa anche il tema sempreverde dell’ormai fantomatico nuovo sottopasso ferroviario che supplisca alle carenze di quello – inadeguato per dimensioni e fatiscenza – di via Sant’Antonio di Padova. Sui social già prendeva piede l’idea di andare a protestare contro “il colpo di mano”.

Fattostà che nei documenti in questione si legge che i lavori proposti riguarderanno la costruzione di un ponte in via Lello Maddaleno docuemento risoluzione Ache sostituisca quello vetusto che scavalca il Fosso di Settebagni , dalle cui acque viene regolarmente sommerso durante gli allagamenti nemmeno tanto infrequenti, lasciando di fatto isolati i residenti della collina di Bel Poggio. Nulla a che vedere con la rivoluzione viaria dei sensi unici o con il sottopasso Fs, quindi. Sempre però del territorio di Settebagni si tratta, perché Bel Poggio di ess fa parte, tanto che i residenti votano nel seggio delle scuola Giovanni Paolo I e hanno la chiesa di S. Antonio da Padova come parrocchia di riferimento. Giova ricordare che Settebagni, per il terzo municipio è un po’ come il vallo di Adriano in Gran Bretagna per gli antichi romani: l’ultimo avamposto di Roma Capitale a Nord giunge fino a via di Valle Ricca, che segna il confine con il Comune di Monterotondo. In mezzo diverse località, come via di santa Colomba, Quattro Cancelli, Tor San Giovanni e Bel Poggio, che hanno nel quartiere il proprio riferimento. Fatto sta che alcuni residenti di “Settebagni – Settebagni” (anche e qui si rischia di scendere in quella specie di razzismo tra quartieri del tipo “ma lei è del centro o della provincia?”, se Lfosse che ora le provincie non esistono nemmeno più, sostituite dai comuni metropolitani) e il presidente dell’Associazione il mio Quartiere di Settebagni, preoccupati, si sono recati a piazza Sempione per assistere al Consiglio incriminato, quello del 14 gennaio. Prima dell’inizio della seduta però, parlando con alcuni consiglieri – Bureca, Proietti e lo stesso Dionisi che non ha lesinato uno scambio di battute con il portavoce dei cinque stelle, a suo giudizio reo di non aver ben spiegato la cosa (ma l’odg era chiaro, le vie indicate e la zona di riferimento pure ndr) – sono stati resi edotti sul reale oggetto dei lavori previsti, in località via di santa Colomba e Bel Poggio, appunto. Rassicurati che la cosa non riguardava “Settebagni – Settebagni”, le persone che erano accorse hanno lasciato l’aula, ritenendo forse che la cosa non li riguardasse, lasciando che l’iter si compisse senza un loro intervento.

Alessandro Pino   –   Luciana Miocchi

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: secondo incontro su Viabilità interna – di Alessandro Pino

23 Dic

PINOriunioneAnnunciata durante l’incontro informale tra i residenti a Settebagni e l’amministrazione del Terzo Municipio dello scorso 10 dicembre presso il bar Silvestrini, ove era presente il presidente della commissione lavori pubblici Fabio Dionisi, la riunione per illustrare alcuni possibili futuri cambiamenti nella viabilità del suddetto quartiere si è tenuta presso l’aula consiliare di piazza Sempione lo scorso venerdì 19, alle ore 11. La necessità di apportare modifiche alla circolazione era emersa da tempo, visti gli ingorghi che intasano quotidianamente – specie nei pressi delle scuole in orario di ingresso o uscita degli studenti – un quartiere cresciuto spontaneamente alcuni decenni fa soprattutto con costruzioni familiari, che ha visto aumentare vertiginosamente il numero dei condomini e del traffico a partire dagli anni 90, con le edificazioni del costruttore Antonelli, cui era stato posto il vincolo del raddoppio del sottopasso di via S. Antonio, rimasto sulla carta nonostante siano stati versati gli oneri per la realizzazione dell’opera.
Mentre all’incontro precedente, tenutosi nel tardo pomeriggio, erano intervenuti un centinaio di residenti, a questo era presente una dozzina di persone appena, per lo più vicine alla Associazione “Il mio quartiere”, probabilmente a causa dell’ora mattutina, quasi impossibile da sostenere per chi lavora, e della sede municipale, tutt’ora difficilmente raggiungibile se non si ha a disposizione un mezzo privato, a meno di non considerare vari cambi di autobus.
Vi è stata una sommaria esposizione della materia da parte del consigliere municipale Fabio Dionisi, contornata da un paio di interventi del presidente del Municipio, Paolo Marchionne, e del suo predecessore Cristiano Bonelli.

Meglio chiarire subito che non c’è alcun timore di vedersi calare dall’alto e all’improvviso tali modifiche, che per giunta nemmeno sono ancora definite: l’incontro serviva appunto per presentare due bozze – studiate dal locale distaccamento della Polizia di Roma Capitale e ampiamente passibili di cambiamenti – a cittadini volenterosi, a loro volta incaricati di diffonderle e discuterle con il resto dei residenti in modo da presentare in successivi incontri, con modalità esse stesse da definire, osservazioni, obiezioni e suggerimenti individuando l’assetto stradale più idoneo. Sembrano dunque fondamentali una vera e propria informazione porta a porta o anche il dibattito in rete sui social network. Soluzione condivisibile ma un po’ rischiosa: nei molteplici passaggi di bocca in bocca c’è il rischio che l’informazione originaria – i due piani elaborati dai tecnici – venga distorta, sia pure in buona fede, con ulteriore fatica a carico della municipalità per riportare il quadro a dimensioni veritiere.

Rispetto alla situazione attuale, l’unica modifica in comune tra i due scenari (o la più rilevante, in un contesto dove a ogni modifica in una strada si crea una reazione a catena che interessa le vie rimanenti) sembra essere l’istituzione del senso unico su via dello Scalo di Settebagni provenendo da via delle Lucarie fino a via Sant’Antonio di Padova, quest’ultima prolungata fino a via Capoliveri con l’apertura al traffico della parte che si insinua tra le nuove edificazioni.

Per il resto, uno degli studi (per chiarezza chiamato 1) prevede di invertire il senso unico nel vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova, che verrebbe quindi destinato all’uscita dal quartiere: tale modifica contribuirebbe anche a risolvere il rischio di incidenti dovuti alle condizioni di luce che attualmente nelle ore diurne riducono la visibilità nella galleria arrivando dalla Salaria – situazione che non si presenta invece entrando dal lato opposto come vorrebbe la modifica – che peraltro però è comune a buona parte del Gra in direzione nord-ovest.
Sempre nella proposta 1, rimanendo l’attuale senso unico di via delle Lucarie, verrebbe istituito però quello su via Capoliveri che diventerebbe percorribile solo in salita, raccordandosi in cima alla collina con il proseguimento di via Sant’Antonio di Padova, aperta interamente sui due sensi di marcia fino alla vecchia galleria.
La proposta 2 lascia invece immutato l’attuale senso unico del vecchio sottopasso, abolendo però il doppio senso di marcia sul tratto di via Sant’Antonio di Padova che sbuca dalla galleria (consentito andare solo in direzione della collina) e rendendo inutili – quindi comportandone presumibilmente l’eliminazione – della banchina spartitraffico e dell’impianto semaforico per alternare i flussi veicolari che furono installati anni addietro.
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A margine dell’incontro è stata sollevata anche la questione (vetusta più che annosa) della realizzazione di un nuovo sottovia ferroviario per sostituire il vecchio e stretto tunnel di via Sant’Antonio di Padova: dopo aver ripercorso per l’ennesima volta i passi della vicenda, più di uno dei presenti ha espresso seri dubbi sulla effettiva volontà delle Ferrovie di realizzare un’opera del genere anche in un futuro remoto. Per questo motivo alcuni dei cittadini presenti ritengono di aver individuato un modo alternativo di collegare Settebagni con l’esterno ampliando un viottolo di servizio in uso all’area di rifornimento sul tratto finale della A1 Diramazione Nord , effettivamente molto vicina alla estremità orientale del quartiere che in tal modo avrebbe un accesso su un fronte opposto alla consolare. Una proposta certamente ispirata dalla buona volontà ma che sinceramente ispira un certo scetticismo per quanto riguarda la fattibilità nel paese dove i tempi di completamento di talune opere pubbliche raggiungono lunghezze imbarazzanti. Per chi vive o lavora a Settebagni, quindi, le novità più rilevanti nel prossimo futuro saranno probabilmente limitate a una mutata organizzazione dei sensi unici.
Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: polentata d’inverno sul piazzale della Chiesa – di Alessandro Pino

22 Dic

polent2 (2)La polentata pre-natalizia, organizzata e offerta dal Comitato di festeggiamenti Sant’Antonio di Padova, è una simpatica tradizione che ogni anno si rinnova nel quartiere di Settebagni: e così la sera del 20 dicembre il piazzale della chiesa si è animato di residenti (e non solo, essendosi notate facce non familiari) in attesa del loro piatto di polenta, magari annaffiato da un bicchiere di vin brulè (anch’esso preparato sul posto) mentre al centro bruciava la legna per riscaldarsi e per abbrustolire pane in quantità. Quando ancora tutto era in preparazione, la banda musicale della associazione “Giuseppe Verdi” ha intrattenuto i presenti, così come in seguito il gruppo di fisarmonicisti di Fabio Coladarci e Silvia Berti. Un paio di metri più in là, i bambini della quarta elementare esponevano alcuni oggetti natalizi da loro realizzati in orario extrascolastico per donare il ricavato della vendita ad ActionAid, una organizzazione attiva contro la povertà nel mondo. Una maniera alla buona – consona a un’epoca di disagi economici sempre più preoccupanti -per ritrovarsi almeno una volta l’anno in un quartiere che con le continue nuove edificazioni perde sempre più i connotati originari di borgata sorta spontaneamente: forse è per questo – spiace constatarlo – che nel piazzale della chiesa si sono viste meno persone rispetto al passato.

III Municipio di Roma Capitale: Settebagni avrà un nido comunale e Castel Giubileo riavrà il suo. Con calma…

9 Ott

(pubblicato su http://www.municipio3.com)

foto A, PinoNella seduta del consiglio municipale di giovedì scorso è stata approvata la mozione presentata dal presidente della commissione dei lavori pubblici Fabio Dionisi e dal presidente del consiglio Riccardo Corbucci, con la quale si chiedeva la modifica parziale della convenzione Inviolatella Salaria, nel territorio di Settebagni, con la costruzione di un asilo nido al posto della prevista scuola materna.

Sull’atto, firmato in aula anche dai capigruppo del Pdl Cristiano Bonelli e di Fdi Francesco Filini oltre che da tutta la maggioranza, c’è stato il voto unanime del consiglio.
Si tratta di un’opera che verrà realizzata con quanto dovrebbe essere versato con gli oneri concessori – da qui la dizione “opere a scomputo” – per una concessione edilizia il cui iter è iniziato ormai quasi vent’anni fa, ai limiti della riserva della Marcigliana. La firma della convenzione risale alla passata amministrazione, per la precisione al dicembre 2009 e prevedeva la realizzazione di una scuola materna perché, come specificato dal consigliere Filini, all’epoca assessore municipale ai servizi sociali, la normativa regionale non prevede che nelle c.d. opere a scomputo possano rientrare asili nido e nelle circolari del Comune di Roma non vi è traccia di indizi che li indichino come “servizi primari”.
L’unico momento per intervenire e fornire un servizio richiesto disperatamente dalle famiglie – e promesso in più riprese nell’arco di quarant’anni – è proprio quello della votazione in aula consiliare di una mozione come quella di giovedì, in attesa che finalmente il legislatore recepisca i cambiamenti intercorsi nella società italiana negli ultimi quarant’anni, con i genitori che spesso lavorano entrambi fuori casa e le famiglie d’origine lontane o non in grado di fornire supporto, tanto più che aver frequentato un nido è fattore di precedenza nelle liste d’attesa per la scuola materna.
Ovviamente la struttura non entrerà in funzione nel giro di pochi mesi, dopo la realizzazione dovrà essere presa in carico dal Comune, con conseguente assunzione di personale e aumento di spese connesse.
riccardo5Nei quartieri limitrofi di Settebagni e Castel Giubileo la notizia è stata accolta con entusiasmo ma anche con qualche preoccupazione, essendo ancora aperta la questione del nido “Castello di Gelsomina” chiuso l’anno scorso con i bimbi trasferiti nella struttura di via Cerusico nata come asilo per i bimbi da tre a cinque anni e ancora legato a previsioni di lavori che dovrebbero arrivare con l’approvazione del nuovo bilancio municipale. In oltre, favoriti dall’assenza di strutture pubbliche e dall’aumento dei residenti, negli anni sono state create tre realtà private.
Riccardo Corbucci, nella sua veste di co-proponente la mozione, ha risposto a due domande su cui si interrogano molti dei residenti:
La realizzazione del nido di Settebagni, tramite la convenzione inviolatella salaria, renderà forse superflua per l’amministrazione la riapertura di quello di Castel Giubileo, cioè il Castello di Gelsomina?
Assolutamente no. Sono entrambi strategici per il municipio e per i nostri quartieri
Tra Castel giubileo e  Settebagni ci sono ormai ben tre nidi privati. Non ritiene che due nidi comunali possano correre il rischio di far chiudere alcune di quelle realtà lavorative?
Per l’amministrazione è importante aprire nidi pubblici, accessibili anche nei costi per le famiglie. Le liste d’attesa purtroppo sono molto lunghe e dunque i nidi privati sono comunque alternative importanti per quelle famiglie che hanno le risorse per poterseli permettere. Il pubblico tuttavia deve essere potenziato, non credo che chi usufruisce di nidi privati possa avere accesso alle graduatorie dei pubblici. Per la mia esperienza le due utenze solitamente sono differenti.
Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: Guardia di finanza annuncia l’arresto del gestore di una ricevitoria del lotto ma quelli del quartiere sono tutti liberi e al lavoro. L’errore che non ti aspetteresti mai

2 Ott

 

 

Quattro arresti, ventidue indagati. La Guardia di Finanza conduce una brillante operazione anti truffa. La notizia fa il giro del mondo ma per sbaglio via di Settebagni diventa località, zona Settebagni e un intero quartiere si risente

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

GdfLa notizia questa mattina era un po’ dappertutto, sui giornali, sui siti web, nei blog. Tutti riportavano le stesse identiche parole, riprese dal comunicato ufficiale diramato dalla Guardia di Finanza. Dopotutto, non esiste fonte più autorevole dell’istituzione che ha portato a termine la splendida operazione ed è prassi che gli interventi del redattore, in questi casi, si riducano al taglio di poche parole solo se necessario a rimanere entro il numero di battute concesse.

 

Solo che la notizia accolta con giusta soddisfazione dal popolo dei retti, ha portato lo scompiglio a Settebagni, quartiere di Roma poco fuori dal G.r.a., indicato come il luogo ove è ubicato l’esercizio teatro degli accadimenti. In questa ex borgata romana, più o meno si conoscono tutti e le ricevitorie del lotto sono solo due, gestite da decenni sempre dalle stesse famiglie, radicate sul posto. Dopo i primi attimi di stupore si è scatenata la caccia al delinquente ma con discrezione, con timide puntatine nei dintorni degli esercizi per vedere come va, senza però il coraggio di chiedere apertamente conto di quanto letto. Più sfacciate le ipotesi sui gruppi di fb, il virtuale aiuta sempre ma neanche poi tanto in questo caso: è difficile credere che persone che ti hanno visto nascere e crescere, sempre corrette e lavoratrici possano aver architettato una cosa del genere.

 

Con un il peso di chi deve fare comunque il proprio mestiere, anche a costo di trovare una verità non gradita, non è rimasto altro che andare a vedere la realtà sul posto, fermandosi prima a chiedere in giro, tra i rari passanti del pomeriggio, finendo per promettere aggiornamenti al ritorno.

 

Nella prima ricevitoria, quella di  Giacomino e Felicita, c’è il solito afflusso di clienti al botteghino delle giocate. I due, marito e moglie, sono come sempre al lavoro alla cassa e rispondono senza mai smettere di servire i clienti. Specialmente Giacomino è imbufalito, profondamente offeso da quello che ha letto sui giornali, ché se anche i nomi non corrispondono, dice, le ricevitorie sono due e la gente fa subito a chiacchierare, se non è stato uno deve essere stato l’altro e non fa niente che non sia stato nessuno, ormai la notizia ha fatto il giro del mondo, sono arrivati messaggi anche dal Canada.

 

All’esercizio della famiglia Solofra, invece, gli animi sono più distesi, ci scherzano su, tutti presenti anche loro sul posto di lavoro. Qui addirittura troviamo un funzionario dei Monopoli intento a controllare proprio le macchine delle giocate e che spiega che non si tratta di nessuna ricevitoria del cap 00138, zona di sua competenza, quindi possiamo essere certi dell’estraneità anche di Castel Giubileo e Fidene. Nel mentre qualcuno saluta con un bel “ma ancora qua state? Ve credevo tutti ar gabbio!”. Decisamente non è una notizia che è passata inosservata…

 

Gdf 1Accertata sul campo l’estraneità alla vicenda di Settebagni, l’ultimo passo è stato contattare i responsabili dell’operazione, che hanno confermato quello che era ormai ben più di un sospetto: il gestore coinvolto, il cui nome risultava sconosciuto nel quartiere, è quello di una ricevitoria di via di Settebagni, cap 00139, zona Cinquina, non Settebagni cap 00138.

 

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Questo il comunicato stampa diffuso agli organi di informazione dalla Guardia di Finanza:

 

«Avevano escogitato un originale sistema per truffare lo Stato, attraverso giocate al “10 e LOTTO”, a fronte delle quali non avveniva alcun versamento di denaro, grazie alla complicità del gestore di una ricevitoria di Settebagni, a Roma.  

 

Gdf 2Un’organizzazione specializzata è stata smantellata dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, al termine di laboriose indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma (Procuratore Aggiunto Nello ROSSI e Sostituto Procuratore Eugenio ALBAMONTE) e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale.

 

Gli accertamenti erano scattati a seguito dell’esposto presentato alla Guardia di Finanza nell’aprile 2012 dal Direttore Regionale per il Lazio dell’A.A.M.S. (ex Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, poi confluita nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che aveva constatato, presso una ricevitoria, un anomalo incremento di raccolte, con riguardo al “10 e LOTTO”, essendo avvenute, in poche ore,  giocate per circa due milioni di euro.

 

Gdf ricevitoria chiusaIn esecuzione di altrettanti provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, è finito in carcere il romano Lorenzo FABRIZI, mentre è scattata la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Maurizio FAENZA, Salvatore GALLO e Luigi DE MATTEO. Disposto, invece,  l’obbligo di dimora presso il comune di residenza per il napoletano Vincenzo DE MARTINO e l’avellinese Marcello PAGLIUCA.

 

Agli indagati – che sono in tutto ventidue – vengono contestati, a vario titolo, i reati di  associazione per delinquere finalizzata alla truffa mediante l’accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica, ricettazione e sostituzione di persona.

 

Il sodalizio – capeggiato dai due pluripregiudicati, FABRIZI e GALLO – ha agito grazie alla complicità del gestore della ricevitoria Maurizio FAENZA, con la “preziosa” collaborazione degli altri membri del gruppo, abili nell’utilizzare i terminali di gioco.  

 

In particolare, i predetti FABRIZI e GALLO, unitamente agli altri, si erano presentati nel mese di marzo dello scorso anno presso la ricevitoria e, ottenuta dal FAENZA la disponibilità, per alcune ore, dell’apparecchio del gioco “10 e LOTTO”, avevano inserito numerose giocate  stampando i relativi scontrini, i quali avevano poi consentito l’incasso delle vincite, che variavano da 240 e 480 euro.  

 

Per le vincite di importo superiore, per le quali sussiste invece l’obbligo di identificazione dei portatori degli scontrini presentati all’incasso, i componenti dell’organizzazione avevano  “prenotato” altri 250.000 euro.

 

Al fine di evitare le sue responsabilità, il gestore della ricevitoria, consapevole che l’insolito volume delle giocate avrebbe ingenerato sospetti nell’A.A.M.S., aveva artatamente  sporto denuncia di furto del sistema di videosorveglianza dei locali riferendo che alcune persone, munite di tesserini della LOTTOMATICA e dei MONOPOLI DI STATO, si erano presentate alla ricevitoria e, con la scusa della manutenzione degli apparati, avevano effettuato numerose giocate senza provvedere al pagamento dei relativi importi.

 

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sono riuscite, però, a ricostruire tutta la vicenda appurando anche l’utilizzo di schede telefoniche intestate a persone inesistenti ovvero completamente ignare, funzionale a rendere difficile l’individuazione degli appartenenti al gruppo da parte degli inquirenti.

 

Le giocate fraudolente sono state quantificate in circa 2 milioni di euro ed ammontano a circa 200.000 le vincite indebitamente incassate. Negli ultimi anni si è registrata un’escalation delle truffe ai danni dell’Erario, relativamente al settore dei giochi, delle lotterie  e dei concorsi pronostici».

Grave incidente al 16 km dell’A1 vicino Settebagni. Traffico bloccato per ore – di Alessandro Pino

2 Ago
Grave incidente stradale questa mattina poco prima delle dieci sulla diramazione Roma Nord della Autostrada del Sole. Al sedicesimo chilometro una autocisterna carica di gasolio si è ribaltata travolgendo una macchina e perdendo parte del carico. Ferita gravemente una donna al volante della vettura, meno preoccupanti le condizioni del camionista. Entrambe le carreggiate sono state chiuse al traffico fino a quasi mezzogiorno tra le uscite Castelnuovo di Porto e Settebagni per consentire i soccorsi da parte di Vigili del Fuoco, Polizia Stradale e ambulanze.
Anche successivamente alla riapertura si sono registrate forti code nei due sensi di marcia.
Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: niente 302 per chi abita sulla collina – di Alessandro Pino

28 Lug

palina302Da qualche giorno il servizio della linea Atac 302 non viene effettuato nella parte collinare di Settebagni: a causa di imponenti lavori stradali nel sottovia ferroviario all’inizio della Salita della Marcigliana infatti, la carreggiata si è più che dimezzata  rendendo impossibile il passaggio agli autobus che quindi arrivando da Grottarossa proseguono direttamente  per il capolinea sulla Salaria.  PONTEMADONNINAQuesto proprio nel periodo più caldo dell’anno, costringendo gli utenti che risiedono nella parte alta del quartiere a una bella scarpinata sotto il sole lungo la collina. Resta da vedere quanto tempo occorrerà per il ripristino della circolazione normale nel sottopasso, dove per giunta è stato nel corso dello stesso intervento demolito il  marciapiedi che pur di recente era stato costruito.

Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma capitale: chiuso per ferie l’ambulatorio Asl

4 Lug

Un foglio stampato al pc appeso sul cancello condiviso anche con la postazione 118 avverte l’utenza che dal 20 giugno al 20 settembre l’ambulatorio asl rimarrà chiuso dal 20 giugno al 20 settembre, causa ferie.

Un periodo così lungo di assenza di servizi non lascia presagire nulla di buono, già l’attività ridotta ad un solo giorno alla settimana aveva provocato proteste da parte dei residenti e delle associazioni di cittadini, in un quartiere scarsamente collegato con gli altri presidi del Municipio  e le sedi istituzionali. Il presidente del comitato di quartiere di Settebagni, Domenica Vignaroli, ha detto di avere fiducia nell’operato del nuovo governo municipale, perché mantenga un servizio essenziale per i residenti, difeso con tenacia nel corso degli anni e che è stato più volte ridotto ma mai azzerato da quando si riuscì ad ottenerne l’apertura quasi venti anni fa, specialmente quelli con ridotte capacità di spostamento.

Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: il monnezzaTour inizia dalla Fontanella – di Alessandro Pino

7 Giu

Settebagni: con la puzza sotto al “nasone” causa rifiuti

Utile ma letteralmente sepolta dalla spazzatura la fontana presso l’edicola sacra

PINOfontanadiscarica (2)Un luogo che potrebbe essere ameno, impreziosito da una fontanella di acqua potabile sempre fresca anche in estate e utilissima specie in periodi di crisi in cui si fa a meno della minerale ma che invece è ridotto a un vero e proprio immondezzaio a causa dell’inciviltà umana. Si parla dello spazio adiacente l’edicola votiva che si trova a Settebagni in corrispondenza della confluenza tra la Salaria, la via della Stazione di Settebagni e la salita della Marcigliana. Frequentatissima da devoti dell’immagine sacra, operai che vi si fermano apposta per riempire i thermos prima di andare in qualche cantiere della zona e semplici passanti, la fontanella giorno dopo giorno viene sepolta da rifiuti e immondizia di ogni genere, lasciata spesso proprio da quegli utenti che mostrano in tal modo un barbaro disprezzo per un tale piccolo tesoro. Nell’abituale campionario di lerciume si trovano bottiglie, cartacce bisunte, lattine, confezioni in tetrapak e residui di alimenti, cui ultimamente si sono aggiunti – oltrepassando ogni limite dell’indecenza –  interi sacconi di spazzatura, lavandini provenienti da qualche demolizione e altri rifiuti ingombranti che l’unno di turno ha evidentemente ritenuto troppo faticoso portare fino all’isola ecologica di via dell Bufalotta. Che cosa si può fare, tenuto conto che l’Ama rimuove con una certa frequenza i rifiuti (trovandosene infatti sempre di diversi)?

PINOfontanadiscarica Impensabile un presidio fisso delle forze dell’Ordine anche se un’occhiata di passaggio non guasterebbe. Forse bisognerebbe tutti insieme diventare un po’ vigilanti tenendo un comportamento civile quando capita di passare sul posto e invitando il prossimo a fare altrettanto: perché magari è vero che chi si fa gli affari suoi campa cent’anni, ma in queste condizioni fa sicuramente una vita da schifo.

Settebagni – Monte Sacro III Municipio di Roma Capitale: oggi chiuso il parco dei frutti per intervento di potatura alberature

14 Mag

parchidiromaIl parco dei frutti – quello che si trova davanti la parrocchia, con accesso di lato alla palazzina dove c’è la Cariri, oggi rimane chiuso al pubblico per l’intevernto programmato di potatura degli alberi, eseguito dalla ditta Viola per conto del Municipio. Probabilmente lo sarà anche domattina.

Sul posto sono stati avvistati il mini sindaco di Monte Sacro Cristiano Bonelli e il consigliere di maggioranza Marco Bentivoglio, che si sono poi recati per un sopralluogo ai giardini di via di S. Antonio di Padova, dove è previsto lo sfalcio dell’erba.

Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: Fs cambia idea sul sottopasso di via S. Antonio di Padova e propone una nuova soluzione

9 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

SOTTOPASSOgooglemapIl raddoppio del ponticello sotto la ferrovia in via S. Antonio di Padova a Settebagni è previsto da più di vent’anni, da quando fu firmata la convenzione con il costruttore Antonelli, che ottenne il permesso a edificare il supercondominio in cambio della realizzazione dell’opera. O meglio, in cambio degli oneri concessori destinati allo scopo. Oneri che per altro sono stati versati all’epoca.

Fs ha continuato a rimandare l’inizio dei lavori, nonostante il terreno dietro la parrocchia sia stato reso area di cantiere da tempo immemore, spossessandone la parrocchia e con la conseguenza che la casa del sagrestano è ormai ridotta ad un rudere e l’area è preda di erbacce, ratti, smottamenti, con gli ulivi irrimediabilmente persi o danneggiati. La ditta che si era aggiudicata l’appalto pare sia fallita ed in Curia nessuno sa come e quando verranno fatti i lavori. In un primo tempo, all’incirca sei anni fa, sembrava che il cantiere dovesse partire da un momento all’altro, tanto che ci fu una riunione in parrocchia tra l’amministrazione di allora e la cittadinanza, per illustrare il piano della circolazione provvisoria. Poi, di mese in mese di anno in anno, tra silenzi e rinvii e indisponibilità tecniche si arrivò alla prima affermazione di Fs che la realizzazione della nuova stazione Tiburtina era prioritaria e che per non rallentare ulteriormente l’alta velocità Settebagni doveva attendere fino alla fine di quei lavori. Tra l’altro, sembrava che i soldi regolarmente riscossi dal costruttore non fossero più sufficienti.

Tutti gli sforzi compiuti da giunta municipale e Comune si sono puntualmente infranti sui tavoli di concertazione, ché la Rfi sembra avere potere prevalente su tutto, anche sulla sicurezza dei residenti e sul fatto che la parte alta del quartiere, in caso di incendio potrebbe tranquillamente andare in cenere, visto che sotto i ponti della ferrovia un’autopompa dei vigili del fuoco non passa, troppo bassa e fuori norma per le regole di oggi, la luce delle gallerie.

Con la riconsegna del cantiere di Tiburtina, a ottobre 2012, il governo di piazza Sempione ha costretto Rfi ad un confronto, convenzioni e accordi alla mano. Caduto l’ostacolo frapposto, la società, davanti al presidente del municipio Cristiano Bonelli e al consigliere Pdl di riferimento del quartiere Marco Bentivoglio, nonché ai responsabili dell’ufficio Tecnico,  ha dovuto ammettere di non poter realizzare i lavori così come previsti.

Con un sopralluogo tenutosi nel novembre seguente, alla presenza anche di alcuni cittadini e dell’ingegner Di Paolo, responsabile dell’Uot, i tecnici di Rfi illustravano le difficoltà: un’importante scambio ferroviario nelle vicinanze del ponte – eccezione stranamente mai sollevata prima – e l’alta frequenza ormai supportata dalla linea, a causa del traffico locale, dell’alta velocità e del nuovo competitore Italo. Nonché una sottostazione elettrica di proprietà Enel impossibile da spostare e il paventato blocco totale del movimento per motivi di sicurezza di tutta la parte del quartiere che si trova al di là della linea ferroviaria per almeno sette mesi, come a dire sequestrare in casa almeno settemila persone. Per cui, vent’anni di promesse, di accordi e di attese per la prima volta venivano chiaramente ed inequivocabilmente spediti nell’angolo delle utopie.

Ma i contratti sono stati firmati, a seguito di quegli accordi è sorto un intero isolato di abitazioni la cui costruzione è stata vincolata all’apertura di una via sicura per i pedoni e per il traffico a motore, quindi nemmeno Ferrovie, davanti ad una paventata causa milionaria si è potuta defilare lasciando all’amministrazione la patata bollente. Perciò Rfi ha presentato un progetto alternativo, il cui responsabile, il dott. Gizzi, è stato però trasferito e la sede è ormai vacante da più di un mese e mezzo.

La nuova proposta abbandona il raddoppio del ponticello di via di S. Antonio per andare a realizzare un sottopasso nel terreno una volta occupato da una rivendita di camper, al confine con l’attuale Roadhouse grill, espropriando alcuni terreni in via Monti di Casa, realizzerebbe due rotatorie e una strada semicircolare che andrebbe a congiungersi con via S. Quirico d’orcia da una parte e con via Salaria dall’altra. All’obiezione che quella zona quando esonda il Tevere va regolarmente sott’acqua i tecnici di Ferrovie hanno risposto di possedere la tecnologia necessaria a porre rimedio alla situazione.

Dice il consigliere Bentivoglio, che ha seguito da vicino l’intera evoluzione: “a differenza di chi mette cartelli e annuncia lavori che poi non vedono mai la luce, davanti a questo ribaltamento di progetti abbiamo voluto fermarci, mettere al comune i residenti e aspettare il nuovo mandato elettorale prima di muoverci. Questa è una questione troppo importante per Settebagni per poterla chiudere in fretta prima delle elezioni, solo per vantarci di un risultato che merita invece una seria riflessione e condivisione”.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: erbacce e buche sistemate prima di Pasqua

29 Mar

Nuovo inoperaiallavorosettebagnitervento a Settebagni propiziato dalla strana coppia Bonelli-Bentivoglio. Da questa mattina è all’opera in via dello Scalo una squadra di operai municipali, creata dalla presidenza del Municipio cooptando i dipendenti da diversi uffici, con la missione di ripulire da erba e erbacce a partire dal ponte di S. Antonio andando verso l’altro della salita della Marcigliana.

Sarà perché le elezioni si avvicinano ma il presidente del Municipio Cristiano Bonelli ed il consigliere Marco Bentivoglio, stretto collaboratore del neo consigliere regionale ed ex assessore capitolino Antonello Aurigemma – che in passato aveva avuto modo di punzecchiare più o meno simpaticamente il minisindaco – sembrano aver raggiunto una intesa invidiabile nel mettere mano ad alcune criticità del quartiere altrimenti trascurate.

Nel pomeriggio saranno riparate anche alcune buche per le vie collinari del quartiere.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: arriva nel quartiere il Corbucci Presidente Tour

26 Mar

DSC_0173Tappa settebagnina del “Corbucci Presidente Tour”, ieri in versione parecchio bagnata. Infatti, fino all’ultimo si è temuto che fosse necessario rinviare il tutto ad un giorno meno piovoso, invece il tempo ha tenuto il necessario perché l’incontro si potesse tenere nel piazzale davanti al civico 1399 di via Salaria.

C’è stato anche un diversivo divertente, una telefonata al cellulare dell’attuale vice presidente del Consiglio municipale, dal numero coperto, con la quale una voce maschile, spacciatasi per il proprietario dell’area, minacciava, con voce alquanto seria, denunce se si fosse dato seguito all’appuntamento. Il goliardo non deve aver tenuto conto del fatto che il Signor Riccobelli è un uomo estremamente liberale, aperto al confronto politico con chiunque si occupi di amministrare la cosa pubblica e che aveva già accordato il suo permesso. Durante il confronto con i cittadini al candidato alle Primarie sono state rappresentate e discusse alcune esigenze dei residenti, come – tra le altre – la chiusura notturna del Parco dei frutti con l’assegnazione delle chiavi alla cittadinanza, in modo da tutelare l’incolumità dei giochi e la sicurezza che non divenga luogo di traffici illeciti; la tutela del campo sportivo del Settebagni Calcio attraverso una migliore gestione dell’investimento contratto con il credito sportivo, la realizzazione di un Centro sociale anziani e polifunzionale per i giovani dentro al parco Nobile, prefabbricato come la struttura realizzata nel parco delle valli e proporre un concorso pubblico aperto alle scuole per decidere come realizzarlo; avviamento dei lavori per il sottopasso di via S. Antonio da Padova entro il 2014; ripristino dei fondi iscritti in bilancio nel 2008 in modo da affrontare una seria opera di restauro della scuola Giovanni Paolo I. Corbucci ha anche presentato la proposta di “chiusura del centro di accoglienza nomadi di via salaria, che è diventato un lager dove le persone non vivono in condizioni dignitose, come emerso dalla denuncia dell’ associazione art. 21, trasferendolo in un luogo fuori dal centro abitato e mettere al suo posto una caserma dei carabinieri perché via Salaria venga riqualificata dalla presenza dei militi dell’arma, capace di tenere lontano insediamenti abusivi e prostituzione”.

DSC_0175I residenti intervenuti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa con la quale Corbucci ha portato una tappa del suo tour al vallo di Adriano del Municipio, territorio che invece sembra poco o nulla presente nei programmi degli altri candidati, tanto che alcuni hanno reclamato a gran voce anche la possibilità di conoscere gli altri sfidanti di persona e sul posto.

Le primarie per la scelta del candidato del centro sinistra alle elezioni municipali e comunali si terranno domenica sette aprile. Il Gazebo per poter votare sarà come al solito, a fianco del chiosco di fiori davanti la chiesa.

 Luciana Miocchi