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Il bilancio partecipativo…senza la partecipazione- di Alessandro Pino

28 Gen

Riunione in Municipio dei Comitati di quartiere con Marchionne

Due giorni dopo l’approvazione in Consiglio del bilancio di previsione si è tenuta in Municipio la riunione che era stata concordata prima del voto tra il presidente Marchionne e i principali Comitati di quartiere proprio sul cosiddetto bilancio partecipato: essendo avvenuta a giochi fatti si sarebbe potuto supporre che il significato del venire resi partecipi fosse mutato in un sempliceDSC_1379 “essere edotti” dall’originario “coinvolti nelle decisioni riguardanti la destinazione delle risorse”. Così è stato solo in parte ma in un senso ancor più restrittivo, perché nel concreto le linee portanti dell’incontro sono state da un lato la richiesta (per bocca di Silvana Caudai del Comitato Città Giardino) di una relazione illustrativa di un bilancio altrimenti difficile da comprendere anche per degli esperti ma soprattutto l’esternazione dello scontento per la promessa disattesa (e presente nel programma elettorale di Marchionne) del coinvolgimento. In particolare il malumore riguardava l’ordine del giorno votato contestualmente al bilancio che individuava quattro interventi prioritari per impiegare il milione di euro bonus destinato dal Campidoglio a ogni Municipio: la riqualificazione delle piazze Menenio Agrippa e Corazzini, la riapertura del nido di Castel Giubileo e soprattutto la realizzazione di una ciclabile sul viadotto dei Presidenti, avversata da opposizione e Comitati per il costo ritenuto eccessivo rispetto all’utilità (si è parlato di ottocentomila euro) e che occupando la predisposizione tranviaria al centro del viadotto accantonerebbe definitivamente l’idea originaria di un binario da Colle Salario al viale Togliatti. Duplice la linea tenuta dal presidente Marchionne  (affiancato dal presidente del Consiglio Municipale Riccardo Corbucci, dalla consigliera Anna Punzo, guida della commissione bilancio e verso la fine dall’assessore municipale al commercio Vittorio Pietrosante, mentre era rimasto sull’uscio per mancanza di spazio il consigliere di maggioranza Gianluca Colletta): da un lato il mancato coinvolgimento è stato imputato alla ristrettezza dei tempi imposti dal Comune, dall’altro è stata rivendicata la presenza della ciclabile nel programma per la cui attuazione aveva ricevuto mandato vincendo le elezioni. Immediata la replica dei consiglieri di opposizione presenti (Bonelli, Cascapera e Moretti) i quali gli rinfacciavano che nel programma era presente anche quel processo partecipativo cui si è venuti meno, mentre l’argomentazione della tempistica sfavorevole veniva rigettata da Mimmo D’ Orazio e Lorella Giribaldi (rispettivamente leader del Comitato Serpentara e della Associazione Agorà) che ribadivano inoltre di aver avuto il 15 gennaio da Marchionne la promessa di un incontro che precedesse il voto in Consiglio. Un muro contro muro insomma, apertosi parzialmente quando Marchionne ha chiesto un parere sulla bontà delle scelte compiute con l’ordine del giorno: a quel punto i Comitati hanno risposto affermativamente – fatta salva la famigerata ciclabile – tra lo stupore di alcuni dei presenti, dando l’impressione che il dissenso riguardasse il metodo più che i contenuti. L’incontro si è concluso con la richiesta da parte dei Comitati di un coinvolgimento immediato per la fase delle variazioni di bilancio, sulla quale però Marchionne non sembra essersi espresso nettamente, limitandosi a promettere la consegna della relazione per la metà di febbraio. Un invito al presidente del Municipio a ritirare il famigerato ordine del giorno è giunto altresì sul finale da parte di Massimo Moretti del M5S; in mancanza di ciò, per adesso si andrà avanti con l’idea (comunque ancora solo tale, mancando un progetto) di realizzarla.

Alessandro Pino

 

III Municipio di Roma Capitale: aspettando le sedute del consiglio in streaming – 16 luglio 2014

17 Lug

Sedute del consiglio municipale: sarebbe ora di provvedere ad uno streaming, sia pure con piattaforme amatoriali?

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

consigliomunicipalefotodirepertorioLa seduta del consiglio municipale del 16 luglio è una di quelle da manuale per discutere sull’opportunità o meno di aspettare che si realizzi il sistema professionale di streaming delle riunioni a piazza Sempione. Se ci fosse stato lo streaming, anche amatoriale, i lavori si sarebbero conclusi nella stessa maniera? I cittadini comprendono effettivamente l’utilità delle strategie politiche nel far cadere il numero legale? I consiglieri si ricorderebbero di usare più riguardo nei rapporti con il pubblico e tra di loro?

La mozione presentata da Jessica De Napoli  e Cristiano Bonelli, Ncd, perché si chiedesse un atto partecipato istituzioni-cittadini sulla questione della chiusura dell’impianto Ama di via Salaria era la prima nel calendario delle discussioni.  Tra i cittadini presenti, alcuni in rappresentanza dei vari comitati che si battono per far sparire l’odore nauseabondo che da anni ormai avvelena la vita degli abitanti del circondario, si formulava la richiesta di incontrare il Sindaco Marino e il presidente dell’Ama entro luglio.

Prima dell’inizio dei lavori dell’aula veniva richiesta una riunione di maggioranza per coordinare il voto dei consiglieri nei confronti dell’atto presentato dall’opposizione , al termine della discussione il consigliere Cascapera e il presedente dell’aula Riccardo Corbucci hanno depositato un emendamento per chiedere al Sindaco e ai vertici ama un incontro entro Settembre, termine considerato più ragionevole rispetto alla fine del mese proposta dai cittadini. A questo primo emendamento si aggiungeva un sub-emendamento  del movimento 5 stelle, volto ad estendere l’invito anche agli assessori comunali e regionali.

Seguivano le solite “schermaglie “ degli schieramenti politici opposti, con qualche caduta di stile da parte dei soliti habituée poco avvezzi alle critiche di un pubblico che, oppresso in casa propria da un evento non voluto e intervenuto dopo la costruzione dei quartieri, non apprezza certe battute e certi comportamenti che di politico hanno ben poco.

Alla fine delle operazioni, l’atto presentato dall’opposizione veniva bocciato «perché un tavolo tecnico già esiste» e passavano l’emendamento sull’incontro con il Sindaco.

Il secondo atto in discussione era una mozione dei cinque stelle posizionamento dei dissuasori di velocità su via val d’ala. Il Consigliere Dionisi, Pd, ha presentato un emendamento per ripristinare invece la segnaletica verticale e orizzontale. Durante il dibattimento sono cominciati a salire i toni, a volare parole meno diplomatiche in un crescendo tra il consigliere Pd, il pubblico accusato di essere la claque dei penta stellati e i consiglieri del movimento stesso.

I consiglieri del centro destra hanno abbandonato l’aula, il presidente Corbucci era andato via qualche tempo prima per motivi improrogabili, affidando l’aula al vice presidente Sel Valeria Milita,  i presenti da da diciotto scendevano a quattordici, e con l’uscita dei 5 stelle, i cui interventi, magari spontanei e ancora poco tecnici ma in buona fede, sono spesso oggetto di battute,  è caduto il numero legale. Proietti e Moretti  hanno manifestato l’intenzione di non partecipare al prossimo consiglio per protesta .

III Municipio di Roma Capitale: Galleria fotografica della manifestazione No Puzza del 19 giugno 2014 – Villa Spada / stabilimento Ama Salaria

19 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Giovedì 19, l’annunciata assemblea di via Cortona, a Villa Spada, organizzata dai comitati di quartiere di Villa Spada, Colle Salario, Serpentara, Val Melaina e al comitato spontaneo No Puzza è proseguita, dopo aver preso la decisione al momento, in una protesta davanti allo stabilimento Ama di via Salaria. Tutto volutamente apartitico, senza simboli politici di nessun genere, per testimoniare la delusione nei confronti delle istituzioni, dalle quali i residenti si sentono abbandonati al proprio destino di agnelli sacrificali in quello che considerano un tentativo di salvare Roma dall’immondizia senza far decollare seriamente la raccolta differenziata.

Hanno rallentato il traffico sulla via Salaria, senza creare screzi con gli automobilisti, che una volta letti i cartelli, hanno compreso e solidarizzato.

Due volanti dei carabinieri, probabilmente chiamate dall’interno dello stabilimento, sono rimaste a discretamente a bordo strada, pronte ad intervenire.

Ci sono stati momenti di tensione quando il commento di alcuni dipendenti Ama “andatevene, questa è casa nostra e hanno detto che è tutto a norma” è stato udito chiaramente da diversi residenti. La risposta urlata: “no, questa non è casa vostra, la sera tornate alle vostre abitazioni lontane dalla puzza”. A norma o meno, l’odore nauseabondo era presente e chiaramente percepibile già in via Cortona, davanti lo stabilimento è stata una presenza costante e sgradevole, fastidiosa al naso e allo stomaco.

La testimonianza di due donne ospiti del centro accoglienza, in proposito, è illuminante: “spesso siamo costrette ad andare alla fermata atac successiva ché qui davanti molti autisti non fermano, dicono che puzza troppo. Tante volte, quando siamo al centro, siamo costrette a tapparci dentro come possiamo, la puzza è insopportabile”.

Tra i manifestanti c’erano la ex europarlamentare Roberta Angelilli, che segue da tempo la vicenda, il presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, i consiglieri Cristiano Bonelli, ex presidente del Municipio, Jessica De Napoli, Fabrizio Cascapera e Simone Proietti. Il consigliere Angelo Massacci, residente in zona, è rimasto in via Cortona.

Dopo alcuni minuti c’è stato il blocco temporaneo di due camion di Ama in entrato allo stabilimento. Il primo conducente è riuscito in poco tempo a guadagnare la sbarra, attendendo con pazienza che le persone si scansassero, il secondo ha reagito uscendo dal mezzo, ne è nato un alterco e chi si è messo in mezzo per sedare gli animi ne ha riportato i segni.

Nel frattempo i politici locali si schieravano davanti al camion, a fianco dei manifestanti, mentre l’autista, che aveva riguadagnato la cabina, tentava di passare ugualmente.

La presenza tra i manifestanti della Angelilli e dei cinque consiglieri municipali, intervenuti senza simboli di partito, come richiesto, a quel punto è stata determinante perché la situazione si risolvesse senza degenerare, schierandosi davanti l’ingresso, andando a parlare con le forze dell’ordine, prendendo le difese di un uomo accusato ingiustamente di aver cagionato dei danni d un mezzo.

Alla fine è giunto anche il parroco di Villa Spada, a portare sostegno ai manifestanti. Il suo gesto è stato molto apprezzato e ha fatto sottolineare a tanti il fatto che lui fosse presente, al contrario del presidente del Municipio e dell’assessore municipale all’ambiente, da cui si aspettavano una presenza solidale con il loro disagio. Bisogna dire che ufficialmente nessun politico è stato invitato, quelli che sono giunti lo hanno fatto per iniziativa personale, dopo aver appreso dell’assemblea dai gruppi e dalle pagine facebook dedicate all’annoso problema. Ma questo, la folla non lo vede, percepisce solo le assenze e le presenze.

A manifestazione ormai finita, Bonelli si è così espresso: “ero, sono e sarò sempre per l’unica via risolutiva, la delocalizzazione dell’impianto. A questo ho lavorato concretamente quando ero presidente e questo continuo a chiedere, in tutte le forme che posso, da cittadino, da consigliere, da manifestante!”.

Il presidente del consiglio municipale, Corbucci: “cambiano i ruoli e le responsabilità di ognuno di noi ma non può mai mancare il sostegno incondizionato a tutti i cittadini che da anni subiscono i danni dell’Ama di via Salaria. Personalmente sarò sempre al loro fianco per risolvere il problema più gravoso del Municipio”.

Luciana Miocchi

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III Municipio di Roma Capitale: La consigliera Anna Punzo e la commemorazione delle Foibe. Questa è la verità

19 Feb

Dopo la lotta a colpi di comunicati sulle Foibe e sull’intervento alla commemorazione del dieci febbraio parla Anna Punzo, la consigliera del Pd al centro della polemica tra opposizione e maggioranza.

 

protestafoibe(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Forse quest anno in III Municipio qualche cittadino in più ha potuto conoscere una storia tragica del nostro passato grazie anche alla querelle che si è scatenata intorno alla questione della commemorazione delle vittime della pulizia etnica praticata nei territori ex italiani di Istria e Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale, a partire dal 1947.

Una legge di circa dieci anni fa ha reso il 10 febbraio “il Giorno del Ricordo”, così come era stato fatto con il 27 gennaio, Giornata della Memoria, per non dimenticare le vittime dell’olocausto. Con il passare del tempo però, in maniera del tutto contraria agli scopi per i quali si cerca di mantenere una memoria storica dei fatti, ovvero far si che non torni nessun sonno della ragione a giustificare simili crimini contro l’umanità, i due accadimenti sono stati diversamente fatti propri dalle correnti politiche, a seconda del proprio nervo scoperto in riferimento alla storia di quegli anni.

Così, quando nell’aula di piazza Sempione è stato proposto di solidarizzare con la comunità ebraica per le scritte antisemite apparse intorno al 27 gennaio, il centrodestra si è defilato e per la commemorazione delle foibe è stata la maggioranza a sorvolare, con uno scivolone alquanto ingenuo da parte di una consigliera di Sel, che in assenza della diretta streaming è stato riportato in maniera diversa a seconda delle fonti ma che ha finito per provocare una reazione abbastanza compatta nei consiglieri di governo che hanno fatto quadrato abbandonando l’aula.

In mezzo a tale disputa prettamente politica ha finito per trovarcisi la consigliera Pd Anna Punzo, che ha deciso di seguire la propria coscienza piuttosto che l’orientamento di coalizione. Il dieci febbraio, dopo essersi recata presso la lapide posta in via Fracchia ed aver portato il proprio omaggio, emanava questa nota insieme alla collega Francesca Leoncini«Nel Giorno del Ricordo ci uniamo alla commemorazione delle migliaia di italiani vittime dell’eccidio delle foibe e dell’esodo delle popolazioni della Venezia Giulia e della Dalmazia dalle loro terre . A dieci anni dalla legge che istituisce il Giorno del Ricordo riteniamo che le Istituzioni ad ogni livello ed il mondo della scuola debbano operare d’intesa per mantenere viva la memoria dei tragici fatti perpetrati dal 1943 al 1947 sul confine orientale ad opera dalle truppe di Tito, per oltre 60 anni dimenticati, affinché la radice dell’odio che ha generato quegli orrori sia estirpata una volta per sempre e questi non si ripetano mai più».

Sulla giornata del ricordo il Ncd emanava il seguente comunicato stampa, riportando alcuni virgolettati riferiti alla consigliera di maggioranza, innescando così una ulteriore polemica: «Oggi pomeriggio i Consiglieri municipali del III Municipio del NCD Bonelli, De Napoli,Petrella e Bartolomeo, insieme alla Consigliera de PD Anna Punzo hanno dimostrato cosa vuol dire ricordare, lontani da inutili divisioni, un periodo triste della storia italiana. “Oggi abbiamo voluto, lontano dai riflettori, portare il nostro Ricordo alle vittime dell’esodo giuliano e dalmata e ai martiri della tragedia delle foibe deponendo un fiore sotto alla targa apposta nel 2009 dalla Giunta di centrodestra, da me presieduta, nella sede del III Municipio di Via Fracchia a Talenti, insieme al Gruppo del Nuovo Centro Destra la Consigliera municipale Punzo del PD che ha accettato di condividere oltre gli schieramenti ; un gesto questo che azzittisce chi in questi giorni ha voluto polemizzare o addirittura negare” In una nota il Capogruppo del NCD del III Municipio Cristiano Bonelli La Consigliera Anna Punzo PD ha dichiarato: “I morti non hanno e non devono avere colori politici e difronte ad una tragedia come è stata quella delle Foibe mi è sembrato doveroso dare seguito con coerenza a quanto dimostrato in aula consiliare appena una settimana fa non votando un emendamento di SEL, che seppur indirettamente, voleva giustificare parte di ciò che è accaduto in quegli anni. Serve pacificazione null’altro, ecco perché ho partecipato” Un gesto doveroso pieno di significato, di coerenza e di coraggio che merita un plauso . “Abbiamo voluto dimostrare, con questo gesto simbolico, che gli opposti schieramenti possono, se uniti, lanciare messaggi importanti e che la “giornata del ricordo dei martiri delle foibe” non deve servire a dividere ma solo ad unire “. Hanno concluso i Consiglieri
municipali Jessica De Napoli e Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo».

La consigliera Punzo non ha replicato alla velina e tutto sembrava dovesse finire lì ma dopo qualche tempo un comunicato congiunto di Pd-Sel-lista civica, intitolato “Solidarietà alle consigliere Milita e Punzo”  ritornava sulla questione in maniera molto decisa: «I gruppi di maggioranza del Municipio III, Pd, Lista Civica Marino e Sel, esprimono solidarietà alle consigliere Anna Punzo e Valeria Milita per la strumentalizzazione subita da parte dell’opposizione di centrodestra, in seguito alla discussione sugli atti in memoria delle Foibe”. Lo dichiarano i capigruppo del Pd, Mario Bureca, della Lista Civica Marino, Gianluca Colletta, e di Sel, Cesare Lucidi. “Non è accettabile quello che è accaduto in questi giorni. Scrivere, come ha fatto il capogruppo del Ncd ed ex presidente del municipio Cristiano Bonelli, un comunicato stampa con il virgolettato della consigliera Punzo, senza che questa abbia mai dato il proprio assenso per quei virgolettati pubblicati dalle agenzie, è un episodio gravissimo, che deve essere stigmatizzato fortemente. Questo è un episodio che si aggiunge alla bieca strumentalizzazione delle parole della consigliera di Sel Valeria Milita, che appena una settimana fa veniva apostrofata, dalle stesse persone che oggi millantano di poter parlare per voce di consiglieri del Pd, come revisionista. In quell’occasione, inoltre, alla collega Milita era stato persino strappato un foglio dalle mani nel tentativo di non farle concludere il proprio intervento in aula. Atteggiamenti che condanniamo duramente e che dimostrano come fin dall’inizio il centrodestra cercasse di utilizzare la memoria delle foibe soltanto per inscenare una vergognosa polemica politica».

Insomma, secondo la maggioranza sembrerebbe che Bonelli, ex presidente del Municipio e consigliere con un esperienza di diverse consiliature sulle spalle abbia commesso un madornale passo falso, parlando per consiglieri non facenti parte del proprio gruppo.

La replica come capogruppo Ncd di Cristiano Bonelli non si è fatta attendere: «Le bizzare dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dai capigruppo di centro sinistra in merito ad un comunicato congiunto del NCD del III Municipio ed una Consigliera del PD non servono a nulla se non a fare i soliti resoconti interni all’interno dell’inaffidabile centrosinistra nostrano che ormai da anni trova piacere nel lacerarsi al suo interno, come se non bastasse il pessimo lavoro svolto come opposizione nei cinque anni della Giunta Bonelli e gli otto mesi passati al governo dell’ormai abbandonato Municipio. Non entro nella vicenda interne che ha obbligato la consigliera Punzo Pd a smentire ciò che ci ha confermato ,in vari modi anche certificabili, ciò che poi ha dimostrato durante la votazione (l’unica del centrosinistra)cioè non votare un emendamento di Sel negazionista e irrispettoso delle centinaia di morti delle Foibe . Solo una querela nei confronti del Capogruppo Bonelli ci convincerà a tirare fuori la conferma che la consigliera Punzo ha voluto dichiarare nel comunicato congiunto ciò che realmente è stato scritto con tanto di virgolette, in assenza di ciò non c’è la volontà di dichiarare altro».

La diretta interessata ha accettato di dire alcune parole per far chiarezza su una vicenda che ormai l’opinione pubblica percepisce come una tempesta in un bicchier d’acqua, una inutile bagarre su un argomento tragicamente serio, tanto che mail e messaggi di protesta sono arrivati un po’ ovunque.

Racconta Anna Punzo: «Il comunicato congiunto della maggioranza ? Non l’avevo letto prima, l’ho trovato molto pesante. La storia è questa: io sono andata in forma privata a commemorare le foibe, come avevo già fatto esprimendo il mio dissenso in aula,con il voto contrario all’emendamento di Sel, quindi la mia posizione sulle foibe all’interno del gruppo era ben nota. Anche per miei trascorsi sia di famiglia che di lavoro perché quella legge è stata fatta dieci anni fa e avevo avuto modo di vederla quando era in fase di preparazione, in quanto lavoravo con delle persone che la stavano elaborando. A a livello personale le Foibe le ho sempre commemorate. Lunedì sono uscita dal municipio e sono andata alla targa, dove ho incontrato Cristiano Bonelli che mi ha fatto una battuta;  mi ha detto che non era venuto nessuno e io ho risposto che non era a me che doveva dire quelle cose, visto che ero la. Questo dialogo però è diventato un comunicato stampa, sul quale diciamo che da parte mia c’è stata una presa di posizione ma non di diniego delle parole indicate perché io quelle parole a Bonelli le ho dette ma della “strumentalizzazione” che ne è stata fatta. Cristiano ha fatto il suo, nel senso che probabilmente, in una situazione al contrario qualcuno di noi avrebbe fatto la stessa cosa? Chi lo sa, ai posteri l’ardua sentenza però ciò non toglie che questo è, questo è quello che ho detto in aula anche mercoledì, nel senso che io avevo espresso un sentimento di condivisione della commemorazione rispetto anche al fatto che io privatamente – e ribadisco privatamente – ero andata a mettere un fiore alla lapide. Mi picca di Bonelli che è persona che stimo, con il quale non nego di avere buoni rapporti, per la strumentalizzazione che ne ha fatto però ripeto, probabilmente al contrario qualcuno di noi avrebbe fatto la stessa cosa. Ovvio che se possiamo troviamo il modo di mettere in difficoltà un avversario politico. Non ci sono andata come consigliera ma come persona privata, come Anna Punzo che commemora le foibe.

 

III Municipio di Roma Capitale: l’impianto Ama chiuderà entro il 2015, parola di Presidente

11 Feb

Consiglio straordinario sul destino dell’impianto Ama di via Salaria a Villa Spada

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

consiglio6febbraioIl 6 febbraio la sala parrocchiale si è riempita fino all’inverosimile per il problema che avvelena la vita dei residenti e la complica non poco anche agli abitanti dei quartieri vicini. La seduta si è aperta con la protesta del centro destra per quanto accaduto in consiglio qualche giorno prima, quando i consiglieri di centro sinistra hanno abbandonato l’aula prima della votazione degli atti presentati dalla minoranza  che richiedeva il  ripristino dei fondi dei viaggi della memoria e per una serie di iniziative da prendere sul territorio per commemorare le vittime delle foibe. C’è stata l’esposizione di striscioni e l’ulteriore contestazione della consigliera di Sel Valeria Milita, che ha assistito impassibile. D’altra parte, ai primi due punti della convocazione vi era la proposta di odg sulla giornata nazionale del ricordo e una mozione sul giorno del ricordo, atti che non si era riusciti a votare nella seduta precedente.

E’ trascorsa più di mezz’ora prima che si riuscisse a passare all’argomento che aveva portato la seduta fuori dall’aula di piazza Sempione, con alcuni cittadini che hanno abbandonato i locali in aperta polemica con i consiglieri, rei ai loro occhi di perdere tempo nel mostrarsi le penne arruffate a vicenda, utilizzando la memoria di fatti terribili a fini politici.

Il primo intervento su Ama Salaria arriva poco dopo le diciotto, ad opera di Cristiano Bonelli, Ncd, che aveva presentato l’atto sulla delocalizzazione poi cassato. A seguire, la consigliera Leoncini, Pd, ha spiegato il perché del parere negativo all’odg dell’opposizione e cioè perché la maggioranza ha presentato un atto, quello in discussione, che traccia la strada per arrivare alla chiusura completa entro il 2015 dell’impianto: «C’è il nostro impegno preso davanti a tutti che dà a voi cittadini una prospettiva reale, concreta, attraverso degli atti ben concreti». A queste parole un cittadino ha interrotto il protocollo chiedendo a gran voce di sapere quali fossero i passi concreti ma non ha avuto risposta immediata.

Dopo il veloce intervento del consigliere Massacci, Pd, il presidente del Consiglio Municipale Riccardo Corbucciha ringraziato ironicamente Bonelli per l’atto da loro presentato, che anche la maggioranza avrebbe redatto, dopo che si fosse concluso l’iter intrapreso, non perdendo l’occasione per ricordare che «Questa battaglia l’abbiamo seguita dall’inizio, da quando Bonelli non sentiva tanto bene la puzza. Ho sempre detto che sarebbe stata molto dura e che non si sarebbe risolta in poco tempo, la lotta è arrivata dove doveva arrivare, anche in Europa». A questo punto il consigliere pronuncia delle parole di estrema importanza per chi vive assediato da più di due anni dai miasmi dell’impianto: «Il punto nodale è che il Tmb chiude. Con certezza perchè l’ha detto Zingaretti ( il Presidente della regione Lazio ndr). L’intenzione politica comunale e municipale è chiudere entro il 2015, una data fissa, vera. Una data importante perché allora si chiuderà il ciclo della raccolta differenziata e quel tipo di delocalizzazione non servirà più perché il tmb non servirà più. Il tema è che ci farà allora Ama di quel sito. Noi abbiamo scritto parcheggio automezzi uffici, abbiamo specificato che non vogliamo più rifiuti. Questa non è una battaglia che si chiude oggi. Dovremo essere presenti quando Ama deciderà di riutilizzare il sito».
L’intervento è stato interrotto da un battibecco sul sindaco Marino tra Bonelli, Corbucci e alcuni residenti. Il presidente dell’aula poi è riuscito a concludere il suo discorso ribadendo nuovamente che l’atto sulla delocalizzazione presentato in precedenza dall’opposizione è stato bocciato dalla maggioranza perché l’obiettivo del governo municipale e comunale non è la delocalizzazione ma la chiusura.

Poi è stata la volta di Gianna Le Donne, assessore municipale alle politiche ambientali, Sel, che ricostruisce gli avvenimenti che portano a poter affermare che l’impianto sarà chiuso nel 2015, ovvero che è stata finalmente chiusa definitivamente la discarica di Malagrotta, dove veniva portato l’indifferenziato mentre ora i quattro impianti lavorano a regime. Di questi si è scelto di chiudere via Salaria perché il più vicino al centro abitato; la data del 2015 è stata data dall’assessore di Roma Capitale Estella Marino e dal sindaco Marino e nel frattempo verranno abbattute le quantità di materiale trattato perché da luglio ad ottobre nella raccolta differenziata sono stati coinvolti altri 900.000 utenti in più e nel prossimo anno si uniranno altri cinque municipi, per una raccolta differenziata stimata nel 50%.
L’assessore ha fatto poi riferimento alla necessità di andare a regime con la differenziata per via delle sanzioni della UE e del costo insostenibile per conferire i rifiuti fuori regione, dopo la chiusura della discarica di Roma e ha dato notizie sul tritovagliatore di Rocca Cencia, che verrà mantenuto in funzione per consentire la chiusura di via salaria. «Tutto ciò che accadrà dopo non dovràportare alcun disagio sul territorio». Sulle ultime parole della Le Donne sono scattati gli applausi dei residenti.

I lavori del’aula a questo punto sono stati interrotti  per consentire di parlare a Adriano Travaglia, del comitato spontaneo Villa Spada e a Pino D’Aloisio, presidente del neo eletto comitato di quartiere, il quali hanno assicurato che si occuperanno dell’impianto Ama coordinandosi tra di loro

Dice Travaglia: «Contestiamo alcune date sull’atto da votare oggi. Vorremmo cambiare il chiusura impianto fissa nel 2015 a 28 febbraio 2015, aggiungere il punto terzo bis con il non pagamento della tarsu per il 2014 per i cittadini di Villa Spada», probabilmente come piccola forma di risarcimento morale.
E’ stata poi la volta dell’europarlamentare Roberta Angelilli, una dei quattordici vice presidenti del parlamento europeo, in forza al PPE, che ha fatto arrivare una delegazione del comitato spontaneo fino a Bruxelles, insieme ad altri comitati che si battono a vario titolo per la questione dei rifiuti nel Lazio. Nel suo intervento l’Angelilli ha detto: «La procedura di infrazione va avanti, questo vuol dire che non sono state date delle risposte perchè la Comunità Europea dà un tempo entro il quale rispondere e se il riscontro è positivo, la procedura si ferma e questo non è accaduto. Noi parliamo di raccolta differenziata ma su Roma la situazione è di stallo rispetto agli obiettivi ambiziosi che il Comuni si è dato. Se non c’è una accelerazione straordinaria la cosa non può avvenire. La situazione emergenziale c’è ma durante questo consiglio ho udito due cose che non sapevo che mi sembrano rivoluzionarie, ci sono atti del Comune di Roma e regione Lazio  che dicono chiusura nel 2015? Bisogna anche avere un piano per la differenziata. Ci sono o non ci sono gli atti formali o sono solo dichiarazioni alla stampa? A me questo interessa perché  abbiamo fatto un gruppo di lavoro a Bruxelles, se ci sono gli atti li vorrei avere. Ci vuole un piano, la data fissa non serve senza piano».

Conclude l’europarlamentare: «Se mi posso permettere fate una mozione comune a tutti i consiglieri, non importa chi ha cominciato prima e chi ha cominciato dopo, voi dovute parlare con una voce sola, istituzione e cittadini, questo vi da forza contrattuale».
Dal pubblico a questo punto si sono levate molte voci a chiedere di avere visione degli atti di Regione e Comune e il mormorio è durato un bel po’.
Ferdinando Bonessio, presidente dei Verdi nel Lazio, chiede di evitare di entrare nella questione generale dei rifiuti perchè si rischia di perdere di vista la questione dell’impianto di via salaria, diventato purtroppo strategico perché l’Italia era sotto infrazione, a causa del conferimento dei rifiuti non trattati in discarica. Auspica un tavolo immediato tra Comune, Municipio, Regione e Comitati perché i cittadini devono sempre sapere cosa si sta facendo per risolvere il problema. Tra le altre cose per lui «La seconda questione è che quanto oggi viene indicato venga recepito con un atto della giunta comunale, le eventuali date devo no essere riprese da questo documento municipale al documento comunale, che è l’istituzione proposta».
Finalmente è la volta della presentazione dell’ordine del giorno incidentale del movimento Cinque stelle, ad opera del consigliere Massimo Moretti, il quale propone di separare e privilegiare immediatamente la raccolta dell’umido, in quanto causa principale dei cattivi odori.
Immediatamente dopo Bonelli propone, se possibile, di prendere parte ad un lavoro comune che produca un documento unico sull’impianto tmb di via Ama via Salaria: «L’unica cosa che dico di politico questa sera; mantengo nei miei interventi lo stile che mi sono imposto un anno fa ed invito allo stile di responsabilità e non allo stile comizio elettorale – riferendosi a Corbucci, ricambiando così il favore al presidente del consiglio che lo aveva nominato nel suo intervento  -. Non dirò qui Alemanno ha fatto questo e Marino no, non lo faccio, mettiamoci alle spalle destra sinistra e lavoriamo per i cittadini».
Alla risposta – ovvia – della maggioranza si scatena una nuova gazzarra cui si uniscono Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo, Ncd. Il Presidente del Consiglio, spiega che l’ordine del giorno incidentale è un atto a parte e non si può estrapolarne un pezzo ed aggiungerlo ad un altro per un mero motivo tecnico, che per la maggioranza l’atto va bene tranne il rigo che ritiene possa ingenerare confusione. Eliminato quello non ci sono motivi per non votarlo. Dopo una breve interruzione richiesta da Moretti per consultazioni, il consigliere ha accettato di fare la modifica richiesta.
L’intervento del Presidente del Municipio, Paolo Marchionne è stato breve e conciso, facente riferimento alla richiesta di esibizione degli atti che sanciscono la chiusura degli impianti fatta da Roberta Angelilli: «non si vive di slogan, se uno la deve sparare grossa la spara a ridosso delle elezioni. Invece veniamo qua, non ci sono elezioni in vista, a dire delle cose molto precise. Quello che è scritto su questo atto è stato ragionato».
Francesco Filini, consigliere Fdi:«Avevo evitato di intervenire perché sembrava ci fosse qualcosa di concreto . Quando ho sentito parlare il presidente ho capito che non c’è nulla. Vi sfido a produrre degli atti che sostengano, certifichino quello che voi sostenete. Altrimenti è troppo facile dire tra qualche mese ci sono stati dei problemi, non ce la facciamo per il 2015, ci vediamo nel 2016».
L’intervento di Yuri Bugli viene interrotto dalle urla dei consiglieri di Ncd. A quel punto i cittadini presenti hanno cominciato a chiedere a gran voce di sapere se esistano o no questi atti ufficiali. I consiglieri di opposizione hanno centrato il nervo scoperto dei residenti, che sono disposti ancora a dare credito ma non a credere sulla parola e soprattutto non sopportano più di sentire battibecchi e schermaglie politiche, provati da anni di promesse di Ama e di rimandi a Commissioni e Studi e rimpalli di responsabilità. Vogliono fatti concreti.
Bonelli si rivolge al pubblico: «L’hanno aperta loro l’ama di via Salaria!!». Nella sala si urla, si urla e si urla ancora. La gente non si fida più delle parole, non facendo distinzione tra chiacchiere da bar e impegno preso in pubblico da parte di presidente del Municipio e consiglieri di maggioranza.

Come non capirli, due anni di odori snervanti che li inseguono fin dentro le stanze più interne delle loro case hanno logorato ogni pensiero, ogni credo. Non possono non ricordare di quando non venivano creduti, di quando all’inizio ogni istituzione faceva lo scaricabarile, Municipio, Comune e Regione pressati tra il giusto diritto dei residenti e le esigenze di una città che rischiava una paralisi peggiore di quella patita da Napoli al tempo dell’emergenza rifiuti. Al tempo ancora non vi erano stati gli arresti eccellenti in regione e del patron di Malagrotta e dei suoi dirigenti, non era ancora emerso il sistema per cui non si riusciva a chiudere la discarica e a far partire la raccolta differenziata. Se sono arrivati a questo consiglio a Villa Spada lo devono alla caparbietà che li ha portati a riunirsi in comitato spontaneo, a chiedere aiuto a tutti i politici che hanno voluto ascoltarli, qualcuno si è defilato immediatamente, qualcun altro si è unito dopo, qualcuno si è messo a disposizione dal primo momento rimanendo sempre prezioso riferimento. Sono arrivati fino a Bruxelles, le loro istanze raccolte in maniera bipartisan dagli eurodeputati Roberta Angelilli e Niccolò Rinaldi, arrivando ad ottenere l’interessamento e la visita di una Commissione. Da quel momento, qualcosa ha cominciato a muoversi, anche le istituzioni italiane non hanno più potuto ignorare questo pezzo di Roma Nord.

Ristabilito il silenzio, sono intervenuti i consiglieri Fabio Dionisi per il Pd e Jessica De Napoli per il Ncd. Poi il presidente del consiglio Corbucci ha preso nuovamente la parola per dire che «Non ci sono protocolli da ricercare ma impegni da rispettare. L’Angelilli è in campagna elettorale (tra poco ci sono le elezioni europee, ndr). Noi prendiamo questa sera l’impegno di chiudere nel 2015. Chi ci ha preceduto non ha fatto il proprio dovere, è evidente che noi vogliamo fare il nostro dovere che oggi è questo atto e con ulteriori atti in futuro».
L’intervento di Fabrizio Cascapera, Lista Civica Marchini: «Sono contento che sia arrivato un atto comune. Vorrei però spostare l’attenzione su un altro problema. Sono convinto che possiamo fare il piano migliore del mondo ma se non mettiamo mano ad Ama non ne usciremo mai. Credo nella loro buona fede ma quante volte abbiamo visto “consegna lavori metro entro il ..” e poi i termini non sono stati rispettati. Dobbiamo richiedere la ristrutturazione totale di Ama, bisogna abbattere il sistema Ama».

Prende la parola per l’ultima volta Cristiano Bonelli per ribadire che bisogna continuare sul percorso avviato e che l’opposizione ci sta.

Tutti i consiglieri presenti hanno votato all’unanimità l’atto condiviso.

La volontà politica del Municipio dal tardo pomeriggio del 6 febbraio è ufficialmente nero su bianco. E’ stato sottoscritto che lo stabilimento Ama per la produzione di Tmb di via Salaria verrà chiuso entro il 2015. L’Amministrazione ci ha messo la faccia. Ora sarà difficile tornare indietro.

 Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Settebagni avrà un nido comunale e Castel Giubileo riavrà il suo. Con calma…

9 Ott

(pubblicato su http://www.municipio3.com)

foto A, PinoNella seduta del consiglio municipale di giovedì scorso è stata approvata la mozione presentata dal presidente della commissione dei lavori pubblici Fabio Dionisi e dal presidente del consiglio Riccardo Corbucci, con la quale si chiedeva la modifica parziale della convenzione Inviolatella Salaria, nel territorio di Settebagni, con la costruzione di un asilo nido al posto della prevista scuola materna.

Sull’atto, firmato in aula anche dai capigruppo del Pdl Cristiano Bonelli e di Fdi Francesco Filini oltre che da tutta la maggioranza, c’è stato il voto unanime del consiglio.
Si tratta di un’opera che verrà realizzata con quanto dovrebbe essere versato con gli oneri concessori – da qui la dizione “opere a scomputo” – per una concessione edilizia il cui iter è iniziato ormai quasi vent’anni fa, ai limiti della riserva della Marcigliana. La firma della convenzione risale alla passata amministrazione, per la precisione al dicembre 2009 e prevedeva la realizzazione di una scuola materna perché, come specificato dal consigliere Filini, all’epoca assessore municipale ai servizi sociali, la normativa regionale non prevede che nelle c.d. opere a scomputo possano rientrare asili nido e nelle circolari del Comune di Roma non vi è traccia di indizi che li indichino come “servizi primari”.
L’unico momento per intervenire e fornire un servizio richiesto disperatamente dalle famiglie – e promesso in più riprese nell’arco di quarant’anni – è proprio quello della votazione in aula consiliare di una mozione come quella di giovedì, in attesa che finalmente il legislatore recepisca i cambiamenti intercorsi nella società italiana negli ultimi quarant’anni, con i genitori che spesso lavorano entrambi fuori casa e le famiglie d’origine lontane o non in grado di fornire supporto, tanto più che aver frequentato un nido è fattore di precedenza nelle liste d’attesa per la scuola materna.
Ovviamente la struttura non entrerà in funzione nel giro di pochi mesi, dopo la realizzazione dovrà essere presa in carico dal Comune, con conseguente assunzione di personale e aumento di spese connesse.
riccardo5Nei quartieri limitrofi di Settebagni e Castel Giubileo la notizia è stata accolta con entusiasmo ma anche con qualche preoccupazione, essendo ancora aperta la questione del nido “Castello di Gelsomina” chiuso l’anno scorso con i bimbi trasferiti nella struttura di via Cerusico nata come asilo per i bimbi da tre a cinque anni e ancora legato a previsioni di lavori che dovrebbero arrivare con l’approvazione del nuovo bilancio municipale. In oltre, favoriti dall’assenza di strutture pubbliche e dall’aumento dei residenti, negli anni sono state create tre realtà private.
Riccardo Corbucci, nella sua veste di co-proponente la mozione, ha risposto a due domande su cui si interrogano molti dei residenti:
La realizzazione del nido di Settebagni, tramite la convenzione inviolatella salaria, renderà forse superflua per l’amministrazione la riapertura di quello di Castel Giubileo, cioè il Castello di Gelsomina?
Assolutamente no. Sono entrambi strategici per il municipio e per i nostri quartieri
Tra Castel giubileo e  Settebagni ci sono ormai ben tre nidi privati. Non ritiene che due nidi comunali possano correre il rischio di far chiudere alcune di quelle realtà lavorative?
Per l’amministrazione è importante aprire nidi pubblici, accessibili anche nei costi per le famiglie. Le liste d’attesa purtroppo sono molto lunghe e dunque i nidi privati sono comunque alternative importanti per quelle famiglie che hanno le risorse per poterseli permettere. Il pubblico tuttavia deve essere potenziato, non credo che chi usufruisce di nidi privati possa avere accesso alle graduatorie dei pubblici. Per la mia esperienza le due utenze solitamente sono differenti.
Luciana Miocchi

Una notte sul marciapiede

20 Set
(pubblicato su http://www.di-roma.com)
Cronaca di una passeggiata tra amici per richiamare l’attenzione sulla convivenza forzata tra residenti, puttane e clienti, con il rischio di farsi una cultura in tema di profilattici e moda da strada
L’appuntamento, diffuso con un volantino via fb e mailing list è per le 21,30 del 12 settembre, su via di Prati Fiscali. Sulle strade sono già al lavoro alcune professioniste, più vestite del solito perfino sulla Salaria, anche se sono in numero inferiore, merito di una delle operazioni periodiche della Questura.

Passeggiataantilucciole genteGuardando l’assembramento di gente, la prima cosa che salta agli occhi è la massiccia presenza di divise: carabinieri, polizia e vigili urbani. A guardare meglio si individuano anche diversi colleghi di altre testate. Con l’occhio allenato dalla cronaca politica locale non risulta difficile scorgere alcuni esponenti del parlamentino del Municipio, intervenuti tutti in rappresentanza dei rispettivi partiti e movimenti ma senza portare alcun vessillo, per rispetto ai cittadini che avevano chiesto che tutto rimanesse apartitico. Nessuna manifestazione ufficiale ma la collaudata formula della “passeggiata tra amici”. In effetti, a furia di camminare insieme sotto casa, molti hanno finito per stringere amicizia davvero. Questi residenti non sono organizzati in un comitato vero e proprio e ad avvertire polizia e carabinieri dell’appuntamento sul marciapiede, per tutelare la sicurezza dei partecipanti ci ha pensato l’ex assessore Filini, dopo essere stato invitato da alcuni dei più attivi.

In attesa di cominciare il giro, sottovalutato nella sua lunghezza anche a causa della presenza di padri con passeggini e nonnini con gli ausili per camminare, cominciamo a chiacchierare con i residenti. Gente qualunque, con facce talmente normali da poter essere sovrapposte con quelle del proprio dirimpettaio o con la zia più calma, pacifica e anche un po’ noiosa che tutti abbiamo in famiglia. Avrebbero anche delle vite tranquille, se non fosse per questo piccolo problema che li affligge: il puttantour sottocasa, ad ogni ora della notte, con tutto il circo che si porta dietro fatto di papponi, clienti, liti notturne e coltelli, a volte pure pistole. Genitori che scortano le figlie al rientro del sabato sera, mariti che aspettano le mogli alla fermata del bus quando appena fa buio.

Case impossibili da rivendere anche con un forte sconto, chi vuole infilarsi in un tale show alzi la mano.

La passeggiata inizia e decidiamo di farci fare delle dichiarazioni dai consiglieri municipali intervenuti, tutti della minoranza. Il primo a cui chiediamo è Manuel Bartolomeo, neo eletto del Pdl, con un’idea ben precisa che non tarda a rendere pubblica: «Oggi siamo qui per cercare di contrastare il fenomeno che da anni affligge il nostro Municipio. Prima le prostitute erano schierate all’altezza del ponte del treno a via di prati fiscali e man mano le abbiamo viste avanzare fino all’altezza del Mc Donald e a volte fino a piazzale Jonio. Siamo qui con i cittadini perché ci hanno chiamato, siamo scesi in piazza a cercare di dare uno scossone a questo fenomeno. Io sono per la riapertura delle case chiuse, in modo che il fenomeno possa essere più controllato, anche a livello di decoro soprattutto visivo. La mattina si ritrovano focherelli accesi e verso le cinque le persone che escono di casa e i bambini delle scuole sono costretti a vedere donne seminude, come spettacolo non è il massimo».

Francesco Filini, consigliere FdI, che già da assessore della passata consiliatura aderì alla protesta: «Fratelli d’Italia aderisce a questa iniziativa apartitica. Siamo qui senza bandiere politiche per stare a fianco dei cittadini, una cosa che facevo già quando ero in maggioranza, ora il problema si è ripresentato in maniera peggiorata, sono arrivate fino a piazzale Jonio. La cosa positiva è che le passeggiate di due anni fa hanno avuto i loro effetti, le lucciole si erano scoraggiate un po’. Quest’anno si è aggiunto il comitato Salviamo Prati Fiscali e hanno aderito anche altre forze politiche come il movimento Cinque Stelle, la lista Marchini e il Pdl. Sarebbe stato il caso che fosse venuto qualcuno della maggioranza, purtroppo è stata un’occasione persa».

Già, l’assenza di esponenti anche minori della coalizione di maggioranza si nota e parecchio, c’è chi scrolla le spalle dicendo “noi li abbiamo invitati tutti”. Probabilmente in questo frangente è stato commesso un errore tattico, perché se è vero che le istituzioni locali poco o nulla possono per contrastare il fenomeno, i cittadini esasperati dalla strafottenza di chi sa di non subire alcuna conseguenza, apprezzano molto anche la semplice solidarietà e l’impegno perché si affronti a livello legislativo la ridefinizione entro limiti certi di un’attività inestirpabile. O forse il pressing c’è ma non è stato pubblicizzato. Questa sera non lo potrà spiegare nessuno.

Passeggiataantilucciole zoccoli

Intanto la comitiva, seguita a vista da alcune macchine di servizio prende possesso del marciapiede lato Zecca dello Stato, verso la Salaria. Le lucciole si sono spostate più avanti ma in terra rimangono zoccoli dai tacchi altissimi, preservativi usati e vestitini microscopici. Dalle caditoie di scarico otturate si affacciano erbacce impolverate di varia grandezza, come anche dalle crepe dell’asfalto.

Non è più un luogo frequentato dai pedoni, decisamente.

Fabrizio Cascapera, lista Marchini, passeggiatore anche lui per una sera: «Ho deciso di dare supporto a questa manifestazione perché credo che sia il dovere di ogni rappresentate dei cittadini stare vicino alle richieste del territorio. Vogliamo chiedere fortemente alla maggioranza di trovare delle soluzioni a questa situazione che non è più accettabile. Il Municipio non può tantissimo, dovrebbe fare più che altro una segnalazione più in alto, al Comune che prendesse dei provvedimenti, che aumentasse le forze dell’ordine. I tagli alla spending review hanno ridotto le forze dell’ordine al lumicino, hanno anche gli scarponi bucati, però magari si possono spostare le forze su problemi che sono più sentiti. Non possiamo girarci dall’altra parte, non possiamo far finta che non ci siano, prati fiscali è una parte del nostro territorio lasciata un po’ a se stessa. Riteniamo che sia un dovere morale stare qui vicino a loro anche se non conta niente a livello fattivo ma l’importante è esserci perché è per questo che siamo stati votati, anche per questo».

Mentre parliamo con Simone Proietti – consigliere del M5S – sotto il cavalcavia della ferrovia, rimaniamo ultimi del corteo, seguiti soltanto dalle pattuglie della polizia che si sono messe di traverso in mezzo alla carreggiata per rallentare il flusso di macchine verso l’Olimpica, creando così una scenografia che non dovrebbe passare inosservata nemmeno al più distratto degli autisti, la nostra attenzione viene catturata dal gruppetto di prostitute che si è formato dall’altro lato della carreggiata, direzione piazzale Jonio. Attirate dalla mercanzia esposta, alcune macchine si fermano, salvo poi accorgersi dei flash delle fotocamere. Conseguente ripartenza a razzo. Tutte, tranne una, il cui conducente inizia addirittura una trattativa fino a quando non viene fatto desistere dagli applausi e dai fischi inframmezzati dai complimenti che provengono dal gruppo di amici in passeggiata. Un piccolo, momentaneo successo, rimasto inciso nel nastro della dichiarazione del pentastellato «Sono qua per i cittadini, in rappresentanza del movimento nel Municipio. Siamo qui per iniziare ad arginare questo fenomeno della prostituzione che ormai è sempre più in espansione, in questo istante abbiamo avuto una dimostrazione dell’efficacia della presenza. E’ un problema ormai sempre più sentito dai cittadini, sono sempre più esasperati, mi hanno raccontato di scene vicinissimo alle abitazioni il problema è l’incuria. Perché dove vanno queste prostitute? Qui, nella zona è pieno di vegetazione incolta è la che vanno. La soluzione sarebbe anche banale, riqualificare determinate zone, fare della manutenzione ordinaria in questo caso servirebbe straordinaria, abbiamo visto la vegetazione in che stato sta».

Passeggiataantilucciole tunnel 2Continuiamo la marcia andando oltre il ponte, in direzione del sottopasso. Lì davanti, l’euforia dovuta alla cacciata del cliente di poco prima scema vistosamente. Ci si guarda in faccia alla ricerca di coraggio. Spiamo negli occhi degli agenti più conosciuti in zona un cenno che ci dica che sì, è sicuro, abbiamo controllato prima. Un mezzo sorriso con appesa una sigaretta fumata a metà e la cronista più fifona della storia si fa spiritosa. All’ingresso del tunnel cancelli mai serrati, sembra ci siano problemi sullo stabilire a chi tocchi l’incombenza di aprire all’alba e chiudere al tramonto e tanti auguri a chi dovrebbe passarci di notte. D’altra parte di notte… chi ha il fegato di entrarci da solo?

In terra spazzatura di ogni tipo, fazzoletti, cartacce, bottiglie rotte, preservativi utilizzati da poco, perizoma sguaiati, vestitini maculati di quelli che si acquistano a pochi euro nelle bancarelle. E un odore recente, un misto di polvere, urina, sperma e sudore.

Riemergergiamo in superficie con in testa i versi della Divina Commedia “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, mai così apprezzati e veritieri.

Finalmente una signora che abita nelle vicinanze si fida di noi e ci racconta il suo inferno quotidiano, dietro promessa dell’anonimato: «L’unica cosa è che così facendo gli facciamo perdere quelle due tre ore di lavoro. Se andiamo via a mezzanotte o l’una, per le 2 sono già qua, ubriache che cominciano a strillare e si buttano in mezzo alla strada. Se ti rientra un figlio a mezzanotte tu stai qua ad aspettare perché a quell’ora le trova sotto casa. Se dici qualcosa ti sputano addosso, come hanno fatto anche oggi pomeriggio con me, alla fermata dell’autobus. La pista ciclabile non si può usare, ha visto anche lei tutto quello che c’è li sotto, le trova a tutte le ore. Sotto casa non puoi uscire perché se capiscono dove abiti e sei stata a passeggiare per disincentivarle, poi ti vengono a fare i bisogni – solidi e liquidi – nell’androne del palazzo . Siamo schiavi, in galera. Vengono giù nell’androne, te li trovi nel giardino condominiale».

Passeggiataantilucciole poliziaMentre parliamo con la signora, dall’altro lato della strada una pattuglia ferma una grossa auto straniera, riconosciuta dai residenti come quella di un tizio che trasporta le prostitute in postazione. I controlli di rito e l’auto riparte. Non c’erano passeggere a bordo, non ci sono gli estremi per fare altro.

C’è chi inveisce, chi invoca manette, arresti, processi. Inutile tentare di spiegare per l’ennesima volta a degli animi esasperati dal senso di impotenza che prostituirsi non è reato, che andare a puttane non è vietato e che l’unica attività illecita è lo sfruttamento, che gli atti osceni in luogo pubblico non portano all’ergastolo e che l’offesa al comune senso del pudore è poco più di una battuta da quando non si riesce più a stabilire cosa vuol dire “comune senso”. 

Cristiano Bonelli, ex presidente Pdl del Municipio, è un fiume in piena impossibile da fermare: «Un modo per chiudere i cancelli del sotto passo si può trovare. Noi stavamo aspettando l’apposizione dell’ultimo cancello, perché altrimenti diventa una trappola per topi. Basta un piccolo sforzo, con qualcuno che lo fa a costo zero per l’amministrazione perché i vigili non lo possono fare. L’altra settimana siamo stati presenti ad analoga passeggiata, abbiamo presentato degli atti in municipio che sono all’attenzione delle commissioni inerenti a Prati Fiscali, un’attività che dà seguito anche alle nostre iniziative di governo».

«La soluzione non può essere quella annunciata dall’attuale maggioranza, cioè… (tace). Il presidente del Municipio è stato invitato ad una riunione di un comitato – continua Bonelli – e la sua risposta sconcertante è stata: “Bisogna combattere il fenomeno alla fonte, cioè gli sfruttatori”. Il presidente di un municipio non può dare una risposta del genere, scontata da una parte e incompetente dall’altra. Perchè è normale che bisogna lavorare a monte di tutta una criminalità organizzata che c’è dietro la prostituzione e talmente normale che il presidente del municipio non è demandato a fare questo, semmai tocca alle forze dell’ordine preposte, magari anche su imput. Il presidente del Municipio deve dare delle risposte concrete o magari provare a darle, quotidiane, che non saranno mai la soluzione del problema».

«Il disegno di legge va seguito – conclude Bonelli – noi stiamo organizzando delle iniziative per sollecitare l’iter che si è fermato alla Camera però un municipio non può dire silenzio oppure dire è a monte. Un municipio si deve mettere in campo, nei limiti delle sue possibilità, con le mille difficoltà che ci sono. Non è che ieri non c’erano e oggi ci sono, forse ora sono anche di più. Però non può rispondere in questa maniera, la gente è molto arrabbiata. Lo stesso discorso vale per gli insediamenti abusivi che cominciano a venti metri da qua e mai prima erano stati così tanti. Al Ponte delle Valli sono quaranta le baracche. Dire “io non faccio gli sgomberi” è da irresponsabili, è una cosa che tu non puoi dire. Puoi dire non faccio gli sgomberi ma farò questo. Non puoi non dire niente. Sono consapevole del fatto che purtroppo su queste due questioni ad oggi le soluzioni non esistono, ma questo non giustifica il fatto che tu non metti in campo tutte le forze che puoi, dando la presenza sul territorio».

Continuiamo la passeggiata rimanendo indietro con un signore rallentato dall’età. Sono già arrivati quasi tutti all’altezza del supermercato e ci dispiace lasciare solo il nonnino che, saggiamente, decide di tornare indietro, le sue gambe hanno già dato tutto quello che potevano, orgogliose di fare qualcosa per cercare di non farsi cacciare da casa propria.

Raggiungiamo il gruppo quando si sta per sciogliere, lasciando libere dal servizio le forze dell’ordine. Sono pochi anche i giornalisti rimasti, ormai le ore di camminata sono quasi tre e manca poco all’una di notte. Avremmo percorso in totale circa cinque chilometri e il sonno e la stanchezza cominciano a farsi sentire. A differenza delle “professioniste” del sesso, tutti quanti i presenti domattina dovranno alzarsi presto.

Passeggiataantilucciole preservativo 2

Fermi davanti alla rampa d’accesso di un supermercato, rinveniamo gli ultimi souvenir della serata, due metri sotto le prime finestre delle abitazioni sovrastanti: soliti vestiti abbandonati, fazzoletti, preservativi usati.

Intorno macchine parcheggiate, lampioni, portoni. Diventa difficile cercare di capire le ragioni non di chi vende sesso per strada, ma di chi lo compra, qual è la molla che li spinge a consumare rapporti mercenari frettolosi per strada, in situazioni precarie, scomode e pericolose? Tratteranno sulla tariffa? Pagamento con banconote di piccolo taglio? Single condannati dalla solitudine o accompagnati felicemente alla ricerca di chissà che? Nel caso, come giustificano le uscite di denaro? Belle domande che non troveranno nessuna risposta. Mai come in questo caso è di rigore il negare sempre, ammettere mai.

Alla spicciolata gli ultimi residenti scompaiono nei portoni delle loro case. Noi ci avviamo alla macchina passando per un parcheggio scarsamente illuminato ma animato da figure losche o che almeno ci sembrano tali, data l’ora, dato quel che abbiamo appena vissuto. Ci sembra di essere stranamente osservati da occhi invisibili e la sensazione non è delle più piacevoli. Il suono della sicura della portiera diventa insolitamente rassicurante, mentre la macchina si mette in moto.

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Giovedi 27 giugno 2013, ore 17. A Monte Sacro inizia ufficialmente l’era Marchionne

28 Giu

 

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

discorsoMARCHIONNEXLa prima seduta del nuovo consiglio di Monte Sacro è stata presieduta da Riccardo Corbucci nella qualità di consigliere “anziano” – avendo lui riportato il maggior numero di preferenze allo spoglio delle urne.

 

Alle 17 la sala consiliare di piazza Sempione era già piena di parenti, amici ed elettori per assistere ai primi passi del nuovo parlamentino municipale.

 

Tra il pubblico spiccava la presenza di Marco Palumbo, ex consigliere, eletto poco prima all’assemblea capitolina, a causa della chiamata ad assessore di tre consiglieri eletti che lo precedevano nelle liste del Pd. Pochi gli ex componenti della maggioranza del precedente parlamentino presenti in aula a bere l’amaro calice della sconfitta elettorale…

 

Un emozionatissimo Paolo Marchionne ha tenuto un brevissimo discorso, il primo ufficiale come presidente del Municipio, mentre tra gli scranni già si potevano notare i primi malumori. Tranquillamente agitati come al primo giorno di scuola i consiglieri eletti per la prima volta, tra i veterani della maggioranza spiccava un irrequieto Fabio Dionisi, che forse sperava in una maggior valorizzazione della sua esperienza (nella giunta Cardente era stato assessore ai lavori pubblici). Tra i banchi occupati dal Pdl invece, non era seduto nessuno: l’ex presidente Cristiano Bonelli e i suoi sono entrati soltanto dopo l’appello nominativo e qualcuno già sperava nel colpo di scena, come fino cinque anni fa, quando, all’opposizione, consegnavano buste di immondizia simbolica o si arrampicavano sul balcone della presidenza di via Monte Rocchetta.

 

Nonostante le assenze però l’assemblea è stata dichiarata validamente costituita e sono iniziate immediatamente le votazioni. Dopo circa due ore di lavoro i risultati sono stati i seguenti.

 

Riccardo Corbucci, con quattordici voti è stato eletto presidente del consiglio municipale e dato che i consiglieri in quota Pd sono sedici, almeno due devono aver votato scheda bianca o nulla. Vice presidente vicario Valeria Milita, Sel, per l’opposizione , Roberto Borgheresi, Pdl, già presidente del consiglio con la consiliatura Bonelli, che ha ottenuto otto voti – mentre il suo gruppo è composto da cinque consiglieri.

 

Segretari d’aula sono stati eletti Gianlcula Colletta, Lista civica Marino, con tredici voti e Manuel Bartolomeo, neo eletto Pdl,  con 9 voti.

 

Nessun incarico costituzionale per il movimento 5 stelle, per la Lista civica Marchini e per Fratelli d’Italia.

 

Paolo Marchionne ha poi presentato gli assessori che compongono la sua Giunta. Si tratta di Vittorio Pietrosante, già segretario del Pd di Montesacro, al Commercio e alle attività produttive; Antonio Comito, già consigliere municipale fino al 2008, eletto anche in questa consiliatura con la Lista Civica Marino, al Personale e al Patrimonio; Federica Rampini, consigliera Pd eletta fin dal 2006, al Bilancio, alla trasparenza e allo Sport; Pierluigi Sernaglia, Pd, assessore alle Politiche educative e scolastiche; Gianna Le Donne, di Sel, vice presidente del Municipio con delega alle Politiche ambientali e al Commercio; Eleonora Di Maggio, Sel, assessore alle Politiche sociali, servizi alla persona e politiche sanitarie.

 

Raggiunto telefonicamente, dopo che alla chiusura dei lavori si era rapidamente allontanato dall’aula, Riccardo Corbucci, nonostante fosse stato appena eletto alla seconda carica del Municipio non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Il fatto, da parte di un esponente di solito ben disposto nei confronti della stampa, lascia pensare che anche lui sia tra quelli non esattamente soddisfatti dalla composizione della giunta Marchionne.

 

Luciana Miocchi

 

III Municipio di Roma Capitale: prima intervista a Cristiano Bonelli, presidente uscente di Monte Sacro, dopo il risultato delle consultazioni municipali

12 Giu
Cristiano Bonelli (foto L. Miocchi)

Cristiano Bonelli (foto L. Miocchi)

(pubblicato su http://www.di-roma.com a poche ore dalla chiusura delle urne)

È questione solo di stabilire i decimali esatti ma è ormai acquisito che per Cristiano Bonelli non ci sarà un secondo mandato.

Fin dal primo turno le urne avevano dato in vantaggio Paolo Marchionne, Pd, per un 14% circa Paolo Marchionne, già vincitore delle primarie del centrosinistra: una rimonta appariva qualcosa di estremamente difficile. Il presidente uscente affronta le domande immediatamente, senza aspettare la dichiarazione ufficiale. Il distacco è troppo grande per sperare negli ultimi spogli e lui riconosce il risultato dell’avversario politico…

 

Come interpreta il risultato elettorale?

 

Come un risultato di un voto “ideologico”, nel senso che questa consultazione elettorale è un richiamo alle strutture di partito che da una parte hanno funzionato e dall’altra no. Con così pochi votanti rispetto agli aventi diritto, oltre il 53% non l’ha fatto, è facile dedurre che a votare sono andati, per la maggior parte anche se non tutti, solo i più affezionati alla struttura partitica. Il dato è oggettivamente questo, la grande disaffezione della gente e la domanda se la devono porre tutti quanti quelli che fanno politica. Facendo un riscontro delle schede elettorale nelle sezioni, si nota che a sinistra la grande maggioranza di persone ha fatto la croce sul simbolo di partito mentre i miei elettori hanno segnato in gran parte il nome del candidato. Significa che la gente non ha scelto la persona – tengo a dire che Paolo Marchionne secondo me è un bravo ragazzo che però in cinque anni di opposizione non ha spiccato per una qualche iniziativa particolare che lo abbia potuto mettere in evidenza ma di questo non gliene se ne può fare una colpa – al contrario di cinque anni fa, quando il sottoscritto fu scelto dopo aver fatto opposizione vera per 12 anni, dopo un presidente estraneo al territorio (Alessandro Cardente, ndr).

 

Quanta parte della sconfitta pensa che sia addebitabile alla gestione comunale?

 

Abbiamo perso in tutti i comuni, non soltanto a Roma. Evidentemente è un sentore diffuso in Italia, c’è un’aria che tira a sinistra e non a destra

 

Come cambia la sua vita da questa sera?

 

Io faccio politica di territorio da 25 anni, da ragazzino come militante fino a crescere, fino ad arrivare alla presidenza del Municipio. Non cambia nulla. Cambierà lo stile della giornata, certo. avrò meno stress e responsabilità, meno frenesia dell’impegno pressante. Ora sarò un po’ meno sotto pressione ma continuo a fare politica perché ho la fortuna di farlo per passione, non per mandato. Rappresento ancora tanta gente che crede in me e continuerò a rappresentare i cittadini come ho sempre fatto per il bene del nostro territorio che sicuramente in questi ultimi cinque anni è migliorato.

 

Luciana Miocchi

Roma III Municipio: i nomadi che nessuno vuole per vicini di casa – cronaca di un trasferimento annunciato e rinviato sine die

5 Giu

PROTESTAMUNICIPIOVIASALARIA1(pubblicato su http://www.di-roma.com)

La quasi chiusura del centro, la protesta e il capolavoro di equilibrismo pre-elettorale del Sindaco Alemanno

 

Il trasferimento annunciato dei 350 nomadi ancora presenti nella struttura di via Salaria questa mattina era iniziato regolarmente, senza nessun clamore. Saliti sui pulman del V dipartimento di Roma Capitale, sono rimasti li in attesa fin quando non sono stati fatti scendere perché era sopraggiunto l’ordine contrario. Per oggi il centro di prima accoglienza non chiude. Nessuno aveva pensato di avvertire nemmeno la presidenza del Municipio, che è stata allertata dalle telefonate dei residenti che hanno visto la scena. Sul posto sono poi giunti il Presidente Cristiano Bonelli, l’assessore Francesco Filini e i consiglieri Jessica De Napoli, Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo.

 

E’ accaduto che nell’VI Municipio, ex VIII, gli abitanti del quartiere intorno alla struttura, l’ex clinica di via Codirossi a Torre Maura, già utilizzata per dare ricovero a poche decine di rifugiati politici, avvertiti dell’imminente arrivo degli sfollati della ex cartiera sono scesi in strada a manifestare contro il provvedimento, supportati a livello politico dal presidente di centro destra Massimiliano Lorenzotti.

 

Un collega di Tv1 ha raccontato che fuori dall’edificio si era radunata una tale folla che qualcuno in Campidoglio si è convinto che la scelta effettuata non fosse stata la più giusta e quindi ha annullato l’ordine di trasferimento.

 

Nel pomeriggio dal Comune è stato diramata la seguente nota: “Il trasferimento in corso da questa mattina dall’ex cartiera di via Salaria a via dei Codirossoni a Torre Maura è stato sospeso. Lo sgombero era stato disposto del dipartimento V a seguito dei gravi problemi igienico sanitari riscontrati nella zona. Questo sgombero dovrà comunque essere effettuato. Come struttura alternativa non può però essere avallata quella di via dei Codirossi a Torre Maura perché, come rappresentato dal presidente del Municipio VI (ex VIII) Massimiliano Lorenzotti, sono evidenti i disagi dei cittadini della zona rispetto all’arrivo di un così consistente numero di persone senza fissa dimora. Per questo lo sgombero è stato sospeso in attesa che, d’intesa con la prefettura, il dipartimento V identifichi una soluzione alternativa che non presenti queste problematiche”.

 

La comunicazione rappresenta un capolavoro di equilibrismo pre-elettorale, dopo la decisione maldestra, partita dal V dipartimento su evidente indicazione politica, di procedere al trasferimento, senza riuscirvi, nell’imminenza del ballottaggio. Da una parte si promette la restituzione della struttura carente dal punto di vista igenico sanitario, ad un territorio governato da una giunta di centro destra, lo stesso colore del Sindaco, quindi particolarmente sensibile alle sue azioni, dall’altra si rassicurano anche gli abitanti ed elettori di Torre Maura, la cui municipalità è altresì retta da un’altra giunta di centro destra – che giustamente fa pressione sul Sindaco perché non si perda il consenso faticosamente conquistato – unica sede individuata in tre anni, che non si prenderanno loro lo sgradito pacco regalo, rinviando tutto ad una nuova futura individuazione di una sede alternativa. Dati i tempi stretti, quindi, la patata bollente passerà di mano alla prossima amministrazione, dopo le elezioni dell’8 e 9 giugno.

 

Si potrebbe discutere sull’opportunità o meno dell’iniziativa presa a ridosso del ballottaggio e soprattutto a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico e degli esami. Si potrebbero tirare in ballo sentimenti di accoglienza o di intolleranza, più o meno giustificati, andando comunque fuori strada. Le reazioni così nette, sia da parte dei residenti del III che del VI hanno una loro logicità.

 

Fu proprio un ordine della Prefettura ad individuare nella struttura di via salaria, abbandonata e sgomberata dagli occupanti abusivi negli ultimi mesi del 2009, il centro in cui accogliere 160 nomadi provenienti dai campi non autorizzati smantellati. I residenti non ne furono affatto felici ma la presidenza Bonelli incassò la riconoscenza del sindaco Alemanno per aver accettato di collaborare e soprattutto, la sua conferma che ai primi di marzo 2010 le famiglie ospiti sarebbero state traferite altrove, stante l’inadeguatezza per la qualità della vita soprattutto dei più piccoli. Il presidente Bonelli rilasciò anche un’intervista, alla Voce del Municipio, in cui si spingeva ad illustrare i progetti della sua giunta per i locali una volta liberati, cioè una struttura di prima accoglienza per le emergenze abitative e ampi spazi da dedicare alla polizia municipale, con annesso dopolavoro. Come fidarsi delle promesse di temporaneità se da quelle rassicurazioni sono passati circa 1400 giorni e la struttura di via salaria, già museo dotato anche di teatro, è ormai fatiscente, lasciata in balia del degrado, con le finestre murate e i piazzali invasi da spazzatura di ogni tipo, tanto che passare sul marciapiede di fronte nel giorno del trasferimento mancato espone ad una puzza pungente che non si è avvertita nemmeno passando davanti all’entrata del centro Ama quando rientrano i compattatori lordi. Possono fidarsi gli abitanti del VI Municipio che non capiti anche a loro una simile esperienza di degrado nell’ambiente circostante?

 

PROTESTAMUNICIPIOMONNEZZAIn ultima analisi è sbagliato anche prendersela esclusivamente con gli ospiti del centro. I loro furgoni sono parcheggiati in pieno divieto di sosta e di fermata ma nessuna autorità li ha mai sanzionati o non lo ha fatto seriamente. Lo stato dei luoghi visibili è indecente ma la struttura è gestita da associazioni scelte dal V dipartimento del Comune, il quale dovrebbe poter intervenire in caso di inadempienza nell’assistenza, così come dovrebbe potere e dovere intervenire in caso di comportamenti scorretti degli assistiti. Insomma, l’insofferenza viene alimentata anche da quegli eccessi di tolleranza che finiscono poi per sfociare nel lassismo, agli occhi di chi guarda e sottostà quotidianamente a restrizioni ed obblighi.

 

L’argomento è spinoso da trattare, soprattutto sotto scadenza elettorale. Se da una parte il presidente Bonelli, presente nella protesta contro il mancato trasferimento dei Rom, riconosce l’impotenza di Municipio e Comune in mancanza di una regolamentazione nazionale sempre omessa dai governi di ogni colore, dall’altra lo sfidante presidente Paolo Marchionne si è guardato dall’intervenire in maniera esplicita, evitando ogni contatto con la stampa, forse per paura di dire qualcosa di sbagliato. L’unico esponente locale del Pd, al momento di andare in rete, ad intervenire è Riccardo Corbucci, ex vice presidente del consiglio Municipale, ex sfidante alle primarie per la presidenza del municipio del centro sinistra e primo degli eletti del Pd. Attraverso il suo blog prende posizione sulla manifestazione di Bonelli dicendo che “il centrodestra ormai litiga con se stesso. Nel misero tentativo di prendere in giro i cittadini, cercando di spostare gli ospiti del centro di accoglienza di via Salaria qualche giorno prima del ballottaggio, Bonelli ha ottenuto un effetto boomerang. A far saltare un’operazione meramente elettorale sono stati i suoi stessi colleghi di partito. Il Sindaco Alemanno e il candidato del centrodestra nell’ex VIII Municipio Lorenzotti, che hanno fatto capire, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, quanto Bonelli non contasse nulla a Roma. Il centro di via Salaria venne messo in III Municipio (ex IV) da Alemanno e Bonelli, vicino ai quartieri di Castel Giubileo e Settebagni, perchè nessun altro municipio voleva accoglierli. Questa è la verità. Con buona pace di Bonelli che adesso protesta, sempre più nel suo “nuovo” ruolo di oppositore, piuttosto che di presidente di un municipio”. Per le ore 21,30 è stata indetta una fiaccolata di protesta davanti la struttura di via salaria

 

Luciana Miocchi

 

Settebagni – Monte Sacro III Municipio di Roma Capitale: oggi chiuso il parco dei frutti per intervento di potatura alberature

14 Mag

parchidiromaIl parco dei frutti – quello che si trova davanti la parrocchia, con accesso di lato alla palazzina dove c’è la Cariri, oggi rimane chiuso al pubblico per l’intevernto programmato di potatura degli alberi, eseguito dalla ditta Viola per conto del Municipio. Probabilmente lo sarà anche domattina.

Sul posto sono stati avvistati il mini sindaco di Monte Sacro Cristiano Bonelli e il consigliere di maggioranza Marco Bentivoglio, che si sono poi recati per un sopralluogo ai giardini di via di S. Antonio di Padova, dove è previsto lo sfalcio dell’erba.

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Alemanno inaugura il cantiere del ponte tra Fidene e Villa Spada

13 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Con una visita all’area del cantiere, il sindaco Gianni Alemanno, alla presenza dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Roma, Fabrizio Ghera e di quello del III (ex IV) Municipio, Fabrizio Bevilacqua, nonché del presidente Cristiano Bonelli, ha inaugurato i lavori che nel giro di 350 giorni, così come assicurato dalla ditta che si è aggiudicata l’appalto, porteranno alla costruzione dei nuovi ponti – due – che collegheranno i quartieri di Fidene e Villa Spada con lo snodo ferroviario e la via Salaria. Il progetto originario risale al piano di zona Fidene-Valmelaina vecchio ormai di più di vent’anni.

Particolarmente soddisfatto Fabrizio Bevilacqua, che della realizzazione dell’opera aveva fatto un punto di orgoglio, inseguita durante tutti i cinque anni di consiliatura e agguantata in extremis. Molti i residenti che, dopo tanto attendere, rimangono ancora adesso scettici sull’effettiva durata dei lavori.

Ponte IMG-20130513-WA0000Della questione si parlava già come opera prossima ai suoi ultimi traguardi burocratici al 20 luglio 2011 e successiva cantierizzazione dopo l’estate di quell’anno. Il tutto poi subì il blocco per i tagli ai finanziamenti diretti ai comuni italiani e loro revisione della spesa pubblica, la famigerata “spending review”. Comunque, oggi si parte finalmente con i lavori perché il progetto è stato inserito all’interno del Piano del Traffico.

Luciana Miocchi

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: Fs cambia idea sul sottopasso di via S. Antonio di Padova e propone una nuova soluzione

9 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

SOTTOPASSOgooglemapIl raddoppio del ponticello sotto la ferrovia in via S. Antonio di Padova a Settebagni è previsto da più di vent’anni, da quando fu firmata la convenzione con il costruttore Antonelli, che ottenne il permesso a edificare il supercondominio in cambio della realizzazione dell’opera. O meglio, in cambio degli oneri concessori destinati allo scopo. Oneri che per altro sono stati versati all’epoca.

Fs ha continuato a rimandare l’inizio dei lavori, nonostante il terreno dietro la parrocchia sia stato reso area di cantiere da tempo immemore, spossessandone la parrocchia e con la conseguenza che la casa del sagrestano è ormai ridotta ad un rudere e l’area è preda di erbacce, ratti, smottamenti, con gli ulivi irrimediabilmente persi o danneggiati. La ditta che si era aggiudicata l’appalto pare sia fallita ed in Curia nessuno sa come e quando verranno fatti i lavori. In un primo tempo, all’incirca sei anni fa, sembrava che il cantiere dovesse partire da un momento all’altro, tanto che ci fu una riunione in parrocchia tra l’amministrazione di allora e la cittadinanza, per illustrare il piano della circolazione provvisoria. Poi, di mese in mese di anno in anno, tra silenzi e rinvii e indisponibilità tecniche si arrivò alla prima affermazione di Fs che la realizzazione della nuova stazione Tiburtina era prioritaria e che per non rallentare ulteriormente l’alta velocità Settebagni doveva attendere fino alla fine di quei lavori. Tra l’altro, sembrava che i soldi regolarmente riscossi dal costruttore non fossero più sufficienti.

Tutti gli sforzi compiuti da giunta municipale e Comune si sono puntualmente infranti sui tavoli di concertazione, ché la Rfi sembra avere potere prevalente su tutto, anche sulla sicurezza dei residenti e sul fatto che la parte alta del quartiere, in caso di incendio potrebbe tranquillamente andare in cenere, visto che sotto i ponti della ferrovia un’autopompa dei vigili del fuoco non passa, troppo bassa e fuori norma per le regole di oggi, la luce delle gallerie.

Con la riconsegna del cantiere di Tiburtina, a ottobre 2012, il governo di piazza Sempione ha costretto Rfi ad un confronto, convenzioni e accordi alla mano. Caduto l’ostacolo frapposto, la società, davanti al presidente del municipio Cristiano Bonelli e al consigliere Pdl di riferimento del quartiere Marco Bentivoglio, nonché ai responsabili dell’ufficio Tecnico,  ha dovuto ammettere di non poter realizzare i lavori così come previsti.

Con un sopralluogo tenutosi nel novembre seguente, alla presenza anche di alcuni cittadini e dell’ingegner Di Paolo, responsabile dell’Uot, i tecnici di Rfi illustravano le difficoltà: un’importante scambio ferroviario nelle vicinanze del ponte – eccezione stranamente mai sollevata prima – e l’alta frequenza ormai supportata dalla linea, a causa del traffico locale, dell’alta velocità e del nuovo competitore Italo. Nonché una sottostazione elettrica di proprietà Enel impossibile da spostare e il paventato blocco totale del movimento per motivi di sicurezza di tutta la parte del quartiere che si trova al di là della linea ferroviaria per almeno sette mesi, come a dire sequestrare in casa almeno settemila persone. Per cui, vent’anni di promesse, di accordi e di attese per la prima volta venivano chiaramente ed inequivocabilmente spediti nell’angolo delle utopie.

Ma i contratti sono stati firmati, a seguito di quegli accordi è sorto un intero isolato di abitazioni la cui costruzione è stata vincolata all’apertura di una via sicura per i pedoni e per il traffico a motore, quindi nemmeno Ferrovie, davanti ad una paventata causa milionaria si è potuta defilare lasciando all’amministrazione la patata bollente. Perciò Rfi ha presentato un progetto alternativo, il cui responsabile, il dott. Gizzi, è stato però trasferito e la sede è ormai vacante da più di un mese e mezzo.

La nuova proposta abbandona il raddoppio del ponticello di via di S. Antonio per andare a realizzare un sottopasso nel terreno una volta occupato da una rivendita di camper, al confine con l’attuale Roadhouse grill, espropriando alcuni terreni in via Monti di Casa, realizzerebbe due rotatorie e una strada semicircolare che andrebbe a congiungersi con via S. Quirico d’orcia da una parte e con via Salaria dall’altra. All’obiezione che quella zona quando esonda il Tevere va regolarmente sott’acqua i tecnici di Ferrovie hanno risposto di possedere la tecnologia necessaria a porre rimedio alla situazione.

Dice il consigliere Bentivoglio, che ha seguito da vicino l’intera evoluzione: “a differenza di chi mette cartelli e annuncia lavori che poi non vedono mai la luce, davanti a questo ribaltamento di progetti abbiamo voluto fermarci, mettere al comune i residenti e aspettare il nuovo mandato elettorale prima di muoverci. Questa è una questione troppo importante per Settebagni per poterla chiudere in fretta prima delle elezioni, solo per vantarci di un risultato che merita invece una seria riflessione e condivisione”.

Luciana Miocchi

Roma Montesacro: Cristiano Bonelli alla ricerca del secondo mandato da presidente del Municipio. Bilancio di cinque anni alla guida di piazza Sempione

1 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Con l’intervista a Cristiano Bonelli, presidente uscente del Municipio Monte Sacro, III di Roma Capitale (ex IV), inizia un ciclo di interviste ai protagonisti della prossima tornata elettorale di fine maggio.


bonelliPresidente Bonelli, alla fine si è ricandidato.

Si, l’avevo già annunciato a più riprese nell’ultimo mese. Alcune motivazioni che mi bloccavano sono state superate: una parte anche dall’agire di un mio gruppo interno al Pdl, l’unico che ha preso una serie di iniziative che mi hanno fornito delle certezze. Innanzitutto, la richiesta di fare le primarie perché è assurdo che un partito rappresentativo di una fetta importante dell’elettorato italiano debba ancora gestire le candidature ad personam senza nessuna valutazione, se non in percentuali bassissime, di meritocrazia e rappresentanza. Il mio gruppo questa estate ha dato una risposta molto forte, chiedendo in piazza ad alta voce, a volto scoperto, non come succede nei partiti con mille sotterfugi, di fare le primarie. L’esito è stato negativo perché non sono arrivate ma questa è stata una prima apertura, con la quale si sono dichiarate ad alta voce delle cose che prima si faceva fatica a dire. Un’altra cosa positiva è stato l’impegno mantenuto di non candidare condannati in via definitiva nelle liste nazionali. Questo ci ha consentito di non candidare persone che avevano delle situazioni serie. Si può dire che non è sufficiente ma intanto è una prima risposta che ridà un briciolo di dignità che prima si aveva difficoltà ad avere.

 

La sua ricandidatura è stata proposta dalla centrale o è frutto solo di una sua decisione d’autorità?

Tempo fa dichiarai “di avere dei dubbi a ricandidarmi in questo partito perché ho delle difficoltà a dire votatemi , votate per me facendo una croce sul Pdl, perché questo partito mi rappresenta poco figurati quante difficoltà potrei avere io a farmi rappresentare dai cittadini sul Pdl”. Questa situazione, rappresentata comunque dai referenti dal mio gruppo interno al Pdl e le risposte arrivate mi hanno dato comunque la certezza che quella linea di dignità che dovevamo tenere un po’ è stata recuperata. Non è che sono ancora contento perché oggi far parte di un partito vuol dire dover condividere per forza delle cose che a te non piacciono, però queste prese di posizione cominciano ad avvicinare un partito al 2013, quello che fino a poco tempo fa era un partito vecchio, arcaico, pieno di vecchi arnesi che rappresentano se stessi e basta e non di certo la volontà dei cittadini. insomma, quello che vive con difficoltà il cittadino nei confronti della politica lo vive anche chi ne fa parte ma magari fa politica in maniera diversa. Sono molto più vicino io a livello locale al cittadino che chi sta alla Camera.

Se qualcosa non funziona a livello municipale, gli amministratori sono molto più facili da “raggiungere”.

Certo, ma sono molto più vicino al cittadino io piuttosto che una persona che ha uno stile di vita diverso proprio perché ricopre dei ruoli importanti. Chi più di me si confronta con i problemi della vita reale?

Quindi questo è bastato per sciogliere ogni riserva?

Queste erano delle cose importanti. In più per me non ci sono prospettive diverse, non è che sono uno che vuole fare il salto perché adesso deve fare carriera. Nasco in questo territorio, politicamente. Credo di aver fatto un lavoro, non dico bene o male, ma dico di averlo fatto e già questo è tanto, penso che questo lavoro vada finito, credo che anche per onestà nei confronti di tante persone che mi hanno scelto pur non appartenendo al mio ambiente politico. Mi hanno dato questa delega e vedo che c’è ancora molto da fare, credo che di lavoro ne ho messo tanto, ma proprio tanto, immagino che per finire un percorso ci sia bisogno di altro tempo. I problemi purtroppo ci sono e sono visibili, davanti a tutti. Certo che è difficile amministrare senza risorse economiche. Eppure ci siamo inventati di tutto per dare delle risposte. Poi ripeto, il giudizio è dei cittadini, che devono dire se ho fatto bene o ho fatto male. Comunque, io voglio continuare a metterci la faccia, sia che io vinca sia che io perda.

 

Nell’eventualità Lei dovesse perdere, sparirebbe come altri predecessori o rimarrebbe qui a fare opposizione?

Ho sempre fatto politica locare di territorio, l’ho fatta per dodici anni in opposizione poi mi è stata data questa opportunità. La mia scelta è chiara, non ho valutato altre ipotesi se non quella di ripresentarmi in municipio. Se anche non fosse stato da presidente mi sarei ripresentato come consigliere.

Mi hanno sempre riconosciuto una cosa, che non sono cambiato molto, il mio comportamento, il modo di fare è rimasto quello. Questa è una cosa su cui ho voluto lavorare. Vabbeh, è un ruolo importante, non mi nascondo, però non ho fatto il superuomo, quello con la puzzetta sotto il naso ed è stata una scelta voluta.

 

I successi e gli insuccessi di questi anni?

I successi sono stati tanti. Un insuccesso, qui mi faccio male da solo, indubbiamente è quello della battaglia sulla prostituzione. Negare è stupido e anche disonesto, è sotto gli occhi di tutti. Purtroppo nonostante tantissime energie messe in campo la prostituzione c’è . Nessuno lo può negare, il lavoro fatto l’ha contenuta ma non ha risolto il problema. Questo mi scoccia un po’, è uno dei problemi sentiti dal territorio che non siamo riusciti a risolvere. Posso dire che abbiamo fatto un lavoro incredibile sia di impegno che di segnalazione, che di idee messe in campo. Ricordo l’adesivo che abbiamo fatto a Castel Giubileo “Ti abbiamo sgamato” da attaccare sulle macchine dei clienti delle prostitute,

Forse aveva ragione il sindaco Veltroni quando diceva che non era un problema che si potesse risolvere a livello locale ma che ci voleva una risposta a livello legislativo.

Quello che diciamo anche noi ma Veltroni doveva dimostrare quello che ha dimostrato la giunta Alemanno e la giunta Bonelli, cioè fare il massimo. Una cosa che non ha fatto perché lui si è limitato a montare qualche telecamera, spendendo milioni di euro, senza mai attivarle tra l’altro, noi non abbiamo speso soldi ma posso dire che la giunta Alemanno ha fatto sessantamila sanzioni, cosa che gli altri non ha mai fatto. Quanto è stato realizzato su Prati Fiscali e su via Salaria non ha paragoni negli ultimi dieci anni

L’avete spostata in zone dove non c’era.

Non è questione di averla spostata. Numericamente sono di meno. Prima si parlava di circa cento- centoventi prostitute dislocate tra Salaria e Prati Fiscali. Ma non è una risposta che si può dare al cittadino e al turista perché ci sono ancora. Però posso certificare l’impegno, attraverso le ordinanze e le sanzioni.

L’ordinanza anti lucciole è decaduta però.

E’ stata rinnovata ultimamente, senza clamori.

 

Le cose che vi sono riuscite?

L’impegno nella lotta alla prostituzione è uno di quelli visibili, poi ce ne sono tanti altri, per esempio quell’idea che avevamo di far intervenire i privati sulla cosa pubblica, che ci ha consentito di fare decine di cose senza spendere un centesimo, che non avevamo tra l’altro. Un esempio su tutti la sala matrimoni, veramente allestita e arredata dai privati. Ad oggi vi sono stati officiati 280 matrimoni,

Molti contestano che cosi il privato può accampare dei diritti o sperare in un atteggiamento benevolo da parte dell’amministrazione.

Intanto benevolo bisogna capire fino a che livello. Questi tanti non li ho visti nell’elenco che si lamentano. Oggi bisogna guardare alla concretezza dei fatti. Non avevo i soldi per fare la sala matrimoni invece ad oggi l’ho fatta, dando una soluzione gratuita a centinaia di persone, la visibilità ai privati che hanno collaborato a costo zero per l’amministrazione pubblica è giusto darla, nel limite del consentito. Hanno dato un bene comune collettivo a costo zero , nei limiti perché ho capito cosa intende, stiamo portando il privato nell’amministrazione pubblica così l’amministrazione perde potere ma siccome non è che l’amministrazione perde potere ma non ha i soldi, io le rotatorie le faccio fare ai privati a costo zero per le casse pubbliche . Se potessi farei fare addirittura le strade dai privati, in cambio di un marchio per terra dell’azienda, purtroppo non si può fare. Ho arredato questa sede con arredi dismessi da altre istituzioni li abbiamo presi e ci abbiamo fatto questa sede, attraverso un progetto che abbiamo chiamato azienda mica, tra l’altro con aziende locali, la visibilità è sempre nel nostro territorio. Nel mondo del commercio abbiamo fatto una battaglia per contenere la crisi e per aiutare i piccoli commercianti, non la grande distribuzione, perché la piccola distribuzione nei nostri quartieri è importante, mantiene vivo il tessuto sociale. La raccolta differenziata, con tutti i difetti che ancora oggi ha è stato un atto di responsabilità nei confronti di questa città. Me ne sono fregato io di dire se mi conviene o no. Ho fatto l’esatto contrario di quello che hanno fatto tutti i politici fino ad ora. Mi sono detto probabilmente questa partita io la perdo perché siamo ancora in mano ad un test e ci sono incertezze e inefficienze che vengono fuori e ancora oggi, da parte di Ama. Questo l’ho messo sulla bilancia solo che deve finire che i politici fanno le scelte solo per la raccolta del consenso a fine mandato . questo è un esempio di prendersi le proprie responsabilità. Se io avessi detto di no ad Ama, probabilmente la raccolta differenziata in questo municipio non sarebbe ancora partita. Poi è migliorabile ma è stata una scelta coraggiosa, anche impopolare ma me ne sono fregato, conviene alla città. Tra due mesi partirà questo modello perfezionato grazie a Montesacro, in altri cinque municipi di Roma. Potrò essere orgoglioso che la periferia romana è stata la prima ad avviare la raccolta differenziata in modo serio. Ci perdo consenso? Me ne frego, io sono una persona responsabile. I politici passano le cose rimangono

 

In un’ipotetica rielezione, cosa ti proponi di realizzare nel prossimo quinquennio?

Cosa non facile. Dopo decenni che non amministriamo questa città, appena arriviamo accade di tutto, dagli eventi atmosferici , la crisi, i tagli del governo, l’antipolitica.

Voglio rafforzare i confini di questo municipio. Cioè, voglio riuscire a chiudere una serie di progetti, che sono attivi, tipo azienda amica, la rete del turismo locale, mettendo in condizione i turisti di poter usufruire una serie di servizi in maniera quasi da città, compreso siti da visitare, consci di essere periferia ma molto vicini al centro, con la presenza della Fm1 e della metropolitana, con la Salaria e la Nomentana che arrivano al cuore della città, con una serie di servizi e scontistiche. Sarebbe bello ragionare come se fossimo un po’ una città a se, abbiamo una serie di particolarità caratteristiche, nel bene e nel male. Lavorare alla mobilità sostenibile, su una serie di progetti di ciclabile che non siamo riusciti a fare per mancanza di risorse.

Con la nuova distribuzione dei municipi e il disegno di Roma Capitale, al municipio arriveranno poteri diversi?

Alla fine di un lungo percorso, per altro già cominciato, dovrebbero arrivare . Non si può andare avanti con il municipio che ha solo centri di costo e nessuna entrata, che ogni centesimo di tasse e oneri concessori finiscono alla centrale e ogni volta bisogna elemosinare poche migliaia di euro per i servizi sociali. Le risposte sono sempre l’uno percento di quel che è stato chiesto, ed è assurdo, viene meno l’amministrazione locale.

Quindi la prossima consiliatura sarà comunque di transizione

Io spero che nei prossimi cinque anni si riesca ad ottenere il decentramento. Sul fatto che si debba fare non ho dubbi, sul fatto che si farà, qualcuno ce l’ho.

 

Un ultima cosa. C’è qualcosa che cambierebbe, tra quelle che ha fatto? Le ha azzeccate sempre tutte?

Cosa Cambierei? Non lo posso dire (sorride sornione).

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: erbacce e buche sistemate prima di Pasqua

29 Mar

Nuovo inoperaiallavorosettebagnitervento a Settebagni propiziato dalla strana coppia Bonelli-Bentivoglio. Da questa mattina è all’opera in via dello Scalo una squadra di operai municipali, creata dalla presidenza del Municipio cooptando i dipendenti da diversi uffici, con la missione di ripulire da erba e erbacce a partire dal ponte di S. Antonio andando verso l’altro della salita della Marcigliana.

Sarà perché le elezioni si avvicinano ma il presidente del Municipio Cristiano Bonelli ed il consigliere Marco Bentivoglio, stretto collaboratore del neo consigliere regionale ed ex assessore capitolino Antonello Aurigemma – che in passato aveva avuto modo di punzecchiare più o meno simpaticamente il minisindaco – sembrano aver raggiunto una intesa invidiabile nel mettere mano ad alcune criticità del quartiere altrimenti trascurate.

Nel pomeriggio saranno riparate anche alcune buche per le vie collinari del quartiere.

Luciana Miocchi

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: realizzato lo spazio cani. Le polemiche non ti aspetti

19 Mar

bonelliparcoNOBILEareacaniFiniti i lavori di realizzazione dello spazio ai cani nel parco Nobile, a Settebagni, ad opera dei volontari della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni”, le polemiche non si placano.

Nonostante sia stata un’operazione a costo zero, cercata e voluta nel corso degli anni, c’è sempre chi non è d’accordo su nulla. Specialmente su fb, nei gruppi dedicati alla zona, i commenti sono contrastanti.BOONELLIPARCOnobielBENTIVOGLIOilmioquartiere

Soprattutto certi proprietari di cani, forse perchè ora che uno spazio c’è, anche se imperfetto, non potranno più condurre impunemente – in barba al regolamento comunale – i propri cani senza collare e guinzaglio al parco. Comportamento che in passato ha creato più di un attrito con i genitori che invece al parco avrebbero voluto poter lasciare i bambini liberi di giocare e correre senza paura e di mezzo, ovviamente, sono andati quei padroni rispettosi del proprio animale e del prossimo, che muniti dell’attrezzatura prescritta venivano oramai mal sopportati comunque.

Poi c’è la categoria di quelli che il parco vorrebberlo avere sotto casa e lo bollano come lontano e scomodo, una spesa inutile. Forse non rammentano che fino a qualche anno fa, Settebagni ne era totalmente sprovvista e chi poteva, caricava i figli in macchina e andava in un altro quartiere.

BONELLIparcoNOBILEAREACQuelli che non hanno apprezzato perchè l’hanno ritenuta un’operazione elettorale. Probabile che un qualche pensiero in tal senso, effettivamente ci sia, visto l’imminenza del ritorno alle urne. Dopotutto gli elettori dovrebbero giudicare in base ai risultati raggiunti e gli eletti, facendo politica, hanno sempre un occhio attento.  Ognuno dovrebbe avere la capacità di giudicare e comportarsi di conseguenza. Non perdendo di vista però, che il recinto ora c’è, e la sua necessità viene da lontano.

bonelliBENTIVOGLIOparconobileQuelli che non sono contenti perchè lo spazio è troppo piccolo. Quelli che è stato sottratto spazio alle persone. Quelli che il parco fa schifo perchè non ci va mai nessuno. Quelli che non ci vanno perchè non c’è vigilanza. Quelli che vorrebbero vedere i vigili. Quelli che non ci vanno perchè i vigili li hanno visti e gli hanno fatto la multa per il cane senza guinzaglio.

La maggioranza dei residenti però è contenta che finalmente sia arrivato un piccolo segno di civiltà anche qui. L’area è piccola, non attrezzata secondo i canoni del comune ma l’accettano come un inizio, il resto cercheranno di averlo un pezzetto per volta. Più il parco è frequentato più diventa sicuro. E poi è stato bello vedere il presidente Bonelli con un piccone in mano,  l’ha usato davvero, non solo per le foto. Non capita tutti i giorni un politico che si da ai lavori manuali.

Luciana Miocchi

(foto A. Pino)

Settebagni – Municipio Montesacro di Roma Capitale: dopo il sopralluogo dello scorso luglio, sabato partono i lavori per la realizzazione di uno spazio riservato ai cani al Parco Nobile

15 Mar

– foto di repertorio A. Pino –

Come anticipato nell’articolo postato lo scorso 28 luglio, finalmente cominciano i lavori per riservare uno spazio ai cani nel parco Nobile, a Settebagni.

L’approvazione della mozione in consiglio municipale risale ormai a tre anni fa. Questioni di bilancio non ne hanno mai permesso la realizzazione e anche ora, i cani del quartiere – e i loro proprietari – dovranno ringraziare l’intervento della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni”, che stanno realizzando il loro luogo di culto in via di Settebagni e si sono prestati, attraverso il loro progetto ” Mani che aiutano”, dietro interessamento del presidente del Municipio Cristiano Bonelli e del consigliere di riferimento Marco Bentivoglio, a realizzare questo piccolo grande sogno a costo zero per l’amministrazione.

Come già detto in altre sedi, non si tratterà di un’area cani attrezzata come prescritta dai regolamenti comunali, troppo laboriosa e dispendiosa, ma di un luogo, recintato e chiuso da cancelletto, nel quale gli animali potranno essere condotti senza contravvenire al divieto di introdurre cani nel raggio di cento metri dai giochi per bambini a meno che non ci sia un percorso protetto.

Probabilmente i lavori avranno inizio e termineranno nella stessa giornata del 16. Ora la palla passa ai proprietari – molti dei quali sono sempre stati corretti, cercando di non entrare in contrasto con i genitori dei bimbi nella convivenza forzata delle proprie esigenze – che non avranno più scuse per portare i propri pelosetti al parco senza guinzaglio, lasciandoli scorrazzare liberi tra i bambini che giocano, anche se di grossa taglia o anche se non graditi. Il consigliere Bentivoglio ricorda “come anche nell’area dedicata sia necessario mantenere un atteggiamento di collaborazione e buon senso, che le deiezioni canine vanno raccolte con il sacchetto e smaltite come d’abitudine e da regolamento comunale”.

Settebagni, dopo averlo agognato per molto tempo, ha finalmente un luogo che testimonia la dignità dell’animale e dell’essere umano. Che tutti contribuiscano ora a mantenerlo decoroso ed funzionale.

Nella giornata di domani l’associazione “Il mio quartiere” ha ottenuto l’autorizzazione ad impiantare un mercatino all’ingresso del parco.

Luciana Miocchi

 

Luciana Miocchi

IV Municipio di Roma Capitale: il capogruppo Idv Romeo Iurescia passa ufficialmente al Pd

15 Feb

Iurescia(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Con comunicazione protocollata il giorno di S. Valentino, Romeo Iurescia, capogruppo fino a quel momento dell’Idv, ha ufficializzato il suo passaggio al partito democratico, salutato così dal comunicato di Umberto Marroni, capogruppo Pd al consiglio di Roma Capitale:

“Voglio dare il benvenuto nel Partito Democratico al consigliere municipale Romeo Iurescia, che in questi cinque anni ha sempre garantito un’opposizione ferma e costruttiva alle amministrazioni di centrodestra di Alemanno e Bonelli. Positivo l’ingresso di Iurescia, proveniente dall’esperienza della società civile. Un adesione al gruppo che conferma il buon lavoro del PD territoriale, che ha saputo costruire un’alternativa valida in IV Municipio in grado di battere le destre e proporre un modello sano di governo, collaborando con le altre forze al pd. Dare forza al PD oggi vuol dire, infatti, dare forza ad un’alternativa di governo credibile per voltare pagina dopo la fallimentare esperienza Alemanno”.

L’avvicinamento di Iurescia al Pd era evidente da mesi, si era palesato la prima volta quando partecipò all’incontro organizzato da Riccardo Corbucci alla sala Agnini con Dario Franceschini, unico politico di un altro partito presente all’evento e proseguito poi con l’assidua frequentazione dei gazebi e l’organizzazione di incontri elettorali a sostegno dei candidati alle varie tornate elettorali.

Cristiano Bonelli, presidente del IV Municipio, Pdl, così ha commentato l’evento:

«Assurdo ed unico il pd in IV, che ha dimostrato in questi anni inaffidabilita’ e pochezza politica, i litigi hanno dilaniato gli ex Ds con migrazioni costanti degli eletti nel Pd in altri partiti, riducendolo a 4 consiglieri . Davvero imbarazzante poi la vicenda che vede il consigliere Iurescia, messo alla gogna dal Pd e dai siti vicini, reo di aver chiesto ed ottenuto 23mila e di rimborsi chilometrici ed oggi nuovo consigliere del gruppo Pd accolto in pompa magna accanto al cons Corbucci nella campagna elettorale x un candidato regionale. Furono lo stesso Corbucci e la presidente della Commissione trasparenza Rampini ad attacarlo ma oggi e’ il benvenuto ?»

Luciana Miocchi

Settebagni, IV Municipio di Roma Capitale: i lavori di sistemazione della scuola Giovanni Paolo I a spizzichi e bocconi, a seconda dei soldi in cassa

14 Feb

giovannipaolo1Finalmente l’ Ufficio Tecnico del Municipio ha presentato la settimana scorsa il conto preventivo dei lavori che servono per l’intervento globale di messa in sicurezza della scuola Giovanni Paolo I di Settebagni, fatti rientrare nella cifra di seicentomila euro dei fondi dell’emergenza neve. E’ terminata da qualche giorno la prima trance dei lavori che è stato possibile realizzare con la somma erogata dall’amministrazione: il taglio delle essenze arboree, effettuato da Multiservizi, il rifacimento dei profili sulla scalinata d’ingresso e la sostituzione o la riparazione di vetri e finestre dei locali di pertinenza della scuola dell’infanzia dove è stato stivato il materiale contentente eternit rimosso dall’edificio. A detta del consigliere Marco Bentivoglio, Pdl, che con il presidente del Municipio Cristiano Bonelli e il vice presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, Pd, aveva partecipato ai sopralluoghi nei locali della scuola insieme ad alcuni genitori ed ha seguito poi l’intero iter, l’eternit è stato trattato e sigillato nella stanza che è stata destinata allo scopo e lì rimarrà fino a data da destinarsi perché mancano i fondi per lo smaltimento attraverso l’invio ad una discarica autorizzata.

I lavori che mancano all’appello sono la messa in sicurezza totale dell’edificio, la sistemazione dei bagni e le infiltrazioni d’acqua nei solai, in alcune classi quando piove si fa lezione con la bacinella ed il rischio che prima o poi si verifichi il crollo di qualche controsoffittatura diventa sempre più probabile. Verranno eseguiti soltanto quando le somme saranno messe a disposizione, nella misura che si riuscirà a coprire con gli importi ottenuti. Purtroppo, le regole imposte sono queste. Per l’intanto permangono le impalcature su alcuni dei terrazzi.

Luciana Miocchi

Sosta a pagamento nel quartiere Valli: ormai siamo al tutti contro tutti

23 Nov

Sembra non avere termine la vicenda della sosta a pagamento nel quartiere Valli, Quarto Municipio del Comune di Roma Capitale, introdotta pressoché contestualmente all’apertura della metro B1 e subito sospesa dal punto di vista amministrativo – stante la presenza delle strisce blu e dei parcometri, attivati e poi coperti con sacchi di plastica. I provvedimenti e le posizioni assunti al riguardo dagli amministratori, dai politici locali e dai comuni cittadini ormai non si contano al pari dei relativi comunicati stampa, in una sorta di tutti contro tutti – anche tra esponenti degli stessi  schieramenti e frequentatori del medesimo quartiere – che lascia perplesso chi non è avvezzo alle complesse alchimie del potere e si accontenterebbe modestamente di una vita quotidiana meno ammorbata da disagi e complicazioni. La dichiarazione più recente è quella del presidente Cristiano Bonelli che ha pubblicato nei giorni scorsi una nota congiuntamente all’assessore alle Politiche Sociali Francesco Filini: “Il dato che emerge dalla consultazione locale organizzata da cittadini e commercianti del quartiere Conca d’Oro – Le Valli non lascia spazio ad alcun dubbio: nessuno sente il bisogno dell’istituzione di una zona a tariffazione”. Dunque la richiesta scaturita da un informale referendum di quartiere sarebbe quella di cancellare del tutto le strisce blu, nemmeno di ridurle come era stato richiesto da Bonelli ai competenti uffici con una nota del 28 settembre. Peccato che sulla stampa locale  – ripresa poi dal blog dell’esponente del Pd e consigliere di opposizione Riccardo Corbucci – si è letto di una raccolta firme di opposto tenore organizzata dai residenti per attivare ed espandere la sosta a a pagamento, unitamente a una dichiarazione dello stesso Corbucci secondo il quale l’assenza totale di zone a sosta tariffata «condannerebbe i residenti a una totale invivibilità della zona». Paradossalmente è proprio il senso della risposta che l’assessore capitolino alla Mobilità Antonello Aurigemma – quindi formalmente della stessa parte politica di Bonelli e avversa a quella di Corbucci- aveva dato lo scorso 29 ottobre con una propria nota a quella del presidente del Municipio, concludendo però che si sarebbe proceduto “a predisporre un provvedimento di revoca della tariffazione della sosta nell’ambito Monte Sacro da sottoporre alla Giunta Capitolina che ne aveva previsto l’istituzione”. Sembrerebbe quasi un modo per dire “peggio per voi, arrangiatevi e fate come vi pare”, insomma. Politici contro politici, cittadini contro cittadini dunque. Se è normale che i primi bisticcino, lascia a prima vista interdetti questa contrapposizione tra comuni cittadini, tra chi vuole la sosta a pagamento e chi invece no. Riflettendoci però, la cosa non appare poi così inverosimile: comprensibile che i residenti nel quartiere – esentati quindi dal pagamento della sosta – spingano a favore delle strisce blu: più ce ne sono, meno auto  provenienti da fuori vengono a occupare spazi che in tal modo si liberano per essi. Probabile che all’inverso siano i commercianti del quartiere – ma residenti altrove – a ritenersi danneggiati dalla tariffazione dei parcheggi. Ma nel loro caso bisognerebbe comprendere quale sia nella sostanza la causa del malcontento: sarebbe ammissibile se la motivazione addotta fosse  un calo della clientela non residente, scoraggiata dal ticket e per questo dirottata verso i due grandi centri commerciali presenti nel Municipio (dove per adesso il parcheggio è gratuito). Difficilmente invece ci si potrebbe trovare d’accordo su una protesta dovuta al pagamento del parcheggio da parte degli stessi esercenti, perché allora dovrebbe lamentarsi chiunque – non solo in quel quartiere –  si trovasse nella condizione di pagare per lasciare la propria auto in prossimità del posto di lavoro. Al momento le strisce blu dunque ci sono ma i parcometri sono coperti, quindi non si paga. Qualunque sarà l’evoluzione della faccenda – facile immaginare che si lasci correre e la patata bollente venga consegnata ai futuri amministratori della città e del quartiere, mancando meno di un anno alle elezioni comunali – viene spontaneo riflettere che la vita a Roma così come la conosciamo è giunta al punto di rottura: si è costruito troppo, ci sono troppe persone con relative automobili delle quali non si può fare a meno stante una carenza di mezzi pubblici alla quale non ha certo posto rimedio l’apertura di una diramazione della linea B e dunque la coperta, da qualunque parte la si tiri , risulta troppo corta.

Alessandro Pino

(pubblicato su http://www.abitarearoma.it)