[ROMA] La sede di Forza Italia nel Terzo del Terzo Municipio in via Adamello a Monte Sacro è stata vandalizzata con una scritta tracciata con la vernice spray: “Fuori i fascisti da Monte Sacro” si legge sul muro accanto l’ingresso.
La segretaria di Forza Italia Roma, Luisa Regimenti, ha espresso solidarietà al segretario municipale Giuseppe Pio Torcicollo e ai militanti del territorio. Anche il presidente del Consiglio del Municipio Roma III Filippo Maria Laguzzi del Partito Democratico e il consigliere capitolino del Pd Riccardo Corbucci con una nota hanno espresso solidarietà e ferma condanna verso ogni teppismo che si pone fuori dal perimetro democratico e civile del dibattito politico. A cura di Alessandro Pino
Non avere il coccodrillo pronto su un quasi novantenne uscito dall’ospedale contro ogni previsione dopo due crisi gravissime, una delle personalità più influenti al mondo essendo tecnicamente l’a.d. Del Padreterno in terra e guida spirituale di qualche miliardo di persone, non è una grande mossa, lo ammetto. Piuttosto un errore da principianti. Al cuore peró non si comanda e io, come sempre mi capita quando si tratta di persone a cui tengo, contro ogni evidenza e ogni ragionamento logico ho rimandato il pensiero dell’inevitabile fino a che non è accaduto davvero.
Sono una sostenitrice della persona, prima che del simbolo. Da quando scelse gli ornamenti non in oro, che portarsi addosso la ricchezza non era utile, meglio distribuirla ai poveri. E invitò anche i cardinali a fare altrettanto. Se non è rivoluzionario questo, nella Curia romana.. infatti i manifesti contro, per le vie di Prati apparsero quasi immediatamente. Ovviamente anonimi, se la prendevano con il nuovo Papa, rivoluzionario, sovvertitore delle regole, uno che voleva far saltare dall’interno la Chiesa mettendone in pericolo perfino i dogmi. Forse poco amato negli ambienti di potere, amatissimo dalla gente comune. Mi spiace. Profondamente. Non c’è mai un momento buono per andarsene, nemmeno se hai la sicurezza di avere un posto assicurato e migliore del precedente. In questo momento, quaggiù siamo parecchio incasinati e ora anche con meno voce. O il mondo scoppia o la fine terrena di FrancescoEbasta, come disse lui e come poi l’ho sempre chiamato, ispira i potenti della terra a fare un passo indietro almeno per un po’. Ha resistito fino alla Pasqua di resurrezione – mi piace immaginare il Gesuita che pensa a non impallare l’evento clou dell’anno liturgico del capostipite – ieri sera purtroppo l’ho commentato davanti la tv, che a guardare le mani e il viso non mi sembrava che potesse vivere a lungo – ne ho visti troppi negli ultimi tempi con i segni dell’inevitabile imminente addosso, per sbagliarmi – e che probabilmente gli avevano detto che rimanendo lontano dalle persone avrebbe potuto tirare ancora, forse, qualche mese e lui ha scelto di affidarsi al Padreterno, quando sarebbe stato ora, sarebbe stato ora. Credo che l’uscita tra la folla di piazza San Pietro, ultimo atto di un Papa che credeva profondamente nel suo mandato, sia stato un forte gesto, anche politico: ancora un abbraccio alla gente, ai fedeli a cui chiedeva di pregare per gli altri e per il suo essere Papa, e per far vedere che fino all’ultimo le sue azioni, anche se delegate, erano state dettate da una persona nel pieno possesso di sé, del suo volere e delle sue azioni. Uomo di Dio e di Stato fino all’ultimo respiro, rimarrà difficile agli avversari politici asserire che i suoi ultimi atti non sono stati presi con la lucidità necessaria alla loro validità. Spero solo che il Successore al soglio di Pietro sia all’altezza e che il mondo non prenda uno sprint in negativo❤️
Foto credit: per gentile concessione Matteo Nardone. Tutti i diritti della foto sono proprietà dell’autore
Ora o mai più. Dopo l’occasione mancata l’anno scorso, quando allo stanziamento nel bilancio di Roma capitale non corrispose l’ affidamento da parte del municipio del progetto per realizzazione del centro polifunzionale e casa del quartiere, quest’anno nel bilancio del Campidoglio sono stati stanziati nuovamente i fondi necessari a far sì che il progetto inseguito da decenni e di vitale importanza per quartiere di Settebagni – che ancora oggi manca di un centro di aggregazione pubblico per le necessità e il benessere sociale della popolazione – diventi finalmente realtà.
Nello scorso bilancio furono inseriti, in maniera parallela, i fondi necessari sia per la struttura di Settebagni, sia per la ricostruzione del csa del parco delle Valli, andato distrutto in un incendio qualche anno fa, ma, mentre l’iter di quest’ultima opera ha visto la luce, con tanto di inaugurazione di inizio lavori, disguidi e incertezze burocratiche hanno fatto sì che per l’opera di Settebagni non si arrivasse nemmeno all’emanazione della del bando per la gara di appalto per la progettazione.
Sulla necessità dell’opera non vi è dubbio alcuno. Le richieste in tal senso si possono rintracciare nei protocolli di almeno quattro decenni diversi, veicolate dai diversi Cdq che si sono succeduti nel tempo. Ma questa volta, l’essere arrivati ad un passo dalla meta ha lasciato un senso di amaro in bocca, con una sensazione di sfiducia nei confronti degli enti locali difficilmente superabile senza la dimostrazione di gesti concreti.
E alla fine, tanto impegno ha trovato riscontro e anche nel bilancio del 2025 sono stati inseriti i fondi per l’agognato centro, cosa peraltro non scontata, visto che le esigenze di una metropoli come Roma crescono di anno in anno, con nuovi quartieri che reclamano nuovi servizi mentre i tagli agli Enti locali si fanno sempre più crudeli.
Dice il consigliere di Roma capitale Riccardo Corbucci, che nel territorio del III Municipio è stato eletto varie volte consigliere municipale ed è per questo ben consapevole di cosa rappresenti la realizzazione dell’opera per il territorio: “Nel bilancio di Roma Capitale abbiamo nuovamente stanziato le risorse per la progettazione e la realizzazione del centro anziani Settebagni da realizzarsi all’interno del Parco Nobile, sul modello di quello che stiamo ricostruendo al Parco delle Valli. Purtroppo lo scorso anno il Municipio non ha potuto spendere le risorse che erano state già stanziate in bilancio grazie ad un mio intervento. Quest’anno sarà il Simu insieme con il dipartimento lavori pubblici ad occuparsi della progettazione dello spazio. Mi auguro che si possa promuovere quanto prima un’assemblea pubblica insieme al direttivo del comitato di quartiere per parlare di questo importante intervento atteso da decenni”.
Dopo la protocollazione di una interrogazione urgente scritta sulla vicenda del SerD fantasma e la sparizione di ogni servizio sanitario pre-esistente o lo svanimento delle promesse di ripristinare le visite ambulatoriali cancellate in passato, venerdì 20, ad opera del consigliere del gruppo misto municipale Fabrizio Bevilacqua, sottoscritto anche dal consigliere Fdi Fabrizio Santinelli, per la quale però il tempo di risposta è di venti giorni; dopo l’annuncio di un’assemblea spontanea da tenersi stasera nei pressi della Asl di salita della Marcigliana che già si preannuncia seguitissima; dopo la passeggiata di protesta di alcuni residenti componenti del Cdq che sono andati a verificare l’effettiva apertura del servizio SerD al posto del centro prelievi; dopo la comunicazione delle iniziative di sollecitazione delle istituzioni, per le quali sono state richieste regolari autorizzazioni, qualcosa comincia a muoversi, almeno a livello municipale, l’istituzione di prossimità per eccellenza. Sono stati appena protocollati tre atti ad opera della consigliera Pd Federica Rampini: un ‘odg, una Mozione ex Art. 44 ed una Mozione ex Art. 45, che commenta cosi: «Sulle Case di Comunità ho sempre chiesto di fare chiarezza sui percorsi, non abbiamo mai avuto informazioni chiare o certe, così nel 2022 abbiamo prima fatto una assemblea pubblica sulla chiusura di Largo Rovani e poi come Consiglio del Municipio abbiamo approvato un ordine del giorno per chiedere, fra le altre cose, la permanenza dell’Ares 118 nello spoke di Settebagni, l’apertura di Via Lattuada e tempi certi per la sede di Via Paolo Monelli. Ad oggi, nonostante tutto, la sede di Via Paolo Monelli è ancora chiusa e Talenti è senza servizio sanitario da dicembre 2023, l’Ares 118 è stato tolto da Settebagni per essere spostato al Tufello, il SerD, che dovrebbe essere un servizio facilmente raggiungibile dagli utenti è finito oltre il raccordo, completamente isolato come è isolata Settebagni. Non posso fare a meno di sottolineare come continui a mancare il coinvolgimento dei territori ma anche dei consiglieri municipali, o almeno di alcuni. Siamo sempre tutti all’oscuro di quelle che sono le decisioni dell’amministrazione municipale».
E dal Campidoglio, Riccardo Corbucci, ex presidente del consiglio municipale ai tempi del Marchionne I ribadisce quanto detto nelle prime ore dell’allarme: «come sempre sarò al fianco dei cittadini di Settebagni che meritano di avere i servizi che difendono e chiedono da anni». Ora che l’apertura è ormai un dato di fatto, Fabrizio Bevilacqua, in quanto componente del consiglio municipale in carica nelle file dell’opposizione, specifica: «indipendentemente da chi possa aver fatto questo tipo di accordo, ogni volta che c’è un accordo di rilevanza municipale, questa giunta si contraddistingue per la poca chiarezza. E’ stato cosi per Casale Camerini, è stato così per le case di prossimità, è stato così per il Tmb e lo sarà sempre. Se qualcuno ha fatto un accordo, non lo ha fatto comunque con il Consiglio del Terzo Municipio e soprattutto, coinvolgendo la parte politica del terzo municipio e i cittadini locali. Ad oggi abbiamo l’unica certezza che ci sono stati dei rumors, qualcuno li ha segnalati in qualche modo alla parte politica del governo municipale, che ha preso subito l’iniziativa chiedendo chiarezza da parte della maggioranza e da parte della giunta di questo Municipio. Poi se abbiamo delle situazioni in cui la stessa maggioranza non si ritrova con questo tipo di gestione della cosa pubblica come se fosse cosa loro .. confidiamo in quella parte di cittadini che vogliono rivendicare la partecipazione attiva sulle problematiche dei quadranti che li riguardano in maniera diretta. Ben vengano le interrogazioni degli altri consiglieri. Sarei strafelice che vengano interrogazioni dalla maggioranza, sarebbe la dimostrazione della costante di tener nascosto ai cittadini e al consiglio municipali le argomentazioni piu importanti. Poi aspettiamo quello che arriverà dalla regione e così capiremo il quando e il perchè è stato fatto questo ma non mi stupirei se qualcosa è stato fatto ed è stato fatto all’insaputa dei cittadini e del consiglio».
La Asl ha pronto un centro per le tossicodipendenze da aprire al posto del laboratorio analisi?
Roma, 18 settembre 2024
La Asl starebbe per trasferire il servizio per le tossicodipendenze da sostanze legali e illegali all’ex condotta medica. Questo è l’inquietante passaparola che circola da qualche giorno per le strade del quartiere di Settebagni, periferia del III Municipio. E non arriva da fonti di gossip abituali, ma da ambienti solitamente molto riservati.
Al contrario di quanto asserito fin qui, il centro prelievi non solo non verrebbe implementato, come promesso ed auspicato con servizi sanitari mirati alla popolazione più anziana, in modo da renderla in massima parte autonoma dalla dipendenza dalle famiglie per gli spostamenti, ma verrebbe sostituito con un altro servizio sanitario, mai richiesto dalla popolazione.
Ovvero, al suo posto verrebbe catapultato sul territorio un Serd, Servizio per le dipendenze, che da pochi mesi ha preso il posto del più conosciuto servizio Sert, servizio per le tossicodipendenze.Cambia poco in realtà, sono state incluse tra le dipendenze trattate anche quelle generate dall’utilizzo di sostanze legali, tipo alcool o farmaci. Francamente, un servizio nemmeno necessario, dato che Settebagni e Castel Giubileo sono due quartieri, diretto bacino di utenza dell’ambulatorio della Marcigliana, in cui tutti conoscono tutti e si sa quanti possano essere i probabili utenti del servizio. Pochi, da contare sulle punte delle dita.
Il Comitato di Quartiere di Settebagni si è prontamente attivato ma per le vie brevi nessuno sembra saperne nulla, a partire dai referenti Municipali, che hanno detto al cdq di doversi informare in merito, prima di poter rispondere.
“Nessuno ci ha informato di nulla. Se fosse vero che la Regione abbia deciso senza nemmeno l’avallo del municipio sarebbe grave. Siamo al fianco del comitato di quartiere per tutte le iniziative che si renderanno necessarie” dichiara il consigliere comunale Riccardo Corbucci, presidente della Commissione Roma Capitale, statuto e innovazione tecnologica, raggiunto telefonicamente questa mattina.
Ma ricostruiamo un po’ di storia di quartiere e dell’ambulatorio di Salita della Marcigliana, con le finestre che danno direttamente sulla riserva della Marcigliana, con la sua distesa di Ulivi e sul Castello del Duca Grazioli, un angolo di bellezza e tranquillità incontaminata di cui gli abitanti vanno fieri.
I residenti nel corso degli anni si sono trovati varie volte a difendere l’avamposto sanitario pubblico dai tagli di bilancio e dal cambio di servizi. Presidio di vitale importanza per un quartiere che non ha collegamenti pubblici con il resto dei servizi locali – manca infatti un bus che porti in direzione degli ambulatori della Asl RM1, collocati principalmente in via Dina Galli a Vigne Nuove e a via Lampedusa, zona piazzale Adriatico ma anche con la realizzanda Casa della salute di via paolo Monelli a Bufalotta. Il progetto di una casa della salute, che andasse ad ampliare i servizi offerti nella ex condotta medica – quindi un presidio sanitario pubblico sul posto è presente da sempre – che è anche sede di una postazione di ares 118 giudicata strategica per via della vicinanza con l’autostrada e il Gra – è svanito, a seguito della decisione di ridimensionare il progetto, che allo stato sembrerebbe prevedere solo l’impianto di via Monelli, per altro già in sostituzione del servizio eliminato in via Rovani, dove la Asl era affittuaria. La popolazione di Settebagni era già stata penalizzata all’epoca dell’emergenza Covid, con l’ambulatorio analisi riconvertito fino a fine necessità – a centro per l’effettuazione tamponi Covid, data la posizione isolata rispetto ad altre strutture presenti in situazioni più densamente popolate – e fatta digerire ai residenti con la futura implementazione dei servizi a parziale ristoro per il sacrificio subito.
Con l’emergenza Covid dichiarata cessata a livello mondiale, Il locale comitato di quartiere ha più volte sollecitato la riapertura, tramite invio di pec, ottenendo delle risposte rassicuranti sulla prossima riattivazione del servizio, “a settembre”, come riportato dall’ultima comunicazione ricevuta.
Poi come un fulmine a ciel sereno, il chicchiericio insistente sulla natura dei lavori di ristrutturazione, che sono effettivamente iniziati nei locali di Salita della marcigliana.
Il direttivo del Cdq Settebagni,memore che ogni tempesta nasce da piccoli venti che all’inizio sembrano innocui, e stante la mancanza di conoscenza dei particolari della riapertura, ha messo in campo ogni iniziativa utile per ottenere in forma scritta risposte chiarificatorie in merito alle intenzioni di Asl, Municipio e Regione. Solite voci di corridoio, nei locali municipali, danno per finalmente risolto il problema di dove piazzare il Serd, che come si è capito nessuno vuole sotto casa, chi lo ha avuto sa bene cosa rappresenti in termini di degrado, senza però dire dove verrà posizionato. Il piu lontano possibile da piazza Sempione? In una zona talmente lontana, ai confini del territorio, da dove le proteste potrebbero giungere senza dare troppo fastidio? Magari poco collegata, cosi da limitare la possibilità che giungano in massa gli anziani manfestanti, colpiti dalla paventata sostituzione del servizio? Se poi a pagare il prezzo di una prestazione che va comunque offerta in qualche modo, sarà quella stessa comunità che lamenta scarsi collegamenti pubblici per raggiungere i servizi che non ha sul posto e difende a spada tratta l’unico bene pubblico che aveva, attribuendogli un significato profondo di dignità, nonchè insegna irrinunciabile di civiltà, che nel corso degli anni si è dovuta difendere da tentativi di risolvere i problemi dei “salotti buoni” trasformando il quartiere – piccolo e periferico ma dignitoso – in un tappeto sotto cui gettare la polvere dei quartieri bene, è una questione di poco conto. Elettoralmente parlando non sarebbe una gran perdita. Ubi Maior Minor Cessat..
[ROMA] Si è conclusa il 15 settembre a Talenti la Festa de l’Unità “Talenti Democratici”, organizzata dal Circolo del Partito Democratico Talenti presso l’area verde all’angolo tra via Corrado Alvaro e via Renato Fucini, accanto alla chiesa di San Mattia.
Sono stati tre giorni di dibattiti, incontri pubblici e momenti di musica e spettacolo che hanno visto una buona presenza del pubblico più attento al ruolo di una cittadinanza attiva nella società civile nazionale, romana e municipale. Tra i dibattiti che hanno scandito le tre giornate, particolarmente sentito è stato quello sul tema “Il futuro del Terzo Municipio: partecipazione, condivisione e trasparenza”.
Alla presenza del consigliere capitolino del PD Riccardo Corbucci e introdotti dalla nostra Luciana Miocchi sono intervenuti il presidente del Consiglio municipale Filippo Maria Laguzzi, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Dario Quattromani, i consiglieri del Partito Democratico Federica Rampini, Giancarlo Cesarei, Antonio Comito, Nicoletta Funghi e la consigliera M5S Marina Battisti. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Il Consiglio del Terzo Municipio ha approvato all’unanimità un atto presentato dalla capogruppo di Italia Viva, Marta Marziali, con cui auspica che il Presidente del Municpio III e la Giunta tutta pongano in essere ogni atto e procedura necessari all’intitolazione di uno spazio di pertinenza municipale o ad apporre una targa o a intitolare un’area verde ad Aleksej Navalny, politico, attivista e blogger, noto oppositore di Putin, morto giorni fa in circostanze ancora da accertare in una colonia penale siberiana dove era detenuto da tre anni in isolamento dopo una condanna per aver manifestato le sue idee politiche in opposizione al leader russo.
L’intitolazione vuole onorarne la sua memoria in modo che possa rappresentare un esempio di consapevolezza delle proprie azioni in ottica della difesa della libera espressione del pensiero e delle idee. A cura di Alessandro Pino
Amara sorpresa per i pendolari utenti della FM1 e delle altre ferrovie metropolitane, questa mattina, 13 settembre 2023, quando già nelle stazioni per prendere l’abituale corsa si sono visti cancellare dai tabelloni centinaia di corse, senza nemmeno l’istituzione di navette sostitutive. L’unico a darne notizia, senza preavviso alcuno, il sito di Fs, su cui è stato caricato un pdf contenente le indicazioni dei treni cancellati, tutti regionali, per una non meglio specificata “riprogrammazione del servizio commerciale per i treni regionali”. Rimane cura degli utenti attivarsi a cercare – con il numero di treno, perchè sono indicate solo le stazioni di partenza e di arrivo – la corsa desiderata, come in una caccia al tesoro rivisitata. Le soppressioni arrivano per alcuni fino al 15 settembre, per altri fino al 1 ottobre: https://www.trenitalia.com/content/dam/tcom/it/notizie-infomobilit%C3%A0/allegati/13%20sett.%20Provv.Lazio%20rev%202.pdfhttps://www.trenitalia.com/it/informazioni/Infomobilita/notizie-infomobilita.html
Fs ha ritenuto sufficiente questo tipo di comunicazione, nè esistono – incredibilmente – protocolli per cui avrebbe dovuto inviare comunicazione di quanto deciso né al Campidoglio né ad Atac in modo che venissero prese le opportune misure ma questo rappresenta una falla di comunicazione nel l sistema del trasporto pubblico integrato capitolino – oltre che un pesante disservizio per quello regionale – essendo peraltro un servizio ricompreso nel bit per le stazioni fs ricadenti nel Comune di Roma. Rimane il forte malcontento tra i pendolari, dalla regione, dall’area metropolitana e da quella comunale, sia per la concomitanza dell’inizio del nuovo anno scolastico, sia per le note vicende dell’istituenda nuova ZTL: sembra quasi che Roma non voglia o non sappia più difendere gli abitanti, suoi e dell’hinterland, come fossero un peso eccessivo da gestire, ben venuto soltanto a chi abita dentro le mura aureliane o poco più e ai turisti che spendono e frequentano le case vacanza a ridosso della città storica. E’ davvero questo lo scenario prossimo futuro? Una città per l’elite che può spendere per auto elettriche o affitti in centro, tutti gli altri scoraggiati dal sapere quando si esce di casa ma non quando si arriva? Si attendono nelle prossime ore almeno delle prese di posizione di circostanza.
Simona Foroni è una madre disperata: al dieci di agosto non ha ancora trovato una sistemazione scolastica pubblica per la sua primogenita. Sua figlia è una ragazza che nell’anno scolastico 2022/2023 aveva chiesto di frequentare la prima classe del liceo classico Orazio a Talenti ma già a dicembre si era resa conto di aver sbagliato scelta e di volersi iscrivere a un Liceo delle Scienze Umane. A gennaio, constatata l’impossibilità di inserirla in una scuola pubblica, la Signora Foroni, pur di non far perdere l’anno alla figlia, con molti sacrifici l’ha iscritta ad un liceo delle scienze umane paritario, con il proponimento di trasferirla ad un Istituto pubblico dall’anno scolastico 2023/2024. Non è un evento così raro, quello di cambiare idea sul proprio percorso scolastico: può capitare a tutti, specialmente a quell’età, di rendersi conto di volere o potere fare altro da grandi e la legge, proprio per questo, prevede la possibilità di mutare il percorso di studi: in fondo, 14 anni sono pochi e un errore non deve essere una condanna.
Questo sulla carta, perché la realtà è ben diversa ed il problema legato ai cambi di indirizzo scolastico è drammaticamente attuale, tanto che il 9 agosto la dott.ssa Cristina Costarelli, dirigente del Liceo “Newton” e presidente dell’associazione nazionale presidi del Lazio ha rilasciato un’intervista al Tg3 – che ha mandato in onda un servizio sul numero di famiglie che sono ancora sospese, in attesa di un’accettazione in un’altra scuola per i propri figli, dopo un anno passato a cercare chi accettasse i “pentiti del primo anno” – ha risposto, tra le altre cose, al giornalista in studio “che cambiare indirizzo durante i primi due anni – e dopo diventa inutile, arrivati al terzo ndr – è estremamente difficile soprattutto per alcuni tipi di scuola superiore molto richiesti, come il liceo delle Scienze Umane ma che una soluzione si trova per tutti”.
Infatti, fino ai 16 anni si tratta di scuola dell’obbligo e lo Stato deve garantire la frequenza agli studenti, che altrimenti andrebbero incontro alla mancata ottemperanza all’obbligo scolastico, con conseguenze civili e penali per i genitori. Ma la risposta non si può sintetizzare in “se gli indirizzi frutto della nuova scelta, sia pur tardiva, sono pieni, rivolgetevi a quelli meno richiesti”. Siamo già davanti a dei ragazzini che stanno cercando una nuova via dopo una delusione, spesso condita da senso di inadeguatezza e fallimento, in un momento della vita in cui tutto si dovrebbe provare tranne lo spleen dell’è già troppo tardi. In queste condizioni, proseguire gli studi in una direzione non voluta e accettata come ripiego può aprire le porte alla dispersione scolastica e a un rapporto problematico con l’autorità scolastica e in futuro con la società, una società in cui non c’è posto per gli indecisi, per chi non ce la fa, per chi rimane indietro e ha semplicemente bisogno di essere sostenuto nel recuperare un errore di valutazione.
Racconta la Signora Foroni che nel suo contattare le segreterie scolastiche delle diverse scuole pubbliche alla ricerca di un posto per la figlia, tutte hanno risposto che «in corso d anno non prendiamo più nessuno, ci ricontatti a giugno per il passaggio al secondo anno». Aggiunge ancora «Così sono stata costretta a farle proseguire il secondo quadrimestre ad una scuola parificata che mi è costata più di uno stipendio – e mantengo mia figlia da sola -. Da giugno che scrivo email, ho chiamato tutti i licei di scienze umane di Roma e dico tutti, spingendomi fino a Monterotondo e la risposta è sempre che non ci sono posti. Ora mi chiedo ma e possibile? Dove mando mia figlia a scuola… scuola dell’obbligo, una privata non me la posso permettere, non so davvero come fare e la scuola sta per cominciare».
Davvero non c’è posto, a scuola e nel mondo, per una ragazzina che ha sbagliato non la scelta di una maglietta ma di un qualcosa che influenzerà la sua vita nell’immediato futuro o si cerca soltanto di non creare un precedente, immaginando orde di liceali dell’obbligo che interferiscono con l’equilibrio raggiunto a stento con le preiscrizioni? E se è vero che la Signora è stata contattata dall’ufficio scolastico regionale che le ha promesso quanto meno di interessarsi è altrettanto vero, come ribadito dal funzionario, che la decisione finale è e rimane del dirigente scolastico.
Intanto manca poco meno di un mese al suono della campanella che annuncia il primo giorno di scuola per gli studenti del Lazio. Speriamo trovino tutti accoglienza e il posto desiderato.
A Montesacro due nomi illustri del Pd entrano nella dirigenza regionale E il presidente del Consiglio batte in preferenze il presidente del Municipio
Nel Municipio di Roma Montesacro le Primarie Pd per la presidenza del partito nel Lazio hanno avuto un larghissimo seguito e hanno fatto registrare il primato per le preferenze di Filippo Laguzzi, presidente del Consiglio Municipale, sostenitore della lista “Rete Democratica”, che è risultata essere la prima per raccolta di consensi nel Lazio e a Roma nel congresso Pd Lazio, a sostegno del candidato Daniele Leodori (le altre sono “con Daniele Leodori”, “Lazio Democratico”. “a Sinistra” e “uniti a sinistra per la costituente”) che ha raccolto il 95% delle preferenze. Anche il presidente del III Municipio Paolo Emilio Marchionne, candidato al Congresso del Lazio è stato eletto, nella lista “Lazio Democratico”, sempre a sostegno di Leodori, confermando così la rilevanza politica del territorio quale serbatoio di energie e tradizioni democratiche e anche un certo scoppiettante gusto per la competizione dialettica, senza mai mancato di rispetto. A votare, circa cinquantamila persone in tutta la regione, tra iscritti al partito e non, nella tornata di domenica 18 giugno. Un numero che a seconda della parte interessata viene descritto come ragguardevole, tenendo conto che non si trattava di scegliere candidati alle elezioni amministrative o politiche ma organismi interni, oppure come flop, allungando in questo modo ombre sulla veridicità della volontà espressa in merito alla massa potenziale degli elettori del pd. Vero è che nel 2018 i votanti e paganti i due euro di contributo furono circa 60.000 ma è altrettanto da considerare sia il giorno, una delle prime domeniche con il sole splendente dopo quasi quattro mesi di pioggia e – soprattutto – il particolare momento attraversato dal Pd, con una dirigenza che sembra già aver terminato l’idillio con la Presidente, considerata e spesso sorpresa a coltivare ottime relazioni con i 5 stelle a scapito degli interessi del partito che dovrebbe guidare. Alla Schlein infatti, una buona fetta di praticanti contesta di non dissociarsi dalle espressioni più pittoresche del movimento e meno sostenute dalla base e soprattutto, di lasciare campo libero ai pentastellati di intestarsi battaglie da sempre considerate istituzionali nel partito, senza colpo ferire e parola aggiungere. In aperta contestazione con la linea tenuta fin qui, infatti, l’ex Assessore alla sanità regionale, Alessio D’Amato uomo forte del partito durante la pandemia e candidato scelto con le primarie e sconfitto nella corsa alla regione dall’attuale presidenza di centro destra, Francesco Rocca, si è dimesso dal congresso nazionale. E nemmeno l’appena eletta dirigenza nazionale sembra fatta per riprendere in mano le redini di un partito sin troppo diviso: a voler dar retta a quanto riportato dal tg3 delle 14, Angelucci avrebbe affermato di essere pronto per fare una “dura opposizione”, mentre il comunicato ripassato dall’ansa ha toni molto più diplomatici ma sempre severi, segno che probabilmente è arrivato il consiglio di smorzare i toni, per quanto possibile. L’unica cosa certa, al momento, è che il neo eletto segretario regionale avrá il suo bel da fare per cercare di non farsi esplodere la dirigenza regionale del partito tra le mani.
A seguito della grave alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna, i cui esiti catastrofici hanno portato a richiedere i fondi europei per gli stati di calamità, il consigliere del gruppo misto del III Municipio, Fabrizio Bevilacqua ha protocollato una mozione d’impegno, firmata da buona parte dei suoi colleghi sia di opposizione che di maggioranza, che verrà discussa alla prossima seduta del consiglio municipale, affinchè le forze politiche, “dando esempio di eticità e intervento fattivo, non solo per proclami” come dichiara lo stesso consigliere, acconsentano a donare il 2 per mille del gettito fiscale spettante a maggio 2023 alla ricostruzione dei territori flagellati dal maltempo
[ROMA] La campagna elettorale per le Regionali del Lazio in programma per i prossimi 12 e 13 febbraio volge alle battute conclusive.
Il territorio del Terzo Municipio ha visto svolgersi incontri tra gli elettori e i candidati tra i vari schieramenti; per il Movimento 5 Stelle uno dei più recenti è stato quello organizzato al Nuovo Salario da Giuliano Pacetti, ex capogruppo pentastellato in Campidoglio e candidato in Consiglio regionale.
Sanità, trasporti e ambiente al centro del suo intervento: “Il diritto ad una sanità pubblica accessibile per tutti, investimenti nei trasporti e difesa dell’ambiente con il ‘no’ all’inceneritore. Sono queste le priorità che il Movimento 5 Stelle con Donatella Bianchi candidata presidente intende portare avanti in Regione Lazio. I cittadini hanno bisogno di risposte concrete e di soluzioni efficaci ai tanti problemi di tutti i giorni. Dobbiamo rendere le istituzioni più vicine e far si che le persone ritrovino la fiducia in chi li rappresenta. Come candidato consigliere per me è una forte responsabilità potermi battere per questi diritti. Sono certo che insieme a tutti i cittadini che credono nella forza della comunità si possa fare la differenza e rendere questa Regione più vicina”. Spazio autogestito
Assestamento nella compagine di maggioranza che governa Montesacro: Giancarlo Cesarei, consigliere municipale e presidente della commissione Commercio, sicurezza e attivita’ produttive, eletto nella Lista Civica Gualtieri, si è tesserato per la prima volta al Partito democratico alla sezione del Nuovo Salario, quella dedicata a Giovanna Marturano. E’ quanto si legge in una nota. “Credo in una innovazione nel metodo politico in cui un giovane civico con idee e ambizioni non venga messo dietro qualcuno, ma abbia gli strumenti per incidere davvero, grazie all’esperienza messa a disposizione da chi crede veramente nel futuro e nel ricambio generazionale”, afferma Cesarei. “Sono tornato a credere – aggiunge – nella politica dopo aver vinto il bando Torno Subito 2019 della Regione Lazio, che mi ha permesso di avviare startup in Europa e di creare ecosistemi innovativi nel Terzo Settore. Ora ho deciso di entrare in un progetto politico ambizioso per poter essere portavoce di esigenze di giovani tecnici, studenti universitari e innovatori affinche’ a loro volta possano creare una societa’ che abbia fiducia nelle Istituzioni. Al congresso – afferma – sosterro’ Stefano Bonaccini perche’ ha deciso di puntare sul ricambio generazionale e sull’innovazione politica, valorizzando le tante esperienze amministrative del centrosinistra che gia’ amministrano tante Regioni e tanti Comuni d’Italia. Continuero’ ovviamente a lavorare anche nel mio municipio, dove e’ assolutamente necessario rispondere alle tante esigenze del territorio”, conclude Cesarei.
[ANZIO / NETTUNO-RM] Anche sul litorale è in pieno svolgimento la campagna elettorale per le prossime Regionali. I Candidati di Fratelli d’Italia Marco Bertucci ed Emanuela Mari già il 14 gennaio erano intervenuti al Teatro Adriano di Roma, toccando l’importante tema della sanità. Bertucci se ne era occupato anche alla fine dello scorso anno per gli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno chiedendo alla Asl la motivazione dei disagi sui ricoveri. In occasione dell’apertura della campagna elettorale ha sottolineato nuovamente i disagi esistenti nei pronto soccorso e la mancanza dei posti letto. «Ne vale la dignità della persona ancor prima di ogni scelta politica» ha detto Bertucci soffermandosi sull’importanza delle specializzazioni ospedaliere e la rivalorizzazione dei medici di famiglia.
[ROMA] La campagna elettorale per le Regionali 2023 che si svolgeranno a febbraio è entrata nel vivo e i principali candidati dei vari schieramenti fanno tappa anche nel territorio del Terzo Municipio: la bella cornice della scuola di musica e ballo “Insieme per Fare” a via Pelagosa-zona Conca d’Oro- ha ospitato un incontro con Marta Bonafoni e Simone Lupi della Lista Civica D’Amato. I due candidati- lei capolista- sono stati presentati dall’assessore municipale all’Ambiente Matteo Zocchi mentre in sala era presente l’ex presidente del Municipio Giovanni Caudo, attualmente consigliere capitolino.
Nel loro conciso intervento hanno puntato il dito contro il pericolo dell’astensionismo del loro elettorato di riferimento e il “cattivo umore” verso la politica.
Ma appunto, perché un certo elettorato di centrosinistra scettico e disaffezionato dovrebbe andare a votare?
Risponde per prima Marta Bonafoni: «Intanto perché è un esercizio democratico che ti dà il potere, quello sano, di decidere ti anziché di fare decidere altri per te e poi perché sarebbe un passo indietro clamorosamente sbagliato e deleterio per Roma e per il Terzo Municipio affidare il governo della Regione a destra quando ci sono 18 miliardi di investimenti già pronti per arrivare sui territori e raccontare una società più giusta e la giustizia contro l’ingiustizia ambientale e contro l’ingiustizia sociale»
Le fa eco Simone Lupi: «Per tre motivi semplici: per continuare l’opera di buongoverno della Regione; per far sì che non ci sia questa destra al governo della Regione che può solo smontare quanto di buono siamo riusciti a fare in questi anni; perché potrebbe essere una iattura per tutte quelle amministrazioni locali che hanno avuto grazie al governo della Regione da parte del centrosinistra le giuste opportunità per risollevare le proprie comunità; su questo dobbiamo puntare per portare più gente possibile a votare e votare per noi».
Pensando al dopo elezioni, Bonafoni si pone un risultato: «Piena applicazione della Legge 194 (quella sull’aborto, ndr) nella nostra Regione, per me sarebbe un grande obiettivo raggiunto».
[ROMA] Torna a tenere banco la cosiddetta mala movida che agita le notti dei residenti di Monte Sacro e Città Giardino.
A riportare alla ribalta l’argomento sono stati consiglieri del Partito Democratico in Terzo Municipio Filippo Maria Laguzzi, Nicoletta Funghi e Federica Rampini che hanno dichiarato in una nota: “Siamo preoccupati e testimoni anche noi per quanto denunciato nuovamente dai residenti di Monte Sacro-Città Giardino: schiamazzi, risse, canti e baldoria fino alle quattro di notte. É la conseguenza – proseguono i consiglieri – dell’aumento di locali che ospitano giovani che fanno chiasso fino a tarda notte nell’area di Città Giardino Aniene, quartiere che nasce con vocazione residenziale, ma che negli ultimi dieci anni ha perso questa caratteristica. Gia da prima della pandemia le attività notturne non consentivano più una vita serena per i residenti che sempre più spesso si sono trovati a denunciare un peggioramento della qualità della vita e la violazione del diritto al sonno e al riposo.
Le zone più colpite – spiegano Laguzzi, Funghi e Rampini – sono piazza Sempione, le scalinate della chiesa Santi Angeli Custodi, piazza Menenio Agrippa sino a viale Gottardo, via Cimone e anche il parco Caio Sicinio Belluto”.
“Siamo purtroppo consapevoli -sottolineano i consiglieri del Partito democratico nella nota – che la richiesta avanzata dal Consiglio Municipale nel luglio scorso per il blocco delle licenze non solo é un intervento tardivo, ma anche non efficace nel regolamentare l’attivita notturna preesistente. Chiediamo che il presidente del Municipio Roma III Paolo Emilio Marchionne si faccia promotore di ogni iniziativa utile per affrontare questo problema, anche interloquendo direttamente con l’assessora al commercio e con il sindaco per inserire Città Giardino e Montesacro in tutte le ordinanze che già coinvolgono altre zone della città. Per troppo tempo non lo si è fatto e hanno ragione i residenti ad essersi rivolti direttamente al Sindaco”.
[ROMA] La rete degli idranti presente sul territorio del Terzo Municipio verrà potenziata, permettendo interventi più efficaci contro gli incendi: è quanto prevede una proposta di Ordine del Giorno approvata all’unanimità dal Consiglio del Terzo Municipio nei giorni scorsi.
Con essa si chiede al Sindaco ed agli Assessori competenti, di concerto con i i dipartimenti interessati, di riservare attenzione ad alcune aree in particolare-segnalate dalle associazioni di Protezione Civile operanti sul territorio del Terzo Municipio- per quanto riguarda la revisione ed il potenziamento degli idranti presenti, nella prospettiva del lavoro propedeutico all’impegno dei fondi stanziati da Roma Capitale.
Le aree segnalate sono via Carmelo Bene all’altezza della rotatoria, via Monte Nevoso in prossimità dell’ingresso della Riserva Valle dell’Aniene), via della Marcigliana in prossimità della stazione elettrica della Terna, via Antamoro in prossimità del parco omonimo, la stazione Nuovo Salario in prossimità delle aree verdi, via Edoardo Garbin in prossimità del Parco della Torricella.
Soddisfazione è stata espressa dalla consigliera municipale di Italia Viva, Marta Marziali, che ha presentato l’atto, assieme a Francesca Leoncini e Valerio Casini, consiglieri capitolini dello stesso partito. A cura di Alessandro Pino
[ROMA] Viene dalla consigliera di Fratelli d’Italia in Terzo Municipio, Giordana Petrella, presidente della Commissione municipale trasparenza, garanzia e controllo, un attacco al presidente del Terzo Municipio, Paolo Emilio Marchionne.
Dichiara Petrella in una nota stampa diffusa il 2 agosto: “Continua l’incapacità della maggioranza del Municipio III e del Presidente Marchionne che dopo non aver convocato la seduta di Consiglio e dopo la mancata apertura di ieri della Commissione Trasparenza, Controllo e Garanzia per assenza del personale, oggi non riesce ad avviare neanche la commissione Scuola, Sport e Cultura per mancata lavorazione della convocazione. Inoltre lo scorso 20 luglio il Presidente Marchionne convocava i presidenti di commissione, ad eccezione dell’unica presidente delle opposizioni. Non si comprende più, a questo punto, se è solo incapacità di amministrare o se c’è anche una volontà politica ad excludendum i consiglieri di opposizione. É sempre più necessario l’intervento del Campidoglio per poter garantire il lavoro istituzionale di tutti”.
L’estate più afosa da venti anni a questa parte. E i tanto attesi soggiorni diurni al mare, per gli anziani del III Municipio, al contrario del resto dei municipi romani, non sono ancora partiti. Una situazione in cui normalmente, l’opposizione potrebbe sguazzare, accusando la maggioranza di ogni nefandezza possibile. Invece la critica che muove Fabrizio Bevilacqua, consigliere formalmente ancora nel gruppo misto ma decano dei consiglieri e sempre a destra, è ben diversa e colpisce la generalità della politica territoriale.
«La perdita di autorevolezza da parte della politica ha portato a questo. Nasce tutto da uno scontro in commissione con gli uffici. La p.o. dell’ufficio, durante una seduta, ha detto che la colpa del fatto che non sono partiti i soggiorni estivi per gli anziani è da ascriversi alla mancanza di personale. Non ne hanno a sufficienza. Io questo non l’accetto sotto l’aspetto pratico. Riconosco il lavoro fatto dall’assessora ai servizi sociali Maria Romano, fino all’ultimo, perché ci sono le lettere di febbraio, di marzo, di giugno, con cui lei chiedeva di provvedere immediatamente. É poi la parte tecnica del municipio, gli uffici, che trova il modo per farlo a norma di legge, nei tempi dovuti. Non lo hanno fatto perché hanno detto di avere troppo lavoro da fare e hanno dovuto lasciare indietro qualcosa.
Hanno ammesso candidamente che c’era una volontà da parte loro di non farli perché gli mancava il personale, hanno scelto loro cosa non fare. La parte amministrativa si è arroga di poter fare le scelte di indirizzo – che spettano alla parte politica – perché quando in commissione un dipendente, seppur p.o, si permette di dire “la colpa è vostra perché anche se l’assessore sono sei mesi che manda lettere noi non l’abbiamo fatto perché non abbiamo personale e qualcosa va lasciato, perché non posso far tutto”, allora significa che hai scelto tu, al posto della politica, cosa fare e cosa non fare.
Se volessi essere polemico avrei potuto dire che però il tempo per fare le assegnazioni dirette per i bandi di natale hanno trovato ma per i centri anziani no. Per arrivare al punto che nella famosa commissione prendiamo atto che è successo questo, mi avveleno, in maggioranza tutti pippa, l’assessora ha riconosciuto che il problema è grave, non si può non fare i centri diurni.
Ho chiesto la question time in aula e l’assessora Romano è venuta a rispondere, dopo aver parlato con Zagari il direttore dei servizi sociali a mezzi con un altro municipio – prima assurdità – a cui poi non è stato rinnovato l’interim, fatalità, dopo il polverone alzato. Lui, dopo aver preso atto di questo problema, ha spostato una dipendente da un altro servizio e l’ha messa a lavorare sulla manifestazione di interesse alle società che portano a spasso gli anziani. Pare che l’atto sia stato fatto in una settimana, dopodichè si aspettano le trafile burocratiche. Me ne sbatto di aver ragione, me ne sbatto di tutto, l’unico risultato che voglio è che i vecchietti possano andare al mare. Anche in ritardo. Hanno preso l’impegno che avrebbero fatto tutto in tempi brevi, contando di far partire tutto entro il 15, 20 luglio. Comunque, i prezzi sono decisamente superiori a quelli che ci sarebbero stati dal 1 al 20.
La grave colpa che attribuisco a questa maggioranza è che ha accettato supinamente di avere un direttore dei servizi sociali, un responsabile apicale, della quattordicesima città italiana per estensione (paragone con l’ampiezza territoriale del Municipio ndr) part time con un altro Municipio. In termini amministrativi non può essere! Significa sminuire il Municipio, significa che non ti importa più di tanto dei servizi sociali e della scuola, che sono l’aspetto portante di questo ente locale, quando tre quarti del bilancio del Municipio è speso su queste due voci. Io capisco che ci sono le “imposizioni” ma fare così… e lo dico per il bene che voglio a questo territorio, credetemi. Io non ce l’ho con l’assessora Romano, che ha fatto l’impossibile, il problema è che si è creata questa spaccatura interna con gli uffici, dichiarata in commissione, sentita da tutti. Il dramma vero è che siamo intervenuti in due, uno di maggioranza e uno di opposizione, contro questa esternazione da parte degli uffici. Due su venticinque! La sudditanza psicologica nei confronti degli uffici, ma andiamo. Perché, altra domanda che ho fatto in commissione, in sei mesi dopo tutto quelle lettere della Romano, non si è trovato tempo e personale per farlo? Poi dopo che la questione è uscita per mezzo dell’opposizione, in quarantotto ore fanno l’istruttoria e garantiscono che in ritardo ma i centri partiranno? Conosco la serietà della persona che ha garantito e non dubito delle sue parole ma comunque sa che abbiamo creato un danno. Quelli sono fondi, quarantamila euro, che sono stabiliti e stanno fermi li dentro. Se partivano regolarmente dal primo luglio al 15 di agosto ci mandavi 200 persone, come l’anno scorso. Se parti il 30 luglio e devi coprire anche la fascia di ferragosto per mettere una toppa, il problema è che ce ne mandi non più p200 ma cinquanta, sessanta. Perché i prezzi cambiano. Aumentano. Al dieci di agosto, al prezzo di uno ce ne mandavi tre. Ecco perché si fanno a luglio, perché con gli stabilimenti balnerari riesci a fare un accordo diverso.
Gli uffici hanno dimostrato, in questo caso, di giocare sulla pelle degli anziani. Io ho visto le lettere di sollecito della Romano, di sei mesi e non sono riusciti a fare nulla, ora in fretta e furia ci riescono? In altri tempi, quando la politica aveva un senso, a fare politica cerano persone serie. Un conto erano gli scontri che potevi avere con Giamberardino stesso (presidente del municipio degli anni 90) e gente che comunque lontano da me, i Fratini, i Palumbo (ex consiglieri di sinistra) che potevamo essere distanti ma su alcune cose, fermi. Poi entrava in campo la politica. Se avessi beccato loro a fare una stupidaggine di questo tipo, sa le teste che rotolavano? Oggi ti “ si sa”. Non lo posso concepire. Gli anziani aspettano per una anno di passare una giornata decente, gente che sta da sola, come fai a dire ormai è successo, come se non fosse successo niente? Prima o poi lo dovranno capire no?».
[ROMA] Verrà firmato il 4 luglio nella nella Sala Consiglio del Municipio III a piazza Sempione il primo patto educativo di comunità territoriale.
Si tratta di una iniziativa che accomuna realtà educative, scolastiche, della formazione, culturali e sociali attive nel Terzo Municipio assieme alle istituzioni locali, per combattere la povertà educativa e la dispersione scolastica, attraverso un metodo per pianificare le politiche educative in modo condiviso e partecipato. Ha inoltre la finalità di delineare una cornice comune per le tante esperienze che intorno alle Scuole stanno sperimentando soluzioni e percorsi strutturati per dare concretezza ai principi di eguaglianza delle opportunità, affinché le nuove generazioni abbiano davanti a sé tutte le possibilità aperte, al di là delle condizioni socioeconomiche di partenza dei singoli. In questo senso, il Patto di territorio può accogliere e integrare tutti i Patti educativi di Comunità che si sono composti intorno a singoli Istituti Scolastici o progetti di contrasto alla Povertà educativa.
Dichiara al riguardo l’assessore municipale alla Politiche Educative e Scolastiche, Paola Ilari: «Lo avevamo scritto nelle linee programmatiche, abbiamo lavorato per mesi ad ascoltare ed incontrare tutto il mondo della scuola (dirigenti,docenti, studenti, rappresentanti dei genitori,le parrocchie,le associazioni del territorio , abbiamo voluto lavorare a tenere unita in rete la comunicazione educante per lavorare insieme ed investire su progetti per le ragazze e i ragazzi,le bambine e i bambini che hanno bisogno di essere ascoltati,due anni difficilissimi per tutti ma per loro ancora di più.Necessario monitorare la dispersione scolastica, necessario dare loro la possibilità di incontrarsi e socializzare al di fuori delle attività scolastiche,il prossimo step sarà lavorare a scuole aperte,il Sindaco Gualtieri e assessora Pratelli hanno messo in campo 900mil per 60scuole di Roma.Noi abbiamo voluto lavorare a stringere un patto per camminare insieme e non lasciare nessuno indietro». La firma del patto è prevista per le ore 17. A cura di Alessandro Pino