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Una serata a Roma tra volti noti dello spettacolo, chef e solidarietà – di Alessandro Pino

30 Lug

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Al Mondofitness il compleanno dell’associazione “Un mondo per amico” e la consegna  dell’assegno in favore dell’Ospedale Bambin Gesù raccolto dagli chef di “Con il cuore nel piatto”

Un doppio appuntamento all’insegna dello stile italiano anche in cucina, dell’eleganza e della solidarietà quello tenutosi la sera del 29 luglio ai bordi della bella piscina del centro Mondofitness di Roma: si celebrava infatti il primo anno di vita dell’associazione “Un mondo per amico” – sorta con l’obiettivo di diffondere i diritti della persona tramite la conoscenza della altre culture – e contestualmente si è completato il percorso dell’iniziativa “Con il cuore nel piatto” mirata a raccogliere fondi in favore dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù. Organizzata dalla Doc Italy e dalla Ma.Ma Management di DSC_0225Tiziana Sirna e Massimiliano Amadio, la manifestazione ha avuto come madrina la showgirl ed ex Miss Italia Nadia Bengala ed è stata presentata dalla giornalista Rai Camilla Nata (in abito lunghissimo con uno strascico interminabile). Prelibatezze particolarissime e vini pregiati sono stati offerti nel buffet a un pubblico selezionato in mezzo al quale si riconoscevano diversi personaggi dello spettacolo: l’attore Lorenzo Flaherty- qui testimonial dello sponsor Dining Card Italia – l’attrice Fioretta Mari, la modella Giada Pulcinelli, il tenore Sergio Panajia e ancora l’attrice Marilù De Nicola, la modella Olga Matsyna, il fotografo di moda Roberto Scardoni, la produttrice Manuela Metri e il presidente di “Un mondo per amico” onorevole Gilberto Casciani, mentre era il dj Andrea Bruzzese a curare il gradevole sottofondo musicale. Durante la serata è stato consegnato a una responsabile dell’Ospedale Bambin Gesù l’assegno di quasi diecimila euro a coronamento di “Con il

Lorenzo Flaherty e Camilla Nata

Lorenzo Flaherty e Camilla Nata

cuore nel piatto”, idea degli chef Laura Marciani e Michele Papagno che assieme a più di venti loro colleghi (anche stellati) avevano raccolto tale cifra lavorando gratuitamente per preparare una cena al “Ristorante degli Angeli” di Magliano Sabina: la somma servirà ad acquistare un complesso macchinario per le visite dei piccoli pazienti. «Sono contentissima, non riesco neanche a spiegare l’emozione che provo dentro» ha dichiarato la chef dopo la cerimonia. Per il futuro Laura vorrebbe creare una casa dove tenere dei corsi gratuiti di cucina con i suoi colleghi che hanno partecipato a “Con il cuore nel piatto” per chi viene da situazioni disagiate e cerca una seconda chance. Insomma è stata una sera d’estate di quelle cui forse solo Roma riesce a dare vita.

Alessandro Pino

Nadia Bengala, madrina della serata

Nadia Bengala, madrina della serata

Il buffet

Il buffet

Il tenore Sergio Panaija con Marilù De Nicola

Il tenore Sergio Panaija con Marilù De Nicola

 

 

La giornalista Camilla Nata, presentatrice della serata

La giornalista Camilla Nata, presentatrice della serata

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La consegna dell'assegno per il Bambin Gesù

La consegna dell’assegno per il Bambin Gesù

L'onorevole Gilberto Casciani, la chef Laura Marciani e Camilla Nata

L’onorevole Gilberto Casciani, la chef Laura Marciani e Camilla Nata

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Il parco sopra la stazione Jonio della metro B1: a tre mesi dall’apertura è in condizioni desolanti – di Alessandro Pino

27 Lug
Dopo il passaggio dei barbari

Dopo il passaggio dei barbari

 

I teppisti hanno già rovinato il giardino anche grazie all’assenza di sorveglianza e di una chiusura notturna

Ad appena tre mesi dall’inaugurazione il giardino pubblico realizzato sulla copertura della stazione Jonio della metro B1 – nel quartiere Val Melaina, Terzo Municipio di Roma Capitale – è già finito preda del più barbaro teppismo: le panchine in marmo bianco e le pareti sono state imbrattate con scarabocchi fatti con lo spray o con pennarelli, ovunque sono sparse bottiglie di birra intere o in frantumi e la staccionata che DSC_0172recintava lo spazio per i più piccoli è stata spezzata e divelta. Senz’altro gli autori di tutto questo hanno avuto mano libera anche grazie al fatto che i cancelli di accesso su via Scarpanto rimangono aperti nelle ore notturne: certo sarebbe sempre possibile scavalcarli vista la totale assenza di vigilanza ma almeno si eviterebbero episodi clamorosi come quello accaduto la notte tra il 25 e il 26 luglio quando dei ragazzi sono entrati nel parco con una vetturetta a motore. Come non bastasse, la vegetazione dell’adiacente area giochi ancora da inaugurare si sta seccando rapidamente, forse perchè qualcosa nel sistema di irrigazione non va. Davanti a uno scenario tanto DSC_0170desolante il volto di Lorella Giribaldi, presidente del Comitato Indipendente Val Melaina – una che per il quartiere e per il territorio municipale ha dato pure l’anima – è il ritratto dello sconforto: «Il nostro Comitato si è battuto con Roma Metropolitane, con Il Comune, con il Municipio per ottenere un parco per i residenti del quartiere ma vedendolo stasera penso sarebbe stata meglio una spianata di cemento. Noi cittadini non meritiamo nulla, perché finché i cittadini onesti e che rispettano le regole non scendono in piazza e affrontano quegli altri cui non importa nulla del bene comune andrà sempre così».  Difficile darle torto: in effetti ci si chiede con rabbia e frustrazione che senso abbia spendersi tanto per il posto in cui si vive e per i propri concittadini se  poi i risultati sono questi. Certo che se dopo tre mesi di vita il parco si trova in tali condizioni,  di questo passo tra un anno sarà di fatto un luogo malfamato ed evitato proprio dalle famiglie con bambini e dagli anziani che si voleva lo popolassero.

 Alessandro Pino

 

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La recinzione spezzata dell’area per i bambini

La staccionata dell'area giochi divelta e buttata a terra

La staccionata dell’area giochi divelta e buttata a terra

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L'area giochi adiacente il giardino ormai secca

L’area giochi adiacente il giardino ormai secca

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In macchina dentro il giardino  (si ringrazia L. Giribaldi per la foto)

In macchina dentro il giardino
(si ringrazia L. Giribaldi per la foto)

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Scarabocchi ovunque

Ancora scarabocchi dappertutto

Ancora scarabocchi dappertutto

 

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In Campidoglio danno i numeri e Roma, per volere dell’Istat, perde i numeri romani. Forse.

24 Lug

Polemiche e confusione per una delibera del Comune che impone la sostituzione con lettere o numeri arabi in quei toponimi che includono numeri romani: per ora, pare, il cambio solo negli archivi

20150724_073520-1Così com’era apparsa anche sulla stampa nazionale era una di quelle notizie da far perdere le staffe a quei romani innamorati di Roma ed esasperati da inefficienza, disservizi e insicurezza: per recepire una direttiva dell’Istat in materia di standardizzazione delle indicazioni toponomastiche, l’assemblea capitolina ha deliberato di non usare più i numeri romani – ove presenti nel nome,  vedasi quelli che ricordano una data legata a un avvenimento come  “via XX settembre” o “o viale XXI aprile” o anche “Piazza Pio IX”  – sostituendoli a seconda dei casi con cifre arabe o lettere.  Subito si è scatenato in rete uno di quegli spontanei quanto fugaci movimenti di opinione che paventava l’odiosa immagine di una sostituzione in massa di targhe stradali sulle strade della Capitale: odiosa non solo perché inquadrata nell’ attuale disastroso panorama romano  – al punto di ricordare le discussioni sul sesso degli angeli mentre Costantinopoli veniva saccheggiata dai barbari – ma perché avrebbe cancellato una delle basi di una civiltà e di una cultura proprio dal luogo in cui esse nacquero e si svilupparono. Una civiltà che ancora oggi attira turisti e studiosi da tutto il mondo. Qualcuno si è anche spinto a paragonare l’amministrazione Marino ad Attila – il barbaro al cui passaggio non cresceva più l’erba – per la furia iconoclasta mostrata verso i simboli della classicità capitolina: in molti considerano a dir poco scellerata la recente introduzione del nuovo logo del Comune (quello con scritto Rom&You) che doveva  soppiantare lo scudo con la bimillenaria iscrizione S. P. Q. R. sormontato da una corona. Poi sulla stampa si sono lette delle parziali rettifiche: a quanto pare il cambio avverrebbe  soltanto negli atti ufficiali e negli archivi elettronici ,mentre dal vero rimarrebbero al loro posto le targhe stradali già esistenti, così come i documenti di identità di chi vive nelle vie interessate. Al proposito si era anche gridato al complotto, alla bufala, all’esagerazione di chi per forza vuole attaccare l’attuale Sindaco di Roma. Rimane però un fatto: secondo quanto si è letto, sembra che al deteriorarsi dei supporti in questione – si pensi a una targa stradale che viene vandalizzata –  quelli in sostituzione verranno realizzati con la nuova dicitura senza più i numeri romani, riproponendo quindi di fatto la polemica iniziale sulla romanità violata. Così, al momento, ci sono varie note ufficiali che sembrano contraddirsi a vicenda. Si, no, forse. Chissà, vedremo. Da parte nostra ci permettiamo un’osservazione: visto che l’amministrazione si è nascosta dietro un dito ripetendo come un rosario il “ce lo chiede l’Istat”, allora rispetto a certe questioni di lana caprina avrebbe la precedenza il caro vecchio buon senso che chiede di far tornare una città a livelli di vivibilità decente, altro che “standardizzazione”.

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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Le riflessioni sull’Expo nel primo libro di una nostra amica

18 Lug
Concetta Di Lunardo

Concetta Di Lunardo

La giornalista Concetta di Lunardo ha pubblicato “Expo 2015 – istruzioni per l’uso”

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Siamo lieti di presentare un libro scritto da Concetta Di Lunardo – giornalista e docente di filosofia che conosciamo ormai da anni – dall’eloquente titolo “Expo – istruzioni per l’uso” . Pubblicato dalla Armando Siciliano Editore,  è un saggio per capire l’evento scritto da Di Lunardo seguendo il binario PINOlibroexpo (1)della sua attività giornalistica e di insegnante. Prendendo spunto dall’incarico di addetta stampa in un convegno preparatorio alla partecipazione della Sicilia – sua regione di origine – all’Expo, vuole essere strumento di riflessione anche filosofica su di esso, ravvisandone le contraddizioni: la presenza ufficiale – in una manifestazione che dichiaratamente si fonda sul rapporto tra alimentazione e sviluppo sostenibile –  di  multinazionali dell’alimentazione globalizzata, non proprio esempio di salutismo alimentare (come una nota catena di fast food) e la carenza nei fatti di una riflessione su tale rapportoche pure era negli intenti fondanti. «Mi sembrava utile scriverlo per i miei studenti – afferma l’autrice – perché leggendo i documenti mi sembrava ci fossero cose che non quadravano. Poi ci sono stata e ho scoperto che era anche peggio: speravo non fosse una fiera del cibo e invece lo è, speravo ci fosse sensibilità rispetto al tema della biodiversità e invece ho trovato persino un padiglione in cui si uccide la biodiverità. Mi riferisco all’esposizione di borse, portafogli, bracciali in pelle di pitone, cammello, coccodrillo. Insomma una vera meraviglia il padiglione senegalese!».

Alessandro Pino

Monte Sacro violenta: anziana scippata, cade a terra battendo la testa – di Alessandro Pino

17 Lug

Grave episodio di criminalità urbana la sera del 16 luglio a Monte Sacro, nel cuore del Terzo Municipio di Roma Capitale: erano le venti circa quando una donna sessantottenne è stata scippata all’incrocio tra il viale Carnaro e via Brennero da due delinquenti che viaggiavano a bordo di uno scooter risultato rubato poco prima nel vicino quartiere Talenti.

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Il luogo dello scippo

La vittima a causa dello strattone è caduta a terra battendo la testa, riportando un trauma cranico con danni cerebrali. Trasportata al Policlinico Umberto I dove è stata operata, si trova in prognosi riservata.
Sulla vicenda indagano i Carabinieri della Compagnia Roma Monte Sacro.

Alessandro Pino

Incendio nella campagna tra Bufalotta e Porta di Roma

16 Lug

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Nel pomeriggio del 16 luglio un incendio si è sviluppato nella campagna in zona Bufalotta nel Terzo Municipio di Roma Capitale.
Sul posto i Vigili del Fuoco e un elicottero con serbatoio di liquido estinguente.

Alessandro Pino

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Un sondaggio per aiutare una studentessa di ingegneria a terminare la sua tesi

15 Lug

Ricevo questo messaggio e lo pubblico, sperando che rispondiate numerosi. Si tratta di dare una mano senza dover spendere nulla, se non qualche minuto del proprio tempo, per rispondere alle domande di un breve sondaggio. Nulla da comprare, tranquilli.

“Sono Smeralda Saccà, una studentessa laureanda in Ingegneria Civile Infrastrutture e difesa del territorio presso l’Università degli studi di Messina. Per la mia tesi magistrale sto valutando le interazioni tra processi idrologici e socio-economici a Roma in area potenzialmente inondabili in prossimità del Tevere. Il mio obiettivo è definire le dinamiche della percezione del rischio di inondazione dal periodo che precede la costruzione dei muraglioni ai giorni nostri. “

Mi raccomando, la cosa è fondamentale per la ricerca che andrà ad integrare la sua tesi. Devo ammettere che alcuni quesiti mi hanno costretto, una volta finito, ad andare a documentarmi. Ho scoperto di saperne poco, proprio poco. Eppure il Tevere mi segue passo passo, per buona parte degli spostamenti della mia giornata

https://docs.google.com/forms/d/12P6k-hYMSBuyj50tBG7d09UrCDqL6K_sbVLQo8nL614/viewform

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Una serata di sfilate nel cuore dell’antica Roma tra abiti da sposa, gioielli e volti noti – di Alessandro Pino

13 Lug

Fashion dinner all’Os Club per gli abiti da sposa di Paola Cipriani Couture e i gioielli Giamore

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In una settimana ricca di eventi che hanno portato nuovamente Roma a pieno diritto tra le capitali dell’alta moda, c’è stato lo scorso 11 luglio un appuntamento di quelli che coniugano stile e mondanità come solo la Città Eterna sa creare. Nel magnifico giardino interno dell’Os Club, chiccosissimo locale nel cuore del Colle Oppio, si è svolta una sfilata per presentare un autentico duetto dello stile italiano: gli

Paola Cipriani con le sue modelle

Paola Cipriani con le sue indossatrici

abiti da sposa della maison Paola Cipriani Couture, impreziositi dai gioielli Giamore realizzati da Danilo Giannoni. Madrina della serata – condotta dalla speaker radiofonica Alessia Pellegrino di Radio Godot , simpaticamente in abito nuziale – l’attrice cinematografica e televisiva Elena Russo. Nel pubblico, volti noti dello spettacolo, dell’informazione, della cultura e di tutto quel pianeta romano un po’ patinato che piace sempre: il direttore della rivista Eva3000 – media partner dell’evento – Roberta Damiata, l’attrice Simona Borioni, la scrittrice Iolanda Pomposelli (autrice di D’altronde sono uomini), l’attrice e presentatrice Patrizia Pellegrino; qualcuno ha avvistato anche la Marchesa d’Aragona, noto personaggio televisivo. Dame in lungo o in tubino, gentlemen in abito bianco, paparazzi e giornalisti scatenati con le reflex, l’allegro assalto al buffet che non guasta mai e naturalmente l’elegante sfilata sono stati gli altri ingredienti di un appuntamento davvero riuscito.

Alessandro Pino

Paola Cipriani con la conduttrice Alessia Pellegrino

Paola Cipriani con la conduttrice Alessia Pellegrino

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La scrittrice Iolanda Pomposelli

La scrittrice Iolanda Pomposelli

Paola Cipriani tra Francesco Salvatore Cagnazzo e Anita Valentina Fiorino di Giamore

Paola Cipriani tra Francesco Salvatore Cagnazzo e Anita Valentina Fiorino di Giamore

Assalto al buffet!

Assalto al buffet!

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Il giardino dell’Os Club

Patrizia Pellegrino con un'ospite

Patrizia Pellegrino con un’ospite

L'attrice Simona Borioni conversa con la scrittrice Iolanda Pomposelli

L’attrice Simona Borioni conversa con la scrittrice Iolanda Pomposelli

L'attrice Elena Russo, madrina della serata, con Alessia Pellegrino

L’attrice Elena Russo, madrina della serata, con Alessia Pellegrino

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Se il Terzo Municipio viene ridotto a un cesso – di Alessandro Pino

7 Lug

No, quello apparso in via Renato Fucini – quartiere Talenti, Terzo Municipio di Roma Capitale –

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non è un nuovo tipo di vespasiano con annesso bidet anche se servirebbe davvero in una città dove lo scagazzo en plen air è ormai pratica diffusa.
Semplicemente qualcuno ha ristrutturato il bagno e invece di portare i vecchi sanitari all’isola ecologica Ama se ne è liberato così.

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Certo che continuando di questo passo Roma Capitale viene ridotta a un…pitale.

Alessandro Pino

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Tangenziale Est di Roma: un incendio in galleria che non c’è. Ma se poi c’è davvero? – di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

6 Lug

Sono ormai alcuni giorni che su un tabellone elettronico della Tangenziale Est di Roma – all’ingresso del tunnel della Nuova Circonvallazione Interna in direzione San Giovanni – appare la scritta “Incendio in galleria” accompagnata da un inequivocabile segnale di divieto di transito. Solo che nella galleria di incendi non v’è traccia alcuna: il tabellone forse è rimasto fisso su quella segnalazione relativa a qualche DSC_1222episodio ormai superato. È vero, di fianco  c’è una lampada semaforica verde di via libera ma è molto più piccola del tabellone: sembra quasi assumere una importanza minore. Assieme al mero disservizio c’è un dato comportamentale che va messo in risalto: praticamente nessun guidatore di fronte a una segnalazione del genere accenna a frenare, si va avanti spediti. Forse tutti sanno già che si tratta di una informazione superata, assuefatti a vivere in una città dove non funziona più nulla? Oppure c’è chi va avanti comunque pronto a rischiare il tutto per tutto, per incoscienza o magari perché  arrivare tardi al lavoro costituirebbe un danno maggiore che finire arrostiti o asfissiati? In ogni caso sembra riproporsi la storiella di chi gridava al lupo al lupo: il giorno che davvero ci sarà un incendio in quella galleria nessuno crederà a un avviso del genere.

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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Calcio femminile: la Roma Decimoquarto giocherà finalmente in B rimanendo in Terzo Municipio – di Alessandro Pino

5 Lug

Scongiurato il rischio di dover rinunciare nuovamente alla serie cadetta

Alla fine  le ragazze della Roma Decimoquarto ce l’hanno fatta e la prossima stagione potranno finalmente giocare nel campionato di calcio di serie B dopo che si erano conquistate la promozione nella serie cadetta per il secondo anno consecutivo con un ruolino impressionante: tutte le partite vinte. Scacciata via, dunque, la frustrazione di dover nuovamente rinunciare – come accaduto la stagione precedente –  a causa dello sforzo economico e organizzativo altissimo, grazie alla tenacia della dirigenza con in testa il presidente Mauro Elisei che si è fatto in quattro per dare il giusto  risalto alle sue giovani gladiatrici e portarle in una arena degna del valore dimostrato. Doveroso elencare la rosa delle atlete 1allenate dal mister Filippo De Gaetano: il capitano Veronica Sciarretti, Giulia e Sara Boldrini, Laura Bottinelli, Alessandra Caruso, Roberta Chiarelli, Francesca Caterina D’Antoni, Maria Giulia D’Ercole, Veronica Di Cerbo, Ilaria Filippi, Valentina Foschi, Giorgia Grassi, Martina Maurelli, Maria Antonietta Maurilli, Roberta Pieroni, Federica Quartullo, Giorgia Ragnoli, Silvia Schiavoni, Germana Sciarra, Savina Vazzana, Nicoletta Vittori. Unica lieve nota malinconica, il trasloco dall’impianto “Angelucci” del Settebagni Calcio Salario che è stato il loro campo casalingo proprio nelle due stagioni vittoriose anche se lo spostamento sarà soltanto di un paio di chilometri in linea d’area: a quanto pare sembrerebbe certo l’accordo con l’Accademia Calcio che le ospiterà nella propria grande struttura in via di Settebagni – strada esterna al centro abitato omonimo e che anticamente faceva da confine alla zona così chiamata. In pratica, dunque, la Roma Decimoquarto rimarrà una squadra del Terzo Municipio di Roma Capitale.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: carrelli volanti come installazioni postmoderne

3 Lug

11222934_10206773959018045_955894253041997221_oSperando che nessun artista estrosofuturistapostmodernopunkinglese prenda ispirazione per una installazione d’avanguardia un po’ azzardata, ecco a voi il capolavoro estremo, apparso in una via di Porta di Roma, in terzo Municipio: un bel carrello del megastore Ikea che si trova a poche centinaia di metri di distanza, issato a mo’ di bandiera su un palo che una volta reggeva un’indicazione stradale. Olè!

Luciana Miocchi

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Terzo Municipio di Roma Capitale: a largo Labia inaugurato l’ingresso del Parco delle Sabine – di Alessandro Pino

1 Lug

Presenti il vicesindaco di Roma Luigi Nieri e il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne

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Le fontane a pavimento dietro il vicesindaco Nieri e il presidente del Municipio Marchionne

È stato inaugurato lo scorso 20 giugno a largo Fausta Labia il primo degli ingressi al Parco delle Sabine, area verde posta tra Porta di Roma e la Serpentara, alla presenza del vicesindaco Luigi Nieri – in rappresentanza del sindaco di Roma Ignazio Marino, assente per motivi di salute – e del presidente del Terzo Municipio Paolo Emilio Marchionne. Adiacente al capolinea filoviario, l’entrata consiste in un piazzale allestito con panchine in pietra bianca e giochi d’acqua che zampillano dal pavimento, uno spazio con alcuni giochi per i più piccoli e una costruzione in vetro e rivestimenti in marmo destinata ai bagni pubblici e a punto di ristoro per la cui gestione si deve provvedere all’assegnazione.  Poco più dietro, il controverso e avveniristico portale a traliccio in metallo bianco con tettoia “a foglia sospesa” che aveva suscitato vivaci DSC_1211 discussioni in rete. Ideato dall’architetto Maurizio Bellomia, autore anche del progetto complessivo, nelle parole dell’autore «vuole richiamare gli ingressi dei grandi parchi storici». Il vicesindaco Nieri e il presidente Marchionne hanno compiuto un breve giro all’interno dell’area verde assieme a diversi amministratori municipali, cittadini, forze dell’ordine ed esponenti della stampa locale. Certo che – specialmente pensando a quanto accaduto il giorno prima a pochi metri di distanza sotto il viadotto dei Presidenti, dove un clochard è morto carbonizzato nella DSC_1201tenda in cui era accampato come molti altri, viene da chiedersi in che condizioni possa trovarsi il luogo tra sei mesi a confronto di quelle, immacolate, dell’inaugurazione: anche le pareti di marmo bianco del punto ristoro sembrano costituire un invito a nozze per gli onnipresenti imbrattatori muniti di vernice spray e pennarelli.

L'architetto Maurizio Bellomia con il portale da lui ideato

L’architetto Maurizio Bellomia con il portale da lui ideato

Sembrano fiduciosi al riguardo sia Nieri che Marchionne: «Io penso che noi dobbiamo abituare tutti al bello soprattutto in questa parte della città, molto dipende dall’amministrazione, molto dipende dai cittadini però soprattutto da come vengono gestite queste aree» ha dichiarato il vicesindaco, mentre il presidente del Municipio rassicura sulla situazione perché «c’è un sistema di telecamere già installato che verrà poi collegato con la stazione dei Carabinieri di Fidene e con il comando della Polizia Locale a Serpentara e poi soprattutto sarà prevista l’apertura e la chiusura nelle ore notturne una volta completata la recinzione». Meno ottimista il presidente del Comitato di Quartiere Serpentara, Mimmo D’Orazio: «Tra sei mesi diciamo che siamo ottimisti, ho fatto una scommessa con un amico, quindici giorni, ma non per un discorso di sfascismo o di pessimismo, purtroppo la colpa è anche dei cittadini…io mi auguro con tutto il cuore che rimanga così come l’abbiamo vista oggi, ho dei forti dubbi, speriamo per il bene della collettività»

Alessandro Pino

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Trentacinquesimo anniversario della strage di Ustica

27 Giu

Sono  trascorsi trentacinque anni  dalla maledetta sera d’estate in cui fu stroncata la vita di 81 persone che viaggiavano su un Dc-9 dell’Itavia in volo da Bologna a Palermo, brutalmente spazzato via dai cieli del Tirreno Meridionale nei pressi dell’isola di Ustica. Fin da quel 27 giugno 1980 cominciarono occultamenti di prove, misteriose morti di testimoni e depistaggi: ancora si ricorda la ridicola tesi della corrosione dovuta alle cassette di pesce trasportate in precedenza dall’aereo e che all’epoca ebbe invece

I resti del Dc 9 Itavia nel Museo per la Memoria di Ustica a Bologna

I resti del Dc 9 Itavia nel Museo per la Memoria di Ustica a Bologna

credito per l’abilità di chi era interessato da una parte a nascondere le cause reali e dall’altra a eliminare uno scomodo concorrente per l’Alitalia. L’Itavia infatti interferiva con il monopolio di fatto sulle rotte interne esercitato dall’allora compagnia di bandiera. Il linciaggio mediatico ai danni del suo presidente Aldo Davanzali – accusato di utilizzare delle carrette – portò infine alla revoca della licenza di navigazione aerea e alla conseguente cessazione delle attività. «Papà mi disse subito che era stato abbattuto – ricordava la figlia Luisa nel 2010 – non avrebbe mai fatto volare un  mezzo inefficiente ». Proprio l’Alitalia in quegli anni sulla stessa rotta per Punta Raisi subì due disastrosi incidenti sulle cui cause ancora permangono dubbi e nei quali persero la vita complessivamente più di duecento persone, eppure le fu riservato ben diverso trattamento. I dipendenti Itavia riuscirono a transitare in altre compagnie aeree ma rimase saldo in loro il senso di appartenenza per quella che consideravano e considerano tuttora una grande famiglia più che un’azienda, tanto che ancora oggi si incontrano periodicamente, uniti nell’associazione “Noi dell’Itavia”. L’unico aereo che ancora porta la livrea Itavia è paradossalmente proprio quello che fu distrutto quel 27 giugno: recuperati dopo una lunga permanenza sul fondo del Tirreno, i frammenti di fusoliera, ali e i due motori furono ricomposti su un traliccio riproducente la sagoma del velivolo. Rimasti per anni in un hangar PINOMIOCCHIitavia2 dell’Aeronautica Militare vicino Roma, dal 2006 sono tornati simbolicamente a Bologna – città da cui partì l’ultimo tragico volo – per essere esposti nel Museo per la Memoria di Ustica. La prima volta che ci si entra è come ricevere un pugno nello stomaco:  i resti di quello che fu un aereo giacciono come un enorme cadavere meccanico in decomposizione, le cui forme originarie si intuiscono soltanto. All’inizio suscita quasi repulsione, poi girandogli attorno e osservando le fiancate accartocciate con i finestrini ormai opachi il pensiero va ai passeggeri e all’equipaggio, a ciò che attraverso di essi hanno visto prima della fine; ci si rende conto che ciò che davvero repelle è chi ha causato tutto ciò e gli inganni che ne seguirono. L’elenco di vittime letto tante volte cessa di essere PINOitavia3soltanto tale, diventando volti e sguardi di persone vere. Persone che al momento di salire a bordo hanno gettato un’occhiata alla freccia rossa stilizzata che ancora oggi campeggia sull’impennaggio di coda, voltandosi a salutare chi li aveva accompagnati all’aeroporto. Non è immaginazione: è quanto appare in un filmino familiare inserito in “Ustica – tragedia nei cieli” , documentario uscito all’epoca del trentesimo anniversario.  «Ormai si è scritto tutto e il contrario di tutto – spiega Alberto Alpozzi, fotografo oggi noto per documentare le missioni militari italiane all’estero e che aveva avuto il compito di seguire la lavorazione  del film con i suoi scatti – ma è diverso sentire di persona chi vi è rimasto coinvolto, come Pasquale Diodato che perse la moglie, i tre figli e la cognata o Elisabetta Lachina, rimasta orfana di entrambi i genitori». Già, si è PINOitavia4 scritto di tutto: nel corso degli anni anche le versioni più oscenamente  inverosimili e irriguardose verso i familiari delle vittime –- sono state propinate a un pubblico dal palato grosso, una tra tutte quella che vede il Dc 9 ammarare senza danni rilevanti finendo poi affondato da un sommergibile per non lasciare itavia 011testimoni. «Gli stessi tecnici della McDonnell Douglas, la casa costruttrice dell’aereo, esclusero tale ipotesi perchè sarebbe riuscito a galleggiare tre o quattro minuti al massimo» afferma il giudice Rosario Priore che condusse le indagini sul disastro e che della vicenda trattò anche nel libro “Intrigo internazionale” scritto con il giornalista Giovanni Fasanella.  Paradossalmente la linea di Priore, basata sull’abbattimento da parte di un missile e sconfitta in sede di giudizio, è stata di fatto sposata recentemente dai giudici civili chiamati a decidere sui risarcimenti ai familiari, anche se ancora si attende un pronunciamento definitivo al riguardo che comunque non restituirà i loro cari o allevierà  le sofferenze subìte.  Il resto è solo roba da romanzi di fantapolitica, tanto che alla fine si è tentati di allungare una mano verso i resti dell’aereo, sfiorando ciò che resta della verità.

Luciana Miocchi  e Alessandro Pino

 

III Municipio di Roma Capitale: Cassonetto equilibrista

26 Giu
cassonetto equilibrista

cassonetto equilibrista che nemmeno al circo..

Via Painetti, zona Vigne Nuove. Il cassonetto viene svuotato automaticamente e riposizionato sulla strada. Un imballo non ridotto in pezzi si trova sul ciglio della strada in una posizione che nemmeno al più fantasioso degli sceneggiatori sarebbe venuta in mente di scrivere. L’operatore comanda al braccio meccanico di depositare il grande contenitore nuovamente in terra. Non si rende conto che quello non è atterrato sull’asfalto ma su uno scatolone. Qualcuno fotografa il proprio stupore. Dopo poco, il cassone, prepotentemente riguadagna il suolo.

(Si ringrazia la Signora Carolina Neri per la prontezza di riflessi!)

Luciana Miocchi

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Terzo Municipio di Roma Capitale : due vetture spolpate in via di Settebagni – di Alessandro Pino

26 Giu

Non proprio una immagine da intervallo della Rai con le pecorelle, quella che appare da alcuni giorni in Via di Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale, tra la Bufalotta e Porta di Roma – quasi di fronte PINOfotonotiziaautomobili A alla scuola “Uruguay”: come sul piazzale di uno sfasciacarrozze, si trovano due vecchie automobili apparentemente abbandonate e prive di numerose parti.Quella ridotta peggio è una Ford Focus letteralmente spolpata di fari e ruote, malamente adagiata nemmeno sui classici quattro mattoni ma su una bombola di gas esausta. Un metro più avanti, una Renault Clio che pur avendo conservato le ruote è rimasta orba dei fanali e di altri particolari. All’interno di entrambe evidenti segni di manomissione della plancia, del volante e dei fianchetti  delle portiere.

Alessandro Pino

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Terzo Municipio di Roma Capitale: 35 anni fa l’assassinio del giudice Mario Amato – di Alessandro Pino

24 Giu

pubblicato su http://www.di-roma.com

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La deposizione della corona davanti al monumento “Grido al cielo”

Commemorato da cittadini e autorità stretti attorno ai familiari

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Interventi delle autorità

Trentacinque anni sono passati dalla mattina del 23 giugno 1980 in cui il magistrato Mario Amato fu assassinato a Roma su un marciapiede di viale Jonio – nel quartiere di Monte Sacro – mentre aspettava l’autobus che lo avrebbe dovuto condurre in ufficio a piazzale Clodio; cinque anni soltanto invece da quando fu scoperto il monumento intitolato “Grido al cielo” – opera dello scultore Antonio Di Campli –  proprio nel luogo in cui fu versato il suo sangue dai terroristi dei Nuclei Armati Rivoluzionari sui quali indagava. Nell’anniversario della feroce esecuzione si è tenuta una breve cerimonia alla quale hanno partecipato, oltre alla famiglia Amato, cittadini e autorità: sulla stele è stata deposta una corona dal presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne e dal consigliere comunale Fabrizio Panecaldo, in rappresentanza del sindaco Ignazio Marino e dell’assessore capitolino alla DSC_1127Legalità Alfonso Sabella. Hanno preso la parola anche il vicepresidente della Anm, Valerio Savio, il presidente della Associazione 2 Agosto onorevole Paolo Bolognesi, Giampiero Cioffredi, direttore dell’Osservatorio Sicurezza della Regione Lazio e Francesco Avallone, presidente del comitato per la commemorazione del giudice Amato. Tra il pubblico c’era anche chi quella mattina si trovò a passare per servizio sul marciapiede di fronte pochi secondi dopo l’agguato: Salvatore Veltri, per tanti anni Comandante dei Carabinieri di Talenti. Fu uno dei primi a vedere da vicino l’immagine – poi passata dalla cronaca alla storia – del corpo del magistrato riverso a terra, con le scarpe dalle suole consunte.

Alessandro Pino

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L’ordinanza antialcol a Monte Sacro scontenta tutti – di Alessandro Pino

24 Giu

Polemiche per l’esclusione dai controlli di locali e strade adiacenti a quelli sottoposti al provvedimento

Vivaci polemiche per l’entrata in vigore a Monte Sacro della cosiddetta ordinanza antialcol del Comune di Roma: vietata dalle 22 alle 7 del mattino la vendita da asporto di alcolici (anche attraverso distributori automatici) e il loro consumo per strada se contenuti in vetro, divieto rafforzato dopo le 24 (no al antialcolconsumo in strada di alcolici con qualunque contenitore) e ancor più dopo le due di notte (proibita anche la somministrazione). Il provvedimento era stato preso anche per dare ascolto alla voce di numerosi residenti di Città Giardino che avevano raccolto oltre mille firme con cui sottoscrivevano un ordine del giorno di iniziativa popolare approvato dal Municipio e sarebbe stato deterrente anche contro gli schiamazzi di una movida distorta: il condizionale è d’obbligo perché a un rapido esame dell’ordinanza si è scoperto che esclude alcune strade del quartiere – come viale Gottardo – adiacenti a quelle sottoposte al divieto e nelle quali esistono numerosi locali pubblici, di fatto vanificando lo scopo prefissato e creando una disparità tra esercizi soggetti o meno alla norma pur distando pochi metri tra loro. Il presidente del Consiglio Municipale, Riccardo Corbucci, in una nota firmata assieme ad altri consiglieri ha parlato di “svista talmente grave, da sembrare persino volontaria”. Dal Campidoglio è arrivata la promessa di controlli accurati anche sulle strade rimaste escluse insieme a una precisazione degli uffici preposti che lascia perplessi: “…le rappresento che l’assessore competente, Marta Leonori, a cui era stata segnalata la mancata inclusione di alcune vie segnalate, tra gli altri, anche da molti cittadini della zona, ha riferito che l’esclusione dall’ordinanza di cui trattasi delle vie di cui trattasi è stata determinata dalla mancanza di adeguata documentazione da parte della Polizia Locale  – si legge nella risposta inviata a Corbucci e da questi riportata in rete – che, anzi, ha escluso che nella zona ci fossero riscontri dei fenomeni segnalati”. Rimane il dubbio su come si possa far rispettare una ordinanza in un dato luogo se essa in effetti non lo riguarda.

Alessandro Pino

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Scompare Pierluigi Monaco, vicepresidente della associazione “Sulla Buona Strada”

22 Giu

Lo scorso dicembre aveva ritirato il “Premio Montesacro” nella categoria senso civico

Monaco

Pierluigi Monaco intervistato da Alessandro Pino dopo aver ritirato il “Premio Montesacro”

Capita a volte di trovarsi a scrivere un articolo in memoria – come questo che state leggendo – di quelli che ti lasciano sgomento non solo per certe morti che  colpiscono come fulmini a ciel sereno per l’età di chi scompare ma soprattutto perché si era da poco concordato un incontro per una intervista: «Allora possiamo sentirci anche stasera». La telefonata  però non arriva, diciamo fra noi “vabbè chiameremo domani” e invece il giorno dopo veniamo a sapere che l’intervista non si farà mai: perché a soli quarantasette anni è scomparso per un malore nella casa paterna di Ateleta (in provincia de L’Aquila) Pierluigi Monaco, graduato della Polizia Stradale in servizio a Roma e vicepresidente della associazione “Sulla buona strada”, attiva nella sensibilizzazione alla sicurezza in auto e nella promozione di iniziative benefiche. Nel suo ruolo di dirigente della associazione aveva ritirato lo scorso dicembre al teatro Viganò di Roma il “Premio Montesacro” nella categoria senso civico per il quale dovevamo intervistarlo. Recentemente era stato eletto come consigliere comunale di opposizione ad Ateleta, suo paese natale, confermandosi come uomo dai numerosi impegni pubblici e che dispiace sinceramente – in aggiunta all’amarezza per la morte in sé – di non aver potuto conoscere più a fondo. Lo vogliamo ricordare così, con in mano il Premio appena ritirato mentre si concede al microfono quasi sorpreso dalla nostra attenzione.

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

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Arrivano le streghe alla biblioteca “Casa dei Bimbi” di Cinecittà Est – di Alessandro Pino

22 Giu

Il 23 giugno una serata per riscoprire, genitori e figli, le antiche tradizioni romane

Dici “notte delle streghe” e pensi alla ricorrenza un po’ artificiosa – almeno da noi – di Halloween, ma in realtà a Roma i bambini temevano le malefiche vegliarde munite di scopa parecchi secoli prima che l’usanza americana venisse imposta a suon di telefilm. Accadeva durante la vigilia della festa di San Giovanni del 24 giugno  quando secondo la tradizione le streghe giravano in caccia di anime; gli abitanti dei vari rioni dell’Urbe recandosi fino a San Giovanni in Laterano muniti di lanterne la sera del 23 perstreghe pregare (e fare scorpacciate di lumache), lasciavano allora sulla soglia di casa un po’ di sale grosso e uno scopino di saggina che le streghe curiose avrebbero perso tempo a contare, non avvedendosi del sorgere del sole – mortale per loro – e finendo così disintegrate. Per illustrare ai bambini di oggi e ai loro genitori le antiche tradizioni romane, la biblioteca pubblica “Casa dei Bimbi” di Cinecittà Est – si trova in via Libero Leonardi 153 – ha organizzato un’apertura straordinaria chiamandola appunto “Aspettando la notte delle streghe”: la sera del 23 giugno, dalle 19 e 30 fino alle 21 e 30 che vedrà la partecipazione della Accademia Romanesca e il goloso contributo della pasticceria Cinque Stelle. Chi è interessato a trascorrere in modo intelligente e divertente una sera di inizio estate e vuole altre informazioni può chiamare la biblioteca “Casa dei Bimbi” allo 06 45460381.

Alessandro Pino