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Foto dalla perdita d’acqua di via Salaria

25 Apr

Questa la condizione del manto stradale dopo la chiusura della tubatura. Al momento c’é una piccola fila alla fontanella pubblica per raccogliere delle scorte. Vicino via Piombino, in direzione Rieti vi é una porzione di asfalto sollevata che é arrivata a pareggiare il ciglio del marciapiede. Dalle crepe fuoriesce acqua pulita. Diverse catidoie, invase dal fango, non riescono a smaltire le pozze ancora presenti. Diverse le crepe anche al centro della carreggiata, probabile sintomo di cedimento del terreno sottostante.

Per leggere l’articolo di questa mattina: vedi qui
LM

Settebagni, perdita d’acqua da una tubatura, mezzo quartiere a secco

25 Apr

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Sembra un fiume sotterraneo che ha trovato la strada per la superficie, la perdita di acqua che si é manifestata sulla via Salaria all’altezza di via Piombino, davanti al supermercato MD.   Più o meno nello stesso punto ma sul lato opposto della strada, qualche mese fa i tecnici dell’Acea erano intervenuti per riparare una perdita su una conduttura. La zona alta del quartiere già denuncia una perdita pressoché totale della pressione. Al momento, una macchina della municipalizzata staziona davanti la chiesa, probabilmente la squadra di emergenza chiuderà il ramo della conduttura per poter riparare la falla. Il tratto di strada interessato é coperto da almeno venti centimetri di acqua ed é impossibile capire se il manto di asfalto stia cedendo o meno, sotto l’azione dilavatrice.

 

aggiornamento fotografico: vedi qui
Luciana Miocchi

Ultimo consiglio a Piazza Sempione. Marchionne lascia o…raddoppia?

8 Apr

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Quello del sette aprile, svoltosi in seconda convocazione sarà presumibilmente l’ultimo della consiliatura Marchionne.

All’ordine del giorno l’approvazione delle delibere delle spese effettuate per le somme urgenze, firmate dal Presidente del Municipio e non ancora ratificate, come il Tuel vuole, dal consiglio del III Municipio.

A presiedere l’assemblea il vice dell’aula, Massimo Moretti, data l’assenza della presidente Francesca Leoncini, Pd, e della vice vicaria Valeria Milita, Sel.

Il tema caldo, procrastinato all’infinito e in fine calendarizzato all’ultimo incontro utile, ha scatenato, come era facile prevedere, un’atmosfera “scintillante” con voci qualche ottava sopra il sopportabile e clima a metà tra lo stadio e l’ultimo giorno di scuola. A farne le spese, il presidente dell’aula, Moretti, che ha pagato soprattutto per la sua inesperienza nel gestire per la prima volta l’aula e il regolamento. Così, tra l’insinuazione del dubbio che il consiglio non è stato validamente costituito e uscite dall’aula della maggioranza i lavori sono incominciati, con la presenza dei consiglieri Monaco, De Santis, Maccaroni, Laguzzi, Moriconi, Bureca, Coronidi, Della Bella, Punzo  e Pietrosante assessore. Successivamente arriva Massacci e alla fine Dionisi. Tutti Pd. Perl’  opposizione Bonelli, Petrella, Bartolomeo (gruppo misto di cd), Proietti e Moretti, 5S, Cascapera,LM, Filini,FdI e, successivamente Borgheresi, FI. Presente anche il direttore del municipio Claudio Saccotelli.

Lo svolgimento in pochi brevi passi

Si  traccheggiato parecchio, con la maggioranza che prima esce dai banchi, poi torna. Negli interventi la maggioranza, per bocca di Coronidi, sostiene la tesi che quelle delibere firmate Marchionne erano però il compimento di procedure iniziate con la consiliatura precedente, cioè Bonelli. L’opposizione conferma invece la tesi che è tutto ascrivibile a presidenza Marchionne.

Epilogo

Alla fine si arriva al voto della mozione che viene respinta e quindi non si votano le delibere. Queste alcune dichiarazioni dei presenti

Elena Gentili De  Santis (Pd): «No, mi sembra un atto coerente da parte della maggioranza perché ne abbiamo già discusso ampiamente nelle  commissioni, nelle commissioni spesso i consiglieri della minoranza non sono presenti  e quindi non danno il loro contributo che poi finisce per creare confusione nel momento del voto in consiglio»

Fabrizio Cascapera(LM): «Beh diciamo che questa faccenda si può leggere in due maniere e tutte e due sono negative per questa amministrazione. Uno: non sono state votate delle delibere del presidente quindi di fatto il Consiglio si è rifiutato di portare avanti delle cose del presidente quindi di fatto è stato sfiduciato. Seconda cosa: non facendo lavorare le ditte e usando la somma urgenza poi non si porta in aula il provvedimento non si dà il via al pagamento delle ditte che poi chiudono in attesa di lavori che non gli verranno mai pagati. Quindi credo che sia una cosa vergognosa sotto tutti e due i punti di vista.»

Cristiano Bonelli (Gm): «Voglio ribadire che il sottoscritto a giugno dell’anno scorso per primo, da solo, nel senso che ho voluto mettere mano a questa storia delle somme urgenze, ha fatto una richiesta di accesso agli atti. Questa richiesta di accesso agli atti era per valutare e documentare se era vero le voci che c’erano dagli uffici dai colleghi, cioè se erano vere le voci che questo Municipio in appena due anni era riuscito a tirar fuori circa quattro milioni di somme urgenze che è un importo incredibile e tra l’altro per interventi effettuati, alcuni non in urgenza bensì un anno dopo piuttosto che interventi che non hanno niente a che fare con un intervento che presume una somma urgenza cioè una reale urgenza per intervenire in mancanza di risorse. Fatta questa richiesta di accesso agli atti l’ufficio tecnico ci ha confermato e ci ha documentato l’iter procedurale conferma che la giunta Marchionne e esclusivamente la giunta Marchionne ha seguito l’iter procedurale poi lo ha avallato con la firma dell’attuale presidente del Municipio. Ovvio che oggi l’imbarazzo e forse un po’ di vergogna non sanno che cosa dire e danno la colpa alla passata amministrazione. E’ una tiritera vecchia forse un po’ anche un modo di fare politica arcaico che però dimostra la paura di questa maggioranza nel votarle perché se fosse stato vero che era la passata amministrazione ad averle avallate le avrebbero votate e invece sono scappati si sono rifiutati di votare queste somme urgenze. »

Francesco Filini (FdI): «Il Pd ha di fatto sfiduciato il suo presidente che ha presentato delle delibere e non gliele votano. Hanno fatto chiaramente intendere che non gliele vogliono votare questo è preoccupante, mi chiedo se la magistratura stia indagando su queste delibere che imbarazzano tanto il Pd perché a questo punto io non ho altra spiegazione se fossero state delibere lisce, pulite, giustificate, dovute penso che i consiglieri non avrebbero avuto problemi. Evidentemente i problemi ci sono non ci è dato sapere quali siano però mi dispiace, mi dispiace perché queste delibere torneranno nella prossima amministrazione che dovrà ovviamente decidere su un lavoro fatto da altri, un lavoro disastroso  fra l’altro.»

Yuri Bugli, capogruppo Pd: « Niente di più di quello che ho detto in aula in realtà, no? Cioè semplicemente noi abbiamo votato un atto in cui dicevamo facciamo chiarezza chiedendo un parere definitivo e corente del segretariato generale di chi adesso svolge le funzioni di sindaco su tutto quello che è il monte di debiti fuori bilancio ereditati dalla precedente amministrazione e maturati in questa amministrazione. Finchè non arriva quel parere non votiamo come richiesto peraltro da…cosa l’abbiamo richiesto a fare quel  parere?

E ora, cosa accade?

Accade che le delibere non ratificate dal Consiglio rimarranno lì, in eredità alla prossima consiliatura. Nel frattempo, i lavori eseguiti non vengono pagati. Per cui, molto probabilmente, i titolari dei crediti maturati si rivalranno sull’amministrazione impiantando una causa civile, stante anche il notevole lasso di tempo intercorso, di molto superiore al termine fissato per i pagamenti della pubblica amministrazione.

Politicamente non è stata proprio una manifestazione di consenso all’operato del Presidente del III Municipio, da parte della propria maggioranza. Paolo Marchionne ad oggi risulta essere ricandidato alla presidenza del III dal commissario municipale del Pd, insieme a tutti i consiglieri uscenti. Quale potrebbe essere il clima futuro, nell’ipotesi di una eventuale vittoria della medesima squadra?

Ci sono anche altri rumors, cioè che il consiglio di non votare le delibere sia arrivato dal PD stesso, in attesa di conoscere meglio i particolari di ogni singolo atto, ancora non sufficientemente studiato, dopo mesi. Il timore è che tra i diversi lavori ne possa essere sfuggito qualcuno che non abbia tutti i requisiti per essere definito di somma urgenza.

E’ per questo che nelle ultime ore si sono alzate varie voci che danno Marchionne per dimissionario, anche se ormai mancano pochi giorni alla pubblicazione delle date di voto, quindi alla naturale decadenza.  O anche dimissionario volontario, come già accaduto al candidato Foschi al Municipio della Garbatella.

Nel pomeriggio l’intervento del Presidente Marchionne e della sua giunta presso l’aula magna dell’ITCG Matteucci, in un appuntamento previsto per illustrare il lavoro realizzato nei quasi tre anni di consiliatura, toglierà ogni dubbio sull’identità del prossimo candidato presidente per il centro sinistra.

Alessandro Pino

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Quando i più piccoli imparano a soccorrere nelle emergenze – di Alessandro Pino

6 Apr

Se è vero che non è mai troppo tardi per prendere lezioni di primo soccorso imparando a gestire le prime fasi di una emergenza sanitaria in ambito extraospedaliero, a maggior ragione vale anche il ragionamento opposto e cioè che non è mai troppo presto per frequentare un corso del genere. Proprio questo è stato il concetto ispiratore di “Una giornata da soccorritore”, iniziativa organizzata dalla DSC_0531associazione Neverland – attiva nella sensibilizzazione alla sicurezza nelle scuole – presso la parrocchia di Sant’Enrico (zona Casal Monastero, periferia nord est della Capitale) – il primo fine settimana di aprile. A frequentare il corso – della durata di due giornate, per la precisione – sono stati gli scout del “branco Seeonee scout Roma 84” della Agesci. «Abbiamo fatto vedere ai bambini cosa è una emergenza, portando anche una ambulanza e un’automedica – spiega Deborah Evangelisti, giovane presidente della associazione Neverland – li abbiamo addestrati al Basic Life Support cioè alle prime manovre di rianimazione che in realtà anche loro possono essere in grado di svolgere, ma soprattutto la prima cosa che abbiamo cercato di insegnare è stata la chiamata di emergenza al 112». Se lo dice Deborah c’è da darle retta: soccorritrice volontaria presso la Misericordia di Castel Giubileo, ha seguito corsi sulla materia presso centri di livello internazionale ed è diventata nota per aver salvato la vita a una bambina DSC_0533 rimasta vittima di soffocamento in una scuola dove lavorava come maestra. Per la capacità e prontezza di spirito dimostrate in quell’occasione vinse anche nel 2014 la categoria “giovani” nella prima edizione del prestigioso “Premio Montesacro”. Per organizzare l’iniziativa Deborah si è avvalsa della collaborazione di Alessandro Meschino, egli stesso consigliere della associazione Neverland e responsabile degli scout che hanno partecipato. «Se qualche gruppo è interessato  siamo ben contenti di replicarla – conclude Deborah Evangelisti -ovviamenre ci si può rivolgere alla pagina Facebook della Associazione Neverland o telefonando al 380 531844».

Alessandro Pino

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“In punta di Donna” in scena al Teatro Italia. Contro ogni forma di violenza alle donne

6 Apr

12919712_10154110623219241_5188105926002607371_nDomenica 3 aprile al Teatro Italia è andata in scena la seconda edizione “In punta di Donna”, rassegna itinerante contro ogni forma di violenza: fisica, verbale, psicologica nei confronti dell’universo femminile.

L’iniziativa, di cui è stata madrina l’Etoile del Teatro dell’Opera di Roma Gaia Straccamore, con il patrocinio del Ministero dell’Interno, della Regione e del Consiglio del Lazio e dall’Assessorato alla cultura del II Municipio; sotto il buon auspicio del presidente del Senato, Pietro Grasso, ha visto esibirsi sul palco numerose accademie di Roma. Da Treviso è arrivata la scuola CLap Project, un gruppo di donne accomunate dal fatto di essere mamme.

La kermesse era iniziata già al mattino, con la presentazione del libro di Alma Minghi La custode dei se.

Novità di questa edizione è stato il Premio Coreografico, assegnato dai ballerini e coreografi Kristian Cellini e Vittorio Di Rocco, qui in veste di giudici, che ha visto la partecipazione di oltre 100 ballerini.

La Bilotta’s Dance Academy si è aggiudicata fuori concorso il trofeo del primo premio coreografico. Premiati inoltre la compagnia “Clap Project”, prima classificata con “Legàmi”(coreografia di Claudia Ponchia), al secondo posto “Moysicos” con “Rose spezzate” (coreografia di Valentina De Luca),seguita da “Centro Dimensione Danza” con “Libere di essere, libere di vivere” (coreografia di Fiorella Voccia). Il Premio Stampa è stato invece conferito a “Moysicos” per “Apriamo gli occhi”, la toccante coreografia di Daniela Bottiglieri.

La kermesse diretta da Giulia Antonini, presentata da Niccolò Carosi e organizzata da Roma Restyle, che opera nel territorio dal 2007, nasce da una idea del suo presidente, il giovane regista Michele Vitiello.

L’iniziativa “In punta di Donna” è legata storicamente alla Susan G. Komen – Italia, organizzazione di volontariato internazionale che opera nella lotta dei tumori al seno, motivo per cui la rassegna mette a disposizione un fondo, destinato alla Komen stessa che a Roma opera nella struttura del Policlinico A. Gemelli.

LM

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Con l’Accademia degli Ostinati è tornata la musica classica nel Terzo Municipio della Capitale – di Alessandro Pino

31 Mar

Proseguendo l’intendimento della amministrazione del Terzo Municipio della Capitale di aprire l’aula consiliare di piazza Sempione a iniziative artistiche e culturali, la sera dello scorso 30 marzo è tornata a dare sfoggio della propria bravura una delle realtà musicali più vivaci – non fosse che per la giovanissima età dei componenti – della Capitale e del territorio municipale in particolare: la “Accademia degli Ostinati”, associazione musicale con sede presso l’Istituto Comprensivo “Bruno Munari” di via Perazzi (zona Ateneo Salesiano) che già la scorsa primavera scorsa si era esibita in DSC_0511Municipio con l’ensemble completa mentre questa volta ha portato il quartetto d’archi. Per dare un’idea del livello dei giovani musicisti, attualmente stanno preparando un concorso internazionale e nei prossimi giorni terranno un concerto di beneficenza al teatro napoleonico dei Vigilanti all’isola d’Elba, oltre ad aver ricevuto lo scorso dicembre – come ha ricordato il maestro Robert Andorka, loro direttore – al teatro Viganò il prestigioso “Premio Montesacro”. Dopo una rapida introduzione del consigliere municipale Filippo Maria Laguzzi e il saluto al numeroso pubblico intervenuto del DSC_0516presidente del Municipio Paolo Emilio Marchionne, l’aula consiliare si è riempita delle musiche composte da Joseph Haydn e Aleksandr Borodin eseguite – sotto lo sguardo attento della loro insegnante, professoressa Eugenia Varcasia – dai quattro virtuosi dell’archetto: Giona Mason e Alessandro Spaziani al violino, Eleonora Casale alla viola e Maria Sferrazza al violoncello. Più di un’ora di esecuzioni, con i ripetuti applausi del pubblico che ha chiesto un bis concesso volentieri dai sorridenti musicisti.

Alessandro Pino

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Un premio per Franco Califano

30 Mar

museocalifanoTre anni fa scompariva Franco Califano. Qui sul blog lo ricordiamo con l’articolo scritto da Alessandro Pino l’anno scorso, in attesa di dare i particolari del premio che porterà il suo nome, per il quale è prevista una conferenza stampa questo pomeriggio.

LM

Omaggio al Maestro: una giornata ad Ardea per ricordare Franco Califano – di Alessandro Pino

É morto Romeo Iurescia, ex consigliere del III Municipio di Roma Capitale

19 Mar

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Si sono tenuti questa mattina alle 11 nella chiesa di San Igino a Colli Aniene i funerali di Romeo Iurescia, pittore, scrittore e poeta, nonché consigliere municipale per diverse consiliature.
Settantacinque anni, originario di Petacciato (Cb), si é spento al termine di una breve malattia.
Luciana Miocchi

Vanno via i Rom dalla ex cartiera di via Salaria? (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

18 Mar

Vanno via i rom alloggiati da alcuni anni nella ex cartiera di via Salaria nei pressi di Villa Spada (Terzo Municipio della Capitale)? Sembrerebbe di sì a quanto si legge nelle ultime ore: gli ospiti del centro starebbero ricevendo le notifiche di dimissione firmate dal dipartimento Politiche Sociali. La presenza dei (non più) nomadi nel centro ha suscitato sin dall’inizio aspre polemiche tra i  residenti dei quartieri limitrofi per le questioni ben note ai cittadini romani e anche recentemente in una riunione in Municipio con i maggiori comitati di zona era stata sollevata la
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questione  dei malandati veicoli utilizzati dai rom in sosta fuori la struttura nonostante i segnali di divieto (per quanto riguarda la situazione di revisione, Rc auto e pagamento del bollo chi scrive ritiene inopportuno esprimersi): certamente  va detto che la comprensibile insofferenza viene anche alimentata dal lassismo con cui vengono tollerate condotte illegali se non proprio criminose. Nel 2013, negli ultimissimi giorni della amministrazione Alemanno prima del ballottaggio con Ignazio Marino, sembrava si stesse provvedendo al trasferimento in una ex clinica a Torre Maura, bloccato all’ultimo momento per le proteste dei residenti di quella zona. Unico risultato fu dunque quello di scontentare gli abitanti di due Municipi. Da allora sono trascorsi altri tre anni, in tutto ne sono passati circa sette da quando si prese la decisione di ospitare nella ex cartiera (un edificio dotato anche di un suo teatro) i rom provenienti da campi non autorizzati smantellati, assicurando che la soluzione era solo temporanea.  Ora dunque sembra  che l’amministrazione commissariale capitolina stia procedendo alla dismissione del centro ma ci si chiede dove andrà chi fino a oggi risiedeva in via Salaria. «Capire che quel centro vada chiuso è un buon inizio, noi sono anni che lo diciamo – ha commentato Yuri Bugli, presidente della commissione municipale Politiche Sociali – però dovremmo capire un pochino meglio come pensano di muoversi , siccome questa è una questione gestita già normalmente in maniera dipartimentale (quindi dal Campidoglio, ndr). Immagino che al dipartimento abbiano in testa delle soluzioni alternative più valide. Adesso anche noi siamo interessati a capire cosa accadrà».

Alessandro Pino

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Internazionale di calcio femminile per la Festa della Donna a Monte Sacro – A women’s soccer match for the Women’s Day in Rome – di Alessandro Pino

9 Mar

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Quale modo più originale di celebrare la Festa della Donna, di un incontro amichevole internazionale fra due squadre di calcio femminile? Ed è proprio quello che è si è svolto la sera dell’otto marzo nell’impianto della “Accademia Calcio” in via di Settebagni – Terzo Municipio della Capitale – tra le ragazze della “Roma Decimoquarto” che proprio lì hanno il campo di casa e quelle del Belmont Abbey College, università cattolica americana del North Carolina. Incuranti della pioggia insistente si sono affrontate due compagini di indubbio valore: le gladiatrici della squadra di casa – militano nella serie B del campionato italiano – per questo nel 2014 hanno ricevuto il prestigioso “Premio Montesacro” – mentre le loro avversarie, attualmente in vacanza nella Capitale, nella serie Ncaa 2 di quello americano. Alla fine, hanno prevalso le ospiti con il risultato di tre reti a zero ma a vincere davvero è stato lo spirito sportivo e di sorellanza con la cena insieme al ristorante dell’impianto.

Alessandro Pino

 

 

Do you know a better way to celebrate the Women’s Day than a friendly international match of women’s soccer? It has happened in the evening of 8th March on the field of “Accademia Calcio” – in the Rome’s Third Municipality – with the girls of “Roma Decimoquarto” and their colleagues of Belmont Abbey College, a catholic university of North Carolina in the Usa, now on holydays in Rome. Two valorous team played under an unceasing rain: Roma Decimoquarto militate in B series of Italian Soccer Championship – for this they received in 2014 the prestigious “Premio Montesacro” award – and their opponents in American Ncaa 2 series. Finally, the hosts won with the score of 3 goals to zero but the real winner was the sisterhood between sportswomen with the dinner together at Accademia Calcio’s restaurant.

Alessandro Pino

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Torna “Novecento” con Flavio De Paola al Teatro degli Audaci di Roma – di Alessandro Pino

19 Feb

È uno dei cavalli di battaglia dell’attore e regista Flavio De Paola, per il quale ha anche vinto il prestigioso “Premio Montesacro” nel 2014 e che ha recentemente portato in scena anche in trasferta, al teatro Piscator di Catania: “Novecento”, il monologo scritto da Alessandro Baricco da cui Giuseppe Tornatore trasse il film “La leggenda del pianista sull’oceano” con Tim Roth, torna in scena fino al 28 febbraio 2016 al Teatro degli Audaci di Roma –  fondato dallo stesso De Paola, del quale è direttore DSC_0406artistico –  per la regia di Pablo Maximo Taddei. La vicenda narrata – a grandissime linee – è quella di un orfano abbandonato alla nascita su un transatlantico, che viene allevato sulla nave senza scenderne mai, facendone il proprio universo e diventandone il celebre pianista. Per chi ha visto il film ma non conosceva il testo originale, una sorpresa constatare come De Paola in scena da solo per circa un’ora e mezza riesca a rendere tutti i personaggi, avvalendosi anche della tecnica degli “psicosuoni” scelta dal regista. «Vedo che piace a chi conosce il testo e il film – conferma De Paola – me lo richiedono gli spettatori, sono tornato dal tour siciliano ed è piaciuto anche là, la prossima stagione proverò a portarlo al nord». Il Teatro degli Audaci si trova in via Giuseppe De Santis 29 (zona Porta di Roma, Terzo Municipio della Capitale) e per informazioni e prenotazioni si può telefonare allo 06 94376057.

Alessandro Pino

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Lo charme e lo stile concedono il bis a “Beauty Haute Couture 2.0” – di Alessandro Pino

12 Feb

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I saloni della Accademia L’Oréal di piazza Mignanelli a Roma – praticamente nel salotto di piazza di Spagna – gremiti all’inverosimile lo scorso 10 febbraio sono la testimonianza più efficace del successo riscosso da “Beauty Haute Couture 2.0”, iniziativa organizzata dalla FNM Events di Barbara Molinario, giunta alla seconda edizione. Un percorso dedicato alla bellezza e allo stile, dedicato in DSC_0056particolare a chi sta per compiere il grande passo del matrimonio ma aperto a tutte le rappresentanti del gentil sesso (e ai loro accompagnatori) che hanno avuto modo di provare una nuova acconciatura curata dai migliori professionisti con i prodotti L’Oréal, da abbinare a uno smalto applicato dalle manicuriste della Essie. In attesa del proprio turno (le ospiti sciccose e stilose erano davvero tantissime) niente di meglio che fare un giretto per i locali della Accademia L’Oréal, rischiando davvero di perdere la testa davanti a quanto di meglio ci sia per preparare un matrimonio dalla A alla Z: gli originalissimi e supercolorati bouquet gioiello metallici di Es! by Cristys, i complementi d’arredo Casa Chic, la lingerie Wolford, gli abiti da sposa e da cerimonia di CloyAtelier. Per organizzare una cerimonia al top, indispensabile la consulenza della wedding planner Maria Rosa Borsetti di Decò Eventi e per il viaggio di nozze (ma anche per una vacanza indimenticabile) meglio affidarsi alla agenzia Il Guscio Viaggi. Tra tanta magnificenza, difficile per il reporter mostrare una distaccata nonchalance: meglio DSC_0092 rifocillarsi con uno dei dolci Happy Baking preparati da Kelly Evans e 3Broke Girls, accompagnati da un caffè preparato con le capsule Momento Espresso dopo la performance della poetessa Antonella Pagano accompagnata dalle sue “Metafore d’Arte” (una giacca e un abito decorate dalle sue iscrizioni manoscritte, realizzate da laboratorio orafo D’Orica). Come detto, l’evento – approvato da Pinktrotters, media partner Matrimonio.com e dalla piattaforma specializzata in hostess e steward AlboHostess– ha attirato tantissime ospiti (tra cui l’attrice Simona Borioni), ad accogliere le quali c’era naturalmente dal direttore di FNM Fashion News Magazine, Barbara Molinario, assieme alla sua amica scrittrice Iolanda Pomposelli (autrice del best seller D’altronde…sono uomini!).

Alessandro Pino

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La scrittrice Iolanda Pomposelli

 

 

 

Barbara Molinario

Barbara Molinario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La performance di Antonella Pagano

La performance di Antonella Pagano

 

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L’abito manoscritto con i versi di Antonella Pagano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il salone principale della Accemia L'Oréal

Il salone principale della Accademia L’Oréal

Ritrovata senza vita la mamma scomparsa

10 Feb

È svanita la speranza di trovare viva Bianca Andrea Gherghina, la donna – madre di una bambina – residente a Fidene (Terzo

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Municipio della Capitale) scomparsa una decina di giorni fa dopo una allarmante telefonata al compagno: il cadavere in stato di parziale decomposizione è stato rinvenuto, impiccato, l’otto febbraio nella vegetazione adiacente al viadotto dei Presidenti. Proprio vicino al viadotto, al capolinea Atac di largo Labia, era stato ritrovato il cellulare della donna. Del caso si era occupata anche la stampa nazionale, inclusa la trasmissione “Chi l’ha visto?” iniziando a muoverci per il blog e per “.
L. M. – A. P.

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Roberto Giachetti, candidato alle primarie del Pd per il Sindaco di Roma, sarà a Settebagni il 5 febbraio

4 Feb

 

Il 5 febbraio intorno alle 16 Roberto Giachetti, attuale vice presidente della Camera dei Deputati e candidato alle primarie Pd per l’elezioni del Sindaco di Roma alle amministrative di giugno, sarà presente a Settebagni, quartiere del III Municipio per un giro conoscitivo del territorio. Tra le tappe previste, anche la visita al campo sportivo del Settebagni calcio. LM

Roberto Giachetti. Foto dal suo profilo facebook

Roberto Giachetti. Foto dal suo profilo facebook

Roma Capitale: comitati di quartiere e cittadini si organizzano per dire NO ai roghi tossici

3 Feb

All’ennesimo annunciato blocco del traffico per via dell’aumento delle polveri sottili oltre il livello di guardia si è alzata la protesta, partita dai quartieri della Capitale più colpiti dal fenomeno dei roghi accesi ad ogni ora del giorno e della notte per recuperare in prevalenza il rame contenuto nei cavi elettrici e rivestito di plastica. Lenzuoli sono stati esposti ovunque e rimarranno appesi fuori ad oltranza.

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〈〈Vittime dei roghi tossici e del silenzio istituzionale. Delle colonne di fumo nero alla diossina che si alzano nel cielo delle nostre periferie quotidianamente. A pochi metri dalle nostre case. E non più di 10 km dal Quirinale.
Monta la protesta di migliaia di cittadini. Per questo, numerosi comitati di quartiere e associazioni di Roma, sulla spinta delle continue e persistenti proteste da parte degli abitanti più colpiti dal fenomeno dei roghi tossici provenienti spesso dai campi nomadi disseminati in ogni angolo della città, hanno deciso di attuare una serie di proteste che puntano a sollevare l’attenzione a quella che è ormai una vera e propria emergenza.
Non è più tollerabile il silenzio da parte delle autorità e delle istituzioni, alle quali si chiede di mettere una volta per tutte la parola “fine”.
Le esalazioni nocive sono prodotte in gran parte dagli stessi abitanti degli insediamenti abusivi, o dei villaggi attrezzati della Capitale. Provengono dalla combustione dei rifiuti smaltiti illegalmente o per recuperarne rame e ferro, mettendo in pericolo la salute nostra e dei nostri figli.〈Questa attività illegale, attualmente viene svolta nella più totale indifferenza da parte delle istituzioni che dovrebbero avere a cuore l’incolumità dei cittadini: Prefettura, Regione, Campidoglio e Governo. Quello che a gran voce da anni viene chiesto è il più sacrosanto dei diritti: quello alla salute sancito anche nella Costituzione.
Finora la città ha assistito solo a reazioni timide, saltuarie, inefficaci e dispendiose. Per questo, i cittadini, ormai stremati da tanto immobilismo, hanno deciso di alzare la voce, sotto un unico coordinamento di comitati dal nome “Basta roghi criminali”, mettendo in essere una serie di proteste che si svolgeranno in diversi punti della Capitale.
L’esposizione degli striscioni con la scritta “Basta roghi criminali”, o di semplici lenzuoli bianchi, rappresenta solo l’inizio. La prima di una lunga serie di manifestazioni con l’unico scopo di obbligare le autorità competenti a porvi rimedio. Ci chiediamo dove siano il Prefetto Franco Gabrielli e il Commissario straordinario di Roma Capitale Paolo Tronca. Sicuramente distanti dalla grave situazione in cui versano le periferie romane.
L’unica via d’uscita, secondo il coordinamento che ha natura totalmente apartitica, è il superamento del “sistema campi nomadi”, che sono ormai dei “lager di Stato”. Contrastare il traffico illegale di rifiuti, quelli che alimentano anche le industrie italiane, e che di fatto hanno creato nei nostri quartieri una “terra dei fuochi bis”. URGONO Provvedimenti in nome della legalità. Disponibili ad un tavolo di confronto con le istituzioni di questa città. ROMA E I ROMANI, non hanno più tempo.〉〉

Dice Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda: 〈〈Ci siamo coordianta la settimana scorsa con buona parte dei comitati su tutto il territorio romano. Seguiranno altre azioni coordinate, se le isituzioni non prenderanno provvedimenti e on dialogheranno con noi〉〉

Flash: istituito ufficialmente il senso unico in via dello Scalo di Settebagni (Terzo Municipio della Capitale)

2 Feb

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A distanza di una settimana dalla chiusura del ponticello di via Sant’Antonio di Padova (quartiere Settebagni), oggi è stato ufficialmente istituito il senso unico su tale strada (e soprattutto su via dello Scalo di Settebagni che si trova proprio all’uscita della galleria soggetta a lavori) quando verso le nove e venti è giunta una pattuglia della Polizia di Roma Capitale a scoprire la segnaletica verticale assicurandone il rispetto da parte dei conducenti.
L. M.  (foto A. P.)

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Valmelaina – III Municipio di Roma Capitale: oggi i “Ladri di Biciclette” rimarrebbero all’asciutto… – di Luciana Miocchi

1 Feb
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La fontanella di via Scarpanto immortalata in “Ladri di Biciclette” di Vittorio de Sica

Stamattina il Comitato indipendente Valmelaina ha dato notizia di aver protocollato all’ufficio tecnico del Municipio la richiesta del ripristino della fontanella resa famosa da film “ladri di biciclette”, ormai all’asciutto da più di un anno, dai tempi del cantiere della Metro B1, nonostante molti residenti ne abbiano chiesto il ripristino.  Sono state avvistate diverse squadre di tecnici ma fino ad oggi, ufficialmente nessuno ha saputo spiegare perchè il famoso nasone è ancora declassato a semplice monumento di ghisa, non funzionante.

Al Comitato si dicono fiduciosi di una risposta positiva per uno dei simboli della storia del quartiere e del neo realismo cinematografico.

Luciana Miocchi

 

(Si ringrazia Lorella Giribaldi per la foto)

 

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Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: sottopasso chiuso e cittadini allo sbaraglio – di Luciana Miocchi

1 Feb

pubblicato sulla testata giornalistica http://www.di-roma.com

settebagni

Dall’idea originale di un sottopasso più grande allargando l’esistente a quello tutto nuovo, si è passati alla paralisi totale e alla confusione. Adesso il quartiere può “godere” dell’improvvisa chiusura del vecchio passaggio, da tempo dichiarato non stabile e del caos conseguente, con alternative, anche pedonali, non messe in campo dall’amministrazione per il periodo di lavori di consolidamento

La questione dell’allargamento del sottopasso ferroviario in via di Sant’Antonio è ormai annosa. Sono più di venti anni che una convenzione stipulata tra il Comune di Roma e un costruttore che ha edificato delle palazzine in zona, sancisce che dietro pagamento di appositi oneri concessori – regolarmente effettuato e registrato – l’opera deve essere realizzata. In origine l’idea era di allargare il preesistente, poi, nel corso degli anni si è preferito prima pensare alla realizzazione di un nuovo manufatto accanto all’esistente, con tanto di cantierizzazione dell’area interessata ai danni dei terreni della parrocchia, poi, trascorsi anni infruttuosi e con tanto di fallimento della ditta che aveva vinto l’appalto, dopo aver scoperto l’esistenza di uno scambio non segnalato prima, il progetto sembra essersi perso sulle scrivanie di non meglio precisati uffici di Fs, anche se ogni tanto torna a palesarsi il disegno di un sottopasso a qualche centinaio di metri di distanza, direzione Roma. Ma questa è un’altra storia, della quale i residenti sono decisi a venirne a capo.

Gli odierni dolori sono provocati sempre dal vecchio sottopasso, denunciato come pericolante da diverso tempo, tanto da meritare nel luglio 2015 pressanti richieste del locale comitato di quartiere, alle qualiveniva risposto nel dicembre dello stesso anno, da parte dell’assessore municipale ai Lavori pubblici Fabio Dionisi che Ferrovie avrebbe effettuato dei lavori di consolidamento, cantierizzando l’area per 60 giorni, non meglio precisando i tempi di inizio nè tantomeno se fosse stato possibile il transito per i pedoni.

A questo punto occorre ricordare, per chi non conosce la zona, che la ferrovia taglia praticamente in due il quartiere, separando la zona collinare da quella che si estende lungo la via salaria. Ciò comporta che ci sia un unico altro ponte di accesso e di scambio per il traffico veicolare, il ponte della salita della Marcigliana, circa 800 metri più giù e un accesso pedonale alla stazione Fs che però non è fruibile da portatori di handicap né dalle carrozzine e dai passeggini.

Il 21 gennaio l’assessore contattava il Comitato di quartiere, avvertendolo che il 25 sarebbero partiti i lavori, che non sarebbe stato possibile mantenere un accesso pedonale e che non si riteneva di poter procrastinare a dopo la chiusura delle scuole l’intervento, stante il passaggio dei treni sulla soprastante linea ferroviaria e che un comunicato ufficiale sarebbe stato diramato a breve.

Nonostante il poco tempo a disposizione il Cdq decideva di cercare di informare i residenti con ogni mezzo, internet, Facebook e il buon vecchio passaparola, nonchè con una riunione pubblica lo stesso 25, al quale avrebbe partecipato lo stesso assessore.

Con un certo senso di irritazione invece che dalla nota ufficiale, residenti e Comitato di Quartiere venivano a conoscenza dalla testata on line romatoday delle dichiarazioni di assessore e minisindaco sull’inizio dei lavori. Su facebook l’ex consigliere di Forza Italia, Marco Bentivoglio, pubblicava una lettera protocollata in Municipio con la quale dava raccomandazioni sugli interventi da fare in vista della modificata viabilità del quartiere.

La nota di Bentivoglio, firmata anche dal consigliere Borgheresi, sembrava essere, alla data del 25 gennaio, l’unico atto scritto sul tema.

Tanto che alla riunione serale l’assessore ancora raccoglieva proposte sulla viabilità provvisoria, se senso unico su via dello scalo o divieto di parcheggio, sull’aumento della frequenza di passaggio del bus Atac 039, proponendo l’istituzione di una specie di navetta circolare, sempre se la stessa Atac potesse farlo.Segnava perfino la proposta di utilizzare la navetta scuolabus per trasportare le persone, omettendo di dire o forse non sapendo, che il servizio viene effettuato dietro gara di appalto e che quindi una soluzione del genere comporterebbe quanto meno una ridiscussione di detto appalto e la revisione della parte economica, una procedura non semplice e dai tempi sicuramenti lunghi.

Alla serata interveniva anche l’ex presidente del Municipio Cristiano Bonelli, difendendo l’idea, sulla quale tutto il quartiere concorda, di ottenere la realizzazione del sottopasso come da convenzione e richiamando l’attenzione sul grande assente della serata, ovvero Ferrovie dello Stato.

A oggi il punto della situazione: ponte chiuso, con tutto il traffico veicolare che per accedere alla parte collinare deve passare dalla salita della Marcigliana, nessun divieto di sosta e fermata sulla via dello Scalo di Settebagni, nessun senso unico. Nemmeno la presenza di vigili fuori dal plesso scolastico che ospita anche un asilo comunale, oltre le primarie e le medie, se non in un paio di occasioni.

Sulla piazza virtuale che è ormai considerata Facebook, nei vari gruppi di Settebagni, intanto, si è scatenata la rabbia e il risentimento per una situazione che ben poteva essere risolta, studiando in anticipo un piano traffico provvisorio, con l’istituzione di un senso unico o del divieto di parcheggio a seconda di quanto ritenuto necessario dalla polizia locale e il doveroso allestimento della segnaletica orizzontale e verticale.

La responsabilità per aver lasciato i residenti in una situazione di pieno caos non verrà, comprensibilmente mai fuori, persa tra le varie scrivanie di assessorato, polizia locale, Fs e ufficio tecnico.L’assessore Dionisi ha dato conto durante la riunione del fatto che la tassa per l’occupazione del suolo pubblico è stata pagata soltanto pochi giorni fa e che questo ha fatto sì che mancasse l’ufficialità dell’inizio dei lavori. Ma se è vero che il ponte aveva bisogno pressante e non rimandabile di lavori di consolidamento, l’ufficio competente avrebbe dovuto richiedere quanto meno lo studio di un piano di emergenza da applicare al momento dei lavori, proprio per evitare quanto è accaduto: a distanza di una settimana dall’annuncio della chiusura, ancora tutto è lasciato al buon senso o alla prepotenza dei residenti, con gli inevitabili ingorghi dell’ora di punta, alla mattina e alla sera al rientro dal lavoro.

Consigli sull’andare a piedi a portare i bambini a scuola? Legittimi ma non è questo che ci si aspetta da un’amministrazione pubblica. Tanto più se ha avuto tutto il tempo di pensare e di mettere in atto un provvedimento di discliplina del traffico provvisorio. Invece, sembra che prima della metà della prossima settimana rimarrà tutto invariato.

Luciana Miocchi

Roma Capitale: Torna Pasquino in III Municipio

7 Gen

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Durante la notte il Pasquino di Montesacro é tornato a far sentire la sua voce affiggendo il suo messaggio sotto i portici del palazzo municipale di Piazza Sempione. Le foto, recapitate in forma anonima, non forniscono indizi sull’identità del misterioso autore.

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Luciana Miocchi

Un caffè e una margherita – racconto rosa di Luciana Miocchi

29 Dic

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Foto di Loredana Stazi

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Un anno straordinario per questo blogghino: quasi sessantamila contatti nel 2015 fanno girare la testa e danno una responsabilità enorme. Nel ringraziarvi virtualmente uno ad uno,  vi lascio un raccontino scritto per scherzo, un paio di anni fa,  che ha incontrato il favore delle amiche a cui l’ho fatto leggere. Spero mi abbiano detto la verità, altrimenti sto per fare una figura cosmica, della quale mi vendicheró ampiamente.
Buona fine 2015, buon inizio 2016.

Un caffè e una margherita

(cprgt Luciana Miocchi 2013)

Si stiracchiò tra le lenzuola, cercando il tepore del piumino che conservava ancora l’impronta e il profumo della pelle dell’uomo con cui l’aveva condiviso. Le ci vollero alcuni istanti per rendersi conto che non aveva sognato e che quello non era il suo letto, non era casa sua.

Per la prima volta in quarantadue anni, Gioanna aveva ceduto all’istinto e non riusciva a spiegarsi razionalmente perché l’avesse fatto. Non le interessava nemmeno, a dire la verità, visto che si era svegliata d’animo disteso come non le capitava da quando aveva preso la decisione di separarsi, dopo aver scoperto di essere sposata con l’uomo più famoso di Roma Nord, una celebrità tra le sue colleghe di lavoro.

Anche Marco era divorziato, una buona posizione in società, costruita con sacrificio e un pizzico di fortuna, impegnato nel sociale e con due figli preadolescenti, belli come il sole. Pure lui con il suo piccolo mondo perfetto esploso in un solo giorno in mille pezzi quando sua moglie gli aveva detto di non amarlo più tanto da continuare a viverci insieme. Erano ad armi pari. Nulla da pretendere, nulla da promettere.

Erano stati compagni di scuola, poi, come gli altri, si erano persi di vista per diciotto anni.
Finito il liceo, ognuno aveva preso la propria strada: il gorgo della vita, dei vent’anni, delle nuove amicizie, degli studi o del lavoro fino a sera inoltrata aveva ingoiato i compagni dell’adolescenza, risputandoli in nuove, reciprocamente ignote, vite. Qualche incontro fortuito, qualche notizia da chi aveva avuto la ventura di rimanere in contatto perché vicino di casa. Nemmeno l’avvento dei cellulari aveva cambiato granché le cose, la confidenza ormai era perduta.. ma con il boom di  Facebook era stato subito un cercare vecchie amicizie, lontani compagni di scuola, vecchi amori.
Era accaduto così, anche per loro. Si erano ritrovati in un gruppo organizzato con l’intento di ricomporre la vecchia classe, diciassette su venticinque, sette non fu possibile recuperarli. Uno, Belli, refrattario come pochi altri alle nuove tecnologie, stanato grazie ad un colpo di fortuna, proprio non ne aveva voluto sentir parlare.. Soprattutto, disse a chi si era preso la briga di contattarlo, non aveva voglia di rivedere nessuno e se si erano persi di vista per più di vent’anni ci doveva essere un motivo.
Nonostante mille difficoltà l’incontro avvenne. In una pizzeria a “Monculomarittima”, scelta per la facilità di parcheggiare e la possibilità di schiamazzare fino a sera tardi.
Forse aveva ragione il Belli, perché dopo dieci minuti le vecchie rivalità erano di nuovo lampanti. Anche la Maraldi e la sua lingua invidiosa non avevano perso il veleno dei sedici anni.
Quasi tutti erano rimasti allineati e coperti nel tentativo di non sfigurare troppo nel confronto con le vite degli altri, tanti saluti cordiali ma poi si tornò a frequentarsi al massimo su fb, dove al limite, si può barare un po’ e infiocchettare meglio le proprie verità.
Gioanna aveva cercato di tenere buoni rapporti con tutti: detestava i conflitti, i dissapori, il tifo da stadio. A lei aveva fatto piacere rivedere pure quella simpaticona della Maraldi. Forse era la nostalgia di un tempo in cui tutte le strade sembravano ancora percorribili, oppure una immodificabile inclinazione caratteriale. Riusciva sempre a trovare
qualcosa di buono in ognuno.
In tutti, tranne che in Marco, nel cui letto si era appena risvegliata. Vent’anni addietro lo trovava bello, troppo per essere presa in considerazione da uno come lui. L’aveva sempre tenuto a debita distanza, giudicandolo fighetto oltre misura, un pavone con il codazzo di squinzie adoranti, uno che studiava il minimo sindacale per non essere rimandato ché sicuramente aveva di meglio da fare. Lui non le aveva mai mostrato il sia pur minimo interesse o così lei aveva sempre creduto. Con il senno di poi doveva riconoscere che non lo aveva mai sentito fare un commento fuori posto su nessuno. Forse non era nemmeno così vuoto come se lo era sempre raccontato. Però non sopportava le battutine acide che riservava alla Muri, obiettivamente diversamente attraente e diversamente simpatica. Non che non avesse ragione ma la bellezza sfacciata che gli era toccata in sorte, secondo Gioanna, gli precludeva la reazione crudele alle parole stupide e cattive di una persona già penalizzata pesantemente dal destino.

Poi un like via l’altro, un post simpatico, una battuta ironica ogni tanto e almeno nel virtuale, lo aveva rivalutato. Vent’anni dopo. Onesto e profondamente buono, anche un po’ ingenuo, a volte.
E quando meno se lo sarebbe aspettato, la rivelazione che l’aveva lasciata di sasso. Lei era stata il sogno fisso di Marco, non solo al liceo ma anche dopo. Nemmeno lui sapeva darle una spiegazione del perché, era così e basta. Tanto che arrivò a confessarle una trentina di posizioni e location diverse in cui  aveva immaginato di far sesso insieme a lei. Dopo aver letto la confidenza nella posta privata, Gioanna aveva riempito una decina di righe con faccine dalla risata sguaiata, cercando di mascherare l’imbarazzo e un pizzico di compiacimento. Seguirono settimane in cui Marco sparì dal mondo virtuale, piccato da quella reazione. Il bello aveva un’anima e lei l’aveva maldestramente ferita. Più nessun contatto fino a quando, durante una notte insonne Gioanna aprì fb sperando che ci fosse qualcuno in linea  e trovò il suo profilo attivo. Gli spedì una faccina contrita con una frase spiritosa di scuse, sperando nel perdono per  quella sua goffa reazione. Finirono per vedere l’alba insieme tra messaggi ambigui e battutacce da gita dell’ultimo anno. Lei, si lasciò sfuggire un “per i sessant’anni mi potrei togliere uno sfizio con te, se ti sarai mantenuto prestante”. Divenne un tormentone.
Seguirono settimane in cui ognuno di loro fece sfoggio di dialettica, erotica e non. Avevano scoperto un’affinità di pensieri e di valori che soprattutto l’incredula Gioanna faticava ad accettare, cercando di tenere al largo possibili complicazioni.
Fino a tre giorni prima di quell’incredibile risveglio.
Marco, dopo non essersi fatto sentire per tutto il giorno, le   scrisse un solo messaggio: “non vorrai davvero aspettare il sessantesimo compleanno?” Lei rispose: “Dopo vent’anni, forse è meglio tenersi l’illusione di un rimpianto che fare i conti con una realtà che potrebbe non essere quella immaginata.” “Assurdi e masochistici pensieri.. In due facciamo quasi un secolo, avrai mica paura della vita, cara la mia diplomatica-non-porto-pena?”
L’ultima frase l’aveva punta sul vivo, in fin dei conti mediare non l’aveva preservata dagli urti della vita. Aveva passato l’esistenza a fare scelte sensate, con il risultato di ritrovarsi a quarant’anni costretta ad amputarsi un pezzo di vita per poter sopravvivere rimanendo se stessa. Con fatica ammise tra sé e sé che Marco la attraeva, lo aveva sempre fatto. Lo aveva messo d’istinto tra i casi pericolosi, quelli che ti fai male appena si profilano all’ orizzonte ed è meglio girargli lontano. Rispose con un “dove e quando” mentre pensava che per una volta perfino lei avrebbe potuto comportarsi da cretina senza testa, una botta e via, come le benefattrici che avevano allietato l’ex marito. Con la differenza che qui non c’era nessuno da far becco, ci aveva già pensato la vita.
Lui la sfidò: “venerdì sera a casa mia. Cucino io. Passo a prenderti alle otto”.  Lei decise che non era tipo da farsi trasportare, preferiva andare con le sue gambe. Sapeva come sarebbe finita, voleva una via di fuga dignitosa per il dopo.
Optò per un jeans e un toppino semplice, la borsa di Guess che si era regalata quando era andata in Tribunale a firmare le carte della separazione e i tronchetti neri con il tacco dodici che la facevano sentire sicura di se stessa. Tanto per non sbagliare, slip e reggiseno bianchi di taglio sportivo. Niente pizzo nero femme fatale, inutile promettere chissà quali peccati mentre lei era fuori esercizio da un bel po’, niente stampe baby dall’intento sabotatorio fin troppo palese. Un bel bianco politically correct, da donna pragmatica che non ha premeditato nulla per il dopocena. Puntuale come sempre, aveva suonato il campanello alle venti in punto, con in mano un mazzo di margherite, in onore di un vecchio soprannome che lui si era guadagnato venendo un giorno a scuola tinto di biondo per scommessa. Era stata calmissima fino a quando non aveva parcheggiato ma poi aveva fatto le scale con il cuore in gola. Forse aveva commesso un errore, forse aveva ragione Belli: se ci siamo persi di vista ci sarà un perché.

Le venne ad aprire la porta con i piedi nudi.
Era ancora bello da levare il fiato, la figura armonica esaltata dalla camicia di lino rossa e dai jeans di taglio regolare. Qualche ruga d’espressione sul viso lo rendeva affascinante come non lo era a vent’anni. Lo sguardo azzurro, cui si accorse di non aver mai prestato eccessiva attenzione, allegro e sincero.
Si salutarono senza abbracciarsi, con un semplice bacio sulle guance, ognuno in attesa di un gesto dell’altro. I fiori furono accolti da un sorriso, tramutato in una sonora risata nell’istante in cui Marco si ricordò del suo ciuffo platino . Finirono nell’unico vaso di quella casa da single ordinato.
Gioanna si rese conto che stava guardando davvero Marco per la prima volta, capendo in quel preciso momento di averlo reso vittima di un pregiudizio legato solo alla propria insicurezza.
La cena rimase sul tavolo.
Non riusciva a ricordare parole tra loro, se non qualcosa di estremamente confuso riguardo le margherite, la mente catturata dall’istante in cui si scambiarono un lungo sguardo intenso, il sorriso negli occhi di lui, il passo avanti di lei, le mani gentili di lui nei capelli, quel fissarsi a vicenda senza bisogno di parole. Il braccio di Marco stretto attorno alla sua vita. Il Bacio con gli occhi negli occhi come a voler sincerarsi della realtà di quel momento. E le loro lingue che si sfiorarono per poi intrecciarsi in una danza liberatrice.
Lei gli accarezzò il viso con dolcezza poi cominciò a slacciargli i bottoni della  camicia, mandando al diavolo la sua vocina interiore che gli suggeriva di comportarsi bene. Lui la strinse a sé facendole sentire l’imperiosità di un desiderio covato per più di vent’anni che le strappò un gemito soddisfatto. Il top volò da qualche parte, perdendosi tra il divano e il tavolo. Con un gesto elegante e apparentemente senza sforzo Marco la sollevò tra le braccia  continuando a baciarla, attraversò il piccolo appartamento fino a giungere al letto di design che aveva scelto di usare nella sua nuova vita solitaria.  Rimasero stesi a lungo a esplorarsi reciprocamente ogni centimetro di pelle con la voracità di chi si è aspettato per troppo tempo. Si concessero una serie interminabile di preliminari appassionati, accordati e armonici come se ognuno di loro fosse capace di leggere le voglie segrete dell’altro. Sapevano entrambi che erano a caccia non di solo sesso ma anche e soprattutto di un posto dove riprendere fiato, trovare comprensione e fiducia, magari complicità e compagnia. L’assurdo reggiseno sportivo di Gioanna non stupì Marco nemmeno un po’. Per lui era sempre stata un libro aperto: coerente fino all’autolesionismo, figurarsi se si fosse presentata in pizzo nero a quella che sapevano entrambi non sarebbe stata una cena di cortesia. Ancora con l’idea che le brave ragazze non la danno al primo appuntamento. Gli spuntò un sorriso che non riuscì a trattenere. Avesse osato allora! Ma lei sembrava una fortezza irraggiungibile, chiusa nella convinzione che lui fosse uno sciupa femmine. All’epoca non avrebbe incassato un no senza rimanerne ferito e aveva preferito lasciar perdere. Prese a mordicchiarla un po’ per gioco e un po’ per vendetta di quel che non fu, lei rispose graffiandogli la schiena con le unghie. Finalmente, accadde l’inevitabile.
Quello che Gioanna non aveva proprio previsto era che poi si sarebbe addormentata di un sonno profondo e soddisfatto, che le aveva fatto aprire gli occhi soltanto l’indomani. Aveva pensato di chiudere quell’incontro dopo un paio di ore con un bacio, un abbraccio e la generica promessa di rivedersi uno di questi giorni. Invece si era ritrovata ad avere il problema di uscire con dignità da quel letto. Voleva solo tenersi un bel ricordo senza pretendere la favola. Ci pensò lui, ancora una volta, a cavarla d’impaccio. Le si parò davanti con un caffè e una margherita – del mazzo che gli aveva regalato lei – sull’orecchio destro. Glielo porse come ringraziamento per avergli fatto passare la prima notte serena dopo tanto tempo a quella parte e non la lasciò alzare prima di averle chiarito che non avendo più vent’anni non sentiva l’esigenza del tutto con promessa per l’eternità, che era disposto a prendere quello che lei gli avrebbe concesso e che non avrebbe mai dovuto dividerlo con nessun altra per tutto il tempo che si fossero frequentati. La vita li aveva segnati troppo entrambi per poterci cadere di nuovo. Gioanna sfilò la margherita dai capelli di Marco con un gesto affettuoso poi se la mise tra i suoi. Bevve lentamente il caffè. Con una sicurezza che mai avrebbe immaginato di avere, lo fissò negli occhi e disse – più a se stessa che a lui –  “perché no?”