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Roma Capitale: Successo al Teatro dei Dioscuri per il XII Premio OpenArt – di Alessandro Pino

22 Gen

Si è conclusa la dodicesima edizione del Premio OpenArt, che si propone di valorizzare talenti delle arti figurative sia italiani che

stranieri, svoltosi dal 13 al 16 gennaio nella prestigiosa cornice del Teatro dei Dioscuri al Quirinale. Le sale ospitanti le opere in

Nadia Bengala con due visitatori della mostra

Nadia Bengala con due visitatori della mostra

concorso (quasi una settantina tra dipinti, sculture e fotografie) sono state affollate da un pubblico di competenti e addetti ai lavori come anche di semplici curiosi; tra i volti noti si sono visti quelli del Procuratore Generale di Roma Antonio Marini e dell’attrice- showgirl Nadia Bengala. La giuria- composta da artisti, galleristi e critici d’arte – ha deciso di premiare

Il Procuratore Antonio Marini con Gianluca Morabito, curatore del Premio

Il Procuratore Antonio Marini con Gianluca Morabito, curatore del Premio

(in ordine di classifica e divisi secondo la tecnica utilizzata):

– per la sezione pittura Antonio Curia, Marco Ginoretti  e (ex aequo) Marco Zautzik e Patrizia Poli, con una menzione speciale per Luca Cigarini;

– per la sezione scultura Lorenzo Cecilioni, Roberto Servi e Luana Manzetti;

– per la sezione fotografia Marco Pelillo, Donato Lotito e Roberto Scardoni (autore delle immagini di questo articolo).

Antonio Curia, vincitore della categoria Pittura

Antonio Curia, vincitore della categoria Pittura

Un buon successo dunque per il premio curato da Gianluca Morabito per la società Marguttarte,  giudicato “…una occasione di incontro e di scambio tra diverse realtà, che arricchisce il panorama culturale del nostro paese e di Roma in particolare” da Michela Di Biase, presidente della Commissione Cultura del Campidoglio.

Alessandro Pino

 

PINOopenartpremioE

III Municipio di Roma Capitale. Lavori dei piani Print in zona Settebagni. Consiglio presidiato per timore di interventi non condivisi. Ma non era Settebagni-Settebagni

18 Gen

documento risoluzione BL’introduzione di modifiche alla viabilità è un argomento che a Settebagni tiene banco da settimane, da quando cioè sono state annunciate in due riunioni pubbliche da Fabio Dionisi, presidente della commissione municipale Lavori Pubblici. Dionisi si era premurato di rassicurare i residenti sul fatto che ogni variazione – in un contesto nel quale introducendo o variando un senso unico in una strada si innesca un effetto domino che coinvolge tutte le altre – sarebbe stata prima discussa pubblicamente con i residenti, partendo da due bozze studiate dal locale Comando della Polizia di Roma Capitale. Per questo, quando nei giorni scorsi sono apparse in rete – ad opera sembra del consigliere pentastellato Massimo Moretti – le scansioni riguardanti gli ordini del giorno per il Consiglio Municipale, è nato un certo fermento tra i residenti: nel programma si leggeva infatti che sarebbe stata messa ai voti una risoluzione riguardante alcuni interventi (i cosiddetti Print, sigla di Programma Integrato) di riqualificazione urbana in zona Settebagni. Anzi, a dirla tutta aveva cominciato a serpeggiare il timore di vedersi imporre decisioni prese a priori senza consulto alcuno, e ha preso nuova linfa anche il tema sempreverde dell’ormai fantomatico nuovo sottopasso ferroviario che supplisca alle carenze di quello – inadeguato per dimensioni e fatiscenza – di via Sant’Antonio di Padova. Sui social già prendeva piede l’idea di andare a protestare contro “il colpo di mano”.

Fattostà che nei documenti in questione si legge che i lavori proposti riguarderanno la costruzione di un ponte in via Lello Maddaleno docuemento risoluzione Ache sostituisca quello vetusto che scavalca il Fosso di Settebagni , dalle cui acque viene regolarmente sommerso durante gli allagamenti nemmeno tanto infrequenti, lasciando di fatto isolati i residenti della collina di Bel Poggio. Nulla a che vedere con la rivoluzione viaria dei sensi unici o con il sottopasso Fs, quindi. Sempre però del territorio di Settebagni si tratta, perché Bel Poggio di ess fa parte, tanto che i residenti votano nel seggio delle scuola Giovanni Paolo I e hanno la chiesa di S. Antonio da Padova come parrocchia di riferimento. Giova ricordare che Settebagni, per il terzo municipio è un po’ come il vallo di Adriano in Gran Bretagna per gli antichi romani: l’ultimo avamposto di Roma Capitale a Nord giunge fino a via di Valle Ricca, che segna il confine con il Comune di Monterotondo. In mezzo diverse località, come via di santa Colomba, Quattro Cancelli, Tor San Giovanni e Bel Poggio, che hanno nel quartiere il proprio riferimento. Fatto sta che alcuni residenti di “Settebagni – Settebagni” (anche e qui si rischia di scendere in quella specie di razzismo tra quartieri del tipo “ma lei è del centro o della provincia?”, se Lfosse che ora le provincie non esistono nemmeno più, sostituite dai comuni metropolitani) e il presidente dell’Associazione il mio Quartiere di Settebagni, preoccupati, si sono recati a piazza Sempione per assistere al Consiglio incriminato, quello del 14 gennaio. Prima dell’inizio della seduta però, parlando con alcuni consiglieri – Bureca, Proietti e lo stesso Dionisi che non ha lesinato uno scambio di battute con il portavoce dei cinque stelle, a suo giudizio reo di non aver ben spiegato la cosa (ma l’odg era chiaro, le vie indicate e la zona di riferimento pure ndr) – sono stati resi edotti sul reale oggetto dei lavori previsti, in località via di santa Colomba e Bel Poggio, appunto. Rassicurati che la cosa non riguardava “Settebagni – Settebagni”, le persone che erano accorse hanno lasciato l’aula, ritenendo forse che la cosa non li riguardasse, lasciando che l’iter si compisse senza un loro intervento.

Alessandro Pino   –   Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: la befana solidale di piazza Porro Lambertenghi – di Alessandro Pino

14 Gen

PINObefanaporroC 2(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Per il secondo anno la Befana ha fatto tappa in piazza Porro Lambertenghi (nel cuore del III Municipio)                    anche se in questo caso si può dire ci sia stato uno scambio di ruoli: a portare i doni destinati ai bambini di famiglie disagiate in carico al servizio sociale dell’amministrazione municipale – che ha anche patrocinato l’iniziativa- e alla rete dello Sprar (Servizio di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati – tanto per cambiare, ndr) non è stata la vecchietta a cavallo della scopa ma altri bambini che hanno donato propri giocattoli, vestiti e libri nuovi o comunque in buone condizioni. A organizzare la manifestazione sono stati il comitato di quartiere Porro Lambertenghi insieme a quattro associazioni attive nella promozione del sociale sul territorio: Assairone, Playground, Assoter e la Mejo li cani, coordinati dal consigliere municipale Filippo Maria Laguzzi (presente in piazza assieme al suo collega e amico Fabio Dionisi passato per un saluto). Tanta generosità (davvero notevole la quantità di doni raccolta) ha contribuito alla riuscita della affollata festa assieme all’animazione con tanto di giostra gonfiabile, il tutto ulteriormente contornato da dolci e bevande portati dagli organizzatori (e anche dai partecipanti, bisogna dire).

Roma: Dodicesimo Premio OpenArt. Fotografia, pittura e scultura al Teatro dei Dioscuri – di Alessandro Pino

11 Gen

PINOpremiopenart(pubblicato su http://www.attualita.it)

Giunge quest’anno alla dodicesima edizione il Premio OpenArt, che si propone di valorizzare talenti delle arti figurative sia italiani che stranieri e si svolgerà dal 13 al 16 gennaio nella prestigiosa cornice del Teatro dei Dioscuri al Quirinale. Le opere in concorso saranno sottoposte al vaglio di una giuria composta da artisti, galleristi e critici d’arte che designerà i premiati divisi per sezione in base alla tecnica utilizzata (pittura, scultura e fotografia). Organizzato dalla società Marguttarte, il Premio OpenArt è stato giudicato “…una occasione di incontro e di scambio tra diverse realtà, che arricchisce il panorama culturale del nostro paese e di Roma in particolare” da Michela Di Biase, presidente della Commissione Cultura del Campidoglio.  Il Teatro dei Dioscuri si trova in via Piacenza 1, l’inaugurazione della mostra (aperta dalle 9 alle 18) si terrà alle diciciassette e trenta del 13 di questo mese mentre la premiazione avverrà alla stessa ora del 16.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: riunione dei Comitati di Quartiere a piazza Sempione, anche senza il Presidente Marchionne – di Alessandro Pino

11 Gen

 

PINOassembleagen15Serve a qualcosa una assemblea pubblica richiesta dai principali Comitati di Quartiere attivi sul territorio (con in testa quello di Serpentara e il suo leader Mimmo D’Orazio) per incontrare il presidente del Municipio sottoponendogli  i temi ritenuti più importanti per i cittadini, se quest’ultimo non partecipa perché in ferie? La risposta affermativa a questa domanda se la sono data i comitati stessi riunendosi  ugualmente nell’aula consiliare di piazza Sempione lo scorso 8 gennaio, nonostante appunto si fosse saputo qualche giorno prima che Paolo Marchionne non sarebbe stato presente. La riunione è stata allora sfruttata per fare il punto tra i rappresentanti dei Comitati sugli argomenti da portare avanti in futuri incontri con l’amministrazione: temi generalissimi (come per esempio lo stato attuale e il futuro del cosiddetto viadotto dei Presidenti) aventi come comune denominatore il malcontento  per una politica ritenuta scollegata dal territorio e inerte davanti alla fatiscenza e all’inefficienza dilaganti. A onor del vero alcuni consiglieri municipali, sia di maggioranza che opposizione, hanno presenziato alla riunione prendendo anche la parola: Cristiano Bonelli (già presidente del Municipio), Simone Proietti, Filippo Maria Laguzzi, Fabio Dionisi e Fabrizio Cascapera. Proprio di quest’ultimo, recentemente uscito dalla maggioranza, è stato l’intervento che ha sigillato la chiusura dei lavori (sollecitata dall’assessore municipale Vittorio Pietrosante, affacciatosi in aula per ricordare che stava per finire turno del custode dell’edificio): inalberatosi nei confronti di Dionisi per il tono forse ritenuto saccente e cattedratico nel replicare ad alcuni dei partecipanti (in particolare sui costi di eventuali lavori di collegamento tra le piste ciclabili presenti nel territorio municipale) ha confermato così il temperamento sanguigno e verace che lo ha reso in breve tempo popolare.

Alessandro Pino

Bufalotta, III Municipio di Roma capitale: salta per aria il circolo di Mirko Coratti

5 Gen

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

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I locali del circolo Pd di Mirko Coratti – ex presidente del consiglio di Roma Capitale,Roma Capitale, dimessosi a dicembre a seguito del ricevimento di un avviso di garanzia per le indagini sulla “mafia capitolina” – sito in via della Bufalotta, nella notte tra il tre e il quattro gennaio sono stati fatti oggetto di un attentato dinamitardo.

La forte esplosione, verificatasi intorno alle 3,30 del mattino, ha divelto la serranda e fatto esplodere i vetri della sede. Si ipotizza che possa essere stato impiegato un esplosivo da cava. Il conseguente incendio è stato prontamente domato dai vigili del fuoco intervenuti sul posto. Danni sono stati riportati anche da un’autovettura regolarmente parcheggiata davanti al marciapiede antistante il circolo. Le indagini sono affidate ai carabinieri della vicina Stazione Talenti, nonché alla Sezione rilievi e artificieri di Roma dell’Arma.

Luciana Miocchi

(foto A. Pino, tutti i diritti riservati)

Calcio: Le ragazze del Roma XIV fanno il bis al Torneo di Chianciano – di Alessandro Pino

4 Gen

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PINOragazzedelcalcioAUn nuovo trofeo va ad arricchire la bacheca della Roma Decimoquarto, squadra femminile di calcio che milita attualmente nel campionato di serie C (utilizzando come campo casalingo l’impianto del Settebagni C. S.):  a fine dicembre le giocatrici allenate da mister Filippo De Gaetano si sono aggiudicate il Torneo di Chianciano, svoltosi nello stadio comunale della cittadina termale toscana. A contendere il trofeo alle ragazze romane (giocando a tre gradi sotto lo zero) c’erano altre tre compagini: la Ad Polisportiva Castiglione della Pescaia, la Usd San Zaccaria oltre alla squadra di casa, Ffc Virtus Chianciano. La vittoria ha arriso dunque alla Roma Decimoquarto, che già aveva conquistato l’edizione estiva del medesimo torneo e si conferma squadra di valore cui sta stretta anche la stessa serie C: l’anno scorso infatti la società presieduta da Mauro Elisei si era guadagnata la promozione in B, cui a malincuore si è dovuto rinunciare – rimanendo quindi nella serie inferiore – per le spese insostenibili che avrebbe comportato il salto di categoria.

Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: incendio a Capodanno – di Alessandro Pino

1 Gen

DSC_1046Capodanno con falò fuori programma in zona Settebagni: nel primo pomeriggio hanno preso fuoco dei rifiuti lasciati ai bordi del Raccordo Salario (lato direzione Roma) in attesa della raccolta differenziata. Le fiamme hanno distrutto una aiuola adiacente e da lì si sono propagate all’area recintata retrostante, dove era accumulata una certa quantità di legna tagliata. DSC_1051 Nel frattempo alcuni passanti avevano avvisato i Vigili del Fuoco, giunti a bordo di una autopompa dal distaccamento Nomentano di via Romagnoli che hanno rapidamente domato le fiamme prima che la situazione divenisse più grave.
Alessandro Pino

Roma Capitale: In arrivo i tombini intelligenti. Sostituiranno quelli stupidi…. – di Alessandro Pino

31 Dic

PINOtombinintelligenti AOrmai sono diventati quasi un triste elemento di arredo urbano, comune a diverse strade del Terzo municipio: le reti Tenax in plastica arancione, nate per segnalare zone di lavori in corso, vengono qui usate per delimitare i buchi lasciati dove una volta c’erano dei tombini, per la precisione delle grate in ghisa per lo scolo dell’acqua piovana rubate dai soliti ignoti (o meglio ancora noti, notissimi come accade per i furti di cavi elettrici). Sul cosiddetto viadotto dei Presidenti se ne contano a decine, stesso spettacolo in via di Tor San Giovanni, zona Cinquina. Ovvio il pericolo che ne deriva per veicoli e pedoni, specialmente al buio, prima che i buchi vengano recintati. Come non bastasse, si riempiono rapidamente di foglie secche e detriti, gli stessi che occludono per mancanza di manutenzione le grate scampate alla predazione, col risultato che basta una pioggia appena intensa per trasformare le strade in specchi d’acqua alta diverse decine di centimetri. E qui viene il bello: perché se tutto si limitasse a questa ennesima cartolina di degrado romano, immagine di una situazione in cui è venuto meno l’A B C della cura del territorio e della sicurezza, la tentazione sarebbe quella di chinare, rassegnati per uno sfinimento che sorpassa anche l’indignazione dovuta all’impietoso confronto con quanto accade altrove, specie all’estero. Invece no, non può mancare la beffa aggiunta al danno, la goccia che fa traboccare il vaso, anzi il chiusino, l’elemento che fa venire il prurito alle mani: perché, udite udite, nel 2015 arriveranno a Roma i primi tombini intelligenti. Ma cosa avranno mai di speciale per essere definiti tali? Una laurea? Un master? Di più, di più: questi prodigi della tecnica realizzati da Aci Consult (l’ Automobile Club? Ma non gli bastava riscuotere il bollo di circolazione?) con la supervisione del Cnr, oltre a essere costruiti in materiali compositi (di plastica, insomma) in modo da distogliere l’interesse dei ladri di metallo ed essere meglio movimentabili pesando meno, avranno il cervello. Un cervello elettronico, ovviamente, insomma un computer che dovrebbe controllare il livello dell’acqua nella caditoia, controllarne l’esterno e anche dare l’allarme in caso di manomissioni indebite: e già si alza il sospettoso sopracciglio del lettore- contribuente medio, che immagina il costo presumibilmente poco contenuto di un sistema del genere, considerando che i tombini intelligenti, gli “smart manhole”, saranno pagati anche da lui e necessiteranno di un collegamento elettrico (quindi in rame, vale a dire altri furti) di qualche tipo per alimentare la centralina e consentire la trasmissione dei dati di cui sopra.ù

PINOtombinintelligenti BE anche nel caso in cui ogni unità fosse indipendente, funzionante (mettiamo) a energia solare e munita di una trasmittente senza fili, quanto costerebbe tutto quanto? Ma ovviamente sono meschine considerazioni dettate da taccagneria e fa male, il lettore-contribuente medio , a non condividere l’entusiasmo di Paolo Masini, assessore allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale, per il quale – si è letto sulla stampa – è “un progetto unico al mondo, realizzato da eccellenze italiane, che contribuirà a contrastare il fenomeno degli allagamenti, a rendere più semplici le manutenzioni e a prevenire furti e manomissioni”. Deve essere proprio così, solo la miopia e la tirchieria retrograda potrebbero far sorgere dubbi sulla reale convenienza ed efficacia di tale sistema rispetto a una situazione tradizionale in cui i tombini rimangano al loro posto (come anche i predoni di metalli: in prigione) e soprattutto vengano controllati ed eventualmente sturati da normalissimi operai; ancora peggio, solo dei malpensanti potrebbero insinuare che difficilmente si potranno tenere in efficienza e al sicuro le apparecchiature presenti nei tombini intelligenti, quando nemmeno si è riusciti a tenere puliti e al loro posto quelli “stupidi” (quelli senza cervello elettronico). E…buon anno!

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: aperto completamente al traffico il raddoppio di via di Casal Boccone – di Alessandro Pino

27 Dic

PINOcasalboccone

Senza che si abbia avuta notizia di cerimonie ufficiali è stata aperto al traffico nei giorni scorsi l’ultimo tratto del raddoppio di via di Casal Boccone, in zona Bufalotta: quello che in origine era poco più di un viottolo di campagna è ora diventato un ampio viale a quattro corsie di marcia – divise in due carreggiate  ciascuna affiancata da una pista ciclopedonale – al termine di lavori durati oltre quindici anni, svolti di pari passo con i pesanti interventi edificatori effettuati in zona.  E proprio tali costruzioni – che intanto proseguono – presumibilmente faranno diventare insufficiente la strada pur così ampliata, una volta che tutti gli appartamenti saranno abitati, con l’inevitabile carico di traffico veicolare che ne conseguirà. Nel frattempo non rimane che guardare al territorio dell’attuale Terzo Municipio come a una cartolina che da verde è progressivamente scolorita fino a diventare grigia.

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: secondo incontro su Viabilità interna – di Alessandro Pino

23 Dic

PINOriunioneAnnunciata durante l’incontro informale tra i residenti a Settebagni e l’amministrazione del Terzo Municipio dello scorso 10 dicembre presso il bar Silvestrini, ove era presente il presidente della commissione lavori pubblici Fabio Dionisi, la riunione per illustrare alcuni possibili futuri cambiamenti nella viabilità del suddetto quartiere si è tenuta presso l’aula consiliare di piazza Sempione lo scorso venerdì 19, alle ore 11. La necessità di apportare modifiche alla circolazione era emersa da tempo, visti gli ingorghi che intasano quotidianamente – specie nei pressi delle scuole in orario di ingresso o uscita degli studenti – un quartiere cresciuto spontaneamente alcuni decenni fa soprattutto con costruzioni familiari, che ha visto aumentare vertiginosamente il numero dei condomini e del traffico a partire dagli anni 90, con le edificazioni del costruttore Antonelli, cui era stato posto il vincolo del raddoppio del sottopasso di via S. Antonio, rimasto sulla carta nonostante siano stati versati gli oneri per la realizzazione dell’opera.
Mentre all’incontro precedente, tenutosi nel tardo pomeriggio, erano intervenuti un centinaio di residenti, a questo era presente una dozzina di persone appena, per lo più vicine alla Associazione “Il mio quartiere”, probabilmente a causa dell’ora mattutina, quasi impossibile da sostenere per chi lavora, e della sede municipale, tutt’ora difficilmente raggiungibile se non si ha a disposizione un mezzo privato, a meno di non considerare vari cambi di autobus.
Vi è stata una sommaria esposizione della materia da parte del consigliere municipale Fabio Dionisi, contornata da un paio di interventi del presidente del Municipio, Paolo Marchionne, e del suo predecessore Cristiano Bonelli.

Meglio chiarire subito che non c’è alcun timore di vedersi calare dall’alto e all’improvviso tali modifiche, che per giunta nemmeno sono ancora definite: l’incontro serviva appunto per presentare due bozze – studiate dal locale distaccamento della Polizia di Roma Capitale e ampiamente passibili di cambiamenti – a cittadini volenterosi, a loro volta incaricati di diffonderle e discuterle con il resto dei residenti in modo da presentare in successivi incontri, con modalità esse stesse da definire, osservazioni, obiezioni e suggerimenti individuando l’assetto stradale più idoneo. Sembrano dunque fondamentali una vera e propria informazione porta a porta o anche il dibattito in rete sui social network. Soluzione condivisibile ma un po’ rischiosa: nei molteplici passaggi di bocca in bocca c’è il rischio che l’informazione originaria – i due piani elaborati dai tecnici – venga distorta, sia pure in buona fede, con ulteriore fatica a carico della municipalità per riportare il quadro a dimensioni veritiere.

Rispetto alla situazione attuale, l’unica modifica in comune tra i due scenari (o la più rilevante, in un contesto dove a ogni modifica in una strada si crea una reazione a catena che interessa le vie rimanenti) sembra essere l’istituzione del senso unico su via dello Scalo di Settebagni provenendo da via delle Lucarie fino a via Sant’Antonio di Padova, quest’ultima prolungata fino a via Capoliveri con l’apertura al traffico della parte che si insinua tra le nuove edificazioni.

Per il resto, uno degli studi (per chiarezza chiamato 1) prevede di invertire il senso unico nel vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova, che verrebbe quindi destinato all’uscita dal quartiere: tale modifica contribuirebbe anche a risolvere il rischio di incidenti dovuti alle condizioni di luce che attualmente nelle ore diurne riducono la visibilità nella galleria arrivando dalla Salaria – situazione che non si presenta invece entrando dal lato opposto come vorrebbe la modifica – che peraltro però è comune a buona parte del Gra in direzione nord-ovest.
Sempre nella proposta 1, rimanendo l’attuale senso unico di via delle Lucarie, verrebbe istituito però quello su via Capoliveri che diventerebbe percorribile solo in salita, raccordandosi in cima alla collina con il proseguimento di via Sant’Antonio di Padova, aperta interamente sui due sensi di marcia fino alla vecchia galleria.
La proposta 2 lascia invece immutato l’attuale senso unico del vecchio sottopasso, abolendo però il doppio senso di marcia sul tratto di via Sant’Antonio di Padova che sbuca dalla galleria (consentito andare solo in direzione della collina) e rendendo inutili – quindi comportandone presumibilmente l’eliminazione – della banchina spartitraffico e dell’impianto semaforico per alternare i flussi veicolari che furono installati anni addietro.
PINOriunione3

A margine dell’incontro è stata sollevata anche la questione (vetusta più che annosa) della realizzazione di un nuovo sottovia ferroviario per sostituire il vecchio e stretto tunnel di via Sant’Antonio di Padova: dopo aver ripercorso per l’ennesima volta i passi della vicenda, più di uno dei presenti ha espresso seri dubbi sulla effettiva volontà delle Ferrovie di realizzare un’opera del genere anche in un futuro remoto. Per questo motivo alcuni dei cittadini presenti ritengono di aver individuato un modo alternativo di collegare Settebagni con l’esterno ampliando un viottolo di servizio in uso all’area di rifornimento sul tratto finale della A1 Diramazione Nord , effettivamente molto vicina alla estremità orientale del quartiere che in tal modo avrebbe un accesso su un fronte opposto alla consolare. Una proposta certamente ispirata dalla buona volontà ma che sinceramente ispira un certo scetticismo per quanto riguarda la fattibilità nel paese dove i tempi di completamento di talune opere pubbliche raggiungono lunghezze imbarazzanti. Per chi vive o lavora a Settebagni, quindi, le novità più rilevanti nel prossimo futuro saranno probabilmente limitate a una mutata organizzazione dei sensi unici.
Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: polentata d’inverno sul piazzale della Chiesa – di Alessandro Pino

22 Dic

polent2 (2)La polentata pre-natalizia, organizzata e offerta dal Comitato di festeggiamenti Sant’Antonio di Padova, è una simpatica tradizione che ogni anno si rinnova nel quartiere di Settebagni: e così la sera del 20 dicembre il piazzale della chiesa si è animato di residenti (e non solo, essendosi notate facce non familiari) in attesa del loro piatto di polenta, magari annaffiato da un bicchiere di vin brulè (anch’esso preparato sul posto) mentre al centro bruciava la legna per riscaldarsi e per abbrustolire pane in quantità. Quando ancora tutto era in preparazione, la banda musicale della associazione “Giuseppe Verdi” ha intrattenuto i presenti, così come in seguito il gruppo di fisarmonicisti di Fabio Coladarci e Silvia Berti. Un paio di metri più in là, i bambini della quarta elementare esponevano alcuni oggetti natalizi da loro realizzati in orario extrascolastico per donare il ricavato della vendita ad ActionAid, una organizzazione attiva contro la povertà nel mondo. Una maniera alla buona – consona a un’epoca di disagi economici sempre più preoccupanti -per ritrovarsi almeno una volta l’anno in un quartiere che con le continue nuove edificazioni perde sempre più i connotati originari di borgata sorta spontaneamente: forse è per questo – spiace constatarlo – che nel piazzale della chiesa si sono viste meno persone rispetto al passato.

Settebagni, III Municipio di Roma capitale: i residenti incontrano l’assessore all’ambiente e il presidente della commissione lavori pubblici. Il presidente del Municipio trattenuto da una riunione del Pd non fa in tempo a partecipare – di Alessandro Pino

11 Dic

PINOresoconto3 Richiesto nei mesi scorsi da molti residenti di Settebagni tramite l’associazione “Il mio quartiere”, un incontro pubblico con una rappresentanza della amministrazione del Terzo Municipio si è tenuto nel tardo pomeriggio del 10 dicembre presso il bar Silvestrini di via Salaria. Erano presenti – oltre a Marina Fava, vicepresidente del sodalizio – il consigliere Pd Fabio Dionisi, presidente della commissione lavori pubblici del III Municipio e l’assessore all’ambiente Gianna Le Donne, Sel. Era atteso, come scritto anche sugli avvisi sparsi per il quartiere, anche il presidente del Municipio, Paolo Marchionne, che però ha fatto sapere, a incontro iniziato di essere impossibilitato a presenziare (in realtà, nello stesso orario il pd romano aveva indetto un’assemblea nella periferia sud della capitale, presenti il Sindaco Marino e il segretario commissario del Pd romano, Orfini. Il presidente, data la gravità degli eventi che hanno coinvolto esponenti del consiglio e della giunta capitolina, si è recato là per ovvi motivi contingenti, che ben si sarebbero potuti rendere noti, ndr).
Meno di un centinaio, a occhio, i cittadini intervenuti e interessati alle risposte del governo municipale su questioni quali la viabilità nel quartiere, gli allagamenti del sottopasso di Salita della Marcigliana, lo smaltimento selvaggio dei rifiuti e la gestione del verde pubblico. Non si è trovato il tempo (pur essendosi la riunione protratta fin quasi alle ventuno) di trattare il tema della sicurezza, particolarmente sentito dai residenti specialmente dopo i ripetuti furti e atti di vandalismo verificatisi di recente: al proposito si è ipotizzato di organizzare eventuali futuri incontri suddividendoli per temi.

Per quanto riguarda la viabilità è stata esaminata principalmente la ormai annosa questione del vecchio e inadeguato sottopasso ferroviario di via Sant’Antonio di Padova, notoriamente stretto e male illuminato: Dionisi ha brevemente ricordato che nel 2008 si era tenuto un incontro con i tecnici delle Fs dal quale sembrava che i lavori di ampliamento fossero imminenti, grazie al milione e mezzo di euro versato dal costruttore Antonelli per le sue edificazioni in zona e a una pari cifra che avrebbero messo a disposizione la società ferroviaria. Ora però sembrerebbe non sia possibile un intervento del genere per intervenuti mutamenti nella circolazione dei treni, rimanendo aperte altre ipotesi: si è parlato di intervenire nella zona degli uffici della Anonima Petroli Italiana scavalcando o passando sotto la ferrovia. In alternativa, di procedere in maniera analoga ma nelle vicinanze del ponte che scavalca la Salita della Marcigliana. Dionisi ha voluto dare rassicurazioni sulla conservazione della somma versata all’epoca da Antonelli, che nel frattempo avrebbe fruttato interessi per duecentomila euro. Rimane comunque evidente una certa fatiscenza della vecchia struttura.

Già alla fine del mandato Bonelli, nel 2013, Fs aveva scoperto di non poter dare seguito al raddoppio del sottopasso dove Ferrovie stessa era stato indicato, in quanto a pochi metri è situato lo scambio che divide i treni sui vari binari, mentre i lavori fino a quel momento venivano rimandati fino alla fine degli adeguamenti della stazione Tiburtina a terminal per l’alta velocità. Si disse che occupandosi di Settebagni si sarebbero rallentata troppo la corsa dei treni, costringendo così Fs a pagare continue salate penali. Qualche tempo dopo veniva individuata un’area posta accanto alla strada che finiva nell’ormai dismesso passaggio a livello, quello sì di competenza di Fs ma ceduto tra lo stupore dei residenti proprio all’Api che infatti, provvide immediatamente a recintare, facendone una strada privata a proprio uso. L’area sarebbe la soluzione ottimale per un sottopasso ma andrebbe espropriata all’attuale proprietà, che fino a qualche tempo fa vi aveva messo in bella mostra un cartellone con su scritto “vendesi”. L’ipotesi del sovrappasso rimane comunque la più improbabile, essendo la linea ferroviaria coinvolta nella cd alta velocità ed è notorio che Fs non vuole simili strutture sopra le tratte av. Secondo questa concezione, tramonta anche l’ipotesi del ponte che possa scavalcare in qualche modo la salita della Marcigliana.

Eventuali modifiche alla circolazione automobilistica nel quartiere, con sensi unici che evitino gli ingorghi nei pressi delle scuole di via dello Scalo di Settebagni, sono state rinviate a dopo il completamento della nuova rotonda ai piedi del complesso di nuova edificazione noto come “Horti della Marcigliana”: al riguardo Dionisi ha affermato esistere già una proposta, depositata presso gli uffici della Polizia di Roma Capitale competenti per zona, che verrà illustrata alla cittadinanza anche tramite proiezione di diapositive in un incontro da organizzare appositamente.
Cambiamenti minori verranno dall’apertura della strada che passa internamente ai nuovi condomìni situati tra la fine di via Sant’Antonio di Padova e via delle Lucarie – via Capoliveri. Un’altra modifica alla viabilità dovrebbe consistere nel rifacimento dell’area antistante l’edicola sacra posta tra via della Stazione di Settebagni, la Salita della Marcigliana e la Salaria, con tre diversi tipi di sistemazione attualmente allo studio che però non sono stati anticipati e per i quali si sarebbe reso disponibile il costruttore Manetta, già impegnato nel completamento della adiacente rotonda sotto il suddetto complesso degli “Horti” da lui realizzato. Tra l’altro è prevista da parte sua, come opera pubblica (non a scomputo), la costruzione di un asilo nido (richiesto dal Terzo Municipio invece della scuola materna inizialmente concordata). A proposito degli allagamenti nel sottovia ferroviario che si immette nella rotonda, interessato nei mesi scorsi dai lavori di allaccio delle fogne del nuovo residence al canale di scolo principale (quello che corre sotto il marciapiede sul lato opposto della Salaria), Dionisi ha mostrato alcune foto (un vero e proprio scoop, a suo dire) scattate durante una videoispezione da lui richiesta: dalle immagini si vedrebbe una riduzione della sezione del canale (ingombrato anche da alcuni mattoni) che sarebbe la causa della ridotta capacità di smaltimento dell’acqua piovana e dei conseguenti, ripetuti allagamenti. Non è stata però autorizzata da Dionisi la riproduzione di tali immagini che – ha dichiarato – saranno sottoposte al vaglio di chi di competenza.
L’assessore municipale all’Ambiente, Gianna Le Donne, ha preso la parola sul finire della riunione, per quanto riguardava la manutenzione delle aree verdi a Settebagni e la situazione dei rifiuti (anche ingombranti) spesso lasciati per le strade di un quartiere rimasto pressoché senza cassonetti tradizionali da quando è stata introdotta la raccolta differenziata domestica. L’assessore ha invitato a vivere quotidianamente i parchi e a non abbandonarli, (col risultato, ci si immagina, di lasciarli preda del vandalismo). Ci permettiamo di osservare però che gli atti di teppismo si verificano solitamente in ore notturne quando il controllo sociale (già precario di questi tempi) è inesistente ed è difficile pensare che i parchi siano frequentati da mamme con carrozzina e anziani a passeggio. Da notare inoltre che in altri quartieri negli anni scorsi i parchi e i giardini pubblici venivano chiusi nottetempo da guardie particolari giurate adibite allo specifico servizio: si dirà come sempre che non ci sono soldi per pagare queste prestazioni, anche se a giudicare dalle recenti cronache quando si vuole i soldi saltano fuori eccome. Alcuni cittadini (anche a nome della locale società calcistica) si sono anche offerti di provvedere personalmente alla rasatura dell’erba e alla potatura degli alberi nel cosiddetto “Parco dei frutti”: iniziative generose che però si scontrano con un paese dalla burocrazia non particolarmente illuminata, esponendo al rischio di grattacapi legali in mancanza di precise autorizzazioni scritte.

Nell’altro grande parco di Settebagni, quello intitolato a Umberto Nobile, sarebbe allo studio la possibilità di adeguare ad area cani vera e propria (quindi con allaccio alla rete idrica e fognaria) la parte recintata che attualmente – pur servendo sostanzialmente allo stesso scopo – è considerata “di sgambettamento”, ossia per farli scorrazzare senza la costrizione del guinzaglio altrimenti prescritto, ipotesi scartata nella passata consiliatura per mancanza di fondi da impegnare.
Di fronte al parco Nobile si trova poi un’area pubblica inutilizzata se non per ospitare le giostre una volta l’anno in occasione della festa patronale: l’assessore Le Donne si è detta aperta a qualunque proposta per sfruttarla. Alcuni dei presenti – tra cui lo scrivente – avevano rappresentato lo stato indecente in cui certi angoli del quartiere in particolare vengono ridotti dallo scarico di rifiuti: se inizialmente Dionisi aveva liquidato la cosa affermando che il quartiere non ha l’esclusiva di certi problemi dovuti all’inciviltà, Le Donne ha fatto sapere di aver chiesto all’Ama l’invio in zona di personale addetto al controllo delle infrazioni in merito. Più volte durante l’incontro è stato sollevato un’altra questione ormai annosa, la creazione di una biblioteca pubblica nei locali un tempo adibiti ad alloggio del custode delle scuole (bisognosi di adeguamento dell’impianto elettrico): secondo alcuni dei partecipanti, se anche fosse possibile eseguire i lavori con il contributo finanziario e tecnico di privati cittadini, rimarrebbe la contrarietà del consiglio d’istituto all’apertura al pubblico, forse per evitare promiscuità ritenute inopportune tra gli alunni e frequentatori esterni in orario scolastico. Le proposte avanzate negli anni, comunque, prevedevano sempre l’apertura all’utenza esterna soltanto dopo la fine delle attività istituzionali, come avviene per altro per le attività sportive che si tengono nelle palestre scolastiche al fine del normale orario di lezione.scolastico. Una delle tante questioni, insomma, che nel quartiere si trascinano da anni e che forse vedranno sviluppi interessanti nei mesi a venire.

Alessandro Pino

Concluso con successo il “Premio Montesacro 2014” – di Alessandro Pino

4 Dic

Tutto esaurito al teatro Viganò per una serata di premiazioni e spettacolo

(Pubblicato su http://www.abitarearoma.net)

una visione del pubblico in sala

una visione del pubblico in sala in attesa che inizi la premiazione

Si è conclusa con una serata di premiazioni e spettacolo, tenutasi il primo dicembre presso il teatro Viganò di piazza Fradeletto, l’edizione inaugurale del “Premio Montesacro”, iniziativa tesa a dare il giusto riconoscimento a personalità e realtà attive nel territorio del Terzo Municipio e distintesi per il miglioramento della qualità di vita dei suoi abitanti.

i trofei in attesa di essere consegnati

I trofei in attesa della consegna ai vincitori

Voluto fortemente e patrocinato  dal presidente del Consiglio municipale Riccardo Corbucci e organizzato dalla associazione culturale Frog, senza sovvenzioni pubbliche e realizzato grazie alle sponsorizzazioni e al lavoro volontaristico, il premio aveva avuto una prima fase con l’apertura del proprio sito internet, utilizzato per illustrare le categorie in gara raccogliendo per ciascuna le segnalazioni da parte della cittadinanza. Tra esse, una giuria aveva poi selezionato tre finalisti scegliendo i vincitori, rimasti segreti fino all’apertura delle buste durante la serata a teatro presentata dalla giornalista Luciana Miocchi e da Simone Esposito, affiancati dal conduttore radiofonico Marco Baldini nel ruolo di impertinente commentatore: tutti divertenti e divertiti anche nello sdrammatizzare contrattempi come quello occorso alla cantante Nathalie  (vincitrice nella categoria Donna dell’anno) rimasta con la tastiera fuori uso al momento di esibirsi.

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Premiazione della Polisportiva Vico

Con ventiquattro categorie (più una alla memoria, per la quale è stata scelto di ricordare la giovanissima Valentina Col) ogni tentativo va fatto per evitare la compilazione di una lista somigliante a un elenco telefonico di coloro che hanno portato a casa il premio vero e proprio, consistente in una riproduzione della sede municipale di piazza Sempione, realizzata dallo scenografo Giancarlo Renzi e consegnato sul palco da personalità del territorio assieme alla reginetta di bellezza Claudia Spinella, la Miss Terzo Municipio in carica: dunque il giovane Federico de Rosa, scrittore autistico, è stato nominato Uomo dell’anno aggiudicandosi anche il trofeo per la sezione scrittura.

Tra i giovani ha vinto Deborah Evangelisti, generosa e capace soccorritrice di una bambina vittima di soffocamento. Per la scuola  il dirigente Michele de Gaetano. Dominate dalle ragazze le categorie relative allo sport: quella per le società ha visto prevalere la Polisportiva Vico, mentre tra le atlete sono state premiate a pari merito le ragazze della Asd Ginnica 3 e le calciatrici della Roma XIV, che hanno il campo casalingo a Settebagni. Francesco Barresi de “La Repubblica” e Sara Mechelli di “RomaToday”  (sito che si è aggiudicato anche la propria categoria) hanno vinto rispettivamente le sezioni per i giornalisti della carta stampata e della rete.

i saluti del presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci

i saluti del presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci

L’emittente locale Teleroma 56 è stata premiata per il suo ruolo ormai storico nell’informazione locale. Per il senso civico il trofeo è stato ritirato da Pierluigi Monaco ed Ermanno Righetti, dirigenti della associazione “Sulla Buona strada” attiva nella promozione della sicurezza stradale. Il premio per il volontariato è stato diviso in due categorie: quello di area cattolica è andato alla associazione Televita, quello laico alla Anagramma Onlus. Per il sociale ha vinto il Centro Tangram, specializzato nell’assistenza alla disabilità. Il dinamico presidente del Comitato di Quartiere Serpentata, Domenico d’Orazio – che tutti conoscono come Mimmo – ha vinto la categoria attivismo politico. Nel campo delle arti, la pittura ha visto primeggiare Letizia Marabottini; il cineasta Michele Vitiello ha vinto la sezione cinema e corti, mentre per il teatro sono stati premiati a pari merito Flavio de Paola (direttore artistico del “Degli Audaci”)  e il regista-autore Tommaso Sbardella, di casa al Viganò. Il brillante intellettuale  Gherardo “Dino” Ruggiero ha vinto la sezione cultura; per la promozione musica la vittoria ha arriso alla Associazione Italiana Rino Gaetano, intitolata all’indimenticato cantautore che di  Monte Sacro fu residente e il cui nipote Alessandro si è esibito sul palco alla chitarra. Oltre la mente però anche lo stomaco reclama la sua parte di nutrimento e giustamente è stata premiata la rosticceria Papero Giallo nella categoria commercio, per l’artigianato ha invece vinto Roberto Carminati. Il premio alla carriera (costellata di onorificenze e medaglie) è andato al Luogotenente      Salvatore Veltri,  che ha comandato la stazione Carabinieri di Talenti per oltre un quarto di secolo, dagli Anni di Piombo fino al recente congedo.

premio alla carriera 2014 Salvatore Veltri

premio alla carriera 2014 Salvatore Veltri

Le performance del gruppo  musicale “The Mirrors” (simpatico omaggio ai Beatles) e degli attori rugantiniani Fabrizio Russotto  e Gilberta Crispino hanno fatto da contorno alla consegna dei trofei, ma anche i candidati che non sono riusciti ad aggiudicarseli hanno ricevuto una pergamena a ricordo della manifestazione: «Mi dispiace per tutte le persone e le realtà che non sono riuscite a vincere quest’anno – ha commentato al termine Corbucci – spero che partecipino anche l’anno prossimo e che questo premio diventi un fiore all’occhiello per il Municipio e si moltiplichino anche le candidature».

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: gli sgomberati dal parco delle Valli lasciano il Municipio trasformato in Ostello – cronaca di una partenza vissuta in prima persona di Alessandro Pino

12 Lug

partenzePIAZZASEMPIONE(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Sbloccata l’inverosimile situazione ma ormai in città sembra definitivamente scoppiato il “bubbone rom”:  diluvio di critiche dai cittadini esasperati

Alla fine la sera dell’undici luglio sono stati portati nel centro ricavato negli spazi dell’ex Fiera di Roma sulla Colombo, gli zingari sgomberati un paio di giorni prima dagli accampamenti abusivi dietro via Val d’Ala e che subito dopo si era deciso di sistemare nella sede del III Municipio a piazza Sempione dove erano andati a protestare. Una mossa mai vista prima che aveva avuto del clamoroso anzi del paradossale e che non ha mancato di sollevare l’immancabile vespaio di polemiche sui social network, dove molti si sono chiesti come mai non si prendano analoghe iniziative quando a rimanere senza casa sono differenti categorie di persone.

Io a vedere che aria tirava ci sono andato, approfittando di una serata (incredibilmente) libera: arrivo a piazza Sempione  e  lascio le accompagnatrici davanti al palco posto a centro del piazzale, su cui si esibiscono gli attori dello spettacolo “Voci nel deserto”.  Poco più dietro, sotto i portici, un altro genere di spettacolo a base di danze zingaresche.  Per i miei gusti non proprio da fan dell’etnia in questione già sarebbe troppo ma ricordandomi che sono un giornalista procedo e in mezzo agli zing…pardon ai rom, incontro il presidente del Municipio  Paolo Marchionne.  Devo dire che in passato l’ho visto in forma migliore, stasera è il ritratto dell’imbarazzo e si capisce bene: dopo aver ripetuto per mesi dal suo insediamento che l’orientamento della sua maggioranza era quello di non effettuare sgomberi, alla fine si trova gli sgomberati praticamente nella casa dei cittadini (e che in rete sbottano platealmente, inclusi  alcuni di quelli che lo avevano sostenuto in campagna elettorale, segno che si è passato ogni limite di sopportazione).

Gli chiedo se esiste qualche portavoce del gruppo di accampati con cui parlare ma pare di no;  continuo allora da solo passando in mezzo a gente che mangia piatti di pasta, ragazzini che dorme a terra e mi chiedo – come già ho fatto  più volte in precedenti articoli –  se tenessi io i figli in quelle condizioni quanti secondi passerebbero prima di vedermeli tolti  da quei servizi sociali che in altri casi si sono dimostrati solerti e zelanti (vedasi i genitori ritenuti troppo anziani o troppo affettuosi).

Affettando cordialità e interesse mi siedo  con un gruppetto, un giovanotto calvo e robusto ha voglia di parlare mentre quelli attorno, più anziani, mangiano ascoltando: sembra quasi uno di quegli spot sull’integrazione, con lui che spiega all’interessato interlocutore come non  fosse facile la vita nel villaggio ricavato in mezzo alle fratte di via Val d’Ala ma che è sempre meglio della Romania dove “i prezzi sono troppo alti”. E a questo punto mi sembra di sentire in sottofondo una risata registrata come nelle sit-com americane degli anni Ottanta, gli faccio presente che notoriamente in Romania a essere pesante semmai è la mano della polizia con chi sgarra, lui cambia discorso dicendo che da loro sono stati arrestati ministri e manager calcistici (cosa c’entrino non si sa).  Insiste che bisogna conoscere la “cultura rom” e tutti sono prevenuti  contro di loro (chissà come mai), tutti bei discorsi che potrebbero anche trovare d’accordo chi provenga da Marte o Saturno, non certo un qualunque cittadino  che viva una  impietosa quotidianità fatta di scippi, borseggi, furti con scasso, aggressioni, accattonaggio molesto e fumi tossici innalzati dagli insediamenti dove si scioglie la plastica di fili elettrici  e copertoni dalla provenienza dubbia: situazioni che una volta si provava a bollare come “luoghi comuni razzisti” ma che in tempi di pagine Facebook a tema vengono puntigliosamente documentate e condivise  massicciamente valicando i confini dell’esperienza del singolo. Anzi a pensarci bene anche il viaggiatore (non marziano ma più comunemente giapponese, tedesco o inglese) si rende troppo spesso conto di come stiano realmente le cose in una città dove difficilmente metterà piede di nuovo, con tanti saluti al “turismo come petrolio d’Italia”.

Continuando ad ascoltare il sapiente monologo, vengo a sapere che di lì a minuti verranno portati in autobus all’ex Fiera di Roma e alcuni all’ex cartiera sulla Salaria (notate che a Roma è tutto un “ex”, ma questa è un’altra storia), circostanza confermata poco dopo anche dal presidente Marchionne che incrocio nuovamente salutandolo mentre mi allontano dal portico per raggiungere le accompagnatrici che immaginavano di vedermi tornare lessato di mazzate.

In effetti verso le ventitrè arriva un autobus blu dell’Atac su cui salgono di buon grado – sicuramente pagando il biglietto…come no – tra i saluti di alcuni presenti, tra  cui lo scrivente in vena di spiritosaggini: ma ormai la scelta è appunto tra un riso amaro e il pianto dirotto per un città che ormai somiglia disastrosamente a quella sudicia, violenta e inefficiente vista trent’anni fa nei fumetti di Ranxerox.

Alessandro Pino

“Rosso come il sangue. La storia della mia vita” – di Alessandro Pino

13 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Il leImmaginettore non si lasci ingannare dal titolo “forte” e un po’ fuori bersaglio rispetto al contenuto: qui non si evocano atmosfere alla Dario Argento né si preme l’acceleratore sulla militanza politica, nonostante l’autore, Gustavo Manoni – classe 1928 – di questo volumetto di memorie sia stato per una ventina di anni consigliere del Pci in quello che oggi è il III Municipio di Roma e nella prefazione ribadisca la sua appartenenza. Si limita a questo la “colorazione” politica di un agile libriccino – curato dalla giornalista Luciana Miocchi – che rientra invece a pieno diritto in una fiorente pubblicistica locale volta a tramandare quelle storie minime spesso catalogate sprezzantemente come “Italietta” soltanto perché lontane dalle cronache nazionali e che hanno invece nel Dna la dignità delle persone qualunque che ogni santo giorno hanno pedalato per mandare avanti la carretta.

Si tratta dunque di una serie di appunti, di quadri di vita personale che nel caso di Gustavo Manoni combaciano quasi integralmente con quella di Settebagni, oggi quartiere a nord della Capitale, ieri borgata alla cui nascita contribuì partendo quasi da zero. Come osservando delle foto di famiglia in bianco e nero – effettivamente inserite in appendice al testo – sembra quasi di assistere a un documentario su quell’Italia di una volta che oggi invece si vuole stravolgere senza rispetto alcuno per le proprie radici (e in questo bisogna dire che proprio gli eredi del partito caro all’autore stanno dando il proprio deleterio apporto). Sfogliando le pagine si susseguono agilmente episodi legati o meno tra loro, che in un caso – il blocco della via Salaria per protestare contro l’arrivo degli zingari, qui vivaddio così definiti in barba alla correttezza politica imperante – farebbero anzi pensare a simpatie tutt’altro che “rosse”.

Un sentito ricordo viene dedicato al matrimonio civile con Palmira – mancata l’anno scorso – che fu l’innesco di una vena polemica di Manoni nei confronti dell’autorità ecclesiastica, favorita da un carattere che lo stesso autore definisce “tignoso”. Quasi una tradizione per lui, quella degli screzi con i parroci di Settebagni, che ha trovato strascichi anche in occasione della presentazione del libro, tenutasi davanti a un nutrito pubblico presso un esercizio commerciale “amico” dopo che gli organizzatori – forse avventatamente – ne avevano dato anticipazione in rete preannunciandone l’inserimento tra le iniziative di contorno ai festeggiamenti per Sant’Antonio di Padova, patrono del quartiere. Ne è nata una spiacevole polemica – che a qualche osservatore esterno ha ricordato atmosfere alla Guareschi – nella quale occorre dire che Manoni ha avuto ruolo di spettatore – alimentata anche da interventi a gamba tesa (in periodo di mondiali ci sta tutta) da parte di politici locali solitamente più misurati e accorti. Sono venuti allo scoperto malumori latenti tra la fazione del parroco e quella del partito, ultimo revival di un mondo che scompare: la maggioranza dei residenti, arrivata da poco con le nuove edificazioni, non ha voluto prendere posizione (da registrare uno schietto “ma ‘sti cazzi, li probblemi so artri” rivolto allo scrivente) e poco le importa di vicende ormai storiche e che solo operazioni editoriali come questa salveranno dalla dispersione, assieme ai loro protagonisti, nell’impietoso fluire del tempo. Alessandro Pino

Roma: Anche quest’anno tornano in mostra alla fiera di Roma le “Fuoriserie” – di Alessandro Pino

7 Giu

(pubblicato su http://www.di-romPINOfuoriserie (1)a.com)

Il sette e otto giugno  alla Fiera di Roma torna “Fuoriserie”, salone dedicato alle auto e alle moto classiche diventato ormai un appuntamento irrinunciabile per i cultori della materia come  per i semplici curiosi che magari hanno sviluppato qualche forma di allergia ai suv e alle monovolume dilaganti. Giunta all’ottava edizione, la fiera propone la collaudata formula che dà spazio a chi vuole vendere o comprare veicoli storici o parti di ricambio di difficile reperibilità come anche agli artigiani del restauro e ai club e ai registri dedicati a un particolare marchio o modello:  tra questi il Registro Fiat che celebra il cinquantenario dell’utilitaria 850 e il club Alfaroma che festeggia in questa occasione il terzo anno di attività.  Confermato anche lo svolgimento del concorso di eleganza  intitolato “Povere ma belle”, organizzato in collaborazione con il quindicinale EpocAuto e riservato a quelle che “fuoriserie” lo sono oggi ma una volta erano le macchine di tutti i giorni. Come sempre, infine, non mancherà un settore dedicato al modellismo per chi non potendo permettersi una “classica” reale si accontenta di tenerne una sullo scaffale. La Fiera di Roma è raggiungibile anche con la linea ferroviaria Fm1. Collegandosi al sito http://www.fierafuoriserie.it  si può trovare ogni altra informazione utile.

Alessandro Pino

Oggi sono al N’importe qua, venite là!!

16 Apr

Essì, è un po’ di tempo che non scrivo ma non sono rimasta con le mani in mano.

Questa sera ad esempio, vicino al Ghetto avrò l’onore di condurre la prima presentazione ufficiale di Angelo Di Strada, scritto dalla mia amica Flavia. Il libro merita, l’ho letto e riletto. L’autrice è un po’ tesa, oggi è il suo battesimo del fuoco, è una settimana che ci scherziamo su, le proponiamo scenari apocalittici e anche di più. Ovviamente ci sarà anche Alessandro Pino, non potrei mai non condividere questa esperienza con lui. Sapete com’è, se dovessero arrivare pomodori e ortaggi vari all’indirizzo della stampa…lui è più grosso!!

Scherzo, naturalmente. Lavoriamo bene insieme e questa sera interverrà anche Paolo Silvestrini, coautore del libro su Franco Califano, edito da Mondadori  che è già diventato un best seller. Che dire, siamo tutti amici, comunque vada sarà un successo.

1angelo

Roma, Piazza di Spagna: il sottopasso della Metro come una pattumiera – di Alessandro Pino

24 Feb

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(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Che le metropolitane di Roma non siano esattamente il Paradiso Terrestre è cosa risaputa ed è ormai tale la triste assuefazione alla sporcizia, agli atti di barbaro vandalismo e ai furti (quando non alle vere e proprie aggressioni a scopo di rapina) che ne rendono indecente la frequentazione, da cadere spesso nell’errore di considerare inevitabile, fisiologico un simile stato di cose che invece dovrebbe essere intollerabile in una capitale europea nel Ventunesimo secolo, senza dover scomodare confronti con il superlativo e sconfinato “Tube” londinese, tanto per fare un esempio. A smentirci (in negativo) sul fatto di esserci abituati sono bastati i pochi metri percorsi un paio di giorni or sono da chi scrive nel sottopassaggio che dall’ingresso su piazza di Spagna della stazione omonima portano alle scale mobili di via Veneto e al parcheggio coperto di Villa Borghese: i luoghi erano talmente ingombri di spazzatura e di una orribile lanugine nera, sia a sparsa che a mucchi negli angoli, che compilarne una descrizione sarebbe inutile fatica, oltre a non rendere appieno l’idea. Preferiamo affidare il giudizio dei lettori alle fotografie che non siamo stati i soli a scattare, essendoci trovati in compagnia di diverse altre persone – turisti compresi – scandalizzate da quell’immondo panorama. Forse le autorità responsabili della gestione di quegli ambienti interverranno per fornire giustificazioni sull’accaduto e rassicurazioni di un pronto ripristino, ma l’impressione disastrosa che si ricava da tutto ciò è quella di un totale e prolungato abbandono sia in termini di manutenzione (intesa come personale di pulizie) come anche di vigilanza, essendo poco verosimile che una tale quantità di immondizia sia stata depositata in poco tempo. Inutile, come sempre, sbandierare trovate velleitarie come possono essere dei mosaici firmati da artisti di grido per decorare le pareti delle stazioni quando non si arriva nemmeno all’A B C della manutenzione ordinaria.

Qui sotto la gallery. Buon divertimento – si fa per dire.

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Alessandro Pino

Foibe. Sotto il polverone tra la destra e la sinistra municipali, il consueto degrado – di Alessandro Pino

11 Feb

– di Alessandro Pino, pubblicato su http://www.di-roma.com

protestafoibe«Hai letto i comunicati riguardanti la polemica sulle foibe tra la consigliera municipale di Sel Valeria Milita e i suoi colleghi dell’opposizione di centrodestra? Scriveresti  qualcosa al riguardo?».  Ecco qua, per una volta che – più per stanchezza e rassegnazione – mi ero tenuto alla larga dalla tastiera, arriva una nuova occasione per farmi mandare a quel paese dai personaggi di cui sopra. Visto che ci siamo, ecco in breve l’antefatto: alcuni giorni fa, durante un consiglio municipale nel quale dovevano essere approvati degli atti presentati dall’opposizione sulla giornata del ricordo delle vittime delle Foibe, la maggioranza ha abbandonato l’aula poco prima della votazione. A detta della minoranza la consigliera Milita si è lasciata andare ad affermazioni giudicate avventate, quello che sappiamo lo abbiamo appreso dai vari comunicati stampa dei gruppi municipali, alquanto in contrasto tra loro, non si tratta quindi ovviamente di una conoscenza diretta perché le sedute in streaming sono ancora al di là da venire. Insomma, come prevedibile  gli strali dei consiglieri di centrodestra hanno colpito sia la Milita che il presidente del Municipio Paolo Marchionne, accusato di essere ostaggio di una sinistra radicale e antagonista.  Le proteste sono culminate durante il Consiglio straordinario tenutosi in esterna a Villa Spada e alla fine i consiglieri di centro destra hanno provveduto in proprio con una breve cerimonia davanti la targa affissa nei locali di via Fracchia durante l’amministrazione Bonelli, alla quale però non hanno partecipato né Marchionne né i consiglieri di maggioranza. Nel resto della città diversi muri  sono stati vandalizzati con scritte di dileggio verso chi era stato gettato nelle foibe e persino il cantante Cristicchi ha ricevuto insulti e minacce per aver portato in scena  “Magazzino 18”, uno spettacolo teatrale su quell’orrore.  Sui social network peggio ancora: lì per partecipare al coro di urli nemmeno serve prendere una bomboletta imbrattando una parete, basta premere un tasto seduti in poltrona.

Ora, io non riproporrò la riflessione moraleggiante sul fatto che non ci dovrebbero essere vittime di esclusiva della destra e della sinistra (come in realtà avviene) e si dovrebbe celebrare tutti assieme la Memoria  o il Ricordo: l’hanno già formulata firme ben più illustri e famose di quella che sta in fondo a questo articolo.

Io vorrei solo invitare a guardare cosa c’è sotto una gazzarra che – come in altre occasioni – appare sapientemente concordata tra le parti per nascondere la reciproca inadeguatezza, le rispettive magagne nella conduzione del territorio, grande o piccolo che sia. In particolare a Roma e nel Terzo Municipio, sotto il polverone ci sono ancora le buche disastrose apertesi dopo gli allagamenti di ormai oltre una settimana fa e che nessuno è andato a chiudere.  Mostruoso morire in un lager in Polonia o in un crepaccio del Carso, però signore e signori non è simpatico nemmeno ammazzarsi in motorino perché si è finiti con una ruota dentro una di quelle buche o in un tombino rimasto scoperchiato da quando qualcuno si è fottuto  il tappo e nessuno lo ha rimesso. E non serve dire ipocritamente “andate piano” perché le strade sono spesso completamente al buio e non si vede niente. Per tutto questo il dito andrebbe puntato proprio verso quei personaggi che tanto strillano da una parte o dall’altra. Ovviamente sono anche loro cittadini con delle loro opinioni sui grandi temi, ci mancherebbe se non le potessero legittimamente esprimere,  per carità; ma qui si è perso volutamente di vista il fatto che sono politici locali e del locale dovrebbero occuparsi nella loro attività. Invece è molto più comodo, molto più furbo aizzare la rispettiva claque con furbe dichiarazioni che puntualmente hanno l’effetto di distogliere l’attenzione da un degrado sempre più preoccupante e del quale non possono dire “io non c’entro” perché o ieri o oggi alla guida del territorio qualcuno formalmente c’era: e questo qualcuno sono proprio loro, guarda caso.

Alessandro Pino