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Il Trasbordo illustrato ai cittadini all’Università Pontificia Salesiana il 23 luglio – di Luciana Miocchi

16 Lug

Martedì 23 luglio, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, presso l’Aula 02 dell’Università Pontificia Salesiana, in Piazza dell’Ateneo Salesiano, si terrá un’assemblea pubblica con la partecipazione dell’Osservatorio NO TMB, per l’illustrazione del Piano dei siti per il trasbordo e delle aree interessate. “L’incontro – spiega Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio – è l’occasione per informare i cittadini, in una logica di partecipazione e collaborazione istituzionale antitetica a quell’immobilismo latore di sfiducia e paura. Il Piano sarà illustrato da Roma Capitale e verranno chiariti i requisiti, le localizzazioni e specificate le attività che verranno svolte nelle piazzole per il trasbordo dei rifiuti nella nostra città”. All’incontro saranno presenti il Direttore della Direzione Rifiuti, Risanamenti e Inquinamenti del Dipartimento Ambiente di Roma Capitale Dott.ssa Laura D’Aprile, la Sindaca Virginia Raggi e il Presidente Giovanni Caudo. L’Assemblea è aperta alla partecipazione di tutti.

Dal comunicato non si evince se a latere si potranno fare domande specifiche. La grande preoccupazione dei residenti coinvolti rimane l’eventuale puzza che spanderebbe durante il trasbordo, il rumore causato dai mezzi all’opera, il fetore dei mezzi, che giá incrociati per strada vuoti riescono ad ammorbare l’aria per decine di metri, in quanto difficilmente sanificati e puliti, come testimoniato anche dalle incrostazioni esterne che ricoprono parecchi di loro, le quantità trasbordate e i precedenti che ci sono stati, sia a Ponte Malnome che al Tmb Salario, con incrementi repentini e date ignorate.

Luciana Miocchi

 

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Viale Jonio: accoltellato dal coinquilino – di Alessandro Pino

12 Lug

[Roma] Un filippino quarantacinquenne è stato arrestato ieri notte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Monte Sacro con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo era appena tornato nella sua abitazione in viale Jonio quando per futili motivi ha iniziato una animata discussione con un connazionale cinquantatreenne, suo coinquilino. I due hanno iniziato a discutere dalle rispettive camere da letto ma poi la situazione è degenerata: il più giovane ha preso un coltello ed è entrato nella camera occupata dal più anziano, colpendolo all’addome ed è poi scappato. I Carabinieri intervenuti su richiesta del 112, dopo aver avuto una descrizione del fuggitivo, lo hanno rintracciato e bloccato in via Monte Bianco, a poca distanza dalla sua abitazione.
La vittima è stata trasportata presso l’ospedale Sandro Pertini dove si trova tuttora in osservazione con una prognosi provvisoria di dieci giorni, per ferita alla parete addominale. Non correvpericolo di vita. Successivamente i militari hanno rinvenuto il coltello ancora sporco di sangue e lo hanno sequestrato, mentre l’aggressore è stato accompagnato nel carcere Regina Coeli.
Alessandro Pino

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Filippo Maria Laguzzi è il nuovo segretario del partito democratico del III Municipio – di Luciana Miocchi

11 Lug

Dopo più di un anno di vacanza, Il direttivo del Partito Democratico del III municipio, alla presenza del segretario romano Andrea Casu, ha eletto segretario del partito di Montesacro Filippo Maria Laguzzi, attualmente consigliere municipale nell’amministrazione guidata da Giovanni Caudo. Il Presidente del Municipio, durante la sua “chiamata al popolo” di metà giugno in piazza Sempione aveva lamentato la latitanza del Pd sulle questioni politiche irrisolte nell’ambito della coalizione che lo sostiene, assieme alle liste civiche, latitanza dovuta alla mancanza dell’interlocutore municipale. Chissà che ora i rapporti non si rasserenino. Per l’intento Caudo ha rilasciato un comunicato stampa con il quale fa le congratulazioni al neo segretario e gli augura buon lavoro “certo di lavorare insieme per il bene del nostro territorio. Coordinare e affiancare il lavoro consiliare del gruppo del Pd nei prossimi due anni sarà un compito importante considerate le sfide che ci aspettano sui tanti fronti aperti, dai rifiuti, ai trasporti fino al sociale ”

Luciana Miocchi

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Nuovo sito di trasbordo rifiuti in Terzo Municipio: infuria la polemica – di Alessandro Pino

9 Lug

[Roma] Non si placano le polemiche sull’area di trasbordo dei rifiuti indifferenziati dagli autocompattatori ai grandi autosnodati, da realizzarsi nel Terzo Municipio assieme ad altre tre in altrettanti quadranti cittadini. Nemmeno il tempo di tirare il fiato per lo scampato pericolo di vederne creata una lungo viale Ave Ninchi a Talenti – ipotesi che aveva provocato una manifestazione di protesta a fine maggio sebbene sulla sua stessa fondatezza fossero fioccate schermaglie tra il sindaco Virginia Raggi e le opposizioni – che nella tarda serata del nove luglio è stato diffuso sulla pagina Facebook del presidente del Terzo Municipio, Giovanni Caudo, un post che a molti è sembrato una vera doccia fredda se non una pugnalata alle spalle. Corredandolo con una foto aerea evidenziata a pennarello, il presidente Caudo ha dato annuncio della avvenuta individuazione di un’altra area dove realizzare il sito di trasbordo dei rifiuti: il sito, a vedere l’immagine, dovrebbe collocarsi immediatamente a ridosso della confluenza tra il Gra e la diramazione autostradale Roma Nord, con presumibile ingresso degli automezzi da via Di Settebagni. L’immagine suscita perplessità dal momento che non sembra apparire soddisfatto pienamente il requisito fondamentale di lontananza dai centri abitati: è evidente come il punto evidenziato sia abbastanza vicino alla parte più esterna di Porta di Roma, al nuovo Tempio mormone da poco inaugurato, al centro abitato che si snoda lungo via Lea Padovani e anche la sommità della collina di Settebagni si trova nei pressi, proprio lungo la diramazione autostradale. Furibondi i commenti di numerosi cittadini – memori della dolorosa e dissennata scelta di costruire il famigerato Tmb di via Salaria in mezzo al centro abitato – comprensibilmente preoccupati per la possibilità di trovarsi con una situazione tutt’altro che salubre vicino casa, oltre che amareggiati per un annuncio piovuto dall’alto senza consultazione alcuna. Non è mancato chi ha ipotizzato polemicamente che un quartiere come Talenti – in favore del quale, va detto, parteciparono rappresentanze dall’intero territorio municipale alla protesta di maggio – riceva maggior considerazione rispetto a località più periferiche. Forse la virulenza delle proteste telematiche ha indotto lo staff del presidente Caudo a emettere un successivo post di precisazioni in piena notte, nel quale si specificavano alcuni punti: che “l’area non è stata scelta dal Municipio” e che “la scelta è del Comune di Roma e dell’Anas”, che la scelta era stata illustrata in serata durante una riunione tra i presidenti di Municipio con il sindaco Raggi, che l’uso dell’area è previsto a fine ottobre, invitando a valutare “con calma e trasparenza” e specificando che “non ci sono cittadini di serie a e di serie b”, ma soprattutto mostrando come non ci siano case, scuole o parchi entro un raggio di seicento metri dall’area individuata. Proprio il fattore della distanza dalle abitazioni però francamente continua a destare perplessità, stante anche la capacità del vento di portare lontano i cattivi odori e sorprende come un apprezzato urbanista quale è il presidente Caudo sembri sottostimare tale questione. Occorre poi ricordare che un altro dei quattro siti romani per il trasbordo dei rifiuti verrà realizzato a Saxa Rubra, appena oltre la sponda opposta del Tevere in una zona formalmente di altro Municipio ma al confine con il territorio del Terzo. Realizzando anche il sito allo svincolo autostradale alcune zone si troverebbero letteralmente circondate da roccaforti della spazzatura, sotto lo scacco di due strutture per il trasbordo rifiuti. Certo, occorre considerare alcuni elementi che però portano nel campo dei massimi sistemi: la densità abitativa e lo sviluppo edificatorio raggiunti fanno sì che il “lontano da Tizio” equivalga comunque al “vicino a Caio” e si è forse arrivati definitivamente a un vicolo cieco dal quale sarà difficile fare retromarcia lasciando tutti al riparo da disagi. Una qualche soluzione alla questione rifiuti a Roma però va data, anche perché altrove, anche in realtà più grandi, semplicemente tutto questo non accade.

Alessandro Pino

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Ricercato internazionale arrestato a Talenti – di Alessandro Pino

9 Lug

[Roma] Un peruviano trentanovenne, ricercato in campo internazionale poiché gravato da un mandato di arresto ai fini estradizionali, è stato arrestato a Talenti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma di via In Selci, in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. L’uomo è stato intercettato in via Emilio Praga. Dopo la notifica del provvedimento – emesso dall’Autorità Giudiziaria spagnola lo scorso ottobre – l’uomo è stato portato a Regina Coeli in attesa del completamento delle pratiche per la sua estradizione a Barcellona, dove ad aprile del 2000 si rese responsabile dei reati di furto, aggressione e tentato omicidio. Una volta riportato Spagna, il peruviano dovrà scontare dodici anni e sei mesi di reclusione.
Alessandro Pino

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Monte Sacro shock: denti umani a centinaia trovati in strada – di Alessandro Pino

7 Lug

[Roma] Su questo sito più volte è stato trattato il tema della dispersione illecita in strada di rifiuti che andrebbero conferiti nelle strutture prescritte, ma il caso qui presentato ha veramente qualcosa di macabro: una quantità impressionante di denti umani – alcuni anche cariati – sparsi a terra accanto a un cassonetto in viale Adriatico nei pressi di piazza Monte Baldo. A notarli la mattina del 7 luglio è stato un cittadino che ha poi pubblicato in rete le foto. La spiegazione data da molti commentatori è stata quella più semplice, senza scomodare serial killer e ipotesi da serial killer di telefilm americani: probabile che il tappeto di molari, incisivi e canini provenga da qualche studio dentistico che si è così disfatto degli scarti del proprio operato.
Alessandro Pino

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Settebagni: cagnolini abbandonati salvati dalla Polizia – di Alessandro Pino

7 Lug

[Roma] Cinque cuccioli abbandonati in uno scatolone sono stati salvati dagli agenti del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato nei pressi della loro caserma in zona Settebagni. I cagnolini sono stati trovati in una scatola di cartone con la scritta “regalo” poco prima delle 7 di mattina del 6 luglio. I poveri animaletti erano in buone condizioni ma tremanti per la paura e sporchi per le tante ore passate nella scatola.
I poliziotti, con l’aiuto di alcuni cittadini li hanno rifocillati e puliti, poi, con l’apporto della ASL, hanno affidato tre cagnolini al canile municipale, mentre altri due più fortunati sono stati subito adottati da una delle signore lì presenti.
Alessandro Pino

(foto Questura di Roma

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Porta di Roma: shopping con carte di credito rubate, arrestato – di Alessandro Pino

1 Lug

[Roma] Ieri sera nella Galleria commerciale Porta di Roma, agenti del Commissariato Fidene Serpentara hanno arrestato un ladro seriale quarantenne italiano. I poliziotti erano stati allertati dal personale della sicurezza del centro riguardo la presenza di un uomo che stava utilizzando diverse carte di credito per acquistare alcuni biglietti del cinema multisala. Vistosi scoperto dagli agenti, l’uomo si è allontanato nei pressi di un ristorante all’interno del centro, gettando nel cestino dei rifiuti le carte di credito che però sono state subito recuperate. Fermato e perquisito, è stato trovato in possesso di circa mille euro in contanti, diverse banconote in valuta straniera e dieci carte regalo acquistate con le carte di credito rubate con le quali aveva tentato di fare acquisti, due marche da bollo, vari biglietti del cinema, una tessera “Ticket Restaurant” e il mazzo di chiavi di un’automobile. Dentro la vettura sono stati rinvenuti anche un computer, materiale elettronico e una patente di guida grazie alla quale si è risaliti al legittimo proprietario degli oggetti elettronici, risultato anche intestatario delle carte di credito. Il delinquente è stato accompagnato presso gli uffici del Commissariato Fidene Serpentara dove è stato arrestato per i reati di ricettazione ed indebito utilizzo di carte di credito.Tutto ciò che era stato trafugato dal ladro è stato restituito al legittimo proprietario.
Alessandro Pino

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Porta di Roma: shopping con carte di credito rubate, arrestato – di Alessandro Pino

1 Lug

[Roma] Ieri sera nella Galleria commerciale Porta di Roma, agenti del Commissariato Fidene Serpentara hanno arrestato un ladro seriale quarantenne italiano. I poliziotti erano stati allertati dal personale della sicurezza del centro riguardo la presenza di un uomo che stava utilizzando diverse carte di credito per acquistare alcuni biglietti del cinema multisala. Vistosi scoperto dagli agenti, l’uomo si è allontanato nei pressi di un ristorante all’interno del centro, gettando nel cestino dei rifiuti le carte di credito che però sono state subito recuperate. Fermato e perquisito, è stato trovato in possesso di circa mille euro in contanti, diverse banconote in valuta straniera e dieci carte regalo acquistate con le carte di credito rubate con le quali aveva tentato di fare acquisti, due marche da bollo, vari biglietti del cinema, una tessera “Ticket Restaurant” e il mazzo di chiavi di un’automobile. Dentro la vettura sono stati rinvenuti anche un computer, materiale elettronico e una patente di guida grazie alla quale si è risaliti al legittimo proprietario degli oggetti elettronici, risultato anche intestatario delle carte di credito. Il delinquente è stato accompagnato presso gli uffici del Commissariato Fidene Serpentara dove è stato arrestato per i reati di ricettazione ed indebito utilizzo di carte di credito.Tutto ciò che era stato trafugato dal ladro è stato restituito al legittimo proprietario.
Alessandro Pino

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E ora Ama chieda la revoca dell’Aia alla regione – di Luciana Miocchi

27 Giu

Derubricata la richiesta di Virginia Raggi a semplice manifestazione di volontà politica, ora i romani aspettano la richiesta di Ama, unica legittimata ad agire. Sperando che stavolta arrivi la parola fine su una vicenda che da quasi dieci anni appesta le vite degli abitanti di Roma Nord

Le parole pronunciate ieri sera durante l’audizione di Zingaretti davanti la commissione rifiuti e ecomafie non sono passate inosservate: la regione Lazio non può revocare l’aia al Tmb Salario perché la richiesta firmata dal Sindaco è nulla, in quanto è Ama che ha tale onere amministrativo. Non è quindi questione politica ma burocratica e d’altra parte le norme ci sono per essere rispettate.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, sul cui territorio insiste l’impianto Tmb, si è così espresso:“Sulla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale da parte della Regione, nessuna speculazione politica. Ho sentito l’assessore Massimiliano Valeriani che, in merito alla dichiarazioni rese ieri, conferma la ferma volontà della Regione a procedere alla revoca ma secondo i percorsi amministrativi corretti. Correttezza vuole che, pur prendendo atto della chiara volontà manifestata dalla Sindaca con la lettera a Zingaretti, nella quale si decreta la chiusura del TMB Salario, la stessa volontà sia ora manifestata dall’AMA, in quanto società proprietaria dell’impianto. Società di cui Roma Capitale, quindi la sindaca, è proprietaria al 100%. La sindaca solleciti ad AMA questo mero adempimento burocratico”. E ancora: “Non c’è e non ci può essere nessuno scaricabarile su una vicenda dove ormai i soggetti implicati hanno manifestato la chiara volontà di chiudere definitivamente una pagina dolorosa per la città e dove i cittadini si aspettano coerenza di comportamento da parte di tutti gli attori istituzionali. Ribadisco la necessità e l’urgenza di chiudere il percorso amministrativo per la revoca dell’AIA, l’impianto è ormai chiuso e non riaprirà, bisogna pensare ora al futuro di quell’area, alla bonifica e al suo riuso”.

Anche il Pd Romano, attraverso un comunicato di Riccardo Corbucci, coordinatore del Pd Roma e Giulia Tempesta, consigliera comunale dem hanno rilasciato una dichiarazione su quanto il nuovo consiglio di amministrazione di Ama debba fare: “Il primo atto del nuovo cda dell’Ama, appena nominato dalla sindaca Virginia Raggi, sia la comunicazione alla Regione Lazio della revoca delle autorizzazioni per l’ex impianto Tmb Salario. La nota della sindaca, che rappresenta il socio di maggioranza dell’azienda dei rifiuti, ha manifestato la volonta’ politica di chiudere definitivamente la struttura sulla Salaria come chiesto da anni dalla popolazione. Il nuovo cda proceda immediatamente a comunicare la medesima volonta’ agli uffici della Regione, che molto correttamente hanno fatto notare come spetti all’azienda adempiere al corretto iter burocratico. Siamo convinti che l’impianto sia ormai chiuso e l’attenzione delle Istituzioni deve essere rivolto al futuro di quell’area, da decidere con Ama, Comune e cittadini del III municipio”.

Per Roberta Angelilli, dell’esecutivo nazionale FdI, che ha seguito le lotte per far chiudere il Tmb sin da quando era europarlamentare ” Senza una richiesta formale di revoca dell’Aia da parte di Ama, si rischia una possibile futura riapertura degli impianti di via Salaria. Infatti, qualche giorno fa, Virginia Raggi aveva annunciato con una lettera la chiusura dell’impianto Ama di via Salaria ma a tutt’oggi non risulta nessuna richiesta da parte di Ama SpA rivolta agli uffici competenti della Regione Lazio in merito alla revoca delle autorizzazioni. Infatti, benche’ Roma Capitale, come socio unico, detenga il 100% del capitale sociale dell’azienda, soltanto l’Ama e’ titolata a chiedere la revoca dell’Aia. Quindi, per evitare di assistere ad una farsa amministrativa e allo scarica barile di responsabilita’ a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, chiediamo che Virginia Raggi solleciti con urgenza l’invio di un atto formale da parte di Ama alla Regione Lazio, conditio sine qua non per avere la certezza di ottenere la chiusura definitiva dell’impianto”.

“Presenteremo un accesso agli atti per verificare che la procedura di revoca dell’Aia sia stata effettivamente avviata, secondo le adeguate modalita’. Non si puo’ piu’ perdere altro tempo” dichiarano Holljwer Paolo, vicepresidente del Consiglio del Municipio II, e Stefano Erbaggi, direttivo romano di FdI.

Si attendono a breve le reazioni delle altre parti politiche.

Luciana Miocchi

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Colpo di scena per il Tmb Salario: la richiesta di revoca dell’aia fatta dal Sindaco Raggi è nulla. La deve fare Ama – di Luciana Miocchi

27 Giu

Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali, attraverso un post sulla sua pagina pubblica, ha dato una informazione che ha del clamoroso. Nell’audizione di ieri sera, in commissione rifiuti ed ecomafie, veniva ascoltato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Qui è bene trascrivere le esatte parole che la Muroni ha affidato alla rete: “io non so bene come dirlo, perché è difficile da credere, ma il sia Presidente che l’Assessore Valeriani hanno spiegato alla Commissione che la lettera con cui il Comune di Roma ha chiesto alla Regione la revoca dell’AIA per il Tmb Salario è nulla! La lettera infatti avrebbe dovuto mandarla l’Ama non il Comune. Ho fatto presente al Presidente Zingaretti, all’Assessore Valeriani e alla Dirigente Tosini che i cittadini avevano creduto che almeno la vicenda dell’AIA fosse chiusa e che non si poteva più sacrificare il benessere della popolazione sull’altare della polemica politica tra Comune e Regione. Nicola Zingaretti mi ha risposto che il Presidente della Regione Lazio e la Sindaca di Roma Virginia Raggi non hanno alcun problema politico…..”.

In parole povere, Sindaco e Presidente non hanno problemi a dialogare, peró in Campidoglio o Raggi prende iniziative senza chiedere all’ufficio legale – avvocatura comunale, via del Tempio di Giove n. 21 – che quanto meno in materia di rapporti tra Comune e aziende di proprietà dovrebbero essere ferratissimi, o i pareri li ha chiesti e sono stati clamorosamente sbagliati. O anche, si sta cercando di prendere tempo anche a costo di sfiorare il ridicolo, sacrificando finanche reputazione e dignità del singolo, ovvero della Raggi, avvocato a sua volta.

Chiarito l’intoppo, ora ci si aspetta che la richiesta venga prontamente riprodotta a firma dei responsabili Ama.

Luciana Miocchi

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Piazza Sempione: spacciatore in manette – di Alessandro Pino

26 Giu

[Roma] Un ventisettenne di origine albanese è stato arrestato dai Carabinieri a piazza Sempione: nella sua macchina durante una perquisizione sono state trovate ottantacinque dosi di cocaina, nascoste sotto il sedile del passeggero. I militari della sezione operativa della Compagnia Monterotondo, impegnati in servizi di contrasto allo spaccio e consumo di stupefacenti, lo avevano incrociato in precedenza a Tor Lupara e alla loro vista il pusher si era disfatto di quarantacinque dosi di cocaina, subito recuperate. Il totale delle dosi di droga sequestrate è dunque di centotrenta. Lo spacciatore si trova al momento ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.
Alessandro Pino

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Qui Parco dei frutti, jungla metropolitana a Settebagni – di Luciana Miocchi

25 Giu

È d’estate che i parchi dovrebbero vivere la loro stagione più animata: bimbi piccoli e più grandicelli, le giornate che si allungano, il caldo, le panchine dove chiacchierare con tranquillità.

Se però la manutenzione scarseggia, i rifiuti rimangono per terra, l’erba cresce, le panchine spariscono inghiottite dalla jungla lussussereggiante – trova le panchine nelle foto- e, incoraggiata dalle piogge di marzo, aprile e maggio, il parco rimane un’utopia impossibile da realizzare. Questa è la situazione del parco dei Frutti, a Settebagni, oggi 25 giugno 2019. Gli altri spazi verdi de quartiere non se la passano meglio. Il Cdq ha trattato l’argomento anche nell’ultima riunione de direttivo.

Luciana Miocchi

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Operazione Val Padana: tutti con Retake per i giardini a Conca d’Oro – di Alessandro Pino

25 Giu

[Roma] C’è qualcuno che si è messo in testa di restituire un aspetto decente ai giardini centrali di viale Val Padana – zona Conca d’Oro – da troppo tempo preda di un’incuria fatta di erba alta e panchine scrostate al pari dei muretti, nonché della odiosa arroganza di chi li aveva resi infrequentabili seppellendoli di rifiuti: si tratta dei volontari della associazione Retake Roma Terzo Municipio che nelle ultime settimane sono ripetutamente intervenuti su una parte dell’area ridandole un aspetto gradevole, ricevendo l’approvazione di molti residenti tornati a frequentare la zona dopo averla evitata a lungo. <L’operazione “Un’altra via val padana è possibile” è stata un esperimento, credo riuscitissimo – spiega l’avvocato Simona Martinelli, coordinatrice di Retake Roma Terzo Municipio – per dimostrare come quattro persone al massimo, per un paio d’ore, in quattro pomeriggi possono rendere un posto vivibile per tutti. Abbiamo preso a campione solo uno dei giardinetti di viale val Padana, proprio perché il nostro è stato un gesto simbolico. Il 21 giugno, nella giornata conclusiva, abbiamo visto con piacere il coinvolgimento degli abitanti e dei commercianti, che si sono organizzati per proseguire quello che noi abbiamo iniziato.
Noi li appoggeremo volentieri, ma era proprio questo lo scopo: spingere le persone ad agire in prima persona, a sentire come loro quel posto e renderlo dignitoso, come meritano. Ovviamente il nostro è anche un sollecito alle istituzioni: se non possono effettuare l’intervento straordinario devono almeno garantire la manutenzione!>. L’operazione sembra pienamente riuscita proprio per aver innescato un contagio virtuoso tra i residenti che si stanno autonomamente organizzando per venerdì 28 giugno (ore 17) per passare al giardino successivo.
Alessandro Pino

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Commemorato l’agente Galluzzo, ucciso a Conca d’Oro – di Alessandro Pino

24 Giu

[Roma] Sono passati trentasette anni dall’uccisione dell’Agente della Polizia di Stato Antonio Galluzzo, a opera di un commando terrorista dei Nar, avvenuta il 24 giugno 1982 in via Val di Cogne (zona Conca d’Oro) sotto l’abitazione di Nemer Hamad, capo della rappresentanza in Italia dell’Olp. In sua memoria stamane, il Vice Questore Vicario Rossella Matarazzo ha deposto una corona di alloro a nome del Capo della Polizia Franco Gabrielli sulla lapide posta presso il Commissariato Sant’Ippolito, dove l’agente Galluzzo prestava servizio. Quella mattina del 1982 un commando composto da quattro terroristi dei NAR attaccò la pattuglia della Polizia di Stato in servizio di vigilanza. Dopo aver disarmato i due agenti, i terroristi esplosero alcuni colpi d’arma da fuoco contro di loro, ferendoli entrambi. Antonio Galluzzo, a seguito delle ferite riportate, morì durante il trasporto in ospedale, mentre l’altro agente, Giuseppe Pillon, rimase gravemente ferito. Tra i primi a giungere sul luogo dell’agguato ci fu Salvatore Veltri, protagonista degli Anni di piombo sul fronte istituzionale e oggi luogotenente in congedo dei Carabinieri. Le indagini della Digos della Questura di Roma permisero in meno di una settimana di arrestare gli autori dell’omicidio. Tra questi ultimi Gilberto Cavallini e Walter Sordi nel 1988 furono definitivamente condannati alla pena dell’ergastolo, mentre Vittorio Spadavecchia e Pierfrancesco Vito, coinvolti ad altro titolo nell’attentato, subirono una condanna rispettivamente a 14 e 10 anni di reclusione.

Alessandro Pino

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Porta di Roma: un autobus in fiamme – di Alessandro Pino

23 Giu

[Roma] Un autobus pubblico è andato a fuoco la mattina del 23 giugno in viale Carmelo Bene, zona Porta di Roma. Fortunatamente non ci sarebbero danni alle persone.
<Ennesimo incendio che divampa sui mezzi pubblici soprattutto nel periodo estivo – ha dichiarato il dirigente di Fratelli d’Italia Manuel Bartolomeo che ha pubblicato in rete un video del rogo da cui è tratta l’immagine – la cosa grave è che l’autobus si trovava in un capolinea che spesso e volentieri è affollato>.

Alessandro Pino

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Cartoline dal Terzo Municipio: via Giovanni Conti – di Alessandro Pino

19 Giu

[Roma] Arriva l’estate e con essa le foto delle agognate vacanze. Una nostra lettrice ha voluto farci omaggio di questa immagine ritraente un ameno scorcio tra Tufello e Val Melaina, precisamente via Giovanni Conti nelle adiacenze della scuola Monte Massico. Ferma restando la trogloditica inciviltà di chi ha disperso rifiuti in quel modo, si spera in un rapido intervento da parte delle strutture competenti.

Alessandro Pino

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Fiamme in un cortile di Val Melaina – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] Poco dopo le quattro del mattino di domenica scorsa nel cortile di uno stabile in via Scarpanto a Val Melaina si è sviluppato un focolaio che ha carbonizzato alcuni sfalci di potature e anche piante integre. A quanto scrive in una nota Manuel Bartolomeo – dirigente di Fratelli d’Italia – le fiamme avrebbero raggiunto il terzo piano delle case.
“I residenti dei primi piani sono usciti di casa con i bambini.
Le persone invalide invece sono rimaste dentro le proprie abitazioni per mancanza di ascensori!” scrive nella nota Bartolomeo che prosegue: “credo sia arrivato il momento che la Regione intervenga urgentemente per risolvere una volta per tutte le problematiche legate agli alloggi Ater”.
Alessandro Pino

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Riapre il Museo Storico della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] È stato riaperto il 15 giugno dopo una lunga chiusura il Museo Storico della Motorizzazione Civile, situato al civico 333 della via Di Settebagni. La riapertura, consentita dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automotoclub Storico Italiano, nella giornata in questione era ristretta alla stampa e a una élite di membri dei club federati ma prelude a un prossimo ritorno a una piena fruibilità, dedicata specialmente alle scuole. <È un evento che non è un punto di arrivo ma l’inizio di una esperienza> ha commentato infatti l’ingegner Giovanni Lanati, dirigente generale della Motorizzazione Civile. Ha preso poi la parola – davanti a un parterre di soci giunti con le loro auto storiche in un tripudio di blazer blu sociali refrattari alla calura praticamente estiva, chiome cotonate e orologi di gran marca – il presidente dell’Asi, Alberto Scuro: <Abbiamo agito nel rispetto della storia effettuando interventi conservativi, curando la pulizia e la lucidatura> ha dichiarato, aggiungendo successivamente che <stiamo valutando di riaprire dopo l’estate avendo come target le scolaresche>. Significative le parole del professor Gino Scaccia, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <Il tratto che accomuna queste auto è la passione di chi le cura come fossero figlie e con la riapertura stiamo cercando di trasmettere questa passione>. Dopo i discorsi di rito e il taglio del nastro tricolore è stato possibile vedere da vicino i veicoli e i materiali conservati nel Museo: tra questi la Fiat 500 A “Topolino” del 1937, la Fiat 508 “Balilla” del 1934, un camioncino Om “Lupetto” del 1962 sezionato a scopo didattico, l’autocarro Fiat 18 BL del 1914 che durante la Grande Guerra fu guidato in versione ambulanza anche da Ernest Hemingway, il prototipo della granturismo Alfa Romeo Montreal, definita all’epoca della presentazione (1967) “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di autovetture”. Si tratta di veicoli che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e di vita quotidiana italiane, anche le più drammatiche:

conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota – fori di proiettili sul parabrezza inclusi – c’è la Fiat 130 blu ministeriale della strage di via Fani sulla quale viaggiava Aldo Moro con il caposcorta maresciallo Oreste Leonardi e l’autista, appuntato Domenico Ricci quella mattina di marzo del 1978 quando il leader democristiano fu rapito dai brigatisti rossi e gli uomini della scorta trucidati. In occasione della riapertura, è stata portata nel piazzale antistante il Museo un’altra vettura legata ad Aldo Moro e recentemente ritrovata: la sobria Peugeot 403 giardinetta blu carta da zucchero targata Bari appartenuta alla famiglia dello statista pugliese, a bordo della quale fu ritratto con la moglie Eleonora alla guida. Un rinfresco all’aperto cui si è unito anche l’architetto Valerio Moretti – ultimo superstite tra i soci fondatori dell’Asi e autorevole firma della lettratura di settore – ha concluso la mattinata: prima di andare via un ultimo sguardo al salone espositivo dal quale il pubblico è uscito, sperando che presto torni ad affollarsi. Non appena saranno diffusi gli orari e le date della apertura effettiva seguiranno aggiornamenti.
Alessandro Pino

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Riapre il Museo Storico della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] È stato riaperto il 15 giugno dopo una lunga chiusura il Museo Storico della Motorizzazione Civile, situato al civico 333 della via Di Settebagni. La riapertura, consentita dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automotoclub Storico Italiano, nella giornata in questione era ristretta alla stampa e a una élite di membri dei club federati ma prelude a un prossimo ritorno a una piena fruibilità, dedicata specialmente alle scuole. <È un evento che non è un punto di arrivo ma l’inizio di una esperienza> ha commentato infatti l’ingegner Giovanni Lanati, dirigente generale della Motorizzazione Civile. Ha preso poi la parola – davanti a un parterre di soci giunti con le loro auto storiche in un tripudio di blazer blu sociali refrattari alla calura praticamente estiva, chiome cotonate e orologi di gran marca – il presidente dell’Asi, Alberto Scuro: <Abbiamo agito nel rispetto della storia effettuando interventi conservativi, curando la pulizia e la lucidatura> ha dichiarato, aggiungendo successivamente che <stiamo valutando di riaprire dopo l’estate avendo come target le scolaresche>. Significative le parole del professor Gino Scaccia, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <Il tratto che accomuna queste auto è la passione di chi le cura come fossero figlie e con la riapertura stiamo cercando di trasmettere questa passione>. Dopo i discorsi di rito e il taglio del nastro tricolore è stato possibile vedere da vicino i veicoli e i materiali conservati nel Museo: tra questi la Fiat 500 A “Topolino” del 1937, la Fiat 508 “Balilla” del 1934, un camioncino Om “Lupetto” del 1962 sezionato a scopo didattico, l’autocarro Fiat 18 BL del 1914 che durante la Grande Guerra fu guidato in versione ambulanza anche da Ernest Hemingway, il prototipo della granturismo Alfa Romeo Montreal, definita all’epoca della presentazione (1967) “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di autovetture”. Si tratta di veicoli che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e di vita quotidiana italiane, anche le più drammatiche:
conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota – fori di proiettili sul parabrezza inclusi – c’è la Fiat 130 blu ministeriale della strage di via Fani sulla quale viaggiava Aldo Moro con il caposcorta maresciallo Oreste Leonardi e l’autista, appuntato Domenico Ricci quella mattina di marzo del 1978 quando il leader democristiano fu rapito dai brigatisti rossi e gli uomini della scorta trucidati. In occasione della riapertura, è stata portata nel piazzale antistante il Museo un’altra vettura legata ad Aldo Moro e recentemente ritrovata: la sobria Peugeot 403 giardinetta blu carta da zucchero targata Bari appartenuta alla famiglia dello statista pugliese, a bordo della quale fu ritratto con la moglie Eleonora alla guida. Un rinfresco all’aperto cui si è unito anche l’architetto Valerio Moretti – ultimo superstite tra i soci fondatori dell’Asi e autorevole firma della lettratura di settore – ha concluso la mattinata: prima di andare via un ultimo sguardo al salone espositivo dal quale il pubblico è uscito, sperando che presto torni ad affollarsi.
Alessandro Pino