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I servizi per “Roma Chiama 88.100”: l’aeroporto di Fiumicino verso la normalità dopo l’incendio del 7 maggio – di Alessandro Pino

21 Giu

Romachiama copertina

All’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino la situazione sembra migliorata rispetto ai disagi e al caos lamentati nei giorni successivi al grande incendio dello scorso 7 maggio. La 20150617_145042conferma viene da un addetto di uno dei banchi informazioni della società Aeroporti di Roma presenti nello scalo: «Qualche ritardo ma niente di eccezionale, piano piano la situazione si sta normalizzando». Anche i passeggeri – per lo più turisti stranieri – intervistati per la  trasmissione radiofonica Roma Chiama 88.100, al più lamentano i “normali” ritardi – entro i  sessanta minuti circa – che possono affliggere le procedure di imbarco e sbarco ma niente di eccezionale. Se si esclude ancora un certo odore di  20150617_144335materiale bruciato percepibile nel terminal 1 – dove il personale che vi trascorre il turno di servizio indossa mascherine protettive – oltre alle scale mobili ferme per manutenzione e i teli in plastica bianca a coprire le aree danneggiate in riallestimento, c’è solo l’ordinaria confusione di un grande scalo internazionale.

Alessandro Pino

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Un giorno d’estate all’autogrill – racconto di Alessandro Pino

21 Giu

(pubblicato su europagiovani.it)

Felice azionò la freccia ed entrò nell’area di servizio sull’autostrada per riempire il serbatoio della macchina ormai vuoto e svuotare la sua vescica, ormai piena. Era una giornata di esodo agostano, c’erano parecchi veicoli in coda alle colonnine del carburante e lui veniva dopo due motociclisti sigillati dentro scafandri ai quali mancavano solo le bombole. A uno dei due centauri squillò il cellulare e Felice si aspettava che quello rispondesse «Houston, abbiamo un problema». Arrivò il suo turno di rifornirsi e mentre il benzinaio armeggiava con la pompa, Felice ne approfittò per un salto al bagno. In quel momento una Lamborghini decappottabile, condotta da un figuro a torso nudo, urtò in retromarcia una signora che stava attraversando il piazzale. La malcapitata rotolò in terra esibendosi in alcuni pregevoli carpiati che nemmeno la Cagnotto dal trampolino. La povera donna terminò il suo volo in posizione seduta, sotto shock; un camperista tedesco, sceso da una specie di baracca su ruote probabile residuato dell’Afrika Korps di Rommell, le allungò una moneta da un euro scambiandola per una funambola di strada. Vedendo che era accorso un volontario del 118, Felice non ritenne di doversi fermare a darle assistenza e proseguì per i bagni. PINOautogrillDopo aver espletato con suo grande sollievo quella pratica, uscì dai servizi incrociando una matrona che, discesa da un caravan grande quanto un trilocale, reggeva a mò di trofeo una boccia con un pesce rosso bisognoso di un cambio d’acqua. Tornando alla macchina vide che la signora investita poco prima, nonostante zoppicasse vistosamente, affermava di stare benissimo mentre cercava di liberarsi dalla morsa del volontario del 118, cui non pareva vero di poterla massacrare con la storia della propria vita disgraziata e del perchè il suo matrimonio fosse naufragato. A Felice il motivo di quel divorzio apparve subito chiarissimo pur non  avendo mai visto prima quel logorroico rossocrociato. Pagò il benzinaio dando un commosso addio a un biglietto da cinquanta, trattenendosi dall’inviargli un paio di bacetti di commiato, non rispose nemmeno a un sedicente inglese che con accento di Mondragone voleva cambiare delle sterline autentiche come gli auguri tra vicini a Natale e risalì in auto. Girò la chiavetta di accensione ma non si udì alcun suono. Era una vettura molto silenziosa, è vero, ma adesso lo era anche troppo. Fece altri tre o quattro tentativi, ma il coupè svedese che lui aveva scelto per la fama di affidabilità (accollandosi alcuni anni di rate per assicurarsene gli efficienti servigi) non ne voleva sapere di mettersi in moto. I guidatori delle vetture che seguivano, targate Milano ma dai cui altoparlanti stranamente provenivano i ragli di squallidi neomelodici, fecero capire con discrezione (avvitando infatti il silenziatore alle pistole) che non intendevano attendere oltre. Era il caso che lui si togliesse di torno. Felice accolse immediatamente il cortese invito e scese per spingere la non leggera vettura, aiutato da un paio di nerboruti bikers selvaggi che sui gilet in pelle avevano cucite le toppe di un motoclub di Abbiategrasso. Ringraziò i due e con uno stato d’animo che non faceva onore al suo nome chiamò l’assistenza stradale dell’assicurazione; gli rispose dal call center una tale Jessica o Samantha o Deborah alla quale riferì l’accaduto, fornendo precise indicazioni su dove si trovava e si rassegnò ad attendere l’arrivo del carro attrezzi. Il sole picchiava peggio del Tyson dei tempi d’oro e l’autogrill climatizzato gli apparve come un’oasi nel deserto. Vi si diresse mugugnando antiche maledizioni abruzzesi alla volta di chi gli aveva venduto quella baracca, prodigio di tecnica scandinava. Davanti l’ingresso del punto ristoro trovò un capannello di gente. Si aspettava il solito banchetto di truffatori delle tre carte, ma non ve n’era l’ombra: tutte quelle persone, appoggiate a un grosso portarifiuti, si affannavano a controllare i biglietti del “gratta e vinci”, perdendo puntualmente contro quell’invisibile biscazziere che era diventato lo Stato. Felice lasciò al loro destino quei forsennati dello sfregamento ed entrò nell’autogrill. Su uno scaffale alcuni orribili pupazzi elettronici, azionati da qualche sensore, ghignarono sinistramente al suo passaggio. Gli parve che ce l’avessero proprio con lui e proseguì infastidito. Il locale era una bolgia dantesca, il bancone preso d’assalto da orde di gozzovigliatori che brandendo scontrini da infarto arraffavano focacce e panini risalenti probabilmente al Neolitico preceramico ed erano disposti a pagare un caffè freddo come a Porto Cervo o Cortina PINOautogrill2 d’Ampezzo. Proseguendo lungo le corsie del negozio diede un’occhiata alla merce in vendita, sulla quale si avventavano selvaggiamente i tapini caduti come lui in quella trappola; Felice non si capacitava di come quegli sconsiderati facessero man bassa di ciarpame che mai in città si sarebbero sognati di acquistare e arrivò a pensare che dai condizionatori venisse nebulizzata qualche sostanza che induceva allo shopping compulsivo. Lui stesso si sorprese a osservare interessato dei dozzinali salumi, esposti su un bancone fintamente rustico e il cui prezzo era tale che il peso era espresso in carati anziché in etti. Decise di uscire per non cadere anche lui vittima del misterioso morbo, preferendo affrontare l’afa, sacrificandosi, con grave sprezzo del pericolo, al posto del  portafogli già arido di suo. Si fece coraggio e aprì la porta a vetri dell’autogrill, lanciando un ultimo sguardo di commiserazione a un tale che indossando mocassini in cuoio marocchino sotto un atroce spezzato ton sur ton blu in due materiali diversi attendeva di pagare in cassa un’enciclopedia medica in ventiquattro volumi più appendici. Un vero affarone. Ritornò alla vettura in panne ma non osò entrarvi per la temperatura da crematorio che aveva raggiunto l’abitacolo, rifugiandosi invece all’ombra di una tettoia sotto la quale erano seduti alcuni camionisti incattiviti, allo stato brado. Felice ascoltava distrattamente i loro discorsi, dei quali riusciva a capire solo qualche parola, nonostante avesse fatto il militare assieme a calabresi, veneti e napoletani, di quello che era un dialetto autostradale, non riconducibile ad alcuna zona in particolare. Abituati a rapportarsi con clienti e colleghi delle più svariate località italiane ed estere, parlavano ormai tutti gli idiomi del mondo e nessuno nello stesso tempo. Guardò l’orologio: erano trascorse quasi due ore dalla richiesta di assistenza. Finalmente avvistò il camioncino del soccorso stradale convenzionato e gli andò incontro sbracciandosi come se avesse rivisto un vecchio amico. Indicando al conducente quale fosse la sua vettura, si accorse con desolazione che la stessa poggiava tristemente su quattro cavalletti: gomme e cerchi erano stati asportati da mani sapienti quanto rapide. «Ci hanno fregato le ruote?»chiese un anziano inserviente appoggiandosi a una ramazza. Felice annuì con la testa, ammutolito. «Eh, lo fanno, lo fanno. Lo fanno» replicò il vecchio…

 

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: “Festa delle Codine” per tanti piccoli amici che aspettano solo voi – di Alessandro Pino

15 Giu

La “Festa delle Codine” è una iniziativa che si tiene due volte l’anno (con una edizione estiva e una invernale) presso il Rifugio delle Code Felici, piccolo canile – ospita una cinquantina di DSC_0905animali salvati dalla strada – gestito dai volontari di una onlus che si trova da circa trent’anni nei pressi della zona oggi conosciuta come Porta di Roma, nel territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale. Lo scorso 14 giugno l’appuntamento si è ripetuto e la struttura ha accolto i visitatori con un ricco e variopinto buffet sia dolce che salato, intrattenimento e animazione specie per i più piccoli (si è esibito un prestigiatore mentre venivano svolte prove di tiro con l’arco e ad aria compressa), una esposizione di oggetti di artigianato e una pesca. Tutto questo ovviamente al fine di reperire fondi e materiali per il funzionamento DSC_0899 del Rifugio  -anche tramite adozioni a distanza – e farlo conoscere specialmente a chi non ha mai avuto il coraggio di andare in un canile, esperienza sempre toccante: seppure accudite con amorevole dedizione, si rimane immancabilmente colpiti vedere tante creature avvicinarsi alle reti DSC_0893quando passano i visitatori, alcune in modo festoso, altre in maniera più aggressiva  che fa immaginare cosa possano avere subìto in passato prima di arrivare al Rifugio. Ma i cani che probabilmente lasciano maggiormente il segno nel visitatore sono quelli più diffidenti, che se ne rimangono in disparte mentre gli altri cercano invece di farsi notare. Per chi vuole saperne di più ed eventualmente visitare il Rifugio delle Code Felici ci sono il sito http://www.codefelici.org e anche una pagina Facebook.

Alessandro Pino

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RomaChiama 88.100 Fm: in radio le voci della Capitale

13 Giu

 

Nel nuovo talk show radio del venerdi sera condotto dal giornalista Enrico Pazzi anche  due vostre conoscenze…

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Enrico Pazzi in studio con Luciana Miocchi

Abbiamo deciso di inserire nel blog anche una serie di articoli legata agli argomenti dei quali ci siamo occupati per conto di Roma Chiama 88.100 Fm, trasmissione radiofonica – ma si può ascoltare e riascoltare anche in versione podcast sul sito http://www.radiokaositaly.com – di approfondimento sui grandi temi dell’attualità e della politica romana   condotta dal giornalista Enrico Pazzi. Il programma va in onda tutti i venerdì sera alle 20.00 e prevede l’intervento di ospiti e collaboratori presenti in studio o collegati al telefono per misurare il polso alle diverse zone di Roma: vi sono due rubriche fisse, una intitolata spiritosamente “I tre minuti del condor” è affidata al presidente del Consiglio del Terzo Municipio di Roma Capitale, Riccardo Corbucci, anch’egli giornalista, l’altra affidata a Matteo Scarlino, direttore responsabile di RomaToday, prende in considerazione le tre notizie più cliccate della settimana. Diversi i servizi audio che raccolgono le testimonianze di addetti ai lavori e cittadini, curati da giornalisti locali attivi da tempo sul territorio. Tra questi, ci siamo anche noi. Siete avvisati, quindi: le vostre opinioni ci interessano e stiamo venendo a intervistarvi!

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

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Tartaruga Ohana: un guscio per i piccoli pazienti dell’Ospedale Bambino Gesù e le loro famiglie – di Alessandro Pino

10 Giu

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Si trova presso la Misericordia di Castel Giubileo nel Terzo Municipio di Roma Capitale

Per venire incontro alle necessità alloggiative di famiglie disagiate provenienti da fuori Roma e che hanno un bambino in trattamento in regime di day hospital presso l’Ospedale Pediatrico BambinoDSC_0509 Gesù è stata recentemente inaugurata una casa famiglia chiamata Tartaruga Ohana.  La struttura – il cui nome richiama l’idea di guscio protettivo unita alla traduzione di “famiglia” in lingua hawaiana –  si trova all’interno della Misericordia di Castel Giubileo, lungo la via Salaria nel territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale e può alloggiare due nuclei familiari contemporaneamente, ognuno con  zona notte (per un totale di sette posti letto) e bagno indipendenti mentre l’ambiente cucina e il soggiorno sono in comune. In questo modo si evita a famiglie già  provate dalla malattia e dalle difficoltà  economiche l’ulteriore spesa per un alloggio in albergo. Viene inoltre fornito un servizio di navetta da e per l’ospedale secondo il calendario delle visite e delle terapie dei piccoli pazienti.

Alessandro Pino

 

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Settebagni torna a festeggiare Sant’Antonio di Padova – di Alessandro Pino

8 Giu
Immagine di una delle scorse edizioni

Immagine di una delle scorse edizioni

Le luminarie tornano a decorare la via Salaria dentro Settebagni – periferia nord del Terzo Municipio di Roma Capitale –  dove ci si appresta a iniziare la settimana di celebrazioni in onore di Sant’Antonio di Padova, cui è intitolata la locale parrocchia. Il programma, curato dal Comitato dei festeggiamenti, prevede l’usuale alternarsi di appuntamenti sacri – come la distribuzione del pane benedetto e la processione di sabato 13 – e profani: la tradizionale pennata offerta dal Comitato, tornei di giochi con le carte, spettacoli musicali, tra cui quello con l’imitatrice televisiva Emanuela Aureli nella serata conclusiva di domenica 14, per finire con i fuochi d’artificio. Nulla di clamoroso, dunque ma – come si tiene a sottolineare ogni anno – qualcosa di adeguato alla dimensione quasi paesana dell’ambito in cui si svolge.

Alessandro Pino

Settebagni: stazione senza pace, lampada in bilico nella stazione fs

8 Giu

E’ rimasta li, appesa per il filo di alimentazione, penzolante come una decorazione triste post
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natalizia, una delle lampade al neon lunga circa un metro che illuminano il sottopasso che  conduce ai binari della stazione ferroviaria. Al momento non é dato sapere se si tratta di un crollo dovuto ad un cattivo ancoraggio o una mano malevola l’ha divelta volontariamente.
L.M. (foto A.P.)

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201 candeline per i Carabinieri – di Alessandro Pino (FOTOGALLERY)

7 Giu

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L’Arma dei Carabinieri ha festeggiato il cinque giugno i duecento e uno anni dalla propria fondazione con una cerimonia tenutasi presso la caserma “Salvo d’Acquisto” di Roma, in forma più dimessa rispetto all’anniversario “importante” del 2014 ma sempre di grande effetto, soprattutto per le evoluzioni dei reparti a cavallo con lo storico Carosello e la Carica che evoca quella vittoriosa a Pastrengo nel 1848. Sulle tribune, i ministri della Difesa Roberta Pinotti, della Giustizia Angelino Alfano e dei Beni Culturali Dario Franceschini. Per una volta di parole ne usiamo poche lasciando spazio all’ampia galleria di immagini, porgendo un sentito ringraziamento al Luogotenente in congedo Salvatore Veltri che ha voluto fossimo presenti anche noi tra gli inviati delle testate più importanti.

Alessandro Pino

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Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti

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Dimostrazione di ubbidienza simulando il riparo di cavallo e cavaliere in battaglia

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Il palco con il pubblico e le autorità

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Terzo Municipio di Roma Capitale: ingorghi pazzeschi per Rino Gaetano – in compagnia di Alessandro Pino

3 Giu

Manifestazione affollatissima per ricordare il cantante ma traffico e parcheggi selvaggi in tutto il quadrante attorno piazza Sempione

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parcheggiati a piffero

La premessa doverosa è che al posto di questo breve scritto avreste dovuto leggerne un altro: quello sulla manifestazione (riuscitissima) in ricordo di Rino Gaetano, tenutasi a piazza Sempione la sera del 2 giugno. Nel pomeriggio di quel giorno avevo ricevuto infatti un subdolo messaggino dalla titolare di questo blog che dietro la cordiale forma “Ti andrebbe di andarci e scattare un paio di foto, ci sta anche Marco Baldini che presenta” nascondeva un ben più autoritario “Se non ci vai ti sego i rami, Pino”. Mangiata dunque la foglia con tutto il tronco e le radici, avevo programmato di essere in zona per le ventuno e qualcosa, fare i famosi due scatti e sgomberare il campo.

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In lontananza si scorge l’orologio luminoso di piazza Sempione

Effettivamente ero uscito (così credeva il solito candido) per tempo, previo controllo della schedina di memoria dentro la reflex onde evitare repliche di una recente figura da chiurlo da me rimediata. Dall’autoradio arrivavano le prime note di un’opera lirica in quattro atti, “Adriana Lecovreur” di Francesco Cilea: prendere nota di questo dato perché vedrete risultare non secondario. Già a più un chilometro di distanza dalla piazza, arrivando dalla Nomentana, mi era sorto il sospetto che non sarebbe stato facile trovare un buco dove lasciare la vettura: dopo numerosi giri – in compagnia di parecchi altri  sprovveduti – mi sono reso conto che l’intero quadrante da Sacco Pastore fino a via Cimone, da piazzale Adriatico a Conca d’Oro era diventato un monolitico blocco di vetture affastellate nei parcheggi più improbabili, segno inequivocabile del successo della manifestazione. Auto in tripla e quadrupla fila, micidiali ingorghi a croce uncinata (come in “Così parlò Bellavista”) talmente serrati da non permettere nemmeno il passaggio dei motorini. Le tento tutte (tranne quella di parcheggiargli sul palco) ma qualunque rotta si mostra disastrosamente inutile, sia vicino all’Aniene dove con la marea di pedoni scorre più birra che acqua del fiume, sia allontanandosi nell’illusione che un posto si trovi. Come nelle vecchie strisce di Disegni & Caviglia, ogni tanto arrivano dalla piazza le strofe del compianto Rino nazionale, ma subito sono sovrastate dal concerto di clacson che va in scena 20150602_222912inesorabile. Guardo le cifre verdi dell’orologio sul cruscotto e vedo che sono passate due ore: ormai l’obiettivo non è più scattare le foto ma riuscire almeno a svicolare da quella autocalisse (neologismo da me coniato per indicare una apocalisse automobilistica), essendo inchiodato su via Cimone: davanti a me qualcuno la prende più sportivamente, un gruppo di ragazzi fa amicizia con delle coetanee nella vettura affianco, mi trovo a riflettere che se scocca una scintilla è probabile che anche i battesimi si tengano qui. A un certo punto mi sorprendo a esaminare con interesse dei volantini pubblicitari che avevo portato per buttarli nella differenziata, rovistando sul sedile saluto con sollievo la scoperta di quello consegnatomi giorni prima dal divulgatore di storia romana Dino Ruggiero che illustra la Casa del Ferro a Fidene e mi garantisce almeno cinque minuti di lettura. Un altro tapino si arrende e spegne il motore dichiarando urbi et orbi che si accamperà qui trascorrendovi la notte, io tengo duro guardando fiducioso non tanto al futuro quanto all’autobus rimasto in mezzo a piazza Menenio Agrippa: è l’ultimo ostacololo verso la salvezza, se ce la fa lui a liberarsi posso svoltare in direzione di Talenti e andarmene, cosa che avviene dopo un’altra decina di minuti.  E l’opera lirica in quattro atti di cui parlavo prima? Iniziata quando ero uscito, termina esattamente mentre imbocco i vialetti di casa, il che può fare intuire la durata di questa piccola odissea semiseria…l’articolo sul memorial per Rino Gaetano mi sa che lo faccio l’anno prossimo.

Alessandro Pino

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Un frammento di storia recente del Terzo Municipio di Roma Capitale – di Alessandro Pino

3 Giu

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Una stele in marmo ricorda la costruzione del quartiere Angelini negli anni Cinquanta – l’area ripulita da volontari del Nucleo Sicurezza Ambientale

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Prima della pulizia…

Nel cuore del Terzo Municipio di Roma Capitale, all’angolo tra le vie Ivanoe Bonomi e Giovanni Faldella si trova un frammento (letteralmente) di storia dimenticata della zona tra Val Melaina e i Prati Fiscali: una stele in marmo bianco attraversata da vistose crepe e di fianco l’asta arrugginita di sostegno per una bandiera scomparsa da chissà quanto. Transennata con delle reti probabilmente per lo stato di decadenza, fino a pochi giorni fa era

L'intervento di pulizia del Nucleo Sicurezza Ambientale

L’intervento di pulizia del Nucleo Sicurezza Ambientale

nascosta dalle erbacce al punto che nemmeno ci si faceva caso passandovi accanto, magari scambiandola a causa del colore e della forma per un qualunque armadietto elettrico fuori uso. Un gruppo di volontari del Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord – associazione di protezione civile con sede a pochi passi dal sito – ha provveduto a ripulire l’area circostante usando anche un decespugliatore, rendendo più visibile l’iscrizione scolpita nella pietra pur deteriorata: “Quartiere Angelini  – la denominazione di questo quartiere, deliberata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione delle Ferrovie dello Stato il 22 luglio 1959, può testimoniare insieme alla gratitudine dei ferrovieri la tenace volontà del ministro dei trasporti Armando Angelini per realizzare questa sua felice iniziativa”. Nei programmi del Nucleo Sicurezza Ambientale c’è un secondo intervento, questa volta per restaurare il monumento.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale – incendio all’impianto Ama di via Salaria

2 Giu

Un vasto incendio é scoppiato stamattina all’alba nello stabilimento di via Salaria, nella zona del Tmb ove sono stoccati i rifiuti indifferenziati in attesa di essere lavorati. Come da
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comunicato diffuso dal presidente del consiglio municipale, Riccardo Corbucci, nel grande capannone sarebbe giá crollata la sala macchine. “I vigili del fuoco sono impegnati nello spegnere l’incendio, ma alte colonne di fumo nero si innalzano dall’impianto ed hanno già raggiunto viale Somalia e la Salaria” spiega Corbucci
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“moltissimi cittadini sono costretti a stare con le finestre chiuse edh abbiamo già consigliato di fare altrettanto agli abitanti di Villa Spada, Fidene e Castel Giubileo-Settebagni, mentre sono preoccupato per la salute dei dipendenti in servizio”. “Questo ennesimo grave episodio dimostra come Ama debba fare in fretta e provvedere alla chiusura dell’impianto, che si trova troppo vicino ad abitazioni, scuole e luoghi lavoro, entro il 31 dicembre di quest’anno, come già
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preannunciato dal Sindaco Marino”. Anche se gli addetti dichiarano che l’incendio é stato domato, una colonna di fumo denso é ancora ben visibile dalla strada, l’odore acre suggerisce la presenza nell’aria di sostanze nocive per la salute. Automezzi dei VVFF continuano ad affluire all’interno della struttura, interdetta a quanti si recano sul posto a chiedere informazioni. Nessuno degli operatori sembra essere preoccupato. Nessuna ipotesi viene esclusa sulle cause, inclusa la eventuale presenza di una bombola esausta di gas tra i rifiuti (la cui dispersione nei cassonetti è peraltro vietata dalla normativa vigente).
Luciana Miocchi – Alessandro Pino

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Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale: ancora arte in stazione – di Alessandro Pino

31 Mag

Due installazioni in ceramica realizzate da alunni della locale scuola media

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Nuovi interventi artistici decorano da alcuni giorni la stazione ferroviaria di Settebagni: dopo i pannelli dipinti posizionati nell’atrio della ex biglietteria è ora la volta di due installazioni in ceramica applicate sulla banchina del binario 4 – vicino alle vidimatrici – e nella gradinata che collega questa al DSC_0498sottopassaggio pedonale. I due gruppi ceramici hanno forma di albero e sono stati realizzati da studenti di terza media della locale scuola “Giuseppe Ungaretti” in collaborazione con il maestro ceramista Giovanni Battista Rea.  Ciascuna foglia  riporta il nome dello studente che l’ha modellata insieme a una parola scelta dal medesimo, evocante un’idea, un concetto, una qualità ritenuta importante o esprimente la propria personalità e indole (“coraggio”, “pazienza”, “affetto” ma si DSC_0492 legge anche un “voja di studiare”). Come nel caso dei pannelli nell’atrio, anche questo lavoro nasce per iniziativa della docente di Arte, Emilia Sanità e della associazione “Il Mio Quartiere” (cui si è aggiunta la “Happy Coaching & Counseling”), ovviamente grazie alla disponibilità della Rete Ferroviaria Italiana. Per l’inaugurazione ufficiale delle due opere sembra si sia preferito attendere che gli studenti abbiano terminato gli esami di licenza media (quindi a fine giugno) sperando che nel frattempo i soliti teppisti non le abbiano rovinate.

Alessandro Pino

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La Polisportiva Tirreno è finalmente tornata a Val Melaina – di Alessandro Pino

31 Mag

Terminato l’esilio di cinque anni legato ai lavori della metro Jonio con l’inaugurazione del rinnovato campo in erba sintetica – una storia che si intreccia con quella del quartiere

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È finalmente tornata a casa nella sede originaria di via del Gran Paradiso la Polisportiva Tirreno – storica  squadra di calcio del quartiere Val Melaina – esattamente nel settantesimo anniversario della fondazione e al termine di un esilio durato cinque anni coinciso con i lavori per la adiacente metro Ionio che avevano reso inagibile il campo “Bruno Barbieri”. DSC_0459Cinque anni di spostamenti e vicende societarie che per un periodo avevano addirittura disperso la denominazione e il marchio originali, recuperati grazie alla  volontà del presidente Giuseppe Parisi e della dirigenza con in testa il ds Valerio Milana. Lo scorso 30 maggio è stato inaugurato ufficialmente il rinnovato impianto – parte del centro giovanile “Giovanni Battista Scalabrini” della parrocchia del Redentore – con la celebrazione della Messa officiata da Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana assistito dal parroco Padre Gaetano Saracino, alla quale hanno partecipato numerosi fedeli e autorità: tra i presenti, l’onorevole Antonello Aurigemma del Consiglio Regionale del Lazio, il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne, il consigliere

Padre Gaetano Saracino

Padre Gaetano Saracino

municipale Filippo Maria Laguzzi, l’ex consigliere municipale Marco Bentivoglio, gli ingegneri Mannella e Ricci della Salini (società realizzatrice del campo oltre che della stazione), l’ingegner Sciotti di Roma Metropolitane e il comandante Fava della stazione Carabinieri Talenti. Proprio Padre  Saracino – volto noto agli spettatori televisivi quale opinionista in trasmissioni di successo – ha parlato di “nuovo corso” e non si può che dargli ragione: durante la cerimonia si è percepita la netta sensazione di  un cerchio che si completa, integrandosi nella storia di Val Melaina e iniziando un altro capitolo di un film che racconta la vita di un quartiere, dai primi fotogrammi  in bianco e nero (letteralmente, visto che Vittorio De Sica vi DSC_0462ambientò “Ladri di Biciclette”) passando per quelli a colori – con la tragedia di via Ventotene nel 2001 e i lunghi disagi per la costruzione della metropolitana – fino al verde brillante del nuovo campo in erba sintetica, elemento ormai irrinunciabile per attirare i genitori degli allievi della scuola calcio, essendosi persa l’attitudine al fango dei campi di periferia in terra battuta. Proprio con la riattivazione dei corsi è prevista la partecipazione ai campionati Giovanissimi, Esordienti e Allievi in aggiunta a quella consolidata degli adulti al girone C della Prima Categoria.

Alessandro Pino

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Calcio femminile: trionfo della Roma Decimoquarto promossa in B…per la seconda volta – di Alessandro Pino

28 Mag

La squadra che già l’anno scorso ha dovuto rinunciare al passaggio nella serie cadetta ha vinto tutte le partite di questo campionato

Con l’ultima partita giocata il 27 maggio sul campo di casa a Settebagni  è terminato il campionato di calcio 2014-15 per le ragazze della Roma Decimoquarto: l’ennesimo successo (un 4 a 1 rifilato al Tor Sapienza) in una marcia trionfale che le ha viste vincere TUTTI gli incontri portandole alla promozione in serie B…per la seconda volta consecutiva.     1

Sì, perché già l’anno scorso si erano aggiudicate il passaggio alla serie cadetta, dovendovi rinunciare a malincuore a causa delle spese insostenibili – si pensi alle trasferte in tutta Italia isole comprese – che ciò avrebbe comportato per una compagine costretta spesso a farsi prestare le maglie di gioco dai colleghi del Settebagni  Calcio Salario (anche se adesso ne hanno una blu crociata di bianco, di un’eleganza da urlo). La conferma che la promozione non era stata    un episodio isolato è stata data appunto dalla 2 (1) impressionante replica andata in scena  questa stagione, con l’aggiunta della vittoria al torneo di Chianciano lo scorso dicembre e l’assegnazione del Premio Montesacro: una prestazione da rullo compressore sotto il quale sono finite puntualmente asfaltate le vittime sacrificali di turno. Dover rinunciare ancora una volta sarebbe davvero uno spreco oltre che una frustrazione per tutta la squadra, dal presidente Mauro Elisei al vicepresidente Ivan Gentili, all’allenatore Filippo De Gaetano con il vice Lamberto D’Alberto e quello dei portieri Amerigo Rossi, ai dirigenti Franco Bottinelli, Paola Sciarretti, Fabiola Villa, Marzia Ricci ma soprattutto per loro: B

il capitano Veronica Sciarretti, Giulia e Sara Boldrini, Laura Bottinelli, Alessandra Caruso, Roberta Chiarelli, Francesca Caterina D’Antoni, Maria Giulia D’Ercole, Veronica Di Cerbo, Ilaria Filippi, Valentina Foschi, Giorgia Grassi, Martina Maurelli, Maria Antonietta Maurilli, Roberta Pieroni, Federica Quartullo, Giorgia Ragnoli, Silvia Schiavoni, Germana Sciarra, Savina Vazzana, Nicoletta Vittori. La missione da compiere entro luglio – termine per l’iscrizione alla serie B – è dunque trovare dei finanziatori, degli sponsor per uno squadrone davvero forte  che merita di accedere finalmente alla ribalta nazionale.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: Gita scolastica. Arriva il pullman? No, si torna a scuola – di Alba Vastano

27 Mag

Un disservizio  di una nota ditta di trasporti. Due ore l’attesa al parco Nobile di Settebagni e alla scuola Stern. Le denunce dei genitori e delle docenti

20150508_093555Quanto accaduto l’otto maggio alle classi quinte della scuole Giovanni Paolo e Stern (I. c. Uruguay) si può definire  grottesco, se non fosse in realtà semplicemente il frutto di una pessima gestione organizzativa di una ditta di trasporti, addetta alle gite scolastiche. Un’uscita prenotata  da almeno due mesi dall’amministrazione scolastica. Pagamento delle quote anticipato, autorizzazioni in regola. Raduno al parco Nobile per le  h.8,30, Partenza prevista per le h. 8.40. Bambini allegri, sole e saluti alle famiglie. Alle  h.9 non si vede ancora l’ombra di un pullman. Inizia un tam tam telefonico incrociatissimo per la serie “Chi l’ha visto” (il pullman).Maestre-segreteria scuola. Genitori-preside. Preside-agenzia. Genitori agenzia. Maestre-vigili. Genitori-Carabinieri di zona. Tutti erano al telefono, tranne i bambini che, ignari, giocavano a saltarello. Alle h.10 il mistero-pullman si scioglie. Lo svela direttamente la ditta,  inserendo la notizia fra la fitta rete di telefonate. E arriva “fresca fresca” al parco Nobile l’informazione che la macchina non sarebbe mai arrivata, perché semplicemente non c’era a disposizione alcuna macchina. Ridere? Arrabbiarsi? Mitra? (No, quello no). In fondo siamo ancora civili.  Si torna a scuola con la coda fra le gambe, ma anche con un certo risentimento che trova sfogo in parole non propriamente esemplari. E partono denunce, anche queste incrociate. Le docenti e le famiglie della Stern la scrivono e la presentano alla Preside, dopo essersi confrontate con le colleghe di Settebagni. CosÍ fanno le docenti  della scuola “Giovanni Paolo” , dopo averla resa nota alle famiglie. Il tutto è arrivato alla d.s. che la inoltrerà all’agenzia dai pullman fantasma.  La questione ha avuto un seguito, proprio negli ultimissimi giorni. La società ha scritto alla preside profondendosi in scuse da monaci in fase di catarsi. E arriva anche la proposta scritta di uno sconto del 30 % sulla prossima gita. Buon senso vorrebbe che si chiudessero tutti i rapporti con siffatta mala gestione organizzativa, ma la gita, nonostante tutto si farà con loro, piuttosto che rinunciarci definitivamente. Perché i figli sono  “piezz e core” e farli rinunciare all’ultima gita della scuola primaria, per la seconda volta, sarebbe davvero crudele. Sempre perché siamo in Italy. Da immaginare cosa sarebbe accaduto se l’inaffidabile agenzia avesse spostato il medesimo servizio dell’otto maggio un po’ più a nord. Oltralpe. Ad esempio a Berlino. Lo sconto proposto non sarebbe stato lo stesso. Forse, i responsabili della maldestra ditta, per rimediare al danno, avrebbero dovuto offrire tre anni di gite gratuite a tutta la scuola. Ma è anche probabile, che all’ombra della Merkel, gli sarebbe stata revocata per sempre la licenza di esercitare. Altro che il 30% di sconto.

Alba Vastano

Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale: semaforo sul Raccordo Salario completamente spento e senza sorveglianza

25 Mag

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I semafori che a Settebagni regolano l’immissione sul Raccordo Salario per chi proviene dal quartiere si sono spenti nella mattinata del 25 maggio senza che – al momento della stesura di questo articolo, poi aggiornato- ci fosse personale in divisa a dirigere il traffico. I conducenti dei veicoli e i pedoni sono stati costretti ad attraversare l’incrocio “alla garibaldina”. La situazione si è normalizzata nel primo pomeriggio.

Alessandro Pino

Galleria

Con il treno a vapore in Valsugana – di Alessandro Pino

24 Mag

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Sembra finalmente affermata anche in Italia una forma di turismo da anni molto popolare all’estero, specialmente nel Nord Europa: i viaggi a bordo di treni composti da materiale d’epoca su linee di particolare interesse paesaggistico, spesso chiuse al traffico regolare. Nel nostro paese fino a qualche tempo fa erano frequentati da una cerchia abbastanza ristretta di appassionati e intenditori, limite superato grazie anche alla diffusione dei social network che li hanno portati alla conoscenza di un pubblico più vasto facendone comprendere anche l’importanza dal punto di vista economico. PINOcarrozzamattaC[1]

Un esempio viene dall’iniziativa che la associazione culturale “La carrozza matta” ha organizzato per il 2 giugno 2015, in collaborazione con la Fondazione Fs Italiane: un viaggio in treno a vapore con partenza da Carpanè e arrivo a Levico Terme – ci troviamo quindi tra Veneto e Trentino –  con la PINOcarrozzamatta[1] possibilità di portarsi dietro la bicicletta (caricata su un carro merci rigorosamente d’epoca) per coprire un tratto pedalando sulla ciclabile della Valsugana. Per coloro che preferiranno effettuare il percorso esclusivamente sul treno, a Levico sono previste visite allo stabilimento delle acque minerali, al lago e al parco asburgico nell’attesa dei vigorosi ciclisti. Gli scenari attraversati sono da cartolina ma è chiaro che per molti il richiamo principale è poterli vedere da bordo di un vagone di quelli verniciati in marrone castano con le panche in legno, trainati da una locomotiva tutta nera, ansimante al ritmo dei biellismi che muovono le ruote alte quanto una persona: un modo di viaggiare anche nel tempo da protagonisti di un vecchio film. Tramite la casella di posta elettronica prenotazionicarrozzamatta@gmail.com e il sito http://www.lacarrozzamatta.com sono reperibili informazioni su prezzi, orari e disponibilità dei posti.

Alessandro Pino

Terzo Municipio di Roma Capitale: la Asd Settebagni Calcio Salario curerà il “Parco dei Frutti” – di Alessandro Pino

20 Mag
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L’assessore municipale alle Politiche Ambientali Gianna Le Donne con il presidente del Consiglio del Terzo Municipio, Riccardo Corbucci

 

Il giardino pubblico di Settebagni noto come “Parco dei Frutti” è stato ufficialmente dato in affido alla Asd Settebagni Calcio Salario la cui dirigenza si è impegnata a provvedere alla manutenzione e pulizia periodica oltre che alla chiusura notturna per prevenire il vandalismo.  DSC_0432

Dopo la firma dell’accordo, l’assessore municipale alle Politiche Ambientali  Gianna Le Donne ha visitato il parco assieme al presidente del Consiglio municipale Riccardo Corbucci e a Giampiero DSC_0425 D’Ubaldo, dirigente della società calcistica, durante lavori di sfalcio in quella che era diventata una savana. Domenica Vignaroli, presidente dello storico Comitato di Quartiere Settebagni – in via di confluenza in quello neocostituito, ndr – ha ricordato inoltre all’assessore Le Donne l’opportunità di curare anche il giardinetto di via Sant’Antonio di Padova.

Alessandro Pino

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III Municipio di Roma Capitale: Nucleo Sicurezza Ambientale, protezione civile anche dalla povertà – di Alessandro Pino

18 Mag

Oltre a effettuare servizi di pronto intervento l’associazione operante a Roma Nord collabora con il Banco Alimentare per fornire viveri a famiglie indigentiPINOnucleosicurezzaAEsistono tante associazioni di protezione civile che intervengono nelle emergenze in funzione ausiliaria dei Vigili del Fuoco e assistono il pubblico durante manifestazioni più o meno importanti (dalle grandi adunate sportive alla processione di quartiere) su richiesta delle amministrazioni pubbliche.                      PINOnucleosicurezzaECe n’è una però  che fornisce anche un aiuto tangibile in questi tempi angoscianti di difficoltà economiche per molti: è il Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord che ha la sede operativa – concessa in comodato d’uso dalla Rete Ferroviaria Italiana – in via Giovanni Faldella, tra Val Melaina e i Prati Fiscali. Fondata nel 2009, con duecento soci sostenitori – di cui 35 in possesso delle principali abilitazioni in materia di sicurezza e soccorso – guidati dal giovane e PINOnucleosicurezzaB operativo presidente Gabriele Carradori, Nsa effettua servizi di gestione grandi eventi, pronto intervento antincendio e in caso di maltempo oltre ad attività di monitoraggio lungo il Tevere (per segnalare accampamenti abusivi e scarichi illeciti), in parchi pubblici come Villa Ada e lungo le piste ciclabili;  i volontari utilizzano veicoli e attrezzature tra cui fuoristrada antincendio, motopompe contro gli allagamenti, barchini fuoribordo e mountain bike. Inoltre da circa un anno Nsa collabora con la Fondazione Banco Alimentare per distribuire generi alimentari a famiglie in difficoltà economiche – lo stato di indigenza va    documentato tramite Isee alla cui compilazione può provvedere il Caf in sede – con contributi europei cui si è aggiunto a parte quello dell’Auchan Porta di Roma.  Le parole di Francesco Galvano, esperto vicepresidente del Nucleo Sicurezza Ambientale, danno l’idea della povertà dilagante e al contempo del successo dell’iniziativa: «Siamo partiti da venti iscritti al Banco e in cinque mesi siamo arrivati a quasi cento.   Considerando che a fronte di una persona che si iscrive ci sono almeno tre o quattro familiari, stiamo alimentando circa trecento persone. I primi tempi riuscivamo a dare un pacco al mese, adesso ne diamo quasi uno a settimana».Alessandro PinoPINOnucleosicurezzaCPINOnucleosicurezzaD

“Il seme del dubbio”: torna il legal thriller classico all’italiana

8 Mag

Scritto dall’avvocato Claudio Sara e ambientato nella Avellino degli anni ’50 è stato accostato da Arturo Diaconale ai gialli di Sciascia

L'intervento di Arturo Diaconale durante la presentazione del libro

L’intervento di Arturo Diaconale durante la presentazione del libro

Assuefatti a cronache giudiziarie sensazionalistiche, trasformate in tritacarne nei quali prima di qualunque sentenza viene puntualmente sbattuto il mostro in prima pagina solleticando i palati di un pubblico da corrida, è un sollievo constatare che c’è ancora chi coltiva Il seme del dubbio nella professione forense innestandolo anche in un raffinato romanzo che porta proprio tale titolo: DSC_0338

questa è l’operazione tentata da Claudio Sara, giovane avvocato autore di un legal thriller – edito da Ensemble – ambientato nella Avellino degli anni Cinquanta e incentrato attorno a un caso di violenza su una minorenne. La vicenda si dipana lungo un percorso di alcuni anni, durante i quali il protagonista – avvocato come l’autore – che rappresenta la vittima della violenza  sviluppa appunto il dubbio che non tutto gli sia stato raccontato dalla sua assistita o meglio dal padre di questa: la scelta di relegare la  giovanissima donna a un ruolo marginale anche nel riferire un fatto tanto grave riguardante lei stessa concorre a riprodurre l’arretratezza culturale sia di una società

Claudio Sara con il suo romanzo

Claudio Sara con il suo romanzo

nella quale in casi analoghi aleggiava l’odioso sospetto della provocazione femminile sia della legislazione dell’epoca che prevedeva il cosiddetto “matrimonio riparatore” o che considerava (e lo sarà fino al 1996) la violenza sessuale un reato contro la morale e non contro la persona. La cura dell’autore nel descrivere i meccanismi giudiziari del tempo è andata ben oltre lo studio dei Codici allora vigenti, estendendosi al linguaggio adoperato nelle arringhe per le quali si è rifatto a quelle pronunciate dal proprio nonno, ben più ampollose di quelle odierne.  «Non ho la presunzione di aver creato qualcosa degno di passare all’eternità; DSC_0370tho iniziato a scrivere Il seme del dubbio per me» spiega Claudio Sara schermendosi, consapevole anche che ormai in Italia ci sono praticamente più scrittori che lettori. Certo però che una garanzia sulla bontà del risultato ottenuto viene dall’accostamento alla narrazione “geometrica e senza voli pindarici” dei gialli di Leonardo Sciascia, avanzato da un giornalista autorevole come Arturo Diaconale – direttore del quotidiano L’Opinione e presidente del  movimento garantista “Tribunale Dreyfus” – intervenuto alla presentazione romana del libro tenutasi davanti a uno scelto pubblico nella atmosfera retrò e piacevolmente in tema delle Officine Beat di via degli Equi.

Alessandro Pino

 

 

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