Sabato 25marzo e domenica 26 presso il mercatino Conca d’ Oro Il Ruotino in collaborazione con l’autoricambi valdinon e con la partecipazione dello ZTLmx Team ( team agonistico di motocross) si avrá modo di assistere ad una 2 giorni di esposizioni, prove ,esibizioni dei mezzi più innovativi presenti sul mercato. La mobilità alternativa con le bellissime e ecologiche biciclette elettriche, i monopattini e gli overboard. Il divertimento e tempo libero con l’esibizione dello spettacolare Crazy Cart ed altri prodotti della Razor. Quad, miniquad, pitbike e molti altri prodotti che non sempre si riesce a vedere da vicino. Ci sarà anche l’occasione di vedere una vera motocross da competizione in livrea ZTLmx team.
Sabato 25 e domenica 26 marzo, due giorni di mezzi a due ruote al Mercatino di Conca d’Oro
24 MarDomenica torna l’ora legale: lancette avanti – di Alessandro Pino
24 MarTorna l’ora legale questo fine settimana: la notte fra sabato 25 e domenica 26 marzo 2017 le lancette degli orologi andranno spostate in avanti dalle 2 alle 3 come vedete nella foto. Questa è la cosa importante, i consueti pipponi sul sonno perso e la luce guadagnata ve li risparmiamo.
Alessandro Pino
30 all’ora sulla Salaria, il Comune risolve così il problema delle buche (e la responsabilità civile in caso di incidente)
20 MarLa sorpresa arriva di lunedì, anticipata da un articolo del Messaggero ma molti se ne saranno accorti da soli, percorrendo la Salaria. Durante il fine settimana sono spuntati sulla statale, a partire dal semaforo di Castel Giubileo, ove inizia la traversa in consegna al Comune di Roma, tanti bei cartelli con il limite a 30 all’ora, sormontati dal segnale di pericolo e la motivazione, ovvero strada dissestata. Per intenderci, simile a quelli che si trovano sulla via di Santa Cornelia, al confine con Formello, su una strada secondaria deformata dalle radici dei Pini. Soltanto che la Salaria è una strada statale, un’arteria che convoglia in città le auto che provengono dalle Sabine, da Rieti e da tutto il circondario che non ha facilmente accesso all’autostrada Roma Firenze. E’ una delle porte di ingresso alla Capitale, dovrebbe essere un biglietto da visita non una carta sporca.
Chi scrive questa mattina è salita in auto dalla parte del passeggero per poter fare liberamente foto e filmati di ordinanza e tentare un piccolo esperimento: velocità rigorosamente a trenta all’ora, per vedere cosa significhi andare effettivamente su strada a quella velocità, se è un’impresa fattibile e i rischi, se ce ne sono, che una scelta del genere comporta. Venti metri prima del cartello di inizio 30 ce ne è un altro che invita a salire sulle rampe del Gra non oltrepassando la velocità di 40 all’ora ed è già teneramente comico che su una rampa di accesso, a curvatura costante e facente parte di un quadrifoglio (ben accentuata quindi) si possa andare a dieci km in più che su una strada fondamentalmente dritta. Le buche profonde si vedevano anche prima e si cercava di evitarle, perché a 30 o a 50 sempre male fanno ai cerchioni e al portafogli. L’asfalto sconnesso, mal rattoppato o sovrapposto ad mentula è inevitabile e provoca un rollio fastidiosissimo, per cui già prima si rallentava preventivamente. La questione è annosa e sarebbe già stata pure risolta se…
..era il 2015 e le ultime piogge cadute avevano compromesso fortemente il manto stradale di alcune statali di accesso a Roma, come la Nomentana e la Salaria nel quadrante nord-est e con un provvedimento urgente l’allora Sindaco Marino stanziò dei fondi per il rifacimento dell’asfalto. Non sull’intero tratto, bisogna dire, soltanto su alcuni pezzi che erano particolarmente rovinati e che corrispondono più o meno a quelli che lo sono tutt’ora. Poi il dimissionamento del primo cittadino spalancò le porte al Commissario. Nel 2016, reggente ancora Tronca però, i fondi per la Nomentana vengono spesi e della Salaria nessuna notizia. Fino alla sorpresa di questa mattina. C’è da dire che le zone 30 si istituiscono sul territorio comunale prevalentemente nel centro abitato, quando si vuole far rallentare il traffico in punti ritenuti pericolosi per l’incolumit° dei pedoni, in prossimità di scuole o centri di aggregazione. Come effetto collaterale, portano il divieto di sosta. Che nel caso della Salaria potrebbe essere perfino vantaggioso, visto il ritorno scostumato delle prostitute a ogni ora del giorno e della notte, con la conseguente possibilità di multa per chi si ferma a contrattare. Chissà cosa ne penseranno i proprietari delle auto parcheggiate nei dintorni di Sky e della motorizzazione civile, quando cominceranno ad arrivare le prime sanzioni..
Ritornando al racconto del percorso a rigor di ordinanza. Una zona trenta lunga quasi otto chilometri non si era mai vista. Il limite, anche per un’utilitaria è difficile da mantenere, su una strada dritta e priva di curve; significa andare a passo d’uomo o quasi. Infatti la vettura viene superata, pure con una certa spavalderia, da un paio di ciclisti in uscita di allenamento: il tachimetro segna 30 tondo, loro andranno intorno ai 40, se gli autovelox fossero già posizionati li farebbero scattare.
Mantenere la velocità, con il ciclista sghignazzante diventa un punto di orgoglio. Fino all’Hotel Romulus gli altri veicoli continuano ad andare ai 50 e anche qualcosina in più, come da precedenti limiti e mantenendosi sulla corsia di sorpasso nemmeno si incontrano buche. Lo spostamento d’aria si fa notare, l’umore del guidatore peggiora, non ci sono macchine davanti, quelle che sorpassano si allontanano velocemente e il dissesto si sente tutto, ugualmente. Poi la notizia deve essere passata in radio o il sesto senso dell’autista romano è talmente allenato che se si nota qualcuno andare piano senza le quattro frecce inserite il significato viene interpretato in maniera univoca: attenzione, polizia in agguato. E anche se si ha tutto in ordine, solo cappuccino nello stomaco, revisione appena fatta..scatta la velocità da bimbo innocente. Comunque sorpassano lo stesso. Almeno lo fanno senza strombazzare ed è già tanto. Ma dentro l’abitacolo la sensazione è simile a quella di qualcuno che si butta con la tuta alare: non essendo abituati a andare piano circondati da chi va veloce, l’adrenalina scorre. Specialmente quando il sorpasso è effettuato da una bisarca.
Questa amministrazione ha già adottato la zona trenta in maniera creativa, sotto la galleria Pio XI, dopo averla tenuta chiusa parzialmente al traffico per diverse settimane per problemi di dissesto al manto stradale. Posto che non si riusciva a intervenire per non meglio specificati problemi e le proteste montanti dei residenti della zona della Camilluccia si erano fatte ingombranti, la riapertura si è avuta abbassando la velocità e se andate più forte eravate stati avvisati, prendete la multa, perdete punti e se vi fate male il Comune non può essere chiamato a risarcire nessuno. Un po’ come la pubblicità sui pacchetti di sigarette: li vendono ma se ve li fumate le conseguenze sono solo colpa vostra, con buona pace dello Stato che da un lato incassa la concessione e dall’altro spende soldi per curare cancri e silicosi.
Sul blog di Beppe Grillo è apparso un paio di giorni fa un post a firma di Virginia Raggi (la formula dubitativa è figlia di quanto affermato dal comico, ovvero che non è proprietario del sito né responsabile dei suoi contenuti, quindi potrebbe essere stato scritto pure da Pippo, Pluto o chiunque altro, vi avverto) che annuncia che nel corso dell’anno si apriranno cantieri stradali per 85 milioni di euro. Ma non essendo specificato né quali strade interesseranno, né da quali capitoli di entrate arriveranno, non è dato sapere se la Salaria rimarrà buona per allenarsi alla Maratona o verrà rifatta a breve, a medio, a lungo periodo oppure sta bene così, con una fava due piccioni, risolto anche il problema di allontanare le prostitute verso lidi con meno buche.
Luciana Miocchi
Andrea Gandini, lo scultore delle opere lignee di via prati Fiscali
17 MarIl racconto di una mattinata nello spartitraffico che è divenuto una galleria d’arte a cielo aperto
Inizio marzo, vengo a conoscere lo scultore ingaggiato dall’associazione DeDesign vita a ciò che resta degli alberi abbattuti nello spartitraffico di via di prati fiscali: il servizio giardini non ha la disponibilità per rimuoverli, così, l’unica alternativa alla loro presenza un po’ triste é quella di dargli una nuova vita. Le opere di questo ragazzo le avevo giá viste in via cola di Renzo e mi erano piaciute ma, pur avendolo incrociato, non avevo fatto caso a quanto giovane fosse. Invece qui, nel mezzo delle carreggiate, con il rumore delle auto in fila, inginocchiati sull’erba, il cielo che promette pioggia, davanti a un tronco rinsecchito ho tutto il tempo di osservarlo mentre con uno scalpello da sgrosso abbozza il primo dei suoi lavori. Parla mentre lavora, si ferma a spiegare e a ascoltare. E’ ancora un teen ager, ha diciannove anni Andrea Gandini, (qui la galleria fotografica del lavoro finito, foto di Alessandro Pino https://lucianamiocchi.com/2017/03/09/ecco-i-tronchi-rinati-dello-scultore-andrea-gandini-ai-prati-fiscali-di-alessandro-pino/) romano, diploma di liceo artistico e una passione per la scultura su legno. Ha cominciato due anni fa nel garage di casa. I primi rudimenti li ha appresi a scuola, con la modellazione della creta ma per il resto é un autodidatta. Gli piace definirsi artista di strada, perché da quando é uscito dal suo garage ha scoperto che stare tra la gente mentre lavora gli piace molto. Delle sue opere dice che vengono accolte sempre molto bene dai cittadini, perché porta creatività in un oggetto che per definizione é morto. Ci tiene a ribadire che lui opera solo con tutte le autorizzazioni a posto, la burocrazia vuole i suoi rituali.
Bastano pochi minuti per capire cosa intenda questo ragazzo che ha giá ricevuto commesse di una certa importanza, come quella per un grande albergo di Grottaferrata, alta ben venti metri: tranne che per un brevissimo periodo, non siamo mai stati soli, gruppetti di curiosi vengono a vedere, a chiacchierare, a ringraziare perché di sculture nuove ormai in giro se ne vedono poche. Arrivano anche i rappresentanti dell’associazione dei commercianti che ha deciso di riqualificare la zona in cui lavorano, convinti che pulizia e un pizzico di bellezza faranno bene al quartier e alle attività. Nel frattempo, apprezzamenti giungono anche dalle persone alla guida delle auto che rallentano per la fila. Vengo via con un animo sereno come mi capita raramente. L’arte attira attenzione e rispetto, merita di esistere anche qui, in periferia.
(articolo pubblicato su La Voce del Municipio, numero di Marzo 2017)
Luciana Miocchi
Truffe agli anziani: assemblea il 13 marzo per imparare a difendersi – di Alessandro Pino
11 MarLe cronache riportano ormai quotidianamente episodi di truffe perpetrate in vario modo ai danni di persone anziane. Si tratta di reati particolarmente odiosi perchè vanno a colpire chi è più debole, minando per giunta il senso di appartenenza a una comunità.
Per questo motivo il Comitato di Quartiere Settebagni ha organizzato una assemblea pubblica di sensibilizzazione – rivolta a tutte le fasce di età – che si terrà lunedì 13 marzo alle 19:30 presso il campo sportivo Angelucci di via Salaria. È prevista la partecipazione del Comandante della locale stazione Carabinieri che illustrerà le modalità adoperate dai delinquenti per compiere tali reati.
Alessandro Pino
Avvisi cambio contatore del gas a Settebagni: chi cerca li trova (forse) – di Alessandro Pino
9 MarQuella che vedete in foto è la mazzetta di avvisi nominativi – quindi con un destinatario preciso e un relativo numero di contatore del gas – depositati nella cassetta della pubblicità di un
comprensorio residenziale in via Sant’Antonio di Padova a Settebagni (Terzo Municipio della Capitale). Il foglio informa che il prossimo 20 marzo personale di una società incaricata dall’Italgas provvederà a sostituire i contatori installando quelli predisposti per la teletrasmissione della lettura. La questione è se questo sia un modo efficace di comunicare con l’utenza, con una mazzetta di fogli lasciata in mezzo ai volantini pubblicitari e il compito di trovare il proprio lasciato ai singoli tapini. Sicuramente la responsabile diretta non sono nè l’Italgas nè l’azienda che eseguirà i lavori ma alla fine il risultato non cambia: e se uno non trova il proprio foglio – magari perchè gettato da qualcuno assieme ai mucchi di volantini pubblicitari – che fa? Si attacca alla canna…del gas?
Alessandro Pino
Riaperta davvero la Asl a Settebagni! Ecco gli orari – di Alessandro Pino
9 MarLa promessa è stata mantenuta: la mattina del 9 marzo 2017 ha riaperto la sede Asl nella salita della Marcigliana a Settebagni (Terzo Municipio della Capitale) dopo una lunga chiusura per lavori sull’edificio.
Ricordiamo che la struttura apre solo il giovedì mattina con i seguenti orari: dalle 7.30 alle 10.30 per prenotazioni e analisi e dalle 10.30 alle 12.30 per il ritiro referti.
Alessandro Pino
Autobus di linea prende fuoco a Castel Giubileo
9 MarL’ennesimo autobus atac di un parco macchine sempre piú esausto ha preso fuoco questa mattina, stavolta in Salita di Castel Giubeo, nel quartiere di Castel Giubileo, III Municipio di Roma Capitale.
Il mezzo, della linea 334, si è incendiato per cause ancora da stabilire, intorno alle 7 di questa mattina. Una densa colonna di fumo si é levata alta sulle abitazioni, tanto da indurre i residenti a pensare a un incidente in uno dei capannoni che ospitano le attività commerciali della zona.
(Si ringrazia per la foto Antonio Mazzarella)
Luciana Miocchi
Ritrovato un cadavere vicino Ponte Nomentano
4 MarIl corpo senza vita di un uomo dall’apparente età di circa quarantanni è stato ritrovato questa mattina verso le dieci nel parco che si trova nelle immediate adiacenze di Ponte Nomentano. Alcuni cani portati li a passeggiare dai padroni hanno cominciato ad abbaiare attirando l’attenzione anche di una squadra Ama che li stava lavorando, i cui componenti hanno provveduto ad allertare i soccorsi. Non vi era peró piú nulla da fare, da una prima ricognizione l’uomo pareva deceduto già da un po’ di tempo, forse nella notte o all’alba.
Intanto, sul posto, proseguono i rilievi e le indagini.
(Si ringrazia Manuel Bartolomeo per la foto)
Luciana Miocchi
Febbraio ’17 in pillole nel Terzo Municipio – a cura di Alessandro Pino
28 Feb6 febbraio – nella mattina vengono scoperti due furti con scasso perpetrati negli asili “Piccoli Talenti” e “Palmina Talenti”; rubati in un caso i viveri della dispensa, nell’altro denaro contante.
9 febbraio – in nottata tre malviventi dell’Est europeo scassinano un’edicola a Castel Giubileo rubando denaro e una mazzetta di tagliandi delle lotterie istantanee (vedi foto). Vengono fermati poco dopo dalla Polizia sul Raccordo Anulare e arrestati.
11 febbraio – arrestato dai Carabinieri della Stazione Settebagni per favoreggiamento aggravato della prostituzione un romano che dietro compenso accompagnava abitualmente sulla Salaria due passeggiatrici.
16 febbraio – nel pomeriggio all’interno di un androne condominiale nelle adiacenze di piazza Conca d’Oro un uomo viene aggredito e rapinato da due sconosciuti,
19 febbraio in via delle Vigne Nuove alle 3 del mattino un uomo dopo aver fermato un autobus notturno ne distrugge il parabrezza. Viene arrestato poco dopo dai Carabinieri.
22 febbraio disagi in zona Bufalotta per la prolungata mancanza di acqua causata da interventi di riparazione sulle condutture idriche.
23 febbraio – preoccupazione e polemiche dopo la notizia del ritrovamento di un ratto in un cassetto nella scuola di via Monte Ruggero al Tufello.
26 febbraio – in serata la Polizia interviene all’interno del Parco delle Valli per sedare una lite tra alcuni degli zingari accampatisi nell’area.
27 febbraio – nel pomeriggio un’ automobile prende fuoco in via della Bufalotta nei pressi del liceo Nomentano.
(A cura di Alessandro Pino)
Giardini Metro Jonio: finalmente operativo l’affidamento alla Nsa Roma Nord – di Alessandro Pino
25 FebDiventa finalmente operativo l’accordo siglato nel maggio dello scorso anno tra il Terzo Municipio della Capitale e l’associazione di Protezione Civile “Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord” per l’affidamento dei giardini soprastanti la stazione Jonio della
metropolitana B1. L’annuncio è apparso ufficialemente sul nuovo blog dell’associazione presieduta dal giovane Gabriele Carradori affiancato come vice dall’esperto Francesco Galvano. L’area verde dalla sua apertura era stata ripetutamente preda di teppisti che oltre a imbrattarla di scritte ne avevano anche divelto la recinzione dei giochi per bambini. I volontari della Nsa Roma Nord (finalista al “Premio Montesacro 2015”) si occuperanno di aprire e chiudere i cancelli di accesso e di piccoli interventi di manutenzione, oltre che della realizzazione di un murales.
Alessandro Pino
Shifting_Mutevole al Teatro Tordinona
19 Dic
Shifting Mutevole, musiche moderne di F. Paniccia, suonato da Francesco Paniccia alle tastiere e sintetizzatore e Daniele Martongelli alla batteria elettronica è andato in scena il 5 dicembre al Teatro Tor Di Nona. La piccola sala ben dispone ad un ascolto concentrato, con una buona acustica nonostante al di la del muro scorra il traffico del lungotevere. Quasi un mondo irreale, ideale per lasciare la mente libera di catturare qualunque sfumatura.
Il concerto si apre con suoni dalle suggestioni pinkfloydiane: misteriose, oniricamente elettroniche. Le luci di scena, verde acido e rosso fuoco, sottolineano un ritmo martellante che si placa in una composizione più tranquilla e armonica.
I vari scenari dello spettacolo si susseguono ognuno con una caratteristica ben riconoscibile: luci e armonie mai scontati, colpi di batteria come i battiti cardiaci di una vita che corre sull’autostrada di un tempo impossibile da fermare. Atmosfere di foresta pluviale tropicale, con un’umidità metafisica che sembra di poter respirare. Blu e rossi in atmosfere metropolitane. E ancora, battiti notturni quieti e pacificati. Per chiudere così come è iniziato, nella chiusura di un cerchio perfetto che potrebbe essere una giornata o anche una vita.
A conclusione della performance, il Maestro Paniccia ha speso alcune parole per presentare la sua composizione, anche se si capisce subito che lui è molto più a suo agio con le mani su una tastiera, più che intorno a un microfono. Si scopre così che si tratta di un “progetto di concerto” con varie declinazioni: quella andata in scena al Teatro Tor di Nona è la versione solo musicale, mentre al Teatro Greco, qualche settimana fa il pubblico ha potuto assistere a una rappresentazione completa, con la partecipazione de La Piroetta Dance School, la compagnia Aleph e le coreografie di Paola Scoppettuolo, quest’ultima ha ricevuto in questi giorni il premio Aurell Millos come migliore coreografa di danza contemporanea, indetto dal Giornale della Danza (http://giornaledelladanza.com/home/2016/11/danza-sotto-le-stelle-di-natale-2016-decretati-i-premiati-aurel-milloss-xvi-edizione/ )

Quella che segue è una breve intervista al talentuoso ma schivo compositore dal cappello perennemente calcato in testa mentre suona – che rimanda al pubblico una scheggia di mistero e quel po’ di aria tenebrosa che non guasta mai
Quanto ci è voluto per comporre tutti i pezzi dello spettacolo?
I brani del concerto Shifting_Mutevole sono stati composti in un arco temporale di circa due anni (2015/2016), più volte rielaborati ed ampliati, e risentono molto del lavoro e della ricerca che ho svolto nell’ambito della danza contemporanea e del teatro danza (con la compagnia Aleph di Paola Scoppettuolo); soprattutto per quel che concerne l’utilizzo dell’elettronica e della parte ritmica e percussiva. Cosa che ho cercato di fare anche nella colonna sonora di Soliloquio2023.
Come si è evoluta la sua carriera artistica?
Nasco come pianista classico e ho composto, per anni, molti brani, anche moderni, totalmente legati all’uso pianoforte, alle mie abilità e i miei gusti pianistici, stando sempre molto attento alle dinamiche del suono e alla purezza delle forme. Ho iniziato a “sporcarmi”, lavorando sulle contaminazioni da ciò che è altro da me, negli ultimi anni ed è stato un punto di svolta. Questo mi ha portato ad aprirmi alle situazioni acustiche più disparate: le voci, i rumori, l’elettronica, l’utilizzo di altri mezzi espressivi dai sintetizzatori agli strumenti etnici, all’uso in chiave musicale di oggetti del quotidiano, giungendo alla fusione di mondi all’apparenza antitetici ma in fondo totalmente complementari.
Qualche parola su Shifting?
Tengo molto a questo concerto in duo con Daniele Martongelli, un percussionista bravissimo, un musicista vero perché ritrae molto bene quello che è accaduto. Io e Daniele veniamo da mondi totalmente opposti, con esperienze ed ascolti alle spalle differenti. Lui ha una estrazione pop/rock ed elettronica, io, invece, vengo da Bach, Rachmaninov e Chopin. Il mio minimalismo contemporaneo, che ha echi comunque classico/romantici, in unione al suo utilizzo rock, selvaggio e viscerale delle percussioni offre uno spaccato molto autentico e vero dei nostri rispettivi linguaggi, diventando a sua volta un linguaggio nuovo. Il finale è’ un cerchio che si chiude … dopo la mutazione, l’ordine, il caos, le emozioni, la vita e tutto ciò che la musica sola può dare, si ritorna alla vita o alla morte, all’inizio … forse un finale o forse un inizio nuovo. Sarà stato un sogno? La vera vita?
(Si ringrazia Silvio D’Antonio per alcune delle foto)
Luciana Miocchi
“Rogue One” : stavolta la Forza è fiacca – recensione di Alessandro Pino
15 DicImmaginate di recarvi in visita a casa di cari amici che conoscete da una vita e una volta entrati trovare gli ambienti familiari abitati invece da persone a voi sconosciute. Quel che è peggio, incontrare poi qualcuno dei volti a voi noti, ma rimanere sconcertati nel sentirlo parlare con una voce non sua o muoversi in un modo che vi sembra estraneo. Oltraggio finale: l’apparizione del nonno defunto da tempo e resuscitato ma con fattezze da
fotoceramica su una lapide. Questa è più o meno la sensazione che si ha durante la proiezione di “Rogue One – a Star Wars story”, ultima pellicola del ciclo di fantascienza Guerre Stellari (iniziato ormai nel 1977 da George Lucas) e diretta da Gareth Edwards. La storia ha un senso soltanto per chi già ha visto i film precedenti – essendo in pratica un ideale prologo dei fatti narrati nel capostipite – e verte sulla ricerca dei piani progettuali di una gigantesca e letale stazione spaziale al fine di trovarne il punto debole. Proprio però chi conosce e apprezza fatti e personaggi originali (la serie rappresenta da sempre un vero fenomeno di costume) ed era ingolosito dalla ventilata possibilità di rivederli in azione, rischia una cocente delusione che cerchiamo di spiegare senza fornire troppe anticipazioni: si attendeva in primis il ritorno sullo schermo del personaggio più noto della serie, Lord Darth Fener (qui chiamato col nome originario inglese “Vader” al contrario dei doppiaggi precedenti), dalla statura imponente, il respiro meccanico e il volto nascosto da una minacciosa maschera. Ebbene la sua presenza effettiva sullo schermo è davvero ridottissima (tutto il primo tempo trascorre nella sua vana attesa) e la voce del doppiatore italiano originale Massimo Foschi risente del peso degli anni tanto da farlo sembrare un altro. Il personaggio poi ha perso la tipica gestualità fornita da chi lo aveva interpretato nella trilogia originale non essendoci più nell’iconico costume nero il sollevatore di pesi inglese David Prowse, oggi ultraottantenne. Paradossalmente, compare in un numero maggiore di scene un altro “villain storico”, il governatore Tarkin interpretato nel film del 1977 dal grande Peter Cushing. Unico particolare: Cushing è morto oltre venti anni fa ed è stato riprodotto al computer, peccato la cosa si veda lontano un miglio. Stessa procedura – anche se l’attrice Carrie Fisher che la impersonava è viva e vegeta – per la brevissima comparsata di un altro volto noto ai fan della serie, la Principessa Leila. Il resto del film – troppo lungo o troppo lento – è costituito da battaglie che sembrano più quelle di una pellicola sulla Seconda Guerra Mondiale che di fantascienza, personaggi nuovi che però non ritorneranno (e già stiamo rivelando troppo) tra cui il perfido Direttore Krennic – Ben Mendelsohn, un volto da dirigente di partecipata statale – e la ribelle Jin Erso, interpretata da Felicity Jones che almeno si aggiudica la palma della presenza femminile più gradevole di tutta la serie, dopo quattro decenni di autentiche patate lesse (dalla suddetta Fisher a Daisy Ridley de “Il risveglio della Forza” passando per Natalie Portman). In definitiva, un film che potrà capire solo chi ha visto tutti gli altri o almeno i primi tre (Guerre Stellari, L’Impero Colpisce Ancora e Il ritorno dello Jedi) ma che proprio per questo più di chiunque altro rischia di rimanere con l’amaro in bocca. Ultimissima nota dolente: vedendo il film ci si rende conto che di alcune scene proposte nei trailer durante i mesi passati…semplicemente non vi è traccia.
Alessandro Pino
Arriva la RivOluziOne PoP alla Galleria Restelloartco
12 Dic
Si terrà il 14 dicembre, con apertura alle 18, il vernissage di “Rivoluzione Pop”, la mostra che dal 15 dicembre 2016 al 31 GENNAIO 2017 presso la Galleria Restelliartco, in via Vittoria Colonna nr 9.
“Nell’Arte del ‘900 ritroviamo un certo risveglio dei sensi con la sua creatività ribelle ed innovativa, rompendo senza soluzione di continuità con la tradizione artistica delle vecchie accademie a tutti i livelli di significato, di forme e di funzione estetica. Poiché l’arte contemporanea sin dalle sue origini si è sempre rifatta ed è sempre stata influenzata dallo spirito magico e selvaggio di una certa creatività primitiva, espressioni primarie di segno e gesto allo stato puro. Il mondo affascinante e tutte le forme della Pop Art invadono gli spazi della Galleria Restelliartco.
Un racconto cominciato circa cinquant’anni fa che continua a coinvolgere ed influenzare ancora oggi il pubblico. “Rivoluzione Pop” propone un viaggio attraverso tutta l’evoluzione della Pop Art Nazionale ed Internazionale a partire dagli anni sessanta quando il movimento iniziò a sperimentare una nuova visione estetica del mondo. Una grande mostra che intende fornire una lettura articolata e innovativa delle vicende che hanno portato alla nascita e alla diffusione di questo nuovo modo di concepire l’arte. Partendo dagli oggetti simbolo del più egocentrico del gruppo Pop americano Andy Warhol come: “Silver Coke”, “Campbell Soup” e “Brillo Box”, al più nostalgico Roy Lichtenstein che tramite il suo raffinato senso della composizione, riesce a riportare nelle sue opere l’infanzia di un universo lontano, così come gli eroi, gli aviatori di guerra e le fanciulle romantiche piangenti, passando per il romanticismo di Robert Indiana con la serie degli arazzi “Love”, terminando con il social-cultural del graffitista Keith Haring.
Il percorso si estende arrivando appunto all’influenza trasmessa ai nostri artisti italiani, pienamente in sintonia con le analoghe esperienze maturate in ambito internazionale e al tempo stesso linguisticamente autonoma rispetto ai modelli statunitensi ed europei del periodo. In mostra i “Pesci”, i televisori e i “Futuristi” di Mario Schifano, gli “Half Dollar” di Franco Angeli, i “Paesaggi” di Tano Festa, “Latte” di Cesare Tacchi, le composizioni in carboncino di Jannis Kounellis successivamente poverista, finendo con i profili d’argento dell’unica donna del gruppo Giosetta Fioroni.
La mostra rivela le tendenze stilistiche di quel periodo, il riflettere sui temi dello schermo e dell’oggettualità della pittura, tendenze che portarono alla nascita di un nuovo gruppo noto come La Scuola di Piazza del Popolo. A completare il percorso le opere più significative dei successivi personaggi entrati nel gruppo come: i legni di Mario Ceroli, i “Gesti Tipici” di Sergio Lombardo e gli oggetti in metacrilato di Gino Marotta. Ma ciò che rende questa mostra un autentico unicum, irripetibile nel panorama espositivo è la partecipazione di artisti stranieri come Yasumasa Morimura con la serie delle “Polaroid” travestito da Michael Jackson, Mattew Barney con “Cremaster 5”, e l’incontro di due vecchi amici Tony Oursler con una scultura parlante e Mike Kelley con un inedito lavoro fotografico. La mostra si conclude con un obbiettivo puntato anche alle nuove tendenze del contemporaneo includendo generazioni ultime sempre di matrice poppism, Silvano Tessarollo con i coloratissimi lavori in cera, la gestualità pittorica di Daniele Galliano, Elisabetta Benassi con la serie fotografica “Astronauti” e il nipponico surreal pop Hirotsugu Aisu con le sue sperimentazioni in HTML.
Atto sulla partecipazione per la chiusura del Tmb salario bocciato in consiglio. Lista Marchini furiosa
7 Dic

L’atto che richiedeva una partecipazione fattiva della popolazione residente alle scelte per la chiusura del Tmb Salario era stato protocollato piú di un mese fa, il 26 ottobre. Oggi é stato discusso in consiglio, dove é stati bocciato dalla maggioranza. Ne danno la notizia su fb i consiglieri Cristiano Bonelli e Riccardo Evangelista, che lo avevano presentsto come Lista Marchini. Sembrerebbe che la motivazione sia che la maggioranza ha già intrapreso percorsi di condivisione con i cittadini, “Facendo finta di non capire che nel nostro atto ci sono richieste specifiche e l’ impegno per il sindaco di orientarsi verso la definitiva chiusura” dice a caldo Evangelista.
Poi con un comunicato congiunto i due consiglieri rincarano la dose: ” A distanza di 6 mesi ad oggi oltre i proclami la maggioranza non e’ riuscita ad ufficializzare la propria posizione sulla chiusura del Tmb .Oggi ne ce ne e’stata data conferma.Quando la partecipazione si trasforma da propaganda a vero processo di coinvolgimento dei cittadini, il Movimento 5 Stelle va in crisi. Promuovere un osservatorio sul TMB per placare gli animi e non permettere la partecipazione dei cittadini nei veri tavoli di lavoro come La Conferenza dei Servizi è il segnale palese dell’imbarazzo di questa Amministrazione di fronte ad una delle sfide più importanti per le quali il Movimento è stato premiato alle ultime elezioni. Stasera i 5 Stelle hanno confermato tutta la loro inadeguatezza come Amministratori del municipio e della città. La luna di miele è finita. I cittadini si ricorderanno delle promesse che non verranno mantenute.”
LM
L’angolo della riflessione: La bufala come punto di riferimento – di Giulia Scacco
21 Nov
Come cambiano rapidamente gli umori, la sensibilità pubblica, le parole. Abbiamo da poco onorato il mito del fact-checking, l’idea di un riscontro puntuale e meticoloso della veridicità delle affermazioni divulgate da un politico, ma adesso stiamo sprofondando con rapidità inesorabile nella «post-verità». Secondo gli Oxford Dictionaries «Post Truth», post-verità, è diventata l’espressione chiave di un anno che ha conosciuto una dopo l’altro, secondo una sequenza da brivido, la sorpresa Brexit e la sorpresa Donald Trump. E cosa accomunerebbe le due sorprese? La scoperta che il consenso di massa è sempre più incardinato su informazioni non veritiere, se non deliberatamente falsate, e che però vengono considerate vere malgrado la loro dimostrabile infondatezza. Dimostrabile, se si perdesse tempo e fatica per verificarne la natura fallace o menzognera. Invece è sempre più diffusa la tendenza a non chiedere alcuna dimostrazione. Chi la spara grossa vince, la politica post-fattuale celebra i suoi trionfi. La democrazia diventa prigioniera di qualcosa che contraddice la massima di ogni politica democratica: «conoscere per deliberare». Deliberare. Ma conoscere? La politica è sempre più impastata di suggestioni, impressioni, qualcosa che richiama emozioni e rancori, pregiudizi e simboli, ma poca, scarsissima fattualità. Sarebbe buona cosa che non si facesse un uso militante della nozione di «post-verità» dipingendola come monopolio esclusivo dei cosiddetti «populisti».
Ma non c’è dubbio però che siano i movimenti antisistema a sentirsi a proprio agio nei vapori della politica «post-verità». E c’è una ragione politico-psicologica per questo squilibrio: il complottismo antisistema si fonda sul sospetto gridato come fosse verità negata che le forze del «sistema» occultino per i loro loschi interessi i fatti «veri». È il «sistema» che nasconde la pericolosità dei vaccini, è il sistema che non vuole ammettere, schiava dei luridi interessi farmaceutici, che il bicarbonato curi il cancro. È il sistema che racconta la «menzogna dell’11 settembre». Si crede alle colossali falsità dei politici populisti perché si vuole credere in una verità alternativa a quella ufficiale. È questo il veleno culturale che circola nella politica di massa del ventunesimo secolo, perché il supporto di Internet e dei social, oltre a dare una meravigliosa pluralità di informazioni a portata di mouse, satura la Rete di una quantità enorme di informazioni false, distorte, o addirittura inventate di sana pianta. Ecco il trionfo della post-verità. A essere sfidata è la politica ma anche il sistema dei media, che dovrebbe moltiplicare i suoi sforzi di accuratezza nel racconto dei fatti, ma troppo spesso non lo fa, lasciando spazio alla «post-verità».
Giulia Scacco
Flash: revocata l’assessore ai Lavori Pubblici del Terzo Municipio, Patrizia Brescia
17 NovLa giunta del Terzo Municipio guidata da Roberta Capoccioni perde il primo pezzo: l’incarico dell’assessore ai Lavori Pubblici, architetto Patrizia Brescia, è stata revocato dalla stessa presidente “per motivi di opportunità” come si
legge nell’ordinanza del 16 novembre. Probabilmente sulla decisione della presidente Capoccioni hanno influito anche le polemiche sulle ripetute assenze dell’assessore Brescia alle sedute della commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Giordana Petrella cui era stata convocata e che avevano portato a una mozione di sfiducia, presentata dalle consigliere Giordana Petrella, FdI e Federica Rampini, Pd, con firmatari Cristiani Bonelli e Riccardo Evangelista, LM e Emiliano Bono, FdI, che ancora doveva arrivare in aula e che probabilmente sarebbe stata sottoscritta anche da altri consiglieri.
Appena appresa la notizia, la ancora assessore Brescia affidava il suo pensiero ad un post su fb, convinta della sua posizione e di avere le spalle coperte dalla Presidente Capoccioni« non mi dimetto, opposizioni, Pd e FdI chiedono le mie dimissioni da assessore ai lavori pubblici nel III Municipio, proprio loro che hanno governato male questo territorio e sono causa del disastro attuale, vorrebbero essere giudici dell’operato dell’amministrazione Capoccioni. A queste persone dico che non fermeranno il nostro lavoro e che non riusciranno ad intimorire la nostra azione politica, che non li vede piú protagonisti di interventi spot utili a creare solo consenso immediato. noi stiamo lavorando prr dare un futuro al nostro municipio. Patrizia Brescia».
Stamattina peró, nel cercare di contattarla per un primo commento sulla sua revoca, il telefono della ormai ex assessore ai ll.pp., data tra i fedelissimi della Sindaco Raggi, squillava libero e subito dopo occupato. All’insegna del fair play i commenti delle consigliere Petrella e Rampini: con due post simili, sempre su fb, dichiarano di non poter gioire perché non credoni ci sia nulla da rallegrarsi. La prima affida ad un comunicato congiunto con Fabrizio Ghera, capogruppo al Comune, le proprie considerazioni: «Un provvedimento tardivo quello della Capoccioni, avremmo infatti preferito che i grillini dessero risposte ai cittadini anziché fare melina senza presentarsi in commissione e senza rispondere ai nostri quesiti in materia di viabilità ed opere pubbliche. E’ chiaro che la presidente ha scelto di ritirare le deleghe all’ex assessore Brescia prima che la nostra mozione di sfiducia arrivasse in Aula, così per evitare figuracce davanti a tutti i cittadini. Ma l’incapacità dei grillini a governare il territorio, dal Campidoglio ai municipi, è fin troppo evidente e la toppa è peggio del buco»
Per Federica Rampini: «Questo è un primo risultato che come opposizioni portiamo a casa. Non è una vittoria di cui gioire, ma mette in evidenza tutte le difficoltà dell’amministrazione a 5 Stelle. Oltre all’impreparazione la mancanza di consapevolezza sull’impegno che necessariamente ci vuole a livello locale. A questo si unisce il non voler riconoscere la differenza fra ruoli istituzionali e le attività politiche.Il municipio III ha bisogno di persone che si dedichino interamente al territorio e ascolti tutte le realtà. A maggior ragione le forze politiche elette che rappresentano gran parte dei cittadini. Come PD siamo a disposizione per dare contributi e sostegno ai 5 Stelle, ma non faremo sconti in caso di incapacità o di scelte politiche che non rappresentano i bisogni del territorio».
In ultimo una dichiarazione della presidente Roberta Capoccioni: 《Ho deciso di ritirare le deleghe all’Architetto Patrizia Brescia in quanto pur essendo persona molto capace nel suo lavoro non è risultata compatibile con il ruolo di assessore.
Ho già individuato la persona che potrebbe sostituirla e sto procedendo con il controllo della documentazione.
La nuova Assessora, oltre alle imprescindibili competenze avrà una adeguata capacità d’ascolto per potersi rapportare e confrontare con gli uffici tecnici, tutti i consiglieri ed i cittadini, cosa questa che purtroppo è stata carente con la Brescia》. Quindi almeno c’è un indizio: il nuovo assessore sarà ancora una donna.
Luciana Miocchi e Alessandro Pino
Una passeggiata in centro a Roma, un vernissage e una nuova collezione di borse
10 Nov
Per chi oggi si trova a Roma e vuole passare un pomeriggio diverso, unendo una passeggiata in centro, una bella mostra di quadri di Vera Macht e sbirciare la collezione invernale di borse di Alessandro Giada, c’è un appuntamento da non perdere
Il vernissage di Vera Macht, pittrice tedesca che vive a Roma dal 1941, dove ha frequentato l’accademia delle belle arti, ospitato nei locali della Boutique di Alessandro Giada in via della Vetrina nr 3, a due passi da piazza Navona, aprirà i battenti alle 17. Filo conduttore, il colore e le forme geometriche delle borse accostate alla fluidità delle linee dei quadri. Moda e arte, centro cittadino, mostra e esposizione. Fino alle 21. Ingresso libero.















