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Albero cade nel mezzo della Carreggiata, disagi a Castel Giubileo – di Luciana Miocchi

26 Feb

Probabilmente a causa del vento e del peso della neve caduta durante la notte, un albero si è schiantato al suolo in via di Castel Giubileo, nei pressi del plesso scolastico, oggi fortunatamente chiuso per via dell’ordinanza sindacale dell’allerta neve.

Fusto e chioma sono state “nastrate” ma, forse a causa dei molti incidenti simili accaduti oggi in città, al momento risultano ancora sulla sede stradale, che risulta impraticabile per più di metá carreggiata, con forti disagi alla circolazione, transitandovi anche le vetture Atac.

Si raccomanda la massima attenzione

Luciana Miocchi

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Burian colpisce ancora: dopo la neve arriva il ghiaccio. A Roma scuole chiuse anche domani

26 Feb

È appena giunta la notizia che le scuole rimarranno chiuse su tutto il territorio del comune di Roma anche domani, 27 febbraio. Il provvedimento è stato giudicato necessario per scongiurare il pericolo del ghiaccio, stante le temperature rigide portate dal Burian e data la presenza della neve in via di scioglimento. La decisione è stata presa durante una riunione di giunta straordinaria, alla quale la Sindaco Raggi ha partecipato via telefono, essendo ancora in Messico per la conferenza sul Clima.

Luciana Miocchi

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Dopo la neve il ghiaccio: scuole chiuse anche domani. Burian colpisce ancora

26 Feb

È appena giunta la notizia che le scuole rimarranno chiuse su tutto il territorio del comune di Roma anche domani, 27 febbraio. Il provvedimento è stato giudicato necessario per scongiurare il pericolo del ghiaccio, stante le temperature rigide portate dal Burian e data la presenza della neve in via di scioglimento. La decisione è stata presa durante una riunione di giunta straordinaria, alla quale la Sindaco Raggi ha partecipato via telefono, essendo ancora in Messico per la conferenza sul Clima.

Luciana Miocchi

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Burian porta la neve: foto dal terzo Municipio e da tutta Roma – di Luciana Miocchi

26 Feb

Sperando nell’uscita del sole e nell’arrivo dei mezzi che Roma Capitale dice di aver prenotato fuori regione, ecco una carrellata di foto dal III e dal territorio di Roma.

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Domani scuole chiuse in tutto il territorio di Roma. Arriva Burian, allerta meteo – di Luciana Miocchi

25 Feb

Preso atto dell’ultimo aggiornamento delle previsioni fornite dalla Protezione Civile regionale, che confermano i rischi di neve e forti gelate, è stata firmata l’ordinanza sindacale che dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, sul territorio di Roma per lunedì 26 febbraio. In assenza della Sindaco Virginia Raggi, ancora impegnata a Cittá del Messico, ha provveduto il suo vice, Luca Bergamo. La seconda ordinanza, che sarà firmata nella giornata di oggi, è quella relativa a parchi, cimiteri e ville storiche che verranno chiusi fino a cessata allerta.

Appena battuta la notizia dalle agenzie, il sito del Comune di Roma é andato in over charging, per l’elevato numero di accessi, dovuto a quanti cercano di avere qualche informazione in più riguardo le chiusure di domani. Rimane il problema di sapere come si dovranno regolare quanto devono raggiungere il posto di lavoro.

Luciana Miocchi

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Alle 21.10 termina ufficialmente la consiliatura Capoccioni del III Municipio

21 Feb

Alle ore 21.10 con 13 voti a favore e 12 contrari, compreso quello della presidente Capoccioni, la mozione di sfiducia alla presidente del III Municipio viene approvata. Finisce così la consiliatura iniziata poco meno di due anni fa, che ha visto fuoriuscire dalla maggioranza ben quattro consiglieri per dissidi interni e le dimissioni del presidente del consiglio Mario Novelli per motivi mai chiariti.

Luciana Miocchi

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Francesca Burri relatrice della mozione di sfiducia alla presidente Del III Municipio e replica della presidente Roberta Capoccioni – di Luciana Miocchi

21 Feb

Le opposizioni lasciano a Francesca Burri il compito di illustrare la mozione di sfiducia che potrebbe chiudere l’avventura dei cinque stelle alla guida del III Municipio. Viene accolta da una bordata di insulti degli attivisti, accorsi anche dagli altri municipi. Alle orecchie arrivano discorsi sconclusionati di persone che ne chiedono le dimissioni e l’andata a casa, che smetta di essere consigliera. Non tenendo conto che firmando quella mozione ha deciso di andarci, a casa. Il discorso svela quello che nell’ambiente non è un mistero: l’incompatibilità caratteriale che avrebbe minato i rapporti all’interno del gruppo di maggioranza. Francesca Burri conclude con “non ci sono vincitori ma solo sconfitti”. Al termine dell’intervento prende la parola Franco Rauccio, 5stellemun, per contestare il fatto che non sia stata illustrata la mozione ma sia stato fatto soltanto un discorso personalistico. Nel frattempo è arrivato Riccardo Evangelista. Gli sguardi sono tutti puntati sulla sedia vuota di Bonelli, che potrebbe comparire molto più in là, tenendo conto che tra la risposta della Capoccioni e gli interventi dei consiglieri, potrebbero passare almeno due ore.

L’intervento della Presidente del Municipio Roberta Capoccioni inizia con la lettura di un comunicato preparato in precedenza per “evitare di dire cose inopportune”. Dice che siamo in campagna elettorale e quindi..inizia a parlare a favore di Roberta Lombardi, candidata alla presidenza della regione Lazio. Immediatamente zittita dalla parte dell’aula che sostiene l’opposizione, passa a raccontare di come è stata cercata da alcuni consiglieri dell’opposizione, senza fare nomi, perché trovasse un’escamotage per evitare di votare la mozione di sfiducia. Poi annuncia che avrebbe parlato dei fuoriusciti dal movimento. Al momento si sta levando diversi sassolini dalle scarpe, ad ogni parola, l’aula corre il rischio di essere sgomberata, a causa dell intemperanze dell’una o dell’altra parte.

Il clou si tocca quando la Capoccioni fa riferimento a uno dei “moventi politici” di cui si mormora da sempre nei corridoi di piazza Sempione ma mai fino ad ora esplicitati davanti a tutti: l’ex marito della Burri sarebbe il fratello dell’attuale assessore Mimmo D’Orazio. Quindi si tratterebbe di beghe familiari, non di politica..

Ne ha anche per i tre candidati presidente all’ultima tornata elettorale. Comincia da Paolo Emilio Marchionne, passa a Vincenzo Di Giamberardino e finisce con Cristiano Bonelli, indicato come consigliere a caccia dell’ennesima candidatura ma avrebbe ricevuto solo risposte negative.

La Capoccioni passa finalmente ad illustrare i risultati ottenuti, ma viene contestata sull’origine dei fondi impiegati, che sarebbero provenienti dalle amministrazioni precedenti e dalla regione Lazio. Iniziò di rissa tra il pubblico, subito sedata dai vigili, attenti a spegnere sul nascere ogni possibile innesco. Arriva anche Cristiano Bonelli, molto prima del previsto. In effetti, era circolata la voce che si fosse proprio dimenticato dell’appuntamento. Ora i tredici firmatari sono tutti presenti.

Luciana Miocchi

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Apertura del consiglio tra cori da stadio – il D-day è arrivato e somiglia a uno scontro tra tifoserie – di Luciana Miocchi

21 Feb

Il consiglio si apre con qualche minuto di ritardo e il presidente Di Giamberardino annuncia subito che dopo l’appello sospenderá la seduta, in attesa dell’arrivo della polizia municipale e per convocare una capogruppo.

Gli attivisti cinque stelle intonano subito un coro “vergogna” “vergogna traditori” all’indirizzo dei consiglieri dimissionari. Si accaniscono particolarmente nei confronti della consigliera Francesca Burri, identificata come la portatrice di ogni disgrazia grillina in Municipio. Volano anche alcuni insulti coprolalici. Coro di risposta dei sostenitori delle opposizioni, che All’acclamazione “Capoccioni” rispondono “dimissioni”. In effetti, al momento sembra di essere più allo stadio che in una sede istituzionale.

Tra i tredici firmatari della mozione di sfiducia al momento mancano all’appello Cristiano Bonelli, gruppo misto e Riccardo Evangelista, Lista Marchini molto vicino a Forza Italia.

Luciana Miocchi

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The d-day del III Municipio. Prima del consiglio

21 Feb

Visi tirati, sorrisi forzati, alcune facce rosse come se avessero pianto, solo la presidente Roberta Capoccioni si mostra serena e saluta chiunque incroci il suo sguardo. Per il resto, gli assessori tendono a parlare solo con quelli che riconoscono come sostenitori.

Fuori, sulla piazza, un reparto della celere testimonia la preoccupazione per eventuali disordini.

A mezz’ora dall’inizio, l’aula è giá piena per metà dalla parte del pubblico, quasi tutti sostenitori grillini. Gli “altri” rimangono fuori, qualcuno sotto il porticato urla “a casa” ma l’atmosfera, in fin dei conti è rarefatta, come se fosse la quiete prima della tempesta. De Vito, il presidente dell’aula capitolina, si aggira per i corridoi senza proferir parola. Sarà un lungo pomeriggio, quello di piazza Sempione o finirà tutto in pochi minuti? A favore di quale fazione, non è cosa scontata.

Luciana Miocchi

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Intervista ad Alberto Patelli, regista e attore – il teatro come maestro di cultura

19 Feb

Foto 2 - Alberto Patelli con Gigi ProiettiTra i migliori registi e attori teatrali contemporanei, Alberto Patelli ha recentemente preso parte alla seconda edizione dell’evento culturale “La scrittura come esperienza di vita”, svoltosi all’interno del Centro Anziani Valli – Conca d’Oro. Autore di cortometraggi di grandissimo successo, tra i quali spicca “Pecorari”, scritto assieme a Pietro De Silva, che ha rappresentato l’Italia al Festival del Teatro di Francoforte nel 2005, si appresta ora a portare in scena la sua ultima fatica, dal titolo “Progetti di delirio”. L’ultima perla di una carriera straordinaria, che lo ha portato ad essere uno dei registi teatrali più premiati e apprezzati d’Italia.

 Com’è nata la tua passione per il teatro?

 La mia passione per il teatro è nata in gioventù, guardando in televisione i primi spettacoli teatrali, che mi hanno avvicinato a questo mondo.

 A quale artista ti ispiri maggiormente?

 Senza dubbio al grande Eduardo De Filippo, ma anche le opere di Luigi Pirandello e Achille Campanile sono state per me fonte di ispirazione.

Foto - Alberto Patelli Nel corso della tua carriera hai avuto l’opportunità di lavorare con alcuni tra i più grandi registi televisivi e cinematografici italiani contemporanei, quale collaborazione ti ha segnato di più?

 Io sono molto legato a Giorgio Capitani, conosciuto sul set de “Il maresciallo Rocca”. Un regista di grande talento ed esperienza, capace di mettere a proprio agio gli attori in ogni situazione. Potrei tuttavia citarti anche Stefano Sollima e Francesco Vicario, due grandi professionisti.

 Preferisci dirigere ed interpretare commedie o spettacoli più drammatici?

 Dunque, io nasco come autore prevalentemente umorista, mentre, per quanto concerne la recitazione, potrei definirmi un attore caratterista. Tuttavia mi sono misurato anche con altri generi teatrali.

 Quali sono le più grandi differenze tra il teatro italiano e quello d’oltreoceano?

 Indubbiamente la capacità dei produttori americani di sapersi rinnovare, investendo su prodotti che ritengono vincenti dall’inizio alla fine. Nel nostro paese si tende troppo spesso a puntare esclusivamente sui grossi nomi, trascurando il contenuto delle opere.

 Lo spettacolo più difficile che tu abbia mai diretto?

 Il titolo è “Per un dolcetto ed una piccola sorsata”, si tratta di una commedia musicale per banda, portata in scena per la prima e unica volta a Roma, presso il Teatro Greco. Ci ho lavorato per oltre un anno, mi sono dovuto calare nella realtà bandistica per capirne ogni dinamica, parlando con vari artisti ed assistendo a tantissime esibizioni. Ho perfino imparato a suonare il sassofono! Furono composte alcune canzoni appositamente per lo spettacolo, che vide coinvolti anche ballerini e majorette. Anche la cura della scenografia si rivelò estremamente complessa. Purtroppo il testo, dopo quell’unica rappresentazione, non è più stato ripreso.

Il teatro ieri ed il teatro oggi, cos’è cambiato?

Sicuramente oggi l’arte del teatro è molto più diffusa nelle scuole, e questo è un immenso passo in avanti. Perchè fare teatro equivale a fare cultura. Devo tuttavia dirti che oggi è tutto molto più “burocratico” rispetto al passato, e talvolta portare in scena una rappresentazione risulta davvero complicato e frustrante.

Il lavoro di un’artista è solo quello di offrire al pubblico un grande spettacolo o c’è anche dell’altro?

Io ritengo che anche la funzione sociale dell’opera sia molto importante. Uno spettacolo per essere considerato di spessore deve aver portato il pubblico a riflettere su determinati argomenti.

A quale progetto stai lavorando ultimamente?

Ultimamente sto lavorando per portare in scena una rappresentazione intitolata “Progetti di delirio”, basata sui testi di Angelo Mancini, di cui sono regista e attore non protagonista. Nel ruolo di protagonista vi sarà invece Corrado Bega. Inoltre, lo spettacolo vedrà la partecipazione della ballerina Francesca Cama.

Andrea Lepone

 

 

 

 

 

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Da oggi è ufficiale: da Settebagni Class action contro Ama

18 Feb

Un primo piccolo grande passo è stato compiuto oggi, nella battaglia per il diritto a vedere rispettati i propri diritti di romani utenti Ama. Nonostante la raccolta differenziata porta a porta sia partita in forma sperimentale ormai da anni, le strade del quartiere di Settebagni sono divenute teatro di un degrado a cui sembra non esserci soluzione, dovuto a turni di raccolta saltati e o parziali. Stanchi di subire il disservizio dovendo per giunta pagare anche le salatissime bollette Ta.ri, i cittadini si sono organizzati, con il supporto del Comitato di Quartiere e dell’associazione no profit Don Chisciotte nonchè dell’avvocato Mario Costanzo che dà il suo patrocinio gratuitamente, per dare citare in giudizio Ama e vedere riconosciuto l’annullamento totale o la decurtazione parziale della Tari dovuta e oggi, alla chiusura del gazebo di raccolta delle adesioni, al termine dei due giorni annunciati per tale operazione, si è registrato il superamento del numero minimo prefissato per dare inizio alla causa.

Luciana Miocchi

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Flash – La sfiducia alla Presidente del III Municipio è stata calendarizzata per mercoledí 21 febbraio

13 Feb

È notizia di poco fa che la conferenza dei capigruppo ha calendarizzato la mozione di sfiducia richiesta dai tredici consiglieri di opposizione nei confronti della Presidente pentastellata del Municipio, Roberta Capoccioni, protocollata il primo febbraio scorso.

Il consiglio municipale che potrebbe porre fine alla consiliatura Capoccioni è fissato il 21 febbraio 2018, con apertura dei lavori alle 13,30.

Le reazioni politiche

– In rigoroso ordine di risposta –

Paolo Marchionne, capogruppo Pd in consiglio: “È l’epilogo di una avventura disastrosa. Non credo che molti rimpiangeranno una giunta arrogante e pasticciona, senza alcuna conoscenza dei nostri quartieri e nessuna idea di sviluppo per Montesacro. Con l’unico merito di essere legati tutti a doppio filo con i notabili del Movimento e niente altro.”

Emiliano Bono, capogruppo FdI:”La compagine grillina non ė mai stata compatta, litigi e rancori in seno al movimento hanno bloccato per quasi 2 anni il III Municipio, il 21 il Consiglio ha la possibilità di mandare a casa un’amministrazione fallimentare, e sarà un avviso di sfratto per Virginia Raggi.”

Francesco Filini (Fratelli d’ Italia) replica alla presidente Capoccioni sulla mozione “anti Di Giamberardino” – di Alessandro Pino

9 Feb

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Francesco Filini, membro della dirigenza romana di Fratelli d’ Italia, risponde alla presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni, che aveva commentato la bocciatura in aula della mozione pentastellata “anti Di Giamberardino” (il presidente del Consiglio Municipale, FdI anch’ egli, eletto di recente succedendo al dimissionario Mario Novelli):
《Roberta Capoccioni sta passando sicuramente un brutto periodo perché mi rendo conto quanto sia difficile accettare di aver perso in pochissimo tempo la maggioranza, ma le consiglio di recuperare un po’ di lucidità. Al di là della mozione pretestuosa e totalmente inefficace, pretendere che Di Giamberardino non partecipasse al voto per far contenta lei e ciò che rimane del M5S in Municipio sembra una pretesa un po’infantile, propria di chi non sa perdere. Ma se poi questa pretesa diventa una posizione politica, quando si discuterà la mozione di sfiducia vera – quella che rispedisce a casa lei e la sua Giunta – coerenza vuole che lei non si presenti in Aula. Ma non ci illudiamo e soprattutto non pretendiamo coerenza da chi sta dimostrando un ostinato attaccamento alla poltrona senza precedenti》.
Alessandro Pino

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Una settimana di fuoco a Piazza Sempione: dalla sfiducia alla Presidente del Municipio, regolarmente protocollata a quella inammissibile al presidente del consiglio, arrivando alla gentile richiesta di dimissioni allo stesso

9 Feb

E’ passata una settimana da quando la mozione di sfiducia alla presidente del III Municipio è stata protocollata, dopo che Cristiano Bonelli ha apposto la 13ma firma, quota necessaria perché l’atto fosse ricevibile.

Nel frattempo, nessuno della maggioranza a cinque stelle ha voluto commentare, nemmeno sui social, o rilasciare dichiarazioni in merito.  Probabilmente in un primo tempo si è trattato anche di incassare il colpo, ancora increduli di essere finiti sotto numericamente, da una posizione di predominio ben solida. Poi, la necessità di studiare il da farsi. Nel frattempo, i primi a parlare, non dovendo badare troppo agli equilibri dell’opposizione in Consiglio, i rappresentanti territoriali di Forza Italia e Liberi e uguali, attualmente fuori dal parlamentino di piazza Sempione. David Tozzo, di LeU e segretario municipale  di Possibile ha così commentato: “con la firma dell’ex presidente Cristiano Bonelli, anche sull’attuale giunta pentastellata sta per calare il sipario – che per la verità non si è mai alzato,  non avendo i grillini, in questo anno e mezzo, neppure compresi i rudimenti del’amministrazione, con i 200.00 cittadini del III Municipio increduli quanto inermi spettatori di questo non spettacolo”. Per il coordinatore municipale di FI, Marco Bentivoglio, “dopo la caduta del Municipio 8 il movimento cinque stelle ha dimostrato di essere inadatto a governare,  in sei mei la maggioranza si è sgretolata anche in terzo, segno evidente che è più facile criticare che amministrare, bene hanno fatto le opposizioni a staccare la spina. Per un paio di giorni, tutti a mantenere un profilo discreto, studiando le mosse degli altri. Poi, in mancanza di notizie dalla ex maggioranza, le reazioni non si sono fatte attendere. Per il capogruppo di Fdi, Emiliano Bono diveniva evidente che “Roberta Capoccioni ha fallito questa occasione, non è mai stata capace di tenere in piedi una maggioranze” e anche “Fossi stato in lei mi sarei già dimesso, quando non si ha più una maggioranza si va a casa, non si cercano inciuci impossibili per rimanere attaccati alla poltrona”. Per Riccardo Evangelista, capogruppo LM ” l’esperienza dell’amministrazione cinque stelle in terzo municipio si sta avvicinando alla fine. Ora inizia il conto alla rovescia, in attesa della discussione in aula della mozione di sfiducia”. Francesca Burri, ora al gruppo misto,  in rotta di collisione con la presidente Capoccioni ormai da tempo immemore è la più cruda: “in democrazia non si può accettare di governare in questo modo poco ortodosso, ovvero 13 a 12. Non è la maggioranza ma solo una situazione perennemente in bilico..firme a parte”. Riccardo Corbucci, ex presidente del consiglio nella consiliatura Marchionne, ora alla segreteria romana del Pd: “si voti la mozione rapidamente per non continuare a mortificare il municipio con le improbabili boutade di una Capoccioni ormai abbandonata a se stessa anche dalla Lombardi. Lo si faccia per tornare a dare la parola ai cittadini alla prima occasione utile.

Intanto su Fb si rincorrevano post a favore di una rapida calendarizzazione della mozione contro la Capoccioni e post contro l’inciucio tra le forze in opposizione, improbabili alleate per la congiura del secolo, quella propiziata contro i cinque stelle dai “traditori” fuoriusciti, che avrebbero dovuto dimettersi per lasciare il posto agli altri “portavoce” piuttosto che passare in opposizione, solo per questioni “personali” e non “politiche”.

A metà circa della settimana appena trascorsa è giunta la contromossa della fu maggioranza: il tentativo di protocollare una mozione di sfiducia nei confronti di Vincenzo Di Giamberardino, Fdi, neo eletto presidente del consiglio al posto del dimissionario – volontario – Mario Novelli, motivata con la asserita parzialità del consigliere di opposizione. Tentativo andato a vuoto, perché considerato inammissibile, mancando le famose..13 firme, potendo contare il movimento su soli 12 consiglieri, degli originari 16.

In questa occasione, Mario Novelli ha commentato: “La recente elezione di Vincendo Di Giamberardino a presidente dell’aula, frutto di una sorta di patto del Nazareno de noantri tra tutti i consiglieri di opposizione, ivi compresi i transfughi del M5S, provoca una evidente difficoltà ad esercitare il difficile ruolo di unica figura istituzionale super partes di garanzia per tutte le forze politiche del Municipio. Egli, sebbene sia un profondo conoscitore delle dinamiche amministrative e delle reali competenze e risorse municipali grazia anche al suo lavoro di dipendente del IIII Municipio non ha potuto non adeguarsi agli ordini di scuderia provenienti dal proprio interno politico che, con un pressing unicamente finalizzato a screditare quanto di buono questa amministrazione sta facendo, si trova costretto a “forzare” il proprio ruolo di garante. Atteggiamento che trovo comprensibile, anche se non condivisibile, laddove tale comportamento nella logica stantia dei partiti tradizionali gli aprisse una radiosa e gratificante carriera politica ma ahimè, dopo la prossima caduta del municipio lui, come tanti altri consiglieri, si dovrà dedicare ad altro”. Nessun commento sul tentativo di esautorarlo è venuto dal diretto interessato, che ha preferito rimanere in silenzio.

Ma il Movimento di piazza Sempione non si è dato per vinto e non potendo ottenere la protocollazione di una mozione di sfiducia al presidente del consiglio, ha presentato una mozione d’intenti sulle dimissioni, con motivazioni pressoché identiche, che non necessita del quorum della metà più uno dei consiglieri per essere calendarizzata. Un suggerimento, una preghiera, un auspicio, insomma, affinché Vincenzo di Giamberardino si dimetta dalla carica che i cinque stelle considerano di propria competenza. Un atto che nella sostanza, anche se votato avrebbe un peso nullo all’atto pratico, perché non può obbligare il Di Giamberardino a rimettere la propria carica.

La mozione di intenti, calendarizzata immediatamente, dopo essere stata protocollata lo stesso giorno del consiglio(https://www.youtube.com/watch?v=7MQWX5UVObo&feature=player_embedded) a cui è stata ammessa è stata poi votata, non prima di  svariate sospensioni dei lavori e con un’aula piuttosto indisciplinata in alcune fasi della discussione. E’ finita come da previsioni, respinta con i 12 voti dei cinque stelle a favore e i 13 voti dell’opposizione, contrari. In termini politici, l’ennesima dimostrazione che la consiliatura Capoccioni non ha più i numeri per governare. E’ un dato di fatto, non un “inciucio” o una “congiura”: le opposizioni fanno il loro mestiere, ovvero, l’opposizione. Si tratta di una dura lezione, della quale far tesoro per il futuro: mediare, non inasprire gli scontri interni, non dare occasioni all’avversario.

Rimane ora solo l’ultimo atto: che la mozione di sfiducia alla presidente Capoccioni giunga in aula per essere discussa, sempre che la stessa non decida di rassegnare spontaneamente le dimissioni, per evitare quello che al momento sembra un risultato scontato, mettendo però cosi in serio imbarazzo politico la sua mentore, quella Roberta Lombardi che è in corsa come governatrice della regione Lazio e che certo non si gioverebbe della débâcle del terzo Municipio. Come da regolamento, potrà essere calendarizzato non prima dell’11 febbraio e non dopo il 3 marzo. Probabilmente gli ultimi accadimenti imprimeranno un’accellerazione ai tempi di discussione, che potrebbe avvenire il 15 o il 22 febbraio.  Piazza Sempione è ormai imprevedibile, non si esclude nessun risultato..

Luciana Miocchi – Alessandro Pino (per la parte riguardante le dichiarazioni dei portavoce M5S)

 

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Flash – Circolazione rallentata in via Calimno, zona Jonio Conca d’Oro, a causa del distacco di alcuni pezzi di intonaco

3 Feb

Circolazione rallentata in via Calimno, zona Jonio Conca d’Oro, a causa della caduta di calcinacci dalla facciata di un palazzo adiacente alla nuova ambasciata del Mali. Sul posto polizia e Vigili del Fuoco che stanno provvedendo a mettere in sicurezza il quadrante.

(Si ringrazia Manuel Bartolomeo per le foto)

Luciana Miocchi

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Tutti a casa. Cristiano Bonelli ha firmato la sfiducia a Roberta Capoccioni

1 Feb

È notizia di poco fa che Cristiano Bonelli ha apposto ufficialmente la tredicesima firma, quella determinante, senza la quale tutto sarebbe stato nullo, sulla mozione di sfiducia a Roberta Capoccioni, presidente del III Municipio. Ora il consiglio dovrà discutere l’atto, non prima di dieci giorni e non più tardi di trenta, con voto palese. Risultando impossibile pensare che qualcuno possa fare marcia indietro, è lecito pensare che l’esperienza cinque stelle a guida Capoccioni sia giunta al capolinea.

Luciana Miocchi

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Prime reazioni al post sulla mozione di sfiducia della Presidente del III Municipio – di Luciana Miocchi

28 Gen

Il post della Presidente del III Municipio, Roberta Capoccioni, pur se postato nel cuore della notte, non è passato inosservato (qui l’articolo con lo screenshot della Presidente Capoccioni). Fin da subito, le prime reazioni sui social. Al netto di quelle dei simpatizzanti più accesi e dei detrattori più critici, rimane la perplessità sulla fattibilità di quanto annunciato, il ricorso al Tribunale per ció che è scritto nel corpo della mozione – il cui testo è ormai di libera conoscenza – in quanto trattasi di atto politico e il legislatore, a seguito dell’imput proveniente dalla Costituente, ha rimosso qualsiasi forma di veto all’azione politica che non sia volta a sovvertire i cardini dello Stato, abolendo finanche i Tribunali speciali di mussoliniana memoria. Al limite si potrebbe ipotizzare un ricorso alla magistratura amministrativa in merito alla correttezza dell’atto formato ma qui si entra in un campo che richiede accurate valutazioni.

Nonostante il giorno festivo, pronto è arrivato il primo comunicato stampa, a opera di Riccardo Corbucci, giá Presidente del Consiglio del III, ora coordinatore del Partito Democratico di Roma:

La quasi ex Presidente del III municipio Roberta Capoccioni in un post minaccia di voler querelare i consiglieri di opposizione, che politicamente hanno presentato una mozione per sfiduciarla. Dopo aver già querelato un paio di consiglieri durante la sessione sul bilancio, adesso tocca alla metà del consiglio municipale che nelle prossime settimane la manderà a casa. In un solo colpo la Capoccioni, legata alla candidata alla Regione Lazio Roberta Lombardi, ha dimostrato di non sapere nulla di amministrazione, giustizia e politica. Un buon motivo per liberare il municipio e tornare presto al voto” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, coordinatore del Partito Democratico di Roma.

Nel pomeriggio invece, giunge la nota di Emiliano Bono, capogruppo FdI a Piazza Sempione, diffusa su Facebook:

“Secondo la Capoccioni i giudizi politici sul suo operato non sono legittimi e minaccia di portare in tribunale chi la sfiducia.

Una dichiarazione ridicola che mette bene in luce la tragicomicità della sua disastrosa esperienza amministrativa.

Probabilmente ė abituata male, il municipio non è come il M5S dove il capo fa la voce grossa e tutti si allineano in silenzio.

Si rassegni la Capoccioni, manderemo a casa lei e la sua Giunta di incompetenti.

I suoi sproloqui non mettono paura a nessuno..”

Questo articolo verrà eventualmente aggiornato con gli ulteriori comunicati che dovessero giungere.

Luciana Miocchi

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Entro il primo febbraio si sapranno le sorti del III Municipio. Capoccioni IN o Capoccioni OUT?

27 Gen

Un meme da Facebook( meme tratto da facebook)

Cristiano Bonelli, il consigliere ago della bilancia, il tredicesimo consigliere di opposizione ha scelto un post su facebook per annunciare Urbi et Orbi che scioglierà la sua riserva sulla mozione di sfiducia alla presidente del III Municipio, Roberta Capoccioni, martedì, al massimo giovedì primo febbraio.

Sceglierà di salvare i Cinque Stelle o di scrivere la parola fine sulla loro avventura a piazza Sempione? Da quanto scrive sul suo profilo, non si evince chiaramente. Non resta dunque che aspettare.

Questo il testo:

I fatti – per fortuna ci sono quelli!- dicono che il sottoscritto si è schierato, in oltre il 90% dei casi all’odg in consiglio, contro le posizioni -mozioni, proposte e atti vari – del M5s. Non ho mai pensato di poter condividere le idee dei Cinque Stelle, anche se in alcune -rare- situazioni ho voluto agire con senso di responsabilità andando oltre le divisioni politiche, per il bene del territorio e dei suoi cittadini. Libero dalle logiche – ormai arcaiche – dei partiti, ho potuto prendere decisioni autonome, quasi sempre in linea con le scelte dell’opposizione, quella di centrodestra,prevalentemente. Sono stato, sono e sempre sarò un uomo sinceramente e convintamente di destra e non devo dimostrare a nessuno – ma proprio a nessuno – la mia coerenza, anche considerando il mio lungo percorso politico, compreso quello fuori dalle istituzioni. Gli unici a cui sento il dovere di rispondere delle mie azioni politiche sono i cittadini che mi hanno scelto, coloro che hanno creduto in me e che mi hanno delegato -votandomi – a rappresentarli nel parlamentino municipale -che poi proprio ino non e’ visto che decide per oltre 250 mila residenti. Ecco, a loro devo dimostrare capacita’, presenza e devo garantire risposte alle loro istanze . La decisione quindi, di chiudere l’esperienza grillina in III municipio apponendo la mia firma alla mozione di sfiducia alla Presidente in carica, l’ho voluta condividere con i miei elettori ma anche con i semplici cittadini -residenti. Ho ritenuto doveroso e rispettoso farlo ma comprendo coloro che non hanno accettato tale gesto perché ansiosi di raggiungere personali obiettivi o vittime di logiche e strategie di partito, in molti casi addirittura legittime. “Mandare a casa” una giunta scelta dal 64% dei votanti non è un atto politico da compiere a cuor leggero, almeno io avverto forte la responsabilitá di questa decisione, tenendo conto inoltre che una parte di quel 64% è composto da elettori di centro destra che pur di non vedere tornare la fallimentare sinistra in Campidoglio scelse “il male minore” votando M5s .Certo, in pochi si sarebbero aspettati l’attuale sconcertante situazione ma così è andata. Sarò pure uno dei pochi “romantici” della politica ma è sempre la passione e la responsabilità a spingermi a prendere decisioni . Martedì o al massimo giovedì andrò in municipio ad ufficializzare a tutti la mia definitiva posizione sulla sfiducia, frutto di un lavoro di ascolto e partecipazione che sempre meno vedremo in politica .

Luciana Miocchi

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Manca una sola firma alla Sfiducia alla Presidente del III Municipio: Cristiano Bonelli salverà i cinque stelle o metterà la parola fine all’avventura pentastellata? – di Luciana Miocchi

26 Gen

cristiano bonelliA pochi giorni dal controverso comunicato  di FdI con cui è stata data la notizia della sottoscrizione della mozione di sfiducia alla Presidente Capoccioni, preparata dall’opposizione tutta ma alla quale mancavano ancora alcune firme, giunge oggi l’annuncio che anche Riccardo Evangelista della LM ha apposto la sua.

Segno che l’irritazione per il gesto interpretato come una forzatura volta ad intestarsi l’operazione tra le compagini di centro destra è rientrata, in qualche modo. E forte sarebbe stato il rischio di vedersi imputare il fallimento di un’operazione politica ad alto tasso di pericolosità: non ci vuole molto per immaginare che la sbandierata mozione di sfiducia, se non dovesse essere protocollata porterebbe a sotto zero il tasso di credibilità dei consiglieri e dei partiti che l’hanno sposata. A maggior ragione con le elezioni di marzo alle porte.

Le regionali, in particolare, dove corre come candidata Presidente la pentastellata Roberta Lombardi, mentore della presidente del III Municipio, potrebbero essere il motivo per cui la stessa Capoccioni non ha dato le dimissioni, dopo essere rimasta con soli 11 consiglieri su 15, divenendo così il primo caso di maggioranza trasformata minoranza relativa, tentando di resistere almeno fin dopo il 4 marzo.

Ad ora, le sorti di Piazza Sempione sono nelle mani dell’ultimo consigliere di opposizione che manca all’appello, quel Cristiano Bonelli, già presidente del Municipio per il Pdl, poi passato all’NCD al momento della scissione del Pdl, uscitone quando Alfano decise di appoggiare i governi targati Pd, di lunghissima militanza nelle file della destra più ortodossa e passato dalla LM al gruppo misto per dissidi sulla gestione politica della stessa lista. Con una presenza ininterrotta in Municipio da diverse consiliature è il politico più anziano dell’intero consiglio. Questa probabilmente sarà la sua ultima presenza in aula: estremamente severo nei giudizi su Fdi e di ciò che rimane della destra romana, non ha più un partito in cui riconoscersi e si sente perciò, un battitore libero, “soprattutto dagli ordini di scuderia” e con la possibilità di seguire soltanto il suo, di pensiero.  Ed infatti, come dichiarato anche al Messaggero, ha iniziato una sorta di sondaggio tra i suoi storici elettori – in effetti ha sempre tenuto un rapporto stretto con loro, rispondendo personalmente anche ai tempi della presidenza –  per capire la loro volontà e comportarsi di conseguenza. Questo atteggiamento però pare criticato soprattutto dal mondo di simpatizzanti che si riconosce nel centro destra, che vorrebbero azzerare tutto per tornare appena possibile a nuove elezioni. Grande il pressing nei post su facebook di Roberto Borgheresi, Fi, già presidente del consiglio proprio con Bonelli e non riconfermato come consigliere dopo la debacle alle municipali di Forza Italia, che richiamava l’ex presidente alla volontà di uno dei suoi grandi elettori, ovvero Borgheresi stesso, in quanto referente di Forza Italia, partito politico sostenente quella Lista Marchini con la quale era stato eletto poco meno di due anni fa. Per Bonelli però, nonostante riconosca che l’avventura di Roberta Capoccioni sia ormai arrivata al capolinea, i tempi non sarebbero ancora maturi, la mozione un passo azzardato compiuto da FdI e dalla corrente renziana del PD, che cercherebbero di giocarsi la carta della sfiducia alla Capoccioni per tentare di piegare a proprio favore i risultati delle regionali. Quindi l’ex presidente del Municipio, obbedendo a un suo senso di responsabilità, si troverebbe a scegliere tra rimanere e dare un contributo tecnico alla maggioranza – ma a quel punto i 5 stelle diventerebbero ancora meno credibili, costretti a rimangiarsi la propria posizione di mai con nessuno che non sia cinque stelle, stando a quanto dichiarato spesso in aula, quando alcuni atti non sarebbero stati votati perché “presentati dalle opposizioni” – o prendersi l’onere di mandare tutti a casa ancora prima del 4 marzo. Un risultato comunque, lo ha ottenuto: se dovesse firmare, la sua sarebbe la 13ma firma, la più importante, senza la quale l’atto non si sarebbe mai potuto protocollare. E in politica, si sa, tutto ha un peso. Anche essere l’ultimo, se non si è potuto essere il primo.

Luciana Miocchi

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Sempre mezzo te ne devi far bastare…

26 Gen

Sono ormai due settimane che in via dello scalo di Settebagni, vicino il cancelletto d’entrata alla fermata fs della fm1 è stato realizzato un posteggio riservato ai portatori di tagliando H e continuano ad arrivare a questo blog segnalazioni sul fatto che venga occupato irregolarmente. Ieri un nuovo episodio di “non l’ho occupato, ho lasciato tutto lo spazio”. Sempre che uno abbia una Smart o giù di li.

Anche in questo caso è stato verificato che la macchina sconfinante non aveva esposto nè sul cruscotto né sul lunotto il tagliando H.

Luciana Miocchi