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Settebagni torna a festeggiare Sant’Antonio di Padova – di Alessandro Pino

8 Giu
Immagine di una delle scorse edizioni

Immagine di una delle scorse edizioni

Le luminarie tornano a decorare la via Salaria dentro Settebagni – periferia nord del Terzo Municipio di Roma Capitale –  dove ci si appresta a iniziare la settimana di celebrazioni in onore di Sant’Antonio di Padova, cui è intitolata la locale parrocchia. Il programma, curato dal Comitato dei festeggiamenti, prevede l’usuale alternarsi di appuntamenti sacri – come la distribuzione del pane benedetto e la processione di sabato 13 – e profani: la tradizionale pennata offerta dal Comitato, tornei di giochi con le carte, spettacoli musicali, tra cui quello con l’imitatrice televisiva Emanuela Aureli nella serata conclusiva di domenica 14, per finire con i fuochi d’artificio. Nulla di clamoroso, dunque ma – come si tiene a sottolineare ogni anno – qualcosa di adeguato alla dimensione quasi paesana dell’ambito in cui si svolge.

Alessandro Pino

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Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale: ancora arte in stazione – di Alessandro Pino

31 Mag

Due installazioni in ceramica realizzate da alunni della locale scuola media

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Nuovi interventi artistici decorano da alcuni giorni la stazione ferroviaria di Settebagni: dopo i pannelli dipinti posizionati nell’atrio della ex biglietteria è ora la volta di due installazioni in ceramica applicate sulla banchina del binario 4 – vicino alle vidimatrici – e nella gradinata che collega questa al DSC_0498sottopassaggio pedonale. I due gruppi ceramici hanno forma di albero e sono stati realizzati da studenti di terza media della locale scuola “Giuseppe Ungaretti” in collaborazione con il maestro ceramista Giovanni Battista Rea.  Ciascuna foglia  riporta il nome dello studente che l’ha modellata insieme a una parola scelta dal medesimo, evocante un’idea, un concetto, una qualità ritenuta importante o esprimente la propria personalità e indole (“coraggio”, “pazienza”, “affetto” ma si DSC_0492 legge anche un “voja di studiare”). Come nel caso dei pannelli nell’atrio, anche questo lavoro nasce per iniziativa della docente di Arte, Emilia Sanità e della associazione “Il Mio Quartiere” (cui si è aggiunta la “Happy Coaching & Counseling”), ovviamente grazie alla disponibilità della Rete Ferroviaria Italiana. Per l’inaugurazione ufficiale delle due opere sembra si sia preferito attendere che gli studenti abbiano terminato gli esami di licenza media (quindi a fine giugno) sperando che nel frattempo i soliti teppisti non le abbiano rovinate.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: Gita scolastica. Arriva il pullman? No, si torna a scuola – di Alba Vastano

27 Mag

Un disservizio  di una nota ditta di trasporti. Due ore l’attesa al parco Nobile di Settebagni e alla scuola Stern. Le denunce dei genitori e delle docenti

20150508_093555Quanto accaduto l’otto maggio alle classi quinte della scuole Giovanni Paolo e Stern (I. c. Uruguay) si può definire  grottesco, se non fosse in realtà semplicemente il frutto di una pessima gestione organizzativa di una ditta di trasporti, addetta alle gite scolastiche. Un’uscita prenotata  da almeno due mesi dall’amministrazione scolastica. Pagamento delle quote anticipato, autorizzazioni in regola. Raduno al parco Nobile per le  h.8,30, Partenza prevista per le h. 8.40. Bambini allegri, sole e saluti alle famiglie. Alle  h.9 non si vede ancora l’ombra di un pullman. Inizia un tam tam telefonico incrociatissimo per la serie “Chi l’ha visto” (il pullman).Maestre-segreteria scuola. Genitori-preside. Preside-agenzia. Genitori agenzia. Maestre-vigili. Genitori-Carabinieri di zona. Tutti erano al telefono, tranne i bambini che, ignari, giocavano a saltarello. Alle h.10 il mistero-pullman si scioglie. Lo svela direttamente la ditta,  inserendo la notizia fra la fitta rete di telefonate. E arriva “fresca fresca” al parco Nobile l’informazione che la macchina non sarebbe mai arrivata, perché semplicemente non c’era a disposizione alcuna macchina. Ridere? Arrabbiarsi? Mitra? (No, quello no). In fondo siamo ancora civili.  Si torna a scuola con la coda fra le gambe, ma anche con un certo risentimento che trova sfogo in parole non propriamente esemplari. E partono denunce, anche queste incrociate. Le docenti e le famiglie della Stern la scrivono e la presentano alla Preside, dopo essersi confrontate con le colleghe di Settebagni. CosÍ fanno le docenti  della scuola “Giovanni Paolo” , dopo averla resa nota alle famiglie. Il tutto è arrivato alla d.s. che la inoltrerà all’agenzia dai pullman fantasma.  La questione ha avuto un seguito, proprio negli ultimissimi giorni. La società ha scritto alla preside profondendosi in scuse da monaci in fase di catarsi. E arriva anche la proposta scritta di uno sconto del 30 % sulla prossima gita. Buon senso vorrebbe che si chiudessero tutti i rapporti con siffatta mala gestione organizzativa, ma la gita, nonostante tutto si farà con loro, piuttosto che rinunciarci definitivamente. Perché i figli sono  “piezz e core” e farli rinunciare all’ultima gita della scuola primaria, per la seconda volta, sarebbe davvero crudele. Sempre perché siamo in Italy. Da immaginare cosa sarebbe accaduto se l’inaffidabile agenzia avesse spostato il medesimo servizio dell’otto maggio un po’ più a nord. Oltralpe. Ad esempio a Berlino. Lo sconto proposto non sarebbe stato lo stesso. Forse, i responsabili della maldestra ditta, per rimediare al danno, avrebbero dovuto offrire tre anni di gite gratuite a tutta la scuola. Ma è anche probabile, che all’ombra della Merkel, gli sarebbe stata revocata per sempre la licenza di esercitare. Altro che il 30% di sconto.

Alba Vastano

Terzo Municipio di Roma Capitale: la Asd Settebagni Calcio Salario curerà il “Parco dei Frutti” – di Alessandro Pino

20 Mag
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L’assessore municipale alle Politiche Ambientali Gianna Le Donne con il presidente del Consiglio del Terzo Municipio, Riccardo Corbucci

 

Il giardino pubblico di Settebagni noto come “Parco dei Frutti” è stato ufficialmente dato in affido alla Asd Settebagni Calcio Salario la cui dirigenza si è impegnata a provvedere alla manutenzione e pulizia periodica oltre che alla chiusura notturna per prevenire il vandalismo.  DSC_0432

Dopo la firma dell’accordo, l’assessore municipale alle Politiche Ambientali  Gianna Le Donne ha visitato il parco assieme al presidente del Consiglio municipale Riccardo Corbucci e a Giampiero DSC_0425 D’Ubaldo, dirigente della società calcistica, durante lavori di sfalcio in quella che era diventata una savana. Domenica Vignaroli, presidente dello storico Comitato di Quartiere Settebagni – in via di confluenza in quello neocostituito, ndr – ha ricordato inoltre all’assessore Le Donne l’opportunità di curare anche il giardinetto di via Sant’Antonio di Padova.

Alessandro Pino

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Al buio il vecchio sottopasso di Settebagni: voi ci passereste a piedi? – di Alessandro Pino

3 Mag
Solo con il flash si vede qualcosa

Solo con il flash si vede qualcosa

Da alcune settimane il vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale – è rimasto completamente privo di illuminazione, dopo che una delle tre lampade posizionate sulla volta della galleria si è staccata nell’urto con un automezzo troppo alto probabilmente assieme ai cavi che portavano la corrente alle altre. DSC_0282

Il transito per i  pedoni nelle ore notturne è diventato un’avventura anche  per il fondo stradale dissestato, nonostante il percorso sia di una ventina di metri: una volta entrati dentro si è immersi nel buio totale e per farsi notare in tempo dai veicoli in arrivo (specie camminando in direzione della collina, trovandoseli quindi alle spalle) è bene segnalare la propria presenza portandosi dietro una torcia a pile o accendendo lo schermo del telefonino. Come sempre, si accettano scommesse su quanto tempo occorrerà per il ripristino.

Alessandro Pino

Arte in stazione a Settebagni – di Alessandro Pino

21 Apr

Due pannelli dipinti da alunni della scuola Ungaretti decorano l’atrio della biglietteria

pubblicato su http://www.di-roma.com

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La stazione Fs di Settebagni – ricalcando in piccolo scali più importanti e conosciuti – è decorata ora da due installazioni artistiche: sono dei gradevoli pannelli dipinti realizzati da alunni della locale scuola media Ungaretti sotto la guida della professoressa Emilia Sanità, docente di Arte, dietro suggerimento della signora Marina Fava, vicepresidente della locale associazione Il Mio DSC_0037Quartiere. Collocati nell’atrio della dismessa biglietteria – al posto di una grande cartina di Roma risalente agli anni Settanta, purtroppo deteriorata e rimossa – i due quadri, astratti ma di chiara ispirazione ferroviaria, sono stati scoperti con tanto di taglio del nastro inaugurale  alla presenza degli studenti che li hanno realizzati, di numerosi genitori e delle autorità locali: hanno voluto partecipare Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio del Terzo Municipio di   DSC_0014 cui Settebagni fa parte, il consigliere comunale Massimo Caprari e quelli municipali Francesca Leoncini e Fabrizio Cascapera, l’ex assessore municipale Alessandro Venturieri, l’ingegner Gualario di Rfi in rappresentanza dell’amministratore delegato Maurizio Gentile (impegnato a Milano per l’Expo), il dirigente a riposo delle Ferrovie Francesco Galvano e la professoressa Carla Galeffi, preside dell’istituto Uruguay da cui dipende la Ungaretti, oltre a un gruppo di volontari della associazione di protezione civile  Nucleo Sicurezza Ambientale.    DSC_0033

È stato osservato che la collocazione dei due lavori sarebbe poco felice, rimanendo di fatto nascosti alla vista dei passeggeri  per la distanza dell’atrio dalle banchine utilizzate per la fermata dei treni. Si deve però ammettere con amarezza che nel sottopasso pedonale i quadri sarebbero stati rapidamente rovinati dagli scarabocchi di quei teppisti che notoriamente vi hanno mano libera grazie anche alla totale assenza di vigilanza.

Alessandro Pino

 

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Un raccoglimento antico: alcuni scatti dalla Via Crucis a Settebagni – di Alessandro Pino

4 Apr

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Alcuni scatti dalla Via Crucis del 3 aprile a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale

Un centinaio di persone con i lumini in mano, alla testa del corteo la Croce portata dagli scout, percorrendo il consueto itinerario: l’uscita dalla parrocchia di Sant’Antonio di Padova imboccando la via omonima, poi su per la parte collinare del quartiere e la discesa fino alla Salaria per tornare in chiesa.   20150403_201138

Forse pochi i partecipanti per un quartiere che ormai ha superato i diecimila abitanti; ma probabilmente qualcuno era già partito per la classica visita ai parenti che abitano lontano, altri si sono affacciati a guardare dalla finestra, magari qualcuno malato o carico di anni e impossibilitato a esserci fisicamente ha fatto trovare la porta di casa illuminata da ceri votivi. Certo è che anche chi non è un fervente cattolico ha potuto percepire l’atmosfera raccolta, il percorrere tutti insieme le stradine buie e deserte che – nonostante Settebagni sia a tutti gli effetti un quartiere del Comune di Roma Capitale – davano quasi l’idea di processioni in borghi antichi.

Alessandro Pino

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Incontro pubblico sulla viabilità a Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale: un fiasco? – di Alessandro Pino

18 Mar

Si è tenuto il 17 marzo presso la sala parrocchiale di Settebagni (Terzo Municipio di Roma Capitale) un incontro pubblico per discutere alcune possibili variazioni alla viabilità locale, già illustrate lo scorso dicembre a piazza Sempione dal consigliere municipale Fabio Dionisi – presidente della commissione Lavori Pubblici – a un gruppo di cittadini vicini alla associazione “Il mio quartiere” che si erano assunti il compito di farle conoscere agli altri residenti in vista, appunto, di successive riunioni. Oltre allo stesso Dionisi era presente il funzionario della Polizia di Roma Capitale Sonia Pompili che ha spiegato come le diverse 20150317_184857bozze di modifica della circolazione siano state studiate per venire incontro alle lamentele ricevute da numerosi genitori di alunni delle scuole di via dello Scalo di Settebagni – attualmente a doppio senso di marcia – in merito agli ingorghi che la intasano specialmente in orario di ingresso o uscita degli studenti, spesso accompagnati in macchina; da qui l’idea di istituire il senso unico su quella strada, giudicando utile inoltre – almeno secondo uno dei progetti – invertire quello del vecchio e stretto sottopasso di via Sant’Antonio di Padova destinandolo all’uscita in direzione Salaria. Tutto questo per provare a snellire il traffico in un quartiere che da alcuni anni sta aumentando nel numero di abitanti per via delle nuove edificazioni, in mancanza però di nuove infrastrutture – come un nuovo ipotetico sottovia – che sembrano sempre più appartenere alla fantascienza. Spiegazioni più approfondite non c’è stato modo di ascoltarne, sia perché le possibili modifiche erano in parte già note anche in seguito ad articoli di stampa, ma soprattutto perché l’incontro è consistito pressoché integralmente in una sovrapposizione di animate discussioni non solo sul merito della materia – tra i sostenitori e detrattori di una nuova eventuale viabilità – ma anche sulla forma, essendo stato contestato da alcuni un presunto ruolo privilegiato avuto dalla associazione “Il mio quartiere” nei rapporti con l’amministrazione municipale. L’impressione è che la viabilità sia stata forse una sorta di scintilla che ha fatto detonare definitivamente un malanimo latente nella zona, venuto allo scoperto dopo anni di reciproci malumori che covavano sotto la cenere. Sta di fatto che dopo poco più di un’ora l’incontro è terminato senza concludere nulla, se si esclude la proposta da parte di alcuni partecipanti di un senso unico alternato nel vecchio sottopasso, regolato da semaforo; Dionisi si è detto possibilista al riguardo, assicurando che avrebbe sottoposto l’idea agli uffici competenti per vagliarne la fattibilità, sulla quale però aveva già espresso dubbi il funzionario Pompili per la mancanza di spazio nel quale attendere la luce verde. Certamente non era in programma di prendere alcuna decisione nell’occasione e Dionisi ha più volte ripetuto che i differenti progetti sono senz’altro passibili di modifiche che tengano conto dei pareri dei residenti, come pure di rimanere lettera morta se fosse evidente la contrarietà degli stessi. In tal caso sarebbe necessario stabilire in quali forme e modalità tali pareri andranno espressi (un referendum di quartiere, forse?) così da evitare astiose polemiche. È innegabile però che a Settebagni qualche provvedimento vada preso, altrimenti si continuerà a rimanere in coda impiegando un quarto d’ora solo per uscire dal quartiere.
Alessandro Pino

Bottiglie incendiarie trovate lungo la ferrovia vicino Settebagni – di Alessandro Pino

17 Feb

Maldestro tentativo di sabotaggio sulla linea ferroviaria che attraversa il territorio del Terzo Municipio: la mattina del 13 febbraio nei pressi della stazione di Settebagni sono state trovate  due bottiglie in PINO molotovplastica piene di liquido infiammabile all’interno di chiusini di passaggio per cavi elettrici, lungo i binari su cui transitano sia i treni a lunga percorrenza che quelli della linea da Fiumicino aeroporto a Orte/ Fara Sabina. Sui coperchi dei pozzetti era tracciate scritte contro la realizzazione della Tav (Treno Alta Velocità). Non sembra comunque ci siano stati danni agli impianti, forse per la scarsa perizia degli sconosciuti attentatori: sul posto sarebbero stati rinvenuti anche fiammiferi bruciati e altro materiale di innesco, segno probabilmente che abbiano provato ad accendere i men che rudimentali ordigni senza riuscirci. A fare la scoperta alcuni operai che hanno subito allertato la Polizia Ferroviaria per i rilievi del caso. A pensarci bene però la notizia vera- più che la scoperta delle bottiglie potenzialmente incendiarie- è che sul tratto di ferrovia in questione ci siano ancora cavi elettrici salvatisi dalla predazione dei soliti noti.

Alessandro Pino

Settebagni: un Carnevale casereccio ma che piace sempre – di Alessandro Pino

17 Feb

La festa di Carnevale a Settebagni, tenutasi quest’anno il pomeriggio del 14 febbraio, è una di quelle PINOcarnevalesettebagni15 Dricorrenze- al pari della pennata estiva o della polentata natalizia, tutte organizzate dal Comitato festeggiamenti Sant’Antonio di Padova- che scandiscono il corso del tempo in un quartiere ancora a dimensione quasi paesana nonostante le nuove ingenti edificazioni e i furti in casa che stanno inquietando i residenti. Seguendo una formula è semplice e collaudata si è iniziato- grazie alle condizioni meteo favorevoli- con la sfilata dei bambini in maschera sul pianale di un furgone e la banda Giuseppe Verdi ad aprire il corteo, percorrendo la parte collinare del quartiere per ritornare alla parrocchia dove si è infine scatenata l’allegra pipinara tra lanci di coriandoli e sgranocchiando dolci e pizze fritte, impastati e cotti al PINOcarnevalesettebagni15 Amomento dalle cuoche del Comitato. Tra i costumi visti in questa edizione, la palma dell’originalità è andata senz’altro a una signora travestitasi da confezione di un noto medicinale contro l’influenza. Non proprio il Carnevale di Rio insomma, ma va benissimo così, tutto sommato sono state un paio d’ore tagliate a misura di un pubblico di ogni età e di gusti caserecci che ha mostrato di gradire molto anche la novità dell’animazione con giostrina gonfiabile e distribuzione di pop corn e zucchero filato, affollando il sagrato come raramente si vede.

Alessandro Pino

Stazione di Settebagni: pareti imbrattate per l’ennesima volta – di Alessandro Pino

17 Feb

pubblicato su http://www.attualita.it

Gli ultimi scarabocchi

Gli ultimi scarabocchi…

Quando nei mesi scorsi fu imbiancato per l’ennesima volta il sottopasso nella stazione ferroviaria di Settebagni, in molti si saranno chiesti il senso di tale sommaria manutenzione periodica, prevedendo che non ci sarebbe voluto molto prima che le mura diventassero nuovamente preda dei soliti teppisti muniti di vernice spray e pennarelli formato magnum (posto che le tabelle e le vetrine degli orari rimangono deturpate). E così è stato, appunto: ecco servita una nuova serie di quelli che qualcuno osa ancora chiamare

...e i precedenti, nello stesso punto

…e i precedenti, nello stesso punto

“graffiti”, assegnando così dignità culturale a volgari scarabocchi opera di teppisti. Il discorso è il solito, si invoca la mancanza di fondi per pagare un servizio di piantonamento, mentre  le telecamere di sorveglianza – ove installate – con tutta evidenza non rappresentano un deterrente, al punto di far sorgere dubbi sul loro funzionamento o semplicemente sull’effettiva visione delle immagini da parte degli addetti. Viene però spontaneo  chiedersi  se convenga  di più spendere per un ripristino dei luoghi destinato a vita breve o piuttosto per una vigilanza che contrasti il vandalismo e ogni altra forma di illegalità: una parete imbrattata forse ad alcuni preoccupa poco, ma in assenza di controlli può succedere ben altro.

Alessandro Pino

Alle solite: piove e a Bel Poggio straripa il fosso di Settebagni- di Alessandro Pino

5 Feb

Come c’era da aspettarsi, l’intensa pioggia caduta a Roma nella notte tra il 4 e 5 febbraio ha causato lo straripamento del fosso di DSC_1394Settebagni nel tratto in cui scorre sotto  il ponticello di via Lello Maddaleno, località Bel Poggio: poco dopo le nove di mattina il livello dell’acqua-o meglio del fango- ha raggiunto e superato il bordo della strada. Nel pomeriggio la situazione sembra essere migliorata ma per prudenza sono state poste delle reti in plastica arancione ai bordi della struttura- il cui guard rail metallico è danneggiato- per   DSC_1392 scongiurare incidenti specialmente al buio. È proprio per evitare il ripetersi delle esondazioni- che in passato nei casi più gravi hanno di fatto  isolato i residenti di Bel Poggio- che il ponticello sarà in futuro sostituito da uno nuovo, da realizzare nell’ambito dei cosiddetti Print (Programmi Integrati), ossia interventi di riqualificazione urbana recentemente votati in Consiglio Municipale.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale. Lavori dei piani Print in zona Settebagni. Consiglio presidiato per timore di interventi non condivisi. Ma non era Settebagni-Settebagni

18 Gen

documento risoluzione BL’introduzione di modifiche alla viabilità è un argomento che a Settebagni tiene banco da settimane, da quando cioè sono state annunciate in due riunioni pubbliche da Fabio Dionisi, presidente della commissione municipale Lavori Pubblici. Dionisi si era premurato di rassicurare i residenti sul fatto che ogni variazione – in un contesto nel quale introducendo o variando un senso unico in una strada si innesca un effetto domino che coinvolge tutte le altre – sarebbe stata prima discussa pubblicamente con i residenti, partendo da due bozze studiate dal locale Comando della Polizia di Roma Capitale. Per questo, quando nei giorni scorsi sono apparse in rete – ad opera sembra del consigliere pentastellato Massimo Moretti – le scansioni riguardanti gli ordini del giorno per il Consiglio Municipale, è nato un certo fermento tra i residenti: nel programma si leggeva infatti che sarebbe stata messa ai voti una risoluzione riguardante alcuni interventi (i cosiddetti Print, sigla di Programma Integrato) di riqualificazione urbana in zona Settebagni. Anzi, a dirla tutta aveva cominciato a serpeggiare il timore di vedersi imporre decisioni prese a priori senza consulto alcuno, e ha preso nuova linfa anche il tema sempreverde dell’ormai fantomatico nuovo sottopasso ferroviario che supplisca alle carenze di quello – inadeguato per dimensioni e fatiscenza – di via Sant’Antonio di Padova. Sui social già prendeva piede l’idea di andare a protestare contro “il colpo di mano”.

Fattostà che nei documenti in questione si legge che i lavori proposti riguarderanno la costruzione di un ponte in via Lello Maddaleno docuemento risoluzione Ache sostituisca quello vetusto che scavalca il Fosso di Settebagni , dalle cui acque viene regolarmente sommerso durante gli allagamenti nemmeno tanto infrequenti, lasciando di fatto isolati i residenti della collina di Bel Poggio. Nulla a che vedere con la rivoluzione viaria dei sensi unici o con il sottopasso Fs, quindi. Sempre però del territorio di Settebagni si tratta, perché Bel Poggio di ess fa parte, tanto che i residenti votano nel seggio delle scuola Giovanni Paolo I e hanno la chiesa di S. Antonio da Padova come parrocchia di riferimento. Giova ricordare che Settebagni, per il terzo municipio è un po’ come il vallo di Adriano in Gran Bretagna per gli antichi romani: l’ultimo avamposto di Roma Capitale a Nord giunge fino a via di Valle Ricca, che segna il confine con il Comune di Monterotondo. In mezzo diverse località, come via di santa Colomba, Quattro Cancelli, Tor San Giovanni e Bel Poggio, che hanno nel quartiere il proprio riferimento. Fatto sta che alcuni residenti di “Settebagni – Settebagni” (anche e qui si rischia di scendere in quella specie di razzismo tra quartieri del tipo “ma lei è del centro o della provincia?”, se Lfosse che ora le provincie non esistono nemmeno più, sostituite dai comuni metropolitani) e il presidente dell’Associazione il mio Quartiere di Settebagni, preoccupati, si sono recati a piazza Sempione per assistere al Consiglio incriminato, quello del 14 gennaio. Prima dell’inizio della seduta però, parlando con alcuni consiglieri – Bureca, Proietti e lo stesso Dionisi che non ha lesinato uno scambio di battute con il portavoce dei cinque stelle, a suo giudizio reo di non aver ben spiegato la cosa (ma l’odg era chiaro, le vie indicate e la zona di riferimento pure ndr) – sono stati resi edotti sul reale oggetto dei lavori previsti, in località via di santa Colomba e Bel Poggio, appunto. Rassicurati che la cosa non riguardava “Settebagni – Settebagni”, le persone che erano accorse hanno lasciato l’aula, ritenendo forse che la cosa non li riguardasse, lasciando che l’iter si compisse senza un loro intervento.

Alessandro Pino   –   Luciana Miocchi

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: auto in fiamme sul raccordo Salario-Settebagni

8 Gen

ultima ora: una macchina in fiamme sul raccordo salario-settebagni, ferma sulla carreggiata direzione Monterotondo, all’altezza dei campi da calcio del Settebagni ha costretto la polizia stradale a deviare il traffico diretto fuori Roma all’interno del quartiere. Forti rallentamenti alla circolazione.

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: incendio a Capodanno – di Alessandro Pino

1 Gen

DSC_1046Capodanno con falò fuori programma in zona Settebagni: nel primo pomeriggio hanno preso fuoco dei rifiuti lasciati ai bordi del Raccordo Salario (lato direzione Roma) in attesa della raccolta differenziata. Le fiamme hanno distrutto una aiuola adiacente e da lì si sono propagate all’area recintata retrostante, dove era accumulata una certa quantità di legna tagliata. DSC_1051 Nel frattempo alcuni passanti avevano avvisato i Vigili del Fuoco, giunti a bordo di una autopompa dal distaccamento Nomentano di via Romagnoli che hanno rapidamente domato le fiamme prima che la situazione divenisse più grave.
Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: secondo incontro su Viabilità interna – di Alessandro Pino

23 Dic

PINOriunioneAnnunciata durante l’incontro informale tra i residenti a Settebagni e l’amministrazione del Terzo Municipio dello scorso 10 dicembre presso il bar Silvestrini, ove era presente il presidente della commissione lavori pubblici Fabio Dionisi, la riunione per illustrare alcuni possibili futuri cambiamenti nella viabilità del suddetto quartiere si è tenuta presso l’aula consiliare di piazza Sempione lo scorso venerdì 19, alle ore 11. La necessità di apportare modifiche alla circolazione era emersa da tempo, visti gli ingorghi che intasano quotidianamente – specie nei pressi delle scuole in orario di ingresso o uscita degli studenti – un quartiere cresciuto spontaneamente alcuni decenni fa soprattutto con costruzioni familiari, che ha visto aumentare vertiginosamente il numero dei condomini e del traffico a partire dagli anni 90, con le edificazioni del costruttore Antonelli, cui era stato posto il vincolo del raddoppio del sottopasso di via S. Antonio, rimasto sulla carta nonostante siano stati versati gli oneri per la realizzazione dell’opera.
Mentre all’incontro precedente, tenutosi nel tardo pomeriggio, erano intervenuti un centinaio di residenti, a questo era presente una dozzina di persone appena, per lo più vicine alla Associazione “Il mio quartiere”, probabilmente a causa dell’ora mattutina, quasi impossibile da sostenere per chi lavora, e della sede municipale, tutt’ora difficilmente raggiungibile se non si ha a disposizione un mezzo privato, a meno di non considerare vari cambi di autobus.
Vi è stata una sommaria esposizione della materia da parte del consigliere municipale Fabio Dionisi, contornata da un paio di interventi del presidente del Municipio, Paolo Marchionne, e del suo predecessore Cristiano Bonelli.

Meglio chiarire subito che non c’è alcun timore di vedersi calare dall’alto e all’improvviso tali modifiche, che per giunta nemmeno sono ancora definite: l’incontro serviva appunto per presentare due bozze – studiate dal locale distaccamento della Polizia di Roma Capitale e ampiamente passibili di cambiamenti – a cittadini volenterosi, a loro volta incaricati di diffonderle e discuterle con il resto dei residenti in modo da presentare in successivi incontri, con modalità esse stesse da definire, osservazioni, obiezioni e suggerimenti individuando l’assetto stradale più idoneo. Sembrano dunque fondamentali una vera e propria informazione porta a porta o anche il dibattito in rete sui social network. Soluzione condivisibile ma un po’ rischiosa: nei molteplici passaggi di bocca in bocca c’è il rischio che l’informazione originaria – i due piani elaborati dai tecnici – venga distorta, sia pure in buona fede, con ulteriore fatica a carico della municipalità per riportare il quadro a dimensioni veritiere.

Rispetto alla situazione attuale, l’unica modifica in comune tra i due scenari (o la più rilevante, in un contesto dove a ogni modifica in una strada si crea una reazione a catena che interessa le vie rimanenti) sembra essere l’istituzione del senso unico su via dello Scalo di Settebagni provenendo da via delle Lucarie fino a via Sant’Antonio di Padova, quest’ultima prolungata fino a via Capoliveri con l’apertura al traffico della parte che si insinua tra le nuove edificazioni.

Per il resto, uno degli studi (per chiarezza chiamato 1) prevede di invertire il senso unico nel vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova, che verrebbe quindi destinato all’uscita dal quartiere: tale modifica contribuirebbe anche a risolvere il rischio di incidenti dovuti alle condizioni di luce che attualmente nelle ore diurne riducono la visibilità nella galleria arrivando dalla Salaria – situazione che non si presenta invece entrando dal lato opposto come vorrebbe la modifica – che peraltro però è comune a buona parte del Gra in direzione nord-ovest.
Sempre nella proposta 1, rimanendo l’attuale senso unico di via delle Lucarie, verrebbe istituito però quello su via Capoliveri che diventerebbe percorribile solo in salita, raccordandosi in cima alla collina con il proseguimento di via Sant’Antonio di Padova, aperta interamente sui due sensi di marcia fino alla vecchia galleria.
La proposta 2 lascia invece immutato l’attuale senso unico del vecchio sottopasso, abolendo però il doppio senso di marcia sul tratto di via Sant’Antonio di Padova che sbuca dalla galleria (consentito andare solo in direzione della collina) e rendendo inutili – quindi comportandone presumibilmente l’eliminazione – della banchina spartitraffico e dell’impianto semaforico per alternare i flussi veicolari che furono installati anni addietro.
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A margine dell’incontro è stata sollevata anche la questione (vetusta più che annosa) della realizzazione di un nuovo sottovia ferroviario per sostituire il vecchio e stretto tunnel di via Sant’Antonio di Padova: dopo aver ripercorso per l’ennesima volta i passi della vicenda, più di uno dei presenti ha espresso seri dubbi sulla effettiva volontà delle Ferrovie di realizzare un’opera del genere anche in un futuro remoto. Per questo motivo alcuni dei cittadini presenti ritengono di aver individuato un modo alternativo di collegare Settebagni con l’esterno ampliando un viottolo di servizio in uso all’area di rifornimento sul tratto finale della A1 Diramazione Nord , effettivamente molto vicina alla estremità orientale del quartiere che in tal modo avrebbe un accesso su un fronte opposto alla consolare. Una proposta certamente ispirata dalla buona volontà ma che sinceramente ispira un certo scetticismo per quanto riguarda la fattibilità nel paese dove i tempi di completamento di talune opere pubbliche raggiungono lunghezze imbarazzanti. Per chi vive o lavora a Settebagni, quindi, le novità più rilevanti nel prossimo futuro saranno probabilmente limitate a una mutata organizzazione dei sensi unici.
Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: polentata d’inverno sul piazzale della Chiesa – di Alessandro Pino

22 Dic

polent2 (2)La polentata pre-natalizia, organizzata e offerta dal Comitato di festeggiamenti Sant’Antonio di Padova, è una simpatica tradizione che ogni anno si rinnova nel quartiere di Settebagni: e così la sera del 20 dicembre il piazzale della chiesa si è animato di residenti (e non solo, essendosi notate facce non familiari) in attesa del loro piatto di polenta, magari annaffiato da un bicchiere di vin brulè (anch’esso preparato sul posto) mentre al centro bruciava la legna per riscaldarsi e per abbrustolire pane in quantità. Quando ancora tutto era in preparazione, la banda musicale della associazione “Giuseppe Verdi” ha intrattenuto i presenti, così come in seguito il gruppo di fisarmonicisti di Fabio Coladarci e Silvia Berti. Un paio di metri più in là, i bambini della quarta elementare esponevano alcuni oggetti natalizi da loro realizzati in orario extrascolastico per donare il ricavato della vendita ad ActionAid, una organizzazione attiva contro la povertà nel mondo. Una maniera alla buona – consona a un’epoca di disagi economici sempre più preoccupanti -per ritrovarsi almeno una volta l’anno in un quartiere che con le continue nuove edificazioni perde sempre più i connotati originari di borgata sorta spontaneamente: forse è per questo – spiace constatarlo – che nel piazzale della chiesa si sono viste meno persone rispetto al passato.

Settebagni, III Municipio di Roma capitale: i residenti incontrano l’assessore all’ambiente e il presidente della commissione lavori pubblici. Il presidente del Municipio trattenuto da una riunione del Pd non fa in tempo a partecipare – di Alessandro Pino

11 Dic

PINOresoconto3 Richiesto nei mesi scorsi da molti residenti di Settebagni tramite l’associazione “Il mio quartiere”, un incontro pubblico con una rappresentanza della amministrazione del Terzo Municipio si è tenuto nel tardo pomeriggio del 10 dicembre presso il bar Silvestrini di via Salaria. Erano presenti – oltre a Marina Fava, vicepresidente del sodalizio – il consigliere Pd Fabio Dionisi, presidente della commissione lavori pubblici del III Municipio e l’assessore all’ambiente Gianna Le Donne, Sel. Era atteso, come scritto anche sugli avvisi sparsi per il quartiere, anche il presidente del Municipio, Paolo Marchionne, che però ha fatto sapere, a incontro iniziato di essere impossibilitato a presenziare (in realtà, nello stesso orario il pd romano aveva indetto un’assemblea nella periferia sud della capitale, presenti il Sindaco Marino e il segretario commissario del Pd romano, Orfini. Il presidente, data la gravità degli eventi che hanno coinvolto esponenti del consiglio e della giunta capitolina, si è recato là per ovvi motivi contingenti, che ben si sarebbero potuti rendere noti, ndr).
Meno di un centinaio, a occhio, i cittadini intervenuti e interessati alle risposte del governo municipale su questioni quali la viabilità nel quartiere, gli allagamenti del sottopasso di Salita della Marcigliana, lo smaltimento selvaggio dei rifiuti e la gestione del verde pubblico. Non si è trovato il tempo (pur essendosi la riunione protratta fin quasi alle ventuno) di trattare il tema della sicurezza, particolarmente sentito dai residenti specialmente dopo i ripetuti furti e atti di vandalismo verificatisi di recente: al proposito si è ipotizzato di organizzare eventuali futuri incontri suddividendoli per temi.

Per quanto riguarda la viabilità è stata esaminata principalmente la ormai annosa questione del vecchio e inadeguato sottopasso ferroviario di via Sant’Antonio di Padova, notoriamente stretto e male illuminato: Dionisi ha brevemente ricordato che nel 2008 si era tenuto un incontro con i tecnici delle Fs dal quale sembrava che i lavori di ampliamento fossero imminenti, grazie al milione e mezzo di euro versato dal costruttore Antonelli per le sue edificazioni in zona e a una pari cifra che avrebbero messo a disposizione la società ferroviaria. Ora però sembrerebbe non sia possibile un intervento del genere per intervenuti mutamenti nella circolazione dei treni, rimanendo aperte altre ipotesi: si è parlato di intervenire nella zona degli uffici della Anonima Petroli Italiana scavalcando o passando sotto la ferrovia. In alternativa, di procedere in maniera analoga ma nelle vicinanze del ponte che scavalca la Salita della Marcigliana. Dionisi ha voluto dare rassicurazioni sulla conservazione della somma versata all’epoca da Antonelli, che nel frattempo avrebbe fruttato interessi per duecentomila euro. Rimane comunque evidente una certa fatiscenza della vecchia struttura.

Già alla fine del mandato Bonelli, nel 2013, Fs aveva scoperto di non poter dare seguito al raddoppio del sottopasso dove Ferrovie stessa era stato indicato, in quanto a pochi metri è situato lo scambio che divide i treni sui vari binari, mentre i lavori fino a quel momento venivano rimandati fino alla fine degli adeguamenti della stazione Tiburtina a terminal per l’alta velocità. Si disse che occupandosi di Settebagni si sarebbero rallentata troppo la corsa dei treni, costringendo così Fs a pagare continue salate penali. Qualche tempo dopo veniva individuata un’area posta accanto alla strada che finiva nell’ormai dismesso passaggio a livello, quello sì di competenza di Fs ma ceduto tra lo stupore dei residenti proprio all’Api che infatti, provvide immediatamente a recintare, facendone una strada privata a proprio uso. L’area sarebbe la soluzione ottimale per un sottopasso ma andrebbe espropriata all’attuale proprietà, che fino a qualche tempo fa vi aveva messo in bella mostra un cartellone con su scritto “vendesi”. L’ipotesi del sovrappasso rimane comunque la più improbabile, essendo la linea ferroviaria coinvolta nella cd alta velocità ed è notorio che Fs non vuole simili strutture sopra le tratte av. Secondo questa concezione, tramonta anche l’ipotesi del ponte che possa scavalcare in qualche modo la salita della Marcigliana.

Eventuali modifiche alla circolazione automobilistica nel quartiere, con sensi unici che evitino gli ingorghi nei pressi delle scuole di via dello Scalo di Settebagni, sono state rinviate a dopo il completamento della nuova rotonda ai piedi del complesso di nuova edificazione noto come “Horti della Marcigliana”: al riguardo Dionisi ha affermato esistere già una proposta, depositata presso gli uffici della Polizia di Roma Capitale competenti per zona, che verrà illustrata alla cittadinanza anche tramite proiezione di diapositive in un incontro da organizzare appositamente.
Cambiamenti minori verranno dall’apertura della strada che passa internamente ai nuovi condomìni situati tra la fine di via Sant’Antonio di Padova e via delle Lucarie – via Capoliveri. Un’altra modifica alla viabilità dovrebbe consistere nel rifacimento dell’area antistante l’edicola sacra posta tra via della Stazione di Settebagni, la Salita della Marcigliana e la Salaria, con tre diversi tipi di sistemazione attualmente allo studio che però non sono stati anticipati e per i quali si sarebbe reso disponibile il costruttore Manetta, già impegnato nel completamento della adiacente rotonda sotto il suddetto complesso degli “Horti” da lui realizzato. Tra l’altro è prevista da parte sua, come opera pubblica (non a scomputo), la costruzione di un asilo nido (richiesto dal Terzo Municipio invece della scuola materna inizialmente concordata). A proposito degli allagamenti nel sottovia ferroviario che si immette nella rotonda, interessato nei mesi scorsi dai lavori di allaccio delle fogne del nuovo residence al canale di scolo principale (quello che corre sotto il marciapiede sul lato opposto della Salaria), Dionisi ha mostrato alcune foto (un vero e proprio scoop, a suo dire) scattate durante una videoispezione da lui richiesta: dalle immagini si vedrebbe una riduzione della sezione del canale (ingombrato anche da alcuni mattoni) che sarebbe la causa della ridotta capacità di smaltimento dell’acqua piovana e dei conseguenti, ripetuti allagamenti. Non è stata però autorizzata da Dionisi la riproduzione di tali immagini che – ha dichiarato – saranno sottoposte al vaglio di chi di competenza.
L’assessore municipale all’Ambiente, Gianna Le Donne, ha preso la parola sul finire della riunione, per quanto riguardava la manutenzione delle aree verdi a Settebagni e la situazione dei rifiuti (anche ingombranti) spesso lasciati per le strade di un quartiere rimasto pressoché senza cassonetti tradizionali da quando è stata introdotta la raccolta differenziata domestica. L’assessore ha invitato a vivere quotidianamente i parchi e a non abbandonarli, (col risultato, ci si immagina, di lasciarli preda del vandalismo). Ci permettiamo di osservare però che gli atti di teppismo si verificano solitamente in ore notturne quando il controllo sociale (già precario di questi tempi) è inesistente ed è difficile pensare che i parchi siano frequentati da mamme con carrozzina e anziani a passeggio. Da notare inoltre che in altri quartieri negli anni scorsi i parchi e i giardini pubblici venivano chiusi nottetempo da guardie particolari giurate adibite allo specifico servizio: si dirà come sempre che non ci sono soldi per pagare queste prestazioni, anche se a giudicare dalle recenti cronache quando si vuole i soldi saltano fuori eccome. Alcuni cittadini (anche a nome della locale società calcistica) si sono anche offerti di provvedere personalmente alla rasatura dell’erba e alla potatura degli alberi nel cosiddetto “Parco dei frutti”: iniziative generose che però si scontrano con un paese dalla burocrazia non particolarmente illuminata, esponendo al rischio di grattacapi legali in mancanza di precise autorizzazioni scritte.

Nell’altro grande parco di Settebagni, quello intitolato a Umberto Nobile, sarebbe allo studio la possibilità di adeguare ad area cani vera e propria (quindi con allaccio alla rete idrica e fognaria) la parte recintata che attualmente – pur servendo sostanzialmente allo stesso scopo – è considerata “di sgambettamento”, ossia per farli scorrazzare senza la costrizione del guinzaglio altrimenti prescritto, ipotesi scartata nella passata consiliatura per mancanza di fondi da impegnare.
Di fronte al parco Nobile si trova poi un’area pubblica inutilizzata se non per ospitare le giostre una volta l’anno in occasione della festa patronale: l’assessore Le Donne si è detta aperta a qualunque proposta per sfruttarla. Alcuni dei presenti – tra cui lo scrivente – avevano rappresentato lo stato indecente in cui certi angoli del quartiere in particolare vengono ridotti dallo scarico di rifiuti: se inizialmente Dionisi aveva liquidato la cosa affermando che il quartiere non ha l’esclusiva di certi problemi dovuti all’inciviltà, Le Donne ha fatto sapere di aver chiesto all’Ama l’invio in zona di personale addetto al controllo delle infrazioni in merito. Più volte durante l’incontro è stato sollevato un’altra questione ormai annosa, la creazione di una biblioteca pubblica nei locali un tempo adibiti ad alloggio del custode delle scuole (bisognosi di adeguamento dell’impianto elettrico): secondo alcuni dei partecipanti, se anche fosse possibile eseguire i lavori con il contributo finanziario e tecnico di privati cittadini, rimarrebbe la contrarietà del consiglio d’istituto all’apertura al pubblico, forse per evitare promiscuità ritenute inopportune tra gli alunni e frequentatori esterni in orario scolastico. Le proposte avanzate negli anni, comunque, prevedevano sempre l’apertura all’utenza esterna soltanto dopo la fine delle attività istituzionali, come avviene per altro per le attività sportive che si tengono nelle palestre scolastiche al fine del normale orario di lezione.scolastico. Una delle tante questioni, insomma, che nel quartiere si trascinano da anni e che forse vedranno sviluppi interessanti nei mesi a venire.

Alessandro Pino

“Rosso come il sangue. La storia della mia vita” – di Alessandro Pino

13 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Il leImmaginettore non si lasci ingannare dal titolo “forte” e un po’ fuori bersaglio rispetto al contenuto: qui non si evocano atmosfere alla Dario Argento né si preme l’acceleratore sulla militanza politica, nonostante l’autore, Gustavo Manoni – classe 1928 – di questo volumetto di memorie sia stato per una ventina di anni consigliere del Pci in quello che oggi è il III Municipio di Roma e nella prefazione ribadisca la sua appartenenza. Si limita a questo la “colorazione” politica di un agile libriccino – curato dalla giornalista Luciana Miocchi – che rientra invece a pieno diritto in una fiorente pubblicistica locale volta a tramandare quelle storie minime spesso catalogate sprezzantemente come “Italietta” soltanto perché lontane dalle cronache nazionali e che hanno invece nel Dna la dignità delle persone qualunque che ogni santo giorno hanno pedalato per mandare avanti la carretta.

Si tratta dunque di una serie di appunti, di quadri di vita personale che nel caso di Gustavo Manoni combaciano quasi integralmente con quella di Settebagni, oggi quartiere a nord della Capitale, ieri borgata alla cui nascita contribuì partendo quasi da zero. Come osservando delle foto di famiglia in bianco e nero – effettivamente inserite in appendice al testo – sembra quasi di assistere a un documentario su quell’Italia di una volta che oggi invece si vuole stravolgere senza rispetto alcuno per le proprie radici (e in questo bisogna dire che proprio gli eredi del partito caro all’autore stanno dando il proprio deleterio apporto). Sfogliando le pagine si susseguono agilmente episodi legati o meno tra loro, che in un caso – il blocco della via Salaria per protestare contro l’arrivo degli zingari, qui vivaddio così definiti in barba alla correttezza politica imperante – farebbero anzi pensare a simpatie tutt’altro che “rosse”.

Un sentito ricordo viene dedicato al matrimonio civile con Palmira – mancata l’anno scorso – che fu l’innesco di una vena polemica di Manoni nei confronti dell’autorità ecclesiastica, favorita da un carattere che lo stesso autore definisce “tignoso”. Quasi una tradizione per lui, quella degli screzi con i parroci di Settebagni, che ha trovato strascichi anche in occasione della presentazione del libro, tenutasi davanti a un nutrito pubblico presso un esercizio commerciale “amico” dopo che gli organizzatori – forse avventatamente – ne avevano dato anticipazione in rete preannunciandone l’inserimento tra le iniziative di contorno ai festeggiamenti per Sant’Antonio di Padova, patrono del quartiere. Ne è nata una spiacevole polemica – che a qualche osservatore esterno ha ricordato atmosfere alla Guareschi – nella quale occorre dire che Manoni ha avuto ruolo di spettatore – alimentata anche da interventi a gamba tesa (in periodo di mondiali ci sta tutta) da parte di politici locali solitamente più misurati e accorti. Sono venuti allo scoperto malumori latenti tra la fazione del parroco e quella del partito, ultimo revival di un mondo che scompare: la maggioranza dei residenti, arrivata da poco con le nuove edificazioni, non ha voluto prendere posizione (da registrare uno schietto “ma ‘sti cazzi, li probblemi so artri” rivolto allo scrivente) e poco le importa di vicende ormai storiche e che solo operazioni editoriali come questa salveranno dalla dispersione, assieme ai loro protagonisti, nell’impietoso fluire del tempo. Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: un’affossamento sospetto dell’asfalto

12 Giu

sottacquasottoterraOrmai è qualche settimana che esiste. Appena fuori dal ponte della ferrovia, quello che si trova dopo il capolinea degli autobus, entrando a Settebagni dall’uscita della A1, direzione chiesa.

Dapprima era solo una strana pozzanghera, formatasi in assenza di pioggia. Poi, nel giro di alcuni giorni ha cominciato a crepare l’asfalto, poi a cedere. Manto stradale sempre bagnato, anche se di nuvole in cielo non ve ne erano da giorni. La situazione attuale è quella che si vede nella foto: la strada è bagnata per alcuni metri, il lastrico risulta affossato di alcuni centimetri. Non può essere un assestamento nel terreno sottostante a causa di lavori eseguiti frettolosamente, perché sono anni che non se ne fanno in quella porzione di strana. Rimane un’unica inquietante ipotesi: che l’acqua in superficie provenga da una perdita che si è verificata qualche metro più sotto, che il cedimento sia il risultato del dilavamento sotterraneo. Numerose le pattuglie dei VVUU che sono “saltate” sulla quasi buca, come tutti i guidatori che sono passati di là ad una velocità superiore ai 20 Km/h.

Sono aperte le scommesse su quanto tempo ci vorrà per un intervento riparatore. O, in alternativa, per vedere la solita voragine inghiottire un pezzo di strada.

Luciana Miocchi