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L’ordinanza antialcol a Monte Sacro scontenta tutti – di Alessandro Pino

24 Giu

Polemiche per l’esclusione dai controlli di locali e strade adiacenti a quelli sottoposti al provvedimento

Vivaci polemiche per l’entrata in vigore a Monte Sacro della cosiddetta ordinanza antialcol del Comune di Roma: vietata dalle 22 alle 7 del mattino la vendita da asporto di alcolici (anche attraverso distributori automatici) e il loro consumo per strada se contenuti in vetro, divieto rafforzato dopo le 24 (no al antialcolconsumo in strada di alcolici con qualunque contenitore) e ancor più dopo le due di notte (proibita anche la somministrazione). Il provvedimento era stato preso anche per dare ascolto alla voce di numerosi residenti di Città Giardino che avevano raccolto oltre mille firme con cui sottoscrivevano un ordine del giorno di iniziativa popolare approvato dal Municipio e sarebbe stato deterrente anche contro gli schiamazzi di una movida distorta: il condizionale è d’obbligo perché a un rapido esame dell’ordinanza si è scoperto che esclude alcune strade del quartiere – come viale Gottardo – adiacenti a quelle sottoposte al divieto e nelle quali esistono numerosi locali pubblici, di fatto vanificando lo scopo prefissato e creando una disparità tra esercizi soggetti o meno alla norma pur distando pochi metri tra loro. Il presidente del Consiglio Municipale, Riccardo Corbucci, in una nota firmata assieme ad altri consiglieri ha parlato di “svista talmente grave, da sembrare persino volontaria”. Dal Campidoglio è arrivata la promessa di controlli accurati anche sulle strade rimaste escluse insieme a una precisazione degli uffici preposti che lascia perplessi: “…le rappresento che l’assessore competente, Marta Leonori, a cui era stata segnalata la mancata inclusione di alcune vie segnalate, tra gli altri, anche da molti cittadini della zona, ha riferito che l’esclusione dall’ordinanza di cui trattasi delle vie di cui trattasi è stata determinata dalla mancanza di adeguata documentazione da parte della Polizia Locale  – si legge nella risposta inviata a Corbucci e da questi riportata in rete – che, anzi, ha escluso che nella zona ci fossero riscontri dei fenomeni segnalati”. Rimane il dubbio su come si possa far rispettare una ordinanza in un dato luogo se essa in effetti non lo riguarda.

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Arrivano le streghe alla biblioteca “Casa dei Bimbi” di Cinecittà Est – di Alessandro Pino

22 Giu

Il 23 giugno una serata per riscoprire, genitori e figli, le antiche tradizioni romane

Dici “notte delle streghe” e pensi alla ricorrenza un po’ artificiosa – almeno da noi – di Halloween, ma in realtà a Roma i bambini temevano le malefiche vegliarde munite di scopa parecchi secoli prima che l’usanza americana venisse imposta a suon di telefilm. Accadeva durante la vigilia della festa di San Giovanni del 24 giugno  quando secondo la tradizione le streghe giravano in caccia di anime; gli abitanti dei vari rioni dell’Urbe recandosi fino a San Giovanni in Laterano muniti di lanterne la sera del 23 perstreghe pregare (e fare scorpacciate di lumache), lasciavano allora sulla soglia di casa un po’ di sale grosso e uno scopino di saggina che le streghe curiose avrebbero perso tempo a contare, non avvedendosi del sorgere del sole – mortale per loro – e finendo così disintegrate. Per illustrare ai bambini di oggi e ai loro genitori le antiche tradizioni romane, la biblioteca pubblica “Casa dei Bimbi” di Cinecittà Est – si trova in via Libero Leonardi 153 – ha organizzato un’apertura straordinaria chiamandola appunto “Aspettando la notte delle streghe”: la sera del 23 giugno, dalle 19 e 30 fino alle 21 e 30 che vedrà la partecipazione della Accademia Romanesca e il goloso contributo della pasticceria Cinque Stelle. Chi è interessato a trascorrere in modo intelligente e divertente una sera di inizio estate e vuole altre informazioni può chiamare la biblioteca “Casa dei Bimbi” allo 06 45460381.

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I servizi per “Roma Chiama 88.100”: l’aeroporto di Fiumicino verso la normalità dopo l’incendio del 7 maggio – di Alessandro Pino

21 Giu

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All’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino la situazione sembra migliorata rispetto ai disagi e al caos lamentati nei giorni successivi al grande incendio dello scorso 7 maggio. La 20150617_145042conferma viene da un addetto di uno dei banchi informazioni della società Aeroporti di Roma presenti nello scalo: «Qualche ritardo ma niente di eccezionale, piano piano la situazione si sta normalizzando». Anche i passeggeri – per lo più turisti stranieri – intervistati per la  trasmissione radiofonica Roma Chiama 88.100, al più lamentano i “normali” ritardi – entro i  sessanta minuti circa – che possono affliggere le procedure di imbarco e sbarco ma niente di eccezionale. Se si esclude ancora un certo odore di  20150617_144335materiale bruciato percepibile nel terminal 1 – dove il personale che vi trascorre il turno di servizio indossa mascherine protettive – oltre alle scale mobili ferme per manutenzione e i teli in plastica bianca a coprire le aree danneggiate in riallestimento, c’è solo l’ordinaria confusione di un grande scalo internazionale.

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Terzo Municipio di Roma Capitale: “Festa delle Codine” per tanti piccoli amici che aspettano solo voi – di Alessandro Pino

15 Giu

La “Festa delle Codine” è una iniziativa che si tiene due volte l’anno (con una edizione estiva e una invernale) presso il Rifugio delle Code Felici, piccolo canile – ospita una cinquantina di DSC_0905animali salvati dalla strada – gestito dai volontari di una onlus che si trova da circa trent’anni nei pressi della zona oggi conosciuta come Porta di Roma, nel territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale. Lo scorso 14 giugno l’appuntamento si è ripetuto e la struttura ha accolto i visitatori con un ricco e variopinto buffet sia dolce che salato, intrattenimento e animazione specie per i più piccoli (si è esibito un prestigiatore mentre venivano svolte prove di tiro con l’arco e ad aria compressa), una esposizione di oggetti di artigianato e una pesca. Tutto questo ovviamente al fine di reperire fondi e materiali per il funzionamento DSC_0899 del Rifugio  -anche tramite adozioni a distanza – e farlo conoscere specialmente a chi non ha mai avuto il coraggio di andare in un canile, esperienza sempre toccante: seppure accudite con amorevole dedizione, si rimane immancabilmente colpiti vedere tante creature avvicinarsi alle reti DSC_0893quando passano i visitatori, alcune in modo festoso, altre in maniera più aggressiva  che fa immaginare cosa possano avere subìto in passato prima di arrivare al Rifugio. Ma i cani che probabilmente lasciano maggiormente il segno nel visitatore sono quelli più diffidenti, che se ne rimangono in disparte mentre gli altri cercano invece di farsi notare. Per chi vuole saperne di più ed eventualmente visitare il Rifugio delle Code Felici ci sono il sito http://www.codefelici.org e anche una pagina Facebook.

Alessandro Pino

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Tra i cittadini per “Roma Chiama 88.100” : che ne pensate di Mafia Capitale e…se Marino si dimettesse? – di Alessandro Pino

15 Giu

Romachiama copertinaChe cosa ne pensano i cittadini romani dell’ultima tornata di arresti – assolutamente bipartisan – relativa all’inchiesta sulla cosiddetta “Mafia Capitale”, calderone ribollente e maleodorante dal quale sta uscendo letteralmente di tutto? E cosa farebbero se il sindaco di Roma Ignazio Marino decidesse di dimettersi? E in tal caso chi vorrebbero sulla poltrona di primo cittadino della Capitale? Sono le domande poste in un servizio andato in onda durante una puntata di RomaChiama 88.100, trasmissione radiofonica di approfondimento sulle vicende politiche e di attualità capitoline condotta dal giornalista Enrico Pazzi. Ovviamente le interviste sono state effettuate senza un campionamento scientifico ma si è cercato comunque di rendere varia l’estrazione sociale e culturale degli intervistati al fine di rendere l’idea dell’aria che tira in città:  le risposte alla prima domanda erano abbastanza scontate, avendo espresso la maggioranza delle persone il proprio sdegno (“schifo” è stata la parola più usata, a voler esser precisi) per il disastroso panorama emerso dall’inchiesta e che in un certo modo era intuibile dai più ancor prima che fosse ufficializzato dalle carte giudiziarie. Del resto occorre considerare che nessuno o quasi esprimerebbe ai microfoni di una radio – seppure in forma anonima –  il proprio consenso nei confronti del sistema delinquenziale raffigurato dalle accuse. Dalla seconda domanda è emerso un ben scarso consenso nei confronti dell’attuale sindaco di Roma, visto che per la stragrande maggioranza le dimissioni di Ignazio Marino sarebbero un bene e più di qualcuno si è spinto a dichiarare che festeggerebbe, ma è doveroso ricordare che ci sono state delle elezioni e qualcuno lo avrà pur votato: sembra quasi quando si parla del festival di San Remo, che nessuno ammette di guardare ma alla fine è seguito da molti. La sorpresa vera è stata invece la popolarità raggiunta – piaccia o meno – da Matteo Salvini, indicato in più casi, tra cui quello di una intervistata dal chiaro accento dell’est Europa, come ideale successore di Marino: si tratta certo di fantapolitica, ma ascoltare che una parte del pubblico propone il segretario della Lega Nord come sindaco di Roma – circostanza semplicemente impensabile fino a poco tempo fa – dovrebbe indurre a una seria riflessione.

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Tartaruga Ohana: un guscio per i piccoli pazienti dell’Ospedale Bambino Gesù e le loro famiglie – di Alessandro Pino

10 Giu

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Si trova presso la Misericordia di Castel Giubileo nel Terzo Municipio di Roma Capitale

Per venire incontro alle necessità alloggiative di famiglie disagiate provenienti da fuori Roma e che hanno un bambino in trattamento in regime di day hospital presso l’Ospedale Pediatrico BambinoDSC_0509 Gesù è stata recentemente inaugurata una casa famiglia chiamata Tartaruga Ohana.  La struttura – il cui nome richiama l’idea di guscio protettivo unita alla traduzione di “famiglia” in lingua hawaiana –  si trova all’interno della Misericordia di Castel Giubileo, lungo la via Salaria nel territorio del Terzo Municipio di Roma Capitale e può alloggiare due nuclei familiari contemporaneamente, ognuno con  zona notte (per un totale di sette posti letto) e bagno indipendenti mentre l’ambiente cucina e il soggiorno sono in comune. In questo modo si evita a famiglie già  provate dalla malattia e dalle difficoltà  economiche l’ulteriore spesa per un alloggio in albergo. Viene inoltre fornito un servizio di navetta da e per l’ospedale secondo il calendario delle visite e delle terapie dei piccoli pazienti.

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Settebagni torna a festeggiare Sant’Antonio di Padova – di Alessandro Pino

8 Giu
Immagine di una delle scorse edizioni

Immagine di una delle scorse edizioni

Le luminarie tornano a decorare la via Salaria dentro Settebagni – periferia nord del Terzo Municipio di Roma Capitale –  dove ci si appresta a iniziare la settimana di celebrazioni in onore di Sant’Antonio di Padova, cui è intitolata la locale parrocchia. Il programma, curato dal Comitato dei festeggiamenti, prevede l’usuale alternarsi di appuntamenti sacri – come la distribuzione del pane benedetto e la processione di sabato 13 – e profani: la tradizionale pennata offerta dal Comitato, tornei di giochi con le carte, spettacoli musicali, tra cui quello con l’imitatrice televisiva Emanuela Aureli nella serata conclusiva di domenica 14, per finire con i fuochi d’artificio. Nulla di clamoroso, dunque ma – come si tiene a sottolineare ogni anno – qualcosa di adeguato alla dimensione quasi paesana dell’ambito in cui si svolge.

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201 candeline per i Carabinieri – di Alessandro Pino (FOTOGALLERY)

7 Giu

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L’Arma dei Carabinieri ha festeggiato il cinque giugno i duecento e uno anni dalla propria fondazione con una cerimonia tenutasi presso la caserma “Salvo d’Acquisto” di Roma, in forma più dimessa rispetto all’anniversario “importante” del 2014 ma sempre di grande effetto, soprattutto per le evoluzioni dei reparti a cavallo con lo storico Carosello e la Carica che evoca quella vittoriosa a Pastrengo nel 1848. Sulle tribune, i ministri della Difesa Roberta Pinotti, della Giustizia Angelino Alfano e dei Beni Culturali Dario Franceschini. Per una volta di parole ne usiamo poche lasciando spazio all’ampia galleria di immagini, porgendo un sentito ringraziamento al Luogotenente in congedo Salvatore Veltri che ha voluto fossimo presenti anche noi tra gli inviati delle testate più importanti.

Alessandro Pino

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Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti

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Dimostrazione di ubbidienza simulando il riparo di cavallo e cavaliere in battaglia

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Il palco con il pubblico e le autorità

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Terzo Municipio di Roma Capitale: ingorghi pazzeschi per Rino Gaetano – in compagnia di Alessandro Pino

3 Giu

Manifestazione affollatissima per ricordare il cantante ma traffico e parcheggi selvaggi in tutto il quadrante attorno piazza Sempione

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parcheggiati a piffero

La premessa doverosa è che al posto di questo breve scritto avreste dovuto leggerne un altro: quello sulla manifestazione (riuscitissima) in ricordo di Rino Gaetano, tenutasi a piazza Sempione la sera del 2 giugno. Nel pomeriggio di quel giorno avevo ricevuto infatti un subdolo messaggino dalla titolare di questo blog che dietro la cordiale forma “Ti andrebbe di andarci e scattare un paio di foto, ci sta anche Marco Baldini che presenta” nascondeva un ben più autoritario “Se non ci vai ti sego i rami, Pino”. Mangiata dunque la foglia con tutto il tronco e le radici, avevo programmato di essere in zona per le ventuno e qualcosa, fare i famosi due scatti e sgomberare il campo.

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In lontananza si scorge l’orologio luminoso di piazza Sempione

Effettivamente ero uscito (così credeva il solito candido) per tempo, previo controllo della schedina di memoria dentro la reflex onde evitare repliche di una recente figura da chiurlo da me rimediata. Dall’autoradio arrivavano le prime note di un’opera lirica in quattro atti, “Adriana Lecovreur” di Francesco Cilea: prendere nota di questo dato perché vedrete risultare non secondario. Già a più un chilometro di distanza dalla piazza, arrivando dalla Nomentana, mi era sorto il sospetto che non sarebbe stato facile trovare un buco dove lasciare la vettura: dopo numerosi giri – in compagnia di parecchi altri  sprovveduti – mi sono reso conto che l’intero quadrante da Sacco Pastore fino a via Cimone, da piazzale Adriatico a Conca d’Oro era diventato un monolitico blocco di vetture affastellate nei parcheggi più improbabili, segno inequivocabile del successo della manifestazione. Auto in tripla e quadrupla fila, micidiali ingorghi a croce uncinata (come in “Così parlò Bellavista”) talmente serrati da non permettere nemmeno il passaggio dei motorini. Le tento tutte (tranne quella di parcheggiargli sul palco) ma qualunque rotta si mostra disastrosamente inutile, sia vicino all’Aniene dove con la marea di pedoni scorre più birra che acqua del fiume, sia allontanandosi nell’illusione che un posto si trovi. Come nelle vecchie strisce di Disegni & Caviglia, ogni tanto arrivano dalla piazza le strofe del compianto Rino nazionale, ma subito sono sovrastate dal concerto di clacson che va in scena 20150602_222912inesorabile. Guardo le cifre verdi dell’orologio sul cruscotto e vedo che sono passate due ore: ormai l’obiettivo non è più scattare le foto ma riuscire almeno a svicolare da quella autocalisse (neologismo da me coniato per indicare una apocalisse automobilistica), essendo inchiodato su via Cimone: davanti a me qualcuno la prende più sportivamente, un gruppo di ragazzi fa amicizia con delle coetanee nella vettura affianco, mi trovo a riflettere che se scocca una scintilla è probabile che anche i battesimi si tengano qui. A un certo punto mi sorprendo a esaminare con interesse dei volantini pubblicitari che avevo portato per buttarli nella differenziata, rovistando sul sedile saluto con sollievo la scoperta di quello consegnatomi giorni prima dal divulgatore di storia romana Dino Ruggiero che illustra la Casa del Ferro a Fidene e mi garantisce almeno cinque minuti di lettura. Un altro tapino si arrende e spegne il motore dichiarando urbi et orbi che si accamperà qui trascorrendovi la notte, io tengo duro guardando fiducioso non tanto al futuro quanto all’autobus rimasto in mezzo a piazza Menenio Agrippa: è l’ultimo ostacololo verso la salvezza, se ce la fa lui a liberarsi posso svoltare in direzione di Talenti e andarmene, cosa che avviene dopo un’altra decina di minuti.  E l’opera lirica in quattro atti di cui parlavo prima? Iniziata quando ero uscito, termina esattamente mentre imbocco i vialetti di casa, il che può fare intuire la durata di questa piccola odissea semiseria…l’articolo sul memorial per Rino Gaetano mi sa che lo faccio l’anno prossimo.

Alessandro Pino

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Un frammento di storia recente del Terzo Municipio di Roma Capitale – di Alessandro Pino

3 Giu

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Una stele in marmo ricorda la costruzione del quartiere Angelini negli anni Cinquanta – l’area ripulita da volontari del Nucleo Sicurezza Ambientale

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Prima della pulizia…

Nel cuore del Terzo Municipio di Roma Capitale, all’angolo tra le vie Ivanoe Bonomi e Giovanni Faldella si trova un frammento (letteralmente) di storia dimenticata della zona tra Val Melaina e i Prati Fiscali: una stele in marmo bianco attraversata da vistose crepe e di fianco l’asta arrugginita di sostegno per una bandiera scomparsa da chissà quanto. Transennata con delle reti probabilmente per lo stato di decadenza, fino a pochi giorni fa era

L'intervento di pulizia del Nucleo Sicurezza Ambientale

L’intervento di pulizia del Nucleo Sicurezza Ambientale

nascosta dalle erbacce al punto che nemmeno ci si faceva caso passandovi accanto, magari scambiandola a causa del colore e della forma per un qualunque armadietto elettrico fuori uso. Un gruppo di volontari del Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord – associazione di protezione civile con sede a pochi passi dal sito – ha provveduto a ripulire l’area circostante usando anche un decespugliatore, rendendo più visibile l’iscrizione scolpita nella pietra pur deteriorata: “Quartiere Angelini  – la denominazione di questo quartiere, deliberata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione delle Ferrovie dello Stato il 22 luglio 1959, può testimoniare insieme alla gratitudine dei ferrovieri la tenace volontà del ministro dei trasporti Armando Angelini per realizzare questa sua felice iniziativa”. Nei programmi del Nucleo Sicurezza Ambientale c’è un secondo intervento, questa volta per restaurare il monumento.

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Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale: ancora arte in stazione – di Alessandro Pino

31 Mag

Due installazioni in ceramica realizzate da alunni della locale scuola media

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Nuovi interventi artistici decorano da alcuni giorni la stazione ferroviaria di Settebagni: dopo i pannelli dipinti posizionati nell’atrio della ex biglietteria è ora la volta di due installazioni in ceramica applicate sulla banchina del binario 4 – vicino alle vidimatrici – e nella gradinata che collega questa al DSC_0498sottopassaggio pedonale. I due gruppi ceramici hanno forma di albero e sono stati realizzati da studenti di terza media della locale scuola “Giuseppe Ungaretti” in collaborazione con il maestro ceramista Giovanni Battista Rea.  Ciascuna foglia  riporta il nome dello studente che l’ha modellata insieme a una parola scelta dal medesimo, evocante un’idea, un concetto, una qualità ritenuta importante o esprimente la propria personalità e indole (“coraggio”, “pazienza”, “affetto” ma si DSC_0492 legge anche un “voja di studiare”). Come nel caso dei pannelli nell’atrio, anche questo lavoro nasce per iniziativa della docente di Arte, Emilia Sanità e della associazione “Il Mio Quartiere” (cui si è aggiunta la “Happy Coaching & Counseling”), ovviamente grazie alla disponibilità della Rete Ferroviaria Italiana. Per l’inaugurazione ufficiale delle due opere sembra si sia preferito attendere che gli studenti abbiano terminato gli esami di licenza media (quindi a fine giugno) sperando che nel frattempo i soliti teppisti non le abbiano rovinate.

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La Polisportiva Tirreno è finalmente tornata a Val Melaina – di Alessandro Pino

31 Mag

Terminato l’esilio di cinque anni legato ai lavori della metro Jonio con l’inaugurazione del rinnovato campo in erba sintetica – una storia che si intreccia con quella del quartiere

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È finalmente tornata a casa nella sede originaria di via del Gran Paradiso la Polisportiva Tirreno – storica  squadra di calcio del quartiere Val Melaina – esattamente nel settantesimo anniversario della fondazione e al termine di un esilio durato cinque anni coinciso con i lavori per la adiacente metro Ionio che avevano reso inagibile il campo “Bruno Barbieri”. DSC_0459Cinque anni di spostamenti e vicende societarie che per un periodo avevano addirittura disperso la denominazione e il marchio originali, recuperati grazie alla  volontà del presidente Giuseppe Parisi e della dirigenza con in testa il ds Valerio Milana. Lo scorso 30 maggio è stato inaugurato ufficialmente il rinnovato impianto – parte del centro giovanile “Giovanni Battista Scalabrini” della parrocchia del Redentore – con la celebrazione della Messa officiata da Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana assistito dal parroco Padre Gaetano Saracino, alla quale hanno partecipato numerosi fedeli e autorità: tra i presenti, l’onorevole Antonello Aurigemma del Consiglio Regionale del Lazio, il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne, il consigliere

Padre Gaetano Saracino

Padre Gaetano Saracino

municipale Filippo Maria Laguzzi, l’ex consigliere municipale Marco Bentivoglio, gli ingegneri Mannella e Ricci della Salini (società realizzatrice del campo oltre che della stazione), l’ingegner Sciotti di Roma Metropolitane e il comandante Fava della stazione Carabinieri Talenti. Proprio Padre  Saracino – volto noto agli spettatori televisivi quale opinionista in trasmissioni di successo – ha parlato di “nuovo corso” e non si può che dargli ragione: durante la cerimonia si è percepita la netta sensazione di  un cerchio che si completa, integrandosi nella storia di Val Melaina e iniziando un altro capitolo di un film che racconta la vita di un quartiere, dai primi fotogrammi  in bianco e nero (letteralmente, visto che Vittorio De Sica vi DSC_0462ambientò “Ladri di Biciclette”) passando per quelli a colori – con la tragedia di via Ventotene nel 2001 e i lunghi disagi per la costruzione della metropolitana – fino al verde brillante del nuovo campo in erba sintetica, elemento ormai irrinunciabile per attirare i genitori degli allievi della scuola calcio, essendosi persa l’attitudine al fango dei campi di periferia in terra battuta. Proprio con la riattivazione dei corsi è prevista la partecipazione ai campionati Giovanissimi, Esordienti e Allievi in aggiunta a quella consolidata degli adulti al girone C della Prima Categoria.

Alessandro Pino

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“Amo chi legge e gli regalo un libro”alla biblioteca Casa dei Bimbi di Cinecittà Est – di Alessandro Pino

28 Mag

Il 30 maggio letture e aperitivi macrobiotici per fare crescere chi aiuta a crescere

Della biblioteca pubblica Casa dei Bimbi se ne è già parlato: un piccolo tesoro posizionato in un quartiere popolare della Capitale – si trova in via Libero Leonardi 153 a Cinecittà Est – curatissimo e allestito in modo da attrarre i piccoli frequentatori, assistiti da personale attento e cortese, in cui c’è anche una stanza chiamata isola delle fiabe dove sembra di stare letteralmente tra le pagine di un libro. Ma in tempi di tagli selvaggi come si fa ad aiutare una realtà così preziosa a crescere, offrendo sempre nuovi libri da far leggere e dare in prestito?    DSC_0186

Un modo può essere quello di chiedere al pubblico di comprarli e donarli alla biblioteca, scegliendoli da una lista compilata con attenzione dai responsabili della struttura: è quanto avvenuto con l’iniziativa “Amo chi legge e gli regalo un libro” cominciata il primo maggio. Gli utenti che hanno aderito si sono riforniti presso la libreria Arion del centro commerciale Cinecittàdue e su ogni volume è stato giustamente riportato il nome del donatore. Per ringraziare i partecipanti della loro generosità la Casa dei Bimbi ha organizzato per il 30 maggio una mattinata di letture e un aperitivo offerto da UPM – Un Punto Macrobiotico aperta ovviamente a  tutti.

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Calcio femminile: trionfo della Roma Decimoquarto promossa in B…per la seconda volta – di Alessandro Pino

28 Mag

La squadra che già l’anno scorso ha dovuto rinunciare al passaggio nella serie cadetta ha vinto tutte le partite di questo campionato

Con l’ultima partita giocata il 27 maggio sul campo di casa a Settebagni  è terminato il campionato di calcio 2014-15 per le ragazze della Roma Decimoquarto: l’ennesimo successo (un 4 a 1 rifilato al Tor Sapienza) in una marcia trionfale che le ha viste vincere TUTTI gli incontri portandole alla promozione in serie B…per la seconda volta consecutiva.     1

Sì, perché già l’anno scorso si erano aggiudicate il passaggio alla serie cadetta, dovendovi rinunciare a malincuore a causa delle spese insostenibili – si pensi alle trasferte in tutta Italia isole comprese – che ciò avrebbe comportato per una compagine costretta spesso a farsi prestare le maglie di gioco dai colleghi del Settebagni  Calcio Salario (anche se adesso ne hanno una blu crociata di bianco, di un’eleganza da urlo). La conferma che la promozione non era stata    un episodio isolato è stata data appunto dalla 2 (1) impressionante replica andata in scena  questa stagione, con l’aggiunta della vittoria al torneo di Chianciano lo scorso dicembre e l’assegnazione del Premio Montesacro: una prestazione da rullo compressore sotto il quale sono finite puntualmente asfaltate le vittime sacrificali di turno. Dover rinunciare ancora una volta sarebbe davvero uno spreco oltre che una frustrazione per tutta la squadra, dal presidente Mauro Elisei al vicepresidente Ivan Gentili, all’allenatore Filippo De Gaetano con il vice Lamberto D’Alberto e quello dei portieri Amerigo Rossi, ai dirigenti Franco Bottinelli, Paola Sciarretti, Fabiola Villa, Marzia Ricci ma soprattutto per loro: B

il capitano Veronica Sciarretti, Giulia e Sara Boldrini, Laura Bottinelli, Alessandra Caruso, Roberta Chiarelli, Francesca Caterina D’Antoni, Maria Giulia D’Ercole, Veronica Di Cerbo, Ilaria Filippi, Valentina Foschi, Giorgia Grassi, Martina Maurelli, Maria Antonietta Maurilli, Roberta Pieroni, Federica Quartullo, Giorgia Ragnoli, Silvia Schiavoni, Germana Sciarra, Savina Vazzana, Nicoletta Vittori. La missione da compiere entro luglio – termine per l’iscrizione alla serie B – è dunque trovare dei finanziatori, degli sponsor per uno squadrone davvero forte  che merita di accedere finalmente alla ribalta nazionale.

Alessandro Pino

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Con il treno a vapore in Valsugana – di Alessandro Pino

24 Mag

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Sembra finalmente affermata anche in Italia una forma di turismo da anni molto popolare all’estero, specialmente nel Nord Europa: i viaggi a bordo di treni composti da materiale d’epoca su linee di particolare interesse paesaggistico, spesso chiuse al traffico regolare. Nel nostro paese fino a qualche tempo fa erano frequentati da una cerchia abbastanza ristretta di appassionati e intenditori, limite superato grazie anche alla diffusione dei social network che li hanno portati alla conoscenza di un pubblico più vasto facendone comprendere anche l’importanza dal punto di vista economico. PINOcarrozzamattaC[1]

Un esempio viene dall’iniziativa che la associazione culturale “La carrozza matta” ha organizzato per il 2 giugno 2015, in collaborazione con la Fondazione Fs Italiane: un viaggio in treno a vapore con partenza da Carpanè e arrivo a Levico Terme – ci troviamo quindi tra Veneto e Trentino –  con la PINOcarrozzamatta[1] possibilità di portarsi dietro la bicicletta (caricata su un carro merci rigorosamente d’epoca) per coprire un tratto pedalando sulla ciclabile della Valsugana. Per coloro che preferiranno effettuare il percorso esclusivamente sul treno, a Levico sono previste visite allo stabilimento delle acque minerali, al lago e al parco asburgico nell’attesa dei vigorosi ciclisti. Gli scenari attraversati sono da cartolina ma è chiaro che per molti il richiamo principale è poterli vedere da bordo di un vagone di quelli verniciati in marrone castano con le panche in legno, trainati da una locomotiva tutta nera, ansimante al ritmo dei biellismi che muovono le ruote alte quanto una persona: un modo di viaggiare anche nel tempo da protagonisti di un vecchio film. Tramite la casella di posta elettronica prenotazionicarrozzamatta@gmail.com e il sito http://www.lacarrozzamatta.com sono reperibili informazioni su prezzi, orari e disponibilità dei posti.

Alessandro Pino

Terzo Municipio di Roma Capitale: la Asd Settebagni Calcio Salario curerà il “Parco dei Frutti” – di Alessandro Pino

20 Mag
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L’assessore municipale alle Politiche Ambientali Gianna Le Donne con il presidente del Consiglio del Terzo Municipio, Riccardo Corbucci

 

Il giardino pubblico di Settebagni noto come “Parco dei Frutti” è stato ufficialmente dato in affido alla Asd Settebagni Calcio Salario la cui dirigenza si è impegnata a provvedere alla manutenzione e pulizia periodica oltre che alla chiusura notturna per prevenire il vandalismo.  DSC_0432

Dopo la firma dell’accordo, l’assessore municipale alle Politiche Ambientali  Gianna Le Donne ha visitato il parco assieme al presidente del Consiglio municipale Riccardo Corbucci e a Giampiero DSC_0425 D’Ubaldo, dirigente della società calcistica, durante lavori di sfalcio in quella che era diventata una savana. Domenica Vignaroli, presidente dello storico Comitato di Quartiere Settebagni – in via di confluenza in quello neocostituito, ndr – ha ricordato inoltre all’assessore Le Donne l’opportunità di curare anche il giardinetto di via Sant’Antonio di Padova.

Alessandro Pino

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III Municipio di Roma Capitale: Nucleo Sicurezza Ambientale, protezione civile anche dalla povertà – di Alessandro Pino

18 Mag

Oltre a effettuare servizi di pronto intervento l’associazione operante a Roma Nord collabora con il Banco Alimentare per fornire viveri a famiglie indigentiPINOnucleosicurezzaAEsistono tante associazioni di protezione civile che intervengono nelle emergenze in funzione ausiliaria dei Vigili del Fuoco e assistono il pubblico durante manifestazioni più o meno importanti (dalle grandi adunate sportive alla processione di quartiere) su richiesta delle amministrazioni pubbliche.                      PINOnucleosicurezzaECe n’è una però  che fornisce anche un aiuto tangibile in questi tempi angoscianti di difficoltà economiche per molti: è il Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord che ha la sede operativa – concessa in comodato d’uso dalla Rete Ferroviaria Italiana – in via Giovanni Faldella, tra Val Melaina e i Prati Fiscali. Fondata nel 2009, con duecento soci sostenitori – di cui 35 in possesso delle principali abilitazioni in materia di sicurezza e soccorso – guidati dal giovane e PINOnucleosicurezzaB operativo presidente Gabriele Carradori, Nsa effettua servizi di gestione grandi eventi, pronto intervento antincendio e in caso di maltempo oltre ad attività di monitoraggio lungo il Tevere (per segnalare accampamenti abusivi e scarichi illeciti), in parchi pubblici come Villa Ada e lungo le piste ciclabili;  i volontari utilizzano veicoli e attrezzature tra cui fuoristrada antincendio, motopompe contro gli allagamenti, barchini fuoribordo e mountain bike. Inoltre da circa un anno Nsa collabora con la Fondazione Banco Alimentare per distribuire generi alimentari a famiglie in difficoltà economiche – lo stato di indigenza va    documentato tramite Isee alla cui compilazione può provvedere il Caf in sede – con contributi europei cui si è aggiunto a parte quello dell’Auchan Porta di Roma.  Le parole di Francesco Galvano, esperto vicepresidente del Nucleo Sicurezza Ambientale, danno l’idea della povertà dilagante e al contempo del successo dell’iniziativa: «Siamo partiti da venti iscritti al Banco e in cinque mesi siamo arrivati a quasi cento.   Considerando che a fronte di una persona che si iscrive ci sono almeno tre o quattro familiari, stiamo alimentando circa trecento persone. I primi tempi riuscivamo a dare un pacco al mese, adesso ne diamo quasi uno a settimana».Alessandro PinoPINOnucleosicurezzaCPINOnucleosicurezzaD

Al buio il vecchio sottopasso di Settebagni: voi ci passereste a piedi? – di Alessandro Pino

3 Mag
Solo con il flash si vede qualcosa

Solo con il flash si vede qualcosa

Da alcune settimane il vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale – è rimasto completamente privo di illuminazione, dopo che una delle tre lampade posizionate sulla volta della galleria si è staccata nell’urto con un automezzo troppo alto probabilmente assieme ai cavi che portavano la corrente alle altre. DSC_0282

Il transito per i  pedoni nelle ore notturne è diventato un’avventura anche  per il fondo stradale dissestato, nonostante il percorso sia di una ventina di metri: una volta entrati dentro si è immersi nel buio totale e per farsi notare in tempo dai veicoli in arrivo (specie camminando in direzione della collina, trovandoseli quindi alle spalle) è bene segnalare la propria presenza portandosi dietro una torcia a pile o accendendo lo schermo del telefonino. Come sempre, si accettano scommesse su quanto tempo occorrerà per il ripristino.

Alessandro Pino

I treni storici della ferrovia Sulmona Carpinone, la “Transiberiana d’Italia” – di Alessandro Pino (GUARDA IL VIDEO)

30 Apr

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Sembra ormai lanciato in piena corsa – sull’esempio di quanto da anni avviene in Nord Europa – il programma di treni turistici effettuati con materiale rotabile storico sulla linea ferroviaria Sulmona – Carpinone, da molti definita “la Transiberiana d’Italia” (clicca qui per vedere il video) per lo scenario innevato offerto nei mesi invernali dalla catena montuosa abruzzese della Majella attraverso cui il percorso si dipana. PINOtransiberiana

Organizzati dalla associazione culturale “Amici della Ferrovia – Le Rotaie” (www.lerotaie.com)  in collaborazione con la Fondazione Fs Italiane, i convogli percorrono una linea che fino a tutti gli anni Ottanta era frequentata  quotidianamente da un’utenza pendolare ma il cui traffico regolare effettuato con automotrici a nafta è stato poi progressivamente ridotto fino alla triste chiusura di qualche anno addietro.  PINOtransiberianaBMolto ci sarebbe da discutere su certe politiche del trasporto pubblico con le quali vengono dismessi tratti considerati “rami secchi”, ma già appare un notevole risultato aver salvato tale linea dal totale smantellamento – come invece accaduto altrove – contribuendo al contempo al rilancio del turismo nelle località attraversate.  Tra queste una delle più suggestive è Campo di Giove, minuscolo comune in provincia de L’Aquila, 1071 metri sul livello del mare: una stazioncina  di quelle che una volta partecipavano ai concorsi interni delle Fs per il giardino meglio tenuto, coi binari che costeggiano una grande pineta e la campanella che annuncia l’arrivo del treno storico, con i vagoni color castano-isabella e le panche in legno costruiti negli anni Trenta del secolo scorso, cui si riferiscono le fotografie e il filmato a corredo dell’articolo.

Alessandro Pino

 

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Smarrite le chiavi degli accessi al giardino sopra la stazione Jonio? – di Alessandro Pino

28 Apr

Si è avuta notizia che dal 23 aprile – quindi appena due giorni dopo l’inaugurazione della stazione Jonio della metro B1 – i cancelli che dalla salita di via del Gran Paradiso danno accesso al giardino pubblico  costruito sul tetto  della imponente struttura sono rimasti chiusi forse per lo smarrimento delle chiavi, senza che al 28 mattina del mese (data di estensione di questo articolo) si sia posto rimedio alla situazione. Nel frattempo l’unico ingresso alla zona verde rimasto agibile è stato quello della lunga gradinata dal lato opposto, quello su via Scarpanto.   20150421_112348

Già prima dell’apertura della fermata più di qualcuno aveva lamentato la mancanza di un impianto di risalita (scala mobile o ascensore) per raggiungere il terrazzo, giustificata dai responsabili della realizzazione con la difficoltà pratica di tenerle efficienti  in quanto posizionate all’aperto e quindi esposte a intemperie e atti di teppismo. Tuttavia il disappunto per tale limite era stato superato dall’apprezzamento verso i prati all’inglese, le panchine in marmo e l’area recintata per i bambini, rimanendo pur sempre raggiungibili in automobile i cancelletti di via del Gran Paradiso, risolvendo in parte il problema di chi ha difficoltà motorie. Poi, dunque, la presunta scomparsa delle chiavi (ma non esiste una copia di riserva?), roba da comiche finali che però non fanno ridere.

Alessandro Pino